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John Carney, l’intervista al regista di Flora and Son

John Carney, l’intervista al regista di Flora and Son

Sono ormai più di quindici anni che l’irlandese John Carney continua a conquistare il pubblico desideroso di storie di tutti i giorni e soprattutto buona, buonissima musica. Once (Oscar per la miglior canzone), Begin Again, Sing Street rappresentano un percorso artistico personale ed emozionante, completato a suo modo anche dalla dolcezza umana della serie Modern Love per Prime Video. Proprio con Carney abbiamo discusso del suo ultimo, taccante Flora and Son disponibile in streaming su Apple TV+, film ancora una volta capace di arrivare dritto al cuore grazie anche alle interpretazioni di Eve Hewson, Joseph Gordon-Levitt e Jack Reynor. Ecco cosa Carney ci ha raccontato del suo ultimo, riuscito lavoro.

Partiamo dal concepimento di Flora and Son: cosa l’ha spinta a mettere in scena il rapporto complesso tra una madre e suo figlio?

A un certo punto ho iniziato a sentire il bisogno di raccontare una storia diversa, qualcosa che non fosse semplicemente la descrizione di un rapporto romantico. Ho appena avuto un bambino e questo mi ha portato a pensare più spesso al ruolo di padre e ai miei genitori, quindi ho deciso di esplorare una relazione diversa ma ugualmente potente. In qualche modo ho tentato di fare i conti con una figura per me complessa ma fondamentale come mia madre, colei che a suo modo mi ha portato ad amare la musica. È stata lei a regalarmi la mia prima chitarra quando proprio non poteva permettersi di comprarla.

Come nei suoi film precedenti anche questo trova un equilibrio notevole tra dramma umano e toni più leggeri. Qual è il segreto per ottenerlo?

Ci sono delle persone che affrontano il dramma vero colpendolo con l’ironia. È un bisogno connaturato in un certo tipo di psicologie in cui mi riconosco, a cui più o meno appartengo. È una qualità specifica di noi irlandesi, puoi trovare questo atteggiamento nei pub quando le persone sono leggermente ubriache. È un modo di vedere la vita, non si può essere sempre, costantemente seri! Non siamo in politica, produciamo intrattenimento!

Le canzoni del film sono state scritte in fase di sceneggiatura o in seguito? magari durante le riprese?

Per questo film avevamo ben  chiaro dove volevamo piazzare le canzoni nel corso della storia in modo che la supportasse, per questo le abbiamo scritte prima di iniziare le riprese. Poi magari la notte prima di girare una scena apportavamo qualche piccolo aggiustamento, ma il grosso è stato fatto prima di girare. Abbiamo fatto qualche ripresa aggiuntiva e sistemato alcuni momenti musicali.

A proposito di canzoni che supportano la storia, quanto è importante per lei adoperare la musica non semplicemente come strumento di raccordo?

Per me è fondamentale, non riuscirei a concepire il suo uso in altro modo. In questo film i personaggi tentano di trovare loro stessi, capire cosa manca e su cosa invece possono contare, anche attraverso le canzoni che compongono. Era un rischio a livello di costruzione del film, dovevamo rendere ogni momento coerente.Ma non sono il solo a farlo, altri colleghi abbracciano questa idea. Io ad esempio sono un grande fan di School of Rock di Richard Linklater: la scena in cui Jack Black canta Back in Black dei Deep Purple ai giovani studenti ha regalato un nuovo senso a una canzone già potente. Mi piace questo modo di adoperare la musica in maniera creativa, non soltanto per un montaggio ad effetto. Un altro film che secondo me possiede questa qualità narrativa è A proposito di Davis dei fratelli Coen. la scena in cui Oscar Isaac canta quella bella canzone per tre minuti e alla fine F. Murray Abraham gli dice: “Non ci vedo soldi…” spiega perfettamente come mi piace usare le canzoni all’interno di un film.

Può parlare del casting di Flora and Son? Eve Hewson, Joseph Gordon-Levitt e Jack Reynor sono perfetti nei loro ruoli…

Oggi l’entertainment è fatto di azione, effetti speciali e grandi spettacoli, mentre io cerco sempre di raccontare esperienze umani reali, nella loro semplicità. Abbiamo cercato attori che pensavamo sarebbero stati capaci di veicolare al pubblico. Ewe, Joseph e Jack rispondono perfettamente a questo tipo di artista, mettono sempre un po’ di anima nei personaggi che interpretano. La prima volta che ho notato Ewe è stato in un film di Nicole Holofcener intitolato Enough Said, dove interpretava la figlia di James Gandolfini. Si poteva già capire che sapeva fondere il lato divertente del personaggio con quello piû intimo, piû vero. È incredibile il modo in cui riesce a padroneggiare il suo personaggio in Flora and Son, sa rendere credibile ogni aspetto di questa donna dalle molte contraddizioni.

John C. Reilly: 10 cose che non sai sull’attore

John C. Reilly: 10 cose che non sai sull’attore

Per anni considerato prevalentemente un comico, l’attore John C. Reilly ha invece nel tempo dimostrato di essere un interprete completo, potendo spaziare tra generi ben diversi e ponendosi sempre al centro dell’attenzione con i suoi iconici personaggi. Reilly non ha infatti mancato, nella sua lunga filmografia, di recitare all’interno di film affermatisi come alcuni tra i più celebri e premiati del loro tempo. Ecco 10 cose che non sai di John C. Reilly.

Parte delle cose che non sai sull’attore

John C Reilly Ollio

John C. Reilly: i film in cui ha recitato

10. Ha preso parte a celebri lungometraggi. L’attore esordisce al cinema nel 1989 con il film Vittime di guerra, con Sean Penn. Negli anni successivi continua a farsi notare grazie a film come Hoffa – Santo o mafioso? (1992), con Jack Nicholson, Buon compleanno Mr. Grape (1993), con Johnny Depp, Sydney (1996), Boogie Nights – L’altra Hollywood (1997), La sottile linea rossa (1998), Magnolia (1999), Gangs of New York (2002), con Daniel Day-Lewis, The Hours (2002), con Meryl Streep Ed Harris, e Chicago (2002), con il quale si consacra. Negli anni successivi continua a partecipare a film di alto rilievo come The Aviator (2004), con Leonardo DiCaprio, Walk Hard – La storia di Dewey Cox (2007), Fratellastri a 40 anni (2008), con Will Ferrell, Aiuto vampiro (2010), … e ora parliamo di Kevin (2011), Carnage (2011), Guardiani della Galassia (2014), Life After Beth (2014), Il racconto dei racconti (2015) di Matteo Garrone, The Lobster (2015), Kong: Skull Island (2017), I fratelli Sisters (2018), con Joaquin Phoenix, Stanlio & Ollio (2018) e Holmes & Watson – 2 de menti al servizio della regina (2018).

9. È un noto doppiatore. Nel corso della sua carriera Reilly ha ricoperto anche alcuni ruoli da doppiatore. Il primo di questi è stato per il personaggio #5 nel film d’animazione 9 (2009), mentre in seguito diventa celebre per essere la voce di Ralph nei film d’animazione Ralph Spaccatutto (2012) e Ralph Spacca Internet (2018). Ha poi partecipato al doppiaggio inglese del film d’animazione giapponese Quando c’era Marnie (2014), mentre nel 2016 è Eddie in Sing.

8. Ha ricevuto importanti nomination. Apprezzato per i suoi ruoli, l’attore ha ricevuto una serie di prestigiosi riconoscimenti nel corso degli anni, come una candidatura al premio Oscar come miglior attore non protagonista per il film Chicago. Reilly vanta poi quattro nomination ai Golden Globe, ai Sag Awards e agli Indipendent Spirit Awars. È stato inoltre candidato al premio Grammy per la miglior canzone scritta per un film per Walk Hard – La storia di Dewey Cox.

John C. Reilly: moglie e figli

7. Ha conosciuto sua moglie sul set. Mentre recita sul set del suo primo film, Vittime di guerra, l’attore conosce la produttrice indipendente Alison Dickey. Dopo alcuni anni di frequentazione, i due si sposano nel 1992. La coppia negli anni ha sempre mantenuto un profilo di vita piuttosto riservato. Reilly cerca infatti di tenere ben separata la propria vita privata da quella lavorativa, non dando così modo ai media di potervisi intromettere.

6. Ha avuto due figli. Dalla moglie, Reilly ha avuto due figli nati rispettivamente nel 1998 e nel 2001. Il primo dei due, chiamato Leo, è in seguito divenuto un noto musicista, adottando il nome d’arte di LoveLeo, e tramite il proprio profilo Instagram promuove la propria produzione musicale.

Parte delle cose che non sai sull’attore

John C Reilly Will Ferrell

John C. Reilly è Ollio

5. Ha dovuto sottoporsi ad ore di trucco. Per poter assumere il ruolo del celebre attore comico Oliver Hardy, meglio noto come Ollio, l’attore ha dovuto sottoporsi ad un lungo processo di trasformazione fisica. Non potendo ingrassare quanto necessario, Reilly è stato dotato di numerose imbottiture che lo facevano sembrare sovrappeso. Inoltre del suo volto è possibile ammirare soltanto gli occhi e la bocca, il resto è interamente trucco atto a cambiare i tratti somatici dell’attore.

4. Era intimorito dal personaggio. Dar vita sullo schermo ad una persona realmente esistita è sempre un compito delicato per un attore. Nel suo caso, Reilly si trovava a confrontarsi con uno dei pionieri del cinema comico, e ha pertanto ammesso di essere stato intimorito all’idea di ricoprire tale parte. Ma occasioni come queste non ricapitano tutti i giorni, e per questo con grande devozione l’attore ha accettato di assumere tali panni, con il tentativo di dar vita al lato più umano di Hardy.

John C. Reilly in Guardiani della Galassia

3. Ha ricoperto un ruolo nel film Marvel. Reilly è un altro degli attori che nel corso della sua carriera ha avuto l’occasione di recitare per un film del Marvel Cinematic Universe. Ha infatti ricoperto il ruolo di Rhomann Dey, membro dei Nova Corps, la forza militare di Xandar, nel film Guardiani della Galassia, con protagonista Chris Pratt.

John C. Reilly e Will Ferrell

2. Vengono spesso confusi l’uno con l’altro. Pur non somigliandosi in modo particolare, i due attori condividono alcune caratteristiche comuni, a partire dai capelli ricci. Reilly e Ferrell vengono infatti spesso scambiati l’uno per l’altro, e in un’occasione hanno anche recitato nel ruolo di due fratellastri, per il film Fratellastri a 40 anni, facendo realmente credere a molti spettatori di condividere tale legame nella realtà.

John C. Reilly: età e altezza

1. John C. Reilly è nato a Chicago, Illinois, Stati Uniti, il 24 maggio 1965. L’attore è alto complessivamente 188 centimetri.

Fonte: IMDb

 

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John C. Reilly e Steve Coogan nel film su Stanlio e Ollio

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John C. Reilly e Steve Coogan nel film su Stanlio e Ollio

Come riporta la nota rivista Variety, sono stati scelti gli attori che interpreteranno la nota coppia comica Stanlio e Ollio, nel biopic Stan & Ollie, diretto da Jon S. Baird. Gli attori sono Steve Coogan (Tropic Thunder, Philomena) e John C. Reilly (The Aviator, Carnage, Guardiani della Galassia), che vestiranno i panni di Stan Laurel e Oliver Hardy. 

Il film vede come sceneggiatore Jeff Pope (Philomena) e sarà sviluppato dalla BBC Film, mentre la produzione sarà della Fable Pictures di Faye Ward e della Sonesta Films di Pope.

Il regista ha dichiarato: ”Stan e Oliver sono i miei eroi. Quando guardo i loro film, nella mia testa c’è sempre un sabato mattina e io a sei anni che guardo la tv completamente incantato”.

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Sento una grande responsabilità nel riportare in vita i loro personaggi, ma non cercherò di trattarli con i guanti o guardarli attraverso uno specchio rosa. I loro personaggi vivono e respirano, con carenze e difetti. La ricerca ha portato alla scoperta di così tanti dettagli e fatti di cui non avevo idea. Ma tutto ciò che ho fatto viene dal cuore e spero che questo possa arrivare”.

il film seguirà Laurel e Hardy durante un tour in Gran Brettannia nel 1953. In questo periodo, la loro era d’oro è già in declino, e si ritroveranno ad affrontare un futuro incerto.

Fonte

John Byrne sulla razza degli attori: attacco ai cinefumetti

John Byrne sulla razza degli attori: attacco ai cinefumetti

Che il franchise Marvel sia un calderone colmo di idee (vecchie e nuove) adatto e riadattato per il grande schermo è un fatto ormai risaputo. Così nessuno (quasi) si è stupito quando fu ufficializzata la notizia riguardo un reboot per i Fantastici Quattro, uno dei primissimi progetti proposti per il cinema, da quando i fumetti sono diventati oggetto ambitissimo da modellare per il pubblico nelle sale cinematografiche. E, proprio su questo discusso reboot, ha voluto dire la sua perfino John Byrne, uno che sui Fantastici Quattro ci ha speso più di qualche anno della propria vita.

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Byrne è uno scrittore/illustratore che si è dilettato fin dagli anni Settanta con testate quali X-Men e FQ (passando anche per la DC, con Superman, o alla Dark Horse, con Hellboy). E proprio Byrne si è cimentato nei giorni scorsi in alcune discussioni via web, riguardo questo nuovo progetto cinematografico sui FQ, discutendo di tutto, del concept, del cast e di molto altro.

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E, cominciando proprio dal cast, Byrne ha espresso il suo disappunto per la presenza di attori di colore che vanno a interpretare personaggi dalla carnagione chiara e viceversa, riferendosi alla bellissima Jessica Alba (una donna latino-americana e quindi mora) nella parte della bionda Susan Storm nel primo filone sul grande schermo. Byrne ha espresso tutto il suo disappunto su quella scelta, rinnovandolo con un esempio davvero curioso: “Se, per esempio, ci fosse stato un remake di Via col vento, sarebbe accettabile per voi un Will Smith per il personaggio di Rhett Butler?”

E Byrne continua a discutere su questo aspetto, poichè “il colore della pelle” al cinema ha portato a decisioni davvero inappropriate, dal suo punto di vista: Hollywood aveva capito che la diffusione dei video-registratori stava spingendo sempre più i bianchi ricchi a restare a casa per vedere film. E l’inserire “la minoranza nera” nei film, anche per ricoprire ruoli non adatti ai profili degli attori neri è divenuta sempre più una moda. Ora non esistono quasi più parti concepite per i soli neri! Perchè attori come Will Smith, Samuel L. Jackson, Halle Barry devono accontentarsi di ruoli marginali? Dove sono i ruoli creati per gli attori neri? Questo è un atteggiamento chiaramente razzista! Perchè un regista dovrebbe cambiare il “profilo” di un personaggio creato apposta per un bianco, per un nero o per un asiatico?!”

Parole forti, quelle di Byrne, che non sono indirizzate solo al mondo cinematografico. Per lo scrittore anglo-americano, il problema è presente anche nel mondo del teatro.

Questa delicata questione di sensibilità “razziale”, non riguarda per Byrne il solo aspetto visivo. Per lui la gravità si spinge anche oltre: “Quando vedo un attore nero pronto per interpretare un personaggio come Johnny Storm, credo che in quel momento si stia calpestando il lavoro storico di grandi autori come Jack Kirby e Stan Lee. Queste parole non devono, tuttavia, essere interpretate male: per Byrne un attore di colore merita ruoli principali, ma disegnati su misura, che i bianchi non potrebbero ricoprire in qualunque caso. Non c’è motivo di forzare e traviare la memoria storica di un lavoro imponente, come quello fatti dagli anni Sessanta in poi dai più grandi autori Marvel.

Jack (Kirby) e Stan (Lee) hanno creato qualcosa di veramente unico”, continua Byrne. “In quei personaggi c’è la loro vita, sono un’estensione di loro stessi. In tutto il loro lavoro c’è l’America degli anni Cinquanta e Sessanta. Pensate a come hanno plasmato una coscienza sociale migliore di quanto potesse apparire in quegli anni. Inoltre, assieme a Steve Ditko hanno introdotto nel loro lavoro le minoranze etniche ancor prima che le altre case rivali (la DC su tutte) potessero anche pensare di farlo, e si pensi a Pantera Nera, o a Robbie Robertson in Spider-Man, e così via…”.

John ByrnePoi, Byrne torna sul ruolo del casting: “Prendere una storia scritta da un nero, ambientata in Africa, che parla di africani e far impersonare uno di loro da un attore bianco è da considerare un “oltraggio”. Voglio dire, guardate il personaggio di Nick Fury: Fury è un bianco e da quando è stato interpretato da Samuel L. Jackson, è diventato non solo un personaggio di colore (sul quale non ci sarebbero problemi!), ma piuttosto, è cambiato dentro. E’ nato come un personaggio diverso. E questo va a inficiare il lavoro storico di Lee e compagni. Ricordiamoci che il pubblico predilige il video ai fumetti e lo piazza in primo piano rispetto alle vere storie su carta. Un esempio è quello del Batman di Burton: tutti lo hanno elogiato, non sapendo che Burton stava facendo quello che autori del calibro di Frank Miller e Neil Adams avevano già fatto alla DC.”

Byrne difende, infine, il grande pubblico di lettore di fumetti: “I fans dei comics, i lettori veri, sono visti con disprezzo, questo perchè i fumetti sono visti con disprezzo da molti. E’ normale che il pubblico preliga la “luce” del grande schermo. E, per uno sceneggiatore, a quanto pare, portare al cinema un personaggio in chiave futuristica e moderna è più facile e accattivante di quanto possa sembrare. Ma sono i fumetti (e chi ancora li legge) a rimetterci davvero.”

Infine, lo scrittore-sceneggiatore prova a sussurrare un possibile rimedio contro questo “degrado comic-cinematografico: “Chissà, magari la risposta potrebbe partire proprio dai fan dei fumetti e ciò potrebbe già essere raccontato da pessimi risultati al box-office. Magari il cinema dei fumetti potrà essere riservato solo per i fanservice, per coloro che, non conoscendo nulla, andranno a vedere quel personaggio, perchè “wow, è proprio fico!”. E così, forse, anche ai neri e ai bianchi potrà essere ritagliato un ruolo più adatto ai loro profili e alla memoria storica del fumetto americano”.

Fonte: Comicbookmovie.com

John Boyega: 10 cose che non sai sull’attore

Divenuto celebre come uno dei protagonisti della nuova trilogia di Star Wars, l’attore John Boyega ha saputo dimostrare di poter affrontare anche ruoli completamente diversi, tanto in film mainstream quanto in progetti più indipendenti. Boyega è attualmente una delle promesse della sua generazione, e le sue scelte dopo la saga di Star Wars si riveleranno decisive per consacrarne o meno la carriera.

Ecco 10 cose che non sai di John Boyega.

John Boyega: i suoi film

1. È celebre per la nuova trilogia di Star Wars. L’attore debutta al cinema nel 2011 con il film Attack the Block – Invasione aliena (2011), per poi recitare in Junkhearts (2011) e Half of a Yellow Sun (2013). Nel 2015 viene scelto per interpretare il personaggio di Finn in Star Wars: Il risveglio della Forza (2015), ruolo che riprende anche in Star Wars: Gli ultimi Jedi (2017) e Star Wars: L’ascesa di Skywalker (2019). Boyega recita poi anche nei film The Circle (2017), Detroit (2017) e Pacific Rim – La rivolta (2018).

2. Ha recitato anche in televisione. L’attore ha contemporaneamente portato avanti una carriera televisiva, recitando nelle serie Becoming Human (2011), 24: Live Another Day (2014), , e Tinkershrimp & Dutch (2016). Ha inoltre partecipato al doppiaggio delle serie animate Major Lazer (2015), Star Wars: Forces of Destiny (2017-2018) e Watership Down (2018).

3. Ha prodotto un suo film. L’attore ha ricoperto il ruolo di produttore per il film Pacific Rim – La rivolta, di cui è anche protagonista nel ruolo di Jake Pentecost, il quale si troverà a dover combattere i Kaiju che minacciano nuovamente la terra.

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John Boyega è su Instagram e su Twitter

4. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo, seguito da 1,5 milioni di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago, ma particolarmente presenti sono anche le immagini promozionali dei progetti a cui Boyega prende parte in qualità di interprete.

5. Ha anche un account su Twitter. Boyega è inoltre presente sul popolare social network Twitter, dove è l’attore è seguito da 1,46 milioni di persone. Qui l’attore è solito condividere notizie riguardo i suoi progetti da attore, ma anche rispondere alle curiosità dei fan o riportare curiosità e propri pensieri personali.

John Boyega e Denzel Washington

6. Possiede una certa somiglianza con il celebre attore. Alcuni utenti di Internet hanno portato all’attenzione una certa somiglianza con l’attore premio Oscar Denzel Washington. Sul Web è infatti possibile numerose foto che pongono a confronto i due, sottolineandone somiglianze o differenze.

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John Boyega in Star Wars

7. J.J. Abrams sapeva già che avrebbe avuto il ruolo. Nel 2012 l’attore incontrò casualmente il regista J.J. Abrams, il quale riconobbe l’attore per averlo visto in Attack the Block – Invasione aliena, di cui Abrams è un grande fan. Il regista disse all’attore di avere in serbo dei progetti per lui, senza che Boyega capisse a cosa si riferiva. Un paio d’anni dopo l’attore fu scelto per il ruolo di Finn nella nuova trilogia di Star Wars.

8. Ha smarrito la sua sceneggiatura dell’episodio IX. Tempo fa una sceneggiatura del nuovo capitolo di Star Wars, L’ascesa di Skywalker, era stato messo in vendita su eBay. Recentemente l’attore ha ammesso di essere stato lui a smarrire il copione, che è poi stato trovato e messo in rete. Fortunatamente lo studio di produzione è riuscito a recuperarlo prima che venisse effettivamente venduto.

John Boyega ha criticato Il Trono di Spade

9. Si è lamentato contro una carenza della serie. Nel 2017 l’attore ha accusato la celebre serie Il Trono di Spade di non avere neanche un attore di colore al suo interno. Boyega lamenta dunque la difficoltà nel potersi identificare in personaggi appartenenti tutti ad una stessa etnia.

John Boyega età e altezza

10. John Boyega è nato a Londra, Inghilterra, il 17 marzo 1992. L’altezza complessiva dell’attore è di 175 centimetri.

Fonte: IMDb

John Boyega sui franchise come Star Wars: “Una prigione di lusso per gli attori”

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Secondo John Boyega, i principali franchise cinematografici come Star Wars possono essere una sorta di prigione di lusso per gli attori. Nonostante l’attore britannico-nigeriano sia salito alla ribalta per la prima volta grazie alla sua interpretazione nella commedia fantascientifica del 2011 Attack the Block, è diventato una star a livello mondiale interpretando Finn nella trilogia del sequel di Star Wars. Introdotto ne Il Risveglio della Forza del 2015, Boyega ha interpretato l’ex Stormtrooper che si trasforma in combattente della Resistenza fino a L’ascesa di Skywalker, episodio che nel 2019 ha ufficialmente concluso la Saga degli Skywalker.

Nel corso degli ultimi mesi, John Boyega ha compiuto uno sforzo cosciente per cercare di alimentare le discussioni attorno al tema dell’inclusività nei franchise di Hollywood, partendo proprio dalla sua esperienza e iniziando a muovere tutta una serie di critiche all’arco narrativo del personaggio di Finn nella saga di Star Wars. Narrativamente, Boyega ritiene che la trilogia sequel non sia mai stata realmente consapevole del potenziale di alcuni suoi personaggi, tra cui il Poe Dameron di Oscar Isaac e la Rose Tico di Kelly Marie Tran, nonostante abbia fatto un uso massiccio delle loro immagini nel materiale promozionale.

Inoltre, Boyega ha anche criticato la Disney per non aver fatto di più per proteggere i suoi attori dalle reazioni negative e dai commenti razzisti di una fetta di pubblico: secondo l’attore, la multinazionale avrebbe dovuto difendere i suoi artisti e non cedere alle pressioni minimizzando i loro ruoli nei film. Questi commenti hanno portato a lunghe discussioni tra Boyega e Kathleen Kennedy (il presidente di Lucasfilm) che, per ammissione dello stesso attore, sono state state costruttive, “oneste e trasparenti”.

Tuttavia, essere soddisfatto di come la Disney ha risposto alle sue opinioni e al suo malcontento non sembra aver cambiato l’insoddisfazione di John Boyega nei confronti dei franchise in generale. In un recente Q&A in occasine della promozione della serie antologica Small Axe di Steve McQueen, Boyega ha detto a CinemaBlend che il suo coinvolgimento in Star Wars è stato accompagnato da tutta una serie di svantaggi creativi.

“Essere in un grande franchise, a volte è un po’ come essere in una prigione di lusso per un attore, soprattutto quando vuoi fare qualcos’altro. Perché ricorda, in un franchise lavori su un personaggio per molti anni, il che può far morire di fame gli altri muscoli. Nel frattempo c’era la voglia di voler essere parte di qualcosa in cui sapevo che avrei interpretato un diverso tipo di ruolo, un diverso tipo di uomo. Così ho conosciuto Steve McQueen… siamo tutti parte della stessa industria, quindi ho sentito parlare del suo stile di regia… Ero davvero molto curioso ed entusiasta di avere comunque l’opportunità di farne parte. E quando è uscito ho pensato: ‘Questo è il mio momento’.”

John Boyega e la sua esperienza con Star Wars

Questi commenti offrono la possibilità di leggere le precedenti critiche di Boyega a Star Wars sotto una luce differente, critiche che – a quanto pare – non riguardavano soltato l’approccio al tema della diversità da parte della saga. Lavorare in un franchise richiede un impegno per diversi anni anni, che non si esaurisce certamente una volta che la produzione di quel determinato film è terminata.

Anche se alcuni attori potrebbero apprezzare l’opportunità di interpretare un personaggio per così tanto tempo, altri potrebbero invece sentirsi soffocati da esso, specialmente quando il suo arco narrativo rimane per gran parte del tempo stagnante. Per questo è importante considerare le ragioni dietro l’emarginazione di Finn ne L’ascesa di Skywalker: quanto accaduto è stato probabilmente abbastanza per far sentire frustrato Boyega da un punto di vista creativo, cosa che ha sicuramente contribuito a fargli percepire l’esperienza con la saga come negativa.

John Boyega si è confrontato con la Disney dopo le sue critiche a Star Wars

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John Boyega ha rivelato di aver avuto una discussione onesta con un dirigente della Disney rimasto anonimo in merito alle sue critiche alla trilogia sequel di Star Wars. Boyega è meglio conosciuto per il ruolo dell’ex Stormtrooper Finn in tutti e tre gli episodi della trilogia sequel della saga fantascientifica. Quando il personaggio di Finn è stato introdotto ne Il Risveglio della Forza del 2015, il potenziale relativo al suo arco narrativo era davvero promettente. Tuttavia, Finn ha continuato a essere messo sempre più in secondo piano nei due capitoli successi, Gli Ultimi Jedi del 2017 e L’Ascesa di Skywalker del 2019.

Da allora, Boyega ha criticato la gestione del suo personaggio da parte della produzione, sottolineando come Star Wars abbia gestito male le trame di alcuni personaggi all’interno della trilogia sequel. Ad esempio, la Rose Tico di Kelly Marie Tran è stato un altro personaggio introdotto con le medesime premesse di Finn ne Gli Ultimi Jedi, per poi apparire soltanto per 76 secondi ne L’Ascesa di Skywalker. Inoltre, Boyega ha avuto anche fare i conti con il fandom tossico della saga, sin da quando Finn è apparso per la prima volta sullo schermo. I co-protagonisti dell’attore nella saga lo hanno pienamente supportato, sottolineando a loro volta la sua frustrazione per come è stato gestito il personaggio di Finn.

In una nuova intervista con THR, John Boyega ha rivelato che un dirigente della Disney – di cui non ha fatto il nome – lo ha contattato in seguito alle sue critiche sulla saga Star Wars. Boyega è apparso fiducioso in merito alla conversazione avvenuta. “È stata una conversazione molto onesta, molto trasparente. Ci sono state molte spiegazioni da parte loro sul modo in cui vedevano le cose. Mi hanno anche dato la possibilità di spiegare com’è stata la mia esperienza. Spero che l’essere stato così aperto riguarda la mia carriera, in questo momento, aiuterà altri attori in futuro, ma non solo… il ragazzo che vuole fare l’assistente di regia, il ragazzo che vuole diventare produttore. Spero che le conversazione non siano più un tabù o un elefante nel stanza.”

La trilogia sequel di Star Wars con John Boyega: un’occasione sprecata?

È fantastico che Boyega speri che la sua esperienza con la saga di Star Wars aiuterà chiunque voglia mettere piede nell’industria cinematografica. Tuttavia, è francamente inaccettabile che Boyega abbia dovuto affrontare tali avversità in un franchise che dovrebbe essere incentrato sulla celebrazione della diversità. Nel complesso, i sequel di Star Wars hanno rappresentato un’impresa assai ambiziosa, con diverse buone idee che alla fine sono state utilizzate nel modo sbagliato o non sviluppate a dovere. 

Lucasfilm e il regista J.J. Abrams uniscono ancora una volta le forze per condurre gli spettatori in un epico viaggio verso una galassia lontana lontana con Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, l’avvincente conclusione dell’iconica saga degli Skywalker, in cui nasceranno nuove leggende e avrà luogo la battaglia finale per la libertà.

Il cast del film comprende Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, con Ian McDiarmid Billy Dee Williams.

John Boyega replica al rumor che lo vorrebbe in lizza per il ruolo di Kang al posto di Jonathan Majors

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John Boyega compare già nella lista dei nomi papabili per sostituire Jonathan Majors nel MCU nel ruolo di Kang il Conquistatore. Il licenziamento di Majors a seguito di una condanna per aggressione, ha messo lo studio in condizioni di dover scegliere un nuovo attore per interpretare uno dei personaggi più importanti di questa Fase dell’Universo Condiviso, il villain principale.

Sembra però che i rumors legati al suo accostamento al ruolo non siano piaciuti a John Boyega, che ha replicato su X come segue:

https://twitter.com/CultureCrave/status/1736982079391633573

John Boyega protagonista per Kathryn Bigelow

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john-boyega-kathryn-bigelowL’unica regista della storia ad aver vinto un premio Oscar (fino a ora), Kathryn Bigelow, ha scelto John Boyega, il Finn di Star Wars il Risveglio della Forza, come protagonista per il suo prossimo progetto, un film che racconterà le devastanti rivolte di Detroit del 1967.

Il film è atteso per il 2017, in occasione del 50esimo anniversario dei tragici eventi, anche se non si hanno per ora alcuni dettagli in merito alla storia che sceglierà di raccontare la Bigelow in questo suo ritorno alla regia dopo il potente Zero Dark Thirty.

La Bigelow torna a fare squadra non solo con Megan Ellison, ma anche con Mark Boal. La collaborazione trai tre ha già portato alla luce The Hurt Locker, vincitore di sei premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia alla Bigelow (unica donna a vincere il premio nella storia di Hollywood), e Zero Dark Thirty, nominato a cinque premi Oscar, tra cui miglior film e miglior sceneggiatura.

John Boyega, al momento impegnato sul set di Star Wars Episodio VIII, ha un futuro alquanto impegnato dal momento che ha già confermato la sua presenza in Pacific Rim: Maelstrom, sequel del film di Guillermo Del Toro del 2013 e in The Circle, in cui reciterà al fianco di Emma Watson e Tom Hanks.

Fonte: Variety

John Boyega protagonista della serie prequel di The Book of Eli (Codice Genesi)

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Dopo la trilogia di Star Wars, John Boyega ha trovato il suo prossimo grande progetto ad alto budget. L’attore interpreterà una versione più giovane del sopravvissuto all’apocalisse di Denzel Washington in una serie prequel di The Book of Eli, uscito in Italia con il titolo di Codice Genesi. Boyega sarà anche produttore esecutivo della nuova serie, che è attualmente in vendita.

Deadline riporta che Boyega sta lavorando al fianco di Gary Whitta, che ha scritto il film originale, e Albert e Allen Hughes, la coppia di registi che lo ha diretto. La serie prequel sarà ambientata trent’anni prima degli eventi del film del 2010, un’avvenuta ambientata circa trent’anni dopo che una catastrofe nucleare ha devastato la Terra. Presumibilmente il prequel sarà quindi ambientato subito dopo la detta catastrofe.

John Boyega ha fiducia nella fantascienza; il suo primo ruolo da protagonista assoluto è arrivato nel film di Joe Cornish sull’invasione aliena Attack the Block, che al momento vede in produzione un sequel di cui Boyega sarà co-sceneggiatore. Ha ulteriormente affinato le sue credenziali nel mondo della fantascienza con il ruolo dello Stormtrooper ribelle Finn nella trilogia sequel di Star Wars. Boyega ha recentemente recitato in They Cloned Tyrone, una commedia di fantascienza di Juel Taylor. È apparso anche in The Woman King, Small Axe e Breaking; il sequel di The Book of Eli sarà il suo primo ruolo da protagonista televisivo.

La serie prequel di The Book of Eli è in fase di sviluppo e non ha ancora una data di uscita.

La trama di Codice Genesi

In un futuro non troppo lontano, circa 30 anni dopo l’ultima guerra, un uomo attraversa in solitudine la terra desolata che un tempo era l’America. Intorno a lui città abbandonate, autostrade interrotte, campi inariditi – i segni di una catastrofica distruzione. Non c’è civiltà, né legge. Le strade sono in mano a bande che ucciderebbero un uomo pur di togliergli le scarpe, o per un po’ d’acqua ma anche senza motivo. Ma non possono far nulla contro questo viaggiatore. Guerriero non per scelta ma per necessità, Eli (Denzel Washington) cerca solo la pace, ma se viene sfidato elimina gli avversari prima ancora che si accorgano dell’errore fatale che hanno commesso. Non è la propria vita che difende così ferocemente, ma la speranza per il futuro; una speranza che porta con sé e protegge da 30 anni ed è determinato a realizzare. Spinto da questo impegno e guidato dalla fede in qualcosa più grande di lui, Eli fa quello che deve per sopravvivere – e va avanti. Solo un altro uomo in quel mondo in rovina comprende il potere che Eli detiene, ed è deciso a impadronirsene: Carnegie (Gary Oldman), il despota di una precaria città di ladri e killer. Ma la figlia adottiva di Carnegie, Solara (Mila Kunis) è affascinata da Eli per un altro motivo, la visione di qualcosa che può esistere oltre i confini del territorio dominato dal patrigno. Ma nessuno dei due riuscirà a distoglierlo dal suo impegno. Niente e nessuno può mettersi sulla sua strada. Eli deve andare avanti per compiere il suo destino e portare aiuto a un’umanità devastata.

John Boyega nuovo Blade? Ecco una fan-art

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Con i diritti di sfruttamento del personaggio di Blade che sono ritornati ai Marvel Studios, sembra normale cominciare a pensare a un nuovo adattamento cinematografico del personaggio dei fumetti, adattamento che sembra interessare molto a John Boyega, star della nuova trilogia di Star Wars.

Il personaggio di Blade è stato superbamente interpretato da Wesley Snipes alla fine degli anni ’90 in una trilogia, ma è possibile adesso considerare un ritorno dello stesso. Sebbene Snipes vorrebbe tornare a essere lui a portarlo sullo schermo, è improbabile che la Marvel lo scelga di nuovo, nel caso in cui si attuasse un tale progetto.

Sembra infatti che mentre Jamie Foxx possa essere la scelta giusta, ai fan non dispiacerebbe affatto vedere John Boyega nei panni dell’ibrido, nato da una donna e un vampiro, noto come il “Diurno”.

Bosslogic, fermo sostenitore della fantasia dei fanta-casting di tutto il mondo, ha offerto questa versione del personaggio, con il volto di Boyega:

john boyega Blade

Vedremo a breve Boyega in Pacific Rim – La Rivolta.

Blade è un film del 1998 diretto da Stephen Norrington e basato sull’omonimo personaggio dei fumetti della Marvel Comics.

Il film ha avuto due seguiti: Blade II (2002) e Blade: Trinity (2004). Sebbene fosse un prodotto di ispirazione Marvel, Blade, come anche il suo seguito Blade II e X-Men, non riporta il logo della casa editrice all’inizio della pellicola, che è stato introdotto nella saga solo in Blade: Trinity.

John Boyega non è interessato a interpretare Lanterna Verde o Blade

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John Boyega, star dell’imminente Pacific Rim – La Rivolta, non è sembrato affatto entusiasta di fronte alla possibilità di interpretare il nuovo Blade o Lanterna Verde in un futuro prossimo.

Come già riportato qualche settimana fa, i diritti di sfruttamento del personaggio di Blade sono ritornati ai Marvel Studios, dunque pensare a un nuovo adattamento cinematografico non è così assurdo. Inoltre è stato Boyega stesso a mostrare interesse per l’iconico supereroe portato sullo schermo da Wesley Snipes, cosa che non si può dire di Lanterna Verde.

Questo il suo commento a riguardo:

Gireranno un altro film su Lanterna Verde? Non saprei…e Wesley …beh, Wesley È Blade. Vorrei vedere ancora lui nei suoi panni.

John Boyega nuovo Blade? Ecco una fan-art

Blade è un film del 1998 diretto da Stephen Norrington e basato sull’omonimo personaggio dei fumetti della Marvel Comics.

Il film ha avuto due seguiti: Blade II (2002) e Blade: Trinity (2004). Sebbene fosse un prodotto di ispirazione Marvel, Blade, come anche il suo seguito Blade II X-Men, non riporta il logo della casa editrice all’inizio della pellicola, che è stato introdotto nella saga solo in Blade: Trinity.

Fonte: Cinemablend

John Boyega nel cast di The Circle con Tom Hanks ed Emma Watson

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Continua la scalata al successo della giovane star John Boyega. L’attore, catapultato dall’indie movie Attack the Block – Invasione aliena direttamente a Star Wars VII: Il risveglio della Forza di JJ Abrams (nel ruolo principale di Finn), reciterà al fianco di Tom Hanks ed Emma Watson in The Circle.

The Circle, diretto da James Ponsoldt (The Spectacular Now), è un adattamento dall’omonimo romanzo di Dave Eggers (dell’autore è anche A Hologram for the King, la cui trasposizione, diretta da Tom Tykwer, vede tra i protagonisti ancora una volta Tom Hanks).

Emma WatsonIn The Circle Boyega interpreterà Ty, il ragazzo-prodigio del “Cerchio”, la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni sul web. Lui e una dipendente (la Watson) sviluppano una relazione mentre iniziano a manifestarsi gli inevitabili problemi di esistenza in un’era digitale in cui occorre rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta.

The Circle è prodotto da Hanks e dalla Playtone di Gary Goetzman, insieme alla Likely Story di Anthony Bregman, Ponsoldt e a Walter Parkes e Laurie Macdonald della Image Nation. La Image Nation Abu Dhabi finanzia completamente il progetto.
Le riprese del film inizieranno a settembre in California.

Fonte: Deadline

John Boyega irrompe in una proiezione di Star Wars Il Risveglio della Forza, è delirio!

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L’attore John Boyega, trai nuovi protagonisti di Star Wars Il Risveglio della Forza, si è palesato alla fine di una proiezione del film in America scatenando il delirio della platea. Ecco alcuni estratti video:

L’attore è stato in diversi cinema di New York, in Manhattan e Brooklyn.  AMC, Regal, United Artists e Williamsburg Cinemas.

The force is strong with New York

Un video pubblicato da @john_boyega in data:

John Boyega conferma “conversazioni” con Dave Filoni per un ritorno nella saga di Star Wars

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John Boyega ha confermato ai fan di “Star Wars” al Megacon Orlando (secondo quanto riportato da ScreenRant) di aver parlato con il nuovo capo della Lucasfilm, Dave Filoni, che ora ricopre il ruolo di direttore creativo e presidente dello studio dopo l’uscita di scena di Kathleen Kennedy. I dettagli della conversazione tra Boyega e Filoni non sono stati rivelati, ma quando un fan ha gridato a Boyega di “chiamare Dave al telefono” dopo che gli era stato chiesto di tornarenella saga nei panni di Finn, l’attore ha risposto: “In realtà l’ho già fatto, davvero.

Qual è il rapporto tra John Boyega e la Disney?

Boyega, come si ricorderà, ha debuttato nel ruolo di Finn nel 2015 in “Star Wars: Il risveglio della Forza” e ha ripreso il personaggio nel 2017 in “Gli ultimi Jedi” e nel 2019 in “L’ascesa di Skywalker”. Il suo ruolo nella trilogia ha portato a molestie online da parte di fan razzisti e tossici di “Star Wars”, infastiditi dal fatto che un attore di colore interpretasse uno dei protagonisti della longeva saga spaziale.

Nel corso degli anni, Boyega ha dunque criticato sia i fan razzisti che la Disney. Ha attaccato lo studio per aver gestito male la diversità nella sua trilogia, sottolineando la riduzione delle trame per i personaggi di colore e altro ancora.

Boyega ha espresso per la prima volta le sue lamentele alla rivista GQ nel 2020, dicendo all’epoca: “Quello che direi alla Disney è: non tirate fuori un personaggio di colore, non pubblicizzatelo come se fosse molto più importante nella saga di quanto non sia, per poi metterlo da parte. Non va bene. Lo dico chiaramente”.

Voi sapevate cosa fare con Daisy Ridley, sapevate cosa fare con Adam Driver“, ha continuato Boyega. “Ma quando si è trattato di Kelly Marie Tran, quando si è trattato di John Boyega, non ne sapevate un c***o. Quindi cosa volete che dica? Quello che vogliono che diciate è: “Mi è piaciuto farne parte. È stata una grande esperienza…” No, no, no. Accetterò quella frase quando sarà davvero una bella esperienza. Hanno dato tutte le sfumature ad Adam Driver, tutte le sfumature a Daisy Ridley. Siamo onesti. Daisy lo sa. Adam lo sa. Lo sanno tutti. Non sto rivelando nulla.

Boyega ha poi rivelato a THR che un dirigente della Disney lo ha contattato dopo la sua intervista a GQ. Ha detto di aver avuto “una conversazione molto onesta, molto trasparente” con il dirigente e ha aggiunto: “Da parte loro c’è stata molta spiegazione su come vedevano le cose. Mi hanno dato anche la possibilità di spiegare com’è stata la mia esperienza. Spero che il fatto di essere così aperto riguardo alla mia carriera, a questo punto, possa aiutare il prossimo, il ragazzo che vuole diventare assistente direttore della fotografia, il ragazzo che vuole diventare produttore. Spero che ora la conversazione non sia più un tabù o un argomento scomodo, perché qualcuno è venuto e l’ha detto”.

Qualche anno dopo, nel 2022, John Boyega sembrava prendere le distanze da Finn dicendo a SiriusXM che “a questo punto mi va bene così, mi sta bene così” quando gli è stato chiesto di tornare nel franchise. Ha aggiunto: “La versatilità è la mia strada e Finn è a un buon punto di conferma in cui puoi semplicemente godertelo in altre cose: i giochi, l’animazione. Penso che gli episodi da 7 a 9 siano stati positivi per me.

Resta ora da scoprire se le nuove conversazioni intraprese con Dave Filoni porteranno Boyega a trovare il modo di riprendere il ruolo di Finn, idealmente nell’annunciato decimo capitolo, sul quale però al momento vige ancora molto mistero e incertezza.

John Boyega commenta il rumor della sua prossima unione al MCU

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John Boyega commenta il rumor della sua prossima unione al MCU

In una recente intervista con Men’s Health, John Boyega ha risposto alle voci secondo cui lui si sarebbe unito al MCU. L’attore ha dichiarato di non avere piani per il MCU al momento, poiché sente di dover dedicare il suo tempo a progetti più “sfumati” e media indipendenti, cose che senza dubbio non si può dire dei Marvel Studios.

“Non è nella mia visione di adesso. Voglio fare cose sfumate. Voglio donare i miei servizi a film indipendenti originali che vengono con idee nuove e fresche, perché so che è davvero difficile superare Iron Man in quell’universo”.

Sebbene sia stato chiaro nella sua risposta, le parole di John Boyega non riflettono disprezzo per quel tipo di esperienza, quanto volontà di fare altro. Dopotutto il franchise di Star Wars non gli ha donato la visibilità sperata e così sembra normale, dato anche il suo carismatico talento, cercare adesso stimoli in progetti più piccoli e magari più rischiosi. Certo, il D23 Expo è alle porte e lì ci potrebbero essere sorprese, ma per quello, basta a spettare al 10 settembre.

John Belushi: il trailer del doc che racconta ascesa e caduta della star

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Showtime ha pubblicato il trailer di un prossimo documentario intitolato Belushi, che esplorerà la carriera e la morte prematura della star di Animal House. John Belushi era uno dei sette membri originali del cast di Saturday Night Live ed è uno dei nomi rimasti nella storia del cinema per la sua comicità e la sua personalità esuberante.

Il documentario racconterà i primi anni di vita di Belushi, l’ascesa fulminea e le sue battaglie interiori con l’uso di droghe, quando era all’apice della sua carriera. Il film è diretto da R.J. Cutler, che è riconosciuto come un professionista del genere documentaristico, noto per The War Room e A Perfect Candidate, nominato anche all’Oscar, ma che lavora anche con la fiction, come dimostra il recente film adolescenziale If I Stay con Chloë Grace Moretz.

Un documentario autorizzato su uno degli artisti più amati di tutti i tempi è atteso da tempo. Si spera che questo film onorerà la memoria di Belushi in modo appropriato. Con il contributo di coloro che sono stati vicini a Belushi, il documentario di Cutler promette di ritrarre il leggendario artista per come era veramente, piuttosto che sensazionalizzare la sua dipendenza o semplicemente lodare i suoi successi professionali. Belushi sarà presentato in anteprima su Showtime il 22 novembre alle 21:00, e speriamo che si possa trovare il modo, attraverso la ricca offerta streaming, di vederlo anche qui in Italia.

Jóhann Jóhannsson: morto il compositore di Arrival e Sicario

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Jóhann Jóhannsson: morto il compositore di Arrival e Sicario

Si è spento ad appena 48 anni Jóhann Jóhannsson, compositore di musica da film, nominato agli Oscar per la colonna sonora de La Teoria del Tutto. Di origini islandesi, Jóhannsson è morto a Berlino ieri per cause non rese note. La conferma della sua scomparsa è stata data dal suo manager, Tim Husom.

Il compositore era stato nominato agli Oscar e aveva vinto un Golden Globe per il suo lavoro, entrambi i premi ricevuti per La Teoria del Tutto. Noto per il suo lavoro di mescolanza di sonorità elettroniche con classica strumentale, Jóhannsson ha firmato anche, nel 2017, la colonna sonora di madre! di Darren Aronofsky.

Nel 2016 ha guadagnato nominato ai BAFTA e agli Oscar per l’incredibile colonna sonora di Sicario, di Denis Villeneuve, con cui ha collaborato anche per Arrival, lavoro riconosciuto con nomination ai Grammy, ai BAFTA e ai Golden Globes.

L’ultimo suo lavoro è quello realizzato per Mary Magdalene, il biopic biblico diretto da Garth Davis, con Rooney Mara, Joaquin Phoenix e Chiwetel Ejiofor. Il film uscirà quest’anno.

Fonte: Deadline

Joey King con Brad Pitt nell’action Bullet Train

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Joey King con Brad Pitt nell’action Bullet Train

Joey King è una giovanissima attrice molto nota per le commedie romantiche come la serie di The Kissing Booth di Netflix e film come The Act. Ora però sta cercando di oltrepassare il limite del genere di “provenienza” e tuffarsi nell’action, tanto che secondo Deadline, il suo prossimo set sarà quello di Bullet Train, condiviso con il neo premio Oscar Brad Pitt.

David Leitch, regista di Hobbs & Shaw, è sulla sedia da regista del film, che è stato scritto da Zak Olkewicz ed è basato sul romanzo giapponese Maria Beetle di Kotaro Isaka. Nella storia, cinque assassini si ritrovano su un treno ad alta velocità da Tokyo a Morioka, che fa poche fermate intermedie. Durante il viaggio, i cinque scoprono che le loro missioni sono collegate tra loro e che forse ognuno deve uccidere l’altro. Chi uscirà dal treno vivo e cosa li attende alla stazione terminal?

Secondo Deadline, il ruolo di Joey King è relativamente piccolo, ma sarebbe diventata un’assassina tosta. Leitch e lo studio Sony stanno cercando di dare il via al lavoro sul film questo autunno a Los Angeles, con la speranza che la natura più contenuta della storia possa aiutare con i protocolli di sicurezza di Covid dato che il film non deve diffondere il suo cast e la sua troupe molte località.

Joel Silver sulla versione di Watchmen mai fatta

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Joel Silver sulla versione di Watchmen mai fatta

Forse non tutti sanno che Terry Gilliam, insieme allo sceneggiatore del suo Brazil Charles McKeown, era statto contattato per dirigere l’adattamento di Watchmen di Alan Moore sin dagli anni ’90. Per diversi impedimenti, come sappiamo, il film è poi passato a Zack Snyder. Adesso, durante la promozione di Non – Stop, film con Liam Neeson, il produttore Joel Silver, che ha prodotto Watchmen e che avrebbe dovuto produrre anche la versione diretta da Gilliam, ha parlato di Watchmen e di come il regista di Parnassus voleva far finire il film.

Watchmen“Terry avrebbe impostato maggiormente il discorso sulla vicenda del Dr. Manhattan e i cambiamenti sociali, politici ed economici apportati dalla sua esistenza alla struttura stessa del mondo. Per lui quel personaggio aveva davvero alterato la realtà conosciuta. Quindi Ozymandias lo convinceva a tornare indietro nel tempo per prevenire la sua stessa creazione. Era l’unico personaggio con superpoteri dunque viaggiava indietro nel tempo per impedire l’avvento del Dr. Manhattan e, nel vortice creatosi in seguito a ciò, i personaggi di Watchmen diventavano solo i protagonisti di un fumetto. Per cui tre personaggi, mi pare fossero Gufo Notturno, Spettro di Seta e Rorschach, si ritrovano a Times Square dove c’era questo bambino che leggeva un fumetto. Il piccolo li guardava ed esclamava ‘Siete come i personaggi del mio fumetto’. Era una storia intelligente, ben articolata, con una risoluzione finale adeguata. Ma non è mai diventata realtà.”

Che ne pensate di questa versione del film?

Fonte: Empire

Joel Silver produrrà Cash Truck

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Si intitolerà Cash Truck il nuovo progetto del produttore Joel Silver (Sherlock Holmes, Bullett to the Head), remake del thriller francese Le Convoyeur; per il ruolo del protagonista si punterebbe su Liam Neeson, che sembra aver dato una svolta alla sua carriera come protagonista di film d’azione.

L’originale, risalente al 2004, vede un padre uscire per una gita in macchina assieme al figlio; i due casualmente si troveranno in mezzo all’assalto di una banda di rapinatori a un furgone portavalori: il figlio del protagonista resterà vittima della successiva sparatoria, spingendo il padre a cercare di vendicarsi. L’uomo collaborerà in seguito con la compagnia proprietaria del mezzo blindato, per scoprire la possibile presenza di una talpa responsabile dell’accaduto.

Il progetto non costituisce peraltro una novità, essendo già stato sviluppato da Paramount e Nu Image/Millennium, con la sceneggiatura di Kevin Walker e David Ayer; Silver Pictures e StudioCanal cercheranno ora di rilanciarlo. Siamo comunque ancora alle battute iniziali, resta da vedere se il tutto decollerà definitivamente.

Fonte: Empire

Joel Silver produce l’adattamento del carton Ben 10

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Joel Silver produce l’adattamento del carton Ben 10

ben-10Il produttore Joel Silver (Sherlock Holmes, Matrix) sta lavorando per portare sul grande schermo un adattamento del carton Ben 10.

Joel Silver pensa ad un Reboot di 1997: Fuga da New York

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1997-fuga-da-new-york-john-carpenterPrendiamo con le pinze questa notizia, perché  non c’è ancora una notizia concreta. Il produttore Joel Silver sembra però convinto che uno dei film più amati del regista John Carpenter,

Joel Schumacher, morto il regista a 80 anni

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Si è spento Joel Schumacher, il regista che è entrato nell’immaginazione popolare grazie ai suoi adattamenti di Batman, Batman Forever e Batman e Robin. Schumacher aveva 80 anni e da tempo lottava contro il cancro.

Oltre ai due adattamenti di Batman, il regista è famoso che diversi thriller a d alto contenuto di adrenalina, come Lost Boys, In linea con l’assassino e 8mm – Omicidio a luci rosse.

Joel Schumacher su Barry White

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Joel_Schumacher

Secondo una notizia di The Hollywood Cog, blog di un misterioso insider dell’industria del cinema hollywoodiana, Joel Schumacher avrebbe in programma un film di genere fantastico sul leggendario cantante di disco music Barry White.

Joel Schumacher completerà la sua trilogia di Batman in un fumetto

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Joel Schumacher batmanAnche se non sono stati apprezzati da tutti, Joel Schumacher ha diretto due capitoli del franchase Warner Bros/DC, Batman Forever e Batman & Robin ed era stato previsto un terzo film intitolato Batman: Triumphant scritto da Mark Protosevich che poi non si fece per la brutta accoglienza del film con George Clooney. Ebbene oggi apprendiamo invece dal sito  Bleeding Cool, che il regista è intenzionato a riproporre la sua visione originale di tutti e tre i film di Batman, compreso quello mai prodotto. La storia sarà firmata da lui esteso e il volume racconterà interamente le tre storie dei film, mentre per quanto riguarda le illustrazioni, saranno firmate da Dustin Nguyen.

Joel McHale: 10 cose che non sai sull’attore

Joel McHale: 10 cose che non sai sull’attore

Celebre protagonista di una delle più note sit-com degli ultimi anni, Joel McHale ha negli consolidato la propria notorietà recitando in noti titoli tanto per la televisione quanto per il cinema. Ancora oggi l’attore non manca di reinventarsi continuamente di ruolo in ruolo, ottenendo la benevolenza della sua numerosa schiera di fan.

Ecco 10 cose che non sai di Joel McHale.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Joel McHale moglie

Joel McHale: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore esordisce con un piccolo ruolo nel film Spider-Man 2 (2004), per poi ottenere maggior notorietà grazie a titoli come The Informant! (2009), con Matt Damon, Un anno da leoni (2011), Ted (2012), con Mark Wahlberg, Insieme per forza (2014), Liberaci dal male (2014) e Natale con i tuoi (2014), dove recita accanto a Robin Williams. Di recente ha invece recitato in Assassination Nation (2018), Game Over, Man! (2018) e Pupazzi senza gloria (2018), con Melissa McCarthy. Nel 2020 è invece tra i protagonisti del thriller Becky.

9. È noto per i suoi ruoli televisivi. A conferire grande popolarità all’attore, è la serie Community, dove recita dal 2009 al 2015 nel ruolo di Jeff Winger, recitando accanto all’attore Donald Glover. Terminata la serie, l’attore prende parte ad alcune puntate di noti titoli come X-Files (2016-2018), Santa Clarita Diet (2018-2019), The Rookie (2019) e Black-ish (2020). Nello stesso 2020 recita nel ruolo di Starman nella serie Stargirl.

8. Si è distinto come doppiatore. Nel corso della sua carriera, McHale ha inoltre preso parte in qualità di doppiatore ad alcune celebri serie televisive animate, come anche ad alcuni lungometraggi per il cinema. Tra i primi si annoverano titoli come Robot Chicken (2007-2009), Phineas e Ferb (2011), Randy – Un Ninja in classe (2013-2015), BoJack Horseman (2015) e Rick and Morty (2017). Ha invece prestato la propria voce per i film Boog & Elliot 2 (2008) e Tappo – Cucciolo in un mare di guai (2019).

Joel McHale in Tiger King

7. Ha partecipato ad un episodio della serie. Nell’ottavo episodio della celebre docu serie Tiger King, distribuita su Netflix, l’attore è presente nel ruolo di sé stesso. Qui, in veste di conduttore, si occupa di intervistare alcuni dei protagonisti della serie, domandando loro in che modo sia cambiata la loro vita da quando hanno partecipato a tale programma.

Joel McHale: chi è sua moglie

6. Si è sposato prima di diventare famoso. Nel 1996, quando la sua carriera da attore doveva ancora prendere il via, McHale si è sposato con Sarah Williams, dando con lei vita a due figli, nati nel 2005 e nel 2008. La coppia vive ben lontana dalla mondanità, impegnandosi per avere una vita famigliare del tutto normale e più privata.

Parte delle cose che non sai sul film

Joel McHale Community

Joel McHale in Spider-Man 2

5. Ha avuto un cameo nel film. Ancora poco noto, l’attore compare con un piccolo ruolo in Spider-Man 2. È infatti riconoscibile nei panni di un impiegato nella banca dove avviene poi lo scontro tra l’uomo ragno e il Dottor Octopus. Il suo cameo è rimasto noto per essere particolarmente divertente, merito anche dell’espressività dell’attore.

Joel McHale in Ted

4. Ha recitato nel film comico. In Ted, storia di un dissacrante orso di peluche che prende vita, l’attore ha ricoperto il ruolo di Rex. Questi è lo squallido capo del personaggio interpretato dall’attrice Mila Kunis. Nel raffigurare tale personaggio, l’attore ha affermato di essersi potuto sbizzarrire a dar vita allo scorretto umorismo pensato dal regista Seth MacFarlane.

Joel McHale in Community

3. È il protagonista della serie. In Community, la sit-comedy che l’ha reso celebre, l’attore ricopre il ruolo del cinico avvocato Jeff Winger, a cui viene revocato il permesso di esercitare la sua professione in seguito alla scoperta che la sua laurea è falsa. Essendo il protagonista, l’attore è comparso in tutti i 110 episodi che compongono la serie.

2. È convinto che si farà il film tratto dalla serie. In una recente intervista, l’attore ha parlato del rinnovato interesse nei confronti di un ipotetico film su Community. Stando a quanto dichiarato, ora più che mai sembrerebbero esserci ottime possibilità che il progetto venga realizzato, riunendo il cast di attori a cinque anni dalla fine dell’apprezzata sit-com.

Joel McHale: età e altezza

1. Joel McHale è nato a Roma, in Italia, il 20 novembre 1971. L’attore è alto complessivamente 193 centimetri.

Fonte: IMDb

Joel Kinnaman: 10 cose che non sai sull’attore

Joel Kinnaman: 10 cose che non sai sull’attore

Attore svedese ormai stabile ad Hollywood, Joel Kinnaman si è negli anni costruito una buona reputazione come interprete. Prendendo parte a progetti di vario genere, da serie TV d’autore ad esplosivi cinecomic, Kinnaman ha dimostrato di sapersi adattare alle situazioni, sfoggiando ben più che un semplice aspetto da duro.

Ecco 10 cose che non sai di Joel Kinnaman.

Joel Kinnaman: i suoi film

1. È diventato celebre negli Stati Uniti. L’attore aveva intrapreso la sua carriera in Svezia, recitando in numerosi film locali. Diventa celebre soltanto quando si trasferisce negli Stati Uniti, ottenendo una parte nel film L’ora nera (2011). Successivamente appare in Millennium – Uomini che odiano le donne (2011) e Safe House – Nessuno è al sicuro (2012). Con il ruolo da protagonista nel film RoboCop (2014) ottiene maggior fama, prendendo così parte a celebri film come Knight of Cups (2015), Child 44 – Il bambino n.44 (2015), Suicide Squad (2016) e The Informer – Tre secondi per sopravvivere (2019).

2. È noto anche per i ruoli televisivi. Nel corso degli anni l’attore è più volte apparso anche in TV, facendosi soprattutto apprezzare per i suoi ruoli nelle serie The Killing (2011-2014), House of Cards (2016-2017), Altered Carbon (2018), Hanna (2019-in corso) e For All Mankind (2019-in corso).

Joel Kinnaman è su Instagram

3. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo, seguito da un milione di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago, ma anche numerosi retroscena dai set a cui prende parte e immagini promozionali dei suoi progetti da interprete.

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Joel Kinnaman e la moglie

4. È stato sposato. Nel 2014 l’attore inizia a frequentare la tatuatrice svedese Cleo Wattenström. I due si sono poi sposati nell’aprile del 2016, annunciando tuttavia il divorzio nel 2018.

Joel Kinnaman ha una fidanzata

5. Ha una nuova relazione sentimentale. Dal 2019 l’attore ha una relazione con la modella svedese-australiana Kelly Gale.

Joel Kinnaman in Robocop

6. Voleva fosse per un pubblico adulto. Per il remake del film RoboCop del 1987, Kinnaman, insieme al regista José Padilha, desiderava realizzare un film particolarmente crudo e vietato ad un pubblico di minorenni. L’aumento del costo del budget, tuttavia, spinse la produzione a realizzare un film godibile anche dai più giovani, così da poter avere un maggior pubblico e maggiori incassi.

Joel Kinnaman in Altered Carbon

7. Ha migliorato il suo fisico per il ruolo. L’attore ha sempre dichiarato di aver sofferto di un’anomalia congenita nota come petto escavato. In previsione del suo ruolo nella serie, l’attore si è tuttavia sottoposto ad un intervento per riparare a tale difetto. In seguito Kinnaman ha acquisito una tale sicurezza nel proprio fisico da avere scene di nudo praticamente in ogni episodio della serie.

8. Ha dovuto coprire i suoi tatuaggi. Dovendo apparire più volte svestito, l’attore si è dovuto sottoporre ogni mattina a circa un’ora e mezza di trucco per coprire tutti i suoi tatuaggi.

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Joel Kinnaman in Suicide Squad

9. Riprenderà il suo ruolo nel reboot. Nel film del 2016 Suicide Squad Kinnaman interpretava il personaggio di Rick Flag. L’attore riprenderà il ruolo anche per il reboot del film, previsto per l’agosto del 2021 con la regia di James Gunn.

Joel Kinnaman età e altezza

10. Joel Kinnaman è nato a Stoccolma, in Svezia, il 25 novembre 1979. L’altezza complessiva dell’attore è di 189 centimetri.

Fonte: IMDb

Joel Kinnaman spiega il destino del suo personaggio in Detective Hole

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La stagione 1 di Jo Nesbø’s Detective Hole si chiude con un epico e cruento confronto tra Harry Hole e il corrotto collega Tom Waaler, interpretato da Joel Kinnaman. Attenzione: spoiler pesanti in arrivo.

La serie, tratta dal romanzo The Devil’s Star del 2003 di Jo Nesbø, segue il detective norvegese Tobias Santelmann nei suoi tentativi di risolvere una serie di rapine e omicidi, confrontandosi con Waaler, che lo coinvolge in un traffico d’armi. La tensione culmina in un finale che non lascia spazio a mezze misure: Waaler tenta di rapire Oleg, il figlio della fidanzata di Harry, Rakel, ma la mossa si rivela un fallimento. In un drammatico scontro in ascensore, l’armato Waaler perde la vita dopo essersi strappato un braccio e aver sanguinato fino alla morte.

Joel Kinnaman sul set: tra azione e realismo

Intervistato, Kinnaman ha spiegato che il suo personaggio “gettava la cautela al vento” cercando di proteggere sé stesso, ma che ogni azione era comunque parte di una strategia per eliminare tutti i nemici. Sul girare la scena della sua morte, l’attore ha sottolineato le difficoltà vocali e fisiche: “Quelle scene sono più difficili da guardare che da interpretare”, aggiungendo che i protesi pratici e gli effetti visivi hanno reso la sequenza più realistica e intensa.

Detective Hole
Detective Hole – serie Netflix

Fedeltà al libro e possibilità future

Nonostante la morte brutale, la serie resta fedele al romanzo di Nesbø. Waaler riceve lo stesso destino della controparte letteraria, anche se la cronologia degli eventi è stata adattata, saltando avanti al quinto libro e incorporando elementi dei precedenti, come Rødstrupe e Sorgenfri.

La fine della stagione lascia però aperte possibilità narrative: nei titoli di coda, Harry indaga sul passato di Waaler e scopre la misteriosa morte del padre, suggerendo potenziali flashback o nuovi intrecci che potrebbero riportare il personaggio in qualche forma.

Una serie da seguire

Con una trama che combina suspense, crimine e intrighi, Jo Nesbø’s Detective Hole offre un finale che non lascia indifferenti. La stagione 1 è disponibile in streaming su Netflix, e il pubblico può attendersi sviluppi intriganti nelle prossime stagioni, soprattutto considerando le rivelazioni post-credits e la presenza di nuovi antagonisti.

Joel Kinnaman sarà il nuovo Robocop?

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La MGM ha offerto all’attore svedese Joel Kinnaman il ruolo principale nel nuovo Robocop, che sarà diretto da José Padilha (Tropa de Elite) a partire