Mission: Impossible – Fallout è considerato uno dei migliori film della serie, come dimostra il suo punteggio stellare su Rotten Tomatoes. Il film con Tom Cruise ha lasciato il segno nel 2018, distinguendosi in un anno ricco di altri blockbuster come Avengers: Infinity War, Black Panther e Deadpool 2. Il sesto capitolo della saga ha visto il ritorno di Ethan Hunt (Cruise) tre anni dopo la sua ultima apparizione in Mission: Impossible – Rogue Nation. Solomon Lane (Sean Harris) è tornato nei panni del cattivo principale, nonostante fosse stato catturato da Ethan e dalla sua banda nel finale del precedente film.
Lane è stato aiutato da John Lark (Henry Cavill) e da un gruppo noto come gli Apostoli nel tentativo di uccidere un terzo della popolazione mondiale per ripristinare l’equilibrio, un tema comune tra i cattivi nel 2018. Ad aiutare Ethan nella sua missione per salvare il mondo ancora una volta ci sono Benji Dunn (Simon Pegg) e Luther Stickell (Ving Rhames) e, alla fine, anche Ilsa Faust (Rebecca Ferguson), che all’inizio del film si oppone a Ethan, poiché i due hanno prerogative diverse.
Nel finale, scopriamo che Lane ha coinvolto l’ex moglie di Ethan, Julia (Michelle Monaghan), nel tentativo di distrarlo dallo smantellamento delle bombe e, si spera, di dimostrargli che dopo tutto questo tempo non può davvero salvarla. Ethan e la squadra finiscono per disinnescare le due bombe e catturare Lane, salvando il mondo per la sesta volta. Fallout non è stato però solo un altro film della serie Mission: Impossible. Il film ha fatto per il franchise cose che nessun altro film della serie aveva fatto prima, e il punto in cui si trovano i nostri personaggi alla fine determina in ultima analisi dove andrà a finire tutto.

La chiusura di un capitolo di Mission: Impossible e l’inizio di un altro
Abbiamo incontrato Julia in Mission: Impossible III, quando è stata presentata come la fidanzata di Ethan. Abbiamo capito subito quanto fosse pericoloso per Ethan avere qualcuno vicino, perché sarebbe stato usato contro di lui in ogni occasione. Quando la serie è stata rilanciata con Mission: Impossible – Protocollo fantasma del 2011, ci è stato fatto credere che Julia fosse stata uccisa, solo per scoprire che era una copertura organizzata da Ethan per assicurarle una vita piena senza pericoli. Sembrava che la sua piccola apparizione nel finale fosse la fine della sua storia, ma è stata riportata in scena per la conclusione ufficiale in Fallout.
Ilsa ed Ethan avevano chiaramente una cotta l’uno per l’altra in Rogue Nation, che è proseguita in Fallout, ma l’unico modo in cui i due personaggi potevano avere un vero futuro era che il capitolo con Julia fosse chiuso. Era importante che i fan vedessero che sia Julia che Ethan accettavano che la loro storia fosse finita e che erano pronti per il prossimo grande amore della loro vita. Una persona del calibro di Ilsa è davvero l’unico tipo di persona con cui Ethan può stare a questo punto. La posta in gioco sarà sempre alta per entrambi, e nessuno dei due potrà essere usato come leva sull’altro. Ilsa è fondamentale per salvare il mondo tanto quanto Ethan, e ora che lui è libero dalla preoccupazione per la donna della sua vita, gli affari possono continuare come al solito.
L’universo di Mission: Impossible si completa e si espande
Uno degli aspetti più importanti di Mission: Impossible – Fallout è come prepara il terreno per i progetti futuri. Il franchise non è più solo una serie di film correlati con personaggi ricorrenti, ma è un universo. Abbiamo una nuova squadra consolidata, composta da Ethan, Ilsa, Benji e Luther. Il quartetto è una forza inarrestabile che si capisce e lavora bene insieme, senza interruzioni da parte di agenti casuali qua e là. Non sembra che ci sarà una squadra in continua evoluzione per Ethan, come abbiamo visto dal film originale uscito nel 1996. Questo è il nostro gruppo, un gruppo di cui ci possiamo fidare.
Un altro modo in cui questo universo si è ampliato è stato attraverso la rivelazione che la Vedova Bianca, alias Alanna Mitsopolis (Vanessa Kirby), è la figlia di Max (Vanessa Redgrave) del primo film Mission: Impossible. È stato un meraviglioso omaggio al film originale e l’introduzione di nuovi personaggi legati ai protagonisti precedenti è il modo perfetto per plasmare ulteriormente questo universo. Quando si crea un franchise di questa portata, è fondamentale che tutti i film siano collegati tra loro, e la storia creativa di Vedova Bianca potrebbe aprire la porta a altri casi simili.
Il mondo ha bisogno dell’IMF
La necessità dell’IMF (Impossible Missions Force) è stata discussa dai detentori del potere in diversi film della serie Mission: Impossible. Ethan e i suoi alleati sono stati ripetutamente rinnegati, senza che mai fosse riposta molta fiducia nella sua squadra o nell’organizzazione nel suo complesso. Fallout cambia tutto questo. All’inizio di Fallout, la direttrice della CIA Erika Sloane (Angela Bassett) non aveva una grande considerazione dell’organizzazione, affermando: “L’IMF è Halloween. Un gruppo di uomini adulti che corrono in giro con delle maschere giocando a dolcetto o scherzetto”.
Alla fine cambia idea dopo che Ethan e la sua banda recuperano il plutonio rubato e consegnano Lane affinché venga punito. Alla fine del film tiene un discorso che prefigura il rispetto che l’IMF riceverà nei film futuri. “Ora capisco perché Hunley credeva in voi. Il mondo ha bisogno dell’IMF. Abbiamo bisogno di persone come voi, che hanno a cuore la vita di una singola persona tanto quanto quella di milioni di persone. In questo modo, io non dovrò mai farlo”, afferma. L’IMF avrà ora tutto l’aiuto di cui ha bisogno dai governi di tutto il mondo, espandendo ancora di più questo universo.
Il finale di Mission: Impossible – Fallout prepara infatti il terreno per i capitoli successivi della saga, che ampliano ulteriormente la portata delle missioni dell’IMF e il peso delle decisioni di Ethan Hunt. Nei film successivi, l’organizzazione continua a operare in un contesto globale sempre più complesso, dove nuove minacce mettono in discussione la stabilità internazionale. Questo sviluppo narrativo trova piena realizzazione in Mission: Impossible – Dead Reckoning, primo capitolo di una storia più ampia che porta la serie verso uno scontro con un avversario radicalmente diverso da quelli affrontati in passato.
In Dead Reckoning la squadra di Ethan si trova infatti ad affrontare una minaccia tecnologica capace di infiltrarsi nei sistemi informatici e di manipolare informazioni su scala globale, rendendo la fiducia tra governi e alleati ancora più fragile. Questa linea narrativa prosegue poi in Mission: Impossible – Final Reckoning, che porta a compimento l’arco narrativo avviato da Fallout e sviluppato nel film precedente. Il conflitto raggiunge dimensioni ancora più ampie e personali per Ethan Hunt, mentre la saga riflette sul significato stesso dell’IMF e sul ruolo del suo agente più iconico.

