Home Blog Pagina 1898

Intesa San Paolo al Festival di Los Angeles Italia

0
Intesa San Paolo al Festival di Los Angeles Italia

È un periodo d’oro per il cinema italiano. I nostri film stanno ricevendo un’accoglienza di pubblico straordinaria e le serie televisive hanno risonanza a livello internazionale. C’è un gruppo che sostiene da sempre questo settore, senza mai smettere di crederci. Parliamo di Intesa Sanpaolo che investe da oltre dieci anni in centinaia di opere cinematografiche, operando a sostegno delle grandi produzioni espresse dal nostro paese.

E ancora una volta dimostra quanto sia attiva nel mercato audiovisivo, proponendosi ancora una volta come main sponsor della rassegna LOS ANGELES, ITALIA – “FILM, FASHION AND ART FEST”, appuntamento dedicato al cinema italiano che si tiene nella città della California dal 2 all’8 febbraio.

Ogni proiezione sarà accompagnata da un video che mostra solo alcuni dei film finanziati da Intesa: Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek, Il traditore di Marco Bellocchio, L’amica geniale di Saverio Costanzo, The Young Pope di Paolo Sorrentino, La pazza gioia di Paolo Virzì e Smetto quando voglio di Sidney Sibilia solo per citarne alcuni.

Intervista: Richard Curtis dalla commedia all’action per Trash

Richard CurtisBasta pensare anche ad un solo titolo firmato dalla sua incredibile penna, che Richard Curtis, sceneggiatore e regista inglese, si posiziona subito, nell’immaginario collettivo, accanto ai più grandi del cinema nel nostro tempo. La sua scrittura raffinata e sempre sottilmente comica ha permesso al grande schermo di accogliere, nel corso degli ultimi 20 anni, grandissime pietre miliari della commedia romantica britannica (basti pensare anche solo a Notting Hill).

Adesso Curtis lascia la sua confort zone e si avventura in un territorio inesplorato per sceneggiare Trash, diretto dal collega e amico Stephen Daldry.

Come hai deciso di unirti al progetto?

“Krys Thykier (produttore, ndr) ha cercato di coinvolgere sia me che Stephen Daldry contemporaneamente. Se uno dei due ha accettato prima dell’altro sarà stata una differenza di poche settimane. Non ricordo una riunione senza Stephen. Ho abbracciato il progetto perché ho amato tantissimo il film, mi è piaciuta la struttura della storia, raccontata per punti di vista, e poi essendo un padre di tre ragazzi e mi interessa esplorare realtà in cui si indagano i pensieri e le reazioni dei giovani di fronte alla vita e alle decisioni importanti.”

Il film ha una forte componente religiosa, era presente nel libro o è stata aggiunta per creare un contesto familiare ai protagonisti?

“Da bambino ero molto religioso, poi ho dovuto scegliere tra Dio e le ragazze e sappiamo come è andata. Intorno ai 30 anni, sulle montagne russe di Disney World ho ritrovato la fede in Dio (ride).”

Daldry sostiene che il film è come una favola, un miscuglio di generi, sei d’accordo con la definizione?

“Secondo me non è una favola. Racconta della normalità di persone che vivono in situazioni difficili, e poi ha molto del cinema action.”

Il film è recitato prevalentemente in portoghese. La sceneggiatura è stata tradotta dall’inglese?

“Ho lavorato tanto con Fernando Meirelles che mi ha aiutato con la lingua. È stato un lavoro interessante anche se un po’ complicato, non mi era mai capitato prima. Anche in fase di montaggio, sui dialoghi completamente in portoghese, assemblavamo la sequenza ma qualche volta capitava che le battute non avessero senso. È stato un lavoro molto strano.”

I bambini di questo sono straordinari. Sei rimasto sorpreso?

“Certo, mi hanno sorpreso e spaventato (ride). E’ difficilissimo scegliere degli attori bambini. Quando abbiamo scelto il ragazzino per Love Actually ad esempio, abbiamo trovato un giovanissimo attore davvero dotato, ma gli altri non lo erano altrettanto.”

Intervista video a Nicolas Winding Refn e Alejandro Jodorowsky

0
Intervista video a Nicolas Winding Refn e Alejandro Jodorowsky

In occasione dell’uscita in home video distribuito da 01 Distribution del doppio dvd e blu-ray Solo dio perdona e Drive abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’acclamato regista Nicolas Winding Refn e il regista che più di tutti lo ha ispirato,  Alejandro Jodorowsky. L’incontro anche se breve è stato molto piacevole e i due artisti ci hanno svelato il loro incontro e parlato del loro lavoro.

Leggi anche: Solo Dio Perdona Recensione del film di Nicolas Winding Refn

Membro di una potente famiglia criminale, Julian (Ryan Gosling)  gestisce un club di pugilato in Thailandia, come copertura per il traffico di droga. Quando suo fratello maggiore Billy (Tom Burke) uccide brutalmente una prostituta, le autorità si rivolgono ad un poliziotto in pensione, Chang (Vithaya Pansringarm), che opera basandosi su un’ idea di giustizia molto personale. La punizione per Billy è la morte. Intanto – per recuperare il corpo del figlio – arriva a Bangkok Crystal (Kristin Scott Thomas), madre di Julian e Billy e capo di una potente organizzazione criminale. La donna, addolorata e furiosa, ha un unico obiettivo: progettare e consumare una spietata vendetta contro coloro che si sono macchiati del sangue di suo figlio. Chang è il primo della lista…

Scheda edizione blu-ray:

DATI TECNICI E CONTENUTI SPECIALI BLU RAY DISC

 

Sottotitoli                                            ITA – ITA N.U.

Durata film                                          100 min 24  

Formato video                                    16/9  2.35:1  24 1080p

AREA                                                     Region B

Audio Italiano                                     5.1 DTS HD HR  – Inglese 5.1 DTS HD HR

Contenuti Extra                                  Trailer italiano (HD)

Gli stunts

Intervista Oscar Isaac

Intervista  Albert Brooks

Intervista  Bryan Cranston

Intervista  Carey Mulligan

Intervista  Christina Hendricks

Intervista  Nicolas Winding Refn

Intervista  Ron Perlman

Intervista  Ryan Gosling

Los Angeles

Strato                                                   BD 50

Intervista esclusiva a Michael Caine a Venezia 74

0
Intervista esclusiva a Michael Caine a Venezia 74

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare il grande attore Michael Caine. L’attore inglese era a Venezia 74 per presentare MY GENERATION di David Batty, presentato Fuori Concorso alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

 

Michael Caine a Venezia 74

MY GENERATION è un vivo e suggestivo racconto personale attraverso gli anni ’60 londinesi narrato dall’icona del cinema Michael Caine. Basato su ricordi e filmati d’archivio mozzafiato, questo documentario vede Caine viaggiare indietro nel tempo per parlare dei gruppi e talenti musicali più significativi della storia (The Beatles, Twiggy, David Bailey, Mary Quant, Rolling Stones, David Hockney e altri nomi stellari).

MY GENERATION – Michael Caine

MY GENERATION utilizza attentamente l’audio interattivo delle conversazioni di Caine con interventi di celebrità – Paul McCartney, Keith Richards, Mary Quant, Marianne Faithfull, e molti altri – mescolate a materiali di archivio inediti per portare lo spettatore nel cuore degli anni Sessanta. MY GENERATION di David Batty verrà distribuito in Italia da I Wonder Pictures.

Intervista esclusiva a Mark Gatiss e Ewan Mcgregor

0
Intervista esclusiva a Mark Gatiss e Ewan Mcgregor

In occasione della premiere della premiere a Londra di Ritorno al Bosco dei 100 Acri abbiamo intervistato sul red carpet Mark Gatiss e Ewan Mcgregor.

 

GUARDA ANCHE: Hayley Atwell: intervista alla protagonista di Ritorno al Bosco dei 100 Acri

[brid video=”383715″ player=”15690″ title=”Ewan Mcgregor e Mark Gatiss Intervista al cast di Ritorno al Bosco dei 100 Acri”]

GUARDA ANCHE: Marc Forster: intervista al regista di Ritorno al Bosco dei 100 Acri

Il film Disney Ritorno al Bosco dei 100 Acri porterà dal 30 agosto nelle sale italiane il fascino senza tempo delle storie e dei personaggi di A.A. Milne, in un’emozionante avventura in cui il pubblico vedrà per la prima volta sul grande schermo Winnie the Pooh, Tigro, Pimpi, Ih-Oh, Kanga, Ro, Tappo e Uffa in versione live action.

Christopher Robin, il bambino che ha vissuto tante avventure con i suoi amici, i vivaci e adorabili animali di pezza del Bosco dei Cento Acri, ora è cresciuto e vive a Londra, nella metà del ‘900, alle prese con i problemi dell’età adulta. Lavora come Responsabile del settore efficientamento presso la Valigeria Winslow, cercando di trovare un equilibrio fra i lunghi orari lavorativi e gli impegni familiari. Ha quasi del tutto dimenticato lo stupore e la fantasia che hanno caratterizzato la sua infanzia. Ma prima o poi il passato ritorna.

Intervista col Vampiro: questa sera in tv

0
Intervista col Vampiro: questa sera in tv

Prima che i vampiri diventassero di moda e prima che si trasformassero in uno hobby per adolescenti, i vampiri erano quelli violenti, sensuali e assetati di sangue di Intervista col Vampiro, film di Neil Jordan con Tom Cruise, Brad Pitt, una giovanissima Kirsten Dunst e Antonio Banderas.

Ecco la trama del film: San Francisco. In una stanza d’albergo un giovane giornalista ascolta la storia di Louis: ricco proprietario terriero tormentato dalla perdita della moglie e della figlia, dopo esser stato morso da un vampiro, riemerge dalle acque del Mississippi. Siamo nel 1791. Sulle rive del fiume, abbandonato da qualche parte fra la vita e la morte, il narratore della vicenda ammira lo splendore dell’alba per l’ultima volta. Lestat, questo il nome dell’assalitore, ben presto diviene suo maestro e compagno di caccia. I due incominciano a mietere vittime alla “Taverne du chat noir”, come negli ambienti nobili di New Orleans. Tuttavia, il giovane vampiro continua a conservare una sensibilità umana che gli impedisce di assecondare la sua nuova e oscura natura. Suggestiva, a tratti violenta e ambigua deriva vampiresca del genere horror, la pellicola di Neil Jordan è tratta dall’omonimo romanzo cult della scrittrice americana Anne Rice, del 1976 (primo capitolo delle “Cronache dei Vampiri”).

Intervista col Vampiro andrà in onda questo sabato, 29 novembre, alle ore 21.10 su LA5.

Intervista col vampiro: presto il remake?

0
Intervista col vampiro: presto il remake?

 

La Universal Pictures e la Imagine Entertainment hanno acquistato i diritti per la trasposizione cinematografica della serie di romanzi Cronache dei vampiri (The Vampire Chronicles), della scrittrice statunitense Anne Rice. La notizia è stata riportata da The Wrap, secondo il quale il nuovo film basato sulla serie fantasy/horror sarà prodotto da Brian Grazer in collaborazione con Alex Kurtzman e Roberto Orci.

Il primo adattamento dei romanzi è avvenuto nel lontano 1994, con il film Intervista col vampiro, con protagonisti Tom Cruise e Brad Pitt. Un secondo adattamento, La regina dei dannati, è stato realizzato nel 2002, con protagonista la cantante Aaliyah, scomparsa tragicamente nel 2001.

Ancora non si conoscono i dettagli circa i piani della Universal in merito al nuovo adattamento; non è da escludere l’ipotesi che il nuovo film possa essere un remake di Intervista col vampiro, anche se i diritti acquistati dalla major includono tutti e quattordici i libri della serie.

Vi terremo aggiornati…

Fonte

Intervista col vampiro: la Stagione 3 sarà introdotta da uno speciale con contenuti extra

0

Sam Reid sta per tornare nei panni di Lestat de Lioncourt nella nuova fase dell’universo tratto dai romanzi di Anne Rice e AMC prepara il pubblico con una nuova serie in arrivo prima del debutto ufficiale di The Vampire Lestat. Dopo due stagioni intitolate Intervista col vampiro la serie cambierà nome per la terza stagione e si concentrerà sull’adattamento del romanzo The Vampire Lestat. Sam Reid riprenderà il ruolo del celebre vampiro, mentre Jacob Anderson tornerà come Louis de Pointe du Lac.

Nell’attesa, AMC ha annunciato anche una produzione parallela chiamata The Vampire Lestat: After Dark, che partirà il 24 maggio con un episodio speciale d’anteprima, anticipando l’uscita della serie principale prevista negli Stati Uniti per il 7 giugno.

Il programma, condotto da Lizzie Bassett, sarà un vero e proprio aftershow dedicato alla serie, con interviste al cast e ai produttori. Tra gli ospiti confermati ci saranno Sam Reid, Jacob Anderson, Assad Zaman, Eric Bogosian, Delainey Hayles, il produttore esecutivo Mark Johnson e lo showrunner Rolin Jones. Gli episodi dureranno circa trenta minuti e offriranno contenuti esclusivi, curiosità dal dietro le quinte e approfondimenti sulla nuova stagione.

AMC punta ancora sugli aftershow

AMC conosce bene il successo degli aftershow grazie a Talking Dead, nato come programma di approfondimento dedicato a The Walking Dead. Per questo motivo, la rete ha deciso di adottare lo stesso formato anche per l’Immortal Universe di Anne Rice, oggi uno dei franchise più importanti del canale.

Secondo Ben Davis, vicepresidente della programmazione scripted di AMC Global Media, After Dark servirà ad ampliare l’esperienza degli spettatori: “Siamo entusiasti di lanciare questo nuovo show companion dedicato a The Vampire Lestat, una serie che ha conquistato una community estremamente appassionata. After Dark offrirà approfondimenti sul lore della serie e contenuti esclusivi dal dietro le quinte con cast e produzione.

Le puntate verranno distribuite ogni settimana su AMC+ e saranno disponibili il giorno seguente anche su piattaforme come Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e YouTube. Alcuni episodi speciali andranno inoltre in onda direttamente su AMC, inclusi l’episodio preview del 31 maggio, la première del 7 giugno e il finale del 19 luglio. Attualmente non è ancora stata annunciata una data d’uscita per l’Italia.

L’universo di Anne Rice

The Vampire Lestat fa parte dell’Immortal Universe creato da AMC attorno alle opere di Anne Rice. Oltre alla serie principale, il franchise comprende anche Le streghe Mayfair di Anne Rice, con Alexandra Daddario nel ruolo di Rowan Fielding, erede di una potente famiglia di streghe. Le streghe Mayfair di Anne Rice ha già concluso le riprese della terza stagione, anche se non è stata ancora annunciata una data d’uscita ufficiale.

C’era anche Talamasca: L’ordine segreto, incentrata sulla misteriosa organizzazione Talamasca e sul personaggio di Guy Anatole, interpretato da Nicholas Denton. La serie è stata cancellata dopo una sola stagione, ma AMC ha confermato che alcuni personaggi e la stessa organizzazione torneranno in futuro in altri progetti dell’universo condiviso.

Il ritorno di Intervista col vampiro arriva circa due anni dopo il finale della seconda stagione di Intervista col vampiro. La serie ha ricevuto un’accoglienza eccellente dalla critica: 98% su Rotten Tomatoes per la prima stagione, 100% per la seconda e una media complessiva del 99%. Con questi risultati, la terza stagione punta a mantenere il livello altissimo raggiunto finora, pur introducendo un tono e una direzione narrativa differenti rispetto al passato.

Intervista col vampiro: arriva il remake diretto da Josh Boone

0
Intervista col vampiro: arriva il remake diretto da Josh Boone

Risale all’agosto di due anni fa la notizia che la Universal Pictures e la Imagine Entertainment hanno acquistato i diritti per la trasposizione cinematografica della serie di romanzi Cronache dei vampiri (The Vampire Chronicles), della scrittrice statunitense Anne Rice.

Dopo un lungo silenzio, oggi veniamo a sapere che Josh Boone, regista di Colpa delle stelle (coinvolto attualmente in numerosi altri progetti, come lo spin-off della saga di X-Men dal titolo New Mutants) scriverà e dirigerà il nuovo film ispirato alla serie fantasy/horror, che sarà un remake di Intervista col vampiro diretto nel 1994 da Neil Jordan e interpretato da Tom Cruise, Brad Pitt, Antonio Banderas, Christian Slater e una giovanissima Kirsten Dunst.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Boone sul proprio account Instagram, come potete vedere dall’immagine di seguito:

intervista col vampiro

La sceneggiatura del remake porterà la firma del regista in collaborazione con Jill Killington, nota per esserci occupata dello script del debutto alla regia di Katie Holmes, dal titolo All We Had.

Il primo adattamento dei romanzi è avvenuto nel lontano 1994, appunto con il film Intervista col vampiro con protagonisti Tom Cruise e Brad Pitt. Un secondo adattamento, La regina dei dannati, è stato realizzato nel 2002, con protagonista la cantante Aaliyah, scomparsa tragicamente nel 2001.

Al momento non ci sono ulteriori dettagli circa il progetto, né sui piani della Universal in merito alla possibilità di sviluppare un nuovo franchise. Il remake di Intervista col vampiro sarà prodotto da Brian Grazer in collaborazione con Alex Kurtzman e Roberto Orci.

Fonte

Intervista col vampiro 3: il ruolo ampliato di Louis sarà “molto, molto straziante”, rivela il creatore

0

Il ruolo di Louis de Pointe du Lac nella stagione 3 di Intervista col vampiro sarà più ampio e profondamente drammatico. A rivelarlo è lo showrunner Rolin Jones, che ha anticipato un arco narrativo “molto, molto straziante” per il personaggio interpretato da Jacob Anderson.

La nuova stagione, in arrivo nel 2026 su AMC, attingerà principalmente dal secondo romanzo della saga The Vampire Chronicles di Anne Rice, The Vampire Lestat, concentrandosi sulla storia passata e sulle ambizioni moderne di Lestat. Tuttavia, Jones ha rivelato che la serie darà a Louis molto più spazio rispetto a quanto accade nel romanzo originale.

Parlando con Entertainment Weekly, Jones ha spiegato che il materiale di partenza offre a Louis un ruolo limitato, spingendo gli sceneggiatori a incorporare elementi tratti da altri scritti di Anne Rice e a sviluppare ulteriormente la sua identità nella serie: «Era chiaro che avevamo un attore meraviglioso e che il romanzo non gli offriva molto. Abbiamo quindi attinto ad altri testi dedicati a Louis e intrecciato tutto nella storia che abbiamo già raccontato. Volevamo offrirgli un arco solido… ed è molto, molto straziante.»

intervista-col-vampiro 3 The Vampire Lestat

Jones ha aggiunto che l’arco di Louis è uno di quelli che si sta definendo “più rapidamente e con maggiore chiarezza”, ma qualsiasi dettaglio aggiuntivo rischierebbe di far “cadere tutti i domino narrativi”. Unico indizio diffuso finora è una foto di Louis ricoperto di sangue mentre tiene in mano una lettera, con uno sguardo quasi impassibile.

Alla fine della stagione 2, Louis si riuniva con Lestat dopo decenni dal trauma della morte di Claudia. Pubblicata la sua autobiografia Interview with the Vampire, Louis provocava deliberatamente il resto della comunità vampirica invitando chiunque a tentare di ucciderlo. Questo gesto radicale lo mette ora in seria pericolosità mentre la storia prosegue.

Nel romanzo The Vampire Lestat, Louis svolge un ruolo significativo soprattutto verso il finale, ma resta incerto se la scena mostrata nella foto provenga da quel momento della storia o sia una sequenza completamente originale per la serie.

La stagione 3 introdurrà anche altre modifiche rispetto al libro: Daniel Molloy, ora vampiro, condurrà nuove sessioni d’intervista con Lestat durante il tour mondiale della sua band, mentre Claudia tornerà in un episodio, anche se il suo ruolo rimane un mistero.

Secondo Jones, Louis sarà probabilmente il bersaglio principale degli altri vampiri, in quanto responsabile della divulgazione pubblica della loro esistenza attraverso il libro. Altri personaggi potrebbero essere in pericolo, ma Louis pagherà il prezzo più alto per aver messo in luce i segreti dell’intera comunità.

Cosa significherà tutto questo per il suo futuro ruolo ora che Lestat tornerà al centro della scena? Lo showrunner mantiene il massimo riserbo, ma assicura un arco narrativo potente, doloroso e fondamentale per il destino della serie.

Interview with the Vampire stagione 3 arriverà su AMC nel 2026.

Intervista col vampiro – Stagione 3: trailer svela il nuovo titolo “The Vampire LestatThe Vampire Lestat”

0

È arrivato il trailer della terza stagione di Intervista col vampiro. La serie, che fa parte dell’Immortal Universe di Anne Rice, è stata ribattezzata The Vampire Lestat per la sua terza stagione, poiché esplora ulteriormente il personaggio preferito dai fan interpretato da Sam Reid.

Durante il panel dedicato a Intervista col vampiro al New York Comic Con, è stato presentato il trailer della nuova stagione. Guardalo qui sotto:

Precedentemente nota come Intervista col vampiro, la terza stagione cambia le carte in tavola tornando nel 2026 con il titolo The Vampire Lestat. Il panel ha anche rivelato che Noah Reid, Ryan Kattner, Sheila Atim, Seamus Patterson e Sarah Swire hanno tutti confermato la loro partecipazione alla prossima stagione della serie.

The Vampire Lestat sarà basato sul secondo libro della serie soprannaturale di Rice The Vampire Chronicles. La terza stagione esplorerà le relazioni caotiche, a volte tossiche, tra Louis de Pointe du Lac (Jacob Anderson), Lestat de Lioncourt (Sam Reid) e Claudia (Delainey Hayles). La storia sarà probabilmente rivelata a Daniel Molloy (Eric Bogosian), un giornalista.

Il trailer, ricco di azione ma anche esilarante, rivela diversi dettagli importanti sulla prossima stagione. The Vampire Lestat andrà in tour con una band appena formata chiamata Those Who Must Be Kept. Il trailer suggerisce che i personaggi vivranno diverse avventure drammatiche nel corso della terza stagione.

Da quanto mostrato finora, la nuova stagione sembra allinearsi abbastanza fedelmente al romanzo omonimo di Rice del 1985. Il libro ha anche un tema “rock and roll”. Inizia addirittura con Lestat che si sveglia con una band chiamata Satan’s Night Out. Quando ha detto al gruppo musicale chi era, hanno pensato che stesse mentendo. Quindi, per dimostrare che si sbagliavano, ha fondato una sua band sia per sbatterglielo in faccia che per riconquistare la sua fama.

Sebbene AMC non abbia confermato una data di uscita specifica al momento della pubblicazione di questo articolo, The Vampire Lestat​​​​​​​ dovrebbe debuttare nel corso del 2026.

Intervista col vampiro – Stagione 3: cast, trama, trailer e tutto quello che sappiamo

La classica serie di libri di Anne Rice è tornata in vita sul piccolo schermo con Intervista col vampiro della AMC, e lo show tornerà con una terza stagione. Basato sull’omonimo romanzo del 1976, Intervista col vampiro racconta la storia di un antico succhiasangue di nome Louis che decide di raccontare la sua storia ultraterrena a un giornalista entusiasta. I colpi di scena della vita di Louis rendono la storia avvincente, e il mix di horror e romanticismo tipico di Rice ha affascinato gli spettatori per due stagioni.

La serie della AMC non è il primo adattamento di Intervista col vampiro, che ha riscosso un grande successo nel 1994 con un film omonimo interpretato da Tom Cruise. Le prime due stagioni di Intervista col vampiro hanno adattato l’omonimo romanzo, ma la serie ha rapidamente esaurito il libro del 1976. Con il ritorno di Intervista per una terza stagione su AMC, la serie inizierà ad approfondire i numerosi sequel di Rice che continuano la macabra storia. AMC non ha perso tempo nel rinnovare Intervista col vampiro per la terza stagione, dimostrando che l’intervista è lungi dall’essere finita.

Ultime notizie su Intervista col vampiro – Stagione 3

Un aggiornamento sulla produzione della stagione 3

Sebbene gli aggiornamenti siano stati piuttosto scarsi negli ultimi mesi, le ultime notizie arrivano sotto forma di un aggiornamento sulla produzione della stagione 3 di Intervista col vampiro. La serie horror romantica è uno dei ritorni più attesi in TV e il produttore Mark Johnson ha finalmente fornito alcuni indizi su quando potrebbero iniziare le riprese. Gireremo a Toronto”, ha detto Johnson “più avanti nell’anno”, anche se non ha specificato il mese esatto. Anche se la produzione dovesse iniziare presto, l’uscita della terza stagione è ancora lontana.

Leggi qui i commenti completi di Johnson:

Gli sceneggiatori sono impegnati a lavorare, il che significa che Rollin non ha tempo per sé stesso in questo momento. Gireremo a Toronto, tra tutti i posti possibili, più avanti nel corso dell’anno, non troppo lontano. Gran parte di questa stagione poggia sulle spalle di quest’uomo [Sam Reid].

Confermata la terza stagione di Intervista col vampiro

La terza stagione è in arrivo

Soprattutto se si considerano la seconda stagione di Mayfair Witches e il prossimo spin-off Talamasca, l’universo di Anne Rice della AMC è solo all’inizio.

Dato che la serie continua ad avere un successo travolgente per AMC, non sorprende che il network via cavo premium abbia rinnovato Intervista col vampiro per la terza stagione prima ancora che la seconda fosse conclusa. Si tratta di un incredibile voto di fiducia per la serie di Anne Rice, che dimostra anche che il network ha grandi progetti per il suo futuro. Soprattutto se si considerano la seconda stagione di Mayfair Witches e il prossimo spin-off Talamasca, l’universo di Anne Rice di AMC è solo all’inizio.

La seconda stagione di Intervista col vampiro è stata trasmessa per la prima volta il 12 maggio 2024.

Dopo l’annuncio iniziale della terza stagione, nel corso del 2024 sono emerse poche notizie. Tuttavia, nel marzo 2025, è stato rivelato che la sala degli sceneggiatori era stata riunita e che il lavoro sulla terza stagione era in corso. Le riprese dovrebbero iniziare più avanti nel 2025 (in una data ancora da definire), ma è stato anche confermato che Intervista col vampiro stagione 3 non arriverà prima del 2026.

Cast della terza stagione di Intervista col vampiro

Intervista col vampiro - Stagione 2

Lestat sarà il protagonista della terza stagione

Il cast della terza stagione di Intervista col vampiro sarà influenzato dalle scelte narrative future, ed è già stato rivelato che sarà adattato il sequel del libro Intervista col vampiro. Il vampiro Lestat è stato pubblicato nel 1985 e segue quasi esclusivamente il personaggio titolare, raccontando la sua versione della storia. A causa di questo importante cambiamento di prospettiva, Sam Reid riprenderà il ruolo di Lestat de Lioncourt. Questo apre anche la porta a una serie di nuovi personaggi sotto forma della banda di Lestat, ma quei ruoli non sono ancora stati assegnati.

D’altra parte, la serie probabilmente si discosterà dal romanzo di Ann Rice in alcuni aspetti e consentirà a personaggi familiari come Louis de Pointe du Lac di Jacob Anderson di svolgere un ruolo più importante per motivi di continuità. Altri probabili ritorni includono Delainey Hayles nel ruolo della vampira eternamente giovane Claudia, che ha assunto il ruolo nella seconda stagione dopo l’uscita di scena di Bailey Bass. Se la serie vorrà mantenere il formato dell’intervista, anche Eric Bogosian potrebbe tornare nel ruolo del giornalista Daniel Molloy.

Dettagli sulla trama della terza stagione di Intervista col vampiro

La terza stagione sarà un adattamento di Il vampiro Lestat

Il seguito di Intervista si intitola Il vampiro Lestat e vede Lestat risvegliarsi dopo un sonno secolare nell’era moderna, dove viene a conoscenza del libro-denuncia di Louis

Poiché la seconda stagione di Intervista col vampiro ha concluso il romanzo omonimo, la prossima stagione dovrà andare avanti, presumibilmente con i libri sequel. Il seguito di Intervista si intitola Il vampiro Lestat e vede Lestat risvegliarsi dopo un sonno secolare nell’era moderna, dove viene a conoscenza del libro-denuncia di Louis. Determinato a mettere le cose in chiaro, Lestat inizia a raccontare la sua storia, diventando anche un membro famoso di una rock band. AMC ha confermato che la terza stagione sarà tratta dal romanzo, ma i dettagli specifici riguardanti i cambiamenti nella trama non sono ancora noti.

Per quanto la premessa possa sembrare tipicamente anni ’80, Intervista col vampiro stagione 3 potrebbe utilizzare La storia di Lestat‘s struttura di base con alcune piccole modifiche lungo il percorso. Lestat potrebbe tornare ai giorni nostri e cercare Molloy per raccontare la sua versione della storia in contrapposizione a quella di Louis. Ciò consentirebbe il ritorno dei personaggi familiari, preservando al contempo la struttura generale che Intervista col vampiro ha utilizzato nelle prime due stagioni.

Trailer della terza stagione di Intervista col vampiro

Guarda il primo teaser qui sotto

Durante la presentazione della serie al San Diego Comic-Con 2024, AMC ha rivelato un interessante teaser trailer della terza stagione di Intervista col vampiro. Il lungo clip inizia con Lestat (nel pieno della sua personalità da rock star) intervistato da Daniel Molloy, prima che il vampiro prenda il controllo dell’intervista e comunichi telepaticamente con il pubblico. Si passa poi al testo della canzone rock di Lestat, per poi mostrare clip del vampiro in varie interviste mentre indossa una serie di abiti rock sfarzosi. Infine, il teaser si conclude con Lestat che fissa direttamente lo spettatore con i suoi occhi penetranti.

Intervista col vampiro – Stagione 2: spiegazione del finale

Intervista col vampiro – Stagione 2: spiegazione del finale

La seconda stagione di Intervista col vampiro riprende con Louis de Pointe du Lac e Claudia che iniziano la loro nuova vita in Europa negli anni ’40, mentre nel presente Louis continua la sua intervista con Daniel Molloy. La posta in gioco è più alta che mai ora che Louis e Claudia hanno lasciato Lestat e Armand si è unito all’intervista con la sua vera identità. La seconda stagione di Intervista col vampiro presenta personaggi nuovi e di ritorno, tradimenti scioccanti e ricongiungimenti emotivi che portano a un finale di stagione epico.

Intervista col vampiro, stagione 2, episodio 8, “And That’s the End of it. There’s Nothing Else” è un dramma senza sosta in cui Louis affronta le conseguenze del colpo di scena più devastante di sempre: la congrega dei vampiri parigini uccide Claudia e Madeleine, la nuova novizia di Louis, dopo un drammatico processo in cui Louis, Claudia e Madeleine sono accusati di aver infranto le sacre leggi dei vampiri. Louis ha affrontato il tradimento di Armand, si è riunito con Lestat e ha perso Claudia nel penultimo episodio. Nel finale di stagione, Louis affronta le conseguenze di questa prova sia nel passato che nel presente, preparando il terreno per la terza stagione di Intervista col vampiro.

Cosa è successo dopo il grande processo? Spiegazione del finale della seconda stagione di Intervista col vampiro

Louis De Pointe Du Lac si lancia in una vendicativa serie di omicidi dopo la morte di Claudia e Madeleine Éparvier

Il finale della seconda stagione di Intervista col vampiro mostra le prime ore di Louis dopo la perdita di Claudia, mentre nel presente egli rivisita il ricordo per guarire e andare avanti. Louis perde l’ultimo membro della sua famiglia, Claudia, che tratta come una figlia e una sorella. Louis perde anche Madeleine, la sua prima e unica novizia. È ferito e non ha più nulla da perdere, prova solo rabbia e desiderio di distruzione a causa del suo dolore. Louis uccide quasi tutta la congrega, risparmiando Armand perché gli ha salvato la vita, e Lestat affinché viva sapendo che Louis è con qualcun altro per l’eternità.

Dopo aver sfogato tutta la sua rabbia, Louis non ha più nulla tranne il suo dolore e Armand, sapendo che l’unica cosa che può fare è cercare di vivere. Tuttavia, si tratta di una menzogna, perché Daniel scopre una verità sconvolgente sui ricordi di Louis, costringendolo a riconciliarsi con la perdita di Claudia e Madeleine. La riconciliazione personale di Louis lo porta ad affrontare la sua vita da vampiro nell’ultimo secolo, giurando di vivere in modo autentico e andando avanti nonostante il nuovo e inaspettato tradimento di Armand.

La relazione tra Armand e Louis è mai stata reale?

Armand ha giocato con i ricordi di Louis

Il più grande colpo di scena del finale della seconda stagione di Intervista col vampiro è la scoperta di Daniel Malloy che il vero cattivo non è Lestat De Lioncourt, ma Armand, il partner di Louis. Il loro intero rapporto è basato su una menzogna. Armand ha manipolato i ricordi di Louis fin dall’inizio per dipingere Lestat come un cattivo malvagio e Armand come il salvatore di Louis che lo ha tradito solo una volta. Louis ha perdonato Armand solo perché credeva che questi fosse impotente durante il processo e avesse solo il potere di salvarlo. Tuttavia, Lestat è molto più complesso di quanto Armand lo abbia descritto.

Inoltre, Armand ha diretto la pièce teatrale e ha pianificato di uccidere Louis insieme a Claudia e Madeleine; è stato Lestat a salvarlo. Il fatto che il rapporto tra Louis e Armand si sia rivelato falso rispecchia la verità su Armand nel finale della prima stagione di Intervista col vampiro. Entrambi i finali di stagione rivelano una verità sconvolgente su Armand. Il colpo di scena ridefinisce anche l’intero processo, poiché Lestat ha raccontato il suo punto di vista, che non corrispondeva ai ricordi di Louis. Ora che Louis sa che Armand ha alterato i suoi ricordi, la versione di Lestat sul loro rapporto è più vicina alla verità.

Il vero Lestat De Lioncourt

Lestat non è il malvagio aguzzino che i ricordi distorti di Louis lo dipingono

La verità su Armand indica anche che Lestat de Lioncourt non è la persona terribile che la narrazione lo dipinge. La relazione tra Louis e Lestat non era violenta, era solo reciprocamente tossica. Louis provava risentimento verso Lestat per averlo trasformato in un vampiro, mentre Lestat provava risentimento verso Louis per aver rifiutato di accettare la sua situazione. La loro relazione non era certamente sana, dato che entrambi erano terribili e violenti l’uno verso l’altro. Tuttavia, la loro storia d’amore non può essere semplificata come una questione di aggressore e vittima. Le scuse di Lestat in Intervista col vampiro illustrano persino i sentimenti complessi di Lestat nei confronti di Louis e della loro relazione.

Lestat è un uomo imperfetto e manipolatore che ha difficoltà ad amare le persone e a permettere loro di ricambiare il suo amore.

Naturalmente, Lestat è ben lungi dall’essere perfetto e ha fatto del male a Louis in molti modi, ma anche Louis ha ferito gravemente Lestat. Lestat è un uomo imperfetto e manipolatore che ha difficoltà ad amare le persone e a permettere loro di ricambiare il suo amore. Claudia non riusciva ad accettarlo, ed è per questo che tra loro si è creato un divario incolmabile. Tuttavia, nonostante la loro dinamica logora, si amavano ancora. L’ultimo sguardo di Claudia a Lestat in Intervista col vampiro dimostra che, indipendentemente da ciò che è successo tra loro, Claudia vede ancora Lestat come suo padre.

Il finale di stagione mostra che Lestat ricambia questo amore familiare, difendendola ferocemente durante le prove del processo. Inoltre, Lestat crolla per la devastazione causata dalla perdita di Claudia e dal dover convivere con quel dolore per i successivi 70 anni. Il suo ultimo sguardo continua a tormentare Lestat, che si rammarica sinceramente di non essere stato un padre migliore per lei. Lestat è straziato dalla morte di Claudia tanto quanto Louis, dimostrando che la falsificazione dei ricordi di Louis da parte di Armand non rappresenta affatto Lestat: è un vampiro distrutto che piange la morte della sua bambina, proprio come Louis.

Perché Louis va a New Orleans?

Louis e Lestat si riconciliano

Dopo aver scoperto la verità sui suoi ricordi, Louis de Pointe du Lac si reca immediatamente a New Orleans per confrontarsi con Lestat riguardo a Parigi. È un momento decisivo per Louis, che si scusa per non aver apprezzato il vampirismo che Lestat gli ha donato. Louis ha anche bisogno di sentire la verità direttamente da Lestat perché conferma che, nonostante la loro storia complicata e tossica, Lestat ama ancora Louis. Entrambi gli uomini finalmente piangono insieme la figlia che hanno perso, segnando un’altra svolta nella loro relazione. Questa scena contrasta con la loro riunione a Parigi, piena di odio, vendetta e risentimento.

Il loro abbraccio mostra che, anche se sono passati più di 70 anni dall’ultima volta che si sono visti, il loro amore è rimasto e continuerà a farlo.

La riunione di Louis e Lestat a New Orleans è un momento emozionante che si è costruito durante tutta la stagione, e valeva la pena aspettare. Ora che Louis sa la verità, possono finalmente lasciarsi alle spalle il passato. Sebbene sia doloroso quando Lestat chiede del 1973, l’anno in cui Louis ha tentato il suicidio, il loro ricongiungimento è pieno di onestà e vulnerabilità. Louis e Lestat non hanno paura di mostrare le loro emozioni più sincere. Il loro abbraccio dimostra che, nonostante siano passati più di 70 anni dall’ultima volta che si sono visti, il loro amore è rimasto intatto e continuerà ad esserlo.

Louis e Lestat torneranno insieme?

Il futuro di Louis e Lestat è sconosciuto

Nonostante l’emozionante ricongiungimento di Louis e Lestat, non è chiaro se torneranno insieme. Il teaser trailer della terza stagione di Intervista col vampiro suggerisce che il focus della stagione sarà Lestat che diventa una rockstar. Tuttavia, non ci sono dettagli sulla relazione tra Louis e Lestat. Louis torna a Dubai mentre Lestat si prepara per il suo tour, ma le cose sembrano migliorare per la loro storia d’amore. La loro relazione deve rimanere ambigua, così Louis può finalmente vivere come vampiro liberamente e sinceramente, senza complicati intrecci. Sarebbe un grande vantaggio se riuscissero a ritrovarsi.

Il vero significato del finale della seconda stagione di Intervista col vampiro

Louis De Pointe Du Lac è finalmente libero

Il finale della seconda stagione di Intervista col vampiro chiude il cerchio per Louis de Pointe du Lac. La fine della prima stagione suggerisce che Louis sia libero dal male nella sua vita, Lestat, ma la seconda stagione dimostra che è molto più complicato, dato che Armand ha manomesso i ricordi di Louis. Per la prima volta da quando è diventato un vampiro, Louis è pronto a vivere dopo essersi ripreso dalla sua relazione tossica con Lestat e dalla devastazione causata dalla perdita di Claudia. Louis ha riconosciuto la propria tossicità ed è ora pronto a essere un vampiro senza alcuna influenza esterna.

Louis dice persino a Lestat che è “compagno a sufficienza per [se stesso]”, indicando che non ha bisogno di affidarsi a nessuno per vivere una vita felice e appagante. Indipendentemente da ciò che Louis sceglierà di fare in futuro, sarà una decisione interamente sua, poiché è libero dalla trappola di Armand. Louis de Pointe du Lac può finalmente essere un vero vampiro secondo i propri termini. Sarà interessante vedere come Intervista col vampiro raffigurerà il futuro di Louis, ma questo finale è l’occasione perfetta per puntare i riflettori su Lestat nella prossima stagione.

Intervista col vampiro – Stagione 1: spiegazione del finale

Intervista col vampiro – Stagione 1: spiegazione del finale

La prima stagione di Intervista col vampiro è una storia avvincente con un finale sensazionale che offre colpi di scena uno dopo l’altro. Basata su Le cronache dei vampiri di Anne Rice, la serie ruota attorno alla vita di Louis de Pointe du Lac, raccontata dall’uomo stesso all’intervistatore morente Daniel Molloy. Lestat de Lioncourt, un vampiro irresistibile, trasforma Louis in un non-morto. Mentre Louis si adatta alla sua nuova vita, esplora la sua sessualità con Lestat e i due si innamorano. La serie documenta in modo approfondito la vita di Louis, con i commenti di Daniel Molloy, che impara sempre di più su Louis.

Intervista col vampiro ritrae un ricco cast di personaggi nella vita di Louis. La serie ha anche un vasto pubblico, tanto che AMC ha già rinnovato Intervista col vampiro per la terza stagione. Tuttavia, la prima stagione copre la vita di Louis a New Orleans, concentrandosi sui suoi primi giorni da vampiro. La storia d’amore tra Louis e Lestat è a dir poco tumultuosa e tossica, e il finale di stagione è il culmine di tutta la loro dinamica, che porta a una resa dei conti che pone fine al periodo di Louis a New Orleans.

Louis e Claudia uccidono Lestat? Spiegazione del finale della prima stagione di Intervista col vampiro

Intervista col vampiro Stagione 1

Claudia impara a giocare al gioco di Lestat

Louis e la sua sorella vampira adottiva, Claudia, mettono in atto un piano, guidato principalmente da Claudia, per uccidere Lestat dopo gli orrori che hanno subito per mano sua. Claudia acquista laudano e arsenico per avvelenare uno degli umani da cui Louis avrebbe bevuto, il che avrebbe effettivamente avvelenato Louis. All’inizio sembra che Lestat abbia scoperto il piano di Claudia e Louis, ma non sapeva che Claudia lo aveva previsto. Pertanto, lei aveva messo in atto un altro piano segreto che ha completamente teso un’imboscata a Lestat, dimostrando che Claudia aveva finalmente imparato a creare un piano intrigante proprio come avrebbe fatto Lestat.

Intervista col vampiro preannuncia la vittoria finale di Claudia su Lestat nel suo stesso gioco nella stagione 1, episodio 6, “Come angeli messi all’inferno da Dio”, quando lei lo batte finalmente a scacchi. Claudia sapeva che lei e Louis avrebbero dovuto uccidere Lestat se volevano vivere la loro vita. New Orleans non è più un luogo sicuro per loro, e non c’è alcun modo realistico per Louis e Claudia di andare avanti senza che Lestat li ostacoli. Lestat non avrebbe mai cambiato il suo modo di fare tossico, e Louis e Claudia vogliono vivere secondo le loro regole.

Lestat è davvero morto?

Intervista col vampiro Stagione 1

Il finale della prima stagione di Intervista col vampiro suggerisce che potrebbe non esserlo

Nonostante Claudia e Louis siano riusciti a uccidere Lestat, Louis non può bruciare il suo corpo per assicurarsi che Lestat non possa essere resuscitato. Invece, Louis e Claudia gettano il suo corpo tra i rifiuti, sapendo che finirà in discarica, dove Lestat troverà molti ratti di cui nutrirsi. Louis e Claudia non garantiscono necessariamente che Lestat sopravviverà, ma gli danno una possibilità lasciando decidere al destino. Tuttavia, Louis e Claudia sarebbero ormai lontani da New Orleans, il che significa che anche se Lestat sopravvive, per loro è come se fosse morto.

Come Claudia batte Lestat al suo stesso gioco

Intervista col vampiro Stagione 1

Claudia inganna Lestat e Antoinette

Il piano di Claudia per uccidere Lestat era così ben congegnato che prevedeva persino un colpo di scena. La narrazione suggeriva che il piano fosse quello di avvelenare uno dei gemelli umani in modo che Lestat bevesse il loro sangue, trasferendo il veleno nel suo organismo. Tuttavia, Lestat anticipò questo piano perché una terza parte segreta spiava Louis e Claudia. Mentre Claudia e Louis pianificavano la serata, Claudia sventò completamente il piano di Lestat avvelenando segretamente un altro umano che sapeva che Lestat avrebbe voluto uccidere a causa della frecciatina che questi aveva rivolto a Lestat.

Intervista col vampiro è andato in onda per la prima volta su AMC il 2 ottobre 2022 ed è stato reso disponibile su Netflix il 19 agosto 2024.

Claudia aveva imparato a conoscere Lestat così bene da riuscire finalmente ad anticipare le sue scelte e batterlo al suo stesso gioco. Anche con la terza parte segreta di Lestat dalla sua parte, lui non era all’altezza di Claudia, che aveva imparato a superarlo in astuzia. Il risultato di questo piano è stato incredibilmente soddisfacente, poiché ora Lestat non aveva più alcun potere su Claudia o Louis. La scena è un’eccellente performance finale dell’attrice Bailey Bass, poiché Intervista col vampiro ha dovuto alla fine ricasting Claudia per la stagione 2.

Dove è andata Antoinette dopo che Lestat ha finto la sua morte?

intervista-col-vampiro 3 The Vampire Lestat

Lestat ha trasformato Antoinette in un vampiro

Intervista col vampiro, stagione 1, episodio 7, “The Thing That Lay Still”, rivela che Antoinette, la seconda amante di Lestat, è viva. Quando Lestat è tornato a vivere con Louis e Claudia nella stagione 1, episodio 6, “Like Angels Put in Hell by God”, dopo tre anni di assenza, Claudia gli ha permesso di tornare a casa solo se avesse accettato alcune condizioni, una delle quali era che uccidesse Antoinette. Il finale della prima stagione rivela che Antoinette non è mai morta: Lestat ha finto la sua morte e l’ha trasformata in un vampiro. Il finale rivela anche che Antoinette ha spiato Louis e Claudia.

Antoinette muore solo quando Louis e Claudia sconfiggono Lestat e lasciano New Orleans, indicando che non cambierà mai il suo modo di agire: Louis e Claudia dovranno lasciarlo.

Tuttavia, Claudia e Louis erano un passo avanti a Lestat e Antoinette. Quando il veleno ha iniziato a fare effetto su Lestat, Antoinette si è distratta, il che ha permesso a Claudia di pugnalarla con un attizzatoio, che l’ha immobilizzata fino a quando Louis e Claudia sono riusciti a bruciare il suo corpo nell’inceneritore, ponendo fine definitivamente all’esistenza di Antoinette. Antoinette muore solo quando Louis e Claudia sconfiggono Lestat e lasciano New Orleans, indicando che Lestat non cambierà mai il suo modo di agire: Louis e Claudia dovranno lasciarlo.

Come lasciano New Orleans Louis e Claudia?

La festa di Mardi Gras

Come parte del piano per uccidere Lestat, Louis e Claudia organizzano una grande festa di Mardi Gras come scenario per la sua morte. Tuttavia, organizzarono la festa anche per dire addio a New Orleans e lasciarsi alle spalle quel capitolo della loro vita. Louis e Claudia organizzarono un evento stravagante per simboleggiare l’energia vibrante della città, iniziando con una parata sfarzosa, seguita da un ballo in maschera e, infine, dall’evento dell’immortalità che avrebbero usato per uccidere Lestat. Una volta bruciati tutti i corpi necessari, Louis e Claudia si recarono al porto per imbarcarsi su una nave diretta in Europa.

Louis aveva anche ingannato l’umano Anderson, comprandogli una nave con molte bare: la copertura perfetta per Louis e Claudia per attraversare l’Oceano Atlantico in sicurezza. Louis e Claudia sistemarono tutte le questioni in sospeso che avevano a New Orleans. Quando se ne andarono per sempre, ciò simboleggiò l’inizio del prossimo capitolo della loro vita in Europa. Lestat aveva creduto per tutto il tempo che stessero lasciando New Orleans per Buenos Aires, ma Louis e Claudia avevano altri piani. Louis e Claudia fecero persino credere a Lestat che lasciare New Orleans fosse stata una sua idea, un altro trucco che avevano usato su Lestat.

Il vero significato del finale della prima stagione di Intervista col vampiro

L’addio di Louis e Lestat prepara il colpo di scena finale

Il finale straziante della vita di Louis de Pointe du Lac a New Orleans prepara il colpo di scena finale della prima stagione di Intervista col vampiro: Rashid, il servitore umano di Louis, era sotto mentite spoglie per tutto il tempo. Il vero nome di Rashid è Armand, un vampiro di 514 anni che Louis proclama essere l’amore della sua vita. Sembra che Louis abbia finalmente trovato l’amore sereno che cercava sin dai suoi primi giorni da vampiro. Questo colpo di scena è anche il modo perfetto per concludere la prima stagione, dato che le circostanze attuali saranno diverse perché Armand non è più solo Rashid, il servitore umano.

Louis e Daniel stanno per entrare in una nuova fase della loro intervista con una posta in gioco più alta, che rispecchia anche la narrazione di Louis e Claudia negli anni ’40. Intervista col vampiro ha già apportato cambiamenti significativi al personaggio di Armand, suggerendo che concludere la prima stagione con la sua presentazione formale potrebbe avere diversi significati. Un’idea suggerisce che Armand potrebbe rappresentare l’amore eterno e stabile che Louis non è riuscito a trovare con Lestat. Questa idea coinciderebbe anche con la convinzione di Daniel Molloy che Lestat fosse l’aggressore di Louis.

Indipendentemente da ciò, il finale della stagione 1 di Intervista col vampiro lascia molte variabili sconosciute sia nella narrazione presente che in quella passata.

Tuttavia, non si sa molto della personalità di Armand come vampiro. Inoltre, la narrazione spesso smentisce le teorie di Daniel Molloy. Armand potrebbe essere peggiore di Lestat, il che introduce una seconda idea: Louis sta cercando di replicare il suo amore per Lestat nella sua relazione con Armand. Tuttavia, Louis non riesce a trovare un altro amore come Lestat. Indipendentemente da ciò, il finale della prima stagione di Intervista col vampiro lascia molte variabili sconosciute sia nella narrazione presente che in quella passata.

Intervista al regista candidato all’Oscar 2013 Benh Zeitlin!

Benh Zeitlin-roma-Arriva a Roma Benh Zeitlin, il regista che ha appena ricevuto 4 candidature agli Oscar per il suo Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild), il film rivelazione dell’anno,

Intervista al leggendario Robert Redford protagonista di All is Lost

0

L’attore premio Oscar Robert Redford è il protagonista assoluto di All Is Lost, un thriller che si svolge in mare aperto, in cui un uomo disperso nell’Oceano a seguito del naufragio della sua barca a vela, dovrà lottare e contare sulle sue sole forze per sopravvivere. Del film ne abbiamo parlato proprio con il leggendario attore.

Com’è nata la collaborazione con il regista? 

E’ venuto da me per chiedermi se volevo farne parte, così ho letto la sceneggiatura e ho trovato che fosse audace e in un certo senso sperimentale. Il fatto che ci fosse un unico personaggio e che non ci fossero dei dialoghi, era una scelta coraggiosa ed emozionante. E’ venuto direttamente da me senza passare per un agente. Avevamo proiettato l’anteprima del suo primo film al Sundance Film Festival. C’era una specie di legame. Il fatto che mi avesse detto “Ho scritto questa cosa pensando a te” mi aveva davvero toccato. Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che sarebbe stata una cosa emozionante da fare in questo momento della mia vita.

Che tipo di film è All is Lost? 

Penso che le cose vengano etichettate con troppa facilità. In genere preferisco cose meno identificabili, e questo ne è un esempio. E’ difficile inquadrare questo film. Staremo a vedere. 

Di cosa parla il film? 

Penso si possa semplificare molto la cosa. Dal punto di vista dell’attore secondo me il film parla del momento in cui la vita diventa troppo difficile e ti arrendi. Ci sono invece alcune persone che vanno avanti comunque, perché è l’unica cosa da fare. Continuare. Continuare a superare una cosa impossibile perché è tutto ciò che puoi fare. Vai avanti quando tutti gli altri si arrendono. Questo film parla di un personaggio che va avanti perché può fare solo quello. E non tutti ci riescono. E’ tutto incentrato su quello che fa quest’uomo per non arrendersi, contro ogni possibilità. 

Leggi anche: All is Lost recensione del film con Robert Redford

Che rapporto ai con le barche e l’acqua? 

Innanzitutto nuoto abitualmente. Il nuovo mi ha accompagnato per tutta la mia vita. Da bambino nuotavo a livello agonistico, quindi non avrei avuto difficoltà a stare in acqua o andare sott’acqua. Oltre a questo, conosco le barche, anche se non conosco quelle a vela. Me la cavo con le barche ma non con quella a vela. Sono due cose diverse e quindi ho dovuto imparare cosa vuol dire essere un marinaio e soprattutto cosa vuol dire quando le condizioni atmosferiche sono difficili. Il regista invece è un marinaio esperto e ha scritto il film dal punto di vista di un esperto, io al contrario ho dovuto imparare molte cose ed è un elemento positivo per il personaggio perché non è una persona perfetta. Non è un marinaio perfetto. E’ un buon marinaio che ha trascorso in mare buona parte della sua vita, ma non sa tutto.

Perché il regista ha voluto te?

Mi ha voluto per via della mia età. Mi ha detto, ” Guarda ho scritto questa cosa pensando a te”. Quando l’ho letto ho pensato che sarebbe stato molto difficile. Mi ha detto “No no no,  farai solo i primi piani… ci sono due controfigure, abbiamo loro per le scene più difficili” così ho accettato. Poi appena arrivati in Messico qualcosa mi è scattato dentro. Da giovane praticavo molti sport, ero molto competitivo e mi piaceva la competizione. Credo sia scattato qualcosa e ho pensato ” Farò ciò che posso”. Ad un certo punto mi sono detto “accidenti mi sono superato, magari riusciamo a girare anche qualcos’altro. Si in effetti posso farcela. Finché mi sono reso conto che stavo girando la maggior parte delle scene. Era sia divertente che difficile e sono felice di averlo fatto, perché è una bella soddisfazione sapere che sono stato io a girare le scene. Naturalmente ci sono degli effetti speciali, ma io non sono uno degli effetti speciali.

Leggi anche: All Is Lost Tutto è perduto: intervista al regista J.C. Chandor

Parlaci dell’Oceano…

Una delle cose meravigliose dell’Oceano è la sua diversità. La bellezza e la calma. Ci sono poche cose più belle di un mare calmo al tramonto, del mare calmo al chiaro di Luna o all’alba e ci sono poche cose più brutali di una tempesta di mare. Questi due estremi sono gli elementi cruciali del film. Vedi la bellezza e la calma, ma anche la violenza e ti rendi conte che è la natura a dominare tutto. Non importa cosa cerchiamo di fare con il pianta, non importa cosa costruiamo o distruggiamo. Pensiamo di comandare la natura ma ci viene ricordato sempre più spesso che sia un uragano come Sandy, un terremoto o uno Tsunami, che la natura è dominante. Penso che alla fine la natura ha il controllo  e il film dimostra proprio questo.

Intervista al cast nel primo giorno delle riprese di American Pie: Ancora Insieme!

0

Il cast di American Pie: Ancora insieme racconta l’esperienza del primo giorno sul set del nuovo film, che vede il ritorno del cast al completo di American Pie. Al cinema nel 2012.

Intervista al cast di The Avengers!

0
Intervista al cast di The Avengers!

Il regista Joss Whedon ed il cast dei supereroi Marvel intervistati nel dietro le quinte di Marvel’s The Avengers, dal 25 Aprile 2012 al cinema.

Intervista ai realizzatori di Men in Black 3

0

Intervista ai realizzatori di Man in Black 3, con Will Smith, Emma Thompson che raccontano la loro esperienza sul set.

Intervista ad Alessandro Borghi, protagonista di Suburra

Intervista ad Alessandro Borghi, protagonista di Suburra

Alessandro Borghi, classe 1986, è una delle giovani promesse del cinema italiano: a dargli fiducia è stato il regista Stefano Sollima, figlio di Sergio (regista di spaghetti western negli anni ’70 e regista della saga di Sandokan, con Kabir Bedi) regista di serial cult come Romanzo Criminale e Gomorra e ora pronto a tornare al cinema con un film che si preannuncia interessante ancor prima della sua uscita: Suburra, tratto dal romanzo omonimo scritto da Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, segue le vicende- frutto della fantasia- di alcuni abitanti del sottobosco romano, tra storie di malavita, opulenza ostentata e criminalità.

Borghi qui interpreta un malavitoso chiamato Numero 8, l’erede di una famiglia criminale di Ostia pronto a trasformare la città balneare nella risposta italiana a Las Vegas o ad Atlantic City.

Abbiamo fatto qualche domanda proprio a Borghi, per approfondire l’argomento.

Alessandro, il film Suburra ha un inquietante legame con le cronache più recenti di Roma Capitale, storie a base di malavita, politica, corruzione e potere: quanto eravate già consapevoli di questi eventi durante la realizzazione del film?

In realtà l’unica fonte d’ispirazione di Stefano (Sollima, NdR) è stato il romanzo omonimo di Bonini e De Cataldo; quando abbiamo cominciato a girare Suburra nemmeno si parlava di quegli eventi, emersi solo in un secondo momento. I fatti narrati nel romanzo prendono spunto dalla realtà, ma sono solo frutto della creatività dei due autori: certamente, per chi vive a Roma ed è romano, non stiamo parlando di cronache sconosciute avulse dalla quotidianità. Conosciamo tutti bene questa “pubblicità negativa” che viene fatta alla capitale.

Come hai affrontato il tuo personaggio, Numero 8? Come ti sei preparato per interpretarlo al meglio?

Numero 8 è un personaggio particolare, sfaccettato, complesso: Stefano ci ha categoricamente vietato di leggere il romanzo di partenza, per non restarne troppo influenzati ma… confesso di avergli dato un’occhiata di nascosto! A parte gli scherzi, in realtà la sua “dritta” era giusta, perché il romanzo contiene molte descrizioni iperboliche, mentre per approcciarmi al personaggio ho seguito un percorso diverso: in fondo Numero 8 è un personaggio davvero potente che mi resterà addosso per parecchio, o meglio, difficilmente dimenticherò presto i passaggi, le transizioni che ho compiuto per portarlo in scena… per renderlo realistico e credibile mi è bastato ripescare dalla mia memoria i ricordi di molti abitanti del sottobosco romano che mi è capitato di incontrare da bambino, visto che sono cresciuto a Roma- Sud; io quei soggetti li ho visti e respirati in qualche modo, mi è bastato solo tirarli fuori dalla memoria per farli vivere sullo schermo.

Partendo da Suburra, passando per Romanzo Criminale 2 e Roma Criminale, senza contare il rapporto d’amicizia e stima con Sollima: la tua vita sembra essere all’insegna dei generi, è davvero così? Qual è il tuo rapporto con i film di genere?

In realtà, nonostante la mia carriera si sia intrecciata spesso con i generi- soprattutto il poliziottesco- non sono un profondo conoscitore dell’argomento… pensa che quando sono stato scelto per interpretare il commissario Lanzi in Roma Criminale… non avevo la più pallida idea di cosa fosse un poliziottesco! Sono convinto che un attore debba essere sempre pronto a mettersi alla prova con esperienze nuove e diverse tra loro, anche quando sono distanti dai suoi gusti personali o dai suoi interessi… ciò che mi stimola sono i progetti interessanti, quelli con cui posso confrontarmi e sfidare le mie capacità. Adesso, per esempio, sono sul set del nuovo film di Claudio Caligari, Non Essere Cattivo, che per me rappresenta una nuova possibilità di crescita come attore. Inoltre ritengo che la vera sfida, per chi recita, sia riuscire a portare sul set e in ogni personaggio interpretato un po’ di sé, qualcosa di molto personale… allora a quel punto, questo mestiere è davvero l’ennesima potenza!

Tornando a Suburra… in questa occasione ti sei ritrovato a condividere il set con colleghi molto famosi che hanno alle spalle anni di cinema e televisione… Elio Germano, Perfrancesco Favino, Claudio Amendola… com’è stato lavorare con loro? Com’era il clima sul set?

Ironicamente, purtroppo non ci siamo mai incrociati… non avevamo scene insieme, a parte con Amendola. Non ho mai incontrato il resto del cast, tranne che nella fase preparatoria. Certo, ritrovarsi comunque nello stesso film insieme ad attori che considero da sempre dei miei punti di riferimento- come Germano o Favino-non ha fatto che raddoppiare la mia emozione… anche se sono un po’ dispiaciuto per non aver potuto lavorare con loro!

Il clima sul set è stato, dall’inizio alla fine, sereno e rilassato… Stefano in questo è davvero bravo, è un pacificatore naturale, riesce ad avere tutto sotto controllo, senza che nessuno si lamenti mai o sia preso dallo sconforto. Mi sono capitati altri set dove, a fine giornata, non c’era mai una risata. Ecco, quando si lavora con Stefano accade tutto il contrario, anche perché non solo si circonda della gente giusta, ma cerca di mettere tutti a proprio agio. Un atteggiamento del genere era necessario, e non solo per svolgere al meglio le riprese: il film si presentava fin dall’inizio come un progetto rischioso ed ambizioso, sarebbe bastato davvero molto poco per creare dei problemi da “codice rosso”.

Un film ambizioso e dal budget alto insomma… hai riscontrato delle differenze pratiche tra i tempi di ripresa televisivi e quelli cinematografici, quindi?

Certamente. Quando ti ritrovi su un set televisivo, al massimo si girano dieci minuti al giorno… non è molto gratificante per un attore, e troppo spesso questa stessa logica viene adattata anche al cinema, perché ogni minuto perso è denaro che se ne va per la produzione. Quindi si tende ad “accelerare” i tempi, come in certi film indipendenti. Qui invece avevamo tutto il tempo per calarci al meglio nelle situazioni, circa due ore libere prima delle riprese per ambientarci al meglio e studiare il personaggio; e ogni giorno giravamo una o due scene, per poi fermarci.

Quando uscirà il film?

Non so bene la data precisa, sicuramente dopo l’estate… dipende tutto dagli impegni di Stefano, adesso è alle prese con la seconda stagione di Gomorra.

In conclusione… cosa ti aspetti, quindi, dall’uscita del film? Che impatto credi che avrà sul pubblico? E sulla tua carriera?

Credo che Suburra avrà un impatto molto forte sul pubblico, visto il tema attualissimo che tratta e il successo di una serie come Gomorra, che ritengo farà da traino pubblicitario al film anche grazie al nome di Sollima, che ormai è una garanzia quando si tratta di rendere qualcosa di “genere” appetibile per il grande pubblico.

Nella mia vita ho avuto già tante piccole soddisfazioni, ma quella più grande è stata proprio la possibilità di prendere parte- come protagonista- ad un progetto del genere: è stata un’emozione unica, mi sono sentito tornare indietro di ben dieci anni, come quando ho iniziato a muovere i primi passi in questo mondo frequentando la Scuola di Recitazione Jenny Tamburi di Roma. Mi auguro, inoltre, che il film possa essere un trampolino di lancio anche per la mia carriera, una sorta di “battesimo” ufficiale: più passa il tempo, più realizzo che in effetti il cinema italiano ha subito la crisi, appiattendosi ad una logica di mercato determinata dagli incassi e dal box office, con i produttori molto più interessati ad incassare che ad investire in nuovi progetti. Dovrebbero tornare i produttori di una volta, quelli che accettano le sfide e che sono disposti ad investire, quelli aperti alle novità e pronti a rischiare in nome di un cinema la cui finalità dovrebbe essere… stordire lo spettatore.

Intervista a Wes Anderson su Moonrise Kingdom!

Intervista a Wes Anderson su Moonrise Kingdom!

Ecco una lunga e interessante intervista al regista Wes Anderson, che oggi presenta in apertura al Festival di Cannes il suo Moonrise Kingdom.

Intervista a Valerio Jalongo, regista di Wider than the sky

0
Intervista a Valerio Jalongo, regista di Wider than the sky

Che cos’è davvero l’intelligenza artificiale? E’ quello che si chiede Valerio Jalongo in Wider than the sky, il suo nuovo film presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Special Screening. Ecco cosa ci ha raccontato a riguardo.

Girato in oltre dieci città tra Europa, Stati Uniti e Giappone, il film mette in dialogo neuroscienziati, filosofi, artisti e robot umanoidi per interrogarsi sul futuro dell’umanità di fronte a una tecnologia che sta ridefinendo le nostre vite.

Wider Than The Sky – Più grande del cielo è una produzione internazionale, un’indagine senza confini politici e geografici realizzato in collaborazione con la comunità scientifica europea dell’Human Brain Project e la compagnia di danza Sasha Waltz & Guests.  Protagonisti del film sono pensatori e innovatori di fama mondiale, tra cui Antonio Damasio, Andrea Moro, Rob Reich, Refik Anadol, Hany Farid, Rainer Goebel, Sasha Waltz, Sougwen Chung, e i robot Anymal e Ameca che mostrano i punti di contatto tra ricerca neuroscientifica, arti performative e robotica avanzata.

“Non dovremmo chiamarla intelligenza artificiale – afferma Jalongo – ma intelligenza collettiva, perché nulla esisterebbe senza la conoscenza condivisa dell’umanità. La vera sfida è decidere se questa rivoluzione sarà usata per concentrare il potere o per costruire un futuro aperto e democratico” dichiara Jalongo che, dopo Il senso della bellezza e L’acqua l’insegna la sete, torna al cinema quale mezzo di riflessione necessaria sul nostro presente, tra emozione e profonda inquietudine.

Con immagini sorprendenti e momenti di grande intensità visiva – dalle coreografie di Sasha Waltz ai droni da competizione, fino ai laboratori di robotica di Zurigo – Wider Than The Sky – Più grande del cielo svela un’IA non solo come sfida tecnologica, ma come mistero profondamente umano, destinato a cambiare radicalmente il nostro rapporto con la conoscenza, la creatività e la libertà.

Wider Than The Sky – Più grande del cielo è una produzione Aura Film, RSI Radiotelevisione Svizzera, Ameuropa International, con Rai Cinema e sarà disponibile da subito per le programmazioni nei cinema con matineé dedicate e rivolte alle scuole, e nelle sale italiane prossimamente con Wanted.

Intervista a Turi e Nathalie Finocchiaro-Rossetti, direttori artistici del Faito Doc Festival

0

Li abbiamo incontrati a Roma, quasi alla fine del loro viaggio. Sono Turi Finocchiaro e Nathalie Rossetti, direttori artisti del Faito Doc Festival, dal 6 al 10 luglio tra Monte Faito e Vico Equense.

Ogni anno partono in macchina, dal Belgio, per andare a Vico Equense, insieme ai due figli. Quest’anno la loro macchina è una vera Arca, stracolma di bagagli, ma anche di manifesti, locandine e copie dei film che loro stessi selezionano per l’evento e materialmente trasportano a destinazione.

Intervista a Tony Gilroy, regista di The Bourne Legacy!

0

L’ideatore e sceneggiatore della saga cinematografica di Bourne, , prende le redini della regia in questo nuovo attesissimo quarto episodio: The Bourne Legacy.

Intervista a Tom Howe, compositore della colonna sonora di Ted Lasso

Con le quaranta candidature e gli undici Emmy Award conquistati, Ted Lasso è senza dubbio una delle serie TV di maggior successo di questi ultimi anni. La conferma arriva anche dall’amore del pubblico, il quale ne ha decretato il successo su Apple TV+. In occasione della fine della terza – e quasi sicuramente ultima – stagione, vi proponiamo in esclusiva la chiacchierata con Tom Howe, composer e mente principale dietro una delle migliori colonne sonore ascoltate sul piccolo schermo in questi anni.

Le tre stagioni di Ted Lasso sono piuttosto diverse tra loro: quest’ultima ad esempio ha un tono più malinconico e approfondisce ulteriormente la psicologia dei personaggi. Ha dovuto per questo cambiare approccio alle musiche?

Certamente. La prima stagione è incentrata su Ted, mentre le due successive si espandono anche verso gli altri personaggi. La differenza più importante è però che gli episodi si sono allungati, musicare trenta minuti è totalmente differente da musicarne cinquanta o sessanta. Significa che un tema deve essere allungato: il massimo della prima stagione era di due minuti e mezzo per una partita di calcio nel decimo episodio, mentre gli altri non speravano il minuto. Essendo poi focalizzata su Ted vi erano contenute principalmente variazioni delle musiche che avevo creato appositamente per il protagonista. A partire dalla seconda stagione ho dovuto creare temi lunghi per tutti gli altri, cosa che è stata ulteriormente sviluppata nella terza. Siamo arrivati a inserire momenti musicali che arrivano a cinque minuti, qualcosa che succede quasi soltanto nei film. Ho dovuto cambiare approccio alla musica, il che mi ha entusiasmato perché sento che è cresciuta, si è sviluppata con le storie e i personaggi.

Quando comincia a comporre la musica per un episodio? Dopo aver letto la sceneggiatura o dopo aver visto un primo montaggio?

Dipende dai progetti. Di solito ti metti a lavoro dopo aver letto gli script, ma devi tener conto che vedere il girato potrebbe spingerti verso direzioni diverse, anche se a quel punto hai meno tempo a disposizione. Aiuta molto sapere con chi stai lavorando: per Bill Lawrence ho collaborato sia a Ted Lasso che a Shrinking, so bene che tipo di tono vuole dalle mie musiche. Nel caso di questa serie ho  cominciato a scrivere la partitura mentre leggevo i copioni, avevo un’idea piuttosto precisa di cosa avrei avuto bisogno.

Mi fa piacere abbia citato anche Shrinking perché proprio come Ted Lasso si tratta di una serie comica la quale racconta molti temi che invece non lo sono affatto. Come lavora nel cercare questo equilibrio tra leggerezza e dramma?

È una bella sfida. In Shrinking ad esempio nei primi episodi in particolare si affronta addirittura l’elaborazione del lutto. Il problema sta nel non sottolineare in maniera troppo forte quello che succede, bisogna trovare la leggerezza senza scadere nella superficialità. Bisogna capire la natura profonda del personaggio. Il nocciolo di Ted Lasso consiste nella sua onestà, nella sua natura buona, vede sempre il meglio negli altri. Una volta che hai presente chi è il personaggio per cui stai scrivendo la musica, tutto diventa più facile.

Intervista a Tom Howe, compositore della colonna sonora di Ted Lasso

Nello show ci sono poi episodi folli come quello nella seconda stagione che racconta la scorribanda notturna di Coach Beard. Come affronta variazioni del genere?

É il bello di avere uno show amato dal pubblico, puoi prenderti delle licenze come quella che ha citato. Se fosse stata la terza puntata della prima stagione non avrebbe funzionato allo stesso modo. La notte di Beard o l’episodio di Natale sono degli standalone, bisogna cambiare completamente approccio. Il sesto episodio della terza stagione, quello ambientato ad Amsterdam, necessitava ad esempio di temi vicini alla rom-com al fine di accentuare il tono della storia di Rebecca e dell’uomo affascinante che incontra nel canale. Mi sono potuto prendere delle licenze, ho adoperato momenti musicali che si rifanno alle orchestre vecchio stile. Tornando alla puntata di Beard, bisogna anche considerare che è un episodio totalmente notturno, quindi ha un look diverso. Ted Lasso è uno show quasi esclusivamente diurno, mentre in quel caso ho potuto flirtare con echi del noir.

Quali sono state le sue ispirazioni principali quando ha iniziato a pensare come musicare Ted Lasso?

I compositori che amo più di tutti gli altri sono John Williams ed Ennio Morricone. Ho quattro figli, ho portato due di loro a vedere il Superman di Richard Donner che è tornato in sala per il suo quarantacinquesimo anniversario. È l’esempio perfetto di partitura che si accorda con lo stile del film. Ci sono addirittura musiche elettroniche all’inizio, qualcosa di sorprendente per Williams. Poi quando arriviamo a Smallville la colonna sonora riproduce la semplicità della vita del Midwest, da dove proviene anche Ted Lasso. Morricone era un altro maestro nel cambiare la partitura  seconda di dove la storia veniva ambientata.

Ultima domanda: Sono rimasto molto sorpreso nel trovare Prisencolinensinainciusol nel terzo episodio di questa stagione. Come avete selezionato la canzone di Adriano Celentano?

Abbiamo dei fantastici consulenti musicali nella serie e lo stesso Jason Sudeikis ha una conoscenza incredibile. Quando nella seconda stagione abbiamo inserito una canzone contenuta nella colonna sonora di Magnolia di Paul Thomas Anderson, Jason ha riconosciuto immediatamente che non si trattava della registrazione inserita nel film e ha preteso quella originale. La scelta delle canzoni è molto precisa, sappiamo esattamente cosa serve per un determinato momento dello show. Il pezzo è inserito in un momento molto lungo, è perfetto per l’energia che trasmette alle immagini. Ha rappresentato una scelta innovativa, qualcosa che certamente non trovi o ascolti in altre serie TV.

Intervista a Taylor Kitsch, protagonista di Le Belve di Oliver Stone!

0

E’ uno degli attori del momento, apparso in svariati ruoli da Batthleship a John Carter. In questo periodo torna al cinema con il nuovo atteso film di Oliver Stone, Le Belve.

Intervista a Stefano Bessoni

0
Intervista a Stefano Bessoni

“Questo progetto nasce dall’esigenza di lavorare in un modo differente da quello che normalmente si è abituati a fare in ambito cinematografico. Da molto tempo, soprattutto dopo la stressante esperienza della realizzazione del mio film Imago Mortis, sento la necessità di “riconciliarmi” con il mezzo cinematografico e di ricercare una leggerezza calligrafica che è normalmente più congeniale ad altre forme espressive, come ad esempio la pittura, la fotografia, o la grafica.”

 

Intervista a Raoul Bova e Moccia

0

D: Partiamo della genesi di questo tuo sequel di “Scusa ma ti chiamo amore”. Qual è stato il tuo obiettivo?
FEDERICO: “Scusa ma ti voglio sposare” è un film che cerca di far convivere al meglio dinamiche di coppie che rappresentano gli elementi più diversi dell’amore: la passione, la voglia di buttarsi in una nuova storia,

 

Intervista a Peter Jackson, regista de Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate

0

Dal regista premio Oscar Peter Jackson, arriva Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate, il terzo capitolo della trilogia tratta dal romanzo The Hobbit, capolavoro scritto da J.R.R. Tolkien.  Oggi riperorriamo questo incredibile viaggio attraverso le parole del regista.

Quali sono le sensazioni e le differenze rispetto alla prima trilogia del Signore degli Anelli …

“Quando abbiamo realizzato i film di ‘The Lord of the Rings’, c’era molta pressione perché si trattava di un progetto enorme e senza precedenti e non avevamo certo l’esperienza che abbiamo ora. Quei film fecero il giro del mondo ed oggi sono diventati parte della cultura, così da aver creato un diverso tipo di pressione per i film di ‘Lo Hobbit’. Ma l’unica maniera per affrontare la faccenda è quella di rimanere fedele a me stesso in quanto regista. Tutto quello che ho realizzato nella mia carriera, ho provato a farlo come se io stesso fossi uno spettatore. Vedere il successo di pubblico ottenuto dai primi due film di ‘Hobbit’ è stata una vera gioia, perché anche noi siamo dei fan del film. Ma è anche emozionante presentare questo mondo e la sua incredibile mitologia ad una nuova generazione per la prima volta, con la storia dove tutto ebbe inizio”.

Finalmente arriviamo all’epico scontro in questo terzo capitolo … che è il cuore de Lo Hobbit…

Esatto. L’epica battaglia al centro di questo film è l’apice della trama di tutti e tre i film, nel quale tutto continua ad andare avanti nonostante le armate che si danno battaglia sul campo. C’è molta suspense e tensione, trionfi e tragedie, mentre le varie programmazioni ed i conflitti personali tra i personaggi precipitano. Ogni cosa che abbiamo visto— chi sono i personaggi, per cosa combatte ognuno di loro—ci conduce a questo momento. Credo che sia il più emozionante e potente dei tre film di lo ‘Hobbit’, e rende onore ad ognuno dei personaggi fin qui conosciuti. Inoltre,  arriviamo a capire come le avventure di Bilbo siano coerenti con l’intera storia e la vera posta in gioco della battaglia delle cinque armate, non solo per personaggi quanto per tutta la Terra di Mezzo. Tolkien ha lavorato a modo suo, mentre noi abbiamo lavorato per fare in modo di miscelare le due trilogie, il che è stato sia molto difficile quanto molto divertente, in termini di tessitura della trama che continuerà anche nei film de ‘Il signore degli anelli”.

Dunque, le trilogie cinematografiche (Il Signore degli Aneli e Lo Hobbit) possono essere considerati due grandi film..

“Eravamo consapevoli che il pubblico avrebbe potuto non vedere i film nel loro ordine, ma che forse avrebbero iniziato dal principio fino al finale della saga”, riflette Jackson. “Perciò, nel realizzare i film di ‘Lo Hobbit’, abbiamo consciamente progredito il tono del luogo dove, speriamo, il pubblico sentirà in quale punto si sia trovato nell’avventura per passare a ‘La compagnia dell’anello’ e, alla fine, la conclusione cataclismica della Terra di Mezzo in ‘Il ritorno del re’. La nostra speranza è che per le generazioni future, tutti e sei i film vengano presi in considerazione come un’unica saga continua”.

Com’è stato ritrovare attori con cui avevi già lavorato?

“Ora che è passato un decennio dal nostro primo film, l’iconografia dei personaggi è visibile ovunque. Quando Ian McKellen raggiungeva il set, sembrava quasi di vedere ancora Gandalf—il confine tra l’attore ed il personaggio è diventato veramente sottile”. [Ride]

E i nuovi arrivati come Martin Freeman, Luke Evans...

“Martin ha sempre una sua verità. Riesce ad entrare nella pelle del personaggio e quello che ci offre è una performance sempre onesta. Per noi, non c’è mai stata nessuna altra scelta per il personaggio di Bilbo Baggins. Quando guardiamo questi film, vediamo che è riuscito a costruire un personaggio di culto ma anche molto reale”. “Luke ha portato una qualità enigmatica, ma in questo film, lo vedremo avanzare al ruolo di eroe. Bard ha nascosto il suo lignaggio anche ai suoi stessi figli, che risale ai tempi della tragedia successa a Dale, patria degli antenati di Bard. Lui è anche il solo vero arciere rimasto a Pontelagolungo. Quindi in un certo senso, Bard è destinato a fronteggiare il Drago faccia a faccia”.

Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate, il film

Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate è scritto da Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boyens e Guillermo del Toro. Il cast del film comprende Martin FreemanIan McKellenElijah Wood, Billy Connolly, Evangeline LillyCate BlanchettOrlando BloomHugo WeavingChristopher LeeBenedict CumberbatchLuke EvansRichard ArmitageAndy Serkis, Stephen Fry, Ian Holm, Lee Pace.

Trama: Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate porta all’epica conclusione delle avventura di Bilbo Baggins, Thorin Scudodiquercia e la compagnia dei nani. Avendo reclamato la propria terra al drago Smaug, la compagnia ha inavvertitamente scatenato una forza letale nel mondo. Infuriato, Smaug riversa la sua ira ardente dall’alto, su uomini inermi, donne e bambini di Pontelagolungo. Ossessionato soprattutto dal proteggere il suo tesoro, Thorin sacrifica la sua amicizia e il suo onore, mentre Bilbo tenta in tutti i modi di farlo ragionare e presto dovrà compiere una scelta molto rischiosa. Ma ci sono anche pericoli più grandi. All’oscuro di tutti a parte Gandalf, Sauron sta radunando le sue legioni di orchi per attaccare la Montagna Solitaria. Mentre l’oscurità sta prendendo il sopravvento nel conflitto, Nani, Elfi e Uomini si trovano di fronte alla condizione di dover lottare insieme o venire sconfitti.  Bilbo si ritrova a dover lottare per la sua vita e quella dei suoi amici nella battaglia epica dei Cinque Eserciti, con il futuro della Terra di Mezzo in bilico.

Intervista a Nanni Moretti su Te lo do io il cinema

0

“La Sacher Torte non è il mio dolce preferito, amo più di tutti il profitterol. Zeman sulla panchina della Roma è una bella notizia per me romanista. Il miglior film