The Witcher: recensione della serie Netflix con Henry Cavill

Sono disponibili dal 20 dicembre su Netflix gli otto episodi della prima stagione della serie basata sulla famosa e amata saga fantasy.

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The Witcher

Inserendosi un panorama seriale orfano di Game of Thrones e in attesa de Il Signore degli Anelli, Netflix propone, dal 20 dicembre sul suo servizio in streaming, The Witcher, lo show televisivo che si basa sui personaggi e le storie della celebre saga multimediale che, tra romanzi e giochi ha fatto la fortuna del suo ideatore, Andrzej Sapkowski. A creare la serie è Lauren Schmidt Hissrich, che è partita dalla Saga di Geralt di Rivia, pubblicata da Sapkowski tra il 1990 e il 2013, e ha costruito il suo racconto intorno a tre personaggi principali: il witcher Geralt, la maga Yennefer e la principessa Ciri, anceh lei portatrice di un prodigioso e potentissimo potere.

La prima stagione della serie si concentra, naturalmente, a raccontare l’origine di questi personaggi, laddove se con Geralt incontriamo già un essere definito, dal tempo, dalla fatica, dalla consapevolezza e anche da un passato tormentato, con Yennefer siamo di fronte alla genesi della sua migliore versione di sé, ovvero la maga consapevole del suo potere e affamata di altra magia che ancora non conosce. Trai due c’è Ciri, il personaggio per ora più sfuggente del terzetto, della quale invece ci viene raccontata la nascita e l’origine del legame che ha con Geralt.

The Witcher è fantasy puro

Narrativamente siamo nel territorio del fantasy puro, con ambientazione semi-medievale e con una miriade di personaggi che riecheggiano quel periodo storico e allo stesso tempo si fondono con tradizioni, folklore, racconti e incantesimi che sembrano nati all’alba dei tempi, con la nascita delle storie stesse.

A questo profondo legame con la tradizione fantastica si contrappone l’aspetto soapoperistico di The Witcher, e per questo intendiamo gli intrecci, i tormenti, i legami che intercorrono trai personaggi, i loro struggimenti interiori, le loro battaglie personali, il loro vissuto, in alcuni casi ancora misterioso. Insomma, tutta la parte che in qualche modo rappresenta il gancio per chi, non avendo mai letto, visto, giocato nulla di relativo alla saga, si avvicina alla storia soltanto con la serie Netflix.

All’inizio di questa recensione di The Witcher abbiamo citato Game of Thrones, tuttavia sarebbe ingiusto effettuare un paragone trai due prodotti perché, benché siano appartenenti allo stesso genere, da un punto di vista produttivo sono creature molto diverse e quindi bisognerebbe pensare forse alla prima stagione della serie HBO per avere un confronto meno impari. Sì, perché al netto della ricchezza narrativa della serie Netflix, la messa in scena si rivela a tratti ingenua, così come la scrittura di alcuni dialoghi che tendono a semplificare le posizioni, i punti di vista, o semplicemente caratterizzano una serie di situazione che hanno una lettura univoca e superficiale.

The Witcher

Henry Cavill è Geralt di Rivia

Dopotutto The Witcher è prima di tutto un onesto intrattenimento e a questo scopo, almeno, regala notevoli scene di combattimento, coreografate con grande cura e consegnate allo spettatore da una cast più atto alla prestanza fisica che a quella psicologica. Principe e protagonista di questo dislivello tra forma e sostanza è Henry Cavill, a cui è stato dato l’incarico di portare sullo schermo Geralt. Con lui, sfilano nello show una serie di personaggi femminili variamente interessanti e tutti archetipali del genere: la regina guerriera, la principessa in incognito, la maga affamata di potere, tutte figure che rappresentano topoi narrativi del fantasy e che vengono usati con destrezza per costruire una rete di vicende dentro cui il witcher protagonista (in senso molto relativo) si trova incagliato.

Oltre a Cavill, la serie vede protagoniste Freya Allan nei panni della principessa Ciri, Anya Chalotra che invece interpreta Yennefer di Vengerberg e Jodhi May che è invece la Regina Calanthe, nonna di Ciri. I tre personaggi femminili rubano certamente la scena al nostro amato Superman, che nonostante la presenza scenica e lo sforzo recitativo, manca del carisma che forse dovrebbe avere il personaggio di Geralt.

The Witcher è una serie di grande intrattenimento

The Witcher è una serie fantasy pura, che scomoda gli archetipi del genere e lo fa con fedeltà al materiale originale. Non parte giocandosi da subito tutte le sue carte e per questo, forse, è un prodotto che richiede un po’ di fiducia da parte dello spettatore, tuttavia riesce ad intrattenere, e questo è il punto che fa cadere l’ago della bilancia in suo favore. In attesa di stagioni successive in cui le cose si faranno davvero serie.

The Witcher serie tv netflix

RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.