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Joel Kinnaman protagonista di Silent Night – Il silenzio della vendetta

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Dai produttori di John Wick, arriva in Italia dal 30 novembre in anteprima mondiale, distribuito da Plaion Pictures, Silent Night – Il silenzio della vendetta. Nell’annunciare la data di uscita del film, diretto dal leggendario regista di Hong Kong John Woo, Plaion Pictures ha inoltre svelato il poster ufficiale, che ritrae Joel Kinnaman pronto a tramutarsi in uno spietato killer in cerca di vendetta. Per il maestro dell’action John Woo – autore di classici quali A Better Tomorrow, Face/Off e Mission: Impossible II – il film segna il ritorno negli Stati Uniti a vent’anni da Paycheck.

Come suggerisce il titolo, Silent Night – Il silenzio della vendetta è un action al 100% che letteralmente non ha bisogno di parole per colpire lo spettatore, rendendo l’azione l’essenza stessa del film. Ambientato durante la notte di Natale, questo revenge movie ad alta tensione è caratterizzato da stunt mozzafiato e combattimenti spietati che esplodono in tutta la loro adrenalina sul grande schermo. Ispirato dai capolavori e dai successi recenti del genere, il film porta l’action a nuovi livelli, grazie alla geniale messa in scena del suo regista, in una cruda storia di vendetta che vedrà il bianco Natale lasciare il posto al rosso sangue.

Protagonista di Silent Night – Il silenzio della vendetta è un intenso Joel Kinnaman, volto di grandi action quali Robocop (2014) e The Suicide Squad – Missione suicida, affiancato da Scott Mescudi, in arte Kid Cudi (X – A Sexy Horror Story), e Catalina Sandino Moreno (Maria Full of Grace). Kinnaman interpreta un padre tormentato che assiste impotente alla morte di suo figlio dopo essere stato coinvolto nel fuoco incrociato di una banda alla vigilia di Natale. Mentre si sta riprendendo da una ferita che gli è costata la voce, l’uomo fa della vendetta la missione della sua vita, addestrandosi per punire gli assassini che hanno cambiato per sempre la sua vita e quella della sua famiglia. Silent Night – Il silenzio della vendetta, diretto da John Woo, sarà nei cinema dal 30 novembre distribuito da Plaion Pictures.

La trama del film Silent Night – Il silenzio della vendetta

Ancora in lutto per la morte del giovane figlio, rimasto ucciso nel fuoco incrociato di uno scontro fra bande, un padre di famiglia sceglie la vigilia di Natale per punire i colpevoli. Ferito a sua volta durante l’inseguimento degli assassini e ormai muto, l’uomo si addentra nei bassifondi criminali per compiere con ogni mezzo la sua silenziosa vendetta verso chi gli ha strappato suo figlio.

Joel Kinnaman parla del nuovo Robocop

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Joel Kinnaman (Snabba Cash) ha parlato del remake di Robocop diretto da Josè Padilha (Tropa de Elite) che lo vedrà vestire i metallici panni del protagonista

Joel Kinnaman parla del futuro di Rick Flag Jr. nel DCU dopo Peacemaker – Stagione 2

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Joel Kinnaman ha recentemente chiarito se il suo personaggio del DC Universe, Rick Flag Jr., tornerà nel franchise dopo la stagione 2 di Peacemaker.

L’attore ha fatto il suo debutto nel DC Universe nel ruolo di Rick Flag Jr. nel film Suicide Squad di David Ayer del 2016. Dopo la morte del personaggio nel reboot del 2021 diretto da James Gunn, The Suicide Squad, Rick Flag Jr. è stato riportato in vita sul piccolo schermo tramite flashback in Peacemaker.

In un’intervista con Liam Crowley di ScreenRant, Kinnaman ha confermato che la stagione 2 di Peacemaker rappresenta la sua ultima apparizione nei panni di Rick Flag Jr. “Direi di sì,” ha dichiarato secco, rispondendo alla domanda se il pubblico avesse visto l’ultima apparizione del suo personaggio. Ha definito la versione di Flag vista in Peacemaker come un “Rick dell’universo alternativo, pavido.”

Kinnaman ha anche raccontato di non credere di essere riuscito a mantenere segreta la sua apparizione in Peacemaker, visto che Warner Bros. lo rimproverava spesso per aver rivelato spoiler su Suicide Squad durante le interviste. Ha ammesso:

“Sono molto scarso nel mantenere i segreti. Sempre quando giravo le scene di The Suicide Squad, sentivo che le uniche persone a cui importava dei segreti erano quelle coinvolte direttamente. Perciò mi seguivano con tutte le interviste, perché avrei sempre rivelato qualcosa. Ma ora che non uso quasi più i social, è molto più semplice non fare questi errori.”

L’addio al DCU e i nuovi ruoli

The Suicide Squad - Missione suicida sequel

Dopo le riprese di The Suicide Squad, Kinnaman è rimasto in contatto con James Gunn. Un giorno il regista lo ha chiamato, sapendo che l’attore voleva cimentarsi in un progetto comico, e gli ha chiesto se voleva partecipare a “una piccola cosa divertente che mi piacerebbe che facessi.” Kinnaman non ha esitato a dire di sì.

Gunn aveva sempre immaginato che Flag sarebbe apparso nella seconda stagione di Peacemaker, ma Kinnaman non era al corrente di quel piano. L’attore ha definito Gunn un “genio folle” per la sua capacità di pensare così avanti.

“È un genio folle, quindi è difficile sapere cosa passa per quella mente pazza… James sa che voglio fare più commedie e pensa che io sia divertente, quindi ha voluto scrivere qualcosa che sfruttasse questa mia inclinazione.”

Riflettendo sul suo percorso nel DC Universe, Kinnaman ha ammesso di essere stato “molto poco professionale” durante le riprese di Suicide Squad del 2016. Lui e il resto del cast erano “sempre in festa… sempre ubriachi o fatti. Era un disastro.” Con Gunn alla regia del film del 2021, invece, l’ambiente è stato “molto più professionale.”

Ora Kinnaman ha dato l’addio al DC Universe, con la stagione 2 di Peacemaker che segna la sua ultima apparizione. L’attore ha proseguito con altri progetti, tra cui il film Icefall e le serie TV Imperfect Women e Jo Nesbø’s Detective Hole, disponibili rispettivamente su Apple TV e Netflix.

Kinnaman è anche tra i protagonisti del dramma acclamato dalla critica For All Mankind, che gli è valso una nomination al Saturn Award come Miglior Attore Non Protagonista in Televisione (Streaming). La quinta stagione è attualmente disponibile su Apple TV, con il finale previsto per il 29 maggio.

Joel Kinnaman elogia The Suicide Squad ma sostiene l’Ayer Cut

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Joel Kinnaman elogia The Suicide Squad ma sostiene l’Ayer Cut

Joel Kinnaman, che ritroveremo nei panni di Rick Flag nell’attesissimo The Suicide Squad di James Gunn, ha parlato nuovamente dell’atteso cinecomic in arrivo quest’anno. Il precedente tentativo da parte di Warner Bros. e DC Films di portare al cinema la celebre Task Force X dei fumetti, non è riuscito ad impressionare il pubblico. Per il sequel, la scelta di Gunn come regista e sceneggiatore ha reso chiara fin da subito la volontà di portare la storia di una direzione totalmente diversa rispetto a quanto fatto nel 2016 da David Ayer.

A metà tra sequel e reboot, The Suicide Squad riporterà sul grande schermo personaggi già apparsi nella precedente iterazione e, al tempo stesso, introdurrà tutta una serie di volti nuovi. Secondo le prime indiscrezioni sulla trama, ci saranno due team distinti che saranno impegnati in una missione per distruggere un laboratorio durante l’era nazista. In base a quanto anticipato da James Gunn negli ultimi mesi, pare che il suo film sarà davvero ciò che i fan sperano di vedere.

Durante un nuovo episodio di The Playlist Podcast, Joel Kinnaman è tornato a parlare di The Suicide Squad, elogiandone il suo tono unico. L’interprete di Rick Flag ha descritto il progetto come “il film vietato ai minori con il più grande budget che sia mai stato realizzato” e ha anticipato che, nonostante l’umorismo, sarà anche pieno zeppo di forti emozioni.

“Non credo che Gunn abbia dovuto compromettere un briciolo della sua visione”, ha spiegato. “Ha davvero avuto modo di fare esattamente quello che voleva. E sarà sicuramente il film vietato ai minori con il più grande budget che sia mai stato realizzato. Sarà vietato ai minori e sarà carico di umorismo. Un umorismo quasi infantile che lascerà comunque spazio ad alcuni momenti davvero profondi, in cui c’è anche il rischio di commuoversi. Sarà super violento, ma anche tanto stupido. Ogni personaggio è veramente ridicolo.”

Joel Kinnaman su Suicide Squad e sulla visione del Joker da parte di David Ayer

Nel corso della medesima intervista, Kinnaman ha avuto anche la possibilità di parlare della sua prima esperienza con Suicide Squad e dell’interferenza della Warner Bros. nel lavoro di David Ayer: “Vuoi sempre vedere il taglio del regista. È sempre un peccato quando la visione del regista non arriva al cinema. Certo, ci sarà sempre un compromesso. Penso che più alto è il budget, maggiore sarà il compromesso. Di solito è così che funziona. Sono sicuro che il taglio di Ayer sarebbe molto più interessante. La visione di David del Joker era davvero pazzesche e purtroppo non è venuta fuori nel film che abbiamo visto al cinema.”

Il cast ufficiale di The Suicide Squad comprende i veterani Margot Robbie (Harley Quinn), Viola Davis (Amanda Waller), Joel Kinnaman (Rick Flag) e Jai Courtney (Captain Boomerang), insieme alle new entry Idris ElbaMichael RookerNathan FillionTaika WaititiJohn CenaPeter Capaldi, Sean Gunn, David Dastmalchian Storm Reid. Nel film reciteranno anche Pete Davidson, Juan Diego Botto, Joaquin Cosio, Flula Borg, Tinashe Kajese, Jennifer Holland, Julio Ruiz, Alice Braga, Steve Agee e Daniela Melchior.

Joel Kinnaman e Liam Neeson in Run All Night

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Joel Kinnaman e Liam Neeson in Run All Night

La Warner Bros ha rilasciato negli ultimi giorni la notizia circa la partecipazione di Joel Kinnaman al cast del nuovo action-thriller Run All Night, diretto da Jaume Collett-Sera (Unknown, Non-Stop) e con la presenza di una star di eccezione come Liam Neeson.

Il film, scritto da Brad Ingelsby, è incentrato sulle vicende di un killer professionista (Neeson) che ha il compito di catturare il suo capo nel giro di una sola notte, dovendo proteggere il proprio figlio (Kinnaman) dalla vendetta dei guardiani del principale. Kinnaman è attualmente sulla cresta dell’onda grazie al ruolo di primo piano nel nuovo Robocop di Jose Padhila, mentre è stato visto di recente in Safe House e Lola Versus, oltre alla sua partecipazione alla serie tv The Killing. Roy Lee della Vertigo Entertainment sarà il produttore del nuovo Run All Night insieme a Brooklyn Weaver, mentre John Middleton sarà il produttore esecutivo.

Fonte: comingsoon

Joel Edgerton: 10 cose che non sai sull’attore

Joel Edgerton: 10 cose che non sai sull’attore

Joel Edgerton non è soltanto uno dei più talentuosi interpreti della sua generazione, ma ha saputo distinguersi anche come regista, sceneggiatore e produttore. Personalità poliedrica, Edgerton ha in breve tempo avuto modo di collaborare con importanti registi e attori, imponendosi all’interno dell’industria come uno dei nomi di punta del momento.

Ecco 10 cose che non sai su Joel Edgerton.

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Joel Edgerton: i suoi film da regista e interprete

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore debutta al cinema nel 1996 con In corsa con il sole. Ottiene inizialmente parti in film come Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (2002), King Arthur (2004), Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (2005), Il respiro del diavolo (2007), Animal Kingdom (2010) e Warrior (2011), dove recita accanto a Tom Hardy. Il ruolo da co-protagonista in questo film gli permette di ottenere maggior popolarità, e di arrivare così a recitare in film come Zero Dark Thirty (2012), con Jessica Chastain, Il grande Gatsby (2013), con Leonardo DiCaprio, Life (2015), Regali da uno sconosciuto (2015), Black Mass – L’ultimo gangster (2015), con Johnny Depp, Loving (2016), con Ruth Negga, It Comes at Night (2017), Bright (2017), con Will Smith, Red Sparrow (2018), Boy Erased – Vite cancellate (2018), Il re (2019) e The Green Knight (2020).

9. Ha scritto e diretto alcuni film. Dopo essersi messo alla prova con alcuni cortometraggi, Edgerton debutta come regista con il film thriller Regali da uno sconosciuto (2015), di cui è anche sceneggiatore e interprete, condividendo la scena con l’attore Jason Bateman. Nel 2018 firma la regia del suo secondo lungometraggio, Boy Erased – Vite cancellate, dove dirige gli attori Lucas Hedges, Nicole Kidman e Russell Crowe. Tra gli altri film di cui Edgerton ha invece firmato la sola sceneggiatura si annoverano Jane Got a Gun (2016) e Il re (2019).

8. Ha ricevuto importanti riconoscimenti. Negli ultimi anni l’attore ha imposto su di sé le attenzioni della critica, che non ha mancato di riconoscerne il talento. Ottiene una prima importante candidatura come miglior regista di un’opera prima per Regali da uno sconosciuto al Directors Guild of America Award. Tra il 2016 e il 2017 ottiene invece importanti riconoscimenti per il suo ruolo da protagonista in Loving, venendo candidato ai Gotham Independent Film Awards, ai Critic’s Choice Movie Awards e ai Golden Globe.

Joel Edgerton è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram, dove attualmente possiede 133 mila follower. Qui l’attore è solito condividere prevalentemente immagini o video promozionali dei suoi progetti da interprete o da regista, ma non mancano anche foto tratte dagli eventi di gala a cui Edgerton ha preso parte.

Joel Edgerton: chi è la sua compagna

6. È attualmente impegnato in una relazione sentimentale. In diverse occasioni l’attore è stato visto spendere del tempo insieme a Christine Centenera, editor di Vogue. I due si sarebbero conosciuti nei primi mesi del 2019 tramite amici, intraprendendo una relazione. Particolarmente riservati, non sono soliti far coincidere la propria vita privata con quella professionale, ma anzi tengono ben separate le due cose.

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Joel Edgerton in Star Wars

5. Ha interpretato un noto ruolo. Nei film L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith, rispettivamente i capitoli II e III della saga di Star Wars, l’attore ha brevemente ricoperto il ruolo di Owen Lars, fratellastro di Anakin Skywalker e zio di Luke Skywalker. Il personaggio qui introdotto ricompare anche nel capitolo IV, Una nuova speranza, ma interpretato da un diverso attore.

Joel Edgerton dirige Boy Erased

4. Ha tratto il film da un romanzo. La seconda prova da regista di Edgerton, Boy Erased, è tratta dall’omonimo romanzo di Garrand Conley, il quale descrive la sua vicenda di omosessuale costretto a seguire una terapia di conversione, come imposto dai genitori. Edgerton ha affermato di essere rimasto folgorato dalla storia, la quale ha rappresentato l’occasione giusta per tornare dietro la macchina da presa.

3. Ha incontrato la persona a cui si ispira il suo personaggio. Nel film l’attore ricopre anche il ruolo di Victor Sykes, terapeuta incaricato della riconversione sessuale del giovane protagonista. Per prepararsi al ruolo, Edgerton ha incontrato la persona a cui si ispira il personaggio. Questi, anni dopo gli eventi raccontati nel libro e nel film, ha chiesto scusa per il dolore causato dalla terapia.

Joel Edgerton in Il Re

2. Ha immaginato una trasposizione più moderna. Nello scrivere la sceneggiatura di Il Re, ispirata all’opera Enrico V, di Shakespeare, Edgerton ha deciso di dar vita ad una trasposizione che rimanesse legata al periodo storico dell’opera, ma che sfoggiasse caratteristiche e temi più contemporanei. Merito anche dell’universalità del testo shakespeariano, il film risulta così essere una lucida riflessione sul potere e la corruzione che infonde in chi ne ha.

Joel Edgerton: età e altezza

1. Joel Edgerton è nato a Blacktown, in Australia, il 23 giugno 1974. L’attore è alto complessivamente 180 centimetri.

Fonte: IMDb

Joel Edgerton svela il personaggio del MCU che ha quasi interpretato

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La ricerca di Star-Lord da parte dei Marvel Studios non ha suscitato la stessa attenzione di altri ruoli del MCU. Tuttavia, la decisione di arruolare Chris Pratt come protagonista del franchise Guardiani della Galassia ha generato molte discussioni tra i fan.

Non gli ci è voluto molto per dimostrare che James Gunn aveva fatto una scelta perfetta scegliendolo per interpretare Star-Lord. Tuttavia, in un’intervista a The Playlist, la star di Obi-Wan Kenobi e Dark Matter, Joel Edgerton, ci ha lasciati a chiederci “E se…?” rivelando di aver fatto anche lui il provino per interpretare Peter Quill.

Star-Lord è un bel personaggio, in realtà, perché io, a differenza di Chris [Pratt], non ho capito bene il tono del film come lo ha capito lui e come lo hanno capito quei ragazzi“, ha spiegato l’attore. “E non ero sicuro di poter far parte di quel tono. E penso davvero che il mondo sia un posto migliore se non sono Star-Lord, anche se ne ho avuto l’opportunità o ho fatto un provino abbastanza buono, perché è così che deve essere“.

E non c’è mai stata una vera conversazione sul fatto che sarei stato sicuramente io. È solo che ho avuto l’opportunità di fare un provino“, ha continuato Joel Edgerton. “Solo che non l’ho capito bene”.

È un po’ difficile immaginare Joel Edgerton come Star-Lord, soprattutto ora che  Chris Pratt ha fatto suo il personaggio.

Molti di voi avranno probabilmente cliccato su questo articolo pensando che abbiamo commesso un errore citando Spider-Man a proposito di Jennifer Connelly. Dopo tutto, l’attrice è probabilmente conosciuta dai fan dei fumetti per aver interpretato Betty Ross in Hulk del 2003.

Tuttavia, ciò che potreste aver dimenticato è che Jennifer Connelly ha doppiato Karen, la voce all’interno della tuta del Wall-Crawler in Spider-Man: Homecoming del 2017. Non abbiamo più visto Karen, ma l’attrice si è detta disponibile a tornare nel MCU se le venisse chiesto.

Lavorerei assolutamente con loro“, ha dichiarato al sito. “Penso che facciano film fantastici e mio marito si è trovato benissimo a lavorare con tutti loro e hanno un gruppo di attori davvero fantastico che lavora con loro. Lo farei assolutamente“.

Alla fine di Spider-Man: No Way Home, Peter Parker ha abbandonato la Stark Tech e si è costruito da solo la sua tuta, quindi non ci aspettiamo di sentire di nuovo la voce di Karen. Per quanto riguarda Joel Edgerton, non è chiaro se sarebbe interessato a un altro ruolo da supereroe, ma ci sono molte opzioni per lui.

Joel Edgerton si unisce a Black Mass di Barry Levinson

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Joel Edgerton si unisce a Black Mass di Barry Levinson

Joel Edgerton già visto in Warrior e Zero Dark Thirty e da oggi al cinema nei panni di Tom Buchanan ne Il Grande Gatsby, affiancherà Johnny Depp nel crime thriller di Barry Levinson Black Mass. L’attore australiano sarà John Connolly, agente del FBI e amico d’infanzia del boss criminale di Boston Whitey Bulger/Depp.

Sinossi:

Connolly ha il compito di smantellare la mafia italiana e cooperare con Bulger, che si offre come informatore dell’FBI con il duplice intento di eliminare i suoi nemici criminali.

Joel Edgerton protagonista del thriller It Comes At Night

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Joel Edgerton 2016Dopo l’esordio dietro la macchina da presa con Regali da uno sconosciuto – The Gift, arrivato quest’anno sul grande schermo, Joel Edgerton torna ad affidarsi alla direzione altrui, accettando di far parte del cast di It Comes At Night, thriller scritto e diretto da Trey Edward Shults alla sua opera seconda dopo Krisha.

Joel Edgerton è il primo nome di un cast che si sta ancora formando, mentre sappiamo già qualcosa della trama del film in cui il nostro è un marito e padre che non si ferma di fronte a niente pur di proteggere la sua famiglia da una strana e malvagia presenza che sembra sospesa sopra la loro abitazione.

Joel Edgerton ha partecipato all’ultimo Festival di Cannes con il film di Jeff Nichols Loving (leggi la recenisone).

Fonte

Joel Edgerton nello sci-fi di Jeff Nichols

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Variety ha annunciato in esclusiva che Joel Edgerton è entrato a far parte del cast del nuovo progetto sci-fi di Jeff Nichols ancora senza un titolo. L’attore andrà così ad affiancare Michael Shannon, già da tempo confermato come protagonista della pellicola, con cui Nichols aveva già lavorato in Shotgun Stories e Take Shelter.

La produzione del film è stata affidata allo stesso Nichols in collaborazione con Sarah Green e Brian Kavanaugh-Jones. Nessun dettaglio sulla trama è stato rivelato al momento, né un data di inizio riprese o di una possibile release. Secondo i ben informati, si dovrebbe trattare di un chase-movie, ossia una caccia all’uomo fantascientifica ambientata nei giorni nostri. Si tratterà della prima pellicola non indipendente del regista statunitense .

Joel Edgerton  è noto per aver recitato in pellicole quali Zero Dark Thirty, Warrior e nei due episodi di Star Wars L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith. Il suo ultimo film al cinema è stato Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. Attualmente è impegnato sul set di Jane Got a Gun con Natalie Portman e reciterà nel biopic dedicato al criminale statunitense Whitney Bulger Black Mass.

Joel Edgerton nel film di fantascienza di Jeff Nichols

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Continua il casting dell’atteso nuovo film di Jeff Nichols, sorprendente regista indipendente americano dell’acclamato Take Shelter, che si appresta a preparare il suo primo film con uno studios. Oggi arriva da Variety la notizie che il protagonista del film potrebbe essere l’attore  australiano Joel Edgerton, visto recentemente ne Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann. Del film in questione non ci sono ancora dettagli anche se sappiamo che sarà un film di fantascienza ambientato nel giorno d’oggi. La sceneggiatura è stata acquistata appositamente dallo studio per farla dirigere dal regista che al momento la sta adattando. A produrre ci saranno  Sarah Green e Brian Kavanaugh-Jones che hanno intenzione di avviare il film all’inizio del prossimo anno. Come il regista, anche l’attore Joel Edgerton scalando le classiche ad Hollywood ed è sempre più richiesto. Infatti, presto lo vedremo nel cast di  Jane Got a Gun di Gavin O’Connor, al fianco di Natalie Portman, Rodrigo Santoro e Ewan McGregore in Black Mass, il nuovo film di Barry Levinson. Per coloro che sono più attenti, possiamo ricordarci di Jeff Nichols come presidente di giuria quest’anno al Festival del film di Roma, dove ha presieduto insieme a Timur Bekmambetov e molti altri.

Joel Edgerton nel cast di Life di Anton Corbijn

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Joel EdgertonL’attore  Joel Edgerton  è entrato nel cast del film Life di Anton Corbijn, a confermarlo è il noto sito VarietyJoel Edgerton, visto in Warrior e Zero Dark Thirty, si unisce quindi a Robert Pattinson, Dane DeHaan che interpreteranno rispettivamente James Dean (DeHaan)  e il fotoreporter Dennis (Pattinson). Nel cast anche l’italiana  Alessandra Mastronardi (To Rome With Love) e Sir Ben Kingsley.

Leggi anche: Life: prima foto di Robert Pattinson e Dane DeHaan

Le riprese di Life si stanno svolgendo a Toronto e si baseranno su una sceneggiatura scritta da Luke Davie. A produrre la pellicola saranno i produttori Iain Canning , Christina Piovesan ed Emile Sherman.

Anton Corbijn  è un fotografo e regista olandese. Nella sua carriera ha fotografato prevalentemente personaggi del mondo dello spettacolo per numerose riviste (tra cui Vogue, Rolling Stone, Details, Harper’s Bazaar, ELLE, Glamour e Max). Celebri i suoi ritratti di musicisti e attori (Joy Division, Tom Waits, Depeche Mode, U2, REM, John Lee Hooker, Bryan Ferry, Rolling Stones, Nick Cave, ecc.). In tal periodo inizia a girare come regista i suoi primi videoclip (a tutt’oggi oltre 60) per gli artisti più disparati (Coldplay, Depeche Mode, New Order, Nirvana, Red Hot Chili Peppers, Joni Mitchell, Front 242, Henry Rollins, Metallica, Naomi Campbell, U2, Nick Cave). Arriva al successo con il suo film Control nel 2007, opera prima, mentre nel 2010 dirige George Clooney in The American, girato in Italia.

Joel Edgerton nel cast di Jane Got a Gun!

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L’attore Joel Edgerton sta per unirsi ai già confermati Natalie Portman e Michael Fassbender nel film Jane Got a Gun diretto da Lynne Ramsay. Il film si basa su una sceneggiatura

Joel Edgerton in trattative per Red Sparrow, con Jennifer Lawrence

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Joel Edgerton è in trattative per unirsi a Jennifer Lawrence nello spy thriller della Fox Red Sparrow. A dirigere il film c’è Francis Lawrence, che ha già diretto l’attrice premio Oscar omonima in tre dei quattro film della saga di Hunger Games.

La data d’uscita di Red Sparrow è il 10 novembre 2017.

Joel Edgerton protagonista del thriller It Comes At Night

Il film è basato sull’omonimo romanzo di Jason Matthews. La sceneggiatura è firmata da Justin Haythe che ha rimanegggiato uno script precedentemente realizzato di Eric Warren Singer.

Il libro è ambientato in Russia ai nostri giorni, dove una giovane donna, che fa parte della sezione burocratica dei servizi segreti, che si sposta nella sezione opertaiva e diventa un passero (sparrow del titolo), un’infiltrata nella CIA.

Joel Edgerton arriverà sugli schermi USA il prossimo 4 novembre con Loving, in cui recita al fianco di Ruth Negga ed è diretto da Jeff Nichols. Il film è stato presentato a Cannes.

Fonte: Variety

Joel Edgerton in Exodus di Ridley Scott

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Joel Edgerton in Exodus di Ridley Scott

Joel Edgerton sarebbe in trattative per interpretare il Faraone Ramses nel Colossal di Ridley Scott Exodus.

Le riprese del film della 20th Century Fox inizieranno a settembre in Marocco e in Spagna, con Christian Bale nel ruolo del protagonista Mosè.

La carriera di Edgerton è decisamente decollata, dopo le prove in pellicole prestigiose come Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow e Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann.

fonte: The Hollywood Reporter

Joel Edgerton e Ruth Negga nella prima foto di Loving

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Collider ha pubblicato la prima foto di Loving, nuovo film drammatico diretto da Jeff Nichols che ha scelto per protagonisti Joel Edgerton, Ruth NeggaMichael Shannon, con cui aveva già lavorato in Take Shelter.

Ecco la foto:

lovingLa storia segue la dolorosa vicenda, ispirata a una storia vera, di Richard e Mildred, una coppia interraziale che, dopo essersi sposata nel 1958, viene condannata a un anno di carcere perché lui è bianco e lei nera.

I due protagonisti sono interpretati da Edgerton e Negga, mentre Shannon veste i panni di Grey Villet, il famoso fotografo di Life Magazine che immortalò l’amore trai due coniugi nei famosi scatti del 1965.

Joel ed Ethan Coen: il regista a due teste” del cinema hollywoodiano

Con le sue 12 nomination e un incredibile plauso critico e premiale Il discorso del re sembra destinato a trionfare incontrastato alla prossima cerimonia degli Oscar; ciononostante gli altri concorrenti di quest’anno promettono battaglia e potrebbero riservare sorprese inattese. Non fa eccezione Il Grinta, nuova pellicola di Joel ed Ethan Coen, praticamente ignorata ai Golden Globes e a sorpresa candidata con ben 10 nomination fra cui miglior film e miglior regia.

Ottimo risultato per i due fratelli , che nella difficile sfida di restituire vita al romanzo di Charles Portis già soggetto di dell’immortale Il Grinta con John Wayne (che per questa prova vinse l’ambita statuetta a coronamento della sua lunghissima carriera ), stanno godendo anche di un inaspettato successo di pubblico : al terzo weekend di programmazione statunitense,  Il Grinta è arrivato a incassare ben 110 milioni di dollari (dopo esserne costati 38 ), salendo al terzo posto sul podio dei western più redditizi negli States, preceduto solo da Wild wild west con 113 milioni e Balla coi lupi con i suoi 184 milioni, facendo dimenticare i “miseri“ 74 milioni di Non è un paese per vecchi che aveva finora incarnato il loro maggior incasso al box office.

Grande dunque il merito di aver restituito successo e notorietà a un genere che ha fatto la storia del cinema e che sembrava ormai impossibilitato a risorgere , pur non avendolo mai affrontato a viso aperto: ma Joel ed Ethan Coen, “il regista a due teste” come vengono scherzosamente soprannominati per via del loro simbiotico rapporto sul set, l’hanno fatto senza dimenticare la propria identità e quello che ormai è un vero e proprio marchio di fabbrica: una straordinaria cura per l’estetica e il dettaglio più effimero per dipingere un’umanità esasperata e disillusa con pennellate grottesche e dove necessario con pungente humour nero. Di grinta ne avevano certo da vendere i piccoli Joel e Ethan quando  comprarono una super 8 con i loro pochi risparmi per girare alcuni cortometraggi ispirati ai loro film più amati , e da una ripresa amatoriale alla facoltà di cinema della New York University il passo è breve e determinante, grazie a Sam Raimi per il quale Joel inizia a lavorare come montatore, e a  Frances McDormand, destinata a diventare sua moglie e attrice prediletta. Proprio con lei nel 1984 i due debuttano alla regia con Blood Simple (Sangue facile) che li fa notare agli occhi della critica col Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival.

Joel ed Ethan Coen, filmografia

La loro  straordinaria “famiglia” cinematografica continua allora ad arricchirsi di nuovi membri con Arizona Junior (1987) e Miles Crossing (1990) , che prendono a bordo John Goodman, John Turturro, Steve Buscemi, Michael Badalucco e Holly Hunter :l’anno dopo con John Turturro e Goodman i due fratelli ottengono la palma d’oro per il miglior film e la miglior regia per lo sporco Barton Fink – E’ successo a Hollywood. L’Academy si accorge finalmente di loro nel 1996 con Fargo che gli fa vincere l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale e premia la prova della McDormand come miglior non protagonista. Nel 1998 realizzano il film che li farà entrare per sempre nell’immaginario collettivo ,pur diventando un cult solo alcuni anni dopo la sua uscita nelle sale: Il grande Lebowsky, storia irriverente di uno scambio di identità e di un nullafacente giocatore di Bowling, con la sua galleria di insoliti e vuoti personaggi rafforza la stella del “drugo” Jeff Bridges, pronto a entrare permanentemente nella squadra.

Dopo Fratello dove sei?, iniziano le incursioni nei generi più disparati ,dal noir ne L’uomo che non c’era (2001) con Billy Bob Thorthon (che gli garantisce la loro terza Palma D’Oro ) alla commedia sofisticata Prima ti sposo poi ti rovino.

Dopo l’insuccesso di Lady Killers del 2004 ,il 2007 è un anno determinante: il loro Non è un paese per vecchi (No country for old men) , sguardo crudo e pessimista sull’impotenza dell’uomo davanti al male e al destino, consacra il loro talento con ben 4 premi Oscar, segnando il trionfo di un modo di fare cinema unico e inconfondibile. Nel 2008 la star Brad Pitt gareggia in idiozia nel grottesco Burn after reading con il collega George Clooney: emblematica a proposito del suo personaggio la dichiarazione di Pitt: ”Non immaginavo che il mio personaggio sarebbe stato un cretino totale che mastica gomme, tracanna Gatorade a più non posso ed ha il cervello bruciato a forza di ascoltare l’I-Pod. Il mio commento a Joel ed Ethan è stato: “Ma è un cretino totale!… ma in fondo in fondo ha un gran cuore”: per i fratelli Coen si può fare questo ed altro.

Ormai non abbiamo più dubbi sul graffiante stile dei cari Joel ed Ethan Coen. Riuscirà l’Academy a smentire sé stessa e i suoi meccanismi?

Joel e Ethan Coen si riuniscono per scrivere insieme un nuovo progetto

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Dopo diciotto lungometraggi scritti, diretti, prodotti e montati insieme, i fratelli Joel e Ethan Coen hanno deciso di intraprendere strade diverse, dividendosi a tempo indeterminato. Per Joel ciò ha portato alla regia di The Tragedy of Macbeth nel 2021, mentre per Ethan alla regia del documentario Jerry Lee Lewis: Trouble in Mind e al film in arrivo a marzo Drive-Away Dolls. In precedenza, non era chiaro se i fratelli Coen si sarebbero mai riuniti, ma già a luglio i Ethan aveva anticipato un possibile ritorno in coppia per un nuovo progetto.

Ora, nell’ultimo numero di Empire, Ethan Coen e sua moglie nonché sua compagna creativa Tricia Cooke, parlando del loro nuovo film Drive-Away Dolls, hanno confermato che Ethan e suo fratello Joel stanno “lavorando per scrivere qualcosa insieme” ancora una volta. Anche se non ha offerto ulteriori dettagli su cosa potrebbe essere, la reunion dei fratelli Coen è decisamente un qualcosa da festeggiare. Noti per film come Fargo, Il grande Lebowski, Fratello dove sei?, Non è un paese per vecchi, Il grinta o A proposito di Davis, caratterizzati da un umorismo grottesco, i due sarebbero dunque ora pronti ad aggiungere un titolo in più alla loro pluripremiata filmografia.

È però da prendere anche in considerazione la possibilità che ciò che i due scriveranno potrebbe non essere diretto da loro, come avvenuto per Il ponte delle spie, film poi diretto da Steven Spielberg. O ancora, potrebbero decidere di non dirigere insieme il film, lasciando che sia solo uno dei due ad occuparsene. Va infine riportato alla mente che i fratelli Coen sono noti per il loro iniziare a scrivere film che restano poi a lungo nel cassetto prima di trovare il momento giusto per la loro realizzazione. Il ritorno dei due potrebbe dunque essere meno vicino del previsto, specialmente considerando che Ethan ha in programma di dirigere prima un altro film in solitaria, descritto come “una storia poliziesca lesbica più seria” di Drive-Away Dolls.

Joel e Ethan Coen sceneggiatori per Angelina Jolie

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Joel e Ethan Coen sceneggiatori per Angelina Jolie

Non è un mistero che la bella Angelina Jolie abbia ambizioni da regista. L’attrice ha infatti firmato per portare sul grande schermo il romanzo di Laura Hillenbrand, Unbroken, lo scorso dicembre.

Dopo una lunga ed estenuante ricerca la Jolie si è affidata alle quattro mani del fratelli Coen per riscrivere la sceneggiatura tratta dal libro. Dopo che il progetto del film era stato per molto tempo in mano a Francis Lawrence, la Jolie ha poi deciso di prendervi parte in qualità di regista, scegliendo così il suo secondo film da dirigere dopo l’esordio con In the Land of Blood and Honey.

Ecco la trama del romanzo:

Nel maggio del 1943 un bombardiere americano precipita nel mezzo dell’Oceano Pacifico. Dell’equipaggio si salvano soltanto tre membri, uno dei quali è Louis Zamperini, figlio di immigrati italiani. Comincia così, con un minuscolo canotto alla deriva mitragliato dagli aerei giapponesi, una delle più straordinarie odissee della Seconda guerra mondiale. Dopo aver percorso 3200 chilometri in mare nutrendosi di uccelli crudi e fegato di pescecane, i tre sbarcano su un’isola in mano giapponese. Per due anni passeranno da un campo di prigionia all’altro, incontrando sadici aguzzini come il sergente Watanabe e misurandosi ogni giorno con la possibilità di essere uccisi, fino alla resa del Giappone e alla liberazione. Questa, per Louis Zamperini, è solo l’ennesima prova di una vita avventurosa sin dall’infanzia: giovanissimo delinquente di strada, aveva trovato nell’atletica leggera una via d’uscita, diventando un campione di mezzofondo e partecipando con onore ai 5000 metri alle Olimpiadi di Berlino del 1936 (dove aveva ricevuto i complimenti di Hitler in persona). Reclutato nell’Aviazione nel 1940, mentre si stava preparando alle sue seconde Olimpiadi, prima di precipitare con il suo B24 nel Pacifico era sopravvissuto a durissimi combattimenti alle Hawaii. Conclusa la guerra, anche il rientro in patria non è semplice: gli incubi lo tormentano, portandolo a rifugiarsi nell’alcol. Poi il matrimonio con una ragazza di buona famiglia, bella e intelligente, e la riscoperta della fede…

Fonte: collider.com

Joe Wright: intervista al regista de L’Ora più Buia

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Guarda l’intervista a Joe Wright, regista de L’Ora più Buia, il film con protagonisti Gary Oldman, Kristen Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup e Ben Mendelsohn

L’ORA PIÙ BUIA, un film Focus Features, produzione Working Title Films. Un’avvincente ed entusiasmante storia vera che inizia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e che vede Winston Churchill (il nominato agli Oscar Gary Oldman), pochi giorni dopo la sua elezione a Primo Ministro della Gran Bretagna, affrontare una delle sfide più turbolente e determinanti della sua carriera: l’armistizio con la Germania nazista, oppure resistere per poter combattere per gli ideali, la libertà e l’autonomia di una nazione. Mentre le inarrestabili forze naziste si propagano per l’Europa occidentale e la minaccia di un’invasione si rivela imminente, con un pubblico impreparato, un re scettico ed il suo stesso partito che trama contro di lui, Churchill deve far fronte alla sua ora più buia, unire una nazione e tentare di cambiare il corso della storia mondiale.

Joe Wright: i 5 migliori film del regista inglese

Joe Wright: i 5 migliori film del regista inglese

Nato il 25 agosto del 1972 a Londra, Joe Wright fa parte di quella schiera di cineasti che hanno bisogno delle proprie opere per essere identificati dal grande pubblico. Per lo spettatore comune Joe Wright non è solo il suo nome: è il regista di Orgoglio e Pregiudizio, di Espiazione, de L’ora più buia. Eppure in ogni sua singola opera si scorgono indizi e conferme di una autorialità sì in fieri, ma già ampiamente riconoscile. Un modo di creare e pensare le proprie opere nato in seno all’attività di famiglia, quel teatro di burattini che nel cuore della capitale inglese ha donato al giovane regista quella linfa vitale necessaria ad alimentare il proprio fiume creativo.

Le delusioni, le difficoltà (come la dislessia), le lotte, i successi, gli studi artistici e i film guardati alla TV, sono tessere di un puzzle combaciante con il suo modo di concepire e creare il cinema. Quello di Wright è un microcosmo abitato da adulti che si comportano come bambini, e bambini chiamati ad agire come adulti. La macchina da presa li segue con leggiadria, quasi danzando, per poi immortalarli là, in quelle parti del corpo dove sono più vulnerabili: sono mani e occhi che Wright scruta nel dettaglio e da cui estrae ogni sentimento sottaciuto, passione repressa, o vendetta chiamata a gran voce.

Tra donne forti, figure storiche divenute icone, citazioni cinematografiche e artistiche, quello tentato da Joe Wright è – a oggi – un saggio in sette atti con cui tradurre in linguaggio filmico la potenza sottesa nell’arte della parola, della musica, e dell’immaginazione. Dei sette capitoli di cui consta il suo trattato cinematografico, ne abbiamo selezionati cinque, quelli che più di ogni altri racchiudono il cuore e lo spirito della visione artistica di questo regista, pronto a tornare sugli schermi a maggio 2020 con La donna alla finestra.

Orgoglio e Pregiudizio

Molti si sorprenderanno nel ritrovare questo film in quinta e ultima posizione. In effetti, l’opera – adattamento del classico di Jane Austen – è stata nel 2005 un esordio folgorante per Wright, il suo golden ticket nella fabbrica dei sogni. Palestra fatta di libertà, grazie a cui Wright ha potuto sperimentare e allenare i tratti caratterizzanti il proprio stile registico, Orgoglio e Pregiudizio si è rivelato a posteriori un allenamento intensivo che ha rafforzato il suo modus operandi dando vita negli anni a seguire a universi ancor più riusciti e maggiormente d’impatto.

La storia d’amore tra la scaltra e acuta Elizabeth Bennett, e il burbero Mr. Darcy è considerata come il classico della letteratura romantica per antonomasia. Tradurre al cinema una storia così talmente conosciuta, soddisfacendo l’orizzonte di attesa di milioni di lettori, non deve essere stata cosa facile per Wright. Grazie all’interpretazione di Keira Knightley, il cineasta rende ancor più umana la protagonista Lizzie; la immortala come figlia della terra, la sporca di fango e le scompiglia i capelli. In questo modo accorcia la distanza tra personaggio e spettatore, facilitando l’immedesimazione tra il pubblico femminile e la propria eroina.

Per dar vita alla negazione e all’esplosione del sentimento tra i due protagonisti, Wright rifugge dall’uso ossessivo delle parole, sostituite da correlativi fisici delle loro emozioni: sono le mani, i balli, gli sguardi, e le opere d’arte (il quadro di Darcy viene qui sostituito da una statua a mezzo busto) a esprimere i sentimenti d’amore. Un primo passo verso quell’emotività visiva che caratterizzerà l’intera opera di Joe Wright.

L’ora più buia

Un microcosmo confuso e disordinato, difficile da seguire e da comprendere: ecco cos’è diventato nel corso degli anni il mondo della politica. Una trasformazione non certo improvvisa, ma figlia di tanti piccoli mutamenti alimentati nella culla dell’egoismo e dell’autodeterminazione. Semi generanti quest’immagine di mondo così distaccato da quello del popolo si possono ritrovare nell’Inghilterra della Seconda Guerra Mondiale dominata da politici in veste di divinità atte a decidere autonomamente sulla sorte degli umani.

Ed è nell’accezione di un Monte Olimpo infernale, dove politici urlano, nascondono verità e timori sotto etichette menzognere degli “affari di stato”, che Joe Wright affida l’incipit del suo L’ora più buia. La sua cinepresa si aggira con eleganza per la Camera dei Comuni. Dall’alto discende danzando, così da afferrare ogni singolo parlamentare, spodestarlo dal trono celestiale, per poi gettarlo nel caos terreno. Wright si lascia alle spalle le delusioni di Pan per riesumare il suo estro creativo, pura commistione di immaginazione e senso di realismo. Un’operazione qui resa possibile anche grazie al talento di Gary Oldman, impeccabile nei panni di Winston Churchill tanto da essere premiato nel 2018 con un premio Oscar per la migliore interpretazione maschile. Forte del suo passato a stretto contatto con la polvere del teatro, Wright concepisce l’operato del Primo Ministro inglese come un grande spettacolo teatrale; l’impianto, però, non è più quello dello svelamento di trucchi nascosti come in Anna Karenina, ma è uno spettacolo nella sua essenza, fatto di piani sequenza, uso delle finestre e porte come sipari, e una prossemica mai causale, ma insignita di profondi significati. Ad avvolgere di pathos l’intera opera ci pensa la musica di Dario Marianelli, mentre a far da collante a inquadrature cariche di sentimento e (quasi) mai di retorica, è il montaggio di Valerio Bonelli.

Joe Wright: estetica ed emozione

Joe Wright: estetica ed emozione

Non ha neanche quarant’anni ed è già un apprezzato regista, le cui opere sono amate dai festival internazionali. Con soli quattro lungometraggi – l’ultimo, Hanna, uscirà nelle sale italiane il prossimo 12 agosto – è riuscito a imporre all’attenzione di critica e pubblico il suo stile rigoroso, con un raffinato senso dell’estetica e un’ispirazione, si direbbe, più pittorica che cinematografica, che non rinuncia, però, all’intensità dell’emozione. Stiamo parlando del londinese Joe Wright, classe 1972, che proprio dalle arti figurative e dal teatro – quello di marionette fondato dai genitori a Islington – muove i primi passi artistici, per approdare poi dietro la macchina da presa. Dai tempi della scuola si appassiona alla regia. Poi, lavora come burattinaio assieme ai genitori presso il loro Little Angel Theatre, ma è determinato a completare la formazione in ambito cinematografico, nonostante la dislessia da cui è affetto. Lo ritroviamo quindi alla Anne Scher Theatre School, poi al Campbell College of Arts, e infine al Central St. Martins, dove ottiene l’agognata laurea in belle arti e film.

Ed è proprio mentre completa gli studi che ha la possibilità di firmare il suo primo lavoro dietro la macchina da presa: un cortometraggio per la BBC dal titolo Crocodile Snap (1997). A questo, che ottiene un certo successo, segue un secondo corto: The End (1998).

Joe Wright, filmografia

Quindi, la carriera di Joe Wright sembra prendere strade diverse, seppur affini a quella del cinema: è assunto alla Oil Factory, società londinese di produzione video, soprattutto musicali. Ne dirige alcuni, e si occupa del casting. E siccome il nostro non si fa mancare niente in questi primi anni di attività, si dà anche alle serie tv, sempre con la BBC, che gli offre di sceneggiarne una: Nature boy. Siamo così ai primi anni del nuovo millennio e Joe continua a lavorare in tv, con le serie Bob & Rose (2001), Bodily harm (2002) e Charles II: The power and the passion (2003), di cui cura alcuni episodi.

Ma i due veri grandi amori di Wright restano il cinema e la regia. Ed è a questo che decide di tornare due anni dopo, nel 2005, quando firma il suo esordio nel lungometraggio. Da bravo inglese qual è, scegliere di proporre sul grande schermo una pietra miliare della tradizione letteraria del suo paese: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Dal romanzo simbolo della borghesia britannica tra Illuminismo e Romanticismo, Wright trae un film dall’estetica “neoclassica” molto curata, in cui ricostruisce egregiamente l’ambiente nei dettagli. Per interpretare la famiglia Bennet, il regista sceglie oculatamente: il signore e la signora Bennet sono Donald Sutherland e Brenda Blethyn, ansiosa di accasare le figlie e petulante come nel romanzo. La parte della dolce primogenita Jane è affidata a Rosamund Pike – con cui Wright avrà una relazione. Ma protagonisti indiscussi sono la scaltra Lizzy/Keira Knightley e il signor Darcy/Matthew Macfadyen. La trasposizione ha momenti d’intensità e riesce a coinvolgere. Ottiene diverse nomination importanti, sia agli Oscar che ai Golden Globe. La pellicola si fa notare ed apprezzare da pubblico e critica e lancia Wright come nuova promessa del cinema. Dà inoltre l’avvio al sodalizio artistico tra il regista e la Knightley, che sarà di nuovo scelta da lui per il suo secondo film.

Orgoglio e pregiudizio

Siamo così al 2007, quando la nuova fatica del regista inglese viene scelta per aprire il Festival del Cinema di VeneziaJoe Wright è il più giovane regista cui sia stato riservato questo onore. Si tratta di Espiazione, e siamo sempre in ambito di trasposizioni letterarie, ma stavolta l’opera è di letteratura contemporanea. Il film infatti, è tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan. Anche in questo caso, ci troviamo di fronte  a un adattamento fedele al romanzo. Al centro, le vicende della famiglia Tallis a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, ed in particolare, una vicenda privata con conseguenze dolorose, cui si intreccerà la tragedia umana collettiva della Seconda Guerra Mondiale. Tutto parte infatti dall’errore di una ragazzina (Briony Tallis/Saoirse Ronan), che scopre la relazione tra la sorella maggiore (Cecilia Tallis/Keira Knightley) e un suo amico d’infanzia (Robbie Turner/James McAvoy).

Travisando i fatti e aggiungendo una buona quota di immaginazione a ciò che vede una notte nel buio, Briony accusa l’incolpevole Robbie di aver abusato di una sua cuginetta. Errore che cambierà per sempre la vita degli amanti Robbie e Cecilia, ma anche quella della piccola Briony. Resasi conto del danno arrecato, infatti, cercherà per tutta la vita il modo di espiare. Realizzazione che si destreggia bene nel gestire una complessa materia. Attori  tutti in parte, primi tra tutti la Knightley e James McAvoy, ma anche Vanessa Redgrave, nei panni di Briony settantenne. Perfetta ricostruzione d’epoca, come vuole la precisione già mostrata dal nostro regista in Orgoglio e pregiudizio. Il film è candidato agli Oscar e ai Golden Globe, e stavolta ottiene alcuni riconoscimenti: Oscar e Golden Globe per la Miglior colonna sonora originale (ad opera di Dario Marianelli, che aveva già curato le musiche del lungometraggio d’esordio di Wright), e Golden Globe anche come Miglior film drammatico.

Due anni dopo, ancora una trasposizione per il regista londinese, stavolta dal libro del giornalista Steve Lopez su Nathaniel Ayers: musicista, suonatore di violino e violoncello di grande talento, ma con problemi psichici, finito a vagare senza dimora per le strade di Los Angeles. Il film racconta anche, in maniera realistica e disincantata, il rapporto tra il giornalista Robert Downey Jr. e Ayers, che ha il volto di Jamie Foxx.

Nel 2011, Wright passa al thriller, dirigendo ancora la giovane Saoirse Ronan che ritrova, dopo Espiazione, in Hanna. Se lì era una bambina con la passione per la scrittura e troppa fantasia, qui sarà una killer adolescente, figlia di un agente della Cia. Nel cast accanto a lei, Cate Blanchett e Eric Bana. Il film è prodotto dalla Marty Adelstein Productions e distribuito dalla Warner Bros.  Per le musiche, stavolta il regista si affida  ai Chemical Brothers. Sarà nelle sale dal prossimo 12 agosto.

Wright, tuttavia, non ha certo dimenticato il suo amore per i grandi romanzi classici e sta già preparando l’adattamento di Anna Karenina di Tolstoj, protagonista, neanche a dirlo, Keira Knightley.

Joe Wright regista per Cinquanta Sfumature di Grigio?

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Joe Wright regista per Cinquanta Sfumature di Grigio?

Dopo che nei giorni scorsi era circolato a gran voce il nome di Gus Van Sant, questa mattina invece pare che sarà Joe Wright a conquistare l’abito ruolo di regista per l’adattamento cinematografico di Cinquanta Sfumature di Grigio. La Universal e la Focus Features, che hanno già collaborato con Wtright per Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione, Hanna e Anna Karenina, hanno lasciato intendere che il regista sarebbe ora il più quotato per mettere mano alla sceneggiatura originale di Kelly Marcel, tratta dal famoso romanzo di E.L. James capace di vendere 32 milioni di copie solo negli Stati Uniti. La Universal e la Focus hanno acquistato i diritti di produzione di dei tre i romanzi della trilogia per una cifra record di tre milioni di dollari.

Fonte: badtaste

Joe Wright potrebbe dirigere Houdini

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Dopo che Gary Ross, regista di Hunger Games, si era avvicinato al progetto, sembra adesso che sia invece Joe Wright il regista destinato a lavorare al prossimo film della

Joe Wright in trattative per dirigere Anne Hathaway in The Lifeboat

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Joe Wright potrebbe dirigere Anne Hathaway che, già da diverso tempo, è collegata a The Lifeboat, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Charlotte Rogan (pubblicato in Italia con il titolo Nel cuore del mare). La stessa Hathaway produrrà il film insieme a Working Title, Film 360 e Focus Features che detiene i diritti di sfruttamento del libro. Lo script è affidato a William Broyles Jr. (Castaway), che sarà anche produttore esecutivo.

In The Lifeboat, Anne Hathaway interpreterà una giovane vedova accusata di omicidio nel 1914. Nel corso della ricostruzione all’avvocato, la donna racconta il tentativo di sopravvivere all’affondamento del transatlantico Empress, aiutata dal neo marito a salire su una scialuppa di salvataggio, che però si rivela a rischio per il numero eccessivo di persone a bordo. Da qui, l’innescarsi di drammatiche dinamiche per stabilire chi deve abbandonare la scialuppa, ovvero l’unica speranza di salvezza.

Joe Wright, il cui Pan uscirà in ottobre, ha già collaborato con la Working Title nei suoi precedenti successi Orgoglio e pregiudizio, Espiazione e Anna Karenina. Anche Anne Hathaway vanta un precedente importante con la casa di produzione: I miserabili di Tom Hooper, film grazie al quale l’attrice si è portata a casa la statuetta per la migliore attrice non protagonista.

Fonte: Deadline

Joe Wright dirigerà l’adattamento di The Woman in the Window

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Reduce dal successo de L’Ora più Buia (grazie al quale Gary Oldman ha vinto l’Oscar come Miglior Attore Protagonista) Joe Wright tornerà dietro la macchina da presa con The Woman in the Window. A confermare la notizia è Variety.

Per il regista questo è il quinto adattamento cinematografico di un romanzo, dopo Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione, Il Solista e Anna Karenina (senza contare la rivisitazione del classico Peter Pan). Tracy Letts, attore e commediografo visto di recente in Lady Bird di Greta Gerwig, scriverà la sceneggiatura mentre Scott Rudin e Eli Bush produrranno il film.

The Woman in the Window segue il personaggio della dottoressa Anna Fox mentre trascorre le sue giornate nella sua casa di di New York bevendo troppo vino, guardando vecchi film e spiando i suoi vicini. Sulle orme del classico di Alfred HitchcockLa finestra sul cortile“, Anna assiste ad una scena che coinvolge la famiglia Russell, gruppo di persone apparentemente perfetto che vive dall’altra parte della strada.

Il romanzo è stato scritto da A.J.Finn ed è stato pubblicato il 2 gennaio 2018 diventando subito uno dei bestseller citati dal New York Times.

Joe Wright: intervista al regista de L’Ora più Buia

Fonte: Variety

Joe Wright completa il cast per la sua Anna Karenina

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Bravissimo a trasporre sullo schermo la letteratura inglese, Joe Wright si dedica ora a quella russa, preparandosi a girare un’ennesima trasposizione cinematografica di Anna Karenina di Tolstoj.

Joe Wright adatta The Ocean At The End Of The Lane

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Joe Wright adatta The Ocean At The End Of The Lane

Neil Gaiman è uno dei pochi autori letterari contemporanei le cui storie vengono acquistate e adattate per lo schermo non appena sono disponibili, ingaggiando una feroce lotta tra le major.

Ma purtroppo la Focus Features ha dovuto aspettare molto prima di poter acquistare e bloccare i diritti del nuovo romanzo The Ocean At The End Of The Lane, progetto per cui Joe Wright è stato subito interpellato alla regia. La Focus sta collaborando con la Playtone Company di Tom Hanks per lo sviluppo del nuovo progetto tratto dalle pagine dell’autore dietro ai successi di Sandman, Neverwhere e American Gods.

Il film, riproponendo fedelmente le vicende del romanzo, racconterà di un uomo il quale ricorda un terribile incidente avvenuto all’età di sette anni durate il quale un membro della sua famiglia rimase ucciso. Sconvolto dall’accaduto. Il giovane si rifugia nell’affetto di tre donne che vivono in una fattoria sgangherata vicino a casa sua. I fan di Gaiman si aspettano grandi cose da questo progetto, confidando nella fantasia che ha partorito personaggi come Coraline.

Fonte: empire

Joe trailer internazionale con Nicolas Cage

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Joe trailer internazionale con Nicolas Cage

Ecco il trailer internazionale di Joe, film diretto da David Gordon Green e interpretato da Nicolas Cage e Tye Sheridan (The Tree of Life). Il film è stato presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia e ha portato a casa il premio Marcello Mastroianni al miglior giovane attore, il talentuoso Sheridan. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Larry Brown.

Qui potete leggere la nostra recensione del film, e di seguito guardare il trailer pubblicato da ComingSoon.net:

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Joe trailerLa storia è quella di Joe Ransom (Nicolas Cage), un uomo con un pessimo rapporto con la giustizia istituzionale ma con un grande senso di umanità. Joe vorrebbe solo vivere la sua vita, provando a controllare la sua innata violenza che sa essere eccessiva, tuttavia l’ambiente della piccola cittadina del Texas che lo circonda sembra fare di tutto per metterlo alla prova. Ma la sua salvezza si presenterà nella forma di Gary, un ragazzo di 15 anni con una famiglia problematica e un padre alcolizzato e violento, al quale Joe proverà a fare da amico e genitore, diventando il suo eroe.

Joe Taslim nel cast di Fast and Furious 6

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Joe Taslim nel cast di Fast and Furious 6

Come molti di voi sapranno la saga Fast and Furious, dopo il successo dell’ultimo episodio è stata confermata per un sesto capitolo Fast and Furious 6. Oggi, Variety annuncia che nel cast di Fast and Furious 6 sarà anche Joe Taslim (The Raid: redemption).

Taslim interpreterà un villain di nome Jah, che gli darà la possibilità di utilizzare il suo talento nelle arti marziali. Confermati il cast storico della saga: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Jordana Brewster, Tyrese Gibson e Michelle Rodriguez, con le new entry di Gina Carano e Luke Evans. La pellicola è stata scritta dallo sceneggiatore degli ultimi tre episodi Chris Morgan, mentre alla regia Justin Lin. Il film è atteso per il 24 Maggio 2013.

Fast and Furious 6, il film

Da quando Dom (Diesel) e Brian (Walker) hanno compiuto la rapina a Rio sgominando l’impero di un boss malavitoso, lasciando la loro squadra con 100 milioni di dollari, sono spariti nel nulla. Col tempo però, il non poter tornare a casa e la latitanza finiranno per render loro la vita impossibile. Intanto Hobbs (Johnson) segue il caso di un’organizzazione di violenti piloti mercenari in 12 paesi, il cui capo è affiancato da uno spietato braccio destro, che si rivela essere la donna amata da Dom, che credeva morta: Letty (Rodriguez). L’unico modo per fermare questa pericolosa organizzazione, è quello di sfidarli e batterli sulla strada: così Hobbs propone a Dom di rimettere insieme la sua squadra speciale di Londra. In compenso, verranno assolti da tutti i loro crimini e potranno tornare a casa dalle loro famiglie.

Come nel precedente Fast and Furious 5, campione d’incassi in tutto il mondo, Fast and Furious 6 ripropone le acrobazie mozzafiato, l’azione e la narrazione della saga, ma a livelli ancor più elevati, la cui regia è affidata per la quarta volta a Justin Lin. Supportato dagli storici produttori Neal H. Moritz e Vin Diesel, che hanno ben accolto il ritorno del produttore Clayton Townsend alla serie. Il cast è al gran completo: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, Tyrese Gibson, Gina Carano, Luke Evans, Jason Statham, Elsa Pataky e Gal Gadot.