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Watcher, la recensione del thriller dalla parte delle donne

Watcher, la recensione del thriller dalla parte delle donne

Tutti i thriller puntano a creare una sensazione di ansia e a sfruttare la naturale tendenza alla paranoia che gli spettatori moderni sembrano aver sviluppato nella vita quotidiana, tra emergenze e complottismi, ma non tutti riescono a distinguersi dalla massa. Nel bene o nel male, lo fa questo Watcher, thriller psicologico diretto dalla regista di uno dei migliori segmenti dell’antologia horror V/H/S/94, Chloe Okuno, che ha nella sua protagonista principale la Maika Monroe del It Follows di David Robert Mitchell, ma che soprattutto sfrutta la incredibile presenza scenica di Burn Gorman.

Una scelta di casting perfetta e fondamentale ai fini della storia, che ha nella giovane ex-surfista californiana e nel caratterista (visto in Crimson Peak, Enola Holmes, nei due Pacific Rim e molti altri) i due poli di un dramma nel quale non sarà facile distinguere la verità dalla fantasia, il pericolo vero da quello presunto. In questa nebbia si svolge tutto, e cresce lo spaesamento della povera Julia

A Bucarest, Nella tela del Ragno

La giovane donna, trasferitasi a Bucarest per seguire il marito nel suo nuovo lavoro, cerca di integrarsi nella nuova realtà. Proprio nel momento in cui la città viene sconvolta dagli omicidi di un misterioso serial killer, “il ragno”. Isolata e senza riuscire a comunicare, Julia si lascia suggestionare dagli avvenimenti fino ad sentirsi costantemente osservata da un uomo dal palazzo di fronte. Tra realtà e paranoia, Julia sprofonda in un vero e proprio incubo ad occhi aperti al quale nessuno sembra credere. Nemmeno il marito.

Che ha il volto di Karl Glusman (Greyhound – Il nemico invisibile, The Neon Demon, Animali notturni), chiamato a dare corpo all’indifferenza dei più – anche vicini – nei confronti della violenza sulle donne o delle minacce che spesso le circondano. Un tema centrale che il film scritto dalla stessa regista (con Zack Ford) – al cinema da mercoledì 7 settembre, distribuito da Lucky Red e Universal Pictures International Italy – sviluppa in maniera non banale, secondo direttrici tristemente attuali come gaslighting, manipolazione e stalking.

Watcher maika monroeWho watches the Watcher?

La scelta di mostrare come normale la tendenza a posizionare il proprio divano di fronte all’enorme finestra dalla quale si vede il palazzo dirimpetto fa venire il dubbio che la Romania sia un paese di voyeur ed esibizionisti, ma è una delle poche forzature di un dramma che ha in alcuni confronti troppo recitati – e in una parentesi onirica – i suoi momenti più deboli. E che invece nel silenzio delle persone, e di una metropoli grigia e aliena, costruisce intorno a noi e alla protagonista un labirinto fatto di zone tanto comuni quanto pericolose. Supermercati, cinema, sottopassaggi, cortili, stazioni si svuotano, lasciando soli vittime e carnefici, invisibili ai più, costretti a chiedere aiuto ognuno a modo proprio, secondo la propria etica. E in un panorama tanto comune, qualsiasi, tutti potremmo avere gli stessi dubbi. Anche per colpa della bravura della Okuno a sfruttare scenografie, fotografia e sonoro.

Watcher arriverà al cinema il 7 settembre con Lucky Red e Universal

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Accolto in modo straordinario al Sundance Film Festival dove è stato presentato in anteprima mondiale, Watcher è un thriller/horror psicologico d’autore e al femminile, capace di giocare con gli stilemi del genere mentre sviluppa con attenzione tematiche sociali d’attualità (gaslighting, stalking, alienazione per citarne alcuni).

Il film approderà nelle sale italiane mercoledì 7 settembre, distribuito da Lucky Red e Universal Pictures International Italy.

A firmare la sceneggiatura (con Zack Ford) e la regia è la talentuosa Chloe Okuno, che debutta al cinema dopo una serie di cortometraggi e dopo essersi fatta apprezzare per aver diretto “Storm Drain”, considerato tra i migliori segmenti dell’antologia horror V/H/S/94. 

Protagonista assoluta Maika Monroe, che torna al genere che l’ha resa celebre con l’iconico e acclamato It Follows di David Robert Mitchell. La sua performance in Watcher è stata molto applaudita dal pubblico del Sundance e salutata con recensioni entusiastiche.

Watcher, la trama

Julia, una giovane donna, si trasferisce a Bucarest per seguire il marito nel suo nuovo lavoro. Mentre cerca di integrarsi nella nuova realtà, la città viene sconvolta dagli omicidi di un serial killer. Isolata e senza riuscire a comunicare, Julia si lascia suggestionare dagli avvenimenti fino ad accorgersi di essere costantemente osservata da un uomo dal palazzo di fronte. Tra realtà e paranoia, Julia sprofonda in un vero e proprio incubo ad occhi aperti a cui nessuno sembra credere. Nemmeno il marito.

Watch Dogs: trovati gli sceneggiatori del film!

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Watch Dogs-filmLa Sony Pictures Entertainment ha ingaggiato gli sceneggiatori di ZombielandRhett Reese e Paul Wernick per scrivere la sceneggiatura dell’annunciato adattamento Watch Dogs, tratto dall’omonimo videogioco.

LEGGI ANCHE: Watch Dogs: Trailer italiano Benvenuto a Chicago

Il film è sotto la supervisione della Ubisoft Motion Pictures, mentre per la Columbia supervisioneranno lo sviluppo Hannah Minghella e Sam Dickerman.

In un’avveniristica Chicago, dove la tecnologia ha completamente rivoluzionato la società, la trama ruota attorno alle vicende dell’hacker Aiden Pearce, che inizialmente utilizza le sue abilità con la tecnologia nel crimine; ma dopo la morte della sua famiglia, Aiden decide di scovare i colpevoli e punirli.

Il gioco Watch Dogs sarà disponibile il 27 maggio per la PlayStation 4 , PlayStation 3 , Xbox One , Xbox 360 e PC.

Watch Dogs (stilizzato come WATCH_DOGS) è un videogioco d’azione sviluppato da Ubisoft Montreal, meglio conosciuti per il loro lavoro su Far Cry e il franchise Assassin’s Creed.Il gioco doveva essere pubblicato per Microsoft Windows, Xbox 360, PlayStation 3, Wii U, PlayStation 4 e Xbox One nel 2013, ma il 15 ottobre è stato rinviato alla primavera 2014.Il 6 marzo viene annunciato che Watch Dogs sarà disponibile il 27 maggio 2014 per Microsoft Windows, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One, mentre la versione Wii U è stata posticipata al 3 giugno per permettere di svilupparlo al meglio. Il gioco è stato presentato durante la conferenza stampa di Ubisoft all’E3 2012.

Watch Dogs: Tom Blyth svela come il film affronterà i pericoli della tecnologia moderna

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Il film live-action di Watch Dogs torna a far parlare di sé dopo mesi di silenzio, grazie alle dichiarazioni dell’attore Tom Blyth, che ha anticipato il tono e le ambizioni del progetto. La notizia è rilevante perché suggerisce un adattamento meno “videoludico” e più politico, capace di riflettere sul presente digitale, ma allo stesso tempo evidenzia le incertezze produttive che ancora circondano il film.

Intervistato da ScreenRant, Blyth ha spiegato l’approccio della sceneggiatura: “Penso che il modo in cui hanno scritto lo script… anche se non sono particolarmente un gamer, conoscevo i giochi. Li hanno presi e li hanno trasformati in qualcosa che parla del mondo in cui viviamo oggi. Posso dire che il film smonta davvero questo mondo in cui viviamo, cioè questo contesto online, i pericoli del fatto che tutto sia interconnesso, proprio come fanno i giochi.

Il cast include anche Sophie Wilde e Markella Kavenagh, mentre la regia è affidata a Mathieu Turi. Il progetto, prodotto da Ubisoft, ha già completato le riprese nel 2024, ma è passato attraverso reshoot significativi nel 2025 e non ha ancora una data di uscita ufficiale.

Questo quadro produttivo solleva più di una perplessità: un film già girato, ma ancora senza un montaggio definitivo, è spesso indicatore di difficoltà creative o strategiche. A ciò si aggiunge il momento incerto del franchise stesso, fermo dopo Watch Dogs: Legion e coinvolto nella riorganizzazione interna di Ubisoft. Il rischio concreto è che il film perda il supporto industriale necessario o venga dirottato direttamente verso lo streaming, ridimensionandone l’impatto.

LEGGI ANCHE: Watch Dog: Tom Blyth conferma che il film sarà diverso dal videogioco

Un adattamento che abbandona il protagonista iconico per raccontare un sistema globale

A differenza dei capitoli videoludici — da Watch Dogs con Aiden Pearce fino a Watch Dogs 2 con Marcus Holloway — il film sembra puntare su una narrazione più corale e meno legata a un singolo hacker. L’indicazione fornita da Blyth è chiara: il focus non è il personaggio, ma il sistema.

Questa scelta potrebbe rivelarsi coerente con l’evoluzione del franchise, soprattutto dopo Legion, che aveva già sperimentato una struttura senza protagonista fisso. In chiave cinematografica, però, implica una sfida: trasformare un universo basato sull’interattività e sulla libertà del giocatore in una storia lineare capace di mantenere tensione e coinvolgimento.

Dal punto di vista tematico, l’idea di “smontare il mondo interconnesso” apre a una lettura più adulta e contemporanea, in linea con il filone techno-thriller alla The Social Network o con le derive più distopiche del cinema recente. Se riuscirà a evitare l’effetto didascalico, il film potrebbe intercettare una sensibilità attuale legata a sorveglianza, identità digitale e controllo dei dati.

Resta però un nodo centrale: senza una forte identità narrativa e con un franchise videoludico in pausa, il film rischia di arrivare fuori tempo massimo. Il risultato finale dipenderà dalla capacità di trasformare un brand in crisi in un racconto autonomo e rilevante, anziché in un semplice adattamento tardivo.

Watch Dogs: Tom Blyth si unisce a Sophie Wilde nel cast

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Watch Dogs: Tom Blyth si unisce a Sophie Wilde nel cast

Dopo aver interpretato il suo primo ruolo cinematografico importante con il prequel di The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes, Tom Blyth ha finalmente trovato il suo prossimo progetto di alto profilo nel film Watch Dogs.

Secondo quanto riportato da Deadline, Blyth reciterà ufficialmente al fianco di Sophie Wilde (Talk to Me) nel film live-action di New Regency Watch Dogs, basato sulla popolare serie di videogiochi della Ubisoft. Ulteriori dettagli sui loro personaggi non sono ancora stati resi noti. Blyth è anche impegnata in film indipendenti di prossima uscita come Plainclothes e A Farewell to Arms. Per quanto riguarda la Wilde, la prossima apparizione è prevista nel thriller erotico Babygirl con Nicole Kidman e Antonio Banderas.

Cosa aspettarsi dal film di Watch Dogs?

Il film di Watch Dogs sarà diretto dal regista francese Mathieu Turi da una sceneggiatura scritta da Christie LeBlanc e rivista da Victoria Bata. Il progetto è prodotto dai boss di New Regency Yariv Milchan e Natalie Lehmann insieme alla responsabile dei contenuti di Ubisoft Film & Television Margaret Boykin. Al momento, il film non ha ancora una data di uscita o di inizio della produzione.

Lanciato nel 2014, il videogioco originale segue un hacker o un gruppo di hacker che utilizzano la vasta rete del Sistema Operativo Centrale (chiamato anche ctOS) per ottenere informazioni e controllare l’elettronica al fine di affrontare organizzazioni corrotte e individui malvagi. Attualmente conta oltre 50 milioni di giocatori in tutto il mondo e ha dato vita a due sequel, tra cui Watch Dogs 2 del 2016 e Watch Dogs: Legion del 2020.

Watch Dogs: l’adattamento in live action sarebbe in lavorazione alla New Regency

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Gli adattamenti di videogiochi continuano ad arrivare e l’ultimo sarebbe basato su una popolare serie Watch Dogs di Ubisoft. Deadline riporta che un film basato su Watch Dogs è in lavorazione presso la New Regency. Non si sa molto dell’adattamento, ma la star di Talk To Me Sophie Wilde è in trattative per recitare nel film.

Il regista francese Mathieu Turi si occuperà della regia con una sceneggiatura originale scritta da Christie LeBlanc. Christie LeBlanc è nota per aver scritto la sceneggiatura di Oxygen di Netflix, un thriller fantascientifico basato sulla sceneggiatura di O2 della Black List del 2016.

Il cuore di Watch Dogs

Sebbene non si conoscano ancora i dettagli specifici della storia di questo film, possiamo presumere che la premessa sarà strettamente legata ai giochi. Fino ad oggi sono stati pubblicati tre giochi di Watch Dogs e, sebbene presentino personaggi principali diversi con vari obiettivi da raggiungere, tutti ruotano in gran parte attorno ai protagonisti hacker invischiati nella malavita, che affrontano aziende corrotte, boss del crimine e hacker rivali.

I giochi sono tipicamente ambientati in versioni romanzate di città reali. Il cuore di queste città è il ctOS (sistema operativo centrale), una rete informatica romanzata che collega tra loro tutti i dispositivi elettronici della città e memorizza le informazioni personali della maggior parte dei cittadini.

Quanti giochi sono il franchise di Watch Dogs?

Il nucleo del gameplay di ogni gioco di Watch Dogs consiste nell’hackerare questo sistema per ottenere un vantaggio sui nemici. I giocatori possono accedere al ctOS e utilizzare vari dispositivi che li assistono nei combattimenti, nella furtività o negli enigmi. Il primo gioco Watch Dogs è uscito nel 2014 ed è ambientato in una versione romanzata dell’area di Chicago.

La storia segue la ricerca di vendetta dell’hacker/vigilante Aiden Pearce dopo l’uccisione di sua nipote. Watch Dogs 2 è uscito nel 2016 e ci ha portato in una versione romanzata della baia di San Francisco. Il gioco seguiva un hacker di nome Marcus Holloway che lavorava con il gruppo di hacker clandestini DedSec per distruggere l’avanzato sistema di sorveglianza della città. Il gioco più recente della serie di videogiochi è Watch Dogs: Legion, uscito nel 2020. Questo gioco ci porta oltreoceano, in una Londra futuristica e distopica.

La storia segue il sindacato di hacker DedSec nel tentativo di ripulire il proprio nome dopo essere stato incastrato per una serie di attentati terroristici. Ciò che rende questo gioco particolarmente unico è che si può giocare nei panni di chiunque si trovi in città. Ogni personaggio che incontrate può unirsi alla vostra squadra, portando con sé una storia, una personalità e delle abilità uniche.

Watch Dogs: iniziate le riprese del film

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Watch Dogs: iniziate le riprese del film

Watch Dogs, l’adattamento cinematografico del popolare gioco Ubisoft rimasto bloccato in fase di sviluppo per un decennio, ha finalmente ricevuto il via alla produzione. In un post sui social media di ieri, Ubisoft ha condiviso uno sguardo al ciak del film, che sarà diretto da Mathieu Turi. Il gioco d’azione e avventura è stato pubblicato per la prima volta nel 2014, con due giochi successivi nel 2016 e nel 2020, oltre a diversi libri e miniserie a fumetti ambientati nello stesso universo narrativo.

Non si sa molto del film, che è stato realizzato da New Regency e vede come protagonisti Tom Blyth, veterano di Hunger Games, e Sophie Wilde di Talk To Me. Della sceneggiatura originale si è invece occupata Christie LeBlanc, nota per aver scritto la sceneggiatura di Oxygen di Netflix. L’immagine, riportata qui di seguito, è stata rilasciata su X con la sola didascalia “lights_camera_action.exe“.

Il cuore di Watch Dogs

Sebbene non si conoscano ancora i dettagli specifici della storia di questo film, possiamo presumere che la premessa sarà strettamente legata ai giochi. Fino ad oggi sono stati pubblicati tre giochi di Watch Dogs e, sebbene presentino personaggi principali diversi con vari obiettivi da raggiungere, tutti ruotano in gran parte attorno ai protagonisti hacker invischiati nella malavita, che affrontano aziende corrotte, boss del crimine e hacker rivali.

I giochi sono tipicamente ambientati in versioni romanzate di città reali. Il cuore di queste città è il ctOS (sistema operativo centrale), una rete informatica romanzata che collega tra loro tutti i dispositivi elettronici della città e memorizza le informazioni personali della maggior parte dei cittadini.

Quanti giochi sono il franchise di Watch Dogs?

Il nucleo del gameplay di ogni gioco di Watch Dogs consiste nell’hackerare questo sistema per ottenere un vantaggio sui nemici. I giocatori possono accedere al ctOS e utilizzare vari dispositivi che li assistono nei combattimenti, nella furtività o negli enigmi. Il primo gioco Watch Dogs è uscito nel 2014 ed è ambientato in una versione romanzata dell’area di Chicago.

La storia segue la ricerca di vendetta dell’hacker/vigilante Aiden Pearce dopo l’uccisione di sua nipote. Watch Dogs 2 è uscito nel 2016 e ci ha portato in una versione romanzata della baia di San Francisco. Il gioco seguiva un hacker di nome Marcus Holloway che lavorava con il gruppo di hacker clandestini DedSec per distruggere l’avanzato sistema di sorveglianza della città. Il gioco più recente della serie di videogiochi è Watch Dogs: Legion, uscito nel 2020. Questo gioco ci porta oltreoceano, in una Londra futuristica e distopica.

La storia segue il sindacato di hacker DedSec nel tentativo di ripulire il proprio nome dopo essere stato incastrato per una serie di attentati terroristici. Ciò che rende questo gioco particolarmente unico è che si può giocare nei panni di chiunque si trovi in città. Ogni personaggio che incontrate può unirsi alla vostra squadra, portando con sé una storia, una personalità e delle abilità uniche.

Watch Dog: Tom Blyth conferma che il film sarà diverso dal videogioco

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Il film Watch Dogs ha ricevuto un aggiornamento interessante da una delle sue star, che ha anticipato che il film sarà diverso dal gioco. Come noto, la serie di Ubisoft sta facendo il salto dalla console al cinema, guidata dal regista Mathieu Turi, con una storia originale di Christie LeBlanc e Victoria Bata, ambientata nello stesso universo del gioco.

Tom Blyth (The Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente), Sophie Wilde (Talk to Me) e Markella Kavenagh (Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere) fanno tutti parte del cast del film Watch Dogs, anche se i dettagli della trama sono stati in gran parte tenuti segreti e non c’è ancora una data di uscita ufficiale, anche se le riprese principali sono terminate ormai nel settembre 2024.

Ora, in un’intervista esclusiva con Liam Crowley di ScreenRant, mentre promuoveva il suo film Plainclothes, Blyth ha offerto un breve ma intrigante aggiornamento sul film Watch Dogs. L’attore ha infatti fatto luce su quanto il film sarà fedele ai giochi, sulle recenti riprese aggiuntive e su com’è Sophie Wilde come co-protagonista.

Sarà fantastico. Siamo appena tornati e abbiamo rifatto alcune riprese di recente, rendendolo ancora migliore. È fantastico. Sophie Wilde è incredibile. Non è il gioco. È molto diverso. Hanno fatto un lavoro fantastico nel realizzare… Non voglio spoilerare troppo. Sto cercando di scegliere con cura le parole, ma hanno fatto un lavoro fantastico nel trasformare il gioco in un film”.

Sembra davvero un film. Non sembra che abbiano cercato di copiare e incollare il gioco sullo schermo. Sembra una cosa a sé stante, e sembra l’inizio di un esercizio di costruzione di un mondo”. I commenti di Tom Blyth confermano due importanti sviluppi. Innanzitutto, che il film Watch Dogs è stato recentemente sottoposto a riprese aggiuntive, spesso segno di ritocchi da parte dello studio o di modifiche alla trama, il che ha senso considerando che le riprese sarebbero state completate alla fine del 2024.

In secondo luogo, e forse ancora più importante, Blyth ha sottolineato che il film non sarà un adattamento diretto del videogioco, uscito nel 2014. Piuttosto che tentare una ricostruzione fedele del gioco originale, il film sarà probabilmente ambientato nell’universo del videogioco, ma si concentrerà su nuovi personaggi, ambientazioni e minacce. Inoltre, il commento di Blyth sulla “costruzione del mondo” suggerisce un universo cinematografico più ampio.

Quanti giochi sono il franchise di Watch Dogs?

Il nucleo del gameplay di ogni gioco di Watch Dogs consiste nell’hackerare questo sistema per ottenere un vantaggio sui nemici. I giocatori possono accedere al ctOS e utilizzare vari dispositivi che li assistono nei combattimenti, nella furtività o negli enigmi. Il primo gioco è uscito nel 2014 ed è ambientato in una versione romanzata dell’area di Chicago.

La storia segue la ricerca di vendetta dell’hacker/vigilante Aiden Pearce dopo l’uccisione di sua nipote. Watch Dogs 2 è uscito nel 2016 e ci ha portato in una versione romanzata della baia di San Francisco. Il gioco seguiva un hacker di nome Marcus Holloway che lavorava con il gruppo di hacker clandestini DedSec per distruggere l’avanzato sistema di sorveglianza della città. Il gioco più recente della serie di videogiochi è Watch Dogs: Legion, uscito nel 2020. Questo gioco ci porta oltreoceano, in una Londra futuristica e distopica.

La storia segue il sindacato di hacker DedSec nel tentativo di ripulire il proprio nome dopo essere stato incastrato per una serie di attentati terroristici. Ciò che rende questo gioco particolarmente unico è che si può giocare nei panni di chiunque si trovi in città. Ogni personaggio che incontrate può unirsi alla vostra squadra, portando con sé una storia, una personalità e delle abilità uniche.

Wassily Kandinsky conquista la rete

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E’ stato il pittore russo Wassily Kandinsky,  l’ultimo omaggio di Googl, infatti a lui è stato dedicato il doodle di oggi, per festeggiare il 148esimo anniversario della sua nascita. Wassily Kandinsky, è stato un pittore russo, creatore della pittura astratta.

wassily-kandinsky

Nato a Mosca il 16 dicembre del 1866, a 30 anni Wassily Kandinsky si stabilì a Monaco e iniziò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti. Nel 1902 espose per la prima volta, con quadri chiaramente influenzati dall’espressionismo: otto anni dopo realizzò il suo primo acquerello astratto e nel 1911 fondò il gruppo “Il Cavaliere Azzurro” (“Der Blaue Reiter”). La prima mostra personale per Wassily Kandinsky fu a Berlino nel 1912. Dopo un periodo trascorso in Russia durante la Prima guerra mondiale, tornò in Germania dove insegnò arte e architettura, ma a causa del nazismo abbandono il paese trovando rifugio in Francia, dove sarebbe rimasto fino al 1944, anno in cui morì a Neully-sur-Seine, a nord-ovest di Parigi.

Il percorso di Kandinskij verso l’astrazione trova giustificazione teorica in Astrazione e Empatia di Wilhelm Worringer, pubblicato nel 1908. Worringer argomenta che l’usuale gerarchia di valori, basata su leggi rinascimentali, non è valida per considerare l’arte di altre culture; molti artisti creano dalla realtà ma con un impulso astratto, cosicché le ultime tendenze dell’arte si trovano in società meno materialiste. Kandinskij era anche interessato nella Teosofia, intesa come la verità fondamentale che fa da sottofondo alla dottrina ed ai rituali in tutte le religioni del mondo; il credere in una realtà essenziale nascosta dietro le apparenze, fornisce una naturale razionalità all’arte astratta.

Wasp Network: recensione del film di Olivier Assayas #Venezia76

Wasp Network: recensione del film di Olivier Assayas #Venezia76

Il veterano della mostra Olivier Assayas, dopo  Doubles Vies  dello scorso anno, porta in concorso a Venezia il suo nuovo film Wasp Network, storia ambientata a Cuba negli anni novanta e interpretata tra i tanti attori da Gael García Bernal e Penélope Cruz.

Nel film, basato su una storia realmente accaduta, è raccontata la storia dei cosiddetti “Cinque Cubani”, ovvero cinque prigionieri politici (in realtà erano molti di più), accusati di spionaggio, omicidio, traffico di droga e altri crimini e condannati a molti anni di carcere dal governo Americano. Tra loro c’è René González, un pilota cubano, che rubò un aereo e fuggì da Cuba, abbandonando la moglie e  la figlia. González, una volta arrivato in Florida si costruì  una nuova vita a Miami, entrando in contatto con altri dissidenti, tutti impegnati nella destabilizzazione del regime di Castro, ma in realtà si trattava di agenti che dovevano raccogliere informazioni per sventare atti terroristici a Cuba a danno dei turisti stranieri. Il gruppo di infiltrati venne chiamato Wasp Network. La vicenda narrata nel film inizia nel 1990, proprio con la fuga di René González, per intrecciarsi poi con altre fughe ed espatri, in una ragnatela di intrighi, bugie e continui voltafaccia.

Olivier Assayas pensa che i fatti accaduti durante tutto il periodo della Guerra Fredda abbiano influenzato il pensiero della sua generazione e delineato i contorni del presente. Le ceneri di quei conflitti ardono ancora, anche se poco visibili, ma possono riprendere facilmente vigore e bruciare nuovamente. Per questo motivo ha scelto di raccontare in Wasp Network la storia di uno di questi avvenimenti, nella convinzione che la distanza storica sia ormai tale da poterne discutere. Sicuramente non distaccandosene, ma potendo “fruire di libertà e rigore in un’analisi magnanima, seppur prudente. Senza farsi ingannare dalle maschere dell’ideologia.Assayas si dichiara interessato alla storia moderna vista attraverso la lente della sua umanità e chiamando in causa Shakespeare dice: “La politica, come la vita, è un racconto narrato da uno stolto, pieno di rumore e furore, che non significa nulla. Ma è di questa passione che gli uomini vivono. E muoiono.”

Wasp Network è ben costruito e descrive esaurientemente tutte le figure, gli intrecci e le motivazioni che spinsero i personaggi reali fare scelte così difficili. Tutto il cast è centrato e credibile. Su tutti spicca l’interpretazione di Penélope Cruz, nel ruolo della moglie del pilota, abbandonata a cuba con la figlia piccola. Ma il film di Assayas manca di ritmo, in molte sequenze la narrazione diviene didascalica e mera illustrazione di una descrizione necessaria alla comprensione dello svolgimento dei complessi fatti. Lo svolgimento della vicenda, che si dipana su oltre un decennio, non aiuta certo ad alleggerire.

Washington e Wahlberg insieme in 2 Guns

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Ancora una volta, fumetti al cinema: stavolta niente supereroi e niente ‘mainstream’, ma una serie molto meno conosciuta, 2 Guns (scritta da Steven Grant e uscita per l’editrice indipendente Boom! Studios), incentrata su due agenti (uno della DEA, uno dell’NCIS), che si indagano reciprocamente, perché entrambi hanno rubato dei soldi sequestrati alla criminalità organizzata.

A dirigere il film doveva inizialmente essere David O Russell, ma dopo dissapori con lo stesso Wahlberg la scelta è stata dirottata da Baltasar Kormákur, che con Wahlberg ha appena finito di lavorare su Contraband (in uscita a maggio sugli schermi italiani). L’attore di Dorchester sarà inoltre impegnato a breve accanto a Mila Kunis in Ted, diretto dal creatore dei Griffin Seth McFarlane, mentre Denzel Washington sarà protagonista di Fligh, prossimo film di Robert Zemeckis.

Fonte: Empire

Washington Black: il trailer della serie originale Disney+

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Washington Black: il trailer della serie originale Disney+

Disney+ ha diffuso il trailer ufficiale e la key art della serie originale Washington Black, basata sull’omonimo romanzo bestseller e interpretata da Sterling K. Brown, che ne è anche executive producer. La serie debutterà con tutti gli otto episodi mercoledì 23 luglio su Disney+ a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti.

Washington Black segue l’odissea ottocentesca di George Washington “Wash” Black, un ragazzino di undici anni nato in una piantagione di canna da zucchero delle Barbados, che grazie alla sua prodigiosa mente scientifica si incammina verso un inaspettato destino. Quando uno straziante incidente lo costringe alla fuga, Wash si ritrova coinvolto in un’avventura in giro per il mondo che mette in discussione e trasforma la sua idea di famiglia, libertà e amore. Affrontando terre inesplorate e ostacoli insormontabili, Wash trova il coraggio di immaginare un futuro oltre i confini della società in cui è nato.

La serie è interpretata da Ernest Kingsley Jr., Rupert Graves, Iola Evans, Edward Bluemel, Sharon Duncan-Brewster, Eddie Karanja, Tom Ellis e Sterling K. Brown.

Washington Black è prodotta da 20th Television Production in associazione con Indian Meadows Productions e The Gotham Group e vede come executive producer Selwyn Seyfu Hinds, Kimberly Ann Harrison, Sterling K. Brown, Ellen Goldsmith-Vein, Wanuri Kahiu, Mo Marable, Rob Seidenglanz, Jeremy Bell, Lindsay Williams, D.J. Goldberg, Jennifer Johnson e Anthony Hemingway. Hinds e Harrison sono anche showrunner. Esi Edugyan è co-produttore.

Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre alla “Modalità Junior” già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai genitori.

Washington Black, la spiegazione del finale: perché Titch ha abbandonato Wash?

Washington Black che ha debuttato su Prime Video è una serie drammatica epica e avventurosa che segue la storia del personaggio principale attraverso i numerosi alti e bassi della sua vita. Basata sull’omonimo romanzo di Esi Edugyan, la serie di otto episodi offre un viaggio ricco di azione che si conclude con una nota molto emozionante per il protagonista. Dopo anni passati alla ricerca della verità su come sono andate le cose, Washington Black, alias Wash, si ritrova finalmente faccia a faccia con le persone che lo hanno perseguitato per tanto tempo. Le risposte che ottiene non sono necessariamente quelle che cercava, ma sono comunque quelle di cui aveva bisogno. SPOILER IN ARRIVO.

Cosa succede in Washington Black

George Washington Black, alias Wash, è nato in una piantagione dove ha vissuto al servizio della famiglia Wilde. Tuttavia, le cose prendono una piega diversa con l’arrivo di Christopher “Titch” Wilde, un uomo dallo spirito scientifico che riconosce il forte senso dell’invenzione e dell’esplorazione di Wash. Mentre Titch crede nel dare a Wash ogni opportunità di imparare e crescere come scienziato, i suoi fratelli, Phillip ed Erasmus, non la pensano allo stesso modo. Quando Phillip muore e Wash si assume la responsabilità della sua morte, Titch decide di portarlo via dalla piantagione, mentre Erasmus manda un cacciatore di taglie alle sue calcagna.

Il viaggio porta Titch e Wash attraverso molti alti e bassi, ma alla fine si separano nell’Artico, dove Titch intendeva trovare suo padre, che si presumeva morto. Anni dopo, Wash vive in Nuova Scozia, dove si è affermato come un giovane uomo rispettabile con grandi sogni sostenuti da Medwin Harris. Lì incontra anche Tanna Goff, una donna di razza mista costretta a nascondere la sua identità nera e a farsi passare per bianca. Mentre suo padre ha già combinato il suo matrimonio con un certo signor McGee, lei si innamora di Wash. Nel frattempo, la taglia che Erasmus ha messo sulla testa di Wash è ancora valida e il cacciatore finalmente viene a cercarlo.

Alla fine della stagione, Wash è riuscito a sbarazzarsi del cacciatore di taglie e si è riunito con Tanna, con la quale parte per l’Inghilterra, sperando di trovare un posto nella comunità scientifica del paese, grazie alla sua invenzione dell’acquario. Tuttavia, quando il padre di Tanna rivendica l’invenzione come propria, Wash decide di seguire la sua strada creando un dispositivo volante su cui aveva lavorato con Titch anni prima. Questo gli permette anche di viaggiare in lungo e in largo per trovare finalmente le risposte che ha sempre cercato. SPOILER IN ARRIVO.

Kit era la madre di Kit Wash?

Durante i suoi primi anni nella piantagione, Wash non aveva idea di chi fosse e da dove venisse. Una donna di nome Big Kit, un’altra schiava della piantagione, era l’unica figura materna che conoscesse. Alla fine, però, scopre che anche lei era sua madre biologica. Questa rivelazione sconvolge Wash perché significa che era stato vicino a sua madre per tutto questo tempo e che era stato abbandonato nella piantagione quando era scappato con Titch. Alla fine, scopre tutta la verità su chi era realmente sua madre.

Si scopre che prima di essere costretta a una vita da schiava, Kit era una guerriera al servizio del re di Dahomey. Faceva parte della sua squadra di protezione e una delle regole del suo lavoro era che non poteva avere una famiglia propria. Tuttavia, aveva segretamente avuto una relazione con un uomo ed era rimasta incinta. L’uomo non tornò mai più, ma quando il re scoprì che era incinta, la cacciò dalla sua squadra e la punì vendendola a un uomo bianco. Quando Kit arrivò alla piantagione Wilde, era già sul punto di dare alla luce Wash.

Per anni, Kit tenne segreto il suo vero legame con Wash. In primo luogo, si sentiva in colpa per averlo portato in un mondo in cui non poteva essere un uomo libero. In secondo luogo, nonostante le circostanze, nutriva ancora la speranza che Wash riuscisse a trovare una via d’uscita da quella situazione atroce e a fare qualcosa della sua vita. Sapeva anche che quando fosse arrivato il momento di andarsene, lui avrebbe dovuto essere libero di seguire la propria strada e non restare indietro per un senso di obbligo verso di lei come madre. A modo suo, pensava di proteggere il bambino. La sua fiducia nel ragazzo si rivela fondata quando lui lascia la piantagione e, nonostante tutte le difficoltà incontrate lungo il cammino, diventa un inventore con idee e pensieri che potrebbero cambiare il mondo. Questo è ciò che Kit ha sempre voluto.

Perché Titch ha lasciato Wash?

Washington Black serie tv

Se Kit era la figura materna di Wash, Titch è diventato la sua figura paterna e il suo mentore, almeno nei pochi anni che hanno trascorso insieme in fuga. Senza Titch, la storia di Wash avrebbe potuto prendere una piega molto diversa, e Wash era grato per tutto ciò che aveva imparato da lui. Tuttavia, questo non cambia il fatto che Titch lo abbia abbandonato nell’Artico. Il loro viaggio nella tundra ghiacciata era motivato dalla scoperta che il padre di Titch, James Wilde, era vivo. Per tutta la vita, Titch aveva cercato l’approvazione di suo padre, ed era per questo che era rimasto ferito quando aveva scoperto che suo padre aveva probabilmente finto la sua morte, credendo anche che questa potesse essere la sua occasione per dimostrare a suo padre che era uno scienziato bravo quanto lui, se non migliore.

Ciò che Titch ha trovato è stata una delusione, poiché è venuto fuori che suo padre aveva intenzionalmente lasciato tutto per concentrarsi interamente sulla sua ricerca e per trascorrere del tempo con il suo amante, Peter. Non sembrava importargli affatto che i suoi figli avessero attraversato un periodo difficile, con uno di loro che era morto. Non aveva alcuna intenzione di tornare, almeno non fino a quando non avesse terminato la sua ricerca. Allo stesso tempo, suo padre gli fece anche capire chiaramente che non lo aveva mai considerato uno scienziato e che non lo avrebbe mai apprezzato come avrebbe voluto. Il viaggio giunge al termine quando Titch decide di avventurarsi nell’ignoto, lasciando Wash alle spalle. Naturalmente, prende accordi affinché il ragazzo possa andare in Nuova Scozia e ricominciare una nuova vita. Wash, tuttavia, ha sempre considerato Titch l’unica famiglia che avesse mai avuto e quando l’uomo se ne va, il ragazzo si sente abbandonato.

Anni dopo, quando Wash arriva a Londra, scopre che Titch è sopravvissuto alla sua camminata nel nulla innevato dell’Artico e che attualmente si trova in Marocco. Per Wash, la scoperta che il suo mentore è sopravvissuto è enorme, soprattutto perché è ancora tormentato dal suo abbandono. Quando si incontrano, Wash si rende conto che anche Titch è ancora perseguitato dal fantasma di suo padre. Sembra che, nonostante la morte di James anni prima e l’apparente allontanamento di Titch, l’uomo abbia continuato a nutrire l’ossessione di ottenere l’approvazione di suo padre. Quando Wash si presenta davanti a lui, il suo primo pensiero è come il ragazzo, ormai diventato un uomo, possa aiutarlo a capire i meccanismi della macchina su cui sta lavorando, che dovrebbe portarlo sulla luna.

Rendendosi conto che Titch è ancora legato alle cose che lo hanno tenuto prigioniero per tutti questi anni, capisce che non otterrà alcuna risposta da lui. Tuttavia, dal comportamento di Titch si possono dedurre molte cose. Sembra che Titch abbia sempre visto Wash come un mezzo per raggiungere un fine. Aveva notato il talento del ragazzo e, sebbene provasse un certo affetto per lui, non era abbastanza forte da tenerlo legato a sé. Quando lo portò con sé in fuga, non pensò che prendersi cura di un bambino fosse una responsabilità che richiedeva grandi sacrifici. Alla fine, quando si è riunito con suo padre e ha subito un dolore straziante, si è reso conto di non essere in grado di essere ciò di cui Wash aveva bisogno. Alla fine, è diventato un riflesso di suo padre, abbandonando Wash, che era come un figlio per lui, al suo destino e scegliendo i propri motivi egoistici.

Cosa succede a Titch?

Washington Black storia vera

Quando Wash capisce che non otterrà mai una spiegazione o delle scuse da Titch, decide di lasciare l’uomo al suo destino. Invece di lasciarsi confondere dalla decisione di averlo abbandonato, decide di rinunciare completamente a Titch e all’influenza che questi potrebbe aver avuto su di lui. In un gesto di gentilezza verso il suo ex mentore, Wash lascia Titch con le ultime parole di suo padre, soprattutto dopo che l’uomo gli chiede dei suoi ultimi momenti, considerando che lui era una delle poche persone presenti.

Wash rivela che James gli ha detto di dire a suo figlio di vivere la sua vita per se stesso e secondo i propri termini, senza lasciarsi dettare dal desiderio di compiacere qualcun altro, tanto meno lui. Queste parole colpiscono profondamente Titch perché lui aveva fatto esattamente l’opposto. Aveva vissuto una vita che pensava suo padre avrebbe approvato e, così facendo, aveva dimenticato di vivere. È anche commosso dalla consapevolezza che suo padre teneva a lui, dopotutto, e che ha pensato a lui nei suoi ultimi momenti.

Mentre elabora queste informazioni, Wash lo saluta senza alcuna intenzione di tornare da lui o di cercarlo di nuovo. Questo è l’addio definitivo di Wash a Titch, e non gli importa cosa farà l’uomo in futuro. Considerando quanto Titch sia immerso nella sua attuale invenzione e quanto sia forte il suo desiderio di dimostrare il proprio valore a suo padre, sembra improbabile che lascerà il deserto. Tuttavia, le parole di Wash dovrebbero dargli la prospettiva necessaria per abbandonare la sua impresa folle, tornare a casa e riconsiderare le sue scelte di vita.

Dove vanno Wash e Tanna?

Dopo aver ricevuto da Titch la chiusura di cui aveva bisogno, Wash torna a costruire la sua nave e, con l’aiuto di Tanna, ci riesce. I due si sposano e quando raggiungono Dahomey, Tanna è incinta. Il ritorno in patria permette a Wash di comprendere meglio il passato di sua madre, scoprendo che il suo vero nome era Nawi. Scopre le sue origini guerriere e come è stata costretta a lasciare la sua casa perché era rimasta incinta di Wash. Quando chiede di suo padre, non ottiene una risposta precisa, ma gli viene detto che dalla descrizione fatta da sua madre sembra che suo padre non fosse altro che Nymae, il dio del cielo e dell’acqua. Sebbene l’idea sia interessante, Wash fatica a crederci.

Qualche tempo dopo, Tanna dà alla luce la loro bambina, che chiamano Nawi. Alla fine, il soggiorno di Wash e Tanna a Dahomey giunge al termine e i due riprendono il volo. Questa volta vanno alle Isole Salomone, dove è il turno di Tanna di ricongiungersi con la famiglia materna. Era stata tenuta lontana da loro per tutti questi anni perché suo padre non voleva che riconoscesse, e tanto meno accettasse, quella parte di sé. Tuttavia, il ritorno alle Isole Salomone le permette di tornare alle sue radici e ricongiungersi con sua madre, cosa che desiderava fin da quando era bambina.

Alla fine, anche il soggiorno delle due donne sulle isole giunge al termine e riprendono il volo. A questo punto, la loro figlia è già cresciuta e il trio non vede l’ora di esplorare nuovi luoghi e cose. Con Wash e Tanna liberi di scegliere la vita che desiderano, il mondo è loro. Potrebbero tornare in Inghilterra affinché Wash riprenda le sue invenzioni e vinca l’expo. Tuttavia, lui non sembra più interessato all’approvazione degli scienziati inglesi ed è più probabile che lui e Tanna si concentrino interamente su ciò che vogliono creare e inventare, senza essere influenzati dalle aspettative degli altri.

Washington Black è una storia vera? Il protagonista è esistito davvero?

Washington Black che ha debuttato su Prime Video è un dramma storico in cui uno spirito ottimista intraprende affascinanti avventure nel suo viaggio verso la vera libertà. Creata da Selwyn Seyfu Hinds, la serie segue una doppia linea temporale, entrambe guidate dal protagonista George Washington “Wash” Black. Il giovane ragazzo inizia la sua vita in una piantagione di canna da zucchero alle Barbados, dove attira l’attenzione del fratello del proprietario terriero, Christopher “Titch” Wilde. L’eccentrico inventore, abolizionista per convinzione, si affeziona alla mente brillante del giovane Wash e lo nomina suo assistente per le sue ricerche scientifiche. Tuttavia, una tragedia nella piantagione costringe i due a fuggire con il pericolo che li insegue ad ogni passo.

Anni dopo, Wash si ritrova a vivere in incognito in Nuova Scozia, continuando a coltivare il sogno suo e di Titch di creare un Cloud Cutter. Tuttavia, il suo passato ineluttabile continua a incombere su di lui, costringendolo a continuare a cercare la libertà. La serie accompagna gli spettatori in un viaggio emozionante attraverso il mondo intorno al 1830, in un clima di tensioni socio-politiche. Nonostante l’ambientazione storica, la storia è intrisa di temi legati alle meraviglie delle scoperte, sia scientifiche che personali.

Un caso storico ha ispirato l’autrice Esi Edugyan a scrivere Washington Black

Washington Black è un romanzo storico tratto dall’omonimo romanzo di Esi Edugyan pubblicato nel 2018. Inizialmente, durante la sua fase di sviluppo, il romanzo aveva preso una direzione molto diversa. L’autrice canadese, nota per le sue opere avvincenti sulla storia dei neri, era pronta a scrivere un libro sul famigerato caso Tichborne. Il caso, uno dei processi più lunghi nella storia dei tribunali inglesi, ruotava attorno a una serie di affermazioni fatte da un individuo alla fine degli anni ’60 del XIX secolo. Il caso coinvolgeva un certo Arthur Orton (altrimenti noto come il “Tichborne Claimant”), che sosteneva di essere Roger Tichborne. Quest’ultimo era l’erede della nobile famiglia Tichborne, presumibilmente morto in un naufragio. Ciononostante, il macellaio australiano rivendicò la sua identità.

Dopo che Lady Tichborne, madre di Roger, venne a conoscenza delle affermazioni di Orton, inviò Andrew Bogle, un ex schiavo, per identificare e recuperare il pretendente. Poiché quest’ultimo era stato al servizio dei Tichborne e conosceva bene Robert, la sua identificazione del macellaio come erede della nobile famiglia giocò un ruolo cruciale nel caso. Tuttavia, col tempo, il suo contributo nel fornire a Orton informazioni sulla famiglia durante i processi divenne oggetto di speculazioni. Alla fine, il rapporto unico tra il pretendente Tichborne e Bogle si trasformò in un notevole punto di ispirazione e influenza per Edugyan. L’autrice era affascinata dalla “complessità del rapporto tra colonizzatore e colonizzato”. Inoltre, voleva esplorare le complessità di un percorso di auto-realizzazione all’interno dello stesso contesto.

In un’intervista con The Booker Prizes, Edugyan ha approfondito questo legame. Ha raccontato: “Ho scoperto che in realtà era la voce del narratore (nel caso Tichborne) a interessarmi di più, la posizione complicata di un uomo che era stato trasportato a caso dal mondo violento della sua infanzia in luoghi che erano razzialmente, socialmente e geograficamente diversi da tutto ciò che aveva conosciuto. Questo è ciò che ho tratto da quell’idea iniziale“. Di conseguenza, anche se il romanzo, e per associazione la serie, tracciano un mondo narrativo lontano dalla realtà del caso Tichborne, il personaggio di George Washington Black e il suo viaggio rimangono intrinsecamente legati ad esso.

Washington Black adatta il romanzo attraverso una lente ottimistica

Washington Black serie tv

Per la maggior parte, ”Washington Black” rimane un adattamento autentico del romanzo di Esi Edugyan. Sia la serie che il romanzo sono incentrati sulle avventure di Wash nel corso di diversi anni, durante i quali viaggia in vari angoli del mondo. Il creatore Selwyn Seyfu Hinds, che ha diretto la sceneggiatura insieme al suo team di scrittori, è stato ispirato ad affrontare il progetto dal suo amore per il materiale originale. Hinds ha scoperto il romanzo durante l’adolescenza. All’epoca, il giovane immigrato caraibico era abituato a sradicare continuamente la sua vita per spostarsi in cerca di nuove esperienze e opportunità. Questo, insieme alle origini della sua famiglia, originaria delle Barbados, ha naturalmente spinto il creatore a trovare un senso di affinità tra sé stesso e l’eroe letterario. Anche se le circostanze e la storia di Wash sono molto più cupe, il nucleo della sua storia rimane qualcosa con cui può facilmente identificarsi.

Di conseguenza, Hinds si è sentito attratto dall’idea di adattare il progetto per il grande schermo. Nel farlo, il creatore e la sua troupe si sono presi alcune libertà creative, creando alcuni punti di distinzione tra la loro versione della storia e il libro di Edugyan. In particolare, la serie cerca di mettere in evidenza i temi della speranza e dell’evasione che il materiale originale sottolinea in modo significativo. Tuttavia, mentre la storia sullo schermo affronta questi argomenti idealistici, mantiene la narrazione ancorata alla realtà storica. Parlando della serie con UPI, Hinds ha detto: “Un viaggio senza tempo per gli esseri umani è quello di trovare speranza, gentilezza e gioia, e questo sembra particolarmente rilevante in tempi difficili. Non è solo evasione dalla realtà senza contenuto. È una sorta di evasione con uno scopo tematico”.

La storia di George Washington Black come inventore è un’opera di narrativa storica

In “Washington Black”, il protagonista dagli occhi vivaci inizia la sua storia nei campi di una piantagione delle Barbados e diventa uno scienziato a tutti gli effetti. La serie descrive il suo apprendistato sotto la guida di Titch e oltre, mentre continua a creare invenzioni per conto proprio in Nuova Scozia. Sebbene la sua invenzione più amata, il pallone aerostatico a vapore, rimanga una versione migliorata del lavoro suo e di Titch, Washington Black scopre anche una passione tutta sua per la biologia marina. Infatti, mentre il suo rapporto con Tanna e suo padre, il signor Goff, progredisce, crea il primo acquario dell’epoca.

L’autrice Esi Edugyan ha sviluppato questi aspetti del personaggio del protagonista con grande cura e attenzione. Ha condotto ricerche approfondite sul XIX secolo e sulla realtà delle imprese scientifiche di quel periodo storico. Di conseguenza, diversi aspetti del mondo scientifico della storia sono strettamente legati alla vita reale. Tuttavia, il posto di Wash nella storia di queste invenzioni rimane, com’era prevedibile, frutto della fantasia. Invenzioni come la mongolfiera e l’acquario sono tutte emerse nel XIX secolo. Tuttavia, i loro inventori hanno poco in comune con Wash e la sua storia. Pertanto, proprio come Andrew Bogle, anche questi inventori storici possono essere solo piccole fonti di influenza nel personaggio di George Washington Black. In definitiva, non esiste un corrispondente reale dietro al personaggio, rendendolo un’opera di fantasia.

Wash or Pay: la nuova campagna per Nelsen Ultra Concentrato

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Nelsen Ultra ConcentratoIl detersivo Nelsen è uno dei tanti prodotti storici che si trova in ogni casa italiana. Adesso, per venire incontro alle esigenze economiche, ma anche di perso e spazio di tutti, nasce Nelsen Ultra Concentrato, un flacone di detersivo per i piatti da 600 ml che può durare fino a 10 settimane. Ma come presentare in maniera innovativa al pubblico un prodotto del genere? Nelsen Ultra Concentrato ha scelto la strada della guerrilla marketing, girovagando per tutta Italia (Milano, Torino, Bologna e Verona) cercando di farsi conoscere dai consumatori.

Se il tuo Nelsen potesse trascorrere 10 settimane nella tua cucina, a cosa assisterebbe?” E’ la simpatica domanda a cui i potenziali consumatori hanno dovuto far fronte. E le risposte sono state varie e anche divertenti: iniziare e finire una dieta mille volte, mangiare di nascosto la cioccolata, cambiare colore di capelli, lamentarsi per il rientro dalle ferie. Ogni affermazione è stata fotografata e caricata sulla piattaforma web del brand.

Ma l’attività più divertente che ha inconsapevolmente coinvolto i consumatori è stata quella di candid camera, che vi mostreremo in calce, e che ha offerto a persone ignare la possibilità di pagare il conto dell’happy hour o, in alternativa, di lavare i piatti. La campagna, chiamata Wash or Pay, è stata avviata con la collaborazione di Scotch Brite di 3M. Il video, disponibile dall’11 ottobre, è stato girato al Carlsberg Barrio Alto di Via Serio 14, noto locale milanese.

I clienti ignari si vedono proporre dal cameriere di lavare i piatti con detersivo Nelsen Ultra Concentrato e con la spugna di Scotch Brite al posto del “classico” saldo del conto.

E’ interessante e divertente vedere come hanno risposto i clienti e soprattutto in che modo la pubblicità, oggi, può assumere sfaccettature sempre nuove e intriganti per riuscire a proporsi al meglio sul mercato.

Di seguito il video:

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Wash Me in the River: la spiegazione del finale del film

Wash Me in the River: la spiegazione del finale del film

Sebbene Wash Me in the River (il cui titolo originale è in realtà Savage Salvation) sia un film d’azione incentrato sulla vendetta, è anche una storia d’amore. Quasi metà della durata del film è infatti dedicata all’esplorazione della relazione tra Shelby John (Jack Huston) e Ruby Red (Willa Fitzgerald), due individui tormentati che lottano contro la loro dipendenza da oppioidi prima della morte di lei e della ricerca di vendetta da parte di lui. Quindi, sebbene la vendetta sia un motivo importante nel film, non è l’unico. In questo approfondimento andiamo dunque ad esplorare il suo finale!

La trama di Wash Me in the River

Non ci vengono mai fornite le ragioni esatte per cui Shelby John e Ruby Red hanno cercato rifugio nella dipendenza da oppioidi. All’inizio del film, sono già tossicodipendenti e lottano con la presenza costante della loro dipendenza nelle loro vite. Il film si apre inoltre con l’omicidio in stile esecuzione di un uomo che più tardi scopriremo chiamarsi Elvis. La storia poi torna indietro di un mese. Lo sceriffo locale, Mike Church (Robert De Niro), visita la scena dove l’ultima vittima della dipendenza da oppioidi è morta per overdose. Si lamenta di ciò che è diventata la sua comunità negli ultimi anni e di come le cose siano peggiorate rispetto a quando era giovane.

La scena cambia e ci viene presentato Shelby John, che sta tornando a casa in moto. Lungo la strada, acquista un anello di plastica da un distributore automatico. Una volta a casa, chiede a Ruby Red di sposarlo, promettendole che in futuro le comprerà un anello con un diamante. Lei, euforica, liquida il suo disagio, affermando di essere perfettamente felice di ciò che ha ricevuto. Tuttavia, la loro festa degenera presto nell’uso di droghe e apprendiamo quindi semplicemente che entrambi fanno uso di droghe da tempo e si ritrovano intrappolati in quella vita.

Robert De Niro in Wash Me in the River
Robert De Niro in Wash Me in the River

Quando Ruby Red riprende conoscenza, decide però di smettere completamente di drogarsi. Ora che sono fidanzati, crede fermamente che debbano cambiare prima di essere pronti a voltare pagina nella loro vita. Convince così Shelby John a unirsi a lei, anche se lui la avverte che i prossimi giorni saranno un incubo. Le cose infatti peggiorano prima di migliorare. Ma durante tutto il processo, si sostengono a vicenda, riuscendo alla fine a superare la loro dipendenza e dando il via a cambiamenti positivi. La ragazza inizia a fare volontariato nella chiesa locale e trova lavoro in un negozio dell’usato.

Shelby John, invece, cerca di risparmiare abbastanza soldi per comprare un anello di diamanti alla sua promessa sposa. All’inizio le cose vanno alla perfezione per i due, ma poi l’uomo noto come Elvis si rende conto che Shelby John ha smesso di comprare la sua droga e lo affronta. Capendo cosa è successo, convince Ruby Red che Shelby John ha infranto la promessa che le aveva fatto e ha ricominciato a drogarsi, spingendola a farsi un’iniezione di eroina e a morire per overdose.

Ritenendo responsabili Elvis e coloro che gli hanno fornito la droga, Shelby John prende dunque di mira sistematicamente l’organizzazione e dà vita alla sua personale vendetta eliminando i suoi leader uno ad uno fino ad arrivare al vertice. Non può infatti tollerare di aver perso la donna della sua vita proprio nel momento in cui entrambi si stavano impegnando per rimediare al loro passato. Nel frattempo, lo sceriffo Church, che ha perso suo figlio a causa della droga, è solidale con Shelby John e spera di catturarlo prima che vada troppo oltre.

John Malkovich, Willa Fitzgerald e Jack Houston in Wash Me in the River
John Malkovich, Willa Fitzgerald e Jack Houston in Wash Me in the River

Chi c’è dietro il traffico di droga?

Prima della ricomparsa di Elvis nelle loro vite, Shelby John e Ruby Red stavano bene. Partecipano anche alla festa di compleanno del nipote di lei, dove la sua famiglia accoglie il suo promesso sposo. Il cognato di Ruby Red, Peter (John Malkovich), offre persino un lavoro al ragazzo. Anche se inizialmente la madre di Ruby Red sembra scettica, non si oppone attivamente alla relazione della figlia con Shelby John. La speranza dei due di una vita insieme crolla però dunque dopo la morte della ragazza. Anche se Ruby Red è morta per overdose di eroina, non l’avrebbe mai presa se Elvis non le avesse mentito. Poco dopo la morte della ragazza, John tende un agguato a Elvis nella sua stessa casa.

Costringe la moglie e i figli dell’uomo ad andarsene prima di torturarlo per ottenere il nome del suo fornitore. Elvis inizialmente cerca di rimanere in silenzio, ma la sua resistenza non dura a lungo, poiché Shelby John gli spara con una pistola sparachiodi. Elvis rivela quindi che si rifornisce da un uomo di nome Darius prima che Shelby John gli conficchi diversi chiodi nella testa. Al contrario, Darius si rivela molto accomodante. L’uomo capisce subito che solo la verità potrà tirarlo fuori vivo dalla situazione in cui si trova quando incontra Shelby John. Il suo complice non è altrettanto intelligente e viene colpito alle ginocchia.

Darius dice quindi a Shelby John che riceve la droga da un uomo chiamato Coyote, spingendolo così ad attaccare il covo di Coyote e uccidere tutti i suoi uomini. Quando Shelby John affronta il Coyote, arriva però lo sceriffo. Il defunto figlio di Church, Maken, e Shelby John giocavano entrambi nella squadra del liceo, quindi Church vede Shelby John come un figlio e lo implora di arrendersi. E sembra che lui stia per farlo quando però uno dei soci del Coyote spara contro di loro e ferisce gravemente il partner di Church. Shelby John prontamente  uccide il socio, mentre Church uccide il Coyote.

John Malkovich in Wash Me in the River
John Malkovich in Wash Me in the River

Prima di morire, Coyote chiama però qualcuno. Quando Shelby John gli prende il telefono e compone il numero, sente il messaggio di benvenuto registrato di una società chiamata Wild Cat Tracking. Confuso, chiede a Coyote di cosa si tratti, ma l’altro uomo si rifiuta di rispondere. Dopo che Church ha portato il suo partner in ospedale, Shelby John rintraccia il numero fino al capo del traffico di droga nella sua comunità, e si scopre che non è altro che Peter, cognato di Ruby Red attraverso sua sorella Darlene.

A quanto pare, anni fa un uomo si era rivolto a Peter per consegnargli la sua merce. L’esperienza iniziale aveva entusiasmato Peter, che aveva rilevato l’attività. Da allora, ha avvelenato la sua stessa comunità, rovinandola dall’interno. Dopo la grande rivelazione che Peter è quindi responsabile dell’inondazione della loro comunità con farmaci oppioidi, Shelby John lo raggiunge e gli mostra un ago ordinandogli di usarlo su se stesso, rendendo chiara la sua intenzione di uccidere Peter nello stesso modo in cui è morta Ruby Red. Peter rifiuta però con veemenza, dichiarando di non essere un tossicodipendente.

Peter riesce poi a sparare a Shelby, ma lo ferisce solamente. I due uomini lottano poi disperatamente fino a quando Shelby John ha la meglio sull’altro uomo e gli inietta l’oppiaceo, uccidendolo. Se non altro, questo ha portato alla comunità una tregua temporanea dalla droga. Probabilmente qualcuno occuperà il posto lasciato vuoto da Peter in futuro, perché è nella natura delle cose, ma per ora le persone che vivono nella zona possono godersi un momento di pace.

Robert De Niro e Jack Huston in Wash Me in the River
Robert De Niro e Jack Huston in Wash Me in the River

La spiegazione del finale di Wash Me in the River: lo sceriffo Church arresta Shelby John?

Nei momenti finali del film, Shelby John viene battezzato nel fiume, mantenendo la promessa fatta alla sua ragazza morta. Vediamo Church che lo aspetta sulla riva del fiume. Quando ha intrapreso quel percorso, era abbastanza sicuro che sarebbe morto prima o poi, senza considerare la possibilità di sopravvivere dopo che tutto fosse finito. E probabilmente non aveva alcun problema al riguardo. Il suo dolore e il suo desiderio di vendetta erano incommensurabili e lui si è lasciato controllare da essi.

Shelby John voleva arrendersi a Church quando quest’ultimo lo raggiunse, ma poi il partner dello sceriffo è stato colpito da un proiettile e lo sceriffo dovette battere in ritirata. Questo fece credere a Shelby John di avere l’approvazione di Dio per ciò che aveva fatto. Tuttavia, le leggi umane funzionano in modo diverso. Dopotutto, ha ucciso diverse persone e, indipendentemente da chi fossero, la legge del paese non permetterà a qualcuno di farla franca dopo aver commesso diversi omicidi. Quindi, con ogni probabilità, Church arresta Shelby John. Ma questo è necessario affinché egli possa portare avanti il proprio percorso e redimersi.

Warwick Davis: 10 cose che non sai sull’attore

Warwick Davis: 10 cose che non sai sull’attore

L’attore Warwick Davis è noto per aver recitato in alcuni dei più celebri film cult degli anni Ottanta, ma anche per la sua partecipazione a grandi saghe fantasy o di fantascienza. Oggi Davis vanta dunque uno status da icona, personaggio estremamente popolare e amato dal grande pubblico, che continua giustamente a celebrarlo. Con ogni sua interpretazione, Davis non solo regala nuove emozioni ma abbatte continuamente limiti e stereotipi.

Ecco 10 cose che non sai su Warwick Davis.

Warwick Davis: i suoi film e le serie TV

1. Ha preso parte a celebri film. Il debutto sul grande schermo avviene per Davis in Il ritorno dello Jedi (1983), con Mark Hamill. Da quel momento recita poi in Labyrinth – Dove tutto è possibile (1986), Willow (1988), con Val Kilmer, la saga di Leprechaun (1993-2003), La minaccia fantasma (1999), la saga di Harry Potter (2002-2011), con Daniel Radcliffe, Guida galattica per autostoppisti (2005), con Martin Freeman e Le cronache di Narnia – Il principe Caspian (2008). Negli ultimi anni ha recitato in Il cacciatore di giganti (2013), Il risveglio della Forza (2015), Rogue One: A Star Wars Story (2018), Gli ultimi Jedi (2017), Solo: A Star Wars Story (2018), Maleficent – Signora del male (2019) e L’ascesa di Skywalker (2019).

2. Ha recitato anche per la televisione. Oltre ad aver recitato in popolarissimi film per il cinema, l’attore ha preso parte anche a numerosi progetti per la televisione. In particolare, ha recitato nei film L’avventura degli Ewoks (1984) e Il ritorno degli Ewoks (1985). Ha poi recitato nelle serie Le cronache di Narnia (1989-1990), Il magico regno delle favole (2000), Merlin (2010), Life’s Too Short (2011) e Doctor Who (2013). Dal 2022 è uno dei protagonisti della serie Willow.

3. È anche sceneggiatore e produttore. Oltre ad essersi distinto come attore, Davis ha nel corso della sua carriera ricoperto anche il ruolo di sceneggiatore. Ha infatti partecipato alla scrittura di Agent One-Half, delle serie Life’s Too Short e Dwarves Assemble e del cortometraggio Making of Star Wars Caravan of Courage an Ewok Adventure. Per questi progetti, a lui molto cari, Davis ha poi ricoperto anche il ruolo di produttore.

Warwick-Davis-Harry-Potter

Warwick Davis in Harry Potter

4. Ha interpretato un professore di magia. Nella saga di Harry Potter l’attore ha ricoperto più ruoli, ma quello principale e più iconico è quello del professor Filius Vitious, insegnante di incantesimi e direttore di Corvonero, caratterizzato naturalmente dalla bassa statura, che gli rende necessario salire su una pila di libri per vedere al di là della cattedra. Il personaggio sarà presente in quasi tutti i film, acquisendo sempre più importanza, specialmente ne I Doni della Morte, dove lo si può ritrovare anche intento in alcuni duelli contro i Mangiamorte.

Warwick Davis in Star Wars

5. Ha interpretato diversi personaggi nel corso della saga. La carriera di Davis è strettamente legata alla saga di Star Wars, per la quale ha interpretato diversi personaggi. In Il ritorno dello Jedi, suo debutto cinematografico, ha interpretato il guerriero ewok Wicket. W. Warrick, poi ripreso anche per i film L’avventura degli Ewok e Il ritorno degli Ewok. In La minaccia fantasma ha invece è comparso brevemente in tre ruoli differenti, mentre ha poi interpretato Wollivan in Il risveglio della forza, Weeteef Cyubee in Rogue One, Wodibin in Gli ultimi Jedi, Weazel in Solo, e infine di nuovo Warrick in L’ascesa di Skywalker.

Warwick Davis in Willow

6. Il film è stato scritto appositamente per lui. Dopo aver lavorato con l’attore sul set di Il ritorno dello Jedi, George Lucas decise di dar vita ad un film dove Davis potesse essere il protagonista indiscusso, dimostrando le proprie qualità come interprete. È così nato Willow, film fantasy divenuto un vero e proprio cult, per il quale l’attore si è dovuto preparare imparando un accento diverso dal suo solito, apprendendo come prendersi cura di un bambino, come cavalcare un cavallo, come combattere con la spada e come eseguire la magia.

7. Ha ripreso il ruolo a trent’anni di distanza. In più occasioni Davis ha espresso forte interesse all’idea di poter tornare ad interpretare Willow, per scoprire cosa è cambiato nel corso della sua vita. Dopo anni di speculazioni, l’occasione è infine arrivata grazie alla serie Willow, disponibile dal 30 novembre su Disney+. Davis ha raccontato a riguardo di essersi sentito sopraffatto dalle emozioni nel corso delle riprese, avendo non solo avuto la possibilità di interpretare nuovamente il suo caro personaggio ma anche di rivedere alcuni luoghi dove era stato girato il film, ritrovandoli sempre meravigliosi.

Warwick-Davis-Star-Wars

Warwick Davis: la moglie e i figli

8. È sposato. Sul set del film Willow, che lo ha reso particolarmente celebre, Davis conosce l’attrice Samantha D. Burroughs, anch’ella affetta da nanismo. I due si sposano poi nel 1991 e sono ancora oggi una coppia molto solida. Dal loro matrimonio sono nati quattro figli, dove i primi due sono però deceduti subito dopo la nascita. Annabelle è invece nata nel 1997 e Harrison, l’ultimo figlio della coppia, è nato nel 2003.

Warwick Davis è su Instagram

9. Ha un profilo sul social network. Warwick Davis è presente sul social network Instagram, con un profilo seguito attualmente da 99.2 mila persone. Su tale piattaforma egli ha ad oggi pubblicato appena una ventina di post, principalmente relativi a momenti trascorsi in compagnia di amici o della famiglia in varie occasioni. Non mancano però anche curiosità legate al suo lavoro che l’attore condivide con i propri fan. Seguendolo si può dunque rimanere aggiornati sulle sue attività.

Warwick Davis: età e altezza dell’attore

10. Warwick Davis è nato a Epsom, in Inghilterra, il 3 febbraio del 1970. L’attore, affetto da nanismo, è alto complessivamente 1,07 metri.

Fonte: IMDb

Warwick Davis tornerà nei panni di Filius Vitious per la serie Harry Potter

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Per celebrare i festeggiamenti odierni del “Ritorno a Hogwarts”, è stato confermato che la serie TV Harry Potter della HBO vedrà Warwick Davis riprenderà il suo ruolo cinematografico del professor Filius Vitious, segnando così il suo ritorno nel mondo magico.

La serie ha anche scritturato altri attori per altri studenti di Hogwarts, con Elijah Oshin nel ruolo di Dean Thomas, Finn Stephens in quello di Vincent Crabbe e William Nash in quello di Gregory Goyle. Il personale della scuola si è arricchito di nuovi membri, con Sirine Saba nel ruolo della professoressa Pomona Sprout, Richard Durden nel ruolo del professor Cuthbert Binns e Bríd Brennan nel ruolo di Madam Poppy Pomfrey.

Infine, la star di Joker, Leigh Gill interpreterà il ruolo di Griphook della Banca Gringott, un ruolo che Davis aveva già interpretato nei film di Harry Potter (qui si possono vedere i volti degli attori scelti). Con questo, il cast di Harry Potter è quasi completo. Alcuni ruoli chiave devono ancora essere assegnati, il più importante dei quali è quello di Lord Voldemort, anche se secondo quanto riferito il piano sarebbe di svelarlo quando la serie andrà in onda.

Il ritorno di Warwick Davis significa però che vedremo altri attori riprendere i loro ruoli dai film di Harry Potter quando arriverà su HBO nel 2027? Sembra un po’ una trovata pubblicitaria, e probabilmente si tratterà di un caso isolato, ma la star di Willow è molto amata dai fan della fantascienza e del fantasy, quindi è improbabile che ci siano troppe lamentele riguardo al suo ritorno.

Cosa sappiamo della serie HBO su Harry Potter

La prima stagione sarà tratta dal romanzo La pietra filosofale e abbiamo già visto alcuni altri momenti chiave del romanzo d’esordio di J.K. Rowling essere trasposti sullo schermo. La prima stagione di Harry Potter dovrebbe essere girata fino alla primavera del 2026, mentre la seconda stagione entrerà in produzione pochi mesi dopo. Ogni libro dovrebbe costituire una singola stagione, il che significa che avremo sette stagioni nell’arco di quasi un decennio.

HBO descrive la serie come un “adattamento fedele” della serie di libri della Rowling. “Esplorando ogni angolo del mondo magico, ogni stagione porterà ‘Harry Potter’ e le sue incredibili avventure a un pubblico nuovo ed esistente”, secondo la descrizione ufficiale. Le riprese dovrebbero avere inizio nel corso dell’estate 2025, per una messa in onda prevista per il 2026.

La serie è scritta e prodotta da Francesca Gardiner, che ricopre anche il ruolo di showrunner. Mark Mylod sarà il produttore esecutivo e dirigerà diversi episodi della serie per HBO in collaborazione con Brontë Film and TV e Warner Bros. Television. La serie è prodotta da Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film and TV, e David Heyman di Heyday Films.

Come già annunciato, Dominic McLaughlin interpreterà Harry, Arabella Stanton sarà Hermione e Alastair Stout sarà Ron. Il cast principale include John Lithgow nel ruolo di Albus Silente, Janet McTeer nel ruolo di Minerva McGranitt, Paapa Essiedu nel ruolo di Severus Piton, Nick Frost nel ruolo di Rubeus Hagrid, Katherine Parkinson nel ruolo di Molly Weasley, Lox Pratt nel ruolo di Draco Malfoy, Johnny Flynn nel ruolo di Lucius Malfoy, Leo Earley nel ruolo di Seamus Finnigan, Alessia Leoni nel ruolo di Parvati Patil, Sienna Moosah nel ruolo di Lavender Brown, Bertie Carvel nel ruolo di Cornelius Fudge, Bel Powley nel ruolo di Petunia Dursley e Daniel Rigby nel ruolo di Vernon Dursley.

Si avranno poi Rory Wilmot nel ruolo di Neville Paciock, Amos Kitson nel ruolo di Dudley Dursley, Louise Brealey nel ruolo di Madama Rolanda Hooch e Anton Lesser nel ruolo di Garrick Ollivander. Ci sono poi i fratelli di Ron: Tristan Harland interpreterà Fred Weasley, Gabriel Harland George Weasley, Ruari Spooner Percy Weasley e Gracie Cochrane Ginny Weasley. Warwick Davis, già membro dei film per il cinema, riprenderà il ruolo del professor Filius Vitious.

La serie debutterà nel 2027 su HBO e HBO Max (ove disponibile) ed è guidata dalla showrunner e sceneggiatrice Francesca Gardiner (“Queste oscure materie”, “Killing Eve”) e dal regista Mark Mylod (“Succession”). Gardiner e Mylod sono produttori esecutivi insieme all’autrice della serie J.K. Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film and TV, e David Heyman di Heyday Films. La serie di Harry Potter è prodotta da HBO in collaborazione con Brontë Film and TV e Warner Bros. Television.

Warwick Davis afferma che la nuova serie di Harry Potter è “molto fedele” ai libri

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Warwick Davis, che interpreta il professor Vitious sia nei film originali di Harry Potter che nell’attesissima serie TV della HBO, rivela che la prossima serie rimarrà fedele ai libri. In un’intervista con Times Radio, Warwick ha infatti affermato che la serie sarà “molto fedele” ai famosi libri di J. K. Rowling. Inoltre, esplorerà il mondo magico in modo più approfondito rispetto ai film originali.

Ci sto lavorando al momento, ma non posso dirvi altro se non che stiamo raccontando di nuovo quelle meravigliose storie, ma con maggiore profondità e dettagli rispetto al passato. Sono adattamenti molto fedeli al libro”. Ritornare nel ruolo di Vitious è stata un’esperienza unica per Davis, in particolare perché le riprese si stanno svolgendo negli studi Leavesden della Warner Bros, lo stesso luogo in cui sono stati girati i film originali di Harry Potter.

Tornare nello stesso ambiente e raccontare le stesse storie è stato surreale per l’attore. Mescolare i ricordi delle produzioni precedenti con l’entusiasmo di costruire qualcosa di nuovo gli ha davvero riportato alla mente un senso di nostalgia. “Ovviamente stiamo raccontando la stessa storia, quindi ci sono momenti simili che stiamo vivendo come attori sul set. Ma è strano tornare di nuovo negli stessi studi e rifare tutto da capo, perché Leavesden è il luogo in cui abbiamo girato i film”.

Dopo aver interpretato sia il professore che il banchiere goblin Unci-Unci in Harry Potter e la pietra filosofale, Davis ha continuato a recitare in tutti gli otto film della serie. Mentre lui interpreterà ancora una volta il ruolo di Vitious nella serie HBO, l’altro suo personaggio sarà interpretato da Leigh Gill.

Sebbene i film originali di Harry Potter fossero amati dalla maggior parte del pubblico, i fan dei libri erano delusi dal fatto che molti dei loro elementi e personaggi preferiti fossero assenti. La dichiarazione di Warwick porta dunque un barlume di speranza che tutti i contenuti che i film hanno dovuto rimuovere a causa dei limiti di tempo appariranno nella serie. Dopotutto, è molto più facile coprire più terreno attraverso una serie TV che si estende su più episodi e stagioni.

Cosa sappiamo della serie HBO su Harry Potter

La prima stagione sarà tratta dal romanzo La pietra filosofale e abbiamo già visto alcuni altri momenti chiave del romanzo d’esordio di J.K. Rowling essere trasposti sullo schermo. La prima stagione di Harry Potter dovrebbe essere girata fino alla primavera del 2026, mentre la seconda stagione entrerà in produzione pochi mesi dopo. Ogni libro dovrebbe costituire una singola stagione, il che significa che avremo sette stagioni nell’arco di quasi un decennio.

HBO descrive la serie come un “adattamento fedele” della serie di libri della Rowling. “Esplorando ogni angolo del mondo magico, ogni stagione porterà ‘Harry Potter’ e le sue incredibili avventure a un pubblico nuovo ed esistente”, secondo la descrizione ufficiale. Le riprese dovrebbero avere inizio nel corso dell’estate 2025, per una messa in onda prevista per il 2026.

La serie è scritta e prodotta da Francesca Gardiner, che ricopre anche il ruolo di showrunner. Mark Mylod sarà il produttore esecutivo e dirigerà diversi episodi della serie per HBO in collaborazione con Brontë Film and TV e Warner Bros. Television. La serie è prodotta da Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film and TV, e David Heyman di Heyday Films.

Come già annunciato, Dominic McLaughlin interpreterà Harry, Arabella Stanton sarà Hermione e Alastair Stout sarà Ron. Il cast principale include John Lithgow nel ruolo di Albus Silente, Janet McTeer nel ruolo di Minerva McGranitt, Paapa Essiedu nel ruolo di Severus Piton, Nick Frost nel ruolo di Rubeus Hagrid, Katherine Parkinson nel ruolo di Molly Weasley, Lox Pratt nel ruolo di Draco Malfoy, Johnny Flynn nel ruolo di Lucius Malfoy, Leo Earley nel ruolo di Seamus Finnigan, Alessia Leoni nel ruolo di Parvati Patil, Sienna Moosah nel ruolo di Lavender Brown, Bertie Carvel nel ruolo di Cornelius Fudge, Bel Powley nel ruolo di Petunia Dursley e Daniel Rigby nel ruolo di Vernon Dursley.

Si avranno poi Rory Wilmot nel ruolo di Neville Paciock, Amos Kitson nel ruolo di Dudley Dursley, Louise Brealey nel ruolo di Madama Rolanda Hooch e Anton Lesser nel ruolo di Garrick Ollivander. Ci sono poi i fratelli di Ron: Tristan Harland interpreterà Fred Weasley, Gabriel Harland George Weasley, Ruari Spooner Percy Weasley e Gracie Cochrane Ginny Weasley.

La serie debutterà nel 2027 su HBO e HBO Max (ove disponibile) ed è guidata dalla showrunner e sceneggiatrice Francesca Gardiner (“Queste oscure materie”, “Killing Eve”) e dal regista Mark Mylod (“Succession”). Gardiner e Mylod sono produttori esecutivi insieme all’autrice della serie J.K. Rowling, Neil Blair e Ruth Kenley-Letts di Brontë Film and TV, e David Heyman di Heyday Films. La serie di “Harry Potter” è prodotta da HBO in collaborazione con Brontë Film and TV e Warner Bros. Television.

Warrior: trama, cast e curiosità sul film con Tom Hardy

Warrior: trama, cast e curiosità sul film con Tom Hardy

Nel cinema di Gavin O’Connor la famiglia, i legami umani e il desiderio di redenzione sono tra gli elementi di maggior importanza, tanto nel bene quanto nel male. Tra i suoi film realizzati nel corso degli anni, da In cerca d’amore fino al recente Tornare a vincere, uno dei più personali è senza dubbio Warrior (qui la recensione). Girato nel 2011, questo è uno struggente dramma sportivo, la cui storia altro non è se non una metafora per raccontare le divisioni a cui facilmente si può andare incontro anche in una famiglia e di come solo l’amore incondizionato possa riportare sui propri passi.

Apprezzato dalla critica e indicato come uno dei migliori film del suo anno, quello di O’Connor è un film originale, ma che prende spunto da vere vicissitudini vissute dal regista. Questi si trovò infatti da giovane a separarsi da suo fratello Greg a causa della separazione dei genitori. Da qui prende dunque vita un racconto dove lo scontro fisico rappresenta quello dell’animo lacerato, dove ogni colpo viene accusato sia da chi lo riceve che da chi lo infligge. Ibridando in modo straordinario delicatezza e brutalità, il regista dà così luogo ad un vero e proprio percorso verso la riconciliazione e il perdono.

Ancora oggi, a distanza di dieci anni, Warrior è un film particolarmente apprezzato dagli appassionati di questo genere, che possono ritrovare qui tanta azione sapientemente accompagnata da profonde riflessioni e sincere emozioni. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Warrior

La vicenda raccontata dal film si apre sull’anziano Paddy Conlon, ex lottatore e veterano di guerra dei Marines, il quale vive ormai nel rimpianto di aver mandato in frantumi la sua famiglia a causa dell’alcolismo. Rassegnatosi alla solitudine, egli rimane naturalmente molto sorpreso nel ricevere un giorno la visita del figlio minore, Tommy, con cui non aveva contatti da ben quattordici anni, da quando il ragazzo era fuggito insieme alla madre malata. Una fuga che gli era costata la sua promettente carriera da lottatore e introducendolo invece in quella da soldato. Tornato ora a casa, Tommy chiede al padre di addestrarlo per un prestigioso torneo chiamato Sparta, il cui montepremi sono cinque milioni di dollari.

Tommy sembra avere qualcosa da nascondere, ma Paddy decide ugualmente di aiutarlo, nella speranza di poter così recuperare il loro rapporto. Allo stesso tempo, però, al torneo si iscrive anche Brendan, figlio maggiore di Paddy. Insegnante di fisica, egli non ha mai smesso di combattere in modo clandestino. Brendan, in particolare, ha disperatamente bisogno di soldi, trovandosi in difficoltà economiche per via delle cure mediche sostenute per il trapianto di cuore di sua figlia. Ben presto, i due fratelli si troveranno a scontrarsi, ognuno con le proprie motivazioni e con tutti i loro trascorsi famigliari a gravare sulle spalle. Per la famiglia Conlon, quello sarà il principio di qualcosa di nuovo.

Warrior cast

 

Warrior: il cast del film

Ad interpretare Paddy Conlon vi è l’attore Nick Nolte, consacratosi negli anni Novanta grazie a titoli come Cape Fear, Il principe delle maree e La sottile linea rossa. Nolte era però noto anche per una serie di problemi legali e per questo i produttori non approvavano la sua scelta per la parte. O’Connor, però, aveva scritto il personaggio di Paddy proprio pensando a lui e fu irremovibile a riguardo e finì così con l’ottenere di poter assegnare il ruolo a Nolte. L’attore fu poi particolarmente lodato per la sua struggente interpretazione, che gli è valsa anche una candidatura agli Oscar come miglior attore non protagonista. Ad interpretare Brendan, invece, vi è Joel Edgerton, attore oggi noto per film come Loving e Black Mass.

Per poter interpretare al meglio le scene di lotta, l’attore si alleno duramente per svariati mesi insieme a dei veri allenatori di arti marziali miste. Poté così apprendere le principali tecniche e acquisire una muscolatura credibile. Edgerton non è stato però esente da infortuni, essendosi strappato il legamento collaterale mediale. Nel ruolo di Tommy vi è invece Tom Hardy, qui alle prese con uno dei ruoli che lo hanno consacrato. Dedito al personaggio, egli ha acquisito circa undici chili di massa muscolare, si è allenato nelle arti marziali miste e si è a sua volta fratturato diverse ossa nel corso delle riprese. Nel film è poi presente l’attrice Jennifer Morrison nei panni di Tess, la moglie di Brendan, e Frank Grillo in quelli del lottatore Frank Campana.

Warrior: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile vedere o rivedere il film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Warrior è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili, Google Play, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, in base alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di poter fruire di questo per una comoda visione casalinga. È bene notare che in caso di solo noleggio, il titolo sarà a disposizione per un determinato limite temporale, entro cui bisognerà effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno martedì 26 marzo alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

Warrior: trailer, trama e uscita

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Warrior: trailer, trama e uscita

Cinemax ha diffuso trailer ufficiale di Warrior, l’annunciata nuova serie tv basata sugli scritti della leggenda leggenda delle arti marziali Bruce Lee, e creato e prodotto da Jonathan Tropper.

I primi episodi di Warrior debutteranno venerdì 5 Aprile su Cinemax.

https://youtu.be/b5Dt-5Pv61Q

Warrior

Warrior è un dramma criminale  denso e pieno d’azione ambientato durante le brutali Tong Wars della Chinatown di San Francisco nella seconda metà del 19° secolo. Creato e prodotto da Jonathan Tropper e sarà lunga 10 episodi.

Warrior segue Ah Sahm, un prodigio di arti marziali che emigra dalla Cina a San Francisco in circostanze misteriose e diventa un ascia per una delle più potenti pinze di Chinatown (la famiglia cinese della criminalità organizzata).

In Warrior protagonisti sono Andrew Koji, che interpreta Ah Sahm, i regulars della serie comprendono anche Kieran Bew, Olivia Cheng, Dianne Doan, Dean Jagger, Langley Kirkwood, Hoon Lee, Christian McKay, Joe Taslim, Jason Tobin, Joanna Vanderham, Tom Weston-Jones e Perry Yung.

La serie tv è prodotto per CINEMAX da Perfect Storm Entertainment, Tropper Ink Productions e Bruce Lee Entertainment; creato e prodotto da Jonathan Tropper. La produzione esecutiva di Justin Lin e Danielle Woodrow per conto di Perfect Storm Entertainment. La produzione esecutiva di Shannon Lee per Bruce Lee Entertainment. Esecutivo prodotto da Brad Kane e co-esecutivo prodotto da Richard Sharkey. Pilot è stato produttore esecutivo di Assaf Bernstein.

Warrior: trailer della terza stagione scatena il caos a Chinatown

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Max ha svelato il trailer della terza stagione di Warrior, il dramma storico ricco di azione ambientato durante le Tong Wars alla fine del 1870 a San Francisco. La serie è basata su scritti originali del leggendario artista marziale Bruce Lee.

Il nuovo trailer della terza stagione assicura ai fan che Warrior continuerà a portare l’azione adrenalinica a nuove vette, nonostante il passaggio a Max. Warrior è nato come produzione originale Cinemax prima di essere cancellato dopo due stagioni. Fortunatamente, Max della HBO ha raccolto il destino della serie e rilanciata per una terza stagione, offrendo ai fan l’opportunità di vedere come si sviluppa la storia di Ah Sahm dopo il sanguinoso finale della seconda stagione. Quindi, ormai manca davvero poco e anche se l’attesa è stata lunga (la seconda stagione è del 2020), il nuovo trailer conferma che i fan pazienti saranno premiati.

Cosa vedremo nella terza stagione di Warrior?

Il nuovo trailer della terza stagione di Warrior riporta anche Dianne Doan nei panni di Mai Ling, la sorella di Ah Sahm, che prende il controllo di Chinatown nel finale della seconda stagione. Nella prossima stagione, Mai Ling utilizzerà i suoi legami politici per consolidare i suoi poteri, mentre Ah Sahm cercherà di trovare nuovi modi per sopravvivere in una città che è diventata ostile alla sua esistenza.

Quando arriva la terza stagione di Warrior su Max?

La terza stagione di Warrior vede nel cast anche Olivia Cheng nei panni di Ah Toy, Jason Tobin nei panni di Young Jun, Kieran Bew nei panni dell’agente “Big Bill” O’Hara, Dean Jagger nei panni di Dan Leary, Joanna Vanderham nei panni di Penelope Blake, Tom Weston-Jones nei panni di Richard Lee , Hoon Lee nei panni di Wang Chao, Joe Taslim nei panni di Li Yong, Langley Kirkwood nei panni di Walter Buckley, Christian McKay nei panni del sindaco Samuel Blake, Perry Yung nei panni di padre Jun, Dustin Nguyen nei panni di Zing, Céline Buckens nei panni di Sophie Mercer, Miranda Raisoncome Nellie Davenport, Chen Tang come Hong e Maria-Elena Laas come Rosalita Vega. La terza stagione introdurrà anche Mark Dacascos nei panni del malvagio Kong Pak e Chelsea Muirhead nei panni di Yan Mi.

La terza stagione di Warrior sarà presentata in anteprima con tre episodi il 29 giugno 2023, esclusivamente su Max negli USA. Successivamente, nuovi episodi arrivano sullo streamer ogni settimana. Dai un’occhiata al nuovo trailer qui sotto.

La serie tv Warrior

The Tong Wars si riferisce a una serie di violente dispute territoriali tra fazioni criminali con sede a Chinatown e formate da immigrati cinesi che cercano di costruire un impero nelle strade di San Francisco. La prima stagione di Warrior segue Ah Sahm (Andrew Koji), un prodigio di arti marziali che arriva negli Stati Uniti alla ricerca della sorella scomparsa. Sfortunatamente, la competenza del protagonista con le arti marziali lo trasforma in una risorsa preziosa per i signori del crimine che cercano di prendere il controllo di Chinatown, il che mette Ah Sahm nel mezzo delle brutali battaglie per le strade. Il viaggio di Ah Sahm è affascinante, fin dal primo episodio e la serie tv presenta anche ipnotizzanti scazzottate che sottolineano come i guerrieri di arti marziali possano essere usati come armi mortali.

Warrior: trailer della nuova serie tv

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Warrior: trailer della nuova serie tv

Cinemax ha diffuso il trailer ufficiale di Warrior, l’annunciata serie tv in arrivo questa primavera.

Warrior è un dramma criminale denso e pieno d’azione ambientato durante le brutali Tong Wars della Chinatown di San Francisco nella seconda metà del 19° secolo. La serie segue Ah Sahm, un prodigio delle arti marziali che emigra dalla Cina a San Francisco in circostanze misteriose, e diventa un ascia per una delle più potenti mafie di Chinatown (la famiglia cinese della criminalità organizzata).

Warrior debutterà il 5 aprile sul canale americano.

Warrior è la nuova serie tv basata sugli scritti della leggenda delle arti marziali Bruce Lee, e creato e prodotto da Jonathan Tropper (“Banshee” di CINEMAX) con la sua Tropper Ink Productions e Justin Lin per conto di Perfect Storm Entertainment.

Warrior è un dramma criminale denso e pieno d’azione ambientato durante le brutali Tong Wars della Chinatown di San Francisco nella seconda metà del 19 ° secolo. La serie segue Ah Sahm, un prodigio di arti marziali che emigra dalla Cina a San Francisco in circostanze misteriose e diventa un ascia per una delle più potenti pinze di Chinatown (la famiglia cinese della criminalità organizzata).

Nel cast di Warrior protagonisti Andrew Koji, che interpreta Ah Sahm, i regulars della serie comprendono anche Kieran Bew, Olivia Cheng, Dianne Doan, Dean Jagger, Langley Kirkwood, Hoon Lee, Christian McKay, Joe Taslim, Jason Tobin, Joanna Vanderham, Tom Weston-Jones e Perry Yung.

WARRIOR è prodotto per CINEMAX da Perfect Storm Entertainment, Tropper Ink Productions e Bruce Lee Entertainment; creato e prodotto da Jonathan Tropper. La produzione esecutiva di Justin Lin e Danielle Woodrow per conto di Perfect Storm Entertainment. La produzione esecutiva di Shannon Lee per Bruce Lee Entertainment. Esecutivo prodotto da Brad Kane e co-esecutivo prodotto da Richard Sharkey. Pilot è stato produttore esecutivo di Assaf Bernstein.

Warrior: recensione del film con Tom Hardy

Warrior: recensione del film con Tom Hardy

In Warrior Il marine Tommy Conlon, tormentato da un tragico passato, torna a casa dopo quattordici anni per chiedere a suo padre di aiutarlo ad allenarsi per partecipare a “Sparta”, la più grande competizione di arti marziali della storia. Da ex-prodigio del Wrestling, Tommy si qualifica brillantemente, mentre il fratello Brendan, ex-lottatore diventato professore di liceo, ritorna al ring in un tentativo disperato di salvare la sua famiglia dalla rovina finanziaria.

Alcuni accenni di trama potrebbero accumunarlo a un’altra pellicola che fu una piacevole sorpresa nella passata stagione. Stiamo parlando di The Fighter di David O. Russell, che valse il Premio Oscar a due protagonisti, Christian Bale e Melissa Leo. Tuttavia Warrior si allontana considerevolmente dal quel film, in primis perché in questo caso i fratelli non combattono assieme ma seguono un percorso simile che li porterà a scontrarsi inevitabilmente in un duello ricco di emozioni e di tensione. Inoltre, le vicende umane che entrano in gioco sono di una complessità maggiore rispetto al film di Russell. La cosa che più sorprende della pellicola è la voglia dello spettatore di non voler patteggiare per l’uno o l’altro, di voler vedere entrambi trionfare in un duello senza esclusioni di colpi e che ha nell’eticità la sua componente di maggior rilievo. Va dato merito al regista (Gavin O’Connor) di averlo rappresentato in maniere esemplare raggiungendo leve emozionali altissime.

Warrior recesioneLa violenza di Warrior diventa una danza di sopravvivenza dove i cliché si perdono grazie alle convincenti interpretazioni dei protagonisti. La bravura del regista sta anche in questo, mettere al confronto due attori (Tom Hardy e Joel Edgerton) dirigendoli entrambi in maniera eccellente. Senza contare un altro mostro per interpretazione che fa da bilanciere fra le due vulcaniche personalità dei due protagonisti, Nick Nolte, chiamato a interpretare un ruolo complesso, quello di un padre alcolizzato e assente. Il suo contributo alla pellicola è inestimabile, aiuta tantissimo Warrior a raggiungere a tratti anche momenti di poesia e raffinatezza che in un film del genere non sono di certo scontati. Colpisce anche la sobrietà con la quale il film procede verso il suo traguardo finale, che è quello di mettere K.O. lo spettatore, estasiato e impassibile di fronte a momenti catartici che redimono le vite di ognuno.

Warrior: per Gavin O’Connor potrebbe esserci un sequel

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Warrior: per Gavin O’Connor potrebbe esserci un sequel

Il regista di Warrior, Gavin O’Connor, è impegnato in questi giorni, insieme al suo cast, nella promozione di The Accountant, film con Ben Affleck, JK Simmons e Anna Kendrick, che qui in Italia verrà presentato alla Festa del Film di Roma 2016 al via il prossimo 13 ottobre.

Parlando proprio del suo Warrior del 2011, O’Connor ha considerato al possibilità di un sequel alla storia dei due fratelli interpretati da Tom Hardy e Joel Edgerton.

“Quando ho fatto il film questo tipo di lottanon era molto famosa come lo è oggi. E per quel film, più di ogni altro film che ho fatto, ho un incredibile seguito di fan. Penso che è il film più personale che abbia mai fatto. Sono davvero grato, forse ne faremo un altro! È qualcosa di cui abbiamo parlato, io e gli attori.”

Di seguito la trama di Warrior: Paddy Conlon, ex lottatore e veterano della guerra in Vietnam, il cui alcolismo ha distrutto la famiglia, dopo 14 anni vede tornare a casa uno dei due figli, Tommy, scappato dai problemi del padre per proteggere la madre malata. Dopo essere fuggito senza lasciare tracce e dopo la morte della madre, Tommy si arruola nel corpo dei Marines con il quale compie un gesto eroico in Iraq salvando altri soldati in difficoltà e più tardi, dopo aver disertato a seguito di una missione finita in tragedia, rientra in patria con il cognome della madre. Una volta a casa, Tommy decide di tornare ad allenarsi nella lotta ed in particolare nella nuova disciplina MMA (Mixed Martial Arts) per partecipare ad un torneo gran premio (il torneo si chiama “Sparta”, organizzato dal ricco manager JJ Riley) dove il vincitore si porterà a casa l’intero montepremi. La sua forza dirompente e il suo carattere duro come la roccia lo aiuteranno in questo percorso.

Brendan, il figlio maggiore di Paddy, vive con la moglie e le due figlie, lontano anche lui dal padre e dal fratello, con il quale ha perso i contatti. Brendan insegna fisica al liceo di giorno e, per sopravvivere alla crisi economica, la sera arrotonda lo stipendio della scuola con combattimenti clandestini di MMA, facendo credere alla moglie di fare il buttafuori in un locale. A causa della crisi e della minaccia di pignoramento della casa, anche Brendan decide di tornare nella gabbia definitivamente, cominciando ad allenarsi costantemente.

Nel tentativo disperato del padre, lontano dall’alcool da alcuni anni, di ricostruire la famiglia e riavvicinare i figli, le coincidenze porteranno i due fratelli a partecipare insieme al torneo Sparta per sfidare i 16 migliori pesi medi al mondo. La forza e il coraggio che questi uomini dimostreranno nella gabbia mostreranno la fragilità e l’attaccamento che sempre ha tenuto uniti i due fratelli.

Fonte: SR

Warrior: la terza e ultima stagione su SKY e NOW

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Warrior: la terza e ultima stagione su SKY e NOW

Basata sugli scritti originali del leggendario Bruce Lee, torna con la sua terza ed ultima stagione della serie HBO Warrior, che andrà in onda con due nuovi episodi ogni venerdì dal 2 febbraio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

La serie, un dramma storico, ambientato durante le Tong Wars alla fine del 1870, vede protagonista Ah Sahm (Andrew Koji), un immigrato cinese, maestro di arti marziali, che diventa una delle punte di diamante di una delle famiglie criminali più potenti di Chinatown nella San Francisco dell’800. Combattendo le guerre Tong Ah ritrova sua sorella Mai Ling (Dianne Doan) che però lavora per la fazione opposta. In quest’ultimo capitolo Mai Ling prende il controllo di Chinatown. Utilizzerà i suoi legami politici per consolidare i suoi poteri, mentre Ah Sahm cercherà di trovare nuovi modi per sopravvivere in una città che è diventata ostile alla sua esistenza.

Nel cast Andrew Koji (Fast & Furious 6), Dianne Doan (Good Trouble), Olivia Cheng (Deadly Class), Jason Tobin (The Fast and the Furious: Tokyo Drift), Dean Jagger (Il Trono di Spade) è Kieran Bew (Da Vinci’s Demons). New entry nel cast di questa terza stagione Mark Dacascos (Hawaii Five-0) e Chelsea Muirhead (Spare Parts).

WARRIOR – Terza Stagione | Dal 2 febbraio in esclusiva su Sky e in streaming su NOW

Warrior: la storia vera dietro il film con Tom Hardy

Warrior: la storia vera dietro il film con Tom Hardy

Diretto nel 2011 da Gavin O’Connor, Warrior si colloca perfettamente all’interno della filmografia del regista, per il modo in cui fonde azione e dramma con un’intensa componente emotiva. Già noto per Miracle (2004), basato sulla vera storia della squadra di hockey statunitense, e per Pride and Glory (2008), O’Connor ha spesso raccontato storie di uomini in conflitto – con il mondo, con la famiglia, con se stessi. Con questo film, firma una delle sue opere più riuscite, capace di coniugare l’energia di un film sportivo con la profondità di un dramma familiare. A sostenere il tutto, un cast potente guidato da Tom Hardy, Joel Edgerton e Nick Nolte, quest’ultimo poi candidato all’Oscar per il suo ruolo.

Il film racconta la storia di due fratelli separati da anni – Tommy e Brendan – che si ritrovano a gareggiare nello stesso torneo di arti marziali miste, lo “Sparta”, ognuno per motivi personali e profondamente diversi. Intorno a loro, la figura del padre alcolizzato in cerca di redenzione e una serie di dinamiche familiari spezzate, cariche di dolore e rabbia repressa. Ma Warrior non è soltanto una storia di lotta fisica: è un racconto di riconciliazione, perdono e sacrificio, costruito con una sensibilità che lo eleva al di sopra del tipico film sportivo.

Temi come la seconda possibilità, la redenzione e il peso delle scelte personali sono centrali nell’evoluzione dei personaggi. Il contesto sportivo dell’MMA diventa così la metafora perfetta per affrontare i conflitti interiori dei protagonisti. Proprio per la sua intensità e il suo realismo emotivo, molti spettatori si chiedono: Warrior è tratto da una storia vera? Nei prossimi paragrafi risponderemo a questa domanda, analizzando le fonti d’ispirazione del film e il suo legame con eventi reali.

Warrior cast

Warrior è basato su una storia vera?

La risposta è che no, Warrior non è basato su una storia vera. La sceneggiatura – scritta da Gavin O’Connor, Anthony Tambakis e Cliff Dorfman – è interamente inventata e concepita originariamente per il film. Secondo il co-sceneggiatore e regista O’Connor, il film è però nato da “qualcosa” della sua vita personale. “Credo che l’idea o la comprensione del perdono fosse qualcosa che stavo davvero cercando di afferrare, e quando dico questo non intendo solo le parole ma il vero perdono nel cuore”, ha dichiarato a GQ.

Oltre al tema del perdono, lo sfondo delle arti marziali miste deriva anche dalla vita personale di O’Connor. “Credo che contemporaneamente l’idea di esplorare le arti marziali miste come sfondo di un film mi allettasse perché sono un fan di questo sport, lo seguo da un po’ e non l’ho mai visto al cinema”, ha aggiunto. La storia di due fratelli allontanati si è poi aggiunta all’idea che O’Connor stava sviluppando. Per il regista, l’idea proponeva anche la questione di come “guarire e perdonare”, che ha influenzato i conflitti tra Tommy, Brendan e il loro padre.

La sfida successiva per O’Connor è stata quella di concepire il torneo e il conflitto di due fratelli che si battono in una gara a chi vince di più, il fulcro del dramma sportivo. “[…] ho preso spunto dai tornei Pride e K1 in Giappone, dove si svolgono i tornei Grand Prix. Ma questi ragazzi [Tommy e Brendan] sono in rotta di collisione tra loro, e poi quando devono entrare nella gabbia per il campionato mondiale dei pesi medi, per chi fai il tifo? E questa per me è stata una sfida interessante come regista, perché non ricordo di aver mai visto una cosa del genere prima d’ora, in cui ti viene chiesto di scegliere“, ha dichiarato a GQ.

Warrior cast

Anche se il film è di fantasia, si possono fare dei paralleli tra i personaggi e le figure reali. La vita dell’ex campione dei pesi medi UFC Rich “Ace” Franklin, che era un insegnante di scuola superiore, assomiglia alla vita di Brendan come insegnante. Secondo quanto riportato, la vita del sergente dei Marines degli Stati Uniti Ewan G.P. Pennington ha invece parzialmente ispirato il passato di Tommy nel corpo dei Marines. Frank Grillo, che interpreta Frank Campana, si sarebbe ispirato all’allenatore di MMA Greg Jackson per concepire la sua performance.

L’“imbattibile” Koba nel film assomiglia invece a Fedor Emelianenko, un artista russo dei pesi massimi di arti marziali miste. Il personaggio del commentatore Bryan Callen ricorda il commentatore dell’UFC Joe Rogan. Sebbene la narrazione di Warrior sia effettivamente fittizia, nel film compaiono inoltre numerosi combattenti di MMA e personaggi degli sport da combattimento realmente esistiti, come Kurt Angle, Nate Marquardt, Anthony Johnson, Roan Carneiro, Yves Edwards, Amir Perets e Dan Caldwell. L’aggiunta di combattenti reali aumenta l’autenticità del film e lo avvicina quindi alla realtà.

Warrior: la serie sugli scritti Bruce Lee

Warrior: la serie sugli scritti Bruce Lee

Warrior è la serie tv sulle arti marziali creata da Jonathan Tropper e prodotta da Shannon Lee e Justin Lin per Cinemax. La serie si basa su un concetto originale e su un trattamento di Bruce Lee.

Per Bruce Lee fu il sogno di una vita. Un progetto a lungo cullato dalla leggenda delle arti marziali ma mai andato in porto, un soggetto di poche pagine scritte a mano da cui trarre una serie tv a metà fra action e denuncia sociale, sulla condizione degli immigrati cinesi in America.

Warrior: dove vederla in streaming

La prima stagione di WARRIOR ha debuttato dal 15 luglio 2019, ogni lunedì su Sky. WARRIOR  in streaming è disponibile su NOW.

Warrior streamimg

Warrior: la trama e il cast

La serie nasce proprio da quegli scritti grazie a Shannon Lee, figlia dell’attore e produttore che intorno ai primi anni 2000, unica erede dopo la scomparsa del fratello Brandon, ferito a morte in un incidente sul set de Il Corvo, prese in consegna l’archivio del padre e iniziò a coltivare l’idea di dare un seguito a quel trattamento per una serie tv. Grazie a lei e a Justin Lin (regista degli ultimi e dei prossimi capitoli della saga di Fast & Furious), al quale la Lee si rivolse per dar forma al progetto del padre, il sogno di Bruce Lee è diventato realtà. In 10 crudi e adrenalinici episodi da un’ora diretti da Jonathan Tropper, creatore di Banshee, e prodotta da Cinemax (HBO), Warrior è un “kung-fu drama” che racconta il mondo senza scrupoli della San Francisco di fine 1800.

Lo show segue Ah Sahm (Andrew Koji, Fast & Furious 6), un prodigio nelle arti marziali che arriva a San Francisco dalla Cina in circostanze misteriose e diventa in breve l’uomo di fiducia di una delle tong più potenti di Chinatown (completamente ricostruita in Sudafrica, a Cape Town), le famiglia cinesi dedite al crimine organizzato.

L’interprete principale della serie è Andrew Koji nei panni del protagonista, nel cast insieme a Kieran Bew (The Street), Olivia Cheng (Marco Polo), Dianne Doan (Vikings), Dean Jagger (Il Trono di Spade), Langley Kirkwood (Invictus – L’invincibile), Hoon Lee (Banshee – La città del male), Christian McKay (Io e Orson Welles), Joe Taslim (Fast & Furious 6), Jason Tobin (The Fast & the Furious: Tokyo Drift), Joanna Vanderham (The Paradise), Tom Weston-Jones (Copper) e Perry Yung (The Knick).

Warrior trama e cast

Warrior: le stagioni

Nell’aprile 2019, Cinemax ha rinnovato la serie per una seconda stagione che è stata presentata in anteprima il 2 ottobre 2020.  Era l’ultima serie di Cinemax prima di cessare la produzione della programmazione originale. Nell’aprile 2021, la serie è stata rinnovata per una terza stagione, insieme all’annuncio che la serie passerà a HBO Max.

Warrior stagione 1

  • S.1 episodio 1: San Francisco, 1878. Ah Sahm, un immigrato cinese appena arrivato con serie capacità di combattimento, viene presentato alla lingua più spietata di Chinatown, l’Hop Wei, da Chao, un fixer. Dopo aver impressionato Young Jun, figlio del leader tong padre Jun, Ah Sahm viene marchiato e portato in un bordello, dove fa amicizia con Ah Toy, una cortigiana con legami. Più tardi, alla ricerca di una donna che aveva lasciato la Cina due anni prima, Ah Sahm incontra Mai Ling e Li Yong, seguaci del leader rivale delle tong Long Zii, che sta cercando di evitare una guerra dell’oppio con l’Hop Wei, una guerra che Walter Buckley, …
  • S.1 episodio 2: Intercettando un carico di oppio al molo, Young Jun, con Ah Sahm e il suo luogotenente Bolo di Hop Wei al seguito, decide di inviare un messaggio a Long Zii. Big Bill e Lee indagano su una macabra scena di omicidio in un vicolo vicino a un bar irlandese, The Banshee. Penny Blake, la giovane moglie del sindaco di San Francisco, si trova in difficoltà mentre visita il molo con il suo servitore cinese, Jacob. Ah Sahm paga un caro prezzo per aver interpretato l’eroe. Il Long Zii ripulisce un casino e si prepara a ulteriori spargimenti di sangue.
  • S.1 episodio 3: Accusato di aggressione, Ah Sahm riceve una gelida spalla dall’Hop Wei, con il suo destino nelle mani di un alleato inaspettato; Buckley esorta Mai Ling a evitare la moderazione e ad iniziare una guerra con l’Hop Wei.
  • S.1 episodio 4: Big Bill scopre una possibile soluzione ai suoi eccessi di gioco; Penny rivela le circostanze che l’hanno spinta a sposare il sindaco Blake; Mai Ling offre ad Ah Sahm una via d’uscita da una lunga e sanguinosa guerra con le lingue.
  • S.1 episodio 5: Ah Sahm e Young Jun sono costretti a passare la notte con tre estranei in un saloon di frontiera, finché la deviazione non diventa pericolosa quando appare un famigerato fuorilegge alla ricerca di un lucroso giorno di paga.
  • S.1 episodio 6: Le tensioni si intensificano tra Hop Wei e Long Zii dopo un tentativo di omicidio; Big Bill si propone di pagare il suo debito con Jack; Blake e Buckley ricevono un mandato da Robert Crestwood.
  • S.1 episodio 7: Padre Jun manda Bolo a dare la caccia a Long Zii e Mai Ling; Penny si trova di fronte a una scelta sgradevole; Il passato di Lee lo raggiunge.
  • S.1 episodio 8: Dopo un bagno di sangue, Hop Wei e Long Zii considerano un nuovo modo per porre fine alle ostilità; Ah Toy e il suo socio in affari hanno colpito un bivio; Mai Ling avverte suo fratello di non intraprendere una battaglia che potrebbe non vincere.
  • S.1 episodio 9: Chinatown si riunisce per assistere a un “combattimento a premi” tra guerrieri d’élite di Hop Wei e Long Zii. Buckley gioca un bluff nella speranza di convincere Mercer ad abbassare la sua quota. Ah Sahm ricorda le sue radici di combattente, mentre Ah Toy lo avverte dei pericoli che lo attendono. Bill e Lee interrogano Wang Chao sulla recente serie di uccisioni con la spada a San Francisco.
  • S.1 episodio 10: Ah Sahm rifiuta le sue radici guerriere; Leary fa una visita violenta a Mercer.

Warrior cancellata dopo 3 stagioni, Netflix acquista i diritti in streaming

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Secondo Deadline, Max ha ufficialmente deciso di non rinnovare il drama marziale Warrior per una quarta stagione. La cancellazione arriva dopo quattro mesi dalla conclusione della terza stagione di 10 episodi della serie diretta da Andrew Koji.

Inoltre, è stato confermato che Netflix ha ufficialmente acquisito i diritti di streaming non esclusivi per tutte e tre le stagioni di Warrior, il cui debutto è previsto per febbraio 2024. Il sito fa notare che c’è la possibilità che lo streamer dia il via libera anche alla quarta stagione della serie, a seconda delle sue performance di audience sullo streamer.

Cosa sappiamo su Warrior?

Basato sugli scritti della leggenda delle arti marziali Bruce Lee, questo dramma poliziesco grintoso e ricco di azione è stato creato e prodotto da Jonathan Tropper. La storia è ambientata durante le brutali guerre Tong della Chinatown di San Francisco alla fine del XIX secolo. Segue Ah Sahm, un prodigio delle arti marziali che emigra dalla Cina a San Francisco in circostanze misteriose.

La serie è interpretata da Andrew Koji, Kieran Bew, Celine Buckens, Olivia Cheng, Dianne Doan, Dean Jagger, Langley Kirkwood, Maria-Elena Laas, Hoon Lee, Christian McKay, Dustin Nguyen, Miranda Raison, Chen Tang, Joe Taslim, Jason Tobin, Joanna Vanderham, Tom Weston-Jones e Perry Yung. La serie è stato prodotto anche da Justin Lin, Danielle Woodrow, Andre Schneider, Shannon Lee, Brad Kane, Richard Sharkey, Kenneth Lin, Evan Endicott e Josh Stoddard.