Stranger Things 4 Volume 2, recensione della serie Netflix

Dopo tanta attesa e tante speculazioni, finalmente la seconda parte della serie dei fratelli Duffer è disponibile su Netflix.

La spoiler-fobia che, a torto o a ragione non sta a noi giudicare, attanaglia il pubblico moderno impone una precisazione: questa recensione di Stranger Things 4 Volume 2 non contiene rivelazioni sulla trama, spoiler o anticipazioni di alcun tipo, se non quello che già si è visto nelle stagioni precedenti e nel Volume 1. 

Stranger Things 4 Volume 2, dove eravamo rimasti?

La prima parte del quarto ciclo delle avventure di Undici e i suoi amici di Hawkins si era conclusa con una grande rivelazione. Vecna, il mostro primordiale che regna nel Sottosopra, altri non è che Henry, la cavia numero 001 del laboratorio del Dottor Martin Brenner (Matthew Modine), il “papa”che Undici ha così tanto amato e odiato nel corso di queste quattro stagioni. Questa rivelazione mette tutti di fronte all’ineluttabile missione che va compiuta: distruggerlo una volta per tutte e mettere fine al terrore che da troppo tempo sparge su Hawkins. Come ricorderemo dalla prima parte di stagione, i nostri eroi sono separati: Hopper e Joyce, con Murray e il loro nuovo amico russo Dmitri, sono ancora bloccati in Unione Sovietica, dove si troveranno ad affrontare una minaccia familiare; Will, Mike e Jonathan, in compagnia dello strambo Argyle sono alla ricerca di Undici che è ancora ospite/ostaggio di Brenner e del Dottor Owens, il quale sembra l’unico a credere in lei e nelle sue capacità. Bloccati a Hawkins, il gruppo formato da Steve, Robin, Nancy, Lucas, Max, Dustin, Erica e dalla bizzarra new entry Eddie, cerca di far fronte alla minaccia nella migliore delle maniere possibile.

Vecna è il mostro della depressione?

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I Duffer Brothers si sono davvero spesi e spremuti per offrire al pubblico una quarta stagione completa, complessa e che potesse essere un eccellente trampolino per la quinta e ultima stagione della serie divenuta ormai culto. Lo sforzo li ha ripagati in parte perché sicuramente siamo davanti a un punto di svolta dell’intera serie, è cresciuto lo scope dell’intero racconto e l’universo narrativo si è ampliato, sia geograficamente che emotivamente. I ragazzini che combattevano contro il Demogorgone sono cresciuti e ora i loro avversari sono ben altri, più pericolosi, più spaventosi e in parte anche formati dalle loro stesse paure e insicurezze. In particolare, Vecna si consolida non solo come una forma di male primigeneo, ma anche come una metafora della depressione. Tutto ciò che di noi non ci piace, che ci affligge, che in qualche modo ci fa sentiere sbagliati e da cui cerchiamo di fuggire ci insegue senza sosta, fino a prenderci e a farci sprofondare e (nella versione più estrema della metafora) a toglierci la vita.

Ma c’è un rimedio: nel caso di Max è Running Up that Hill, in quello di Will era Should I Stay or Should I Go, insomma, nella diegesi narrativa è la musica a toglierci dallo stato di trance e a farci riconnettere con noi stessi, ma, dentro la metafora, potrebbe trattarsi dell’arte, della bellezza, degli amici che ti mettono le cuffiette sulle orecchie per tirarti fuori dalla brutta situazione che stai vivendo. Letta sotto questo punto di vista, Stranger Things 4 Volume 2 è la rappresentazione per immagini di uno degli spettri più spaventosi che la gioventù, ma tutta l’umanità in generale, si trova ad affrontare. 

Grandi attori crescono? Si e No

È meraviglioso vedere crescere sullo schermo i giovani interpreti di questa serie, in particolare per quelli che, abbandonate le paffute fattezze bambinesche e entrati di prepotenza dentro l’adolescenza, mostrano un vero talento nella recitazione, come Sadie Sink, in particolare, o i bravissimi Gaten Matarazzo e Caleb McLaughlin, nei panni, rispettivamente, di Max, Dustin e Lucas. Un po’ meno riuscito si è rivelato il casting degli altri ex giovanissimi, su tutti Millie Bobby Brown e Noah Schnapp (Undici e Will), che faticano a rimanere credibili, mentre Finn Wolfhard (Mike) ha la faccia giusta ma sembra fuori posto, fuori parte, non esattamente il “cuore” del gruppo, come lo definisce Will. Pollice in su invece per tutto il resto del cast, con menzione d’onore per David Harbour (Hopper) e Joe Keery (Steve), i veri eroi di cui questo mondo ha bisogno per continuare a sognare. 

La serie dei Fratelli Duffer, in tutta la sua poderosa dimostrazione di forza, è produttivamente parlando uno degli esempi più virtuosi della televisione recente. Lo streamer della grande N rossa ha affidato le chiavi del suo palazzo alla coppia creativa, ed è stato premiato da un successo senza precedenti, che si ripete ad ogni stagione ed è difficile lasciare andare. Tanto che quella che per impostazione e costruzione della storia del Volume 1, sembrava a tutti gli effetti un capitolo definitivo, invece non lo è. Si continua, a questo punto per chiudere tutte le porte (tutti i Gate, come direbbero i nostri giovani eroi) lasciate aperte in questo ciclo.

Anche la divisione in due Volumi così disomogenei (il primo di 7 puntate, il secondo di sole 2), con episodi dalla durata spropositata che sembrarono giovare al ritmo del racconto sono scelte che lasciano più di una perplessità e che si spera non saranno replicate per la stagione conclusiva. L’impressione è che si tenti ancora una volta troppo di assecondare un trend e una esigenza produttiva piuttosto che un naturale e organico sviluppo della storia, e questo non è mai un bene.

Stranger Things 4 Volume 2 come Infinity War

Stranger Things 4 Volume 2 rappresenta l’Infinity War della serie, per dirla utilizzando una metafora mutuata al Marvel Cinematic Universe. Il quinto ciclo, di cui sappiamo ancora poco, se non che rappresenterà un salto temporale in avanti, sarà l’Endgame, la fine dei giochi. Per Vecna. Per Hawkins. Per i nostri ragazzi.

RASSEGNA PANORAMICA

Sommario

La serie dei Fratelli Duffer, in tutta la sua poderosa dimostrazione di forza, è produttivamente parlando uno degli esempi più virtuosi della televisione recente. Lo streamer della grande N rossa ha affidato le chiavi del suo palazzo alla coppia creativa, ed è stato premiato da un successo senza precedenti, che si ripete ad ogni stagione ed è difficile lasciare andare.
Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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Stranger Things 4 Volume 2, recensione della serie NetflixLa serie dei Fratelli Duffer, in tutta la sua poderosa dimostrazione di forza, è produttivamente parlando uno degli esempi più virtuosi della televisione recente. Lo streamer della grande N rossa ha affidato le chiavi del suo palazzo alla coppia creativa, ed è stato premiato da un successo senza precedenti, che si ripete ad ogni stagione ed è difficile lasciare andare.