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Michael, spiegazione del finale: Perché il film biografico finisce proprio in quel momento (e come getta le basi per il futuro della pop star)

Michael (leggi qui la nostra recensione) è una versione vivace e pop dei primi anni di vita di Michael Jackson, che contrappone la sua crescente fama alle difficoltà incontrate per sfuggire all’influenza del padre. Il film ripercorre gli inizi della carriera di Michael Jackson, dalle sue umili origini fuori Detroit, al successo iniziale con la band di famiglia, fino al suo sfondamento come artista solista.

Juliano Krue Valdi e Jaafar Jackson interpretano Michael in diversi periodi della sua vita, tracciando l’ascesa della carriera del musicista mentre cerca di liberarsi dal controllo del padre/manager, Joseph Jackson. Per la maggior parte, il film segue la struttura tipica del biopic, ma lo fa con brio.

Si concentra principalmente sui momenti di successo e di difficoltà dei primi anni di carriera di Michael, evitando alcuni degli aspetti più controversi dell’eredità dell’icona pop. Il tutto si sviluppa come parte di una storia di crescita personale e di come la ricerca di una figura paterna adeguata abbia influenzato la vita di Michael.

Michael Jackson è ambientato agli inizi della sua carriera, e mette in luce le sue difficoltà nel liberarsi dall’influenza del padre e primo manager, Joseph. Il film getta le basi per questa dinamica fin da subito, mostrando come i piccoli momenti di ribellione di Michael vengano accolti con abusi verbali e fisici, ponendo le basi del loro rapporto come conflitto principale della pellicola.

Il conflitto tra Michael e Joseph è il fulcro di Michael

La spaccatura tra Michael Jackson e suo padre è il nucleo di Michael. Man mano che Michael diventa famoso, Joseph cerca di mantenere la famiglia unita (e Michael sotto il suo controllo). Questa tensione porta a scontri diretti in diverse occasioni, anche se Joseph si astiene dall’aggredire fisicamente Michael una volta che il figlio è adulto.

Un tema centrale di Michael è il desiderio del giovane artista di avere un modello di riferimento positivo. Stringe rapidamente un legame con il produttore musicale Berry Gordy e lo abbraccia dopo che Berry gli insegna i fondamenti del mixaggio audio. Crescendo, Michael crea un legame simile, con connotazioni paterne, con la sua guardia del corpo, Bill Bray.

Il rapporto di lavoro positivo di Michael con il collega musicista Quincy Jones trasmette anche l’atmosfera di un legame paterno, poiché Jones gli offre consigli di vita e suggerimenti sulla sua musica. Uno dei temi di fondo del film è l’impatto, l’importanza e persino la potenziale trappola della famiglia.

Michael ama sua madre e i suoi fratelli, ma il suo arco narrativo emotivo più importante nel film è la rottura definitiva con l’influenza del padre, che lo porta a intraprendere la carriera da solista. Dopo aver ceduto in precedenti scontri o aver cercato di recidere il legame tramite intermediari come il suo avvocato, John Branca, Michael finalmente dice a Joseph che la loro storia è finita nel momento culminante del film.

La disconnessione di Michael Jackson dagli altri, ma la sua profonda empatia, è una parte fondamentale della sua personalità

Colman Domingo in Michael
Colman Domingo in Michael. Foto di: Glen Wilson © 2026 Lionsgate

Uno degli elementi più intriganti della rappresentazione di Michael Jackson nel film è la distanza che lo caratterizza. Il musicista viene ritratto come una persona che non riesce a legare facilmente con i suoi coetanei, il che suggerisce che ciò sia dovuto al rigoroso programma di prove e performance di Joseph.

Inoltre, la fama che Michael ha raggiunto diventando una superstar mondiale rende le amicizie più comuni. Persino la sua famiglia fatica a comprenderlo: i suoi fratelli giocano a basket e parlano di donne, mentre Michael va nei negozi di giocattoli e gioca a Twister con la sua scimmia, Bubbles.

Questa distanza non si estende, in modo significativo, ai bambini e agli animali, a testimonianza della visione innocente (e in qualche modo immatura) di Michael sul mondo. Questo senso di ispirazione giovanile si rivela anche un vantaggio per la creatività di Michael, spesso dando vita a opere originali.

È il suo amore per i film horror e per Fred Astaire a ispirare “Thriller”, mentre “Beat It” è un sincero tentativo di placare il conflitto tra i Bloods e i Crips. Il legame di Michael con la sua giovinezza gioca un ruolo fondamentale nel sottolineare quanto Michael sia diverso dagli altri e come questa diversità influenzi la sua arte.

Cosa succede a Michael Jackson dopo la fine di Michael?

Juliano Krue Valdi in Michael
Juliano Krue Valdi in Michael. Foto cortesia di © 2026 Lionsgate

Michael si conclude con uno dei momenti più gloriosi per Michael Jackson. In tour mondiale e finalmente libero dal controllo del padre, Michael abbraccia appieno la sua fama e il suo talento, esibendosi in concerti sold-out in tutto il mondo. Tuttavia, il film getta anche le basi per molte delle controversie che avrebbero accompagnato l’artista.

Una sottotrama del film vede Michael alle prese con i problemi legati al suo aspetto, apparentemente alimentati in gioventù dagli insulti di Joseph. Michael si sottopone a una rinoplastica e in seguito scopre di avere la vitiligine, una condizione in cui la pigmentazione della pelle può schiarirsi.

Gli sforzi di Michael per cambiare il suo aspetto e nascondere la sua condizione si faranno sempre più drastici nel tempo, tanto che alcune persone a lui vicine sospettarono che fosse diventato dipendente dalla chirurgia estetica. Michael suggerisce che ciò derivi dall’influenza di Joseph e dalla conseguente idea, che Michael fece propria, di dover essere perfetto.

Michael, in particolare, non affronta mai le accuse più gravi contro Michael Jackson, che videro il cantante ripetutamente accusato di abusi sessuali su minori. Questo scandalo macchiò la reputazione della pop star in molti ambienti. Sebbene Jackson non sia mai stato condannato per alcun crimine, la percezione pubblica dell’artista fu radicalmente cambiata da questo evento.

Da allora, nel corso degli anni, si sono fatte avanti diverse persone accusatrici (sebbene ognuna di queste accuse sia stata negata da Jackson o dai suoi eredi). Questo contesto, tuttavia, aggiunge un certo senso di disagio al film, poiché rende più difficile accettare la facile amicizia di Jackson con i bambini e la sua chiara idea di una “Neverland” tutta sua.

Documentari come Leaving Neverland esplorano quel capitolo della vita di Michael Jackson in modo molto più dettagliato, mettendo in luce le accuse (mentre altri, come Square One: Michael Jackson, sono stati pubblicati e sostengono l’innocenza di Jackson). Nonostante queste controversie, Jackson è rimasto una delle più grandi star della musica mondiale, prima di morire a 50 anni per arresto cardiaco dovuto a un’overdose di farmaci.

Concentrando la trama di Michael sull’ascesa di Michael Jackson anziché sulla sua storia completa, i registi evitano di dover affrontare alcune delle questioni più spinose riguardanti la star e la sua eredità. Ciò permette al film di essere saldamente ancorato alla celebrazione dell’arte senza addentrarsi negli aspetti più complessi della sua personalità e del suo lascito.

Il vero significato del nome Michael

Jaafar Jackson in Michael
Jaafar Jackson in Michael. Foto di: Glen Wilson © 2025 Lionsgate

Michael è in definitiva una storia di formazione, che descrive gli sforzi di Michael Jackson per diventare un uomo indipendente, affrontando al contempo le pressioni e le sfide poste da suo padre. Il film segue l’ascesa di Michael e la presenta come la crescita non solo come artista, ma anche come persona.

La sua opposizione a Joseph simboleggia la crescita personale di Michael e le sue ambizioni musicali, con i suoi successi che aumentano di pari passo con la libertà che gli viene concessa. Diventando un uomo indipendente, Michael realizza il suo pieno potenziale. E lo fa a modo suo, il che è fondamentale per le sue caratteristiche e abilità uniche come artista.

Michael dimostra di poter rimanere vicino alla sua famiglia anche se non si esibisce più con loro, e di poter sfuggire all’ombra di Joseph anche quando tutti intorno a lui hanno paura di lui. Michael è la storia di come Michael Jackson è diventato un uomo indipendente e il Re del Pop, anche se non esplora la sua storia completa.
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Michael, il finale originale era molto più oscuro: cosa è stato cambiato all’ultimo momento nel biopic

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Il biopic Michael, dedicato a Michael Jackson e ora al cinema, avrebbe dovuto avere un finale completamente diverso e decisamente più controverso. Una versione iniziale della sceneggiatura prevedeva infatti una chiusura molto più cupa, poi eliminata in fase avanzata di produzione.

Il film, interpretato da Jaafar Jackson, racconta l’ascesa del Re del Pop dagli anni dei Jackson 5 fino alla carriera solista, cercando di concentrarsi soprattutto sugli aspetti più personali e meno esplorati della sua vita. Tuttavia, nelle prime versioni, il finale mostrava Jackson nel 1993, davanti a uno specchio mentre lampeggiavano luci della polizia, in riferimento diretto alle accuse di abuso. Anche altre scene legate alle indagini a Neverland Ranch sono state successivamente rimosse.

La svolta è arrivata per motivi legali: una clausola emersa tardi, legata a un accordo con uno degli accusatori, impediva di affrontare esplicitamente quei temi nel film. Questo ha costretto la produzione a riscrivere l’intero terzo atto, portando a nuove riprese e a un finale completamente diverso, incentrato sulla performance durante il “Bad Tour” e sulla rottura con il padre.

Perché il finale di Michael cambia il senso del film e riscrive il modo in cui raccontiamo le biografie

Jaafar Jackson in Michael
Jaafar Jackson in Michael. Foto di: Glen Wilson © 2025 Lionsgate

La scelta di eliminare completamente la parte più controversa della vita di Michael Jackson non è solo un compromesso produttivo, ma una decisione che cambia radicalmente il significato del film. Il biopic rinuncia a confrontarsi con il lato più oscuro della sua figura per costruire un racconto più controllato, focalizzato sull’artista piuttosto che sull’uomo.

Questo sposta il film in una direzione precisa: non un’indagine complessa, ma una narrazione selettiva. In un panorama in cui molte opere dedicate a Jackson si concentrano sulle accuse e sulle controversie, Michael sceglie consapevolmente di raccontare altro, offrendo un punto di vista meno conflittuale ma anche meno completo.

Paradossalmente, questa scelta potrebbe aver rafforzato l’identità del film. Evitando il terreno più divisivo, il biopic si distingue da documentari e inchieste, proponendosi come un racconto più emotivo e spettacolare. Ma allo stesso tempo apre una domanda inevitabile: si può davvero raccontare una figura come Michael Jackson senza affrontarne le ombre?

È proprio questa tensione tra racconto e omissione a definire il film — e a renderlo, nel bene o nel male, uno dei biopic più discussi degli ultimi anni.

Michael Zampino presenta Governance – Il prezzo del potere

Michael Zampino presenta Governance – Il prezzo del potere

Alla conferenza stampa di presentazione di Governance – Il prezzo del potere intervengono il regista Michael Zampino e i protagonisti Massimo Popolizio e Vinicio Marchioni. L’evento si è svolto in streaming e il film sarà disponibile su Amazon Prime Video dal 12 aprile. 

Governance è un noir ambientato nel mondo dell’energia, in cui il dirigente di una grande azienda petrolifera fa di tutto per non perdere il suo ruolo di potere in favore di una giovane manager esperta di ecologia e sostenibilità ambientale. Temi come la riconversione green sono oggi all’ordine del giorno. Michael Zampino stesso ha lavorato per diverso tempo in un’azineda petrolifera. Così ricorda quell’esperienza e come lo ha ispirato per raccontare questa storia: “Sono passati alcuni anni da quando non lavoro più in questo ambiente. Molte cose sono cambiate. Soprattutto la consapevolezza dell’ambiente è molto più forte oggi che dieci anni fa, quando io lavoravo ancora nell’industria petrolifera. Era appena passato il grande collasso del 2008 […] La crisi aveva rimesso in discussione tutto il modello economico di queste grandi aziende che poco a poco si sono riprese e adesso si presentano come i baluardi di un nuovo approccio più rispettoso dell’ambiente”. “Non è solo una strategia di comunicazione, ma anche una necessità industriale. Oggi si prevede che nel 2050 non ci saranno più motori alimentati con energie fossili. Questi grossi gruppi si sono adeguati”. 

Il prezzo del potere è il sottotitolo del film. D’altro canto, quale regista non è interessato alle potenzialità di questa forza come motore drammaturgico? Come conferma il regista: “Intuitivamente sento che il potere può, quando lo cerchiamo ossessivamente, essere fonte di un dramma, di una tragedia personale, di una solitudine. C’è un aspetto maledetto nella ricerca del potere. Questo è carburante per ogni drammaturgo, regista e sceneggaitore che vuole raccontare una storia accattivante. Non è stato però un calcolo di questo tipo che mi ha spinto a scrivere. […] La cornice del petrolio  è un retroscena. Seguiamo i personaggi e attraverso di loro raccontiamo anche un contesto, ma non è il contesto che trascina la storia. Il film non ambisce a dimostrare nessuna tesi”. E aggiunge che il potere “suscita un’attrazione fatale su questi personaggi, ma provoca anche tanta solitudine”. 

Nel delineare i personaggi e le dinamiche all’interno del film, dunque Zampino si è ampiamente rifatto alla propria esperienza personale: “E’ un grande piacere scrivere di personaggi che hai conosciuto. Nel caso di Renzo Petrucci, [interpretato da Massimo Popolizio ndr.] è il collage di vari personaggi che ho incontrato. Non è uno in particolare. Però è più semplice rendere vivo un personaggio sullo schermo e in scrittura, quando conosci le sue movenze, l’hai visto all’opera, sai come si comporta in certe situazioni di conflitto. È stato quindi molto ludico scrivere di qualcuno che si materializza davanti a te. Non puoi ragionare con degli schemi di scrittura artificiali. È così. Punto e basta”. “Il personaggio di Massimo rappresenta la vecchia guardia. […] È cresciuto con quello spirito da pioniere, di cotruzione, in cui le tematiche ambientali non esistevano. Lui doveva costruire, sviluppare la rete, cercare participazioni nelle raffinerie. È un uomo che ha contribuito a costruire questa società fondamentale per l’economia del paese. Però si ritrova, oggi, in un contesto che non è più suo. Da lì nasce l’aspetto ironico e tragico di questo personaggio”.

Governance – Il prezzo del potere, l’incontro stampa con Michael Zampino

Da questa esperienza nascono anche personaggi come quello interpretato da Claudio Spadaro: “L’ex amministratore delegato della società, interpretato da Claudio Spadaro, vuole il suo tornaconto pure quando è in pensione. Questo è qualcosa che ho vissuto. Mi ha stupito. All’epoca ero giovane, vedevo uomini di 65 anni con degli stipendi elevatissimi che andavano via. Dopo due anni tornavano da pensionati come responsabili di grandi progetti in qualità di consulenti esterni. Mi chiedevo: dov’è il rinnovamento? Dov’è il posto per noi? È come se questi personaggi non morissero mai. Tutto continua, questo procedere di giochi di potere”. 

I personaggi interpretati da Popolizio e Marchioni appaiono al tempo stesso simili e differenti. Ecco come i due protagonisti raccontano quest’esperienza.

Massimo Popolizio afferma di aver lavorato al personaggio di Renzo attingendo alla sua lunga esperienza teatrale, soprattutto shakespeariana: “Più che essere un film sull’Eni, dove abbiamo dei trascorsi straordinari, questa società si prende un po’ a metafora per fare una sorta di tragedia shakespeariana, con dei tradimenti, un po’ di sesso, amicizie che non sono più tali, lotta per il potere”. Il suo personaggio ha sempre un obiettivo: “Risultare simpatico a un amico, antipatico a qualcun altro, riuscire a carpire dal prete il  terreno, parlare con il politico. Tutta questa serie di obiettivi facevano il personaggio, in un certo senso. Renzo ha sempre qualcosa da portarsi a casa ed è bello che in questo ci sia l’imprevisto. Sbaglia obbiettivo […] e fa qualcosa che non deve fare.[…] Tra i personaggi di Shakespeare ci sono i biliosi. Quelli che hanno una sorta di furore interno […] Ho fatto appello a quel tipo di conoscenza perchè secondo me questo personaggio è mosso da una sorta di furore, di bile, di motore interno.” 

Sulla sua abilità nel delineare i personaggi negativi, gli antagonisti, gli “squali”, Popolizio così argomenta: “Squalo si diventa. Convinto come sono che ci si ricordi dei personaggi o degli attori soprattutto per le piccole cose più che per le grandi, uno spunto dato da Michael a cui ho subito attinto è che Renzo venisse dal basso. È un personaggio che sa come ci si comporta sulla strada. […] Per esempio, abbiamo inventato il modo in cui mangia. Mangia come se avesse sempre questa fame atavica, questo furore di mangiare, che non è normale evidentemente. Questo un po’ lo accomuna a Michele. Probabilmente uno è riuscito e l’altro no, ma le origini sono le stesse . […] Renzo è riuscito pagando certi prezzi. Uno dei prezzi è non saper dimostrare affetto. Apparentemente anaffettivo, probabilmente è un padre che vuole molto bene alla figlia, ma non sa come si fa. Vuole molto bene al figlio di Michele, ma gli dà cinquanta euro, non ha un altro modo di esprimerlo. Questo è un prezzo che si paga se ti prefiggi l’obiettivo di diventare qualcuno a prescindere da tutto.” 

D’altronde, verrebbe da dire, quello del cattivo è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, anche perchè, continua Popolizio, “il mondo non è fatto di buoni. È difficile trovare un vero buono, a meno che non faccia proprio finta. Fondamentalmente, il mondo è popolato da cattivi. L’importante è stare fuori dallo stereotipo del cattivo. […] Molto spesso mi impegno per questo: essere fuori dal generico.” 

E a chi trova degli aspetti “gassmaniani” nella sua interpretazione risponde: “Mi fa piacere. Conoscevo Vittorio. […] Credo che lui sia stato quello che ha sdoganato l’attore teatrale a teatro. Un attore teatrale a teatro può essere efficace. Lui era over, fuori misura, ma essendo fuori misura, era credibile. In un certo senso, se questo vale anche per me mi fa molto piacere. Posso essere certe volte fuori misura. L’importante è che in questo trovi una credibilità.”

Vinicio Marchioni racconta così il suo lavoro sul personaggio di Michele: “Personalmente nella costruzione mi piace sempre partire dalle mancanze, da ciò che il personaggio non ha. Elementi pratici, psicologici, fisici”.Ho sempre visto Michele come una formichina. Inizia dallo strato inferiore. Ha quest’amicizia con Renzo. Renzo per Michele è sempre stato un punto di riferimento, la persona che poteva aiutarlo a trovarsi una posizione migliore di quella che ha. Da questa amicizia, nella maniera più italiana possibile, cerca di avere una raccomandazione per avere qualcosa in più nella vita. Inizia con tutte le migliori ntenzioni possibili. […] Renzo però è un’uomo di successo, arrivato, che ha il potere. In tutta la parte in cui Renzo insegna delle cose a Michele, […] lui invece gli succhia tanto altro: l’arrivismo, il cinismo, la possibilità di approfittare di determinate occasioni. È un po’ un corso di formazione per arrivare agli obiettivi di cui sopra. C’è un po’ uno scambio di personalità, se vogliamo. […] Quest’evoluzione era molto interessante”. Così commenta l’effetto che ha su Michle il raggiungimento di una posizione: “Quando arriva all’obiettivo, […] pecca di hybris nei confronti di Renzo […]. Gli chiede ancora di più e giustamente viene risistemato dagli dei, in questo caso da Renzo, che lo rimette al suo posto. 

Inoltre, il personaggio di Michele, spiega Marchioni, dà modo di riflettere su come spesso si parta da buone intenzioni per poi agire in maniera non edificante, o su come i confini tra bene e male siano molto meno netti di quanto si creda: “La strada per la perdizione è lastricata di buone intenzioni, come era scritto da qualche parte. Michele ha le migliori intenzioni possibili. Mi sembra un buon modo anche di riflettere sulla maniera che abbiamo di classificare il bene e il male. In realtà nella vita questi aspetti si mescolano sempre e le scelte che fai, ogni tanto ti ritrovi a farle per ottenere qualcosa, ma poi ti guardi indietro e ti rendi conto che per ottenerla hai fatto delle cose forse non meravigliose”. 

Mentre, su come sia possibile sfuggire allo stereotipo del cattivo dice: “Penso sia fondamentale farsi le domande giuste. […] Quali sono i punti di partenza che hanno portato un essere umano a fare quelle scelte e ad essere ciò che è?”. “L’essere umano è anche cattivo. […] La grandezza dell’attore è proprio  che puoi mettere in scena tutto quello che fa parte dell’essere umano. E con i cattivi ti puoi anche divertire molto di più”.

Prodotto da Alba Produzioni, Panoramic Film e Loin Derrière l’Oural, Governance – Il prezzo del potere è disponibile in streaming dal 12 aprile su Amazon Prime Video.

Michael Winterbottom arricchisce il cast di King of Soho

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Dopo aver scelto Steve Coogan come protagonista, Michael Winterbottom sta completando il cast del suo nuovo film, King of Soho: recentemente si sono unite al progetto Anna Friel, Tasmin Egerton e Imogen Poots. Il film segnerà un ritorno alle atmosfere di 24 Hour Party People, prendendo le mosse da una vicenda reale, quella del proprietario di locali ed editore di riviste per adulti Paul Raymond, una delle figure più influenti nel sottobosco culturale londinese tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’90.

Proprietario del primo strip-club britannico, ed editore tra le altre di Mayfire, risposta inglese a Playboy o Penthouse, Raymond fu poi battezzato ‘Il re di Soho’. La sceneggiatura del film è stata scritta Matt Greenhalgh (Control); Anna Friel reciterà nel ruolo della prima moglie di Raymond, Jean Bradley, la Egerton sarà la modella glamour Fiona Richmond, mentre Imogen Poots interpreterà la figlia Debbie, morta per un’overdose di eroina nel 1992.

Fonte: Empire

Michael vola al box office: debutto record in vista nonostante il 33% su Rotten Tomatoes

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A pochi giorni dall’uscita in sala, Michael, il biopic dedicato al Re del Pop Michael Jackson, si prepara a un debutto che potrebbe riscrivere i record del genere. Secondo le ultime stime, il film è proiettato verso un incasso globale di circa 150 milioni di dollari nel weekend di apertura, con un netto rialzo rispetto alle previsioni delle settimane precedenti.

Negli Stati Uniti, il film dovrebbe aprire tra i 65 e i 70 milioni di dollari, mentre il mercato internazionale potrebbe contribuire con altri 75-80 milioni. Numeri che, se confermati, permetterebbero a Michael (la nostra recensione) di superare i debutti di altri celebri biopic musicali come Bohemian Rhapsody e Straight Outta Compton, segnando un nuovo primato per il genere.

Il dato è ancora più sorprendente se si considera l’accoglienza critica tutt’altro che entusiasta: il film ha debuttato con un punteggio del 33% su Rotten Tomatoes, con molte recensioni che criticano una narrazione percepita come incompleta e troppo indulgente nei confronti della figura di Jackson.

Il pubblico premia lo spettacolo, ma resta il nodo della narrazione

Nonostante le critiche, uno degli elementi più apprezzati è la performance di Jaafar Jackson, che interpreta il protagonista. La sua prova è stata definita energica e coinvolgente, capace di restituire sullo schermo il carisma e la complessità artistica della popstar.

Il film si concentra sugli inizi della carriera di Jackson, dagli anni con i Jackson 5 fino all’esplosione della sua carriera solista negli anni ’80, includendo alcune delle hit più iconiche come Billie Jean, Thriller e Beat It. Una scelta narrativa che ha però sollevato alcune perplessità, soprattutto per l’assenza delle controversie che hanno segnato la vita dell’artista negli anni successivi.

Questo aspetto potrebbe diventare centrale in un eventuale sequel, già oggetto di discussione interna da parte dello studio Lionsgate. Molto dipenderà dai risultati al botteghino: se il film confermerà le aspettative, un secondo capitolo potrebbe ampliare il racconto affrontando anche le zone più controverse della vita di Jackson.

In ogni caso, Michael si presenta come uno dei titoli più rilevanti della stagione cinematografica, destinato a dividere critica e pubblico ma, almeno per ora, capace di imporsi con forza sul piano commerciale.

Michael supera Bohemian Rhapsody: è il biopic musicale con il maggior incasso della storia

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Il successo di Michael continua a riscrivere i record del box office mondiale. Il film dedicato a Michael Jackson, interpretato dal nipote della popstar Jaafar Jackson e diretto da Antoine Fuqua, ha ufficialmente superato Bohemian Rhapsody, diventando il biopic musicale con il maggiore incasso di tutti i tempi. Un risultato che arriva nonostante le polemiche che hanno accompagnato il progetto fin dal suo annuncio e che conferma ancora una volta il peso culturale e commerciale del Re del Pop a livello globale.

Secondo i dati riportati da Deadline, Michael ha raggiunto quota 911,9 milioni di dollari nel mondo all’inizio del suo ottavo weekend nelle sale, superando gli 911 milioni totalizzati da Bohemian Rhapsody nel 2018. Il film sui Queen e su Freddie Mercury deteneva il primato da otto anni ed era considerato il punto di riferimento assoluto del genere. Oggi quel record appartiene invece alla pellicola di Lionsgate, che è già diventata il maggiore successo della storia dello studio e il film più redditizio della carriera di Antoine Fuqua.

Il dato assume un significato ancora più importante se si considera che il film continua a crescere nei mercati internazionali. L’uscita giapponese è avvenuta soltanto il 12 giugno e potrebbe contribuire ulteriormente alla corsa verso un traguardo che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile.

Il traguardo di Michael dimostra che i biopic musicali sono diventati uno dei generi più forti del cinema contemporaneo

Michael (2026)

Al di là del semplice record numerico, il successo di Michael racconta qualcosa di più ampio sull’evoluzione del cinema commerciale. Fino a pochi anni fa era difficile immaginare che un biopic musicale potesse competere con i grandi franchise fantasy, supereroistici o fantascientifici. Eppure prima Bohemian Rhapsody e ora Michael hanno dimostrato che le storie legate a icone musicali globali possono trasformarsi in veri e propri eventi cinematografici.

Basta osservare la distanza che separa questi due film dal resto della classifica. Dopo Michael e Bohemian Rhapsody, il terzo posto appartiene a Elvis di Baz Luhrmann con circa 289 milioni di dollari, mentre Straight Outta Compton si ferma poco sopra i 200 milioni. Numeri importanti, ma lontanissimi da quelli raggiunti dai due leader del genere.

Il successo del film su Michael Jackson conferma inoltre come la figura dell’artista continui a esercitare un’enorme attrazione sulle nuove generazioni, nonostante le controversie che negli anni hanno accompagnato la sua immagine pubblica. Il pubblico sembra aver risposto soprattutto alla dimensione spettacolare della sua carriera e all’impatto culturale che ha avuto sulla musica pop mondiale.

Se il film dovesse superare il miliardo di dollari, diventerebbe non solo il primo biopic musicale della storia a raggiungere questo traguardo, ma anche uno dei biopic più redditizi mai realizzati. Un risultato che potrebbe influenzare direttamente le strategie degli studios nei prossimi anni.

Non è un caso che Hollywood stia già investendo in nuovi progetti dedicati a grandi icone della musica. Tra i titoli più attesi figurano i film su Jon Bon Jovi, Joni Mitchell e Dionne Warwick, ma soprattutto l’ambizioso progetto sui Beatles diretto da Sam Mendes, che racconterà la storia della band attraverso quattro film distinti dedicati a John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr.

Per il momento, però, nessuno sembra in grado di insidiare il primato conquistato da Michael. E a giudicare dall’andamento del box office internazionale, il film potrebbe non aver ancora concluso la sua corsa.

Michael Stuhlbarg per Guillermo del Toro

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Michael Stuhlbarg per Guillermo del Toro

Arriva dall’Hollywood Reporter la notizia che Michael Stuhlbarg, il protagonista di A Serious Man, è in trattative per unirsi al cast del nuovo progetto di Guillermo del Toro al fianco di Octavia Spencer e Sally Hawkins.

Il film, ancora senza titolo, sarà scritto, diretto e prodotto da Guillermo del Toro per volere della Fox Searchlight. Il regista avrebbe deciso di ambientare la storia nel contesto della Guerra fredda nell’America del 1963. Le riprese dovrebbero iniziare in estate.

Guillermo del Toro è al momento concentrato sulla sceneggiatura del sequel di Pacific RimPacific Rim: Maelstrom, e sullo sviluppo di Scary Stories to Tell in the Dark.

Di recente abbiamo visto Michael Stuhlbarg in Steve Jobs, biopic di Danny Boyle interpretato da Michael Fassbender e dedicato al noto imprenditore statunitense, e in L’ultima parola La vera storia di Dalton Trumbo, biopic sul celebre sceneggiatore di Hollywood interpretato dalla star di Breaking Bad, Bryan Cranston.

Prossimamente Stuhlbarg farà parte del cast di un altro film biografico: Miles Ahead, diretto e interpretato da Don Cheadle e basato sulla storia del jazzista Miles Davis.

Fonte

Michael Sheen per Dark Shadow di Tim Burton!

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tim burton

Michael Sheen è entrato in trattative per aggiungersi al cast di Dark Shadow di Tim Burton, dovrebbe affiancare il già confermato Johnny Depp.

Michael Sheen e Juno Temple in Via Dalla Pazza Folla

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michael-sheen-juno-templeNotizie dell’ultima ora ci dicono che i due attori Michael Sheen e Juno Temple raggiungono proprio in questi giorni Carey Mulligan, Mattias Schoenarts e Tom Sturridge nel cast del dramma in costume di Via dalla Pazza Folla che la Fox Searchlight ha intenzione di portare presto nelle sale cinematografiche. Thomas Vinterberg inizierà le riprese del film da un adattamento dell’omonimo romanzo di Thomas Hardy firmato dalla mano di David Nicholls. Allon Reich e Andrew Macdonald della DNA Films produrranno la pellicola insieme al produttore esecutivo Christine Langan della BBC Films. Il film sarà girato nel Dorset, nell’Oxfordshire, nel Buckinghamshire e a Londra, con l’inizio delle riprese fissato per i prossimi giorni.

Il precedente casting della Mulligan e di Schoenarts è stato annunciato durante l’ultimo Festival di Cannes e Michael Sheen e la Temple sono le ultime aggiunte eccellenti all’interno del cast.

Il romanzo Via dalla pazza folla, pubblicato per la prima volta nel 1874, è incentrato sulla figura di Betsabea Everdene (interpretata da Carey Mulligan), ed i suoi pretendenti: Gabriel Oak (Mattias Schoenaerts), un allevatore di pecore; Frank Troy (Tom Sturridge), un sergente, e William Boldwood (Michael Sheen ), uno scapolo ricco e maturo. Juno Temple interpreterà il ruolo di Fanny, una serva.

Julie Christie, Peter Finch, Alan Bates and Terence Stamp furono il cast originale di un precedente adattamento cinematografico del romanzo diretto dal regista John Schlessinger nel 1967.

Michael Shannon: 10 cose che non sai sull’attore

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Michael Shannon: 10 cose che non sai sull’attore

Michael Shannon è un attore che ha sempre saputo conquistare il pubblico grazie al suo talento e a come trasmette la sua passione verso il cinema ai suoi fan. L’attore ha sempre lavorato duramente e a lungo per mettere in piedi una carriera solida e concreta come la sua, sempre pronto a garantire impegno e talento in tutti i ruoli da lui interpretati. Ecco, allora, dieci cose da sapere su Michael Shannon.

Michael Shannon film

Michael Shannon film

1. Michael Shannon: i film e la carriera. La carriera dell’attore americano è iniziata nei primi anni ’90, apparendo in alcuni film tv, come Ricatto in videotape (1992) e Angel Street (1992), e in alcuni film come Ricomincio da capo (1993) e Reazione a catena (1996). In seguito, l’attore ha lavorato in Pearl Harbor (2001), Vanilla Sky (2001), World Trade Center (2006), Onora il padre e la madre (2007), Revolutionary Road (2008) e The Iceman (2012). Tra i suoi ultimi film vi sono L’uomo d’acciaio (2013), 99 Homes (2014), Freeheld – Amore, giustizia, uguaglianza (2015), Midnight Special (2016), Elvis & Nixon (2016), Loving (2016), Animali notturni (2016) e La forma dell’acqua (2017). Ma non è tutto: l’attore, infatti, ha lavorato anche per il piccolo schermo, apparendo in alcune serie tv come Ultime dal cielo (1998-1999), Boardwalk Empire – L’impero del crimine (2010-2014) e Waco (2018).

2. È anche produttore. Nel corso della sua carriera, Michael Shannon ha avuto modo di sperimentare diversi ambiti del cinema, vestendo i panni del produttore. L’attore, infatti, ha lavorato alla produzione dei film Elvis & Nixon, Signature Move (2017) e What They Had (2018), e della serie Waco (2018).

Michael Shannon Animali notturni

3. Il suo personaggio come un angelo grottesco. Stando alle dichiarazioni dell’attore, pare che all’inizio egli non fosse molto convinto del suo ruolo. Tuttavia, il regista del film, Tom Ford, è riuscito a convincerlo, ammettendo “È una storia oscura e c’è molta brutalità, ma mi è piaciuto molto il personaggio di Bobby Andes e l’ho visto come un angelo molto grottesco nell’intera storia, quasi come il personaggio di La vita è meravigliosa (1946)”.

4. Ha visto il suo personaggio come una rappresentazione del protagonista. Secondo l’attore, il suo personaggio, Bobby, è una rappresentazione di una parte della psiche di Edward, così come lo sono anche gli altri personaggi: “La ragione per cui le persone tendono ad apprezzare Bobby è il fatto che lui rappresenti un aspetto che tutti desideriamo avere, in definitiva – un aspetto che si leverà in piedi e che proteggerà chiunque non ha paura o scappa”.

Michael Shannon moglie

5. Ha una compagna da molto tempo. L’attore non ha mai messo sotto i riflettori la sua vita privata, ma è un fatto conclamato che da molto tempo, dal 2002 circa, egli sia il compagno della collega Kate Arrington. Dalla loro unione, tra l’altro, la coppia ha dato vita alle figlie Sylvia e Marion.

Michael Shannon Elvis

Michael Shannon Elvis

6. Ha scoperto un lato di Elvis inaspettato. L’attore ha espresso di aver apprezzato molto il fatto di interpretare Elvis e di scoprirne il lato privato: “Quando stavo esplorando la sua vita, mi sono reso conto che c’era quasi un’intera versione di Elvis intrappolata in lui, cosa che ero sorpreso di trovare. Voglio dire, ho trascorso molto tempo con Jerry Schilling, uno degli amici più intimi di Elvis. Ed è stato molto rivelatorio di quanto Elvis fosse contento di essere Elvis Presley e con tutta la fortuna che gli ha portato, ha affrontato un sacco di frustrazioni per il fatto che c’erano aspetti di se stesso che non era in grado di esplorare completamente”.

Michael Shannon The Iceman

7. Ha studiato come usare la voce per interpretare il protagonista. L’attore è riuscito ad emulare la vera voce di Richard Kuklinski ascoltando le interviste televisive e il documentario HBO, America Undercover: The Iceman Tapes: Conversations with a Killer (1992).

8. Ha fatto un test per provare il personaggio. Prima dell’inizio della produzione, il regista Ariel Vromen ha girato una scena di prova con Shannon nei panni di Richard Kuklinski e Michael Wincott nei panni di Robert Pronge. L’attore ha mantenuto il ruolo nella versione del film, mentre Chris Evans è stato scelto come Pronge, perché Vromen voleva qualcuno di più giovane per quella parte.

Michael Shannon Revolutionary Road

9. Teneva a fare il provino per il film. L’attore ha dichiarato di essere un grande fan del libro e di essere molto felice del fatto che stessero per realizzarne un adattamento cinematografico. Anche se era nervoso perché pensava di averlo scoperto troppo tardi, ha subito chiamato per fissare un provino quando ha scoperto della produzione.

10. È stato candidato agli Oscar. Grazie alla sua interpretazione di John Givings, l’attore si è guadagnato una nomination agli Oscar nella categoria del Miglior Attore non Protagonista. Tuttavia, non è riuscito a vincere, battuto dalla vittoria postuma di Heath Ledger per Il cavaliere oscuro (2008).

Michael Shannon: età e altezza

Michael Shannon è nato il 7 agosto del 1974 a Lexington, nel Kentucky, e la sua altezza complessiva corrisponde a 191 centimetri.

Fonti: IMDb, Indiewire, Screendaily, Movieweb

Michael Shannon: “Man of Steel un film socialmente rilevante”

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Nell’ambito del format di Variety Actors on Actors, Michael Shannon ha discusso con Adam Driver, il Kylo Ren di Star Wars – Il Risveglio della Forza, sull’importanza di avere blockbuster che sappiano unire intrattenimento e messaggi socialmente importanti.

“Guardo a Man of Steel come a un film socialmente rilevante e non necessariamente come a un cinecomic”, ha spiegato Shannon che in Man of Steel interpreta il Generale Zod. “Abbiamo la storia di una civiltà, di persone che vivono su un pianeta, ne sfruttano tutte le risorse e lo distruggono. Persone che ritengono che l’unica soluzione sia poi quella di andare a prendersi un altro pianeta”, ha aggiunto l’attore – ora al cinema in Animali Notturni di Tom Ford – offrendo un’inedita prospettiva alle motivazioni del suo personaggio.

“Lo puoi paragonare a un home run nel baseball: fare un grande, divertente film intriso d’azione che presenti sottotraccia un significato sociale più profondo”.

Fonte

Michael Shannon rimpiange l’uscita di Zack Snyder dal DCEU

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Michael Shannon rimpiange l’uscita di Zack Snyder dal DCEU

Il ruolo di Michael Shannon ne L’Uomo d’Acciaio e poi in Batman v Superman è stato decisivo. Il suo Zod non solo è stato il nemico di Superman, ma è anche servito da “base” per la nascita di Doomsday che, a tutti gli effetti, ha sancito definitivamente la nascita (ma anche la morte) dell’eroe di Krypton.

Molte volte l’attore si è trovato a parlare del film e del fatto che non era molto soddisfatto di ciò che aveva contribuito a realizzare, ma con il tempo la sua opinione sembra essersi mitigata, tanto che durante una recente intervista con JoBlo ha addirittura preso le parti di Zack Snyder.

Nel corso dell’intervista Michael Shannon ha dichiarato: “La mia parte preferita di L’Uomo d’Acciaio era la storia, i personaggi e la situazione. Nel mezzo di tutti i combattimenti e quant’altro, Zod è in realtà molto sincero con Superman, dal momento che gli spiega tutte le sue motivazioni, quello che ha sopportato e il desiderio di vedere ripristinata Krypton. Quei momenti in cui si collegano tra loro, quelli sono i momenti che mi interessano”.

Supergirl: Michael Shannon tornerà nei panni di Zod?

Sull’uscita di Snyder dal DCEU, Shannon ha dichairato: “Adoro lavorare con Zack Snyder e penso che sia molto triste – ha attraversato molte difficoltà di recente – non so cosa sia successo con l’intera faccenda della DC (…) Penso che sia un peccato. Voglio dire, la sua visione per L’Uomo d’Acciaio era incredibile, secondo me. Non so come sia andato tutto fuori dai binari, ma penso che sia un peccato.”

Ricordiamo che a fine lavorazione di Justice League, Zack Snyder si allontanò dal progetto a causa di seri problemi personali. Tuttavia, è stato poi detto che questi problemi molto seri erano solo la scusa di facciata per conflitti di produzione che hanno portato l’allontanamento di Snyder dal progetto.

Michael Shannon protagonista della rivisitazione moderna di Il Gabinetto del Dottor Caligari

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L’iconico classico horror Il gabinetto del dottor Caligari sarà oggetto di una rivisitazione contemporanea da parte dei fratelli Dowdle, che hanno scelto Michael Shannon, co-protagonista della miniserie Waco candidata agli Emmy, per guidare il cast del progetto.

Il gabinetto del dottor Caligari sarà diretto da John Erick Dowdle (“No Escape”, “As Above So Below”) da una sua sceneggiatura, firmata insieme al fratello e socio di produzione Drew Dowdle.

Anton sta finanziando interamente il film e si occuperà dei diritti mondiali al prossimo European Film Market di Berlino. CAA Media Finance co-rappresenterà i diritti per il Nord America con Anton. Questo sconvolgente horror psicologico avrà come protagonista Michael Shannon (“L’uomo d’acciaio”, “Norimberga”) nei panni del cattivo del titolo, il dottor Caligari, un ipnotizzatore itinerante che si sposta di città in città con un sonnambulo sotto il suo controllo, lasciando una scia di raccapriccianti omicidi al suo passaggio. Quando il fidanzato di una giovane donna scompare misteriosamente, lei crede che in qualche modo il responsabile sia l’enigmatico Caligari. Il problema è che nessuno le crede.

“Avendo lavorato con Michael Shannon a diversi progetti, io e mio fratello abbiamo visto in prima persona l’intensità inquietante che riesce a portare anche nei momenti più semplici”, ha detto John Erick Dowdle. “L’idea di vederlo interpretare l’orribile Dottor Caligari è diventata per noi un’ossessione. La fiducia e la capacità creativa che abbiamo costruito insieme ci permetteranno di spingerci più in profondità e con più audacia nel reinventare questo iconico classico dell’Espressionismo tedesco per un pubblico moderno. Non potrei essere più entusiasta di dare vita a questo incubo con lui.”

Sébastien Raybaud (“Victorian Psycho”, “Greenland 2”) e Brandt Wrightsman (“Greenland 2”) produrranno per Anton, insieme a Drew Dowdle per Brothers Dowdle Productions e Stuart Manashil (“His House”, “Pieces of a Woman”). Le riprese principali inizieranno a giugno 2026.

L’originale Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene, un film muto tedesco uscito nel 1920, è ampiamente considerato il primo vero film horror e il più famoso esempio di cinema espressionista tedesco, che ha influenzato profondamente il periodo del noir statunitense degli anni ’40 e ’50.

Tra gli altri progetti imminenti di Anton figurano “My Darling California”, il thriller poliziesco dark-comico con Jessica Chastain, Josh Brolin, Chris Pine, Mikey Madison, Don Cheadle e Charles Melton, e “In Love”, un’illuminante storia d’amore moderna con George Clooney e Annette Bening. Di recente è stato annunciato il thriller sull’invasione aliena “Soon You Will Be Gone and Possibly Eaten” con Sophie Wilde, in vendita presso l’EFM.

Michael Shannon parla di Superman: man of steel

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Michael Shannon parla di Superman: man of steel

Michael Shannon intervistato da  Complex ha parlato della sua preparazione al ruolo del Generale Zod in Man of Steel, il nuovo film di Superman che Zack Snyder sta girando in questi giorni.

Ti sei immerso nei fumetti di Superman?
Assolutamente sì. Prima che iniziassero le riprese, ne ho parlato con Henry Cavill, che interpreta Superman, e lui mi ha svelato che c’è una applicazione che ti permette di scaricare l’intera serie di Superman.

C’è qualcosa di particolare che hai fatto per entrare nella mente di Zod e decidere quale approccio avere con questo personaggio?
Per me è sempre questione di sceneggiatura, trovo la maggior parte degli indizi e delle indicazioni per i personaggi nella sceneggiatura, in particolare se la sceneggiatura è forte. Poi devi solo utilizzare la tua immaginazione e cercare di capire le persone e provare quello che provano loro. Quando si interpreta qualcuno come Zod, non c’è molta ricerca da fare. Non è come andare dentro all’auto di un poliziotto assieme a lui, o lavorare in un bar, per provare cosa significa quel lavoro. Non c’è niente di simile a Zod, quindi è tutta questione di immaginazione. Ho pensato che il fatto che sia un generale possa essere un aspetto da esplorare, magari guardando altri generali, perché hanno tutti pressioni non comuni sulle spalle, e un modo di essere molto particolare. Così ho guardato ai generali dell’esercito che conosciamo, come il Generale Petraeus: ho guardato le loro interviste e ho cercato di catturare la loro natura.

Vi ricordiamo che L’Uomo d’Acciaio è prodotto da Christopher Nolan e Emma Thomas. Nel cast del film, oltre a Henry Cavill, anche Amy Adams, Diane Lane, Kevin Costner, Michael Shannon, Antje Traue, Russell Crowe, Julia Ormond, Christopher Meloni, Harry Lennix e Laurence Fishburne. Il film uscirà il 14 giugno 2013.

Michael Shannon nell’horror The Harvest

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Un horror firmato John McNaughton(Henry, pioggia di sangue): è The Harvestil nuovo progetto che vedrà protagonista Michael Shannon, affiancato da Samantha Norton. Basato su una sceneggiatura firmata da Stephen Lancellotti, il film vedrà i due attori nel ruolo di una coppia che lavora per una compagnia farmaceutica, con un figlio (Charlie Tahan), affetto da una rara malattia che lo costringe a vivere praticamente, in un ambiente del tutto incontaminato, l’arrivo nel vicinato di una ragazza (Natasha Callis), sembrerebbe offrirgli le speranze di una vita migliore; tuttavia, la sempre maggiore vicinanza trai due metterà in crisi il ‘mondo perfetto’ che la madre iperprotettiva ha edificato attorno al ragazzo, e da qui le cose prenderanno decisamente una brutta piega…

McNaughton ha affermato che questo è stato il primo copione horror ad attrarre il suo interesse in venticinque anni (ovvero: dai tempi di Harry, pioggia di sangue), facendogli decidere di tornare a lavorare sul genere, per quella che si preannuncia come una via di mezzo tra Hansel e Gretel e Chi ha paura di Virginia Woolf.

Michael Shannon nel frattempo si prepara a veder rilanciata la propria ventennale carriera grazie alla partecipazione a Man of Steel, nel ruolo dell’antagonista di Superman; Samantha Norton sarà prossimamente sugli schermi con la tecno-commedia Her.

Fonte: Empire

Michael Shannon in trattative per il nuovo film di Guillermo del Toro

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L’acclamatissimo attore Michael Shannon è entrato ufficialmente in trattative per interpretare un ruolo nel nuovo film di Guillermo del Toro, che racconterà una storia d’amore durante la Guerra Fredda. L’attore dovrebbe affiancare i gia confermati Sally Hawkins, Richard Jenkins, Octavia Spencer e Michael Stuhlbarg.

La pellicola che dovrebbe intitolarsi The Shape of Water sarà ambientato durante il 1963, con ogni probabilità la storia sarà avvolta da componente fantastica e le vicente storiche dovrebbero servire come sfondo. Il film sarà prodotto da del Toro insieme a per la Fox Searchlight insieme a Callum Greene, che ha lavorato sugli ultimi film del regista, “Pacific Rim” e “Crimson Peak.

Fonte The Wrap

Michael Shannon ha seguito la cerimonia degli Oscar da un pub – foto

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La 90ma edizione degli Oscar ha visto trionfare The Shape of Water come Miglior Film, e tutti gli attori insieme al regista Guillermo Del Toro sono saliti sul palco per ricevere l’ambita statuetta fra gli applausi del pubblico.

Tutti, tranne uno: Michael Shannon infatti era il grande assente della serata a causa di una produzione teatrale che lo vede impegnato in queste settimane a Chicago, ma ha trovato comunque il modo di stare vicino ai suoi colleghi seguendo la cerimonia da un pub.

Oscar 2018: tutti i vincitori, vince Guillermo del Toro con The Shape of Water

Qui sotto la foto che lo testimonia, pubblicata su Twitter.

michael shannon oscar

The Shape of Water: Michael Shannon preferisce lavorare con gli effetti speciali

Fonte: Twitter

Michael Shannon è Zod in Superman

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Michael Shannon è Zod in Superman

Michael Shannon è ufficialmente entrato a far parte del cast del Superman di Snyder. Il film si intitolerà Man of Steel e le riprese inizieranno a Vancouver la prossima estate.  Shannon, una nomination agli Academy Awards per Revolutionary Road, interpreterà il Generale Zod.“Zod non è solo uno dei nemici più formidabili di Superman – ha commentato Snyder – ma anche uno dei più significativi perché capisce Superman come nessun altro. Michael è un attore di grande talento, che riesce a proiettare sia l’intelligenza che la malizia di questo personaggio, il che lo rende perfetto della parte.”

Già parte del film sono: Henry Cavill (The Tudors) sarà Superman/Clark Kent, Amy Adams sarà Lois Lane, Diane Lane sarà Martha Kent e Kevin Costner suo marito Jonathan. Il film ha un cast tecnico se possibile di qualità ancora superiore a quello artistico: Nolan compare come autore della storia e in veste di produttore, mentre la sceneggiatura è stata scritta di David S. Goyer.

Fonte: Badtaste

Michael Shannon e Nick Kroll nel cast di Loving

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Michael Shannon e Nick Kroll si uniscono al cast di Loving, diretto da Jeff Nichols. Il film, ispirato al documentario di Nancy Buirski “The Loving Story”, racconta la vicenda di una coppia interrazziale condannata al carcere in Virginia nel 1958 per essersi sposata.
Ad interpretare i protagonisti, saranno Joel Edgerton (Black Mass) e Ruth Negga (World War Z), rispettivamente Richard e Mildred Loving. I due, colpevoli di essersi uniti in matrimonio, vengono arrestati, gettati in carcere ed esiliati dallo stato in cui sono sempre vissuti. Combatteranno per difendere la loro unione e il loro diritto di tornare a casa come una famiglia.

Nel cast anche Jon Bass (Big Time in Hollywood, FL), Marton Csokas (The Equalizer) e Bill Campo (Black Mass). Nick Kroll sarà Bernie Cohen, Bass sarà Phil Hirschkop, Csokas lo sceriffo Brooks e Camp impersonerà Frank Beazley. Michael Shannon interpreterà Grey Villet, il fotografo della rivista LIFE autore degli iconici scatti dei Lovings nel 1965.
Shannon è collaboratore di vecchia data di Nichols (è apparso in tutti i film), mentre Edgerton e Camp hanno recentemente lavorato col regista per Midnight Special, film atteso per il prossimo anno.

Colin FirthColin Firth e Ged Doherty producono il film assieme alla Buirski, a Sarah Green e Peter Saraf e Marc Turtletaub di Big Beach. Brian Kavanaugh-Jones, Jack Turner e Jared Ian Goldman sono produttori esecutivi.
“Le parole ‘inizio delle riprese’ e il nome di Jeff Nichols mi fanno girare la testa. Ho sognato di fare questo film per anni e sono entusiasta che prenda vita con questo cast incredibile “, fa sapere Firth.
Le riprese del film sono attualmente in corso in Virginia.

Fonte: The Wrap

Michael Shannon e Joel Edgerton nella prima foto di Midnight Special, lo sci-fi di Jeff Nichols

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Arriva la prima foto ufficiale di Midnight Special, l’annunciato sci-fi di Jeff Nichols con protagonisti Michael Shannon, Kirsten Dunst, Adam Driver, Joel Edgerton, e Sam Shepard.

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L’acclamato regista di Take Shelter e Mud si cimenta con il genere in quello che è tutt’ora un vero e proprio mistero. Infatti non si sa molto sul film, se non che due genitori scoprono di avere un figlio dotato di potere soprannaturale e quando inziano ad avere a che fare con tali doni, la famiglia è costretta a mettersi in fuga da estremisti religiosi e polizia loca.e

L’immagine arriva da EW e lo stesso regista ha commentato sostenendo che sarà un film di fantascienza simile ad una caccia ed ha citato alcuni riferimenti come Incontri ravvicinati del terzo tipo, ET, Starman come fonti d’ispirazione.

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Midnight Special arriverà al cinema il 18 Marzo 2016 negli USA.

Via Collider

Michael Shannon e Imogen Poots nel trailer di Frank & Lola

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Michael Shannon e Imogen Poots nel trailer di Frank & Lola

Arriverà il 9 dicembre nelle sale americane Frank & Lola, il thriller psicologico con Michael Shannon e Imogen Poots diretto da Matthew Ross.

Michael Shannon e Imogen Poots nel trailer di Frank & Lola

Durante la notte di Halloween, Frank (Shannon), chef in un ristorante di Las Vegas, si innamora di Lola (poots), una ragazza appena arrivata in città. Ma Lola si dimostra subito tanto misteriosa quanto bella, quasi pericolosa. Per Frank, l’amore diventa il primo passo verso l’ossessione, che lo posterà al tradimento e infine alla ricerca intorno a mezzo mondo, dalla città della Luci ad un altra Vegas, a Parigi, in cerca di vendetta.

Frank e Lola è diretto da Matthew Ross e vede nel cast Michael Shannon, Imogen Poots, Michael Nyqvist, Justin Long e Rosanna Arquette.

Michael Shannon commenta “quella” scena de L’Uomo d’Acciaio: “Sono orgoglioso di questo film”

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L’Uomo d’Acciaio (qui la recensione) di Zack Snyder è forse uno dei film di supereroi più controversi in circolazione. Tutto, dal suo tono cupo alla caratterizzazione del Boy Scout Blu, continua a essere oggetto di dibattito tra i fan ancora oggi. All’epoca della sua uscita, il film avrebbe dovuto rappresentare il ritorno trionfale del suo personaggio principale sul grande schermo. Invece, la scarsa accoglienza della critica (57% di RT) gli ha impedito di raggiungere il suo pieno potenziale.

Ora, tuttavia, un importante difensore del film si è fatto avanti per esprimere la sua opinione: il Generale Zod in persona, Michael Shannon. L’attore ha recentemente ripercorso la sua carriera per Vanity Fair. Uno dei progetti toccati è stato L’Uomo d’Acciaio, dando all’attore l’opportunità di esprimere la sua opinione sul film. In primo luogo, Shannon ha affrontato la questione di Superman che uccide Zod, affermando:

“Oh, cavolo, vorrei solo che la gente non uccidesse nessuno. Punto. Voglio dire, che siano alieni dallo spazio o persone normali. Immagino che una delle controversie di questo film – e Zack [Snyder] ha davvero progettato tutto questo – sia che Superman non dovrebbe uccidere nessuno. Quindi, l’ho messo in una situazione in cui, se vuole salvare queste persone, deve uccidermi, e lo fa. E questo ovviamente ha portato a un sacco di sturm un drang, o come si dice.”

Come ha detto Shannon, uno degli aspetti più discussi e – a volte – decisamente odiati del film è Kal-El che spezza il collo a Zod durante la battaglia finale. Sebbene il messaggio della scena sia chiaro – voler far sentire al pubblico il peso della decisione di Superman – la sua esecuzione è stata imperfetta. Sì, Superman avrebbe dovuto compiere il sacrificio morale supremo per aiutare l’umanità. Tuttavia, avrebbe potuto essere mostrato in un modo che non lasciasse il pubblico frustrato dalle diverse soluzioni possibili per risolvere il conflitto.

Riguardo al film nel suo complesso, Shannon ha dichiarato di aver amato sia lavorare con Zack Snyder sia il processo di realizzazione di quello che sarebbe diventato il primo capitolo del DCEU.

“Ho adorato lavorare con Zack [Snyder] e ho adorato realizzare questo film. Credo che molti dicano: ‘Oh, non è quello che fa di solito. Ha solo cercato la grossa paga’, o qualcosa del genere, ma sono orgoglioso di questo film. Penso che parli davvero di qualcosa.”

Michael Shannon ha presentato un’idea intrigante affermando che L’Uomo d’Acciaio aveva qualcosa da dire. Anche se potrebbe sembrare una critica ad altri cinecomic, potrebbe non essere necessariamente questa la sua intenzione. Potrebbe invece riferirsi alla rilevanza del film. Al giorno d’oggi, i film di supereroi sono una dozzina, quindi c’è una formula che il pubblico si aspetta da loro, e a cui si rifanno anche molti film tratti dai fumetti.

A parte l’opinione di Michael Shannon sul film, è bello sapere che ha ricordi piacevoli e un atteggiamento di apprezzamento per il film. Gli attori che recitano in film di supereroi, in particolare quelli che non hanno ricevuto grandi consensi, a volte possono essere sprezzanti nei confronti del loro lavoro. Per questo motivo, è confortante sentire un attore di un progetto controverso come L’Uomo d’Acciaio ripensare al film con affetto e trovare aspetti da apprezzare.

L’Uomo d’Acciaio è disponibile in streaming su Netflix.

Michael Rosenbaum star del pilot Impastor

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Michael RosenbaumSarà l’attore Michael Rosenbaum noto per la sua interpretazione di Lex Luthor, in Smallville  ad interpretare il ruolo da protagonista nel pilot della nuova serie annunciata, Impastor. L’attore interpreterà per la prima volta un prete in quella che è commedy irriverente creata da Christopher Vane (Suddenly Susan, Bill Engvall).

Impastor racconterà di un nuovo pastore gay che viene assunto a guida di una Chiesa in un quartiere molto malfamato di una piccola città.

Michael Rosenbaum dopo Smalville è stato tra i protagonisti dello show Breaking In di Will Farrell e nella serie Mission Controllo della NBC. Per lui dunque è un gradito ritorno.

Fonte: TvLine

Michael Rosenbaum spera di tornare nel MCU

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Michael Rosenbaum spera di tornare nel MCU

Michael Rosenbaum ha partecipato a Guardiani della Galassia Vol. 2 nei panni di Martinex e al fianco di Sylvester Stallone, nei panni di Stakar, e Aleta Ogord, Krugarr, Charlie-27 e Mainframe a completare la squadra dei Guardiani originali.

Adesso, in un tweet, Rosenbaum ha dichiarato che spera di avere un’altra chiamata da James Gunn, esprimendo il desiderio di tornare, magari in Guardiani 3, al fianco di Stallone.

Al momento sappiamo che il Vol. 3 sarà diretto da Gunn e che il regista sta scrivendo la sceneggiatura per quello che sarà il film conclusivo della sua personale trilogia.

Guardiani della Galassia Vol. 3: lo sviluppo dipenderà da Avengers 3 e 4

James Gunn tornerà a scrivere e dirigere Guardiani della Galassia Vol. 3, e al suo fianco ci saranno anche i protagonisti del film, presumibilmente, a seconda di come si svilupperanno le varie storyline in Avengers 3 e 4.

Michael Rosenbaum è stato contattato per interpretare Lex Luthor in un altro progetto DC

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Michael Rosenbaum ha avuto un ruolo importante in Smallville durante le prime sette stagioni della serie ma, alla scadenza del suo contratto, ha deciso di dedicarsi ad altri progetti. La serie televisiva della DC ha tentato di continuare la storia di Lex Luthor – con risultati alterni – e l’attore è poi tornato per un piccolo ruolo nel gran finale. Per lui e Smallville è dunque finita lì, almeno fino all’evento Crisis on Infinite Earths di The CW. In quell’occasione, Tom Welling ha ripreso il suo ruolo di Clark Kent insieme alla Lois Lane di Erica Durance, ma non c’era traccia del Lex di Rosenbaum.

Parlando con Screen Rant, l’attore ha ora spiegato la sua decisione di rifiutare un ruolo cameo nell’epico crossover. “C’è spazio per un solo Lex. Se stanno facendo questa storia del multiverso, non voglio stare con altri Lex“, ha detto Rosenbaum, riferendosi probabilmente ai piani per il suo Lex di incontrare la versione di Jon Cryer. “Se vogliono mostrarmi in un altro regno, mondo o universo, bene, e poi avere l’altro me in un altro universo, va bene“.

Non mi piaceva molto l’idea di avere il mio Lex e altri Lex, non era una cosa che mi interessava. Credo che il motivo per cui non l’ho fatto sia stato perché mi hanno praticamente detto: ‘Ehi, stiamo girando questo prossimo qualunque cosa. Non abbiamo una sceneggiatura. Questo è quello che ti stiamo procurando. Ci stai o no?” E io ho detto: “Non ci sto”. Non c’erano soldi, non c’era un copione, non mi dicevano cosa stava succedendo“.

Michael Rosenbaum sarà Lex Luthor in un altro progetto?

In un’altra parte dell’intervista, Michael Rosenbaum ha confermato che gli è stato chiesto di interpretare Lex in “un’altra serie” e, sebbene non abbia voluto dire di cosa si trattasse, sembra che abbia preso seriamente in considerazione la possibilità di interpretare un’altra versione dell’iconico cattivo dei fumetti. “Mi stavano considerando per un altro show, per interpretare Lex Luthor“, ha rivelato. “Non dirò per quale motivo, ma mi volevano e credo che alla fine non abbia funzionato. Ma ero lusingato. C’era un’altra cosa che ho rifiutato e che non è stata accettata. Ma ho incontrato tutti, solo per rispetto“.

Sono stato onorato, perché è sempre bello ricevere un’offerta, ma era il tipo di ruolo per cui bisognava truccarsi, e probabilmente si trattava di un paio d’ore di trucco ogni mattina. Non posso dire cosa fosse, ma ho detto: “No, grazie. Non lo farò per uno show”. Per un film, si avrei preso in considerazione qualcosa! È questo il punto: se devi interpretare Lex Luthor per due o tre mesi per un film, non c’è niente di male a rasarsi la testa! È un po’ diverso radersi la testa per sette anni“.

Difficile non chiedersi quale fosse questo progetto misterioso, anche se Superman & Lois sembra una forte possibilità. Dopo Crisis On the Infinite Earth, quella serie si svolge in una realtà tutta sua e ha sostituito il Jon Cryer di Supergirl con Michael Cudlitz nel ruolo di Lex. La presenza di Michael Rosenbaum nel ruolo di Lex sarebbe stata una bella sorpresa per i fan. Ad ogni modo, all’inizio di questa settimana, l’attore ha parlato della sua speranza di tornare prima o poi nei panni di Lex in una serie animata o in un film tratto da Smallville.

Michael Rooker: 10 cose che non sai sull’attore

Michael Rooker: 10 cose che non sai sull’attore

Resosi celebre tanto al cinema quanto in televisione per i suoi ruoli, l’attore Michael Rooker ha conquistato i cuori dei suoi fan, rivelando sempre l’animo gentile dei suoi personaggi. Brillante caratterista, Rooker ha così avuto modo di lavorare insieme a celebri attori e importanti registi, costruendosi una carriera degna di nota.

Ecco 10 cose che non sai di Michael Rooker.

Michael Rooker: i suoi film

1. Ha recitato in celebri cinecomic. L’attore debutta al cinema nel 1986 con il film Henry, pioggia di sangue, e recita poi in Mississippi Burning (1988), Nico (1988), JFK – Un caso ancora aperto (1991), Le metà oscura (1993), Generazione X (1995), Costretti ad uccidere (1998), Il collezionista di ossa (1999), The Replicant (2001), Slither (2006), Jumper (2008), e Super – Attento crimine!!! (2010). Ottiene poi grande popolarità ricoprendo il ruolo di Yondu nel cinecomic Marvel Guardiani della Galassia (2014), e riprende il ruolo nel sequel Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017). Tra gli ultimi film a cui ha preso parte si annoverano L’angelo del male – Brightburn (2019), Fantasy Island (2020) e Fast & Furious 9 (2020). L’attore sarà inoltre nel cast dell’atteso reboot di The Suicide Squad, atteso per il 2021.

2. Ha recitato in celebri serie TV. Nel corso degli anni l’attore ha preso parte a celebri prodotti televisivi, come le serie TV CSI: Miami (2003), Law & Order (2008), Chuck (2008) e Criminal Minds (2009). Dal 2010 è nel cast della celebre serie zombi The Walking Dead, ricoprendo il ruolo di Merle Dixon, rimanendovi per tre stagioni, fino al 2013. Nel 2019 partecipa invece alla terza stagione della serie True Detective, recitando accanto all’attore Mahershala Ali.

Michael Rooker è su Instagram

3. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram, dove ha un profilo seguito da 852 mila persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi. Non mancano poi sue curiosità per i fan, come anche diverse immagini promozionali sui suoi progetti da interprete.

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Michael Rooker in True Detective

4. Ha mantenuto segreto il suo casting. Nella terza stagione della serie True Detective, l’attore ha ricoperto per alcuni episodi il ruolo di un miliardario di nome Hoyt. La cosa è stata svelata nel momento in cui in uno degli episodi viene mostrata una foto con il volto dell’attore. Per preservare la sorpresa e il mistero circa il suo personaggio, Rooker, d’accordo con la produzione, non ha rilasciato notizie circa il suo casting, cogliendo di sorpresa i fan.

Michael Rooker in The Walking Dead

5. Ha smentito delle false voci. Tramite il proprio social network Instagram, l’attore ha smentito le voci secondo cui il suo personaggio in The Walking Dead sarebbe stato fatto morire per evitare che l’attore chiedesse un aumento del compenso. Rooker ha precisato l’inesattezza di queste affermazioni, ribadendo come la morte di Merle fosse prevista sin dall’inizio.

6. Ha suggerito il proprio finale perfetto. Durante una convention dedicata alla serie, l’attore ha affermato che nella sua idea la serie dovrebbe concludersi con il personaggio di Carl, ormai cresciuto, che racconta quanto fino a quel momento visto, lasciando intendere che tutte le stagioni non sono altro che il suo ricordo del passato.

Michael Rooker in Guardiani della Galassia

7. Hanno cambiato look al suo personaggio. Nei fumetti il personaggio di Yondu ha un taglio di capelli alla Mohawk. Il regista James Gunn tuttavia decise di non dare a Rooker una simile parrucca temendo che potesse essere un ostacolo alla sua recitazione, rendendo goffo il personaggio.

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8. Aveva espresso interesse per un altro personaggio. Prima di essere scelto per il ruolo di Yondu, l’attore aveva espresso interesse per doppiare la voce di Rocket. Fu indetta anche una grande petizione online da parte dei fan, affinché l’attore ottenesse la parte. Questa fu però assegnata all’attore Bradley Cooper.

9. È stato lodato per la sua scena a petto nudo. In Guardiani della Galassia Vol. 2, l’attore compare senza maglietta in una scena. Ciò non è stato fatto senza motivo, in quanto la scena aggiunge vulnerabilità al personaggio di Rooker, sviluppandone l’arco narrativo.

Michael Rooker: età e altezza

10. Michael Rooker è nato a Jasper, in Alabama, Stati Uniti, il 6 aprile 1955. L’attore è alto complessivamente 175 centimetri.

Fonte: IMDb

Michael Rooker, i Guardiani, Yondu e il Twerking

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Michael Rooker, i Guardiani, Yondu e il Twerking

Straordinario interprete di Merle in The Walking Dead, Michael Rooker arriverà sul grande schermo nei panni (blu) di Yondu, personaggio dei Guardiani della Galassia che rappresenta un momento molto importante nella vita di Star Lord (Chris Pratt). L’attore, impegnato come le sue co-star a promuovereil film, è stato intervistato da Clevver Movies e il risultato è davvero esilarante. Guarda il video dell’intervista:

Yondu Michael RookerTrama: L’audace esploratore Peter Quill è inseguito dai cacciatori di taglie per aver rubato una misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con quattro improbabili personaggi: Rocket, un procione armato; Groot, un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica Gamora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in un’ultima, disperata battaglia per salvare il destino della galassia.

Il film è atteso negli USA il 1 Agosto del 2014 in 3D. Tutte le news sul film nella nostra scheda: Guardians of the GalaxyNel cast del film diretto da James Gunn ci sono Chris PrattDave BautistaGlenn CloseLee PaceMichael RookerOphelia Lovibond, Zoe Saldana, Benicio Del Toro e Vin Diesel, con Bradley Cooper e Vin Diesel che presteranno rispettivamente la voce a Rocket Raccoon e Groot.

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Michael Rooker protagonista del franchise Monster Problems

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Michael Rooker protagonista del franchise Monster Problems

Chi ha conosciuto Michael Rooker solo di recente, è probabile che lo abbia incontrato in Guardiani della Galassia (e sequel) nel ruolo di Yondu. Nel secondo film della Marvel, il personaggio ha un ruolo decisamente importante, e anche nel finale segna in maniera fondamentale lo svolgimento della storia.

Oppure poco prima, quando Rooker era ancora nel cast della serie di successo The Walking Dead, nei panni di Merle Dixon, fratello di Daryl (Norman Reedus). Tuttavia, sembra abbastanza sicuro affermare che Michael Rooker è “quel tipo che compare in tutti i film di James Gunn”.

Indipendentemente dalla performance per la quale lo ricordate meglio, Rooker sarà presto conosciuto per il suo ruolo da protagonista in una serie di film intitolata Monster Problems. Protagonista del cast insieme a Dylan O’Brien di The Maze Runner, il personaggio di Rooker sarà un esperto cacciatore di nome Clyde che insegna al personaggio di O’Brien, Joel Dawson, come sopravvivere all’apocalisse dei mostri.

La sceneggiatura è di Brian Duffield e Matthew Robinson, ed è stata descritta come una storia di formazione in un mondo post-apocalittico gestito da mostri. Il film è prodotto da Shawn Levy alla 21 Leaps e sarà diretto da Michael Matthews di Five Fingers for Marseilles.

Più di recente, Rooker ha partecipato alla terza stagione, di discreto successo, di True Detective, per la HBO.

Michael Rocker: il licenziamento di James Gunn è “terribile”

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Anche Michael Rooker si è finalmente espresso in merito al licenziamento di James Gunn da parte di Disney, a seguito del riemergere di vecchi tweet del regista che proponevano messaggi omofobi, violenti e maschilisti (qui potete scoprire tutti i dettagli).

Rooker, che ha interpretato Yondu nei primi due film dei Guardiani della Galassia, ha detto che la decisione della Disney di licenziare James Gunn, a causa di tweet così vecchi, è stata “terribile“. Intanto, Gunn si è spostato a lavorare su un altro progetto di supereroi, per la DC Comic. Si tratta di Suicide Squad 2, che il regista di Super scriverà e dirigerà.

Dopo il licenziamento di Gunn, il cast protagonista di Guardiani della Galassia ha rilasciato una dichiarazione di supporto al filmmaker, chiedendo alla Disney di tornare sui suoi passi. Anche il cast di supporto di Guardiani della Galassia Vol. 3, Kurt Russell, David Hasselhoff, e Michelle Yeoh, ha espresso il suo disappunto per la decisione e il sostegno al regista. Rooker, che ha sempre collaborato con Gunn anche prima che arrivasse nel franchise dei Guardiani, ha adesso espresso la stessa posizione dei suoi colleghi.

Durante la sua apparizione al Walker Stalker ad Atlanta (via Comicbook), Rooker ha condiviso i suoi pensieri sulla sfortunata vicenda del suo buon amico e frequente collaboratore. Anche se i suoi pensieri non sono stati netti e “violenti” come quelli di Dave Bautista, ha dichiarato: “È terribile, vero? Ma indovina un po’? Lui è già al lavoro su qualcosa di grnade. Suicide Squas, giusto? Lo sta scrivendo e lo dirigerà.”

Michael Rooker e James Gunn sono così legati che Gunn aveva dichiarato, all’indomani dell’uscita di Guardiani della Galassia Vol. 2, che non sapeva se sarebbe tornato a dirigere il terzo perché quello sarebbe stato il primo film in cui non avrebbe potuto dirigere Rooker, il cui personaggio, Yondu, era morto nel secondo episodio per salvare la vita di Star Lord. “Grazie” alla Disney, Gunn non dovrà fare a meno del suo amico, che anzi potrebbe trovare un posto in Suicide Squad 2.

Michael R. Roskam dirigerà Animal Rescue

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Cambio della guardia alle redini di Animal Rescue, film tratto da un breve racconto di Dennis Lehane, adattato dallo stesso per il grande schermo. Il belga Michael R. Roskam (Bullhead) ha ricevuto il testimone da Neil Burger, il cui interesse, emerso nello scorso giugno è poi sfumato, a seguito della sua partecipazione ad un altro progetto (Divergent).

Dopo aver salvato un cucciolo abbandonato in un bidone della spazzatura, il protagonista di Animal Rescue diventa oggetto della persecuzione del precedente proprietario dell’animale, non proprio sano di mente; come se non bastasse, in seguito si ritrova anche invischiato in una cospirazione criminale.

Il progetto è portato avanti da Fox Searchlight e Chernin Entertainment; il ruolo del protagonista è già stato offerto a Tom Hardy, ma al momento non vi sono ancora conferme riguardo il raggiungimento di un accordo. Roskam nel frattempo è al lavoro sia su un episodio pilota per la HBO che su The Tiger, adattata dall’omonimo romanzo di John Valliant da Guillermo Arriaga (Babel).

Fonte: Empire