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L’MCU sta ufficialmente “correggendo” WandaVision

L’MCU sta ufficialmente “correggendo” WandaVision

WandaVision è stata una grande serie del Marvel Cinematic Universe, ma c’era un elemento da sistemare, e il futuro del franchise sta facendo proprio questo. Il finale di WandaVision ha segnato un nuovo, audace passo per i Marvel Studios nel 2021, inaugurando l’era televisiva dell’MCU. Ancora oggi, a parte Loki, WandaVision è considerata una delle migliori serie TV dell’MCU.

Aveva un grande mistero, una qualità di produzione eccezionale, tutti gli Easter egg dell’MCU di cui si potesse avere bisogno e prometteva un futuro promettente per film e serie TV. Tuttavia, c’era un elemento della serie che è diventato una dura realtà nel corso degli anni. Per fortuna, però, questo elemento è stato sistemato nell’MCU, grazie a uno specifico film Marvel in uscita.

WandaVision ha fatto da esca per il Multiverso

L’elemento in questione era l’esca completa di WandaVision riguardo al multiverso dell’MCU. Dato che WandaVision era il primo capitolo della Saga del Multiverso dell’MCU e che Scarlet Witch, un personaggio in grado di attraversare il multiverso e plasmare la realtà nel materiale originale, ne era al centro, il pubblico dava per scontato che questo sarebbe stato l’inizio del concept.

Questa convinzione si è ulteriormente rafforzata quando Evan Peters, l’attore che interpretava Quicksilver, il fratello di Scarlet Witch nella linea temporale del film X-Men, è apparso nell’episodio 5 di WandaVision. Peters è apparso come il “finto Pietro” della sitcom di Wanda, portato in vita dalle sue abilità magiche. Molti hanno pensato che l’immenso potere di Wanda avesse letteralmente sottratto la versione del personaggio di Peters al franchise degli X-Men.

Tuttavia, non è stato così; Peters interpretava Ralph Bohner, un abitante di Westview che non aveva alcun collegamento con la linea temporale degli X-Men ed era solo uno scherzo di meta-casting dei Marvel Studios. Quando WandaVision si concluse con l’episodio 9, non era presente alcun elemento multiversale nella serie.

Spider-Man: No Way Home è stato il vero inizio della saga del Multiverso

Otto mesi dopo il debutto di WandaVision, Spider-Man: No Way Home dimostrò di essere il vero inizio della saga del Multiverso, nonostante si credesse che lo sarebbe stato il primo. L’intera trama di Spider-Man: No Way Home ruotava attorno al multiverso, con cattivi ed eroi provenienti da altre linee temporali dei film di Spider-Man che venivano trascinati nell’MCU dopo un incantesimo di Doctor Strange andato male.

Per molti versi, questo è esattamente ciò che il pubblico si aspettava da WandaVision, soprattutto dopo l’apparizione di Evan Peters. WandaVision ha dimostrato che queste aspettative erano infondate, consentendo a Spider-Man: No Way Home e, in seguito, a Doctor Strange in the Multiverse of Madness di mettere in ombra la prima serie Disney+ dell’MCU, definendola una vera e propria narrazione multiversale.

Avengers: Doomsday porta finalmente gli X-Men della Fox nel Multiverso dell’MCU

Sebbene WandaVision abbia deluso i fan con le sue promesse multiversali, crudelmente infrante, la storia di Avengers: Doomsday colmerà questo errore. Il cast annunciato per Avengers: Doomsday include attori come Ian McKellen, Patrick Stewart, James Marsden, Rebecca Romijn, Alan Cumming e Kelsey Grammer, che riprenderanno rispettivamente i ruoli di Magneto, Professor X, Ciclope, Mystica, Nightcrawler e Bestia.

Infine, la falsa promessa di WandaVision diventerà realtà nell’MCU, con diversi eroi degli X-Men che faranno parte della Saga del Multiverso. È stato il caso, in una certa misura, di Deadpool e Wolverine, insieme ad alcuni altri cameo degli X-Men in Doctor Strange 2, ma Avengers: Doomsday sarà la prima vera realizzazione di questa teoria dei fan.

Gli X-Men si uniranno ufficialmente agli Avengers e ai Fantastici Quattro per combattere il Dottor Destino. L’inganno della Marvel con Evan Peters prometteva qualcosa di simile, seppur in scala minore. Nel dicembre 2026, oltre cinque anni dopo l’uscita di WandaVision, questa promessa diventerà realtà con Avengers: Doomsday, quando quest’ultimo correggerà il più grande errore del primo nell’MCU.

L’MCU ha ufficialmente scelto il nuovo Iron Fist

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L’MCU ha ufficialmente scelto il nuovo Iron Fist

Il Marvel Cinematic Universe sta per presentare un nuovo Iron Fist, dato che è stato scelto un altro attore per interpretare l’eroe nella serie. Anche se non ci sono altri film Marvel in programma per il 2025, la serie ha ancora diverse serie TV in uscita per il resto dell’anno.

Dopo l’uscita di I Fantastici Quattro: Gli Inizi, l’MCU tornerà nel mondo dell’animazione con Eyes of Wakanda, che debutterà il 1° agosto su Disney+. Uno dei personaggi inclusi in Eyes of Wakanda è un nuovo Iron Fist, con la serie che fungerà da prequel.

Sebbene i dettagli sul nuovo Iron Fist siano ancora limitati, l’attore è stato finalmente rivelato. Jona Xiao ha rivelato sulla sua pagina Instagram ufficiale che darà la voce al personaggio in Eyes of Wakanda. Ecco il suo annuncio completo:

 

 

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Un post condiviso da Jona Xiao (@jonaxiao)

Nel suo video, Xiao ha dichiarato: “Sono entusiasta di rivelare che interpreterò la prima Iron Fist femminile dell’MCU! Non perdetevi ‘Eyes of Wakanda’ della Marvel, in uscita su Disney+ il 1° agosto!” Eyes of Wakanda sarà composto da quattro episodi ed è stato sviluppato dal regista di Black Panther e Black Panther: Wakanda Forever, Ryan Coogler.

Cosa significa per il MCU il casting di Jona Xiao nel ruolo di Iron Fist

Al momento della pubblicazione di questo articolo, non è noto il nome del personaggio interpretato da Xiao. Non è chiaro se la serie creerà un nuovo Iron Fist o se utilizzerà un personaggio dei fumetti. Il fatto che Eyes of Wakanda presenti una versione femminile dell’eroe dimostra che l’Iron Fist dell’MCU viene onorato dopo che le serie Marvel-Netflix sono diventate canoniche per il franchise.

Sebbene il personaggio di Xiao sia cronologicamente la prima Iron Fist donna, non sarà la prima volta che i fan vedranno una donna esercitare quel potere nell’MCU. Colleen Wing è diventata la successiva utilizzatrice durante la seconda stagione di Iron Fist. Essendo Eyes of Wakanda un prequel, non contraddirà nulla di ciò che riguarda Danny Rand dell’MCU o Colleen, per quel che conta.

L’MCU ha appena creato il prossimo Iron Monger?

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L’MCU ha appena creato il prossimo Iron Monger?

Ironheart della Marvel ha introdotto una manciata di nuovi cattivi nell’MCU. Tuttavia, uno in particolare ha il potenziale per diventare un cattivo chiave come il prossimo Iron Monger. Sebbene fosse originariamente destinato a debuttare nell’MCU anni fa, Ezekiel Stane è finalmente approdato nel grande universo cinematografico (e si spera che sia solo l’inizio).

Interpretato da Alden Ehrenreich, Zeke Stane viene presentato per la prima volta come “Joe”, un esperto di etica tecnologica/trafficante di tecnologia sul mercato nero che Riri Williams incontra mentre cerca di ricostruire la sua armatura. Tuttavia, alla fine viene rivelata la verità: Zeke è il figlio di Obidiah Stane, il primo cattivo dell’MCU, alias “The Iron Monger” del film Iron Man del 2008.

Pertanto, gli episodi finali di Ironheart sembrano preparare il terreno per un futuro più oscuro per Zeke, in cui erediterà pienamente l’eredità di suo padre.

Gli episodi finali di Ironheart hanno visto Zeke Stane rispecchiare in modo significativo i fumetti

Migliorando se stesso con varie protesi bioniche

Nei fumetti originali, Ezekiel Stane decodifica la tecnologia di Tony Stark sotto forma di potenziamenti cibernetici e bionici. Cercando vendetta su Iron Man per ciò che è successo a suo padre, Ezekiel ha setacciato il mercato nero alla ricerca della tecnologia Stark prima di sperimentarla su se stesso, continuando l’eredità di suo padre. Non è quindi difficile vedere le ispirazioni in Ironheart dell’MCU.

Zeke Stane dell’MCU conosceva la verità su come era morto suo padre e su come aveva cercato di uccidere Stark. Pertanto, non sembra nutrire alcun tipo di rancore nei confronti di Iron Man (che è già morto nell’MCU). Allo stesso modo, Zeke e la sua collezione di tecnologia del mercato nero non erano alimentati dalla vendetta, almeno fino a quando la sua identità non è stata rivelata.CorrelatiIl MCU fa un intelligente riferimento all’iconico cattivo dei Fantastici Quattro: 33 Easter egg e riferimenti Marvel negli episodi 4-6 di Ironheart spiegatiGli episodi 4-6 di Ironheart sono arrivati con un’impressionante collezione di Easter egg, riferimenti e collegamenti al più ampio MCU, sia tecnologici che mistici

Dopo essere stato incriminato per aver aiutato Riri con la sua armatura, Zeke è stato fatto evadere di prigione da Parker Robbins’ Hood. Dopo aver potenziato il proprio corpo con bio-innesti, Zeke ha inizialmente accettato di uccidere Riri per Parker. Usando i suoi nuovi poteri cibernetici, Zeke ha sconfitto Riri, ma non è riuscito a ucciderla, costringendo Parker a usare un comando segreto che ha trasformato Zeke nel suo burattino.

Alla fine, Riri ha aiutato Zeke a riprendere il controllo del proprio corpo, liberandolo dal controllo di Hood. Detto questo, il finale di Ironheart chiarisce che Zeke non ha ancora chiuso con Williams per quello che lei gli ha fatto. Pertanto, si suggerisce fortemente che Zeke è destinato a diventare un nuovo cattivo dell’MCU in futuro, potenzialmente ereditando persino l’eredità di Iron Monger di suo padre.

Zeke Stane diventerà finalmente il nuovo Iron Monger dell’MCU?

Finalmente sulle orme di suo padre

La cosa più affascinante di Zeke Stane è che il suo debutto nell’MCU si è fatto attendere a lungo. Nelle bozze originali di Avengers del 2012, Zeke Stane doveva essere un alleato di Loki. Aiutando il Dio dell’Inganno nella sua invasione, Zeke avrebbe ottenuto la promessa di vendicarsi di Iron Man.

Allo stesso modo, è stato recentemente rivelato che quando Ironheart doveva uscire prima di Captain America: Brave New World, Zeke sarebbe stato il fondatore della Serpent Society. Tuttavia, questo era quando l’organizzazione criminale era stata concepita come un gruppo di cyborg. A seguito di vari ritardi per entrambi i progetti e delle successive riprese del quarto film di Captain America, il piano è stato modificato.

Nonostante i cambiamenti nel corso degli anni, Zeke Stane è finalmente entrato a far parte dell’MCU grazie a Ironheart. Con un po’ di fortuna, Zeke è solo all’inizio e lo rivedremo presto come Iron Monger di nuova generazione.

Supponendo che il progetto Armor Wars dell’MCU sia ancora in lavorazione con War Machine a proteggere la tecnologia e l’eredità di Iron Man, si potrebbe facilmente immaginare Zeke come antagonista chiave.

Tutti gli episodi di Marvel’s Ironheart sono ora disponibili in streaming su Disney+.

Iscriviti a Disney+ per guardare Ironheart e le più belle storie Marvel. Dove vuoi, quando vuoi.

L’Italia esce dalla lista Special 301 dell’MPA degli Stati Uniti

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Special 301 MPAL’ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (United States Trade Representative, USTR) ha riconosciuto oggi i progressi compiuti dall’Italia nella protezione dei film, delle opere  televisive e della proprietà intellettuale in generale, rimuovendo l’Italia dalla lista Special 301, che include i partner commerciali degli Stati Uniti in cui la proprietà intellettuale è seriamente a rischio.

“Il rapporto annuale Special 301 è per noi un’opportunità di esaminare le sfide che il diritto d’autore e le imprese legate alla proprietà intellettuale affrontano in tutto il mondo, ma anche di dare un riconoscimento a quei Paesi, come l’Italia, che hanno fatto uno sforzo autentico per proteggere e sostenere i lavoratori del comparto creativo”, afferma Dodd.

“MPAA rende tributo alla leadership italiana nello sviluppare un sistema online per prevenire rapidamente le violazioni più gravi. L’AGCOM ha affrontato la sfida di bilanciare la protezione di utenti e creatori di contenuti, un lavoro a cui va il nostro plauso.”

 Attraverso la specifica documentazione dei rischi legati alla proprietà intellettuale ed alle barriere di accesso al mercato in tutto il mondo, il rapporto Special 301 è uno strumento vitale per le imprese statunitensi ed internazionali. “MPAA ringrazia il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Mike Froman, ed il suo team per la loro continua e puntuale attenzione a questi temi”, continua Dodd.

 La prima edizione del Rapporto Special 301 è datata 1989: in questi 25 anni il documento è andato ovviamente evolvendosi insieme alla tecnologie digitali ed ai mutamenti sociali del pianeta.

Attualmente comprende 3 categorie: i Paesi prioritari (“priority foreign country”), la watch list prioritaria (“priority watch list”) e la watch list. La prima categoria comprende i Paesi che, se ritenuti colpevoli di violazione di accordi commerciali, sono passibili di sanzioni commerciali. La watch list prioritaria comprende le nazioni che vengono giudicate gravemente deficitarie quanto alla protezione del diritto d’autore. La watch list di terzo livello comprende infine i Paesi in cui sono stati riscontrati dei problemi perduranti e sistemici relativi alla tutela del diritto d’autore.

 

L’ispettore Ottozampe e il Mistero dei Misteri: trailer del film d’animazione

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Il 31 dicembre  esce al cinema L’ispettore Ottozampe e il Mistero dei Misteri, film d’animazione che conquisterà i bimbi e le loro famiglie. Una storia misteriosa, divertente e ricca di colpi di scena, che appassionerà il pubblico dei più piccoli e non solo grazie a una rete fatta di dialoghi scintillanti, giochi di parole e tanto divertimento. Distribuito da Eagle Pictures, L’ispettore Ottozampe e il Mistero dei Misteri è diretto dal regista Julio Soto Gùrpide (Deep – Un’avventura in fondo al mare).

La trama del film

L’ispettore Ottozampe è un simpatico ma goffo ragnetto, che risolve molti casi, ma combina sempre guai! Dopo essere stato espulso dalla Polizia per aver distrutto un edifico, l’ispettore Ottozampe decide di prendersi una lunga e meritata vacanza e si imbarca su un aereo di lusso diretto a San Francisco. Ma il suo viaggio è disturbato dalla scomparsa inaspettata di un ospite, il ricco medico Bugsy, in luna di miele con la moglie e vedova nera Arabella. Ce la farà l’ispettore Ottozampe a risolvere questo intricatissimo mistero? Lo accompagneranno in questa incredibile avventura il suo assistente Janey e una gang di bizzarri aiutanti.

L’ispettore Gadget: Disney al lavoro sul nuovo live action

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L’ispettore Gadget: Disney al lavoro sul nuovo live action

Come riportato dall’Hollywood Reporter, la Disney è attualmente al lavoro sulla versione in live action de L”ispettore Gadget, la serie animata degli anni ’80 incentrata sul maldestro ispettore di polizia cyborg. Mikey Day e Streeter Seidell, coppia di sceneggiatori del Saturday Night Live, scriveranno la sceneggiatura (ma stanno sviluppando anche il rebbot di Mamma ho perso l’aereo per Disney +) mentre Dan Lin e Jonathan Eirich, produttori dell’ultimo Aladdin, faranno parte del team.

Ovviamente non si tratta del primo adattamento delle avventure del personaggio, dopo numerosi spin-off e videogiochi e la pellicola uscita nel 1999 che vedeva Matthew Broderick nei panni del protagonista e Rupert Everett in quelli di Sanford Scolex aka Dr. Artiglio.

Nel cartone animato originale l’ispettore Gadget affrontava a modo suo tutti i casi che gli venivano assegnati commettendo errori su errori e scambiando innocenti per nemici o viceversa, caratteristica a cui rimediava usando uno dei suoi tanti inaffidabili gadget o ricorrendo all’aiuto della nipotina Penny e del cane Bravo.

Fonte: THR

L’isola delle forme: Apple TV+ annuncia la nuova serie in stop motion per bambini e famiglie

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Apple TV+ ha annunciato oggi la nuova serie in stop motion per bambini e famiglie L’isola delle forme, con le amate voci di Yvette Nicole Brown (“Disenchanted”), Harvey Guillen (“What We Do in the Shadows“), Scott Adsit (“30 Rock”) e Gideon Adlon (“Giù le mani dalle nostre figlie – Blockers”). Basato sulla trilogia bestseller di libri illustrati Shapes di Mac Barnett e Jon Klassen, la serie farà il suo debutto il 20 gennaio.

Intelligente, divertente e stimolante, L’isola delle forme si svolge su un’isola incantevole e invita gli spettatori a unirsi al serio Quadrato, all’intrepido Cerchio e all’insidioso Triangolo nelle loro avventure, mentre, sempre all’insegna del divertimento, cercano risposte e costruiscono la loro amicizia. Il tutto imparando a gestire e rispettare le reciproche differenze e mostrando ai bambini che l’amicizia può assumere molte forme.

L’isola delle forme è stata co-creata da Mac Barnett e Jon Klassen, che sono anche produttori esecutivi insieme ai vincitori dell’Emmy Kelli Bix Bixler e Drew Hodges (“Tumble Leaf”) della Bix Pix Entertainment. Ryan Pequin è produttore esecutivo e sceneggiatore capo.

L’isola del cinema: UniVision Days 2016

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L’isola del cinema: UniVision Days 2016

UniVision Days 2016 L'isola del cinemaDopo il successo dello scorso anno a Roma e Milano, UniVision Days torna per la sua seconda edizione sull’isola Tiberina, dal 25 al 31 luglio, in occasione della ventiduesima edizione de L’Isola del Cinema. La manifestazione, promossa dall’associazione Univideo – Editoria Audiovisiva Media Digitali e Online, nasce dall’idea di offrire agli spettatori momenti di incontro culturale sul mondo dell’home entertainment. “UniVision Days – ha spiegato Lorenzo Ferrari Ardicini, presidente di Univideo – è stata pensata per mostrare al grande pubblico la qualità e la vivacità del mondo dell’home entertainment come realtà artistico formativa all’interno del comparto dell’audiovisivo del nostro Paese, un mercato che intrattiene, educa, diverte e sorprende attraverso i suoi contenuti filmici, televisivi e documentaristici. La partnership con L’Isola del cinema è stata, dunque, naturale per potere incontrare appassionati e grande pubblico nel contesto di quella che è una vera e propria grande festa estiva dell’audiovisivo nel suo complesso”.

Ospitata in due degli spazi più frequentati de L’Isola, Renault Lounge e CineLab, la seconda edizione offre un ricco calendario di appuntamenti – realizzato dagli Associati Univideo e dal giornalista e critico Marco Spagnoli – fatto di dibattiti, confronti, proiezioni gratuite alla presenza di registi, attori, distributori home video. Si inizia lunedì 25 luglio, alle ore 20.30 al CineLab, con Memorie del cinema italiano, incontro con il critico Enrico Magrelli e il giornalista Tonino Pinto che precederà la proiezione del film di Valerio Zurlini Estate violenta, film drammatico ambientato negli anni della caduta del fascismo in Italia.  Alle ore 21.30, l’incontro Marvel Extra alla presenza di Amedeo Balbi, astrofisico, e dei giornalisti Andrea Guglielmino e Marco Lucio Papaleo, durante il quale verranno mostrati estratti, il dietro le quinte, commenti audio, scene esclusive del Blu-ray di Ant-Man, pellicola prodotta dai celebri Studios diretta da Peyton Reed con Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, la cui proiezione seguirà l’incontro.

Di “Eroi non eroi” ne parleranno il 26 luglio, alle 20.30 al CineLab, il giornalista de Il Mattino Oscar Cosulich e il giornalista Andrea Guglielmino: i due appassionati si confronteranno sul tema nel corso della masterclass DC Comics Special: Wonder Woman che terminerà con la proiezione di Deadpool, film diretto da Tim Miller e tratto dal fumetto sul più irriverente anti-eroe dell’universo Marvel.

Doppia programmazione anche per mercoledì 27 luglio: alle 20.30 il CineLab ospiterà l’atteso appuntamento dedicato al rock con la proiezione del pilot di “Vynil”; toccherà al giornalista Ernesto Assante introdurre la serie HBO sulla sregolata scena musicale degli anni ’70 ideata da Martin Scorsese, Mick Jagger, Rich Cohen e Terence Winter, showrunner di “Boardwalk Empire”, tra i principali e più premiati autori de “I Soprano”, già al lavoro con Scorsese per la sceneggiatura di The Wolf of Wall Street. Alle ore 21.30 evento Cinema e realtà: incontro con il regista Renato De Maria che al pubblico mostrerà Italian gangster, viaggio inedito e spettacolare nelle imprese più eclatanti della mala nostrana.

“Ridere del Male”, il 28 luglio alle 21.30, è l’incontro con Carlo Freccero, autore televisivo ed esperto di comunicazione, i giornalisti Enrico Mentana, Corrado Augias, Edoardo Camurri, il disegnatore Stefano Disegni ed ancora Alberto Caviglia, regista del mockumentary Pecore in erba che, dopo il successo di pubblico della prima proiezione, verrà nuovamente mostrato in forma gratuita presso il Renault Lounge.

La musica nei film, nei serial, nei musical sarà oggetto di discussione venerdì 29 luglio, alle 21.30, nel corso dell’incontro che coinvolgerà i maggiori compositori italiani – Pivio, Aldo de Scalzi, Pasquale Catalano, Lele Marchitelli, Riccardo Giagni, Giordano Corapi, Giovanni Lo Cascio, Fabio Liberatori, Umberto Scipione, Santi Pulvirenti e Paolo Vivaldi – e che precederà la proiezione de Il bel canto, documentario di Carlo Cotti sulla rivalità di due protagoniste indiscusse del diciannovesimo secolo: Maria Callas e Renata Tebaldi.

Sabato 30 luglio, alle 21.30, i registi Vincenzo Marra, Edoardo De Angelis e Claudio Noce parleranno di dibattito sul Nuovo Cinema Italiano, partendo da un’analisi di due pluripremiati film di questa ultima stagione cinematografica: Lo chiamavano Jeeg Robot – interpretato da Claudio Santamaria e Luca Marinelli, celebrato dalla critica e vincitore di sette Premi David di Donatello – e Perfetti Sconosciuti – David di Donatello per Miglior Film e Migliore Sceneggiatura, Globo d’oro per la Miglior Commedia, Nastro d’Argento speciale al cast ed anche per la Miglior commedia e canzone originale – diretto da Paolo Genovese con Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher; quest’ultimo film sarà inoltre proiettato al termine del dibattito. Chiude domenica 31 luglio alle 21.30 presso il Renault Lounge, la seconda edizione degli UniVision Days la pellicola Nessuno mi troverà, opera originale sul padre della fisica italiana Ettore Majorana diretta da Egidio Eronico, ospite quella sera de L’Isola con l’astrofisico Amedeo Balbi.

L’isola del cinema: il programma dal 4 al 7 luglio

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L’isola del cinema: il programma dal 4 al 7 luglio

Il programma della ventiduesima edizione de L’Isola del Cinema di Roma presenta questa sera 4 luglio, alle 21.30 in Arena Groupama, il film drammatico Mustang: opera prima della regista Deniz Gamze Ergüven vincitore del Premio Goya come Miglior Film Straniero e di quattro Premi César come Miglior Opera Prima, Miglior Sceneggiatura, Miglior Colonna Sonora e Montaggio. Mustang apre inoltre la seconda edizione di EWF (European Women Filmaker) dedicato alla cinematografia femminile del vecchio continente, che quest’anno punta i riflettori sulla Francia. Alle 21 il CineLab ospiterà Banat – Il viaggio, lungometraggio d’esordio di Adriano Valerio sulla vita dell’agronomo Ivo che in cerca di nuove opportunità accetta un lavoro nel Banat, una fertile regione della Romania. Allo Schermo Tevere, alle 22, sarà possibile prendere parte al primo dei quattro appuntamenti della rassegna “Immagini e Parole dal Quotidiano”, organizzata in collaborazione con Visioni Sociali con l’obiettivo di dare visibilità al tema della disabilità e del disagio psichico.

L’Isola del CinemaAlberto Caviglia presenterà martedì 5 luglio alle 21.30 il geniale mockumentary Pecore in erba, sua opera prima che affronta in maniera inattesa il tema dell’antisemitismo e concorre all’assegnazione del Premio Groupama Opera Prima e Seconda. Al CineLab, alle 22, sarà possibile assistere al corto Tundra pensaci tu di Francesco D’Ignazio ed a seguire il poetico e surreale Come saltano i pesci di Alessandro Valori, lungometraggio interpretato tra gli altri da Simone Riccioni, Brando Placido, Marianna Di Martino, Maria Amelia Monti e Biagio Izzo. La FIDAC – Federazione Italiana delle Associazioni professionali del Cineaudiovisivo celebra il suo decennale e alle 22 presso lo Schermo Tevere discuterà del progetto “Mestieri del Cinema” seguito dalla visione del documentario di Roberto Orazzi “Fabbricanti di passioni”, viaggio nel mondo delle professioni dello spettacolo.

Mercoledì 6 e giovedì 7 luglio è la volta dell’atteso appuntamento con l’Estate Giapponese, evento giunto all’ottava edizione che quest’anno si inserisce nella speciale cornice degli omaggi celebrativi del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. Due serate all’insegna del cinema, della cultura e del cibo giapponesi ospitate sull’isola Tiberina ed organizzate dall’Ambasciata del Giappone e dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Il programma delle due serate avrà inizio dalle ore 19.30: oltre alla degustazione di sake e cucina giapponese, prevista anche una dimostrazione a cura del maestro artigiano Takahiro Yoshihara che svelerà al pubblico i segreti dell’amezaiku, tradizionale arte giapponese tramandata dal periodo Edo le cui abili tecniche trasformano dolci e caramelle in vere e proprie opere d’arte. Saranno inoltre due le proiezioni in versione originale sottotitolata di pellicole inedite in Italia, precedute da uno spettacolo di danza giapponese “kamigata-mai”(alle 21): il 6 luglio, alle 21.30, sarà possibile assistere a Persona non grata (Sugihara Chiune, 2015) di Cellin Gluck – basato sulla storia vera di un diplomatico giapponese che salvò ben seimila ebrei durante la seconda guerra mondiale – mentre il 7 luglio a Mohican Comes Home (Mohican Kokyo ni Kaeru, 2016) di Shuichi Okita, che narra le movimentate vicende di una famiglia sorpresa da imprevisti quotidiani.

Il 6 luglio per la sezione Fuoco sul reale verrà mostrato al CineLab alle 22 The Wolfpack (in versione originale sottotitolata), commovente inno alla libertà come diritto umano inalienabile e film vincitore del Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival 2015 diretto da Crystal Moselle.

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, sarà ospite alle 19 dello Schermo Tevere per la presentazione di “Cattivo Infinito” (David and Matthaus, 2015), libro di Leandro Del Gaudio, con la prefazione di Roberto Saviano, su una storia di camorra lunga un ventennio e che prende avvio dalla faida dei Quartieri Spagnoli che insanguinò il centro di Napoli alla fine degli anni Ottanta. L’incontro sarà moderato da Guido Ruotolo, giornalista de La Stampa.

Giovedì 7 luglio l’attore Francesco Apolloni è il protagonista di Apolloni in corto, rassegna di tre corti – Malati di sesso di Claudio Cicconetti, Numero 10 di Patrizio Trecca e Punti di vista di Matteo Petrelli – che precederanno, alle 22 presso il CineLab, la visione di Una nobile causa di Emilio Briguglio, lungometraggio sulla compulsività del gioco d’azzardo.

Molti gli appuntamenti del weekend, a cominciare dal concerto-omaggio “Il Suono dell’immagine” – venerdì 8 luglio, alle 21.30 – dedicato a Claudio Caligari del compositore Paolo Vivaldi, che ha curato le musiche di Non essere cattivo. Inoltre, introdurrà il film che seguirà il concerto Alessandro Borghi, protagonista dell’ultima opera del regista romano morto nel maggio 2015 a 67 anni, a riprese e seconda stesura di montaggio ultimate. Con lui sul palco la madre del regista, Adelina Ponti, e parte del cast: Silvia D’Amico, Roberta Mattei ed Elisabetta De Vito.

Il regista celebrato dalla critica e vincitore di sette Premi David di Donatello, Gabriele Mainetti torna sul Tevere, dove tutto è nato – sabato 9 luglio, ore 21.30 – per raccontare al pubblico de Lo chiamavano Jeeg Robot. Straordinaria sua opera prima, interpretata da Claudio Santamaria e Luca Marinelli, nonché primo film sui supereroi tutto italiano.

L’Isola del Cinema: ieri la cerimonia di premiazione

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L’Isola del Cinema: ieri la cerimonia di premiazione

Si è svolta ieri sera, 27 luglio nell’Arena de L’Isola del Cinema, la cerimonia di premiazione del Premio Groupama Assicurazioni Opera Prima e Seconda assegnato a Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti.

Di seguito le foto della serata:

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Il premio, ideato dal main partner della XXII edizione de L’Isola e rivolto ai cineasti esordienti o alla loro seconda esperienza dietro la macchina da presa, è stato conferito da una giuria d’eccezione – composta da Gloria Satta (giornalista de Il Messaggero), Stefano Amadio (giornalista di Cinemaitaliano), Arianna Finos (giornalista de La Repubblica), Gabriele Niola (critico cinematografico per MyMovies), Antonio Urrata (direttore generale Fondazione Ente dello Spettacolo) – che ha decretato la pellicola vincitrice tra le sei in concorso: con Lo chiamavano Jeeg Robot, anche Assolo di Laura Morante, L’attesa di Piero Messina, La macchinazione di Davide Grieco, Pecore in erba di Alberto Caviglia, Suburra di Stefano Sollima.

Sempre all’osannato film del regista romano Mainetti, al suo primo lavoro di finzione, è andato il Premio del Pubblico.

Nel corso della cerimonia, condotta da Emanuela Tittocchia, sono stati inoltre assegnati i seguenti premi:

    • Premio L’Isola del Cinema regista rivelazione: Pecore in erba di Alberto Caviglia
    • Premio L’Isola del Cinema per la migliore interpretazione maschile: Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot
    • Premio L’Isola del Cinema per la migliore interpretazione femminile: Greta Scarano per Suburra
    • Premio L’Isola del Cinema miglior attrice non protagonista: Giulia Elettra Gorietti per Suburra
    • Premio L’Isola del Cinema miglior attore non protagonista: Libero De Rienzo per La Macchinazione
    • Premio speciale L’Isola del Cinema alla carriera: Giorgio Colangeli per L’attesa
    • Premio speciale L’Isola del Cinema alla sceneggiatura: Daniele Costantini, Laura Morante, per Assolo

    Santamaria Mainetti L'Isola del cinema

    L’Isola del Cinema: gli appuntamenti e gli ospiti dal 25 al 27 luglio

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    L’Isola del CinemaSettimana ricca di appuntamenti per L’Isola del Cinema, evento giunto alla ventiduesima edizione ospitato nella celebre location dell’isola Tiberina di Roma: oltre alle proiezioni cinematografiche, da questa sera e sino al 31 luglio parte la seconda edizione degli UniVision Days, mentre la regista Céline Sciamma sarà l’ospite di martedì 26, e ancora tra gli appuntamenti più attesi quello del 27 luglio con la cerimonia di premiazione del Premio Groupama Assicurazioni Opera Prima e Seconda che il main partner Groupama Assicurazioni assegnerà al miglior regista fra un gruppo selezionato di film giudicati da una giuria d’eccezione.

    La programmazione propone questa sera 25 luglio in Arena Groupama, alle 21.30, Sole alto di Dalibor Matanić, inno all’amore e alla vita attraverso tre decenni e due nazioni dalla storia politica complessa. La seconda edizione degli UniVision Days – realizzata dagli Associati Univideo e dal giornalista e critico Marco Spagnoli – inizia al CineLab, alle 20.30 di questa sera con l’incontro “Memorie del cinema italiano” con il critico Enrico Magrelli e il giornalista Tonino Pinto che precederà la proiezione gratuita del film di Valerio Zurlini Estate violenta, film drammatico ambientato negli anni della caduta del fascismo in Italia. Alle 21.30, il Renault Lounge ospiterà l’incontro Marvel Extra” alla presenza di Amedeo Balbi, astrofisico, e dei giornalisti Andrea Guglielmino e Marco Lucio Papaleo, durante il quale verranno mostrati estratti, il dietro le quinte, commenti audio, scene esclusive del Blu-ray di Ant-Man, pellicola prodotta dai celebri Studios diretta da Peyton Reed con Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, la cui visione gratuita seguirà l’incontro.

    Domani, 26 luglio, saranno tre le proiezioni gratuite per il pubblico de L’Isola: al CineLab, alle 20.30, il giornalista de Il Mattino Oscar Cosulich e il giornalista Andrea Fornasiero si confronteranno sugli “Eroi non eroi” nel corso della masterclass “DC Comics Special: Wonder Woman” che terminerà con la visione di Deadpool, film diretto da Tim Miller e tratto dal fumetto sul più irriverente anti-eroe dell’universo Marvel.

    Alle 21.30 Greenpeace celebra in Arena il suo trentennale con How to change the world, pellicola premiata al Sundance Film Festival che racconta della fondazione di Greenpeace; allo stesso orario, la regista e sceneggiatrice francese Céline Sciamma – vincitrice di numerosi riconoscimenti cinematografici per i due suoi film più apprezzati Diamante nero e Tomboy – sarà al Renault Lounge per presentare al pubblico Naissance des Pieuvres, sui primi turbamenti sessuali di tre ragazze appassionate di nuoto, e per ricevere il Premio EWF – European Women Filmakers per la sua attenzione e sensibilità verso le delicate tematiche adolescenziali che riesce a trattare con sguardo accorto e intenso.

    Il 27 luglio, a partire dalle 21, si svolgerà in Arena la cerimonia di premiazione del Premio Groupama Assicurazioni Opera Prima e Seconda condotta dall’attrice Emanuela Tittocchia. Il riconoscimento, rivolto ai cineasti esordienti o alla loro seconda esperienza dietro la macchina da presa, sarà assegnato da una giuria d’eccezione composta da Stefano Amadio (giornalista di Cinemaitaliano), Arianna Finos (giornalista de La Repubblica), Gloria Satta (giornalista de Il Messaggero), Gabriele Niola (critico cinematografico per MyMovies), Antonio Urrata (direttore generale Fondazione Ente dello Spettacolo). In concorso sei film Assolo di Laura Morante, L’attesa di Piero Messina, La macchinazione di Davide Grieco, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, Pecore in erba di Alberto Caviglia, Suburra di Stefano Sollima. Saranno presenti in Arena i registi e alcuni degli interpreti di questi film.

    Doppia programmazione, mercoledì 27 luglio, per la seconda edizione degli UniVision Days: alle 20.30 il giornalista Ernesto Assante è il protagonista dell’appuntamento dedicato al rock con la proiezione del pilot di “Vinyl”, a lui toccherà introdurre la serie HBO sulla sregolata scena musicale degli anni ’70 ideata da Martin Scorsese, Mick Jagger, Rich Cohen e Terence Winter, showrunner di “Boardwalk Empire”, tra i principali e più premiati autori de “I Soprano”, già al lavoro con Scorsese per la sceneggiatura di The Wolf of Wall Street. Infine, alle ore 21.30 evento Cinema e realtà: incontro con il regista Renato De Maria che al pubblico mostrerà Italian gangster, viaggio inedito e spettacolare nelle imprese più eclatanti della mala nostrana.

    L’isola del cinema: gli appuntamenti della prossima settimana

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    L’isola del cinema: gli appuntamenti della prossima settimana

    STEVE JOBS l'isola del cinemaLa ventiduesima edizione de L’Isola del Cinema – Hollywood sul Tevere – propone martedì 21 giugno appuntamento alle 21.30, in Arena Groupama, con Steve Jobs diretto e co-prodotto dal pluripremiato Danny Boyle (Trainspotting, The Millionaire), scritto da Aaron Sorkin, con protagonista Michael Fassbender, nei panni del visionario e creativo fondatore di Apple Inc. Magic in the Moonlight, di Woody Allen con Emma Stone e Colin Firth, è il film del CineLab alle 22. La presentazione dell’opera “Il pescatore di fango” (Qp edizioni, 2015), seconda libro di Armando Guarino che ai lettori ripropone un nuovo caso dell’ispettore Santonastaso, avrà inizio alle 21 presso lo spazio letterario.

    Perfetti sconosciuti, pellicola vincitrice del Premio David come Migliore Film dell’anno e del premio per la Migliore Sceneggiatura Straniera al Tribeca Film Festival, è il film del 22 giugno alle 21.30 in Arena Groupama. Lo stesso giorno, alle 22, il CineLab ospiterà The Look of Silence, documentario di Joshua Oppenheimer che torna ad occuparsi di un periodo storico delicato raccontando del genocidio che colpì l’Indonesia nella seconda metà degli anni ’60. La giornalista Paola Bottero presenterà, alle 19 allo Schermo Tevere, “Faceboom. Vivere al tempo del social” (Sabbia Rossa Edizioni, 2015), sua ultima opera in cui delinea un affresco della società contemporanea attraverso una serie di racconti che si susseguono a ritmo sostenuto, nel quale il protagonista di turno si fa portatore delle contraddizioni e delle distorsioni causate da un rapporto troppo ossessivo con il social network.

    Stacy Martin l'isola del cinema

    La programmazione de L’Isola offre, giovedì 23 giugno alle 21.30, la visione gratuita del film vincitore dell’Academy Award® Alla Ricerca di Nemo, in attesa dell’arrivo nelle sale italiane il 14 settembre del nuovo lungometraggio firmato Disney•Pixar Alla Ricerca di Dory. In questa occasione, all’ingresso del pubblico in sala, verranno distribuiti gadget a tema e il biglietto omaggio per la proiezione dell’attesissimo film che ha come protagonista la smemorata Dory, che nella versione italiana ha la voce di Carla Signoris. Il CineLab, alle 22, accoglierà l’iconico ed evocativo Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, liberamente tratto dalla raccolta di fiabe in lingua napoletana “Lo cunto de li cunti”. Sempre alle 22 il regista Luca Ferrari presenterà al pubblico dell’isola il suo documentario Showbiz, tutto girato in presa diretta che racconta del “lato B della grande bellezza”. Prodotto da Valerio Mastandrea, Paolo Bogna e Simone Isola, il doc sarà introdotto anche dal giornalista e critico Mario Sesti, dal giornalista e autore televisivo Marco Giusti e dai produttori di Kimera. Ancora, alle 19 presso lo Schermo Tevere presentazione di “Atto di dolore”, libro-inchiesta scritto dal giornalista Tommaso Nelli, che affronta uno dei casi di cronaca più importanti degli ultimi trent’anni: il caso Orlandi. Ospite dell’incontro Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela che non ha mai smesso di combattere per far emergere la verità sulla vicenda. Infine, sino al 28 giugno ospite de L’Isola è il divano del celebre Central Perk, iconica location della serie più acclamata degli anni ‘90, “Friends” (da lunedì 6 giugno su Comedy Central – Canale 124 di SKY). Come una vera star, il divano accoglierà tutti i fan della serie che vorranno accomodarsi e scattare divertenti selfie riproponendo immagini ispirate alla pluripremiata comedy. 

    Sino al 30 giugno il costo del biglietto per le proiezioni in programma in Arena Groupama sarà di 5 euro.

    L’isola del Cinema: Giovanni Veronesi e Paolo Genovese ospiti all’isola Tiberina

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    l'isola del cinemaDue imperdibili star del mondo cinematografico italiano vi danno appuntamento all’isola Tiberina per i primi appuntamenti con i protagonisti della Settima Arte.

    Ad aprire la serie di incontri, che si susseguiranno per tutta l’estate, per la rassegna Ciak d’Italia, due grandi registi della Commedia all’Italiana: Giovanni Veronesi e Paolo Genovese.

    Ad inaugurare la rassegna questa sera ci sarà Giovanni Veronesi, alle ore 21.30, per presentare L’ultima ruota del carro, sul palco insieme al regista sarà presente Ernesto Fioretti, ovvero il personaggio a cui è ispirata la storia. La pellicola, film d’apertura all’ultima edizione del Roma Film Festival 2013, narra le vicende di Ernesto Marchetti, uomo di estrazione popolare, di professione traslocatore, a cui il padre aveva predetto un futuro da “ultima ruota del carro.” Eppure Ernesto non sta mai con le mani in mano, alterna diversi mestieri vivendo delle situazioni esaltanti e alla sua semplice vita capitano cose e incontri straordinari. Una storia che vede scorrere cinquant’anni della nostra Italia, dagli anni sessanta ad oggi, attraverso il racconto di un uomo che potrebbe essere ognuno di noi. Ispirato ad una storia vera, la pellicola vanta un cast di primo livello: Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Alessandro Haber, Massimo Wertmüller e molti altri.

    immaturi_paologenoveseDomani, mercoledì 9 luglio alle ore 21.30, L’Isola del Cinema ospiterà il regista romano Paolo Genovese, che presenterà al pubblico insieme all’attore Daniele Liotti e il produttore Marco Belardi, per la rassegna Ciak d’Italia, la sua ultima fatica: Tutta colpa di Freud. Marco Giallini è un analista che cura i problemi altrui ma che, ironia della sorte, non riesce a sistemare le beghe familiari che ha con le sue figlie. Complicate e problematiche le tre donne sono: una libraia innamorata di un ladro di libri sordomuto, una lesbica che decide di diventare etero e una diciottenne che si innamora di un uomo maturo. Un’altra grande pellicola che mette in mostra la bellezza della Commedia all’italiana, che si avvale dei migliori attori del momento come: Marco Giallini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Daniele Liotti, Alessandro Gassman, Edoardo Leo, Claudia Gerini, Paolo Calabresi e Gianmarco Tognazzi.

    L’Isola del Cinema: Carlo Verdone incontra il pubblico il 24 giugno

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    L’Isola del CinemaQuesta sera, in occasione della ventiduesima edizione de L’Isola del Cinema, sarà possibile prendere parte alla proiezione gratuita, alle 21.30 in Arena Groupama, del film vincitore dell’Academy Award® Alla Ricerca di Nemo, in attesa dell’arrivo nelle sale italiane il 14 settembre del nuovo lungometraggio firmato Disney•Pixar Alla Ricerca di Dory agli spettatori de l’Arena verranno inoltre distribuiti biglietti omaggio per la visione di quest’ultimo capolavoro nelle sale dal 14 settembre.

    Il CineLab, alle 22, accoglierà l’iconico ed evocativo Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, liberamente tratto dalla raccolta di fiabe in lingua napoletana “Lo cunto de li cunti” scritte da Giambattista Basile. Sempre alle 22 il regista Luca Ferrari presenterà al pubblico dell’isola il suo documentario Showbiz, tutto girato in presa diretta che racconta del “lato B della grande bellezza”. Prodotto da Valerio Mastandrea, Paolo Bogna e Simone Isola, il doc sarà introdotto anche dal giornalista e critico Mario Sesti, dal giornalista e autore televisivo Marco Giusti e dai produttori di Kimera.

    Alle 19 presso lo Schermo Tevere presentazione di “Atto di dolore” (David and Matthaus, 2016), libro-inchiesta scritto dal giornalista Tommaso Nelli, che affronta uno dei fatti di cronaca più importanti degli ultimi trent’anni: il caso Orlandi. Ospite dell’incontro Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela che non ha mai smesso di combattere per far emergere la verità sulla vicenda.

    Carlo VerdoneAlle 21.30 di domani, 24 giugno, Carlo Verdone incontrerà il pubblico dell’isola per parlare di Cinema e introdurre il suo ultimo film L’abbiamo fatta grossa. L’evento che avrà per protagonista il regista, attore e sceneggiatore, creatore e interprete di alcuni dei personaggi più conosciuti della cinematografia italiana sarà moderato da Mario Sesti. Secondo film della giornata, in programma alle 22, è The Imitation Game: pellicola che racconta della vita del matematico inglese Alan Turing, genio indiscusso del XX secolo, considerato uno dei padri dell’informatica, interpretato da Benedict Cumberbatch. Alle 20.30, nell’ambito di Cinema&Libri, la giornalista de Il Messaggero Maria Lombardi presenterà “Finirà questo silenzio” (CartaCanta, 2016), suo primo romanzo in cui, attraverso uno sguardo assai acuto, descrive il dolore della perdita e quegli indissolubili vincoli affettivi che determinano la nostra esistenza. Interverranno il diretto de Il Mattino, Alessandro Barbano, e lo scrittore Paolo Di Paolo.

    Il film campione indiscusso al botteghino Quo Vado?, diretto da Gennaro Nunziate ed interpretato e scritto da Checco Zalone sarà proiettato alle 21.30 di sabato 25 giugno in Arena Groupama. Poco dopo, alle 22, il Cinelab accoglierà Se Dio vuole, commedia di Edoardo Falcone, magistralmente interpretata da Marco Giallini e Alessandro Gassman, rispettivamente nei panni di un miscredente cardiochirurgo e di un prete che quotidianamente si mette in discussione.

    Alle 19 lo scrittore Alessandro Vizzino parlerà del suo “Trinacrime. Storia narrata di un pentito di mafia” (imprimatur, 2014) che ripercorre la vita di Tonio Sgreda e punta i riflettori sulla mafia siciliana, in particolare catanese, degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

    Chiudono, domenica 26 giugno, la programmazione della settimana: Creed – Nato per combattere, alle 21.30 in Arena, film di Ryan Coogler con Sylvester Stallone che per la sua interpretazione ha ricevuto una nomination agli Oscar come Miglior attore non protagonista; e alle 22 Noi e la Giulia, divertente ultima opera di Edoardo Leo interpretata da  Luca Argentero, Edoardo Leo, Claudio Amendola, Anna Foglietta e Stefano Fresi. Sempre alle 22, lo spazio letterario ospiterà Vincenzo Caracciolo D’Aquara che al pubblico parlerà del suo thriller storico “Ultima missione” (Astro Edizioni, 2016).

    Sino al 30 giugno il costo del biglietto per le proiezioni in programma in Arena Groupama sarà di 5 euro. Infine, sino al 28 giugno ospite de L’Isola è il divano del celebre Central Perk, iconica location della serie più acclamata degli anni ‘90, “Friends” (da lunedì 6 giugno su Comedy Central – Canale 124 di SKY). Come una vera star, il divano accoglierà tutti i fan della serie che vorranno accomodarsi e scattare divertenti selfie riproponendo immagini ispirate alla pluripremiata comedy.

    L’Isola del Cinema: appuntamento del 5 e 6 luglio

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    l'isola del cinemaContinua l’appuntamento all’Isola Tiberina de Il Festival Isola Mondo. La 2° Rassegna di Cinema Catalano a Roma (RCCR), in collaborazione con l’Atrium Film di Barcellona, propone due imperdibili serate che animeranno tutta l’isola tiberina, del focoso ritmo catalano, con la prestigiosa visione di due cortometraggi e due film presso il Cinelab Groupama, rigorosamente in versione originale con sottotitoli in italiano.

    Al termine di ogni sessione sarà offerta una degustazione di prodotti catalani esclusivamente per il pubblico in sala, nello spazio di fronte il Cinelab Groupama.

    La biglietteria per accedere al Cinelab Groupama è presso l’Arena, i prezzi sono di 5 Euro.

    Sabato 5 Luglio:

    ore 22.00 proiezione cortometraggio “Ahora no puedo” (Ora non posso), di Roser Aguilar.

    A seguire il film:

    La Por” (La paura), di Jordi Cadena.

    Manuela è un ragazzo di 17 anni che non parla mai con nessuno della paura che lo attanaglia ogni volta che suo padre è in casa. L’unico luogo in cui si sente libero dei suoi timori è la scuola.

    Domenica 6 luglio:

    ore 22.00 proiezione del cortometraggio “Elefante” di Pablo Larcuen.

    A seguire il film:

    Pauls Planet” di Aleix Barba & Marc Sirisi.

    Un documentario/road movie sul cantante folk Paul Fuster che nell’aprile del 2013 ha attraversato la Catalogna in bicicletta effettuando 55 concerti e percorrendo 2080 chilometri.

    VENEZUELA, TERRA D’AMORE E DI CULTURA.

    In concomitanza alla serata conclusiva della Catalogna, si apre un altro grande appuntamento, completamente gratuito, per la kermesse Isola Mondo. Il Venezuela torna a trovare L’Isola del Cinema con un importante evento nella serata del 6 luglio: Venezuela, Terra  d’Amore e di Cultura.

    Offerta dall’Ambasciata del Venezuela, la serata si svolgerà nell’Arena dalle ore 18.00, con un vasto programma che comprende: danze, balli, degustazione di prodotti tipici e performance dal vivo. Il tutto per rendere omaggio alla nazione che celebra l’anniversario dell’Indipendenza, ottenuta nel 1811.

    A seguire, alle ore 21.30 ci sarà la proiezione in anteprima Europea del film  “Bolivar, El Hombre de la Dificultad” (Bolivar l’Uomo delle difficoltà) di Luis Alberto Lamata.  Il film racconta, per la prima volta, la vita di Simon Bolivar non dalla prospettiva dell’eroe o del pioniere, ma da quella dell’uomo, dell’essere umano, con le debolezze e le angosce che l’hanno portato a pensare alla morte.

    Di seguito il programma degli artisti della serata:

    Le Associazioni latinoamericane rendono omaggio al Venezuela con:

    ·       Performance del Ballet Tango Sur (Argentina)

    ·       Performance  del Ballet Folklorico Bolivia Andina (Bolivia)

    ·       Esibizione musicale di Mónica Marziota (Cuba)

    ·       Esibizione musicale  dell’ Agrupación Matices (Ecuador)

    ·       Performance del Ballet Folklorico  “Los Rancheros de Susana Moraleda” (Messico)

    20.00 – 20.45: Esibizione di musica venezuelana a cura di Álvaro José e le sue ballerine

    20.45 – 21.30: Degustazione di piatti tipici della cucina venezuelana

    Durante la serata e, per tutta la settimana, a seguire sarà allestita la mostra fotografica “Il Venezuela raggiunge gli obiettivi del Millennio”, temporaneamente concessa dall’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la FAO.

    L’Isola del Cinema: Alessandro Borghi, Gabriele Mainetti e l’omaggio a Claudio Caligari

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    isola del cinemaL’Isola del Cinema di Roma ospita sino a questa sera, 7 luglio, l’Estate Giapponese, evento giunto all’ottava edizione che quest’anno si inserisce nella speciale cornice degli omaggi celebrativi del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. Dopo il successo di pubblico di ieri, anche questa sera sarà possibile degustare sake (dalle ore 19.30) e cucina giapponese. In Arena Groupama sarà inoltre proiettato Mohican Comes Home (Mohican Kokyo ni Kaeru, 2016) di Shuichi Okita, che narra le movimentate vicende di una famiglia sorpresa da imprevisti quotidiani, preceduto da uno spettacolo di danza giapponese “kamigata-mai” (alle 21).

    Per la sezione Nuovo Cinema Italiano, a cura di Francesca Piggianelli, approda al CineLab alle 22 Una nobile causa, diretto da Emilio Briguglio che racconta attraverso il genere della commedia il tema delicato dell’ossessione legata al gioco di azzardo. Oltre al regista, attesi sull’isola gli interpreti Francesca Reggiani, Rossella Infanti, Giulia Greco, Simona Marchini. Il film sarà preceduto da Apolloni in corto, rassegna di tre corti – Malati di sesso di Claudio Cicconetti, Numero 10 di Patrizio Trecca e Punti di vista di Matteo Petrelli – che in comune hanno il protagonista: Francesco Apolloni, ospite de L’Isola.

    Atteso per domani 8 luglio, alle 20.30, il concerto-omaggio “Il Suono dell’immagine” che il compositore Paolo Vivaldi dedica al regista Claudio Caligari. Sul palco al fianco del maestro Vivaldi, che ha curato inoltre le musiche di Non essere cattivo, anche Alessandro Borghi, protagonista di questa apprezzata opera del regista romano morto nel maggio 2015 a 67 anni. Con loro anche la madre di Claudio Adelina Caligari e parte del cast – Silvia D’Amico, Roberta Mattei ed Elisabetta De Vito. Bella e perduta è il film in programma, alle 22, al CineLab: la pellicola visionaria diretta dal regista casertano Pietro Marcello è la storia dell’incontro tra Tommaso Cestrone (l’angelo di Carditello, il volontario che nella vita reale accudì la reggia borbonica in stato d’abbandono contribuendo a rilanciare il dibattito sul degrado del casertano) e un bufalotto di nome Sarchiapone destinato a morte certa. Lo Schermo Tevere ospiterà alle 20 la presentazione del libro “Le cose dell’orologio” (Rogas Edizioni, 2016) di Mario Borghi, con Giorgio Amato, che narra del furto di un orologio di una piccola stazione ferroviaria.  Alle 22 la FIDAC – Federazione Italiana delle Associazioni professionali del Cineaudiovisivo celebra il suo decennale ed in questa occasione, presso lo Schermo Tevere, Mauro Bonanni incontrerà il pubblico per discutere di montaggio partendo dall’esempio di Non essere cattivo.

    Sabato 9 luglio, alle 21.30, il regista celebrato dalla critica e vincitore di sette Premi David di Donatello, Gabriele Mainetti introdurrà al pubblico il suo Lo chiamavano Jeeg Robot e torna dove tutto ha avuto inizio, nel luogo in cui il protagonista Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) dopo essersi buttato nelle acque del Tevere, entra a contatto con delle sostanze radioattive contenute in alcuni bidoni nascosti sotto la battigia che lo renderanno il supereroe che non avrebbe mai immaginato di essere. Proprio quei bidoni e alcune delle memorabili scenografie che hanno reso leggendaria la pellicola saranno mostrate agli spettatori in un percorso espositivo che li accompagnerà sino all’ingresso in Arena Groupama. L’incontro con il regista Mainetti sarà moderato da Francesco Alò, giornalista e critico cinematografico de Il Messaggero e BadTaste; il film inoltre concorre all’assegnazione del Premio Groupama Opera Prima e Seconda. Presenti in sala anche gli interpreti Gianluca Di Gennaro, Maurizio Tesei, Stefano Ambrogi.

    Alle 22 al CineLab prevista la proiezione de La Famiglia Bélier, pellicola diretta da Éric Lartigau che racconta di una famiglia in cui sono tutti sordi ad eccezione della sedicenne Paula, che dovrà scegliere tra le sue responsabilità familiari e il suo futuro. Nell’ambito dello spazio letterario ospitato allo Schermo Tevere, si terrà alle 19 la presentazione di “Eterne adoloscenti” (Cairo Publishing, 2015) di Susanna Schimperna sulla sindrome degli eterni Peter Pan.

    Alle 21.30 di domenica 10 luglio, La Macchinazione, il film di David Grieco (amico e collaboratore di Pasolini), che ricostruisce la verità dell’ultima tragica notte dello scrittore interpretato da Massimo Ranieri. La pellicola, opera seconda di Grieco, è tra i film selezionati per il Premio Opera Prima e Seconda. Per la sezione Fuoco sul reale, Simone Isola alle 22 presenterà Alfredo Bini – Ospite Inatteso, il documentario vincitore del Nastro d’Argento su un personaggio chiave della produzione cinematografica italiana. Infine, è dedicato a Mariangela Melato l’evento ospitato alle 22 presso lo Schermo Tevere: “Magnetica Mariangela” con la presentazione di un libro con gli scatti di Tommaso Le Pera alla celebre attrice i cui personaggi interpretati sono rimasti nella memoria di molti.

    L’isola del cinema: al via la XX edizione

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    Giunto alla sua XX edizione, l’Isola del Cinema consolida la sua posizione come appuntamento di punta dell’Estate Romana con importanti novità.

    Inserita tra gli eventi dei “Festival di particolare interesse per la vita culturale della città”, la tecnologia e il web sono i protagonisti indiscussi rendendo 2.0 il salotto della capitale. Una ribalta dove, oltre al cinema, trovano spazio eventi dedicati all’interazione fra le molteplici arti, storia, cultura e innovazione.

    Di seguito trovate la brochure degli eventi:l'isola del cinema

    L’isola dei cani: Wes Anderson presenta il film a Roma

    L’isola dei cani: Wes Anderson presenta il film a Roma

    L’isola dei cani di Wes Anderson, dopo essere stato proiettato in anteprima mondiale come film di apertura alla 68° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, è stato presentato a Roma mercoledì 21 febbraio nell’ambito di un evento molto speciale. Per volere del regista la prima proiezione italiana è stata riservata agli studenti di animazione e cinema e in particolare a chi sta studiando per far diventare la stop-motion la propria professione.

    In una sala gremita di futuri addetti ai lavori erano presenti gli studenti di IED Roma, CSC e una selezione dei ragazzi delle iniziative didattiche del Festival di Giffoni.  E’ curioso sottolineare che gli studenti specifici di animazione stop-motion erano solamente in sei ed erano la classe al completo dell’unico corso ufficiale esistente in Italia, ovvero quello dello IED Roma.

    Prima dell’inizio del film Wes Anderson si è intrattenuto a lungo con i ragazzi, raccontando di come è nata l’idea del film e di come si è sviluppato, con particolare riguardo alle informazioni di natura tecnica legate alla tecnica di animazione utilizzata. Insieme a lui c’erano Roman Coppola e Jason Schwartzman, collaboratori alla scrittura della sceneggiatura e compagni di scorribande cinematografiche fin dagli esordi.

    L’Isola dei Cani, recensione del film di Wes Anderson

    Poi, a sorpresa, è arrivato Bill Murray, che con allegria istrionica ha movimentato la chiacchierata, raccontando aneddoti, facendo battute su colleghi e collaboratori e giocando con la sventurata traduttrice, letteralmente strapazzata e spettinata dalle mani dell’attore. Bill Murray ha inoltre dichiarato il suo grande amore per la città di Roma e di come fosse felice di esserci tornato.

    A ognuno dei presenti è stato fatto un graditissimo omaggio, una action figure del film e il poster.

    L’Isola dei Cani: i protagonisti si presentano nelle interviste – video

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    Fox Searchlight continua la sua brillante campagna promozionale de L’isola dei cani, il nuovo film di Wes Anderson che torna all’animazione in stop motion dopo Fantastic Mr. Fox.

    Nel video, che potete vedere qui sotto, i protagonisti si presentano al pubblico come nelle normali interviste di routine, con l’unica differenza che gli attori non compaiono in carne e ossa ma continuano a “celarsi” sotto i panni dei simpatici cani a cui hanno prestato la voce.

    L’Isola dei Cani – Recensione del film di Wes Anderson

    Le voci dei personaggi sono di Edward NortonBill MurrayJeff GoldblumBob BalabanBryan CranstonScarlett JohanssonTilda Swinton e Greta Gerwig.

    L’isola dei cani arriverà in Italia il prossimo 17 maggio.

    La sinossi:

    Nel futuro 2037, tutti i cani del Giappone vengono messi in quarantena su un’isola di rifiuti a seguito della “influenza canina”. Cinque cani, stufi della loro decadente esistenza segregati dal mondo, incontrano un ragazzino, Atari Kobayashi, che giunge sull’isola per ritrovare il suo cane Spots. Atari riceve l’aiuto dei cani, che decideranno di proteggerlo dalle autorità giapponesi che lo vogliono riportare indietro.

    L’isola dei cani: ecco tutti i doppiatori originali e i loro personaggi

    A quasi dieci anni da Fantastic Mr.Fox, Wes Anderson è tornato all’animazione sto-motion con L’isola dei cani, il suo nuovo film presentato in anteprima al Festival di Berlino lo scorso Gennaio e in uscita in questi giorni nelle sale americane.

    Protagonisti assoluti della pellicola sono i numerosi cani (e qualche pupazzo “umano”) doppiati da altrettanti volti ricorrenti nella filmografia del regista texano (come Bill Murray, Tilda Swinton e Edward Norton), più qualche new entry.

    Scopriamo allora insieme i nomi degli attori de L’Isola dei cani coinvolti nel doppiaggio e il personaggio corrispondente: riuscirete a riconoscerli tutti?

    L’Isola dei Cani, la recensione del film di Wes Anderson

    L’isola dei cani arriverà in Italia il 1 maggio 2018.

    Vi ricordiamo inoltre che il film sarà proiettato in anteprima per il pubblico del COMICON di Napoli domenica 29 aprile, alle ore 15:30, in lingua originale con sottotitoli in italiano (qui tutte le informazioni).

    La sinossi: Nel futuro 2037, tutti i cani del Giappone vengono messi in quarantena su un’isola di rifiuti a seguito della “influenza canina”. Cinque cani, stufi della loro decadente esistenza segregati dal mondo, incontrano un ragazzino, Atari Kobayashi, che giunge sull’isola per ritrovare il suo cane Spots. Atari riceve l’aiuto dei cani, che decideranno di proteggerlo dalle autorità giapponesi che lo vogliono riportare indietro.

    Spots (Liev Schreiber)

    Oracle (Tilda Swinton)

    L’interprete Nelson (Frances McDormand)

    Duke (Jeff Goldblum)

    Jupiter (F. Murray Abraham)

    King (Bob Balaban)

    Atari (Koyu Rankin)

    Rex (Edward Norton)

    Nutmeg (Scarlett Johansson)

    Boss (Bill Murray)

    Chief (Bryan Cranston)

    Gondo (Harvey Keitel)

    Tracy Walker (Greta Gerwig)

    Il sindaco Kobayashi (Akura Takayama)

    La scienziata Yoko-Ono (Yoko Ono)

    L’Isola dei Cani, recensione del film di Wes Anderson

    L’Isola dei Cani, recensione del film di Wes Anderson

    A quasi dieci anni dal bellissimo Fantastic Mr Fox (2009) Wes Anderson torna a giocare con una delle sue tecniche cinematografiche predilette, ovvero l’animazione stop-motion, regalandoci L’Isola dei Cani, un film tanto originale, quanto perfetto, che tocca nel profondo tutte le corde emotive, commuovendo, strabiliando, tenendo con il fiato sospeso e soprattutto facendo rimanere lo spettatore attaccato allo schermo per tutta la durata della storia.

    Ambientato in un futuro non troppo lontano e tutt’altro che improbabile, L’Isola dei Cani racconta la fantastica avventura  di Atari Kobayashi, un ragazzo di 12 anni, figlio adottivo dello spietato e cinico sindaco di una città del Giappone, Megasaki City. Il politico odia i cani, anche in conseguenza di un antica tradizione e decide di emanare un decreto di espulsione per tutti i cani della città. Una terribile malattia che sembra aver colpito tutti questi animali convince anche l’opinione pubblica che non ci possa essere altra scelta.

    Così, uno ad uno, tutti i cani vengono deportati su un isola discarica, trasformata in una vera e propria terra di nessuno, dove le tante bestiole sopravvissute all’esilio si riorganizzano in bande disperate. I cani sono alla continua ricerca di cibo, di speranza e di un barlume di sopravvivenza.

    Atari fugge di casa e pilotando maldestramente un mini aereo si schianta sulla discarica. Vuole ritrovare Spot, il suo amato cane da guardia. Ferito, privo di un rene, azzoppato e con un pezzo di elica conficcato nella testa, il ragazzo stringe amicizia con un branco di cani ribelli e con loro intraprende un epico viaggio nella misteriosa e pericolosa isola dei cani.

    L’Isola dei Cani è una storia che regala poesia, umorismo e azione. È un racconto sull’ amicizia, sulla lealtà, sulla difesa dei propri ideali. È una moderna fiaba animalista e ambientalista, che non diviene mai stucchevole e non cade mai in luoghi comuni e facili sentimentalismi, alternando momenti struggenti a sequenze molto violente, assai rare nel cinema di animazione.

    L’Isola dei Cani erede del cinema di Kurosawa

    Wes Anderson con il suo inconfondibile stile raffinato, colorato, simile ad un bellissimo libro illustrato, rende omaggio alla portata epica e alla bellezza del cinema giapponese e all’eredità narrativa di Akira Kurosawa, alla nobile lealtà dei compagni canini, qui ridotti a pulciosi samurai  pronti alla morte per la difesa di un ideale.

    Anderson dipinge in punta di pennello, emulo delle raffinatezze di Hokusai,  una serie di meravigliose illustrazioni animate a passo uno, per raccontare il caparbio eroismo pieno di speranze del piccolo Atari, il suo rifiuto totale per l’ingiustizia e l’intolleranza,  la sua difesa spasmodica dei  sentimenti che lo legano dall’infanzia al suo amico a quattro zampe.

    L’idea del film è iniziata con un improbabile, ma potente mix di fascinazioni condivise da Anderson e dai suoi collaboratori Roman Coppola, Jason Schwartzman e Kunichi Nomura, ovvero i cani, il futuro, le discariche, le avventure d’infanzia, i film giapponesi.  Dice Anderson:  “Volevo fare qualcosa di futuristico. Volevo un branco di cani alfa che fossero tutti i leader contemporaneamente. E volevo far vivere questa storia in una terra sconfinata fatta di spazzatura. Amo il Giappone e  il cinema giapponese  e volevo fare qualcosa che fosse davvero ispirato ai film giapponesi, ma che si mescolasse ai film che hanno i cani come protagonisti.”

    L’Isola dei Cani è un film raro, di difficile catalogazione, fuori da qualsiasi schema e assolutamente non paragonabile ad altre pellicole. E’ un’opera piena zeppa di invenzioni visive e anche linguistiche (per questo motivo sarà difficile che il doppiaggio possa rendergli giustizia). Si tratta di un film talmente originale che potrebbe anche spiazzare lo spettatore, confondendolo con una struttura narrativa complessa, divisa in capitoli come fosse un libro e con continui salti avanti e indietro nel tempo, oltretutto sottolineati da un alternanza stilistica per differenziare visivamente le raffinate stratificazioni della storia.

    L’Isola dei Cani è la conferma felice dell’estro espressivo smisurato di Wes Anderson, uno dei più grandi autori contemporanei, che riesce con questo nuovo meraviglioso tassello della sua filmografia a traghettare l’animazione stop-motion in un isola felice, dove allontanata dallo stereotipo del cinema per famiglie, dimostra tutte le peculiarità espressive di una tecnica magica, che permette di dare vita a mondi strabilianti, tangibili ( cosa che l’animazione 2D e 3D non riescono a fare) e proprio per questo  a volte appare perturbante.

    L’isola dei cani in anteprima al Napoli Comicon

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    L’isola dei cani in anteprima al Napoli Comicon

    COMICON (Napoli, 28 aprile – 1 maggio), in collaborazione con 20th Century Fox, ha il piacere di annunciare il primo evento speciale della sezione CartooNa: L’isola dei cani. Il nuovo film d’animazione in stop motion scritto e diretto da Wes Anderson sarà proiettato in anteprima per il pubblico di COMICON domenica 29 aprile, alle ore 15:30, in lingua originale con sottotitoli in italiano.

    Ambientato in Giappone nel 2037, L’isola dei cani segue l’odissea di un ragazzo alla ricerca del suo cane. Nel cast (voci nella versione originale): Bryan Cranston, Edward Norton, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob Balaban, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Frances McDormand, Greta Gerwig.

    L’isola dei cani arriverà nelle sale italiane il 1° maggio 2018.

    I biglietti per COMICON 2018 saranno in vendita dal 22 gennaio su www.comicon.it e in tutto il circuito Go2, on line e rivenditori.

    L’Isola dei Cani, recensione del film di Wes Anderson

    Trai vari attori che presteranno il loro contributo per la realizzazione del film ci sono Edward Norton, che compare anche nel video, Bill Murray, Jeff Goldblum, Bob BalabanBryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda SwintonGreta Gerwig tra gli altri.

    L’ultimo film del regista, The Grand Budapest Hotel, ha riscosso un enorme successo, sia al box office, diventando il maggior successo economico di Anderson, che presso la critica, oltre ad essere stato trai principali protagonisti della stagione dei premi 2015, arrivando a conquistare quattro premi Oscar per il reparto tecnico (costumi, trucco, colonna sonora e scenografia). Con Isle of Dogs, il regista si mette di nuovo in gioco con una tecnica che ha imparato a padroneggiare molto bene e che non pone limiti alla sua creatività così vivida.

    L’Iran arresta due star del cinema per aver protestato coraggiosamente in pubblico senza velo

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    Due famose star del cinema iraniano Hengameh Ghaziani e Katayoun Riahi sono state arrestate e imprigionate in Iran dopo essere apparsi in pubblico e sui social media senza velo in un audace atto di sfida e protesta contro la morte di Mahsa Amini. L’agenzia di stampa statale iraniana IRNA ha affermato che Ghaziani e Riahi sono ora entrambe dietro le sbarre dopo essere stati convocati dai pubblici ministeri del paese in un’indagine a causa di post “provocatori” sui social media.

    Ghaziani, che è un’attrice di cinema e teatro che ha vinto molti riconoscimenti in Iran, sabato ha pubblicato un potente video di se stessa su Instagram mentre si toglie l’hijab e cammina con orgoglio in una strada di Teheran. “Forse questo sarà il mio ultimo post”, ha scritto. “Da questo momento in poi, qualunque cosa mi accada, sappiate che come sempre, sono con il popolo iraniano fino al mio ultimo respiro”.

     

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    Riahi, che ha recitato in molti film e programmi televisivi iraniani, tra cui la serie di fama internazionale Prophet Joseph, che attinge dal Corano e dalle tradizioni islamiche, e ha anche vinto molti premi, è stata arrestata poco dopo Ghaziani come parte della stessa indagine, secondo quanto affermato da IRNA. Dopo essere apparsa senza hijab a settembre in un’intervista televisiva rilasciata a un’emittente londinese, Riahi aveva espresso solidarietà alle proteste che hanno travolto l’Iran dalla morte di Amini. La polizia morale iraniana ha arrestato Amini, che aveva 22 anni, il 13 settembre a Teheran. Morì in una stazione di polizia tre giorni dopo. La polizia dice che è morta per un attacco di cuore, ma non aveva mai avuto problemi cardiaci.

    All’inizio di questo mese, Taraneh Alidoosti, nota al pubblico internazionale per il suo ruolo in The Salesman di Asghar Farhadi, ha pubblicato un’immagine di se stessa senza hijab sui social media, facendo notizia in tutto il mondo. Alidoosti, che ha promesso di rimanere in patria a “qualsiasi prezzo”, non è stata ancora arrestata. Farhadi, che a settembre è apparso allo Zurich Film Festival ha rilasciato una dichiarazione e un video ha esortato gli artisti di tutto il mondo a proclamare la loro solidarietà al popolo iraniano che protestava contro la morte di Amini, da allora non è più tornato in Iran.

    L’ira di Becky: la spiegazione del finale del film

    L’ira di Becky: la spiegazione del finale del film

    L’ira di Becky di Matt Angel e , sequel del film Becky del 2020, è una commedia d’azione incentrata su una trama di vendetta. Seguendo Becky, una ragazza orfana con un talento per la violenza vendicativa, il film racconta il suo viaggio mentre fugge dal sistema di affidamento con il suo fedele cane, Diego. Dopo aver trovato un posto dove stare con una gentile signora anziana, Elena, la vita di Becky ricomincia da capo fino a quando alcuni uomini di un’organizzazione fascista attaccano la loro casa e rapiscono Diego.

    Armata della sua ferocia, Becky deve affrontare i suoi aguzzini, che si fanno chiamare i “Nobili Uomini” e recuperare il suo amato Diego. Se siete curiosi di sapere dove porterà la letale protagonista questa nuova avventura pericolosa e sanguinosa e cosa lei scoprirà sui Nobili Uomini, ecco tutto quello che c’è da sapere sul finale di L’ira di Becky.

    La trama di L’ira di Becky

    Sono passati tre anni dagli eventi del primo film; Becky ora ha 16 anni. È stata in tre case famiglia e non è rimasta a lungo in nessuna di esse. Nel prologo del film, lei e Diego vengono mandati a vivere con una coppia di religiosi eccessivamente gentili. Anche se all’inizio Becky decide di stare al gioco e di dire alla coppia esattamente quello che vogliono sentirsi dire, quando loro si addormentano decide di scappare. Viene mandata in altre due famiglie affidatarie, ma non rimane nemmeno con loro.

    Lulu Wilson in L'ira di Becky
    Lulu Wilson in L’ira di Becky

    Poco prima dell’inizio del film, Becky incontra una donna mentre fa l’autostop. Questa donna è Elena, che accoglie Becky nella sua casa. All’inizio del film, Becky vive con Elena e lavora in una tavola calda locale. La sua vita idilliaca viene interrotta dall’arrivo in città dei membri dei Nobili Uomini, con uno scopo che diventerà chiaro in seguito. A quanto pare, il gruppo vuole dare inizio a una rivolta e ha scelto questa città come epicentro. Odiano più di ogni altra cosa una politica liberale, la senatrice Hernandez, e le sue politiche, e hanno organizzato manifestazioni contro di lei.

    Ritenendole inefficaci, alcuni membri hanno deciso di adottare un approccio più violento. Quando Sean arriva in città con DJ e Anthony, ha l’impressione che si tratti di un’altra manifestazione. Solo più tardi capisce la verità. Capendo correttamente che tipo di persone sono questi tre, Becky lascia trasparire il suo lato conflittuale “rovesciando” una tazza di caffè bollente sulle gambe di Anthony. Tuttavia, i tre uomini capiscono che ha agito intenzionalmente e la seguono segretamente fino a casa di Elena. Anthony attacca per primo Becky, che chiama Diego in aiuto.

    Ma prima che lui possa raggiungere Becky e Anthony, DJ lo colpisce con una mazza da baseball. Quando Elena cerca di intervenire, Anthony le spara. Becky, infuriata, cerca di attaccare uno degli uomini, ma viene messa fuori combattimento. La mattina seguente, si sveglia e scopre che Elena è morta e Diego è scomparso. Facendo del suo meglio per non farsi prendere dal panico, Becky seppellisce Elena prima di partire per vendicarsi. Avendo sentito che gli uomini sono in città per incontrare un certo Darryl, Becky decide che è un buon punto di partenza. Ci sono due Darryl in città.

    Il primo è una donna anziana che fuma come un turco mentre cammina con una bombola di ossigeno. Con un Darryl apparentemente fuori discussione, Becky si concentra sull’altro. A casa del secondo Darryl, Anthony minaccia i suoi amici di terribili conseguenze se racconteranno a qualcuno ciò che è successo la notte prima. Ma il loro comportamento attira presto l’interesse di Darryl, che scopre la verità dai tre giovani. All’insaputa di tutti loro, Becky è proprio fuori, li osserva e si prepara ad attaccare.

    Michael Sirow, Matt Angel e Aaron Dalla Villa in L'ira di Becky
    Michael Sirow, Matt Angel e Aaron Dalla Villa in L’ira di Becky

    Il finale del film: Becky ottiene la sua vendetta

    Sebbene entrambi i film di Becky esplorino altri temi, trattano principalmente di vendetta. Le azioni di Becky in entrambi i film sono scatenate da un torto subito. In L’ira di Becky, lei prende di mira alcuni membri dei Nobili Uomini dopo che questi irrompono nella casa dove ha trovato una nuova dimora e uccidono Elena. Veniamo a sapere che Anthony e DJ sono in città per mettere in atto l’attacco al senatore Hernandez, che sta per tenere un discorso al municipio. Sean non ne sapeva nulla.

    È semplicemente un razzista e un sessista, ma non è ancora radicalizzato al punto da commettere atti di violenza contro il governo degli Stati Uniti. Nel frattempo, mentre Becky valuta la situazione, scopre che Darryl è un ex Ranger dell’esercito che ha prestato servizio più volte in Iraq. Racconta quasi con naturalezza a Sean una storia di quei giorni per fargli capire cosa lui e i suoi compagni fanno ai traditori. Fino a quel punto della narrazione, non eravamo esattamente sicuri del tipo di mostro che fosse, ma quella storia chiarisce tutto.

    Il primo a morire in questo gruppo è Anthony. Darryl lo manda a negoziare con Becky per restituirle il cane. Ma Anthony non ha alcuna intenzione di farlo e cerca di uccidere Becky. Cade però nella trappola che lei aveva preparato in precedenza e viene poi mandato alla porta d’ingresso della casa di Darryl. Quando Darryl apre la porta, la testa di Anthony esplode. Il secondo a morire è Sean. Darryl lo uccide dopo che lui ha cercato di andarsene e ha insultato i Nobili Uomini. Becky spara poi un dardo con la balestra attraverso la bocca di Twig, un membro dei Nobili Uomini.

    In seguito lo uccide prima di essere messa fuori combattimento con un dardo tranquillante. Darryl però non uccide immediatamente Becky perché lei ha la lista di tutti i membri dei Nobili Uomini in tutto il paese. Sa che sarebbe un disastro se le autorità venissero a conoscenza della lista e tiene Becky in vita per estorcerle le informazioni. Ma l’arrivo del capo del gruppo non risolve il problema, e Becky riesce a uccidere Darryl attirandolo nella trappola che aveva preparato in precedenza. Con il suo ultimo respiro, lui si complimenta con lei.

    Sean William Scott in L'ira di Becky
    Sean William Scott in L’ira di Becky

    Chi è il leader dei Noble Men?

    In un esempio di ironia contorta, a capo dei Nobili Uomini c’è una donna. Si tratta di una persona che sia il protagonista che il pubblico hanno già incontrato in precedenza: l’altro Darryl della città. A quanto pare, è la madre di Darryl Jr. e gli ha dato il suo nome. Dopo che suo figlio ha catturato Becky, Darryl Sr. si presenta per interrogarla, usando Diego per costringerla a rivelare dove si trova la chiavetta USB.

    Becky usa però le sue conoscenze da girl scout per liberarsi, colpisce Darryl Jr. con il gas di una bomboletta per costringerlo a lasciare momentaneamente la stanza e lancia un coltello contro Darryl Sr. Torna a prendere Diego e scopre che Darryl Sr. è ancora vivo. La donna anziana cerca di spararle, ma con un coltello conficcato nel cervello, il colpo manca il bersaglio. Per vendicarsi delle sue azioni precedenti, Becky ordina a Diego di sbranare e mangiare Darryl Sr.

    Qual è il segreto della chiavetta?

    La chiavetta è ciò che il neonazista cercava nel primo film e per cui ha ucciso il padre di Becky. Nel sequel, Becky scopre con l’aiuto involontario di Darryl Jr. che la chiave può essere aperta e contiene delle coordinate. Verso la fine dell’episodio, un agente della CIA pone a Becky due domande, con la condizione che se lei risponde affermativamente alla prima domanda, le verrà posta una seconda domanda. Becky risponde di sì quando le viene chiesto se sarà la recluta più giovane nella storia della CIA.

    Poiché la seconda domanda riguarda il segreto della chiave, possiamo presumere che Becky ora conosca la verità, che probabilmente verrà esplorata nel potenziale terzo film già annunciato, in cui il gruppo dei Nobili Uomini verrà ulteriormente approfondito e messo sotto tiro da Becky, ormai evidentemente intenzionata a smantellare del tutto quest’organizzazione razzista e violenta. L’ira di Becky si conclude poi con Becky che dà la caccia a DJ e lo uccide con un lanciarazzi.

    L’Ipnotista: recensione del film di Lasse Hallstrom

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    L’Ipnotista: recensione del film di Lasse Hallstrom

    Ne L’ipnotista una famiglia viene brutalmente massacrata: cadono sotto i colpi furiosi di una lama madre, padre e bambina; si salva per miracolo, gravemente ferito, il figlio adolescente. L’ispettore dell’anticrimine Joona Limma di fa carico del caso. Per venirne a capo, chiede aiuto a un misterioso ipnotista,Erik Bark, pregandolo di scandagliare il subconscio del giovane sopravvissuto. La situazione precipita quando il figlio di Bark viene rapito…

    C’è una Scandinavia nera, libri e film ne parlano da qualche anno, e ne continuano a parlare, talvolta avendo qualcosa da dire, spesso aggrappandosi senza troppi argomenti a un calderone commerciale, sperando di avere fortuna. Il navigato cineasta svedese Lasse Hallstrom si cala in questo habitat con L’ipnotista, un buon giallo tratto dall’omonimo romanzo di Lars Kepler. Partenza sanguinaria, buona presentazione dei personaggi, parte mediana a tratti un po’ frettolosa, ma comunque convincente, e un finale che tiene ben desti e diverte. Due ore di storia, solcate da due protagonisti: l’investigatore Joona, l’ipnotista Erik. Il primo eroe razionale, il secondo magico, quasi uno stregone di cui lo spettatore impara a fidarsi poco a poco. Il doppio lead carachter è una qualità che giova all’intero racconto e gli fa evitare sgradite vie, come una scontata linea sentimentale: se fosse solo al comando, il poliziotto Limma potrebbe concedersi una liason con la bella dottoressa Daniella; invece, non c’è che una cena, per giunta interrotta bruscamente.

    L’ipnotista è anche una bella storia di Natale. La carneficina si consuma a pochi giorni dal 25 dicembre e, mentre l’indagine procede, le esistenze inquiete dei personaggi trovano un po’ di quiete. Erik e la moglie Simone, messi alla prova dal ricordo di un tradimento, stroncati dalla reciproca diffidenza, ritrovano l’unità nella sofferenza per il rapimento del fragile figlio; e Joona, in una tenera e fugace coda del racconto, sembra realmente intenzionato a vivere un Natale di umano calore, chissà dopo quanti anni.

    La Scandinavia senza sorrisi, famiglie felici, welfare e mobili imballati trova in Lasse Hallstrom un cantore e narratore raffinato e lontano dai più fastidiosi cliché del filone giallo – noir. Per il regista di Chocolat e Le regole della casa del sidro, una felice parentesi domestica tra le glorie e le fatiche hollywoodiane.

    L’investigatore dell’incubo sbarca in sala

    L’investigatore dell’incubo Dylan Dog, accompagnato dal fido assistente Marcus (?), si ritrova nel mezzo di una lotta per il controllo del territorio di New Orleans tra un antico clan di vampiri e un altrettanto ancestrale branco di lupi mannari. In questa incresciosa situazione, avrà anche il tempo di innamorarsi della bella Elizabeth.

    L’inverno più duro (The Damned): spiegazione del finale e significato del Draugur nel film horror

    Nel panorama dell’horror contemporaneo, L’inverno più duro (The Damned) si distingue per un approccio raro: non punta sullo spavento immediato, ma costruisce un’esperienza lenta, opprimente, in cui il vero terrore emerge dalla mente dei personaggi. Ambientato in un avamposto di pescatori nel XIX secolo, il film diretto da Thordur Palsson utilizza il gelo, l’isolamento e la colpa come strumenti narrativi, trasformando una storia di sopravvivenza in un viaggio psicologico.

    Fin dalle prime sequenze, la vicenda di Eva e dei pescatori introduce un conflitto morale preciso: salvare gli altri o salvare sé stessi. È una scelta che segna ogni evento successivo e che trova nel finale una sintesi ambigua e potente. Il dubbio centrale resta uno: il Draugur è reale o è solo una proiezione della coscienza? Ed è proprio in questa ambiguità che il film trova la sua forza.

    Cosa succede davvero nel finale de L’inverno più duro: tra sopravvivenza, colpa e un possibile intruso umano

    Il finale del film rappresenta il punto di rottura definitiva tra realtà e percezione. Dopo una serie di eventi sempre più inquietanti – la scomparsa del cibo, la morte dei pescatori, le visioni condivise – Eva arriva a credere completamente nell’esistenza del Draugur, una creatura della mitologia nordica che torna tra i vivi per vendetta.

    Quando la presenza entra nella sua stanza, Eva reagisce come se si trovasse davanti a un’entità soprannaturale. Si nasconde, si arma, e infine spara. Subito dopo, decide di bruciare la casa, convinta che il fuoco sia l’unico modo per distruggere definitivamente la creatura. È un gesto che sembra liberatorio, quasi catartico: per la prima volta, Eva sente di aver ripreso il controllo.

    Ma è qui che il film introduce il suo ribaltamento più importante. Attraverso un flashback, scopriamo che ciò che Eva ha affrontato potrebbe non essere stato un mostro, ma un uomo sopravvissuto al naufragio. Un uomo che aveva perso tutto, che aveva rubato il cibo per sopravvivere e che cercava disperatamente un modo per tornare a casa.

    Questa rivelazione cambia completamente la prospettiva: le morti, le paranoie e le violenze non sarebbero causate da una creatura soprannaturale, ma da una catena di errori, paura e senso di colpa. Il Draugur, in questa lettura, non è mai esistito davvero. È stato costruito dalla mente dei personaggi.

    Il Draugur come metafora della colpa: cosa significa davvero il mostro nel film

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    Il Draugur non è semplicemente un elemento folkloristico inserito per creare tensione: è il cuore simbolico del film. Rappresenta la colpa collettiva dei pescatori, incapaci di aiutare chi stava morendo davanti ai loro occhi. È la materializzazione di una scelta morale sbagliata.

    Dopo il naufragio, ogni personaggio porta dentro di sé il peso di quella decisione. Non hanno salvato gli altri per sopravvivere, ma questa sopravvivenza diventa insostenibile. La mente cerca una giustificazione, un nemico esterno, qualcosa su cui proiettare il senso di colpa. E così nasce il Draugur.

    Le visioni, le allucinazioni e la paranoia non sono casuali: sono sintomi di un trauma condiviso. Il freddo, la fame e l’isolamento amplificano tutto, ma il vero motore è psicologico. Il film suggerisce che quando la colpa non viene affrontata, si trasforma in qualcosa di incontrollabile, capace di distruggere dall’interno.

    Anche la progressiva follia dei pescatori segue questa logica. Prima Helga introduce la superstizione, poi gli altri iniziano a crederci, fino a perdere completamente il contatto con la realtà. Il Draugur diventa così una verità condivisa, anche se forse non è mai esistito.

    L’inverno più duro e l’horror psicologico europeo: il contesto autoriale e il senso dell’ambiguità

    Il film di Thordur Palsson si inserisce chiaramente nella tradizione dell’horror psicologico europeo, dove il terrore nasce dall’ambiguità e non dalla certezza. Piuttosto che offrire risposte definitive, il regista costruisce un racconto aperto, in cui ogni interpretazione resta valida.

    L’uso del paesaggio è fondamentale: il gelo, il mare e la nebbia non sono semplici elementi scenografici, ma riflettono lo stato mentale dei personaggi. L’ambiente diventa ostile, ma anche indistinto, proprio come la realtà percepita dai protagonisti. Non esiste più una linea chiara tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

    Questa scelta avvicina il film a opere che lavorano sulla stessa tensione tra reale e immaginato, dove il soprannaturale è sempre in bilico. L’ambiguità finale non è un limite, ma una dichiarazione di intenti: il film non vuole dirti cosa è successo, ma farti vivere l’esperienza del dubbio.

    In questo senso, L’inverno più duro non è un horror tradizionale, ma un racconto sulla responsabilità morale e sulle conseguenze delle proprie scelte. Il mostro, alla fine, potrebbe essere solo un modo per non guardarsi allo specchio.

    Il Draugur era reale oppure no? Le due interpretazioni del finale spiegate

    Il film lascia volutamente aperte due interpretazioni principali, entrambe coerenti con gli eventi mostrati.

    La prima è quella razionale: il Draugur non esiste. Tutto è il risultato di allucinazioni causate da freddo, fame, isolamento e senso di colpa. L’uomo sopravvissuto al naufragio è reale, e la sua presenza viene fraintesa. In questo caso, il vero orrore è umano, non soprannaturale.

    La seconda è quella soprannaturale: il Draugur esiste davvero. L’uomo visto nel finale potrebbe essere solo una manifestazione della creatura, una forma che assume per ingannare i vivi. In questa lettura, il film diventa una storia di punizione, in cui i pescatori vengono perseguitati per la loro scelta.

    La forza del finale sta proprio qui: non scegliere. Entrambe le versioni funzionano, ma portano a conclusioni diverse. Se il Draugur non è reale, il film parla di colpa. Se lo è, parla di giustizia.

    E forse, la risposta più onesta è che non importa quale sia la verità. Per Eva e per gli altri, il Draugur è stato reale abbastanza da distruggerli.

    L’invenzione di Noi Due: recensione del film di Corrado Ceron

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    L’invenzione di Noi Due: recensione del film di Corrado Ceron

    L’invenzione di Noi Due, il nuovo progetto del regista italiano Corrado Ceron arriva nelle nostre sale a partire dal prossimo 18 luglio. Il film, distribuito da Be Water, Medusa, è un dramma sentimentale di 110 minuti che ben si inserisce all’interno del proprio filone di riferimento.

    Tratto dall’omonimo romanzo di Matteo Bussola e presentato in anteprima al Festival di Taormina 2024, il film è stato sceneggiato da Federico Fava, Valentina Zanella, Paola Barbato e dallo stesso Bussola e gode delle musiche di Lorenzo Tomio e Pasqua Maddalena.

    Protagonisti dell’opera sono gli attori Lino Guanciale e Silvia D’Amico. Coppia attoriale alla quale vanno ad aggiungersi Francesco Montanari, Paolo Rossi, Diego Facciotti, Emanuele Fortunati ed Elisabetta De Gasperi.

    L’invenzione di Noi Due: la trama

    Milo e Nadia, conosciutisi (letteralmente) sui banchi di scuola e sposati da diversi anni, si ritrovano ad affrontare una crisi profonda del loro rapporto. La loro quotidianità è ormai appiattita, la comunicazione scarsa e l’intesa sembra svanita. Nadia, in particolare, appare distaccata e infelice, mentre Milo, ancora innamorato, non riesce a rassegnarsi alla situazione. Incapace di accettare la fine del loro amore, Milo escogita un piano originale per riconquistare Nadia, inizia a scriverle lettere anonime, firmandosi con un nome inventato.

    Nelle missive, Milo riversa i suoi sentimenti più profondi, raccontando storie inventate e descrivendo un uomo ideale che sembra rispecchiare le qualità che Nadia ammirava in lui all’inizio della loro relazione. Intrigata da queste misteriose lettere, Nadia si ritrova a fantasticare sul “partner” attratta dalla sua sensibilità e dalla sua attenzione e dando così vita a una fitta corrispondenza epistolare che riaccende in lei emozioni sopiste e un desiderio di evasione dalla sua vita monotona. Tra dubbi, speranze e una linea temporale continuamente frammentata da flashback le esistenze intrecciate dei due si svelano a poco a poco; anche se, ogni giorno che passa, la situazione sembra farsi sempre più complicata. Fino a quando…

    L’invenzione di Noi Due: frammenti sparsi

    È un film di frammenti L’invenzione di Noi Due di Corrado Ceron. Un film spezzato, puzzle da ricomporre in attesa di un’immagine chiara, chiamata a formarsi di minuto in minuto, con pazienza. Film che nel frammento trova forma e sostanza, ritrovandosi a saltellare tra linee temporali differenti, legate da una voce che attraversa il continuum e destinate a convergere nel segno di un amore sbiadito, andato corrodendosi nel corso degli anni.

    Un’opera drammatica, scavata nel volto disorientato del suo protagonista (un bravo Lino Guanciale). Un’opera di detti e non detti e sconfortante solitudine, basata su una delicata poetica del ri-conoscersi. Un lavoro che recupera la dimensione epistolare dell’omonimo romanzo da cui è tratto per traslarla su grande schermo e farne immagine analogica; macchiando prima la superficie di un vecchio banco scolastico e sostituendo poi “l’inchiostro” con un fitto, ma rallentato, scambio di mail – consentendo così a un sentimento a lungo sopito di ritrovare vigore proprio nella distanza da quella messaggistica istantanea che contraddistingue la modernità.

    L’invenzione di Noi Due: una gabbia di parole

    L’invenzione di noi due è dunque romantic-drama atipico nella sua convenzionalità. Che lavora di ricomposizioni, di aggiustamenti impossibili. Che pesca dalla tradizione del genere per poi sviluppare una sorta di negativo del C’è posta per te di Nora Ephron – tornando cioè a ragionare sul potere salvifico delle parole, ma abbandonando la componente giocosa del film del ’98 a favore di sfumature di crescente rassegnazione esistenziale.

    Ed è qui, paradossalmente, che il film di Ceron semina i germogli della propria inefficacia. In quella ragnatela di frasi ad effetto e citazioni filosofiche che arrivano a dipingere un quadro di coppia quasi esasperante, una prigione da cui è impossibile evadere e da cui l’immagine non riesce a svincolarsi. Una vera e propria gabbia nella quale il (non) rapporto d’amore tossico venuto a crearsi tra i due innamorati prolifera senza particolari ostacoli designando un rapporto sbilanciato e mai realmente conscio della propria natura e della dilagante ambiguità che lo caratterizza. Una gabbia che neanche la figura del fratello di Milo o quella del venditore di modellini di treni che osserviamo in un paio di scene – entrambi protagonisti di momenti delicati e particolarmente azzeccati proprio perché parzialmente slegati dalle atmosfere “da cioccolatino” che pervadono buona parte del film – riescono a salvare l’opera da un finale mortificante, dominato da egoismi e inconsapevoli sconfitti.

    Con buona pace di un romanticismo “su carta” che, come Milo, sembra non voler accettare il suo triste, ma inevitabile deteriorarsi. “Questa è la storia di come mi sia riuscito di tramutare l’amore in cenere, poi la cenere di nuovo in amore”.

    L’invecchiamento cinematografico delle star a confronto con quello reale – video

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    A molti attori è richiesto, in alcuni casi, di invecchiare per esigenze di copione. Tra trucco e prostetica molti volti noti e giovani assumono sembianze da anziani, ma spesso accade, per attori che si sono lasciati invecchiare dal trucco tanti anni fa, di fare i conti con le rughe e i capelli bianchi che la vita e lo scorrere del tempo conferiscono a ognuno di noi.

    Geek Tyrant ha condiviso un video dell’utente di Youtube filminick in cui si mettono a confronto le immagini dell’invecchiamento fittizio degli attori con le immagini reali del trascorrere del tempo su alcuni dei volti più famosi e amati del grande cinema.

    https://www.youtube.com/watch?v=Imhl1E4PNp4

    Fonte: GeekTyrant

    L’invasione degli ultracorpi: recensione del cult di Don Siegel

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    L’invasione degli ultracorpi: recensione del cult di Don Siegel

    L’invasione degli ultracorpi è il film cult del 1956 di Don Siegel con protagonisti Kevin McCarthy, Dana Wynter, Larry Gates, King Donovan, Carolyn Jones.

    L’invasione degli ultracorpi, la trama: Il dottor Miles J. Bennell racconta al collega dottor Hill una storia allucinante. La cittadina di Santa Mira è stata invasa da extraterrestri che copiano perfettamente gli abitanti ai quali si sostituiscono durante il sonno. Queste creature si replicano all’interno di enormi baccelli che crescono finché creano copie senza sentimenti ed eliminano gli originali.

    Bennell prova a dare l’allarme, ma nessuno gli crede: la cittadina è diventata centro di smistamento dei baccelli e tutti gli abitanti sono ormai doppiati. Tenta la fuga insieme alla fidanzata ma durante il viaggio la donna non riesce a rimanere sveglia e si addormenta, diventando a sua volta replicante.

    Sconvolto, raggiunge un’autostrada dove prova a mettere in guardia gli uomini del pericolo, ma viene arrestato e portato all’ospedale presso il dottor Hill, che ascoltata la storia lo giudica pazzo; ma proprio al termine del racconto di Bennell, giunge in ospedale un ferito coinvolto in un incidente stradale, era alla guida di un autocarro pieno di strani baccelli proveniente da Santa Mira. Il dottor Hill si rende conto che Bennell ha detto la verità e telefona per dare l’allarme generale. I soldati militari che avevano scortato Bennel sentendo la notizia comprendono il pericolo e avvertono sùbito l’esercito.

    L’invasione degli ultracorpi, l’analisi

    Questo è un film del 1956 che è stato definito un piccolo capolavoro del cinema horror degli anni cinquanta; la sceneggiatura è tratta dall’omonimo romanzo di Jack Finney, e la storia rievoca anche precedenti racconti della letteratura scritti da Philip Dick La Cosa-Padre del 1954 e L’impiccato del 1953.

    L’invasione degli ultracorpi non si avvale di effetti speciali, ma della regia efficace di Don Siegel che ambienta il suo film in una cittadina californiana “contaminata” da un virus extraterreste scoperto dal dottor Miles Bennell; questo virus, insinuatosi nella popolazione di Santa Mira, terrorizza tutti creando un clima di suspence e terrore per l’intero film: di notte dei grossi baccelli s’appropriano dei corpi umani, inermi durante il sonno, “replicandoli” e sostituendosi ad essi, per cui fondamentale diventa per la gente restare sveglia.

    L'invasione degli ultracorpi

    In un crescendo di tensione e angoscia, il dottore fugge con la fidanzata ma anche lei si addormenta e viene “clonata” e improvvisamente lui si ritrova solo, catturato e arrestato viene ricoverato, giudicato pazzo per aver raccontato questa storia, ma poco dopo, un ferito coinvolto in un incidente stradale, convince tutti del pericolo e scatta l’allarme. Girato a bassissimo costo, in bianco e nero, sceneggiatura scritta da Daniel Mainwaring e Sam Peckinpah, al cinema non ebbe molto successo, ma rivalutato dalla critica, è considerato un “cult” del genere horror/sci-fi.

    Accusato di voler lanciare messaggi politici, il regista Siegel rispose che “il film proponeva un’esasperata concezione della vita”. La battuta “You’re the next” (“Tu sei il prossimo”) prevista per la scena finale non venne inserita perché i produttori hollywoodiani desideravano chiudere suggerendo allo spettatore la positività del “happy end”. Una delle frasi più suggestive della storia è quella pronunciata da Kevin McCarthy, uno degli ultimi umani rimasti in città, durante il dialogo con il collega psichiatra Larry Gates, ormai diventato “alieno”:

    “Io amo Becky: l’amerò domani come l’amo oggi? Non è necessario l’amore. Niente amore, nessun sentimento, solo l’istinto di conservazione: non potete amare né essere amati, vero? Lo dici come se fosse una mostruosità, ma non lo è affatto. Sei stato innamorato altre volte. Ma non è durato. Non dura mai. Amore, desiderio, ambizione, fede: senza tutto questo la vita è molto più semplice”.

    Questo film ha ispirato due remake: nel 1978 Terrore dallo spazio profondo (girato da Philip Kaufman, a colori e con molti effetti speciali, e Donald Sutherland come protagonista e Don Siegel e Kevin McCarthy come guest star della storia), e nel 1993 Ultracorpi – L’invasione continua (Body Snatchers) di Abel Ferrara.