the suicide squad - missione suicida recensione

Era una sfida suicida rimettere mano a un film che era stato massacrato da pubblico e critica e tentare di farne una storia vincente, eppure James Gunn l’ha accolta a testa alta e cuore aperto, con tutta l’irriverenza (quanto basta) e il divertimento (tantissimo) che lo contraddistinguono; ha così confezionato The Suicide Squad – Missione Suicida, nuovo cinecomic targato DC Comics / Warner Bros in arrivo sul grande schermo il 5 agosto, a sfidare il caldo e la pandemia.

The Suicide Squad, un lavoro di recupero

Gunn ha portato avanti una vera e propria operazione di recupero, dal momento che è partito dalle cose, poche è vero, che avevano funzionato in Suicide Squad di David Ayer, e le ha esaltate, piegandole al suo modo di raccontare. Vediamo quindi tornare Margot Robbie nei panni di Harley Quinn, che dal 2016 a oggi è cambiata tantissimo, sia nei look che nell’approccio emancipato alla vita, merito anche di una simbiosi quasi totale tra attrice e personaggio. Harley è cresciuta con Margot, e questo ha fatto bene sia all’attrice che sembra continuare a divertirsi un mondo a interpretarla, sia al personaggio, che ha trovato la sua squilibrata centratura. Torna anche Joel Kinnaman a interpretare Rick Flag, il babysitter di questa squadra scapestrata di pedine sacrificabili, anche lui evoluto rispetto alla versione ligia e militaresca di Ayer. Torna soprattutto Viola Davis con la sua Amanda Waller, e se c’è un vero e proprio cattivo, nel film, possiamo dire con un buon margine di certezza che si tratta proprio di lei. 

Grande cuore e conoscenza dei fumetti

Intorno a questo nucleo di partenza, James Gunn costruisce la sua storia e i suoi personaggi, seguendo due direttive che si rivelano anche le principali chiavi di lettura del film: da una parte il cuore, gli amici, quelli con cui ama lavorare e che si porta dietro da sempre. Michael Rooker, Nathan Fillion, il fratello Sean Gunn hanno tutti un piccolo spazio nel film, e si confermano dei veri e proprio portafortuna per il regista che in The Suicide Squad – Missione Suicida firma anche la sceneggiatura. 

La seconda direttiva è quella della conoscenza della materia di partenza: Gunn è un nerd serissimo, studia, conosce, capisce i personaggi che racconta, li ha incontrati nella loro forma originaria, a fumetti, e per questo è capace di “lavorarli” e renderli funzionali e funzionanti al cinema, mantenendone alcune stramberie e alterando ciò che invece non funziona a schermo.

the suicide squad - missione suicidaLa squadra suicida più bizzarra di sempre

Il risultato è una carrellata assurda e coloratissima di personaggi pronti a far breccia nel cuore dello spettatore: l’aliena Mongal (Mailing Ng), lo sbruffone Blackguard (Pete Davidson), la giovane Ratchatcher 2 (Daniela Melchior), il pazzo Polka Dot-Man (David Dastmalchian), il leader Bloodsport (Idris Elba), l’inquietante Weasle (Sean Gunn), la vecchia conoscenza Captain Boomerang (Jai Courtney), il misterioso Javelin (Flula Borg), il burbero Savant (Michael Rooker), l’appariscente Peacemaker (John Cena), il tenero King Shark (Sylvester Stallone), il sorprendente TDK (Nathan Fillion). A questo carrozzone sgangherato si aggiungono i citati Flag e Quinn per un risultato è esplosivo.

Con The Suicide Squad – Missione Suicida, James Gunn dà libero sfogo al suo estro creativo, non fa prigionieri e si lancia di testa nell’azione, risparmiando allo spettatore la presentazione dei vari personaggi e gettandoli nel campo di gioco dal minuto 1. La scelta, che all’inizio lascia perplessi, si rivela vincente perché ogni tappa della squadra è un momento per conoscerne i membri, in modo tale che gli spettatori possano simpatizzare per ognuno di loro, senza che nessuno, per quanto piccolo sia il suo ruolo nella storia, venga lasciato indietro. 

Divertente per l’impianto linguistico accurato e preciso, cucito su ogni personaggio, scorretto in ogni modo possibile senza mai risultare sgradevole, James Gunn si svincola dai binari che gli aveva imposto la Disney con i suoi Guardiani, ripesca la sua ruvida libertà espressiva e mette a segno un film che evita ogni tipo di canone e che forse, per una volta, lascerà davvero soddisfatti i fan del fumetti DC all’uscita dalla sala. 

the suicide squad - missione suicidaThe Suicide Squad: da pedine sacrificabili a anti-eroi

A questa selvaggia anarchia, il regista aggiunge il grande cuore che questi personaggi hanno già in partenza: sono coloro che possono essere messi a rischio, sono così poco importanti che possono essere mandati a morte per cercare di compiere delle missioni suicide, come i ratti nei bassifondi delle grandi città, disprezzati da tutti, sacrificabili. E questa intrinseca tragicità li rende inevitabilmente simpatici, per quanto bizzarri e sgradevoli possano essere.

Violenza, azione ed esplosioni fragorose, ma anche divertimento e grande cuore rendono The Suicide Squad – Missione Suicida un’avventura imperdibile, James Gunn piega alla sua volontà, con la massima fedeltà possibile, i personaggi più bizzarri che i fumetti DC conoscano, li mette insieme, dà loro umanità e carattere e li sacrifica sull’altare dell’intrattenimento per la gioia dei fan. Un blockbuster estivo d’autore, ma anche una possibile strada da percorrere per il cinema di supereroi che, nel mondo post pandemico sembra avere la necessità di reinventarsi e scrivere ancora la storia dell’industria.

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