Michael Douglas ha ragione, Hank Pym sarebbe dovuto morire in Ant-Man and the Wasp: Quantumania

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Ant-Man and the Wasp: Quantumania avrebbe dovuto dare il via alla saga del multiverso dei Marvel Studios con il botto, ma si è invece rivelato un piagnisteo generale. Non solo è stato accolto da recensioni tiepide, ma ha anche registrato un’enorme sottoperformance al botteghino, senza considerare i problemi legali di Jonathan Majors, il cui villain Kang il Conquistatore doveva essere il volto della Saga del Multiverso. La più grande occasione mancata di Quantumania è stata però quella di non dare a Hank Pym (Michael Douglas) una morte epica, anche se lo stesso attore aveva proposto il finale perfetto per il personaggio di Pym.

Durante un’apparizione a The View per promuovere la sua serie Benjamin Franklin su Apple TV+, Michael Douglas ha spiegato come ha progettato la sua morte in Ant-Man and the Wasp: Quantumania. “La morte di Pym è stata la mia richiesta per il terzo film. Ho detto che mi sarebbe piaciuto avere una morte seria, con tutti questi grandi effetti speciali. Ci deve essere un modo fantastico per rimpicciolirmi fino a diventare una formica ed esplodere, qualunque cosa sia. Voglio usare tutti questi effetti“, ha detto. Non solo sarebbe stato epico, ma avrebbe anche chiuso il cerchio del viaggio di Pym.

La morte di Hank Pym avrebbe dato a “Quantumania” il peso emotivo di cui aveva bisogno

Ant-Man and the Wasp: Quantumania

Se Hank Pym avesse incontrato la sua fine in Quantumania, avrebbe conferito al film un’importante rilevanza. Kang viene mostrato come un tiranno spietato che sradica chiunque cerchi di opporsi a lui; inoltre, il film è diviso tra i Pym e Scott Lang (Paul Rudd) che cercano di riunirsi ai loro cari. L’eliminazione del più anziano dei Pym non solo sarebbe stata emotivamente devastante per la figlia Hope (Evangeline Lilly) e la moglie Janet (Michelle Pfieffer), ma avrebbe potuto sottolineare quanto Kang il Conquistatore sia una minaccia. Se qualcuno fosse stato disposto a sacrificare la propria vita per fermarlo e non avesse funzionato, sarebbe stato un vero e proprio shock per il pubblico, dato che Pym è stato una parte importante di tutti e tre i film di Ant-Man.

La morte di Pym avrebbe potuto essere un catalizzatore per Scott e Cassie come supereroi

Ant-Man and the Wasp: Quantumania

La morte di Hank Pym avrebbe anche chiuso il cerchio del viaggio del personaggio, soprattutto per quanto riguarda la sua storia familiare. Il primo Ant-Man rivelava che Hank si era ritirato dall’attività supereroistica dopo l’apparente morte di Janet in una missione per disattivare una testata nucleare. Questo ha causato una ferita tra lui e Hope per anni, che ha portato Pym a insegnare a Lang come usare la tuta di Ant-Man. Janet e Pym si sono poi riuniti in Ant-Man and the Wasp, che ha posto fine alla storia di Pym. Fargli sacrificare la propria vita avrebbe riportato le cose al punto in cui si trovava nel primo film, mostrando al contempo quanto amasse davvero la sua famiglia.

La morte di Pym avrebbe permesso a Scott Lang di entrare in scena come Ant-Man. Scott e Pym avevano in comune molto più che la semplice tuta di Ant-Man: entrambi amavano le loro figlie e avrebbero fatto di tutto per ricongiungersi a loro, e alla fine ci sono riusciti. Anche Cassie (Kathryn Newton), figlia di Scott, ha seguito le orme del padre in Quantumania, diventando Stature. Anche se la morte di Pym sarebbe stata tragica, avrebbe permesso alla famiglia Lang di continuare a seguirne le orme. Detto questo, il MCU è lo studio più interconnesso del mondo, quindi, anche se Hank non si è ritrovato nel grande regno quantico del cielo di Quantumania, non mancano altre proprietà in cui potrebbe fare una fine struggente ed eroica.

Redazione
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