Home Blog Pagina 1735

Isle of Dogs: quando uscirà il nuovo film di Wes Anderson

Isle of Dogs, il nuovo film di animazione di Wes Anderson appena annunciato, è stato acquistato da Fox Searchlight che ne detiene i diritti di distribuzione a livello internazionale (insieme all’indiana Paintbrush) e progetta un’uscita per il 2018.

Fox Searchlight ha inoltre svelato che il nuovo lavoro di animazione in stop motion di Wes Anderson dopo il geniale Fantastic Mr. Fox sarà ambientato in Giappone e racconterà l’odissea di un ragazzino alla ricerca del suo cane.

Isle of Dogs, primo film di Anderson dal pluri-premiato The Grand Budapest Hotel del 2014, potrà contare su un eccezionale cast vocale che comprende Edward Norton (doppierà il cane Rex), F. Murray Abraham, Bryan Cranston, Greta Gerwig, Jeff Goldblum, Scarlett Johansson, Harvey Keitel, Bill Murray, Kunichi Nomura, Liev Schreiber, Tilda Swinton, Akira Takayama, Frank Wood e persino Yoko Ono.

L’attesa sarà lunga ma siamo certi che ne varrà la pena.

Fonte

 
 

Isle of Dogs: la prima clip del film di Wes Anderson

Isle of Dogs l'isola dei cani

È stata distribuita la prima clip del nuovo film in animazione stop motion di Wes Anderson, Isle of Dogs, che sarà presentato in apertura al prossimo Festival di Berlino.

https://www.youtube.com/watch?v=-z8IjQq1beM

Isle of Dogs: il trailer del nuovo film di Wes Anderson

Il film si sposterà decisamente dallo stile di Fantastic Mr. Fox, l’altro gioiellino in stop motion diretto da Anderson.

Trai vari attori che presteranno il loro contributo per la realizzazione del film ci sono Edward Norton, che compare anche nel video, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob BalabanBryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda SwintonGreta Gerwig tra gli altri.

L’ultimo film del regista, The Grand Budapest Hotel, ha riscosso un enorme successo, sia al box office, diventando il maggior successo economico di Anderson, che presso la critica, oltre ad essere stato trai principali protagonisti della stagione dei premi 2015, arrivando a conquistare quattro premi Oscar per il reparto tecnico (costumi, trucco, colonna sonora e scenografia). Con Isle of Dogs, il regista si mette di nuovo in gioco con una tecnica che ha imparato a padroneggiare molto bene e che non pone limiti alla sua creatività così vivida.

 
 

Isle of Dogs: il trailer del nuovo film di Wes Anderson

FoxSearchlight ha diffuso il primo trailer di Isle of Dogs, il film diretto da Wes Anderson con un cast vocale d’eccezione, guidato da Edward Norton e Bill Murray.

Isle of Dogs: il primo concept del nuovo film di Wes Anderson

Il film si sposterà decisamente dallo stile di Fantastic Mr. Fox, l’altro gioiellino in stop motion diretto da Anderson.

Trai vari attori che presteranno il loro contributo per la realizzazione del film ci sono Edward Norton, che compare anche nel video, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob BalabanBryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda SwintonGreta Gerwig tra gli altri.

L’ultimo film del regista, The Grand Budapest Hotel, ha riscosso un enorme successo, sia al box office, diventando il maggior successo economico di Anderson, che presso la critica, oltre ad essere stato trai principali protagonisti della stagione dei premi 2015, arrivando a conquistare quattro premi Oscar per il reparto tecnico (costumi, trucco, colonna sonora e scenografia). Con Isle of Dogs, il regista si mette di nuovo in gioco con una tecnica che ha imparato a padroneggiare molto bene e che non pone limiti alla sua creatività così vivida.

 
 

Isle of Dogs: il primo concept del nuovo film di Wes Anderson

Vi abbiamo già annunciato che Wes Anderson è a lavoro a un nuovo lungometraggio in animazione stop motion che si intitolerà Isle of Dogs. Di seguito, grazie a Hellow, vi mostriamo il primo concept dal film.Isle of Dogs

Come si può notare chiaramente dall’illustrazione, il film si sposterà decisamente dallo stile di Fantastic Mr. Fox, l’altro gioiellino in stop motion diretto da Anderson.

Trai vari attori che presteranno il loro contributo per la realizzazione del film ci sono Edward Norton, che compare anche nel video, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob BalabanBryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda SwintonGreta Gerwig tra gli altri.

Wes Anderson annuncia Isle of Dogs

Il video, oltre a presentare il film, promuove anche la Film Foundation, l’organizzazione a difesa e conservazione del cinema, fondata nel 1990 da Martin Scorsese.

L’ultimo film del regista, The Grand Budapest Hotel, ha riscosso un enorme successo, sia al box office, diventando il maggior successo economico di Anderson, che presso la critica, oltre ad essere stato trai principali protagonisti della stagione dei premi 2015, arrivando a conquistare quattro premi Oscar per il reparto tecnico (costumi, trucco, colonna sonora e scenografia). Con Isle of Dogs, il regista si mette di nuovo in gioco con una tecnica che ha imparato a padroneggiare molto bene e che non pone limiti alla sua creatività così vivida.

 
 

Isle of Dogs: il motion poster del film di Wes Anderson

Isle of Dogs

FoxSearchlight ha diffuso il primo motion poster di Isle of Dogs, il nuovo film in animazione stop motion di Wes Anderson, che torna alla regia dopo il grande successo di Grand Budapest Hotel e torna a confrontarsi con la stop motion per un lungometraggio a seguito di Fantastic Mr. Fox.

Isle of Dogs: il primo concept del nuovo film di Wes Anderson

Il film si sposterà decisamente dallo stile di Fantastic Mr. Fox, l’altro gioiellino in stop motion diretto da Anderson.

Trai vari attori che presteranno il loro contributo per la realizzazione del film ci sono Edward Norton, che compare anche nel video, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob BalabanBryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda SwintonGreta Gerwig tra gli altri.

L’ultimo film del regista, The Grand Budapest Hotel, ha riscosso un enorme successo, sia al box office, diventando il maggior successo economico di Anderson, che presso la critica, oltre ad essere stato trai principali protagonisti della stagione dei premi 2015, arrivando a conquistare quattro premi Oscar per il reparto tecnico (costumi, trucco, colonna sonora e scenografia). Con Isle of Dogs, il regista si mette di nuovo in gioco con una tecnica che ha imparato a padroneggiare molto bene e che non pone limiti alla sua creatività così vivida.

 
 

Isle of Dogs: ad Aprile il nuovo film di Wes Anderson

Arriverà il prossimo 20 Aprile 2018 il nuovo film di Wes Anderson, Isle of Dogs, che vede il regista misurarsi di nuovo con la stop motion, dopo il bellissimo Fantastic Mr. Fox.

Di seguito il poster del film che riporta la data d’uscita:

Isle of Dogs: il primo concept del nuovo film di Wes Anderson

Il film si sposterà decisamente dallo stile di Fantastic Mr. Fox, l’altro gioiellino in stop motion diretto da Anderson.

Trai vari attori che presteranno il loro contributo per la realizzazione del film ci sono Edward Norton, che compare anche nel video, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob BalabanBryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda SwintonGreta Gerwig tra gli altri.

L’ultimo film del regista, The Grand Budapest Hotel, ha riscosso un enorme successo, sia al box office, diventando il maggior successo economico di Anderson, che presso la critica, oltre ad essere stato trai principali protagonisti della stagione dei premi 2015, arrivando a conquistare quattro premi Oscar per il reparto tecnico (costumi, trucco, colonna sonora e scenografia). Con Isle of Dogs, il regista si mette di nuovo in gioco con una tecnica che ha imparato a padroneggiare molto bene e che non pone limiti alla sua creatività così vivida.

 
 

Island of Lemurs un video dietro le quinte

La Warner Bros. Pictures ha diffuso una nuova featurette per il documentario di prossima uscita Island od Lemurs, in 3D IMAX che arriverà il 4 aprile nelle sale USA e che sarà disponibile anche in 2D.

[iframe width=”640″ height=”360″ src=”//www.youtube.com/embed/9ObymMGhbAg” frameborder=”0″ allowfullscreen][/iframe]

Morgan Freeman è la voce narrante di questo straordinario viaggio nel mondo dei lemuri, i mammiferi più antichi che esistono ad oggi sulla Terra. Il documentario è stato realizzato con camere IMAX®3D in Madagascar, unica zona al mondo dove i lemuri vivono in natura. Con i piccoli mammiferi, protagonista del racconto è anche la Dottoressa Patricia Wright, che ha consacrato la sua vita ad aiutare questi strani e teneri animali.island of lemurs

Fonte: CS

 
 

Isla Johnston in trattative per essere Giovanna d’Arco per Baz Luhrmann

Isla Johnston in Life After Life
Isla Johnston in Life After Life

Sembra che Baz Luhrmann abbia trovato l’eroina protagonista per il suo film epico della Warner Bros Giovanna d’Arco. Secondo Deadline, il regista sarebbe infatti in trattative preliminari con Isla Johnston per interpretare la celebre guerriera francese. L’attrice, ancora poco nota, è ricordata in particolare per La regina degli scacchi, dove ha interpretato la versione giovane del personaggio di Beth Harmon, ruolo che ha segnato la svolta nella carriera di Anya Taylor-Joy. Johnston ha poi recitato anche nelle serie Invasion Life After Life.

Quello di Giovanna d’Arco è un ruolo particolarmente ambito tra le giovani attrici. Come noto, la vera figura storica fu bruciata sul rogo nel 1400 dopo aver guidato le truppe nell’assedio di Orléans e aver insistito per l’incoronazione di Carlo VII come re di Francia durante la Guerra dei Cent’anni. È considerata la santa patrona della Francia. Luhrmann, che torna così al cinema con questo progetto dopo l’acclamato Elvis, sta dunque preparando il film e ha ristretto il campo a un piccolo gruppo di giovani prima di scegliere Johnston. Al momento l’attrice ha ricevuto l’offerta, e questa è sicuramente un’opportunità che potrebbe lanciare ulteriormente la sua carriera.

Il regista ha scritto la sceneggiatura con Ava Pickett, una drammaturga che ha recentemente condotto la prima lettura della sceneggiatura per la maggior parte dei team della Warner Bros, dalla produzione al marketing e alla pubblicità. Ciò è avvenuto allo Chateau Marmont, nella sala dove un tempo fu letta ad alta voce la prima bozza di Gioventù bruciata per i dirigenti della Warner Bros. La partner di Luhrmann per il design, Catherine Martin, ha supportato Pickett con una presentazione visiva.

 
 

Isla Fisher: 10 cose che non sai sull’attrice

isla-fisher-sacha-baron-cohen

Isla Fisher è negli anni diventa una vera e propria icona di stile, nonché apprezzata interprete, distintasi principalmente per i suoi ruoli comici. Non sono tuttavia mancati negli anni anche ruoli più drammatici, che le hanno permesso di sfoggiare una buona versatilità e riconosciute doti interpretative.

Ecco 10 cose che non sai di Isla Fisher.

Isla Fisher: i suoi film

1. È celebre per i suoi film comici. L’attrice esordisce al cinema con il film The Pool, per poi prendere parte a titoli come Scooby-Doo (2002), I ♥ Huckabess (2004) e 2 single a nozze (2005), con cui ottiene maggior notorietà. Dopo alcuni ruoli in film come Matrimonio per sbaglio (2006) e Hot Rod – Uno svitato in moto (2007), diventa celebre come protagonista del film I Love Shopping (2009). Dal quel momento viene chiamata per titoli di rilievo come Il Grande Gatsby (2013), Now You See Me – I maghi del crimine (2013), Life of Crime – Scambio a Sorpresa (2013), Grimsby – Attento a quell’altro (2016), dove recita accanto agli attori Sacha Baron Cohen, Mark Strong e Rebel Wilson, Le spie della porta accanto (2016), Animali Notturni (2016), Prendimi! (2018) e The Beach Bum (2019).

2. Ha recitato in celebri serie TV. Dopo aver esordito in televisione con le serie Bay City (1993) e Paradise Beach (1993), l’attrice ottiene una prima notorietà recitando nel ruolo di Shannon Reed nella soap opera Home and Away (1994-1997). Successivamente continuerà a recitare per il piccolo schermo comparendo in serie come Oliver Twist (1999), Neighbors from Hell (2010), Bored to Death (2011), Sofia la principessa (2015) e in Arrested Development, dove ricopre il ruolo di Rebel Alley in un totale di 16 episodi.

3. È stata anche doppiatrice. In diverse occasioni l’attrice ha prestato la propria voce per alcuni noti film d’animazione. Nel 2008 doppia infatti il personaggio della professoressa Losà in Ortone e il mondo dei Chi, mentre nel 2011 è la voce di Borlotta, la protagonista femminile del film Rango, premiato con l’Oscar al miglior film d’animazione. Nel 2012 dà invece voce al personaggio di Dentolina in Le 5 leggende.

isla-fisher-sacha-baron-cohen

Isla Fisher e Sacha Baron Cohen

4. È sposata con il noto attore. Nel 2004 l’attrice si fidanza con Sacha Baron Cohen, che ha poi sposato nel 2010. La coppia si è in più occasioni distinta per l’affiatamento che li unisce, dando vita in più occasioni a divertenti gag anche sui rispettivi social network. La Fisher ha inoltre lavorato con il marito nel film Grimsby – Attento a quell’altro. I due hanno inoltre avuto tre figli, nati rispettivamente nel 2007, nel 2010 e nel 2015.

Isla Fisher e Amy Adams

5. Le due attrici vengono spesso scambiate l’una per l’altra. Negli anni è divenuta sempre più nota la somiglianza che intercorre tra la Fisher e l’attrice Amy Adams. Entrambe rosse di capelli, le due condividono anche una simile fisionomia del volto, ma la Fisher ha scherzosamente sottolineato che la vera differenza tra di loro è che la Adams è una nominata al premio Oscar, mentre lei no. Le due hanno poi avuto modo di recitare nel film Animali notturni.

Isla Fisher in I Love Shopping

6. Ha frequentato dei gruppi speciali per prepararsi al ruolo. Per dar vita a Rebecca Bloomwood, protagonista di I Love Shopping che manifesta appunto un’ossessione per il continuo acquisto di abiti fino ad indebitarsi, l’attrice ha frequentato diversi gruppi di recupero per persone affette da tale disturbo, cercando di comprenderne le motivazioni e la psicologia.

Isla Fisher in Scooby-Doo

7. Avrebbe potuto interpretare uno dei protagonisti. Ancora alle prime esperienze cinematografiche, la Fisher è stata la seconda classificata per il ruolo di Daphne nel film live-action di Scooby-Doo, prima che Sarah Michelle Gellar venisse infine scelta, poiché il regista Raja Gosnell voleva una coppia nella vita reale per interpretare Fred e Daphne. La sua audizione ha comunque impressionato i direttori del casting e come risultato le è stato assegnato il ruolo di supporto di Mary Jane.

isla-fisher-now-you-see-me

Isla Fisher in Now You See Me

8. Ha lavorato alla caratterizzazione del suo personaggio. Nel film Now You See Me l’attrice ricopre il ruolo di Henley, e in molti hanno notato come per tutto il film questa indossi dei guanti. La Fisher ha motivato tale scelta come parte di una caratterizzazione da lei ideata. Il personaggio è stato infatti pensato come germofobico, e per tanto indossa continuamente dei guanti.

9. Ha rischiato di affogare. Durante le riprese di una scena dove il personaggio interpretato dall’attrice doveva eseguire un numero di magia all’interno di una vasca piena d’acqua, la Fisher rischiò realmente di annegare, essendo rimasta bloccata. Tutti pensavano stesse solamente recitando, ma il rischio era reale. L’attrice riuscì fortunatamente a liberarsi e uscire dalla vasca.

Isla Fisher: età e altezza

10. Isla Fisher è nata a Muscat, nell’Oman, il 3 febbraio 1976, ma è cresciuta a Perth, in Australia. L’attrice è alta complessivamente 160 centimetri.

Fonte: IMDb

Isla Fisher per Louis Leterrier

Isla Fisher prenderà parte al film di Louis Leterrier, Now You See Me. L’attrice impegnata ora sul set del Grande Gatsby di Baz Luhrmann, entra nel cast al posto della ‘rumoreggiata’ Amanda Seyfried.

 
 

Isla Fisher in Una notte da ‘leonesse’

isla_fisher_copy

Isla Fisher potrebbe essere la protagonista di Desperados, prossimo film di Betty Thomas, come annunciato da 24 Frames. Il film si presenterà come una sorta di Una notte da leoni, ma al posto dei giovanotti alle prese con un addio al celibato movimentato, questa volta l’Hanggover dovrenno smaltirlo le ragazze.

 
 

Ischia Global Fest 2012: gli ospiti

Sabato 15 Luglio si terrà per il decimo anno di seguito l’Ischia Global Fest che anche quest’anno richiama nell’arcipelago grandi star internazionali. Infatti, vedremo

 
 

Ischia Film Festival: nasce Scenari Campani, vetrina dedicata al territorio

ischia film festival

Un evento come l’Ischia Film Festival, arrivato alla 15ma edizione, non può dimenticare la location più importante: la sua regione, la Campania. Ecco perché da quest’anno nasce Scenari Campani, una vetrina per il meglio della produzione cinematografica regionale. Corti, lunghi, documentari racconteranno il luogo in cui viviamo attraverso l’arte che amiamo. Da sempre l’attenzione per il territorio è stata alta e lo dimostra anche il programma di quest’anno.

Ischia Film Festival 2017 – dal 24 al 30 giugno

In concorso I peggiori raccontano una Napoli diversa, così come nella sezione Best of Vieni a vivere a Napoli, Indivisibili, Falchi e Maradonapoli, in questa nuova sezione non competitiva – qui, più che altrove, conta partecipare prima ancora che vincere – arriva a Ischia il meglio del cinema indipendente del territorio, un giro della Campania in decine di location che trova il proprio approdo proprio al Castello Aragonese, prestigiosa e magnifica sede dell’Ischia Film Festival.

Scenari Campani sottolinea la volontà dell’Ischia Film Festival di essere sempre più protagonista nel panorama della promozione cinematografica e culturale di una terra sempre più fertile a livello creativo: da una Napoli sempre più capitale cinematografica a quelle che non possiamo più definire province.

Dalle grandi ricchezze artistiche spesso sconosciute – come in Natività e Mirabiles, dove si va da siti archeologici straordinari a un capolavoro del Caravaggio -, fino all’identità delle città attraverso i propri mestieri e i propri cittadini – A’ faccia, Lypso, La consegna solo per elencarne alcuni – fino a visioni futuristiche e poetiche come (In)Felix, sono davvero tanti gli sguardi, gli scenari, appunto, che verranno proiettati all’Ischia Film Festival, con l’ambizione di divenire il centro di gravità permanente del cinema campano, dopo aver raggiunto un rilievo nazionale e internazionale.

Ecco l’elenco completo dei titoli che verranno presentati:

Andare (Italia, 2016) di Massimo Cerrotta
La consegna (Italia, 2016) di Vincenzo Peluso
Dogs naso di cane (Italia, 2017) di Domenico Balsamo
‘A Faccia (Italia, 2016)  di  Fabrizio Livigni
Fiammifero (Italia, 2016)  di Lorenzo Ambrosino
La forza del silenzio (Italia, 2016)  di Salvatore Esposito
(In)Felix (Italia, 2016) di Maria Di Razza
Lypso (Italia, 2016)  di Vincenzo Capaldo
Mirabiles – i custodi del mito (Italia, 2016) di Alessandro Chetta e Marco Perillo
Natività (Italia, 2016) di Gianfranco Antacido
Parusia Napoletana (Italia, 2016) di Rosa Maietta

Segui l’Ischia Film Festival sui social:

YouTubeFacebookGoogle+Twitter

Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer.

 
 

Ischia Film Festival: Maccio Capatonda e la passione per il cinema

Nel programma dell’Ischia Film Festival, la “notte comica” è stata affidata a Marcello Macchia, meglio noto come Maccio Capatonda, che ha portato all’isola il suo ultimo film, Omicidio all’Italiana (qui la nostra recensione). Dell’esperienza a Ischia e dell’accoglienza al Festival, Macchia si dice molto contento: “Purtroppo ho lavorato anche qui, non sono risucito ad andare al mare. Ma ho goduto di tramonti bellissimi al Castello Aragonese per due sere di fila. Mi sembra un posto magico e poi, da Milano, essere catapultato qua in poche ore è bellissimo. Sono stato accolto molto bene e anche il pubblico, ho avuto l’impressione che ci fosse un bel calore. Ero già stato a Ischia sette anni fa e adesso tornarci con il film è stato bello. Tornare in un posto a presentare un film è come la realizzazione di un sogno. Sono molto contento.”

Marcello/Maccio ha cominciato dalla tv, con i suoi finti trailer e gli sketch comici amatissimi dai suoi fan, e poi nel 2015 è arrivato in sala il suo primo film, il suo battesimo del grande schermo.

“Partendo dal fatto che ho sempre desiderato fare cinema, da piccolo, mi sono misurato prima con i corti e i cortissimi – racconta Macchia – La prima vera occasione di fare un film è arrivata nel 2010 e avevo anche scritto una storia, ma poi non se n’è fatto più niente. Poi nel 2013 Marco Belardi mi ha presentato una nuova occasione, più concreta rispetto agli altri e gli ho detto sì. Quello che avevo scritto prima lo avevo ormai accantonato, e così mi è venuta in mente l’idea di Italiano Medio, che era un trailer del 2012, ispirato tra l’altro a Limitless (film con Bradley Cooper, ndr).” E di fronte alla sfida del passaggio da un mezzo all’altro, spiega: “In genere non mi sento mai all’altezza delle cose che faccio, ma le faccio sempre perché sono spinto da una grande passione. Così ho contattato persone che lavorano al cinema e ho cercato di scrivere una sceneggiatura che fosse più di un insieme di sketch. Sono partito dalla storia.”

“La cosa più difficile di fare un film è quella di riuscire ad affezionarsi a un’idea per tanto tempo. Le idee per i corti, per i trailer si esauriscono in un mese, entro il quale si confeziona il prodotto. Per un film bisogna lavorare un anno intero con la stessa idea. Si corre il rischio di disaffezionarsi.”

Una persona che sa fare tante cose, come si pone di fronte alla collaborazione e al lavoro di squadra?

“Cerco di mantenere molto il controllo su ciò che faccio, dalla scrittura fino al montaggio e alla post-produzione. Quasi sempre faccio in prima persona queste cose. Ma la collaborazione è utile perché per prima cosa ti aiuta a fare cose che altrimenti non potresti, e poi ti offre punti di vista differenti che sono importanti. Quando si hanno le idee fisse spesso non si riesce a vedere le cose da un’altra angolazione. Ultimamente scopro che l’apporto creativo delle persone con cui lavoro mi arricchisce e rende migliori i miei punti di vista.”

Maccio Capatonda presenta Omicidio all’Italiana

Omicidio All'ItalianaHai cominciato prima che Youtube esistesse, adesso è lo strumento privilegiato, con i social, per i giovani emergenti che vogliono fare i comici. Cosa pensi di questo fenomeno e della ricerca della fama?

“Non posso che essere a favore di questi mezzi. Mi riconosco molto in questi ragazzi, io ero uguale, ho cominciato a otto anni a fare film, a girare e montare. Sono contento che adesso ci siano queste possibilità, se le avessi avute io forse avrei avuto vita più semplice, anche se a volte Youtube è una via troppo facile. E in alcuni casi, quando le cose sono troppo facili, si svalutano e diventano accessibili anche a chi non è motivato dalla passione, ma vuole solo farsi conoscere. È un mezzo che è bello per chi ha la passione, ma a volte alcune persone potrebbero fare altro perché non hanno un effettivo talento. Il mio consiglio è quello di verificare l’effettiva quantità di passione che si ha per fare questo lavoro. In molti casi internet spinge persone che non hanno alcun interesse ma si limitano a seguire la moda.”

Una costante della carriera di Marcello e delle storie di Maccio Capatonda è la collaborazione con Herbert Ballerina (Luigi Luciano). Che dinamica di collaborazione esiste tra di voi?

“Siamo abbastanza intercambiabili. Io mi occupo più della regia e della confezione del prodotto. Lui invece è un outsider, sgattaiola via. L’attore gli viene benissimo e l’autore gli viene altrettanto bene quando riesce. È una collaborazione utilissima anche perché comicamente funzioniamo molto bene. A volte vorrei fosse più disciplinato, ma è un artista che quando è presente ha l’idea geniale che svolta la situazione. Io funziono bene quando lavoro in coppia.”

Dopo Omicidio all’Italiana, c’è altra televisione nel futuro di Marcello Macchia. Dopo Casa Mariottide con Infinity, il comico è a lavoro su una nuova serie tv, episodi da 24 minuti per otto puntate, una comedy prodotta da Marco Belardi. La lavorazione è in fase di scrittura, anche se il progetto non è ancora ufficiale. “La mia volontà è di alternare il lavoro, dopo aver fatto una serie pazza come Mario e due film, voglio variare il mio lavoro. Non credo di voler fare una cosa sola, alternare e ritrovare poi con sorpresa i mezzi che per ho accantonato per un po’.”

Trai tuoi lavori, c’è qualcosa di cui ti penti o di cui non sei soddisfatto?

“Non c’è. Anche quando il risultato è dubbio sono sempre piacevolmente sorpreso dall’impegno che ci metto. Cerco di fare sempre e solo cose che mi piacciono e che mi convincono al 100%”.

Fonte Foto

 
 

Ischia Film Festival: le generazioni di Francesco Bruni

francesco bruni Ischia Film Festival

Dopo il travolgente successo di Scialla! (Stai sereno) e Noi 4, Francesco Bruni è tornato alla regia con Tutto quello che vuoi, arrivato ad aprile 2017 nelle sale italiane e protagonista della seconda serata della quindicesima edizione dell’Ischia Film Festival.

Bruni ha raccontato il suo film in un breve e interessante incontro che ha preceduto la proiezione, ai piedi del Castello Aragonese, splendida location dell’evento.

La storia racconta di un giovane scapestrato, ignorante e menefreghista che scopre il valore della vita grazie a un uomo anziano, un poeta colto e romantico, affetto da Alzheimer. Generazioni che si incrociano e si influenzano, inconsapevolmente si restituiscono vitalità.

Sembra la stessa dinamica di Scialla!, tuttavia l’accezione personale, l’esplicita dedica al padre, le dinamiche della malattia e del distacco, ma anche del ricordo e della paura del domani, regalano un ritratto meno coeso ma più toccante di generazioni a confronto.

Bruni si conferma splendido cantore dell’incontro generazionale, pittore perfetto delle debolezze dei giovani allo sbaraglio, delicatissimo narratore di memorie, e in questo caso anche molto fortunato ad aver goduto dell’interpretazione di Giuliano Montaldo, uno degli ultimi maestri del grande cinema italiano.

Foto Lucia De Luise

 
 

Ischia Film Festival: la notte di Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea

È stata la sera di Valerio Mastandrea all’Ischia Film Festival 2019. L’attore romano ha infatti ritirato il premio alla carriera e ha avuto ben tre film in cartellone, a partire dalla sua opera prima da regista, Ride, che ha presentato al pubblico insieme alla protagonista, Chiara Martegiani, un’opera, ha detto Mastandrea “in cui c’è tanto rispetto per il pubblico, una storia piccola, silenziosa e molto autentica”. Un film difficile per entrambi, essendo una coppia nella vita. “Lavorare in coppia non mi era mai successo, la notizia che la volevo protagonista del film gliel’ho data proprio a Napoli, a cena, lei era commossa e io avevo i conati di vomito per il nervosismo. Siamo una coppia e abbiamo un rapporto  schietto e privo di filtri.  Sul set si sono divertiti tutti, tranne noi”.  Una preoccupazione che aveva anche l’attrice, ma per altre ragioni. “Ce la farò? è stato il primo pensiero, e me lo chiedo ancora. Il personaggio era complesso e tutti i giorni dovevo confrontarmi con Valerio che mi chiedeva molte cose, era difficile stargli dietro. Ne abbiamo parlato molto, mi ha chiesto di affrontare la mia Carolina in maniera istintiva, ma sapendo bene chi fosse lei, che aveva molte oltretutto molte cose in comune con Valerio e dovevo rubare da lui per fare mio il personaggio”.  Un fillm che l’attore voleva fare da tempo. “Ride lo avevo in mente da 15 anni, avevo letto tante interviste a donne che avevano perso qualcuno per un incidente sul lavoro, quando la stampa aveva iniziato a parlarne quasi tutti I giorni. Il lavoro e morire di lavoro è una costante nella nostra cultura. Il concetto stesso di lavoro è cambiato, una volta era affermazione, oggi è come  andare in guerra, per il precariato e per lo scarsissimo interesse verso l’essere umano. L’attuale media di morti bianche è di 3,12 al giorno, quando girai il primo cortometraggio sul tema era 3,87”.

Dopo Ride, Mastandrea ha introdotto anche Domani è un altro giorno in compagnia del regista Simone Spada, commedia di amicizia e malattia in cui divide la scena con Marco Giallini, un film “dedicato proprio a Marco, mi sono messo al servizio di questa storia  facendo assist a lui. E fare un assist è più bello che segnare. Volevo fare questo viaggio con lui per capirne l’importanza non solo a livello professionale”. Spada  ha aggiunto: “Domani è un altro giorno è il remake di un bellissimo film spagnolo, Truman, ma con  Valerio e Marco abbiamo sconvolto il copione per renderlo nostro. Loro sono attori particolari che vanno sull’istinto. C’è molto di loro dentro, soprattutto un aspetto malinconico ironico che in truman non ‘è. E almeno un paio di scene del film sono venuti fuori da loro due, senza che io dovessi fare niente”.

Ieri c’è stata anche la proiezione  evento del  film La Banda Grossi di Claudio Ripalti. Storia vera del brigante ottocentesco Terenzio Grossi e della sua banda di fuorilegge, la cui trasposizione cinematografica è stata fortemente sostenuta dalla Regione Marche, dalla Marche Film Commission e dalla Fondazione Cultura Marche. “È importante” ha commentato Rosanna Rosi delle Attività Produttive, Lavoro, Turismo e Cultura  della Regione Marche “che le istituzioni valorizzino i territori  attraverso il cinema, non solo finanziando la produzione cinematografica, ma anche proponendo itinerari turistici per vivere da protagonisti le storie più affascinanti dei film ambientati in un determinato territorio. Questo lo stiamo facendo da diverso tempo con la Regione Marche». Una grande sfida, quindi, nel campo del cineturismo, come grande è stata anche quella di Camillo Marcello Ciorciaro. «Interpretare Terenzio Grossi– ha raccontato l’attore alla platea-  è stato un’ esperienza bella e speciale, anche per avere scoperto una terra meravigliosa come le Marche”.

 
 

Ischia Film Festival: il premio Bayer a The Invisible City

Ischia Film Festival

Trai tanti riconoscimenti assegnati all’Ischia Film Festival XV, il Bayer Award per il miglior film è stato assegnato a The Invisible City (Kakuma), diretto da Lieven Corthouts.

Il film parla di Kakuma, un campo di profughi che e stato costruito nel mezzo del deserto Turkana, Kenya ed e la citta in più rapida crescita nella regione. Molti dei suoi nuovi arrivati sono bambini che sono inviati dai loro genitori che abitano nelle zone di conflitto. Contro ogni previsione, questi bambini afferrano tutte le opportunità nel campo per ricostruire la loro vita. All’età di 17 anni, gli adolescenti si trovano a competere per borsa di studio internazionale, trovare un lavoro, ed anche costruire la propria casa.

Ecco le motivazioni del premio e a seguire la menzione speciale assegnata a Marco D’Amore nell’ambito dello stesso riconoscimento.

Premio BAYER Location Negata

THE INVISIBLE CITY [KAKUMA] di Lieven Corthouts

Motivazione della giuria

Kakuma significa “Niente”. Infatti Kakuma è una città fantasma, cresciuta nel nulla, e diventata in poco tempo luogo di speranza e sofferenza. Il regista Lieven Courthouts, seguendo con una spiccata vena poetica le vicende di una bambina di 8 anni, ci regala immagini che rimandano a film apocalittici e ai dipinti di Van Gogh. Che qui hanno le sembianze geometriche dei tetti, tutti uguali, di un’immensa macchia d’olio che accoglie i profughi in fuga dalle zone di conflitto intorno al Kenia. Bambini inviati da genitori stremati. Ma i bambini hanno una marcia in più e, contro ogni previsione, si rialzano, si organizzano, e costruiscono il loro futuro. Nel bel mezzo del nulla.

Ischia Film Festival: tutti i vincitori

Menzione speciale a:

Marco D’Amore per l’interpretazione del cortometraggio UOMO IN MARE di Emanuele Palamara

Motivazione della giuria

A Marco d’Amore, intenso protagonista di Uomo in mare. La scelta di un uomo comune di stare dalla parte del diritto e collaborare con la giustizia, si rivela una gabbia che piano piano toglie certezze, affetti e il senso stesso della vita. L’attore interpreta questa discesa agli inferi con progressiva e crescente sofferenza, creando una location dell’anima tormentata e un’empatia con lo spettatore che ne condivide motivazioni e percorso.

 
 

Ischia Film Festival: i vincitori della XV edizione

Ischia Film Festival 2018

La Giuria Internazionale e la Giuria Italiana dell’Ischia Film Festival hanno scelto i vincitori dei concorsi del XV Ischia Film Festival.

La Giuria Internazionale, composta dal cineasta polacco Krzysztof Zanussi, dal regista e sceneggiatore Miguel Barros e dalla produttrice Dagmar Jacobsen, ha così deliberato:

Ischia Film Award al miglior lungometraggio

IMMORTALITY di Mehdi Fard Ghaderi

Motivazione della giuria

Diamo a questo film il premio per il miglior lungometraggio per l’uso coraggioso di una singola location in una singola ripresa. Oltre la sua maestranza, riconosciamo che sia un film ben scritto e recitato, il cui scopo è quello di fornire un affresco unico dell’Iran moderno. Che successo!

Menzione speciale a:

Premio Castello Aragonese alla migliore regia 

Alessandro Aronadio per il film ORECCHIE

Motivazione della giuria

Premiamo mr. Aronadio per la miglior regia perché crediamo che il suo film usi umorismo tensione ed immaginazione in modo ben bilanciato, il racconto procede con passo ritmico ottenendo un film davvero ben costruito.

Premio Epomeo alla fotografia cinematografica

Rocco Marra e Roberta Allegrini  per il film CAINA

Motivazione della giuria

Noi consideriamo la cinematografia di Caina uno specchio fedele della crudeltà e la mancanza di empatia che il film stesso denuncia. L’inquadratura mantiene le distanze, the videocamera osserva semplicemente. Le immagini sono grigie, incostanti, scure, senza luce, senza speranza.

Premio Aenaria alla migliore scenografia

George Thomson per il film LE MONDE DONT ON REVE N’EXISTE PAS

Motivazione della giuria

La scelta del paesaggio- una natura incontaminata nella quale le persone hanno ancora il tempo di vivere in contrasto con un appartamento moderno in una città caotica- è perfetta per raccontare la storia di un mondo in fuga.

Ischia Film Award al miglior cortometraggio 

SELFIE di David M. Lorenz

Motivazione della giuria

Premiamo questo film per il miglior cortometraggio per l’uso preciso di tecnologie moderne, per l’uso intelligente del montaggio parallelo e per l’uso chiaro e lungimirante del discorso cinematografico in un tempo così limitato. Che colpo di scena!

Menzione speciale a:

IL SILENZIO di Farnoosh Samedi e Ali Asgari

THE TRANSFER di Michael grudsky

Motivazione della giuria

Abbiamo deciso di conferire le menzioni speciali per questi due cortometraggi eccezionali che sottolineano il bisogno di comunicazione in una società così aggrovigliata. Entrambe le opere, nonostante molto differenti, offrono una chiara dichiarazione di principi espressi in modo forte e possente.

La Giuria Italiana, composta dal critico cinematografico Gianni Canova, dal giornalista Franco Dassisti e dalla scenografa Daniela Ciancio, ha così deliberato:

Ischia Film Award al miglior documentario

UNWANTED HERITAGE di Irena Skoric

Motivazione della giuria

“La maturità di una società può essere misurata dal rapporto che instaura con l’eredità del suo passato”.
Suona pressapoco così la frase dell’architetto Tomislav Premerl che apre questo film. Un minuzioso lavoro di ricostruzione di un rapporto con un’eredità artistico-monumentale scomoda, che la regista Irena Skoric, per ragioni anagrafiche non compromessa con quell’epoca, fa partire da un gioco: completare un album di figurine dei monumenti della ex Jugoslavia di Tito. Testimoni muti di un passato che era “quotidiano” per molte generazioni, ora negletti o abbandonati. E così, “ce l’ho, mi manca”, la regista ci racconta il rapporto che la gente e il territorio della Croazia, hanno mantenuto con quella Storia. E perché è importante non distruggerne i segni, soprattutto quelli di valore artistico, capaci più di altri, di raccontare un’epoca. Per non diventare come chi, per furia iconoclasta, distrugge capolavori dell’umanità come quelli di Palmira.

Menzione speciale a:

UN ALTRO ME di Claudio Casazza

Motivazione della giuria

Spesso i documentari si accontentano dell’urgenza del “cosa” raccontare. Claudio Casazza in Another me si interroga invece anche e soprattutto sul “come” raccontare. Il suo film non solo si (e ci) immerge nell’universo disturbato dei detenuti per reati sessuali nel carcere di Bollate, ma rompe i canoni naturalistici del linguaggio cinematografico ed usa in modo originale la sintassi filmica (dal fuori fuoco al dettaglio) per trovare una forma che chiami in causa lo spettatore e lo interroghi su quello che vede. Da questo punto di vista, grazie alla forma creata dal film, il titolo – in qualche modo – tutti ci riguarda. Another me è, in fondo, ognuno di noi.

Premio BAYER Location Negata

THE INVISIBLE CITY [KAKUMA] di Lieven Corthouts

Motivazione della giuria

Kakuma significa “Niente”. Infatti Kakuma è una città fantasma, cresciuta nel nulla, e diventata in poco tempo luogo di speranza e sofferenza. Il regista Lieven Courthouts, seguendo con una spiccata vena poetica le vicende di una bambina di 8 anni, ci regala immagini che rimandano a film apocalittici e ai dipinti di Van Gogh. Che qui hanno le sembianze geometriche dei tetti, tutti uguali, di un’immensa macchia d’olio che accoglie i profughi in fuga dalle zone di conflitto intorno al Kenia. Bambini inviati da genitori stremati. Ma i bambini hanno una marcia in più e, contro ogni previsione, si rialzano, si organizzano, e costruiscono il loro futuro. Nel bel mezzo del nulla.

Menzione speciale a:

Marco D’Amore per l’interpretazione del cortometraggio UOMO IN MARE di Emanuele Palamara

Motivazione della giuria

A Marco d’Amore, intenso protagonista di Uomo in mare. La scelta di un uomo comune di stare dalla parte del diritto e collaborare con la giustizia, si rivela una gabbia che piano piano toglie certezze, affetti e il senso stesso della vita. L’attore interpreta questa discesa agli inferi con progressiva e crescente sofferenza, creando una location dell’anima tormentata e un’empatia con lo spettatore che ne condivide motivazioni e percorso.

Premio Augustus Color

MARY MOTHER di Sadam Wahidi

Motivazione della giuria

Un luogo/non luogo. Una terra di nessuno. Un paesaggio devastato dalla guerra, ma anche il cuore dolente di una madre in pena per la sorte di un figlio soldato in una città dell’Afghanistan caduta sotto i Talebani. Fra tutti i film della sezione Location negata, Mary Mother e quello che ha con i luoghi il rapporto più straziante: quasi una storia d’amore impossibile fra una donna e una terra che non è più possibile amare…chi ha fatto un film così merita fiducia e appoggio perché possa ancora esplorare i suoi mondi e farli diventare i tutti.

IIF Audience Award

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

Con una media voto da parte del pubblico dell’Ischia Film Festival di 4,7 su 5

Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer Italia. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici: B-Rent, Alilauro, Medmar, Cantine Antonio Mazzella, Negombo, Poseidon, Ambrosino, Ceramiche Mennella, Euro Test Service, Carlone. Media partner: Cinefilos.it

 
 

Ischia Film Festival: edizione numero 15… ma anche 1+5!

Ischia Film Festival 2018

Quindicesima edizione, l’Ischia Film Festival sta diventando adulto. E si vede. Una rassegna, quella isolana, fondata e diretta da Michelangelo Messina fin dall’inizio e che quest’anno vede come direttore artistico anche Boris Sollazzo. Una rivoluzione nel segno della continuità, è questo il filo rosso di questo IFF numero 15.

Quindici, sì, ma anche 1+5.

1 perché questa vuole essere una nuova prima edizione, un nuovo inizio che non perda nulla del proprio splendido passato ma che guardi anche al futuro.

5 perché ci saranno 5 novità. Come i cinque concorsi, ad esempio. Ai quattro concorsi internazionali (lungometraggi, documentari, cortometraggi e Location Negata, che vedrà quest’anno il vincitore premiato con il Bayer Award), si aggiunge infatti “Best of”, vetrina e competizione del meglio della stagione cinematografica italiana. Una parata di grandi opere e di stelle che vedrà un vincitore: il premio del pubblico, prima grande novità della rassegna, infatti, verrà assegnato solo per questa sezione.

Ospiti d’onore saranno John Turturro, che riceverà il premio alla carriera dell’IFF (l’IQOS Innovation Award), e Claudia Cardinale, già icona del manifesto dell’ultimo Festival di Cannes e sull’isola insieme alla figlia per l’omaggio e la retrospettiva (l’unica, finora) dedicata a Pasquale Squitieri che sarà aperta dall’attrice e ultima moglie del cineasta Ottavia Fusco.

In ordine di apparizione, saranno inoltre a Ischia per questo viaggio nella stagione cinematografica appena passata il futuro padrino della Mostra del Cinema di Venezia Alessandro Borghi, Andrea Arcangeli, Luca Barbareschi e Alessandro D’Alatri, i giornalisti Carlo Bonini e Giuliano Foschini con il documentario dedicato a Giulio Regeni, Francesco Bruni, i Globi d’Oro Isabella Ragonese e Francesco Amato, Daniele Vicari, Toni D’Angelo, Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Roberta Mattei, Krzysztof Zanussi, Walter Veltroni, Andrea Sartoretti, Claudia Potenza, Guido Lombardi, Edoardo De Angelis, Isa Danieli, Jasmine Trinca, reduce dal premio alla miglior interpretazione nella sezione Un Certain Regard a Cannes e Sergio Castellitto. E ancora Fabio Balsamo, geniale elemento del collettivo dei The Jackal, Elisabetta Rocchetti, Claudio Casazza, Patrizio Rispo, Vincenzo Alfieri, Gianfranco Pannone, Alessio Maria Federici, Volfango De Biasi. E tanti, tanti altri, giovani registi indipendenti e autori affermati, attori emergenti e interpreti che calcano palchi e set da molto tempo.

Altra novità importantissima è la sezione Under the Sky: una retrospettiva-prospettiva, uno sguardo su quel cinema che non arriva sul grande schermo, ma che cattura l’attenzione del pubblico con prodotti di altissima qualità. Si inizia con la piattaforma satellitare che ha cambiato, con il suo lavoro, la grammatica cinematografica del nostro paese, sia nella produzione che nella distribuzione nonché nella creazione: Sky. E per la prima volta delle serie tv, in un festival, non verranno proiettate solo le prime puntate ma saranno offerte al pubblico nella loro totalità, come si deve a un’opera cinematografica. Per l’Ischia Film Festival non ci sono recinti o pregiudizi, ma solo cinema in ogni sua declinazione: ecco perché The Night of sarà centrale nella retrospettiva dedicata al premio alla carriera John Turturro, che ritirerà il 26 giugno l’IQOS Innovation Award, così come 1993 alla Terrazza degli Ulivi ci dirà quanto la serialità televisiva italiana stia crescendo. Infine, l’anteprima italiana di Riviera, come sguardo sul futuro: la prima puntata sarà proiettata nella sala all’aperto più grande del Castello. Una delle serie tv più importanti della prossima stagione, una delle perle della programmazione di Sky Atlantic. In Under the Sky troverete anche il pregevole lavoro di Sky Arte: Federico Buffa tra i graffiti di New York, l’arte di Andrea Pazienza e Michelangelo Antonioni saranno il filo rosso di questo percorso in una realtà creativa unica in Italia.

Terzo passo di questa rivoluzione è una visione ancora più ampia del concetto di location, centro di di gravità permanente del festival. Come avviene in Immortality, coraggioso film iraniano, tutto ambientato in un treno, metafora di un paese intero e protagonista assoluto dell’opera. Perché l’identità territoriale e culturale di un paese può passare anche da una location come quella e perché se la location diventa elemento narrativo determinante il nostro festival non può e non deve trascurarla. E su questo solco, della scrittura visiva e narrativa della location, della sua centralità nella creazione cinematografica, che comincia la collaborazione con SIAE.

Penultimo step di questo nuovo viaggio verso il futuro è cambiare il premio alla carriera, ora IQOS Innovation Award. Premiare la carriera, il passato di un grande del cinema, ma anche la sua capacità di rinnovarsi, di cambiare, di cercare altro e altrove. Di non aver paura di location diverse, nella vita e nel cinema.

E neanche di quelle negate, come dimostra l’arrivo nella sezione più complessa e potente nei contenuti, del Bayer Award, per valorizzare ancora di più una delle idee più innovative di Michelangelo Messina, dell’Ischia Film Festival. E lo conferma anche il direttore comunicazione di Bayer Italia, Daniele Rosa, che premierà i giovani talenti della sezione.

“L’impegno in questo Festival prosegue le nostre attività legate non solo al mondo del cinema, ma soprattutto del sociale. Dare voce con il nostro piccolo contributo a chi non ha diritto ad appartenere e vivere nel proprio paese a causa di una delle tante tragedie moderne assume un valore eccezionale per una multinazionale impegnata a migliorare la qualità della vita. Un evento che premia i giovani e affronta temi di negazione dei diritti umani non poteva non vederci impegnati nella promozione       dei       progetti migliori”.

Infine, il quinto tassello di questa rivoluzione: non si deve mai dimenticare la propria location, ecco Scenari Campani: nell’anno dello sforzo maggiore, nell’anno in cui in termini di quantità e qualità il festival si propone a livelli ancora più alti, nell’anno in cui il cinema italiano e internazionale cresce nella nostra rassegna e questi stessi puntano su di noi, ripartiamo anche e soprattutto dalla nostra regione, la Campania. Portando in una sezione non competitiva il meglio della produzione regionale, senza far alcuna differenza di genere, formato o durata.

Una rivoluzione nel segno della continuità, come dimostra il convegno annuale sul Cineturismo “Il Cineturismo in Italia; un’opportunità per il territorio: analisi e prospettive”, su un tema emerso per la prima volta all’IFF, grazie a Michelangelo Messina, precursore dello stesso e inventore del neologismo ora usato in tutto il mondo. Anche in questa edizione politica, cinema e turismo si incontrano per discuterne.

Ischia Film Festival 15, dunque, ma anche 1+5. Un nuovo esordio e 5 grandi novità.

Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer Italia. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici: B:rent, Alilauro, MedMar, Cantine Antonio Mazzella, Negombo Poseidon, Ambrosino, Ceramiche Mennella, Euro Test Service, Carlone.

 
 

Ischia Film Festival: Claudio Casazza racconta Un altro me

ischia film festival

Selezionato nella quindicesima edizione dell’ Ischia Film Festival, Un altro me di Claudio Casazza è un documentario importante, impietoso nella sua onestà, eppure ricco di una umanità perduta e distante, lontana dai canoni del perbenismo e della morale comune. Un’umanità vibrante e scomoda che freme per farsi raccontare, nonostante la facciata di indifferenza.

Un altro me è un viaggio all’interno della struttura carceraria di Bollate. Casazza spiega: “Ho deciso di seguire un anno intero di lavoro tra l’equipe dell’Unità di Trattamento Intensificato per Autori di Reato Sessuale del CIPM e i detenuti “abitando” i luoghi delle riprese e girando con una troupe minima che non interferisse con quanto accadeva.”

Ma il progetto nasce per caso, a seguito di un invito del criminologo Paolo Giulini presso il carcere dove svolge questo percorso con i detenuti: “A questo incontro mi accorgo che c’era tanta umanità e un’importante bagaglio da raccontare, con tante contraddizioni in cui si discuteva di questioni molto spinose. L’idea è stata quella di raccontare il percorso più che il tema vero e proprio della violenza; e così ho provato a raccontare queste persone che provavano a confrontarsi con il proprio reato con l’aiuto e l’assistenza di psicologi criminologi.“

Come spiega il regista, ospite al Festival di Ischia dove ha presentato il film, il titolo della pellicola, Un altro me, ha una doppia valenza: “Un altro me è il detenuto che cerca una versione migliore di sé ma dall’altra parte c’è la società che dovrebbe provare a vedere l’altro in maniera diversa, per evitare che rimanga loro appiccicato il bollino del mostro.”

Da un punto di vista tecnico, il documentario ci mostra sempre i detenuti sfocati, in inquadrature che tagliano la loro figura, non li vediamo mai in viso: “Il film è girato con i protagonisti in fuori fuoco e per me significa da una parte la mancanza di una centratura che queste persone cercano di recuperare, e dall’altra c’è ancora l’occhio di chi guarda, di noi spettatori e società, che non ci sforziamo di vedere dall’altra parte dei componenti della società.”

Le conversazioni raccolte nel film sono eterogenee, non raccontano una storia specifica. Emergono le varie esperienze, ma il tentativo di Casazza è quello di diversificare l’estrazione sociale, le età, la ricchezza e la cultura dei detenuti coinvolti nel montaggio finale. “Raccontare soltanto una storia vorrebbe dire marchiare la persona che racconta il suo reato: sarebbe come scegliere un esempio, che può essere significativo, efferato, delirante, lo identifichiamo in quanto tale. Invece il lavoro che viene fatto è di diversa natura. Nella terapia e nel mio documentario abbiamo cercato di raccontare più le conseguenze che le cause.”

Su 200 ore di materiale girato, senza l’intenzione di raccontare una storia specifica, che criterio si adotta per il montaggio finale?

“Abbiamo fatto un grande lavoro di scrittura post-film. Prima delle riprese non abbiamo scritto nulla perché si trattava solo di osservazione, giorno per giorno, con cadenza settimanale. Circa 50 giorni all’anno. Alla fine il montaggio è cronologico in base ai racconti ma il primo criterio che ho utilizzato è stato quello della presa di coscienza. Da quei detenuti che rifiutano il reato con le solita scusanti a quelli che man mano prendono coscienza e riconoscono la loro colpa. Questo stadio si raggiunge soprattutto guardando e ascoltando gli altri detenuti, i loro reati. Alla fine si raggiunge la visione della vittima e la consapevolezza che il proprio reato ha avuto conseguenze su qualcuno. L’ultima parte è tutta sul futuro e sul cosa aspettarsi nel post carcere e dopo essere usciti. Alla fine le storie che ci vengono raccontate sono quattro o cinque con un campione rappresentativo di diverse fasce d’età. L’ultima versione è di un’ora e 23 minuti.”

Ma che responsabilità si sente a provare a restituire dignità a soggetti che la morale comune ci impone di considerare, forse a ragione, mostri?

“Personalmente penso che tutti siamo essere umani. Quello che fanno i criminologi, in termini tecnici, è tentare di restituirli ‘al campo degli umani’, solo in questo modo molto probabilmente queste persone non incorreranno nello stesso reato e solo così la società intera può trarre giovamento. Si lavora su queste persone perché si prova a restituirle alla società senza che riprendano il reato. E questo dovrebbe essere il compito di tutti i carceri: non solo strutture di detenzione ma di recupero e riabilitazione. Altrimenti la sola punizione non è correttiva.”

Che vita sta avendo questo documentario?

“È partito dal Festival dei Popoli, il 25 novembre scorso, che è il giorno dedicato alla violenza sulle donne. Poi siamo stati al Trieste Film Festival, il Festival del Cinema Europeo, adesso è all’Ischia Film Festival. È uscito ad Aprile e abbiamo fatto molte proiezioni in tutta Italia. Il film cresce e continua ad essere visto.”

Foto

 
 

Ischia Film Festival: a John Turturro il premio alla carriera

Sarà John Turturro a ricevere l’IQOS Innovation Award: il riconoscimento alla carriera dell’Ischia Film Festival indetto dal 2017 da IQOS, a supporto dell’eccellenza e delle sempre nuove forme di sperimentazione nel fare cinema, sarà consegnato al celebre attore di origini italiane nel corso della XV edizione dell’Ischia Film Festival il prossimo 26 giugno.

John Turturro è uno dei più grandi interpreti americani degli ultimi trent’anni. Dall’esordio (non accreditato) con Martin Scorsese in Toro Scatenato, Turturro ha diviso il set con i più grandi autori del cinema mondiale. Spike Lee gli diede il suo primo grande ruolo in Fa la cosa giusta. Subito dopo fu la volta dei Fratelli Coen, che con Crocevia della morte iniziarono con lui una lunga storia di memorabili interpretazioni, tra cui il diabolico giocatore di bowling Jesus Quintana che, dopo Il grande Lebowsky, rivedremo presto abbattere birilli in un nuovo film diretto dallo stesso attore dal titolo Going Places.

Il Festival si è rivelato essere l’occasione ideale per la presentazione di un premio come l’IQOS Innovation Award, che mira a riconoscere i veri innovatori, i game changer, personalità che hanno avuto la capacità di reinventarsi nel proprio settore, anticipando così i tempi. Innovazione e cambiamento sono alcuni dei valori portanti della filosofia di IQOS, tecnologia che scalda e non brucia il tabacco con cui Philip Morris International sta rivoluzionando a livello globale un settore rimasto immutato per secoli.

Ischia Film Festival: nasce Scenari Campani, vetrina dedicata al territorio

L’Ischia Film Festival ha consegnato il prestigioso riconoscimento alla carriera, ora divenuto IQOS Innovation Award, anche al premio Oscar e set designer della saga di James Bond Ken Adam al Maestro della luce Vittorio Storaro, passando per cineasti straordinari come Abel Ferrara, Amos Gitai, Margarethe Von Trotta, fino a grandi autori italiani del calibro di Giuliano Montaldo, Pupi Avati e il compianto Pasquale Squitieri, a cui il festival dedica quest’anno un ricordo e una doverosa retrospettiva.

A sessant’anni appena compiuti, John Turturro non ha tempo per riposarsi. L’anno scorso ha affrontato l’avventura televisiva con una serie straordinaria, The Night of, nel ruolo dell’avvocato John Stone, portandosi a casa la seconda nomination ai Golden Globe della carriera, dopo quella per Quiz Show di Robert Redford. E i premi non sono mai mancati a questo newyorkese di Brooklin. Cannes lo ha celebrato come attore in Barton Fink e anche come regista, con la Camera d’Or per la migliore opera prima nel 1992 con Mac.

Un artista totale, John Turturro, anche musicista, cantante e ballerino, e con una smodata passione per l’Italia e per Napoli, che ha celebrato nel film documentario Passione, atto d’amore alla città e alla sua tradizione musicale. Era quindi naturale che le strade di Mr. Turturro e dell’Ischia Film Festival si incrociassero, e succederà la sera del 26 giugno, quando l’attore e regista, accompagnato dai direttori artistici del festival Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, incontrerà il pubblico del festival alla Cattedrale dell’Assunta del Castello Aragonese. Una conversazione a cui farà seguito la proiezione di Passione, a celebrazione del rapporto tra Turturro e l’Italia, culminato con la sua collaborazione con Nanni Moretti in Mia madre. L’omaggio a John Turturro sarà completato da Romance and Cigarettes, storia d’amore e musica con Kate Winslet e il compianto James Gandolfini, e da una sorpresa presto annunciata.

L’evento si inserisce nel fitto calendario dell’Ischia Film Festival, l’unica rassegna internazionale dedicata alla location, che nella sua edizione 2017 conterà ben 90 opere da 4 continenti, 4 concorsi internazionali (lunghi, 2 di documentari e corti) 3 sezioni non competitive con il meglio del cinema italiano e mondiale dell’ultima stagione cinematografica e varie  retrospettive/prospettive di cui una dedicata interamente alla serialità televisiva e al ruolo di Sky nell’innovazione della narrazione cinematografica sul piccolo schermo. Quasi 7000 minuti di programmazione, migliaia di spettatori previsti nei sette giorni di festival – dal 24 giugno al 1 luglio – con 5 sale di proiezione all’aperto negli splendidi spazi del castello Aragonese.

Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer.

Foto: getty

 
 

Ischia Film Festival: a Gabriele Muccino il Plinius Award 2018

Ischia Film Festival 2018

Era arrivato sull’isola per raccontare la storia di una famiglia, e forse anche qualcosa di più. L’ha vissuta e respirata per tre mesi, intensi, e l’ha poi celebrata, ricambiato, nel film che ha segnato il suo ritorno cinematografico in Italia. A casa tutti bene è stato un grande successo e per questo Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, direttori artistici dell’Ischia Film Festival, hanno deciso di conferire il Plinius Award 2018 a Gabriele Muccino, per il coraggio e la tenacia con cui uno dei registi italiani di maggiore successo nel mondo ha sostenuto la nostra l’identità culturale.

“In un festival dedicato alle location, non potevamo esimerci da premiare chi ha valorizzato la nostra isola con il suo talento” sottolineano i due direttori artistici “regalandoci il film italiano più importante della stagione. Questo premio va sia all’artista che all’uomo”.

Gabriele Muccino tornerà a Ischia per ricevere il Plinius Award durante la sedicesima edizione dell’Ischia Film Festival, che si svolgerà dal 30 giugno al 7 luglio 2018, sempre ospitata dal Castello Aragonese, che è stato uno dei principali set di A casa tutti bene.

Il Plinius Award è stato conferito negli anni, tra gli altri, a Mario Monicelli, Pupi Avati, Benoit Jacquot, e ai premi Oscar Billie August, Mel Gibson, Ron Howard.

 
 

Ischia Film Festival: 6 e 7 luglio la seconda tappa del MEDIA Talents on tour

media talnets on tour

Anche per il 2018 la Film Commission Regione Campania, conferma l’impegno in favore della crescita degli autori, dei professionisti e delle imprese dell’audiovisivo campane, a sostegno della loro capacità di affermarsi sul mercato nazionale ed internazionale, con la promozione di iniziative e collaborazioni mirate a dare impulso alla circolazione di idee e progetti. In tal senso, la Film Commission Regione Campania in collaborazione con Ischia Film Festival ha aderito al progetto Media Talents on Tour , promosso da Creative Europe Desk Italia MEDIA – Ufficio di Bari, in collaborazione con le Film Commission del Sud Italia.

MEDIA Talents on tour” è un progetto rivolto a giovani produttori delle regioni del Sud Italia e ha come obiettivo quello di favorirne l’accrescimento di competenze, migliorarne le opportunità di accesso al mercato europeo e incoraggiarne la partecipazione ai bandi rivolti ai produttori previsti in Europa Creativa MEDIA.

Il progetto consiste in un tour di eventi formativi rivolti ai produttori che attraverso i loro progetti in fase di sviluppo, saranno seguiti da mentori ed esperti del settore su tutti gli aspetti legati al ciclo di vita di un progetto audiovisivo.

Il tour, che ha luogo da giugno a ottobre è organizzato in 5 tappe in altrettante località del Sud, Cosenza (22-23 Giugno), Ischia (6-7 Luglio), Maratea (27-28 luglio) Bari, (14-15 Settembre) Palermo, (5-6 Ottobre)

I focus riguarderanno: business development – aspetti legati alla costituzione della società e strategie d’impresa, fase di sviluppo, produzione, co-produzione, post-produzione, strategie di marketing e distribuzione, strategia finanziaria e tecniche di pitching. Attraverso gli incontri con esperti del settore, i produttori  selezionati avranno l’opportunità di migliorare la loro idea progettuale, aumentando la qualità e il potenziale di distribuzione del progetto, in linea con quanto previsto dagli obiettivi del sottoprogramma MEDIA di Europa Creativa. A conclusione delle 5 tappe, è prevista una giornata finale di presentazione dei progetti a Roma durante il MIA – Mercato Internazionale dell’audiovisivo, alla presenza del comitato di valutazione e di rappresentanti dell’industria audiovisiva. Il miglior progetto riceverà come riconoscimento l’opportunità di essere affiancato da un mentore all’interno del mercato, per capirne l’importanza e le strategie in termini produttivi.

Dopo la prima tappa di Cosenza con il focus di Simona Nobile sullo Script Development, ad Ischia Simone Catania, della società di produzione Indyca, partirà dall’idea embrionale per la realizzazione di un film per il cinema per analizzarne le potenzialità produttive.

La Film Commission Regione Campania ha programmato la tappa campana del tour in concomitanza con l’Ischia Film Festival per offrire ai giovani produttori un’ulteriore occasione di networking professionale e di partecipazione al programma del festival che da sempre coniuga cultura e approfondimenti per gli addetti ai lavori, spettacolo e promozione territoriale.media talnets on tour

 
 

Ischia Film Festival, Max Bruno: “Non ci resta che il crimine 2 a Napoli”

Ischia Film Festival

Terza giornata della diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival, tocca a Massimiliano Bruno che nella sezione Best of accompagna il suo Non ci resta che il crimine, fortunata commedia “a spasso nel tempo” che è stata uno dei maggior incassi italiani dell’anno. Merito di un cast in grande forma, composto da Marco Giallini, Alessandro Gassman,Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo e Ilenia Pastorelli.

La protagonista di Lo chiamavano Jeeg Robot ha presentato il film al pubblico insieme al regista e allo sceneggiatore Nicola Guaglianone. “Non ci resta che il crimine è uno di quei film che fa sognare. Per me è stato così già dai costumi, erano stupendi, ho indossato un coprispalle che aveva usato già Raffaella Carrà, che si può volere di più. Massimiliano e Nicola sono due uomini molto sensibili, hanno tirato fuori tanti talenti, possiamo dire che sono stati i Pippo Baudo di tante attrici, perché hanno scritto ruoli femminili bellissimi. In un momento storico in cui si parla tanto di come le donne vengano usate, Sabrina è un personaggio tridimensionale che usa il sesso per manipolare gli uomini. Una cosa che io non sono mai riuscita a fare”.

Un film che Massimiliano Bruno si è molto divertito a fare in cabina di regia. “Qui ancora più che in altri casi volevo fare il regista, divertirmi con i topos del poliziottesco anni Settanta, aiutato da un cast davvero eccezionale, a cui avevo dato un superpotere, quello della conoscenza dei trent’anni successivi. Il film è stato amato e grazie a questo ne gireremo un sequel. Saremo sul set dalla fine di settembre e gireremo a Napoli. Senza Guaglianone alla scrittura, purtroppo”.

“Non faccio sequel” ha dichiarato lo sceneggiatore. “Dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, per cui ho deciso che non ci sarebbe stato un numero due, preferisco evitare. Ma sono sicuro che verrà fuori un bel film che andrò a vedere al cinema da spettatore”.

Lunedì 1° luglio è stata anche al volta di Laura Luchetti e del suo Fiore Gemello, “una storia d’amore di due anime rotte” come definito dalla stessa regista. “Volevo raccontare di una ragazza che ho conosciuto davvero anni fa e la cui storia mi è rimasta impressa. Mi sono chiesta cosa sarebbe potuto succedere se, nella realtà odierna, questa quattordicenne scappata di casa per sfuggire a un ambiente violento, avesse incontrato uno dei tanti migranti minorenni che ci sono nel nostro paese”. Il film è stato accompagnato a Ischia anche da Giorgio Colangeli, il protagonista “adulto”, che ha dichiarato “Fiore gemello è la storia di due ragazzi che non riescono a integrarsi in un mondo di adulti che non ha cura di loro, e fa capire quanto poco basterebbe per migliorare le cose nella società odierna”.

La serata è proseguita con Coreur, lungometraggio autobiografico diretto da Kenneth Merchen, alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa. Film sul ciclismo girato da un ciclista che ha dichiarato: “Tra una gara e un film cos’è più dura? Dipende dalla gara! Sicuramente è stata dura mettere in scena momenti molto personali, ma non mi è dispiaciuto smettere i panni del ciclista per un po’”.

 
 

Ischia Film Festival, Luca Argentero: “Dopo un supereroe, sarò un genio e un dottore”

Luca Argentero

Quarta giornata della diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival, all’insegna di Luca Argentero che accompagna Copperman, il film di Eros Puglielli in cui interpreta un supereroe molto speciale.

Un film che arriva in un momento molto particolare della sua carriera “Ho compiuto quarant’anni, sono a un punto in cui cambiano I ruoli perché cambia la percezione di te. Nonostante io, come tutti, rimanga ancorato alla versione migliore di te. In questo senso, la storia di Copperman è capitata nel momento migliore nella mia vita, perché sono ancora affezionato al bambino che c’è in me, ma sono anche consapevole di essere diventato adulto, ormai i capelli iniziano a imbiancarsi. Probabilmente per questo sono riuscito a entrare nel mondo di Anselmo, che un vero superpotere non ce l’ha, se non la sua diversità. Copperman, pur nella sua dimensione fantastica, è un film per cui ci siamo tutti dovuti confrontare con la realtà, è una storia che parla di autismo, su cui abbiamo fatto tante ricerche, aiutati da un’associazione, scoprendo che è una condizione che ha tantissimi livelli di lettura. E proprio questo mi ha permesso di guardare il mondo attraverso un diverso punto di vista”. Dopo Copperman, Argentero non si è certo riposato, anzi, la sua agenda è fittissima. “Mi sono ritrovato con una parrucca lunga fino al sedere e in costumi del Quattrocento trasformato in Leonardo Da Vinci in un film prodotto da Sky che sarà al cinema il 26 settembre. Poi circondato da quattro donne, in un bellissimo ruolo da comprimario, nel nuovo film di Michela Andreozzi. E per la prima volta farò una serie, in cui vestirò i panni del medico. Dopo essere stato un supereroe, che era il mio sogno da attore, adesso inizieranno altre sfide, e questa è una di quelle. Spero che fra un paio d’anni mi fermino per strada per chiedermi un parere!

Una sfida è stata quella di Aitana Serrallet, sedici anni da compiere, regista di Bosa, cortometraggio che racconta una storia di migrazioni e di amicizia. Forse un record mondiale per un festival, e la giovane esordiente spagnola, oltre che a essere un talento, ha le idee molto chiare. “Ho fatto un corso di cinema a scuola, sapevo che era una mia passione, quando ho pensato a questa storia ho fatto tutto quello che dovevo per realizzarla e poi ho iniziato a mandarla ai festival. È l’inizio, ma sono sicura che è questo che voglio fare nella vita”.

Un film molto speciale, come lo è stato nella sua genesi e nel suo percorso  Rwanda, di Riccardo Salvetti, nato da un testo teatrale di Marco Cortesi e Mara Moschini, tutti e tre presenti a Ischia, città numero 98 in cui il film fa tappa da quando ha iniziato il suo percorso. Un film che racconta “del massacro dei tutsi del 1994, una storia che ci siamo accorti essere stata dimenticata” ha detto al pubblico la Moschini. Film in concorso nella sezione Location Negata “una scelta perfetta” ha detto il regista “perché ci siamo dovuti inventare l’Africa in Emilia Romagna”.

Ieri è stata anche la volta di Costanza Quatriglio, regista che con le sue opere accompagna l’Ischia Film Festival dalla prima edizione. Alla diciassettesima è venuta con Sembra mio figlio, film vincitore del Ciak d’oro e del Nastro d’argento. Un film che arriva da lontano. “Durante le riprese del mio documentario Il mondo addosso, nel 2005, ho conosciuto un giovane afgano, Jan Azad, che desiderava trovare e conoscere la sua famiglia. Sogno che ha coronato qualche anno dopo, un lungo viaggio alla ricerca delle sue origini, che è anche il viaggio che ho fatto con questo film”.

Una sera di viaggi all’Ischia Film Festival che si era aperta raccontando nella maniera ideale. Raccontando il porto di Napoli, nel cortometraggio di Aldo Zappalà Ogni nave ha bisogno di un porto. Segno che il cinema non succede mai per caso.

 
 

Ischia Film Festival, Claudia Cardinale per la retrospettiva su Pasquale Squitieri: “È stato l’unico uomo della mia vita”

“Ero già venuta a Ischia e ho avuto la fortuna di fare tanti film con lui. Mi ha fatto interpretare sempre donne molto forti, abbiamo fatto una decina di film con lui, I guappi, Atto di dolore per esempio, e oltretutto è stato l’unico uomo della mia vita. Ha fatto sempre film coraggiosi e non ha mai avuto paura di fare dichiarazioni controcorrente.” Claudia Cardinale, una delle grandi dive del cinema italiano, ricorda così Pasquale Squitieri, regista con cui ha lavorato diverse volte e con cui ha condiviso la parte più serena della sua vita privata. Squitieri è il protagonista della retrospettiva, la prima sul suo cinema, a pochi mesi dalla morte, organizzata nell’ambito dell’Ischia Film Festival 2017. Proprio a Ischia, due anni fa, il regista venne insignito del premio alla carriera.

E per ricordarlo nel migliore dei modi, la Cardinale è pronta a tornare a teatro: “Adesso, con Ottavia Fusco farò una piece teatrale che aveva scritto lui, La Strana Coppia, ho una fifa terribile, il teatro mi fa sempre paura. Ho altri tre film da fare, in Italia e in Grecia, ho fatto oltre cento film, ma il teatro mi mette sempre paura. Questa cosa a teatro voglio farla in ricordo di Pasquale.”

I suoi film si studiano all’Università, fanno parte della storia del cinema italiano e mondiale. Quando li girava, si rendeva conto di stare partecipando alla scrittura della storia di questa arte?

“Ma no, io non volevo fare l’attrice. Io volevo fare l’esploratrice. Mia sorella, che era bellissima, capelli biondi e occhi azzurri, lei voleva fare cinema. Poi una volta, ero piccola, andavo ancora a scuola, due produttori francesi mi sono venuti in contro, io però sono scappata perché ero una selvaggia, facevo a pugni con i maschi. E loro sono andati dalla Direttrice della scuola, e poi da mio padre. E lui mi ha spinta. Così ho cominciato, con Omar Sharif. E poi ci siamo trovati dopo quarant’anni a recitare la parte del marito e della moglie in un film sul genocidio armeno (588, Rue Paradis, di Henri Verneuil, ndr). Quando è uscito quel film non potevo uscire di casa, perché i turchi mi accusava, non hanno mai ammesso la terribile storia del genocidio.”

Sull’occasione fortuita del suo inizio con il mondo del cinema, la Cardinale ha raccontato: “C’era l’elezione della più bella italiana di Tunisi, e io non partecipavo, ma mi hanno portata sul palco e mi hanno messo la fascia. In palio c’era un viaggio al Festival di Venezia. Sono andata con mia madre ed ero in bikini, e tutti mi fotografavano e produttori e registi mi chiedevano di fare cinema, ma io non parlavo nemmeno bene l’italiano e dicevo sempre ‘No’. Poi sull’areo di ritorno a casa, sui giornali ho letto i titoli ‘ La ragazza che dice no al cinema’. Poi hanno ossessionato mio padre e lui mi ha convinta.”

“Al provino per entrare al Centro Sperimentale non avevo preparato nulla, vado via sbattendo la porta senza farmi nemmeno sentire. Mi hanno presa per il temperamento!” E non si stenta a crederlo, dal momento che è sempre stata nota per un carattere molto forte, che ha trasmesso a tante delle donne che ha interpretato sul grande schermo.

Con l’argento vivo addosso, l’ancora affascinante Claudia Cardinale si lascia andare ai ricordi e alla straordinaria carriera, nobilitata da grandi collaborazioni e soprattutto dai quattro titoli con Visconti. “Io e Luchino abitavano sulla stessa strada, la Salaria, e mi invitava sempre a casa sua, e mi chiamava maschiaccio, ricoprendomi di regali: gioielli Cartier.” E continua sorridente: “L’ultimo viaggio che abbiamo fatto insieme io e Luchino è stato quella da Marlene Dietrich, che gli aveva scritto una lettera in cui diceva ‘I love you, Luchino’. E lei quando lo ha visto ha pianto.”

Sulla sua carriera, versatile, lunga, di successo, la Cardinale ha confermato di non dare mai niente per scontato. A sessant’anni si è messa in gioco con il teatro, dove ha confessato di avere sempre una grandissima paura. “Il teatro mi terrorizza, arrivo sempre due ore prima dell’inizio dello spettacolo. Una volta, prima di andare in scena, mi chiamò mio fratello, dicendomi che papà era morto. Tutti sono stati molto carini con me in quell’occasione, ma è stato terribile.”

Non c’è stato solo Visconti però; Claudia ha lavorato anche con Bolognini, Fellini, e con loro ha sempre instaurato un rapporto anche personale molto stretto. “Lavorare con Visconti e Fellini era come lavorare con due estremi opposti. Luchino era metodico e preparato, con Federico non c’era il copione. Si metteva al posto di Marcello (Mastroianni, ndr) e mi spiegava la scena, e poi arrivava Marcello e la dovevo rifare con lui. E quando ci siamo incontrati con Federico, la prima domanda che mi ha fatto è stata ‘Ma tu di chi sei innamorata?’ (ride).”Cannes 2017

A dispetto della sua travolgente bellezza giovanile, della sua fama, Claudia Cardinale ancora oggi fatica a presentarsi come una diva. In merito alla sua fotografia utilizzata per il manifesto dela Festival di Cannes 2017, ha detto: “Thierry Frémaux è un carissimo amico e mi ha chiesto di essere sul poster. È stato un incubo, c’era la mia foto ovunque. E lui ha scelto quella, ero giovanissima, mi ricordo quando l’ho scattata, non ricordo chi fosse, ma io ero un maschiaccio e saltavo e ballavo sempre. E Thierry ha scelto quella, perché gli piaceva molto.”

In un ultimo ricordo di Squitieri, la Signora Cardinale, sorride e dichiara: “Non ricordo nessun difetto di Pasquale, dopotutto sono stata io a sceglierlo per me”.

 
 

Ischia Film Festival under the Sky: anteprima di Riviera con Julia Stiles

Otto giorni sotto il cielo di Ischia. O meglio, Under the Sky. Così è stata battezzata la sezione che l’Ischia Film Festival ha costruito quest’anno insieme alla piattaforma satellitare. Un cartellone trasversale che coinvolge Sky Arte e Sky Atlantic, ma soprattutto un concetto tutto nuovo per il pubblico. Non Binge Watching, ovvero visione compulsiva di una serie tutta d’un fiato, ma un appuntamento serale quotidiano per godere su grande schermo di due delle migliori serie dell’anno programmate da Sky. The Night Of, che sarà accompagnata dal nostro premio IQOS alla carriera John Turturro, protagonista insieme a Rhiz Ahmed di una delle più belle sorprese della stagione, scritta e diretta da Steven Zaillian e prodotta da HBO.

Nasce invece da un’idea di Stefano Accorsi 1993, sequel di 1992 e sappiamo già prequel di 1994. Il racconto degli anni di Tangentopoli e dell’ascesa di Silvio Berlusconi ha appassionato il pubblico televisivo che già attende con ansia la prossima stagione per scoprire cosa succederà a Leonardo Notte e agli altri personaggi che si aggirano in un’Italia lontana 25 anni, eppure ancora così vicina.

C’è spazio anche per una grande anteprima sotto il cielo di Ischia, la prima puntata di Riviera, serie ideata dal premio Oscar Neil Jordan, regista di grandi film come La moglie del soldato e Intervista col vampiro. Interpretata da Julia Stiles, già partner del serial killer Dexter in una delle più belle stagioni della serie, Riviera è una serie poliziesca sorprendente e appassionante che accompagnerà il pubblico di Sky Atlantic a partire dall’11 luglio. L’appuntamento per il pubblico di Ischia è invece fissato per il 29 giugno.

Ci sarà spazio anche per quattro appuntamenti con i grandi documentari di Sky Arte. Si parte domenica 25 giugno con Perchè sono un genio, la storia della regista Lorenza Mazzetti, fondatrice del movimento del Free Cinema britannico negli anni Cinquanta. Il giorno dopo, lunedì 26 giugno, la Piazza d’Armi del Castello Aragonese ospiterà Federico Buffa, che in compagnia del Programming Manager di Sky Arte Guido Casali presenterà Graffiti a New York, un viaggio nel mondo dei writers della Grande Mela. Martedì 27 giugno sarà la volta di Andrea Pazienza: fino all’estremo, un doveroso e sentito ricordo di uno dei più grandi fumettisti italiani, artista straordinario prematuramente scomparso. Infine, mercoledì 28 giugno sarà la volta di Blow up di Blow up, un documentario che esplora i dietro le quinte di Blow Up, l’intramontabile capolavoro di Michelangelo Antonioni.

Un programma ricchissimo che i direttori artistici dell’Ischia Film Festival Michelangelo Messina e Boris Sollazzo sono felicissimi di avere costruito di concerto con Sky, una sinergia che proietta il festival nel futuro del prodotto audiovisivo e del concetto di festival stesso, eventi che dovranno sempre di più andare incontro ai gusti e alle esigenze di un pubblico che sta cambiando, così come sta cambiando il concetto stesso di cinema, sempre più vicino a film della durata di  8 ore da fruire a puntate, ma possibilmente sul grande schermo e condividendone l’esperienza. Succederà quest’anno, dal 24 giugno al 1° luglio, sotto il cielo dell’Ischia Film Festival 2017, quindicesima edizione.

Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer.

 
 

Ischia Film Festival rende omaggio a Bernardo Bertolucci

Ischia Film Festival renderà un doveroso omaggio a Bernardo Bertolucci, il grande Maestro scomparso lo scorso 26 novembre 2018. La manifestazione fondata da Michelangelo Messina, e per il terzo anno consecutivo sotto la direzione artistica dello stesso Messina con il critico e giornalista Boris Sollazzo, dedica prima di tutto la mostra di quest’anno al regista premio Oscar per L’ultimo imperatore. Sarà il cinquecentesco Carcere Borbonico del Castello Aragonese di Ischia a ospitare l’exhibition realizzata da Antonio Maraldi del Centro Cinema Città di Cesena. Ventitre gigantografie che immergeranno i visitatori nei più suggestivi set cinematografici di Bernardo Bertolucci, da Il conformista a L’ultimo Imperatore, passando per Novecento e Ultimo tango a Parigi. La mostra sarà inaugurata venerdì 28 Giugno e sarà aperta al pubblico fino a sabato 6 Luglio.

Non mancherà naturalmente anche il modo più “naturale” per raccontare la straordinaria carriera di uno dei più grandi autori di sempre. L’Ischia Film Festival lo farà proiettando proprio Ultimo tango a Parigi, non a caso proprio sullo schermo del Carcere Borbonico, un modo per sottolineare il carattere rivoluzionario di un film che è una pietra miliare nella storia del cinema. A raccontarne la storia e l’importanza al pubblico sarà Augusto Sainati, professore di Storia del cinema all’Università Suor Orsola Benincasa e critico cinematografico. La proiezione si inserisce nel quadro di un progetto di formazione per i docenti dei licei che vede la collaborazione di diversi atenei in tutta Italia.

L’Ischia Film Festival 2019 si terrà 29 giugno al 6 luglio 2019, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER: Banca e Mini.

 
 

Ischia Film Festival 2019: tutti i titoli del concorso internazionale

ischia film festival 2019

L’Ischia Film Festival 2019, diciassettesima edizione, annuncia il concorso internazionale, composto dalle sezioni dedicate ai lungometraggi di finzione, ai documentari e ai cortometraggi. Una selezione che i due direttori arstistici, Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, e il comitato di selezione hanno scelto tra gli oltre 700 film che sono arrivati quest’anno da tutto il mondo. E proprio quello di abbracciare quante più culture possibili è stato uno dei criteri fondamentali della selezione, com’è nella natura stessa dell’Ischia Film Festival, la cui filosofia è proprio quella di esplorare, conoscere, scoprire, luoghi e le storie a questi legate. Storie grandi e piccole, storie di donne, tante quest’anno, come quella di Celeste, madre e vedova segnata dalla vita, con una meravigliosa Radha Mitchell, in anteprima italiana nel concorso lungometraggi.

Mentre è in anteprima mondiale Angela, straordinaria opera terza del cineasta colombiano Agamenon Quintero, potentissimo racconto di come nascere donna possa essere una tremenda condanna. Una protagonista adolescente, come la coppia di Fiore Gemello di Laura Luchetti, un road movie come In viaggio con Adele, anche qui con due protagonisti, Sara Serraiocco e Alessandro Haber, in cerca di loro stessi. Tanto cinema italiano in concorso, anche quello che va all’estero, come Vinicio Marchioni nel noir svizzero Cronofobia, e Giovanni Pompili, tra i produttori giovani più interessanti, che ha trovato in Belgio i partner per Coureur (tra gli interpreti un magnifico Fortunato Cerlino). L’Italia in concorso è rappresentata anche da Nico Cirasola e il suo Rudy Valentino e dal solitario resistente Sergio Rubini di Il bene mio di Pippo Mezzapesa. Ma i nostri cineasti dicono la loro anche nei concorsi documentario e cortometraggi, con, tra gli altri, Christian Carmosino e la sua riflessione sulla guerra in Kobarid, Life is but a dream, lo sguardo di Margherita Pescetti su una famiglia di coloni israeliani in uno sperduto avamposto in Palestina, fino al premiatissimo corto di Vito Palmieri Il mondiale in piazza.

Dal Burkina alla Cina, dalla Grecia agli Stati Uniti, dall’Australia all’Argentina, passando per l’Iran, la Polonia, la Spagna. Forse mai come quest’anno l’Ischia Film Festival ha esteso la sua esplorazione del mondo, alla ricerca di luoghi che raccontato storie e persone, per dare un segnale forte in un momento storico mondiale in cui la memoria e l’umanità sembrano essere sempre meno importanti. E non è certamente così.

Allahu Akbar (Stati Uniti, 2019 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Farhat Qazi

Ángela (Colombia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Agamenon Quintero

Il bene mio (Italia, 2018) di Pippo Mezzapesa

Celeste (Australia, 2018) di Ben Hackworth

Club de jazz (Cuba, 2018) di Esteban Insausti

Coureur (Belgio e Italia, 2019) di Kenneth Mercken

Cronofobia (Svizzera, 2018) di Francesco Rizzi

Fiore Gemello (Italia, 2018) di Laura Luchetti

In viaggio con Adele (Italia, 2018) di Alessandro Capitani

Kazantakis (Grecia, 2017 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Yannis Smaragdis

Major Arcana (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Josh Melrod

Rudy Valentino (Italia, 2018) di Nico Cirasola

IN CONCORSO – Documentari

Burkinabè Bounty: Agroecology in Burkina Faso (Burkina Faso, 2019) di Iara Lee
El cuarto reino  (Stati Uniti, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Alex Lora Cercos
A Donkey called Geronimo (Germania, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Arjun Talwar
A family in the Sinkhole (Cina, 2017 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Zubiao Yao
Kobarid  (Italia, 2019) di Christian Carmosino Mereu
Life is but a dream  (Italia, 2018) di Margherita Pescetti
Lost reactor (Germania, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Alexandra Westmeier
La nostra pietra (Germania e Italia, 2018) di Alessandro Soetje
Sa femina accabadora, la dama della buona morte (Italia, 2018) di Fabrizio Galatea
So sempe chille  (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Romano Montesarchio
Storia dal qui  (Italia, 2018) di Eleonora Mastropietro
Stupor Mundi (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Gian Luca Bianco
Summa
(Polonia, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Andrei Kutsila
Tara’s footprint (Argentina, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Georgina Barreiro

IN CONCORSO – Cortometraggi

Le avventure di Mr. Food e Mrs. Wine (Italia, 2018) di Antonio Silvestre

Bosa (Spagna, 2019) di Aitana Serrallet

Cold fish (Australia, 2018) di David Hay

The day of duty (Iran, 2018) di Ali Farahani
Difficult people (Stati Uniti, 2018) di Sohil Vaidya

Maelstrom (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Juhee Jane So
Man stands still (Austria, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di David Lindinger

Matchstick Willie (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di D. R. Garrett

Il mondiale in piazza (italia, 2018) di Vito Palmieri

L’ora di porto (Italia, 2018) di Dario Di Viesto

Rear wiew mirror (Australia, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di jonathan Terence may
Slaughter (Iran, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Saman Hosseinpuor

Storia triste di un pugile scemo (Italia, 2018) di Paolo Strippoli

Vivi la vita (Italia, 2019) di Valerio Manisi e Giovanni Siliberto

 
 

Ischia Film Festival 2019: sono aperte le iscrizioni

Ischia Film Festival 2018

Ischia Film Festival, inizia la marcia di avvicinamento all’edizione del 2019, la numero diciassette, per il terzo anno sotto la direzione artistica congiunta di Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, un sodalizio che ha visto crescere il festival vertiginosamente. Oltre il 50% di pubblico in più ha affollato il Castello Aragonese, sui cui palchi si sono avvicendati ospiti eccezionali, italiani e internazionali. John Turturro, Peter Greenaway, Gabriele Salvatores, Carlo Verdone, Gabriele Muccino, Valeria Golino, Walter Veltroni, Concita De Gregorio. La lista sarebbe lunghissima e si arricchirà ulteriormente nei prossimi mesi. Ma il primo pensiero quest’anno il festival lo vuole dedicare a chi non c’è più.

Dal 29 giugno al 6 luglio 2019, l’Ischia Film Festival omaggerà il Maestro Bernardo Bertolucci, terribile perdita per il cinema, italiano e mondiale. Sarà l’occasione per mantenere viva la sua memoria, attraverso le sue opere più significative e le testimonianze di chi ha diviso il set con lui.

Intanto Cineasti, filmmaker, produzioni e distribuzioni possono iscrivere le loro opere ai cinque concorsi dell’Ischia Film Festival: lungometraggi, documentari, cortometraggi, Location Negata, Scenari Campani. Le iscrizioni sono già attive sulla piattaforma specializzata FilmFreeway (https://filmfreeway.com/IschiaFilmFestival) e sarà possibile presentare le opere fino al 15 marzo, con una proroga al 31 marzo per casi che verranno considerati singolarmente dal comitato di selezione.

L’Ischia Film Festival 2019 sarà l’edizione della sfida, quella di confermare quanto fatto e andare oltre, un salto di qualità ulteriore per fare di questo evento un punto di riferimento internazionale, un fiore all’occhiello per la cultura italiana in una delle location più belle e suggestive del mondo.

L’appuntamento è quindi a Ischia dal 29 giugno al 6 luglio 2018, Castello Aragonese. Nel frattempo, buon Natale, buon anno nuovo e, naturalmente, buon cinema a tutti.