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Invincible 5 ha una finestra di uscita e conferma il ritorno dei villain: cosa succederà dopo il finale della stagione 4

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Invincible tornerà ufficialmente con la stagione 5 e ora abbiamo una finestra di uscita: i nuovi episodi dovrebbero arrivare nel 2027. L’annuncio arriva a pochi giorni dal finale della stagione 4, che ha lasciato la storia in uno dei punti più critici di sempre per Mark Grayson.

Oltre alla data indicativa, è stato confermato anche il ritorno di due antagonisti chiave: Thragg e Dinosaurus. Il primo rappresenta la minaccia principale per il futuro della Terra, mentre il secondo, finora apparso solo marginalmente, è destinato ad avere un ruolo molto più rilevante. Non tornerà invece Conquest, la cui sorte è stata definitivamente chiusa nella stagione 4. La produzione vocale della nuova stagione è già completata, segnale che il progetto è in una fase avanzata.

Questa conferma non è solo una normale anticipazione. Dopo il cliffhanger della stagione 4 — con i Viltrumiti già sulla Terra e pronti a ricostruire la loro civiltà — la serie entra in una fase narrativa completamente diversa. Non si tratta più di una minaccia distante, ma di un’invasione già in corso.

Il ritorno di Thragg e l’assenza di Conquest segnano una nuova fase della storia: Invincible diventa una guerra su larga scala

La stagione 5 segnerà un cambio netto di scala. Se nelle stagioni precedenti il conflitto era spesso personale — tra Mark e suo padre, o contro singoli avversari — ora la minaccia è sistemica. Thragg non è solo un villain, ma il leader di una razza pronta a colonizzare la Terra, e il finale della stagione 4 ha chiarito che il piano è già in atto.

L’assenza di Conquest, eliminato definitivamente, chiude un arco narrativo importante ma allo stesso tempo libera spazio per uno sviluppo più ampio. Il focus si sposta da scontri individuali a una guerra di sopravvivenza, dove Mark dovrà affrontare non solo nemici esterni, ma anche il peso psicologico di ciò che è diventato.

In questo contesto, il ritorno di Dinosaurus è particolarmente significativo. Nonostante sia stato introdotto solo brevemente, il personaggio è destinato a entrare in modo più profondo nella storia, suggerendo che la serie continuerà a intrecciare minacce diverse, non limitandosi al conflitto con i Viltrumiti.

Con una distribuzione ormai regolare e una qualità costante, Invincible si prepara quindi a consolidarsi come una delle saghe animate più strutturate degli ultimi anni. La stagione 5 non sarà solo un seguito, ma l’inizio di una fase più ampia, che potrebbe estendersi per diverse stagioni.

Invincible 4: Sandra Oh anticipa il confronto tra Debbie e Omni-Man

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La quarta stagione di Invincible promette di approfondire uno dei nodi emotivi più complessi della serie, e le ultime dichiarazioni di Sandra Oh lasciano pochi dubbi: il confronto tra Debbie e Omni-Man non è solo possibile, ma inevitabile.

Durante un’intervista, l’attrice ha sottolineato come questo momento rappresenti un passaggio fondamentale per la costruzione narrativa del personaggio di Debbie, da sempre il cuore umano della serie. In un racconto sempre più dominato da conflitti cosmici e minacce su larga scala, la sua prospettiva resta centrale per mantenere un equilibrio emotivo e morale.

Nelle stagioni precedenti, Debbie ha affrontato un trauma devastante: la scoperta della vera natura del marito, Omni-Man, responsabile di eventi che hanno distrutto non solo il mondo che conosceva, ma anche la sua identità personale. Un percorso che l’ha portata a confrontarsi con rabbia, isolamento e senso di perdita, senza però arrivare a una vera chiusura.

Perché il confronto tra Debbie e Omni-Man è centrale per la stagione 4

Sandra Oh film

Secondo Sandra Oh, questo confronto “deve accadere” per ragioni drammaturgiche. Non si tratta solo di una resa dei conti personale, ma di un momento chiave per l’intera struttura narrativa della serie.

Debbie rappresenta infatti il punto di vista umano all’interno di Invincible, un contrappeso essenziale rispetto ai dilemmi identitari di Mark Grayson e alle logiche spietate dei Viltrumiti. Il suo ruolo non è solo emotivo, ma anche tematico: è la voce che riporta il racconto alle conseguenze reali della violenza e della guerra.

L’eventuale incontro con Omni-Man potrebbe quindi diventare uno dei momenti più intensi della stagione, non tanto per l’azione, quanto per ciò che rappresenta: la necessità di affrontare il passato e dare un senso a ciò che è accaduto.

Anche la relazione con Paul, che offre a Debbie una temporanea stabilità, sembra destinata a essere messa in discussione. Come suggerito dalla stessa attrice, nessun nuovo equilibrio può reggere davvero se il trauma originario non viene elaborato.

In questo contesto, il confronto tra Debbie e Omni-Man assume un valore più ampio: non è solo un evento narrativo atteso, ma il punto di convergenza di una linea emotiva costruita fin dalla prima stagione. Ed è proprio questa continuità a rendere Invincible una delle serie animate più solide e mature del panorama contemporaneo.

Invincible 2: trailer della nuova stagione in arrivo su Prime Video

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Dopo aver pubblicato ieri un poster per la seconda stagione, Prime Video ha rilasciato un nuovo trailer della seconda stagione di Invincible per il ritorno dell’adattamento della serie di supereroi. La nuova stagione sarà presentata in anteprima venerdì 3 novembre su Prime Video. Dai un’occhiata al nuovo trailer di Invincible Stagione 2 su YouTube. 

Basato sulla  serie di fumetti di Robert Kirkman , Cory Walker e Ryan Ottley, Invincible è descritta come una serie ricca di suspense, azione ed emozioniL’adattamento presenta le voci originali di Steven Yeun, Sandra Oh, JK SimmonsGillian Jacobs, Andrew Rannells, Walton Goggins, Zazie Beetz, Mark Hamill, Chris Diamantopoulos e altri. 

Cosa è successo nella prima stagione di Invincible?

La prima stagione di Invincible è incentrata su Mark Grayson, un ragazzo di 17 anni che inizia a sviluppare superpoteri come la super forza, il volo e la super velocità. Inizia quindi ad allenarsi per usare le sue abilità sotto la guida di suo padre, Nolan Grayson, che è uno dei supereroi più potenti della Terra, Omni-Man.

Su cosa si basa Invincible?

Basato sulla serie di fumetti di Robert Kirkman , Cory Walker e Ryan Ottley, Invincible è descritta come una serie ricca di suspense, azione ed emozioni. L’adattamento presenta nella versione originale le voci di Steven Yeun, Sandra Oh, JK SimmonsGillian Jacobs, Andrew Rannells, Walton Goggins, Zazie Beetz, Mark Hamill, Chris Diamantopoulos e altri.

La prima stagione di Invincible è incentrata su Mark Grayson, un ragazzo di 17 anni che inizia a sviluppare superpoteri come la super forza, il volo e la super velocità. Inizia quindi ad allenarsi per usare le sue abilità sotto la guida di suo padre, Nolan Grayson, che è uno dei supereroi più potenti della Terra, Omni-Man.

Invincible 2: Robert Kirkman spiega il cameo dell'”Agente Spider” e il fatto che sia rimasto segreto alla Marve

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Nel finale della seconda stagione di Invincible, Mark Grayson viene spedito nel Multiverso e incontra un supereroe che striscia sui muri chiamato Agente Spider.

I fan dei fumetti sapranno che Invincible e Spider-Man si sono incrociati sulla pagina, ma che questo avvenga in un film o in una serie televisiva è più facile a dirsi che a farsi.

Parlando con Variety, al creatore e produttore esecutivo Robert Kirkman è stato chiesto di riportare Josh Keaton a prestare la sua voce a una versione alternativa di Spider-Man che, beh, non è Spider-Man… ma in un certo senso lo è!

Cosa ha detto Robert Kirkman?

Si trattava solo di trovare un modo per mantenere quel momento in qualche modo intatto dai fumetti“, spiega. “Sembrava un modo divertente e sorprendente per farlo. L’ufficio legale di Amazon, scrupolosamente, ha detto: ‘No, il costume non può essere di quel colore. Dobbiamo allontanarci da questo e da quello”. C’erano molti occhi puntati su quella scena“.

Volevamo trovare un attore che avesse già fatto Spider-Man. [Dan Duncan è arrivato immediatamente e ha detto: ‘Josh Keaton deve farlo’. ‘Spectacular Spider Man’ è una grande serie’. Ci aveva lavorato e aveva detto che Josh era fantastico. Mi è sembrata la scelta migliore possibile perché si tratta di un’animazione con l’animazione. Sembrava che sarebbe stata una cosa divertente“.

Detto questo, non interpreterà Spider-Man. È l’Agente Spider“, ha ribadito Kirkman. “Potrebbero esserci delle somiglianze, ma credo che la performance ricca di sfumature di Josh nei panni dell’Agente Spider sia completamente diversa dal modo in cui ha interpretato Spider-Man in ‘Spectacular Spider-Man’. Ma chi lo sa? La mia opinione potrebbe essere un po’ di parte“.

Per quanto riguarda il fatto che Prime Video abbia mai contattato gli avvocati della Marvel per vedere cosa sarebbe stato possibile o meno, sembra che sapessero fin dall’inizio che Spider-Man stesso era fuori discussione.

Di conseguenza, si è trattato di non mettersi contro la Disney. “No, voglio dire, sono abbastanza sicuro che la Marvel l’abbia scoperto oggi“, confessa Kirkman. “Quindi, non abbiamo chiamato nessun avvocato della Marvel o altro. No, era compito dell’ufficio legale di Amazon assicurarsi che la Marvel non dovesse saperlo“.

Invincible – Stagione 4: un personaggio originale “cambia voce”

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Invincible – Stagione 4: un personaggio originale “cambia voce”

La quarta stagione di Invincible introduce un cambiamento importante ma poco evidente: la sostituzione della voce di uno dei suoi personaggi storici. La serie di Prime Video è celebre per il suo cast stellare, che include attori del calibro di Steven Yeun, Sandra Oh, J.K. Simmons e Gillian Jacobs, ma tra i ruoli secondari figurano anche Mark Hamill, Walton Goggins, Sterling K. Brown, Seth Rogen e Clancy Brown. Persino i ruoli minori e occasionali sono spesso affidati ad attori di prim’ordine, con partecipazioni passate di Kate Mara, Ella Purnell, Jon Hamm, Simu Liu e molti altri.

Con un cast così ampio, non è raro assistere a cambiamenti nel doppiaggio. Negli anni, diversi personaggi sono stati reinterpretati da nuovi attori, spesso senza che il pubblico se ne accorgesse. Todd Williams ha ereditato Titan da Mahershala Ali, Eric Bauza ha sostituito Ezra Miller nel ruolo di D.A. Sinclair, e Jonathan Groff è stato rimpiazzato da Luke Macfarlane come Rick. Uno dei vantaggi di un cast composto solo da doppiatori è che il cambio di attori non è sempre evidente, ma risulta spesso fluido e “invisibile”, rispetto alle produzioni live-action.

Zachary Quinto non sarà più la voce di Robot in Invincible – Stagione 4

zachary quinto

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda Robot, personaggio centrale della serie. Nelle prime tre stagioni, Robot era doppiato da Zachary Quinto, mentre la sua controparte umana, Rudy/Rex, aveva la voce di Ross Marquand. L’uso di due doppiatori creava una separazione tra il supereroe e il ragazzo dietro il robot, dando a Robot maggiore autorità come membro dei Guardiani del Globo e allo stesso tempo conferendo a Rudy più empatia e umanità.

Conosciuto per aver interpretato lo Spock amante della logica nel reboot di Star Trek di J.J. Abrams, la voce monotona e priva di emozioni di Quinto si adattava perfettamente a Robot. Nella stagione 4 di Invincible, però, il personaggio è interamente doppiato da Ross Marquand, sia quando Rudy/Rex è dentro l’armatura sia quando non lo è. Il passaggio è quasi impercettibile grazie alla sua straordinaria capacità di imitazione vocale, che gli consente di mantenere intatta l’identità del personaggio.

Marquand è infatti una sorta di “camaleonte vocale”. Sebbene sia noto soprattutto per il ruolo di Aaron in The Walking Dead, è anche un imitatore: interpreta diversi altri personaggi in Invincible, tra cui The Immortal.

Perché Zachary Quinto non è nella stagione 4 di Invincible?

L’assenza di Zachary Quinto non è stata spiegata ufficialmente, ma alcuni fattori rendono la scelta comprensibile. Nei primi episodi della nuova stagione, la narrazione si concentra maggiormente su Rudy/Rex, riducendo il tempo in cui Robot appare nella sua iconica armatura.

Inoltre, Quinto è attualmente impegnato come protagonista nella serie Brilliant Minds, dove ricopre anche il ruolo di produttore. Questo potrebbe aver reso meno pratico il suo coinvolgimento per un numero limitato di battute.

Nonostante ciò, il suo addio potrebbe non essere definitivo. Se in futuro la trama dovesse riportare Robot al centro dell’azione nella sua forma corazzata, non è escluso un ritorno di Quinto. Nel frattempo, Ross Marquand continua a dimostrarsi una scelta solida, mantenendo coerenza e qualità in uno dei personaggi più complessi della serie.

Invincible – Stagione 4: Rotten Tomatoes rilascia recensioni da urlo

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La quarta stagione di Invincible ha debuttato su Rotten Tomatoes con un risultato straordinario, proseguendo una rara serie di ottimi punteggi per la popolare serie animata di supereroi.

La serie, disponibile su Prime Video, è basata sull’omonima serie a fumetti creata da Robert Kirkman e illustrata da Cory Walker e Ryan Ottley. La storia segue l’adolescente Mark Grayson, doppiato da Steven Yeun, mentre cerca di imparare a controllare i suoi poteri e a diventare il supereroe noto come Invincible, affrontando allo stesso tempo le difficoltà della vita e un universo popolato da pericolosi villain.

Su Rotten Tomatoes, Invincible stagione 4 ha debuttato con un punteggio perfetto del 100% da parte della critica. Al momento il risultato si basa su 7 recensioni, il che significa che il punteggio potrebbe cambiare man mano che nuove valutazioni verranno aggiunte al sito.

Tuttavia, il dato è già significativo: si tratta della terza stagione consecutiva della serie a ottenere il 100% di approvazione dalla critica. La prima stagione aveva comunque raggiunto un eccellente 98%, dimostrando una costanza qualitativa rara per una serie televisiva. Il punteggio del pubblico per la nuova stagione non è ancora disponibile e verrà calcolato dopo la première dei primi tre episodi prevista per il 18 marzo.

Cosa dicono le recensioni?

Le prime recensioni sono state particolarmente positive. Nella recensione di ScreenRant della stagione 4 di Invincible, Craig Elvy assegna alla nuova stagione 9 stelle su 10 e elogia gli episodi per aver portato “più pressione, più tensione, più emozione e più dilemmi etici”. Secondo il critico, la serie riesce ancora una volta a superare le stesse storie di supereroi che parodia, dimostrando come Invincible continui a migliorare stagione dopo stagione.

Anche Collider, nella recensione firmata da Nate Richard, definisce la nuova stagione “un’altra potente aggiunta” all’adattamento animato del celebre fumetto, sottolineando come riesca a offrire l’azione spettacolare e i momenti emotivi attesi dai fan, esplorando allo stesso tempo alcuni dei territori più oscuri mai visti nella serie.

Non manca tuttavia qualche osservazione più critica. Isaiah Colbert, scrivendo per io9, nota che alcune battute autoironiche legate alla cultura pop iniziano a risultare un po’ troppo distraenti, pur riconoscendo che la serie mantiene la maturità necessaria per sviluppare i suoi personaggi in modo convincente.

Cosa sappiamo sulla stagione 4

Il finale della stagione 3 si era concluso con una brutale battaglia tra Mark e Atom Eve, doppiata da Gillian Jacobs, contro il potente Viltrumita Conquest, interpretato da Jeffrey Dean Morgan. È stato inoltre anticipato che qualcosa potrebbe non funzionare nei poteri di Atom Eve.

Nel frattempo, il trailer della stagione 4 rivela che il padre di Mark, Omni-Man/Nolan Grayson, doppiato da J. K. Simmons, tornerà sulla Terra per la prima volta dopo le atrocità commesse nel finale della prima stagione. La battaglia contro l’Impero Viltrumita si intensifica ulteriormente, soprattutto con l’arrivo del loro leader Thragg, interpretato da Lee Pace, che farà il suo debutto nella serie proprio nella nuova stagione.

Il futuro della serie sembra comunque già assicurato: lo scorso luglio è stato annunciato il rinnovo per una quinta stagione e il cast ha già completato le registrazioni delle voci. Dopo una lunga pausa tra la prima e la seconda stagione, Robert Kirkman ha inoltre spiegato di voler ridurre l’attesa tra i nuovi capitoli. Con recensioni già molto positive e molto materiale dei fumetti ancora da adattare, Invincible sembra avere davanti a sé un futuro ancora molto promettente.

Invincible – Stagione 4 arriverà a marzo, Lee Pace sarà il cattivo Thragg

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Prime Video ha pubblicato il primo teaser di Invincible – Stagione 4, la cui uscita è prevista per marzo 2026, in occasione del New York Comic Con. È stato anche annunciato il ruolo di uno dei cattivi più pericolosi della serie a fumetti: Lee Pace darà la voce al malvagio Viltrumite Thragg.

La terza stagione di Invincible è andata in onda con i suoi otto episodi a febbraio 2025 e ha ricevuto un rinnovo anticipato per una quinta stagione a luglio al San Diego Comic Con. È stato anche rivelato che Matthew Rhys darà la voce a un personaggio sconosciuto nella quarta stagione.

Dopo una pausa di quasi tre anni tra le prime due stagioni della serie (più un’impopolare pausa a metà stagione nella seconda), la terza stagione ha segnato un ritorno in grande stile per la serie e ha entusiasmato i fan con la sua azione ultra-violenta e le sue avvincenti trame tratte dai fumetti.

La terza stagione si è conclusa con diversi colpi di scena per Mark Grayson, alias Invincible, interpretato da Steven Yeun. È sopravvissuto alla Guerra degli Invincibili, in cui il cattivo Angstrom Levy (Sterling K. Brown), che saltava da un universo all’altro, ha reclutato un esercito di Invincibili provenienti da dimensioni alternative per combattere sulla Terra. L’Invincibile originale ha salvato la situazione, ma Rex Splode (Jason Mantzoukas) è morto e diversi eroi sono rimasti gravemente feriti. Si scopre anche che Angstrom Levy è sopravvissuto teletrasportandosi in un altro universo.

Proprio mentre il mondo si sta ricostruendo, un Viltrumite squilibrato di nome Conquest (doppiato dall’ex co-protagonista di Yeun in “The Walking DeadJeffrey Dean Morgan) arriva sulla Terra per assistere alla conquista del pianeta da parte di Invincibile, non ancora iniziata. I due si affrontano in una feroce battaglia, con la fidanzata di Mark, Atom Eve (Gillian Jacobs), che si ritrova coinvolta nel fuoco incrociato. Proprio quando sembra che Conquest abbia inferto un colpo fatale sia a Eve che a Invincible, i poteri di Eve ricostruiscono il suo corpo e lei neutralizza il malvagio Viltrumite. Con Conquest sconfitto, Invincible rivela che adotterà una posizione più favorevole all’uccisione per sconfiggere i suoi nemici. C’è anche un esercito alieno di Sequid che si sta lentamente formando, Cecil Stedman (Walton Goggins) tiene segretamente incarcerato Conquest, la Bestia da Battaglia assetata di battaglia è viva e il detective demoniaco Damien Darkblood sta evocando un mostro infernale per combattere Invincible.

Invictus: recensione del film con Matt Damon

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Invictus: recensione del film con Matt Damon

Anche i grandi cadono, e più la vetta da dove cadono è alta più il tonfo è profondo, purtroppo. Forse non è proprio un tonfo ma l’ultima opera del buon vecchio Clint Eastwood fatica a reggere il paragone con il tracciato finora dorato del cowboy alla regia. In Invictus siamo proiettati nel Sudafrica di inizio anni ’90, con Nelson Mandela appena uscito di prigione a furor di popolo, pronto a governare dopo aver vinto le elezioni un paese in tumulto dopo l’apartheid. Come nel precedente Gran Torino i conflitti razziali sono al centro dell’analisi filmica, ma stavolta il tutto è avvolto da una patina buonista e “americana” che stenta a far decollare l’opera.

La figura di Nelson Mandela è presentata in modo superficiale mostrandone solo i momenti di successo, di persuasione sul popolo sudafricano, la sua figura è mostrata in modo così edulcorato che sembra di vedere una di quelle fiction della tv sui personaggi storici in salsa “buonista” che alla lunga inevitabilmente portano ad un senso di noia nella visione del film. Non c’è un solo momento in cui Morgan Freeman commetta un piccolo errore o si lasci andare a qualche piccolo momento libero, vederlo rimandare la risoluzione dei problemi sociali in favore delle partite di rugby per tutto il film può essere un valore aggiunto se limitato ma mostrato in questo modo è un limite forte per un film che vuole mostrare i cambiamenti sociali in un paese dopo l’apartheid ma che finisce solo per essere banale come le scene in cui i ragazzini bianchi giocano con quelli di colore a rugby.

Invictus: il film

Invictus poi si inerpica nella seconda parte sul torneo mondiale di rugby, mischiando orgoglio, moralismo e scene sul campo di gioco girate con semplicità, sempre nello stile essenziale del regista, mentre la scelta di Matt Damon come capitano della squadra sudafricana si è rivelata abbastanza azzeccata, data la faccia da bravo ragazzo dell’attore americano e il suo fisico robusto, indicato per un giocatore di rugby.

Matt Damon, vincitore di un Oscar in giovanissima età per la sceneggiatura di Will Hunting – Genio Ribelle, è un attore solido, amato da Hollywood che non brilla certo per sfumature ma che ha sempre mantenuto una costanza nella qualità dei prodotti ai quali ha partecipato ed anche in questo caso conferma un buon fiuto per le sceneggiature. Dopotutto, quando Clint chiama è difficile rimanere indifferenti.

Invictus risulta un buon film, non il migliore di Eastwood, ma senza dubbio potente, che abbraccia la sua retorica nel finale conciliante ma che comunque fa la sua bella figura nel panorama cinematografico contemporaneo.

Invictus – L’invincibile: la vera storia dietro il film di Clint Eastwood

Invictus – L’invincibile (qui la recensione) si colloca nella filmografia di Clint Eastwood come uno dei suoi biopic più importanti e riflessivi, in cui il regista esplora eventi storici e figure reali con uno sguardo umano e motivazionale. Insieme a film come J. Edgar, American Sniper, Sully e Richard Jewell, Eastwood conferma la sua inclinazione verso storie di uomini reali che affrontano sfide straordinarie, combinando tensione narrativa con introspezione psicologica. Invictus – L’invincibile si distingue per la sua capacità di intrecciare la politica, lo sport e la costruzione della nazione, mostrando come le azioni individuali possano influenzare intere comunità.

Il film si concentra sul periodo post-apartheid in Sudafrica e sulla presidenza di Nelson Mandela, raccontando come il leader abbia utilizzato la nazionale di rugby del paese per unire una nazione divisa. Eastwood utilizza il biopic per esplorare il potere dello sport come strumento di riconciliazione, enfatizzando la leadership, la diplomazia e la costruzione di fiducia tra individui e comunità. Il regista mantiene un equilibrio tra cronaca storica e dramma personale, mostrando sia i grandi eventi pubblici sia i momenti più intimi della vita di Mandela e del capitano della squadra, François Pienaar.

Il film affronta temi universali come la leadership morale, la resilienza, il perdono e l’integrazione sociale, elementi ricorrenti nei biopic recenti di Eastwood. La narrazione mette in luce la capacità di un individuo di influenzare positivamente una società intera attraverso scelte coraggiose e strategiche, rendendo il racconto allo stesso tempo personale e collettivo. Nel resto dell’articolo si proporrà un approfondimento sulla storia vera che ha ispirato il film, analizzando i fatti storici e il contesto in cui si svolgono gli eventi raccontati sullo schermo.

Invictus - L'invincibile cast

La trama del film Invictus – L’invincibile 

La storia si svolge nel Sudafrica di metà anni Novanta. Nelson Mandela si è da poco insediato come presidente, ritrovandosi a gestire un paese profondamente spaccato dalle leggi di segregazione razziale che erano state in vigore dal 1948 al 1991. Primo presidente nero della nazione, Mandela si pone l’obiettivo di riappacificare la popolazione, divisa più che mai dall’odio fra la maggioranza nera e la minoranza bianca. In tutto ciò, il paese è prossimo dall’ospitare la Coppa del Mondo di Rugby del 1995. Un evento senza precedenti, il quale si svolgerà interamente nel problematico paese. Per Mandela, l’evento sportivo rappresenta però un’occasione particolarmente unica.

Egli spera infatti che una vittoria della squadra nazionale, la Springboks, da sempre simbolo dell’orgoglio bianco, possa rafforzare l’orgoglio nazionale, contribuendo a mettere da parte le differenze presenti nel popolo. Mandela inizia dunque ad interessarsi delle sorti della squadra, entrando in contatto con il suo capitano, François Pienaar, al quale fa comprendere l’importanza politica di un suo successo. Promettere una vittoria è però difficile, specialmente considerando che la squadra è reduce da un periodo di sole sconfitte. In un sempre più stringente rapporto tra sport e politica, le sorti del Paese rimarranno incerte sino all’ultimo, dando non pochi problemi tanto a Mandela quanto a Pienaar.

La storia vera dietro il film

Il contesto storico è quello del Sudafrica post-apartheid: nel 1994 Nelson Mandela diventa il primo presidente nero del Paese, dopo decenni di segregazione razziale. La sua presidenza inizia in una fase delicatissima: la nazione è profondamente divisa, la fiducia reciproca tra bianchi e neri è fragile e lo sport – in particolare il rugby, dominato da giocatori bianchi e simbolo del vecchio regime – rappresenta a molti un retaggio di oppressione. Quando al Sudafrica viene nuovamente permesso partecipare alle competizioni internazionali, la vittoria nella 1995 Rugby World Cup – ospitata in casa – assume un significato molto più ampio di un trionfo sportivo.

Mandela decide quindi di utilizzare quella edizione della Coppa del Mondo di rugby come strumento di riconciliazione nazionale. Si avvicina al capitano degli Springboks, François Pienaar — un atleta bianco, africaner, cresciuto in una cultura molto diversa da quella della maggioranza nera — per trasmettere un messaggio chiaro: la squadra può essere la bandiera di tutti i sudafricani e non solo di una parte. Mandela invia segnali forti: abbraccia gli Springboks come simbolo dell’intera nazione, invitando gli ex oppressi e gli ex oppressori a tifare insieme, a guardare il futuro come un’unica comunità.

Matt Damon in Invictus - L'invincibile
Matt Damon in Invictus – L’invincibile

Il progetto di Mandela e Pienaar mira dunque a trasformare il rugby, da simbolo di divisione, in strumento di unità. Il culmine arriva il 24 giugno 1995, nella finale contro la Nuova Zelanda: gli Springboks vincono 15–12 dopo i tempi supplementari. Alla fine della partita Mandela indossa la maglia numero 6 — quella di Pienaar — e consegna la Coppa del Mondo al capitano. Quel gesto, trasmesso in mondovisione, diventa una fotografia storica, un simbolo profondo della possibilità di cambiamento e di riconciliazione. Pienaar stesso, anni dopo, dichiara che «quando il fischio finale suonò, quel Paese cambiò per sempre».

Tuttavia, la realtà è più complessa di quanto il film possa mostrare. Molti sudafricani neri continuano a considerare gli Springboks un simbolo dell’apartheid; per loro, la trasformazione promessa dallo sport non coincide subito con una trasformazione sociale o economica. Il film rende bene l’importanza simbolica del gesto, l’emozione e l’unità di facciata, ma non può da solo cogliere tutte le tensioni, le resistenze e le conseguenze a lungo termine: la riconciliazione è più un processo che un fotogramma.

In definitiva, la storia vera dietro Invictus – L’invincibile illumina i limiti e le potenzialità del gesto di Mandela e del ruolo di Pienaar: lo sport diventa un veicolo di speranza e identità condivisa, capace di unire una nazione divisa da anni. Il film coglie questo aspetto centrale, anche se semplifica alcuni snodi e scelte per esigenze narrative. Il messaggio di fondo — che una vittoria su un campo sportivo può rappresentare qualcosa di molto più grande — resta però del tutto coerente con i fatti reali.

LEGGI ANCHE: Invictus – L’invincibile: dal cast alla colonna sonora, le curiosità sul film

Invictus – L’invincibile: dal cast alla colonna sonora, le curiosità sul film

Negli ultimi anni, il regista premio Oscar Clint Eastwood si è concentrato nel dar vita ad una serie di acclamati film biografici, attraverso cui esalta tematiche come il patriottismo e la guerra contro le ingiustizie. Titoli come American Sniper, Sully, Richard Jewell o J. Edgar sono solo alcuni dei più brillanti esempi di questo genere. Prima di questi, però, è arrivato il film Invictus – L’invincibile (qui la recensione), realizzato nel 2009 e considerato uno dei suoi più belli dall’inizio del nuovo millennio ad oggi. All’interno di questo, basato su una storia vera, si narra del celebre leader pacifico Nelson Mandela e delle sue battaglie per l’unione di un Paese diviso dalla politica di segregazione nota come apartheid.

Il film è l’adattamento cinematografico del romanzo Ama il tuo nemico, scritto da John Carlin e basato, come accennato, su di una storia vera. Gli eventi narrati ebbero luogo in occasione della Coppa del Mondo di Rugby del 1995. Questa, che si svolse, poco dopo l’insediamento di Mandela come presidente, vide come squadra vincitrice proprio il Sudafrica e tale trionfo contribuì a unificare il popolo di quel paese, ancora fortemente diviso intorno ai temi razziali. A dare il titolo al film è però non il libro bensì la poesia Invictus, del poeta William Ernest Henley, la stessa che Mandela leggeva durante i suoi anni di prigionia per resistere a quanto subiva ogni giorno.

Accolto con grande entusiasmo, Invictus – L’invincibile si dimostrò una nuova grande prova registica di Eastwood, supportato da grandi interpretazioni e tematiche sempre attuali. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla colonna sonora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Invictus - L'invincibile cast

La trama del film Invictus – L’invincibile 

La storia si svolge nel Sudafrica di metà anni Novanta. Nelson Mandela si è da poco insediato come presidente, ritrovandosi a gestire un paese profondamente spaccato dalle leggi di segregazione razziale che erano state in vigore dal 1948 al 1991. Primo presidente nero della nazione, Mandela si pone l’obiettivo di riappacificare la popolazione, divisa più che mai dall’odio fra la maggioranza nera e la minoranza bianca. In tutto ciò, il paese è prossimo dall’ospitare la Coppa del Mondo di Rugby del 1995. Un evento senza precedenti, il quale si svolgerà interamente nel problematico paese. Per Mandela, l’evento sportivo rappresenta però un’occasione particolarmente unica.

Egli spera infatti che una vittoria della squadra nazionale, la Springboks, da sempre simbolo dell’orgoglio bianco, possa rafforzare l’orgoglio nazionale, contribuendo a mettere da parte le differenze presenti nel popolo. Mandela inizia dunque ad interessarsi delle sorti della squadra, entrando in contatto con il suo capitano, François Pienaar, al quale fa comprendere l’importanza politica di un suo successo. Promettere una vittoria è però difficile, specialmente considerando che la squadra è reduce da un periodo di sole sconfitte. In un sempre più stringente rapporto tra sport e politica, le sorti del Paese rimarranno incerte sino all’ultimo, dando non pochi problemi tanto a Mandela quanto a Pienaar.

Il cast del film

Più volte è capitato che l’attore Morgan Freeman venisse scambiato per il leader politico Nelson Mandela. La grande somiglianza tra i due ha certamente favorito la scelta dell’attore premio Oscar per il ruolo. Mandela, inoltre, ha più volte indicato Freeman come l’unico in grado di poterlo interpretare. Amico di lunda data del politico, l’attore prese molto seriamente il compito di interpretarlo. Per poter risultare il più fedele possibile al vero Mandela, Freeman guardò numerosi filmati che lo ritraevano, assumendone il tono di voce, l’accento e le movenze. Imparò inoltre a scrivere con la mano sinistra, essendo Mandela mancino. Per la sua grande interpretazione, Freeman è po stato nominato ai premi Oscar come miglior attore.

Accanto a lui, nei panni di François Pienaar, vi è l’attore Matt Damon. Per prepararsi ad un ruolo tanto fisico, l’attore seguì gli allenamenti tipici dei giocatori di rugby, così da acquisire il giusto fisico e le conoscenze di base dello sport. Damon ebbe inoltre occasione di incontrare il vero Pienaar, apprendendo da lui ogni segreto possibile sull’incredibile impresa compiuta da lui e dalla sua squadra. Anche lui particolarmente apprezzato per la sua performance, ottenne una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. Nel film sono poi presenti gli attori McNeil Hendricks nei panni di Chester Williams e Scott Eastwood, figlio del regista, in quelli di Joel Stransky, entrambi membri della squadra di rugby. Bonnie Henna interpreta Zindzi Mandela-Hlongwane, figlia del leader politico.

Matt Damon in Invictus - L'invincibile
Matt Damon in Invictus – L’invincibile

La colonna sonora di Invictus – L’invincibile

Ad essersi occupato della colonna sonora del film non è stato, come più volte accaduto, lo stesso Clint, bensì suo figlio Kyle Eastwood. Questi è infatti un musicista professionista, con influenze derivanti dal jazz. Mentre il progetto del film prendeva vita, Kyle si trovava ad un festival di musica in Sudafrica. Lì condusse diverse ricerche sulla musica e i gruppi locali. Dalla sua ricerca egli seleziono alcuni artisti, come il gruppo Overtone, con i quali realizzò alcuni dei brani presenti poi nel film. Tra questi si citano in particolare World in Union 95 e Shosholoza. Kyle ha invece composto il tema principale del film insieme al compositore Micheal Stevens.

Il trailer di Invictus – L’invincibile e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Invictus – L’invincibile è infatti disponibile nei cataloghi di Now e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 13 dicembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Investor Day 2020: per saperne di più sui nuovi progetti Star Wars

A seguito degli annunci degli Investor Day 2020 della Disney, ecco tutte le nuove serie Star Wars che vedremo su Disney+ nei prossimi anni e qualche dettaglio, quello che sappiamo per adesso, su ognuno dei progetti annunciati da Lucasfilm:

Star Wars: The Acolyte

Leslye Headland, la creatrice candidata della serie Russian Doll, firma The Acolyte, la nuova serie di Star Wars su Disney+. The Acolyte è un thriller misterioso che porterà il pubblico in una galassia di oscuri segreti e poteri emergenti del lato oscuro negli ultimi giorni dell’era dell’Alta Repubblica.

Il 22 aprile 2020, Variety ha riferito che una serie di Star Wars era in sviluppo per Disney+, con la co-creatrice di Russian Doll, Leslye Headland, come showrunner. Il report ha rilevato che la serie sarà incentrata sulle donne e che si svolgerà in una nuova parte della timeline di Star Wars. La serie è stata ufficialmente annunciata il 4 maggio 2020 su StarWars.com. L’annuncio ha anche rivelato che Headland sarà un produttore esecutivo del progetto. Il titolo, il logo e la premessa generale della serie sono stati rivelati agli Investor Day della Disney il 10 dicembre 2020.

Star Wars: Obi-Wan Kenobi

Si tratta di una delle serie tv più attese dai fan della Lucasfilm. In occasione dell’ultima Star Wars Celebration, Ewan McGregor, che aveva dato volto al Maestro Jedi nella trilogia prequel, aveva confermato che sarebbe tornato ad interpretare il personaggio.

In occasione degli Investor Day 2020, l’annuncio di Lucasfilm si è arricchito con la conferma che nella serie tornerà persino Hayden Christensen che interpreterà Darth Vader.

Star Wars: Rangers of the New Republic

Si tratta del primo spin off ufficiale di The Mandalorian, la serie apripista dell’universo televisivo di Star Wars. Purtroppo, per il momento, non siamo ancora in grado di dare maggiori informazioni sulla serie, se non che sarà in continuity con The Mandalorian e con la serie su Ahsoka Tano, altro spin-off della serie con Pedro Pascal.

Per il cast non ci sono ancora informazioni ma sappiamo, e questo ci tranquillizza, che sarà Dave Filon ad occuparsi dello sviluppo della serie, e dato il lavoro che sta facendo con The Mandalorian, siamo sicuri che sarà una serie di alto livello.

Star Wars: A Droid Story

Trai tanti annunci che hanno destato parecchia sorpresa, c’è questa serie che racconterà le avventure di C3P-O e R2-D2. I due droidi, che hanno percorso tutta la saga cinematografica, sono trai personaggi più amati dell’intera serie.

Sappiamo che entrambi hanno un legame importante con i gemelli Skywalker, ma anche che il loro essere in qualche modo complementari e buffi, sono una miniera d’oro per gli appassionati di commedia.

Ahsoka

Dopo la sua gloriosa apparizione in The Mandalorian, Ahsoka Tano tornerà in una serie spin-off della serie “madre” e sarà interpretata da Rosario Dawson, che dopo averle prestato la voce, le dà finalmente corpo.

La Jedi è stata introdotta in Star Wars: The Clone Wars in versione animata e l’abbiamo sentita, sempre con la voce di Dawson, in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker.

Star Wars: The Bad Batch

Si tratta di uno dei progetti più avanzati, infatti sarà disponibile già nel 2021. Si tratta di un sequel diretto di The Clone Wars, concluso con la settima stagione a maggio.

I protagonisti saranno i mercenari d’élite, già visti nella serie, che dovranno arrabattarsi in una galassia completamente cambiata.

Star Wars: Lando

A differenza di quanto si possa immaginare, la serie su Lando Calrissian, accolta con grande interesse dai fan, non vedrà protagonista il giovane Donald Glover, ma un redivivo Billy Dee Williams, che abbiamo visto in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker.

L’ultimo film della Saga di Skywalker ci ha mostrato di nuovo il personaggio di Williams e ha lasciata aperta una porta per le prossime avventure del veterano.

Star Wars: Visions

In occasione dell’assemblea degli investitori Disney, Lucasfilm ha annunciato una serie animata, ambientata nell’universo di Star Wars, che si intitolerà Visions.

La serie sarà composta da una serie di cortometraggi animati, prodotti dai più bravi animatori giapponesi e sarà disponibile su Disney+.

Star Wars: Andor

In occasione dell’assemblea degli investitori della Disney, Lucasfilm ha annunciato l’entrata in produzione, e il suo stadio avanzato, della nuova serie originale Star Wars Andor, dedicata a Cassian Andor, il personaggio che Diego Luna ha interpretato in Rogue One: A Star Wars Story.

Il personaggio ha raccolto un grande seguito, anche se ha trovato la morte alla fine del film. Pertanto sappiamo che la serie sarà un prequel rispetto a Rogue One.

Il film di Taika Waititi

Oltre alle serie tv, agli Investor Day 2020 sono stati annunciati anche due film. Il primo è quello che è stato affidato a Taika Waititi. Queste le parole ufficiali dell’annuncio: “È in fase di sviluppo un nuovissimo lungometraggio di Star Wars con l’acclamato regista @TaikaWaititi. Preparati per un viaggio indimenticabile”.

Il regista e sceneggiatore premio Oscar ha invece replicato così su Instagram: “Cosa ?? Uffa, da fan di Star Wars di lunga data sono così arrabbiato per quello che sto per fare per rovinarlo”. Non sappiamo assolutamente nulla del progetto, ma sappiamo che la Lucasfilm ha grande fiducia in questa collaborazione a lungo anticipata.

Star Wars: Rogue Squadron

Il secondo progetto di lungometraggio nell’ambito del franchise di Star Wars presentato durante gli Investor Day 2020 è Rogue Squadron, un film che racconterà una storia originale e che sarà diretto da Patty Jenkins, la prima donna a dirigere un film del franchise.

La storia si concentrerà sullo squadrone Rogue, piloti della Resistenza a bordo di X-Wing. Non sappiamo altro in merito, ma sappiamo che il film sarà ambientato nell’universo di Star Wars ma non avrà, apparentemente, legami con la Skywalker Saga.

Investor Day 2020 | The Walt Disney Company

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Investor Day 2020 | The Walt Disney Company

Nel corso dell’Investor Day 2020, The Walt Disney Company ha annunciato le prossime fasi del proprio ambizioso programma di espansione dell’offerta streaming mondiale, rivelando nuovi particolari sul futuro dei servizi direct-to-consumer Disney+, Hulu e ESPN+, con una panoramica sul nuovo brand aggregatore di contenuti di intrattenimento Star e un’anteprima sulla propria straordinaria offerta di contenuti completamente nuovi.

Bob Chapek, Chief Executive Officer di The Walt Disney Company, e Bob Iger, Executive Chairman e Chairman of the Board, hanno presentato l’evento virtuale durante il quale vi sono stati interventi da parte dei responsabili dei team di contenuto e distribuzione, oltre alla presentazione degli ultimi dati finanziari a cura di Christine McCarthy, Senior Executive Vice President e Chief Financial Officer, e Lowell Singer, Senior Vice President, Investor Relations.

“Lo straordinario successo ottenuto dalla nostra offerta esclusiva di servizi streaming, con più di 137 milioni di abbonati a livello mondiale, conferma la validità della decisione di accelerare la nostra transizione verso un modello di business che privilegi i servizi DTC”, ha dichiarato Bob Chapek. “Grazie ai nostri fantastici team creativi e a una offerta sempre più ampia di intrattenimento di alta qualità, sappiamo rispondere ai desideri dei consumatori e siamo fiduciosi di poter raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine”.

Nel corso dell’Investor Day è stato annunciato che, alla data del 2 dicembre, l’insieme degli abbonati totali ai servizi direct-to-consumer dell’azienda è di oltre 137 milioni, di cui 11,5 milioni a ESPN+, 38,8 milioni a Hulu, e una cifra impressionante di 86,8 milioni di abbonati a Disney+, registrati dal lancio nel novembre 2019. Dopo aver superato tutte le aspettative, The Walt Disney Company prevede che, entro l’esercizio 2024, i propri servizi streaming arriveranno a un totale di 300-350 milioni di abbonati, soprattutto grazie a un significativo aumento nella produzione di contenuti, con un obiettivo solo per Disney+ di oltre 100 titoli all’anno.

A partire dal 26 marzo 2021, negli Stati Uniti il prezzo di Disney+ sarà di $7,99 al mese ovvero $79,99 all’anno, mentre il prezzo per il pacchetto Disney comprensivo di Disney+, Hulu, e ESPN+ sarà pari a $13,99 al mese. È stato anche annunciato per il mercato americano un nuovo accordo con Comcast, grazie al quale nel primo trimestre del 2021 Disney+ e ESPN+ saranno disponibili sui decoder Comcast X1 e sulle piattaforme Flex platforms, su cui Hulu è stato già introdotto nella primavera del 2020. Inoltre, a partire dall’inizio del 2021, i clienti Hulu avranno anche la possibilità di abbonarsi a ESPN+ tramite l’interfaccia utente Hulu, accedendo così alla programmazione sportiva di ESPN+.

Una nuova Star internazionale dello streaming

Sulla scia del successo del lancio di Disney+ Hotstar in India e in Indonesia, Disney ha rivelato nuovi particolari sul brand di contenuti di intrattenimento, Star, che verrà incluso nell’offerta Disney+ in alcuni mercati internazionali e lanciato come servizio di streaming separato in America Latina con il nome Star+. Star consentirà di vedere migliaia di ore di programmi televisivi e film prodotti dagli studi creativi Disney, tra cui Disney Television Studios, FX, 20th Century Studios, 20th Television, e verrà arricchito da un’ulteriore offerta locale, laddove disponibile.

In Italia e in altri mercati europei e internazionali, Star verrà lanciato il 23 febbraio 2021 come parte integrante di Disney+, con la propria sezione sulla piattaforma e una nuova e prestigiosa proposta di serie di intrattenimento, film, documentari e altri titoli che raddoppieranno i contenuti disponibili per gli abbonati di Disney+.

Disney+ verrà aggiornato in tutto il mondo per permettere un parental control più sicuro e garantire in questo modo l’esperienza più adatta alle famiglie, che i genitori si aspettano. Sarà possibile stabilire dei limiti di accesso specifici per determinati profili sulla base della classificazione dei titoli e inoltre aggiungere un PIN per quei profili con accesso a contenuti adatti a un pubblico adulto. In Italia e in Europa il prezzo dell’abbonamento sarà di €8,99 al mese, oppure €89,99 all’anno, con una modifica analoga del prezzo in altri mercati in cui Star verrà lanciato, tra cui l’Australia, la Nuova Zelanda e il Canada. Ora con Star, il servizio di streaming continua la sua espansione in diversi mercati internazionali, a partire da Singapore il 23 febbraio 2021, a cui si aggiungeranno nel corso dell’anno Europa orientale, Hong Kong, Giappone e Corea del Sud.

In America Latina, per valorizzare il portafoglio di eventi sportivi live, Disney lancerà Star+ come servizio di streaming autonomo. Star+ racchiude una serie di contenuti di assoluto rilievo, produzioni locali originali ed eventi sportivi di ESPN, tra cui i principali campionati di calcio, il grande slam di tennis e altro. Star+ verrà lanciato nel giugno 2021 come servizio unico ad un prezzo di ~$7,50 al mese (o l’equivalente in valuta locale), oppure come parte di un pacchetto con Disney+ a un prezzo competitivo di ~$9,00 al mese (o l’equivalente in valuta locale).

Le più belle storie del mondo

Nel corso dell’Investor Day, i responsabili creativi Disney hanno annunciato una nuova offerta di contenuti di qualità ideati appositamente per l’ecosistema direct-to-consumer. Nel giro dei prossimi anni, Disney+ intende lanciare circa 10 serie Star Wars e 10 serie Marvel oltre a 15 serie live action Disney, Disney Animation, e Pixar, nonché 15 film live action Disney, Disney Animation, e Pixar — che vanno a completare il contenuto premium che uscirà nelle sale cinematografiche o sui canali lineari prima di essere disponibile sul servizio di streaming. È stato inoltre annunciato che “Raya e l’Ultimo Drago” di Walt Disney Animation Studios uscirà su Disney+ con Premier Access (Accesso Vip) nei mercati Disney+, in contemporanea all’uscita nelle sale cinematografiche, prevista il 5 marzo 2021 negli Stati Uniti. Il prezzo per questo film su Premier Access (Accesso Vip) sarà di $29,99 negli Stati Uniti. A livello internazionale, molti dei titoli originali Disney Television Studios, FX e 20th Century Studios usciranno su Disney+ come Star Originals.

“Questa straordinaria offerta di nuovi contenuti officiali rispecchia un continuo impegno a valorizzare le risorse e l’eccezionale creatività presenti nella nostra azienda per portare al pubblico esperienze di intrattenimento straordinarie completamente diverse rispetto a quanto già disponibile sul mercato”, ha dichiarato Bob Iger. “Siamo orgogliosi di vedere come l’eccellenza dello storytelling dei nostri brand iconici rimanga evidente in tutte le piattaforme di distribuzione, dalle sale cinematografiche ai nostri servizi “direct-to-consumer.”

Alcuni elementi salienti delle presentazioni:

Contenuti di intrattenimento generale del Gruppo Disney

Disney Television Studios per Disney+

Disney Television Studios ha presentato alcune delle serie di intrattenimento per famiglie di punta attualmente in sviluppo per Disney+, tra cui due progetti ispirati alle properties Disney “La Bella e la Bestia (titolo provvisorio)”, con Luke Evans e Josh Gad e nuovi brani composti da Alan Menken; e una rivisitazione del classico “Swiss Family Robinson” (Robinson nell’isola dei corsari) di Ron Moore and Jon M. Chu. Un altro progetto in corso di sviluppo è “Percy Jackson and the Olympians” (Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo) basato sulla serie bestseller.

Attualmente Disney Television Studios sta producendo quattro serie live action che usciranno su Disney+ nel 2021: “The Mighty Ducks: Game Changers”, “Big Shot”, “The Mysterious Benedict Society” e “Turner & Hooch(Turner e il casinaro).

Contenuti National Geographic

National Geographic ha annunciato la sua ambiziosa offerta Disney+ che include titoli di forte richiamo come “Limitless With Chris Hemsworth,” “Welcome to Earth (titolo provvisorio)” con Will Smith, e la quarta stagione della serie antologica “Genius,” già vincitrice di due Emmy, che traccerà un profilo di Martin Luther King, Jr.

National Geographic ha anche annunciato il nuovo documentario “Cousteau” che uscirà nelle sale americane prima di uscire su Disney+ e alcune serie di documentari quali “Secrets of the Whales,” “A Real Bug’s Life,” e “America The Beautiful.”

Contenuti per Hulu e Star

Un accordo pluriennale con Kardashian Jenners porterà alla creazione di nuovi contenuti internazionali che verranno resi disponibili in streaming in esclusiva su Hulu negli Stati Uniti e su Star nel resto del mondo, con uscita a fine 2021. L’anno prossimo su Hulu e Star usciranno anche le serie premium “Only Murders in the Building”, “The Dropout”, e “Dopesick”.

Nel 2021, produzioni originali FX, tra cui “The Old Man”, “American Horror Stories”, “Platform”, “Reservation Dogs”, e “Y: The Last Man” saranno disponibili su Hulu negli Stati Uniti e su Star in diversi mercati internazionali.

Hulu

La pluripremiata serie drammatica di successo di Hulu, The Handmaid’s Tale”, prima della premiere della quarta stagione è stata rinnovata per una quinta e Nine Perfect Strangers”, interpretata e prodotta da Nicole Kidman insieme a David E. Kelley, farà il suo debutto il prossimo anno.

FX

Oltre a Hulu negli Stati Uniti, il brand di contenuti premium FX porterà su Star in tutto il mondo la sua libreria di contenuti pluripremiati e nuovi originals esclusivi. FX ha ordinato quattro stagioni aggiuntive di “It’s Always Sunny in Philadelphia” per il canale lineare, FX su Hulu e Star, battendo il record per la sitcom live-action più longeva nella storia della televisione. Il gruppo ha annunciato che sta sviluppando la prima serie di adattamento del classico horror di fantascienza Alien ed è in trattative avanzate per un ordine di due stagioni di “The Stones”, una serie drammatica sulla band rock ‘n roll più grande e longeva del mondo, The Rolling Stones. FX sta lavorando anche a una di quelle che sarà una delle sue serie per adulti più ampie e sofisticate con la rivisitazione della saga epica di James Clavell, Shōgun”, ambientata nel Giappone feudale.

Walt Disney Studios Content

Lucasfilm

Lucasfilm ha annunciato un numero impressionante di emozionanti serie tv Disney+ e nuovi lungometraggi destinati a espandere la galassia di Star Wars come mai prima d’ora. Tra i progetti di Disney+Obi-Wan Kenobi”, con Ewan McGregor e Hayden Christensen che torna nel ruolo di Darth Vader e due nuove serie di Jon Favreau e Dave Filoni ambientate nella linea temporale di The Mandalorian: “Rangers of the New Republic” e “Ahsoka”. Quest’ultima vede al centro della storia proprio Ahsoka Tano, il personaggio amatissimo dai fan.

Altri nuovi progetti annunciati per Disney+ sono “Andor”, “Star Wars: The Bad Batch”, “Star Wars: Visions”, “Lando”, “The Acolyte” e “A Droid Story”. Lo studio sta inoltre lavorando all’adattamento di “Willow” in una nuova serie con Warwick Davis che tornerà a interpretare il personaggio protagonista.

Il prossimo film di Star Wars, previsto in uscita nelle sale americane nel dicembre del 2023, sarà “Rogue Squadron”, diretto da Patty Jenkins regista del franchise “Wonder Woman”. Il nuovo capitolo di “Indiana Jones” diretto da James Mangold, un lungometraggio Star Wars scritto e diretto da Taika Waititi e “Children of Blood & Bone”, basato sul romanzo bestseller del New York Times  di Tomi Adeyemi, completano la lista dei lungometraggi.

Walt Disney Studios Motion Pictures Production

Per Disney+, gli studios hanno presentato una lineup di film originali ricca di star e hanno confermato ufficialmente che produrranno “Hocus Pocus 2”, il reboot di “Tre scapoli e un bebè” con Zac Efron e “Una scatenata dozzina” con Kenya Barris e Gabrielle Union, e un nuovo film di “Sister Act” con Whoopi Goldberg, che sarà anche la produttrice insieme a Tyler Perry.

Altri progetti Disney+ che sono stati svelati includono “Cip & Ciop Agenti Speciali”, un mix tra film d’animazione e live action con John Mulaney e Andy Samberg; “Pinocchio”, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks; “Peter Pan & Wendy”, con Jude Law nel ruolo di Capitan Uncino e Yara Shahidi nel ruolo di Campanellino; e “Disenchanted”, con Amy Adams che torna nel ruolo di Giselle (“Come d’Incanto”). Tra i nuovi film biografici live action realizzati per la piattaforma ci sono “Greek Freak”, sulla star dell’NBA Giannis Antetokounmpo, oltre a progetti su Keanon Lowe e Chris Paul. Il gruppo sta anche sviluppando nuove versioni animate dei titoli più amati di 20th Century Studios come “Diary of a Wimpy Kid”, “The Ice Age Adventures of Buck Wild”, con Simon Pegg e “Una Notte al Museo”.

Gli studios hanno anche presentato in anteprima alcuni lungometraggi, tra cui “Jungle Cruise”, “Cruella”, il prequel de “Il Re Leone” e La Sirenetta.

Walt Disney Animation Studios

Walt Disney Animation Studios ha fatto numerosi annunci, evidenziando il prossimo lungometraggio “Encanto” che include nuove canzoni del vincitore dell’Emmy®, del GRAMMY® e del Tony Award® Lin-Manuel Miranda e arriverà nelle sale americane a novembre 2021. Lo studio ha anche rivelato che “Raya e l’Ultimo Drago” debutterà contemporaneamente su Disney+ con Accesso VIP e nelle sale cinematografiche a marzo 2021 negli Stati Uniti.

Tra le prime serie animate prodotte da Walt Disney Animation Studios, sono stati rivelati numerosi nuovi titoli per Disney+ tra cui “Baymax“, “Zootopia+(“Zootropolis”), “Tiana” e “Oceania, La Serie“, oltre a “Iwájú“, che sarà prodotta in collaborazione con la società panafricana di fumetti e intrattenimento Kugali.

Pixar Animation Studios

Pixar Animation Studios ha annunciato la sua offerta di serie originali per Disney+ e lungometraggi cinematografici. Tra i titoli Pixar la prima serie animata “Win or Lose,” che arriverà in esclusiva su Disney+ nell’autunno 2023 e due nuovissimi film previsti in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022, “Turning Red” diretto dalla regista vincitrice dell’Academy Award® Domee Shi e “Lightyear,” la storia delle origini dell’eroe che è stato fonte di ispirazione per il giocattolo. Chris Evans darà voce all’eroe nel suo viaggio per diventare il più famoso Space Ranger di sempre. Previsto per l’uscita nei cinema americani la prossima estate il film originale “Luca.”

Sono stati annunciati inoltre dettagli sulle nuove serie Disney+, incluse “Inside Pixar”, “Pixar Popcorn”, “Dug Days” e
Cars,” così come il film d’animazione “Soul” e il cortometraggio “La Tana”, entrambi in arrivo su Disney+ il 25 dicembre 2020.

Marvel Studios

Marvel Studios ha condiviso i piani per l’espansione e il futuro dell’Universo Cinematografico Marvel, rivelando i dettagli relativi ai prossimi contenuti sia per Disney+ che per il cinema. Tra i numerosi progetti futuri, sono state svelate tre nuove serie per Disney+, inclusa “Secret Invasion” interpretata da Samuel L. Jackson, Ironheart con Dominique Thorne nei panni di un genio inventore e “Armor Wars” interpretata da Don Cheadle nei panni di James Rhodes alias War Machine che affronta le peggiori paure di Tony Stark.

Questi titoli si uniranno alla ricca lineup Disney+ che include WandaVision, The Falcon and The Winter Soldier e “Loki”; la serie animata “What If…?”; “Ms. Marvel”; “Hawkeye” con Hailee Steinfeld che si unisce a Jeremy Renner; “She-Hulk” con Tatiana Maslany nel ruolo della protagonista accanto alle co-star Mark Ruffalo e Tim Roth; “Moon Knight”; Guardians of the Galaxy Holiday Special”; e una serie di corti originali, “I Am Groot” con il baby albero amato da tutti.

In una serie di annunci di nuovi lungometraggi cinematografici sono stati inclusi Ant-Man and the Wasp: Quantumania”, il terzo film nel franchise di Ant-Man e “Fantastic Four” che introduce la più iconica famiglia Marvel. I prossimi lungometraggi di Marvel Studios includono anche “Black Widow”, “Shang Chi and The Legend of The Ten Rings”, Eternals”, “Doctor Strange In The Multiverse of Madness”, Thor: Love and Thunder, Black Panther 2, “Blade”, “Captain Marvel 2” e Guardians of the Galaxy Vol. 3.

ESPN e contenuti sportivi

ESPN ha annunciato un nuovo importante accordo decennale con la Southeastern Conference (SEC), ampliando la sua partnership e aggiungendo a partire dalla stagione 2024, il pacchetto televisivo più visto del college football. L’accordo porterà anche partite di football selezionate della SEC su ESPN+, a partire dalla stagione di football 2021 e per tutta la durata dell’accordo.

ESPN+, che ora raggiunge più di 11,5 milioni di abbonati negli Stati Uniti, nei prossimi mesi lancerà anche diverse nuove serie originali e programmi in studio. “Peyton’s Places”, la serie nominata agli Emmy attualmente alla sua seconda stagione su ESPN+, tornerà per una terza stagione (autunno 2021) e si espanderà ad altre discipline, con alcuni dei nomi più coinvolgenti dello sport, tra cui Abby Wambach (calcio), Ronda Rousey (sport da combattimento), David Ortiz (baseball) e il fratello di Peyton, Eli Manning (college football). ESPN+ lancerà a gennaio anche “Stephen A’s World”, un nuovo programma originale con le intuizioni e le opinioni della personalità unica nel suo genere di Stephen A. Smith. “Man in the Arena: Tom Brady”, l’attesissima docu-serie in nove parti in arrivo su ESPN+, è costruita intorno ai racconti inediti di Tom Brady nel viaggio verso i suoi nove Super Bowls. Inoltre, una nuova versione reinventata di SportsNation tornerà nelle mattine dei giorni feriali, a partire da gennaio, esclusivamente su ESPN+.

The Walt Disney Company
The Walt Disney Company, insieme alle sue consociate e affiliate, è una società leader a livello internazionale diversificata nel settore dell’intrattenimento familiare e dei media, che include Parks, Experiences and Products; Media & Entertainment Distribution; e tre gruppi di contenuti – Studios, General Entertainment e Sports – focalizzati sullo sviluppo e la produzione di contenuti per DTC, per il cinema e per le piattaforme lineari. Disney è tra le prime 30 società quotate in Borsa e ha avuto un fatturato annuo di 65,4 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2020.

Inverso – The Peripheral: spiegazione del finale della prima stagione

Il finale della prima stagione di Inverso – The Peripheral (la nostra recensione) è costruito come un vero nodo narrativo, in cui linee temporali, alleanze politiche e sacrifici personali si intrecciano senza offrire una chiusura rassicurante. Prime Video sceglie consapevolmente l’ambiguità, preparando il terreno a una seconda stagione che promette di essere ancora più complessa e conflittuale.

Al centro di tutto c’è Flynne Fisher (Chloë Grace Moretz), schiacciata tra tre forze letali: il Research Institute guidato da Cherise Nuland, il potere criminale dei Klept di Lev Zubov e l’ombra incombente del Jackpot, l’apocalisse che incombe sulla sua linea temporale del 2032. Nel finale, Flynne smette di reagire e passa finalmente all’attacco.

Perché Cherise vuole uccidere Flynne

Il finale chiarisce definitivamente le motivazioni di Cherise Nuland. La leader del Research Institute scopre che i dati rubati da Aelita West non sono semplicemente archiviati in un sistema, ma incorporati nel DNA di Flynne, sotto forma di batteri impiantati nel suo corpo. Quelle informazioni riguardano un’arma cruciale: un impianto neurale capace di modificare il comportamento umano.

Se questi dati venissero resi pubblici, l’intero equilibrio tra Research Institute, Klept e Met crollerebbe. Per questo Cherise valuta l’opzione più estrema: anticipare il Jackpot nella linea temporale di Flynne, facendo esplodere il silo di Clanton County e distruggendo sia Flynne sia i dati. È una scelta che Cherise aveva sempre evitato, perché quella timeline era un laboratorio per studiare come prevenire l’apocalisse. Ma una volta scoperto dove si trovano i dati, l’eliminazione di Flynne diventa per lei una necessità assoluta.

Il piano di Flynne e la nascita di una nuova timeline

La vera svolta del finale sta nel piano di Flynne. Accettando di non poter “vincere” nel senso tradizionale, decide di resettare la partita, come suggerito metaforicamente da Conner. Infiltrandosi nelle strutture del Research Institute, Flynne crea una nuova stub timeline, una diramazione ulteriore della sua stessa realtà, e distrugge il dispositivo che permetterebbe a Cherise di accedervi.

Questo significa che ora esistono due versioni del 2032:
– quella originale, ancora sotto la minaccia del Research Institute
– una nuova, isolata, in cui Cherise non può intervenire direttamente

Per salvare la sua famiglia e Clanton County, Flynne compie però il sacrificio più estremo.

Flynne è morta oppure no?

Chloë Grace Moretz e Gary Carr in Inverso (2022)
Foto di Sophie Mutevelian – © Prime Video 2022

Sì e no. La Flynne che abbiamo seguito per tutta la stagione viene uccisa da Conner, in modo da convincere Cherise che i dati sono andati perduti e che non c’è più motivo di scatenare il Jackpot. Ma subito dopo, vediamo Flynne risvegliarsi nel futuro, in un corpo periferico, accanto all’ispettore Ainsley Lowbeer.

Questa Flynne proviene dalla nuova stub timeline: è una copia autentica, con gli stessi ricordi e la stessa coscienza, ma non è tecnicamente la stessa persona che è morta. Il finale gioca apertamente con il concetto di identità e continuità: Flynne ha salvato il mondo, ma al prezzo di cancellare sé stessa.

Aelita, i Neoprim e la verità sul futuro

Il ritorno di Aelita West nel finale svela un altro livello di orrore. Gli impianti neurali del futuro non servono solo a proteggere dagli effetti del Jackpot, ma anche a cancellare selettivamente i ricordi. È così che il Klept ha “stabilizzato” il mondo: eliminando milioni di persone e poi rimuovendo la memoria collettiva del massacro.

Questa rivelazione spiega il passato frammentato di Wilf e introduce implicitamente i Neoprim, una fazione ribelle pronta a distruggere l’ordine imposto da Research Institute, Klept e Met. Aelita vuole i dati nella testa di Flynne per ribaltare il sistema, preparando il terreno a un conflitto su scala globale.

Il triangolo Flynne–Wilf–Tommy resta aperto

Chloë Grace Moretz in Inverso (2022)
Foto di Sophie Mutevelian – © Prime Video 2022

Nonostante l’enorme posta in gioco, il finale trova spazio anche per le dinamiche emotive. Il legame tra Flynne e Wilf si conferma autentico, non un effetto collaterale della tecnologia aptica. Allo stesso tempo, è evidente che Tommy Constantine prova ancora sentimenti per Flynne, nonostante la sua relazione ufficiale.

Secondo Lowbeer, nella timeline originale Flynne e Tommy erano sposati. Ora però quella storia non può più esistere nello stesso modo. Il triangolo resta irrisolto, riflettendo l’idea centrale della serie: ogni scelta crea una frattura irreversibile.

Il crollo dell’equilibrio tra Research Institute, Klept e Met

La scena post-credit annuncia apertamente la guerra. Il Klept, già in conflitto con il Research Institute, ordina a Lev Zubov di “cauterizzare la ferita”, ovvero eliminare Wilf, Flynne e tutti i collegamenti con le stub timeline. Allo stesso tempo, il Met, guidato da Lowbeer, trama contro entrambe le fazioni.

Il fragile equilibrio che reggeva il futuro è ormai compromesso. Non esiste più un potere dominante, solo alleanze temporanee destinate a rompersi.

Il significato del finale di The Peripheral

Il finale della prima stagione di Inverso – The Peripheral parla di controllo, memoria e sacrificio. Flynne salva il mondo non diventando un’eroina vittoriosa, ma accettando di smettere di esistere nella forma che conosceva. La serie suggerisce che il vero conflitto non è tra passato e futuro, ma tra chi decide cosa ricordare e chi viene condannato all’oblio.

Con due timeline attive, una protagonista “morta ma viva” e una guerra imminente tra poteri globali, Inverso – The Peripheral chiude la sua prima stagione non con una risposta, ma con una promessa: il prezzo per fermare il Jackpot non è ancora stato pagato fino in fondo.

Il finale della prima stagione prepara direttamente la stagione 2

La battuta finale dell’episodio, con l’ispettore Ainsley Lowbeer che chiede a Flynne se è pronta a “mettersi al lavoro”, non è solo una chiusura elegante, ma un chiaro ponte narrativo verso la seconda stagione di The Peripheral.

Nonostante Flynne sia riuscita a salvare la stub del 2032 originale dal Jackpot anticipato, la minaccia di Cherise Nuland è tutt’altro che neutralizzata. Il Research Institute conserva ancora la capacità di aprire nuove linee temporali e continua a portare avanti il suo progetto più inquietante: l’installazione di impianti neurali di aggiustamento comportamentale sull’intera popolazione del futuro. Un piano che rappresenta una minaccia diretta non solo per la libertà individuale, ma per la memoria stessa dell’umanità.

Se Flynne dovesse inoltre scoprire da Wilf l’intera verità su come il Research Institute ha manipolato i suoi ricordi attraverso la tecnologia, la sua lotta contro Cherise diventerebbe ancora più personale. A quel punto, non si tratterebbe più soltanto di salvare una timeline, ma di smascherare un sistema fondato sulla cancellazione selettiva della coscienza.

La nuova stub creata da Flynne è al riparo dall’influenza diretta di Cherise, ma le cause del Jackpot restano intatte. Per fermare davvero l’apocalisse, Flynne dovrà accedere ai dati nascosti nel suo DNA. Ed è qui che il conflitto si intensifica: quelle informazioni sono desiderate dal Research Institute, dal Klept di Lev Zubov e anche da Aelita West. Tutti vogliono ciò che Flynne custodisce dentro di sé.

Il problema è che il possesso di questi dati sta avendo effetti degenerativi sul suo corpo. La stagione 2 metterà quindi Flynne davanti a una scelta drammatica: bilanciare la propria sopravvivenza fisica con la necessità di cambiare il passato e il futuro, mentre diventa il bersaglio di poteri sempre più aggressivi.

Il “mettersi al lavoro” evocato da Lowbeer non è una promessa di azione eroica, ma l’inizio di una guerra fredda temporale, in cui ogni decisione potrebbe accelerare o fermare la fine del mondo.

Perché The Peripheral non avrà una seconda stagione

Nonostante il finale della prima stagione di Inverso – The Peripheral fosse chiaramente costruito per aprire nuovi archi narrativi, una seconda stagione non vedrà mai la luce. Prime Video ha infatti deciso di cancellare ufficialmente la serie, interrompendo lo sviluppo dopo una sola stagione.

La decisione è arrivata nonostante l’ambizione del progetto e la volontà degli autori di espandere l’universo narrativo ispirato ai romanzi di William Gibson. Il finale, con la guerra imminente tra Research Institute, Klept e Met, la duplice esistenza di Flynne e il mistero ancora irrisolto del Jackpot, resta quindi un punto di sospensione definitivo, non l’inizio di un nuovo capitolo.

Questa cancellazione cambia inevitabilmente la lettura del finale. Il sacrificio di Flynne non è più l’atto inaugurale di una lunga battaglia, ma diventa il gesto conclusivo di una storia incompiuta, in cui la protagonista riesce a salvare una singola linea temporale senza poter davvero cambiare il sistema che ha generato l’apocalisse.

In questo senso, The Peripheral si chiude come un racconto profondamente coerente con i suoi temi: il futuro resta frammentato, il potere rimane nelle mani di pochi e ogni tentativo di riscrivere la realtà ha un costo altissimo. L’assenza di una seconda stagione trasforma l’ultimo sguardo tra Flynne e Lowbeer non in una promessa, ma in una domanda lasciata aperta, destinata a non trovare risposta.

Un finale amaro, ma perfettamente in linea con la visione pessimista e lucida della serie.

INVERSO – The Peripheral: recensione della serie Prime Video con Chloë Grace Moretz

A colmare almeno in parte tale lacuna arriva INVERSO – The Peripheral, serie prodotta da Amazon Prime Video che vede protagonisti Chloë Grace Moretz e Jack Reynor, con il supporto prezioso di Eli Goree, Gary Carr, Chris Coy e soprattutto T’Nia Miller.

INVERSO – The Peripheral – la trama

Difficile, quasi impossibile riassumere la storia dello show, tanto complessa e articolata si rivela la trama dell’adattamento da Gibson. Al centro della storia ci sono i due fratelli Flynne (Moretz) e Burton Fisher (Reynor), i quali attraverso un meccanismo di (presunta) realtà virtuale si trovano coinvolti in un intrigo più grande di loro, un gioco di potere che coinvolge criminali, assassini, marchingegni  che posseggono il potere di trasferire la mente di una persona non soltanto in un corpo diverso, ma anche in un altro tempo.

Diviso in due ambientazioni molto precise e antitetiche tra loro, INVERSO – The Peripheral possiede almeno in parte quello che la fantascienza e in generale ogni prodotto fantastico dovrebbe avere, ovvero una messa in scena che si fa metafora capace di diventare specchio del nostro tempo. Da una parte c’è l’America rurale, che stenta a sbarcare il lunario, dove le uniche soluzioni per tenere lontana la fame della povertà sono l’esercito o il crimine; dall’altra invece la Londra elegante e ricca dove si muovono coloro che controllano denaro e potere, e di conseguenza la vita degli altri. Molti altri.

Un’America rurale nello scenario sci-fi

Se quest’ultimo setting serve principalmente a fornire a INVERSO – The Peripheral l’estetica del prodotto sci-fi e l’azione più spettacolare, è la prima a costituire il cuore pulsante dell’operazione. I giovani personaggi che hanno dato tutto o quasi alla patria, usciti dall’ennesima guerra devastati nell’anima quanto nel corpo, rappresentano in filigrana piuttosto chiaramente quello che è successo negli Stati Uniti negli ultimi vent’anni, a partire dall’invasione di Afghanistan e successivamente Iraq. Anche se alla lontana, e ovviamente con le dovute proporzioni, lo show si riallaccia a quella rappresentazione del Paese rurale e sull’orlo del baratro che molto bene è stata esposta negli ultimi anni da alcuni film indipendenti, primo tra tutti Un gelido inverno di Debra Granik.

INVERSO - The Peripheral Chloe Grace MoretzINVERSO – The Peripheral racconta gli stenti, la durezza della vita, le decisioni prese perché non se ne possono scegliere altre di strade: dietro la confezione sci-fi, la serie lo espone in maniera sorprendentemente profonda. Peccato che tale lucidità nello sguardo traslato sul presente non sia purtroppo supportata dalla parte “virtuale” che vede Londra come teatro principale: in questo caso il divertimento propriamente legato al genere è garantito, ma al tempo stesso proprio tale conformità rende lo spettacolo più lieve, forse addirittura superficiale. Tale dualità incide sulla riuscita complessiva del progetto che vede coinvolti Jonathan Nolan e Lisa Joy, anche se bisogna ammettere che il contrasto creato dai due universi si sviluppa con discreta energia propositiva.

I protagonisti sono il punto forte

Il punto però veramente forte di INVERSO – The Peripheral sono i due protagonisti, sorprendentemente affiatati e capaci di mostrare tutte le pieghe di un rapporto fratello/sorella profondo anche se contrastato, cementato dal dolore e dalle difficoltà. La Moretz fornisce la prova migliore da anni a questa parte, mentre Reynor conferisce al suo personaggio un carisma e una stringatezza a tratti davvero impressionanti.

Buon prodotto di fantascienza, sviluppato con intelligenza e attenzione all’estetica della confezione, INVERSO – The Peripheral offre uno spettacolo perfetto per chi cerca intrattenimento adulto e non scontato. E per coloro che cercano un prodotto capace di gettare uno sguardo non preconcetto al mondo che stiamo vivendo dietro la lente del genere, questo show può riservare più di una sorpresa.

Inventing Anna: recensione della nuova serie di Shonda Rhimes

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Inventing Anna: recensione della nuova serie di Shonda Rhimes

Dopo il travolgente successo di Bridgerton, che ha inaugurato la collaborazione di fiction con Netflix (dell’inizio 2020 è il documentario Dance Dreams: Hot Chocolate Nutcracker), Shonda Rhimes propone Inventing Anna, una nuova storia a puntate per la piattaforma della grande N rossa, un nuovo tassello che si aggiunge allo straordinario mondo di ShondaLand. 

Inventing Anna, la trama

Inventing Anna racconta di una ragazza che, da nulla, è arrivata ai vertici dell’alta società newyorkese, e che è a un passo dal realizzare il suo sogno, quello di aprire una Fondazione a suo nome, la Anna Delvey Foundation, che potesse rappresentare un rifugio, un ritrovo per l’altissima borghesia della città, tra arte, moda, ristoranti di classe e lusso sfrenato. Tutto questo senza possedere un dollaro, in realtà, ma promuovendo se stessa e intessendo relazioni, conoscenze, auto-promuovendosi come figura aspirazionale e, ovviamente, cercando finanziatori. A un passo dalla realizzazione del suo sogno, il suo castello di carte crolla, e Anna viene arrestata. All’indomani di questo scandalo parte la nostra storia: chi è Anna? Chi la conosce davvero? Come ha fatto a infiltrarsi nell’alta borghesia di New York? Vivian, una giornalista incinta in cerca di affermazione, tenterà di dare una risposta a queste domande, inseguendo “una storia” che intravede tra le pieghe dell’incredibile parabola di una venticinquenne che ha quasi messo in ginocchio una città. 

Inventing Anna trama castTratto da una storia (semi) vera

Prendendo come spunto un articolo dei New York Times, How Anna Delvey tricked New York’s Party People, scritto da Jessica Pressler, Shonda Rhimes ci presenta la sua Anna Delvey, interpretata da Julia Garner che, dopo una lunghissima gavetta, ottiene finalmente un ruolo da co-protagonista, dal momento che la serie si focalizza su due donne, tenaci allo stesso modo seppure profondamente diverse per intenzioni, estrazione e percorsi. Accanto, o meglio di fronte a Anna c’è Vivian, che ha il volto, gli occhi azzurri e la presenza scenica travolgente e confortante allo stesso tempo di Anna Chlumsky. Entrambe le attrici si contendono lo scettro di protagoniste, per un testa a testa che si prolunga fino all’ultimo minuto della nona e ultima puntata. 

Precisamente, lo spettatore è trasportato nella vita di Anna attraverso i racconti che, di volta in volta, gli intervistati da Vivien fanno di lei. Il ritratto di Anna che emerge è quello di una persona complicata, con molto segreti ma innegabilmente affascinante e brillante, che forse, con un pizzico di fortuna in più, sarebbe effettivamente riuscita a portare avanti il suo progetto e a mettere a segno la truffa del secolo. 

Un racconto a punti di vista

Ogni episodi è strutturato come un piccolo pezzo del puzzle che è Anna, offerto dal punto di vista di una persona che l’ha incontrata e che ha stabilito un legame con lei. Le puntate sono nomi di persone, individui che per caso o per scelta sono entrati nella vita di Anna e ne hanno tratto beneficio, per poi sprofondare insieme a lei, man mano che la facciata di ricchezza e sicurezza si sgretolava. 

Inventing Anna serie tvCome accaduto anche con Bridgerton, Shonda Rhimes prova ad inglobare nella storia la contemporaneità, scrivendo di un mondo in cui sembra non esserci nessuna questione femminile, in cui le donne sono considerate allo stesso livello degli uomini e non fa notizia il fatto che sia una donna la protagonista della frode che ha sconvolto la New York ricca, oppure che sia donna la persona che sta indagando e seguendo questa storia. Come la “questione” etnica di Bridgerton, anche in Inventing Anna ci muoviamo in un mondo che sembra offrire parità e che si concentra esclusivamente sul fatto, drammatizzando e sviscerando ogni possibile punto di vista, forse annacquando il senso del racconto e concedendosi una lunga coda che forse serviva più a Rhimes stessa, che ai personaggi o allo spettatore.

Inventing Anna si colloca perfettamente dentro un universo (ShondaLand) che continua a differenziarsi per cercare di rintracciare il più possibile il gusto dello spettatore, mantenendo un occhio di riguardo verso il pubblico femminile e verso la drammatizzazione soapoperistica, ma confermandosi prodotto di una furba narratrice.

Inventing Anna: le prime foto della nuova serie Netflix di Shonda Rhimes

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Netflix rilascia oggi le prime immagini di Inventing Anna, la nuova serie targata Shondaland in uscita nel 2022 solo su Netflix. Composta da 10 episodi della durata di 60 minuti, la serie è firmata da Shonda Rhimes  e la produzione esecutiva sarà curata da Betsy Beers.

Il cast principale è formato da Anna Chlumsky (Veep – Vicepresidente incompetente) nel ruolo della giornalista Vivian, Julia Garner (Ozark, Dirty John) in quello di Anna Delvey, che dà il nome alla serie, mentre Katie Lowes (Scandal) è Rachel, una follower di Anna disposta a tutto; Laverne Cox (Orange Is the New Black) interpreta Kacy Duke, manager di celebrities e life coach risucchiata dal vortice di Anna, e Alexis Floyd (The Bold Type) è Neff, un’aspirante regista.

Inventing Anna, la trama

Inventing Anna è la storia di Vivian, una giornalista che indaga sul caso di Anna Delvey, leggendaria erede tedesca di Instagram che, oltre a rubare i cuori dei protagonisti della scena sociale di New York, ruba anche i loro soldi. Anna è la più grande truffatrice di New York o è semplicemente il nuovo ritratto del sogno americano? In attesa del processo a suo carico, l’erede forma un oscuro e divertente legame di amore e odio con Vivian, che sfida il tempo per risolvere il più grande mistero che affligge New York: chi è davvero Anna Delvey? La serie si ispira all’articolo di Jessica Pressler, anche produttrice dello show, How Anna Delvey Tricked New York’s Party People, pubblicato sul New York Magazine.

Inventing Anna: 10 dettagli omessi dalla miniserie

Inventing Anna: 10 dettagli omessi dalla miniserie

La serie Inventing Anna di Shonda Rhimes ha catturato gli spettatori Netflix, con la sua intricata trama che segue la truffatrice russa Anna Sorokin, arrestata nel 2017 per aver frodato banche, hotel e conoscenti negli Stati Uniti per un totale dimostrato di 275.000 $ o più. Come sempre per gli adattamenti di fatti ed episodi realmente verificatisi, la serie si è servita di abbellimenti e un ampia dose di drammatizzazione delle storyline, ma il ritratto di Anna confezionato da Julia Garner è stato comunque, nel complesso, piuttosto accurato.

Tuttavia, è chiaro che è impossibile condensare in nove episodi, e mantenersi fedeli, alle vicissitudini della vera Sorokin, dunque lo show ha dovuto omettere alcuni dettagli, sottili ma significativi, che ora analizziamo insieme.

La “morte” di Peter Hennecke

Alan Reed ha effettivamente parlato al telefono con Peter Hennecke, il manager patrimoniale di Anna, un paio di volte (personaggio in realtà totalmente inventato da Anna, che ha modificato la sua voce attraverso un’applicazione e si è servita di un telefono usa e getta) nello show ma, ciò che è stato lasciato da parte, è stato il come si è evoluto il passaggio di testimone nella sua personale ed elaborata narrazione.

Essendo uno dei personaggi più scaltri della serie, Anna doveva trovare un modo per spiegare perché le mail inviate a Peter non venissero effettivamente consegnate, così ha detto alla gente che Peter era morto. Successivamente, ha introdotto un nuovo personaggio tedesco, Bettina Wagner, che aveva rilevato la gestione patrimoniale della sua famiglia, a banchieri e avvocati.

Neff aveva un fidanzato ricco

Il fidanzato di Neff ha fatto un’apparizione nello show, ma non è stato ritratto molto accuratamente; secondo l’articolo di The Cut che ha dato inizio a tutto, Neff stava uscendo con qualcuno quando ha instaurato un rapporto di amicizia con Anna: un ragazzo ricco che aveva promesso di finanziare un giorno i film della giovane donna.

Quando egli espresse le sue riserve su Sorokin, Anna le suggerì di scaricarlo. Neff si scontrò quindi con Anna, dichiarando che il ragazzo avrebbe sinceramente voluto darle una mano finanziando il suo film, ma l’amica rispose che le avrebbe dato i soldi lei stessa, definendosi più ricca di lui. Neff lasciò dunque effettivamente il suo ragazzo, cosa che non è stata rappresentata nella miniserie Netflix  Inventing Anna.

Anna non voleva che Neff parlasse dell’album Carter V

Anna-Delvey-and-Neff-Davis-taking-a-selfie-in-Inventing-Anna.jpg (740×370)La relazione tra Anna e Neff, e sì, anche la festa con Martin Shkreli e Macaulay Culkin è realmente avvenuta. La stravagante cena tra vip e magnati è stata sontuosa quanto la sua rappresentazione nello show, e Shkreli ha davvero esibito il suo ultimo acquisto: l’album Carter V.

Neff era così entusiasta all’ idea di ascoltare l’album, allora non ancora disponibile sul mercato, che l’ha twittato, ma Anna non l’ha presa bene. Davvero infastidita, chiese a Neff di cancellare il tweet ma, quando la portinaia si rifiutò di farlo, “non si fece vedere alla mia scrivania per forse tre giorni”, secondo la stessa Neffetari.

Si è scusata in tribunale

Todd-and-Anna-in-court-in-Inventing-Anna.jpg (740×370)Anna non è stata ritratta come dispiaciuta per tutte le cose terribili che ha fatto nello show agli altri personaggi, e non ha dimostrato di essersi pentita nemmeno durante il processo in aula. Tuttavia, la vera Anna Sorokin si è invece espressa in tribunale.

Durante la sua udienza in tribunale, Sorokin ha dichiarato chiaramente che si vergognava. “Mi scuso per gli errori che ho fatto“, ha ammesso, ritrattando poi quanto detto pochi giorni dopo in un’intervista, dove ha precisato che non era dispiaciuta ma “pentita” di alcune delle sue scelte. In vista dell’uscita dello show, ha poi riformulato nuovamente la sua dichiarazione, affermando: “Mi dispiace per il modo in cui il mio caso è stato percepito. E mi dispiace di essere ricorsa a queste azioni che la gente pensa che io stia glorificando ora. Mi dispiace per le scelte che ho fatto. Sicuramente, non sento che il mondo sarebbe un posto migliore se la gente cercasse di essere più simile a me“.

Un “Benefattore segreto” ha finanziato i look che Anna ha indossato in tribunale

La finta ereditiera tedesca non ha rinunciato ai suoi abiti alla moda nemmeno in prigione, chiedendo addirittura uno stylist per poter essere acconciata durante le udienze in tribunale: i fan dello show hanno potuto dunque ammirare le repliche dei suoi look indossati davvero in aula nella serie Inventing Anna.

Molti si sono chiesti se la stilista (Anastasia Walker, nella vita reale) sia mai stata pagata per i suoi servizi, e si è scoperto che è stato effettivamente così: Anna non poteva ormai più truffare e imbrogliare, ma non poteva esimersi dal dipendere dalla generosità degli altri. Secondo Todd Spodek, i suoi abiti haute couture firmati Miu Miu e YSL venivano “presi in prestito per suo conto da un benefattore segreto”.

I suoi genitori erano in contatto con lei

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Inventing Anna ci mostra una Anna sola e abbandonata dopo il suo arresto, senza nessuno a sostenerla tranne il suo avvocato e la giornalista Vivian Kent. In realtà, non è stato proprio così: in un’intervista con Insider, Sorokin ha rivelato che non era rimasta in contatto con i suoi genitori durante i suoi anni da studentessa ma, mesi prima del processo, avevano cominciato a risentirsi.

Avevano anche scritto una lettera al giudice della Corte Suprema dello Stato di New York, Diane Kiesel, affinché “ci andasse piano con la loro figlia“, supplicandola a loro nome e assicurandole che Anna era pronta a cambiare. Le scrissero anche durante l’udienza del tribunale per l’immigrazione, suggerendole di raggiungerli in Germania e ricominciare da capo: Anna non era quindi così sola e abbandonata come l’ha dipinta la serie tv.

Anna è andata alla festa privata di Warren Buffet

Inventing-Anna-movie-Julia-Garner-as-Anna-Delvey-featured.jpg (740×370)Dopo che il personale dell’hotel 12 George ha confiscato gli effetti personali della Delvey per il mancato pagamento del suo conto chilometrico, la scaltra truffatrice ha deciso di noleggiare un jet privato e dirigersi alla conferenza di Warren Buffet della Berkshire Hathaway, ma non è riuscita ad entrare alla conferenza, dato che il suo pass non è stato accettato, e così è tornata a New York e si è diretta verso un altro hotel.

In realtà, Anna è riuscita ad entrare alla conferenza; ha trascorso molti giorni lì, intrattenendosi con i ricchi e famosi, e l’ultimo giorno della conferenza si è imbattuta in una cena VIP tenuta da Buffet stesso, dove lei e i suoi amici si sono intrufolati e hanno incontrato Bill Gates in persona.

Ha anche chiesto aiuto a Kacy in Marocco

Kacy-Duke-and-Rachel-Williams-in-Inventing-Anna.jpg (740×370)Inventing Anna ci mostra che Kacy ha lasciato il Marocco dopo solo due giorni trascorsi a Marrakesh a causa di un brutto attacco di intossicazione alimentare, che le ha evitato di rimetterci un bel po’ di soldi a causa di Anna. Tuttavia, quando Kacy è tornata a New York, ha ricevuto una chiamata straziante pregandola di contribuire al pagamento del soggiorno al Four Seasons di Casablanca, dove Anna si era presumibilmente trasferita dopo il fiasco di Rachel con La Momounia.

Kacy, non sapendo delle intenzioni di Anna, ha cercato di aiutare la sua amica con le proprie carte di credito e, vedendo che il pagamento non andava a buon fine, ha provato ad usare quelle della sua amica. Il fato le è venuto incontro, in questo caso, e Kacy ha prenotato ad Anna un volo per NYC di sua spontanea volontà per aiutarla.

Anna ha organizzato il viaggio in Germania

Vivians-Trip-To-Germany-Was-Organized-By-Anna-Inventing-Anna.jpg (740×370)Nella serie tv  Inventing Anna, il viaggio in Germania di Vivian Kent è stato mostrato come frutto della sua “ossessione” per la storia di Anna, per cercare di scoprire come è diventata una truffatrice ma, in realtà, questa versione non rappresenta la verità. Non è stata la sua redazione ad organizzare il viaggio, né la vera Vivian (chiamata in realtà Jessica Pressler) ha bussato di porta in porta in cerca di indizi.

Secondo Insider, Anna stessa ha organizzato il viaggio per la Pressler per saperne di più sul suo passato, e ogni persona legata alla sua infanzia sapeva che la Pressler sarebbe stata in visita. Nessuno fu colto di sorpresa, e Anna stessa aveva indirizzato la giornalista verso ristoranti e musei che era solita frequentare.

Ha truffato molte altre persone

Anna-sits-with-Val-at-a-fashion-show-in-Inventing-Anna-1.jpg (740×370)La “fame di soldi” di Anna Sorokin non si è limitata solo a Nora Radford, Rachel Williams, o agli hotel e alle banche che truffava: l’importo totale che ha sottratto alla gente è in realtà molto più elevato di quanto è stato mostrato su schermo. Secondo un suo informatore, ha ingannato quasi tutte le persone che ha incontrato, e molti ricchi erano troppo imbarazzati per ammettere di essere caduti nei suoi trucchi, figuriamoci per denunciarla.

Ci sono ancora persone là fuori che sono cadute prigioniere del fascino di Anna, ma non l’hanno rivelato per preservare la loro reputazione: in realtà, l’abile e astuta truffatrice ha fatto molti più danni di quanto si possa pensare vedendo  Inventing Anna.

Invelle: recensione del film d’animazione italiano #Venezia80

Invelle: recensione del film d’animazione italiano #Venezia80

Una mano chiusa a pugno, che si apre per raccontarci un mondo. Un salto avanti e poi indietro, perché la circolarità della Storia unisce ogni spazio e tempo. Uno sprazzo arcobaleno che si insinua in una tela di bianchi e neri, perché se c’è qualcosa che impedisce il cielo, se non può più nevicare, allora un po’ di favola la devono inventare i bambini. Tre piccoli narratori, scelti, disegnati e accompagnati da Simone Massi nel suo film d’animazione Invelle, presentato nella sezione “Orizzonti” di Venezia 80, estrapolano e consolidano dal territorio del niente, l’Invelle marchigiano di Pergola, in provincia di Pesaro e Urbino, un libro parlato, il canto dei sommersi dalla Storia e dalle Guerre, che i libri hanno ignorato, e che l’animazione vuole rendere visibili.

Invelle, la trama: i bambini del mondo, le guerre di sempre

Nel 1918 Zelinda è una bambina contadina con la madre in cielo e il padre in guerra. Le tocca smettere l’infanzia e indossare la casa, i fratelli, la stalla e le bestie. Un giorno Zelinda torna ad avere una madre e un padre. Alla fiera del paese la bambina si stringe al babbo e spalanca gli occhi per far posto a tutte le cose che le si parano davanti. Vere o immaginate che fossero, Zelinda quelle cose ormai le ha viste e si è fatta una sua idea di come gira il mondo. Gira così velocemente che di colpo la sua storia diventa quella di un’altra. Nel 1943 Assunta è una bambina contadina che sta in equilibrio su una gamba, con la testa guarda il cielo e tiene il piede in guerra (un’altra!). Ma appena ne ha modo Assunta si cuce un vestito colorato, fa un saltello e hop! la guerra era tutto uno scherzo, o comunque adesso non c’è più. La guerra (forse!) non c’è più e con essa scompare un mondo intero: un salto più grande di quel che sembrava. Nel 1978 Icaro è un bambino contadino che gira in tondo attorno al niente. È stato sognato tanti anni prima e deve fare e farà quello che non è stato possibile per sua madre e sua nonna. E per chi è venuto prima di loro. E prima ancora. E prima ancora.

Invelle, una scena del film di Simone Massi

Resistere tramandando l’invisibile

La Resistenza è diventata un ricordo che non ha trovato riscontro nella realtà: i bambini di Invelle resistono e, per questo, esistono. Finché ci saranno prepotenze, ci si ritrova dentro le cose senza sapere da che parte arrivano, le Assunta, Zelinda e Icaro di tutto il mondo staranno sempre dalla parte dei partigiani. Hanno capito che una minaccia è una minaccia, indipendentemente dall’entità: un mafioso, un proprietario terriero che pretende troppo, i tedeschi. Dal 1918 al 1978, gli “Invelle” d’Italia hanno subito la stessa sorte: lasciati incolti, nell’indifferenza di una Storia che va avanti a spintoni, e scrive nomi propri con le lettere minuscole. Da “non luogo” astorico, non connotato e privo di valore, Simone Massi procede a una mitizzazione dell’Invelle per intercettare col suo racconto anche lo sguardo dei bambini dell’oggi, ponendo l’accento sulle contraddizioni delle guerre di ogni secolo.

Forse i bambini di Invelle sono cresciuti troppo in fretta: hanno fatto i calcoli meglio dei loro genitori, hanno dovuto rassettare le loro case, non hanno mai visto il mare e hanno vissute nelle stalle. Forse, l’impianto stilistico di Invelle vuole concedergli uno spiraglio di ritorno all’infanzia e Massi vuole fargli capire che non c’é distanza che separi i bambini del mondo. Il dolore è tutto inciso nelle loro sagome, che è anche il loro cuore, perché pensieri e stomaco si intersecano in un racconto così libero, dove si salta di mano in mano per sentirsi meno soli, dove l’urgenza narrativa uguaglia il bisogno di movimento di bambini costretti in un tempo e in un luogo che non si sono scelti. Un balzo dopo l’altro – e assieme all’altro – Simone Massi avvia un’operazione di recupero di questi luoghi e storie svuotate di ogni valore, disegnando abilmente un mondo in cui sono le vicende private a fare da specchio ai grandi eventi storici e i nomi dei protagonisti non vengono sottratti da nessuna rievocazione.

Invasion: quando esce, trama, cast, trailer e streaming

Invasion: quando esce, trama, cast, trailer e streaming

Invasion è la serie di fantascienza Apple Originals creata da Simon Kinberg e David Weil. L’attesissima serie drammatica di fantascienza di dieci episodi Invasion, del produttore candidato all’Oscar e due volte agli Emmy Award Simon Kinberg (film “X-Men”, “Deadpool” film, “The Martian”) e David Weil (“Hunters”).

Invasion: quando esce e dove vederla in streaming

Invasion in streaming uscirà con i primi tre episodi il 22 ottobre, seguiti da nuovi episodi settimanali, ogni venerdì su Apple TV+.

Invasion: la trama e il cast

Ambientato in più continenti, Invasion segue un’invasione aliena attraverso diverse prospettive da più parti del mondo. La serie vede protagonisti Shamier Anderson (“Bruised”, “Awake”), Golshifteh Farahani (“Extraction”, “Paterson”, “Body of Lies”), Sam Neill (“Jurassic World: Dominion”, “Peaky Blinders”), Firas Nassar (“Fauda”) e Shioli Kutsuna (“Deadpool 2”, “The Outsider”).

Invasion è scritto e prodotto da Kinberg e Weil e prodotto da Jakob Verbruggen (“The Alienist”, “The Fall”), che ha anche diretto diversi episodi. Audrey Chon (“Ai confini della realtà”), Amy Kaufman (“When They See Us”) ed Elisa Ellis sono i produttori esecutivi insieme ad Andrew Baldwin (“The Outsider”), che scrive anche lui. Katie O’Connell Marsh (“Narcos”, “Hannibal”) è il produttore esecutivo dei Boat Rocker Studios.

Gli episodi di Invasion

  • Stagione 1, episodio 1 che si intitolerà “Last Day”  In tutto il mondo iniziano a verificarsi eventi strani e inspiegabili. Uno sceriffo di una piccola città sente che è in gioco qualcosa di più grande.
  • Stagione 1, episodio 2 che si intitolerà “Crash” In mezzo al caos, Aneesha prende una decisione difficile per il bene della sua famiglia. Trevante, un Navy SEAL, indaga su una chiamata di soccorso con la sua squadra.
  • Stagione 1, episodio 3 che si intitolerà “Orion”  Mitsuki prende misure disperate, determinato a scoprire la verità. Caspar e Jamila scoprono quanto sia grave la loro situazione.
  • Stagione 1, episodio 4 che si intitolerà “The King Is Dead” Trevante teme il peggio finché un localizzatore non gli dà speranza. Mitsuki trova un alleato nel posto più inaspettato.
  • Stagione 1, episodio 5 che si intitolerà “Going Home” Il Presidente degli Stati Uniti pronuncia un urgente discorso globale nel tentativo di preparare il mondo a ciò che ci aspetta.
  • Stagione 1, episodio 6 che si intitolerà “Home Invasion” Sotto shock per il discorso del presidente, Aneesha torna di corsa dalla sua famiglia solo per trovare il loro rifugio sicuro – e le loro vite – minacciate.
  • Stagione 1, episodio 7 che si intitolerà “Hope” Mitsuki comanda una stazione satellitare, sperando di entrare in contatto con lo spazio. Caspar rivela uno strano segreto che pensa sia legato all’invasione.
  • Stagione 1, episodio 8 che si intitolerà “Contact” L’aereo di Trevante atterra, ma il suo viaggio verso casa è appena iniziato. Caspar e Jamila sfidano le strade di Londra, cercando di dare un senso al suo segreto.
  • Stagione 1, episodio 9 che si intitolerà “Full of Stars” Mitsuki è determinato a contattare l’Hoshi 12 prima che sia troppo tardi, poiché i militari detengono i Malik e Caspar corre un rischio che potrebbe ucciderlo.
  • Stagione 1, episodio 10 che si intitolerà “First Day” Il mondo, ancora scosso dalla distruzione globale, affronta una nuova e imprevista alba.

Invasion: la spiegazione del finale del film con Nicole Kidman

Invasion: la spiegazione del finale del film con Nicole Kidman

Di invasioni aliene al cinema se ne sono viste di ogni tipo nel corso della storia della settima arte. Da Independence Day a La guerra dei mondi, questa è da sempre un tipo di storia che terrorizza e allo stesso tempo affascina milioni di spettatori in tutto il mondo. Tra i titoli forse meno noti, ma non meno apprezzabili, che negli ultimi anni hanno affrontato tale filone vi è il film del 2007 Invasion, diretto dal tedesco Oliver Hirschbiegel, noto in particolare per il film La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler. Questi viene chiamato dalla Warner Bros. per apportare una sua personale visione ad una storia particolarmente celebre e già portata al cinema in diverse occasioni.

Invasion, infatti, è basato sul romanzo L’invasione degli ultracorpi, scritto nel 1954 da Jack Finney. Caposaldo della letteratura di fantascienza, questo era già stato adattato in ben tre film, un primo risalente al 1956, un secondo del 1978, e un terzo del 1993. Il più celebre tra questi è però quello degli anni Settanta, che ha per protagonista l’attore Donald Sutherland. Invasion era infatti stato concepito per essere una remake proprio di quest’ultimo, ma Hirschbiegel decise di apportare diverse modifiche alla storia, così da renderla più attuale. Così facendo, ha infine dato vita ad una versione totalmente inedita del racconto.

Prima di arrivare in sala, però, il film dovette scontrarsi con alcuni problemi produttivi. La Warner Bros. non era infatti soddisfatta di quanto realizzato, e chiamò così le sorelle Wachowski e James McTeigue, per rigirare alcune scene, rendendole più dinamiche. Tali ritardi portarono però il film a non godere di grande fama, e ancora oggi risulta essere un titolo poco noto, meritevole però di essere riscoperto. In questo articolo, approfondiamo alcune curiosità relative ad esso ed in particolare la spiegazione del suo finale, molto diverso rispetto alle altre versioni citate.

Invasion Daniel Craig Nicole Kidman
Nicole Kidman e Daniel Craig in Invasion. © 2007 Warner Bros. Entertainment Inc. – U.S., Canada, Bahamas & Bermuda.2007 Village Roadshow Films (BVI) Limited – All Other

La trama e il cast di Invasion

Ad aprire il film è lo schianto di uno Space Shuttle sul suolo terreste. Un impatto che distrugge la navicella in migliaia di pezzi. Da questa si diffonde rapidamente uno strano virus di origine aliena, che in breve tempo attacca una grande fetta della popolazione statunitense. Questo porta le persone infette a trasformarsi radicalmente a livello caratteriale. Le vittime, infatti, risultano diventare del tutto prive di sentimenti ed emozioni, collegate però ad un’unica coscienza collettiva. Esteriormente, l’aspetto di tali persone resta immutato, rendendo così particolarmente difficile l’identificazione tra soggetti sani e infetti.

Nel momento in cui il virus diventa di dominio pubblico, si scatena il panico. A tentare di risolvere la situazione vi è la psichiatra Carol Bennell, la quale da subito si imbatte in questa forma aliena attraverso molti dei suoi pazienti. La donna si troverà allora a fare squadra con il medico Ben Driscoll e con il biologo Galeano. Insieme, questi scoprono le modalità di trasmissione del virus, ma per impedire una sua ulteriore diffusione dovranno quanto prima trovare un vaccino. La svolta a riguardo arriva nel momento in cui si rendono conto che Oliver, il figlio di Carol, risulta essere immune alla forma di vita aliena.

Nei panni della psichiatra Carol Bennell vi è l’attrice Nicole Kidman, la quale si dichiarò da subito molto interessata alla parte, affascinata dall’atmosfera del film e dalle sue tematiche. Accanto a lei, nel ruolo di Ben Driscoll vi è invece l’attore Daniel Craig. Questi, durante le riprese, si trovò inoltre a ricevere la notizia di aver ottenuto il ruolo dell’agente 007 James Bond, e dovette assentarsi dal set per partecipare ad una conferenza stampa a riguardo. Jeffrey Wright, attualmente noto per la serie Westworld, è invece il volto del biologo Galeano. Ad interpretare Oliver, il bambino immune, è Jackson Bond.

Invasion Nicole Kidman
Nicole Kidman in Invasion. Foto di Peter Sorel – © 2007 Warner Bros. Entertainment Inc. – U.S., Canada, Bahamas & Bermuda.2007 Village Roadshow Films (BVI) Limited – All Other

La spiegazione del finale del film

Verso il finale del film, si scopre che Oliver, avendo contratto l’ADEM, malattia causata da una complicazione da varicella, è immune al virus alieno. A quel punto, Carol e Ben si separano: lei cerca Oliver, e lui cerca di portare sangue non contaminato dal virus al Dr. Galeano. Quando Carol arriva però a casa di Tucker, lui e alcuni colleghi si avvicinano a lei. Le spiega che gli umani mutati, privi di emozioni irrazionali, offrono un mondo migliore e le chiede di unirsi a loro. Quando Carol si oppone, Tucker la infetta sputandole addosso.

Lei scappa e torna da Ben a casa dei Belicec e insieme fuggono quando Belicec torna con altre persone trasformate, intenzionate a infettare chiunque si trovi nella casa. Intanto, Galeano e uno dei suoi assistenti si recano a Fort Detrick a Frederick, nel Maryland, dove insieme ad altri scienziati cercheranno di trovare una cura per il virus. Oliver, invece, comunica a Carol la sua posizione, l’appartamento della madre di Tucker. Carol si reca così sul posto e allontana Oliver, ma viene nuovamente inseguita da Tucker, che deve uccidere per fermarlo.

Quando Carol ritrova Ben, questi si è “convertito” alla volontà alienta. Tenta di sedurre Carol ad unirsi alla nuova società priva di crimini e violenza, ma afferma anche con franchezza che non c’è spazio per persone immuni come Oliver. Carol, a quel punto, spara a Ben alla gamba e fugge con Oliver. Vengono poi prelevati da un elicottero e trasportati al centro medico, dove viene finalmente creato un vaccino che viene rapidamente diffuso in tutto il mondo e nel giro di un anno il virus alieno viene eliminato. Le persone non ricordano gli eventi accaduti mentre erano infette, Carol e Ben si ricongiungono e la società ritorna alle sue abitudini emotive e violente.

Il trailer di Invasion e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Invasion grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 2 settembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Invasion: ecco il trailer della seconda stagione

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Invasion: ecco il trailer della seconda stagione

Apple TV+ ha svelato oggi il trailer della seconda stagione della serie di fantascienza Invasion, in uscita il 23 agosto. Dal produttore candidato all’Oscar e due volte nominato agli Emmy Award Simon Kinberg, (“X-Men”, “Deadpool”, “Sopravvissuto – The Martian”) e David Weil (“Citadel”) e prodotto da Boat Rocker, Invasion è una travolgente serie di fantascienza incentrata sulle prospettive di personaggi in diverse parti del mondo in seguito a un’invasione aliena. “Invasion” debutterà il 23 agosto su Apple TV+ con il primo di dieci episodi, seguito da un nuovo episodio settimanale, ogni mercoledì fino al 25 ottobre.

La seconda stagione di Invasion, ricca di azione, riprende pochi mesi dopo, con gli alieni che intensificano i loro attacchi in una guerra totale contro gli umani. Il trailer offre un’anteprima ricca di suspense della nuova stagione, in cui alieni e distruzione abbondano, le risposte sono perseguite senza sosta e la lotta per la sopravvivenza del mondo continua.

La serie è interpretata da Golshifteh Farahani, Shioli Kutsuna, Shamier Anderson, India Brown, Billy Barratt, Azhy Robertson, Paddy Holland e Tara Moayedi. Si uniscono alla seconda stagione come personaggi ricorrenti Enver Gjokaj, Nedra Marie Taylor e Naian González Norvind. Invasion è prodotta per Apple TV+ da Boat Rocker. Oltre ai creatori della serie Simon Kinberg e David Weil, Audrey Chon, David Witz, Alik Sakharov, Andrew Baldwin e Katie O’Connell Marsh sono produttori esecutivi.

Invasion: dal cast alle differenze con il libro, tutte le curiosità sul film

Di invasioni aliene al cinema se ne sono viste di ogni tipo nel corso della storia della settima arte. Da Independence Day a La guerra dei mondi, questa è da sempre un tipo di storia che terrorizza e allo stesso tempo affascina milioni di spettatori in tutto il mondo. Tra i titoli forse meno noti, ma non meno apprezzabili, che negli ultimi anni hanno affrontato tale filone vi è il film del 2007 Invasion, diretto dal tedesco Oliver Hirschbiegel, noto in particolare per il film La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler. Questi viene chiamato dalla Warner Bros. per apportare una sua personale visione ad una storia particolarmente celebre e già portata al cinema in diverse occasioni.

Invasion, infatti, è basato sul romanzo L’invasione degli ultracorpi, scritto nel 1954 da Jack Finney. Caposaldo della letteratura di fantascienza, questo era già stato adattato in ben tre film, un primo risalente al 1956, un secondo del 1978, e un terzo del 1993. Il più celebre tra questi è però quello degli anni Settanta, che ha per protagonista l’attore Donald Sutherland. Invasion era infatti stato concepito per essere una remake proprio di quest’ultimo, ma Hirschbiegel decise di apportare diverse modifiche alla storia, così da renderla più attuale. Così facendo, ha infine dato vita ad una versione totalmente inedita del racconto.

Prima di arrivare in sala, però, il film dovette scontrarsi con alcuni problemi produttivi. La Warner Bros. non era infatti soddisfatta di quanto realizzato, e chiamò così le sorelle Wachowski e James McTeigue, per rigirare alcune scene, rendendole più dinamiche. Tali ritardi portarono però il film a non godere di grande fama, e ancora oggi risulta essere un titolo poco noto, meritevole però di essere riscoperto. In questo articolo, approfondiamo alcune curiosità relative ad esso ed in particolare le differenze esistenti tra il libro e il film.

Invasion trama
Nicole Kidman e Daniel Craig in Invasion. Foto di Peter Sorel – © 2007 Warner Bros. Entertainment Inc. – U.S., Canada, Bahamas & Bermuda.2007 Village Roadshow Films (BVI) Limited – All Other

La trama e il cast di Invasion

Ad aprire il film è lo schianto di uno Space Shuttle sul suolo terreste. Un impatto che distrugge la navicella in migliaia di pezzi. Da questa si diffonde rapidamente uno strano virus di origine aliena, che in breve tempo attacca una grande fetta della popolazione statunitense. Questo porta le persone infette a trasformarsi radicalmente a livello caratteriale. Le vittime, infatti, risultano diventare del tutto prive di sentimenti ed emozioni, collegate però ad un’unica coscienza collettiva. Esteriormente, l’aspetto di tali persone resta immutato, rendendo così particolarmente difficile l’identificazione tra soggetti sani e infetti.

Nel momento in cui il virus diventa di dominio pubblico, si scatena il panico. A tentare di risolvere la situazione vi è la psichiatra Carol Bennell, la quale da subito si imbatte in questa forma aliena attraverso molti dei suoi pazienti. La donna si troverà allora a fare squadra con il medico Ben Driscoll e con il biologo Galeano. Insieme, questi scoprono le modalità di trasmissione del virus, ma per impedire una sua ulteriore diffusione dovranno quanto prima trovare un vaccino. La svolta a riguardo arriva nel momento in cui si rendono conto che Oliver, il figlio di Carol, risulta essere immune alla forma di vita aliena.

Il cast del film

Uno dei punti di forza del film è quello di avvalersi di grandi attori di Hollywood per i personaggi protagonisti. Si ritrovano infatti interpreti di grandi titoli o premi Oscar, che risultano essere le scelte migliori possibili per i ruoli loro affidati. Nei panni della psichiatra Carol Bennell vi è infatti l’attrice Nicole Kidman. Questa si dichiarò da subito molto interessata alla parte, affascinata dall’atmosfera del film e dalle sue tematiche. L’attrice ha però vissuto anche un’esperienza particolarmente spaventosa durante le riprese, nel momento in cui stava rimanendo coinvolta in brutto incidente a bordo di un auto. Fortunatamente, la troupe riuscì a gestire la situazione, evitando il peggio.

Accanto a lei, nel ruolo di Ben Driscoll vi è invece l’attore Daniel Craig. Questi, durante le riprese, si trovò inoltre a ricevere la notizia di aver ottenuto il ruolo dell’agente 007 James Bond, e dovette assentarsi dal set per partecipare ad una conferenza stampa a riguardo. Jeffrey Wright, attualmente noto per la serie Westworld, è invece il volto del biologo Galeano. Ad interpretare Oliver, il bambino immune, è Jackson Bond, mentre Jeremy Northam è suo padre Tucker. Nel film è inoltre presente l’attrice Veronica Cartwright. Qui presente nei panni di Wendy, questa aveva recitato anche nel film del 1978, Terrore dallo spazio profondo, nei panni di Nancy Bellicec.

Invasion cast
Nicole Kidman in Invasion. © 2007 Warner Bros. Entertainment Inc. – U.S., Canada, Bahamas & Bermuda.2007 Village Roadshow Films (BVI) Limited – All Other

 

Le differenze tra il libro e il film

Nell’approcciarsi al romanzo di Finney, il regista tedesco ha, come anticipato, apportato alcuni cambiamenti alla storia. Il suo intento era infatti quello di dar vita ad un film che fosse aggiornato in quanto a racconto sull’invasione aliena, presentando elementi e caratteristiche di recente introduzione. La prima di queste è la presenza di alcuni personaggi immuni al contagio extraterrestre. Una soluzione che ha permesso di rendere la storia più avvincente e dinamica, con i tentativi di salvare tali persone.

Allo stesso tempo, per rendere più viva la minaccia aliena, il regista si è concentrato sul mostrare quanto avviene in tutto il mondo, e non solo nella città dove vivono i protagonisti. L’aspetto più affascinante, però, è quello che lascia intendere che l’umanità potrebbe in realtà godere di reali benefici da questa trasformazione, lasciandosi alle spalle il caotico e bellico mondo nel quale viveva. A tal proposito, l’introduzione della coscienza comune che guida i vari contagiati risulta una delle novità più affascinanti nel racconto.

Il trailer di Invasion e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Invasion grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 2 settembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Invasion: Apple TV+ rinnovo per la terza stagione

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Invasion: Apple TV+ rinnovo per la terza stagione

Apple TV+ ha annunciato oggi il rinnovo per la terza stagione di Invasion, la serie di fantascienza ideata dal produttore Simon Kinberg, candidato all’Oscar e due volte nominato agli Emmy (“X-Men“, “Deadpool”, “Sopravvissuto – The Martian“) e da David Weil (“Hunters”). La terza stagione di Invasion entrerà in produzione alla fine del mese.

Dopo il debutto della seconda stagione, Invasion è stata lodata per aver “alzato la posta in gioco” in ogni stagione, offrendo un “mélange di intrighi, sviluppo dei personaggi e un ritmo che brucia a fuoco lento”, oltre a una fotografia esperta che “cattura la bellezza e l’inquietudine” di un’invasione aliena. La prima e la seconda stagione di “Invasion” sono ora disponibili su Apple TV+.

«Sono molto orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare con le prime due stagioni dello show grazie ai nostri partner di Apple TV+, al nostro cast e alla nostra troupe», ha dichiarato il creatore e produttore esecutivo Simon Kinberg. «Questa nuova stagione continuerà ad alzare la posta in gioco e la propulsione di “Invasion”, mantenendo i nostri personaggi in primo piano e mettendoli insieme in modi che, si spera, sorprenderanno e soprattutto emozioneranno il nostro pubblico, che è stato così incredibilmente solidale e stimolante fin dal primo giorno».

Invasion segue un’invasione aliena attraverso diverse prospettive da più parti del mondo. La serie, ricca di azione, è interpretata da Golshifteh Farahani, Shioli Kutsuna, Shamier Anderson, India Brown, Billy Barratt, Azhy Robertson, Paddy Holland e Tara Moayedi. La seconda stagione ha visto anche la partecipazione dei nuovi regular Enver Gjokaj, Nedra Marie Taylor e Naian González Norvind.

Prodotta per Apple TV+ da Boat Rocker, Invasion è creata da Kinberg e Weil, che sono anche produttori esecutivi insieme a Audrey Chon, David Witz, Alik Sakharov, Andrew Baldwin, Dan Dietz e Katie O’Connell Marsh. Nick Nantell è il produttore esecutivo di Boat Rocker.

Invasion, svelato il trailer della terza stagione della serie sci-fi

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Apple TV+ ha presentato il trailer della terza stagione di Invasion, la serie di fantascienza ideata dal produttore Simon Kinberg, candidato all’Oscar e due volte nominato agli Emmy, e da David Weil. La terza stagione farà il suo debutto il 22 agosto su Apple TV+ con il primo episodio dei 10 totali, seguito da un nuovo episodio ogni venerdì fino al 24 ottobre.

Cosa succederà nella terza stagione di Invasion

Invasion segue un’invasione aliena attraverso diverse prospettive da più parti del mondo. Nella terza stagione queste prospettive si scontrano per la prima volta, quando i personaggi principali vengono riuniti in una pericolosa missione per infiltrarsi nella nave madre aliena. Gli alieni più potenti sono finalmente emersi, diffondendo rapidamente i loro tentacoli letali in tutto il pianeta. Ci vorrà la collaborazione di tutti i nostri eroi, che dovranno usare tutta la propria esperienza e competenza per salvare la specie umana. Si formano nuove relazioni, quelle vecchie vengono messe alla prova e persino distrutte, mentre i nostri coraggiosi protagonisti dovranno diventare una squadra unita prima che sia troppo tardi.

La terza stagione di Invasion vede il ritorno dei membri principali del cast Golshifteh Farahani, Shioli Kutsuna, Shamier Anderson, India Brown, Shane Zaza, Enver Gjokaj e l’introduzione di una nuova protagonista fissa, Erika Alexander.

Invasion è stata creata da Kinberg e Weil, che sono anche produttori esecutivi insieme ad Audrey Chon, David Witz, Alik Sakharov, Dan Dietz, Katie O’Connell Marsh e Nick Nantell.

Dopo il debutto della seconda stagione, “Invasion” è stata lodata per aver “alzato la posta in gioco” in ogni stagione, offrendo un “mélange di intrighi, sviluppo dei personaggi e un ritmo che brucia a fuoco lento”, oltre a una fotografia esperta che “cattura la bellezza e l’inquietudine” di un’invasione aliena. La prima e la seconda stagione di “Invasion” sono disponibili in streaming su Apple TV+.

Invasion 2 stagione: uscita, trama, cast e streaming

Invasion 2 stagione: uscita, trama, cast e streaming

Invasion 2 è l’annunciata seconda stagione della serie tv Invasion la serie di fantascienza Apple Originals creata da Simon Kinberg e David Weil, dal produttore candidato all’Oscar e due volte agli Emmy Award Simon Kinberg (film “X-Men”, “Deadpool” film, “The Martian”) e David Weil (“Hunters”).

Invasion 2: quando esce e dove vederla in streaming

Invasion 2 in streaming uscirà nel corso del 2023 su Apple TV+.

Invasion 2: la trama e il cast

Ambientato in più continenti, Invasion segue un’invasione aliena attraverso diverse prospettive da più parti del mondo. La serie vede protagonisti Shamier Anderson (“Bruised”, “Awake”), Golshifteh Farahani (“Extraction”, “Paterson”, “Body of Lies”), Sam Neill (“Jurassic World: Dominion”, “Peaky Blinders”), Firas Nassar (“Fauda”) e Shioli Kutsuna (“Deadpool 2”, “The Outsider”). La seconda stagione di Invasion, ricca di azione, riprende pochi mesi dopo, con gli alieni che intensificano i loro attacchi in una guerra totale contro gli umani. Il trailer offre un’anteprima ricca di suspense della nuova stagione, in cui alieni e distruzione abbondano, le risposte sono perseguite senza sosta e la lotta per la sopravvivenza del mondo continua.

Invasion è scritto e prodotto da Kinberg e Weil e prodotto da Jakob Verbruggen (“The Alienist”, “The Fall”), che ha anche diretto diversi episodi. Audrey Chon (“Ai confini della realtà”), Amy Kaufman (“When They See Us”) ed Elisa Ellis sono i produttori esecutivi insieme ad Andrew Baldwin (“The Outsider”), che scrive anche lui. Katie O’Connell Marsh (“Narcos”, “Hannibal”) è il produttore esecutivo dei Boat Rocker Studios.

Trailer della seconda stagione di Invasion

Invasion – Stagione 3: il primo teaser trailer da Apple Tv+

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Invasion – Stagione 3: il primo teaser trailer da Apple Tv+

Apple TV+ ha svelato il teaser trailer e le prime immagini della terza stagione di Invasion, la serie di fantascienza ideata dal produttore Simon Kinberg, candidato all’Oscar® e due volte nominato agli Emmy (“X-Men“, “Deadpool”, “Sopravvissuto – The Martian“) e da David Weil (“Hunters”). La terza stagione farà il suo debutto il 22 agosto su Apple TV+ con il primo episodio dei 10 totali, seguito da un nuovo episodio ogni venerdì fino al 24 ottobre.

Invasion segue un’invasione aliena attraverso diverse prospettive da più parti del mondo. Nella terza stagione queste prospettive si scontrano per la prima volta, quando i personaggi principali vengono riuniti in una pericolosa missione per infiltrarsi nella nave madre aliena. Gli alieni più potenti sono finalmente emersi, diffondendo rapidamente i loro tentacoli letali in tutto il pianeta. Ci vorrà la collaborazione di tutti i nostri eroi, che dovranno usare tutta la propria esperienza e competenza per salvare la specie umana. Si formano nuove relazioni, quelle vecchie vengono messe alla prova e persino distrutte, mentre i nostri coraggiosi protagonisti dovranno diventare una squadra unita prima che sia troppo tardi.

La terza stagione di Invasion vede il ritorno dei membri principali del cast Golshifteh Farahani, Shioli Kutsuna, Shamier Anderson, India Brown, Shane Zaza, Enver Gjokaj e l’introduzione di una nuova protagonista fissa, Erika Alexander.

“Invasion” è stata creata da Kinberg e Weil, che sono anche produttori esecutivi insieme ad Audrey Chon, David Witz, Alik Sakharov, Dan Dietz, Katie O’Connell Marsh e Nick Nantell.

Dopo il debutto della seconda stagione, “Invasion” è stata lodata per aver “alzato la posta in gioco” in ogni stagione, offrendo un “mélange di intrighi, sviluppo dei personaggi e un ritmo che brucia a fuoco lento”, oltre a una fotografia esperta che “cattura la bellezza e l’inquietudine” di un’invasione aliena. La prima e la seconda stagione di “Invasion” sono disponibili su Apple TV+.

Invasion – Stagione 3, la spiegazione del finale: dove va Mitsuki?

Creata da Simon Kinberg e David Weil, la serie Invasion di Apple TV+ racconta la storia della perdita e dell’appartenenza attraverso gli occhi di una civiltà che deve affrontare un’invasione aliena. Mentre gli attacchi extraterrestri sfuggono alla comprensione umana, la serie sceglie invece di decifrare la reazione umana altrettanto sconcertante, con diversi filoni di pensiero che affrontano la crisi in modo diverso. I tre protagonisti, Trevante Cole, Mitsuki Yamato e Aneesha Malik, provengono tutti da contesti diversi, ma si ritrovano nella stessa situazione di terrore esistenziale, che li porta a unirsi nella resistenza contro le forze aliene. La terza stagione segue due anni di silenzio, interrotti da una nuova ondata di attacchi, questa volta da parte di entità più avanzate e ambigue. L’episodio finale della stagione, intitolato “The End of the Line”, funge sia da omaggio ai progressi compiuti finora dai personaggi che da sua estensione, con più fronti di battaglia che si uniscono per fare eco al desiderio di sopravvivenza dell’umanità. SPOILER IN ARRIVO.

Cosa succede nella terza stagione di Invasion

Il finale inizia con Aneesha sulle tracce di Marilyn, senza prestare molta attenzione al peggioramento delle condizioni dei soldati. Mentre avanza, concentrandosi sul coglierli di sorpresa, è evidente che la morte di Clark ha influenzato il suo giudizio. Nel frattempo, il culto Infinitas inizia a crollare dall’interno con l’aumentare della richiesta di aria respirabile. Infuriata, Marilyn decide di continuare da sola il percorso verso la nave madre, notando le radici degli alberi luminose che potrebbero condurla al centro della megastruttura. Quando Aneesha raggiunge la squadra, è già troppo tardi e, mentre scoppia una sparatoria, lei fugge da sola, sperando di raggiungere la leader della setta. Altrove, Trevante, insieme a Jamila e Nikhil, raggiunge il precipizio della nave madre, ma ha paura a causa del suo trauma persistente. Jamila gli chiede di riporre la sua fiducia nel piano e nella loro nuova amicizia, e con questo, il trio va avanti.

Una volta raggiunti gli alberi, Marilyn incontra nientemeno che Mitsuki e rivela di aver studiato a fondo la specialista delle comunicazioni. In seguito, cerca di convertire Mitsuki in una sostenitrice di Infinitas, data la sua capacità di comprendere e connettersi con gli alieni. Tuttavia, questo scambio viene interrotto da Aneesha, costringendo Marilyn ad aprire il fuoco e poi a correre da sola all’ingresso della nave madre. Ferita, Aneesha fatica ad andare avanti e trova aiuto in Mitsuki. Insieme, riflettono sul peso di continuare questa battaglia per la sopravvivenza nonostante sappiano che le probabilità sono contro di loro, ma la dottoressa rifiuta di rinunciare alla speranza. Ricordando le ultime parole di Clark, ribadisce l’importanza di continuare a provare e mostra la sua fiducia nel potenziale innato dell’umanità di migliorare come specie. Questo dà a Mitsuki la spinta finale di cui ha bisogno e lei decide di provare ancora una volta a usare i suoi poteri per il bene comune.

Altrove, Trevante e il suo gruppo incontrano un problema quando gli alieni iniziano ad attaccare le loro vulnerabilità mentali. In poco tempo, sia lui che Nikhil si bloccano sul posto, con la mente che torna ai ricordi traumatici del loro passato. Per Trevante, si tratta di una serie di esperienze di perdita, che si tratti della sua unità, di suo figlio o, alla fine, di Caspar. Per Nikhil, invece, è il ricordo d’infanzia di aver rubato dei soldi, un atto che ha portato alla morte di sua madre. Jamila è l’unica che sembra non essere influenzata da questo attacco alla memoria, eppure i suoi tentativi di riportarli indietro non danno alcun risultato. In quel momento, Mitsuki ristabilisce una connessione con le radici aliene e un flashback rivela che Nikhil ha cercato di salvarla quando il WDC ha iniziato a sperimentare sul suo corpo, ma è stato allontanato con la forza dalla scena. Venire a conoscenza di questo fatto scuote l’intero sistema di credenze di Mitsuki, che capisce di dover intervenire e proteggere le persone a cui tiene.

Dove va Mitsuki? È viva o morta?

Golshifteh Farahani e Enver Gjokaj in Invasion - Stagione 3
Cortesia di Apple Tv

Dopo diversi episodi che si traducono in anni di repressione fisica, emotiva e psicologica, Mitsuki trova un momento di liberazione strappando via il chip impiantato sulla sua nuca. Creato originariamente per limitare la sua connessione psichica con gli alieni, l’impianto ora costituisce un ostacolo sul percorso dell’umanità verso la vittoria. Pertanto, sebbene la mossa sia di natura profondamente personale, essa svolge anche un ruolo importante nella macronarrazione di “Invasion”. Con tutti i suoi poteri ritrovati, Mitsuki compie una mossa audace per salvare Trevante, Nikhil e Jamila, intrappolati nelle profondità della nave madre. Irrompendo nella rete di comunicazioni extraterrestri, Mitsuki attira l’attenzione di tutti gli alieni su di sé, anche se questo la espone a un rischio ancora maggiore. Alla fine, sopravvivere alla furia aliena non le porta molti vantaggi, poiché pochi istanti prima di ricongiungersi con Nikhil, viene trascinata in aria da un portale che svanisce poco dopo averla consumata.

Sebbene il rapimento di Mitsuki sia pensato per essere un momento di sorpresa, la sequenza ha anche un senso di definitività. Levitando nell’aria, la sua mente torna vividamente a tutti i ricordi che hanno costruito i propri angoli nella sua mente, creando un collage delle ultime due stagioni. Sebbene emotivamente potente, la scena può anche essere interpretata come un segno di chiusura, non solo per Mitsuki ma anche per il pubblico. Tuttavia, i momenti finali della stagione mostrano Nikhil che stravolge completamente la sua azienda nella totale dedizione alla ricerca di Mitsuki. In una scena precedente, egli afferma che non deve assolutamente lasciarla andare, un errore che ha già commesso una volta, e questa ambiguità sembra mettere alla prova quella promessa. Dato che Mitsuki è una specialista in comunicazioni e intelligence, la scena in cui Nikhil e tutta la Dharmax esaminano disperatamente ogni telecamera e mappa acquista un senso di ironia, poiché lei potrebbe non essere più nel regno umano.

Nel corso della storia, il profondo legame di Mitsuki con gli alieni è stato uno dei misteri più inspiegabili eppure rilevanti. La sua abilità si intreccia ancora di più con la trama, poiché non solo viene risparmiata dalla morte dai cacciatori-assassini, ma viene anche guarita dai giardinieri, una varietà di entità extraterrestri. A tal fine, è improbabile che questa esperienza del portale significhi la fine del suo personaggio. Al contrario, è possibile che Mitsuki sia stata trasportata direttamente alla base aliena che esiste al di fuori della Terra. Questo salto di portata può significare diverse cose per la storia, ma soprattutto riporta in gioco il suo allineamento. Avendo compreso intimamente la coscienza aliena, il sostegno di Mitsuki all’umanità vacilla in diversi punti, ma è l’umanità dimostrata da Nikhil che riaccende la sua fiducia nella specie. Pertanto, è improbabile che lei si arrenda senza combattere, e i suoi legami con il mondo alieno potrebbero subire la loro più grande prova di resistenza.

Trevante, Nikhil e Jamila distruggeranno la nave madre? Cosa succederà agli alieni?

Shioli Kutsuna in Invasion - Stagione 3
Cortesia di Apple Tv

Nel momento in cui Mitsuki scatena tutta la sua potenza e distoglie l’attenzione da Trevante, Nikhil e Jamila, il trio finalmente coglie la sua grande occasione e entra immediatamente in azione. In particolare, la sincronizzazione delle coscienze significa che Nikhil condivide brevemente i suoi ricordi e pensieri con gli altri due protagonisti. Questo ha un effetto fondamentale sulla sua psiche, poiché non nasconde più il suo desiderio incondizionato di proteggere Mitsuki dal mondo alieno. Questo impegno verso la causa ridefinisce l’intera missione, che finora era stata quella di piazzare una bomba nel cuore della nave madre. Sebbene non si tratti di un esplosivo tipico, la bomba espande la funzione del soppressore neurale di Mitsuki, convertendolo in un’esplosione a forma d’onda in grado di colpire tutti i sistemi di comunicazione degli alieni in un colpo solo. A tal fine, il trio piazza con successo la bomba e la difende abbastanza a lungo da farla esplodere, provocando istantaneamente un blackout nella nave madre.

Sebbene la caduta della nave madre aliena sia comunicata in gran parte dalle immagini, sia che si tratti delle luci che si affievoliscono dalla flora circostante o del crollo degli alieni, la conferma più esplicita della vittoria dell’umanità sugli alieni è che Trevante, insieme al resto della sua squadra, riesce a uscire vivo dalla Zona Morta. Tuttavia, l’assenza di Mitsuki dal gruppo ci ricorda che non si tratta di una vittoria completa per la squadra e che molti sacrifici, fatali o meno, sono stati fatti per arrivare a questo momento. Anche il luogo in cui viene piazzata e successivamente esplode la bomba è cruciale, poiché è lì che Trevante ha compiuto le mosse decisive nel suo precedente tentativo di abbattere la nave. A differenza di quella volta, ora ha l’aiuto di Jamila e Nikhil, che, in sincronia con l’unità dell’esercito, aiutano l’umanità a tornare in carreggiata. La loro attività viene notata dai leader mondiali, che sembrano aver inviato squadre di soccorso. Trevante viene promosso al grado di comandante, ora rispettato invece che temuto dal WDC.

Caspar è reale o è un’allucinazione? Perché scompare?

Invasion 3
Cortesia di Apple Tv

Uno dei principali ostacoli nel viaggio di Jamila, Trevante e Nikhil per rovesciare la nave madre è rappresentato dalla guerra psicologica. Mentre l’attacco è più evidente nel caso degli ultimi due, Jamila si trova ad affrontare una perdita totale di contatto con la realtà. Dai passaggi oscuri della nave emerge Caspar, che da tempo era dato per morto, o almeno scomparso. L’apparizione a sorpresa del prodigio psichico, un tempo uno dei protagonisti della storia, suscita immediatamente allarme, poiché Jamila crede che potrebbe trattarsi di un gioco degli alieni. Tuttavia, Caspar si affretta a rassicurarla che non è così, spiegandole che lei non è influenzata dalla loro malvagità grazie al suo legame con lei. Dato che questo significa la fine per i suoi due compagni di squadra, Jamila rifiuta di cedere e si rende conto invece che la battaglia che l’attende è tanto sul fronte interno quanto su quello esterno. A tal fine, la presenza di Caspar diventa la chiave per cambiare le sorti a suo favore, ma non nel modo previsto.

La consapevolezza di Caspar di non dover essere vivo riflette la struttura più ampia della serie, che in più di un’occasione ha fatto affidamento sul ritorno dal mondo dei morti del personaggio per aiutare i protagonisti a vincere. Questa volta, Jamila collega i puntini dopo aver ascoltato il suo punto di vista sulla presunta sequenza di morte nel primo episodio della stagione. Caspar spiega che l’unica ragione per cui è ancora lì è perché lei gli ha tenuto la mano e ha creduto in lui molto tempo dopo la sua apparente scomparsa, eppure questa sembra essere proprio la debolezza su cui puntano gli alieni. Il ritorno alla realtà di Jamila non è descritto come un momento di trionfo, ma come la solenne consapevolezza che deve lasciarsi il passato alle spalle se vuole davvero andare avanti con la sua vita. Risoluta nella sua decisione, chiude gli occhi e vediamo Caspar, che si rivela essere una figura spettrale, svanire lentamente dall’esistenza. Questo pone fine definitivamente al suo personaggio, dando sia a lui che ai suoi cari la chiusura di cui hanno bisogno.

Marilyn è morta? Aneesha ottiene la sua vendetta su Infinitas?

Mentre all’interno della nave madre si consuma una scena tragica, fuori dai suoi cancelli si scatena il caos e la violenza, quando Aneesha stringe la mano a Marilyn in uno scontro finale. Durante lo scontro, entrambe le parti cercano di difendere la propria posizione, con Marylin che ribadisce la possibilità che le anime dei morti migrino nella nave madre. Questa prospettiva, tuttavia, ricorda in modo inquietante le credenze che Aneesha aveva in un momento precedente della storia, e lei stessa lo fa notare. Inoltre, spiega le insidie di questo modo di pensare e come esso rappresenti un tentativo di fuga dalle esperienze traumatiche che ora uniscono l’umanità. Tuttavia, con il leader della setta che rifiuta di cedere, la lotta continua, terminando solo quando la bomba esplode e la nave madre inizia a morire. Sebbene sconfitta, Marilyn rifiuta di arrendersi e si scaglia contro Aneesha, che la uccide a colpi di pistola, ponendo fine a questo capitolo.

Sebbene Aneesha uccida Marilyn per legittima difesa, c’è anche un’altra dimensione nelle sue azioni, che deriva dal desiderio di vendetta. L’episodio precedente si conclude con il leader della setta che elimina Clark con un attacco a sorpresa, e quella mossa riempie momentaneamente la mente di Aneesha di rabbia e tossicità. È solo più tardi, quando i suoi alleati cominciano a cadere a destra e a manca, che Aneesha si ricorda del bene che possiede, sia come essere umano che come medico, e questa consapevolezza contribuisce in modo determinante a definire la sua battaglia finale con Marilyn. Sebbene la setta di Infinitas utilizzi indubbiamente il terrore a proprio vantaggio, in fondo è una comunità di persone con il cuore spezzato che fanno affidamento sulle loro esperienze apparentemente soprannaturali per dare un senso alla realtà. Secondo questa definizione, il confine tra loro e la nostra protagonista è sfumato, con Marilyn che funge da triste promemoria dei sentieri oscuri che gli esseri umani possono intraprendere quando sono in lutto.

Inumani: per Vin Diesel non dovrebbe essere una serie tv

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Tempi bui sembrano aver avvolto già da qualche tempo il vociferato e ambizioso progetto cinematografico di un adattamento per il grande schermo di Inumani, una questione davvero scottante su cui i piani della Marvel si sono più volte rivelati davvero poco chiari e coerenti. Dopo l’iniziale annuncio riguardo a una possibile uscita della pellicola per novembre 2018 – e il parallelo processo preparatorio iniziato sul piccolo schermo con Agents of S.H.I.E.L.D -, il progetto di Inumani sembrava essere caduto nell’oblio in seguito alla volontà di estendere il MCU verso una dimensione decisamente rivolta più al piccolo che al grande schermo, malgrado i vertici dello studio avessero continuato a sostenere la volontà di dare corpo al progetto senza tuttavia confermalo o smentirlo ufficialmente.

Inumani: per Kevin Feige c’è incertezza tra tv e cinema

Durante una recente intervista rilasciata a Screen Rant in occasione del tour promozione di xXx Il ritorno Xander Cage, il mastodontico Vin Diesel è stato interrogato a proposito del suo possibile coinvolgimento del progetto di Inumani nel ruolo di Freccia Nera e soprattutto gli è stata chiesta una personale opzione circa l’annuncio da parte di Marvel Studios di voler spostare il franchise dal grande al piccolo schermo, grazie a una possibile produzione ABC la cui première sarebbe santa progettata anche per un rilascio in IMAX. A tal proposito Vin Diesel ha affermato: “penso che la Marvel non dovrebbe mai abbandonare la possibilità e la volontà di realizzare una produzione serale espansa sugli Inumani. Penso che potrebbe essere una saga davvero molto ampia e variegata, e se avessi avuto più tempo sarei tentato in seria discussione con la Marvel su questo punto. Ma penso anche che sarebbe un grave errore per la Marvel abbandonare le loro ambizioni o il loro obiettivo o di di farne un film, perché vorrebbe dire negare una potenzialità davvero immensa“.

Malgrado il grande amore per il franchise di Inumani, la possibilità che Vin Diesel possa davvero prendere parte al progetto dipende tutta dalla disponibilità dell’attore a subire un drastico ridimensionamento del proprio stipendio qualora il progetto dovesse approdare in forma televisiva. Tuttavia al momento la concorrenza parallela di Agents of S.H.I.E.L.D appare un ostacolo davvero insormontabile.

Nonostante il progetto di una serie tv dedicata a Inumani sia al momento una pura ipotesi, il fatto che una personalità come quella di Roel Reine (Black Sails) sia stata già presa in considerazione per dirigere i primi due possibili episodi fa pensare che non si tratti poi di una questione così virtuale come potrebbe apparire, e che dunque le premesse potenziali sono tutte ben presenti.

Gli Inumani, Kevin Feige“Il film si farà”

Kevin Feige continua quindi ad avere fiducia nel progetto, ma l’aver nominato la televisione, con riferimento ad Agents of SHIELD, potrebbe aprire nuovi scenari per un film sugli Inumani, che sia un progetto che partirà da zero o che invece si muoverà dagli stessi personaggi che si stanno affollando nella serie tv ABC.

La formazione degli Inumani è composta da Freccia Nera, Medusa, Crystal, Gorgon, Triton, Karnak, Lockjaw, Maximus il Folle, l’Innominato,Ahura Boltagon e Luna Maximoff. Come ogni gruppo di supereroi, nel corso degli anni, ha subìto modifiche con aggiunte e defezioni.

Gli Inumani, secondo la mitologia Marvel, sono degli “individui geneticamente superiori agli esseri umani creati tramite esperimenti della razza extraterrestre dei Kree per essere usati come armi”.

Fonte: screenrant

Inumani: per Kevin Feige c’è incertezza tra tv e cinema

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Inumani: per Kevin Feige c’è incertezza tra tv e cinema

Trai tanti film che ci aspettiamo di vedere nel prossimo futuro del MCU c’è sicuramente la pellicola dedicata agli Inumani. Il progetto, più volte chiamato in causa, è vivo e vegeto nei desideri di Kevin Feige, boss dei Marvel Studios, ma si trova, cronologicamente parlando, in una posizione imprecisata verso la fine della Fase 4.

Già in passato Feige ha spiegato l’importanza del progetto e la volontà dello studio di portarlo a compimento. A maggio di quest’anno aveva infatti dichiarato: “Quando e dove salterà fuori resta da vedere, ma si tratta di personaggi che amiamo, di una storia che adoriamo che non vogliamo infilare in una Fase Tre già bella piena.

Adesso, parlando con /Film, ha detto: “Non so quando. Penso che ora stia accadendo in televisione. E penso che mentre entriamo nella Fase 4,come ho sempre detto, potrebbe diventare anche un film. Penso che sarà davvero forte.”

Gli Inumani, Kevin Feige: “Il film si farà”

Kevin Feige continua quindi ad avere fiducia nel progetto, ma l’aver nominato la televisione, con riferimento ad Agents of SHIELD, potrebbe aprire nuovi scenari per un film sugli Inumani, che sia un progetto che partirà da zero o che invece si muoverà dagli stessi personaggi che si stanno affollando nella serie tv ABC.

La formazione degli Inumani è composta da Freccia Nera, Medusa, Crystal, Gorgon, Triton, Karnak, Lockjaw, Maximus il Folle, l’Innominato,Ahura Boltagon e Luna Maximoff. Come ogni gruppo di supereroi, nel corso degli anni, ha subìto modifiche con aggiunte e defezioni.

Gli Inumani, secondo la mitologia Marvel, sono degli “individui geneticamente superiori agli esseri umani creati tramite esperimenti della razza extraterrestre dei Kree per essere usati come armi”.

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