Durante una battaglia ci sono morti feriti e macerie. Soprattutto queste ultime sono state le protagoniste dell’intervista che Stuart Craig ha rilasciato all’LA Times. Stiamo parlando dello scenografo premio Oscar che si è occupato di distruggere Hogwarts come ultima fatic nella crew di Harry Potter. Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 2 avrà infatti come scenario principale il castello che ospita la Scuola di Magia e Stregoneria completamente distrutto dall’infuriare della battaglia.

 

Ci siamo ispirati alle rovine lasciate dalla Seconda guerra mondiale: Coventry, Dresda. Ho esaminato i profili degli edifici bruciati: il crollo dei mattoni segue uno schema ben preciso, e noi ci tenevamo a riprodurlo fedelmente.

Non potevamo demolire i set già esistenti [anche perché vanno preservati per il tour degli studios organizzato dalla Warner, ndr.]: avremmo solo rivelato che erano fatti di compensato sottile rivestito da uno strato di gesso per farlo somigliare alle pietre. Andavano ripensati da capo, come un enorme set – o più di uno – e andavano progettate le rovine in modo che apparissero solide e tridimensionali. Se prima le mura potevano essere semplici pannelli di cartongesso, ora invece serviva robustezza e spessore: grandi pietre all’esterno e macerie in mezzo.

Riferendosi alla morte di un personaggio importante:

Nel libro, [quel personaggio] muore nella Stamberga Strillante. Ho chiesto espressamente a J.K. Rowling se le dispiaceva spostare la scena in un capanno per le barche. Mi sembrava un set molto interessante, molto teatrale. La rimessa per le barche aveva le pareti quasi interamente fatte di vetro. E dal vetro si vede Hogwarts in fiamme, e l’acqua dentro la rimessa riflette le fiamme, con un effetto molto drammatico e spettacolare. Sembra quasi una piccola cattedrale, una struttura però alquanto effimera. Sono convinto che [l’attore in questione] sia stato felice di morire lì, e io sono stato molto felice di vederlo morire lì!

Fonte: LA Times