Ecco alcune anticipazioni relative
al Festival Internazionale del Film di Locarno, in programma dal 4
al 14 agosto. Il direttore artistico Olivier Père ha annunciato
durante il tradizionale ricevimento i primi due titoli in concorso
alla prossima 63esima edizione.
Anticipazioni su Locarno 2010
Altra incredibile Featurette per INCEPTION!
E’ stata pubblicata una seconda video featurette, con scene inedite e dietro le quinte mozzafiato per il nuovo film di Christopher Nolan, senza dubbio il titolo più atteso dell’anno. Per vedere il filmato..
Altra incredibile Featurette per INCEPTION
E’ stata pubblicata una seconda video featurette, con scene inedite e dietro le quinte mozzafiato per il nuovo film di Christopher Nolan, senza dubbio il titolo più atteso dell’anno. Per vedere il filmato..
Ambra Angiolini alle prese con un nuovo ruolo
Ambra Angiolini è pronta a vestire
i panni di una prostituta nel film Notizie degli scavi, tratto
dall’omonimo racconto di Franco Lucentini.
Megan Fox vuole girare Gen 13
Dopo l’uscita da Transformers 3 che ha creato un enorme polverone mediatico, Megan Fox inizia a dedicarsi ad altri progetti.
Nuovo progetto per Jason Reitman
Jason Reitman e la sua società di produzione, la Right of Way Films, hanno opzionato i diritti del romanzo Elliot Allagash, di Simon Rich, autore di Saturday Night Live, che si occuperà dell’adattamento. Reitman intende produrre il film, anche se non è ancora chiaro se lo dirigerà.
Il re leone 3D e Roger Rabbit 2
il produttore Don Hahn annuncia di essere al lavoro sulla riconversione 3D del Re Leone, conferma che la Disney sta progettando Maleficent e che presto sentiremo parlare di Roger Rabbit 2…
primo trailer ufficiale del Calabrone Verde
E’ uscito il primo trailer ufficiale del Calabrone Verde, il film di Michel Gondry tratto dalla serie tv degli anni sessanta: nel cast della commedia d’azione, Seth Rogen, Jay Chou, Cameron Diaz e Christoph Waltz!
Cooper, Paltrow e Willis per Shyamalan?
L’Ultimo Dominatore dell’Aria sta per uscire, e M. Night Shyamalan ha già pronto un nuovo script, e sembra che abbia già contattato un trio di attori di tutto rispetto per il cast: Bradley Cooper, Gwyneth Paltrow e… Bruce Willis!
Nulla si sa della trama della sua nuova pellicola che – se L’Ultimo Dominatore dell’Aria andrà bene al botteghino – girerà prima di rimettersi al lavoro sul sequel del kolossal fantasy (il regista ha in programma un’intera trilogia per il film tratto dal cartoon della Nickelodeon), tuttavia il blog dell’Hollywood Reporter Heat Vision rivela che ci sarebbe già un cast. O meglio, una serie di attori contattati dal regista per formare quello che potrebbe essere il cast del film.
Si tratterebbe nientemeno che di Bradley Cooper, Gwyneth Paltrow e Bruce Willis – il quale si riunirebbe con Shyamalan dopo il successo del Sesto Senso e Unbreakable, che hanno lanciato il regista ormai diversi anni fa.
Per ora nessuno, salvo alcuni dirigenti fidati delle major principali, ha letto lo script. Vi terremo informati: sicuramente con l’avvicinarsi di luglio e dell’uscita dell’Ultimo Dominatore dell’Aria ne sapremo di più…
Nuovo sorprendente spot per INCEPTION!
Sono uscite due locandine coreane di Inception: le prospettive si fanno sempre più disorientanti, la città si accartoccia sempre di più in questi poster nei quali vediamo i principali protagonisti del film.
Cliccate sulle miniature per vedere le immagini in alta risoluzione: E’ uscito poi un nuovo spot bootleg del film, questa volta non un semplice rimontaggio di scene dal trailer. Il filmato, infatti, espande la scena al caffé tra Leonardo DiCaprio e Ellen Page, e svela che si tratta di un sogno…
Nuovo sorprendente spot per INCEPTION!!
Sono uscite due locandine coreane di Inception: le prospettive si fanno sempre più disorientanti, la città si accartoccia sempre di più in questi poster nei quali vediamo i principali protagonisti del film.
Prime immagini dal set di Trasformers 3!
Dopo una primissima immagine dal set, ecco arrivarne di nuovissimo con stavolta in primo piano i protagonisti: Shia La Beouf e Rosie Huntington Whiteley. Per vedere le immagini rubate direttamente dal set:
Box Office
A-Team conquista il primato al botteghino italiano, pur sotto il milione di euro di incasso. The Hole in 3D scende al secondo posto, mentre l’altra new entry 5 appuntamenti per farla innamorare si piazza terza. Ancora una volta, tuttavia, risultati generalmente insoddisfacenti. Per sapere i risultati al box office…
I vincitori del weekend sono due: l’estate e gli ascolti della partita Italia-Nuova Zelanda, che hanno ridotto notevolmente il numero di italiani che sono andati al cinema nel fine settimana. Tanto che un titolo forte come A-Team ha ottenuto un incasso sotto il milione di euro: la pellicola tratta dal telefilm cult degli anni ottanta ha infatti esordito al primo posto con 898.000 euro, risultato sotto le aspettative. Il buon passaparola potrebbe tuttavia aiutare il film a mantenere una buona tenuta nei prossimi giorni.
Scende al secondo posto
The Hole in 3D, che ottiene altri
436.000 euro per un totale di 1,1 milioni, un risultato abbastanza
buono soprattutto grazie al sovraprezzo del biglietto.
L’altra new entry a ‘imporsi’ è la commedia sentimentale
5 appuntamenti per farla innamorare, che
si piazza in terza posizione con 318.000 euro: ad attirare gli
spettatori è ovviamente la coppia Nia Vardalos e John Corbett,
protagonisti del successo Il mio grosso grasso matrimonio
greco di qualche anno fa.
Sex and the City 2 scende al quarto posto con altri 292.752 euro: il film è così a quota 5,8 milioni di euro. Tata Matilda e il grande botto conserva la quinta posizione, incassando altri 292.036 euro e superando il milione totale.
Sesto posto per Prince of Persia: Le sabbie del tempo, arrivato a 6,2 milioni con altri 289.000 euro. Segue Robin Hood, che con 186.000 euro giunge all’ottimo risultato di 10,8 milioni totali.
Saw VI scende all’ottavo posto (173.000 euro per 1,6 milioni), seguito da La nostra vita, che con i 144.000 euro del suo quinto weekend supera finalmente i 3 milioni totali.
Chiude la top10 Bright Star, film sottovalutato dal pubblico italiano, che al suo secondo fine settimana ottiene soltanto altri 142.000 euro per un totale pari a 351.716 euro.
Il Doc su Joaquin Phoenix trova un compratore
Casey Affleck sembra vicino a trovare un compratore per il suo strano documentario su Joaquin Phoenix: la Magnolia è infatti in trattative per acquistare i diritti…
L’Ultimo Dominatore dell’Aria: effetti rivoluzionari
Acqua, fuoco, aria e terra manipolate in maniera realistica: scopriamo che gli effetti visivi che vedremo nell’Ultimo Dominatore dell’Aria, decisamente difficili da sviluppare…
In un articolo apparso su USA Today, il regista M. Night Shyamalan parla di come sono stati realizzati i rivoluzionari effetti visivi (in particolare quelli particellari) dell’Ultimo Dominatore dell’Aria.
A occuparsi della progettazione e dello sviluppo di questi effetti è stata la Industrial Light & Magic, che ha dovuto rispettare il principio dettato dal regista: “Questo non deve essere un film fantasy. Tutti gli effetti visivi devono essere riconducibili alla realtà”. Gli effetti che riguardavano i quattro elementi (acqua, fuoco, aria e terra) dovevano essere i più fotorealistici possibile.
“Night non voleva alcun effetto pixel, voleva qualcosa che potenziasse la storia,” spiega Pablo Helman, il supervisore agli effetti visivi. “Non avevamo mai manipolato gli elementi in questo modo prima d’ora, in particolare acqua e fuoco”. Le scene più difficili da realizzare sono state quelle in cui Aang, il protagonista, lancia interi torrenti di acqua contro i nemici, scaglia palle di fuoco, corre sull’aria e solleva la polvere. “Avevamo già visto effetti simili prima, come il fuoco in Harry Potter, ma in questo film il risultato sarà veramente spettacolare. Per questo abbiamo dovuto sviluppare un look che facesse sì che, se gli umani potessero davvero manipolare gli elementi, questo sarebbe il loro aspetto.”
“Come regista,” spiega Shyamalan, “Il mio obiettivo nella direzione degli attori o della colonna sonora, o di qualsiasi altro aspetto, è controllare il tono del film. Gli elementi digitali devono comportarsi tonalmente in maniera corretta. C’erano alcuni momenti nei quali pensavo che l’acqua si muovesse troppo in fretta, o che il suo peso contro un personaggio fosse poco realistico.”
Mentre gli effetti di terra e aria sono stati realizzati abbastanza facilmente, e quelli di fuoco sono stati sviluppati grazie a enormi fiammate mosse da grossi ventilatori (con l’aiuto del fatto che il fuoco vero, su pellicola, sembra finto), quelli di acqua sono stati i più complessi da rendere in maniera realistica. A tutto questo va aggiunto che le numerose scene al rallentatore volute dal regista rendevano impossibile l’aiuto della sfocatura o del motion blur, che solitamente facilita nelle scene con effetti visivi.
Qui sotto potete vedere una sequenza di tre immagini che mostra come è stato inserito un effetto di acqua in una scena presente nel trailer:
Il film è attualmente in fase di riconversione 3D dopo la recente decisione della Paramount di distribuirlo in 3D.
Nel film di Shyamalan Noah Ringer interpreta il protagonista Aang, Jackson Rathbone (il Jasper di Twilight) il suo amico Sokka, Nicola Peltz è Katara, sorellina quattordicenne di Sokka, e Dev Patel è il tormentato antieroe Principe Zuko della Nazione del Fuoco. Esiliato da suo padre, Zuko deve catturare l’Avatar per recuperare il suo onore e il diritto alla successione del trono.
La pellicola esce il 2 luglio 2010 negli USA, il 24 settembre da noi.
Fonte:US Today, Badtaste
L’Ultimo Dominatore dell’Aria: i promo delle quattro nazioni
L’Ultimo Dominatore dell’Aria: i promo delle quattro nazioni!
Sono usciti quattro nuovi promo dell’Ultimo Dominatore dell’Aria, dedicati alle quattro nazioni che vedremo scontrarsi nel kolossal fantasy di M. Night Shyamalan, in arrivo il 1 luglio negli USA…
Futebol, Cinema y Corazon
Diego Armando Maradona ha attirato su di se l’interesse del mondo della musica (oltre quaranta canzoni), della letteratura e del cinema. Oltre che per le gesta sportive da calciatore ineguagliabile, Maradona ha fatto scalpore per le dichiarazioni eclatanti contro i centri di potere del calcio e non solo, oltre che per le personali vicende personali.
Un soggetto quindi appetibile per un film, e così, tralasciando i vari servizi sportivi minori, a partire dal 2005 al 2008 sono state diverse le pellicole dedicate interamente al Pibe de Oro: “Non sarò mai un uomo comune”, realizzato dal giornalista italiano Gianni Minà; “Amando a Maradona” del regista argentino Javier Vazquez; “Maradona la mano de dios” di Marco Risi, figlio di Dino, e “Maradona di Kusturica” del regista serbo di “Underground”. Quella di Gianni Minà è una lunga intervista sulla vita di Maradona anche su aspetti che vanno oltre il campo ed i gol. Il film di Vazquez ha il taglio di uno speciale sportivo per la televisione. Il film di Marco Risi non è un granché, tratteggia essenzialmente la vita di Maradona con sequenze sceniche e dialoghi simili a quelli di una fiction televisiva di bassa lega. Discorso a parte invece per il film di Kusturica, presentato fuori concorso a Cannes nel 2008. Il film ovviamente da ampia visione delle scene degli splendidi gol e dell’ascesa calcistica di Maradona, che accompagnano le vicende di vita e le sue prese di posizione. Si vedono i tatuaggi del Che e di Fidel sul polpaccio e sul braccio del campione, che afferma: «In Colombia si produce la droga, ma a gestire il traffico sono gli Usa. Che campione sarei stato, senza la droga». Ed eccolo al fianco di Morales e Chavez, in piazza, contro Nafta e Bush, il «criminale assassino», con la sua t-shirt «Stop the War». Salito in vetta dalla povertà, precipitato in basso per dipendenza da cocaina con tanto di overdose e ricoveri ripetuti in ospedale, ha accusato i dirigenti degli alti vertici delle organizzazioni calcistiche di essere dei manovratori e di fare solo proclami in campo umanitario.
E poi, come spiega Maradona “il presidente Matarrese e Havelange sono mafiosi altrimenti non si spiegherebbe come gli unici calciatori risultati positivi ai test antidoping, negli anni ’90, sono stati Maradona e Caniggia”. Osservando alcune scene del film si potrebbe pensare ad una rappresentazione un po’ oleografica, ne mancano passaggi in cui Kusturica parla del suo mito senza però destare interesse nello spettatore. Maradona indefettibile rivoluzionario? C’è chi storce il naso, ma una vita così anticonformista in fin dei conti rende bene nella pellicola del regista serbo. Qualche stelletta in più la merita sicuramente un altro film con dei riferimenti al futebol, intenso ed impegnato.
Si tratta di “Cronaca di una fuga – Buenos Aires 1977” in concorso a Cannes nel 2006. E’ un lavoro del regista argentino Israel Adrian Caetano, che parla della storia di Carlo Tamburini, uno tra i trentamila “desaparecidos” argentini, perlopiù giovani di sinistra che furono imprigionati, torturati, sedati ed uccisi nei modi più turpi da parte della polizia dei regimi militari sudamericani, nel caso del film si tratta della dittatura di Videla. Il film parla di una storia vera, tratta dal libro di Tamburini “Pase libre: La fuga da la Mansión Serè”, in cui l’autore racconta le prigionie e le torture subite da parte dei commando militari in una villa situata nella periferia di Buenos Aires. Una truce esperienza che però riuscì a risolversi con una fuga attuata da Tamburini insieme ad altri tre giovani. Tamburini era un bravo studente di filosofia e promettente portiere di una squadra di calcio di serie B, il San Lorenzo de Almagro. Squadra di un barrio, quartiere periferico di Buenos Aires, ancora più politica dei Boca Juniors, forse per questo mezza squadra finì tra quei 30.000 desaparecidos. Il 23 novembre del 1977, proprio dopo una partita, Claudio viene sequestrato dalla polizia della Junta militare e accusato di «attività sovversive». Claudio non è un militante dell’estrema sinistra, è solo un simpatizzante, ma gli sgherri dei generali non vanno per il sottile, chi finisce nelle loro mani viene torturato e poi, confessi o no, fatto sparire. Assieme ad altri ragazzi come lui, Claudio viene rinchiuso nella Mansion Seré, una villa signorile adibita a centro di detenzione e tortura dalla dittatura militare argentina, isolata nella periferia di Buenos Aires. All’interno della Villa, Claudio trascorrerà mesi assieme ad altri ragazzi, sottoposto ad inaudite torture, psicologiche e fisiche.
Nel film si riesce a ricreare il clima di estrema tensione tra le mura fatiscenti della mansion, dentro lo squallore degli ambienti ed il senso generale di sporcizia, i materassi sporchi e le pozze di urina, le pareti scrostate, le brande cigolanti. Lo spettatore è catturato ed immedesimato da un suspance che viene fuori dalla continua incertezza sul destino dei giovani sottoposti alle sevizie per un periodo prolungato, le immagini puntano dritto ai nervi. I giovani nudi e dai corpi martoriati, striscianti e rannicchiati a terra, sembra di essere con loro. Sale ancora dippiù il nodo alla gola di chi guarda quando due aguzzini e due prigionieri in una cucina guardano la nazionale argentina in tv. Claudio pensa di approfittare della situazione per ucciderli e fuggire. Il compagno Gallego non vuole. Secondi drammatici, in apnea. Ma l’albiceleste segna e tutti si uniscono in un grottesco urlo per il gol. I mesi passano, ma Claudio non si è assuefatto alle torture, e così assieme a tre compagni – Guillermo, el Vasco, el Gallego – intuisce la possibilità dell’evasione e la mette in atto. E così siamo al momento della fuga a cui si riferisce il titolo, la tensione tocca il suo apice. Nudi come vermi i quattro corrono nella notte argentina e riescono a trovare dei panni per coprirsi e affrontare la prima alba da fuggiaschi. Solido, asciutto, il film si conclude con una didascalia sui destini dei quattro giovani.
Johnny Depp in The Rum Diary: le prime due foto ufficiali
Sono state diffuse online le prime due foto ufficiali prese sul set di The Rum Diary, film interpretato da Johnny Depp e basato sul libro omonimo del suo amico Hunter Thompson, lo stesso di Paura e delirio a Las Vegas.
Segno positivo per i cinema italiani
In prossimità di metà anno, si comincia a calcolare, provvisoriamente l’andamento delle nostre sale e forse a sorpresa i dati Ansa registrano un aumento della frequentazione delle sale: addirittura +18,9% rispetto al 2009 nel periodo Gennaio-Maggio.
Per un totale di 53.935.768 spettatori anche il mese di maggio registra un segno +4%. La media presenze per schermo e’ salita del 17,2% nei confronti del 2009, attestandosi a 17.141 spettatori. Forse il sensibile aumento è da attribuirsi sicuramnete ai blockbuster primaverili: Robin Hood, Iron Man 2, Prince of Persia, ma soprattutto al grandissimo serbatoio di spettatori che è stato Avatar per tutto il periodo iniziale di questo 2010.
I dati aggiornati sono forniti da Audimovie.
Fonte: ansa/cinema
The Equalizer per Russell Crowe
Nonostante l’esordio deludente dell’A-Team al botteghino USA, si parla già dell’adattamento cinematografico di un altro celebre telefilm anni ’80, The Equalizer.
Prima immagine di Cowboys and Aliens
Jon Favreau ha pubblicato dal suo twitter una nuova immagine dal set di Cowboys and Aliens, il cinecomic fanta-western con Daniel Craig, Harrison Ford e Sam Rockwell le cui riprese sono appena iniziate.
Gary Oldman di nuovo cattivo
Gary Oldman, tra i migliori attori
in circolazione, tornerà ad interpretare quel tipo di ruoli da
cattivo psicotico che l’hanno reso celebre.
Di Caprio sarà Hoover
Leonardo Di Caprio sarà J.Edgar
Hoover nel biopic che sarà il prossimo impegno registico del grande
Clint Eastwood.
Il segreto dei suoi occhi: recensione del film
Ha battuto (Il segreto dei suoi occhi) due rivali che sembravano dati per favoriti all’Oscar come migliore film straniero: l’Academy Award ha preferito al tedesco Il nastro bianco, apologo sull’ascesa delle idee naziste nella Germania dopo la prima guerra mondiale, e al francese Il profeta, dramma in prigione di un giovane immigrato, questo thriller argentino, all’apparenza più di maniera ma in realtà con numerosi punti di interesse.
Il segreto dei suoi occhi, è un thriller, certo, ma si presta a diversi altri livelli di lettura e il regista Juan José Campanella, già autore di altre pellicole in patria ma anche di alcuni episodi di telefilm statunitensi come Law and Order e il Dr House, mescola bene uno stile nordamericano da serial di ultima generazione ad elementi sognanti e stranianti tipici della parte latina dell’America, con ottimi risultati.
Ne Il segreto dei suoi occhi, Benjamin Esposito è un ex dipendente del Pubblico ministero e decide, una volta andato in pensione, di scrivere un libro sul caso che in assoluto gli era rimasto impresso, quello dello stupro e omicidio di Liliana, maestra e sposina novella adorata da un marito in cui Benjamin aveva visto l’amore assoluto. Un caso che peraltro era stato piuttosto brillantemente risolto da lui e dalla sua superiora Irene con l’incriminazione del responsabile, un conoscente d’infanzia di Liliana, sottratto poi alla giustizia perché era stato arruolato dalla polizia segreta. L’occasione della scrittura è anche quella di rimettere insieme i pezzi di una vita mai veramente vissuta fino in fondo, di rendere giustizia a chi non c’è più e di esprimere un amore mai vissuto fino in fondo per Irene, oltre che trovare consolazione, e forse giustizia.
Molti fan di telefilm americani potranno vedere analogie con un “Cold case”, in salsa argentina, con lo stesso scavo alla ricerca della verità e della giustizia innanzitutto per le vittime, c’è chi rievocherà nel rapporto tra i due protagonisti quello degli x-filiani Mulder e Scully, ma il film fa anche riflettere su che rapporto ci può essere tra memoria e vendetta, su come si può scegliere di elaborare un lutto o continuare a viverlo in un inferno quotidiano, oltre che rappresentare dal suo interno l’Argentina soffocata dalla dittatura, che interferisce anche nel cercare giustizia e verità.
Un film forse meno incisivo e scottante di Il nastro bianco e Il profeta, ma non per questo meno coinvolgente ed interessante, una riflessione sulla vita, le occasioni perse e ritrovate, e la possibilità ad un tratto di poter provare ad andare avanti, con colpi di scena non convenzionali e un finale che lascia i protagonisti perplessi, sconvolti ma forse finalmente liberi.
La Papessa – recensione del film di Sönke Wortmann
La Papessa – Dopo averci raccontato per decenni storie di principesse, regine e cortigiane, il cinema sembra ultimamente essere interessato anche a insolite figure femminili, che affrontarono percorsi contro corrente, spesso con esiti tragici, ma indubbiamente interessanti.
Dopo la filosofa e scienziata Ipazia in Agorà e la scrittrice ed erudita Christine de Pisan di Christine Cristina, è il momento de La Papessa, storia dell’unica donna che riuscì a salire al soglio pontificio nel IX secolo, dopo aver fatto carriera in ambito ecclesiastico travestita da uomo. Una figura che per secoli è stata considerata leggendaria, inventata per denigrare la Chiesa, e di cui solo recentemente è stata provata l’identità, grazie anche agli stimoli dati dal romanzo di Donna Woolfolk Cross, a cui il film è ispirato.
Se in una precedente pellicola in tema, Pope Joan del 1972, la Papessa veniva rappresentata come una assatanata sessuale e corrotta, qui Giovanna, fanciulla germanica cresciuta tra un padre cristiano bigotto e una madre che porta avanti le credenze matriarcali pagane, è vista come una luce in mezzo a barbarie e corruzione, una donna assetata di sapere e di vicinanza con Dio fin dall’infanzia, che si traveste da uomo per portare avanti il suo progetto di vita, facendo anche del bene a poveri, malati e al Papa stesso, salvo poi pagare una volta diventata Papa l’unico cedimento della sua vita con il solo amore carnale che ha avuto, un suo antico protettore che ha ritrovato anni dopo, morendo per i postumi di un parto prematuro.
La Papessa – recensione del film di Sönke Wortmann
Giovanna ha le sembianze androgine e poco patinate di Johanna Wokalek, già terrorista degli anni Settanta ne La banda Baader Meinhof, attorniata dal più decorativo ex capitano di Gondor David Wenham, e dell’ottimo Papa Sergio di John Goodman: la regia di Sonke Wortmann costruisce un kolossal in cui non mancano concessioni allo spettacolo e all’avventura, oltre ad un discorso indubbiamente protofemminista e ad una contrapposizione tra una visione della religione dogmatica, dura e che esclude molti (le donne in testa, ma anche i malati e gli emarginati) e un approccio alla religione più vera e meno corrotto, simboleggiato appunto da Giovanna, spirito illuminato in tante occasioni. Gli effetti speciali al computer ci sono ma si notano poco, e la Roma ricostruita in Marocco ha un suo fascino non stereotipato.
Il romanzesco è un elemento importante della vicenda, rigorosa e struggente, tragica e cruda, ma la ricostruzione storica non è fatta male, ricostruendo un’epoca in maniera non didascalica e noiosa ma nemmeno dando tutto per scontato come ha fatto Ridley Scott in Robin Hood.
L’elemento più interessante del film è indubbiamente Giovanna, in anticipo sui tempi, portatrice di una visione più aperta di cultura, fede, ruolo delle donne e apertura al prossimo, una delle tante ragazze vestite da uomo che da anni per non dire secoli popolano l’immaginario, tra realtà e finzione. Del resto furono tante le donne che in epoche buie si vestirono da uomo per poter seguire strade che erano loro precluse o semplicemente per portare a casa più facilmente la pagnotta, ed è tutto un settore in cui il cinema potrebbe trovare ispirazione per storie interessanti e anche insolite: chissà quante siamo dice alla fine un personaggio caro a Giovanna. Lei fu scoperta, ma altre no.
Uscite al cinema 18 Giugno 2010
A-Team: quattro ex membri delle forze speciali degli USA, quattro veterani della guerra in Iraq sono i protagonisti di questo film che ovviamente si rifà alla famosissima serie televisiva.
Capeggiati da Hannibal Smith (Liam Neeson), la squadra A-Team composta da: Sberla (Bradley Cooper); B.A. (Quinton Jackson); H.M. Murdock (Sharlto Copley), dovrà ripulire il suo nome. Infatti Hannibal, Sberla e B.A. sono sospettati di aver commesso un grave crimine durante la guerra e per questo sono stati incarcerati. I tre riescono però a scappare dalla prigione e si uniscono a Murdock, pilota di ricognizione, e tentano di sfuggire al colonnello Sosa (Jessica Biel), ex amante di Sberla, mentre tentano di riabilitare il loro nome.
Finalmente arriva al cinema la vecchia serie televisiva anni ’80, certo ora gli effetti speciali e le riprese saranno sicuramente migliori, ma per i nostalgici della serie speriamo che il film non sia deludente. Le battutine sagaci, i combattimenti e le sparatorie…sono sempre gli stessi, unica differenza gli attori.
About Elly: Ahmad è un iraniano che vive da tempo in Germania ma, dopo un matrimonio fallito con una donna tedesca, decide di tornare per qualche giorno a Teheran. Qui i suoi amici e compagni universitari decidono di organizzare un week end sulle rive del mar Caspio. Ad organizzare tutto ci pensa Sepideh, che all’insaputa di tutti invita alla gita Elly, maestra di sua figlia,per farle conoscere Ahmad. Infatti l’uomo vorrebbe risposarsi con una donna iraniana e vivere una vita tranquilla proprio come i suoi amici…ma succede qualcosa di imprevisto. La casa che avevano prenotato per la vacanza non è più disponibile e il gruppo si deve quindi adattare a vivere dentro una casa chiusa da tempo, dopodiché, mentre i genitori di uno dei bambini escono per fare spese incaricando Elly di sorvegliarlo, il bambino rischia di affogare! Tutti iniziano a cercare Elly per chiedere spiegazioni ma inaspettatamente Elly è scomparsa!
Il film del giovane Asghar Farhadi ci offre una visione dell’Iran fuori dai soliti stereotipi e ci mostra la vita e le dinamiche esistenziali che intercorrono tra giovani trentenni. Farhadi esamina i rapporti di amicizia che da un lato sembrano simili a quelli di qualunque altra persona, ma che d’altra parte sono differenti perché pian piano emergono le restrizioni e le varie regole dettate dalla loro religione.
5 appuntamenti per farla innamorare: Genevieve è una giovane donna che vive nel cuore di Brooklyn, possiede un negozio di fiori, ama il romanticismo e il giorno di San Valentino, ma, dopo mille delusioni amorose e molte sofferenze, non crede più nei rapporti stabili. Ha una regola: non frequentare un uomo per più di 5 appuntamenti, così evita di far entrare qualsiasi persona nel suo cuore. Un giorno però incontra Greg, un uomo attraente, divertente e affascinante. Si è trasferito in città dopo aver aperto un ristorante e aver lascito alle spalle la carriera da avvocato. Greg è single perché non riesce a capire le regole del corteggiamento di una donna e non capisce come fare ad essere romantico. Dopo che i due escono insieme, Genevieve spiega a Greg la sua teoria dei 5 appuntamenti, Greg incuriosito, tenta la nuova tattica ma….i due non sanno che ben presto scatterà tra loro la scintilla e che dovranno arrendersi all’amore.
Una nuova commedia romantica per la protagonista del film “Il mio grosso grasso matrimonio greco”, Nia Vardalos fiancheggiata ancora una volta da John Corbett . Una commedia che ci fa ridere e riflettere su i rapporti d’amore.
Lei è troppo per me: Kirk è un ragazzo un pò impacciato, lavora come agente di sicurezza di un aeroporto e vive una vita monotona e ordinaria; Molly è una ragazza bella, intraprendente, una donna di successo….due opposti che sono destinati ad unirsi. Infatti dopo che Kirk salva Molly dalle attenzioni moleste del suo capo, la ragazza rimane affascinata dalla gentilezza di lui e decide di dargli un appuntamento. I due ben presto si innamorano mentre tutto intorno le persone rimangono sbalordite dalla strana coppia….come fa una ragazza bellissima ad innamorarsi di un ragazzo così ordinario? Persino Kirk si ripete in continuazione: “lei è troppo per me!”…tra mille difficoltà, però, la coppia riuscirà ad andare oltre sciocchi pregiudizi.
Jim Field Smith con una commedia romantica ci fa riflettere su uno dei pregiudizi della società: la bellezza. Una bella donna non può innamorarsi di un uomo senza che questi sia necessariamente bello? Un uomo non può aumentare la stima per se stesso confrontandosi con un mondo diverso dal suo e con la bellezza di una donna? E una donna può, anche se oggettivamente bella, essere intelligente e ammettere di avere anche lei dei difetti? Beh secondo Smith si e ce lo dimostra con il suo primo film.
L’imbroglio nel
lenzuolo: siamo nel 1905 in Sicilia, un ragazzo, Federico,
studia controvoglia medicina, la sua vera passione è la scrittura
di storie d’amore per il cinematografo, la grande invenzione che
riflette la vita su un lenzuolo. Stanco di studiare, Federico si
improvvisa direttore di scena nel teatro di Don Gennarino Pecoraro,
un impresario napoletano che da sempre desidera scrivere una storia
da proiettare. Così Don Gennarino commissiona al ragazzo una storia
che scopra nuove bellezze siciliane e che ne mostri le grazie.
Federico sceglie come protagonista della pellicola Marianna, una
bella fattucchiera povera ed analfabeta che abita in una grotta su
di una collina insieme alla sorellina. Il film avrà molto successo
ma creerà anche molti problemi alla povera Marianna che in paese
verrà additata e disonorata.
Prodotto e interpretato da Maria Grazia Cucinotta, il film è tratto
dall’omonimo romanzo di Francesco Costa. Si racconta l’arrivo del
cinematografo in Italia e di come questo sconvolse la vita di tutti
i cittadini, sopratutto nei paesini dove stravolse i vecchi e
“buoni” costumi con i suoi spettacoli pruriginosi.
Una notte blu cobalto: Dino Malaspina è uno studente universitario fuori corso che non sa come mandare avanti la sua vita. Lasciato da Valeria, il suo grande amore, vive nel rimpianto e nel dolore. Ogni tentativo di riconquistare la ragazza fallisce miseramente e la vita universitaria non è migliore di quella sentimentale. Come fare per rialzarsi? Durante una passeggiata notturna Dino vede l’insegna di una pizzeria da asporto che non aveva mai notato. La pizzeria si chiama “Blu cobalto” e il proprietario cerca un ragazzo per le consegne. Dino accetta così il lavoro e durante la lunga notte consegnerà pizze a una serie di strani personaggi e riuscirà a riflettere sulla sua vita…
Questo primo film di Daniele Gangemi ci racconta la vita e le difficoltà di uno studente fuori corso come tanti ormai ai nostri giorni. Una commedia che ci mostra come un ragazzo tra mille difficoltà deve imparare a camminare da solo, a prendere le proprie decisioni e le conseguenze che da esse derivano per entrare finalmente nel mondo dei grandi. Qui puoi trovare la recensione