
L’attore Angelo Infanti è morto ieri all’ospedale di Tivoli, in seguito a un arresto cardiaco, di cui è stato vittima nella sua casa di Zagarolo.

L’attore Angelo Infanti è morto ieri all’ospedale di Tivoli, in seguito a un arresto cardiaco, di cui è stato vittima nella sua casa di Zagarolo.

In attesa che arrivi qualche poster o immagine ufficiale di Rise of the Apes, ecco una cartolina di ringraziamento proveniente dall’art department dell’atteso prequel del Pianeta delle Scimmie!
Sarà da venerdì 15 ottobre nelle sale italiane con Gorbaciof di Stefano Incerti, che lo vede protagonista nei panni di Marino Pacileo, contabile a Poggioreale con il vizio del gioco. Toni Servillo è attore ormai ben noto al pubblico italiano, la cui popolarità è cresciuta soprattutto negli ultimi anni. Il suo percorso artistico inizia però col teatro: dalle prime esperienze adolescenziali alla fondazione, nel ’77, del Teatro Studio di Caserta, dove si è trasferito dalla nativa Afragola. Con questa compagnia mette in scena, tra gli altri, gli spettacoli Propaganda (1979), Norma (1982) e Guernica (1985) – un atto unico interamente scritto, diretto e interpretato da Servillo stesso, che gli vale il Primo Premio Gennaro Vitiello.
Risale invece al 1986 e si deve sempre al teatro l’incontro di Toni Servillo con Mario Martone. In quell’anno infatti, l’attore collabora col gruppo teatrale Falso Movimento, dello stesso Martone. Da questa collaborazione nasce, nel 1987, Teatri Uniti, che riunisce le compagnie Falso Movimento, Teatro dei Mutamenti e Teatro Studio di Caserta, all’insegna della ricerca e della sperimentazione. Con Teatri Uniti l’attore afragolano recita nello spettacolo di Enzo Moscato Partitura (1988), in Adda passà a nuttata (1989), tratto da Eduardo De Filippo e in Rasoi (1991), da lui scritto insieme a Martone.
L’anno successivo segna l’esordio cinematografico dei due: il primo come attore, il secondo da regista, in Morte di un matematico napoletano, pellicola ispirata alla vicenda del matematico Renato Caccioppoli. Il sodalizio continua nei tre film che seguono. Prima Rasoi (1993), tratto dallo spettacolo teatrale di cui s’è detto sopra, poi I vesuviani (1997): film in cinque episodi che raccontano Napoli tra realtà e fantasia, di cui Martone dirige La salita, affidando a Servillo il ruolo del sindaco di Napoli. E ancora, Teatro di guerra (1998): film a più livelli dove cinema, teatro e vita reale interagiscono per raccontare una Napoli non molto dissimile, per certi aspetti, dalla Sarajevo in guerra di quegli anni. Il film è presentato nella sezione Un Certain Régard del Festival di Cannes. Nel 2001 Servillo è nel cast di Luna rossa di Antonio Capuano.
La svolta nella carriera dell’attore è però rappresentata dall’incontro, sempre nel 2001, con il regista napoletano Paolo Sorrentino. Questi sceglie infatti l’attore di Afragola e gli affida il ruolo di Tony Pisapia nella sua opera prima per il cinema: L’uomo in più. Qui Tony Servillo mostra tutto il suo talento artistico, interpretando magistralmente l’ascesa e la caduta di Pisapia, borioso cantante nella Napoli degli anni ‘80, che vede svanire successo e fama sotto il peso dei propri errori e si trova intrappolato in un’esistenza squallida, della quale tenta ostinatamente di risalire la china. La collaborazione tra l’attore e il regista è proficua e prosegue nel 2004 con Le conseguenze dell’amore, che li impone a pubblico e critica. Arrivano infatti riconoscimenti importanti: a Tony Servillo sono assegnati sia il David di Donatello che il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista per la sua interpretazione di Titta De Girolamo. Un uomo facoltoso, che vive da anni in un albergo svizzero. Un personaggio che la vita – in parte il destino, in parte le scelte personali – ha imbrigliato in un’esistenza immobile, scandita dal metodo e dalla solitudine. Un individuo del quale nulla sembra trasparire, finché non entra in gioco l’amore, che lo rende capace di mostrarci un’umanità inaspettata. È questa, unita alla tenacia e all’ostinazione, a conquistare lo spettatore. È proprio nei personaggi intensi ed enigmatici pensati per lui da Sorrentino che Servillo trova, infatti, la chiave per esprimere al meglio le sue potenzialità di attore sul grande schermo. Sempre nel 2004 partecipa a “Notte senza fine” di Elisabetta Sgarbi.
Intanto, su un binario parallelo, prosegue l’attività teatrale dell’attore campano. Dopo essersi cimentato col teatro francese, portando in scena Molière (Il misantropo nel ‘95 e Tartufo nel 2000) e Marivaux (Le false confidenze nel ’98), nel 2005 torna al teatro partenopeo e porta in scena “Sabato, domenica e lunedì” di Eduardo, con cui ottiene il Premio Gassman per la miglior regia. Nel 2007 è ancora sul palcoscenico, stavolta con La trilogia della villeggiatura di Goldoni.
D’altra parte, il cinema continua a riservargli grandi soddisfazioni: nello stesso anno, conquista di nuovo il David di Donatello come miglior attore nel film d’esordio di Andrea Molatoli, La ragazza del lago. Qui interpreta il commissario Sanzio, che indaga sulla morte di una giovane nel friulano. Anche in questo caso gli viene affidato un personaggio schivo, introverso, ma determinato, con una storia umana di profonda solitudine. Sempre nel 2007 prende parte al film di Fabrizio Bentivoglio Lascia perdere, Johnny!, in cui recita accanto al fratello Peppe e alla Piccola Orchestra Avion Travel.
Infine, le pellicole più recenti, che certo tutti ricordano, sono entrambe targate 2008: Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, e Il divo di Paolo Sorrentino. I due film ricevono il Premio della critica al Festival di Cannes. Per Gomorra Servillo ottiene anche lo European Film Award come miglior attore e per Il divo il Nastro d’Argento e il David di Donatello per la migliore interpretazione. Nel lavoro di Matteo Garrone, Servillo è Franco. Smaliziato e cinico gestore del traffico di rifiuti per conto della camorra, rappresenta perfettamente la mentalità del Sistema – che tristemente collima con quella di molta parte della società italiana – in cui la logica del profitto a qualsiasi costo si nasconde dietro a un determinismo fatalistico che vuole lo status quo immutabile e stronca sul nascere ogni pensiero di cambiamento.
Ne Il divo, che lo riporta a lavorare al fianco di Paolo Sorrentino, Servillo è protagonista nei panni di Giulio Andreotti. Il registro stilistico sorrentiniano si muove qui tra realtà e immaginazione, amplificando con la seconda i caratteri della prima. Al centro di questo universo, “il divo Giulio”, figura cardine della politica del nostro paese, controversa ed enigmatica, cui Servillo regala un volto imperturbabile, a tratti attonito. Da una parte, una cassaforte chiusa a custodire segreti e da cui dunque nulla traspare. Dall’altra, l’espressione di chi è quasi assente da sé, estrema difesa che consente di non giudicare sé stessi e il proprio operato. E poi il grottesco e godibilissimo affresco dei modi, delle movenze, delle manie, dei mali, che lo rendono un personaggio perfino simpatico.
Ora con Gorbaciof Toni Servillo è alle prese con un ruolo molto simile a quelli sorrentiniani: solitario, con frequentazioni sbagliate e vizi, di cui l’amore per una ragazza – ovviamente quella sbagliata – farà emergere qualità insospettate, offrendogli una possibilità di riscatto umano. Anche qui però dovrà affrontare “le conseguenze dell’amore”. Il cinquantunenne attore di Afragola sarà poi presente al prossimo Festival Internazionale del Film di Roma, protagonista della pellicola di Claudio Capellini, Una vita tranquilla.
Darren Aronofsky non è
più in lizza per dirigere Gangster Squad per la
Warner Bros ma, a quanto pare, è in trattativa con la 20th Century
Fox per dirigere Wolverine 2.

Online sono state pubblicate un bel po’ di nuove immagini delle Cronache di Narnia: il Viaggio del Veliero, terzo episodio della saga fantasy adattata dai romanzi di C.S. Lewis. Si tratta di scansioni di un libro tie-in tedesco intitolato “Pictures from Narnia”: la maggior parte delle immagini sono inedite, e mostrano alcune delle scene più suggestive del film.

Questa mattina nella fastosa ambientazione dell’Hotel Majestic di Via Veneto si è svolta la conferenza stampa del nuovo film di John Turturro, “Passione – Un’avventura musicale”.

Come già annunciato, le riprese del sequel di Una Notte da Leoni sono appena iniziate a Los Angeles.

La Sony/Columbia Pictures ha annunciato che Rhys Ifans interpreterà il villain di Spider-Man diretto da Marc Webb.
Ecco quattro nuovissimi poster di Harry Potter e i Doni della Morte Parte I pubblicati da snitchseeker.com.
Nei poster si possono vedere le ‘coppie’ di buoni e cattivi. Vediamo le tagline: ‘Non fidarsi di nessuno’ per i giovani buoni e ‘La caccia comincia’ per i Mangiamorte.
Ecco allora Ron & Hermione, Bellatrix & Lucius, Scabior & Greyback e infine Harry & Hermione:
Fonte: snitchseeker

Ecco quattro nuovissimi poster di Harry Potter e i Doni della Morte Parte I pubblicati da snitchseeker.com.
Durante una intervista all’Inquirer, Johnny Depp ha rivelato che attualmente i piani per quanto riguarda Dark Shadows, adattamento della nota soap opera “horror” degli anni sessanta diretto da Tim Burton e con lui nei panni del vampiro “capofamiglia” Barnabas Collins, sono di iniziare la produzione a fine anno:
Tim Burton e io giriamo attorno a Dark Shadows da anni. Era un programma tv che andava in onda negli USA tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, e io lo vedevo da piccolo. Ero ossessionato dal personaggio di Barbabas, che era un vampiro. Anni dopo scoprii che anche Tim correva a casa e si fiondava a guardare la stessa soap opera. Era decisamente strano che due ragazzini si fossero appassionati a quella serie. Abbiamo lavorato alla storia, e abbiamo trovato qualcosa che funziona. Se tutto andrà per il verso giusto, daremo il via al progetto alla fine di quest’anno.
Per quanto riguarda le tempistiche, Deadline sostiene che le riprese inizieranno a febbraio, e che questa volta dovrebbe essere quella buona: il film verrà infatti prodotto, oltre che dalla Warner Bros, anche dalla casa di produzione di Depp e da Graham King, ed è stato posto in stato di alta priorità. Scritto da Seth Grahame-Smith (autore di Pride and Prejudice and Zombies) su una base di John August, il film è basato su un serial-soap opera soprannaturale di Dan Curtis di oltre 1.225 episodi andati in onda tra il 1966 e il 1971. Dark Shadows presenterà sicuramente tutti i mostri-cardine dell’originale: vampiri, streghe, lupi mannari, fantasmi e zombie – e chi più ne ha, più ne metta.

Prima che gli venisse ufficialmente assegnata la parte di Lanterna Verde, Ryan Reynolds era stato considerato anche per il ruolo di un altro superhero DC.

Con una mossa sorprendente, il mese scorso Sacha Baron Cohen ha annunciato che intepreterà il cantante Freddie Mercury in un film dedicato ai Queen. Ora sappiano anche che il progetto potrà contare sullo sceneggiatore che meglio di chiunque altro ha dimostrato di saper raccontare la storia inglese recente (e non solo), Peter Morgan, autore di The Queen, Frost/Nixon, The Last King of Scotland e Invictus.
Dopo i recenti tentenamenti di Peter Jackson arrivno nuove voci, questa volta di prima mano sull’attore che potrebbe interpretare Bilbo Baggins in The Hobbit.
A quanto pare, l’attore Martin Freeman sarebbe uno dei papabili per il ruolo. Freeman che ha parlato di persona con Empire, riferisce che potrebbe accettare il ruolo se le riprese non interferissero con Sherlock, serie TV che Martin interpreta per la BBC. Tuttavia l’attore sembra molto interessato alla parte, arrivando addirittura a sottolineare che Bilbo, all’epoca dei fati raccontati nel ibro di Tolkien non è poi così giovane, e lui avendo 39 anni potrebbe essere all’altezza di recitare la parte di un giovani Ian Holm.
Fonte: collider

Dopo i recenti tentenamenti di Peter Jackson arrivno nuove voci, questa volta di prima mano sull’attore che potrebbe interpretare Bilbo Baggins in The Hobbit.
Arriva al cinema distribuito da 20th Century Fox, Wall Street: il denaro non dorme mai, l’atteso sequel di Wall Street diretto da Oliver Stone, con Shia LaBeouf, Michael Douglas, Josh Brolin e Carey Mulligan.
Dopo otto anni di carcere in Wall Street: il denaro non dorme mai Gordon Gekko si ritrova solo e povero, nessuno lo aspetta fuori dai cancelli che varca mestamente, né qualcuno lo accoglie a braccia aperte nel mondo libero. E’ il fantasma di quello che era stato il protagonista e magnate di Wall Street, ed ora pare interessato solo a ritrovare l’affetto di Winnie, sua figlia, l’unica che resta della sua famiglia distrutta. In mezzo ai due si posiziona Jake Moore, intermediario finanziario, idealista ma con le carte in regola per diventare uno squalo di Wall Street, fidanzato di Winnie e ammaliato dal passato di Gekko. Gli eventi sono quindi destinati ad intrecciarsi, unitamente alla crisi finanziaria imminente che ridisegnerà i destini dei protagonisti. Siamo nel 2008 e il crollo è imminente.

Oliver Stone al primo sequel della sua carriera prosegue le gesta di Gordon Gekko, il ruolo che ammaliò il pubblico di Wall Street e che fruttò all’epoca un Oscar a Michael Douglas come miglior attore protagonista. Operazione rischiosa, quella di Stone, che si trova tra le mani un film che scotta: da una parte deve riuscire a dare nuova linfa ad una storia che è entrata a far parte della cultura pop, con un film cult, quale è diventato Wall Street; dall’altra sfida se stesso nel rappresentare una crisi economica, quella del 2008, che non è ancora del tutto superata, e quindi agli occhi del pubblico risulta molto coinvolgente e proprio per questo soggetta alle critiche più minuziose e feroci. Il risultato complessivo che il regista di Platoon offre al pubblico è una storia ben raccontata senza troppi sobbalzi ma lineare e gradevole.
Tuttavia Wall Street: il denaro non dorme mai non brilla per eccezionalità; un uso eccessivo di frammentazione del quadro tramite l’uso di split-screen mobili e il massiccio impiego di grafica tridimensionale per rappresentare le altalenanti cifre di borsa, danno al film un tocco da videoclip che non sta per niente bene in sala. Questo handicap, unitamente ad una colonna sonora forse poco attenta al mood della storia nei singoli momenti, da all’intero film un gusto troppo artefatto, a tratti pacchiano, che sicuramente farà storcere il naso a più di uno spettatore. Altro discorso per quello che riguarda il contesto all’interno del quale è ambientata la storia.
Oliver Stone non si fa mancare nulla, e l’attualità della crisi economica, dei cattivi della finanza e di un futuro che vede la nostra sopravvivenza in energie pulite, sono tratteggiati con cura e credibilità, senza strafare, né prendere in giro le figure negative, facilmente soggette ad una lettura caricaturale. Si fa riferimento diretto qui al personaggio di Bretton James, interpretato con misura e credibilità da Josh Brolin. Altro problema di un film che forse è semplicemente troppo lungo è la scelta dei protagonisti: Douglas non sembra essere a suo agio nei vecchi panni che pure gli stavano così bene, né sembra esserci feeling con Shia LaBeouf, che pur non essendo un cattivo attore pare non riesca del tutto ad esprimersi in un ruolo che forse è ancora troppo adulto per le sue capacità d’attore. Peccato per l’utilizzo di Carey Mulligan nel ruolo di Winnie Gekko, un’attrice così brava meriterebbe un personaggio psicologicamente più complesso che renda giustizia alle sue doti. Stone ritorna al cinema con un film che sicuramente non è tra le sue opere migliori, riesce ad inquadrare l’ambientazione socio-culturale, senza però cogliere appieno una storia privata che colpisca e coinvolga, forse perché la narrazione appare eccessivamente dilatata, o forse semplicemente perché di Gekko ne bastava uno.
Strano ma vero, il sottotitolo non è il frutto di una ormai proverbiale storpiatura dei nostri traduttori, ma una fedele trasposizione in italiano dell’altrettanto orribile originale Money Never Sleeps.

Phil Spector è uno dei produttori
più celebri della storia della musica, ma anche una
personalità bizzarra, dal comportamento a dir poco eccentrico, ed è
al momento in carcere per l’omicidio di una giovane attrice di nome
Lana Clarkson.
Dead Snow di Tommy Wirkola, Norvegia 2009. L’horror più fresco del 2009 non può essere che questa pellicola norvegese che il nostro paese ha ben (?) pensato di non distribuire ma che ha avuto un passaggio al noto Sundance Film Festival e una distribuzione limitata negli States e in altri paesi del globo.
Mettete insieme un gruppo di studenti di medicina, tanta neve e un numero indefinito di zombie, aggiungete poi a questi ingredienti una sorta di politicizzazione degli zombie, risultato: zombie nazisti che passeggiano sulla neve tormentando ragazzi e ragazze. Wirkola che ne cura anche la sceneggiatura offre al pubblico una serie di elementi non affini che mischiati sembra possano inevitabilmente portare a un qualcosa di sconclusionato, al contrario il film dimostra di essere un dignitoso splatter con qualche idea dai toni divertenti. Dei giovani laureandi in medicina affittano una baita per passare qualche giorno di svago insieme ad amici e fidanzate, la zona però è nota per essere stata devastata decenni prima da delle truppe di soldati nazisti, che come scopriranno non sono mai andati via ma sono più in forma che mai.
L’idea di base è la stessa vista in numerosi film di genere, ragazzi e tanto tantissimo sangue, ovviamente c’è poco da aspettarsi sulla linea generale dello sviluppo narrativo. Cosa nota per questa tipologia di film è la morte di ogni componente del gruppo uno alla volta fino ad arrivare al confronto finale fra il leader, attore principale o personaggio carismatico con il “cattivo” in questione che sia Freddy Krueger, Leatherface, Michael Myers, Jason Voorhees o come in questo caso un gruppo di soldati nazisti.
Girato in Norvegia dal poco noto Tommy Wirkola, il film mischia l’horror dai toni più splatter all’umorismo delle commedie giovanili americane, collocandolo in una sorta di commedia nera piena di sangue e brutali uccisioni. Il cast non è dei migliori dato che si tratta di attori emergenti sconosciuti al di fuori del paese scandinavo e forse anche al suo interno, tutto questo è però compensato da delle buone location e una fotografia molto curata. Scorrevole e a tratti addirittura divertente, il film ci regala un buon mix coinvolgente ed esagerato, che agli amanti di genere non potrà altro che piacere, va da sé che i requisti minimi per la sua visione sono stomaco forte ed abitudine a scene cruente in stile George Romero.

Ancora una volta Robert Rodriguez parla di Sin City 2, e assicura che il film “è alle porte”.

Continuano, nel massimo della segretezza, le riprese di Super 8 a Weirton: ecco un nuovo filmato dal set del film di J.J. Abrams sviluppato assieme a Steven Spielberg!
Il cast di The Twilight Saga: Breaking Dawn dovrebbe cominciare le riprese in interni a Baton Rouge (Louisiana) la prossima settimana, ma è già iniziato il lavoro sul set di Vancouver, dove saranno realizzate le riprese in esterni.
Le foto e il video mostrano la troupe al lavoro nelle foreste della British Columbia, con le steadicam e il tapis roulant usati per simulare la corsa velocissima dei vampiri. Potete vedere direttamente qui sotto le foto e il video, compreso il buffet allestito per la troupe:

Il cast di The Twilight Saga: Breaking Dawn dovrebbe cominciare le riprese in interni a Baton Rouge (Louisiana) la prossima settimana, ma è già iniziato il lavoro sul set di Vancouver, dove saranno realizzate le riprese in esterni.

Dopo averlo fatto in Inghilterra prima, e negli Stati Uniti poi, la Universal Pictures ridistribuirà nei cinema Ritorno al Futuro per celebrare il 25esimo anniversario dell’uscita del primo film,
I fan saranno lieti di sapere che sì, anche in Italia il primo
film della trilogia verrà proiettato in versione rimasterizzata
Digitale 2K e audio 5.1 per un giorno soltanto, il 27
ottobre.

Contrariamente a quanto annunciato
in precedenza, Harry Potter e i Doni della Morte: parte I non sarà
rimasterizzato in 3D, ma uscirà in 2D sia nei cinema convenzionali
sia nel formato IMAX.

Il regista di The Twilight Saga:
Breaking Dawn Bill Condon, e l’autrice dei romanzi Stephenie Meyer,
si sono rivolti ai fan di Twilight tramite la pagina Facebook
ufficiale della Summit.
Condon ha presentato il cast tecnico di Breaking Dawn, che
risulta essere impressionante per i nomi di grande prestigio tra
cui spiccano due premi Oscar: Guillermo Navarro (direttore della
fotografia del Labirinto del Fauno) e John Bruno (supervisore agli
effetti speciali di Avatar).
The Wave –
L’onda è il film del 2008 diretto da Dennis
Gansel, tratto dall’
La trama del film L’onda: Germania, giorni nostri. In un liceo tedesco, all’inizio dell’anno scolastico, è consuetudine organizzare una settimana a tema; al prof. Reiner Wenger, insegnante liberal-progressista molto apprezzato dagli studenti, viene affidato suo malgrado il corso di autarchia e non il solito corso sull’anarchia di cui era da anni il titolare indiscusso.
Dopo aver superato un iniziale dissenso decide di dedicarsi all’argomento proponendo agli studenti un insolito esperimento e facendo questo partendo da una semplice domanda: è possibile che nella Germania contemporanea possa ripetersi un fenomeno di assuefazione di massa ad un regime totalitario come avvenne 70 anni prima con il nazismo?
Di fronte all’ironica e scettica reazione della classe il prof. Wenger dà il via al suo esperimento didattico, inscenare all’interno del gruppo una fantomatica dittatura basata su rigide gerarchie, disciplina e annullamento totale di una qualsiasi forma di individualismo. Nonostante le titubanze di alcuni, gli studenti seguono eccitati la proposta del professore il quale, in seguito a democratiche elezioni, viene eletto leader del movimento. Sempre ascoltando il parere della maggioranza il gruppo sceglierà una propria divisa ( jeans e camicia bianca ) per omologare ogni singolo componente della classe, verranno affiancati gli studenti più bravi con quelli dal rendimento più scarso, si stilerà un rigido regolamento interno ( parlare a voce alta e solo per alzata di mano ) e si sceglieranno un nome ed un simbolo: l’onda. Quindi, sempre per favorire un processo di riconoscimento e identificazione interna al gruppo, si concorda un saluto comune, il gesto dell’onda eseguito con il braccio destro.
In poco tempo la maggioranza della classe si fa coinvolgere oltre modo dall’esperienza dell’onda e sfruttando le moderne tecnologie come internet o più semplici bombolette spray diffonderà il simbolo del movimento sulla rete e su ogni muro o monumento della città. Il gruppo mostrerà una progressiva tendenza a chiudersi in se stesso evitando intromissioni esterne e discriminando coloro che non ne fanno parte ma sviluppando in proporzione inversa una straordinaria solidarietà cameratesca soprattutto a difesa dei più deboli. Lo stesso loro leader, il prof. Wenger, verrà inizialmente catturato dai risultati sorprendenti dell’esperimento modificando in parte proprie abitudini e comportamenti ma presto realizzerà il pericolo a cui può portare un eccessivo coinvolgimento nel progetto. Quando si deciderà ad interrompere l’esperimento capirà che forse potrebbe essere troppo tardi.
The Wave – L’onda diretto da Dennis Gansel è tratto da un racconto che da vent’anni è lettura obbligata nelle scuole tedesche “Die Welle” di Morton Ruhe. Questo racconto costituisce un’opera di fantasia ma che trae spunto da un fatto realmente accaduto in California negli anni ’60: l’esperimento sociologico in questione, infatti, venne svolto dal prof. Ron Jones nel 1967 alla Cubberley High School di Palo Alto e con risultati sorprendenti; Gansel e il suo co-sceneggiatore Peter Thorwarth hanno fatto di tutto per acquisirne i diritti.
Dennis Gansel non è nuovo nel trattare il tema del totalitarismo e del nazismo nel suo specifico, basta ricordare il lungometraggio da lui diretto “ NApoLA – I ragazzi del terzo Reich” che nel 2003 vinse il premio federale come migliore sceneggiatura e altri vari riconoscimenti tra cui il premio come miglior film al Festival europeo del cinema di Viareggio. Questa sensibilità e questo interesse verso i motivi che possono portare un intero popolo a seguire un’ideologia o comunque un movimento criminale come quello hitleriano nascono, in Gansel, dai racconti della nonna che come altri ottanta milioni di tedeschi fu attratta dal nazionalsocialismo e da Hitler in quanto: “ …era riuscito a far sentire i suoi seguaci tutti uguali, uniti verso lo stesso obbiettivo…”, come racconta il regista stesso. The Wave – L’onda si presuppone specificamente questo scopo ossia dimostrare come un leader ed un’ideologia totalitaria basata sul rispetto di regole rigide e comuni, sull’omologazione assoluta dei suoi membri, sulla rinuncia totale alla propria singola identità ed a ogni forma di particolarismo o di egoismo personale in nome di un identità comune ed unica, possa, anche nei giorni nostri, raccogliere consenso e successo. Il film invita a riflettere su come una società vuota e sterile come quella contemporanea, priva di modelli o ideali da seguire, rappresenti un terreno molto fertile per chi volesse conseguire un vasto consenso popolare incentrato su valori teoricamente nuovi e comuni.
I giovani studenti, protagonisti di The Wave – L’onda, palesano le solite e sottovalutate problematiche adolescenziali: conflittualità interne alla famiglia, mancanza di dialogo con i propri genitori, rifiuto del mondo degli adulti e sopratutto una disperata ricerca di qualcosa a cui credere e a cui aggrapparsi nel nulla che li circonda e da cui si sentono oppressi. Tim, il ragazzo più timido e indifeso della classe, rappresenta il caso più estremo di quanto appena detto: “l’onda” diverrà ben presto per lui una ragione di vita, un’occasione irrinunciabile per potersi sentire finalmente parte di un gruppo, per poter trovare nell’autoidentificazione in quel simbolo e nel suo leader un modo per riempire quel “vuoto” che nessuno capisce e che i suoi genitori ignorano.
La completezza ed il valore reale di The Wave – L’onda è, a mio avviso, il saper esporci e rappresentarci sia i lati più apprezzabili di questo esperimento (come la difesa dei membri più deboli o l’annullamento delle discriminazioni interne) che le sue degenerazioni che solo due studentesse, Karo e Mona (Jennifer Ulrich e Amelie Kiefer) sapranno intravedere rifiutando di proseguire con quell’esperienza. Esse percepiranno da subito l’eccessivo fanatismo che guida il resto del gruppo e che porterà i suoi membri a chiudersi e discriminare coloro che non ne fanno parte; un pericolo che il prof. Wenger realizzerà solo dopo aver a sua volta subito il fascino di tale esperienza, un fascino tanto forte da scalfire anche la sua solida e coriacea anima progressista e anarcoide.
The Wave – L’onda è un film di ragazzi ma per tutti, un film dal forte peso sociale che come pochi altri nell’ultimo decennio ha avuto la capacità di trasmettere un messaggio tanto forte e chiaro e soprattutto di alzare le antenne riguardanti i pericoli che questa società da reality e letterine televisive incorre con la sua vacuità e mancanza di valori. Attori sconosciuti ma perfettamente integrati nella parte, una colonna sonora basata su un rock aggressivo per “ il forte impatto che riesce ad avere, per la potenza con cui trascina i giovani d’oggi…” come sostiene lo stesso Gansel e soprattutto la capacità del film di mantenersi all’interno di una sfera apolitica in quanto come afferma ancora il regista “ …nel film si accenna alla politica ma l’onda va ben oltre l’ideologia…”.
Sono iniziate le riprese di My Week with Marilyn: ecco la prima immagine di Michelle Williams nei panni di Marilyn Monroe nel film con Kenneth Branagh, Judi Dench, Dominic Cooper e Emma Watson!
Come sapete, ci sono due film in produzione legati alla figura di Mailyn Monroe: uno con Naomi Watts, del quale è stato mostrato un artwork promozionale a Cannes 2010, e un altro con Michelle Williams, le cui riprese sono appena iniziate.Oggi vi mostriamo proprio la prima immagine della Williams nei panni della celebre attrice: la Weinstein Company ha avviato le riprese di My Week with Marilyn, e nel comunicato stampa ha allegato la prima foto ufficiale di Michelle Williams come Marilyn.
Basato sul romanzo di Colin Clark basato sulla breve permanenza di Marilyn a Londra per le riprese di Il Principe e la Ballerina nel 1957, il film vede nel cast un bel numero di attori inglesi: Eddie Redmayne, Kenneth Branagh, Judi Dench, Dominic Cooper, Emma Watson, Derek Jacobi e Julia Ormond. Le riprese si terranno ai Pinewood Studios per sette settimane. La storia ruota sulla settimana di “fuga” di Marilyn nella quale l’attrice passò del tempo assieme a Colin Clark in giro per l’Inghilterra. Diretto dal giovane Simon Curtis, il film uscirà nel 2011.
Fonte: Deadline, HeyUGuy