Natalie Portman è una di quelle attrici così piene di grazia e di talento che non può che dare un valore aggiunto a tutto quello che fa. La sua carriera è iniziata da adolescente e dopo 25 anni è ancora in continua ascesa.

L’attrice israeliana ha saputo conquistare il suo pubblico per il suo enorme talento ma anche per i valori e i diritti che ha sempre sostenuto nel corso della sua vita, come quelli verso lo studio e la difesa delle donne.

Ecco, allora, dieci cose che non sapevate di Natalie Portman.

Natalie Portman: film

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1. Natalie Portman: i film e la carriera. Il debutto nel mondo della recitazione avviene nel 1994, quando aveva solo 13 anni, in una parte da protagonista per il film Léon di Luc Besson. Basta questo primo film per decretare la Portman come astro nascente e ben presto si trova a lavorare in produzioni importanti come Heat – La sfida (1995), Tutti dicono I Love You (1996), Mars Attacks! (1996) e nel film che la rese popolare in tutto il mondo, ovvero Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999). In seguito, la sua carriera è in continua ascesa e si trova a recitare in Qui dove batte il cuore (2000), nei seguiti di Star Wars, cioè Episodio II – L’attacco dei cloni (2002) e Episodio III – La vendetta dei Sith (2005), per poi lavorare anche in Ritorno a Cold Mountain (2003), V per Vendetta (2005), L’altra donna del re (2008), Il cigno nero (2010), Amici, amanti e… (2011), Thor (2011) e Thor: The Dark World (2013). Tra gli ultimi film della sua carriera vi sono Knight of Cups (2015), Jackie (2016), Planetarium (2016), Song to Song (2017), Annientamento (2018) e Vox Lux (2018), mentre la si vedrà apparire nel 2019 in La mia vita con John F. Donovan (2018).

2. Natalie Portman è anche produttrice, regista e sceneggiatrice. Nel corso della sua carriera, Natalie Portman ha dirottato la sua attenzione anche alla produzione, alla regia e alla sceneggiature. Infatti, l’attrice israeliana ha prodotto film come L’amore e altri luoghi impossibili (2009), Jane Got a Gun (2016), PPZ – Pride and Prejudice and Zombies (2016) e Vox Lux, mentre ha diretto e sceneggiato il cortometraggio Eve (2008), l’episodio Natalie Portman di New York, I Love You (2009) e Sognare è vivere (2015).

Natalie Portman: nuda

3. Natalie Portman ha girato la sua prima scena di nudo nel 2007. Dopo essere rimasta traumatizzata dalle attenzioni di chi si era messo ad oggettivare il suo corpo dopo la realizzazione di Léon, la Portman aveva deciso che non avrebbe girato scene di nudo fino a che non lo avrebbe ritenuto opportuno. Alla fine, nel 2007, l’attrice ha partecipato ad un cortometraggio di Wes Anderson intitolato Hotel Chevalier, un prequel di Il treno per il Darjeeling dello stesso anno. In questo corto, l’attrice viene ripresa per la prima volta in un nudo integrale decisamente sexy. Da qui in poi, si prestò per altre scene bollenti, come quelle de Il Cigno Nero o nel film Planetarium.

Natalie Portman: altezza

4. Natalie Portman è piccoletta. L’attrice israeliana non è esattamente una donnona: infatti, ha una statura di 160 centimetri. Ma si sa, il vino buono sta nella botte piccola e la Portman ha sempre dimostrato l’entità e la qualità del suo talento.

Natalie Portman: Star Wars

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5. Il periodo di Star Wars è stato uno dei più bui per Natalie Portman. L’attrice ha rivelato che il periodo più brutto della sua carriera risale a quando cominciò a far parte della seconda trilogia di Star Wars: nessuno riponeva fiducia in lei, tranne Mike Nichols. Insomma, Star Wars era nelle sale e “tutti iniziavano a pensare che fossi una pessima attrice. Ero tra gli interpreti del più grande incasso del decennio e nessun regista voleva lavorare con me. Mike scrisse una lettera ad Anthony Minghella e gli disse “Inseriscila in Ritorno a Cold Mountain, garantisco io per lei.” E poi Anthony mise una buona parola con Tom Tykwer, che fece passaparola con i Wachowski”.

6. Prima di essere scritturata, Natalie Portman non aveva mai visto Star Wars. Qualche anno fa, in occasione di un’intervista, l’attrice israeliana rivelò che prima di essere scritturata e inclusa nel cast della seconda trilogia di Star Wars non aveva mai visto nessun film della saga e che non era a conoscenza della differenza tra Star Wars e Star Trek.

Natalie Portman: Leon

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7. Natalie Portman ha esordito con Lèon. Il film che ha catapultato l’attrice israeliana nel mondo della cinema e della recitazione è stato Léon: infatti, nel 1994, le venne offerta subito la parte da protagonista nel film di Luc Besson, dopo aver iniziato da poco una carriera da modella e di ballerina. Sebbene al momento dei provini non ci fu certezza nell’ingaggiarla, perché ritenuta troppo giovane, Besson fu costretto a cambiare idea dopo averla vista recitare.

8. Natalie Portman ha raccontato di essere stata vittima di terrorismo sessuale. Appena dopo aver recitato in Léon, la giovane attrice cominciò a ricevere lettere. Contenta di avere qualche fan che le scrivesse, si rese subito conto che la prima lettera ricevuta conteneva una fantasia di stupro. Ma non fu solo questo: i critici si permettevano di parlare del suo seno acerbo e le persone oggettivavano il suo corpo. Queste orribili esperienze l’hanno resa riluttante dal ricoprire ruoli sexy, soprattutto quando era più giovane.

Natalie Portman: Instagram

9. Natalie Portman ha un profilo Instagram ufficiale. Natalie Portman è sempre stata restia dal possedere dei profili social, ma da poco più di un anno a questa parte, l’attrice ha deciso di aprire il suo acconut Instagram, per il quale risulta anche molto attiva. I suoi quasi 170 post si dividono tra lavoro e momenti nostalgia, mentre sono molte le foto e i video atti a sostenere il movimento Time’s Up.

10. Natalie Portman ha avuto una guru d’eccezione: Reese Whiterspoon. L’attrice israeliana è stata una delle prime a sostenere il movimento Time’s Up, ma prima di lei Reese Whiterspoon aveva capito che per sostenere una campagna del genere, l’uso dei social era molto importante. È stato così che Reese ha invitato la collega ad utilizzare Instagram , diventando, stando alle parole della Portman, “un meraviglioso sistema di supporto nell’insegnarmi le vie della modernità”.

Fonti: IMDb, biography, nymag, etonline

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