Sembra ormai imminente l’annuncio
da parte della MGM e della Warner Bros. che darà il via libera alla
produzione dello Hobbit. Nell’attesa, continuano ad arrivare report
con informazioni aggiuntive su quello che, effettivamente, verrà
annunciato. Oggi si segnala che Peter Jackson è praticamente a un
passo dal firmare il contratto da regista (cosa che probabilmente
sbloccherà l’annuncio): le percentuali sugli incassi e il suo
ingaggio sono già stati fissati.
Secondo il sito, l’accordo con Jackson prevede anche che il film
(che verrà diviso in due parti, una in uscita a dicembre 2012,
l’altra a dicembre 2013) venga girato in stereoscopia. Jackson ha
già una certa esperienza nel campo: nei suoi teatri di posa in
Nuova Zelanda James Cameron ha girato buona parte del suo
Avatar, e Jackson stesso ha lavorato come co-regista
con Steven Spielberg al primo episodio di una
possibile trilogia di Tintin, in arrivo a natale 2011, interamente
realizzato in performance capture 3D.
Nel frattempo l’Hollywood Reporter
conferma che il governo Neozelandese è entrato ufficialmente come
mediatore tra il sindacato degli attori e la produzione del film:
l’intenzione è di impedire in tutti i modi che le riprese dello
Hobbit lascino il Paese, creando un notevole danno all’industria
cinematografica locale (e a quella Australiana). Il primo ministro
John Key ha affidato al ministro dello sviluppo economico Gerry
Brownlee e al ministro delle arti Chris Finlayson l’incarico di
incontrare sia l’unione degli attori e il regista Peter Jackson e
la sua compagna e partner produttiva Fran Walsh per discutere delle
varie possibilità. Irlanda, Scozia, Australia, Canada e Repubblica
Ceca stanno già facendo di tutto per convincere la Warner Bros. a
spostare la produzione nelle loro location: nei prossimi giorni
scopriremo come si evolverà la situazione.