WandaVision è stata una grande serie del Marvel Cinematic Universe, ma c’era un elemento da sistemare, e il futuro del franchise sta facendo proprio questo. Il finale di WandaVision ha segnato un nuovo, audace passo per i Marvel Studios nel 2021, inaugurando l’era televisiva dell’MCU. Ancora oggi, a parte Loki, WandaVision è considerata una delle migliori serie TV dell’MCU.
Aveva un grande mistero, una qualità di produzione eccezionale, tutti gli Easter egg dell’MCU di cui si potesse avere bisogno e prometteva un futuro promettente per film e serie TV. Tuttavia, c’era un elemento della serie che è diventato una dura realtà nel corso degli anni. Per fortuna, però, questo elemento è stato sistemato nell’MCU, grazie a uno specifico film Marvel in uscita.
WandaVision ha fatto da esca per il Multiverso
L’elemento in questione era l’esca completa di WandaVision riguardo al multiverso dell’MCU. Dato che WandaVision era il primo capitolo della Saga del Multiverso dell’MCU e che Scarlet Witch, un personaggio in grado di attraversare il multiverso e plasmare la realtà nel materiale originale, ne era al centro, il pubblico dava per scontato che questo sarebbe stato l’inizio del concept.
Questa convinzione si è ulteriormente rafforzata quando Evan Peters, l’attore che interpretava Quicksilver, il fratello di Scarlet Witch nella linea temporale del film X-Men, è apparso nell’episodio 5 di WandaVision. Peters è apparso come il “finto Pietro” della sitcom di Wanda, portato in vita dalle sue abilità magiche. Molti hanno pensato che l’immenso potere di Wanda avesse letteralmente sottratto la versione del personaggio di Peters al franchise degli X-Men.
Tuttavia, non è stato così; Peters interpretava Ralph Bohner, un abitante di Westview che non aveva alcun collegamento con la linea temporale degli X-Men ed era solo uno scherzo di meta-casting dei Marvel Studios. Quando WandaVision si concluse con l’episodio 9, non era presente alcun elemento multiversale nella serie.
Spider-Man: No Way Home è stato il vero inizio della saga del Multiverso
Otto mesi dopo il debutto di WandaVision, Spider-Man: No Way Home dimostrò di essere il vero inizio della saga del Multiverso, nonostante si credesse che lo sarebbe stato il primo. L’intera trama di Spider-Man: No Way Home ruotava attorno al multiverso, con cattivi ed eroi provenienti da altre linee temporali dei film di Spider-Man che venivano trascinati nell’MCU dopo un incantesimo di Doctor Strange andato male.
Per molti versi, questo è esattamente ciò che il pubblico si aspettava da WandaVision, soprattutto dopo l’apparizione di Evan Peters. WandaVision ha dimostrato che queste aspettative erano infondate, consentendo a Spider-Man: No Way Home e, in seguito, a Doctor Strange in the Multiverse of Madness di mettere in ombra la prima serie Disney+ dell’MCU, definendola una vera e propria narrazione multiversale.
Avengers: Doomsday porta finalmente gli X-Men della Fox nel Multiverso dell’MCU
Sebbene WandaVision abbia deluso i fan con le sue promesse multiversali, crudelmente infrante, la storia di Avengers: Doomsday colmerà questo errore. Il cast annunciato per Avengers: Doomsday include attori come Ian McKellen, Patrick Stewart, James Marsden, Rebecca Romijn, Alan Cumming e Kelsey Grammer, che riprenderanno rispettivamente i ruoli di Magneto, Professor X, Ciclope, Mystica, Nightcrawler e Bestia.
Infine, la falsa promessa di WandaVision diventerà realtà nell’MCU, con diversi eroi degli X-Men che faranno parte della Saga del Multiverso. È stato il caso, in una certa misura, di Deadpool e Wolverine, insieme ad alcuni altri cameo degli X-Men in Doctor Strange 2, ma Avengers: Doomsday sarà la prima vera realizzazione di questa teoria dei fan.
Gli X-Men si uniranno ufficialmente agli Avengers e ai Fantastici Quattro per combattere il Dottor Destino. L’inganno della Marvel con Evan Peters prometteva qualcosa di simile, seppur in scala minore. Nel dicembre 2026, oltre cinque anni dopo l’uscita di WandaVision, questa promessa diventerà realtà con Avengers: Doomsday, quando quest’ultimo correggerà il più grande errore del primo nell’MCU.









Dopo il successo dello
scorso anno a Roma e Milano, UniVision Days torna per la sua
seconda edizione sull’isola Tiberina, dal 25 al 31 luglio, in
occasione della ventiduesima edizione de L’Isola del Cinema. La
manifestazione, promossa dall’associazione Univideo – Editoria
Audiovisiva Media Digitali e Online, nasce dall’idea di offrire
agli spettatori momenti di incontro culturale sul mondo dell’home
entertainment. “UniVision Days – ha spiegato Lorenzo Ferrari
Ardicini, presidente di Univideo – è stata pensata per mostrare al
grande pubblico la qualità e la vivacità del mondo dell’home
entertainment come realtà artistico formativa all’interno del
comparto dell’audiovisivo del nostro Paese, un mercato che
intrattiene, educa, diverte e sorprende attraverso i suoi contenuti
filmici, televisivi e documentaristici. La partnership con L’Isola
del cinema è stata, dunque, naturale per potere incontrare
appassionati e grande pubblico nel contesto di quella che è una
vera e propria grande festa estiva dell’audiovisivo nel suo
complesso”.
Alberto Caviglia
presenterà martedì 5 luglio alle 21.30 il geniale mockumentary
Pecore in erba, sua opera prima che
affronta in maniera inattesa il tema dell’antisemitismo e concorre
all’assegnazione del Premio Groupama Opera Prima e Seconda. Al
CineLab, alle 22, sarà possibile assistere al corto
Tundra pensaci tu di Francesco D’Ignazio
ed a seguire il poetico e surreale Come saltano i
pesci di Alessandro Valori, lungometraggio
interpretato tra gli altri da Simone Riccioni, Brando Placido,
Marianna Di Martino, Maria Amelia Monti e Biagio Izzo. La FIDAC –
Federazione Italiana delle Associazioni professionali del
Cineaudiovisivo celebra il suo decennale e alle 22 presso lo
Schermo Tevere discuterà del progetto “Mestieri del Cinema” seguito
dalla visione del documentario di Roberto Orazzi “Fabbricanti di
passioni”, viaggio nel mondo delle professioni dello
spettacolo.

La ventiduesima edizione de
L’Isola del Cinema – Hollywood sul Tevere – propone martedì 21
giugno appuntamento alle 21.30, in Arena Groupama, con Steve
Jobs diretto e co-prodotto dal pluripremiato Danny Boyle
(Trainspotting, The Millionaire), scritto da Aaron Sorkin, con
protagonista 



Alle 21.30 di domani, 24
giugno, Carlo Verdone incontrerà il pubblico
dell’isola per parlare di Cinema e introdurre il suo ultimo film
L’abbiamo fatta grossa. L’evento che avrà per protagonista
il regista, attore e sceneggiatore, creatore e interprete di alcuni
dei personaggi più conosciuti della cinematografia italiana sarà
moderato da Mario Sesti. Secondo film della giornata, in programma
alle 22, è 
L’Isola del Cinema di Roma
ospita sino a questa sera, 7 luglio, l’Estate
Giapponese, evento giunto all’ottava edizione che
quest’anno si inserisce nella speciale cornice degli omaggi
celebrativi del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e
Italia. Dopo il successo di pubblico di ieri, anche questa sera
sarà possibile degustare sake (dalle ore 19.30) e cucina
giapponese. In Arena Groupama sarà inoltre proiettato
Mohican Comes Home (Mohican Kokyo ni
Kaeru, 2016) di Shuichi Okita, che narra le movimentate
vicende di una famiglia sorpresa da imprevisti quotidiani,
preceduto da uno spettacolo di danza giapponese “kamigata-mai”
(alle 21).























Così, uno ad uno, tutti i
cani vengono deportati su un isola discarica, trasformata in una
vera e propria terra di nessuno, dove le tante bestiole
sopravvissute all’esilio si riorganizzano in bande disperate. I
cani sono alla continua ricerca di cibo, di speranza e di un
barlume di sopravvivenza.
L’Isola dei Cani
erede del cinema di Kurosawa
L’idea del film è
iniziata con un improbabile, ma potente mix di fascinazioni
condivise da Anderson e dai suoi collaboratori
Roman Coppola, Jason Schwartzman e Kunichi
Nomura, ovvero i cani, il futuro, le discariche, le
avventure d’infanzia, i film giapponesi. Dice Anderson:
“Volevo fare qualcosa di futuristico. Volevo un branco di
cani alfa che fossero tutti i leader contemporaneamente. E volevo
far vivere questa storia in una terra sconfinata fatta di
spazzatura. Amo il Giappone e il cinema giapponese
e volevo fare qualcosa che fosse davvero ispirato ai film
giapponesi, ma che si mescolasse ai film che hanno i cani come
protagonisti.”










