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Wayward – Ribelli 2 si farà? ecco cosa sappiamo finora sul futuro del thriller

La serie Wayward – Ribelli è ambientata a Tall Pines, una città immaginaria nel Vermont, sede della Tall Pines Academy, una scuola per giovani con problemi comportamentali. Ma la struttura, gestita da Evelyn (Toni Collette), si rivela più sinistra di quanto sembri a prima vista, con radici profonde. Come alla fine capisce Alex (Mae Martin), agente di polizia locale, tutti in città sono collegati al malvagio centro di riabilitazione.

Sebbene la trama di Wayward – Ribelle possa sembrare completamente fittizia, è stata ispirata dalla vita di Martin, come ha spiegato a Tudum nell’agosto 2025.

“All’inizio degli anni 2000 ero un’adolescente ribelle e la mia migliore amica è stata mandata in uno di questi istituti per adolescenti con problemi quando aveva 16 anni”, ha ricordato. “È tornata e mi ha raccontato storie pazzesche al riguardo”.

Sebbene la serie fosse stata etichettata come miniserie, alla fine degli otto episodi rimangono alcune domande senza risposta. Quindi, ci sarà una seconda stagione di Wayward? Ecco cosa c’è da sapere sul possibile proseguimento della serie.

Attenzione: spoiler su Wayward!

Ci sarà una seconda stagione di Wayward?

Netflix non ha ufficialmente rinnovato Wayward per una seconda stagione. L’originale di otto episodi è stato pubblicizzato come una “serie limitata”, ma il creatore Martin ritiene che “ci siano sicuramente altre storie da raccontare”.

Wayward si è concluso con Alex e sua moglie Laura (Sarah Gadon) che decidono di rimanere a Tall Pines. Dopo aver dato alla luce il loro bambino, lei diventa di fatto la nuova leader della setta. Tuttavia, il finale della coppia è ambiguo, così come quello di Evelyn, poiché non viene rivelato se sia sopravvissuta.

Cosa ha detto il creatore Mae Martin sulla seconda stagione di Wayward?

Martin non è solo uno dei protagonisti di Wayward, ma è anche il creatore della serie. Durante un’intervista con TV Insider nel settembre 2025, a Martin è stata chiesta la possibilità di una seconda stagione. “Mi è stato detto che era una miniserie, ma penso che ci siano sicuramente altre storie da raccontare”, ha detto.

“Abbiamo lasciato tutti quei personaggi in crisi, in sostanza”, ha continuato il comico. “Speriamo che sia abbastanza coerente da essere soddisfacente da guardare come serie”.

Cosa ha detto il cast di Wayward riguardo al ritorno per la seconda stagione?

Sembra che Martin sia disponibile a continuare con Wayward, e lo stesso vale per i suoi colleghi. Alyvia Alyn Lind, che interpreta Leila, ha dichiarato a Decider che sarebbe disposta a partecipare a un’altra stagione, “in qualsiasi momento, ovunque. Chiamatemi. Ci sarò”.

“Ho trascorso un periodo incredibile lavorando a questo progetto; è stata una vera benedizione e mi piacerebbe molto tornare”, ha continuato. “Netflix, dai, quando vuoi, noi siamo qui, pronti”. Nel frattempo, Collette ha stuzzicato TV Insider: “È infinitamente intrigante. Infinitamente. Ci sono tantissime direzioni che potrebbe prendere, questo è certo”. Un altro membro del cast, Gadon, ha aggiunto: “Niente è legato con un bel fiocchetto”.

Dove posso guardare Wayward?

Wayward – Ribelli è uscita il 25 settembre 2025. su Netflix. Wayward – Ribelli in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Wayne: Batman vs Logan nel trailer mash-up

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Wayne: Batman vs Logan nel trailer mash-up

Ecco un fan trailer mash up di un film immaginario dal titolo Wayne, in cui si immagina lo scontro tra il Batman di Ben Affleck e il Logan (l’unico) di Hugh Jackman.

https://www.youtube.com/watch?v=XfxqpAFLi_g

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Logan: il trailer finale italiano del film

Per Hugh Jackman questo ritorno nei panni del mutante con gli artigli di adamantio sarà la sua ottava volta (se si conta anche il cameo di X-Men L’Inizio) nel personaggio. È l’attore che più di tutti rappresenta i mutanti Marvel al cinema, una sorta di Robert Downey Jr per il corrispettivo MCU, e potrebbe essere arrivato alla fine del suo coinvolgimento nel franchise proprio con questo film.

Logan ha un’uscita prevista per il primo marzo 2017. Alla regia c’è James Mangold (già regista di Wolverine L’Immortale), mentre nel cast ci saranno Hugh Jackman, Boyd Holbrook, Richard E. Grant, Stephen Merchant, Eriq La Salle, Elise Neal e Patrick Stewart.

La trama del film

Nel prossimo futuro, uno stanco Logan si prende cura di un malato Professor X, in un nascondiglio sul confine messicano. Ma i tentativi di Logan per nascondersi dal mondo e dal suo passato finiscono quando arriva una giovane mutante, inseguita da forze oscure.

Wayne Stables, VFX Supervisor di TinTin a Torino A WIEW!

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Wayne Stables, supervisore degli effetti visivi della Weta Digital per il film di Steven Spielberg “Le Avventure di Tintin: Il segreto dell’unicorno”, terrà una delle prime presentazioni a livello mondiale del lavoro svolto dallo studio su questo film alla VIEW Conference di Torino.

Way To Blue global partner per la comunicazione di Kojima Productions

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KOJIMA PRODUCTIONS, lo studio indipendente per lo sviluppo di videogiochi, ha nominato Way To Blue come global partner per la comunicazione e il marketing.

A Way To Blue è stato richiesto di sviluppare una strategia di comunicazione globale ed integrata con l’obiettivo di creare, promuovere e amplificare storie attraverso la produzione di contenuti digitali, social, PR e creativi per il brand, con sede a Tokyo, fondato dal leggendario creatore di giochi, Hideo Kojima.

L’anno scorso KOJIMA PRODUCTIONS ha lanciato il pluripremiato videogioco DEATH STRANDING per PlayStation®4, del quale uscirà la versione per PC il 14 luglio 2020. Il gioco include le performance di un cast stellare tra cui Norman Reedus, Mads Mikkelsen, Léa Seydoux, Tommie Earl Jenkins, Troy Baker e Lindsay Wagner.

La campagna di Way To Blue si svilupperà in due fasi. La prima, iniziata subito, in cui l’agenzia, sfruttando il suo impatto e la sua presenza globale, ha esteso la portata dei social media della KOJIMA PRODUCTIONS, permettendo alla società giapponese di esprimersi in 7 nuove lingue.

Nella seconda fase, Way To Blue garantirà un servizio di ufficio stampa globale e la produzione di contenuti creativi digitali a supporto delle PRODUZIONI KOJIMA, tra cui DEATH STRANDING.

“Way to Blue ha capito fin dal primo momento le nostre esigenze”, ha dichiarato Jay Boor, Global Head of Marketing & Communications della KOJIMA PRODUCTIONS. “Il loro approccio a questo intero processo è stato autentico, intelligente e dinamico. Il team non ha solo capito il modo migliore per lavorare con noi, creando e raccontando efficacemente la nostra storia, ma è stato anche in grado di portare risultati concreti e tangibili e un valore aggiunto all’intero progetto. “

Il Managing Director di Way To Blue, Neil Kleiner, ha aggiunto:

“Way To Blue ha lavorato con alcuni dei più grandi storyteller del cinema e della TV per oltre 20 anni. Nell’ampliare il nostro focus al mondo del gaming, la collaborazione con la KOJIMA PRODUCTIONS segna per noi un’importante vittoria. Sotto la guida del leggendario Hideo Kojima, lo studio è considerato uno dei più visionari nel settore dei videogame (o forse di QUALSIASI settore). Siamo incredibilmente entusiasti di collaborare con KOJIMA PRODUCTIONS, che riteniamo perfettamente a metà tra l’intrattenimento cinematografico e il “futuro del gioco”, e siamo già al lavoro sull’uscita di DEATH STRANDING per PC “.

Per le ultime notizie e gli annunci di KOJIMA PRODUCTIONS, seguite @KojiPro2015_IT su Twitter.

Per ulteriori informazioni sulla prossima uscita di KOJIMA PRODUCTIONS, DEATH STRANDING per PC, in programma il 14 luglio, visitare deathstrandingpc.505games.com.

Way Down – Rapina alla Banca di Spagna: la spiegazione del finale del film

Way Down – Rapina alla Banca di Spagna, diretto da Jaume Balagueró, si inserisce nel filone degli heist movie contemporanei che fanno dell’ingegneria narrativa e della precisione tecnica il proprio fulcro spettacolare. Il film segue Thom (Freddie Highmore) giovane genio di Cambridge, reclutato per violare uno dei caveau più inaccessibili al mondo: quello della Banca di Spagna, un sistema costruito per reagire automaticamente a qualsiasi alterazione fisica attraverso un meccanismo di allagamento letale. Fin dalle prime sequenze, è evidente che la sfida non riguarda soltanto il furto, ma la possibilità di superare un sistema progettato per essere inviolabile.

Tuttavia, sotto la superficie del thriller ad alta tensione, il film costruisce un discorso più sottile sul concetto di controllo. Thom rifiuta il destino già scritto che il padre immagina per lui e sceglie invece un percorso che sembra basarsi sul rischio e sulla libertà. Ma proprio questa scelta lo conduce in un contesto dove ogni mossa è calcolata, ogni ruolo è predeterminato, e ogni relazione è potenzialmente manipolatoria. Il finale del film chiarisce questa ambiguità: il colpo non è mai soltanto un’operazione tecnica, ma una partita a più livelli in cui l’inganno diventa struttura portante.

Balagueró e la trasformazione dell’heist movie in thriller sistemico

La regia di Jaume Balagueró, noto per il suo lavoro nel cinema horror con la saga [REC], porta nel film una sensibilità orientata alla tensione claustrofobica e alla gestione dello spazio come trappola. Anche se Way Down – Rapina alla Banca di Spagna si allontana dall’horror puro, mantiene una costruzione visiva che trasforma il caveau in un ambiente ostile, quasi organico, capace di reagire agli intrusi.

Il film si colloca all’interno di una tradizione che include titoli come Ocean’s Eleven e Inside Man, ma ne rielabora i codici. Qui il colpo non è soltanto questione di abilità e coordinazione, ma di comprensione profonda di un sistema automatizzato che elimina l’errore umano. La Banca di Spagna diventa così un’entità quasi astratta, una macchina perfetta che non può essere ingannata senza un livello superiore di astrazione.

L’ambientazione durante i Mondiali del 2010 introduce un elemento di disturbo controllato: il caos della folla come copertura. Questo dettaglio non è solo funzionale alla trama, ma suggerisce una dialettica tra ordine e disordine. Il sistema bancario rappresenta la rigidità, mentre la città in festa incarna l’imprevedibilità. Il colpo si inserisce proprio in questa frattura.

Freddie Highmore in Way Down – Rapina alla Banca di Spagna
Freddie Highmore in Way Down – Rapina alla Banca di Spagna. Foto di Jorge Fuembuena – © Jorge Fuembuena

La spiegazione del finale: il doppio inganno e la rivelazione del vero obiettivo

Nel climax del film, il piano sembra funzionare: Thom e la squadra riescono a entrare nel caveau e recuperare le tre monete attribuite a Francis Drake, oggetti che contengono indizi su un tesoro più grande. Tuttavia, la situazione si complica quando Gustavo, capo della sicurezza, riprende il controllo e invia una squadra per arrestarli. È qui che emerge la prima frattura: James tradisce il gruppo, rivelando di lavorare per il governo britannico e cercando di appropriarsi delle monete.

Questo momento ridefinisce retroattivamente l’intera operazione. Il colpo non era mai stato un’azione unitaria, ma una convergenza temporanea di interessi divergenti. La tensione nel caveau, con l’acqua che sale e il tempo che si esaurisce, diventa la materializzazione di questo collasso interno.

La soluzione di Thom — aumentare il peso per ingannare il sistema — rappresenta l’atto finale di un confronto tra intelligenza umana e meccanismo automatico. Il sacrificio temporaneo di Simon, che si espone fisicamente per completare il piano, sottolinea che il sistema può essere aggirato solo attraverso un’interazione diretta e rischiosa.

Quando Thom e Lorraine riescono a fuggire, il film introduce il suo vero colpo di scena: le monete consegnate da James sono false. Walter ha sempre mantenuto il controllo dell’operazione, orchestrando un doppio inganno che esclude sia il governo britannico sia eventuali traditori interni. Il furto diventa così un livello intermedio di un piano più ampio, che punta a un tesoro ancora più grande nascosto sotto la Banca d’Inghilterra.

Il sistema come struttura inviolabile e l’inganno come unica forma di libertà

Way Down – Rapina alla Banca di Spagna costruisce il proprio discorso attorno al rapporto tra individuo e sistema. Il caveau rappresenta un ordine assoluto, una struttura che elimina l’imprevedibilità e punisce ogni deviazione. In questo contesto, l’ingegno di Thom non è semplicemente talento, ma tentativo di introdurre una variabile in un sistema chiuso.

Il film suggerisce che ogni sistema perfetto contiene una vulnerabilità, ma questa non può essere individuata attraverso la forza. È necessaria una comprensione profonda delle sue regole, al punto da poterle manipolare dall’interno. Thom non distrugge il sistema, lo inganna temporaneamente.

Allo stesso tempo, il film mette in scena una rete di inganni che coinvolge tutti i personaggi. Walter manipola il gruppo, James tradisce per conto di un’autorità superiore, e persino Thom viene inserito in un gioco che non controlla completamente. La libertà, quindi, non coincide con l’assenza di vincoli, ma con la capacità di muoversi tra livelli diversi di controllo.

Freddie Highmore, Sam Riley, Axel Stein, Luis Tosar e Astrid Bergès-Frisbey in Way Down - Rapina alla banca di Spagna
Freddie Highmore, Sam Riley, Axel Stein, Luis Tosar e Astrid Bergès-Frisbey in Way Down – Rapina alla banca di Spagna. Foto di Jorge Fuembuena – © Jorge Fuembuena

Il tesoro di Drake e l’ossessione per ciò che è nascosto

Le monete di Francis Drake non sono semplicemente un oggetto di valore, ma un simbolo narrativo. Rappresentano la promessa di una ricchezza più grande, sempre differita, sempre spostata altrove. Il fatto che il vero tesoro sia sotto un’altra banca suggerisce una logica di accumulazione infinita.

Il film costruisce così una metafora dell’ossessione contemporanea per ciò che è nascosto, per il segreto come valore. Il caveau non è solo un luogo fisico, ma un archivio di possibilità non accessibili. Penetrarlo significa accedere a un livello di conoscenza riservato.

Il colpo come processo continuo e la serialità dell’inganno

Il finale aperto, con il nuovo colpo pianificato a Londra durante le Olimpiadi del 2012, introduce una dimensione seriale. L’operazione non si conclude, ma si ripete su scala diversa. Questo suggerisce che l’heist non è un evento isolato, ma un modello operativo.

Walter emerge come figura centrale in questa logica: non è interessato al singolo bottino, ma alla costruzione di un sistema di colpi interconnessi. Il suo vero talento non è rubare, ma orchestrare scenari in cui altri agiscono secondo un piano che non comprendono pienamente.

Astrid Bergès-Frisbey in Way Down - Rapina alla banca di Spagna
Astrid Bergès-Frisbey in Way Down – Rapina alla banca di Spagna. Foto di Jorge Fuembuena – © Jorge Fuembuena

Il significato del finale: l’impossibilità di uscire dal sistema e la ridefinizione del concetto di vittoria

Il finale di Way Down – Rapina alla Banca di Spagna non celebra semplicemente il successo del colpo, ma ne mette in discussione il significato. Chi vince davvero? Thom ottiene una forma di realizzazione personale, ma resta all’interno di un gioco più grande. James fallisce nel suo tradimento, ma rappresenta un’altra forma di controllo istituzionale. Walter, infine, appare come l’unico in grado di muoversi tra questi livelli senza essere completamente vincolato.

Il film suggerisce che non esiste una vera uscita dal sistema, ma solo la possibilità di ridefinire la propria posizione al suo interno. Il colpo, in questa prospettiva, non è un atto di rottura, ma un momento di riorganizzazione.

La vittoria non coincide con il possesso del tesoro, ma con la capacità di restare un passo avanti rispetto agli altri giocatori. In questo senso, il finale apre a una visione del mondo in cui il controllo è sempre parziale e l’inganno è l’unico strumento per negoziare la propria libertà.

Waves, recensione del film di Trey Edward Shults #RomaFF14

Waves, recensione del film di Trey Edward Shults #RomaFF14

Waves don’t die, le onde non muoiono, canta Kanye West nella decima traccia di The Life of Pablo, un album che parla di fede, famiglia e del ruolo dell’uomo nero nel mondo occidentale, oscillando tra spavalderia e frammentarietà fino a sconfinare nella paranoia. La copertina, guarda caso, spicca su una delle pareti della camera da letto di Tyler, il protagonista del terzo lungometraggio di Trey Edward Shults: una rappresentazione chiara dell’idea di successo e onnipotenza perpetuata dal rapper di Atlanta e di un nuovo modello di giovane afroamericano che avanza sotto il segno del privilegio e della ricchezza conquistate grazie al sudore dei genitori.

Tyler vive in una grande villa, è la stella della squadra di wrestling della scuola, ha una bellissima ragazza e i capelli tinti di biondo (tanto per ribadire il bisogno di paragonarsi ai bianchi e il fatto che non esiste più differenza), ma per qualche motivo deve continuamente dimostrare e provare agli altri che quel successo è meritato. Una vita apparentemente perfetta può essere distrutta per sempre? Proprio come le onde, quando pensi che si siano ritirate, ne arrivano altre più violente che cancellano ogni cosa.

Waves, tra teen drama e tragedia familiare

Dopo l’intimo ritratto familiare di Krisha (2015) e l’horror postapocalittico di It comes at night (2027), Shults alza la posta in gioco e punta all’impresa, girando un film lunghissimo, con cambi di formato e punti di vista che vuole essere un commento sull’empatia e sull’ interconnessione della natura umana. Siamo davvero tutti parte di un disegno e le decisioni che prendiamo, giuste o sbagliate, influenzano l’esperienza delle persone intorno a noi?

Waves è racconto universale e cronaca privata, che inizia nei classici – ma anche distorti – schemi del teen drama, girato come una puntata di Euphoria, per poi diventare tragedia familiare, e similmente alla serie di Sam Levinson, la forma, la musica e l’estetica riflettono uno stato d’animo e sono un mezzo per restituire le gioie e i dolori dei personaggi. I paesaggi sensuali della Florida, la gioventù, l’entusiasmo, un infortunio, la fidanzata incinta, il futuro che va a rotoli: c’è un film su Tyler e un film su coloro che proveranno ad andare avanti.

Waves “verso” la meraviglia

La sicurezza con cui il regista gira e, attraverso il montaggio e le note di Trent Raznor e Atticus Ross (più brani del già citato Kanye West, Kendrick Lamar, Radiohead e Frank Ocean), introduce la sequenza d’apertura è da brividi. Un disagio misto a eccitazione di movimenti senza tregua che cresce preannunciando guai; come se volesse riprodurre il rumore dell’onda che va a infrangersi sullo scoglio, o farci sentire in bilico a bordo di uno strapiombo con la voglia di spiccare il volo.

Shults fa girare vorticosamente la macchina da presa, ci investe della rovina del protagonista che è causa del suo male e di quello che arreca al padre, alla matrigna, alla sorella, e fino a quando mantiene l’attenzione su di lui, Waves viaggia sui binari della meraviglia (e “verso” la meraviglia, citando il titolo dell’opera del maestro che l’ha tenuto a battesimo sul set, Terrence Malick). Lentamente, quando si apre ad altre prospettive giocando con i formati, perde il focus e sfalda la tensione costruita fino a quel punto, tra strascichi del cinema di Barry Jenkins e la volontà di osare senza avere ancora la maturità per toccare la cima.

Watts e McGregor insieme

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Naomi Watts e Ewan McGregor saranno i protagonisti del secondo film dello spagnolo Juan Antonio Bayona, regista di The Orphanage.

Watermark – L’acqua è il bene più prezioso, il trailer

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Watermark – L’acqua è il bene più prezioso, il trailer

Dopo aver ricevuto il plauso della critica e ottenuto oltre 50.000 spettatori nei cinema italiani con ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA, che indagava l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso straordinarie immagini, Fondazione Stensen e Valmyn sono lieti di portare nei cinema anche il secondo capitolo della colossale opera sull’ambiente realizzata da Jennifer Baichwal ed Edward Burtynsky: Watermark – L’acqua è il bene più prezioso, uno straordinario documentario fotografico sul fondamentale ruolo che l’acqua ricopre nella formazione e nello sviluppo dei Popoli.

L’acqua costituisce oltre il 70% del pianeta e del nostro corpo, attorno a lei sono nate la società e la tecnologia e si sono sviluppate le grandi civiltà. Probabilmente per il suo controllo combatteremo le guerre del futuro. Watermark – L’acqua è il bene più prezioso è un ritratto di grande attualità, che restituisce un quadro visivamente affascinante della complessità della situazione attuale, che spazia dalle gigantesche infrastrutture costruite dall’uomo ai sempre più numerosi disastri ambientali (esondazioni, allagamenti, erosione delle coste…), dagli sprechi del mondo ricco fino all’ingegno storico di conservazione e mantenimento di un bene così prezioso per la vita.

Il percorso dei registi porta lo spettatore tra le enormi fattorie galleggianti al largo della costa cinese del Fujian, al cantiere di Xiluodu, la più grande diga ad arco al mondo, nel delta del deserto dove si arena il possente fiume Colorado, tra le concerie di cuoio di Dhaka. Ma anche agli Open di Surf di Huntington Beach negli Stati Uniti e al Kumbh Mela ad Allahabad, dove si radunano 30 milioni di persone per immergersi tutte insieme nel sacro Gange. Ulteriori immagini accompagnano gli scienziati che estraggono carote di ghiaccio dalle profondità del sottosuolo della Groenlandia e tra coloro che esplorano l’incontaminato spartiacque della Columbia Britannica settentrionale.

Questi sono solo alcuni degli straordinari luoghi filmati e raccontati nel documentario WATERMARK – L’acqua è il bene più prezioso, in arrivo nei cinema italiani a partire dal 14 ottobre in occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale.

Watermark – L’acqua è il bene più prezioso, dal 14 ottobre al cinema

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Dopo aver ricevuto il plauso della critica e ottenuto oltre 50.000 spettatori nei cinema italiani con ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA, che indagava l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso straordinarie immagini, Fondazione Stensen e Valmyn sono lieti di portare nei cinema anche il secondo capitolo della colossale opera sull’ambiente realizzata da Jennifer Baichwal ed Edward Burtynsky: Watermark – L’acqua è il bene più prezioso, uno straordinario documentario fotografico sul fondamentale ruolo che l’acqua ricopre nella formazione e nello sviluppo dei Popoli.

L’acqua costituisce oltre il 70% del pianeta e del nostro corpo, attorno a lei sono nate la società e la tecnologia e si sono sviluppate le grandi civiltà. Probabilmente per il suo controllo combatteremo le guerre del futuro. Watermark – L’acqua è il bene più prezioso è un ritratto di grande attualità, che restituisce un quadro visivamente affascinante della complessità della situazione attuale, che spazia dalle gigantesche infrastrutture costruite dall’uomo ai sempre più numerosi disastri ambientali (esondazioni, allagamenti, erosione delle coste…), dagli sprechi del mondo ricco fino all’ingegno storico di conservazione e mantenimento di un bene così prezioso per la vita.

Il percorso dei registi porta lo spettatore tra le enormi fattorie galleggianti al largo della costa cinese del Fujian, al cantiere di Xiluodu, la più grande diga ad arco al mondo, nel delta del deserto dove si arena il possente fiume Colorado, tra le concerie di cuoio di Dhaka. Ma anche agli Open di Surf di Huntington Beach negli Stati Uniti e al Kumbh Mela ad Allahabad, dove si radunano 30 milioni di persone per immergersi tutte insieme nel sacro Gange. Ulteriori immagini accompagnano gli scienziati che estraggono carote di ghiaccio dalle profondità del sottosuolo della Groenlandia e tra coloro che esplorano l’incontaminato spartiacque della Columbia Britannica settentrionale.

Questi sono solo alcuni degli straordinari luoghi filmati e raccontati nel documentario WATERMARK – L’acqua è il bene più prezioso, in arrivo nei cinema italiani a partire dal 14 ottobre in occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale.

Watermark – L’acqua e bene più prezioso al cinema dal 14 ottobre

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Watermark – L’acqua e bene più prezioso al cinema dal 14 ottobre

Dopo aver ricevuto il plauso della critica e ottenuto oltre 50.000 spettatori nei cinema italiani con ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA, che indagava l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso straordinarie immagini, Fondazione Stensen e Valmyn sono lieti di portare nei cinema anche il secondo capitolo della colossale opera sull’ambiente realizzata da Jennifer Baichwal ed Edward Burtynsky: Watermark – L’acqua e bene più prezioso, uno straordinario documentario fotografico sul fondamentale ruolo che l’acqua ricopre nella formazione e nello sviluppo dei Popoli.

Questi sono solo alcuni degli straordinari luoghi filmati e raccontati nel documentario Watermark – L’acqua e bene più prezioso, in arrivo nei cinema italiani a partire dal 14 ottobre in occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale.

Watermark – L’acqua e bene più prezioso, il film

L’acqua costituisce oltre il 70% del pianeta e del nostro corpo, attorno a lei sono nate la società e la tecnologia e si sono sviluppate le grandi civiltà. Probabilmente per il suo controllo combatteremo le guerre del futuro. Watermark – L’acqua e bene più prezioso è un ritratto di grande attualità, che restituisce un quadro visivamente affascinante della complessità della situazione attuale, che spazia dalle gigantesche infrastrutture costruite dall’uomo ai sempre più numerosi disastri ambientali (esondazioni, allagamenti, erosione delle coste…), dagli sprechi del mondo ricco fino all’ingegno storico di conservazione e mantenimento di un bene così prezioso per la vita.

Il percorso dei registi porta lo spettatore tra le enormi fattorie galleggianti al largo della costa cinese del Fujian, al cantiere di Xiluodu, la più grande diga ad arco al mondo, nel delta del deserto dove si arena il possente fiume Colorado, tra le concerie di cuoio di Dhaka. Ma anche agli Open di Surf di Huntington Beach negli Stati Uniti e al Kumbh Mela ad Allahabad, dove si radunano 30 milioni di persone per immergersi tutte insieme nel sacro Gange. Ulteriori immagini accompagnano gli scienziati che estraggono carote di ghiaccio dalle profondità del sottosuolo della Groenlandia e tra coloro che esplorano l’incontaminato spartiacque della Columbia Britannica settentrionale.

Water Horse – la leggenda degli abissi – recensione

Water Horse – la leggenda degli abissi – recensione

Water Horse – la leggenda degli abissi è un film fantasy del 2007 diretto da Jay Russel e con protagonisti Alex Etel, Emily Watson, Ben Chaplin, David Morrissey, Craig Hall e Brian Cox.

La trama di Water Horse – la leggenda degli abissi

Water Horse - la leggenda degli abissi tramaTrama: Nella Scozia dei giorni nostri, una coppia di turisti americani incontra casualmente in un bar un anziano, che  racconta loro la sua personale versione  delle origini del famoso ‘Mostro di Loch Ness’: si torna indietro nel tempo, agli anni ’40: Angus è un giovane ragazzo la cui vita si svolge in una grande casa sul lago di Loch Ness, assieme alla madre (governante della villa) la sorella, il resto della servitù, cui presto si aggiungerà il ‘factotum’ Lewis; Angus vive nella speranza di veder tornare a casa il padre, disperso in guerra;  nel corso di una delle tante escursioni nei dintorni del lago, il protagonista trova un enorme uovo, dal quale esce una misteriosa creatura, da lui battezzata Crusoe; Angus comincia a prendersene cura, mettendo a parte del suo segreto solo la sorella e lo stesso Lewis, che gli rivelerà che la creatura è un ‘Water Horse’, un ‘cavallo di mare’, creatura leggendaria la cui esistenza non è mai stata certa. L’animale cresce rapidamente ed Angus lo libera nel lago, trovandosi però costretto a difenderlo quando la villa e lo stesso specchio d’acqua diventano una base operativa della Royal AirForce, e un luogo di test per dispositivi da usare contro i sottomarini tedeschi…

La recensione di Water Horse – la leggenda degli abissi

Analisi: Water Horse – la leggenda degli abissi – Classico ‘fantasy per famiglie’ (non a caso uscito in occasione delle festività natalizie, nel 2007) che declina in territori molto vicini alla favola una storia già vista.  Punto di partenza,  il romanzo omonimo di Dick King-Smith, adattato per il grande schermo dallo sceneggiatore Robert Nelson Jacobs (già candidato all’Oscar per Chocolate), per la regia di Jay Russell,  specializzato in ‘film per famiglie’ (Il mio cane Skip, Tuck Everlasting) qui alla prima prova ad elevato budget. Il risultato è un riuscito ‘film di genere’, che ha goduto di un buon successo di pubblico (costato 40 milioni di dollari, ne ha raccolti poco più di un centinaio nelle sale) e di critica. Certo, la storia si svolge secondo moduli prevedibili e caratterizzazioni canoniche: un padre assente, una madre distratta, troppo impegnata a ‘portare avanti la baracca’ per accorgersi del nuovo ‘animale domestico’ del figlio, i militare nella parte dei cattivi… E.T. è dietro l’angolo, con sketch e ‘trovate’ che in alcuni casi lo riportano direttamente alla memoria.

Water Horse - la leggenda degli abissiGirato in gran parte in Nuova Zelanda (ma senza rinunciare ad effettuare parte delle riprese nell’ambientazione scozzese), Water Horse – la leggenda degli abissi si lascia guardare, a patto naturalmente di farsi coinvolgere dall’atmosfera favolistica e di non avere troppe pretese: una sceneggiatura adatta all’occasione ma nulla di più e capacità registiche forse non proprio all’altezza del compito trovano un buon sostegno nelle discrete interpretazioni di un cast ben assemblato a cominciare dal giovane protagonista Alex Etel (visto precedentemente in Millions di Danny Boyle), passando per Emily Watson nel ruolo della madre, fino ai principali comprimari: David Morrissey, Ben Chaplin, Brian Cox e Craig Hall. La colonna sonora è curata da  James Newton Howard (i film della saga di Hunger Games ed After Heart i suoi lavori più recenti) e vede il contributo di  Sinead O’Connor col brano “Back where you belong”.

Nonostante il buon riscontro, Water Horse – la leggenda degli abissi non sembra aver portato grande fortuna né al regista Jay Russell, né al protagonista Alex Etel: per entrambi Water Horse rappresenta infatti l’ultimo lavoro degno di nota di carriere poi proseguite senza esiti altrettanto brillanti

Water for Elephants: la locandina

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Water for Elephants: la locandina

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E’ uscito il primo poster ufficiale di Water for Elephants, il film che vedrà per la prima volta sullo schermo la coppia Robert PattinsonReese Witherspoon.

Water for Elephants date: Robert Pattinson

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remember me

Annuncio importante per i fan di Robert Pattinson, per sapere quando arriverà in Italia Water for Elephants, non dovranno attendere molto.  Ora vi possiamo dire che la data di uscita è…

Watchmen: Zack Snyder torna sull’assenza del calamaro nel suo film

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Watchmen di Zack Snyder è stato un adattamento per lo più fedele alla graphic novel originale di Alan Moore e Dave Gibbons, non fosse che nel film non abbiamo visto il calamaro gigante.

Il fumetto originale termina con la rivelazione che Ozymandias aveva costruito un polpo gigante e lo aveva lasciato cadere su Manhattan, sperando così di estinguere le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, facendo credere che il mondo fosse stato attaccato dagli alieni. La versione di Snyder contiene la stessa tipologia di attacco, ma nel film Ozymandias fa sembrare che sia il Dr. Manhattan il responsabile dell’accaduto.

Considerando il contesto del film, il finale optato da Snyder ha comunque funzionato. Tuttavia, la recente serie Watchmen targata HBO e creata da Damon Lindelof, ha dimostrato che il calamaro può comunque funzionare sullo schermo. Durante un’intervista con Uproxx in occasione della promozione di Army of the Dead, Snyder ha confermato di non aver ancora avuto la possibilità di guardare la serie e ha spiegato perché ha deciso di non includere il calamaro nel suo film.

“Amo Watchmen. Non ho rimpianti. Amo quel film al 100%. È esattamente quello che volevo fare”, ha spiegato il regista. “In un certo senso, penso che ci sia una bella lezione universitaria che qualcuno potrebbe tenere circa le differenze fra il Dr. Manhattan e il polpo. Sul perché abbiamo scelto il Dr. Manhattan e come funziona tematicamente in reazione al climax dell’opera.”

Nonostante ciò, Snyder ha ammesso che ora prenderebbe in considerazione l’aggiunta del calamaro se dovesse girare il film oggi: “Ma voglio aggiungere che, basandomi sul film che ho appena fatto, ossia Justice League, potrei prendere in considerazione il calamaro. Di sicuro, in quel caso, avrei dovuto fare un film più lungo. Sì, se avessi deciso di includere il polpo, il film sarebbe stato più lungo. Ma c’era già Dr. Manhattan, quindi non c’era la necessità di inserirlo.”

Watchmen: un serie in lavorazione alla HBO

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Watchmen: un serie in lavorazione alla HBO

Ricordate il bel film di Zack Snyder del 2009, Watchmen? Adesso il regista si è rivolto alla HBO per mettere a punto la realizzazione di una serie tv che possa portare sul piccolo schermo le vicende del fumetto di Alan Moore.

Non si sa molto e come al solito con la HBO è sempre difficile fare previsioni, per cui l’unica cosa certa è che per il momento esiste la possibilità che il progetto entri in porto.

Che ne pensate voi?

Fonte: Collider

Watchmen: recensione del film di Zack Snyder

Watchmen: recensione del film di Zack Snyder

Watchmen è l’acclamato adattamento cinematografico dell’omonima graphic novel di Alan Moore. Il film è del 2009 ed è diretto da Zack Snyder e vede protagonisti nel cast Billy Cudrup, Patrick Wilson, Jack Earle Jackey, Malin Akerman, Carla Cugino, Matthew GoodeJeffrey Dean Morgan.

La trama di Watchmen

Stati Uniti,  anni ’80: Edward Blake, l’ex giustiziere noto come Il Comico, muore in circostanze misteriose; Rorschach, l’ultimo a non essersi arreso alla messa fuori legge dei vigilanti in costume indaga, coinvolgendo gli ex compagni Nite Owl e Silk Spectre (nel frattempo ritiratisi nelle secche di una grigia quotidianità) per scoprire che quell’omicidio è solo un piccolo tassello di un più terrificante piano su larga scala, in un modo in cui la nascita di supereroi o semplici giustizieri ha cambiato il corso della storia, assistendo alla loro ascesa (a partire da quella del Dr. Manhattan, un superessere dai contorni quasi divini), trionfo e caduta. 

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Watchmen, il crepuscolo dei supereroi

Nel 2009 Zack Snyder rende realtà un sogno covato da tutti gli appassionati del fumetto supereroistico per l’ultimo quarto di secolo: vedere trasposto sullo schermo Watchmen, capolavoro di Alan Moore e Dave Gibbons che, oltrepassando i confini del ‘genere’, è ritenuto uno dei più grandi esempi di narrativa disegnata, ottenendo una ‘dignità letteraria’ di certo non frequente quando si tratta di ‘eroi in calzamaglia’. L’impresa era improba: prevedibile fin dall’inizio che Watchmen si sarebbe configurato come una riduzione, piuttosto che come una fedele trasposizione: troppo ampia, articolata, complessa l’opera originale, piena di livelli di lettura, personaggi e sottotrame che si affiancavano alla vicenda principale.

Snyder, assieme agli sceneggiatori David Hayter ed Alex Tse decide di concentrarsi proprio su quest’ultima, elidendo, dove possibile riassumendo e prendendosi le libertà tipiche di questi casi, peraltro comprensibili se si pensa che dall’uscita del fumetto sono passati quasi 25 anni e dunque il pubblico è molto più ‘smaliziato’ di un tempo. L’esito è apprezzabile, per quanto controverso, avendo spaccato i cultori dell’originale tra apprezzamento e palese rifiuto (a partire dallo stesso Alan Moore, refrattario ad ogni progetto di cui lui non abbia l’assoluto e totale controllo, mentre il disegnatore Dave Gibbons ha invece collaborato al progetto).

Lo spirito dei personaggi e l’atmosfera generale della storia vengono rispettati e riproposti con efficacia, a partire dal Dr. Manhattan e dalla sua luminescenza blu; riuscitissima la sequenza iniziale, in cui sulle struggenti note della dylaniana The times they are A-changin’, vengono riassunte le vicende degli eroi in maschera precedenti a quanto narrato nel film. Contribuisce al  risultato un cast di buon livello  che,  pur privo di autentiche primedonne vede i  partecipanti mettersi al servizio della causa senza strafare, puntando tutto sulla presenza scenica di personaggi e il fascino dei costumi, in un’opera in cui, come tipico del cinema di Snyder, la fantasmagoria degli effetti visivi prende per il sopravvento sulle singole interpretazioni.

 

Watchmen: per Patrick Wilson il film ha spianato la strada agli Avengers del MCU

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Patrick Wilson, attualmente in sala con il film Insidious: La porta rossa, da lui diretto e interpretato, è tornato a parlare di Watchmen (qui la recensione), il cinecomic diretto nel 2009 da Zack Snyder. L’attore, che ricorda l’esperienza con molto piacere, si è detto convinto che quel film abbia aperto la strada a The Avengers. Come noto, Watchmen esplora un mondo in cui i supereroi sono stati messi al bando, non prima di aver però profondamente cambiato il corso della storia degli Stati Uniti. Quando le vite di tutti gli Watchen sono minacciate, questi sono costretti ad uscire allo scoperto per salvare nuovamente il mondo.

Mentre i fan del materiale originale sono tutt’oggi divisi sulla qualità del film, Wilson è pienamente convinto della sua natura rivoluzionaria. In un’intervista con ReelBlend, Wilson parla della sua prospettiva sull’eredità di Watchmen, affermando che: “Watchmen è l’unico mio film che ho visto dall’inizio alla fine dalla premiere. Quel film è fantastico. Sapevo che Zack Snyder era in anticipo sulla curva. Sai, è strano dire che il pubblico non fosse pronto, ma hai bisogno di un film del genere. Hai bisogno che i film diventino così oscuri in modo che poi gli Avengers possano diventare così leggeri“.

Watchmen è stato uno dei primi film di supereroi moderni. Potrebbe essere difficile pensare che un film così oscuro e grintoso, che ha esaminato il lato brutto degli eroi e della società, avrebbe avuto un impatto su film come Aquaman e L’uomo d’acciaio. Tuttavia, Watchmen ha effettivamente svolto un ruolo importante nell’ispirare il DCEU. Per prima cosa, il film ha evidenziato come i fumetti possano essere portati in vita e gli argomenti unici che si possono affrontare. Senza dubbio ha avuto un ruolo nella Warner Bros. che ha scelto Snyder per dirigere L’uomo d’acciaio e dare il via al DCEU.

Nel frattempo, il DCEU è stato costruito attorno ad alcuni dei temi di Watchmen, in particolare i suoi eroi imperfetti. Film come Batman v Superman: Dawn of Justice, Suicide Squad e Birds of Prey approfondiscono la figura degli antieroi e l’offuscamento dei confini tra il bene e il male. Tornano dunque temi centrali di Watchmen come la moralità, la corruzione dell’umanità e la complessità del giusto contro lo sbagliato. Watchmen ha dunque effettivamente cambiato la storia dei film sui supereroi fornendo una visione unica di tali personaggi e aiutando a ispirare e spianare la strada al DCEU e all’MCU.

Watchmen: Paul Greengrass paragona il suo film mai realizzato a Joker

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Il regista Paul Greengrass ha parlato del suo adattamento di Watchmen mai realizzato, spiegando quale sarebbe stato il suo approccio: a quanto pare, sarebbe stato molto simile a Joker di Todd Phillips. Watchmen, la serie a fumetti del 1986, è stata adattata più di una volta dalla DC. L’acclamato regista Zack Snyder ha tentato di dare vita al fumetto nel 2009, ma il suo film non ha soddisfatto le aspettative dei fan. La ben più acclamata  serie su HBO ha persino utilizzato alcune scene per criticare l’approccio stilizzato di Snyder alla storia.

Di recente, Paul Greengrass ha affermato che avrebbe impiegato un approccio molto diverso al suo film di Watchmen. Greengrass è principalmente un regista action, più noto per il suo lavoro all’interno del franchise di Jason Bourne. Sebbene si tratti di un genere leggermente diverso da Joker, il film di Todd Phillips e il lavoro di Greengrass avrebbero potuto avere qualcosa in comune di molto importante: l’ambientazione in un “mondo reale” crudo e ostinato.

Ospite del podcast Happy Sad Confused, Paul Greengrass ha parlato della sua visione del Watchmen mai realizzato, affermando che sarebbe stato molto simile a Joker. Greengrass ha spiegato che la più grande somiglianza tra il film di Phillips e il suo adattamento della graphic novel di Alan Moore sarebbe stata l’ambientazione realistica e oscura del mondo. “Mi piaceva credere che questi personaggi vivessero nel mondo reale e che molto di ciò che stavano pensando e facendo fosse delirante. C’era qualcosa in Joker che aveva una qualità simile”, ha dichiarato Greengrass riguardo alla sua visione.

Paul Greengrass era stato inizialmente incaricato di dirigere il Watchmen del 2009, che è stato poi affidato a Zack Snyder. Per stessa ammissione del regista, Greengrass crede che l’impossibilità di riuscire a trasmettere chiaramente le sue idee per la storia sia uno dei motivi per cui, alla fine, non ha diretto il film. Il regista è attualmente impegnato con la promozione del suo ultimo film, Notizie dal mondo, con protagonista Tom Hanks.

Watchmen: la Warner Bros lavora all’adattamento animato

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Watchmen: la Warner Bros lavora all’adattamento animato

Sono passati quasi nove anni dal debutto di Watchmen firmato da Zack Snyder al cinema, adattamento che fu un discreto successo di critica e pubblico. Ed oggi a distanza di molti anni arrivano dei rumors che rivelano un nuovo potenziale adattamento sulla famosissima graphic novel.

Infatti in giorni la Warner Bros ha lanciato un nuovo sondaggio per gli utenti che sono chiamati ad esprimersi e a votare i nuovi progetti annunciati dallo Studios. Ebbene proprio durante una sessione sembra sia venuto fuori che è in cantiere un nuovo adattamento proprio di Watchmen. 

Secondo le prime notizie diffuse sembra che l’adattamento sia una versione animata di Watchmen in rating-R, dunque molto federe al materiale originale. Con ogni probabilità il film farà parte dei lungometraggi animati targati Warner/DC che escono direttamente in home video.

Ovviamente non avendo diramato nessun annuncio ufficiale, al momento questi sono solo rumors, dunque non resta che aspettare ulteriori notizie.  

Watchmen è una miniserie a fumetti supereroistica di dodici albi, scritta dall’autore britannico Alan Moore e disegnata dal suo connazionale Dave Gibbons, che venne pubblicata in albi mensili dalla DC Comics tra il 1986 e il 1987. Malgrado l’editore, la miniserie è completamente avulsa dall’universo DC e quindi non ha nulla a che vedere con personaggi come Batman e Superman. Ad oggi rimane l’unico romanzo grafico ad aver vinto un premio Hugo e ad essere inserito nella lista di TIME Magazine dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi”.

La particolarità innovativa che differenzia principalmente Watchmen dai fumetti di genere che lo hanno preceduto, è quella di presentare i supereroi protagonisti più nell’aspetto umano e “quotidiano” che in quello straordinario e avventuroso, “decostruendo” l’archetipo del supereroe convenzionale. Ecco che allora vengono descritti i loro problemi etici e personali, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i loro difetti e le loro nevrosi, spesso riconducibili a particolari avvenimenti del loro passato. Inoltre, nessuno di essi – con una sola notevole eccezione – possiede alcun superpotere: sono persone comuni che hanno deciso di fare il mestiere, comune nell’universo di Watchmen, del “giustiziere mascherato”. A questo si devono aggiungere una sapiente applicazione di tecniche cinematografiche, un ampio uso di simboli, dialoghi con più livelli interpretativi e metanarrazione.

 

Watchmen: la spiegazione del finale del film e del fumetto

Watchmen: la spiegazione del finale del film e del fumetto

Le versioni a fumetti e cinematografica di Watchmen (qui la recensione) hanno finali completamente diversi, ma entrambe sono efficaci nel loro contesto. Concepito da Alan Moore e Dave Gibbons, Watchmen ha rivoluzionato il panorama dei fumetti quando il suo primo numero è stato pubblicato nel 1986, offrendo una storia matura e politicamente consapevole che mette in guardia dai supereroi corrotti e dal vigilantismo degenerato. Dopo oltre 20 anni come classico di culto nel canone DC, Zack Snyder, regista di 300, è stato incaricato di portare questa storia sul grande schermo, un’impresa che molti ritenevano impossibile.

Il film Watchmen del 2009 è stato però un pioniere in termini di film sui supereroi non adatti alle famiglie (Christopher Nolan lo ha definito “in anticipo sui tempi”) e ha stabilito lo stile crudo e cupo di Snyder che avrebbe poi dato origine a L’Uomo d’Acciaio e al DCEU. Non per l’ultima volta nella carriera di Snyder, Watchmen si è però rivelato un adattamento molto controverso, ricevendo elogi diffusi ma allo stesso tempo irritando i puristi dei fumetti. Ciononostante, il film è diventato un cult a pieno titolo, fungendo da ispirazione per film come Logan – The Wolverine e The Boys e meritandosi un seguito in una serie TV su HBO.

Nonostante la presenza di supereroi stupratori e violenza a non finire, l’elemento di gran lunga più controverso di Watchmen di Snyder è stato il finale. In quello che era più o meno un adattamento fedele del materiale originale, il film ha poi preso una direzione completamente diversa per il suo atto conclusivo e questo è stato da allora un punto di contesa tra i fan. Sebbene la forza del finale di Snyder sia spesso oggetto di dibattito, entrambe le versioni funzionano bene a modo loro. Approfondiamo il loro valore qui di seguito!

film di supereroi

Il finale del fumetto Watchmen

Ambientato in un 1985 alternativo negli Stati Uniti, dove l’emergere di vigilanti mascherati e dell’onnipotente Dr. Manhattan ha alterato il corso della storia, la storia originale di Watchmen è ambientata sullo sfondo reale della Guerra Fredda, con le tensioni tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti che lasciano il mondo sull’orlo della devastazione nucleare. Gli eventi di Watchmen sono innescati dalla comparsa di un assassino che sembra prendere di mira gli ex supereroi. Il caso viene ripreso dal vigilante ancora attivo Rorschach, che riunisce la banda per indagare sulla cospirazione.

Alla fine, Rorschach, Gufo Notturno, Spettro di Seta e il dottor Manhattan risalgono agli omicidi fino al loro ex collega Adrian Veidt, precedentemente noto come Ozymandias. Ora amministratore delegato della sua società, Veidt ha deciso di intraprendere un’azione decisiva contro l’incombente terza guerra mondiale e spera di unire il mondo in pace e armonia inscenando un attacco alieno, costringendo le superpotenze globali della Terra a risolvere le loro divergenze e a unirsi.

Sebbene questo piano possa sembrare promettente sulla carta, il principale punto critico è che Veidt insiste che milioni di persone devono morire nell’attacco affinché la falsa minaccia sia presa sul serio. Alla fine, i Watchmen non riescono, o in alcuni casi decidono semplicemente di non farlo, a fermare il piano di Veidt e l’atto finale del fumetto vede un calamaro gigante creato dai laboratori segreti dell’uomo d’affari scatenarsi su New York sotto le spoglie di un’invasione aliena.

Watchmen

Il finale del film Watchmen del 2009

La versione di Snyder di Watchmen segue essenzialmente la stessa struttura sopra descritta, ma si discosta quando si tratta dei dettagli del piano di Ozymandias. Invece di creare biologicamente un calamaro gigante da far passare per un invasore alieno, l’Ozymandias del film live-action innesca una serie di esplosioni nucleari nelle principali città del mondo e incastra il dottor Manhattan come colpevole imitando la firma della sua radiazione naturale. L’effetto è quasi identico a quello dei fumetti: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica smettono di essere nemici e si rivoltano contro il dottor Manhattan, anche se a costo di molte vite.

Come nei fumetti, Dr. Manhattan alla fine capisce la logica del piano di Veidt e accetta il suo nuovo ruolo, lasciando la Terra, presumibilmente per sempre. Per alcuni, alterare la fonte della distruzione di Ozymandias è stato solo un cambiamento superficiale che non ha influito sul tono e sulla direzione generale del finale originale di Watchmen e, considerando quanto gli studi cinematografici amino il lieto fine, è un piccolo miracolo che la conclusione cupa di Watchmen sia stata mantenuta.

Tuttavia, ciò non ha impedito una valanga di critiche da parte dei fan dei fumetti che ritenevano che la presenza del calamaro fosse un elemento integrante del finale di Watchmen. Al contrario, però, negli ultimi anni i critici hanno iniziato a oscillare nella direzione opposta, sostenendo che il finale con il calamaro fosse sempre stato un po’ ridicolo e che le modifiche di Snyder migliorassero effettivamente il progetto originale di Moore.

LEGGI ANCHE: Watchmen: il finale del film poteva essere molto diverso

Ozymandias Watchmen cattivi

Perché entrambi i finali di Watchmen sono fantastici

Piuttosto che dire che un finale di Watchmen è migliore dell’altro, forse è più corretto affermare che sia la versione a fumetti che quella cinematografica sono ideali per i rispettivi mezzi di comunicazione. Il calamaro psichico di Moore può sembrare involontariamente esilarante a chi non conosce i fumetti di Watchmen, ma come minaccia che minaccia di conquistare il mondo creata da un ex supereroe, è un’aggiunta quasi perfetta. I fumetti di Watchmen contengono molto più umorismo nero rispetto al film di Snyder e questo gioca a favore del piano di Ozymandias.

In modo gloriosamente autoreferenziale, il cattivo assume un team di artisti per progettare l’alieno simile a un calamaro e poi usa la sua ricchezza per renderlo realtà. In quanto racconto ammonitore sui supereroi (e i fumetti erano molto meno lusinghieri del film in questo senso), questo finale permette all’opera di commentare sia l’ego gonfiato degli eroi, sia la natura volubile delle potenze politiche mondiali. Inoltre, una creatura aliena è molto più efficace sulla carta di una serie di esplosioni.

Dopo essersi sviluppato gradualmente nel corso di 12 numeri, Watchmen meritava un climax adeguatamente drammatico, e una serie di vignette con esplosioni non avrebbe avuto lo stesso peso sulla carta stampata come sul grande schermo, dove sono disponibili le dimensioni aggiuntive del suono e del movimento. Una creatura brillante e stranamente impressionante, tuttavia, fornisce una minaccia molto più visiva, suscitando sia sorpresa che disgusto nel lettore.

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Per quanto il finale di Watchmen sia fantastico nei fumetti, semplicemente non avrebbe funzionato sul grande schermo. La rappresentazione cruda del mondo di Watchmen da parte di Snyder sarebbe stata irrimediabilmente danneggiata dall’apparizione di un mostro ultraterreno nell’atto finale e avrebbe causato un cambiamento stridente nel tono, soprattutto per chi non sapeva cosa aspettarsi. Il calamaro avrebbe anche dovuto essere una creazione in CGI e, anche a distanza di un decennio, i film sui supereroi faticano ancora a trovare il successo con cattivi finali nati da una massa di effetti speciali.

Tuttavia, scaricando la colpa sul Dr. Manhattan, il film Watchmen adotta l’approccio basato sui personaggi che meglio si adatta ai lungometraggi e richiama le insicurezze e l’umanità in declino di Manhattan, un tema esplorato in entrambe le versioni della storia. Incolpare il supereroe per un crimine che non ha commesso non solo aggiunge ulteriore tragicità alla sua storia, ma rende anche il piano di Ozymandias più personale, sfruttando in particolare le abilità di un ex amico e la paura che circonda la sua stessa esistenza. Si potrebbe forse sostenere che la versione live-action della cospirazione di Ozymandias abbia più senso logico rispetto ai fumetti.

In un fumetto è molto più facile testare i limiti del realismo e della logica e i lettori sono più disposti a sospendere la loro incredulità. Le trame devono essere strutturate in modo più rigoroso sullo schermo, tuttavia, e c’è un senso naturale nel fatto che Veidt utilizzi il potere di Manhattan per farlo apparire come una minaccia globale, il che richiede meno preparativi e spiegazioni rispetto al finale del fumetto. Come noto, però, la serie TV ha infine soddisfatto chi voleva vedere il calamaro gigante inserendo in un flashback proprio questa creatura.

LEGGI ANCHE: Watchmen: Zack Snyder torna sull’assenza del calamaro nel suo film

Watchmen: il primo trailer del film d’animazione in due parti assomiglia molto all’adattamento di Zack Snyder

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Chi vuole guardare un altro adattamento diretto di Watchmen? Gli aggiornamenti sono stati scarsi da quando abbiamo saputo che la Warner Bros. Animation e i DC Studios stavano sviluppando un film d’animazione basato sull’iconica graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons durante il SDCC dello scorso anno, ma ora è stato rilasciato online il primo teaser trailer.

Il film evento in due parti utilizza lo stile dell’animazione in computer grafica: il primo capitolo dovrebbe debuttare nel corso dell’anno e il secondo nel 2025. Il progetto è stato descritto come “un balzo in avanti per la nostra DC Cinematic Animation”. Il trailer anticipa alcuni momenti chiave che saranno sicuramente familiari ai fan del fumetto – e dell’adattamento live-action di Zack Snyder!

Non si può fare a meno di notare che questo film assomiglia molto a quello del 2009, che, a dire il vero, ha anche ricreato numerosi pannelli dalla pagina. Tuttavia, siamo sicuri che alcuni fan speravano in una rivisitazione completamente nuova del materiale, piuttosto che in un’altra versione pedissequamente fedele.

Il filmato ci permette di vedere la maggior parte dei personaggi principali, tra cui il Comico, il Dottor Manhattan, Silk Spectre, Nite Owl e Rorschach, che ancora una volta sembra essere il fulcro della storia.

Con una mossa un po’ insolita, il trailer è stato rilasciato prima dell’annuncio del team creativo e del cast vocale, ma ci assicureremo di aggiornarlo non appena la WB condividerà i dettagli.

Nel 2019 la HBO ha realizzato una serie sequel di Watchmen con grande successo. La serie si è conclusa con un cliffhanger (di un certo tipo), ma non si è saputo nulla di una seconda stagione e lo scrittore Damon Lindelof ha dichiarato in alcune interviste che è altamente improbabile che ciò accada.

Watchmen: il finale del film poteva essere molto diverso

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Watchmen: il finale del film poteva essere molto diverso

David Hayter, co-sceneggiatore di Watchmen del 2009, ha rivelato in un’intervista che il finale originale del film avrebbe potuto essere completamente diverso da quello che i fan hanno visto sul grande schermo. Un adattamento live-action del fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons era in lavorazione da decenni, con numerosi registi di spicco (tra cui Terry Gilliam, Paul Greengrass e Darren Aronofsky) che vennero incaricati di dirigere il film durante le numerose fasi di sviluppo. Il fumetto si è rivelato particolarmente complicato da adattare, con diverse argomentazioni (incluse alcune dello stesso Moore) che sostenevano che il fumetto era praticamente “infilmabile”. Tuttavia, nel 2009 è finalmente uscito il live action, diretto da Zack Snyder.

Il finale del Watchmen di Snyder presenta alcune differenze sostanziali rispetto al materiale originale: ciò è da sempre considerato l’aspetto più controverso dell’adattamento. Creare l’atto finale del film è stata la sfida ricorrente con cui hanno dovuti confrontarsi tutti i registi coinvolti nel progetto nel corso degli anni. Il fumetto termina con la rivelazione che Ozymandias aveva costruito un calamaro gigante e lo aveva lasciato cadere su Manhattan, sperando così di estinguere le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, facendo credere che il mondo fosse stato attaccato dagli alieni. La versione di Snyder contiene la stessa tipologia di attacco, ma nel film Ozymandias fa sembrare che sia il Dr. Manhattan il responsabile dell’accaduto. Il cambiamento è stato oggetto di numerosi dibattiti all’interno del fandom, sebbene ci siano dei meriti in entrambe le tipologie di finale.

In una recente intervista con Script Apart, il co-sceneggiatore di Watchmen, David Hayter (che a sua volta era anche stato incaricato di dirigere l’adattamento), ha rivelato che il finale che aveva scritto quando Paul Greengrass era in procinto di dirigere il film, era molto diverso dal finale che abbiamo visto nella versione di Snyder. Ozymandias avrebbe creato una falsa proiezione del Dr. Manhattan che avrebbe attaccato diverse città, nonostante il tempo per festeggiare il suo successo sarebbe stato relativamente breve: Nite Owl, infatti, avrebbe avuto il sopravvento su Ozymandias schiacciandolo con la sua nave Archie, uccidendo l’uomo più intelligente del mondo, nonché il responsabile della morte di milioni di persone. 

Un adattamento tematicamente accurato di Watchmen è possibile

Questa rivelazione arriva in un momento in cui Watchmen ha vissuto una nuova impennata di rilevanza all’interno del panorama della cultura pop. L’omonima serie targata HBO del 2019, ideata da Damon Lindelof e che funge da sequel del fumetto, ha ricevuto ampi consensi da parte della critica. Alcuni sostengono che la serie di Lindelof corrisponda narrativamente al materiale originale più del film di Zack Snyder. Nonostante la sua storia particolarmente travagliata, il tempo ha dimostrato che un adattamento tematicamente accurato di Watchmen è molto possibile. 

Watchmen: i colori del film di Zack Snyder – video

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Watchmen: i colori del film di Zack Snyder – video

Il video seguente, diffuso via Youtube dalla Legendary, ci mostra tutta la gamma di colori che Watchmen, l’adattamento dell’omonimo fumetto a opera di Zack Snyder, dispiega in tutta la sua durata.

https://www.youtube.com/watch?v=LHa3M3xZbug

Watchmen è un film del 2009 diretto da Zack Snyder, trasposizione cinematografica dell’omonima miniserie a fumetti di Alan Moore e Dave Gibbons, vincitrice di un premio Hugo.

WatchmenIl film è uscito in anteprima il 5 marzo 2009 in Nuova Zelanda, mentre negli Stati Uniti ed altri paesi del mondo il 6 marzo 2009. A causa delle esplicite scene di sesso e di violenza, in Italia il film è stato vietato ai minori di 14 anni.

Trama: Nel 1938, in risposta a un aumento del crimine, viene formato il gruppo dei Minutemen, composto da vigilanti mascherati, e, decenni dopo, quello analogo dei Watchmen. La loro esistenza ha tuttavia drasticamente influenzato gli eventi della storia: il Dottor Manhattan aiuta gli Stati Uniti a vincere la Guerra del Vietnam usando i suoi superpoteri, consentendo a Richard Nixon di venire rieletto più volte negli anni seguenti. L’esistenza del Dottor Manhattan fornisce agli Stati Uniti un vantaggio strategico sull’Unione Sovietica, che dal 1980 minaccia di far sfociare la Guerra fredda in una guerra nucleare. Nello stesso periodo il crescente sentimento anti-vigilanti raggiunge il culmine quando la lotta contro il crimine viene dichiarata illegale. Mentre molti membri degli Watchmen si ritirano, il Dottor Manhattan e il Comico operano come agenti del governo e il misterioso vigilante mascherato, Rorschach, continua ad operare illegalmente nei bassifondi.

Watchmen: honest trailer del film di Zach Snyder

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Watchmen: honest trailer del film di Zach Snyder

Il noto canale Screen Junkies ha diffuso il trailer onesto di Watchmen, il film diretto da Zack Snyder e prodotto dalla Warner Bros Pictures.

Watchmen è un film del 2009 diretto da Zack Snyder, trasposizione cinematografica dell’omonima miniserie a fumetti di Alan Moore e Dave Gibbons, vincitrice di un premio Hugo.

WatchmenIl film è uscito in anteprima il 5 marzo 2009 in Nuova Zelanda, mentre negli Stati Uniti ed altri paesi del mondo il 6 marzo 2009. A causa delle esplicite scene di sesso e di violenza, in Italia il film è stato vietato ai minori di 14 anni.

Trama: Nel 1938, in risposta a un aumento del crimine, viene formato il gruppo dei Minutemen, composto da vigilanti mascherati, e, decenni dopo, quello analogo dei Watchmen. La loro esistenza ha tuttavia drasticamente influenzato gli eventi della storia: il Dottor Manhattan aiuta gli Stati Uniti a vincere la Guerra del Vietnam usando i suoi superpoteri, consentendo a Richard Nixon di venire rieletto più volte negli anni seguenti. L’esistenza del Dottor Manhattan fornisce agli Stati Uniti un vantaggio strategico sull’Unione Sovietica, che dal 1980 minaccia di far sfociare la Guerra fredda in una guerra nucleare. Nello stesso periodo il crescente sentimento anti-vigilanti raggiunge il culmine quando la lotta contro il crimine viene dichiarata illegale. Mentre molti membri degli Watchmen si ritirano, il Dottor Manhattan e il Comico operano come agenti del governo e il misterioso vigilante mascherato, Rorschach, continua ad operare illegalmente nei bassifondi.

Watchmen: DC e Warner Bros al lavoro su un film d’animazione

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Watchmen: DC e Warner Bros al lavoro su un film d’animazione

Un nuovo film di Watchmen arriverà nel 2024. Mentre DC e Warner Bros hanno saltato il Comic Con 2023, hanno comunque annunciato 2 nuovi film DC per il 2024: un remake animato di Watchmen e un tanto atteso adattamento di Justice League: Crisis On Infinite Earths.

Il seminale fumetto di Alan Moore è esploso nel 1986, sfidando in modo provocatorio i punti fermi dei fumetti come la moralità in bianco e nero e offrendo grotteschi specchi oscuri di supereroi affermati come Nick Fury, Captain Atom e Blue Beetle. Un successo strepitoso, a lungo considerato inadattabile, ma il 2024 vedrà un terzo risultato del genere.

L’account Twitter ufficiale di DC ha annunciato silenziosamente i film con un semplice “perché non è ancora il 2024?!?” prima di rivelare i titoli. L’annuncio di Watchmen ha suscitato un misto di eccitazione e confusione, dato l’enorme potenziale per adattare il sequel di Doomsday Clock di Geoff Johns, o un prequel che adatta le otto miniserie esistenti di Before Watchmen.

La decisione di rifare quella storia, appena 14 anni dopo la versione live-action diretta da Zack Snyder e dopo l’eccellente serie live-action Watchmen della HBO ancora fresca nella memoria, è una mossa particolarmente interessante. Il film uscirà sotto l’etichetta DC Animated Movie, che sembra essere intercambiabile con gli altri affermati film animati originali DC Universe, che hanno una continuità interna. È probabile che Watchmen, originariamente annunciato nel 2017, sarà un film autonomo come l’originale di Moore.

Watchmen: Christopher Nolan elogia il film di Zack Snyder definendolo “in anticipo sui tempi”

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Watchmen, diretto nel 2009 da Zack Snyder, è stato non solo un fedele adattamento dei fumetti di Alan Moore e Dave Gibbons, ma anche un film sui supereroi che ha contribuito alla decostruzione di tali figure divine, che in quegli anni stavano inizialmente prendendo d’assalto i cinema di tutto il mondo. Sfortunatamente, il film non ha ricevuto un’accoglienza particolarmente calorosa e ha incassato solo 185 milioni di dollari a fronte di un budget, allora considerevole, di 120 milioni. Watchmen non è poi ancora riuscito a raggiungere lo status di cult, ma possiede indubbiamente una solida fanbase che non manca di ricordarlo ed elogiarlo pubblicamente.

A far parte di questo gruppo vi è anche il regista Christopher Nolan. I un profilo dedicato a Snyder dal The Hollywood Reporter, si riporta infatti la seguente affermazione del regista di Oppenheimer: “Ho sempre creduto che Watchmen fosse in anticipo sui tempi. L’idea di una squadra di supereroi, che sovverte così brillantemente, non era ancora una cosa da film. Sarebbe stato affascinante vederlo uscire dopo gli Avengers“. Il film si concentra infatti sui lati più oscuri di coloro che dovrebbero essere i vigilanti di quanto avviene sulla terra, con Snyder che ha brillantemente riproposto quanto espresso da Moore e Gibbons nei loro fumetti.

Nel 2019 come noto è poi stata realizzata anche una serie televisiva prodotta dalla HBO e sviluppata da Damon Lindelof come sequel del racconto a fumetti. Attualmente la Warner Bros. è invece al lavoro su un adattamento animato di Watchmen, nel quale però Snyder non è coinvolto in questo e di cui al momento non ci sono notizie sul team creativo o sul cast. Il film del 2009 rimane però un punto fermo, che ben prima che gli Avengers o la Justice League arrivassero sul grande schermo ha proposto un team di eroi e mostrato i difficili rapporti tra di essi, dove ognuno si svela essere l’incarnazione di un determinato aspetto degli Stati Uniti d’America.

Watchmen Zack Snyder risponde alle critiche di Joel Silver

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Watchmen Zack Snyder risponde alle critiche di Joel Silver

WatchmenEra solo questione di tempo ormai, prima che Zack Snyder prendesse la parola in merito alle dichiarazioni di Joel Silver sulla realizzazione di Watchmen e sul finale che avrebbe realizzato Terry Gilliam se fosse rimasto alla regia del progetto. Come vi abbiamo detto sabato (a questo link la notizia), Silver aveva parlato in occasione di una conferenza stampa di come Gilliam avesse pensato il finale del film tratto dal fumetto di Alan Moore, affermando chiaramente che l’idea di Gilliam fosse migliore rispetto a quello che poi è stato il film, diretto da Snyder, e che Silver ha giudicato troppo asservito al materiale originale.

Ebbene, ecco cosa ha risposto Zack Snyder:

Se leggeste la fine della versione di Gilliam, capireste che è da folli. In tutta onestà, ho scelto Watchmen per me stesso. E’ probabilmente il mio film preferito tra quelli che ho girato. Adoro il film e la passione che c’è dietro. Ho deciso di prendere le redini del progetto perchè sapevo che lo studio lo avrebbe fatto comunque e rovinato. Quindi, in fin dei conti, l’ho fatto per salvarlo dai Terry Gilliam di questo mondo.

Watchmen Capitolo I: ecco il primo trailer vietato e l’intero cast vocale

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È stato pubblicato il primo trailer di Watchmen Capitolo I, insieme al cast vocale completo dell’adattamento R-Rated della Warner Bros. Animation dell’iconica graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons.

È stato anche confermato oggi, per gentile concessione di IGN, che il film debutterà in digitale il 13 agosto, con un’uscita in 4K Ultra HD e Blu-ray il 27 agosto. Come con il film di Zack Snyder del 2009, sembra che il fumetto abbia preso vita, sollevando la domanda su cosa offrirà quest’ultima versione che il suo predecessore live-action non ha fatto. Il regista di Man of Steel si è preso alcune libertà con il materiale originale, quindi forse questa versione sarà ancora più fedele.

Nel 2019 la HBO ha realizzato una serie sequel di Watchmen con grande successo. La serie si è conclusa con un cliffhanger (di un certo tipo), ma non si è saputo nulla di una seconda stagione e lo scrittore Damon Lindelof ha dichiarato in alcune interviste che è altamente improbabile che ciò accada.

Watchmen Capitolo I – il trailer 

Watchmen Capitolo I, il cast vocale

Tornando al cast di Watchmen Capitolo I, sarà guidato da Matthew Rhys (Nite Owl), Katee Sackhoff (Silk Spectre), Titus Welliver (Rorschach), Troy Baker (Ozymandias), Michael Cerveris (Dr. Manhattan) e Rick D. Wasserman (Il Comico).

I doppiatori di supporto includono Adrienne Barbeau (Sally Jupiter/Silk Spectre), Corey Burton (Captain Metropolis), Jeffrey Combs (Moloch), John Marshall Jones (Hooded Justice), Yuri Lowenthal (Wally Weaver), Geoff Pierson (Nite Owl) e Kari Wahlgren (Janey Slater).

Watchmen Capitolo I, la trama

La sinossi ufficiale del film recita: “In una storia mondiale alternativa ambientata nel 1985, l’omicidio di un supereroe sponsorizzato dal governo trascina i suoi colleghi fuorilegge fuori dalla pensione e li coinvolge in un mistero che minaccia di sconvolgere le loro vite personali e il mondo stesso”.

Watcher: Maika Monroe torna al cinema con un thriller psicologico, dal 7 settembre nelle sale

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Arriva nelle sale italiane Watcher, thriller psicologico diretto dalla regista Chloe Okuno con protagonisti Maika Monroe, Burn Gorman, Karl Glusman, Madalina Anea, Stefan Iancu. Accolto in modo straordinario al Sundance Film Festival dove è stato presentato in anteprima mondiale, Watcher è un thriller/horror psicologico d’autore e al femminile, capace di giocare con gli stilemi del genere mentre sviluppa con attenzione tematiche sociali d’attualità (gaslighting, stalking, alienazione per citarne alcuni). Il film approderà nelle sale italiane mercoledì 7 settembre, distribuito da Lucky Red e Universal Pictures International Italy.

A firmare la sceneggiatura (con Zack Ford) e la regia è la talentuosa Chloe Okuno, che debutta al cinema dopo una serie di cortometraggi e dopo essersi fatta apprezzare per aver diretto “Storm Drain”, considerato tra i migliori segmenti dell’antologia horror V/H/S/94.  Protagonista assoluta Maika Monroe, che torna al genere che l’ha resa celebre con l’iconico e acclamato It Follows di David Robert Mitchell. La sua performance in Watcher è stata molto applaudita dal pubblico del Sundance e salutata con recensioni entusiastiche.

La trama

Julia, una giovane donna, si trasferisce a Bucarest per seguire il marito nel suo nuovo lavoro. Mentre cerca di integrarsi nella nuova realtà, la città viene sconvolta dagli omicidi di un serial killer. Isolata e senza riuscire a comunicare, Julia si lascia suggestionare dagli avvenimenti fino ad accorgersi di essere costantemente osservata da un uomo dal palazzo di fronte. Tra realtà e paranoia, Julia sprofonda in un vero e proprio incubo ad occhi aperti a cui nessuno sembra credere. Nemmeno il marito.

Watcher, la spiegazione del finale: Come finisce questo thriller sugli stalker?

Quando la carriera di attrice di Maika Monroe è decollata nel 2014 con il film horror di successo It Follows (la nostra recensione), sembrava che l’attrice fosse sulla via della superstar. Invece ha scelto una strada diversa, costruendo un curriculum impressionante con alcuni superbi film minori come Villains e Significant Other.  Forse la cosa migliore che ha fatto negli ultimi anni è Watcher (lanostra recensione) del 2022, un thriller con al centro la Monroe nei panni di una donna perseguitata da un serial killer.

Sebbene film con questa premessa siano stati fatti numerose volte, Watcher è qualcosa di diverso, che si aggrappa alla sua star con una performance tranquilla che inizia lentamente, con la tensione che aumenta costantemente fino al finale snervante che non lascerà presto la vostra memoria. Scritto e diretto da Chloe Okuno, al suo primo lungometraggio, Watcher è un film importante per uomini e donne.

Watcher inizia come una storia di solitudine e possibile paranoia

Maika Monroe in Watcher

Gran parte di Watcher è incentrato sulla solitudine: Maika Monroe interpreta Julia, che era un’attrice in America, ma che ora è un pesce fuor d’acqua nella sua nuova casa di Bucarest, in Romania, dove suo marito Francis (Karl Glusman) lavora dopo un trasferimento.

Julia si sente smarrita, incapace di parlare la lingua dei nuovi colleghi del marito, ma anche lontana dalla sua vera casa e dalla sua carriera passata. Il marito e i suoi amici spettegolano sulla notizia del Ragno, un serial killer a piede libero che uccide giovani donne in giro per Bucarest e poi taglia loro la testa.

Mentre Francis è fuori tutto il giorno per lavoro, Julia è bloccata nel loro appartamento senza molto da fare. È una donna sola, che cerca di imparare la lingua e cammina da sola per la città durante il giorno. Una notte, attraverso la grande finestra della loro camera da letto, vede una figura oscura che la osserva dalla finestra dell’edificio di fronte.

Maika Monroe in Watcher (2022)

Quando è fuori, Julia sente che qualcuno la sta osservando. La tensione sale quando una donna vicino a dove vive viene uccisa. Un’intervista a una sopravvissuta parla della sensazione di essere osservata prima di essere aggredita.

Mentre è di nuovo in città, Julia sente ancora qualcuno che la osserva. Cerca di allontanare chi la sta seguendo in un cinema, ma quando qualcuno si siede proprio dietro di lei, Julia scappa in un supermercato. La stessa persona entra dietro di lei poco dopo e Julia cerca di nascondersi tra i corridoi.

Riesce a nascondersi dietro una porta e a guardarlo in faccia, ma fortunatamente lui non la vede. Julia racconta a Francis quello che è successo quel giorno e lo convince ad andare al supermercato per fargli rivedere le riprese delle telecamere dell’incidente. Anche se si vede un uomo strisciare lentamente alle spalle di Julia, Francis lo considera una coincidenza e conclude che Julia è semplicemente stressata dal nuovo ambiente in cui si trova.

I timori della nostra eroina si rivelano giusti in Watcher

Watcher film 2022

Quella sera, Julia vede di nuovo la figura oscura che la osserva dall’altra parte della strada. È lo stesso uomo che la seguiva al negozio? Non possiamo dirlo. Julia ha il coraggio di salutarlo e, con orrore suo e nostro, lui ricambia. Non sta esagerando. Julia ha ora la prova che l’uomo la sta effettivamente osservando.

Chiama la polizia e questa si reca nell’edificio per parlare con la persona che vi abita, un uomo di nome Daniel Weber, interpretato dal brillante attore inglese Burn Gorman, ma non se ne fa nulla.

Julia è convinta che si tratti del serial killer The Spider di cui tutti parlano, così il giorno dopo prende in mano la situazione e cambia le carte in tavola seguendo Daniel. Lo guarda entrare in uno strip club chiamato The Museum. Julia entra nel locale e scopre che Irina (Madalina Anea), la sua vicina di casa e unica amica, è una ballerina. Vede anche Daniel, che lavora lì come inserviente.

Quella notte, Julia sente strani rumori provenire dall’appartamento di Irina, dove vive da sola. Sembra che ci sia una lotta. Preoccupata, Julia bussa alla porta di Irina, ma nessuno risponde. Chiede a un vicino con la chiave di entrare, ma quando entrano nell’appartamento di Irina non c’è nessuno. Ancora una volta, Francis ignora le sue preoccupazioni.

Ci si potrebbe chiedere se Julia si stia davvero immaginando tutto, ma poi l’ex fidanzato di Irina, Cristian (Daniel Nuta), dice a Julia che avrebbe dovuto incontrare Irina la sera prima, ma lei non è mai tornata a casa dal lavoro. Julia è certa che il suo osservatore abbia fatto qualcosa a Irina, così chiede a Cristian di andare con lei dall’altra parte della strada per affrontare Daniel. Cristian bussa alla porta di Daniel, ma nessuno risponde.

maika monroe watcher

Dopo che Cristian se n’è andato e ora è solo, Julia prova a bussare alla porta. Questa volta risponde qualcuno, ma al posto di Daniel c’è un vecchio. Più tardi, la sera, la polizia si presenta nell’appartamento di Francis e Julia con Daniel al seguito. Li ha chiamati per Julia, che a suo dire lo sta perseguitando. Daniel si giustifica e, nonostante la donna sia molto a disagio, riesce a farle stringere la mano.

Qualche tempo dopo, dopo essere stata presa in giro a una festa a cui si è recata con il marito, Julia abbandona la macchina e sale su una metropolitana per tornare a casa. Nel vagone quasi vuoto siede Daniel. La guarda, poi si alza e le va incontro. Si scusa per averla spaventata, dicendo che non è una persona cattiva, ma che è semplicemente un uomo solo che si prende cura del padre malato. Julia non gli crede e ora ha un altro motivo per essere molto sospettosa: l’uomo porta con sé una borsa che sembra contenere una testa umana.

Spaventata, scende dalla metropolitana e quasi corre a casa. Una volta entrata nel suo appartamento, inizia a fare le valigie, pronta a lasciarsi alle spalle questo stalker e le persone che non le credono e si limitano a deriderla. Poi Julia sente il suono della musica nell’appartamento accanto a quello di Irina. Sa che non dovrebbe, ma deve indagare. Entra nell’appartamento di Irina e improvvisamente questo thriller a fuoco lento si trasforma in un film dell’orrore.

Irina è in casa, o almeno ciò che ne rimane, perché il suo corpo senza testa è lì in attesa di essere scoperto. Daniel spunta da dietro di lei e le mette un sacchetto in testa, facendola svenire. Quando si risveglia, Daniel è lì che la osserva. Le confessa di essere il Ragno e di essersi nascosto nell’armadio con Irina quando Julia ha guardato nell’appartamento giorni prima.

The Watcher mostra fino a che punto una donna deve spingersi per proteggersi

maika monroe in Watcher

Sembra che non ci siano vie di fuga, ma proprio in quel momento Julia sente Francis arrivare a casa dalla festa. Cerca di urlare, ma Daniel le taglia la gola con un coltello. Non è una ferita lieve. Julia sgorga sangue. Si sforza di raggiungere la pistola che Irina tiene nell’appartamento, ma non ci riesce. Il suo mondo si oscura mentre l’osservatore la guarda.

Passiamo poi a Francis nell’appartamento che condivide con Julia. Vede la valigia di lei in giro, ma non c’è Julia. Francis la chiama e sente il telefono squillare nell’appartamento accanto. Quando esce nel corridoio, trova Daniel che sta uscendo dalla porta di Irina. I due si guardano e, mentre aspettiamo che Francis prenda finalmente le difese della moglie, risuonano degli spari e Daniel cade a terra morto.

Dietro di lui c’è Julia, in qualche modo ancora viva, ma coperta di sangue. Si è ripresa, ha trovato la pistola di Irina e ha affrontato l’attacco da sola. Rivolge a Francis uno sguardo debole ma infastidito, come se cercasse di dirgli tutto questo solo con gli occhi. Il film finisce qui. Non sappiamo se Julia vive o muore. Se sopravvive, sappiamo che lascerà Bucarest il prima possibile.

Watcher finale

Il film funziona su molti livelli, al di là dell’essere un thriller con una semplice storia di una donna perseguitata. Parla di ciò che molte donne passano, essendo osservate in modo così scomodo, che sia da un serial killer o semplicemente da un uomo che non capisce i limiti. Ci mostra anche come, quando le donne parlano di come vengono trattate dagli uomini, siamo pronti a respingerle e a non crederle, arrivando persino a gettare benzina sul fuoco della donna e a farla sentire pazza.

Questo può essere dovuto a un marito sprovveduto ed egocentrico, o alla società nel suo complesso. Infine, come dice violentemente il regista nell’ultima scena, se tutto il resto fallisce, e nessuno ti crede o ti difende, una donna è abbastanza forte da gestire il suo aggressore da sola, se necessario, o con l’aiuto di un’amica che sta vivendo la stessa situazione. Per Julia, è la pistola dell’amica morta a salvarla. Alla fine si dimostra che Julia ha ragione, ma a quale prezzo? Deve perdere tutto, non solo la sua vita, ma forse anche il suo matrimonio, solo per dimostrare quanto vale in un mondo che si gira dall’altra parte.

The Watcher è la migliore interpretazione di Maika Monroe

Maika Monroe era una star molto prima di The Watcher. Recitava dal 2012, ma ha avuto la sua grande occasione con il doppio colpo nel 2014 di The Guest e It Follows, ed è stata la protagonista di un altro film adiacente all’horror nel 2019, Villains, con Bill Skarsgård, che veniva dalla sua interpretazione di Pennywise in It. In The Guest e It Follows interpreta una sorta di finalista, anche se non è l’unica rimasta in piedi.

The Guest vede il suo personaggio, Anna Peterson, in lotta con il David Collins di Dan Stevens, un uomo che non è chi dice di essere. Almeno Dan, per quanto sinistro si sia rivelato, era un umano, perché il successivo mostro contro cui Monroe si è scontrato era qualcosa di insondabile.

In It Follows, un film horror che sembra allo stesso tempo un ritorno al passato e qualcosa di selvaggiamente originale, il sesso uccide, con un’entità che segue lentamente le sue vittime come una malattia trasmessa. Sebbene un’entità mutaforma in grado di darti la caccia dopo che hai fatto sesso non attiri molti paragoni, l’assassino molto umano di The Watcher è simile.

Quest’ultimo è incentrato sullo sguardo maschile, con le donne che si sentono lentamente perseguitate da una forza che non riescono a vedere ovunque vadano, e il pericolo dietro ogni angolo. In It Follows, tutti sono lenti a crederle, mentre in The Watcher nessuno la prende sul serio. Maika Monroe è spesso la donna in pericolo che deve proteggersi dal male. In It Follows, i suoi amici si uniscono rapidamente a lei nella lotta, ma The Watcher mostra il dolore e la solitudine di una donna che combatte da sola.

The Watcher avrebbe potuto essere rovinato se avesse puntato sul finale scioccante della morte dell’eroina per mano del suo aggressore. Per fortuna, il film sapeva che il messaggio non era solo nell’orrore e nella suspense, ma nel fatto che la donna si era ribellata e aveva vinto, anche se aveva dovuto uccidere per essere creduta. Questo è simile a come funzionano i migliori slasher.

Il tropo della ragazza finale, pur essendo prevedibile, è così popolare perché è così soddisfacente. Il personaggio percepito come debole e imperfetto finisce per essere il più forte, con il bene finale che prevale sul male finale. A volte viene trattato come una celebrazione gioiosa, mentre altre volte, anche in un film come The Slumber Party Massacre, le ragazze finali piangono di dolore. Maika Monroe in The Watcher è quest’ultima e, grazie al suo talento, si sente il suo dolore senza che lei dica una parola. È questa capacità che rende They Follow, l’annunciato sequel di It Follows, così atteso.