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Venezia 77: tutti i vincitori dell’edizione 2020

Venezia 77: tutti i vincitori dell’edizione 2020

La giuria presieduta da Cate Blanchett e composta da Matt Dillon, Veronika Franz, Joanna Hogg, Nicola Lagioia, Christian Petzold, Ludivine Sagnier ha assegnato i premi per il concorso di Venezia 77, ecco li di seguito.

  • CONCORSO UFFICIALE

Leone d’Oro per il miglior film Nomadland di Chole Zhao

Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria a Nuevo Orden (New Orden) – Michel Franco

Leone d’Argento – Premio per la migliore regia a Kiyoshi Kurosawa – Spy No Tsuma (Wife of a Spy)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Pierfrancesco Favino Padrenostro

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Vanessa Kirby – Pieces of a Woman

Premio per la migliore sceneggiatura a Chaitanya Tamhane – The Disciple

Premio Speciale della Giuria a Dorogie Tovarisch! (Cari Compagni!) – Andrei Konchalovsky

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente a Rouhollah Zamani – Khorshid (Sun Children)

  • SEZIONE ORIZZONTI

La Giuria della sezione Orizzonti – presieduta da Claire Denis e composta da Oskar Alegria, Francesca Comencini, Katriel Schory, Christine Vachon – ha assegnato i seguenti premi:

Premio Orizzonti per il miglior film a Dashte Khamoush (The Wasteland) – Ahmad Bahrami

Premio Orizzonti per la migliore regia a Lav Diaz – Lahi, Hayop (Genus Pan)

Premio Speciale della Giuria Orizzonti a Listen – Ana Rocha de Sousa

Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile a Taha Mahayni – The Man Who Sold His Skin

Premio Orizzonti per la migliore interpretazione femminile a Khansa Batma – Zanka Contact

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura a I predatori – Pietro Castellitto

Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio a Entre Tú Y Milagros – Mariana Saffon

  • PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS”

La Giuria del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro – presieduta da Claudio Giovannesi e composta da Remi Bonhomme e Dora Bouchoucha – ha assegnato il riconoscimento a Listen di Ana Rocha de Sousa.

  • VENICE VR EXPANDED

Miglior storia VR: Sha Si Da Ming Xing (Killing a Superstar) – Fan Fan

Migliore esperienza VR: Finding Pandora X – Kiira Benzing

Miglior VR – The Hangman at Home – An immersive single user experience – Michelle Kranot, Uri Kranot

Venezia 77: tutti i dettagli della sala web 2020

Venezia 77: tutti i dettagli della sala web 2020

Dal 2012, per il nono anno consecutivo, la Sala Web della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia permette la visione online, raggiungibile dal sito web della Biennale di Venezia www.labiennale.org, di una selezione di film di Fuori Concorso, Orizzonti e Biennale College – Cinema. Le proiezioni online, con una capienza limitata, si terranno in streaming, in contemporanea con le presentazioni ufficiali dei film al Lido.

E’ possibile acquistare il biglietto o il pass digitale per i 15 film della Sala Web a partire da oggi lunedì 24 agosto sul sito www.labiennale.org.

Quest’anno, del programma della Sala Web faranno parte 3 film della sezione Fuori concorso, 10 di Orizzonti e 2 di Biennale College – Cinema.

Si tratta di un’opportunità speciale per il pubblico di tutto il mondo per scoprire autori e film della 77. Mostra di Venezia rappresentativi delle più innovative tendenze estetiche ed espressive del cinema internazionale, realizzati da registi sia giovani, sia affermati, provenienti da Filippine, Finlandia, Francia, Grecia, Iran, Italia, Kazakistan, Marocco, Messico, Palestina, Spagna.

 

Fra i titoli disponibili della Sala Web 2020 sono inclusi 4 attesi film italiani. Si tratta di Molecole di Andrea Segre (Fuori concorso – Film di Preapertura), La verità su La dolce vita di Giuseppe Pedersoli (Fuori concorso), Guerra e pace di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi (Orizzonti), autori già in Concorso a Venezia nel 2016 con Spira mirabilis, e Nowhere Special di Uberto Pasolini (Orizzonti), già vincitore del premio Orizzonti a Venezia nel 2013 con Still Life.

Nella programmazione della Sala Web 2020, per la sezione Orizzonti saranno presentate le nuove opere di cineasti provenienti da tutto il mondo e acclamati nei festival internazionali, come il regista filippino Lav Diaz, Leone d’oro a Venezia nel 2016 con The Woman Who Left, quest’anno alla Mostra con Genus Pan, o come gli iraniani Ahmad Bahrami (The Wasteland) e Shahram Mokri (Careless Crime), vincitore del Premio Speciale Orizzonti a Venezia nel 2013, i palestinesi Arab e Tarzan Nasser (Gaza mon amour), la messicana Yulene Olaizola (Selva trágica), il kazako Adilkhan Yerzhanov (Yellow Cat). Saranno anche disponibili le opere prime del regista greco Christos Nikou (Mila-Apples, film d’apertura di Orizzonti) e del regista marocchino Ismaël El Iraki (Zanka Contact).

La Sala Web presenta inoltre due nuovi film di Biennale College – Cinema, il laboratorio di formazione per lo sviluppo e la produzione di lungometraggi a micro-budget realizzato dalla Biennale nel 2012. I titoli di Biennale College quest’anno sono El arte de volver di Pedro Collantes (Spagna), che racconta la storia di quattro incontri diversi, ciascuno a pochi minuti dalla morte di qualcuno, dove ogni incontro rappresenta l’ultima interazione umana di uno dei personaggi prima di lasciare questo mondo, e Fucking with Nobody di Hannaleena Hauru (Finlandia), sulle vite di 5 personaggi che cercano di inserirsi nell’industria del cinema finlandese, incrociandosi in un progetto di finto matrimonio. Due storie caleidoscopiche che riflettono sul caso e sulla condizione umana.

Le proiezioni, per conto della Mostra, saranno collocate sul sito protetto operato da Festival Scope (www.festivalscope.com) e, solo per quello geolocalizzato al territorio italiano, da MYmovies.it e Repubblica.it all’indirizzo Internet dedicato: www.mymovies.it/biennalecinema/.

Sarà possibile acquistare il biglietto digitale nel mese di agosto sul sito web della Biennale www.labiennale.org e sul sito www.festivalscope.com. Si potrà accedere alla proiezione del film prescelto dopo aver effettuato una registrazione, pagato il biglietto singolo (5 €). Ciascun titolo (in versione originale con sottotitoli in italiano e in inglese) sarà disponibile per la visione in streaming a partire dalle ore 21 (ora italiana) del giorno della presentazione ufficiale del film al Lido e durante 5 giorni a partire dalla data di disponibilità o dalla data di acquisto.

Per accedere alle versioni sul territorio italiano, in lingua originale con sottotitoli in italiano, si potrà anche acquistare un solo abbonamento su MYmovies.it da 19,90 €, collegandosi a questo indirizzo: www.mymovies.it/biennalecinema/accredito-streaming/. L’accredito darà l’accesso a tutti i film della Sala Web. Ogni film sarà trasmesso a un orario preciso simulando una proiezione tradizionale, successivamente il titolo sarà disponibile per ulteriori 5 giorni fino alla fine degli streaming disponibili.

Il programma della Sala Web 2020

 

Dall’1 al 2 settembre:

  • MOLECOLE di Andrea SEGRE (Italia, 68’) – FUORI CONCORSO – FILM DI PREAPERTURA

 

Dal  2 settembre

  • MILA (APPLES) di Christos NIKOU (Grecia, Polonia, Slovenia, 90’) con Aris Servetalis, Sofia Georgovasili – ORIZZONTI – FILM D’APERTURA

 

Dal  3 settembre:

  • DASHTE KHAMOUSH (THE WASTELAND) di Ahmad BAHRAMI (Iran, 102’) con Ali Bagheri, Farrokh Nemati, Majid Farhang – ORIZZONTI

 

Dal  4 settembre:

  • GAZA MON AMOUR di Tarzan NASSER, Arab NASSER (Palestina,  87’) con  Salim Daw, Hiam Abbass, Maisa Abd Elhadi – ORIZZONTI

Dal 6 settembre:

  • ZANKA CONTACT di Ismaël EL IRAKI (Francia, Marocco, Belgio, 120’) con Khansa Batma, Ahmed Hammoud, Saïd Bey – ORIZZONTI

 

Dal  7 settembre

  • GUERRA E PACE di Martina PARENTI, Massimo D’ANOLFI (Italia, Svizzera, 128’) – ORIZZONTI
  • FUCKING WITH NOBODY di Hannaleena HAURU (Finlandia, 95‘) con Hannaleena Hauru, Lasse Poser, Samuel Kujala – BIENNALE COLLEGE
  • PRINCESSE EUROPE di Camille LOTTEAU (Francia, 108’) con Bernard-Henri Lévy – FUORI CONCORSO

 

Dall’8 settembre

  • JENAYAT-E BI DEGHAT (CARELESS CRIME) di Shahram MOKRI (Iran, 139’) con Babak Karimi, Razieh Mansouri, Abolfazl Kahani – ORIZZONTI
  • EL ARTE DE VOLVER di Pedro COLLANTES (Spagna, 91‘) con Macarena García, Nacho Sánchez, Ingrid García-Jonsson – BIENNALE COLLEGE

 

Dal  9 settembre

  • SELVA TRÁGICA di Yulene OLAIZOLA (Messico, Francia, Colombia, 96’) con  Indira Andrewin, Gilberto Barraza, Mariano Tun Xool – ORIZZONTI

 

Dal  10 settembre

  • ZHELTAYA KOSHKA (YELLOW CAT) di Adilkhan YERZHANOV (Kazakistan, Francia, 90’) con Azamat Nigmanov, Kamila Nugmanova, Sanjar Madi – ORIZZONTI
  • NOWHERE SPECIAL di Uberto PASOLINI (Italia, Romania, UK, 96’) con James Norton, Daniel Lamont – ORIZZONTI

 

Dall’11 settembre

  • LAHI, HAYOP (GENUS PAN) di Lav DIAZ (Filippine, 150’) con Bart Guingona, DMs Boongaling, Nanding Josef – ORIZZONTI
  • LA VERITÀ SU ‘LA DOLCE VITA’ di Giuseppe PEDERSOLI (Italia, 83’) – FUORI CONCORSO

Le schede dei film della Sala Web

 

Fuori concorso

 

LA VERITÀ SU ‘LA DOLCE VITA’

di GIUSEPPE PEDERSOLI, Italia

Il film è la ricostruzione della tormentata e avventurosa realizzazione del capolavoro di Fellini, del quale si credeva di sapere tutto. Certezza erronea contraddetta dal film di Pedersoli, che è nipote del produttore Giuseppe Amato, grazie al quale il film di Fellini poté vedere la luce. Il 20 ottobre 1959 Amato, grande produttore di molti capolavori del neorealismo, si trova da solo in una saletta di proiezione. Sullo schermo di fronte a lui il film più famoso di Federico Fellini che nessun altro produttore aveva voluto realizzare. Il premontato del regista è lungo oltre quattro ore. Fellini non vuole fare tagli e Rizzoli non vuole più distribuirlo. È la sfida più complicata della carriera di Peppino Amato.

GIUSEPPE PEDERSOLI (Roma, 1961) è un documentarista, produttore e sceneggiatore. È figlio del celebre attore Carlo Pedersoli, meglio conosciuto come Bud Spencer e nipote del produttore Giuseppe Amato. Tra i suoi primi lavori ha prodotto un film con il padre, Un piede in paradiso (1991), con il quale lavora ancora in Botte di Natale (1994), nella serie TV Noi siamo angeli (1997), nel film per la televisione Padre Speranza (2005) e nel film televisivo I delitti del cuoco (2010). È tra i produttori della serie Giulio Cesare (2004) con Richard Harris, Christopher Walken e Valeria Golino. Nel 2009 ha prodotto la commedia Generazione mille euro di Massimo Venier.

 

PRINCESSE EUROPE

CAMILLE LOTTEAU, Francia

con Bernard-Henri Lévy

(in collaborazione con il Comune di Venezia)

E’ realizzato dalla collaboratrice storica di Bernard-Henry Lévy per documentare la tournée teatrale di grande successo, che ha portato nelle principali capitali del mondo  lo spettacolo scritto e interpreto dal filosofo francese. Il documentario sarà presentato in collaborazione con il Comune di Venezia in una proiezione speciale alla Misericordia, e seguita da una tavola rotonda sul tema dell’Europa. Nel film, le elezioni europee del 2019 viste attraverso la tournée teatrale del filosofo Bernard-Henri Levy. Il regista espone diversi punti di vista sulla questione, vagliando a campione uomini e donne; cittadini nazionali e rifugiati; personaggi conosciuti e sconosciuti, favorevoli all’Europa e contro, chi si associa e chi si dissocia. Tante voci, tante idee, opinioni comuni e discordanti, una visione sulla società europea contemporanea.

CAMILLE LOTTEAU (1984) è una regista e montatrice. Cura diversi lungometraggi e corti, sia documentari che fiction come Suite Armoricaine diretto da Pascale Breton, che nel 2015 vince il premio FIPRESCI e viene nominato per il Pardo d’Oro al festival di Locarno. Princesse Europe è il suo secondo lavoro da regista – avendo realizzato nel 2010 il documentario Bord de – e rinnova la collaborazione con Bernard-Henri Levy, con il quale aveva già lavorato nei documentari di Peshmerga (2016) e La bataille de Mossoul (2017).

 

 

 

 

MOLECOLE  (FILM DI PRE-APERTURA)

di ANDREA SEGRE, Italia

Tra febbraio e aprile 2020 il regista Andrea Segre è rimasto bloccato a Venezia a causa della diffusione del coronavirus. Venezia è la città che ha ospitato e che ospita molti dei suoi progetti lavorativi, era la città di suo padre. Questa pandemia ha “congelato” e svuotato il capoluogo veneto, riconsegnandolo alla sua natura e alla sua storia, ma anche – a livello personale – alle memorie familiari del regista, che in quei giorni ha raccolto appunti visivi e storie nel documentario Molecole. Riemerge così il legame con il padre veneziano, scienziato chimico-fisico e vero protagonista del film, morto dieci anni fa. Si mescolano in questo modo l’isolamento della città e quello più intimo e personale del regista, autore anche della sceneggiatura originale.

ANDREA SEGRE (Dolo, Italia, 1976) è regista di film e documentari. Il pianeta in mare (2019) è stato presentato Fuori Concorso a Venezia nel 2019. Il suo primo lungometraggio di finzione, Io sono Li (2011), è stato presentato a Venezia alle Giornate degli Autori, La prima neve (2013) ha partecipato a Orizzonti a Venezia, L’ordine delle cose (2017) è stato presentato alla Mostra come Proiezione Speciale. Tra i documentari, ha realizzato Lo sterminio dei popoli zingari (1998, film d’esordio), Marghera Canale Nord (2003, Proiezione Speciale a Venezia), Come un uomo sulla terra (2008), Il sangue verde (2010, Giornate degli Autori), Mare Chiuso (co-diretto con Stefano Liberti, 2012, Evento Collaterale del Consiglio d’Europa a Venezia) e I sogni del lago salato (2015, Progetto Speciale alle Giornate degli Autori).

 

Orizzonti

MILA (APPLES) – FILM DI APERTURA

di CHRISTOS NIKOU, Grecia, Polonia, Slovenia

con Aris Servetalis, Sofia Georgovasili

Variazione sul tema di un misterioso malessere che colpisce la popolazione, privandola in questo caso della memoria. Aris, solitario trentenne, è una vittima dell’improvvisa ondata di perdita di memoria che ha colpito la sua città, e viene costretto a sottoporsi a un nuovo trattamento per curare questa amnesia.

CHRISTOS NIKOU (Atene, Grecia, 1984) è un regista e sceneggiatore greco alla sua opera prima. Nel 2012 il suo KM viene nominato Miglior cortometraggio allo Stockholm Film Festival. Nel 2013 riceve una nomination come Migliore Live Action sotto i 15’ al Palm Springs International ShortFest, risultando vincitore nello stesso anno del premio come Migliore cortometraggio al Motovun Film Festival, in Croazia.

DASHTE KHAMOUSH (THE WASTELAND)

di AHMAD BAHRAMI, Iran

con Ali Bagheri, Farrokh Nemati, Majid Farhang, Mahdieh Nassaj, Touraj Alvand

Il primo dei due film iraniani di orizzonti è girato in bianco e nero, ambientato in una fabbrica di mattoni in rovina nel mezzo del deserto, con un padrone che non paga, una capo squadra sottomesso, e un gruppo di lavoratori divisi da questioni etniche e religiose. Questa fabbrica artigianale di mattoni è un’importante fonte di reddito locale che mantiene diverse famiglie di varie etnie. Qui vi lavora il quarantennte Lotfollah, caposquadra sottomesso e forse l’unico ponte di comunicazione tra gli operai e il loro titolare, che si mostra come l’unico risolutore loro problemi, ma che poi difficilmente si dimostra generoso con loro.

AHMAD BAHRAMI (Iran, 1972) è un regista iraniano. Dopo aver partecipato nel 2010 al Abbas Kiarostami’s Filmaking Workshop in Iran, esordisce nel 2017 con il lungometraggio Panah: ambientato nel cuore del deserto iraniano, la vita di un piccolo villaggio dipende unicamente dagli sforzi del protagonista, un ragazzino giudizioso e pronto ad aiutare il prossimo, ma ora più che mai pieno di dubbi e domande per il suo futuro.

GUERRA E PACE

di MASSIMO D’ANOLFI, MARTINA PARENTI, Italia, Svizzera

Dopo quattro anni, tornano a Venezia con un nuovo lavoro i documentaristi Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, anche questo suddiviso in capitoli, stavolta Quattro. Il film racconta l’ultracentenaria relazione tra cinema e guerra, dal loro primo incontro nel lontano 1911 in occasione dell’invasione italiana in Libia, fino ai giorni nostri. Dalle sequenze filmate dai pionieri del cinema fino alle odierne riprese.

MASSIMO D’ANOLFI (Pescara, Italia, 1974)  e MARTINA PARENTI (Milano, Italia, 1972) sono registi, sceneggiatori e produttori. Nel 2011 il loro lungometraggio Il castello vince il premio AVANTI! e il premio Speciale della Giuria al Festival di Torino. Sempre nel 2011 Il castello vince il premio come Miglior documentario internazionale a Docville e nel 2012 viene nominato aql David di Donatello come Miglior documentario di lungometraggio. Nel 2013 il lungometraggio Materia Oscura vince il premio Diritti Umani al Buenos Aires International Festival of Independent Cinema. Nel 2016 il suo lungometraggio Spira Mirabilis vince presentato a Venezia 73 in Concorso.

 

LAHI, HAYOP (GENUS PAN)

di LAV DIAZ, Filippine

con Bart Guingona, DMs Boongaling, Nanding Josef, Hazel Orencio, Joel Saracho, Noel Sto. Domingo

A distanza di quattro anni dal Leone d’oro vinto nel 2016 con The Woman who Left, torna a Venezia Lav Diaz con con un’altra storia di emarginati, in un bianco e nero contrastato, una riflessione sul concetto di uomo e di umanità.

LAV DIAZ (Cotabato, Mindanao, Filippine, 1958) è regista, sceneggiatore e direttore della fotografia, uno dei più influenti autori del cinema filippino. Nel 2007 il suo lungometraggio Kagadanan sa banwaan ning mga engkanto ottiene il premio Menzione speciale – Orizzonti a Venezia 64 e l’anno successivo con Melancholia vince il premio Orizzonti come Miglior film. Nel 2014 il lungometraggio From what is before si aggiudica a Locarno il Pardo d’Oro. Nel 2016 è in concorso a Berlino con Hele sa hiwagang hapis, con cui si aggiudica il premio Alfred Bauer. Nel 2016 vince il Leone d’Oro a Venezia, con The Woman Who Left.

 

 

 

 

ZANKA CONTACT

di ISMAËL EL IRAKI, Francia, Marocco, Belgio

con Khansa Batma, Ahmed Hammoud, Saïd Bey, Abderrahmane Oubihem, Mourad Zaoui

Da Casablanca al Marocco, la fuga impossibile di Larsen, ex musicista rock e tossicodipendente, e Rajae, una bellissima prostituta con una voce formidabile. Lui compone i testi e lei dà loro vita con il suo canto. Una coppia affiatata e passionale che ha un solo obiettivo: esprimersi attraverso la musica.

ISMAËL EL IRAKI (1983) è un regista e sceneggiatore marocchino esordiente nel lungometraggio, residente a Parigi. Nel 2009, il suo cortometraggio H’rash vince la Menzione speciale al Clermont-Ferrand International Short Film Festival.

JENAYAT-E BI DEGHAT (CARELESS CRIME)

di SHAHRAM MOKRI, Iran

con Babak Karimi, Razieh Mansouri, Abolfazl Kahani, Mohammad Sareban, Adel Yaraghi, Mahmoud Behraznia

Terzo film di un regista tra i più dotati e interessanti della nuova generazione di cineasti iraniani, il cui film d’esordio Fish and Cat fece impressione a Venezia nel 2013 vincendo un premio per il miglior contenuto innovativo. Iran, oggi. Quattro individui danno fuoco ad un cinema e questo gesto riporta alla memoria ciò che accadde quarant’anni prima. Iran, fine anni Settanta, scoppia la rivoluzione contro il regime dello Scià, alcuni rivoluzionari appiccano incendi alle sale cinematografiche, come protesta contro la cultura occidentale. La situazione precipita quando perdono la vita circa 400 persone intrappolate in un cinema in fiamme.

SHAHRAM  MOKRI (1978) è un regista e sceneggiatore iraniano. La sua carriera spazia tra vari generi cinematografici, inclusi serie tv e documentari. Nel 2013 il lungometraggio Mahi Va Gorbeh vince il Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo a Venezia 70 e nel 2014 si aggiudica anche i premi Youth Jury, FIPRESCI e Grand Prix al festival di Friburgo. Nel 2018 Invasion è al Festival di Berlino.

GAZA MON AMOUR

di TARZAN NASSER, ARAB NASSER, Palestina, Francia, Germania, Portogallo, Qatar

con Salim Daw, Hiam Abbass, Maisa Abd Elhadi, George Iskandar, Hitham Al Omai.

Il film affronta le condizioni di vita e il desiderio di fuga di un giovane palestinese con i toni leggeri della commedia sociale. Gaza oggi, Il sessantenne Issa è segretamente innamorato di Siham, una donna che lavora come sarta al mercato. Determinato a dichiararsi, Issa scopre una statua di Apollo incastrata nelle sue reti da pesca e decide di portarla a casa. La situazione si complica quando Hamas scopre l’esistenza di questo tesoro. Riuscirà il protagonista a dichiarare il suo amore?

TARZAN NASSER, ARAB NASSER (Gaza, Palestine, 1988) sono registi, sceneggiatori e scenografi palestinesi. Nel 2013 il cortometraggio Condom Lead è a Cannes, come nel 2015 il lungometraggio Degradé, nella Semaine de la Critique. Sempre nello stesso anno, Degradé è nominato anche per il premio Discovery al Toronto International Film Festival e vince il premio per la Miglior fotografia all’ International Film Festival di Atene.

SELVA TRÁGICA

di YULENE OLAIZOLA, Messico, Francia, Colombia

con Indira Andrewin, Gilberto Barraza, Mariano Tun Xool, Lázaro Gabino Rodríguez, Eligio Meléndez.

Quarto lungometraggio della giovane regista messicana Yulene Olaizola, che si è fatta conoscere a apprezzare in vari festival internazionali con i suoi film precedenti. Confine tra Messico e Belize, 1920. Nel cuore della giungla maya, dove non esiste la legalità e prevalgono i miti sul piano sociale, un gruppo raccoglitori di caucciù messicani incontrano Agnes, una giovane, bella e misteriosa donna beliziana. La sua presenza crea tensioni tra gli uomini, alimentando le loro fantasie e i loro desideri. Sfortunatamente il loro destino li attende dietro l’angolo, incosapevoli di aver risvegliato l’ancestrale figura leggendaria di Xtabay.

YULENE OLAIZOLA (Città del Messico, Messico, 1983) è una regista e produttrice messicana. Il suo primo lungometraggio Intimidades de Shakespeare y Víctor Hugo è vincitore nel 2008 del premio Miglior film al Buenos Aires International Festival of Independent Cinema e vincitore dei premi: Don Quixote, FIPRESCI e del Premio Speciale della Giuria al Fribourg International Film Festival. Nel 2009 riceve un Premio Ariel per la miglior opera prima. Nel 2012 il lungometraggio Fogo viene nominato per il premio C.I.C.A.E. al festival di Cannes.

NOWHERE SPECIAL

di UBERTO PASOLINI, Italia, Romania, UK

con James Norton, Daniel Lamont

Dopo il successo di Still Life, Uberto Pasolini  ha impiegato ben sette anni per realizzare il suo nuovo film, ispirato a una storia vera e interpretato da James Norton nei panni di un padre che deve trovare una nuova famiglia per figlio di tre anni, quando scopre di avere pochi mesi di vita. Ispirato ad una storia vera, una storia incentrata sulla profonda relazione tra padre e figlio. Una vita semplice, dai toni dolci amari, fatta di piccoli rituali quotidiani.

UBERTO PASOLINI (Roma, Italia, 1957) è un regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. Nel 1998 il lungometraggio da lui prodotto: The Full Monty vince il premio BAFTA come Miglior Film e viene nominato agli Oscar per la Miglior Fotografia. Nel 2008 il suo lungometraggio Machan – La vera storia di una falsa squadra è presentato in anteprima a Venezia 65. Nel 2013 è Still Life ad essere presentato a Venezia 70, dove si aggiudica il premio di Venezia Orizzonti.

ZHELTAYA KOSHKA (YELLOW CAT)

di ADILKHAN YERZHANOV, Kazakistan, Francia

con Azamat Nigmanov, Kamila Nugmanova, Sanjar Madi, Yerzhan Zhamankulov, Yerken Gubashev, Nurbek Mukushev

Il prolifico regista kazako Adilkhan Yerzhanov si è fatto conoscere nel circuito dei festival internazionali grazie ai suoi primi 8 film, due dei quali in Un Certain Regard di Cannes, nessuno dei quali si è mai visto in Italia. Qui, un ragazzo scappato da un paese dove è ricercato per un piccolo crimine, si rifà una vita lontano da casa. Vuole far sapere a tutti che sa imitare perfettamente il personaggio di Alain Delon in Le Samurai. Ma forse neanche lui ha visto fino in fondo quel film. Conosce una giovane prostituta con la quale vuole aprire un cinema. Una storia che omaggia la Nouvelle Vague francese, reinventando la comicità da slapstick, con un tocco western delle steppe kazake.

ADILKHAN YERZHANOV (Djekazgan, Kazakhstan, 1982) è regista e sceneggiatore kazako. Ha diretto numerosi corti e lungometraggi. Nel 2014 vince la Gold Plaque quale Menzione speciale per l’originalità con Ukkili kamshat. Nel 2014 il film Laskovoe bezrazlichie mira è in Un Certain Regard al festival di Cannes. Nel 2019 il suo lungometraggio A Dark-Dark Man vince il premio Asia Pacific Screen come migliore realizzazione nella regia.

Biennale College – Cinema

EL ARTE DE VOLVER

di PEDRO COLLANTES, Spagna

con Macarena García, Nacho Sánchez, Ingrid García-Jonsson

E’ la storia di quattro incontri diversi, ciascuno a pochi minuti dalla morte di qualcuno. Ogni incontro risulta essere l’ultima interazione umana di uno dei personaggi prima di lasciare questo mondo. Ignari di essere sulla soglia della morte, i personaggi che popolano il film vivono la rabbia, l’amore, la lussuria, la tenerezza, l’avidità o l’empatia, testimoni della beata inconsapevolezza dello scorrere del tempo verso la morte.

PEDRO COLLANTES (Madrid). Ha studiato montaggio e si è diplomato alla Netherlands Film Academy. Ha lavorato come montatore in Spagna, Norvegia e Belgio. Come sceneggiatore e regista, i suoi corti sono stati presentati e premiati in diversi festival internazionali. I suoi corti SERORI and OFF ICE sono stati selezionati dalla rivista “Cahiers du Cinema-Spain” fra i migliori corti spagnoli nel 2014 e 2017. Il suo lavoro è stato presentato anche alla Biennale di Venezia 2015. Il suo corto più recente, ATO SAN NEN, era nella selezione per i César 2019 per il miglior cortometraggio.

 

FUCKING WITH NOBODY

di HANNALEENA HAURU, Finlandia

con Hannaleena Hauru, Lasse Poser, Samuel Kujala

Le vite di 5 personaggi che cercano di inserirsi nell’industria del cinema finlandese, si incrociano in un progetto di finto matrimonio.

HANNALEENA HAURU (Hyvinkää, Finlandia, 1983) è una sceneggiatrice e regista. Il suo primo lungometraggio Thick Lashes of Lauri Mäntyvaara (2016) è stato sviluppato al Torino Film Lab e alla Cannes Cinéfondation Residency, debuttando al Torino Film Festival 2017. I suoi primi cortometraggi sono stati presentati alla Cannes Critics’ week, alla Berlinale Generations, e sono stati premiati a Oberhausen, Uppsala e al Tampere Film Festival. Si è diplomata alla Aalto University e alla ELO Helsinki Film School in sceneggiatura. E’ conosciuta per la sua attiva partecipazione al Nisi Masa European Network of Young Cinema e nella comunità di Montreal Kino Movement.

Venezia 77: Tilda Swinton dichiara il suo amore al cinema e chiude “Wakanda Forever”

Il Leone d’Oro alla carriera, Tilda Swinton, ha incantato il pubblico della Sala Grande di Venezia 77 con il suo discorso di ringraziamento, una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema. Salendo sul palco, l’attrice premio Oscar ha esordito dicendo che prima di salire sul quel palco pensava a due cose, “la prima è cosa il cinema significa per me, la seconda era come essere in grado di accettare questo riconoscimento con una faccia seria.”

Ha poi continuato dicendo: “Il cinema è il mio posto felice, la mia vera patria. La sua amicizia è l’albero genealogico del mio cuore. I nomi sulla lista di coloro che hanno ricevuto questo onore, nel frattempo, sono i nomi dei miei maestri. Sono gli anziani della mia tribù. I poeti della lingua che amo sopra gli altri. Canto le loro canzoni nella vasca da bagno. Sono il ragazzaccio da film punk che fa l’autostop alla stazione per arrivare ai piedi delle vette dei loro successi.”

Dopo aver poi detto che si sente solo all’inizio della sua carriera, l’attrice ha concluso: “Abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il tappeto magico sta volando ancora e sempre sarà: il miglior equipaggiamento protettivo personale possibile per l’anima. Viva Venezia. Cinema cinema cinema. Wakanda Forever. Nient’altro che amore.”

Qui il discorso completo e l’intera cerimonia.

Venezia 77: The World To Come con Casey Affleck in concorso

Venezia 77: The World To Come con Casey Affleck in concorso

Arriva in concorso a Venezia 77 The World To Come diretto da Mona Fastvold con protagonisti Katherine Waterston, Vanessa Kirby, Christopher Abbott e Casey Affleck.

La pellicola è prodotta da Sea Change Media (Casey Affleck, Whitaker Lader), Killer Films (Pamela Koffler, Christine Vachon, David Hinojosa, Ben Kuller) Hype Film (Ilya Stewart, Murad Osmann, Pavel Buria), Charades (Carole Baraton, Pierre Mazars, Yohann Comte), M.Y.R.A. Entertainment (Margarethe Baillou), Yellow Bear Entertainment (Andrew Morrison), Panasper Films e Ingenious Media.

The World to Come prende in esame le vite di due donne comuni, che sono diventate figure sempre più straordinarie ed eroiche nella mia vita. È un grande onore essere riuscita a condividere la loro storia con il pubblico.

The World to Come, la trama

Verso la metà dell’Ottocento nel nord dello stato di New York, Abigail si appresta a iniziare un nuovo anno nella fattoria in cui vive con il marito Dyer. Mentre rifette sull’anno che verrà, sfogliando le annotazioni del suo diario, si percepisce il forte contrasto tra il comportamento pacato e stoico della donna e le complesse emozioni che affiorano dalle pagine. All’arrivo della primavera, Abigail incontra Tallie, donna estroversa di straordinaria bellezza, appena trasferitasi con il marito Finney in una fattoria nelle vicinanze. Le due provano a stringere una relazione, riempendo un vuoto nelle loro vite di cui non conoscevano l’esistenza.

Il film segue il crescere dell’intimità e dell’appassionato attaccamento tra le due donne, proprio mentre incominciano a comprendere di non avere alcun modello a cui riferirsi per la condizione in cui si trovano. Mentre i mariti fanno i conti con l’intensità del legame delle loro mogli, tra i sentimenti feriti di Dyer e la gelosia vendicativa di Finney, gli eventi culminano con la decisione di quest’ultimo di allontanare Tallie, e la determinazione di Abigail a seguire la sua anima gemella.

Venezia 77: premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2020 ad Abel Ferrara

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al regista statunitense Abel Ferrara (Pasolini, Il cattivo tenente, King of New York) il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2020), dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

La consegna del premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker ad Abel Ferrara avrà luogo sabato 5 settembre in Sala Grande (Palazzo del Cinema) alle ore 14, prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo film, il documentario Sportin’ Life (Italia, 65’) con Abel Ferrara, Willem Dafoe, Cristina Chiriac, Anna Ferrara, Paul Hipp, Joe Delia.

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: “Tra i molti meriti di Abel Ferrara, apprezzato da tutti a dispetto della fama di regista tra i più controversi del cinema contemporaneo, è la sua indiscussa coerenza e fedeltà a un tragitto personale, ispirato ai principi del cinema indipendente anche quando il regista ebbe l’occasione di confrontarsi con produzione più tradizionali e consolidate. Dai primi film a basso budget, direttamente influenzato dalla scena newyorkese popolata da immigrati, artisti, musicisti, poliziotti e tossicodipendenti, passando per i suoi capolavori universalmente riconosciuti – The King of New York (1990), Bad Lieutenant (1992), e Body Snatchers (1994) – sino agli ultimi lavori, progressivamente più introspettivi e autobiografici, Ferrara ha dato vita un universo personale ed esclusivo. Dai conflitti originali tra colpa ed innocenza, redenzione e religione, peccato e tradimento che prevalgono al lungo nel suo cinema, insieme con la rappresentazione della violenza urbana, notturna e degradata delle metropoli, Ferrara è approdato a riflessioni originali sulla fine del mondo e l’impossibilità di attribuire un senso alle relazioni fra gli individui e la collettività, che lo confermano tra i registi non riconciliati più interessanti del momento”.

Su Sportin’Life

Lo sguardo profondo ed esuberante di Abel Ferrara sulla propria vita, il suo mondo riflesso attraverso la sua arte: la musica, il cinema, i suoi collaborator, le ispirazioni… la sua compagna Cristina Chiriac e la loro figlia Anna, la loro vita nella città eterna, Roma… quando il coronavirus arriva e paralizza il mondo.

Su Abel Ferrara

Nato nel Bronx, a New York, il 19 luglio 1951, Abel Ferrara ha diretto il suo primo Super 8 da ragazzo e ha presto collaborato con gli sceneggiatori Nicholas St. John e John McIntyre. Nei tardi anni ’70 ha iniziato a dirigere i suoi primi film, The Driller Killer (1979) e L’angelo della vendetta (1981). Negli anni ’90 i suoi successi internazionali comprendono King of New York (1990), Il cattivo tenente (1992), Ultracorpi – L’invasione continua (1993), The Addiction (1995) e Fratelli (1996). Il cattivo tenente, con Harvey Keitel, è stato presentato al Festival di Cannes nel 1992 in Un Certain Regard. L’anno dopo Ferrara è ritornato a Cannes con Ultracorpi – L’invasione continua. The Addiction, con Christopher Walken, è stato selezionato alla Berlinale nel 1995, mentre Fratelli, con Benicio Del Toro, Christopher Walken e Isabella Rossellini ha vinto due premi alla Mostra di Venezia nel 1996. Mary, con Juliette Binoche, Forest Whitaker e Heather Graham, ha vinto quattro premi a Venezia nel 2005. Nel 2011 Ferrara ha ottenuto il Pardo d’onore a Locarno. Gli anni 2010 hanno segnato la collaborazione di Ferrara con Willem Dafoe, che ha interpretato 4:44 L’ultimo giorno sulla Terra (2012), presentato a Venezia, Alive in France (2017), presentato a Cannes alla Quinzaine, Pasolini (2014), pure presentato a Venezia, Tommaso (2019) e di recente Siberia, proiettato all’ultima Berlinale.

Jaeger-LeCoultre è per il sedicesimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e per il tredicesimo del premio Glory to the Filmmaker.  Il premio è stato assegnato negli anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008), Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam (2010), Al Pacino (2011), Spike Lee (2012), Ettore Scola (2013), James Franco (2014), Brian De Palma (2015), Amir Naderi (2016), Stephen Frears (2017), Zhang Yimou (2018) e Costa-Gavras (2019).

In linea con lo spirito creativo della sua storia, la Maison Jaeger-LeCoultre è guidata dalla ricerca dell’eccellenza. Condividendo molti valori con l’arte del cinema, la manifattura Jaeger-LeCoultre, con sede nella valle di Joux, in Svizzera, ha elevato la realizzazione di orologi a forma d’arte, unendo abilità tecniche e artistiche.

La 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2020, diretta da Alberto Barbera.

Venezia 77: pre-apertura con Molecole di Andrea Segre

Venezia 77: pre-apertura con Molecole di Andrea Segre

Il nuovo film del regista veneziano Andrea Segre (Io sono LiL’ordine delle coseIl pianeta in mare), il documentario Molecole (71’) realizzato nella Venezia chiusa per il coronavirus, sarà proiettato nella serata di Pre-apertura di martedì 1 settembre della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in Sala Darsena (Palazzo del Cinema) e al PalaBiennale al Lido.

Alla speciale serata-omaggio di Pre-apertura, con inizio alle ore 21.00, sarà invitato il pubblico di Venezia attraverso la collaborazione con i quotidiani “Il Gazzettino”“La Nuova di Venezia e Mestre” e il “Corriere del Veneto”.

Tra febbraio e aprile 2020 il regista Andrea Segre, mentre preparava due progetti per il teatro e per il cinema, è rimasto bloccato a Venezia a causa della diffusione del coronavirus e delle conseguenti misure di quarantena nazionale. Venezia è la città che ha ospitato e che ospita molti dei suoi progetti lavorativi, era la città di suo padre, una città complessa sotto molteplici aspetti. Questa pandemia ha “congelato” e svuotato il capoluogo veneto, riconsegnandolo alla sua natura e alla sua storia, ma anche – a livello personale – alle memorie familiari del regista, che in quei giorni ha raccolto appunti visivi e storie nel documentario Molecole. Riemerge così il legame con il padre veneziano, scienziato chimico-fisico e vero protagonista del film, morto dieci anni fa. Si mescolano in questo modo l’isolamento della città e quello più intimo e personale del regista, autore anche della sceneggiatura originale. Il film uscirà nelle sale cinematografiche a partire dal 3 settembre 2020.

“Per fare un film bisogna pensarlo, scriverlo, organizzarlo, girarlo. Per Molecole non c’è stato nulla di tutto ciò. Non mi sono nemmeno accorto di girarlo. L’ho vissuto ed è uscito da solo, in un tempo e una dimensione che non potevo prevedere. Molecole è sgorgato. Come l’acqua. Poterlo presentare come film di pre-apertura della Mostra è per me un grande onore, il modo migliore per ringraziare la città che lo ha fatto nascere.” (Andrea Segre)

Molecole, il film

Regia: Andrea Segre sceneggiatura: Andrea Segre interpreti: Gigi Divari, Elena Almansi, Maurizio Calligaro, Giulia Tagliapietra, Patrizia Zanella musica: Teho Teardo produzione: ZaLab Film con Rai Cinema, in associazione con Vulcano e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni distribuzione: ZaLab Film   Italia 2020, 71’

Andrea Segre, il regista

Andrea Segre (Dolo, Italia, 1976) è regista di film e documentari. Il pianeta in mare (2019) è stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Il suo primo lungometraggio di finzione, Io sono Li (2011), è stato presentato a Venezia alle Giornate degli Autori, La prima neve (2013) ha partecipato alla sezione competitiva Orizzonti alla Mostra di Venezia, L’ordine delle cose (2017) è stato presentato alla Mostra come Proiezione Speciale. Tra i documentari, ha realizzato Lo sterminio dei popoli zingari (1998, film d’esordio), Marghera Canale Nord (2003, Proiezione Speciale a Venezia), Come un uomo sulla terra (2008), Il sangue verde (2010, presentato alle Giornate degli Autori), Mare Chiuso (co-diretto con Stefano Liberti, 2012, Evento Collaterale del Consiglio d’Europa a Venezia) e I sogni del lago salato (2015, Progetto Speciale alle Giornate degli Autori).

Venezia 77: Pedro Almodovar e Regina King nel Fuori Concorso

Venezia 77: Pedro Almodovar e Regina King nel Fuori Concorso

La Biennale di Venezia ha il piacere di annunciare due film che si aggiungono, Fuori concorso, al programma della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, in programma dal 2 al 12 settembre 2020 al Lido di Venezia.

Si tratta del nuovo film di Pedro Almodóvar, girato e montato a tempo di record subito dopo la fine del confinamento – The Human Voice tratto da Jean Cocteau e interpretato da Tilda Swinton – e di un film hollywoodiano che rafforza la rappresentanza americana alla Mostra, One Night in Miami del premio Oscar Regina King, una recente acquisizione di Amazon.

Dichiara Pedro Almodóvar: “Sono entusiasta di tornare a Venezia in questo anno speciale, con il Covid 19 come involontario ospite. Tutto sarà differente, e non vedo l’ora di scoprirlo di persona.

E’ un onore affiancare Tilda in un anno in cui riceverà un premio meritatissimo. Per la verità, The Human Voice è un festival di Tilda, una rassegna dei suoi infiniti e assortiti registri come attrice. E’ stato uno spettacolo dirigerla.”

“E’ uno straordinario piacere e un grande onore – dichiara il direttore della Mostra, Alberto Barbera – accogliere nuovamente Pedro Almodóvar a Venezia, un anno dopo avergli assegnato il Leone d’Oro alla Carriera, con il suo nuovo film tratto da La voce umana di Jean Cocteau e interpretato da Tilda Swinton, il Leone d’Oro alla carriera di quest’anno. E’ una circostanza eccezionale, in un anno fuori dell’ordinario: il modo più bello per celebrare insieme il desidero di tornare al cinema in compagnia di uno dei più grandi registi contemporanei”.

La regista di One Night in Miami, Regina King, dice: “Mi sono data un pizzicotto quando ho saputo di essere stata selezionata per la Mostra di Venezia, un festival così prestigioso.  Felice di annunciare un’altra tappa nel viaggio di questo film”.

“Il film di Regina King – afferma Barbera su One Night in Miami – non potrebbe essere più in sintonia con gli avvenimenti degli ultimi mesi e la necessità di combattere ogni forma di razzismo che ancora alligna nelle nostre società. Siamo felici che Venezia possa contribuire a far conoscere un film importante per i suoi contenuti e la conferma del talento di una grande attrice al suo debutto come regista”.

The Human Voice di Pedro Almodóvar

The Human Voice (30’) è un libero adattamento dell’originale pièce teatrale di  Jean Cocteau, su cui Pedro Almodóvar ha sognato per decenni. Racconta la storia di una donna disperata (Tilda Swinton), che aspetta la telefonata dell’amato che l’ha appena abbandonata. Si tratta del primo film in inglese di Pedro Almodóvar.

El Deseo ha prodotto The Human Voice, con José Luis Alcaine direttore della fotografia e Alberto Iglesias compositore.

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One Night in Miami di Regina King

Ambientato durante la notte del 25 febbraio 1964, One Night in Miami racconta la storia del giovane Cassius Clay, in seguito noto col nome di Muhammad Ali, nel momento in cui diventa il nuovo campione dei pesi massimi al Miami Beach Convention Center. Contro ogni aspettativa, Clay sconfigge Sonny Liston con la sorpresa di tutto il mondo sportivo. Mentre una grande folla si raduna a Miami Beach per festeggiare la vittoria, Clay, che non può restare sull’isola a causa delle leggi di Jim Crow sulla segregazione razziale, trascorre la nottata all’Hampton House Motel in uno storico quartiere nero di Miami. Qui Clay celebra la vittoria assieme a tre dei suoi amici più stretti: l’attivista Malcom X, il cantante Sam Cooke e la star del football americano Jim Brown. La mattina seguente, i quattro sono determinati come non mai a costruire un mondo nuovo per se stessi e per la loro comunità. In One Night in Miami, lo sceneggiatore Kemp Powers esplora cosa è accaduto quella notte, soffermandosi sul rapporto tra i quattro, sulla loro amicizia e sulle battaglie che li accomunavano, aspetti che li avrebbero portati a diventare quelle icone dei diritti civili che sono oggi.

One Night in Miami è diretto da Regina King. Sceneggiatura: Kemp Powers. Produttori: Jess Wu Calder, Keith Calder e Jody Klein. Produttori esecutivi: Regina King, Kemp Powers, Paul Davis e Chris Harding.

Venezia 77: un’edizione che guarda a Oriente. Il programma

Venezia 77: Nomadland di Chloé Zhao presentato anche a Toronto, Telluride e New York

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La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia è lieta di condividere la presentazione, con i Festival di Toronto, Telluride e New York, di Nomadland, il terzo lungometraggio della regista Chloé Zhao (Songs my Brothers Taught me, The Rider – Il sogno di un cowboy), prodotto e  interpretato dall’attrice premio Oscar® Frances McDormand, tratto dal libro Nomadland: un racconto d’inchiesta (2017) della giornalista Jessica Bruder. Searchlight Pictures ha acquisito i diritti internazionali del film.

Nomadland sarà presentato alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia venerdì 11 settembre in Sala Grande al Palazzo del Cinema del Lido.

“Le strade americane mi affascinano. Sono di una bellezza sconvolgente e complessa.” – ha dichiarato la regista Chloé Zhao – Le ho  percorse per molti anni nei miei viaggi e ho sempre sperato di poterne catturare una visione particolare. Sono molto felice di aver potuto realizzare Nomadland, ed emozionata che il pubblico potrà seguire Fern (Frances McDormand) nelle sue avventure”.

“È un grande piacere oltre che un onore contribuire a dar visibilità internazionale al nuovo, sorprendente film di Chloé Zhao – ha dichiarato il direttore artistico della Mostra di Venezia, Alberto Barbera –  Nomadland è un viaggio coraggioso e toccante dentro un mondo sconosciuto, lontano dalla nostra coscienza sociale, che acquista un significato del tutto particolare in questo periodo di isolamento causato dalla pandemia, e che dimostra come alcuni valori quali la solidarietà reciproca e il forte senso di comunità possono salvarci dalla solitudine, dal fallimento e dalla disperazione. Sono felice di condividere l’opportunità di supportare questo film eccezionale assieme agli amici dei festival di Telluride, Toronto e New York: è questo un segno concreto di solidarietà e collaborazione in un periodo di grande difficoltà”.

Nomadland è un autentica scoperta” – dichiarano i presidenti di Searchlight Pictures Nancy Utley e Steve Gilula – “Siamo grati a Chloé e a tutta la troupe di Nomadland, oltre alla comunità dei festival che è di fondamentale importanza per il successo dei film indipendenti”.

Nomadland segue Fern (McDormand), una donna che, dopo il collasso economico di una cittadina rurale nel Nevada, fa i bagagli e parte nel suo van per provare la vita on-the-road, fuori dalla società convenzionale, da moderna nomade. Il film include i nomadi veri Linda May, Swankie e Bob Wells che fanno da mentori e compagni a Fern nel suo viaggio attraverso il vasto paesaggio dell’Ovest americano.

Nomadland è prodotto da Frances McDormand (Olive Kitteridge su HBO), Peter Spears (Chiamami col tuo nome), Molly Asher (The Rider), Dan Janvey (Re della Terra Selvaggia), e Chloé Zhao (The Rider – Il sogno di un cowboy). Protagonista del film, oltre a McDormand, è David Strathairn (Good Night, and Good Luck.). Zhao torna a lavorare con il suo direttore della fotografia per The Rider, Joshua James Richards (La terra di Dio). Le musiche nel film sono del compositore italiano Ludovico Maria Enrico Einaudi e il montaggio di Zhao. Alla Searchlight, il film è stato coordinato dai presidenti della produzione Matthew Greenfield e David Greenbaum e dal vice presidente della produzione Taylor Friedman.

Chloé Zhao è una regista, sceneggiatrice, montatrice, e produttrice rinomata per il suo lavoro nel suo film d’esordio, Songs My Brothers Taught Me (2015), presentato in prima mondiale al Sundance Film Festival. Il suo secondo lungometraggio, The Rider (2017), ha ricevuto diversi riconoscimenti fra i quali le candidature agli Independent Spirit Awards per miglior film e miglior regista. Zhao ha diretto il film di prossima uscita dei Marvel Studios Eternals, programmato per il 2021 e distribuito da Walt Disney Studios.

Venezia 77: Molecole di Andrea Segre sarà la pre-apertura

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Venezia 77: Molecole di Andrea Segre sarà la pre-apertura

Il nuovo film del regista veneziano Andrea Segre (Io sono Li, L’ordine delle cose, Il pianeta in mare), il documentario Molecole (68’) realizzato nella Venezia chiusa per il coronavirus, sarà proiettato nella serata di Pre-apertura di martedì 1 settembre della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido.

Tra febbraio e aprile 2020 il regista Andrea Segre, mentre preparava due progetti per il teatro e per il cinema, è rimasto bloccato a Venezia a causa della diffusione del coronavirus e delle conseguenti misure di quarantena nazionale. Venezia è la città che ha ospitato e che ospita molti dei suoi progetti lavorativi, era la città di suo padre, una città complessa sotto molteplici aspetti. Questa pandemia ha “congelato” e svuotato il capoluogo veneto, riconsegnandolo alla sua natura e alla sua storia, ma anche – a livello personale – alle memorie familiari del regista, che in quei giorni ha raccolto appunti visivi e storie nel documentario Molecole. Riemerge così il legame con il padre veneziano, scienziato chimico-fisico e vero protagonista del film, morto dieci anni fa. Si mescolano in questo modo l’isolamento della città e quello più intimo e personale del regista, autore anche della sceneggiatura originale. Il film uscirà nelle sale cinematografiche a partire dal 3 settembre 2020.

“Per fare un film bisogna pensarlo, scriverlo, organizzarlo, girarlo. Per MOLECOLE non c’è stato nulla di tutto ciò. Non mi sono nemmeno accorto di girarlo. L’ho vissuto ed è uscito da solo, in un tempo e una dimensione che non potevo prevedere. MOLECOLE è sgorgato. Come l’acqua. Poterlo presentare come film di pre-apertura della Mostra è per me un grande onore, il modo migliore per ringraziare la città che lo ha fatto nascere.”

Andrea Segre

Molecole

regia: Andrea Segre sceneggiatura: Andrea Segre interpreti: Gigi Divari, Elena Almansi, Maurizio Calligaro, Giulia Tagliapietra, Patrizia Zanella musica: Teho Teardo produzione: ZaLab Film con Rai Cinema, in associazione con Vulcano e Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni distribuzione: ZaLab Film   Italia 2020, 68’

La 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2020 diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.

Andrea Segre (Dolo, Italia, 1976) è regista di film e documentari. Il pianeta in mare (2019) è stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2019. Il suo primo lungometraggio di finzione, Io sono Li (2011), è stato presentato a Venezia alle Giornate degli Autori, La prima neve (2013) ha partecipato alla sezione competitiva Orizzonti alla Mostra di Venezia, L’ordine delle cose (2017) è stato presentato alla Mostra come Proiezione Speciale. Tra i documentari, ha realizzato Lo sterminio dei popoli zingari (1998, film d’esordio), Marghera Canale Nord (2003, Proiezione Speciale a Venezia), Come un uomo sulla terra (2008), Il sangue verde (2010, presentato alle Giornate degli Autori), Mare Chiuso (co-diretto con Stefano Liberti, 2012, Evento Collaterale del Consiglio d’Europa a Venezia) e I sogni del lago salato (2015, Progetto Speciale alle Giornate degli Autori).

Venezia 77: Matt Dillon si aggiunge alla giuria del Concorso

Venezia 77: Matt Dillon si aggiunge alla giuria del Concorso

L’attore statunitense Matt Dillon entra a far parte della Giuria internazionale del Concorso di Venezia 77 alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 serrembre 2020). Sostituisce il regista rumeno Cristi Puiu, impossibilitato a partecipare, che la Mostra ringrazia per aver a suo tempo accettato l’incarico, e per la sensibilità dimostrata nel tentativo di tenere fede all’impegno assunto, anche quando sono emerse impreviste difficoltà.

La carriera cinematografica di Matt Dillon si estende per tre decenni dimostrando l’ampia gamma del suo talento, dai ruoli drammatici alla commedia. Dillon ha espresso la sua grande versatilità nella performance dell’arresto nell’acclamato film di Paul Haggis Crash (2005), interpretando un poliziotto razzista. Con questo ruolo ha ottenuto le nomination all’Oscar, al Golden Globe, allo Screen Actors Guild Award, ai Critics Choice Award e ai Bafta, vincendo l’Indipendent Spirit Award. Inoltre, ha conquistato uno Screen Actors Guild Award e un Critics Choice Award insieme agli altri interpreti. A partire dalla sua sorprendente performance ne I ragazzi della 56a strada (1983), fino alla esilarante interpretazione di un ossessivo investigatore privato in Tutti pazzi per Mary (1998), Dillon ha dimostrato di essere uno degli attori più eclettici della sua generazione. Oltre a essere un attore affermato, Dillon ha scritto il film con cui ha debuttato come regista, City of Ghosts (2002), interpretato da Gérard Depardieu, Stellan Skarsgård, e James Caan. Di recente Dillon ha diretto un documentario, attualmente in post-produzione, su un cantante soul cubano, El Gran Fellove.‎

Questa la composizione definitiva delle Giuria internazionale di Venezia 77:

  • Cate Blanchettpresidente (Australia), attrice
  • Matt Dillon (Usa), attore
  • Veronika Franz (Austria), regista e sceneggiatrice
  • Joanna Hogg (Gran Bretagna), regista e sceneggiatrice
  • Nicola Lagioia (Italia), scrittore
  • Christian Petzold (Germania), regista e sceneggiatore
  • Ludivine Sagnier (Francia), attrice

Venezia 77: Luca Guadagnino e Kyle Rankin completano il programma

La Biennale di Venezia ha il piacere di annunciare i due titoli che integrano e completano, Fuori Concorso, il programma della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in programma dal 2 al 12 settembre 2020 diretta da Alberto Barbera.

Si tratta del nuovo cortometraggio di Luca Guadagnino, Fiori, Fiori, Fiori! (12’), e di un nuovo film indipendente americano, Run Hide Fight scritto e diretto da Kyle Rankin, con Isabel May, Thomas Jane, Radha Mitchell.

Dichiara Alberto Barbera: “Siamo grati a Luca Guadagnino che con Fiori, Fiori, Fiori! ci rende partecipi di una piccola, personale evasione compiuta durante il recente lockdown alla ricerca di volti, luoghi e affetti della gioventù trascorsa; e al produttore Dallas Sonnier (lo stesso di Brawl in Cell Block 99 e Dragged Across Concrete, presentati rispettivamente alla Mostra del Cinema nel 2017 e nel 2018), che torna con un nuovo, provocatorio dramma d’azione, Run Hide Fight di Kyle Rankin, ambientato in una scuola presa in ostaggio da quattro studenti intenzionati a commettere una strage. Due modelli di cinema irriducibilmente diversi, ma espressione di un’identica, trascinante energia creativa”.

Fiori, Fiori, Fiori! di Luca Guadagnino

Durante il lockdown per la pandemia del Covid, Luca Guadagnino, con una piccola troupe, scende in Sicilia da Milano armato soltanto di uno smartphone e di un tablet, per bussare alle porte degli amici d’infanzia e capire con loro come hanno vissuto questo momento eccezionale che ha unito il mondo intero.

Fiori, Fiori, Fiori! Regia e storia di Luca Guadagnino, Fotografia di Alessio Bolzoni. Montaggio di Walter Fasano. Musiche di Cosmo. Suono di Davide Favargiotti. Interpreti (nel ruolo di loro stessi) Maria Continella, Natalia Simeti, Claudio Gioè, Dave Kajganich.

Run Hide Fight di Kyle Rankin

Zoe (Isabel May) sta per diplomarsi in un momento molto difficile della sua vita a seguito della morte della madre (Radha Mitchell). Per distrarsi esce a caccia col padre Todd (Thomas Jane), ex membro delle forze speciali. Un giorno, mentre Zoe è a scuola, quattro studenti assediano l’edificio e irrompono con un furgone all’interno del bar della scuola. Utilizzando le tecniche apprese dal padre, Zoe riesce a sfuggire agli attentatori.

Run Hide Fight è scritto e diretto da Kyle Rankin. Direttore della fotografia: Darin Moran. Produzione: Cinestate (Dallas Sonnier, Amanda Presmyk). Distribuzione: Voltage Pictures.

Note biografiche

Luca Guadagnino

E’ uno sceneggiatore, regista e produttore. Nato a Palermo, è cresciuto in Etiopia. Vive a Milano. Il suo primo lungometraggio, The Protagonists (1999) è a Venezia, con protagonista Tilda Swinton, sua amica e attrice feticcio cui dedica nel 2002 Tilda Swinton: The Love Factory, documentario anch’esso presentato a Venezia. Nel 2005 gira Melissa P., trasposizione cinematografica del libro scandalo di Melissa Panarello. Io sono l’amore (2009) viene presentato in Orizzonti a Venezia e ottiene una nomination all’Oscar e numerosi riconoscimenti all’estero. Nel 2013 presenta il documentario Bertolucci on Bertolucci, sempre alla Mostra. È stato giurato a Venezia nel 2010. Nel 2015 presentato a Venezia in concorso A Bigger Splash. Il successo internazionale Call Me by Your Name (2017) ottiene quattro nomination all’Oscar e vince la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale. Nel 2018 ha presentato in Concorso a Venezia Suspiria. Quest’anno a Venezia presenta anche, Fuori Concorso, Salvatore Ferragamo: The Shoemaker of Dreams.

Kyle Rankin

Dopo aver diretto Shia LaBeouf ne La battaglia di Shaker Heights (2003), Kyle Rankin ha scritto e diretto Infestation (2009) per Mel Gibson, Nuclear Family (2012) per Michael Eisner, e ha inoltre realizzato i video virali Case Tape #347 ed Exhibit B-5 (che lo ha portato a collaborare per Jeremy Renner & Indian Paintbrush). Nel 2015, Kyle ha prodotto col crowdfunding e poi diretto Zombies in Love (su Amazon), e nel 2018 ha usato lo stesso modello produttivo per The Witch Files (Netflix). Kyle Rankin è nato il 13 settembre 1972 a Danbury, Connecticut, USA. Vive a Encino con sua moglie e le sue figlie.

Venezia 77: le prime novità sulla Selezione Ufficiale

Venezia 77: le prime novità sulla Selezione Ufficiale

La prossima edizione della Mostra del Cinema di Venezia 77, in programma dal 2 al 12 settembre, prevede alcune novità, rese necessarie a seguito dei protocolli sanitari imposti dall’emergenza Covid-19. Per consentire l’assunzione delle misure intese a garantire lo svolgimento della Mostra in piena sicurezza per tutti i partecipanti – prima fra tutte il distanziamento fisico – il numero complessivo dei film della selezione ufficiale sarà ridotto, benché in misura contenuta.

Il programma prevede infatti la conferma delle sezioni competitive Venezia 77 e Orizzonti, che si terranno secondo le modalità e le dimensioni consuete, allo stesso modo della sezione Fuori Concorso, come pure  Biennale College Cinema. Le proiezioni si terranno nelle sale tradizionalmente allestite al Lido, con l’adozione di tutte le misure di sicurezza sanitaria stabilite dalle autorità competenti alla data dell’evento. Il concorso Venezia Virtual Reality invece, anziché sull’isola del Lazzaretto Vecchio, sarà interamente fruibile online, grazie a una piattaforma innovativa a esso dedicata, accessibile a tutti gli accreditati, in collaborazione con VRChat e HTC Vive Pro.

Venezia 77 in tempo di Covid

Per quanto riguarda la sezione Venezia Classici, sarà ospitata all’interno del programma del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, che si svolgerà dal 25 al 31 agosto nella città emiliana. Questa collaborazione tra i due festival offre una soluzione senza precedenti a una situazione straordinaria. La selezione di Classici restaurati, arricchita di ulteriori titoli, verrà poi replicata a Venezia nei mesi successivi.

La 77. Mostra del Cinema rinuncia invece per quest’anno a organizzare la sezione Sconfini, allo scopo di garantire il maggior numero di posti disponibili alle repliche dei film delle sezioni principali testé confermate.

Si segnala infine che saranno disponibili anche due arene all’aperto, una ai Giardini della Biennale e una al pattinodromo del Lido. La maggior parte dei film del programma ufficiale sarà inoltre replicata ai Cinema Rossini di Venezia e al Centro Culturale Candiani di Mestre, nell’ambito del programma Esterno Notte organizzato dal Circuito Cinema del Comune di Venezia. La Biennale di Venezia, per far svolgere la Mostra in sicurezza, seguirà tutti protocolli anti Covid-19 sulle procedure sanitarie, nel pieno rispetto della salute del pubblico.

In merito a questa riorganizzazione temporanea del programma della Mostra, il Direttore artistico Alberto Barbera ha dichiarato: “Sono estremamente lieto che la Biennale Cinema possa tenersi con una minima riduzione di titoli e sezioni. Senza dimenticare le tante vittime di questi ultimi mesi, il primo festival internazionale dopo la forzata interruzione imposta dalla pandemia assume il significato di un’auspicata celebrazione della ripartenza, e di messaggio di concreto ottimismo per l’intero mondo del cinema duramente colpito dalla crisi”. Ha poi aggiunto: “La Selezione Ufficiale di Venezia 77, con i suoi 50-55 film provenienti da tutto il mondo, offrirà la consueta panoramica di quanto di meglio l’industria cinematografica ha prodotto negli ultimi mesi, grazie alla risposta straordinaria che registi e produttori hanno saputo dare, pur nelle difficili condizioni di lavoro di questi ultimi mesi. Una nutrita presenza di autori e attori accompagnerà i film al Lido, mentre collegamenti via internet consentiranno la realizzazione di conferenze stampa per tutti coloro che non potranno partecipare di persona, a seguito delle restrizioni di viaggio tuttora attive”.

Per quanto riguarda il Venice Production Bridge, la 5a edizione (3 – 11 settembre 2020) si terrà sia in presenza al Lido con le strutture abituali al terzo piano dell’Hotel Excelsior, sia online con progetti specifici. Incontri one-to-one saranno organizzati anche online, permettendo che alcuni progetti in presenza siano seguiti anche da quegli accreditati che non potranno raggiungere Venezia.

E’ confermata l’organizzazione in presenza del Venice Gap Financing Market (VGFM, lungometraggi) e del Book Adaptation Rights Market, che offriranno anche molte possibilità di partecipare da remoto (VGFM per tutti i progetti di Realtà Virtuale, Final Cut in Venice, le proiezioni del Mercato e l’European Film Forum). Convegni ed eventi si terranno fisicamente all’Hotel Excelsior e saranno per la prima volta visibili in streaming sul sito web del Venice Production Bridge, sul quale potrà essere trovato ogni altro dettaglio sul programma.

Il pubblico di Venezia 77 potrà scoprire il programma completo, con maggiori dettagli sulla Mostra, in occasione della conferenza stampa del 28 luglio pv.

Venezia 77: Lacci di Daniele Luchetti apre la Mostra

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Venezia 77: Lacci di Daniele Luchetti apre la Mostra

Lacci, diretto da Daniele Luchetti (La nostra vita, Mio fratello è figlio unico, Il portaborse) e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi è il film di apertura, Fuori concorso, della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 settembre – 12 settembre 2020) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.

“Negli ultimi tempi abbiamo avuto paura che il cinema potesse estinguersi – ha dichiarato Daniele Luchetti – E invece  durante la quarantena ci ha dato conforto, come una luce accesa in una caverna. Oggi abbiamo una consapevolezza in più: i film, le serie, i romanzi, sono indispensabili nelle nostre vite. Lunga vita ai festival, dunque, che permettono  di  celebrare  tutti assieme il senso vero del nostro lavoro. Se qualcuno ha pensato che potesse essere inutile, ora sa che serve a tutti. Con Lacci sono onorato di aprire le danze del primo grande festival di un tempo imprevisto”.

“Da 11 anni, la Mostra del Cinema non veniva aperta da un film italiano – ha dichiarato Alberto Barbera – La felice opportunità è offerta dal bellissimo film di Daniele Luchetti, anatomia della difficile coesistenza di una coppia, alle prese con tradimenti, ricatti emotivi, sofferenze e sensi di colpa, non senza un piccolo giallo che viene svelato solo nel finale.  Sostenuto da un cast eccezionale, il film è anche il segno del felice momento che sta attraversando il nostro cinema, in continuità con la tendenza positiva delle ultime stagioni che la qualità dei film invitati a Venezia quest’anno non potrà che confermare”.

Napoli, primi anni ‘80: il matrimonio di Aldo e Vanda entra in crisi quando Aldo si innamora della giovane Lidia. Trent’anni dopo, Aldo e Vanda sono ancora sposati. Un giallo sui sentimenti, una storia di lealtà ed infedeltà, di rancore e vergogna. Un tradimento, il dolore, una scatola segreta, la casa devastata, un gatto, la voce degli innamorati e quella dei disamorati. Dal romanzo di Domenico Starnone, per il “New York Times” uno dei 100 migliori libri del 2017, il nuovo film di Daniele Luchetti.

Lacci sarà proiettato mercoledì 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, nella serata di apertura della 77. Mostra. Prodotto da IBC Movie con Rai Cinema, Lacci è scritto da Domenico Starnone, Francesco Piccolo e Daniele Luchetti. 

Daniele Luchetti – Nota biografica

Daniele Luchetti nasce a Roma nel 1960. La Sacher Film produce il suo primo film da regista, Domani accadrà (1988), che vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Il successivo Il portaborse (1991) è il suo primo grande successo di critica, ottiene un’ottima accoglienza al festival di Cannes e vince il David di Donatello per la miglior sceneggiatura e per il miglior attore protagonista. Successivamente dirige La scuola (1995), I piccoli maestri (1998) e Mio fratello è figlio unico (2007), protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio, che viene presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e si aggiudica 5 David di Donatello. Luchetti torna a Cannes nel 2010, questa volta in concorso, con il film La nostra vita interpretato da Elio Germano che sulla Croisette si aggiudica il Premio per la migliore interpretazione maschile. Il film ottiene inoltre tre David di Donatello incluso quello per il miglior regista. Il film più recente di Luchetti è Momenti di trascurabile felicità, realizzato nel 2019.

Venezia 77: intervista a Luigi Lo Cascio per Lacci

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Venezia 77: intervista a Luigi Lo Cascio per Lacci

Ecco la nostra intervista a Luigi Lo Cascio, protagonista di Lacci, il nuovo film di Daniele Luchetti, presentato in apertura alla settantasettesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Con lui, nel film, ci sono protagonisti Alba RohrwacherLaura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi.

Lacci, il film

Napoli, primi anni ‘80: il matrimonio di Aldo e Vanda entra in crisi quando Aldo si innamora della giovane Lidia. Trent’anni dopo, Aldo e Vanda sono ancora sposati. Un giallo sui sentimenti, una storia di lealtà ed infedeltà, di rancore e vergogna. Un tradimento, il dolore, una scatola segreta, la casa devastata, un gatto, la voce degli innamorati e quella dei disamorati. Dal romanzo di Domenico Starnone, per il “New York Times” uno dei 100 migliori libri del 2017, il nuovo film di Daniele Luchetti.

Lacci sarà proiettato mercoledì 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, nella serata di apertura della 77. Mostra. Prodotto da IBC Movie con Rai CinemaLacci è scritto da Domenico StarnoneFrancesco Piccolo e Daniele Luchetti.

Daniele Luchetti nasce a Roma nel 1960. La Sacher Film produce il suo primo film da regista, Domani accadrà (1988), che vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Il successivo Il portaborse (1991) è il suo primo grande successo di critica, ottiene un’ottima accoglienza al festival di Cannes e vince il David di Donatello per la miglior sceneggiatura e per il miglior attore protagonista. Successivamente dirige La scuola (1995), I piccoli maestri (1998) e Mio fratello è figlio unico (2007), protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio, che viene presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e si aggiudica 5 David di Donatello. Luchetti torna a Cannes nel 2010, questa volta in concorso, con il film La nostra vita interpretato da Elio Germano che sulla Croisette si aggiudica il Premio per la migliore interpretazione maschile. Il film ottiene inoltre tre David di Donatello incluso quello per il miglior regista. Il film più recente di Luchetti è Momenti di trascurabile felicità, realizzato nel 2019.

Lacci, la recensione

Venezia 77: intervista a Daniele Luchetti per Lacci

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Venezia 77: intervista a Daniele Luchetti per Lacci

Ecco la nostra intervista a Daniele Luchetti in occasione della sua presenza a Venezia 77, dove, in apertura della Mostra, ha presentato Lacci, il suo ultimo film con protagonisti Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi.

Lacci, il film

Napoli, primi anni ‘80: il matrimonio di Aldo e Vanda entra in crisi quando Aldo si innamora della giovane Lidia. Trent’anni dopo, Aldo e Vanda sono ancora sposati. Un giallo sui sentimenti, una storia di lealtà ed infedeltà, di rancore e vergogna. Un tradimento, il dolore, una scatola segreta, la casa devastata, un gatto, la voce degli innamorati e quella dei disamorati. Dal romanzo di Domenico Starnone, per il “New York Times” uno dei 100 migliori libri del 2017, il nuovo film di Daniele Luchetti.

Lacci sarà proiettato mercoledì 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, nella serata di apertura della 77. Mostra. Prodotto da IBC Movie con Rai CinemaLacci è scritto da Domenico StarnoneFrancesco Piccolo e Daniele Luchetti.

Daniele Luchetti nasce a Roma nel 1960. La Sacher Film produce il suo primo film da regista, Domani accadrà (1988), che vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Il successivo Il portaborse (1991) è il suo primo grande successo di critica, ottiene un’ottima accoglienza al festival di Cannes e vince il David di Donatello per la miglior sceneggiatura e per il miglior attore protagonista. Successivamente dirige La scuola (1995), I piccoli maestri (1998) e Mio fratello è figlio unico (2007), protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio, che viene presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e si aggiudica 5 David di Donatello. Luchetti torna a Cannes nel 2010, questa volta in concorso, con il film La nostra vita interpretato da Elio Germano che sulla Croisette si aggiudica il Premio per la migliore interpretazione maschile. Il film ottiene inoltre tre David di Donatello incluso quello per il miglior regista. Il film più recente di Luchetti è Momenti di trascurabile felicità, realizzato nel 2019.

Lacci, la recensione

Venezia 77: Inizio vendita biglietti online e linee guida misure anti-Covid 19

Sarà attivo a partire dalle ore 12 di domani venerdì 21 agosto sul sito www.labiennale.org (link www.boxol.it/biennalecinema), il servizio di vendita online dei biglietti della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre 2020).

Quest’anno è possibile acquistare i biglietti per le proiezioni esclusivamente online, fino ad esaurimento posti disponibili.

Il calendario delle proiezioni pubbliche della 77. Mostra sarà online sempre domani venerdì 21 agosto sul sito web www.labiennale.org.

Le proiezioni riservate al pubblico si terranno quest’anno nelle seguenti sale:

Lido di Venezia >

  • nuova Arena Lido (via Sandro Gallo)

Venezia centro storico >

  • nuova Arena Giardini (Giardini della Biennale)
  • Multisala Rossini

Venezia Mestre >

  • IMG Cinemas Candiani

Per alcune proiezioni delle seguenti sale sarà consentito anche l’ingresso al pubblico, oltre che agli accreditati:

Lido di Venezia >

  • Sala Grande
  • Sala Darsena
  • PalaBiennale
  • Sala Giardino
  • Sala Astra (S. Maria Elisabetta)

Linee guida sulle misure anti Covid-19

La Biennale di Venezia ha elaborato, in accordo con le autorità competenti, le linee guida anti Covid-19, riepilogate qui di seguito, da attuare per lo svolgimento della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre 2020), con l’obiettivo di garantire la sicurezza per tutti gli ospiti e i frequentatori della Mostra.

Controllo della temperatura corporea, igienizzazioni e sanificazioni

All’area della Mostra del Cinema si accederà attraverso 9 varchi stradali / lagunari che saranno attrezzati con sistemi di rilevazione della temperatura dei partecipanti, che a vario titolo accederanno all’area di Mostra. Non sarà consentito  l’accesso in caso di temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Ulteriori sistemi di controllo della temperatura saranno inoltre collocati all’ingresso delle sale cinematografiche del Lido non incluse nell’area della Mostra quali: Palabiennale, Astra e nuove Arene all’aperto. Igienizzanti e sanificanti liquidi e gel saranno disponibili per il pubblico in tutte le aree (sale cinematografiche, ingressi e hall, meeting points, ecc.)

Mascherine obbligatorie

Le mascherine dovranno essere indossate in tutte le sale cinematografiche, sia in fila e mentre si accede al proprio posto, sia seduti durante le proiezioni. La mascherine dovranno essere altresì indossate in tutte le aree esterne.

Distanziamento sociale nelle sale

Sarà effettuata la riduzione dei posti disponibili applicando in tutte le sale l’alternanza del posto a sedere.

Prenotazione obbligatoria del posto a sedere nelle sale – Biglietteria online

Per tutto il pubblico e per tutti agli accreditati alla Mostra, sarà obbligatoria la prenotazione preventiva online del proprio posto in sala alle proiezioni, tramite il sito web della Biennale di Venezia www.labiennale.org. La biglietteria per il pubblico sarà esclusivamente online, in modo da evitare code.

Distanziamento sociale sul Red Carpet, per il pubblico e per tutte le attività

Un protocollo di salvaguardia del distanziamento sociale sarà messo in atto sul Red Carpet per le delegazioni che accedono alla Sala Grande, sulle tribune e al photocall per i fotografi e in generale per tutte le altre attività, gli incontri e i convegni, con sedie numerate e accesso ridotto alle aree interne. Non ci sarà la possibilità per il pubblico di assistere all’accesso delle delegazioni alla Sala Grande, al fine di evitare occasioni di assembramento.

Presenza nell’area delle autorità sanitarie

L’area della Mostra avrà, come sempre, un servizio di pronto soccorso organizzato dalle locali autorità sanitarie a disposizione del pubblico, come per le passate edizioni, per tutte le azioni ritenute necessarie.

Riduzione dei materiali stampati

La maggior parte delle informazioni concernenti la Mostra sarà data al pubblico in formato elettronico, riducendo la distribuzione dei materiali stampati.

Assistenza speciale alle delegazioni e agli attori

Le delegazioni dei film saranno assistite per le loro necessità, i trasporti saranno organizzati ad hoc per evitare assembramenti, sarà garantita assistenza per accesso ai servizi sanitari qualora necessaria.

Monitoraggio della provenienza e tracciamento di tutti i partecipanti

E’ in atto un capillare monitoraggio della provenienza degli ospiti, delle delegazioni e degli accreditati alla Mostra al fine di poter guidarli e sostenerli nell’applicazione dei protocolli. Sono stati richiesti tamponi, da effettuarsi prima della partenza, a tutti gli ospiti e accreditati provenienti da Paesi extra Schengen, per i quali tale misura è necessaria. Un secondo tampone sarà effettuato a Venezia a cura della Biennale, sempre per coloro i quali tale misura si rende necessaria, in accordo con le autorità competenti. Tutti i partecipanti – accreditati, possessori di pass, biglietti e abbonamenti – saranno tracciati mentre accedono alle sale o alle altre aree funzionali all’interno degli edifici

Biglietti

Sala Grande intero ridotto*

  1. 16.30 € 20 € 15
  2. 19.30 € 50 € 40
  3. 22.00 € 30 € 25

PalaBiennale intero ridotto*

  1. 14.15 € 12 € 8
  2. 16.45 € 12 € 8

Sala Darsena intero ridotto*

  1. 14.15 € 12 € 8
  2. 16.45 € 12 € 8

Sala Giardino intero

  1. 19.30 € 5

Astra 1 intero

  1. 14.15 € 8
  2. 17.00 € 8

Astra 2 intero

  1. 14.30 € 8
  2. 17.15 € 8

Arena Lido intero ridotto*

  1. 20.30 € 12 € 8

valido per 2 proiezioni

Arena Giardini intero ridotto*

  1. 20.30 € 12 € 8

valido per 2 proiezioni

Abbonamenti disponibili

Sala Grande intero

  1. 16.30 € 160

Arena Lido intero ridotto*

  1. 20.30 € 90 € 50*

Riduzioni /

* Riduzione riservata

Under 26 / Over 60

Venezia 77: in concorso Pieces Of a Woman con Shia LaBeouf

Venezia 77: in concorso Pieces Of a Woman con Shia LaBeouf

Sarà presentato in concorso oggi a Venezia77  Pieces Of a Woman, il nuovo film di Kornél Mundruczó con protagonisti Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Jimmie Fails, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger e Benny Safdie.

È possibile sopravvivere dopo che si è persa la persona che più si amava? A cosa ci si aggrappa quando sembra che non ci siano più appigli? Mia moglie ed io volevamo condividere con il pubblico una delle nostre esperienze più personali attraverso la storia di un figlio non nato, nella convinzione che l’arte possa essere la miglior cura per il dolore. Saremo gli stessi di prima dopo una tragedia? Riusciremo a trovare qualcuno che ci accompagni nella caduta libera del dolore? Il mondo appare capovolto, un luogo in cui non riusciamo più a orientarci. Con Pieces of a Woman volevamo realizzare una storia autentica su una tragedia e su come imparare a convivere con quel dolore. Una perdita sfugge alla nostra comprensione o al nostro controllo, ma porta con sé la capacità di rinascere.

Pieces Of a Woman: la trama

Martha e Sean Carson, una coppia di Boston, sono in procinto di avere un bambino. La loro vita cambia irrimediabilmente durante un parto in casa, per mano di un’ostetrica confusa e agitata che verrà accusata di negligenza criminale. Comincia così un’odissea lunga un anno per Martha, che deve sopportare il suo dolore e al contempo gestire le difficili relazioni con il marito e la dispotica madre, oltre che confrontarsi in tribunale con l’ostetrica, divenuta oggetto di pubblica denigrazione. Pieces of a Woman è un’aria profondamente personale e dolorosamente familiare, tratteggiata in ricercati toni di grigio, la storia trascendente di una donna che impara a convivere con la sua perdita.

Venezia 77: in concorso Nuevo Orden di Michel Franco

Venezia 77: in concorso Nuevo Orden di Michel Franco

Sarà presentato oggi in concorso a Venezia77 Nuevo Orden diretto da Michel Franco con protagonisti Naian González Norvind Diego Boneta, Mónica del Carmen, Fernando Cuautle, Darío Yazbek, Roberto Medina, Patricia Bernal, Lisa Owen, Enrique Singer, Eligio Meléndez, Gustavo Sánchez Parra.

Nuevo Orden propone una visione distopica del Messico, che tuttavia si discosta solo leggermente dalla realtà. La disparità sociale ed economica è attualmente sempre più diffusa e insostenibile. Non è la prima volta che un simile scenario si presenta nel Paese e i governi corrotti hanno sempre risposto con violenza dittatoriale a qualsiasi forma di protesta. Questo film vuole essere un monito: se la diseguaglianza non viene risolta civilmente e se le voci del dissenso vengono messe a tacere, ne deriva il caos.

Nuevo Orden, la trama

In questo affascinante dramma distopico ricco di suspense, uno sfarzoso matrimonio dell’alta società viene mandato a monte da una rivolta inaspettata, scaturita dal confitto sociale che dà il via a un violento colpo di stato. Attraverso gli occhi della solidale giovane sposa e dei domestici che lavorano per e contro la sua abbiente famiglia, Nuevo Orden descrive a rotta di collo la caduta di un sistema politico e la nascita di uno ancora più angosciante.

Venezia 77: in concorso NOMADLAND con Frances McDormand

Venezia 77: in concorso NOMADLAND con Frances McDormand

Arriva oggi in concorso Frances McDormand con il film Nomadland diretto da Chloé Zhao e con protagonista la Frances McDormand in veste di interprete e produttore. Nel cast anche David Strathairn, Linda May, Swankie.

Nomadland è prodotta da Highwayman Films (Chloé Zhao), Hear/Say Productions (Frances McDormand), Cor Cordium Production (Peter Spears), Mollye Asher, Dan Janvey.

Il commento del regista: Nell’autunno del 2018, mentre giravo Nomadland a Scottsbluff, Nebraska, vicino a un campo ghiacciato di barbabietole, mi ritrovai a sfogliare Desert Solitaire di Edward Abbey, un libro che mi aveva regalato qualcuno incontrato sulla strada. Sfogliandolo incappai in questo passaggio: “Gli uomini vanno e vengono, le città nascono e muoiono, intere civiltà scompaiono; la terra resta, solo leggermente modificata. Restano la terra e la bellezza che strazia il cuore, dove non ci sono cuori da straziare… a volte penso, senz’altro in modo perverso, che l’uomo è un sogno, il pensiero un’illusione, e solo la roccia è reale. Roccia e sole” (Edward Abbey, Desert solitaire. Una stagione nella natura selvaggia, trad. Stefano Travagli, Baldini & Castoldi, 2015). Per i successivi quattro mesi, mentre ci spostavamo per girare il film, fu un continuo andirivieni di nomadi; molti di essi conservavano rocce raccolte durante le peregrinazioni a bordo delle loro case su ruote alimentate dal sole. Dispensavano storie e saggezza davanti e dietro l’obiettivo della telecamera. Essendo cresciuta in città cinesi e inglesi, sono sempre stata profondamente attratta dalla strada aperta, un’idea che trovo tipicamente americana: la continua ricerca di ciò che sta oltre l’orizzonte. Ho tentato di catturarne uno scorcio in questo film, sapendo che non è possibile descrivere veramente la strada americana a un’altra persona. Bisogna scoprirla da soli.

La trama di NOMADLAND

Dopo il crollo economico di una città aziendale nel Nevada rurale, Fern carica i bagagli nel suo furgone e si mette sulla strada alla ricerca di una vita al di fuori della società convenzionale, come una nomade dei tempi moderni. Nomadland vede la partecipazione dei veri nomadi Linda May, Swankie e Bob Wells nella veste di guide e compagni di Fern nel corso della sua ricerca attraverso i vasti paesaggi dell’Ovest americano.

Venezia 77: il trailer e il manifesto di Lacci, film d’apertura

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Venezia 77: il trailer e il manifesto di Lacci, film d’apertura

Lacci, diretto da Daniele Luchetti (La nostra vita, Mio fratello è figlio unico, Il portaborse) e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi è il film di apertura, Fuori concorso, della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 settembre – 12 settembre 2020) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.

“Negli ultimi tempi abbiamo avuto paura che il cinema potesse estinguersi – ha dichiarato Daniele Luchetti – E invece  durante la quarantena ci ha dato conforto, come una luce accesa in una caverna. Oggi abbiamo una consapevolezza in più: i film, le serie, i romanzi, sono indispensabili nelle nostre vite. Lunga vita ai festival, dunque, che permettono  di  celebrare  tutti assieme il senso vero del nostro lavoro. Se qualcuno ha pensato che potesse essere inutile, ora sa che serve a tutti. Con Lacci sono onorato di aprire le danze del primo grande festival di un tempo imprevisto”.

“Da 11 anni, la Mostra del Cinema non veniva aperta da un film italiano – ha dichiarato Alberto Barbera – La felice opportunità è offerta dal bellissimo film di Daniele Luchetti, anatomia della difficile coesistenza di una coppia, alle prese con tradimenti, ricatti emotivi, sofferenze e sensi di colpa, non senza un piccolo giallo che viene svelato solo nel finale.  Sostenuto da un cast eccezionale, il film è anche il segno del felice momento che sta attraversando il nostro cinema, in continuità con la tendenza positiva delle ultime stagioni che la qualità dei film invitati a Venezia quest’anno non potrà che confermare”.

Napoli, primi anni ‘80: il matrimonio di Aldo e Vanda entra in crisi quando Aldo si innamora della giovane Lidia. Trent’anni dopo, Aldo e Vanda sono ancora sposati. Un giallo sui sentimenti, una storia di lealtà ed infedeltà, di rancore e vergogna. Un tradimento, il dolore, una scatola segreta, la casa devastata, un gatto, la voce degli innamorati e quella dei disamorati. Dal romanzo di Domenico Starnone, per il “New York Times” uno dei 100 migliori libri del 2017, il nuovo film di Daniele Luchetti.

Lacci sarà proiettato mercoledì 2 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, nella serata di apertura della 77. Mostra. Prodotto da IBC Movie con Rai Cinema, Lacci è scritto da Domenico Starnone, Francesco Piccolo e Daniele Luchetti. 

Daniele Luchetti – Nota biografica

Daniele Luchetti nasce a Roma nel 1960. La Sacher Film produce il suo primo film da regista, Domani accadrà (1988), che vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Il successivo Il portaborse (1991) è il suo primo grande successo di critica, ottiene un’ottima accoglienza al festival di Cannes e vince il David di Donatello per la miglior sceneggiatura e per il miglior attore protagonista. Successivamente dirige La scuola (1995), I piccoli maestri (1998) e Mio fratello è figlio unico (2007), protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio, che viene presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e si aggiudica 5 David di Donatello. Luchetti torna a Cannes nel 2010, questa volta in concorso, con il film La nostra vita interpretato da Elio Germano che sulla Croisette si aggiudica il Premio per la migliore interpretazione maschile. Il film ottiene inoltre tre David di Donatello incluso quello per il miglior regista. Il film più recente di Luchetti è Momenti di trascurabile felicità, realizzato nel 2019.

Venezia 77: il Leoncino d’Oro va a Nuevo Orden di Michel Franco

Venezia 77: il Leoncino d’Oro va a Nuevo Orden di Michel Franco

È stato assegnato venerdì 11 settembre alle ore 17.00 presso la Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior, alla presenza di Alberto Barbera, Direttore della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Piera Detassis, Presidente Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Mario Lorini, Presidente ANEC e Mariella Andreatta, Presidente Comitato UNICEF Veneto, Maria Pia Ammirati, Presidente Istituto Luce – Cinecittà. La cerimonia di premiazione del Leoncino d’Oro, istituito da AGISCUOLA nel 1989 e quest’anno in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il Ministero dell’Istruzione, l’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello e l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema.

Giunto alla 32° edizione, il Leoncino è divenuto nel tempo uno dei premi collaterali più importanti e significativi della Mostra del Cinema di Venezia. In questa particolare edizione i giovani giurati provenienti da tutta Italia hanno anche assegnato – in seguito ad un accordo siglato con il Comitato Italiano per l’UNICEF – il prestigioso premio Segnalazione Cinema For UNICEF, riconoscimento istituito dal Comitato Italiano per l’UNICEF presso la Mostra sin dal 1980.

Durante la cerimonia Il Premio Leoncino d’Oro della 77. Mostra d’arte cinematografica di Venezia è stato assegnato al film Nuevo Orden di Michel Franco alla presenza del regista, con la seguente motivazione:

Le disturbanti immagini di un futuro distopico si rincorrono in un violento crescendo che porta alla caduta della società nel baratro del caos. Per aver mostrato scenari inquietanti, proprio perché plausibili, per aver magistralmente diretto un’opera indispensabile, che si presenta come un severo monito per lo spettatore e per aver lanciato un messaggio universale sulla necessità di agire prima che sia troppo tardi.

La Segnalazione Cinema For UNICEF è stata assegnata al film Notturno di Gianfranco Rosi, presente alla premiazione, con la seguente motivazione:

“Le nitide istantanee di una guerra quotidiana, fatta di silenzi e di parole impossibili da pronunciare, raccontano una verità che esplode come assordanti colpi di fucile. Per aver mostrato una realtà dove anche i bambini parlano il linguaggio della sofferenza e aver riunito in un lungo viaggio interi territori accomunati dagli echi di un conflitto statico e senza fine.”

I vincitori del Leoncino d’Oro Agiscuola
1989 SCUGNIZZI  di Nanni Loy
1990 UN ANGELO ALLA MIA TAVOLA  di Jane Campion
1991 LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE di Terry Gilliam
1992 UN CUORE IN INVERNO di Claude Sautet
1993 FILM BLU di Krzysztof  Kieslowski
1994 PRIMA DELLA PIOGGIA di Milcho Manchewski
1995 L’UOMO DELLE STELLE di Giuseppe Tornatore
1996 HOMMES FEMMES: MODE D’EMPLOI di Claude Lelouch
1997 OVOSODO di Paolo Virzì
1998 GATTO NERO GATTO BIANCO di Emir Kusturica
1999 JESUS’ SON di Alison MacLean
2000 I CENTO PASSI di Marco Tullio Giordana
2001 ABRIL DESPERAÇADO di Walter Salles
2002 L’UOMO DEL TRENO di Patrice Leconte
2003 BUONGIORNO, NOTTE di Marco Belloccio
2004 BINJIP – FERRO 3 di Kim Ki-duk
2005 SIMPATHY FOR LADY VENGEANCE di Park Chan-Wook
2006 EJPHORIJA (Euphoria) di Ivan Vyrypaev
2007 THE DARJEELING LIMITED di Wes Anderson
2008 IL PAPA’ DI GIOVANNA di Pupi Avati
2009 CAPITALISM: A LOVE STORY di Michael Moore
2010 LA VERSIONE DI BARNEY di Richard J. Lewis
2011 CARNAGE di Roman Polaski
2012 PIETA’ di Kim ki-Duk
2013 SACRO GRA di Gianfranco Rosi
2014 BIRDMAN di Alejandro G. Inarritu
2015 L’ATTESA di Piero Messina
2016 NA MLIJEČNOM PUTU (On the Milky Road) di Emir Kusturica
2017 THE LEISURE SEEKER (Ella & John) di Paolo Virzì
2018 WERK OHNE AUTOR (OPERA SENZA AUTORE) di Florian Henckel von Donnersmarck,
2019 IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Mario Martone

Venezia 77: il giorno di Miss Marx di Susanna Nicchiarelli

Venezia 77: il giorno di Miss Marx di Susanna Nicchiarelli

Secondo film italiano in concorso alla 77esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, domani sarà presentato Miss Marx di Susanna Nicchiarelli con protagonisti Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Felicity Montagu, Karina Fernandez, Oliver Chris, e Philip Gröning.

La storia di Eleanor mi ha dato l’opportunità di esplorare temi incredibilmente contemporanei in un contesto d’epoca, ma ho ritenuto necessario capovolgere i clichés del dramma in costume. Ho cercato di sovvertire l’immagine dell’eroina vittoriana e sostituirla con quella emblematica e moderna di una donna che combatte sul fronte personale e pubblico. Credo che la storia di Eleanor richieda di essere raccontata con delicata ironia: la sua vita sentimentale fu assurda e tragica, i suoi guai condivisibili anche per le donne di oggi. Ma questa storia richiede anche un profondo rispetto: le battaglie di Eleanor e dei suoi compagni risultano più che mai attuali e urgenti, oggi come ieri.

Miss Marx: la trama

Brillante, colta, libera e appassionata, Eleanor è la figlia più piccola di Karl Marx: tra le prime donne ad avvicinare i temi del femminismo e del socialismo, partecipa alle lotte operaie, combatte per i diritti delle donne e l’abolizione del lavoro minorile. Quando, nel 1883, incontra Edward Aveling, la sua vita cambia per sempre, travolta da un amore appassionato ma dal destino tragico.

Venezia 77: i Premi Francesco Pasinetti 2020

Venezia 77: i Premi Francesco Pasinetti 2020

Emma Dante con Le sorelle Macaluso, premiato anche per l’intero cast femminile, e Alessandro Gassmann, per la migliore interpretazione maschile nell’opera prima di Mauro Mancini Non odiare, in concorso alla SIC – Settimana Internazionale della Critica – sono i vincitori dei Premi Francesco Pasinetti 2020 assegnati alla Mostra di Venezia  dai Giornalisti Cinematografici SNGCI.

Lo annuncia il Direttivo del Sindacato che, come sempre, ha scelto i vincitori tra tutti i film italiani presentati nelle diverse sezioni, insieme ai componenti del suo Consiglio Nazionale accreditati alla Mostra.  Si tratta di scelte che confermano – pur di fronte alla qualità e alle originalità delle proposte italiane nelle diverse sezioni (e in particolare nella ‘rosa’ di scelte di Venezia 77) – la particolare attenzione che il Sindacato ha scelto di dedicare quest’anno soprattutto al cinema di fiction, anche per sostenere la ripresa del cinema in sala.

In un’edizione difficile che la Mostra 77 ha superato con successo, nonostante le difficoltà, i Giornalisti Cinematografici esprimono un particolare apprezzamento per l’attenzione che – tra i titoli delle diverse sezioni – la selezione ha quest’anno riservato al cinema del reale.  Sottolineano, in particolare, l’importanza che ancora una volta il Concorso, che  mai come quest’anno ha segnalato il talento femminile, abbia accolto l’eccellenza di un grande documentario come Notturno di Gianfranco Rosi e che la Mostra 2020 – fino alla selezione autonoma delle Giornate degli Autori e della Settimana Internazionale della Critica – e consegni alla storia di quest’edizione ‘miracolosa’,  di fronte alle difficoltà e ai rischi del Covid, un ventaglio di titoli che esprimono un’attenzione speciale alla cronaca e al sociale così come alla memoria del cinema.

Queste le scelte della Giuria:

 Premio Francesco Pasinetti al Miglior film

Le sorelle Macaluso di Emma Dante

 Premio Francesco Pasinetti per la Migliore interpretazione femminile

all’intero cast de Le sorelle Macaluso

(Venezia 77 – Concorso)

Premio Francesco Pasinetti per la Migliore interpretazione maschile

ad Alessandro Gassmann,  protagonista del film  Non odiare  di Mauro Mancini

(Settimana Internazionale della Critica)

I premi annunciati oggi al Lido saranno consegnati a Roma.

Venezia 77: i premi collaterali assegnati da FEdS

Venezia 77: i premi collaterali assegnati da FEdS

Si conclude questa sera, con la cerimonia di consegna dei premi ufficiali, la 77esima Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: un’edizione davvero straordinaria, fortemente voluta dalla Biennale di Venezia per lanciare un messaggio di ripartenza e speranza a tutto il mondo, non solo all’industria dello spettacolo e dell’intrattenimento. Per tributare un omaggio all’istituzione che, con un atto di coraggio e resilienza, ha realizzato il primo evento mondiale in presenza, l’associazione culturale MostraLido di Venezia e la Fondazione Ente dello Spettacolo hanno deciso di conferire il premio MostraLido – giunto alla terza edizione – proprio alla Biennale di Venezia, per celebrare la felice decisione di organizzare la Mostra anche in un’annata così particolare

Questa mattina, nello Spazio FEdS presso la Sala Tropicana dell’Hotel Excelsior, nell’ambito della tradizionale cerimonia dedicata alla consegna dei premi collaterali, Mons. Davide Milani (presidente della FEdS), Luca Pradel e Lorenzo Mayer (rispettivamente presidente e coordinatore di MostraLido) hanno consegnato uno speciale Leone d’Oro a Roberto Cicutto (presidente della Biennale di Venezia), Andrea Del Mercato (direttore generale della Biennale) e Alberto Barbera (direttore artistico della sezione Cinema).

Il premio intende riconoscere una scelta valorosa, che in principio poteva apparire temeraria e avventata: “Per aver voluto tracciare – si legge nella motivazione – una strada anziché limitarsi a seguirla. Nel 125esimo anniversario della sua Fondazione (1895-2020), la Biennale di Venezia ha saputo essere un esempio di cultura capace di dimostrare al mondo il volto dell’Italia migliore. Segno di un nuovo inizio, anche dopo 145 anni di storia”.

MostraLido e FEdS hanno consegnato un “Leone d’Oro” unico e straordinario ai vertici della Biennale, rappresentanti di un team ampio e composito (dai selezionatori ai dipendenti): una testimonianza di gratitudine e ammirazione, per sottolineare il gioco di squadra e la lungimirante visione collettiva.

Introducendo i premiati, Mons. Davide Milani ha sottolineato ancora una volta la vicinanza della FEdS alla Biennale: “In un settembre che tutti preannunciavano come cupo, questa Mostra ci aiuta ad andare oltre in una crisi comunque grave, non solo per distrarci, ma per recuperare uno sguardo più aperto sulla vita e l’esperienza umana. Mai come quest’anno, la Mostra del Cinema ha offerto ragione per sperare”.

Nel ringraziare gli organizzatori del premio, il presidente Roberto Cicutto ha ricordato che “le organizzazioni culturali devono creare sviluppo, perché la cultura non può essere un lusso”. Grato e onorato, Alberto Barbera ha voluto evidenziare il lavoro “spesso nell’ombra” del direttore generale Andrea Del Mercato, che è apparso visibilmente commosso dalle parole del direttore artistico: “è stato essenziale – ha detto Barbera – nel garantire sicurezza e serenità ai partecipanti”.

La premiazione della Biennale ha aperto la cerimonia di consegna dei premi collaterali. La giuria del premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) ha premiato Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, assegnando una menzione speciale ad Assandira di Salvatore Mereu e al cortometraggio Finis terrae di Tommaso Frangini. La Giuria C.G.S. – Cinecircoli Giovanili Socioculturali ha dato il Premio “Lanterna Magica” a Khorshid di Majid Majidi, che ha ritirato il riconoscimento insieme al cast. Il Premio Signis è andato a Quo vadis, Aida? di Jasmila Žbanić, mentre a Nomadland di Chloé Zhao è stata data una menzione speciale. Fanheart3 ha assegnato la Graffetta d’Oro a Saint-Narcisse di Bruce La Bruce, la Nave d’Argento a The World to Come di Mona Fastvold, la VR Fan Experience a Baba Yaga di Eric Darnell e Mathias Chelebourg, con una menzione d’onore a The Metamovie Presenta Alien Rescue di Jason Moore.

Venezia 77: i film restaurati di Venezia Classici al Cinema Ritrovato di Bologna

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Sono stati scelti i film della sezione Venezia Classici della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che quest’anno saranno ospitati all’interno del programma del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, che si svolgerà dal 25 al 31 agosto nella città emiliana. La collaborazione tra i due festival è un segno concreto della  solidarietà esistente e della possibilità di superare le difficoltà del momento, individuando inedite modalità condivise per uscire dall’isolamento provocato dalla pandemia. La selezione di Venezia Classici 2020, arricchita di ulteriori titoli, verrà poi replicata a Venezia nei mesi successivi.

La 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre, diretta da Alberto Barbera.

Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Venezia Classici è curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi.

Questo l’elenco completo dei restauri di Venezia Classici selezionati per la 77. Mostra, che saranno proiettati dal 25 al 31 agosto al festival Il Cinema Ritrovato di Bologna:

VENEZIA CLASSICI

CRONACA DI UN AMORE

di Michelangelo ANTONIONI (Italia, 1950, B/N)

restauro: Cineteca di Bologna

CLAUDINE

di John BERRY (USA, 1974, colore)

restauro: Fox/Criterion/Disney

DEN MUSO (THE YOUNG GIRL)

di Souleymane CISSÉ (Mali, 1975, colore)

restauro: Cinemathéque Francaise

UTÓSZEZON (LATE SEASON)

di Zoltán FÁBRI (Ungheria, 1966, B/N)

restauro: Hungarian National Film Archive

SEDOTTA E ABBANDONATA

di Pietro GERMI (Italia, 1964, B/N)

restauro: Cineteca di Bologna

LA ÚLTIMA CENA (THE LAST SUPPER)

di Tomás GUTIÉRREZ ALEA (Cuba, 1976, colore)

restauro: Cineteca di Cuba

FUKUSHÛ SURU WA WARE NI ARI  (VENGEANCE IS MINE)

di Shôhei IMAMURA (Giappone, 1979, colore)

restauro: Shochiku

MUHOMATSU NO ISSHO (THE RICKSHAW MAN)

di Hiroshi INAGAKI (Giappone, 1943, B/N)

restauro: Film Foundation/Kadokawa

YOU ONLY LIVE ONCE

di Fritz LANG (USA, 1937, B/N)

restauro: StudioCanal

SERPICO

di Sidney LUMET (USA, 1973, colore)

restauro: StudioCanal

LE CERCLE ROUGE

di Jean-Pierre MELVILLE (Francia, 1970, colore)

restauro: StudioCanal

NEOKONCHENNAYA PYESA DLYA MEKHANICHESKOGO PIANINO (UNFINISHED PIECE FOR THE PLAYER PIANO)

di Nikita MIKHALKOV (Unione Sovietica, 1977, colore)

restauro: Mosfilm

GOODFELLAS                   

di Martin SCORSESE (USA, 1990, colore)

restauro: Warner Bros.

Venezia 77: ecco le giurie, Cate Blanchett presidente

Sono state definite le composizioni delle quattro Giurie internazionali (Venezia 77OrizzontiPremio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, Venice Virtual Reality) della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2–12 settembre 2020), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.

Le personalità chiamate a fare parte della Giuria del Concorso di Venezia 77 sono:

  • Cate Blanchett – presidente (Australia), attrice internazionalmente acclamata e pluripremiata, nonché  produttrice, filantropa e attiva protagonista della comunità artistica. Le sue numerose, straordinarie interpretazioni cinematografiche le hanno fatto ottenere due Oscar (The Aviator, 2004, e Blue Jasmine, 2013), tre Golden Globe (Elizabeth, 1998, Io non sono qui, 2007, Blue Jasmine, 2013), tre premi Bafta e numerose altre nomination. Alla Mostra di Venezia è stata interprete dei film Elizabeth (1998) di Shekhar Kapur e Io non sono qui (2007) di Todd Haynes, che le valse la Coppa Volpi come miglior attrice. Il suo più recente successo è Che fine ha fatto Bernadette? (2019) di Richard Linklater.
  • Veronika Franz (Austria)regista e sceneggiatrice, inizia come giornalista di cinema per il quotidiano viennese Tageszeitung Kurier. Dal 1997 segue il lavoro del regista Ulrich Seidl come collaboratrice artistica, di cui è co-sceneggiatrice per Dog Days (Hundstage, 2001), Import Export (2007) e la trilogia PARADISE (2012/3). Il documentario Kern (2012) è sia il suo debutto come regista, sia il primo film realizzato insieme al regista Severin Fiala, a cui segue il suo primo lungometraggio di finzione, Goodnight Mommy (Ich seh Ich seh, 2014), co-diretto insieme a Fiala e presentato a Venezia Orizzonti. Il film ottiene numerosi premi e rappresenta l’Austria agli Oscar. I due registi realizzano poi il loro primo film in inglese, The Lodge, presentato al Sundance Film Festival 2019.
  • Joanna Hogg (Gran Bretagna), regista e sceneggiatrice, considerata oggi fra le più importanti del suo Paese. Il primo lungometraggio, Unrelated (2008), con Tom Hiddleston, vince il premio della Fipresci al Festival di Londra. Il secondo film, Archipelago (2010), ottiene una Menzione speciale al Festival di Londra e un considerevole successo di pubblico. Nel 2013 realizza Exhibition, con il chitarrista degli Slits, Viv Albertine, e l’artista britannico Liam Gillick. Il più recente The Souvenir, produttore esecutivo Martin Scorsese, viene presentato al Sundance Film Festival 2019 dove vince il Gran premio della Giuria.
  • Nicola Lagioia (Italia), scrittore, dal 2016 è direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino. Ha pubblicato i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (minimum fax 2001, premio Lo Straniero), Occidente per principianti (Einaudi 2004), Riportando tutto a casa (Einaudi 2009, premio Vittorini, premio Volponi, premio Viareggio), La Ferocia (Einaudi 2014, Premio Strega, Premio Mondello). È una delle voci di Pagina3, rassegna stampa quotidiana di Radio3. Scrive per testate quali «Repubblica», «Il Venerdì», «Internazionale», «La Stampa». I suoi libri sono tradotti in 15 Paesi.
  • Christian Petzold  (Germania), regista e sceneggiatore fra i più significativi del cinema tedesco, è stato premiato tre volte dai critici tedeschi per il miglior film con Die innere Sicherheit (2000), presentato a Venezia, Gespenster (2005) e Yella (2007), presentati a Berlino. Nel 2008 è a Venezia in concorso con Jerichow, per cui nel 2009 vince il Deutscher Filmpreis come miglior regista. Con La scelta di Barbara nel 2012 ottiene l’Orso d’argento a Berlino, dove nel 2018 consegue un grande successo critico con La donna dello scrittore (Transit). Sempre a Berlino, nel 2020 vince il premio della Fipresci con Undine.
  • Cristi Puiu (Romania), regista e sceneggiatore, debutta nella regia nel 2001 con il road-movie a basso costo Marfa şi bani (Stuff and Dough), presentato alla Quinzaines a Cannes e considerato il film che dà inizio al Nuovo cinema rumeno. Nel 2005 il suo secondo lungometraggio, la commedia nera La morte del signor Lazarescu, è un successo critico e ottiene il Prix Un certain Regard a Cannes. Analogo successo consegue Sieranevada, presentato nel 2016 in concorso a Cannes. Nel 2020 Malmkrog vince il Premio per la miglior regia nella sezione Encounters della Berlinale.
  • Ludivine Sagnier (Francia), attrice, appare per la prima volta sul grande schermo nel 1989 in Voglio tornare a casa! di Alain Resnais. Nel 1990 partecipa al kolossal Cyrano de Bergerac. Nel 2003 è protagonista di due film presentati a Cannes, La petite Lili e Swimming Pool, e interpreta in Peter Pan di P. J. Hogan il personaggio di Campanellino. Recita spesso nei film del regista francese François Ozon: Gocce d’acqua su pietre roventi8 donne e un mistero e Swimming Pool, diventando una delle attrici francesi più apprezzate e note al pubblico. Fra le sue ultime interpretazioni, La vérité di Hirokazu Koreeda, film d’apertura della Mostra di Venezia 2019, e la seconda serie di Paolo Sorrentino The New Pope.

La Giuria Venezia 77 assegnerà ai lungometraggi in Concorso i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Speciale della Giuria, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

La Giuria internazionale della sezione Orizzonti è composta da:

  • Claire Denis – presidente (Francia), regista, sceneggiatrice e attrice francese, nasce a Parigi ma cresce in Africa fino ai 13 anni. Si laurea nel 1972 all’IDHEC e lavora come assistente di Jacques Rivette, Costa-Gavras, Jim Jarmusch, Wim Wenders. Il suo film d’esordio Chocolat (1988), riflessione sul colonialismo, conquista la critica. Seguono Al diavolo la morte (S’en fout la mort) (1990), in concorso a Venezia, US Go Home (1994), Nénette e Boni (Nénette et Boni) (1996), Beau Travail (1999), presentato a Venezia, Cannibal Love – Mangiata viva (2001) e Venerdì sera (Vendredi soir) (2002). Il successivo White Material (2009) è in concorso a Venezia. Nel 2018, High Life viene premiato al Festival di San Sebastián.
  • Oskar Alegria (Spagna), regista spagnolo, dal 2013 al 2016 è stato direttore della rassegna Punto de Vista di Pamplona. Il suo primo film, La casa Emak Bakia (2012), documentario alla ricerca della casa sulla costa basca dove Man Ray girò il suo Emak Bakia, viene presentato in numerosi festival internazionali, tra cui Telluride e San Sebastián, ottenendo molti riconoscimenti. Nel 2019 ha presentato in Orizzonti a Venezia il documentario Zumiriki, sulla propria esperienza di quattro mesi vissuta in una capanna isolata su un fiume.
  • Francesca Comencini (Italia), regista, sceneggiatrice, scrittrice, figlia del grande regista Luigi e sorella di Paola e Cristina. Dirige in Francia, dove vive per 18 anni, il suo primo film Pianoforte (1984), storia di due giovani tossicodipendenti, vincitore del Premio De Sica a Venezia. Collabora col padre alla sceneggiatura di Un ragazzo di Calabria. Si avvicina al documentario con Elsa Morante (1995), Shakespeare a Palermo (1997), Carlo Giuliani, ragazzo (2002), presentato a Cannes, e In fabbrica (2007). Tra i suoi film di finzione, Le parole di mio padre (2001), Lo spazio bianco (2009) e Un giorno speciale (2012) in concorso a Venezia, Amori che non sanno stare al mondo (2017), presentato a Locarno. Dal 2014 dirige 15 episodi di Gomorra – La serie, trasposizione tv dell’omonimo romanzo di Roberto Saviano.
  • Katriel Schory (Israele), produttore israeliano, fonda nel 1974 la compagnia Belfilms, che ha prodotto più di 150 film e spettacoli televisivi, inclusi lungometraggi, documentari e coproduzioni internazionali. Dal 1999 al 2019 è Direttore esecutivo dell’Israel Film Fund, dove ha autorizzato più di 300 lungometraggi, molti dei quali sono stati selezionati nei maggiori festival vincendo prestigiosi premi, fra i quali Leoni d’oro e d’argento a Venezia, Orsi d’oro e d’argento a Berlino, Camera d’or a Cannes e quattro nomination agli Oscar.
  • Christine Vachon (Usa), produttrice statunitense vincitrice dell’Independent Spirit Award e del Producer Award del Gotham Independent Film Award. Ottiene il suo primo successo con la produzione del film d’esordio di Todd Haynes, Poison, Gran Premio della Giuria al Sundance. Nel 1995 fonda, insieme a Pamela Koffler, la compagnia di produzione cinematografica e televisiva Killer Film, che vince l’Oscar con Boys Don’t Cry di Kimberley Peirce. Produce alcuni dei film indipendenti più acclamati, ottenendo nomination agli Oscar con i capolavori di Todd Haynes Lontano dal Paradiso, Io non sono qui e Carol.

La Giuria Orizzonti assegnerà –  senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi: Premio Orizzonti per il miglior film, Premio Orizzonti per la migliore regia, Premio Speciale della Giuria Orizzonti, Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile, Premio Orizzonti per la migliore interpretazione femminile, Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura, Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.

La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro, è composta da:

  • Claudio Giovannesi – presidente (Italia), regista, sceneggiatore e musicista. Il suo film La paranza dei bambini (2019), tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano e presentato in concorso a Berlino, ha vinto l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura ed è stato distribuito in oltre 20 Paesi. Fiore (2016), in concorso nella Quinzaine a Cannes, ha ricevuto il Nastro d’argento speciale. Alì ha gli occhi azzurri (2012), Premio Speciale della Giuria al Festival di Roma, è stato presentato in concorso al Tribeca. Il documentario Fratelli d’Italia (2009), ha avuto la Menzione speciale della giuria al Festival di Roma. Per la televisione ha diretto due episodi della seconda stagione della serie Gomorra.
  • Remi Bonhomme (Francia), direttore e programmatore di festival internazionali, è il nuovo direttore artistico del Festival del film di Marrakech e direttore degli Atlas Workshops, la piattaforma industriale del Festival che sostiene il cinema del continente africano e del Medio Oriente. Dal 2009 al 2020 è stato coordinatore generale della Semaine de la Critique al Festival di Cannes e direttore di Next Step, un workshop per registi di cortometraggi che si accingono a girare il loro primo lungometraggio.
  • Dora Bouchoucha (Tunisia), produttrice e direttrice di festival, dal 1994 ha prodotto numerosi lungometraggi, cortometraggi e documentari tunisini e di altri Paesi con la sua società Nomadis Images. I suoi film sono stati selezionati ai festival di Venezia, Cannes e Berlino. Ha creato l’Atelier de Projets alle Giornate cinematografiche di Cartagine, di cui è stata direttrice nel 2008, 2010 e 2014. Nel 2017 ha fatto parte della Giuria internazionale del Festival di Berlino. Dal 2018 è direttrice del festival mediterraneo di Manarat.

La Giuria del Premio Venezia Opera Prima assegnerà senza possibilità di ex aequo, tra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele), il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, e un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.

La Giuria internazionale della sezione Venice Virtual Reality è composta da:

  • Celine Tricart – presidente (USA), regista e sceneggiatrice, esperta di Realtà virtuale e 3D nota in tutto il mondo per la forza emotiva delle sue storie e il particolare stile visivo. I suoi lavori sono stati presentati in festival internazionali quali Venezia, Sundance, Tribeca, SXSW. A Venezia nel 2019 ha vinto con The Key il Gran premio della Giuria per la migliore opera Vr immersiva. Al Tribeca ha ottenuto lo Storyscapes Award. Ha fondato la Lucid Dreams Productions, specializzata nell’utilizzo delle nuove tecnologie per creare storie innovative e per incrementare il ruolo delle donne e delle voci minoritarie nel fare cinema.
  • Asif Kapadia (Gran Bretagna) è un regista di film e documentari noto per lo stile visuale e per le scelte di personaggi estremi da raccontare. Il suo Amy, presentato in prima mondiale a Cannes nel 2015, che narra la storia della cantante Amy Winehouse, ha vinto l’Oscar come migliore documentario. Il film è stato il più grande successo al box office in Gran Bretagna per un documentario, vincendo anche il Bafta, l’Efa e un Grammy. Nel 2001 ha co-sceneggiato e diretto il proprio debutto nel film narrativo, The Warrior, girato nel deserto del Rajasthan e fra le nevi dell’Himalaya. Nel 2010, nel documentario Senna, ha raccontato la storia del campione brasiliano di Formula Uno Ayrton Senna. Nel 2017 ha diretto due episodi della serie Netflix Midhunter. Nel 2019 ha presentato a Cannes il documentario Maradona, nominato ai Bafta.
  • Hideo Kojima (Giappone) è un autore di videogiochi noto in tutto il mondo per aver allargato i confini della creatività in questo campo. E’ considerato il padre del genere stealth, videogioco d’azione basato sull’abilità del giocatore di evitare di essere rilevato dal nemico. Nel 2015 fonda la società Kojima Productions, adottando il motto From sapiens to ludens. Nel 2019 la società realizza il suo primo titolo, Death Stranding, per PlayStation 4. Dalla sua uscita, Death Stranding ha ottenuto numerosi premi e un successo mondiale.

La Giuria Venice Virtual Reality assegnerà i seguenti premi: Gran Premio della Giuria per la Migliore opera VR immersiva, Migliore esperienza VR immersiva e Migliore storia VR immersiva.

Fonte: Biennale

Venezia 77: cerimonia e film d’apertura, Lacci, trasmessi al cinema

La Biennale di Venezia annuncia che, grazie alla collaborazione con l’ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, con la Rai Radio Televisione Italiana e Rai Gold – Rai Movie, la cerimonia di apertura della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si svolgerà mercoledì 2 settembre 2020 in Sala Grande (Palazzo del Cinema, Lido di Venezia), sarà trasmessa in diretta nelle sale cinematografiche italiane.

Il Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, dichiara: “Realizzare la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica nelle date stabilite, malgrado le difficoltà imposte dalla situazione, è il grande sforzo che La Biennale ha deciso di fare per supportare l’arte cinematografica e l’industria dell’audiovisivo. La nostra prima preoccupazione è mettere tutti coloro che saranno al Lido in condizione di vivere il festival nella massima sicurezza. L’attuazione di tutte le misure necessarie, in collaborazione con le autorità preposte, è il nostro dovere e compito principale. Ma ancor più importante sarà il senso di responsabilità di chi ci seguirà dal 2 al 12 settembre rispettando le norme con coscienza, pazienza e con la consapevolezza di partecipare a qualcosa di molto importante non solo per la riuscita della Mostra. Non poteva mancare in questo contesto un segnale forte di supporto alle sale cinematografiche. Grazie a chi ci ha proposto di portare nelle sale la cerimonia di apertura e a chi lo sta rendendo possibile”.

Tutto il programma di Venezia 77

“L’iniziativa senza precedenti – dichiara il Direttore della Mostra, Alberto Barbera –  nasce dal desiderio di offrire un gesto di concreta solidarietà all’industria del cinema, così duramente colpita dalla crisi generata dal Coronavirus e, in particolare, all’esercizio cinematografico, elemento imprescindibile per la conoscenza, la fruizione e la circolazione dei film. Senza la visione collettiva che solo la sala può offrire nella sua compiutezza, verrebbe a mancare qualcosa di essenziale e costitutivo della nostra esperienza di spettatori a cui non possiamo in alcun modo rinunciare”.

La trasmissione in diretta della cerimonia di apertura sarà arricchita da un altro momento straordinario e altrettanto importante: grazie alla disponibilità dei produttori e della casa di distribuzione, le sale aderenti all’iniziativa, previ accordi con 01 Distribution, proietteranno in contemporanea con la presentazione a Venezia il film di apertura fuori concorso, Lacci, diretto da Daniele Luchetti e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi.

Alla realizzazione dell’iniziativa contribuisce con il supporto tecnologico Cinemeccanica SpA, partner tecnico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e partner tecnico ufficiale ANEC.

Venezia 77: Cate Blanchett presidente di Giuria del Concorso

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Venezia 77: Cate Blanchett presidente di Giuria del Concorso

Sarà l’attrice e produttrice Cate Blanchett a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 > 12 settembre 2020), che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali.

La decisione è stata presa venerdì 10 gennaio u.s. dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico del settore cinema Alberto Barbera.

Cate Blanchett nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Ogni anno attendo la selezione di Venezia e ogni anno essa risulta sorprendente e notevole. Venezia è uno dei festival di cinema più suggestivi al mondo – una celebrazione di quel mezzo provocatorio e stimolante che è il cinema in tutte le sue forme. E’ un privilegio e un piacere essere quest’anno presidente di giuria”.

Alberto Barbera ha dichiarato:Cate Blanchett non è soltanto un’icona del cinema contemporaneo, corteggiata dai più grandi registi dell’ultimo ventennio e adorata dagli spettatori di ogni tipo. Il suo impegno in ambito artistico, umanitario e a sostegno dell’ambiente, oltre che in difesa dell’emancipazione femminile in un’industria del cinema che deve ancora confrontarsi pienamente con i pregiudizi maschilisti, ne fanno una figura di riferimento per l’intera società. Il suo immenso talento d’attrice, unitamente a un’intelligenza unica e alla sincera passione per il cinema, sono le doti ideali per un presidente di giuria. Sarà un enorme piacere ritrovarla in questa nuova veste a Venezia, dopo averla applaudita come magnifica interprete dei film Elizabeth di Shekhar Kapur e I’m not there di Todd Haynes, che le valse la Coppa Volpi come miglior attrice nel 2007”.

Venezia 77: Cate Blanchett presenta la serie Mrs. America al Campari Boat – In Cinema

Si sono concluse ieri, con l’ultimo spettacolare appuntamento, le serate all’interno della cornice del Campari Boat – In Cinema, la piattaforma galleggiante sponsorizzata da Campari, Main Sponsor della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Ad aprire l’appuntamento la serata la Presidente dell’Accademia David di Donatello Piera Detassis  e il Direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera.

Anche Clarice Pinto, Senior Marketing Director di Campari Group Italia, ha fatto il suo ingresso sul palco per raccontare i valori – passione, creatività e valorizzazione dei giovani talenti – alla base di tutte le attività del brand nel corso di questa edizione di Biennale Cinema.

Grande, attesissima ospite d’eccezione l’attrice Cate Blanchett – Presidente di Giuria del Concorso della  77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – che per l’occasione ha presentato in anteprima la nuova serie TV, di cui è protagonista, “Mrs. America” – prodotta da FX Productions – e proposta in anteprima esclusiva per l’Italia su TIMVISION Plus con programmazione settimanale dall’8 ottobre. La proiezione è stata trasmessa in diretta streaming anche con il TIMVISION Floating Theatre Roma,prima arena galleggiante ecocompatibile della città di Roma ideata e organizzata da Alice nella Città in collaborazione con EUR SPA, grazie alla partnership con TIMVISION. Alla presenza di Cate Blanchett a Venezia si è affiancata a Roma quella delle donne dell’audiovisivo e delle associazioni impegnate sul tema della parità di genere.

Già pluricandidata agli Emmy 2020, la serie racconta la vera storia dell’aspro dibattito politico e culturale sorto negli anni ’70 negli USA sull’approvazione dell’Equal Rights Amendment (ERA), per il riconoscimento di pari diritti a tutti i cittadini, senza distinzione di sesso. ‘Mrs. America’ vanta un team di star: accanto al premio Oscar® Cate Blanchett, l’attrice Rose Byrne, nominata all’Emmy Award nel ruolo di Gloria Steinem; la vincitrice dell’Emmy Award, Margo Martindale (Bella Abzug); la vincitrice dell’Emmy e del Golden Globe Award Uzo Aduba (Shirley Chisholm); Elizabeth Banks (Jill Ruckelshaus) e la vincitrice dell’Emmy e del Golden Globe Award Tracey Ullman (Betty Friedan).

I produttori esecutivi sono il vincitore dell’Emmy Award Dahvi Waller (Mad Men), in qualità di creatore e showrunner, Stacey Sher (Django Unchained, Erin Brockovich) nominato dall’Academy Award, Coco Francini, Cate Blanchett e Anna Boden & Ryan Fleck (Captain Marvel, Billions), che hanno diretto quattro dei nove episodi, compresi i primi due.

“Campari è davvero orgogliosa di aver partecipato e contribuito a una manifestazione così importante come la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia” – ha affermato Clarice Pinto, Senior Marketing Director di Campari Group Italia – “Abbiamo voluto creare Boat – In Cinema per favorire occasioni di dialogo tra i volti già affermati e quelli emergenti del grande schermo e proseguire così il nostro percorso in questo affascinante mondo”

Passione e creatività, elementi imprescindibili nel percorso di creazione dell’opera, fanno da fil rouge ai tanti eventi che CampariMain Sponsor della Mostra per il terzo anno consecutivo – ha inserito nel proprio palinsesto. Uno sguardo attento verso i giovani talenti di questo affascinante mondo per facilitare l’incontro, il dialogo e l’apprendimento reciproco tra volti già affermati ed emergenti del grande schermo.

Un ringraziamento speciale al Comune di Venezia, alla società Vela spa, alla Marina Militare e alla Soprintendenza di Venezia, senza il supporto dei quali la realizzazione di Boat – In Cinema nella splendida cornice dell’Arsenale non sarebbe stata possibile.

Venezia 77: arrivano le VR Lounge in tutto il mondo

Venezia 77: arrivano le VR Lounge in tutto il mondo

Saranno accessibili nelle VR Lounge di diverse istituzioni culturali nel mondo – oltre che online – le opere di Venice VR Expanded, la sezione di Virtual Reality della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2020) della Biennale di Venezia.

Le istituzioni culturali coinvolte sono:

  • China Academy of Art – Sandbox Immersive Festival, Hangzhou
  • Comédie de Genève, Ginevra
  • Design Center Flacon, Mosca
  • Espace CENTQUATRE-PARIS – Diversion, Parigi
  • ESPRONCEDA – Institute of Art & Culture, Barcellona
  • Fondazione di Venezia – M9 – Museo del ‘900, Venezia Mestre
  • Laboratorio Aperto di Modena, ex Centrale AEM, Modena
  • Laboratorio Aperto di Piacenza, ex Chiesa del Carmine, Piacenza
  • HTC Corporation – VIVE ORIGINALS, Taiwan
  • SPACE, in Partnership con VRBB e sostenuto da Medienbord, Berlino
  • Nikolaj Kunsthal, Copenhagen
  • PHI Center, Montréal
  • Portland Art Museum & Northwest Film Center, Portland
  • Stichting Eye Filmmuseum, Amsterdam

Grazie alla disponibilità di queste istituzioni che aderiscono al network Satellite Programme, il pubblico che non dispone delle necessarie attrezzature VR per uso personale potrà prendere visione dei 44 progetti immersivi di Venice VR Expanded provenienti da 24 Paesi, accedendo a tali location, dotate delle tecnologie necessarie.

Ognuna di queste istituzioni attrezzerà per il periodo della 77. Mostra (2 – 12 settembre) un’apposita VR Lounge aperta al pubblico, equipaggiata con visori VR, dove gli spettatori  potranno esplorare i 31 progetti immersivi in concorso di Venice VR Expanded, i nove  progetti Fuori Concorso – Best of VR e i quattro progetti sviluppati nel corso della quarta edizione di Biennale College Cinema – VR.

Come in precedenza annunciato, le opere in Virtual Reality di questa edizione della Mostra del Cinema, anziché sull’isola veneziana del Lazzaretto Vecchio, saranno interamente fruibili online, grazie a una piattaforma digitale innovativa che vede il sostegno di HTC VIVEPORT, Facebook’s Oculus, VRChat e VRrOOm.

Gli spettatori accreditati della Mostra di Venezia avranno accesso a tutti i titoli del programma. Sarà inoltre disponibile uno speciale accredito VR.

Tutte le opere selezionate sono riservate ai maggiori di 14 anni.

La Giuria internazionale di Venice VR Expanded è composta da:

  • Celine Tricartpresidente (USA), regista e sceneggiatrice, esperta di Realtà virtuale e 3D
  • Asif Kapadia (Gran Bretagna), regista di film e documentari, premio Oscar per Amy
  • Hideo Kojima (Giappone), autore dei videogiochi più venduti, fra i quali la serie Metal Gear, considerato il padre del genere stealth.

La Giuria Venice Virtual Reality assegnerà i seguenti premi: Gran Premio della Giuria per la Migliore opera VR immersiva, Migliore esperienza VR immersiva e Migliore storia VR immersiva.