Nicole Kidman sostitiurà Rachel
Weisz in The Railway Man, in cui diventerà la moglie di Colin
Firth. Il film, diretto da Jonathan Teplitzy, racconta la
storia vera di Eric Lomax e le sue terrificanti esperienze
Sacha Baron Cohen firma un accordo con la Paramount Pictures
Harry Potter: l’edizione da collezione definitiva
Ecco la versione definitiva della super raccolta home video che ogni potteriano deve possedere. Si chiama Harry Potter Wizards Collection, ed è una edizione limitata e numerata. Il prezzo con
Dark Shadow: nuova foto del cast
Battleship: quattro character poster
Ecco quattro character poster del film Battleship, tratto dall’omonimo gioco battaglia navale e nato, neanche a dirlo, dalla mente dei creatori del franchise di Transformers. Esteticamente il film sembra
On The Road: il poster del film con Kristen Stewart
Ecco il poster del prossimo film in cui vedremo Kristen Stewar. L’attrice sarà la coprotagonista in questa storia di ricerca di sè che due amici, interpretat da Garrett Hedlund e Sam Riley,
Scarlett Johansson sarà Janet Leigh in Alfred Hitchcock and the Making of Psycho
Video: Steven Spielberg guarda le nomination agli Oscar del 1976
Tutti ormai lo vediamo come il
padrone di casa durante la cerimonia degli Academy Awards, ma
com’era Steven Spielberg all’inizio della sua
carriera? Un video esclusivo ci mostra come un giovanissimo
Tutti su Marte con John Carter: dal 7 marzo al cinema
Il prossimo 9 marzo gli appassionati di fantasy sono attesi nei cinema per il primo blockbuster di un 2012 che si chiuderà a ridosso delle festività natalizie con l’attesissimo Hobbit di Peter Jackson: nelle sale sbarcherà infatti John Carter, film basato sulle vicende dell’omonimo personaggio uscito dalla penna di Edgard Rice Burroughs (più conosciuto quale creatore di Tarzan), distribuito dalla Walt Disney.
John Carter (protagonista di ben undici romanzi, pubblicati tra il 1912 e il 1940, oltre che di svariati racconti) è un soldato della Guerra di Secessione che si ritrova improvvisamente trasportato su Marte, avendo a che fare coi suoi abitanti, esseri dall’aspetto umano ma dal colorito verdastro o rosso e alti due metri.
Marte (o Barsoom, come lo chiamano i suoi abitanti) è una sorta di versione apocalittica della Terra: un pianeta in cui gli oceani sono evaporati e l’atmosfera fattasi rarefatta a causa dell’interminabile guerra che divide le due popolazioni che lo abitano, quelle degli ‘uomini verdi’ e degli ‘uomini rossi’.
John Carter interverrà nel conflitto, senza prendere una posizione definita, ma più interessato alla salvezza del pianeta e della sua popolazione.
A interpretare il protagonista sarà Taylor Kitsch (il Gambit di X Men: L’inizio); al suo fianco, Lynn Collins nel ruolo della Principessa Dejah Thoris (vista nel Mercante di Venezia e nel primo Wolverine tra gli altri) e Willem Defoe in quello del guerriero Tars Tarkas. Tra gli altri interpreti, Thomas Haden Church, Samantha Morton e Mak Strong, diretti da Andrew Stanton, il regista di Wall-E, e sceneggiatore, oltre che dello stesso Wall-E, di Up e Toy Story 3, qui per la prima volta impegnato con attori in carne e ossa.
A curare le musiche è Michael Giacchino (Premio Oscar per UP), ma il film si fregerà anche di brani cantati: in alcuni trailer sono stati infatti utilizzati Kashmir dei Led Zeppelin e una versione di My Body Is A Cage dei canadesi Arcade Fire, realizzata da Peter Gabriel e contenuta nel suo recente album di cover Scratch my back; non è ancora chiaro se tali pezzi verranno poi inclusi anche nel disco della colonna sonora.
In tempi in cui il cinema fantasy sembra non conoscere crisi, che venisse riscoperto John Carter era in pratica solo questione di tempo: la vicenda del personaggio di Burroughs è però un pò particolare: questo film rappresenta infatti il coronamento di un progetto del quale si parla addirittura dagli anni ’30: a quei tempi si era pensato a un film di animazione, mentre negli anni ’50 nacque l’idea di un live action, poi messa in soffitta per altri trent’anni, quando negli ’80 il progetto apparve prendere l’avvio, con Tom Cruise come protagonista e John McTiernan alla regia. Allora a non convincere furono gli effeti speciali, e quindi film venne rimandato a quando la tecnologia avesse permesso di rendere più credibili sul grande schermo i paesaggi descritti da Bourroughs.
All’inizio degli anni 2000 il progetto venne rispolverato per l’ennesima volta, e di nuovo stoppato, stavolta per questioni legate alla ricerca del regista: Robert Rodriguez prima e John Favreau poi hanno approcciato il progetto per poi ritirarvisi, o semplicemente perdere interesse.
Finalmente, nel 2007 i diritti sono stati acquisiti dalla Disney che ha messo in cantiere il film per la sua definitiva realizzazione: John Carter sarà l’adattamento del primo romanzo dedicato da Bourroughs al personaggio, Sotto le lune di Marte: considerato l’abbondante materiale a disposizione, non è da escludere un seguito, dipenderà ovviamente dai risultati che raggiungerà un film che con un budget di 300 milioni di dollari, è uno dei più costosi della storia. Il film è stato realizzato in Digital 3D e IMAX 3D.
6 aprile 2012: il Titanic di Cameron torna a solcare i cinema del mondo, in 3D
Il cacciatore di tesori Brock Lovett è alla
spasmodica ricerca del cuore dell’oceano, un leggendario diamante
blu che, si diceva, era appartenuto ad uno dei facoltosi passeggeri
del Titanic, il mastodontico transatlantico affondato tragicamente
durante il suo viaggio inaugurale. Dal momento che il diamante è
scomparso assieme alla nave, Lovett è convinto che si trovi ancora
a bordo,e organizza così una spedizione negli abissi dell’Oceano
Atlantico, per raggiungere i relitto e trovare finalmente il cuore
dell’oceano.
Frankenweenie – Trailer Ufficiale Italiano
Cesare deve morire: intervista ai fratelli Taviani
Al cinema Nuovo Sacher nel suggestivo
quartiere Trastevere di Roma, Paolo e Vittorio Taviani, la
produttrice Grazia Volpi, il regista teatrale Fabio Cavalli con
l’assistente Maurilio Giaffreda ed una parte degli interpreti di
Cesare deve morire (gli ex detenuti Salvatore
Striano e Fabio Rizzuto), rispondono alle domande dei giornalisti
in una conferenza stampa moderata da Nanni Moretti la cui Sacher
distribuzione si sta occupando della diffusione del film nelle
sale.
Lo Hobbit: Peter Jackson pubblica il sesto videoblog!
Only God Forgives: foto ufficiale di Ryan Gosling nel nuovo film di Refn!
Prima foto ufficiale di Ryan Gosling in Only God Forgives. L’attore dopo Drive, torna a lavorare insieme a Nicolas Winding Refn. Nel film, Gosling interpreterà un personaggio di nome Julian. La foto è soltanto di pre-produzione e quindi non ripresa dal set. Il film non ha ancora un’uscita ufficiale, anche se probabilmente verrà presentato nuovamente a Cannes (ma nel 2013). Ecco la foto:
Trama: Only God Forgives
Frankenweenie: ecco il primo trailer originale!
Bill Paxton nell’indipendente The Colony
La Disney ha scelto: Jared Hess dirigerà The Pet
Disney Principesse in festa: l’applicazione per iPad!
E’ Morto Lucio Dalla: grande genio della musica italiana!
View Conference 2012 e ViewFest: Digital Movie Festival: ecco tutte le date!
Emma Watson in Bling Ring di Sofia Coppola
Cesare deve morire: recensione del film dei Fratelli Taviani
Cesare deve morire dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, Orso d’oro all’ultimo festival del cinema di Berlino, è stato salutato da molti come film simbolo della rinascita del neorealismo in Italia ed effettivamente molte delle scelte effettuate dai due maestri per Cesare deve morire, ricordano lo stile di questa corrente cinematografica del passato, a partire dal soggetto stesso: “documentare” l’allestimento dello spettacolo all’interno di una struttura carceraria e, contemporaneamente, la vita stessa dei detenuti che si intreccia a quella dei personaggi del dramma di Shakespeare.
La trama di Cesare deve morire
Roma, Carcere di Rebibbia. Un gruppo di spettatori assiste alla messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare allestita da un gruppo di detenuti/attori diretti dal regista Fabio Cavalli. Alla fine della rappresentazione, tra gli applausi del pubblico, i carcerati verranno nuovamente scortati nelle loro celle e ricomincerà la triste routine delle loro vite da reclusi. Il ricordo dei sei mesi di preparazione dello spettacolo, però, rimarrà vivo in loro e li aiuterà ad andare avanti illuminati da una nuova consapevolezza: c’è qualcos’altro oltre al carcere e la vita violenta che hanno conosciuto nel loro passato.
I Taviani hanno scelto il Giulio Cesare proprio perché si tratta di una vicenda tutta italiana che mette in campo emozioni forti ed estreme come l’amicizia, il tradimento, la brama di potere, l’ambizione, il delitto. Questi sentimenti i protagonisti di Cesare deve morire li hanno vissuti direttamente sulla propria pelle. Da questo aspetto nasce la fusione completa tra attori e personaggi (in entrambi i casi “uomini d’onore”) e scaturisce l’emozione diversa che solo queste interpretazioni riescono a trasmettere allo spettatore, diversa proprio in quanto vissuta profondamente dall’uomo attore, un’emozione reale che si “fa carne” negli sguardi e nelle espressioni.

Il neorealismo dei Taviani
In questo senso si può parlare di neorealismo all’ennesima potenza, un neorealismo in 3D dal momento che questa emozione risulta così vera e palpabile da potersi quasi toccare. Le scene più toccanti sono quelle in cui, soprattutto durante le prove, riaffiorano i ricordi delle vite passate degli attori e si fondono con le vicende del dramma. Mentre provano nelle loro celle con i compagni di pena, ritrovano analogie tra la finzione e la realtà, “traducono” ognuno nel loro dialetto le battute del copione unendosi sempre più ai loro personaggi. A poco a poco la preparazione dello spettacolo assorbe ogni aspetto della loro quotidianità nel carcere e gli altri pensieri e preoccupazioni divengono marginali. In questo modo i detenuti ritrovano la libertà tra le sbarre, riescono ad evadere con la mente e la fantasia guidati dalla forza dell’arte.
Cesare deve morire non è, tuttavia, un documentario vero e proprio. C’è una trama ben definita ed una sceneggiatura in cui, però, anche i singoli protagonisti hanno “messo mano” tramite i racconti delle loro esperienze personali. La scelta stilistica di un bianco e nero fortemente contrastato che rimanda ad una certa tradizione neorealistica degli anni sessanta, non è tipico di uno stile documentaristico tradizionale, come anche il passaggio al colore nel momento della rappresentazione difronte alla platea.
L’aspetto documentaristico potrebbe essere rintracciato nella resa dei sentimenti e delle emozioni, ma il resto Cesare deve morire è un film a tutti gli effetti, un film che mostra una realtà scomoda che difficilmente viene narrata o almeno difficilmente viene narrata in questo modo, avvicinandosi così tanto ai suoi protagonisti. Probabilmente perché si rischia ed il rischio è rendere i “mostri” troppo umani rompendo la netta dualità tra bene e male, mostrando che tra il bianco ed il nero c’è anche del grigio e spezzando, così, le certezze rassicuranti di chi è pronto a puntare il dito. I delinquenti sono uomini che hanno sbagliato ma che, tramite la poesia di Shakespeare, riescono a purificarsi e riscattarsi; dopotutto il recupero non è forse uno degli obiettivi principali della detenzione?
A giudicare dall’emergenza che riguarda le strutture carcerarie in questo periodo (sovraffollamento, condizioni di vita insostenibili che portano molti detenuti al suicidio, etc.), pare che molti lo abbiano dimenticato. In questo contesto l’Istituto circondariale di Rebibbia, con le sue molte attività di recupero tra le quali i laboratori teatrali, rappresenta un esempio virtuoso che anche questo film ha contribuito a far risaltare.
Peter Craig scriverà il sequel di Top Gun
Neighborhood – Trailer Originale
I colori della passione – dal 20 Marzo al Cinema!
The Lone Ranger: iniziate le riprese del film
New Mexico, Arizona, Utah e Colorado: sono queste le location scelte per le riprese del film epico avventuroso The Lone Ranger, una produzione firmata dalla Disney e dalla Jerry Bruckheimer Films. Il film riunisce gli artefici dei primi tre capitoli della saga di successo “Pirati dei Caraibi” – il produttore Jerry Bruckheimer, il regista Gore Verbinski e Johnny Depp, inimitabile interprete nel ruolo di Jack Sparrow, per cui si è guadagnato una nomination agli Oscar, e che ha prestato la voce al camaleonte protagonista del film premio Oscar “Rango“, dello stesso Verbinski.
In The Lone Ranger Depp interpreta il guerriero indiano Tonto, fedele amico del protagonista il cui ruolo è stato affidato ad Armie Hammer (“The Social Network,” “J. Edgar”). Depp e Hammer saranno affiancati da un cast di stelle internazionali tra cui Tom Wilkinson, nominato due volte dall’Academy Award per “Michael Clayton” e per “In the Bedroom”, vincitore di un Emmy (“John Adams”) e di un Golden Globe; William Fichtner (che ricordiamo nelle produzioni di Jerry Bruckheimer “Armageddon,” “Pearl Harbor” e “Black Hawk Down”); il vincitore di un Emmy, Barry Pepper (“The Kennedys” per la TV, “Il Grinta” e “Salvate il Soldato Ryan” al cinema); James Badge Dale (“The Grey” al cinema, per la TV “The Pacific” e “Rubicon”); Ruth Wilson, star televisiva in “Jane Eyre” e “Luther”; Helena Bonham Carter, due nomination all’Oscar e sei nomination ai Golden Globe (“Il discorso del re” “Alice in Wonderland”). L’uscita del film è prevista per il 31 maggio 2013.
The Lone Ranger è un emozionante film d’avventura intriso di azione e humor, in cui il famoso eroe mascherato torna a rivivere attraverso nuovi occhi. Il guerriero indiano Tonto (Johnny Depp) racconta la storia di John Reid (Armie Hammer), uomo di legge che divenne leggenda, trascinando il pubblico in un’avventura fatta di imprese epiche e rocambolesche, vissute dai due eroi impegnati nella lotta all’avidità e alla corruzione.
The Lone Ranger è scritto da Ted Elliott e Terry Rossio (“Pirati dei Caraibi”), Eric Aronson e Justin Haythe. Mike Stenson, Chad Oman, Ted Elliott, Terry Rossio, Eric Ellenbogen ed Eric McLeod sono i produttori esecutivi della pellicola.
Jerry Bruckheimer e Gore Verbinski sono affiancati da veri e propri artisti del dietro le quinte: il direttore della fotografia Bojan Bazelli (“The Ring” di Verbinski, “Mr. e Mrs. Smith”); Mark “Crash” McCreery, consulente d’immagine per “Rango”); la costumista Penny Rose (la saga “Pirati dei Caraibi”); il montatore James Haygood (“Panic Room”, “Fight Club”); Tim Alexander, supervisore effetti visivi (“Rango”, tre film della serie “Harry Potter”); il supervisore agli effetti speciali e premio Oscar John Frazier, dieci nomination all’attivo e diverse collaborazioni con Jerry Bruckheimer, tra cui “Armageddon”, “Pearl Harbor” e, insieme a Verbinski, “Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo”; il coordinatore stuntmen Tommy Harper (“Iron Man”, “Iron Man 2”).
The Woman in Black: recensione del film con Daniel Radcliffe
Arriva anche in Italia l’atteso The Woman in Black, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo gotico dell’autrice britannica Susan Hill, pubblicato nel 1983. Il titolo è atteso da molti soprattutto perché segna il ritorno di Daniel Radcliffe dopo la fine di un’epoca che l’ha visto interpretare il famoso mago Harry Potter. Il giovane attore britannico ritorna dunque sui grandi schermi con un ruolo coraggioso, quello di un giovane padre alle prese con la morte della moglie e un figlio da accudire.
La trama di The Woman in Black
La pellicola ripercorre infatti la storia di Arthur Kipps (Daniel Radcliffe), giovane avvocato londinese che per mantenere la sua famiglia è costretto a lasciare suo figlio di tre anni e recarsi nel remoto villaggio di Crythin Gifford, dove deve sbrigare delle questioni legali legate all’eredità di una cliente defunta. Ma quando arriva nella sinistra e diroccata villa, scopre oscuri segreti nel passato degli abitanti del villaggio ed il suo senso di disagio aumenta quando gli appare una misteriosa donna vestita completamente di nero, un fantasma che aleggia sull’intero villaggio ed è in cerca di vendetta.
Le atmosfere gotiche di The Woman in Black
Sin dalle prime battute s’intuisce che The Woman in Black non è soltanto una Ghost Story ma è anche un’oscura storia sul lutto, sul dolore e sulla vendetta. Ne danno conferma un inizio molto cupo e sofferto che riempie lo spettatore di fascino e suggestione. E da subito lo catapultano in un racconto ricco di tensione che taglia a fette il respiro e che accompagna l’angoscioso viaggio del protagonista, interpretato discretamente da Daniel Radcliffe, che passati i primi istanti d’incertezza, riesce pienamente ad entrare nella parte tormentata di Arthur, regalando un’interpretazione sofferta e convincente.

Ma The Woman in Black è prima di tutto un film di atmosfere che per certi versi rubano completamente la scena al cast, diventando esse stesse il fulcro centrale a discapito della narrazione e soprattutto della trama che risente un po’ di eccessiva fedeltà al testo originale. Tuttavia rimane di notevole fattura il lavoro compiuto dalla scenografa Kave Quinn e dal direttore della fotografia Tim Maurice-Jones che mettono al servizio della storia una solida messa in scena.
Un film ostacolato da una narrazione inconsistente
Non mancano i momenti sospesi e di suspance che faranno senz’altro accapponare la pelle dello spettatore, ma nonostante ciò i difetti maggiori del film risiedono nella narrazione della storia, a volte troppo dilatata e inconsistente. Il continuo tergiversare di momenti forti all’interno del film diventa un’attesa che certamente non allunga il piacere, finendo per produrre una soluzione finale sottotono rispetto alle attese costruite.
Il film si fregia anche della performance di un grande attore irlandese come Ciarán Hinds (Belfast, Red Sparrow) che impreziosisce il film con il suo straordinario talento e insieme agli elementi riusciti di cui si è parlato precedentemente rendono The Woman in Black un film da non perdere anche solo per ciò che offre esteticamente. Un titolo dunque consigliato specialmente a chi adora questo genere di film e per chi ama avventurarsi nell’epoca vittoriana.
Michael Bay sceglie una top model per Pain & Gain
Michael Bay è un regista che non va molto per il sottile: esplosioni a profusione, montaggio frenetico, colori luminosissimi ai limiti della saturazione. La sue pellicole strabordano di eccesso, e questo ci piace da matti. Piace anche a tutto il resto del mondo che ogni volta lo conferma il re del Box Office.
Ora, alle prese con il suo prossimo film Pain & Gain, il buon Michael deve scegliere una nuova attrice protagonista, e come detto, non va per il sottile e sceglie una super top-model, di nuovo. Per Transformers 3 aveva scomodato un ‘angelo’ di Victoria’s Secret, Rosie Huntington-Whiteley, rivelatasi oltre che bellissima, anche portata per il tipo d’uso che ne ha fatto di lei Bay. Adesso è il turno di Bar Paly, bellissima modella israeliana, già vista nell’horror Rovine e nell’episodio Rabbit Or Duck di How i Met Your Mother. La signorina entra a far parte di un cast formato già Dwayne – the Rock – Johnson e Mark Walberg.
Pain & Gain racconta di due bodybuilder che avvezzi all’uso di steroidi finiscono in giri pericolosi che li metteranno decisamente in difficoltà.
Fonte: badtaste
Per ulteriori info sul film vi consigliamo la nostra Scheda Film: Pain & Gain. Tutte le foto del film nella nostra Foto Gallery:
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Ghostbusters 3: Dan Aykroyd fa chiarezza sulla situazione!
Nonostante uno script pronto di Lee Eisenberg, Gene Stupnitsky e Dan Aykroyd, sembra che Ghostbusters 3 sia arrivato ad una fase di stallo. Dopo anni e tentativi di dare il via a questo terzo capitolo, le reali possibilità di vederlo sul grande schermo si riducono ogni giorno che passa. Oggi arrivano nuove dichiarazioni di Dan Aykroyd, pubblicate sul Telegraph; l’attore fa un po’ più di chiarezza sulla situazione attuale: Ecco la traduzione di Badtaste.it delle dichiarazioni:
A questo punto il film è in animazione sospesa. Lo studio, il regista Ivan Reitman e il co-protagonista Harold Ramis pensano che debba esserci un modo per farlo, ma Bill Murray non lo farà. Non vuole essere coinvolto.
Murray ha sei figli, case in tutta america. Gioca a golf in questi tornei dove lo pagano semplicemente per farsi vedere e fargli fare un paio di risate. Ha questa vita ora, e se la sta godendo. Io sono sicuro che potremmo divertirci moltissimo, ma non possiamo avercela con lui per questa scelta. E’ prima di tutto un nostro amico, e poi un collega. Abbiamo un legame personale molto profondo che trascende gli affari, e lui non ne vuole sapere..
Non vogliamo fare un film che rovini il franchise. La sceneggiatura deve essere perfetta. Io sono solo una delle voci in campo. Il fatto che Murray non voglia farlo è un dato di fatto, ma lo studio è ancora interessato..
Tempo fa anche Rick Moranis ha lanciato qualche perplessità sulla sua partecipazione. Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi ed una comunicazione ufficiale.