Thor: Love and Thunder recensione film
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Il primo annuncio di Thor: Love and Thunder, con una radiosa Natalie Portman che alza al cielo un finto Mjolnir, risale a tre anni fa. Era il terzo fine settimana di luglio 2019, nel corso del panel Marvel nel padiglione H del Cimic-Con di San Diego, Kevin Feige annunciò ufficialmente il quarto film da solista di Odinson insieme al ritorno al franchise dell’attrice premio Oscar nei panni di Mighty Thor. Tre anni e una pandemia dopo, il pubblico di tutto il mondo è chiamato a essere testimone di questo matrimonio di “amore e tuono” in cui Chris Hemsworth torna protagonista assoluto di un film del MCU per la quarta volta, unico tra tutti gli attori principali del franchise a godere di questo onore, per adesso.

Thor: Love and Thunder, dove eravamo rimasti

Alla fine di Avengers: Endgame, avevamo lasciato Thor in compagnia dei Guardiani della Galassia, a caccia di Gamora e di altre avventure spaziali. Ora Thor si è rimesso in forma ed è entrato in una fase contemplativa della sua esistenza, che gli permette di liberarsi di qualsiasi legame con il passato, con i suoi fallimenti e la sua sofferenza, per farlo tornare il guerriero glorioso che era un tempo, senza pesi né responsabilità. Tuttavia, quando Nuova Asgard viene minacciata da Gorr il macellatore di Dei, Thor dovrà tornare dal suo popolo e trovare il modo per essere di nuovo il difensore degli asgardiani. Alla sua battaglia si uniscono re Valchiria, che alla fine di Endgame era stata incaricata da Thor stesso di prendere il comando del suo popolo, e Mighty Thor, un nuovo eroe che impugna il Mjolnir ricostruito e che altri non è che Jane Foster.

Thor: Love and Thunder film recensioneL’origine letteraria di Thor: Love and Thunder

Come ogni film Marvel Studios che si rispetti, l’origine della trama va ricercata nei fumetti. Taika Waititi è partito infatti dal ciclo di Jason Aaron, unendo la storia di Thor il Dio del tuono e quella di La potente Thor. L’arco narrativo di Gorr e quello di Jane/Thor sono infatti narrati separatamente in queste pagine, ma il lavoro di Taika Waititi è stato quello di asciugare le storie e fonderle in un unico flusso narrativo abbastanza coeso, aggiungendo tutto quello che Love and Thunder eredita da Thor: Ragnarok e da Avengers: Endgame. Ci sono quindi anche i Guardiani, c’è Valchiria e c’è Korg, ma ci sono anche le “parentesi olimpiche” e le capre volanti, ci sono personaggi inattesi e luoghi mai visti. 

Il lavoro di Taika Waititi, come aveva già testimoniato Thor: Ragnarok, è ricco e stratificato, completamente devoto all’anima buffa e giocosa di questo personaggio, anima che esiste nei fumetti, soprattutto quando incontriamo l’unworthy Thor, ma che per una larga parte dobbiamo all’apporto personale di Taika Waititi stesso e di Chris Hemsworth al personaggio. La rivoluzione del Dio del Tuono, nata con Ragnarok, si rinvigorisce in Thor: Love and Thunder aggiungendo altri toni e caricando ancora di più la buffoneria di questo personaggio che si fonde sempre più con il suo interprete, in un procedimento simile a quello che dal primo momento ha interessato la crasi tra Robert Downey Jr. e Tony Stark/Iron Man. 

Thor: Love and Thunder chris hemsworthMighty Thor vs Gorr il Macellatore di Dei

Le aspettative riposte nel ritorno di Natalie Portman e nell’introduzione di un attore di razza come Christian Bale nel Marvel Cinematic Universe non vengono certo disattese. Se Natalie Portman indossa con grande scioltezza l’armatura della Potente Thor, con tanto di parrucca bionda e Mjolnir potenziato con tutta una serie di nuove abilità, riuscendo a risultare divertente e divertita, il vero gioiello del film è Bale/Gorr. L’attore riesce a dare umanità e carisma, ma anche una potente aura di cattiveria e crudeltà, al suo personaggio esaltando tutti gli elementi che nei fumetti rendono Gorr un elemento eccezionale. Anche le modifiche al look rispetto a come il carattere appare nei fumetti si rivelano vincenti e si appoggiano sulle fattezze naturali di Christian Bale, il quale sparisce dietro alla maschera di cerone pur rimanendo sempre perfettamente visibile.

Una menzione speciale se la merita tutta Russell Crowe, che svela un talento comico non indifferente nei panni di Zeus, un dio capriccioso e potente, che non mancherà di riservare sorprese. Insieme a queste scelte di casting fortunate, Taika Waititi conferma la sua passione per la musica e per l’azione concitata e ben coreografata, tanto che Thor: Love and Thunder eccelle in entrambi i reparti, regalando sequenze divertentissime d’azione, accompagnate da musica mozzafiato, presa in prestito in particolare dalla discografie dei GunS N’ Roses (come faceva presagire già Sweet Child O’ Mine nel trailer del film). 

Thor- Love and ThunderUna nuova fase nella vita di Thor

Il film cerca di traghettare Thor in una nuova età e in una nuova consapevolezza di sé, mettendolo a confronto ancora una volta con la sofferenza e lo scontro fisico, ma anche con sentimenti inediti, che permetteranno all’eroe di crescere ancora e di avere altre avventure. L’epilogo inaspettato rende un po’ più dolce e facile da superare la difficoltà che invece Taika Waititi sembra aver avuto con la ricerca di un equilibrio tra il suo tono scanzonato e la drammaticità intrinseca nelle storie che ha scelto di raccontare. Alla fine il regista è riuscito a trovare un modo per chiudere il cerchio in maniera toccante ed esaustiva, nonostante la strada per arrivarci non sia stata priva di cadute. 

Dopo dodici anni di film Marvel sembra superfluo ricordarlo, ma rimanere seduti fino alla fine dei titoli di coda è d’obbligo, la scena post-crediti di Thor: Love and Thunder farà saltare dalla sedia più di uno spettatore!

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