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Michael Polish anticipa la possibilità di Alarum 2

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Michael Polish anticipa la possibilità di Alarum 2

Il regista Michael Polish è tornato dietro la macchina da presa con Alarum, un thriller di spionaggio che segue due agenti segreti (Scott Eastwood e Willa Fitzgerald) in fuga per vivere il loro amore lontano dal mondo delle spie. La loro nuova vita viene però sconvolta quando varie agenzie di intelligence attaccano il loro rifugio alla ricerca di un hard disk rubato.

Alarum rappresenta la più recente incursione di Polish nel cinema d’azione. Il regista è noto per film come Force of Nature e 90 Minutes in Heaven, spesso realizzati insieme al fratello Mark, con cui ha lavorato a progetti come The Astronaut Farmer e The Smell of Success. Michael di solito dirige e co-sceneggia, mentre Mark scrive e recita.

In occasione della presenza del film nella Top 10 di Prime Video, riportiamo le dichiarazioni del regista a Screenrant in merito al film e alla possibilità di un Alarum 2.

Possibilità di un sequel: Alarum 2

Alla domanda su un eventuale seguito, Polish conferma che se ne è già parlato. Sarebbe interessante sviluppare nuovi scenari e approfondire la dinamica tra i tre protagonisti – Sylvester Stallone, Willa Fitzgerald e Scott Eastwood – che sul set hanno dimostrato grande sintonia.

Il regista lascia intendere che Alarum potrebbe essere il primo capitolo di una saga, aprendo le porte a nuove avventure di spionaggio e nuove location, con la stessa alchimia tra i personaggi principali.

Alarum, spiegazione del finale: cosa c’è sulla chiavetta USB e come imposta il sequel

Michael Pitt: “Volevo lavorare con Cahill perchè è giovane”

Michael PittIl film di Mike Cahill, Another’s Earth, del 2011, non è stato un successo come tutti coloro che hanno lavorato alla sua realizzazione avevano preventivato. Tuttavia, sembra che questo bistrattato sci-fi abbia raccolto dalla sua un piccolo manipolo di ammiratori.

Tra questi ci sarebbe Michael Pitt, che aveva incontrato Cahill per un caffè a Brooklyn pochi anni fa. Ora, Cahill ha presentato pochi giorni fa il suo nuovo film, I origins, presso il Sunshine Theater, che narra le vicende di uno scienziato che, studiando il funzionamento dell’occhio umano, effettua una scoperta sensazionale. Sembrerebbe che Cahill abbia rimuginato da parecchio tempo su questo film, indeciso se lavorarci su, oppure no.

E proprio grazie al legame di amicizia che li unisce, Pitt ha ottenuto la parte dello scienziato. Lo stesso Pitt ha recentemente dichiarato: “Ho lavorato con un sacco di registi affermati, così ho voluto lavorare con qualcuno più giovane, un aspetto importante, visto ciò che sta accadendo nel mondo del cinema in questo momento…Ho sempre voluto interpretare il ruolo di uno scienziato. E’ stato per molto tempo il mio piccolo segreto.”

Dopo la prima, Cahill e i suoi ammiratori-celebrità, tra cui Jason Reitman, Zosia Mamet, Jonathan Ames, Josh Pais e Mackenzie Davis, si sono rinchiusi nell’hotel Bowery, dove hanno festeggiato con champagne, salumi,molti piccoli panini e gelato al biscotto.

Fonte: Variety.com

Michael Pitt presenta Boardwalk Empire

Michael Pitt presenta Boardwalk Empire

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Alla presentazione della serie TV, Boardwalk Empire del regista Terence Winter (I Soprano), al Festival del Cinema di Roma, c’era Michael Pitt (The Dreamers di Bertolucci) il quale può dire poco del suo personaggio Jimmy Darmody, per non svelare segreti della serie: “Il mio Jimmy Darmody è un ragazzo che tornato dalla Grande Guerra, si guarda in giro e nota come i suoi coetanei hanno già trovato la strada del successo mentre lui ancora tentenna; il lavoro non c’è e la strada malavitosa sembra la più abbordabile”.

Michael Pitt nel biopic su Mary Pickford

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Michael Pitt prenderà parte a The First, biopic dedicato all’attrice Mary Pickford, stella di prima grandezza della Hollywood dei tempi del muto, che non solo contribuì alla definizione stessa del concetto di star hollywoodiana, ma andò oltre il grande schermo, contribuendo a fondare la United Artist assieme a personaggi del calibro di Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks e D.W. Griffith. Il film, scritto e diretto da Jennifer DeLia, utilizzerà alcune rare riprese, concesse dalla Pickford Foundation, Michael Pitt interpreterà Owen Moore, primo marito della protagonista il cui ruolo sarà affidato a Lily Rabe (American Horror Story).

Il film narerrà l’ascesa dell’attrice, canadese di nascita, nel firmamento hollywoodiano, che le valse l’appellativo di ‘la fidanzatina d’America’, fino alla sua entrata nella ‘stanza dei bottoni’ con la fondazione della United Artist, soffermandosi anche sulla sua vita sentimentale: l’attrice diede scandalo avviando una relazione con Douglas Fairbanks mentre era ancora sposata col primo marito; per il ruolo dell’attore si era fatto inizialmente il nome di Jude Law, ma in seguito non sono arrivate conferme. L’avvio delle riprese è previsto per il 2013.

Fonte:  CinemaBlend

Michael Peña: 10 cose che non sai sull’attore

Michael Peña: 10 cose che non sai sull’attore

Dopo una lunga gavetta, Michael Peña è oggi un attore apprezzato da critica e pubblico, capace di destreggiarsi tra prodotti commerciali, piccoli film indipendenti e opere d’autore. Sempre pronto a reinventarsi, Peña ha saputo conquistare il cinema hollywoodiano anche grazie alla sua simpatia, che sa perfettamente riportare in molti dei ruoli da lui ricoperti.

Ecco 10 cose che non sai di Michael Peña.

Michael Peña carriera

1. I film. Il debutto cinematografico dell’attore avviene nel 1994, con il film indipendente Un orsetto per amico. Successivamente prende parte a Star Maps (1997), Fuori in 60 secondi (2000), The Calcium Kid (2004), Crash – Contatto fisico (2004), e Million Dollar Baby (2004), dove recita accanto a Clint Eastwood, Morgan Freeman e Hilary Swank. Da qui la sua fama cresce, e partecipa a importanti film come Babel (2006), World Trade Center (2006), Leoni per agnelli (2007), My Son, My Son, What Have You Done (2009), End of Watch – Tolleranza zero (2012), Gangster Squad (2013), American Hustle (2013), Fury (2014), Ant-Man (2015), The Martian (2015), Collateral Beauty (2016), Ant-Man and the Wasp (2018), Extinction (2018), Il corriere – The Mule (2018) e Dora e la città perduta (2019).

2. Le serie TV. Particolarmente ricca è anche la carriera televisiva dell’attore, che negli anni ha preso parte a serie come Pacific Blue (1996), Profiler – Intuizioni mortali (1999), Felicity (2000), The Twilight Zone (2003), ER – Medici in prima linea (2003), The Shield (2005), Gracepoint (2014) e Narcos: Messico (2018), dove interpreta l’agente DEA Enrique Camarena.

michael-peña-instagram

Michael Peña Instagram

3. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 265 mila persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago, ma non mancano anche foto tratte dai set a cui l’attore prende parte o foto promozionali dei suoi futuri progetti.

Michael Peña moglie

4. E’ sposato. L’attore è sposato dal 2006 con Brie Shaffer. La coppia ha avuto un figlio nel 2008, chiamato Roman. Dalla nascita del figlio l’attore ha alternato film complessi a film di maggiore intrattenimento, desideroso di poter mostrare al figlio il suo lavoro.

Michael Peña Ant-Man

5. Ha un ruolo nel film Marvel. Tra i personaggi più amati del cinecomic con protagonista Paul Rudd, vi è quello di Louis, interpretato da Michael Peña. L’attore si è dichiarato entusiasta dell’arco narrativo intrapreso dal personaggio, che se nel primo film era un piccolo criminale, nel sequel del 2018 inizia a diventare una persona migliore, alla ricerca di un proprio posto nella società.

Michael Peña Narcos: Messico

6. Ha avuto difficoltà a interpretare il personaggio. L’attore ha indicato il ruolo dell’agente DEA Camarena come uno dei più difficili della sua carriera. L’attore si è trovato a dover interpretare un simbolo della lotta contro i cartelli messicani, e la mancanza di fonti di prima mano ha reso difficile scoprire la vera personalità dell’agente.

7. Ha studiato la storia del Paese. Peña è figlio di immigrati messicani, e ha dichiarato che prendere parte alla serie gli ha permesso di studiare meglio il Paese dal quale i suoi genitori sono emigrati. Si è inoltre dichiarato stupito del modo in cui i film americani raffigurino i messicani, secondo quella che per lui è una rappresentazione non veritiera.

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Michael Peña Netflix

8. E’ protagonista di un nuovo prodotto Netflix. Dopo essere stato protagonista della serie Narcos: Messico, prodotto originale Netflix, l’attore tornerà nuovamente sulla celebre piattaforma streaming con il film Extinction, horror fantascientifico dove Peña interpreta un uomo tormentato dal sogno ricorrente di perdere la sua famiglia.

Michael Peña patrimonio

9. Ha raggiunto ottimi guadagni. Superati gli anni di gavetta, l’attore ha raggiunto in fretta il successo, e grazie ai suoi numerosi ruoli in film e serie di grande rilievo, ha raggiunto un patrimonio stimato di 12 milioni.

Michael Peña età e altezza

10. Michael Peña è nato a Chicago, nell’Illinois, Stati Uniti, il 13 gennaio 1976. L’altezza complessiva dell’attore è di 170 centimetri.

Fonte: IMDb

Michael Peña si unisce a Lily James nel cast di Subversion

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Michael Peña si unisce a Lily James nel cast di Subversion

Michael Peña (End of Watch) è stato scelto per un ruolo al fianco di Chris Hemsworth e Lily James in Subversion, il nuovo film d’azione ambientato in un sottomarino prodotto da Amazon MGM Studios.

I dettagli sul ruolo che Peña interpreterà sono tenuti segreti. Il film segue un comandante navale un tempo promettente (Hemsworth) che viene ricattato da un’organizzazione simile a un cartello e costretto a pilotare un pericoloso sottomarino che trasporta merci illegali in acque internazionali. Coinvolto in un gioco del gatto e del topo ad alto rischio, con un ufficiale della Guardia Costiera (James) alle calcagna, deve superare i blocchi stradali e affrontare pericolose minacce sia all’interno che all’esterno del sottomarino.

Patrick Vollrath (7500) dirige il film da una sceneggiatura di Andrew Ferguson. Lorenzo di Bonaventura sarà il produttore, con i produttori esecutivi Stephen Shafer e Greg Cohen per la di Bonaventura Pictures.

Dove abbiamo visto Michael Peña di recente?

Peña sarà presto visto al fianco di Sarah Snook nella serie All Her Fault, un adattamento del romanzo di Andrea Mara che debutterà su Peacock più avanti quest’anno. Noto per i ruoli in A Million Miles Away, End of Watch, American Hustle e The Martian, lo vedremo presto anche al fianco di Sam Rockwell nel film d’azione e avventura di Gore Verbinski Good Luck, Have Fun, Don’t Die. È rappresentato da CAA, Entertainment 360 e Goodman, Genow, Schenkman.

Michael Pena racconta la sua esperienza sul set di Tom & Jerry

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In occasione dell’arrivo in streaming di Tom & Jerry, ecco cosa ha raccontato Michael Peña sulla sua esperienza nel film di Tim Story, targato Warner.

Tom & Jerry, il film diretto da Tim Story con i due iconici rivali protagonisti in un’avventura inedita, arriva in Italia in esclusiva digitale da giovedì 18 marzo, disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su tutte le principali piattaforme digitali.

Tom & Jerry, recensione del film di Tim Story

Tom & Jerry è interpretato da Chloë Grace Moretz (“Cattivi Vicini 2”, “La Famiglia Addams”), Michael Peña, (“Cesar Chavez”, “American Hustle”, “Ant-Man”), Colin Jost (“Single ma non troppo”, “Saturday Night Live”), Rob Delaney (“Deadpool 2”, “Fast & Furious: Hobbs & Shaw”), Pallavi Sharda (“Lion”), Jordan Bolger (“Peaky Blinders”), Patsy Ferran (“Darkest Hour”), Nicky Jam (“Nicky Jam: El Ganador”), Bobby Cannavale (“The Irishman”, “Ant-Man and the Wasp”), Lil Rel Howery (“Judas and the Black Messiah”, “Angry Birds 2 – Nemici amici per sempre”), e Ken Jeong (“Crazy & Rich”, “Una Notte da Leoni”, “Transformers 3”).

Michael Pena nel cast di The Vatican Tapes

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Michael Pena è entrato nel cast di The Vatican Tapes, film che possiede dettagli ancora troppo scarni per creare aspettative consistenti, ma vanta una trama che, se sviluppata a dovere, potrebbe uscire dall’alone di banalità che per ora la contraddistingue. Sappiamo solo che viene ritrovato un nastro segreto in Vaticano  contenente il video di un esorcismo andato a finire male e da lì seguiranno eventi poco piacevoli. Un horror/thriller esoterico per definirlo con le informazioni che abbiamo ora.

Michael Pena

L’attore di origini messicane Pena, reduce dal doppiaggio del film d’animazione Turbo, che ancora deve uscire, ma anche dal corale Gangs of  Squad e da End of Watch – Tolleranza Zero. Un periodo molto prolifico e impegnato. Nel film dovrebbe interpretare tale Padre Lozano.

Il film sarà diretto da Mark Neveldine, già co-regista, insieme a Brian Taylor, di Crank e Ghost Rider – Spirito di Vendetta. Nel cast sono già presenti anche Djimon Hounsou, Dougray Scott, Kathleen Robertson, Peter Andersson, John Patrick Amedori e Alex Sparrow.

The Vatican Tapes dovrebbe arrivare nel 2014, ma non si conoscono date ufficiali visto che è ancora in fase di pre-produzione.

Fonte: Empire Online

Michael Peña entra nel cast del film su Tom e Jerry

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Michael Peña entra nel cast del film su Tom e Jerry

Dalle formiche a…topi e gatti: Michael Peña “lascia” momentaneamente l’universo Marvel di Ant-Man per interpretare l’antagonista principale di Tom e Jerry, nuovo adattamento cinematografico dei classici d’animazione targati Hanna-Barbera affidato alla regia di Tim Story (I Fantastici 4, Un poliziotto ancora in prova).

A confermare la notizia è Deadline, ricordando che nel cast è stata già confermata Chloe Grace Moretz nei panni di Kayla, la ragazza che lavorerà nell’elegante Park Hotel gestito proprio dal personaggio di Peña. Terrorizzata dalla presenza di un topolino nell”edificio, Jerry, assumerà il gatto Tom per sbarazzarsene.

Vi ricordiamo che la serie di cortometraggi originale nasce nel 1940 dalle menti creative di William Hanna e Joseph Barbera e segue l’accesa e divertente rivalità tra i due protagonisti.

Tra i più popolari e acclamati prodotti d’animazione, vanta nel palmares sette oscar al miglior corto eguagliando così le Sinfonie Allegre della Walt Disney Studios. Nel tempo sono stati diversi gli episodi al centro di accese polemiche, soprattutto per gli stereotipi razziali che riguardavano la rappresentazione del personaggio nero ricorrente Mammy Due Scarpe, o un tema controverso come quello del cannibalismo.

Fonte: Deadline

Michael Pena da Ant-Man a Nelle Pieghe del Tempo

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Michael Pena da Ant-Man a Nelle Pieghe del Tempo

Michael Pena è entrato a far parte del cast di Nelle Pieghe del Tempo, l’adattamento dell’omonimo romanzo di Madeleine L’Engle. A dirigere il film c’è Ava DuVernay mentre vedremo Peña di nuovo nel MCU alfianco di Paul Rudd in Ant-Man and the Wasp.

Oltre a Michael Peña, il cast del film prevede Chris Pine e Storm Reid, con Oprah Winfrey (che con la DuVernay aveva già lavorato proprio nel sopracitato Selma), il premio Oscar Reese Witherspoon (Walk the Line, Wild) e Mindy Kaling (The Mindy Project, The Office).

Nelle pieghe del tempo è il primo di quattro romanzi, la serie si intitola Time Quartet e gli altri romanzi della tetralogia si intitolano: A Wind in the Door, A Swiftly Tilting Planet e Many Waters. Nel 1989 Madeleine L’Engle ha pubblicato An Acceptable Time, che è considerato un quinto libro della stessa serie, anche se ambientato diverse generazioni dopo i primi quattro.

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Di seguito la trama del romanzo Nelle pieghe del tempo:

Meg Murry, una ragazza di quattordici anni, è considerata dai suoi coetanei e dai suoi insegnanti una ragazza dal carattere irascibile e stupida, e a scuola non si inserisce bene. La sua famiglia riconosce i suoi problemi come una mancanza di maturità emozionale, ma la considera anche capace di grandi cose. La sua famiglia è composta dalla sua bellissima madre scienziata; da suo padre, anch’egli scienziato scomparso misteriosamente; dal fratello di cinque anni, Charles Wallace Murry — un super genio in erba – e da Sandy e Dennys Murry, i due gemelli atleti di dieci anni.

Il libro incomincia con “Era una notte buia e tempestosa”, un’allusione alle parole iniziali nel romanzo Paul Clifford di Edward George Bulwer-Lytton scritto nel 1830. Dopo un’altra brutta giornata di scuola Meg, non riuscendo a dormire si ritrova con il fratello Charles e la madre in cucina a bere latte. Vedono nel cortile una strana vecchia signora che sembra essersi persa, la fanno entrare per scaldarsi, perché nevica e inizia la conoscenza con la signora Cose’, una donna eccentrica, venuta ad abitare da poco in una casa loro vicina. Charles aveva già precedentemente fatto la sua conoscenza. Dopo aver asciugato i suoi piedi e dopo aver fatto uno spuntino di mezzanotte con Charles, Meg e la loro madre la signora Cosè inizia a dire a una già perplessa Dr. Murry che “esiste davvero una cosa tipo il TESP-ACT”. Subito dopo ciò Meg e Charles incontrano un ragazzo di nome Fort Calvin, anche lui dotato di un’intelligenza molto pronta e sveglia. È un ragazzo di ceto sociale elevato, che sebbene sia uno stereotipo del “grande ragazzo del campus” risulta essere entusiasta di unirsi ai ragazzi per incontrare più lontano la signora Cosè e le sue ugualmente eccentriche amiche signora Chi e Quale.

Cosè, Chi e Quale risultano essere creature trascendentali che trasportano Meg, Charles Wallace, e Calvin per le galassie con il TESP-ACT, che viene definito simile a “piegare” il tessuto dello spazio e del tempo. Le tre signore rivelano ai ragazzi che la galassia sta per essere conquistata da una nuvola oscura, che è la visibile manifestazione del male. Il padre scomparso di Meg stava lavorando per un progetto segreto del governo per ottenere un viaggio più veloce della luce attraverso il TESP-ACT, e accidentalmente finisce su Camazotz, un pianeta alieno che è all’interno della nuvola del male. I ragazzi scoprono anche che la Terra è parzialmente coperta dall’oscurità, sebbene grandi figure religiose, filosofi, artisti stiano combattendo contro di essa. Insieme con il fatto che la signora Cosè era una stella che ha smesso di essere una stella per salvare la Terra dal controllo dell’oscurità. I ragazzi giungono a Camazotz e salvano il padre di Meg che è stato imprigionato da un malvagio cervello senza corpo con potenti poteri telepatici, che gli abitanti di Camazotz chiamano “IT”. Charles Wallace è mentalmente chiamato da IT, ed è lasciato indietro quando gli altri scappano facendo un TESP-ACT attraverso la Cosa Nera e arrivano ad un pianeta abitato da bestie che non hanno la vista, ma sono dotate di intelligenza. Dopo un breve periodo di recupero, Meg è mandata indietro da sola su Camazotz essendole stato detto che è l’unica ad avere il potere per salvare Charles Wallace. Confrontandosi con IT, Meg si rende conto che può liberare suo fratello amandolo intensamente, perché l’amore è un’emozione che IT, nella sua malvagità non può capire. Charles Wallace viene liberato e tutti ritornano sulla Terra.

Michael Myers: 10 cose che non sai sul noto personaggio di film horror

È il 1978 quando gli spettatori dei cinema statunitensi si ritrovano a seguire gli spostamenti di un personaggio non meglio identificato. Condividendo il proprio punto di vista con il pubblico in sala, questi lo conduce attraverso le stanze di una silenziosa abitazione. Un coltello affilato viene preso da un cassetto, delle ripide scale vengono salite gradino dopo gradino fino al giungere nella stanza dove si trova un’ignara ragazza, prima vittima del mostro che ha ora un nome: Michael. Michael Myers.

Con Halloween – La notte delle streghe, capolavoro di John Carpenter, prende così vita quello che tutt’oggi è uno dei più famosi e spaventosi personaggi del cinema horror. Energumeno silenzioso e mascherato, Myers è una macchina infernale, il cui unico scopo è quello di uccidere senza pietà le proprie vittime. Protagonista di dieci film usciti tra il 1978 e il 2018, il personaggio continua ancora oggi a spaventare intere generazioni di spettatori. La saga a lui dedicata non è tuttavia ancora conclusa, e Myers tornerà presto a spargere sangue sul grande schermo.

Ecco 10 cose che non sai di Michael Myers.

Michael Myers maschera

Michael Myers: i film in cui compare

10. È il villain principale della saga a lui dedicata. Il personaggio di Michael Myers arriva al cinema con il film Halloween – La notte delle streghe, con protagonista Jamie Lee Curtis. Dato il grandissimo successo del film, nasce una vera e propria saga horror dedicata al personaggio. Egli torna così sul grande schermo come principale minaccia dei film Halloween II – Il signore della morte (1981), Halloween 4 – Il ritorno di Michael Myers (1988), Halloween 5 – La vendetta di Michael Myers (1989), Halloween 6 – La maledizione di Michael Myers (1995), con Paul Rudd, Halloween – 20 anni dopo (1998), con Michelle Williams, e Halloween – La resurrezione (2002).

9. Sono stati realizzati alcuni remake e sequel con il personaggio. Con Halloween – La resurrezione si è conclusa ufficialmente la serie di sequel, più o meno fortunati, del primo film. Nel 2007, invece, ha preso vita il primo remake dell’originale del 1978. Questo è intitolato Halloween – The Beginning, e segna un nuovo inizio per le vicende di Michael Myers al cinema. Il film ha poi avuto un sequel, intitolato Halloween II (2009). Nel 2018, tuttavia, con la benedizione di Carpenter, arriva al cinema Halloween. Questo si pone come sequel diretto dell’originale, ignorando gli eventi di tutti gli altri film realizzati nel corso del tempo. Questo viene annunciato come il primo capitolo di una nuova e conclusiva trilogia, che comprenderà dunque anche Halloween Kills (2021) e Halloween Ends (2022).

Michael Myers: gli attori del personaggio

8. Nick Castle è il suo più celebre interprete. Nel corso degli anni sono molti gli attori alternatisi nei panni del personaggio. Complice anche l’utilizzo della maschera, era infatti possibile affidarsi a persone diverse senza che la cosa fosse troppo evidente. Il più celebre di tutti, nonché l’originale, è però Nick Castle. Questi venne scelto per il ruolo quasi per caso, essendo un amico del regista trovatosi a curiosare sul set. Le indicazioni fornitegli da Carpenter per interpretare l’assassino furono minime, e l’attore venne pagato soltanto 25 dollari al giorno. Castle si è però sempre dichiarato legato al personaggio, e ne ha ripreso i panni in occasione del film del 2018.

7. È stato interpretato da un noto wrestler. Per i film Halloween – The Beginning e Halloween II, il ruolo di Myers è stato interpretato dall’attore Tyler Mane. Questi è in particolare noto per essere stato un wrestler nella federazione WCW con il nickname Nitro. Ad oggi, con i suoi oltre 2 metri di statura, Mane è il più alto attore ad aver dato vita al personaggio. Venne scelto proprio per questa sua caratteristica fisica, che permise di incutere reale timore negli altri attori del cast.

6. Quasi ogni film ha avuto un interprete diverso per il personaggio. Oltre a Castle e Mane, per gli altri film della saga sono stati contattati sempre attori diversi per dar vita al celebre assassino. Dick Warlock lo interpreta in Halloween II – Il signore della morte, mentre George Wilbur in Halloween 4 e Halloween 6. Don Shanks è invece Myers in Halloween 5, mentre in Halloween – 20 anni dopo il personaggio è interpretato da Chris Durand. Brad Loree gli dà invece vita in Halloween – La resurrezione. Nei nuovi film, invece, Castle alterna il personaggio con l’attore James Jude Courtney.

Michael Myers bambino

Michael Myers: la sua maschera

5. Vi è una buffa storia dietro la maschera del personaggio. Avendo a disposizione un budget estremamente ridotto, Carpenter dovette arrangiarsi in molti modi per metter su il suo film, andando quanto più possibile a risparmio. Fondamentale era però la scelta della maschera che avrebbe indossato il mostro. Nell’ideare questa, Carpenter raccontò di non essersi sprecato in riflessioni eccessivamente contorte. Il regista si recò semplicemente in un negozio di maschere, dove ne acquistò una del capitano Kirk, personaggio della saga di Star Trek. Questa venne poi colorata e gli occhi furono ingranditi. Nacque così la leggendaria e spaventosa maschera di Michael Myers.

Michael Myers in Dead by Daylight

4. È il personaggio di un noto videogioco. Michael Myers compare come personaggio giocabile nel videogioco Dead by Daylight, di genere survival horror. Qui è possibile vestire i suoi panni alla ricerca di sopravvissuti da uccidere brutalmente. Allo stesso tempo, è possibile assumere anche il ruolo di Laurie Strode, la giovane protagonista di alcuni dei film di Halloween, che si ritrova a dover scappare dal mostro. I due personaggi sono disponibili insieme alla mappa che riproduce la cittadina di Haddonfield.

Michael Myers: da bambino

3. La sua malvagità ha origini antiche. Il pubblico rimase particolarmente sconvolto nel vedere che il terribile omicida della prima sequenza del film del 1978 era un semplice bambino. Negli anni, tuttavia, l’infanzia di Michael Myers si è arricchita di dettagli che hanno permesso di ritrovare già nella sua tenera età i segni di quello che sarebbe diventato il minaccioso omicida. Il bambino, infatti, ha da sempre manifestato segni di squilibrio psichico, che negli anni sono andati accentuandosi. Approfondendo la storia della sua famiglia, si è poi scoperto che già il suo bisnonno era stato un terribile omicida, guidato probabilmente da antiche e malvagie forze oscure.

Michael Myers: la storia vera

2. Non è un personaggio realmente esistito. Per quanto nell’ideazione del personaggio Carpenter possa essersi ispirato a qualche reale serial killer, il personaggio di Michael Myers non è realmente esistito. Al regista venne infatti chiesto di ideare un nuovo personaggio horror che potesse funzionare al cinema, e fu così che egli arrivò a dar vita ad un essere apparentemente umano ma con aspetti mostruosi e sovrumani. Per il nome del personaggio, Carpenter scelse quello dell’omonimo distributore europeo che lo aveva aiutato a portare in sala il suo precedente film, Distretto 13 – Le brigate della morte.

Michael Myers l’altezza del personaggio

1. È un vero e proprio gigante. L’altezza complessiva di Myers non è mai stata realmente stabilita, e negli anni questa è anche parzialmente variata in base all’interprete che ne vestiva i panni. Nell’immaginario comune, ad ogni modo, il personaggio si è affermato come un vero e proprio gigante, la cui altezza, anche in relazione agli altri personaggi che lo circondano, supera facilmente i due metri. L’imponenza di Myers è infatti il suo aspetto più spaventoso.

Fonte: HalloweenMovie

 

 

Michael Mann: presidente di giuria alla 69esima edizione del festival di Venezia!

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Il CDA della Biennale di Venezia, ha reso noto, attraverso un comunicato stampa, il nome del Presidente della Giuria Internazionale della 69esima edizione del festival di Venezia: si tratta di Michael Mann. Regista, sceneggiatore e produttore statunitense, Michael Mann è una delle figure più rappresentative del cinema americano contemporaneo. Mann debutta nel 1981, nella regia, con Strade violente, cui segue il grande successo come produttore esecutivo di Miami Vice (1984). Il memorabile L’ultimo dei Mohicani (1992) e l’articolato Heat-La sfida (1995),  ne consacrano senza il dubbio il talento, confermato in seguito con Alì (2001) e Nemico pubblico-Public Enemies (2009). Da ricordare, inoltre,  il suo ruolo da produttore in Aviator (2004) ed Hancock (2008).

Michael Mann: il regista che indaga nelle “menti criminali”

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Michael Mann: il regista che indaga nelle “menti criminali”

Michael Mann è stato uno sperimentatore di generi nella sua carriera registica. Americano di nascita studia alla London’s International Film School di Londra e tornando negli States si dedica alla regia documentaristica e alle problematiche sociali che inquadra e analizza nei primi cortometraggi come “Jaunpuri” del 1971 e “17 Days Down the Line” del 1972. Si dedica al cinema curando la regia di “The Jericho Mile” del 1979, con il quale vince un Emmy Award e il premio della Director’s Guild of America per la miglior regia.

Il film d’esordio racconta la storia di un detenuto che corre per combattere i pregiudizi dei giudici che non l’hanno accettato alle Olimpiadi. Realizzato e montato senza “voce off” con Mann che lascia parlare i personaggi duri e pieni di rabbia che cercano di ritrovare una loro dimensione nella quotidianità del carcere, multiculturale ma forzato luogo d’incontro. Gira il primo film “Strade Violente” nel 1981. E’ il suo primo film proiettato in sala, dai toni drammatici e noir, indaga sui tormenti interiori di un ladro indeciso sulla sua vita futura perché innamorato della donna che potrebbe cambiarlo per sempre. “La fortezza” nel 1983, è un’opera psico-thriller ambientata ai tempi del Nazismo, nato da un adattamento di romanzo fanta-horror con sequenze di musica rock e dialoghi filosofico-moralisti, è un film particolarmente riuscito per gli effetti scenografici e l’ottima cura della fotografia.

In seguito scrive la sceneggiatura di alcuni episodi delle due serie poliziesche di successo: “Starsky & Hutch” e “Miami Vice” attraverso le quali riscrive completamente il concetto di serialità introducendo anche le soundtrack caratteristiche riconoscibili dei telefilm cult anni ’80. Ispirato da registi come Melville e Huston, viene considerato l’erede del cinema classico dei grandi geni del cinema: Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Brian De Palma. Compie il passo verso la svolta nel 1986 quando presenta “Manhunter” tratto dal romanzo “Red Dragon” di Thomas Harris; il film racconta per la prima volta gli effetti che produce il male estremo attraverso le pazzie della mente perversa e disturbata del dottor Hannibal Lecter, psicologo-cannibale, personaggio che passerà alla storia, pochi anni dopo, con la straordinaria interpretazione di Anthony Hopkins ne “Il silenzio degli innocenti”.

Nel 1992 gira “L’ultimo dei Mohicani” trattando la guerra anglo-francese dell’America del Nord mentre torna al noir con “Heat” nel 1995, uno dei suoi film capolavoro, che vede protagonisti Jon Voight, Ashley Judd con Natalie Portman agli esordi, e per la prima volta nella stessa scena due numeri uno della cinematografia modiale: Robert De Niro e Al Pacino. La colonna sonora di “Heat” è da segnalare per la sua intensità con composizioni di Elliot Goldenthal, Brian Eno, Einstürzende Neubauten, Terje Rypdal, Moby. Un gran bel film è “Insider – Dietro la verità” del 1999 con Russell Crowe, candidato all’Oscar come miglior attore protagonista. E’ un film “da camera” che cerca di svelare i segreti dietro le multinazionali del tabacco, gli illeciti e le truffe. Nel 2001 racconta la parabola esistenziale del pugile campione del mondo Cassius Clay, nel film “Alì” interpretato da un sorprendente Will Smith. Il film rivela la sensibilità e la grandezza dell’uomo Alì che combatte contro tutto quello che non rappresenta la sua filosofia di vita; poche sequenze con incontri di boxe tra tutti ricordo intense sequenze hanno un potente impatto emotivo. Su tutte le scene mi ha colpito molto il finale.

Il genere “thriller metropolitano” lo riporta a realizzare “Collateral” nel 2004 con Jamie Foxx e Tom Cruise. La tecnologia digitale permette a Michael Mann di girare quasi completamente in digitale di notte nella Los Angeles maledetta dalla criminalità. Rappresenta la sintesi del “karma registico” di Michael Mann che ambienta il film in taxi guidato da Foxx che è costretto a guidare per Cruise, per la prima volta sullo schermo un killer che non si ferma davanti a niente. Con Jamie Foxx e Colin Farrell gira il remake post anni ’80 della sua serie “Miami Vice” nel 2006 e nel 2009 con Johnny Depp, Christian Bale e di Marion Cotillard, gira un gran bel film “Nemico pubblico” biografia del criminale John Dillinger.

Michael Mann sul set di nemico pubblico
Michael Mann sul set di nemico pubblico

Ho notato che nel film è usata moltissimo la steady cam per accelerare i ritmi e accrescere la suspence, sottolineando attraverso la violenza delle scene come nessun male si può debellare definitivamente perché l’uomo ha un istinto “animalesco” ereditato dalla sua storia evolutiva. Michael Mann è un regista preciso, maniacale, pretende che gli attori siano in grado di trasformarsi nei suoi personaggi per assorbirne tutte le caratteristiche fisiche e psicologiche. Esige una preparazione perfetta (Will Smith per “Alì” si allenò per un anno con il vero allenatore di Cassius Clay, Angelo Dundee, prima di iniziare a girare). S’ispira spesso a opere d’arte di grandi artisti come William Blake e utilizza le riprese digitali per donare maggiore realismo alle sue sequenze perché, come afferma lui stesso, le riprese sono il momento dell’espressione, in cui si manifesta prepotentemente il “potere dei conflitti” interiori e in cui si alterna all’azione la suspence poiché spesso sono i silenzi ad anticipare le scene più cruente e violente. Michael Mann ha compiuto attraverso la regia quel viaggio nell’underground della criminalità che aveva conosciuto da giovane attraversando le strade di Chicago, abbracciando il cinema dei maestri nella sua regia.

A cura di Assunta Petruzzi

Michael Mann: “Enzo Ferrari, una storia di lutto, passione e ambizione”

In Concorso, trai grandi nomi che presenteranno i loro film a Venezia 80, c’è anche Michael Mann, regista iconico del cinema mondiale, che porta al Lido la sua versione della vita di un’altra icona dell’imprenditoria italiana: Enzo Ferrari. Interpretato da Adam Driver, il fondatore della scuderia più amata del mondo è il protagonista di un melodramma operistico, una storia che nelle sua estremità trova la via verso l’universale.

“Quando incontri una personalità così forte come quella di Enzo Ferrari, più vai a fondo, più la storia diventa universale, e ho trovato che i suoi fortissimi contrasti interni, fossero in qualche modo un rimando a com’è la vita nella realtà.” Ha detto Michael Mann, per spiegare come mai ha scelto di raccontare proprio la storia dell’imprenditore italiano.

Il film non è un biopic classico, ma si concentra su un anno particolare della vita di Ferrari, il 1957, momento molto delicato e particolare per la sua vita. Nelle parole di Mann, ecco perché si è scelto di ambientare il film in quel momento storico: “Nel 1957 molti dei conflitti che serpeggiavano nella sua vita sono entrati in rotta di collisione: la compagnia in bancarotta, aveva appena perso suo figlio Dino, il suo matrimonio con Laura stava cadendo a pezzi. Ha dovuto affrontare diversi tipi di lutto. E queste ferite hanno comunque un che di universale. Succede in tutte le nostre vite: lutto, perdita, amore, passione, ambizione. Sono sentimenti universali e sono stati compressi tutti nella vita di Enzo Ferrari, in una maniera melodrammatica, operistica quasi.”

Un lavoro da antropologo, nelle parole di Michael Mann, che il regista ha portato avanti immergendosi nello spazio circoscritto di Modena, ripercorrendo ogni giorno, nella quotidianità, le tappe dello stesso Ferrari, andando persino dallo stesso barbiere. “Il ritratto è quello di un uomo che viveva verso il futuro, a differenza di sua moglie che era giustamente imprigionata nel lutto. Enzo era costantemente proiettato verso quello che sarebbe successo, quando gli si chiedeva quale fosse l’automobile più bella che avesse mai costruito, lui rispondeva sempre ‘la prossima’. E l’opposizione trai due caratteri era un altro elemento di grande interesse.”

Ricordiamo che Ferrari ha ricevuto l’ok da SAG-AFTRA con un accordo provvisorio che permette al cast del film di promuovere la pellicola durante lo sciopero, e infatti Adam Driver e Patrick Dempsey erano presenti a Venezia. Il film è infatti prodotto da Neon e poiché si tratta di uno studio indipendente non affiliato all’AMPTP, non ha avuto problemi a ricevere deroghe da SAG-AFTRA.

La produzione ha strappato un accordo ad interim per la promozione del film, che consentirà al cast di promuovere il film durante la sua prima al Festival del cinema di Venezia, al New York Film Festival e in qualsiasi altro evento in cui il film verrà proiettato.

Michael Mann ufficialmente al lavoro su Ferrari – foto

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Michael Mann ufficialmente al lavoro su Ferrari – foto

Dopo tanto parlarne, finalmente il film Ferrari di Michael Mann è ufficialmente entrato in produzione. STX Films annuncia che il regista ha iniziato le riprese principali del suo progetto di lunga data e a cui lo lega una forte passione per il soggetto che racconterà.

Su Instagram, Michael Mann stesso ha pubblicato una foto che lo vede al lavoro sul set di Ferrari:

Adam Driver, Penélope Cruz e Shailene Woodley si sono uniti al progetto di Michael Mann, Ferrari. Oltre alla regia di Mann, lo sceneggiatore di The Italian Job Kennedy Martin scriverà la sceneggiatura basata sul libro del 1991, Enzo Ferrari: The Man and the Machine. Il prossimo progetto sarà prodotto dalla Moto Productions di Mann insieme a PJ van Sandwijk, John Lesher, Lars Sylvest, Thorsten Schumacher e Gareth West, con il produttore esecutivo Niels Juuls.

Michael Mann svela quando inizieranno le riprese di Heat 2

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Michael Mann svela quando inizieranno le riprese di Heat 2

Il regista Michael Mann ha confermato la data prevista per l’inizio delle riprese del tanto atteso Heat 2. Sebbene i dettagli sul sequel del suo film poliziesco del 1995 siano ancora scarsi, si vocifera che il cast includerà Leonardo DiCaprio, Christian Bale, Austin Butler, Adam Driver, Ana de Armas e il ritorno di Al Pacino.

Il prossimo Heat 2 ha già avuto un percorso tortuoso prima di arrivare sul grande schermo. Inizialmente era previsto per il 2025, ma la produzione è stata ritardata a causa delle trattative sul budget con la Warner Bros., che alla fine ha abbandonato il progetto. Ora è stato affidato alla United Artists con un budget di 150 milioni di dollari. Il produttore Jerry Bruckheimer ha seguito la notizia suggerendo che le riprese principali sarebbero iniziate nell’agosto 2026.

Secondo The Guardian, questa tempistica di produzione (che è stata fissata in vista di un’uscita nel 2027) è stata chiarita ulteriormente dallo stesso Michael Mann. Pur dichiarando alla testata che “nessun film è realizzato finché non viene realizzato”, ha confermato che “al momento stiamo cercando di iniziare il 3 agosto”.

Finora non ha confermato altri dettagli dietro le quinte del film, che sarà basato sull’omonimo romanzo del 2022 scritto da Mann insieme a Meg Gardiner. Tuttavia, supponendo che non sorgano altri ostacoli per Heat 2, questa tempistica di produzione potrebbe offrire qualche indicazione su quando il film potrebbe arrivare nelle sale.

Il precedente stabilito dall’originale Heat è un tempo di produzione inferiore a un anno. Il film è entrato in produzione il 21 febbraio 1995, terminando 107 giorni dopo, l’8 giugno, in vista dell’uscita del film il 15 dicembre.

Ciò non significa necessariamente che il sequel debutterà 10 mesi dopo l’inizio della produzione, perché il fatto che la storia sia un prequel che un sequel allo stesso tempo potrebbe richiedere l’uso della CGI per aumentare il trucco di invecchiamento e ringiovanimento, il che potrebbe prolungare il processo di post-produzione.

In media, il tempo di realizzazione dei film più recenti di Mann è di circa 17 mesi. Pertanto, se Heat 2 seguirà una tempistica simile e inizierà effettivamente la produzione il 3 agosto, potrebbe potenzialmente arrivare nelle sale già nel gennaio 2028, mancando di poco la finestra di uscita prevista per il 2027.

Michael Mann racconta il suo film a cine-filos

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Si presenta nella piccola sala del Palazzo delle Esposizioni avvolto in una giacca scura e una sgargiante camicia verde che spunta dal colletto: è Michael Mann, noto e molto apprezzato regista di molti capolavori del cinema contemporaneo, da Heath – La Sfida, a Collateral. In occasione dell’attesissimo Nemico Pubblico, in Italia il 6 novembre, Mann ha incontrato la stampa e ha spiegato le ragioni del suo eroe: “Abbiamo considerato in primo luogo la leggenda di Dillinger, il suo mito. Poi ho scelto di metterne a fuoco la vita reale, le passioni che muovevano l’uomo, al di là dei generi cinematografici e degli stereotipi del personaggio. Si è tentato di mostrare un uomo che aveva raggiunto l’eccellenza in un arte particolare: quella delle rapine alle banche. Ho provato a mostrare la sua rinascita dopo un lungo periodo di reclusione. Che decide di fare? Che strada intende seguire? Vuole recuperare il tempo perso.” Mann ha esposto l’hic et nunc della vita del gangster, la sua mancanza di prospettiva futura, ma allo stesso tempo il profondo carisma del personaggio, e al suo fianco “una gang nichilista, feroce che corre senza la voglia di raggiungere un traguardo.”

Michael Mann prepara il prequel di Heat La Sfida

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Michael Mann prepara il prequel di Heat La Sfida

michael-mannMichael Mann è al lavoro sul prequel di Heat La Sfida, capolavoro diretto nel 1995. I piani per il prequel fanno parte di un progetto molto più ampio: il regista infatti ha da poco stretto un accordo per il lancio della collana editoriale Michael Mann Books, la quale servirà come base per raccontare nuove storie per il grande e piccolo schermo.

Il prequel di Heat, in cima alla lista delle pubblicazioni, uscirà dunque come romanzo che servirà poi come base per una serie tv e per un nuovo film. Il prequel racconterà gli anni della formazione del detective Vincent Hanna (Al Pacino), del criminale Neil McCauley (Robert De Niro), di Chris Shihirles (Val Kilmer), Nate (Jon Voight) e di altri personaggi del film originale.

Tra gli sceneggiatori coinvolti nel progetto figura Shane Salerno, attualmente impegnato con i sequel di Avatar e con l’adattamento di Il cartello di Don Winslow. Essendo il progetto ancora in fase iniziale, nessuna notizia a proposito di un possibile cast è stata divulgata.

Vi terremo aggiornati e vi ricordiamo che l’ultimo film di Michaael Mann è uscito nel 2015: si tratta di Blackhat con protagonista Chris Hemsworth.

Fonte

Michael Mann prende Gemma Arterton e Andrew Garfield ?

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gemma arterton

Sembrerebbe in dirittura d’arrivo la scelta del cast principale del nuovo film di Michael Mann: il biopic  su Robert Capa prodotto dalla Columbia Pictures. I nomi sarebbero quelli di Gemma Artenton e Andrew Garfield. Sarebbe stata proprio la Artenton a rivelare queste indiscrezioni…

Michael Mann dirigerà Agincourt

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Giunge notizie da Screendaily, che Michael Mann  sarà  il regista di Agincourt, adattamento dell’omonimo romanzo medioevale di Bernard Cornwell.

Michael Madsen: una vita da gregario

Michael Madsen: una vita da gregario

Si chiamano caratteristi, quegli attori senza i quali molti film perderebbero quel tocco particolare che li rende indimenticabili. Jack Palance in Scappo dalla città, Robert Loggia, da poco venuto a mancare, che suona le Tagliatelle con passo felpato insieme a Tom Hanks in Big. E tanti, tanti altri, e tra questi, Mr. Blonde. Sì, proprio lui, il sadico rapinatore che sevizia un poliziotto in Reservoir Dogs, o Le iene, a seconda del purismo o della spocchia. Non era un faccia sconosciuta, quella di Michael Madsen, anzi, di lui si era accorto già un discreto cineasta, un tal Ridley Scott, a cui sembrava avere la faccia perfetta per essere abbandonato da Susan Sarandon in Thelma & Louise. E la carriera di questo ragazzone All American nato nel 1957 nella città del vento, Chicago, è proprio racchiusa in questa affascinante contraddizione. L’amorevole compagno che lascia andare la sua donna verso la libertà, perché la ama troppo per poterla imprigionare, è paradossalmente non diverso dallo spietato Budd di Kill Bill, un killer che si è sentito tradito da una parte della sua famiglia, ma che conosce anche l’ineluttabilità del destino. Tutto con quella faccia da bambinone che guarda il mondo con una perenne aria perplessa e un po’ annoiata, chiedendosi perché la gente si affanni tanto.

L’attore per la quarta volta alla corte di Tarantino.
E potevano essere cinque.

Lui poi che instancabile è, come tutti gli attori che considerano il loro un lavoro, Mr. Madsen non si ferma un attimo, con una media di otto film l’anno invidiabile, catalogabili alfabeticamente tra la serie C e la serie Z, perché tanto prima o poi arriva sempre quel regista che ha bisogno di lui per qualcosa di serio. Come Quentin Tarantino, che aveva bisogno di mettere insieme otto nuovi bastardi, chiuderli in un rifugio in montagna in mezzo a una tormenta e vedere poi che fine fargli fare. Michael Madsen è Il Mandriano, e da quel poco che si sa dell’attesissimo The Hateful Eight, anche stavolta sembra quello che osserva l’evoluzione degli eventi. La sua specialità. Per poi fare qualcosa di imprevedibile. Con un rasoio. Con una doppietta caricata a sale. Vedremo con cosa in questo caso.

L’imprevedibilità fa parte della carriera stessa di Madsen. Come quando si trovava sul set di Wyatt Earp, epopea della frontiera americana con Kevin Costner diretta da Lawrence Kasdan, in cui vestiva lo spolverino di Virgil Earp, non uno di quei ruoli che entrano nella Storia, ma che a un buon americano restano dentro. E per non togliersi gli stivali e il cinturone rinunciò a una nuova offerta dell’amico Quentin, quella di rimettersi un completo nero e diventare Vincent Vega in un film chiamato Pulp Fiction. Non gli era possibile. Grazie, sarà per la prossima.

Ecco, come sarebbe stata la vita da gregario di Michael Madsen senza Virgil Earp? Il dittico di Species sarebbe davvero stato il meglio della sua carriera senza Tarantino (e anche un grande ruolo in Donnie Brasco, a onor del vero)? Forse John Travolta dovrebbe mandargli una cassa di quello buono ogni Natale per avergli salvato la vita. Eppure Michael non sembra farsene un cruccio. Anzi. Tra matrimoni e divorzi la sua vita continua, ha comprato casa in Italia, vicino Chieti, e passa dalle nostre parti tutto il tempo in cui non lavora. Affascinante il suo line up del prossimo anno: Vigilante Diaries, Dirty Dealing 3D (in coppia con C. Thomas Howell), Kidnapped in Romania, diretto da Carlo Fusco, vero “regista di genere” italiano (tocca chiamarli così, a quanto pare), e altri già pronti o da concludere.

Eppure, a noi Michael Madsen piace così, con quella faccia di cuoio, e adesso anche un po’ di botox, e quello sguardo malinconico, il sorriso beffardo e la voce suadente e un po’ seccata. Ce n’era un altro di attore così, dal gran talento, si chiamava Mickey Rourke. E da qualche parte c’è ancora. Il 4 febbraio, quando uscirà in Italia The Hateful Eight (distribuito da 01 Distribution) scopriremo se anche Michael Madsen è ancora tra noi. Ma noi siamo sicuri di sì.

Michael Madsen: morto a 67 anni l’attore di Le iene e Kill Bill

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Michael Madsen: morto a 67 anni l’attore di Le iene e Kill Bill

Michael Madsen, l’attore noto per i suoi ruoli nei film “Kill Bill” e “Le iene” di Quentin Tarantino, è morto, come confermato da Variety. Aveva 67 anni. Madsen ha avuto un arresto cardiaco ed è stato trovato privo di sensi nella sua casa di Malibu giovedì mattina, secondo quanto riferito dal suo agente.

Negli ultimi due anni Michael Madsen ha realizzato lavori incredibili con il cinema indipendente, tra cui i film di prossima uscita Resurrection Road, Concessions e Cookbook for Southern Housewives, ed era davvero entusiasta di questo nuovo capitolo della sua vita. Michael stava anche preparando l’uscita di un nuovo libro intitolato Tears For My Father: Outlaw Thoughts and Poems, attualmente in fase di editing”, hanno dichiarato in un comunicato congiunto i manager di Madsen, Susan Ferris e Ron Smith, e la pubblicista Liz Rodriguez. “Michael Madsen era uno degli attori più iconici di Hollywood, che mancherà a molti”.

La scomparsa di Michael Madsen segna la fine di una carriera intensa e profondamente iconica, capace di attraversare con forza il cinema americano indipendente e mainstream per oltre quattro decenni. Con il suo sguardo penetrante, la voce roca e l’aria da duro malinconico, Madsen ha incarnato una tipologia di antieroe che è diventata riconoscibile quanto amata dal pubblico.

A consacrarlo nell’immaginario collettivo, come anticipato, è stato senza dubbio il ruolo di Mr. Blonde (Vic Vega) in Le iene di Tarantino: una performance cruda, brutale e carismatica, culminata in una delle scene più disturbanti e celebri del cinema degli anni ’90. Da quel momento, Madsen è diventato uno dei volti di riferimento del cinema tarantiniano, apparendo anche in Kill Bill: Volume 1 e Volume 2 (nel ruolo di Budd, fratello di Bill) e in The Hateful Eight, dimostrando ogni volta una capacità di fondere cinismo e vulnerabilità che lo ha reso unico.

Nel corso della sua carriera, Madsen ha alternato ruoli da protagonista e da comprimario in decine di produzioni, spaziando dal noir all’action, fino al western moderno. Tra i suoi titoli più significativi si ricordano Donnie Brasco (1997), dove recitava al fianco di Johnny Depp e Al Pacino, e Sin City (2005), oltre a una lunga serie di film indipendenti e serie televisive, che ne hanno consolidato lo status di attore cult.

Michael Madsen: Hollywood rende omaggio all’attore scomparso

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Michael Madsen: Hollywood rende omaggio all’attore scomparso

Il mondo di Hollywood è in lutto per la scomparsa di Michael Madsen, attore iconico venuto a mancare il 3 luglio all’età di 67 anni a causa di un arresto cardiaco. Interprete magnetico e carismatico, Madsen ha lasciato un segno indelebile nel cinema americano grazie a ruoli indimenticabili in film come Le iene, Kill Bill, Donnie Brasco e Sin City.

La notizia della sua morte ha subito generato una valanga di tributi e messaggi di affetto da parte di colleghi, registi e amici, che hanno voluto ricordarlo per il suo talento, la sua umanità e il suo spirito libero. Tra le prime a esprimere il proprio cordoglio è stata Vivica A. Fox, sua co-protagonista in Kill Bill, che ha dichiarato: “Michael era un uomo di talento con una presenza incredibile sullo schermo. Le mie più sentite condoglianze e preghiere alla sua famiglia.”

Anche Stephen Baldwin, con cui Madsen aveva condiviso il set di 2047: Sights of Death, ha scritto: “Un vero originale, coraggioso e indimenticabile. Le mie preghiere vanno a sua moglie DeAnna e a tutta la famiglia Madsen. Riposa in pace, fratello.” L’attore Harvey Keitel, suo compagno di scena in Le iene, lo ha invece ricordato così: “Abbiamo perso un altro grande poeta americano. Addio, mio caro amico… Non dimenticherò mai una delle migliori scene che abbia mai visto in un film — quella in cui tu e Chris Penn vi scontrate in Le iene. Abbraccia Chris da parte mia.

Particolarmente toccante il tributo di sua sorella, l’attrice Virginia Madsen, che ha affidato il proprio dolore a un messaggio profondamente personale: “Mio fratello Michael ha lasciato il palcoscenico. Era tuono e velluto. Malizia avvolta nella tenerezza. Un poeta travestito da fuorilegge… Mi mancheranno le nostre battute interne, le risate improvvise, il suo suono. Mi mancherà il ragazzo che era prima della leggenda. Mi manca il mio fratello maggiore“.

Anche molti altri attori e registi hanno voluto esprimere il proprio ricordo sui social. Su X (ex-Twitter), Jennifer Tilly, sua partner in The Getaway, ha scritto: “Michael Madsen è stato uno dei miei attori preferiti con cui abbia mai lavorato… Era audace e turbolento in modo selvaggio… Un talento immenso. Se n’è andato troppo presto.” Rob Schneider ha aggiunto: “Michael Madsen era un sogno con cui lavorare… Un attore e un gentiluomo davvero dotato, che metteva tutti a proprio agio sul set; generoso con le sue storie e con la sua risata contagiosa. Vorrei solo che avessimo potuto fare più cose insieme in questo pazzo mestiere.

James Woods, che aveva condiviso il set con lui in più occasioni, ha ricordato: “Oh amico, questa è dura. Io e Michael abbiamo fatto The Getaway insieme. Abbiamo fatto anche Straight Talk. Sono sempre stato toccato dalla sua natura dolce e dalla generosità, l’assoluto opposto dei ‘duri’ che interpretava così brillantemente. Riposa in pace, caro amico.Walton Goggins, compagno di set di Madsen in The Hateful Eight, ha invece affidato a Instagram parole cariche di affetto e ammirazione: “Michael Madsen… quest’uomo… questo artista… questo poeta… questo mascalzone… Una dannata ICONA… Un’aura come nessun altro… Ti voglio bene, amico. Un H8TER per sempre.

Commovente anche il ricordo di Robert Rodriguez, che lo aveva diretto in Sin City: “Frank Miller e io abbiamo sempre voluto essere fedeli al fumetto, nessuna improvvisazione nei dialoghi. Ma facevamo eccezione ogni volta che lavoravamo con Michael Madsen. Scriveva battute d’oro e ci faceva ridere così tanto da dirci: ‘Se dobbiamo infrangere la regola con qualcuno, che sia Michael’. Era così straordinario, così ‘larger than life’, che abbiamo capito subito che sarebbe stato il partner perfetto per il detective di Bruce Willis. Un vero piacere lavorare con lui. Mi mancherai, Michael. Sei davvero uno dei più grandi.

Michael Madsen nel nuovo character poster di The Hateful Eight

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Michael Madsen nel nuovo character poster di The Hateful Eight

Dopo i character poster di Bruce Dern (Il Confederato), Demian Bichir (Il Messicano), Walton Goggins (Lo Sceriffo) e Tim Roth (Il Piccolo Uomo), debutta online quello di un nuovo personaggio di The Hateful Eight. Questa volta protagonista è Michael Madsen nei panni di Joe Gage “The Cow Puncher” (Il Cowboy).

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Il nuovo film di Quentin Tarantino si svolge alcuni anni dopo la guerra civile e racconta la vicenda di un gruppo di sconosciuti in viaggio che sono costretti a rifugiarsi in un bar quando una tempesta di neve colpisce il paesaggio circostante. Tuttavia, ognuno ha i suoi segreti e non tutti potrebbero uscirne vivi.

Scritto e diretto da Tarantino, il film sarà sugli schermi americani il 25 dicembre, mentre in Italia uscirà l’8 gennaio 2016, distribuito da 01 Distribution. Nel cast, accanto a Michael Madsen, Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Tim Roth, Walton Goggins, Bruce Dern e Demian Bichir.

Fonte: Collider

Michael Kenneth Williams entra in 12 Years A Slave

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Il regista di Shame prosegue nell’opera di assemblaggio del cast del suo prossimo film: dopo Michael Fassbender, Brad Pitt e Chiwetel Ejiofor è la volta di Michael Kenneth Williams, conosciuto soprattutto per i ruoli televisivi di Omar in The Wire e Chalky White in Boardwalk Empire. Williams interpreterà uno schiavo ribelle; la storia è incentrata sulle vicende di un cittadino afroamericano libero, chiamato a New York con l’inganno e ridotto in schiavitù e della lotta della moglie per ritrovarlo e liberarlo: il film è tratto dall’omonimo libro di Solomon Northup, uscito nel 1853.

Fonte: Comingsoon.Net

Michael Keaton: in arrivo la stella sulla Walk of Fame

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Il volto di Batman, Birdman e Beetlejuice Michael Keaton sarà onorato il prossimo 28 luglio della stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame, a coronamento di una carriera rilanciata dal film di Alejandro González Iñárritu Birdman e da Il caso Spotlight di Tom McCarthy, entrambi vincitori della statuetta di miglior film.

Michael Keaton potrebbe agguantare l’Oscar mancato due anni fa grazie a The Founder di John Lee Hancock, dove interpreta Ray Kroc, il fondatore della catena di ristorazione fast food McDonald’s. Harvey Weinstein ha infatti spostato la data di uscita del film da agosto a dicembre, piazzandolo in piena stagione dei premi.

Keaton farà inoltre parte del cast dell’attesissimo Spider-Man: Homecoming nei panni del villain. Speriamo che la stella sulla Walk of Fame gli porti ancora più fortuna.

Fonte

Michael Keaton: il suo Batman sarebbe dovuto essere una specie di Nick Fury

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Nell’ultimo di un lungo elenco di fallimenti del DCEU, è stato rivelato che lo studio aveva intenzione di far agire il Batman di Michael Keaton come una specie di Nick Fury di Samuel L. Jackson, una figura che sarebbe saltata da un film all’altro, legando insieme la serie.

È innegabile che i due attori condividano una presenza scenica simile, carismatica e autorevole, e allo stesso modo i loro rispettivi personaggi fanno in modo che sia loro compito conoscere gli affari di tutti gli altri, rendendoli entrambi i migliori per essere onnipresenti, per così dire. Purtroppo le date di rilascio mescolate, le riprese multiple e i progetti accantonati hanno mandato a monte i piani dello studio.

La rivelazione arriva da un nuovo rapporto di The Hollywood Reporter, che ha delineato la caotica produzione di Aquaman e il regno perduto. Il rapporto afferma che l’ex capo dei DC Studios Walter Hamada aveva deciso che il personaggio agisse come “un anziano statista che potrebbe apparire in vari film”, con Keaton che doveva apparire in Batgirl, Aquaman 2 e The Flash.

Uno degli scopi del personaggio di Nick Fury nella Fase 1 del MCU era aiutare a stabilire un universo condiviso per il pubblico, fungendo da filo conduttore tra i film per stabilire una continuità cinematografica che era, fino a quel momento, diversa da qualsiasi cosa fosse venuta prima. Mentre il DCEU è andato avanti per circa un decennio, la sua continuità è forse più incerta ora di quanto non sia mai stata – e ha un disperato bisogno di un collegamento come quello che Fury ha fornito al MCU. Tuttavia, con James Gunn e Peter Safran, ora al timone dei DC Studios, sono pronti a premere il pulsante di ripristino con l’imminente Superman: Legacy, l’aggiunta di Michael Keaton come personaggio simile a Fury sarebbe stata ridondante.

Michael Keaton ha indossato per la prima volta il mantello di Batman nel film di Tim Burton del 1989, che lo ha visto affrontare il Joker di Jack Nicholson. Avrebbe ripreso il ruolo nel sequel del 1992 Batman Il Ritorno, al fianco di Michelle Pfeiffer e Danny DeVito rispettivamente nei panni di Catwoman e Penguino. Sarebbero passati altri 31 anni prima che Keaton si vestisse ancora una volta come l’eroe, per tornare in The Flash.

Michael Keaton: il biopic su McDonald’s ha una data d’uscita

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Uscirà il 25 novembre del 2016 The Founder, il film dedicato all’ascesa dell’impero McDonald’s con Michael Keaton protagonista, mentre dietro la macchina da presa ci sarà John Lee Hancock.

CSi preannuncia un The Social Network incontra Il petroliere, stando alle prime indiscrezioni sul progetto. Michael Keaton incarna Ray Kroc, il fondatore del marchio McDonald’s, del suo incontro con i fratelli Mac e Dick McDonald e della nascita della catena internazionale di  fast food.

Scritto da Robert Siegel, The Founder è prodotto da FilmNation e The Combine e soprattutto verrà distribuito negli States da The Weinstein Co., che spera di conquistare nuovamente l’Awards season con l’uscita strategica a novembre, che ha già dato i suoi frutti con Il discorso del re e The Imitation Game. Per Michael Keaton sarà l’occasione di ribadire l’exploit di Birdman e prendersi la rivincita dopo l’Oscar mancato di quest’anno “per colpa” di Eddie Redmayne.

Fonte: The Hollywod Reporter

Michael Keaton: 10 cose che non sai sull’attore

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Michael Keaton: 10 cose che non sai sull’attore

Michael Keaton è uno di quegli attori che ha fatto davvero la storia del cinema grazie alla sue innumerevoli, indimenticabili e magnetiche interpretazioni. L’attore, che ha una carriera lunghissima, ha sempre dimostrato di scegliere i ruoli migliori per i suoi talenti, diventando uno degli attori più amati ed apprezzati dal pubblico di tutto il mondo.

Ecco dieci cose da sapere su Michael Keaton.

Michael Keaton film

1. Ha recitato in celebri film. Keaton debutta sul grande schermo nel 1978 con Rabbit Test, divenendo poi popolare grazie a Beetlejuice – Spiritello porcello (1988) e, in particolare, Batman (1989) e Batman – Il ritorno (1992). Recita poi in Cronisti d’assalto (1994), Jackie Brown (1997), Jack Frost (1998), Una teenager alla Casa Bianca (2004), White Noise – Non ascoltate (2005), Herbie – Il super Maggiolino (2005) e I poliziotti di riserva (2010). Tra i suoi ultimi lavori, vi sono Sola nel buio (2013), RoboCop (2014), Need for speed (2014), Birdman (2014), Il caso Spotlight (2015), The Founder (2016), Spider-Man: Homecoming (2017), American Assassin (2017), Dumbo (2019), Il processo ai Chicago 7 (2020), The Protégé (2021), Morbius (2022) e The Flash (2022). Nel 2021 ha recitato anche nella serie Dopesick – Dichiarazione di dipendenza.

2. È anche doppiatore, produttore e regista. Nel corso della sua carriera, Keaton non si è prestato sono in qualità d’attore. Egli, infatti, ha lavorato spesso come doppiatore, prestando la propria voce per film come Porco rosso (1992), Cars – Motori ruggenti (2006), Toy Story 3 – La grande fuga (2010), Noah (2012), Minions (2015) e Binki Nelson Unpacified (2016). In quanto produttore, ha preso parte alla realizzazione dei film Body Shots (1999), L’ultima occasione (2006) e Sola nel buio (2013), mentre come regista ha diretto il film The Merry Gentleman (2008).

Michael Keaton è Batman

3. Ha reso più cupa la voce di Batman. Michael Keaton, che si definisce un “maniaco della logica”, era preoccupato che l’identità segreta di Batman sarebbe, in realtà, abbastanza facile da scoprire e ha discusso divrse idee con Tim Burton per camuffare meglio il personaggio, incluso l’uso delle lenti a contatto. Alla fine, Keaton ha deciso di interpretare la voce di Batman in un registro più basso rispetto a quando interpretava Bruce Wayne. Questa tecnica è diventata poi un punto fermo dei futuri ritratti di Batman in film, televisione e videogiochi, in particolare quelli di Kevin Conroy e Christian Bale.

4. Ha avuto dei problemi con il costume. Mentre indossava il costume di Batman, l’attore ha avuto diversi problemi, perché non riusciva a sentire bene. Il lattice che gli copriva le orecchie, infatti, gli rendeva molto difficile poter sentire suoni e parole intorno a lui. Un effetto opposto a quello dei reali pipistrelli, che sentono attraverso l’udito. Keaton ha però detto che la claustrofobia generatasi da questo effetto lo ha aiutato a mettersi dell’umore giusto per interpretare il personaggio.

michael keaton

Michael Keaton in Beetlejuice

5. Ha curato il look del personaggio. Secondo Michael Keaton, il personaggio di Beetlejuice gli è stato descritto dal regista Tim Burton come “una personalità che ha vissuto in ogni tempo e in nessun tempo“. Keaton ha usato questo come punto di partenza per ideare il personaggio con caratteristiche come una pettinatura shock, trucco a forma di muffa e denti grandi. Ha detto che quando si è presentato per la prima volta sul set come Beetlejuice, la troupe ha cantato: “Juice, Juice, Juice!” Questo ha entusiasmato ancor di più Keaton per il suo ruolo.

Michael Keaton in Birdman

6. Interpretare il protagonista è stata una vera sfida. Nel film Birdman Keaton ricopre il ruolo del protagonista, l’attore Riggan. Pur essendo stato scritto proprio pensando a lui e alla sua carriera nel mondo del cinema, Keaton ha affermato di aver trovato notevole difficoltà nel calarsi nei panni del personaggio, giudicato profondamente diverso a livello caratteriale. Allo stesso tempo, il film è stata la sfida più complessa della sua carriera, poiché prevedeva numerose prove e il dover girare intere sequenze senza interruzioni. Grazie alla sua performance, l’attore ha poi ricevuto la sua prima nomination agli Oscar per la categoria Miglior attore protagonista.

 

Michael Keaton in Spider-Man

7. Si è preparato in modo particolare per il ruolo. Nel film Spider-Man: Homecoming, l’attore ha avuto modo di interpretare il villain Avvoltoio. Come da lui raccontato, l’unica ricerca fatta sul personaggio è stata parlare con le figlie di un suo amico, le quali conoscono il personaggio del fumetto e gli hanno raccontato tutto ciò che c’era da sapere. Per Keaton, Adrian Toomes (vero nome dell’Avvoltoio) è “una vittima. Egli si vede come un uomo messo da parte e per questo prova molto risentimento, che lo porta poi a compiere azioni non propriamente giuste.”

Michael Keaton Batman

Michael Keaton moglie

8. È stato sposato una volta. Nel 1982, l’attore si è sposato per la prima volta con la collega Caroline McWilliams. I due, però, hanno divorziato nel 1990, dopo otto anni di matrimonio. Dalla loro unione è nato, nel 1983, il figlio Sean. Inoltre, dal 1989 al 1995 ha avuto una relazione con la collega Courtney Cox.

Michael Keaton: i suoi fratelli e sorelle

9. È l’ultimo di sette fratelli. Figlio di un ingegnere civile, George A. Douglas, e di una casalinga, Leona Elizabeth Loftus, l’attore è l’ultimo di sette fratelli. Prima di lui, infatti, i due genitori hanno avuto Pamel Douglas, Robert Douglas, Joyce Douglas, Diane Douglas, George e Paul Douglas. Come si sarà intuito, anche il vero cognome dell’attore è Douglas, ma egli lo cambiò in Keaton (riferimento a Buster Keaton) per non essere confuso con Michael Douglas.

Michael Keaton: età e altezza

10. Michael Keaton è nato il 5 settembre del 1951 a Coraopolis, in Pennsylvania. La sua altezza complessiva corrisponde a 175 centimetri.

Fonti: IMDb, Biography

Michael Keaton: “Batman può battere chiunque, anche Hulk”

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Michael Keaton: “Batman può battere chiunque, anche Hulk”

Sappiamo quanto l’attore Michael Keaton abbia amato il suo ruolo in Batman di Tim Burton e nonostante siano passati venticinque anni l’attore è sempre disponibile con tutti coloro chi gli chiedono del personaggio. Ebbene questa volta durante una sessione nella ABC Radio gli è stato chiesto se Batman potrebbe affrontare Mark Ruffalo e il suo Hulk, sentite la sua risposta:

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“Penso che tutti dovrebbero smettere di chiedersi chi potrebbe picchiare Batman. Batman può dare calci  a tutti, e se non lo faranno, lo farà Bruce Wayne.”

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L’attore chiaramente ha risposto in maniera divertente come al solito, ma secondo voi potrebbe Batman affrontare un personaggio come Hulk e avere la meglio?

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