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L’ora nera: recensione del film con Emile Hirsch

L’ora nera: recensione del film con Emile Hirsch

E’ proprio vero che la fantascienza è in crisi. Nella fattispecie lo Sci-Fi vive uno dei momenti meno prolifici della sua storia, tant’è che è persino difficile individuarne il momento in cui ci si è resi conto che questo storico genere ha iniziato a non riuscire ad essere più originale, intenso. Insieme all’horror ha rappresentato quello spazio nel quale poter rappresentare le angosce dell’uomo, che difficilmente erano rappresentate altrove. L’ora nera è la storia di cinque giovani che si ritrovano a Mosca e che cercano di sopravvivere dopo un devastante attacco da parte degli alieni. Dopo aver superato indenni l’attacco iniziale nascondendosi sotto terra, i cinque emergono ai confini di una Mosca sempre più dominata dagli alieni. La città, un tempo piena di vita, è ormai priva di energia elettrica e di abitanti, se non per una forza di occupazione sconosciuta.

Per quanto l’idea di strani impulsi elettronici discesi dall’abisso dell’universo per sterminare il genere umano e privarlo di tutti i suoi preziosi minerali, potrebbe risultare interessante soprattutto dal punto di vista visivo, non può essere certo l’unica fonte di sostentamento di un film. Passati i primi dieci minuti, dove la sconvolgente comparsa di questi esseri spiazza un po’ tutto e tutti, vengono fuori i grossi limiti di L’ora nera che difficilmente incide per tematiche e per svolgimento.

Uno dei punti più deboli dell’opera è senza dubbio la scrittura, incapace di apportare un reale contributo alla vicenda. Nello specifico sono i dialoghi che sostengono debolmente la narrazione, molto spesso banali e retorici e altre volte fuori luogo  e troppo catastrofici.  Altra nota negativa è l’intreccio che in genere dovrebbe svolgere un ruolo importante ma che in questo caso è il primo a franare su se stesso. Per quanto L’ora nera sia dotato di una discreta regia ed un attore come Emile Hirsch non riesce a decollare, rimanendo ancorato a difetti che difficilmente sono superabili da una performance eccellente ed una regia incalzante. E se nella prima parte l’unico pregio era quello di una rappresentazione visiva interessante e coinvolgente, anche questo lato crolla quando viene rivelata la vera natura di questi esseri. Totalmente inadatto è il loro concept, poco aiutato anche da una ricostruzione grafica non delle migliori. Sono lontani anni luce gli straordinari  concept di Alien o La Cosa. Quello che rimane è un film che incide poco e che è incapace di regalare un vero contributo al genere.

L’ora legale: trailer ufficiale del nuovo film di Ficarra e Picone

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Medusa Film ha diffuso il poster e trailer ufficiale di L’ora legale il nuovo film di Ficarra e Picone, che vedrà protagonisti Salvo Ficarra, Valentino Picone, Leo Gullotta, Vincenzo Amato, Tony Sperandeo, Sergio Friscia, Antonio Catania, Eleonora De Luca, Ersilia Lombardo, Alessia D’Anna, Francesca Benigno e con la partecipazione straordinaria di Alessandro Roja.

L’ora legale: trailer ufficiale

L'ora legaleL’ora legale è prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited in collaborazione con Medusa Film e arriverà al cinema a partire dal 19 Gennaio 2017. 

L’ora legale trama

In un paese della Sicilia, Pietrammare, puntuale come l’ora legale, arriva il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Da anni imperversa sul paese Gaetano Patanè, lo storico sindaco del piccolo centro siciliano. Un sindaco maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica per creare consenso attorno a sé. A lui si oppone Pierpaolo Natoli, un professore cinquantenne, sceso nell’agone politico per la prima volta, sostenuto da una lista civica e da uno sparuto gruppo di attivisti per offrire alla figlia diciottenne, Betti, un’alternativa in occasione del suo primo voto.

I nostri due eroi Salvo e Valentino sono schierati su fronti opposti: il furbo Salvo, manco a dirlo, offre i suoi servigi a Patanè, dato vincente in tutti i sondaggi; mentre il candido Valentino scende in campo a fianco dell’outsider Natoli a cui è legato, come peraltro Salvo, da un vincolo di parentela in quanto cognato. Al di là della rivalità, però, entrambi mirano ad ottenere un “favore” che potrebbe cambiare la loro vita: un gazebo che permetterebbe di ampliare la clientela, e quindi gli incassi, del piccolo chiosco di bibite posto nella piazza principale del paese.

Il Popolo vive, o meglio si lascia vivere, in un perenne stato di precarietà e di illegalità. Le macchine in doppia fila, l’immondizia sparsa per strada, ambulanti e parcheggiatori abusivi, le buche, e, su tutto, l’assenza di controlli che rendono le giornate dei cittadini una costante via Crucis da affrontare con l’unica arma a loro disposizione: la lamentela. A poche ore dal voto, però, arriverà il fato, il caso, o forse il destino a dare al popolo la forza di reagire, consentendo ai cittadini uno scatto d’orgoglio che li porterà a ribaltare alle urne tutti i sondaggi pre elettorali. Pierpaolo Natoli verrà eletto a furor di popolo e con lui verrà eletta la legalità.

Sapranno però i nostri concittadini fare i conti con la tanto attesa legalità?

L’Opera al Cinema: al via dal 21 ottobre con Nozze di Figaro

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L'Opera al CinemaAl via la nuova stagione de l’Opera al Cinema, ovvero in diretta live HD arriveranno nei cinema italiani le grandi serate dell’Opera internazionali con interpreti di fama mondiale. Si comincia con “Le Nozze di Figaro” di Mozart, martedì 21 ottobre alle ore 19.00 in diretta dal Metropolitan Opera di New York. Inoltre all’interno della stagione saranno proiettati tre eventi d’eccezione: Cenerentola diretta da Carlo Verdone, Il Rigoletto diretto da Marco Bellocchio e La Traviata diretta da Patroni Griffi.

La volontà è quella di portare alla portata di tutti la grande Opera mondiale, deformalizzarla e renderla più fruibile. Chi l’ha detto che l’Opera è noiosa? Forse è uno dei modi per sdoganarla… In più, sull’onda delle notizie di questi giorni, gli elevati costi dell’Opera stanno mettendo in crisi il settore e l’Opera al Cinema sicuramente non è la soluzione ma almeno un’alternativa.

L’Opera sarà in 160 sale distribuita da Microcinema.

L’ombra di Caravaggio: trailer del nuovo film di Michele Placido con Riccardo Scamarcio

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Goldenart Production e Rai Cinema hanno diffuso il trailer ufficiale del film L’ombra di Caravaggio di Michele Placido, al cinema dal 3 novembre. Nei panni del celebre pittore Riccardo Scamarcio, affiancato da un cast internazionale composto da Isabelle Huppert, Louis Garrel, Vinicio Marchioni, Lolita Chammah, Micaela Ramazzotti, Alessandro Haber, Brenno Placido, Moni Ovadia, Lorenzo Lavia, Tedua, Maurizio Donadoni, Gianfranco Gallo, Gianluca Gobbi

La trama

Il film esplora l’intricata e avventurosa esistenza di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, già una popstar al suo tempo, raccontato nelle sue profonde contraddizioni e nelle oscurità del suo impenetrabile tormento. Ribelle e inquieto, devoto e scandaloso, indipendente e trasgressivo, il Caravaggio che Placido mette in scena è un artista maledetto dal talento assoluto, ma soprattutto una rockstar ante litteram, un rebel without a cause costretto ad affrontare gli inquietanti risvolti di una vita spericolata – con le sue donne e i suoi demoni – in cui genio e sregolatezza convivono per regalarci un personaggio fuori dal tempo e un’icona affascinante e universale.

L’Ombra di Caravaggio: la storia vera dietro il film con Riccardo Scamarcio

La storia dell’arte ci ha regalato numerosi artisti la cui vita spesso sregolata, travagliata ma sempre ricca di passioni, si è rivelata ottima materia per il cinema. Se di recente sul grande schermo si è visto un biopic dedicato al pittore Ligabue con Volevo nascondermi, nel 2023 è arrivato un nuovo film dedicato al celebre Michelangelo da Merisi detto Caravaggio, uno dei pittori “maledetti” più celebri e amati della storia dell’arte. Il film in questione è L’Ombra di Caravaggio (qui la recensione), diretto da Michele Placido.

Ribelle e inquieto, devoto e scandaloso, indipendente e trasgressivo, il Caravaggio che Placido mette in scena è un’artista maledetto dal talento assoluto, ma soprattutto una rockstar ante litteram, un rebel without a cause costretto ad affrontare gli inquietanti risvolti di una vita spericolata – con le sue donne e i suoi demoni – in cui genio e sregolatezza convivono per regalarci un personaggio fuori dal tempo e un’icona affascinante e universale.

Per riscoprire l’arte e la vita di questo straordinario artista, sulla cui morte circolano ancora tante teorie, è questo un film da non perdere. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a L’Ombra di Caravaggio. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

L'Ombra di Caravaggio Isabelle Hupert Riccardo Scamarcio
Isabelle Hupert e Riccardo Scamarcio in L’Ombra di Caravaggio. Foto di © Luisa Carcavale.

La trama e il cast di L’Ombra di Caravaggio

Italia 1600. Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio è un artista geniale e sovversivo che vive con il peso di una condanna a morte e su cui sta per allungarsi l’Ombra di un implacabile potere occulto. Un’inquietante figura è stata infatti incaricata di indagare sul pittore che – con la sua vita e la sua arte – affascina, sconvolge, sovverte. L’esistenza di un genio nelle mani di un’Ombra. Un film evento sull’intricata e avventurosa esistenza del grande pittore del ‘500 – già una popstar al suo tempo – raccontato nelle sue profonde contraddizioni e nell’insondabile mistero del suo animo tormentato.

Ad interpretare Michelangelo Merisi detto il Caravaggio vi è l’attore Riccardo Scamarcio, impegnatosi a riportare sullo schermo tutte le passioni e la ferocia del leggendario pittore. Accanto a lui, recitano l’attrice Isabelle Huppert nel ruolo di Costanza Colonna, Michele Placido in quello del Cardinale del monte, Vinicio Marchioni in quello di Giovanni Baglione e Micaela Ramazzotti nel ruolo della prostituta e modella del pittore, Lena Antonietti. Brenno Placido interpreta Ranuccio Tomassoni. L’attore francese Louis Garrel ricopre invece il ruolo dell’Ombra.

L'Ombra di Caravaggio Louis Garrel
Louis Garrel in L’Ombra di Caravaggio. Foto di © Luisa Carcavale.

La storia vera di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio

Pittore noto per la sua vita sregolata, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio fu protagonista di numerosi controversi episodi. Il più grave però si svolse a Campo Marzio, la sera del 28 maggio 1606: a causa di una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda il pittore fu ferito e, a sua volta, ferì mortalmente il rivale Ranuccio Tomassoni da Terni, con il quale aveva avuto già in precedenza discussioni spesso sfociate in risse. Il verdetto per il delitto di Campo Marzio fu severissimo: Caravaggio fu condannato alla decapitazione.

La permanenza in città non era praticamente più possibile. Caravaggio venne aiutato a fuggire dal principe Filippo I Colonna che gli offrì asilo all’interno di uno dei suoi feudi laziali di Marino, Palestrina, Zagarolo e Paliano. Dopo una serie di viaggi, alla fine dell’estate del 1609 Caravaggio tornò per la seconda volta a Napoli. Da Roma gli fu inviata la notizia che papa Paolo V stava preparando una revoca della condanna a morte. Da Napoli, quindi, si mise in viaggio verso il feudo degli Orsini, in territorio papale, dove avrebbe atteso il condono papale prima di ritornare, da uomo libero, nella Città eterna.

Tuttavia, l’arrivo a Palo di Ladispoli, disatteso dalla sorveglianza costiera, ne causò il suo fermo per accertamenti. Provato, affaticato e malato di febbre alta, probabilmente a causa di un’infezione intestinale trascurata, morì a soli 38 anni il 18 luglio 1610. Sulla sua morte si sono nel tempo formate diverse teorie alternative, tra cui quella secondo cui Caravaggio fu assassinato da emissari dei Cavalieri di Malta, un omicidio ordito per vendicare un’offesa arrecata a un alto esponente del Cavalierato e architettato con il tacito assenso della Curia romana. A quest’ultima teoria sembra dunque rifarsi L’Ombra di Caravaggio.

Il trailer di L’Ombra di Caravaggio

È possibile fruire di L’Ombra di Caravaggio grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 9 agosto alle ore 21:20 sul canale Rai 3.

L’Ombra di Caravaggio: la recensione del film con Riccardo Scamarcio

L’elemento dell’ombra nelle opere di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, è certamente uno degli aspetti più affascinanti, seducenti e talvolta inquietanti delle sue opere d’arte. Ma non solo i suoi dipinti, bensì tutta la vita del pittore è in realtà caratterizzata dalle ombre, da quelle dei luoghi scabrosi da lui frequentati fino a quelle dell’animo, che lo hanno portato ad essere indicato come uno degli artisti maledetti per eccellenza. Ombre, tormenti e passioni su cui il regista Michele Placido sceglie di costruire il suo L’Ombra di Caravaggio, un film a lungo pensato e voluto, che si svela ora per la prima volta in occasione della Festa del Cinema di Roma.

Da Placido anche scritto insieme a Fidel Signorile e Sandro Petraglia, il film si concentra in particolare sulla ricerca che un investigatore incaricato da Papa Paolo V e chiamato semplicemente Ombra (Louis Garrel) conduce nei confronti di Caravaggio (Riccardo Scamarcio). Mentre il pittore si trova a Napoli, fuggito dopo l’omicidio commesso, la sua vita viene dunque approfondita attraverso gli incontri che l’Ombra fa con quanti lo hanno conosciuto, amato e odiato. L’obiettivo è stabilire se il pittore sia meritevole o meno di ricevere la grazia dal Papa, nonostante la sua vita dissoluta e le ripetute accuse di blasfemia per aver utilizzato prostitute e barboni per raffigurare i Santi.

Ombre e luci di Caravaggio

Placido ha raccontato di aver voluto realizzare un film sul celebre pittore sin da quando in gioventù scoprì la sua grandezza artistica. Un lungometraggio a lui dedicato, però, avrebbe dovuto tenersi a distanza da ogni più piccolo artificio e falsità, con l’intento dunque di portare sullo schermo quello stesso senso di realismo che Caravaggio ricercava con le sue opere, giudicate fin troppo rivoluzionarie al loro tempo. Con lo scenografo Tonino Zerra (Il primo re) e il costumista Carlo Poggioli (The Young Pope) Placido lavora dunque per ricercare quel senso di vero imprescindibile, da trasmettere attraverso una ricostruzione storica viva, che si manifesta attraverso le zone più malfamate e quelle più altolocate della città di Roma.

Luoghi come bordelli, chiese, prigioni, palazzi nobiliari e sporche strade offrono dunque un contesto particolarmente convincente, facendo della ricostruzione scenografia un’assoluta protagonista del film. Allo stesso modo il lavoro sui costumi risulta particolarmente curato nel dettaglio. Gli abiti indossati dai personaggi non servono solo a caratterizzare il loro rango sociale ma anche a suggerire le loro inclinazioni caratteriali e quelle d’animo. Entrambi questi aspetti vengono poi arricchiti da un lavoro di costruzione fotografica particolarmente suggestivo. Con il direttore della fotografia Michele D’Attanasio (Freaks Out), il regista si impegna infatti a dar vita a scene e inquadrature di esplicita ispirazione caravaggesca.

Proprio come Caravaggio utilizzava le luci e le ombre per dar vita a quel chiaroscuro che conferisce alle figure un rilievo scultoreo, così il film si avvale della medesima tecnica per trasmettere una maggiore intensità e drammaticità a quanto mostrato. L’Ombra di Caravaggio è da questo punto di vista un film che si avvicina allo stile dell’artista di cui racconta. Un espediente particolarmente funzionale, che qui dà prova dell’efficacia della sua utilizzazione. Attraverso le luci e le ombre, Placido costruisce dunque il suo film con una maniera quasi espressionista, facendo emergere l’animo dei propri personaggi, rendendoli affascinanti e coinvolgenti.

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L’Ombra di Caravaggio: un film episodico per raccontare l’attualità del pittore

Se dunque da un punto di vista estetico L’Ombra di Caravaggio risulta essere un film se non interamente comunque in buona parte affascinante, diverse criticità si ritrovano invece a livello narrativo. Attraverso il personaggio Ombra e i suoi incontri, come detto, si ripercorre la vita di Caravaggio compiendo salti temporali che conducono a veri e propri episodi che non sempre riescono a reggere il ritmo e il tono del film. Non tutti gli episodi raccontati risultano infatti convincenti, talvolta per via di interpretazioni che inficiano sul risultato finale, talvolta per mancanza di quelle idee di regia che invece in altri momenti esprimono meglio il proprio valore.

Un esempio di episodio particolarmente riuscito è quello ambientato nel carcere dove si trova anche il filosofo Giordano Bruno, prossimo al rogo a Campo de’ Fiori. Si offre qui, sempre attraverso un sapiente uso di luci ed ombre, tutto quel forte bisogno di libertà di pensiero, parola e gesto che Bruno condivide con Caravaggio. Bisogni insopprimibili che sono alla base della lettura che Placido dà del pittore con questo suo film e che Riccardo Scamarcio interpreta in modo particolarmente convincente. Al netto dunque di un andamento altalenante e talvolta confuso, L’Ombra di Caravaggio non punta ad offrire un ritratto pedissequo della personalità e della vita di Caravaggio, quanto più a dar vita ad una sua rilettura che dimostri l’attualità ancora oggi dell’animo del pittore.

L’ombra di Caravaggio debutta su SKY e NOW

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L’ombra di Caravaggio debutta su SKY e NOW

Arriva in prima tv su Sky L’ombra di Caravaggio, film che esplora l’intricata e avventurosa esistenza di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, lunedì 19 giugno alle 21.15 su Sky Cinema Uno (alle 21.45 anche su Sky Cinema Drama), in streaming su NOW e disponibile on demand.

L’ombra di Caravaggio sarà disponibile anche in 4K su Sky Cinema 4K (19 giugno, ore 21.15) e on demand.

Scritto, diretto e interpretato da Michele Placido, al suo quattordicesimo film da regista, il film racconta l’artista, già famosissimo nella sua epoca, nelle sue profonde contraddizioni e nelle oscurità del suo impenetrabile tormento. Protagonista è Riccardo Scamarcio, affiancato da Louis Garrel. Con loro nel cast anche Isabelle Huppert, Micaela Ramazzotti, Tedua, Vinicio Marchioni, Lolita Chammah. Il film è stato premiato con il David dei Giovani 2023.

Ribelle e inquieto, devoto e scandaloso, indipendente e trasgressivo, il Caravaggio di Placido è un’artista maledetto dal talento assoluto, quasi una rockstar ante litteram, un rebel without a cause costretto ad affrontare gli inquietanti risvolti di una vita spericolata – con le sue donne e i suoi demoni – in cui genio e sregolatezza convivono per regalarci un personaggio fuori dal tempo e un’icona affascinante e universale.

La trama del film L’ombra di Caravaggio

Italia 1600. Michelangelo Merisi è un artista geniale e ribelle nei confronti delle regole dettate dal Concilio di Trento che tracciava le coordinate esatte nella rappresentazione dell’arte sacra. Dopo aver appreso che Caravaggio usava nei suoi dipinti sacri prostitute, ladri e vagabondi, Papa Paolo V decide di commissionare a un agente segreto del Vaticano una vera e propria indagine, per decidere se concedere la grazia che il pittore chiedeva dopo la sentenza di condanna a morte per aver ucciso in duello un suo rivale in amore. Così l’Ombra, questo il nome dell’investigatore, avvia le sue attività di inchiesta e spionaggio per indagare sul pittore che – con la sua vita e con la sua arte – affascina, sconvolge, sovverte. Un’Ombra che avrà nelle sue mani potere assoluto, di vita o di morte, sul destino di un genio.

L’ombra dello scorpione: Stephen King propone di dividere il film in due parti

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l'ombra-dello-scorpioneJosh Boone (Colpa delle Stelle) ha appena finito di scrivere la sceneggiatura tratta da L’ombra dello scorpione di Stephen King. L’impresa, da considerare quasi titanica, vista la mole dell’opera originale (più di mille pagine), ha raccolto il plauso di King stesso, ma ha anche posto un interrogativo che sempre lo scrittore ha posto e in qualche modo risolto.

L’ombra dello scorpione è senza dubbio un’opera importante e realizzarne un film di tre ore o più sarebbe anche giustificato, vista la mole della sceneggiatura che sarà sicuramente proporzionata al romanzo, Stephen King però ha suggerito l’idea, tanto di moda, di dividere il film in due parti, così da poter ottenre una maggiore fedeltà al romanzo e alla sceneggiatura, nonchè, aggiungiamo noi, più biglietti staccati al botteghino.

Il celebre scrittore però ha anche spiegato che la sua è una proposta, e che, visto che il film è una creatura di Boone, lascia a lui l’ultima parola. Che ne pensate? Sarebbe interessante vedere una riproposizione fedele de L’ombra dello scorpione?

Fonte: CBM

L’ombra dello scorpione: Nat Wolff nel cast

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L'ombra dello scorpioneIl progetto è di quelli davvero interessanti,soprattutto perchè attinge ad un periodo in cui lo scrittore in questione era non soloprolifico (lo è ancora) ma anche originale ed interessante. Stiamo parlando di Stephen King, che vedrà di nuovo adattato L’ombra dello scorpione, questa volta per il cinema. Il primo nome entrato a far parte del cast è Nat Wolff che vedremo anche in Tutta colpa delle Stelle nei prossimi mesi.

Già nel 1994 L’ombra dello scorpione era stato adattato per la tv in una mini serie, adesso invece tocca al cinema. Restiamo in attesa di avere maggiori dettagli.

L’ombra dello scorpione (The Stand) è un romanzo post-apocalittico scritto da Stephen King pubblicato nel 1978. Il romanzo sviluppa l’ambientazione già presente nel racconto Risacca notturna e presenta per la prima volta l’antieroe per eccellenza di King, Randall Flagg, che apparirà anche in Gli occhi del drago e nella saga della Torre Nera. Nel 1990 ne è stata pubblicata una “Edizione integrale” (The Stand: The Complete & Uncut Edition), datata febbraio 1975 – dicembre 1988.

Fonte: CS

L’ombra dello scorpione: Josh Boone commenta il nuovo adattamento di Doug Liman.

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Mentre i romanzi di Stephen King sono stati spesso trasposti sul grande schermo, il suo iconico capolavoro The Stand (in Italia noto come L’ombra dello scorpione) sta per ottenere il suo terzo adattamento, e uno dei creatori precedenti sta ora valutando la prossima versione. Il romanzo di King del 1978 è ambientato in un mondo post-apocalittico in cui una pandemia mortale ha spazzato via il 99% della popolazione, lasciando i sopravvissuti a cavarsela da soli, mentre il misterioso Randall Flagg accumula un potente seguito a Las Vegas.

Dopo oltre un decennio di tentativi e rinvii, L’ombra dello scorpione è finalmente arrivato sul grande schermo con un adattamento in miniserie nel 1994, scritto dallo stesso King, che ha vinto due Emmy e ha ricevuto sei nomination in totale. I tentativi di realizzare un film negli anni 2010 si sono nuovamente trasformati in una miniserie, questa volta sviluppata da Josh Boone e Benjamin Cavell, quest’ultimo in qualità di showrunner. Cinque anni dopo le reazioni contrastanti, è stato rivelato che la Paramount starebbe collaborando con Doug Liman di Road House per realizzare una versione cinematografica.

In una recente intervista con Joe Deckelmeier per ScreenRant per discutere del suo adattamento di Colleen HooverRegretting You, Josh Boone è stato interrogato sulle sue opinioni riguardo alla nuova versione in lavorazione. Il regista ha esordito sottolineando che “è riuscito a realizzare solo il primo e l’ultimo episodio” dell’adattamento in miniserie del 2020, il quale è stato “qualcosa che ho supplicato” King di scrivere dopo una precedente storia in cui l’autore aveva “un’idea per una coda” per dare una conclusione extra al romanzo che coinvolgeva Frannie bloccata in un pozzo.

Ho pensato: “Ma che cavolo significa?”. Così gli ho scritto dicendogli: “Ho sentito che ne hai parlato. Perché non lo scrivi per noi?”. Ricordo ancora il giorno in cui ho ricevuto la bozza finale e ho pensato: “Sono il primo a leggere quello che ha scritto!”. Sono stato un suo fan per tutta la vita e ha avuto un grande impatto su di me quando ero bambino. Gli ho mandato alcuni libri e lui mi ha scritto una lettera quando ero più giovane, e l’ho inserito in Stuck in Love, dove fa un cameo interpretando se stesso.

Boone ha poi spiegato che uno dei motivi per cui amava i libri di King quando era più giovane non era solo perché era “la voce che volevo sentire di più quando aprivo un libro”, ma anche perché i romanzi dell’autore “hanno così tanti personaggi bambini”, cosa che riteneva rara quando era un ragazzino che cresceva negli anni ’90.

I bambini leggono i libri di Stephen King, quindi lui è stato la persona che ha avuto la maggiore influenza sulla mia crescita e sulla mia vita da adulto. Era semplicemente la persona più gentile e migliore che si potesse incontrare. Si dice: “Non incontrare i tuoi eroi”, ma non si riferivano a Stephen King”.

Il creatore ha anche riflettuto su come il suo adattamento di L’ombra dello scorpione fosse nato originariamente come un lungometraggio, proprio come la miniserie che l’ha preceduto, in cui “molti membri del cast del film mi hanno seguito”, tra cui Nat Wolff e Greg Kinnear, descrivendo la lista come “amici che avrei voluto inserire in qualcosa ma non avevo potuto”. Quella lista comprendeva anche talenti dietro la telecamera, tra cui i montatori della serie e il compositore Nate Walcott.

Ho lavorato molto alla colonna sonora, ad esempio inserendo i Black Sabbath nel primo episodio e facendo fischiare ad Alex Skarsgard l’introduzione di “The Stranger” di Billy Joel. Questi sono i miei tocchi personali, ma ho potuto inserirne così pochi che ho sempre desiderato realizzare un film di tre ore, come JFK o qualcosa del genere, con quel cast numeroso e variegato, quel cast numeroso e variegato.

Boone riteneva che fosse “impossibile” trasformare in un film il libro di oltre 800 pagine, e lui e Cavell volevano “fare qualcosa di diverso” con la struttura del materiale originale rispetto alla miniserie del 1994. Il loro approccio, come ha spiegato, era quello di “mescolare la cronologia in modo da renderla più sorprendente” per i fan del libro, anche se la raccontavano in modo diretto.

Tornando a parlare del nuovo adattamento cinematografico, Boone ha espresso la sua “impazienza” di vederlo, elogiando in particolare Liman con un “Adoro Doug Liman” e definendo il regista sia ‘fantastico’ che “un pazzo”. Pur ammettendo di essere curioso di “vedere cosa ne farà qualcuno” del romanzo di King, è particolarmente intrigato di vedere “come sarà come lungometraggio”.

Cosa aspettarsi dal nuovo adattamento di L’ombra dello scorpione

In linea con quanto detto da Boone, il punto di maggiore curiosità riguardo al nuovo adattamento è come funzionerà come lungometraggio. In entrambi i precedenti adattamenti, il problema principale che ne ha ritardato lo sviluppo è sempre derivato dalla vastità del romanzo di King, poiché tutti, da George A. Romero ai veterani di Harry Potter David Yates e Steve Kloves, hanno cercato di trovare il modo migliore per ridurlo a una durata ragionevole per il cinema.

Sebbene sia ancora nelle prime fasi di sviluppo, L’ombra dello scorpione di Liman potrebbe trarre il massimo vantaggio dai precedenti piani di Boone per il romanzo, che prevedevano di trasformarlo in quattro lungometraggi prima che diventasse una miniserie di nove episodi. Una cosa che i fan di King si aspettano costantemente dagli adattamenti delle sue opere è una traduzione fedele delle storie e dei personaggi, che un solo film rischierebbe di tradire.

Inoltre, ci sono alcuni esempi significativi di adattamenti cinematografici suddivisi in più parti che hanno riscosso un grande successo. La prima parte di Wicked è stata un successo sia di critica che di pubblico, mentre gli ultimi due film di Twilight hanno superato il giudizio negativo della critica diventando dei successi al botteghino. I film Dune di Denis Villeneuve sono probabilmente il paragone più calzante per come Liman e la Paramount potrebbero adattare L’ombra dello scorpione, dato che i primi due hanno diviso a metà il romanzo di Frank Herbert e hanno incassato cifre importanti al botteghino.

Indipendentemente dall’approccio che Liman adotterà alla fine, il fattore decisivo per determinare se potrà essere realizzato in un formato lungometraggio è ottenere l’approvazione di King. Ci sono certamente adattamenti che hanno suscitato critiche anche dopo l’approvazione di King, ma essendo spesso considerato il suo capolavoro, questo e La Torre Nera sono i due adattamenti che, senza l’approvazione dell’autore, avranno difficoltà ad avere successo.

L’Ombra dello Scorpione: il film sarà in due parti ma senza serie tv

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Dopo le ultime indiscrezioni che volevano sceltala protagonista de La Torre Nera, si torna a parlare di un altro adattamento cinematografico dalla lunghissima gestazione da un romanzo di Stephen King. Si tratta de L’Ombra dello Scorpione che sembra sia stato messo di nuovo in pausa perché il regista scelto, Josh Boone, ha deciso di dare priorità a un altro progetto in cantiere.

L’Ombra dello Scorpione 2Parlando a Collider, il produttore de L’Ombra dello Scorpione, Roy Lee, ha spiegato che il tempo in più, utilizzato dal regista per dedicarsi all’altro progetto, un altro adattamento da romanzo, sarà utilizzato dalla produzione principalmente per capire in che modo trasporre al meglio il complesso romanzo di King al cinema.

Il corposo testo di partenza sarà sfoltito e ridotto, per un risultato molto diverso dai primi progetti della Warner Bros. Al posto di quattro film e una serie tv, il romanzo sarà adattato in soli due capitoli cinematografici. La scelta è stata dettata principalmente dalla difficoltà di portare avanti una produzione congiunta di film e serie tv e dal fatto che la promozione di entrambi i prodotti, contemporaneamente, senza avere la certezza che però il prodotto sarebbe cmunque arrivato in contemporanea in tutto il mondo è stato infatti definito “un incubo logistico”.

L’ombra dello scorpione: Doug Liman dirigerà l’adattamento del romanzo di Stephen King

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È in preparazione un adattamento cinematografico di The Stand – in Italia conosciuto come L’ombra dello scorpione – di Stephen King. Pubblicato originariamente nel 1978, il romanzo segue i personaggi durante e dopo l’epidemia di un virus che uccide il 99,4% della popolazione mondiale e narra dell’epica battaglia del bene contro il male che ne consegue. Il libro è già stato adattato due volte come miniserie televisiva, con il primo adattamento del 1994 interpretato da Gary Sinise, Molly Ringwald e Jamey Sheridan. Il secondo adattamento, il cui cast comprende James Marsden, Alexander Skarsgård e Whoopi Goldberg, è uscito nel 2020.

Secondo The Hollywood Reporter, un adattamento cinematografico di L’ombra dello scorpione è ora in fase di sviluppo presso la Paramount Pictures con Doug Liman alla regia. Liman, che ha già diretto The Bourne Identity, Mr. & Mrs. Smith, Edge of Tomorrow e il remake di Road House con Jake Gyllenhaal, produrrà insieme a Tyler Thompson della Cross Creek Pictures. Ora, presumibilmente, inizierà la ricerca di scrittori per adattare il romanzo, che è lungo ben 1.152 pagine dopo l’edizione integrale pubblicata nel 1990. Un’impresa non da poco, dunque.

Cosa significa questo per L’ombra dello scorpione

Il film è attualmente solo nelle primissime fasi di sviluppo, dato che al momento sono coinvolti solo Liman e Thompson. Il progetto deve ancora trovare gli sceneggiatori che dovranno affrontare la sfida di adattare il libro più lungo di Stephen King. Come miniserie televisive, gli adattamenti del 1994 e del 2024 hanno avuto più tempo per raccontare le loro storie. La versione del 1994 durava sei ore in quattro episodi, mentre quella del 2020 arrivava a otto ore e mezza dopo nove episodi. A meno che la storia non venga suddivisa in più puntate, per il film di L’ombra dello scorpione sarà necessario condensare ampiamente la storia.

Mentre l’adattamento del 1994 è stato accolto con grande favore, la miniserie del 2020 ha avuto un’accoglienza molto negativa da parte della critica e del pubblico in generale. Questa nuova versione, diretta da Liman, offre quindi l’opportunità di ottenere un’accoglienza più favorevole. Detto questo, sarà però una sfida conquistare coloro che hanno familiarità con il materiale di partenza, poiché inevitabilmente dovranno essere tagliati elementi sostanziali per avere una durata ragionevole per un lungometraggio. L’ultima notizia dell’adattamento risale al 2016 e annunciava che il film sarebbe stato diviso in due parti. Non resta da scoprire se questo aspetto verrà mantenuto.

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L’Ombra dello Scorpione si allunga su Ben Affleck?

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Ancora una volta, si torna a parlare di una trasposizione cinematografica per “L’Ombra dello scorpione”, opus magnum del ‘Re del brivido” Stephen King; più volte presa in considearazione negli anni, l’idea non ha mai trovato una realizzazione compiuta (se si eccettua una miniserie televisiva, risalente a una decina di anni fa). Di un ritorno di fiamma del progetto, ad opera della Warner, si è tornato a parlare da qualche mese: l’idea iniziale di affidare la sceneggiatura alla ‘premiata ditta potteriana Kloves & Yates”  non pare però essersi conclusa a buon fine; il principale indiziato per il lavoro, che potrebbe essere realizzato nella forma di una ‘saga’ di più capitoli, come sempre più di moda ultimamente, sembra ora essere Ben Affleck.

Al momento comunque il progetto resta sulla carta: lo stesso Affleck è impegnato nelle riprese di “Argo”, film incentrato su una missione di salvataggio di un gruppo di ostaggi, del quale è regista e protagonista, e non è detto che l’attore e regista accetti di imbarcarsi in un’impresa come quella dell’Ombra dello Scorpione solo alla sua quarta regia. Come gli appassionati (e non solo) ricorderanno , “L’Ombra dello Scorpione” (titolo originale: “The Stand”) narra di un’epidemia che decima la popolazione umana; i sopravvissuti diverranno poi a loro volta le ‘pedine’ del classico ‘eterno scontro tra il Bene e il Male’.

L’ombra dello scorpione sarà diviso in quattro film

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Non molto tempo fa Stephen King, autore del romanzo originale, aveva suggerito di dividere L‘ombra dello scorpione (The Stand) in due parti. Adesso, il regista dell’adattamento cinematografico, Josh Boone, sembrerebbe aver preso alla lettera il suggerimento del noto scrittore… anzi, di più. In una recente intervista, infatti, il regista di Colpa delle stelle ha rivelato che il film sarà diviso in ben quattro capitoli. Ecco le sue dichiarazioni:

“Volevo una lista di attori incredibili, così come volevo che il film fosse il più possibile fedele al romanzo. Inizialmente avevo progettato, in accordo con la Warner Bros., un solo film di tre ore. Lo script era pronto, ci ho messo circa cinque mesi a scriverlo. Tutti lo amavano, incluso Stephen King. Perfino il budget che avremmo utilizzato era davvero alto. Poi è successo che qualcuno è venuto da me e mi ha detto: “Perché non facciamo più di un film?”. Alla fine abbiamo deciso di realizzare quattro film”.

Boone continua: “Ho amato la mia sceneggiatura, ma in questo modo credo che si possa restare ancora più fedeli al romanzo di Stephen. Non posso ancora rivelare i piani che abbiamo in mente. Faremo quattro film e ci impegneremo al massimo per elevare il potenziale di questo nuovo franchise. Contiamo di entrare in produzione il prossimo anno, quasi sicuramente in primavera”.

Già nel 1994 L’ombra dello scorpione era stato adattato per la tv in una mini serie, adesso invece tocca al cinema. Restiamo in attesa di avere maggiori dettagli.

L’ombra dello scorpione (The Stand) è un romanzo post-apocalittico scritto da Stephen King pubblicato nel 1978. Il romanzo sviluppa l’ambientazione già presente nel racconto Risacca notturna e presenta per la prima volta l’antieroe per eccellenza di King, Randall Flagg, che apparirà anche in Gli occhi del drago e nella saga della Torre Nera. Nel 1990 ne è stata pubblicata una “Edizione integrale” (The Stand: The Complete & Uncut Edition), datata febbraio 1975 – dicembre 1988.

Fonte: CS

L’Ombra dello Scorpione in pausa, Josh Boone al lavoro su Revival

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É un periodo decisamente impegnativo quello che sta attraversando Josh Boone. Il regista di Colpa delle Stelle è impegnato, infatti, con la stesura dello script di Nuovi Mutanti per volere della 20th Century Fox e con la realizzazione del nuovo adattamento della serie di romanzi Cronache dei Vampiri ad opera di Anne Rice.

In tutto questo, Boone sta anche lavorando alla sceneggiatura di L’Ombra dello Scorpione, basato sul popolare romanzo di Stephen King. Adesso, però, Deadline rivela che il progetto è stato messo in standby per permettere a Boone di dedicarsi ad un nuovo adattamento, sempre tratto dall’opera di King: si tratta di Revival, uscito in Italia a marzo del 2015.

Pare che Boone abbia già completato la sceneggiatura. Il film sarà prodotto da Michael De Luca (The Social Network, 50 Sfumature di Grigio). Il progetto è stato commissionato dalla Universal, ma potrebbe trovare anche una diversa casa di distribuzione.

Di seguito potete leggere la sinossi ufficiale del romanzo:

Più di cinquant’anni fa, in una placida cittadina del New England, un’ombra si allunga sui giochi di un bambino di sei anni. Quando il piccolo Jamie alza lo sguardo, sopra di lui si staglia la figura rassicurante del nuovo reverendo, appena arrivato per dare linfa alla vita spirituale della congregazione. Intelligente, giovane e simpatico, Charles Jacobs conquista la fiducia dei suoi parrocchiani e l’amicizia incondizionata del bambino: per lui il pastore è un eroe, soprattutto dopo che gli ha “salvato” il fratello con una delle sue strepitose invenzioni elettriche. Ma l’idillio dura solo tre anni: la tragedia si abbatte come un fulmine su Jacobs, tutto il suo mondo è ridotto in cenere e a lui rimane solo l’urlo disperato contro il Dio che lo ha tradito. E il bando dal piccolo Eden che credeva di avere trovato. Trent’anni dopo, quando Jamie avrà attraversato l’America in compagnia dell’inseparabile chitarra che l’ha reso famoso, e dei demoni artificiali che ha incontrato lungo il cammino, l’ombra di Charles Jacobs lo avvolgerà ancora: questa volta per suggellare un patto terribile e definitivo. “Revival” è il racconto di due vite, quella che King ha vissuto e quella che avrebbe potuto vivere, attraverso due personaggi formidabili per potenza e fragilità, due uomini ai quali accade di incontrare il demonio e di affondare nel suo cuore di tenebra.

Fonte

L’Ombra dello Scorpione (The Stand) di Stephen King a Steve Kloves e David Yates?

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Nonostante il recente fallimento della trasposizione de La torre nera, a sorpresa non finanziato dalla Universal, un’altra opera di Stephen King sta per essere portata al cinema. Si tratta dell’Ombra dello Scorpione (The Stand) e secondo Hitfix il duo potteriano Steve Kloves e David yates potrebbero essere coinvolti insieme nel progetto.

L’ombra delle spie: storia vera, trama, cast e dove vederlo

L’ombra delle spie: storia vera, trama, cast e dove vederlo

Debutta su SKY e NOW L’ombra delle spie, l’incredibile storia vera di un uomo qualunque che si trova, quasi inconsapevolmente, nel ruolo di agente segreto durante uno dei momenti più difficili della Guerra Fredda: la crisi dei missili di Cuba. Una storia di coraggio e grande amicizia, L’ombra delle spie è diretto da Dominic Cooke e sceneggiato da Tom O’Connor e interpretato da Benedict Cumberbatch, Merab Ninidze, Rachel Brosnahan e Jessie Buckley.

L’ombra delle spie, in streaming ecco dove vederlo

L’ombra delle spie debutta in prima tv su Sky Cinema Uno il 30 agosto alle 21.15. L’ombra delle spie in streaming è disponibile su NOW.

L’ombra delle spie, trama e cast

L’OMBRA DELLE SPIE racconta la storia vera di Greville Wynne (Benedict Cumberbatch), un commesso viaggiatore inglese, che durante gli anni della Guerra Fredda divenne una spia, reclutata dall’MI6 – l’intelligence britannica – e dalla Cia per ottenere informazioni. Per lavoro Wynne era solito viaggiare nell’Est Europa, motivo che spinse i servizi segreti a ingaggiarlo come corriere, così da ottenere da una fidata fonte russa, Oleg Penkovsky (Merab Ninidze), informazioni top-secret sul programma nucleare sovietico e sulle intenzioni di Kruscev installare missili nucleari a Cuba. Un reclutamento, quello di Wynne, che lo ha portato a percorrere vie pericolose e a rischiare la sua stessa vita, pur di salvare il mondo da una catastrofe nucleare…

L'ombra delle spie storia veraLa storia vera di Greville Wynne

La storia di Wynne è straordinaria. Era un ingegnere elettrico reclutato nell’MI5 che divenne un intermediario per la spia sovietica di alto rango Penkovsky che era impegnata nella vendita di armi e segreti sulle armi all’intelligence britannica durante la Guerra Fredda. I due uomini divennero amici ma quando le loro attività furono rivelate da un doppiogiochista che lavorava per il KGB Wynne fu arrestato e imprigionato in Russia. Penkovsky, che è stato soprannominato dall’Occidente come “la spia che ha salvato il mondo” per aver fornito informazioni chiave sulla crisi missilistica cubana, non è stato così fortunato: ha dovuto affrontare un plotone di esecuzione (anche se nel suo libro The Man From Odessa Wynne ha affermato che Penkovsky si suicidò in prigione).

Wynne fu rilasciato in cambio della spia Gordon Lonsdale nel 1964. In quella che avrebbe potuto essere una scena di un romanzo di John Le Carré, si dice che i due uomini si siano incrociati nella Terra di Nessuno che divide Berlino Est e Ovest nel prime ore del mattino del 22 aprile. Wynne avrebbe continuato a scrivere una serie di romanzi sulla sua esperienza prima di morire nel 1990 all’età di 70 anni.

Il cast del film

Nel film protagonisti sono Benedict Cumberbatch come Greville Wynne, Merab Ninidze come colonnello Oleg Penkovsky, Rachel Brosnahan come Emily Donovan, ufficiale della CIA, Jessie Buckley come Sheila Wynne, la moglie di Greville, Angus Wright come Dickie Franks, ufficiale dell’MI6. Kirill Pirogov come Gribanov, ufficiale del KGB, Keir Hills come Andrew Wynne, figlio di Greville, Maria Mironova come Vera, la moglie di Penkovsky. Emma Penzina come Nina, la figlia di Penkovsky. Željko Ivanek come John A. McCone, Vladimir Chuprikov come Nikita Krusciov, Primo Segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Nel cast anche Anton Lesser come Bertrand e Alice Orr-Ewing come Tamara.

L’ombra del giorno: tutto quello che c’è da sapere sul film con Riccardo Scamarcio

Regista di film come Fuori dal mondo, Luce dei miei occhi e Il rosso e il blu, Giuseppe Piccioni è tornato sul grande schermo nel 2022 con il film L’ombra del giorno (qui la recensione), un intenso dramma ambientato nella sua città natale, Ascoli Piceno, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale. Il regista colloca in tale contesto un racconto d’amore apparentemente impossibile tra due personaggi provenienti da mondi diversi ma che impareranno a scoprirsi più simili di quanto pensano. Con L’ombra del giorno, però, Piccioni sceglie anche di parlare al suo pubblico di un’Italia sempre più cupa ma facendolo attraverso il il punto di vista di una città di provincia.

Anche qui, lontani dai centri del potere, la Storia invade le vite degli abitanti di questa località per portare un vento nuovo, capace di sconvolgere ogni cosa. Con L’ombra del giorno, dunque, il regista ricostruisce da un lato un contesto storico che ha cambiato per sempre il volto dell’Italia, ma dall’altro offre anche una storia d’amore la cui sopravvivenza si fa metafora della forza con cui gli italiani hanno infine superato ogni difficoltà e differenza, riscoprendosi uniti. Si tratta dunque di un film dal grande fascino, che grazie ora al suo passaggio televisivo è possibile vedere o rivedere.

Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori alle location e altro ancora Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di L’ombra del giorno

Il film è ambientato nella città di provincia Ascoli Piceno, sul finire degli anni Trenta. Luciano, un simpatizzante del fascismo come la stragrande maggioranza degli italiani, è il proprietario di un ristorante. Egli crede di poter vivere secondo le regole che si è dato, in una sorta di isolamento dal mondo esterno. Ma sulla vetrina che dà sull’antica piazza, insieme ai segnali preoccupanti di qualcosa che sta per accadere nel mondo, compare una ragazza che porta con sé un segreto. Si chiama Anna e riesce a farsi assumere nel ristorante. Da allora per Luciano la vita non sarà più la stessa e insieme ai pericoli che si trova a fronteggiare, c’è quello più grande di tutti: l’amore.

Il cast di L’ombra del giorno e le location dove è stato girato il film

Ad interpretare Luciano Traini vi è Riccardo Scamarcio, mentre Anna ha il volto dell’attrice Benedetta Porcaroli, recentemente vista anche in La scuola cattolica, Amanda e Enea. Proprio il set di L’ombra del giorno ha fatto nascere tra i due attori una relazione sentimentale. Recitano poi in L’ombra del giorno anche Valeria Bilello nel ruolo di Amelia, Lino Musella nei panni di Osvaldo Lucchini e Sandra Ceccarelli nel ruolo di Elsa, madre di Corrado, interpretato invece da Costantino Seghi. Completano il cast l’attore Vincenzo Nemolato con il ruolo di Giovanni e l’attore Antonio Salines con il ruolo del professore. A quest’ultimo, scomparso poco dopo le riprese, è dedicato il film.

Per quanto riguarda le location del film, è bene sapere che le riprese si sono svolte ad Ascoli Piceno, nelle Marche, terminando poi nella Riserva della Sentina. La maggior parte del film viene in particolare girato nel Caffè Meletti, locale storico, che si affaccia su Piazza del Popolo. La scena di Luciano e Anna in bicicletta è stata invece girata nella Via delle Stelle mentre la scena subito seguente è stata girata nel giardino e nella Kaffeehaus del giardino del Palazzo Saladini Pilastri, nel centro storico di Ascoli Piceno. La scena dello “scarico nel fiume”, invece, è stata girata nel Ponte Tufillo, mentre la scena finale si è appunto svolta nella Riserva Naturale della Sentina, all’altezza della Foce del Tronto.

L'ombra del giorno

L’ombra del giorno è tratto da una storia vera?

La vicenda cardine del film, quella di Luciano e Anna, non è tratta da una storia vera, ma è frutto della fantasia del regista e sceneggiatore. Tuttavia, il contesto in cui si svolgono le vicende è ovviamente ispirato a quanto accadeva in Italia nel 1938, con l’intensificarsi delle politiche discriminatorie emanate dal governo di Benito Mussolini. Proprio il 18 settembre di quell’anno, infatti, il leader del Partito Fascista lesse per la prima volta le nuove Leggi Razziali dal balcone del Municipio di Trieste, mentre a livello Europeo Adolf Hitler assume il comando supremo delle forze armate tedesche ed inizia ad annettere nuovi territori alla Germania. L’atmosfera è dunque quanto mai cupa, specialmente considerando che siamo alle soglie della Seconda Guerra Mondiale.

Il trailer di L’ombra del giorno e dove vederlo in TV e in streaming

È possibile fruire di L’ombra del giorno grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 19 gennaio alle ore 21:20 sul canale Rai 3.

L’ombra del giorno: trailer del film con Riccardo Scamarcio

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L’ombra del giorno: trailer del film con Riccardo Scamarcio

01 Distribution ha diffuso il trailer ufficiale di L’ombra del giorno, il nuovo film di Giuseppe Piccione con protagonisti Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli, Lino Musella, Valeria Bilello, Waël Sersoub e Sandra Ceccarelli. Al cinema dal 24 febbraio 2022. 

L’ombra del giorno è un film ambientato in una città di provincia (Ascoli Piceno) sul finire degli anni Trenta. Luciano, simpatizzante del fascismo come la stragrande maggioranza degli italiani, è il proprietario di un ristorante, che crede tuttavia di poter vivere secondo le regole che si è dato, in una sorta di isolamento dal mondo esterno. Ma sulla vetrina che dà sull’antica piazza, insieme ai segnali preoccupanti di qualcosa che sta per accadere nel mondo, compare una ragazza che porta con sé un segreto. Si chiama Anna e riesce a farsi assumere nel ristorante. Da allora per Luciano la vita non sarà più la stessa e insieme ai pericoli che si trova a fronteggiare, c’è quello più grande di tutti: l’amore. L’ombra del giorno è una storia d’amore, in quei difficili anni.

Il film è prodotto da Lebowski, Rosebud Entertainment Pictures, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Lazio, Regione Marche.

L’ombra del giorno: recensione del film con Riccardo Scamarcio

L’ombra del giorno: recensione del film con Riccardo Scamarcio

Un insolito racconto di guerra. L’ombra del giorno è un film che mostra le sfumature poco esplorate dell’Italia fascista prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Un tenebroso Riccardo Scamarcio (Mine Vaganti, La scuola cattolica) e una delicata Benedetta Porcaroli (Baby, 18 regali) sono al centro del nuovo film di Giuseppe Piccioni, in arrivo nei cinema italiani il 24 febbraio 2022.

La trama de L’ombra del giorno

Siamo nel 1938. Ad Ascoli Piceno arriva Anna (Benedetta Porcaroli), una ragazza misteriosa in cerca di lavoro. Luciano (Riccardo Scamarcio), proprietario di un ristorante in centro città, offre ad Anna un posto nella sua cucina. La ragazza si mostra subito volenterosa e diventa un’abile cameriera. Inizialmente entrambi arroccati e chiusi in loro stessi, Anna e Luciano scoprono a poco a poco un amore fatto di poche parole e piccoli gesti. Le complicazioni non tardano però ad arrivare. L’ascesa del fascismo pone grandi ostacoli alla coppia: lui si definisce fascista, mentre Anna non sembra simpatizzare per il regime. Come se non bastasse, la donna nasconde un segreto che potrebbe mettere in pericolo lei, Luciano e l’intero ristorante.

La tensione latente prima del conflitto

L’ombra del giorno descrive abilmente l’atmosfera di pericolo imminente percepita prima del secondo conflitto globale. Nel film i momenti di estrema spensieratezza, tranquillità e vita quotidiana sono avvolti da una tensione data dalla situazione politica italiana. Il ristorante di classe, la tranquillità della provincia, la bellezza del borgo italiano sono adombrate dalle arroganti camicie nere e dalla voce della radio che annuncia i passi di Mussolini.

Gli attimi sereni tra Anna e Luciano si contano sulle dita di una mano. Il passato di lui, reduce di guerra rimasto zoppo, e i segreti di lei sono macigni che pesano sulla relazione tra i due. Come i protagonisti, anche lo spettatore non può far altro che gioire per le poche passeggiate in intimità e per i baci rubati nei corridoi prima che tutto entri in crisi a causa delle minacce politiche.

L’Italia di provincia toccata dalla guerra

L’incantevole Piazza del Popolo di Ascoli Piceno su cui si affaccia il ristorante di Luciano, è lo scenario de L’ombra del giorno. Luciano osserva il mondo dalle vetrine del suo ristorante. Vede le vite altrui e immagina sognante il futuro dei passanti. Le belle copiette, le famiglie, le ”giovani italiane” che ballano con nastri e cerchi, regalano a Luciano e allo spettatore visioni di pace e tranquillità.

Il paesaggio iniziale viene però turbato più volte nel corso del film. Le guardie fasciste, le camicie nere che arrivano con arroganza in piazza e nel ristorante stridono con l’eden della cittadina di provincia fatta di brave persone, dove ”si conoscono tutti”. L’apice della tensione è ben racchiuso nella vetrina del ristorante, infranta da qualche passante.

L'ombra del giornoScamarcio è il ”fascista buono”

Il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio è il più emblematico de L’ombra del giorno. Lo vediamo fin dalle prime immagini, mentre con dedizione accoglie i clienti nel suo ristorante. È lui che offre ad Anna un lavoro, senza chiederle troppe spiegazioni sul suo passato. Luciano è un uomo premuroso, bravo con tutti, anche se rimane sempre un po’ distaccato e autoritario.

Si definisce fascista, decanta le azioni compiute da Mussolini per migliorare la vita degli italiani. Con l’arrivo di Anna, la sua ideologia iniziale a sostegno del fascismo inizia a traballare. Luciano è combattuto, ha pur sempre una sua morale che si scontra con l’idea politica del Duce. Come gli viene anche detto nel film, Luciano si ritiene fascista ma ”non c’è nulla di fascista in quello che fa”. Scamarcio è abile nel vestire i panni del reduce di guerra: è autorevole e rassicurante, ombroso per i traumi vissuti ma, sotto sotto, ha un cuore sensibile.

L’ombra del giorno racconta una storia marginale

Il bello de L’ombra del giorno è racchiuso nella scelta del regista di parlare dell’Italia in guerra da un punto di vista non convenzionale. Non siamo in una grande città, non è la Roma di Una giornata Particolare (Ettore Scola). Non siamo ancora nel pieno del conflitto globale, come in Salvate il soldato Ryan (Steven Spielberg). Non siamo nei campi di concentramento di La Vita è bella (Roberto Benigni) o de Il bambino con il pigiama a righe (Mark Herman).

Il film mostra una realtà di provincia tranquilla – come le riprese luminose, ampie ed idilliache ci mostrano, in cui persone comuni vengono invase dalla vicenda politica. Anna aveva la sua vita, Luciano aveva un orientamento politico non troppo definito: nessuno dei due era pronto a rischiare la vita semplicemente per la propria ideologia. Piccioni, con L’ombra del giorno, ci dice che la guerra è stata anche questo: una macchia, un’ombra che ha invaso tutti e tutto, coprendo ogni sfumatura e individualità.

L’omaggio di Occhio di Falco al Vendicatore caduto

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L’omaggio di Occhio di Falco al Vendicatore caduto

Tutti quelli che hanno visto Avengers Age of Ultron sanno di cosa stiamo parlando e soprattutto conoscono ormai la stretta relazione che unisce Occhio di Falco, nel film, ai gemelli Maximoff.

Occhio di Falco
Occhio di Falco

Ebbene alla fine del film, dopo che Pietro Maximof, aka Quicksilver, ha sacrificato la sua vita per salvare lui e il bambino rimasto incastrato nelle macerie, Occhio di Falco, ovvero Clint Barton, non ha dimenticato il gesto eroico del gemello, che dopo aver combattuto contro di lui, si è schierato dalla parte del bene per salvare l’umanità.

Alla nascita del suo terzo figlio, dopo aver omaggiato zia Nat (Vedova Nera) con il nome di Nathaniel, Barton ha deciso di dare al figlio, come secondo nome, quello di Pietro, come si legge a fine film su un bavaglino del bimbo appena nato.

Un bel gesto che ricorda un personaggio probabilmente uscito di scena troppo presto.

Fonte: MP

L’Odissea: tutto quello che c’è da sapere sul prossimo film di Christopher Nolan

L’Odissea (The Odyssey) è il prossimo film di Christopher Nolan, che dovrebbe entusiasmare gli appassionati del cinema epico. Christopher Nolan si è affermato come uno dei registi più prolifici del XXI secolo. I film di Nolan spaziano da film di fantascienza sottovalutati come Interstellar, biopic introspettivi come Oppenheimer e i thriller di successo della trilogia Il cavaliere oscuro. Ciò mette in evidenza la versatilità e la poliedricità del regista britannico. Indipendentemente dal tema trattato, Nolan conferisce ai suoi film un senso epico di grandezza, spesso rafforzato dall’uso di tecnologie all’avanguardia.

Dopo aver finalmente vinto un Oscar per Oppenheimer, il pubblico di tutto il mondo attendeva con impazienza la conferma del suo prossimo film. Per mesi, le star hanno fatto il giro del misterioso progetto, che secondo alcune indiscrezioni poteva essere un film incentrato sui piloti di elicotteri o una storia sui vampiri. Tuttavia, è stato ora confermato che The Odyssey sarà il prossimo film di Nolan, che avrà così l’opportunità di dirigere un film storico epico.

Cos’è L’Odissea (The Odyssey)? Il film di Christopher Nolan del 2026 spiegato

Nolan affronta uno dei racconti epici più importanti della storia

Il prossimo film di Christopher Nolan sarà The Odyssey, un adattamento dell’antico poema epico greco. Dopo il suo debutto nel 1998 con il thriller poliziesco britannico Following, Nolan ha diretto una dozzina di film che hanno ottenuto un successo costante di critica e di pubblico. Nolan è diventato uno dei registi più iconici e importanti della Hollywood moderna, aggiudicandosi finalmente il suo primo Oscar come miglior regista con Oppenheimer​​​​​​ del 2023.

Per il suo prossimo film, Nolan torna a uno dei capolavori fondamentali della narrativa moderna. The Odyssey sarà un nuovo adattamento dell’epopea greca di Omero e sarà girato appositamente (come molti dei film di Nolan) in formato IMAX. Il film continuerà la collaborazione di Nolan con la Universal Pictures, che ha finanziato e distribuito Oppenheimer con enorme successo dopo vent’anni di lavoro con la Warner Bros. In uscita il 17 luglio 2026, The Odyssey è stato descritto come un “epico film d’azione mitico girato in tutto il mondo utilizzando la nuova tecnologia cinematografica IMAX”.

Cosa sappiamo della storia dell’Odissea dall’epopea di Omero

L’Odissea è una delle storie più importanti della storia

L’Odissea sarà basata sull’omonimo poema epico di Omero, incentrato su Ulisse. Re dell’isola di Itaca, il brillante Ulisse fu fondamentale per la vittoria dei Greci nella guerra di Troia durante gli eventi dell’Iliade. Prima di poter tornare a casa dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco, Ulisse fece infuriare il dio Poseidone accecando uno dei suoi figli ciclopi e si ritrovò completamente fuori rotta. Perso in mare, Ulisse affrontò diverse minacce mostruose e seducenti mentre lottava per tornare a casa.

Si ritiene che sia stata scritta nell’VIII secolo a.C. e tradotta per la prima volta in inglese nel XVI secolo, L’Odissea è considerata una delle storie più longeve della letteratura.

Mentre la maggior parte dell’Odissea è incentrata sui suoi incontri con creature come i Ciclopi e la dea-strega Circe, la storia racconta anche le difficoltà affrontate da Penelope e Telemaco nel decennio in cui Ulisse è disperso in mare. Il poema epico ha ispirato innumerevoli rivisitazioni ed è rimasto un punto fermo della narrativa per migliaia di anni. Questo fa pensare che l’interpretazione di Nolan potrebbe essere il film più epico del regista.

Quando uscirà L’Odissea (The Odyssey)?

L’Odissea (The Odyssey) uscirà nelle sale il 17 luglio 2026.

Chi è stato confermato nel cast di The Odyssey

Matt Damon 21
Foto di Luigi de Pompeis © Cinefilos.it

L’Odissea (The Odyssey) ha già un mix di collaboratori che tornano a lavorare con Nolan insieme a nuovi attori

Ancor prima che fosse confermato il soggetto del prossimo film di Christopher Nolan,il film stava già attirando un cast stellare. Al momento della stesura di questo articolo, Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o e Charlize Theron hanno tutti confermato la loro partecipazione al cast. Tuttavia, i loro ruoli specifici non sono ancora stati confermati. La vastità della storia suggerisce inoltre che molti altri attori si uniranno al cast.

Secondo Deadline, The Odyssey di Nolan dovrebbe iniziare le riprese all’inizio del 2025, con l’obiettivo di uscire nelle sale nel 2026. Ciò riflette il tipico programma di lavoro di Nolan, soprattutto nell’ultimo decennio. Interstellar, Dunkirk, Tenet e Oppenheimer sono stati tutti distribuiti a distanza di tre anni l’uno dall’altro, e The Odyssey dovrebbe debuttare tre anni dopo l’uscita di Oppenheimer.

L’interpretazione di Christopher Nolan dell’Odissea potrebbe essere il suo adattamento più importante

Nolan è perfetto per portare sul grande schermo l’epopea di Omero

L’Odissea è già stata portata sul grande schermo in passato, tra cui Ulisse del 1954 con Kirk Douglas, la miniserie The Odyssey del 1997 con Armand Assante e, più recentemente, The Return del 2024 con Ralph Fiennes. È stata anche fonte d’ispirazione per diversi film e serie TV di vari generi, tra cui O Brother, Where Art Thou?, Cold Mountain e Star Trek: Odyssey. Tuttavia, l’esperienza di Nolan nella realizzazione di film epici e la sua abilità nell’utilizzare la tecnologia IMAX fanno pensare a un film in grado di eguagliare le vette epiche del poema originale.

La tecnologia IMAX dovrebbe essere ideale anche per mostrare appieno la portata dell’epopea e probabilmente sarà una vetrina visiva straordinaria.

Il talento di Nolan come regista dovrebbe emergere in tutto il suo splendore con The Odyssey, poiché la storia esplora il trauma e la pericolosa arroganza di un eroe brillante. È un tema che è apparso in molti altri film di Nolan e che troverà perfettamente spazio in The Odyssey. La tecnologia IMAX dovrebbe inoltre essere ideale per mostrare appieno la portata dell’epopea e probabilmente sarà una vetrina visiva imponente. Considerando il pedigree del cast e dei creativi coinvolti, The Odyssey di Christopher Nolan è destinato a diventare uno dei film più importanti del 2026.

C’è un trailer per The Odyssey?

Il primo teaser di The Odyssey è stato presentato in anteprima esclusiva nei cinema a luglio, prima di Jurassic World – La rinascita. In breve tempo, le immagini del trailer sono trapelate online, apparendo su X e TikTok.

Il trailer si apre con immagini del mare e una voce fuori campo che racconta la vittoria di Ulisse nella guerra di Troia, secondo The New York Times.

“Oscurità. Le leggi di Zeus sono state infrante. Un regno senza re da quando il mio signore è morto”, dice una voce che appartiene al personaggio di Leguizamo.

Una voce che sembra appartenere al personaggio di Pattinson aggiunge poi: “Sapeva che era una guerra impossibile da vincere, eppure in qualche modo… in qualche modo, l’ha vinta”.

Poi, i fan vedono Telemaco, interpretato da Holland, che dice a Jon Bernthal (il cui personaggio non è ancora stato reso pubblico) che deve “scoprire cosa è successo a mio padre”. Il teaser passa poi a “un anno dopo”, prima di rivelare che l’Ulisse di Damon è bloccato in mare.

L’Odissea: Hollywood ci riprova con il regista di Stalingrad

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OdisseaDeadline riporta che a Hollywood hanno intenzione, di nuovo, di scomodare dei e eroi dell’antica Grecia. Infatti è finito nel mirino dei produttori uno dei due capolavori della letteratura occidentale antica, l’Odissea (a martoriare l’Iliade ci avevano già pensato nel 2004 Wolfang Petersen e Brad Pitt). A capo dell’impresa di riportare il ‘polutropon’ Odisseo a Itaca ci sarà Fedor Bondarchuk, regista russo che ricordiamo per Stalingrad, film epico presentato lo scorso anno Fuori Concorso al Festival del Film di Roma.

Il progetto è quello di realizzare un film epico su larga scala. A scrivere la sceneggiatura è stato chiamato Jeremy Doner (The Killing) che si troverà a fronteggiare la titanica impresa di ridurre in script l’opera di Omero, e che probabilmente diventerà il bersaglio preferito dei puristi europei. La trama ufficiale del poema epico, riportata dalla fonte, è questa: Odisseo è un re greco che, a seguito degli eventi della Guerra di Troia, si ritrova in un lungo e strano viaggio di ritorno verso casa che gli farà incontrare cannibali, mostri marini, sirene e ciclopi.

Come abbiamo accennato, nel 2004 la Warner Bros portò sullo schermo l’Iliade di Omero (in cui si racconta la Guerra di Troia) con la complicità criminosa del regista tedesco Wolfang Petersen. In quesl film, che preferiremmo dimenticare, ad interpretare Odisseo c’era Sean Bean.

In passato, L’Odissea ha avuto diversi e felici adattamenti, come quello del 1955 in cui il protagonista era interpretato da Kirk Douglas, o la versione tv prodotta da Francis Ford Coppola che vedeva protagonista Armand Assante. Ma sono tanti anche i film celebri di ambientazione moderna che traggono chiara ispirazione dall’Odissea, come Fratello dove sei? dei Fratelli Coen, con George Clooney nei panni di un moderno Odisseo.

Fonte: CS

L’Odissea: Christopher Nolan porta il mito di Omero al CinemaCon tra guerra, mito e spettacolo IMAX totale

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Christopher Nolan ha presentato al CinemaCon le prime immagini di L’Odissea, adattamento del poema epico di Omero, mostrando un assalto al cavallo di Troia costruito come sequenza di guerra ad altissima tensione. Il film, interpretato da Matt Damon nei panni di Odisseo, punta a trasformare il mito fondativo della letteratura occidentale in un’esperienza cinematografica immersiva girata interamente in formato IMAX.

Le immagini mostrate a Las Vegas si concentrano proprio sull’attacco del cavallo di Troia: i Greci trascinano la gigantesca struttura di legno mentre i Troiani, sospettosi, la ispezionano con le armi, arrivando a colpire l’interno e ferire un soldato nascosto. Il progetto, che include nel cast anche Tom Holland, Anne Hathaway e Zendaya, è stato presentato da Nolan come il suo film più ambizioso, girato tra Marocco, Grecia, Italia, Islanda e Scozia (fonte: Variety).

Il regista ha sottolineato anche la difficoltà produttiva del progetto, definendolo “un incubo assoluto da girare, nel migliore dei modi possibili”, evidenziando la natura fisica e immersiva della lavorazione. Ma dietro l’enfasi spettacolare emerge un punto chiave: Nolan sta tentando di riportare il mito classico al centro del grande cinema contemporaneo, utilizzando la scala produttiva IMAX non solo come formato tecnico, ma come linguaggio narrativo totale.

OdisseaIl cavallo di Troia come spettacolo cinematografico totale: Nolan riscrive il mito per l’era IMAX

La scelta di aprire il racconto con l’assalto al cavallo di Troia non è casuale. In questa versione di Christopher Nolan, la guerra non è solo evento storico-mitologico, ma esperienza sensoriale costruita sulla tensione fisica e sul silenzio strategico dei soldati nascosti. L’idea di una macchina da guerra che diventa contenitore di morte si trasforma in un dispositivo cinematografico perfettamente coerente con l’estetica IMAX.

Il viaggio di Matt Damon nei panni di Odisseo si configura come una perdita progressiva di identità, con il personaggio che dichiara di non ricordare più nulla prima di Troia. Questo approccio suggerisce una lettura più psicologica del poema rispetto alle versioni classiche: il ritorno a Itaca non è solo un viaggio fisico, ma un tentativo di ricostruire sé stessi dopo la guerra.

Con un cast corale che include anche Lupita Nyong’oRobert Pattinson, Charlize TheronJon Bernthal, il film sembra voler trasformare l’epica omerica in una struttura narrativa corale e frammentata, dove il mito si intreccia con la percezione soggettiva del trauma e della sopravvivenza.

Se L’Odissea riuscirà a mantenere l’equilibrio tra fedeltà al testo originale e spettacolarizzazione IMAX, potrebbe diventare non solo un adattamento, ma una ridefinizione del modo in cui il cinema contemporaneo affronta i grandi miti fondativi.

L’Odissea secondo Christopher Nolan: Corey Hawkins svela perché sarà diversa da tutte le altre

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La star Corey Hawkins di Odissea (The Odyssey) ha lasciato intendere che l’adattamento cinematografico della saga greca antica realizzato da Christopher Nolan sarà un’opera epica molto diversa dalle altre. Tratto dal poema epico di Omero, uno dei testi più antichi della letteratura, il film di Nolan seguirà le vicende di Matt Damon nei panni di Ulisse, re di Itaca, che intraprende un pericoloso viaggio di ritorno a casa dopo la guerra di Troia.

Hawkins è entrato ufficialmente a far parte del cast stellare di Odissea (The Odyssey) nel febbraio di quest’anno, affiancando nomi del calibro di Tom Holland, Robert Pattinson, Zendaya, Anne Hathaway, Lupita Nyong’o, Charlize Theron, Mia Goth ed Elliot Page. Il ruolo esatto di Hawkins nel film non è ancora stato rivelato.

Parlando con ScreenRant al Toronto International Film Festival di quest’anno per il suo nuovo thriller, The Man in My Basement, Hawkins ha espresso la sua opinione sull’approccio unico di Nolan a The Odyssey. Confrontando il lavoro di Nolan con un film indipendente con un budget molto più elevato, Hawkins ha elogiato l’attenzione del regista ai dettagli. Ecco i suoi commenti:

È interessante notare che Chris Nolan è molto simile, direi, a un regista indipendente con un budget molto diverso, ma in realtà ci sono molte somiglianze. Solo l’efficienza con cui lavora. È un maestro dei dettagli e non vedo l’ora che la gente veda questo film.

Hawkins ha anche suggerito che Odissea (The Odyssey) offrirà al pubblico un tipo di film epico molto diverso, anche se ha avuto cura di non rivelare alcun dettaglio. Leggete i suoi commenti finali qui sotto:

È davvero… Sarà epico in un modo diverso. Si impara così tanto da lui. Sto cercando di non dire tutte le cose che non dovrei dire [ride].

Cosa significano i commenti di Corey Hawkins per Odissea (The Odyssey)

Con L’Odissea e L’Iliade di Omero che rappresentano i due testi più importanti e influenti dell’antica Grecia, Nolan ha sicuramente puntato su un progetto ambizioso. Dato che L’Odissea ha continuato a ispirare studiosi, artisti e scrittori per migliaia di anni, il regista avrà il compito enorme di tradurla sullo schermo.

Tuttavia, l’elogio di Hawkins per l’approccio cinematografico di Nolan e la sua meticolosa attenzione ai dettagli gli saranno probabilmente utili nel dare vita a L’Odissea. Data la quantità di temi mitologici e di eventi leggendari citati nel testo originale di Omero e le innumerevoli rielaborazioni che ne sono seguite, Nolan avrà bisogno di tutta la sua notevole abilità per rendere giustizia alla storia.

L’Odissea di Christopher Nolan sarà vietato ai minori: il film ottiene il rating R

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L’Odissea, il nuovo kolossal diretto da Christopher Nolan tratto dall’epopea di Omero, ha ufficialmente ottenuto il rating R dalla Motion Picture Association americana. Questo significa che negli Stati Uniti i minori di 17 anni potranno vedere il film solo accompagnati da un adulto. Una scelta sorprendente per un blockbuster estivo da 250 milioni di dollari, soprattutto considerando che Hollywood tende ormai a evitare classificazioni restrittive per massimizzare il pubblico dei grandi franchise.

Al momento non sono state specificate ufficialmente le motivazioni precise del rating, ma tutto lascia pensare che Nolan abbia mantenuto un approccio estremamente violento e realistico alle guerre, ai massacri e agli elementi più brutali dell’Odissea. Il regista arriva dal successo gigantesco di Oppenheimer, anch’esso classificato R, capace però di sfiorare il miliardo di dollari al box office mondiale. Diversamente da quel film, però, L’Odissea appartiene a una categoria ancora più rischiosa: un colossal mitologico ad altissimo budget destinato al mercato estivo.

Distribuito da Universal Pictures, L’Odissea uscirà il 17 luglio 2027 e vanta un cast enorme guidato da Matt Damon, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson e Anne Hathaway. L’attesa attorno al progetto è già altissima: i biglietti per le proiezioni IMAX 70mm sono andati sold out con largo anticipo e l’apertura delle prevendite online ha generato code virtuali enormi. Segnali che confermano come Nolan sia oggi uno dei pochissimi registi capaci di trasformare il proprio nome in un evento cinematografico globale.

Nolan sta trasformando The Odyssey in un kolossal adulto contro le regole di Hollywood

Il vero significato del rating R va oltre la semplice classificazione americana. Negli ultimi vent’anni Hollywood ha costruito quasi tutti i blockbuster intorno al PG-13, una formula pensata per includere il pubblico adolescenziale senza rinunciare a violenza spettacolare e grande intrattenimento. Nolan, invece, sembra voler fare l’esatto contrario: trasformare L’Odissea in un’opera adulta, brutale e probabilmente molto più vicina alla tragedia epica originale che all’immaginario fantasy moderno.

Ed è una scelta coerente con la sua evoluzione autoriale. Da Dunkirk a Oppenheimer, Nolan ha progressivamente abbandonato l’idea del blockbuster puramente spettacolare per avvicinarsi a un cinema sempre più fisico, opprimente e immersivo. L’Odissea potrebbe rappresentare il punto massimo di questa trasformazione: non una semplice avventura mitologica, ma una discesa nella violenza, nel trauma della guerra e nell’ossessione del ritorno.

Anche il budget rende il progetto quasi senza precedenti. Con 250 milioni di dollari, The Odyssey rischia di diventare il film vietato ai minori più costoso della storia del cinema, superando perfino produzioni come Deadpool & Wolverine o Joker: Folie à Deux. È un’operazione industrialmente pericolosa perché limita automaticamente una parte del pubblico mainstream, ma allo stesso tempo rafforza l’idea di Nolan come autore capace di imporre condizioni creative che nessun altro regista contemporaneo potrebbe ottenere.

C’è poi un altro elemento fondamentale: il rapporto tra mito classico e cinema moderno. Negli ultimi anni Hollywood ha quasi abbandonato il peplum e il kolossal storico tradizionale, spesso incapace di trovare una vera identità narrativa tra spettacolo digitale e blockbuster fantasy. Nolan sembra invece voler riportare il racconto epico alla sua dimensione originaria: sporca, tragica, violenta e profondamente umana.

Se davvero manterrà questa direzione, L’Odissea potrebbe ridefinire non soltanto il cinema mitologico contemporaneo, ma anche il concetto stesso di blockbuster adulto nel mercato moderno. E il fatto che il pubblico stia già rispondendo con un entusiasmo enorme suggerisce che Hollywood potrebbe aver sottovalutato per anni la fame di grande cinema spettacolare pensato anche per spettatori maturi.

L’Odissea di Christopher Nolan deve correggere un momento mostruoso sottovalutato

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Il nuovo ambizioso progetto di Christopher Nolan, L’Odissea (The Odyssey), promette di portare sul grande schermo una delle opere più importanti della letteratura occidentale. L’adattamento del celebre poema epico di Homer è uno dei film più attesi dei prossimi anni, ma proprio la vastità del materiale originale potrebbe costringere Nolan e il suo team creativo a compiere alcune scelte difficili su quali eventi includere nella narrazione.

Il poema originale è infatti un’opera monumentale che, nelle traduzioni moderne, supera facilmente le 500 pagine. Secondo le prime indiscrezioni, il film potrebbe avere una durata superiore alle tre ore, ma anche con un tempo così esteso sarebbe impossibile adattare ogni episodio del viaggio di Odisseo. Per questo motivo è probabile che alcune parti della storia vengano ridotte o eliminate per rendere la trama più fluida dal punto di vista cinematografico.

Tra gli episodi che potrebbero essere sacrificati ci sono momenti meno centrali del viaggio, come l’incontro con i Lotofagi o l’attacco dei Lestrigoni, spesso considerati tra gli eventi più difficili da inserire in un adattamento cinematografico. Tuttavia, secondo molti appassionati dell’opera originale, esiste un episodio che il film non dovrebbe assolutamente tagliare: l’incontro con Scilla e Cariddi.

Lo scontro con Scilla e Cariddi è uno dei momenti più importanti del poema

Nel corso del suo viaggio verso Itaca, Odisseo deve attraversare uno stretto pericoloso sorvegliato da due mostri marini leggendari: Scilla e Cariddi.

Scilla è una creatura terrificante con sei teste e dodici zampe, nascosta in una caverna sulla cima di una roccia. Ognuna delle sue teste è dotata di file di denti affilati e può afferrare un marinaio dalla nave mentre questa passa sotto la scogliera. Cariddi, invece, si trova sul lato opposto dello stretto ed è spesso descritta come un enorme vortice marino che inghiotte e risputa l’acqua del mare più volte al giorno.

L’episodio è fondamentale non solo per la spettacolarità visiva dei mostri, ma soprattutto per il significato narrativo che porta con sé. Odisseo infatti si trova davanti a una scelta impossibile: affrontare Scilla, sapendo che perderà inevitabilmente sei uomini della sua ciurma, oppure tentare di passare accanto a Cariddi, rischiando la distruzione totale della nave.

Secondo il racconto dell’opera originale, la maga Circe avverte Odisseo che Scilla è invincibile e che affrontarla rappresenta la scelta meno disastrosa. L’eroe decide quindi di sacrificare parte dell’equipaggio pur di salvare la nave e il resto dei suoi uomini. La scena, descritta nel poema come uno dei momenti più strazianti del viaggio, rappresenta una delle decisioni morali più difficili della storia.

Questo episodio è anche uno dei passaggi che mostrano con maggiore forza la complessità del personaggio di Odisseo. Non si tratta solo di un eroe astuto e coraggioso, ma di un leader costretto a prendere decisioni tragiche per garantire la sopravvivenza del gruppo.

Per questo motivo molti fan ritengono che la sequenza di Scilla e Cariddi sia essenziale nell’adattamento cinematografico. Non solo offre un momento visivamente spettacolare che potrebbe diventare una delle scene più memorabili del film, ma rappresenta anche un passaggio fondamentale nello sviluppo psicologico del protagonista.

Se Nolan decidesse di includere i due mostri, la scena potrebbe diventare uno dei momenti più impressionanti del film. Alcune indiscrezioni hanno già rivelato che la produzione ha realizzato animatronici a grandezza naturale per rappresentare il ciclope Polifemo, segno che il regista potrebbe puntare su effetti pratici e scenografie spettacolari per dare vita alle creature mitologiche.

Ma al di là dell’aspetto visivo, l’elemento più importante resta il peso emotivo della scelta di Odisseo. La decisione di sacrificare parte dei suoi uomini segna infatti una frattura nel rapporto con l’equipaggio e contribuisce alla progressiva perdita di fiducia nei confronti del loro comandante.

Se il film di Nolan riuscirà a rendere questo momento con la stessa intensità emotiva del poema originale, la sequenza di Scilla e Cariddi potrebbe diventare una delle scene più potenti dell’intero adattamento.

L’Odissea di Christopher Nolan cambia un elemento chiave della storia originale

Con il rilascio del secondo trailer di Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan, il tono del blockbuster più atteso dell’estate appare ormai definito. La storia del viaggio di ritorno di Odisseo verso Itaca dopo la guerra di Troia sarà una sfida dura e pericolosa, segnata da ostacoli estremi e forze naturali avverse.

Nonostante le premesse da grande opera epica, l’adattamento di Nolan sembra però allontanarsi da un elemento fondamentale del testo originale della letteratura greca antica. Come spesso accade nei suoi film dal grande budget, anche questa versione punta su un approccio molto serio e drammatico, con un forte senso di tragedia.

L’Odissea di Omero, pur non essendo una commedia, presenta infatti una complessità maggiore rispetto al tipico racconto di ritorno alla Nolan, includendo anche momenti di ironia e satira, oltre a una rilettura meno convenzionale dell’eroe tragico presente nei miti greci. Dai primi due trailer, sembra che questi aspetti siano stati completamente esclusi dall’adattamento del regista.

Nolan non sfrutta l’umorismo presente nel poema di Omero

Matt Damon come odisseo in Odissea (2026)
© Universal Studios.

I trailer de L’Odissea erano destinati fin dall’inizio a dividere il pubblico, sia tra gli appassionati delle grandi epopee classiche sia tra i fan del cinema di Christopher Nolan, dato che il regista sta affrontando un progetto molto diverso da quelli realizzati in passato. È importante ricordare anche che i trailer hanno uno scopo principalmente promozionale e non sempre riflettono in modo completo il contenuto finale del film.

Detto questo, queste anteprime suggeriscono comunque un elemento abbastanza evidente: l’adattamento di Nolan sembra concentrarsi soprattutto sull’azione intensa, sui pericoli estremi e sul peso emotivo del ritorno di Odisseo a Itaca. In questo modo, però, alcune sfumature importanti del personaggio e dell’opera originale di Omero sembrano passare in secondo piano.

Odisseo è una figura che si contrappone in modo diretto all’archetipo di Achille, il guerriero “piè veloce”, protagonista dell’altra grande epopea omerica, l’Iliade. Nel film di Nolan, interpretato da Matt Damon, Odisseo appare soprattutto come un abile stratega e ingannatore, capace di superare avversari più forti grazie all’astuzia.

In questo senso, il personaggio ribalta lo stereotipo tradizionale dell’eroe maschile, tipicamente associato a guerrieri impulsivi e fisicamente dominanti. Inoltre, la sua capacità di usare travestimenti e racconti ingannevoli lungo il viaggio introduce spesso nel poema un tono ironico e leggermente giocoso.

Ogni volta che Odisseo riesce a ingannare un nemico o un ospite inconsapevole, l’opera sembra quasi rivolgersi con complicità al pubblico. Molti lettori dell’antica Grecia che si avvicinavano all’Odissea conoscevano già il ciclo mitologico a cui la storia apparteneva.

Il poema è ricco di livelli di ironia drammatica, sia in relazione alla sua trama sia alla mitologia greca antica più in generale, elementi che contribuiscono a mettere in luce in chiave satirica la natura del viaggio dell’eroe e persino l’essenza stessa del raccontare storie. Da quanto abbiamo visto finora del film, l’interpretazione dell’Odissea di Christopher Nolan sembra contenere quasi nessuno di questi livelli.

Il film si concentrerà più sul ritorno a casa che sull’avventura

Robert Pattinson come Antinoo riflette nel film Odissea (THE ODYSSE)
© Universal Studios.

Questo grande film epico assume il tono di un dramma lineare, incentrato essenzialmente sul tema del “ritorno a casa”, concetto che Nolan ha esplorato più volte nei suoi lavori (Interstellar). La rappresentazione di Odisseo come figura astuta che si affida al proprio ingegno suggerirebbe un’impronta più avventurosa, che però sembra poco presente nel film.

I trailer di Odissea mostrano infatti un viaggio gravato dal peso di ciò che lo attende alla fine e segnato dalle ferite emotive di una guerra lunga e devastante. Questi elementi fanno sicuramente parte anche del poema di Omero, ma nell’opera originale sono affiancati da episodi più dinamici e incontri sorprendenti lungo il percorso.

Omero non descrive queste esperienze soltanto come ulteriori sofferenze per Odisseo. Al contrario, nel poema emerge anche un aspetto più leggero e persino positivo delle sue avventure, come si nota nel modo in cui il protagonista le racconta con meraviglia ad altri personaggi incontrati durante il viaggio verso Itaca.

L’Odissea di Nolan è uno studio del personaggio più che un viaggio dell’eroe

Matt Damon in azione in Odissea (2026)
© Universal Studios.

Christopher Nolan sembra aver scelto deliberatamente di mettere in primo piano gli aspetti più oscuri e realistici della vicenda di Odisseo nella sua versione de L’Odissea. Il protagonista viene presentato come un uomo ancora tormentato dalle conseguenze psicologiche della guerra, sospeso tra il dovere di condurre i suoi compagni verso la salvezza e il desiderio urgente di riabbracciare la famiglia lontana.

In questa interpretazione c’è poco spazio per il classico viaggio dell’eroe fatto di meraviglie straordinarie e imprese di astuzia spettacolari. Era comunque prevedibile che sarebbe stato complicato adattare l’eroe omerico a un grande film moderno. Ci sono infatti dei limiti a ciò che può essere rappresentato sullo schermo, anche con un interprete esperto come Matt Damon. La scelta del regista, però, gli consente anche di approfondire altri temi più astratti e concettuali presenti nella storia.

L’Odissea prosegue l’esplorazione del tempo tipica di Christopher Nolan

Matt Damon e Zendaya in Odissea (2026)
© Universal Studios.

Odissea difficilmente sarebbe un film di Christopher Nolan senza una forte ossessione per il tempo, e già dai materiali promozionali è chiaro che questo elemento avrà un ruolo centrale nell’adattamento del poema di Omero. Il regista ha infatti ripreso la struttura temporale non lineare dell’opera originale e potrebbe aver mantenuto anche la sua impostazione narrativa “a cornice”, con storie inserite dentro altre storie.

Nel frattempo, l’Odisseo interpretato da Matt Damon appare disorientato dal tempo trascorso lontano da Itaca e la sua memoria sembra segnata e frammentata dagli effetti psicologici della guerra di Troia. Lui e Penelope vengono mostrati come un re e una regina ormai invecchiati, la cui lunga separazione contribuisce a rendere ancora più alterata la loro percezione del tempo.

Sebbene sia molto probabile che questa versione dell’Odissea non metta troppo in evidenza l’astuzia o la capacità di inganno di Odisseo, il film promette di giocare con il tempo in un modo che lo stesso Omero avrebbe potuto apprezzare, pur restando fedele alla storia originale del più celebre viaggio di ritorno della tradizione occidentale.

L’occhio del gatto: recensione del film di Lewis Teague

L’occhio del gatto: recensione del film di Lewis Teague

L’occhio del gatto è un film del 1985 di Lewis Teague con protagonisti nel cast Drew Barrymore, James Woods, Robert Hayes, James Naughton e Kenneth McMillan.

L’occhio del gatto: trama

Trama: Film a episodi – tre – due dei quali tratti da altrettanti racconti di Stephen King (pubblicati nella raccolta Night Shift, A volte ritornano in italiano).

Un fumatore incallito (James Woods) per togliersi il vizio si rivolge ad una particolare clinica, dai metodi ben poco ortodossi; un marito tradito (Kenneth McMillan) costringe l’amante della moglie  (Robert Hays) a camminare lungo il cornicione posto all’ultimo piano di un grattacielo: se riuscirà nell’impresa, i due potranno proseguire la loro relazione; una bambina (Drew Barrymore) è minacciata da una creatura notturna che le toglie – letteralmente – il respiro: in suo aiuto correrà il gatto del titolo , coinvolto marginalmente nelle prime due storie, ma qui protagonista assoluto.

L’occhio del gatto, il film

Nel corpus cinematografico tratto dalle opere di Stephen King, L’occhio del gatto rappresenta uno degli episodi minori, prodotti per sfruttare l’onda del successo commerciale arriso ai libri del Re del Brivido e alle loro trasposizioni per il grande schermo. L’impresa porta la firma di Lewis Teague, che già aveva messo le mani sull’opera dello scrittore del Maine un paio d’anni prima con Cujo e dello stesso King, che firma la sceneggiatura (preparandosi in un certo senso al flop registico di Brivido, dell’anno successivo).

Le sorti di L’occhio del gatto sono affidate a un cast in cui si segnalano James Woods (reduce dai fasti di C’era una volta in America) Robert Hays (protagonista della serie dell’Aereo più pazzo del mondo, che non sarebbe più riuscito a scrollarsi di dosso quel ruolo) e Drew Barrymore, che con i libri di King aveva già avuto a che fare ne L’incendiaria. Completano il cast un paio di facce note come Kenneth McMillan (Dune, Amadeus) e James Naughton (attivo soprattutto in tv, in serie come Il pianeta delle scimmie, Trauma Center e più di recente Gossip Girl).

Alla fine, il maggior limite dell’operazione sta proprio nel suo essere destinata al grande schermo: se questi tre episodi fossero stati destinati direttamente all’home video, o alla televisione, non ci sarebbe stato granché da ridire, anzi; ma il cinema è tutto un altro paio di maniche; il risultato è un film che viene portato avanti in maniera indecisa anche sul registro da adottare: i contorni favolistici dell’episodio finale, in cui l’eroico gatto del titolo si prende finalmente la scena, si affiancano ai toni molto più tetri degli altri due, per quanto non privi di una certa ironia di fondo. L’occhio del gatto  contiene varie altre citazioni kinghiane: nell’incipit, il gatto viene inseguito da un sanbernardo (Cujo) e rischia di essere investito da… Christine (la macchina infernale).

L’occhio del gatto  ebbe comunque un buon successo di pubblico, finendo però presto dimenticato, con una vita breve anche nel mercato dell’home video (attualmente è fuori catalogo).

L’MCU svela il destino di un altro personaggio Marvel di Netflix

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L’MCU svela il destino di un altro personaggio Marvel di Netflix

La seconda stagione di Daredevil: Rinascita continua ad espandere il lato più “street-level” del MCU, e lo fa chiarendo finalmente il destino di un personaggio legato alla vecchia saga Netflix di The Defenders.

Nel secondo episodio, Marvel risponde a una domanda rimasta in sospeso: Sister Maggie, madre di Matt Murdock, non è scomparsa, ma si trova a Roma per un anno sabbatico. Una scelta narrativa che spiega la sua assenza in un momento cruciale per Daredevil, mentre New York è sotto il controllo di Kingpin.

Non è un dettaglio secondario: il MCU sta lentamente ricucendo i fili della saga Netflix, integrando personaggi e storyline in modo più organico rispetto al passato. E ogni rivelazione come questa rafforza l’idea di una continuità finalmente riconosciuta.

Il ritorno dei personaggi Netflix nel MCU è sempre più centrale per Daredevil

La menzione di Sister Maggie non è casuale, ma parte di una strategia più ampia. Negli ultimi episodi, Daredevil si muove in un contesto sempre più vicino alla serie originale, con il ritorno di volti noti e un tono più realistico e oscuro.

Questo apre a una possibilità concreta: il ritorno di Sister Maggie nelle stagioni future. Con la storyline di Fisk destinata a concludersi, la serie potrebbe fare un salto temporale che permetterebbe al personaggio di rientrare in scena, offrendo a Matt un supporto fondamentale dopo gli eventi traumatici recenti.

Più in generale, il MCU sembra aver finalmente trovato una direzione chiara per i personaggi Netflix: non reboot, ma integrazione. E Daredevil: Born Again è il punto di equilibrio tra passato e futuro di questo universo narrativo.