“Ho dentro me che
cosa non so, un vuoto che non capirò. Lontano da quel mondo che ho,
c’è un sogno che spiegarmi non so”, cantava Jack
Skellington al chiaro di una pallida luna, nella notte,
sulla punta di una collina dentro un cimitero. Una scena iconica,
proprio come il personaggio che ne è protagonista, passati alla
storia in Nightmare Before
Christmas, film firmato Tim Burton e diretto nel lontano 1993 da
Henry Selick.
Per celebrare il
trentennale di una pellicola diventata nel tempo uno dei più grandi
successi dell’animazione, non si poteva che iniziare da una
sequenza nella quale si condensano alcuni dei temi portanti del
cinema di Burton: il sentirsi incompresi, l’essere freak… i
cimiteri, che per il regista sono uno dei suoi luoghi di pace.
Ma Nightmare Before
Christmas è prima di ogni cosa un cult
indiscusso, un classico, fruito da intere generazioni che ancora
oggi amano e si appassionano al Re delle zucche e a Halloweentown.
Perché la sua storia e il suo main character Jack, non solo sono i
protagonisti perfetti per un’ideale serata a tema Halloween, ma
rappresentano anche, per il cinema, l’irrompere di un immaginario
fresco e originale e, per Tim
Burton, l’espressione totale della sua personalità e
creatività, esplosa in un’opera che è riuscita a costruire un mondo
inedito e stravagante in cui immergersi e da cui attingere.
Fra poesia e tecnica:
la nascita del film
Nella mente di Tim Burton, Nightmare Before Christmas nasce subito
dopo Vincent, cortometraggio del
1982 realizzato in stop motion. “L’idea di partenza di Nightmare ha
molto a che vedere con gli special televisivi come Rudolph e il
Grinch”, racconta il regista nel suo libro Burton racconta
Burton, all’epoca rapito dalla tecnica a passo uno.
Per qualche tempo, però, il progetto rimase una bozza, un pensiero;
Burton aveva cominciato a lavorarci quando ancora era alla Disney e
la scelta, al tempo, era se farne proprio uno special stagionale
oppure un cartone animato. Entrambe soluzioni che però a lui non
piacevano affatto. Alla fine, Burton riuscì a stipulare un accordo
con gli Studios della Casa di Topolino nel 1990, e così un anno
dopo iniziò la sua produzione sotto la regia di Henry Selick, al
quale aveva passato il testimone poiché impegnato con Batman –
Il ritorno.
Nightmare Before Christmas, nato da una
poesia dello stesso regista che a sua volta si ispira a un’altra di
Clement Clarke Moore, doveva però essere in
stop-motion. Una tecnica d’animazione a cui Burton è molto
affezionato e che ha sicuramente contribuito al successo del
film.
Una delle difficoltà
maggiori riscontrate nella creazione proveniva però dai suoi
personaggi, a cui bisognava dare espressioni credibili nonostante
molti di questi fossero senza occhi, come Jack, a dir poco
bizzarri. Nonostante questo, la stop motion era l’opzione migliore
affinché il lavoro fosse il più vicino possibile a come era stato
pensato. “Con questo tipo di personaggi e immagini”, dice
ancora Burton, “non potevamo usare altro che l’animazione a
passo uno. Ricordo che ogni inquadratura, ogni singola ripresa,
corrispondeva a una piccola botta di energia. (…) È stato lì che ho
capito che se l’avessimo girato con degli attori in carne e ossa o
se ne avessimo fatto un cartone animato non sarebbe stata la stessa
cosa. L’animazione a passo uno possiede un’energia che nessun’altra
tecnica può dare”.
Jack Skellington e il
romantico filosofeggiare
Oltre all’aspetto
puramente tecnico e al percorso evolutivo del film, a rendere così
iconico Nightmare Before
Christmas, ma anche così importante, è il suo
protagonista, Jack, un freak, chiaramente un alter ego animato di
Tim Burton. Il regista di Burbank si è sempre sentito un outsider
sin da quando era piccolo; un diverso, un incompreso, avvolto da
una costante malinconia, come lui stesso ha raccontato parlando
della sua infanzia. Con Nightmare
Before Christmas non è la prima volta che porta
in scena personaggi che si sentono smarriti, di fronte al bivio
dell’esistenza, diversi o in crisi. Fra gli esempi più emblematici
abbiamo Edward mani di forbice, Victor, il Cappellaio Matto o la
più recente Mercoledì. Ciò che però rende speciale Jack
Skellington è il suo romantico filosofeggiare sull’esistenza, il
suo enunciare i propri desideri e sogni come un poeta, nonostante
non sappia quali essi siano, e il voler trovare spiegazione a
qualcosa che una spiegazione non ha, come l’essenza del Natale.
Tutto questo nasconde
nel sottotesto un pensiero sui misteri della vita, sulla misticità
delle cose, sull’ignoto, sul ciò che non si potrà mai conoscere a
pieno, gli elementi che più affascinano lo stesso Burton. Inoltre,
proprio come accade con Guillermo del Toro, il regista si sente
vicino ai mostri perché pensa che la loro identità non sia davvero
capita. Averne paura è la prova di come spesso ci si lasci
influenzare solo dall’idea che si ha di qualcosa o qualcuno che non
è come noi, pur non rispecchiandone la realtà, e ci invita ad
andare oltre l’apparenza per arrivare al vero cuore delle cose (o
delle persone). Questi, come dice lui stesso, “venivano
considerati orripilanti e cattivi, anche se non lo erano. E lo
stesso succede nella vita. La gente spesso viene percepita come non
è. Una situazione nella quale mi ero trovato anch’io e non mi era
piaciuta per niente. E poi ho sempre amato quei personaggi
incompresi ma pieni di passione e sentimenti. Jack è simile a molti
di quei personaggi della letteratura classica che sono bruciati da
una passione, dal desiderio di fare qualcosa che gli altri non
capiscono.”
L’immortalità di
Nightmare Before Christmas
Tim Burton ha perciò arricchito la sua
filmografia con una storia immortale, che custodisce al suo interno
dei messaggi incisivi, che sottolineano come Nightmare Before Christmas sia, sì, un fenomeno
della cultura pop e – oramai – un brand, ma soprattutto un film
abbastanza denso, con un grande cuore, in grado di dialogare con
ogni tipo di spettatore. Ed è forse questo uno dei motivi per cui è
diventato un cult, anche se all’inizio non ha avuto un’accoglienza
tale da far pensare che lo sarebbe stato (quando debuttò guadagnò
solo 50 milioni di dollari, per poi arrivare a 91 milioni
successivamente).
Si è spesso discusso su
quali fossero le colonne tematiche portanti della pellicola, e
addirittura quale fosse la sua natura: un film su Halloween o sul
Natale? Nightmare Before
Christmas è innanzitutto un film sul valore
delle festività, che si susseguono secondo uno specifico rito di
passaggio. Nel raccontare il momento a cavallo tra le due Feste,
Burton ci parla delle differenti culture che dominano la nostra
società, delle loro bellezze, delle usanze, del loro essere
speciali per ognuno di noi, e per ognuno in modo differente. Ci
parla di come le percepiamo, perché queste festività aiutano a
“darti un senso di luogo”, di appartenenza, in un certo senso anche
di libertà.
La magia di
Nightmare Before
Christmas, mentre mescola Halloween con il
Natale, sta proprio qui. E Halloween è la chiave perfetta per
decodificarne le tematiche, in quanto è “il momento in cui tutte
le regole vengono sospese e puoi diventare quel che ti pare. È la
fantasia a dettare le regole. È una festa spaventosa, ma in modo
divertente. Nessuno cerca di spaventare gli altri. Piuttosto di
divertirli con la propria mostruosità” (leggi unicità), e
questo, quindi, è anche “il succo di Nightmare”. Provando a
diventare Babbo Natale, Jack capisce infine che ciò che lega le due
feste è il loro scopo finale: quello dell’unione trai diversi, che
siano giocattoli, zucche o ragnetti. E l’operazione meticolosa sui
personaggi di Nightmare Before
Christmas, la cura dei modellini, la loro forte
plasticità ed espressività, combinata alla colonna sonora
memorabile di Danny Elfman che ne enfatizza le atmosfere
contribuiscono a renderlo il cult senza tempo che oggi si ama
ancora guardare. E che ricorda, più di ogni altra cosa, quanto sia
essenziale abbracciare le nostre stranezze, perché sono quelle che
ci rendono unici.
Il 29 ottobre 1993 è stato il
giorno in cui Jack Skellington e i suoi amici hanno portato sul
grande schermo il loro spaventoso e spettacolare modo di
festeggiare le festività natalizie, suscitando urla di terrore
ovunque, in Nightmare Before Christmas. I numerosi fan del
film potrebbero ricordarsi di averlo visto come se fosse ieri, dato
che è diventato uno dei rari classici natalizi perfetti sia per
Halloween
che per
Natale.
Sebbene il mondo di Nightmare
Before Christmas sia stato rivisitato più volte in
videogiochi, libri e manga, non c’è mai stato un secondo film che
abbia dato seguito al finale del primo. Dopotutto, Tim Burton, che ha prodotto
il film e scritto la poesia che lo ha ispirato, ha dichiarato a
MTV che non ha alcuna intenzione di farlo. Considerando come il
film conclude, o meglio, confeziona la sua storia con un bel
fiocco, la posizione di Burton è comprensibile. Eppure, anche a
distanza di anni, vale ancora la pena rivisitare i momenti finali
del film e analizzare dove sono rimasti i personaggi inquietanti e
allegri di “Nightmare”.
Non più solo
Nonostante l’entusiasmante festa di
Halloween che dà il via al film, Jack Skellington, il Re delle
Zucche di Halloween Town, non può fare a meno di sentirsi
insoddisfatto dalla sua natura ripetitiva. Inoltre, come spiega
nella canzone “Jack’s Lament”, si sente completamente solo nella
sua frustrazione e confida i suoi sentimenti solo al suo cane
fantasma, Zero. All’insaputa di Jack e Zero, però, Sally, la
bambola vivente, ascolta di nascosto i lamenti di Jack e prova
un’immediata affinità. Come Jack, anche Sally desidera sperimentare
qualcosa di nuovo: nel suo caso, la libertà dal suo possessivo
creatore, il dottor Finkelstein.
Sebbene Sally non riveli la sua
presenza né i suoi crescenti sentimenti romantici in quel momento,
Jack li decifra da solo dopo aver salvato lei e
Babbo Natale da Oogie Boogie. Rendendosi conto che Sally aveva
cercato di liberare Babbo Natale prima di diventare lei stessa
prigioniera di Oogie per aiutare Jack, il Re delle Zucche raggiunge
Sally sulla Collina a Spirale, dove i due esprimono ciò che hanno
nel cuore attraverso una canzone. In questo modo, entrambi i
personaggi non solo hanno trovato un partner romantico, ma anche un
confidente a cui possono confidare i loro pensieri più intimi. In
passato, Jack avrebbe potuto temere di esprimere sentimenti come la
sua noia per Halloween, che avrebbero potuto gettare nel panico
l’amata città che governa. Ora, invece, ha qualcuno con cui può
essere completamente onesto, mentre Sally ha trovato qualcuno con
cui non deve stare in punta di piedi, come fa con Finkelstein.
Sally, la regina delle zucche
Come Jack, anche Sally non è molto
entusiasta della sua vita all’inizio del film. Desidera
ardentemente l’indipendenza, ma le viene costantemente negata da
Finkelstein, che sostiene di non credere che lei sia pronta per la
vita al di fuori del suo occhio vigile. Di conseguenza, Sally cerca
spesso di avvelenarlo con la belladonna per poter fuggire.
Inevitabilmente, però, Finkelstein riesce quasi sempre a
rintracciarla.
Fortunatamente, però, uno dei tentativi di fuga di Sally alla
fine va a buon fine. Inoltre, la sua relazione con Jack alla fine
del film comporta diversi vantaggi. Questo garantisce che
Finkelstein non la riporterà più nel suo laboratorio, poiché lo
scienziato considera Skellington un amico e probabilmente non
vorrebbe incorrere nell’ira del Re di Halloween Town. Tuttavia, ciò
significa anche che Sally potrebbe finire per diventare la Regina
delle Zucche e quindi lei stessa una regina, ottenendo lo stesso
potere che Jack ha su Finkelstein e sul resto degli abitanti della
città. È interessante notare che la possibilità che Sally diventi
la nuova regina di Halloween Town è stata esplorata nel romanzo per
giovani adulti “Long Live the Pumpkin Queen” di Shea Ernshaw,
completo di visite a Valentine’s Town e a un luogo unico nel libro,
Dream Town.
L’amore per il dottor
Finkelstein
I litigi tra Sally e il dottor
Finkelstein assomigliano spesso a quelli tra una figlia che vuole
andarsene di casa e un padre che semplicemente non approva.
Tuttavia, invece di offrire il sostegno che ci si potrebbe
aspettare da una figura paterna, Finkelstein tratta Sally poco più
che come una serva e la tiene rinchiusa nel suo laboratorio come
una prigioniera.
Sebbene all’inizio Finkelstein sia determinato a rintracciare Sally
dopo ogni suo tentativo di fuga, la sua pazienza alla fine si
esaurisce dopo ripetuti avvelenamenti con belladonna. Così, quando
Sally fugge per vedere Jack, un Finkelstein furioso decide di
rivolgere la sua attenzione altrove e di creare una nuova compagna
più collaborativa. Invece di creare un’altra bambola che funga da
“figlia surrogata” sostitutiva, Finkelstein si crea un’amante,
inserendo metà del proprio cervello nel cranio della bambola. Il
risultato finale, Jewel, appare con Finkelstein negli ultimi
momenti del film, ed è chiaro che i due sono innamorati: dopotutto,
i due sono letteralmente sulla stessa lunghezza d’onda su quasi
tutto, se non su tutto. La loro relazione è in realtà piuttosto
importante per Sally, poiché Finkelstein è probabilmente troppo
felice con Jewel per rinnovare i suoi sforzi per riconquistare la
sua precedente creazione. Questo dimostra che essere innamorati di
se stessi a volte può essere una cosa positiva.
Niente più Boogie
Come notano fin dall’inizio i
cittadini di Halloween Town, la maggior parte di loro non sono
persone cattive. Un’eccezione degna di nota, ovviamente, è Oogie
Boogie, il Boogie Man della città che ama combinare guai. Contro
gli ordini di Jack, Lock, Shock e Barrel, tre bambini che vanno in
giro a fare “dolcetto o scherzetto” e che svolgono regolarmente
compiti per Oogie, fanno cadere Babbo Natale nella tana del loro
capo, dove Oogie inizia a deriderlo e a prenderlo in giro. Alla
fine, anche Sally finisce prigioniera di Oogie quando il suo
tentativo di liberare segretamente Babbo Natale fallisce.
Fortunatamente, Jack arriva e sconfigge Oogie smontando
letteralmente il corpo di stoffa del suo nemico.
Anche se non viene mai specificato
fino a che punto si estenda la malvagia influenza di Oogie, è
chiaro che egli è una figura di potere nella Città di Halloween. La
scomparsa di Oogie potrebbe avere ripercussioni più profonde di
quanto il film lasci intendere? Forse altri malfattori si
nascondono nella piccola città infestata di Jack, desiderosi di
riempire il vuoto che l’assenza di Oogie potrebbe aver creato.
Oppure, dato che Oogie è fondamentalmente un gigantesco pezzo di
stoffa controllato da vermi e insetti, chi può dire che gli insetti
sopravvissuti non possano tornare un giorno con dei rinforzi in un
nuovo costume da “Oogie”? Il videogioco “Oogie’s Revenge”, infatti,
suggerisce che riportare in vita Oogie potrebbe essere semplice
come ricucire il suo vecchio corpo.
Il mondo si riprende
Sebbene animato da buone
intenzioni, il tentativo di Jack di introdurre una versione
“migliorata” del Natale finisce per portare molto più terrore che
gioia al mondo intero. Fortunatamente, la popolazione terrestre si
rende presto conto che Babbo Natale non è il responsabile di tutti
i regali terrificanti che hanno ricevuto, il che significa che la
brillante reputazione di Babbo Natale rimarrà probabilmente
intatta. Quindi, quando Babbo Natale proclama che si assumerà la
responsabilità di sistemare il pasticcio involontario combinato da
Jack, le sue possibilità di successo sembrano piuttosto alte.
O forse no? Anche se la fiducia
della popolazione terrestre in Babbo Natale sembra incrollabile,
probabilmente non dimenticherà presto il terrore che ha provato,
come ipotizza lo stesso Jack nella canzone “Poor Jack”. Dopotutto,
è improbabile che qualcuno al di fuori di Halloween Town abbia mai
vissuto qualcosa di simile a ciò che il Re delle Zucche ha fatto
loro subire. Le persone nelle cui case Jack ha lasciato i regali
potrebbero benissimo avere incubi per anni a venire, e il loro
cuore potrebbe saltare un battito, o addirittura fare un balzo, le
prossime volte che sentiranno Babbo Natale scendere dal camino.
Senza volerlo, Jack ha introdotto un nuovo tipo di paura nel “mondo
reale”, ed è difficile dire se la gente riuscirà mai a superarla
veramente.
Le porte delle festività rimangono
chiuse
L’evento che dà il via
all’avventura di Jack in Nightmare Before Christmas è
la sua scoperta delle porte delle festività, ognuna delle quali
conduce a una città completamente incentrata su una singola
festività. Quando Jack apre la porta della Città del Natale, il Re
delle Zucche è così affascinato dai nuovi regni che incontra che
decide che Halloween Town dovrebbe provare a “creare il
Natale”.
Jack impara però a proprie spese
che non è così facile per le persone di un luogo così radicalmente
diverso come Halloween Town capire cosa la gente desidera veramente
dalla festa simbolo di Christmas Town. Eppure, nonostante sia stato
abbattuto dal cielo con armi militari, Jack ottiene comunque ciò
che desidera interpretando “Sandy Claws”, superando la sua profonda
noia per Halloween. Data la sua ritrovata apprezzamento per la
festa che ha presieduto per così tanti anni, sembra improbabile che
Jack esplorerà un’altra città festiva sul grande schermo,
soprattutto considerando i dubbi di Tim
Burton su un sequel di Nightmare Before
Christmas. Naturalmente, le cose potrebbero sempre
cambiare, e Jack, insieme a Sally e Zero, ha visitato altri luoghi
a tema festivo nel già citato libro “Long Live the Pumpkin Queen”.
In alternativa, Sally potrebbe esplorare alcuni mondi festivi da
sola, così come Zero, che secondo il regista di “Nightmare” Harry
Sellick sarebbe un personaggio principale perfetto per un
cortometraggio sequel. Dopotutto, il fedele cucciolo di Jack ha un
suo fumetto.
I giovani complici di Oogie si
redimono
Lock, Shock e Barrel sembrano
decisamente disposti a fare cose piuttosto contorte a Babbo Natale
quando Jack incarica loro di portare il più importante donatore di
regali di Christmas Town a Halloween Town. Anche se alla fine
decidono semplicemente di intrappolare Babbo Natale in un sacco,
finiscono comunque per compiere l’azione piuttosto malvagia di
consegnarlo a Oogie, cosa che Jack aveva espressamente vietato loro
di fare. Eppure c’è qualcosa di intrinsecamente accattivante in
quei piccoli monelli marci, e infatti tradiscono Oogie portando il
sindaco di Halloween Town da Jack dopo che Oogie è stato sconfitto.
In effetti, i bambini sembrano aver messo da parte i loro modi
cattivi, lanciando persino scherzosamente una palla di neve a Jack
quando Babbo Natale fa nevicare a Halloween Town.
Sembra che tutto ciò di cui Lock,
Shock e Barrel avevano bisogno per voltare pagina fosse che
qualcuno togliesse di mezzo il loro modello di comportamento
intrigante. Non si saprà mai se i tre si siano ravveduti per
sempre, anche se il videogioco “Oogie’s Revenge” li raffigura come
se fossero tornati alle loro abitudini malvagie. Non è chiaro se il
gioco sia “canonico” rispetto al film, ma in ogni caso Jack
dovrebbe comunque tenere d’occhio i giovani ex combinaguai la
prossima volta che li incontrerà.
Il futuro nebuloso di Halloween
Town
Non c’è dubbio che gli abitanti di
Halloween Town amino Jack. Ogni volta che è in pericolo, vanno nel
panico o lo piangono, e quando riappare sano e salvo, festeggiano
il suo ritorno. Infatti, quando Jack si ricongiunge con gli
abitanti di Halloween Town dopo essere stato abbattuto nel mondo
reale, i suoi sudditi sono così euforici che scoppiano a
cantare.
Tuttavia, la breve incursione di Jack nelle festività natalizie
solleva interrogativi su cosa riserva il futuro a lui e alla sua
città natale. Gli abitanti di Halloween Town sono ancora fiduciosi
come un tempo nei confronti di Jack, soprattutto dopo che lui ha
fatto loro dedicare così tanto tempo e impegno alla preparazione di
una festa che non è andata come previsto?
Temono che Jack possa affrontare
nuovamente un’altra crisi esistenziale in un Halloween futuro e
escogitare un altro piano sfortunato per rinnovare le cose? E in
che modo le future feste di Halloween potrebbero essere influenzate
dalle esperienze di Jack a Christmas Town? Forse il monarca di
Halloween Town potrebbe incorporare alcuni elementi natalizi nella
sua prossima festa di Halloween, come distribuire regali oltre ai
dolciumi, cosa che gli abitanti di Halloween Town apprezzerebbero
sicuramente.
Due festività per Halloween
Town?
Ma poi, perché festeggiare una sola
festività? Certo, la casa di Jack si chiama letteralmente Halloween
Town, ma 365 giorni sono un periodo lungo per pianificare un evento
che dura una sola notte. Forse Jack potrebbe dedicare alcuni di
quei giorni a far rivivere la sua versione del Natale, in modo che
gli abitanti di Halloween Town possano godersela questa volta.
Sebbene possa aver fallito in altre parti del mondo, il Natale di
Jack sarebbe un successo innegabile nella città che lo ha aiutato a
crearlo, e probabilmente impedirebbe a Jack di provare nuovamente
quella sensazione di monotonia nei confronti di Halloween. Forse
Jack potrebbe anche consultare il principale scienziato della
città, il dottor Finkelstein, su come far nevicare di nuovo nella
Città di Halloween.
Vale anche la pena notare che
l’istituzione di due festività nella Città di Halloween potrebbe
portare a un’ulteriore “impollinazione incrociata” delle festività
in futuro. Poiché si dice che Nightmare Before Christmas
sia ambientato “molto tempo fa, più tempo fa di quanto sembri”, le
esperienze di Jack nella Città di Natale potrebbero portare tutte
le città a mescolarsi maggiormente e ad adottare elementi delle
festività l’una dell’altra. Dopotutto, ci sarà un motivo se la
torta di zucca è un dolce popolare sia nel Giorno del
Ringraziamento che a Natale, no?
La signora Claus e gli elfi
possono tirare un sospiro di sollievo
Chi conosce bene la tradizione di
Claus non si stupirà nel sapere che Babbo Natale non è solo nella
sua casa quando viene rapito da Lock, Shock e Barrel. Poco prima
che Babbo Natale venga portato via, si vede la signora Claus in
cucina che mette una torta in un cestino da pranzo, forse come
spuntino che Babbo Natale potrà gustare durante il suo giro
mondiale per distribuire i regali. Anche se la reazione della
signora Claus non viene mostrata, senza dubbio l’improvvisa
scomparsa del marito le provoca uno shock, soprattutto perché pochi
istanti prima lui stava leggendo ad alta voce la sua famosa lista
dei bambini buoni e cattivi nella stanza accanto.
Quando Jack libera Babbo Natale
dalla prigionia, i coniugi Claus possono finalmente ricongiungersi.
Allo stesso modo, i diligenti elfi di Babbo Natale, che vengono
mostrati mentre preparano freneticamente i numerosi giocattoli che
il loro capo intende distribuire in tutto il mondo, saranno
probabilmente felici di vedere il loro capo tornare per distribuire
i regali per cui hanno lavorato duramente. Il fatto che l’ultima
scena del Babbo Natale nel film lo mostri mentre vola sopra
Halloween Town con le sue fidate renne suggerisce addirittura che
tali ricongiungimenti siano già avvenuti, poiché l’unico modo in
cui Babbo Natale avrebbe potuto ricongiungersi con le sue guide a
quattro zambe sarebbe stato tornare a Christmas Town.
Babbo Natale ha un bel
daffare
Certo, Babbo Natale è esperto nel
distribuire regali alle persone ben educate di tutta la Terra in
una sola serata. Tuttavia, dopo il pasticcio combinato da Jack, è
probabile che Babbo Natale impiegherà almeno un po’ più tempo del
solito. Non solo Babbo Natale deve dare i regali giusti a tutti
coloro che si sono comportati bene, ma deve anche sbarazzarsi di
tutti i regali che Jack ha dato loro. Mentre alcuni di questi
regali sono semplicemente spaventosi per chi li riceve, molti di
essi tendono ad essere al limite, se non addirittura
pericolosi.
Alberi di Natale che mangiano
serpenti, anatre giocattolo con denti affilati su ruote che
inseguono i bambini e scogliere dall’aspetto carnivoro sono solo
alcuni dei “regali” che Jack lascia dietro di sé, e probabilmente
ci vorrà almeno un po’ della magia di Babbo Natale – e forse anche
un piccolo aiuto da parte delle autorità – per occuparsene. Non che
Babbo Natale sembri preoccupato. Come dice a Jack quando il Re
delle Zucche si chiede se ci sia ancora tempo per salvare le
festività: “Certo che c’è! Sono Babbo Natale!”. Forse è proprio
quella stessa sicurezza di sé che ha aiutato Babbo Natale a
completare con successo il suo viaggio annuale intorno al mondo in
una sola notte per così tanti anni. Anche se le differenze di fuso
orario potrebbero aver aiutato.
Non solo i film contemporanei, ma
anche i classici vengono allegramente presi in giro da
Screen Junkies, che ha
dedicato di recente un Trailer Onesto a Nightmare Before
Christmas, film in stop-motion diretto da Henry
Selick su un sogetto di Tim
Burton.
Ecco il video:
Nightmare Before
Christmas: il trailer onesto
Nightmare Before
Christmas (The Nightmare Before Christmas) è un film
d’animazione del 1993 diretto da Henry Selick, ideato e prodotto da
Tim
Burton. Il film è realizzato in stop-motion, cioè usando dei
pupazzi mossi a mano dagli animatori di fotogramma in fotogramma.
Uscì nei cinema americani il 29 ottobre 1993 e italiani il 5
dicembre 1994.
Negli anni che hanno visto fiorire
la “moda” dei reboot e dei sequel, non sorprende affatto la voce
secondo cui uno dei film d’animazione più celebrati e amati dal
pubblico possa tornare in sala con un nuovo capitolo. È
infatti Moviehole a riportare la notizia, ovviamente non ancora
confermata, dell’arrivo di un seguito di Nightmare Before
Christmas, pietra miliare dell’animazione in stop
motion uscita nel 1993 e prodotta da Tim
Burton, al quale la Disney starebbe già lavorando.
A quanto pare diverse fonti parlano
di discussioni in corso negli uffici della casa di Topolino, ma non
è chiaro se si tratterà effettivamente di un sequel diretto o di un
progetto legato a quell’universo.
Più di dieci anni fa, in occasione
della riedizione del film in 3D, Burton aveva
dichiarato:
“Sono sempre stato protettivo
nei confronti di Nightmare, e non farei mai dei sequel o cose del
genere ‘Jack Skeleton e il Ringraziamento’. Credo che il film abbia
una sua purezza e le persone amano questo aspetto…inoltre stiamo
parlando di un genere che non entra nel mercato di massa…“
Di certo le parole del regista non
lasciavano presagire un futuro coinvolgimento in eventuali
progetti. E se il rumor si rivelasse fondato, dovremmo aspettarci
il suo ritorno come produttore?
Il co-regista di Nightmare Before Christmas, Henry
Selick, ha un’idea per un seguito del film che scavi nel
passato della storia originale ideata e diretta insieme a
Tim Burton. Selick, che ha diretto la visione
di Tim
Burton30 anni fa, e ha diretto un altro
gioiello dello stop-motion come Coraline del 2009, ha
detto alla rivista People che
crede che un prequel potrebbe essere la strada migliore se mai si
dovesse realizzare un altro film.
Non che Selick abbia molte
speranze che Tim
Burton abbia voglia di tornare a farlo.Perché? Bene, perché Selick ritiene cheNightmare Before Christmas sia
“un film perfetto [che] è uscito nel momento perfetto,
solo per diventare qualcosa di molto più grande nel corso degli
anni“.
“Penso che Tim
[Burton], in particolare, pensi, perché scherzare con tutto
ciò? Certamente non ha bisogno di guadagnare di più da un
sequel. Ha avuto tanti altri successi e finora nessuno ha
avuto una grande idea per un seguito. E penso ancora che sia
Tim a decidere. Non credo ci sia alcuna idea che possa
convincerlo”.Il regista ha continuato a
parlare di un potenziale sequel rifiutando l’idea e riflettendo
piuttosto sul un potenziale prequel: “Potrebbe esserci
una storia più interessante su come Jack è diventato il re di
Halloween Town“.
Non è un’idea particolarmente
rivoluzionaria, e se Burton è contrario al ritorno a quel mondo
come suggerisce Selick, sembra improbabile che possa decollare
un’idea prequel. Ma considerata la carriera attuale Tim Burton sembra aver ritrovato un po’ della
sua vecchia scintilla ha acconsentito a girare il sequel di
un’altra delle sue prime creazioni,Beetlejuice
2, quindi forse questo potrebbe
riaccendere il desiderio di tornare ad Halloween
Town.Nello stesso articolo, lo stesso Jack
Skellington Chris Sarandon afferma che “sarebbe lì tra
un minuto” per qualsiasi idea di un possibile
nuovo film.
Tim Burton è tornato a lavorare con la tecnica della
stop motion con La sposa cadavere nel 2005 e in
Frankenweenie del 2012. Selick ha
rivelato che si riunirà con Burton su un progetto diverso.“Se fosse il progetto giusto per il quale entrambi
nutrivamo una passione, nessun problema. Mi piacerebbe
lavorare di nuovo con lui”, dice Selick, che ha avuto Burton
come produttore per il suo adattamento di James e la
pesca gigante.Nightmare Before Christmas festeggia
quest’anno il suo 30° anniversario ed è disponibile suDisney+.
Su Netflix è arrivato da qualche giorno
Wendell &Wild, il nuovo film d’animazione in stop
motion firmato dal regista Henry Selick, già
celebre per aver realizzato opere entusiasmanti come Coraline e
la porta magica e, in particolare, Nightmare
BeforeChristmas. Proprio ricordando
quest’ultimo progetto, distribuito in sala nel 1993, Selick ha
affermato di trovare ingiusto che il merito di quell’opera venga
attribuito il più delle volte al solo Tim Burton.
Come noto, di quel film Burton aveva ideato la storia, partecipato
alla produzione e contribuito al design dei personaggi, ma non si
era occupato della regia, affidata invece a Selick.
“Penso sia stato un po’
ingiusto, – ha affermato Selick – perché non era
intitolato Tim
Burton’s Nightmare Before Christmas fino a tre
settimane prima dell’uscita nelle sale. E mi sarebbe andato bene se
fosse stato quello per cui avevo firmato il contratto“.
“In quel periodoTim era impegnato a girare due film,
mentre io realizzavo quel lungometraggio. Tim è un genio, o lo era
certamente nei suoi anni più creativi. Ho sempre pensato che la sua
storia fosse perfetta, ma sono stato realmente io, insieme al mio
team, a portarlo in vita“.
Il regista ha poi continuato dicendo
che Burton ha avuto “pochissimo
a che fare” con la realizzazione di Nightmare Before
Christmas. Selick ha infatti spiegato come Burton si sia
semplicemente presentato verso la fine della produzione per
apportare alcune modifiche finali. Il regista ha però anche
scherzato su come anche il compositore Danny
Elfman creda che il film sia una sua creazione grazie alle
sue musiche. In ogni caso, Nightmare Before Christmas
rimane ancora oggi uno dei film d’animazione più amati e iconici di
sempre, che trova il suo pubblico ad ogni Halloweene e Natale.
I fan che chiedono a gran voce un altro film
di “Nightmare
Before Christmas” dovrebbero sapere che Tim Burton è fermamente contrario
all’idea. Il regista, che ha ideato la storia di
“Nightmare“, ha coprodotto il film e creato il design dei
personaggi, ha recentemente dichiarato alla rivista Empire che il classico
stop-motion è troppo importante per lui per fare un sequel, un
prequel, un reboot o altro.
“Per me il film è molto importante“,
ha detto
Burton. “Ho fatto sequel, ho fatto altre cose, ho
fatto reboot, ho fatto tutta quella merda, giusto? Non voglio
che succeda anche a questo. È bello che le persone siano
interessate [a un altro], ma io no. Mi sento come quel vecchio
che possiede un piccolo pezzo di proprietà e non vuole venderlo
alla grande centrale elettrica che vuole prendersi la mia
terra.”
“Vattene dalla mia terra!” ha detto
Tim Burton con voce scontrosa. “Tu
piccolo fastidioso… non otterrai questa proprietà! Non mi
interessa cosa vuoi costruire su di esso. Vieni nella mia
proprietà… Dov’è il mio fucile?“
Il personaggio principale della storia, Jack
Skellington è qualcosa dipersonale per
Tim Burton in quanto è un “personaggio che
viene percepito come oscuro, ma in realtà è leggero”, ha detto
il regista. “Queste sono le cose che amo, che si tratti di
[Edward] Mani di forbice o
Batman, personaggi che ce l’hanno. Rappresentava tutti
quei sentimenti che provavo. Ero percepito come un personaggio
oscuro, quando non mi sentivo così. Quindi era un personaggio
molto personale”.
Henry Selick ha diretto “Nightmare Before
Christmas” e ha lavorato a stretto contatto con Burton alla
creazione del film. In una recente intervista con la
rivista People, Selick ha
condiviso la sua idea per un potenziale prequel di
“Nightmare”. “Potrebbe esserci una storia più interessante
su come Jack è diventato il re di Halloweentown“, ha
detto.
Per quanto riguarda un sequel, Selick ha
spiegato che la grande mole di lavoro non è ciò che lo
dissuaderebbe dal creare un sequel; piuttosto, crede semplicemente
che “Nightmare Before Christmas” sia “un film perfetto [che] è
uscito nel momento perfetto, per poi diventare qualcosa di molto
più grande nel corso degli anni.”
The Nightmare Before
Christmas è ora disponibile per lo streaming su Disney+.
Ecco il primo trailer di
Nightmare
Alley, il nuovo film di Guillermo del
Toro. Il film è interpretato dal candidato all’Academy
Award
Bradley Cooper (A Star is Born, American Sniper), dall’attrice premio
Oscar
Cate Blanchett (Blue Jasmine,
Elizabeth), dalla candidata all’Oscar Toni Collette (Cena con delitto – Knives
Out, Unbelievable), dal candidato all’Oscar
Willem Dafoe (The Lighthouse, Van Gogh –
Sulla soglia dell’eternità), dal candidato all’Oscar
Richard Jenkins (La Forma dell’Acqua – The
Shape of Water, L’Ospite Inatteso), dalla candidata
all’Oscar Rooney Mara (Carol, Millennium –
Uomini che odiano le donne), Ron Perlman
(Pacific Rim, Hellboy) e dal
candidato all’Academy Award David Strathairn
(Lincoln, Good Night, and Good Luck.).
Nightmare
Alley è diretto dal premio Oscar Guillermo del
Toro (La Forma dell’Acqua – The Shape of Water,
Il Labirinto del Fauno) e scritto dallo stesso del Toro
insieme a Kim Morgan (The Forbidden Room). Il film è
prodotto da Guillermo del Toro e dal vincitore
dell’Academy Award J. Miles Dale
(Antlers, La Forma dell’Acqua – The Shape of
Water) ed è basato sul romanzo di William Lindsay
Gresham. Il film sarà supervisionato dai Presidents of
Production for Film and Television di Searchlight Pictures
David Greenbaum e Matthew Greenfield e dal
Vicepresidente Senior DanTram Nguyen.
Il regista e sceneggiatore
Guillermo del Toro ha dichiarato: “Sono ispirato e felice di
lavorare con questo magnifico cast. Io e Kim Morgan abbiamo
lavorato con grande passione per portare sullo schermo il mondo
oscuro e crudo e il linguaggio di William Gresham e ora siamo
affiancati da un eccezionale gruppo di artisti e tecnici per dargli
vita”.
“Considerato lo spessore di
questo incredibile cast, è per me un privilegio lavorare a fianco
di tutti loro con il supporto dei nostri partner di Searchlight.
Sarà una gioia vedere questi attori di fama mondiale e Guillermo
migliorarsi a vicenda in questa nuova interpretazione del romanzo
di Gresham”, ha affermato il produttore Dale.
Nightmare Alley: la trama del film
In Nightmare
Alley, un giovane e ambizioso giostraio (Bradley
Cooper) con un talento nel manipolare le persone con poche parole
ben scelte frequenta una psichiatra (Cate Blanchett) che è ancora più pericolosa di
lui. Al luna park lavorano anche Molly (Rooney Mara), il capo imbonitore Clem (Willem Dafoe) e Ron Perlman nei panni di Bruno
the Strongman. Richard Jenkins fa parte del pubblico dell’alta
società nel ruolo del ricco industriale Ezra Grindle.
“È per noi un’emozione
fortissima nonché un onore collaborare ancora una volta con
Guillermo. Ha creato quella che è a tutti gli effetti una squadra
di attori e talenti creativi da sogno, per contribuire a portare la
sua eccezionale visione di Nightmare Alley sul grande
schermo”, hanno dichiarato Greenbaum e Greenfield.
Si uniscono a del Toro anche alcuni
dei suoi collaboratori di lunga data come lo scenografo
Luis Sequeira (La Forma dell’Acqua – The Shape
of Water, La madre), il direttore della fotografia
Dan Laustsen, ASC, DFF (La Forma dell’Acqua –
The Shape of Water, John
Wick 3 – Parabellum), il supervisore agli effetti speciali
Dennis Berardi (La Forma dell’Acqua – The
Shape of Water, Crimson Peak), la production designer
Tamara Deverell (Star Trek: Discovery,
The Strain) e il montatore Cam McLauchlin
(La Forma dell’Acqua – The Shape of Water, The
Strain). Searchlight distribuirà la pellicola in tutto
il mondo.
Searchlight
Pictures è una società cinematografica specializzata che
finanzia e acquisisce film e che fa parte di The Walt Disney
Studios.
Searchlight
Pictures ha annunciato che le riprese del film
Nightmare Alley sono iniziate questa
settimana a Toronto, in Canada. Il film è interpretato dal
candidato all’Academy Award
Bradley Cooper (A Star is Born, American Sniper), dall’attrice premio
Oscar
Cate Blanchett (Blue Jasmine,
Elizabeth), dalla candidata all’Oscar Toni Collette (Cena con delitto – Knives
Out, Unbelievable), dal candidato all’Oscar
Willem Dafoe (The Lighthouse, Van Gogh –
Sulla soglia dell’eternità), dal candidato all’Oscar
Richard Jenkins (La Forma dell’Acqua – The
Shape of Water, L’Ospite Inatteso), dalla candidata
all’Oscar Rooney Mara (Carol,
Millennium – Uomini che odiano le donne), Ron
Perlman (Pacific Rim, Hellboy) e dal
candidato all’Academy Award David Strathairn
(Lincoln, Good Night, and Good Luck.).
Nightmare
Alley è diretto dal premio Oscar Guillermo del
Toro (La Forma dell’Acqua – The Shape of Water,
Il Labirinto del Fauno) e scritto dallo stesso del Toro
insieme a Kim Morgan (The Forbidden Room). Il film è
prodotto da Guillermo del Toro e dal vincitore
dell’Academy Award J. Miles Dale
(Antlers, La Forma dell’Acqua – The Shape of
Water) ed è basato sul romanzo di William Lindsay
Gresham. Il film sarà supervisionato dai Presidents of
Production for Film and Television di Searchlight Pictures
David Greenbaum e Matthew Greenfield e dal
Vicepresidente Senior DanTram Nguyen.
Il regista e sceneggiatore
Guillermo del Toro ha dichiarato: “Sono ispirato e felice di
lavorare con questo magnifico cast. Io e Kim Morgan abbiamo
lavorato con grande passione per portare sullo schermo il mondo
oscuro e crudo e il linguaggio di William Gresham e ora siamo
affiancati da un eccezionale gruppo di artisti e tecnici per dargli
vita”.
“Considerato lo spessore di
questo incredibile cast, è per me un privilegio lavorare a fianco
di tutti loro con il supporto dei nostri partner di Searchlight.
Sarà una gioia vedere questi attori di fama mondiale e Guillermo
migliorarsi a vicenda in questa nuova interpretazione del romanzo
di Gresham”, ha affermato il produttore Dale.
Nightmare Alley: la trama del film
In Nightmare
Alley, un giovane e ambizioso giostraio (Bradley
Cooper) con un talento nel manipolare le persone con poche parole
ben scelte frequenta una psichiatra (Cate Blanchett) che è ancora più pericolosa di
lui. Al luna park lavorano anche Molly (Rooney Mara), il capo
imbonitore Clem (Willem Dafoe) e Ron Perlman nei panni di Bruno
the Strongman. Richard Jenkins fa parte del pubblico dell’alta
società nel ruolo del ricco industriale Ezra Grindle.
“È per noi un’emozione
fortissima nonché un onore collaborare ancora una volta con
Guillermo. Ha creato quella che è a tutti gli effetti una squadra
di attori e talenti creativi da sogno, per contribuire a portare la
sua eccezionale visione di Nightmare Alley sul grande
schermo”, hanno dichiarato Greenbaum e Greenfield.
Si uniscono a del Toro anche alcuni
dei suoi collaboratori di lunga data come lo scenografo
Luis Sequeira (La Forma dell’Acqua – The Shape
of Water, La madre), il direttore della fotografia
Dan Laustsen, ASC, DFF (La Forma dell’Acqua –
The Shape of Water, John
Wick 3 – Parabellum), il supervisore agli effetti speciali
Dennis Berardi (La Forma dell’Acqua – The
Shape of Water, Crimson Peak), la production designer
Tamara Deverell (Star Trek: Discovery,
The Strain) e il montatore Cam McLauchlin
(La Forma dell’Acqua – The Shape of Water, The
Strain). Searchlight distribuirà la pellicola in tutto
il mondo.
Searchlight
Pictures è una società cinematografica specializzata che
finanzia e acquisisce film e che fa parte di The Walt Disney
Studios.
Finalmente la serie completa di
Nightmare è disponibile, per la prima volta in alta definizione
Blu-ray, in un unico prezioso cofanetto. Al suo interno il fumetto
originale di Freddy e soprattutto moltissime ore di contenuti
speciali inediti,
Quella di Nightmare è una delle
saghe più fortunate e durature del cinema horror, che dagli anni
Ottanta in poi ha infestato gli incubi degli spettatori di tutto il
mondo. Il primo film, Nightmare – Dal profondo della
notte, è ancora oggi il capitolo più apprezzato,
contenente una serie di elementi che lo rendono un vero cult del
suo genere che ha dato vita ad una lunga serie di imitatori e
canoni poi ripresi dal cinema dell’orrore successivo. Uscito nel
1984, questo è scritto e diretto da Wes Craven,
maestro del genere noto anche per film come L’ultima casa a sinistra,Le colline hanno gli
occhi e la serie di Scream.
Protagonista del film è
Freddy Krueger, uno dei più iconici e spietati
serial killer del cinema. Nell’idearlo, Craven unì una serie di
suggestioni vissute da bambino. Il nome del personaggio deriva
infatti da un bullo che lo aveva infastidito a lungo, mentre
l’aspetto di è stato ispirato ad un senzatetto che il regista
vide fuori dalla finestra mentre lo fissava, quando aveva dieci
anni. La vicenda del film, invece, è stata ispirata allo strano
caso di tre bambini che, terrorizzati da alcuni incubi, decisero di
non dormire più, salvo poi morire ugualmente in circostanze
misteriose.
Il film, dunque, si configura come
un horror di suggestione psicologica, che traduce in realtà la
figura dell’Uomo Nero. Affermatosi come un grandissimo successo e
analizzato sotto vari punti di vista, tematici e tecnici,
Nightmare – Dal profondo della notte è ancora oggi
considerato uno dei migliori horror mai realizzati. Prima di
intraprendere una visione del film, sarà utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori, e ai suoi sequel. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Nightmare – Dal profondo della
notte: la trama del film
La vicenda del film ha inizio nel
momento in cui l’adolescente Tina Grey si
risveglia da un incubo dove veniva inseguita da un’orripilante uomo
dalla pelle bruciata. Pur trattandosi di un sogno, la ragazza
riporta realmente delle ferite su di sé. Spaventata all’idea di
addormentarsi, la ragazza organizza per i giorni in cui sua madre è
fuori città una riunione con i suoi amici Glen
Lantz, Nancy Thompson e il fidanzato
Rod Lane. Insieme, i quattro si sentono più
sicuri, almeno finché il sonno non inizia ad insinuarsi tra di
loro. Caduti preda di questo, i quattro si ritroveranno ad avere a
che fare con lo spaventoso Freddy Krueger, il
quale vive nei loro incubi e in questi è intenzionato ad ucciderli.
Addormentarsi, potrebbe dunque essere l’ultima cosa che
faranno.
Nightmare – Dal profondo della
notte: il cast del film
Per il ruolo della protagonista,
Nancy, Craven ha dichiarato di aver ricercato un’attrice
dall’aspetto non troppo hollywoodiano. Trovò l’attrice giusta in
Heather Langenkamp, la quale vantava all’epoca
poche esperienze di recitazione. Dopo aver ottenuto il ruolo,
battendo oltre 200 candidate, l’attrice si preparò alla parte
guardando alcuni film horror, avendone visto solo uno sino a quel
momento della sua vita. Per il ruolo di Glen, invece, venne scelto
un giovanissimo JohnnyDepp, qui al suo primo ruolo cinematografico.
Egli, in realtà, non si era proposto per la parte ma aveva invece
accompagnato un amico ai provini. Quando Craven lo vide, decise di
affidargli la parte, spinto anche dall’interesse che la figlia
nutriva per Depp.
Nel ruolo di Tina Gray e il
fidanzato Rod Lane vi sono invece gli attori Amanda
Wyss e Nick Corri. John
Saxon interpreta infine il tenente Donald Thompson, padre
di Nancy. Grande protagonista del film è però ovviamente il
personaggio di Freddy Krueger, interpretato da Robert
Englund, divenuto iconico grazie a questo ruolo. Egli
ottenne la parte poiché era riuscito a dimostrare di poter
comprendere la psicologia del personaggio, sviluppando anche dei
movimenti ispirati ai ratti e alle donnole. L’attore ha poi ideato
la backstory del suo personaggio, parzialmente ispirandosi ad
eventi della sua infanzia. Interpretare Freddy non fu però facile e
gli stessi guanti con le affilate lame gli causarono problemi,
ferendolo in varie occasioni.
Nightmare – Dal profondo della
notte: i sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming
e in TV
La saga, nata dall’idea geniale di
Wes Craven, è poi proseguita nel corso degli anni grazie ad altri
registi che hanno sempre cercato di non andare troppo oltre
rispetto al concept originale. Ad oggi, i film di
Nightmare sono ben 9, di cui 7 quelli della serie
principale, uno spin-off e un remake. Dopo il primo film si sono
infatti sviluppati i seguenti film: Nightmare 2 – La
rivincita (1985), Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
(1987), Nightmare 4 – Il non risveglio (1988),
Nightmare 5 – Il mito (1989), Nightmare 6 – La
fine (1991), Nightmare – Nuovo incubo (1994),
Freddy vs. Jason (2003) e Nightmare (2010).
Tranne che nell’ultimo titolo, Englund riprende sempre i panni di
Freddy Krueger, mentre cambia di volta in volta il resto del
cast.
Prima di vedere tali sequel, è
possibile fruire del primo film grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Nightmare – Dal profondo della notte è
infatti disponibile nei cataloghi di Chili, Google Play e
Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un
dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è
inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 31 agosto alle ore
23:05 sul canale Rai 4.
Il
film horrorNightmare – Dal profondo della
notte (1984) si colloca in un momento centrale della
filmografia di Wes Craven, segnando un passaggio
decisivo dopo opere come L’ultima casa a sinistra e Le
colline hanno gli occhi. Con questo film il regista introduce
una nuova figura di antagonista e un modo diverso di concepire
l’orrore, portandolo dal mondo fisico a quello onirico. Craven
utilizza l’idea del sogno come spazio narrativo per esplorare paure
intimamente radicate, dando vita a un linguaggio visivo e tematico
che diventerà uno dei tratti distintivi della sua carriera.
Il film contribuisce inoltre a
cambiare il genere horror degli anni Ottanta, dominato fino ad
allora dagli slasher tradizionali, inserendo elementi
sovrannaturali che si intrecciano con il subconscio dei personaggi.
La scelta di far agire il villain Freddy Krueger
in un territorio che sfugge alle regole della realtà rende il
meccanismo della paura più imprevedibile, aprendo la strada a nuove
sperimentazioni nel cinema dell’orrore. Allo stesso tempo, il film
affronta temi come il senso di colpa collettivo, la rottura del
rapporto di fiducia tra genitori e figli e la fragilità del confine
tra realtà e immaginazione.
L’impatto culturale di
Nightmare – Dal profondo della notte è stato tale
da generare una lunga saga composta da sequel, crossover e un
remake, trasformando Freddy Krueger in una delle icone più
riconoscibili del genere horror. Il primo capitolo rimane però
quello più legato alla visione originale di Craven, capace di
combinare allegoria e tensione in un racconto che utilizza il sogno
come arma narrativa. Nel resto dell’articolo verrà proposta una
spiegazione dettagliata del finale, analizzando il suo significato
e il modo in cui dialoga con i temi principali del film.
La trama di Nightmare
– Dal profondo della notte
La
storia di Nightmare – Dal profondo della notte
segue un gruppo di adolescenti di Springwood che inizia a essere
tormentato da incubi inquietanti, tutti accomunati dalla presenza
di un misterioso uomo sfigurato, armato di un guanto con lame
affilate al posto delle dita. Questi sogni non sono semplici
manifestazioni dell’inconscio: hanno un’intensità così reale da
lasciare i ragazzi spaventati e incapaci di comprendere cosa stia
accadendo, mentre la linea tra sonno e veglia sembra assottigliarsi
pericolosamente.
Al centro della vicenda
c’è Nancy Thompson, una ragazza intelligente e
determinata che inizia a collegare gli incubi dei suoi amici e a
sospettare che qualcosa di più oscuro stia influenzando le loro
vite. Mentre gli adulti appaiono incapaci – o poco disposti – ad
aiutarla, Nancy decide di affrontare il mistero di persona,
cercando di capire chi sia la figura che li perseguita nei sogni e
come fermarla prima che diventi impossibile sfuggirle.
La spiegazione del finale del
film
Nel
terzo atto, Nancy decide di affrontare direttamente Freddy Krueger
dopo l’omicidio di Glen e l’isolamento crescente in cui si ritrova.
Conscia del fatto che nessun adulto può aiutarla, prepara una serie
di trappole nella sua casa e costringe Krueger a seguirla dal mondo
dei sogni a quello reale. Il suo piano riesce: riesce a trascinarlo
fuori dal sogno, colpirlo con gli ordigni improvvisati e
incendiarlo, attirando l’attenzione del padre e della polizia, che
stanno indagando sulla morte di Glen. Sembra che il confronto
finale sia finalmente giunto.
Quando i poliziotti entrano in casa, però, Krueger non è dove Nancy
lo aveva imprigionato. Nancy e suo padre lo trovano invece nella
camera di Marge, ancora avvolto dalle fiamme, mentre tenta di
soffocarla. Don spegne il fuoco, ma Krueger e Marge scompaiono
misteriosamente all’interno del letto. Poco dopo, Krueger riemerge
alle spalle di Nancy, rivelando che la barriera tra sogno e realtà
è ormai del tutto compromessa. A quel punto Nancy comprende che
l’unico modo per fermarlo non è lo scontro fisico, ma eliminare la
paura che gli dà forza.
La scelta di negare potere a Krueger voltandogli le spalle segna il
momento chiave del finale. Nancy capisce che Freddy non può
esistere senza la paura delle sue vittime: è un’entità che si nutre
del terrore dei ragazzi di Elm Street, proiezione della violenza e
del senso di colpa generati dagli adulti. Rifiutandosi di provare
paura, Nancy lo priva della sua fonte primaria di energia,
costringendolo a dissolversi. Questa soluzione conclude
simbolicamente il percorso della protagonista, che passa dalla
passività al controllo sul proprio incubo.
Ciò che segue, tuttavia, introduce un’ambiguità che mette in
discussione la vittoria della protagonista. L’apparente ritorno
alla normalità — la madre viva, gli amici illesi, il mattino
luminoso — è incrinato dalla comparsa dell’auto con i colori di
Freddy e dal rapimento finale della madre. Questo epilogo
suggerisce che la minaccia non è davvero eliminata: Krueger
potrebbe essere ancora vivo, oppure Nancy è ancora intrappolata in
un sogno da cui non è riuscita a svegliarsi. Il film lascia
volutamente irrisolto il confine tra ciò che è reale e ciò che è
immaginato.
Il messaggio finale del
film riguarda l’impossibilità di rimuovere completamente traumi e
paure collettive. Freddy nasce dalle azioni dei genitori e si
perpetua nei sogni dei figli, diventando una figura che rappresenta
il passato che ritorna e non può essere cancellato con facilità.
Nightmare – Dal profondo della notte mostra
come ignorare un trauma o tentare di seppellirlo non lo faccia
svanire, ma anzi gli permetta di tornare con maggiore forza. Il
film invita a considerare che il vero confronto con l’orrore
richiede consapevolezza, responsabilità e la capacità di non
lasciarsi guidare dalla paura.
Sin dalla prima pellicola del
franchise, 40 anni fa, la serie di
Nightmare – Dal profondo della notte (Nightmare on
Elm Street) e il suo leggendario antagonista, Freddy
Krueger (Robert
Englund), si sono radicati nella coscienza
collettiva. È difficile trovare qualcuno che non sappia nulla del
franchise, in particolare del suo iconico cattivo, un assassino di
bambini che si vendica di coloro che lo hanno ucciso uccidendo i
loro figli mentre dormono dal profondo dei loro incubi. Questo
spiega la parte “incubo” del titolo, ma perché Elm Street? Il
regista Wes Cravenha scelto
consapevolmente il nome della strada in base alla sua
infamia come nome della via in cui fu sparato a John F.
Kennedy, rivelando che per lui “era il luogo in cui il
mondo innocente finiva”. Ma non è l’unica
ragione.
Come dice Freddy stesso, “Ogni
città ha una Elm Street”, e non è poi così lontano. ABC News fa
riferimento a una ricerca del Census Bureau che indica
“Elm
Street” come il 15° nome di strada più comune negli Stati
Uniti, con 5.233 nomi. La natura onnipresente del nome e
l’agghiacciante osservazione di Freddy suggeriscono che l’omicidio
può avvenire ovunque. Investigation Discovery ha seguito questa
idea, utilizzando l’infamia del nome Elm Street e la sua comunanza
come premessa per la sua nuova serie di documentari true-crime,
The Real Murders on Elm Street. La
serie, che ha già riscosso successo tra gli spettatori,
analizza le storie vere di sei omicidi, mescolando drammatiche
ricostruzioni con le testimonianze di coloro che sono stati
associati ai crimini, crimini il cui unico collegamento è che sono
avvenuti tutti in una delle tante Elm Street del paese.
“I veri omicidi di Elm Street
iniziano con Daniel LaPlante, il ‘killer dei muri’.
Il rilascio su cauzione di LaPlante
si sarebbe rivelato una decisione estremamente sbagliata. Il 1°
dicembre 1987, LaPlante si introdusse nella casa di
Andrew e Priscilla Gustafson per
la seconda volta in meno di un mese. Mentre LaPlante era dentro,
Priscilla tornò a casa con William, il loro figlio
di 5 anni. Normalmente, ha detto LaPlante agli investigatori,
sarebbe uscito per evitare di essere catturato ma, per qualche
motivo, ha scelto di non farlo. Invece, ha chiuso William
nell’armadio prima di legare Priscilla, molto incinta, al letto. Ha
quindi proceduto a violentarla prima di sparare a Priscilla due
volte alla testa con una pistola rubata. Ha poi annegato William
nella vasca da bagno del piano superiore e ha fatto lo stesso con
Abigail, 7 anni, nel bagno del piano inferiore
quando è tornata a casa da scuola. La polizia avrebbe infine
rintracciato LaPlante la sera del 3 dicembre, nascosto in un bidone
della spazzatura ad Ayers, e LaPlante sarebbe stato
condannato a 45 anni di carcere dopo essere stato condannato per
tutti e tre gli omicidi nel 1988.
“And We Have Serial Killers”
presenta una macabra uccisione di un gruppo di amici
Il 28 febbraio 2008, i vigili del
fuoco di Spokane rispondono alla chiamata di un automobilista che
segnala la fuoriuscita di fumo da una casa al 512 di E. Elm
Street. Ciò che trovano all’interno dà il via a “E abbiamo dei
serial killer”, il secondo episodio di The Real Murders on Elm
Street. La storia inizia solo due settimane prima con l’arrivo
nell’area di Spokane di Justin Crenshaw, 20 anni e
appena uscito da un programma di riabilitazione per la dipendenza
da eroina a Las Vegas, in cerca di una sorella perduta da tempo,
Nikki Vanvlymen. Ben presto iniziò a frequentare
la diciottenne Sarah Clark, un’amica della
sorella, e decise di rimanere a Spokane. I due hanno frequentato
Tanner Pehl, 20 anni, amico di Sarah e collega di
Justin, in un ristorante locale e quella sera si sono ritrovati a
bere nella casa che Pehl condivideva con la madre e il
fratello.
Secondo il già citato The
Spokesman-Review, il sostituto procuratore Jack
Driscoll sostiene che Crenshaw potrebbe aver ucciso Clark
per non aver voluto fare sesso con Pehl, rispondendo alle urla di
Clark e facendosi sopraffare da Crenshaw prima di farsi togliere la
vita. Può darsi che sia stato questo a istigare gli omicidi, ma
nulla può giustificare gli orrori compiuti da Crenshaw sui
loro cadaveri. Clark è stata pugnalata 26 volte prima che
il suo corpo fosse messo in posa con una spada da samurai accanto
alla sua testa quasi mozzata. Pehl è stato pugnalato più di una
dozzina di volte, gli è stata messa una coperta sul corpo e poi uno
spadone gli è stato conficcato nell’addome quattro volte prima di
conficcarsi nella spina dorsale del giovane.
Crenshaw ha poi messo sul fuoco
cartoni di pizza e birra per coprire l’omicidio appiccando un
incendio, per poi essere coinvolto dalle sue impronte
insanguinate sulla porta posteriore. Katie Hayes,
che ha partecipato a I veri omicidi di Elm Street,
ricorda il ragionamento che Crenshaw ha sostenuto durante il
processo: “Si è difeso in modo molto strano con un medico che
diceva che se beveva anche solo un bicchiere di alcol, andava in
escandescenza e non ricordava nulla”. Non funzionò e
Crenshaw si ritrovò a scontare due ergastoli
consecutivi.
La “Ruota della punizione” gira
in “I veri omicidi di Elm Street”
Situato appena fuori Salida, in
California, una piccola comunità agricola, “il Campo” era un
complesso quasi militare guidato da Gerald Cruz,
un maestro manipolatore cresciuto con la convinzione di avere
poteri speciali. Era l’autorità assoluta del gruppo e le
credenze che diffondeva erano un ibrido di voodoo e
ideologia suprematista bianca. Gli abitanti di Salida
erano intimiditi da loro, ma riconoscevano che il Campo se ne stava
in gran parte per conto suo e non faceva nulla che destasse
preoccupazione nelle forze dell’ordine locali. Questo fino al 21
maggio 1990, giorno in cui Cruz entrò nella rosa dei candidati per
I veri omicidi di Elm Street.
È il giorno in cui gli agenti dello
sceriffo si imbatterono in quattro cadaveri in una casa all’angolo
tra Mason Avenue e – azzardate – Elm Street. In un’intervista per Oxygen’s Deadly
Cults, l’investigatore capo del dipartimento
dello sceriffo della contea di Stanislaus , Gary
Deckard, ha riassunto ciò che hanno trovato con questa
dichiarazione stranamente profetica: “C’era sangue ovunque. Era
davvero un incubo a Elm Street”. Una donna, Donna
Alvarez, è scampata all’attacco ed è stata in grado di
descrivere un sospetto, Jason LaMarsh, che era un
membro del Campo. Gli investigatori si sono recati
all’accampamento, che era praticamente deserto, tranne Cruz, che ha
negato di sapere qualcosa del quadruplo omicidio. Ciononostante, è
stato ottenuto un mandato di perquisizione per la casa di Cruz,
dove sono stati trovati materiali per la fabbricazione di
bombe, maschere, letteratura satanica e la cosiddetta “ruota del
castigo”, un dispositivo che doveva essere lanciato in
aria per essere afferrato da un adepto; il punto in cui veniva
afferrato determinava la punizione specifica per le trasgressioni,
dal mangiare per terra alla sodomia.
La polizia ha rintracciato LaMarsh,
che ha raccontato che una delle vittime, Franklin
Raper, era stato cacciato dal Campo per aver
presumibilmente fatto uso e venduto droga nella proprietà. Secondo
i documenti giudiziari già citati, Cruz aveva espresso chiaramente
ad altri membri del Campo il desiderio di “mettere le mani su
Raper” e il 20 maggio 1990 incaricò LaMarsh, Richard
Vieira e James Beck di “farli fuori tutti
e non lasciare testimoni”. Intorno a mezzanotte, Cruz e la sua
squadra fecero irruzione nella casa dove Raper, Darlene Paris,
Richard Ritchey e Dennis Colwell furono costretti a entrare nel
soggiorno dove furono brutalmente assassinati. LaMarsh ha rotto un
braccio a Raper prima di colpirlo ripetutamente alla testa finché
non è morto. Paris urlava, così Cruz ha detto a Vieira di “farla
stare zitta”, cosa che ha fatto quasi decapitandola con un coltello
da combattimento. Gli orribili omicidi di Elm Street hanno
portato Cruz, Beck e Vieira alla condanna e al braccio della
morte, mentre LaMarsh è stato condannato a 64 anni
all’ergastolo.
The Real Murders on Elm
Street non stravolge il formato del documentario true-crime
come Worst Ex Ever di Netflix, né lo
cambia come Casting JonBenet, ma è una
visione affascinante già solo per le premesse. Al momento
in cui scriviamo, i dettagli sui tre episodi rimanenti – “Halloween
Horror”, “What Lies Beneath” e “Cruel Intentions” – sono scarsi. Ma
se i numeri si mantengono tali, le probabilità di una seconda o più
stagioni diventano probabili. Dopo tutto, “ogni città ha una Elm
Street”.
Dopo il successo mondiale di
Il Trono di Spade, una nuova opera di
George R. R. Martin
viene adattata in forma di serie tv. Si tratta di
Nightflyers, basata sull’omonima novella
del 1980, in Italia nota con il titolo Dieci Piccoli
Umani. La serie, co-prodotta da Netflix
e composta di 10 episodi, arriverà sulla piattaforma streaming a
partire dal 1 febbraio.
Ambientata nel 2093, la serie ha
per protagonisti un team di scienziati, i quali hanno intrapreso un
viaggio nello spazio a bordo di una nave avanzata chiamata
Nightflyer per stabilire il primo contatto con forme di vita
aliene. Tuttavia, quando si verificano eventi terrificanti e
violenti, la squadra inizia a interrogarsi e a capire che c’è
qualcosa a bordo con loro.
Ben lontani dalle atmosfere
medievali e fantasy di Il Trono di
Spade, siamo stavolta in pieno contesto
fantascientifico. A bordo del Nightflyer conosciamo da subito il
gruppo di protagonisti che ci guideranno attraverso la serie, e già
dalla prima puntata possiamo entrare in contatto con la cupa
atmosfera che caratterizzerà l’intero prodotto. Atmosfera ereditata
da illustri precedenti del genere, 2001: Odissea nello Spazio e Alien
su tutti. La fantascienza horror ideata da Martin, e qui riprodotta
attraverso una messa in scena che presta particolare attenzione ai
dettagli e alle scenografie, svela sin da subito la sua
attrattiva.
L’astronave su cui ci veniamo a
trovare è congegnata per trasmettere una buona dose di
claustrofobia, che accentua la sensazione di pericolo imminente.
Tuttavia, con il procedere delle puntate, questa buona
presentazione non viene sfruttata in tutto il suo potenziale. Il
tono della serie, nel momento in cui dovrebbe marcare la sua natura
horror, rimane invece semplicemente sconcertante, senza riuscire
realmente a generare tensione o a spaventare come dovrebbe.
Indubbiamente la natura della serie
è un’arma a doppio taglio. La vasta tradizione del genere è
certamente un ostacolo, e la trappola del “già visto” è sempre
dietro l’angolo. Nightflyers dal canto
suo non sembra però sforzarsi troppo nel ricercare elementi di
novità che avrebbero potuto invece conquistare una maggiore
attenzione e un maggior apprezzamento da parte dello spettatore.
Nei suoi riferimenti e citazioni, spesso troppo marcati, la serie
rischia di perdere il suo fascino, nonostante siano chiare le sue
alte ambizioni.
A rendere non propriamente
memorabile la serie, si aggiungono una serie di personaggi
principali di cui non ci viene fornita una presentazione marcata né
approfondita. La loro caratterizzazione sembra venir lasciata in
secondo piano, diluita probabilmente nel corso dell’intera
stagione, lasciando però così lo spettatore privo di solidi punti
di riferimento, e rischiando di far provare un eccessivo distacco
nei confronti della serie.
Nonostante possa in parte deludere su questi fronti, la serie
riesce però nell’intento di far intuire risvolti eclatanti, la cui
attesa sa generare un senso di mistero, ben sostenuto, che ha
il pregio di saper trattenere la pur minata attenzione dello
spettatore.
Nightflyers non inizia dunque nel
migliore dei modi. Pur reggendosi su un precario equilibrio tra
buon intrattenimento fantascientifico e prodotto scarsamente
originale, la serie viene salvata tuttavia, in parte, da alcune
sequenze, immagini, dettagli o espedienti narrativi e tecnici che
fanno sperare in un maggior impiego futuro del potenziale della
serie.
Nightcrawler, pellicola che vede
protagonista Jake Gyllenhaale che segna
l’esordio alla regia per Dan Gilroy si mostra
attraverso il red band trailer ufficiale.
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Vi ricordiamo che il film è stato
presente al Festival di Roma 2014,
ma che debutterà nei cinema l’imminente 31
ottobre.
Nuovo trailer e nuovo poster
per Nightcrawler, thriller che
segna l’esordio alla regia di Dan Gilroy,
con Jake Gyllenhaal come
protagonista principale. Ecco il trailer del film:
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Arriva online un nuovo poster UK di
Nightcrawler,il thriller che segna
l’esordio alla regia di Dan Gilroy, che ha avuto a
disposizione Jake Gyllenhaal come protagonista
principale.
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Nightcrawler segna l’esordio alla
regia di Dan Gilroy, che ha anche scritto il
film e che è già noto per aver lavorato alla scrittura
di Real Steel, The
Fall e The Bourne Legacy,
analogamente al percorso che è già stato intrapreso in precedenza
da suo fratello maggiore Tony Gilroy, dapprima
sceneggiatore di molte pellicole e in seguito regista.
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Da notare come Jake
Gyllenhaal abbia dovuto perdere molto peso per
calarsi nella parte, circa 10 kg: non a caso il famoso attore
appare molto dimagrito e con il volto scavato nelle foto di
scena.
Nuovo trailer
per Nightcrawler, thriller che
segna l’esordio alla regia di Dan Gilroy,
con Jake Gyllenhaal come
protagonista principale.
Nightcrawler parla di un
giovane uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si
imbatte nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo
e del crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Vi ricordiamo che il film è stato
presente al Festival di Roma 2014,
ma che debutterà nei cinema l’imminente 31
ottobre.
Notorius Pictures ha pubblicato
online due nuove clip in italiano
da Nightcrawler, pellicola che vede
protagonista Jake Gyllenhaale che segna
l’esordio alla regia per Dan
Gilroysi. Eccole:
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Vi ricordiamo che il film è stato
presente al Festival di Roma 2014,
ma che debutterà nei cinema l’imminente 31
ottobre.
I diritti di
Nightcrawler, thriller noir con
Jake Gyllenhaal protagonista, sono
stati oggi in toto acquisiti per gli Stati Uniti dalla casa di
distribuzione americana Open Road Films.
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama di
Nightcrawler e la scelta di casting del
protagonista non possono che ricordarci in particolare due ruoli
analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith in
Zodiac e Detective Loki in
Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, nel cast del thriller, uno dei
film più attesi al Festival di Cannes di quest’anno, sono
presenti anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark World),
Bill Paxton (John Garrett nella serie TV
Agents of S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il Fondamentalista
Riluttante). Nightcrawler
segna l’esordio alla regia di Dan Gilroy, che ha
anche scritto il film e che è già noto per aver lavorato alla
scrittura di Real Steel, The
Fall e The Bourne Legacy,
analogamente al percorso che è già stato intrapreso in precedenza
da suo fratello maggiore Tony Gilroy, dapprima sceneggiatore
di molte pellicole e in seguito regista.
Le riprese di
Nightcrawler hanno avuto luogo a Los
Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da ottobre
2013: si tratta infatti di un film indipendente. I produttori sono
Jennifer Fox, Tony Gilroy, Jake
Gyllenhaal, Michel Litvak e David Lancaster, la casa di
produzione che ha finanziato il film è la Bold Films. Da notare
come Jake Gyllenhaal abbia dovuto perdere molto
peso per calarsi nella parte, circa 10 kg: non a caso il famoso
attore appare molto dimagrito e con il volto scavato nelle foto di
scena. Nightcrawler non ha ancora una data di uscita
ufficiale.
Arriva online il primo
teaser/virale di Nightcrawler,il
thriller che segna l’esordio alla regia di Dan
Gilroy, che ha avuto a disposizione Jake Gyllenhaal come protagonista
principale.
Nightcrawler parla di un giovane
uomo, Lou, (Jake Gyllenhaal) che si imbatte
nel mondo notturno del giornalismo freelance investigativo e del
crimine di Los Angeles. La trama
di Nightcrawler e la scelta di
casting del protagonista non possono che ricordarci in particolare
due ruoli analoghi in precedenza interpretati da Jake
Gyllenhaal, ovvero Roberth Graysmith
in Zodiac e Detective Loki
in Prisoners.
Accanto
a Gyllenhaal, sono presenti
anche Rene Russo (vista nel ruolo di
Frigga in Thor: The Dark
World), Bill Paxton (John
Garrett nella serie TV Agents of
S.H.I.E.L.D) e Riz
Ahmed (protagonista de Il
Fondamentalista Riluttante).
Nightcrawler segna l’esordio alla
regia di Dan Gilroy, che ha anche scritto il
film e che è già noto per aver lavorato alla scrittura
di Real Steel, The
Fall e The Bourne Legacy,
analogamente al percorso che è già stato intrapreso in precedenza
da suo fratello maggiore Tony Gilroy, dapprima
sceneggiatore di molte pellicole e in seguito regista.
Le riprese
di Nightcrawler hanno avuto
luogo a Los Angeles in sole cinque settimane intensive a partire da
ottobre 2013: si tratta infatti di un film indipendente. I
produttori sono Jennifer Fox, Tony
Gilroy, Jake Gyllenhaal, Michel
Litvak e David Lancaster, la casa di produzione che ha finanziato
il film è la Bold Films.
Da notare come Jake
Gyllenhaal abbia dovuto perdere molto peso per
calarsi nella parte, circa 10 kg: non a caso il famoso attore
appare molto dimagrito e con il volto scavato nelle foto di
scena.
Amy Adams è una sei volte candidata all’Oscar
con una filmografia decisamente interessante che va da American Hustle a Her, da Arrival fino
al ruolo di Lois Lane in L’uomo d’acciaio. Tuttavia, il suo prossimo ruolo
potrebbe essere anche il più sorprendente. La Adams sarà infatti
presto protagonista di Nightbitch, un film della
Searchlight Pictures diretto da Marielle Heller.
Questa settimana, Vanity Fair ha condiviso un
primo sguardo alla Adams nel film.
Basato sull’omonimo romanzo di
Rachel Yoder del 2021, la Adams interpreta una
madre casalinga che si ritrova lentamente a trasformarsi in un
animale. “Era così unico e ultraterreno, e come niente che
avessi mai letto prima“, racconta la sei volte
candidata all’Oscar a VF. Di seguito, ecco le prime immagini del
film, la cui uscita in sala negli Stati Uniti è attualmente fissata
al 6 dicembre.
La sinossi di Nightbitch riporta:
“Una madre ambiziosa mette da parte la sua carriera artistica
per stare a casa con il figlio appena nato, ma l’esperienza non
corrisponde alla sua immaginazione. Due anni dopo, entra in bagno
per una pausa dalle richieste del suo bambino, solo per scoprire
una fitta macchia di peli sulla nuca. Allo specchio, i suoi canini
sembrano improvvisamente più affilati di quanto ricordasse. Il
marito, che viaggia per lavoro cinque giorni alla settimana, ignora
le sue paure da stanze d’albergo lontane.
Mentre i sintomi della madre si
intensificano e la tentazione di cedere ai suoi nuovi impulsi
canini aumenta, la donna lotta per mantenere segreta la sua
identità di alter-canina. Cercando una cura in biblioteca, scopre
il misterioso tomo accademico che diventa la sua bibbia, A Field
Guide to Magical Women: A Mythical Ethnography, e incontra un
gruppo di mamme coinvolte in uno schema di marketing multilivello
che potrebbero essere più di quello che sembrano”.
Nightbitch, il nuovo film fantasy
con Amy
Adams, in
arrivo su Disney+ il 24 gennaio, parte da un’idea provocatoria:
una madre stanca e sopraffatta da tutto ciò che comporta una
maternità affrontata in solitudine, scopre un giorno che si sta
trasformando in un cane. Una metafora delle trasformazioni che il
corpo e la mente di una donna attraversano durante la gravidanza,
dopo il parto e nella nuova vita da madre oppure la realtà? Il
film, scritto e diretto da Marielle
Heller e tratto dal romanzo omonimo
di Rachel Yoder, gioca abilmente su questa
ambiguità, regalando momenti di surrealismo, commedia e
introspezione, il tutto con una chiave insolita.
La trama
di Nightbitch
La protagonista, una
madre senza nome che solo dopo la trasformazione comincia a
chiamarsi Nightbitch, vive in un tipico sobborgo
americano con il marito (Scoot McNairy), che non è
quasi mai a casa per lavoro, il loro figlio di due anni e un gatto
trascurato. Ex artista di successo, ha lasciato la carriera per
dedicarsi alla famiglia, ma la routine della maternità l’ha
risucchiata in un ciclo monotono e alienante.
La ripetizione visiva
utilizzata da Heller sottolinea efficacemente questa monotonia, con
inquadrature ricorrenti delle colazioni e delle letture della
buonanotte, un loop. La madre si sente intrappolata, e il suo
risveglio inizia quando nota che i suoi canini si stanno affilando
e il suo corpo diventa più peloso. Incuriosita e spaventata, scopre
una protuberanza vicino al coccige, ma invece di cercare aiuto
medico, la osserva crescere fino a trasformarsi in una coda.
Una metamorfosi
liberatoria
A differenza della
tragica metamorfosi di Gregor Samsa nel racconto di Kafka, la
trasformazione della protagonista
in Nightbitch è galvanizzante e
liberatoria. La madre abbraccia la sua nuova natura animale,
abbandonando le costrizioni della “brava ragazza” per esplorare una
libertà primordiale e feroce. Le sue uscite notturne diventano
momenti di puro istinto. E Amy
Adams, nei panni di questa donna/bestia, offre una
performance straordinaria, esplorando con trasparenza emotiva il
delicato equilibrio tra vulnerabilità e forza selvaggia. Le sue
espressioni passano dalla frustrazione repressa alla gioia
animalesca con una naturalezza magnetica. La performance le è valsa
anche una candidatura ai Golden Globe.
Heller adotta un
approccio intimo e claustrofobico, traducendo il flusso di
coscienza del romanzo in voice-over che creano momenti di grande
ironia. Le frasi di circostanza pronunciate dalla protagonista sono
spesso in netto contrasto con i suoi pensieri reali, generando un
umorismo tagliente che evidenzia il suo disagio interiore.
Tuttavia, il film tende ad attenuare la rabbia e la frustrazione
che caratterizzavano il romanzo di Yoder, preferendo smussare gli
angoli più spigolosi con una vena di umorismo che rischia di
indebolire il messaggio.
Un adattamento che
addolcisce il romanzo di partenza
Nonostante la forte
performance di Adams, alcune scelte narrative risultano troppo
compiacenti. La critica alla maternità contemporanea e alle
pressioni sociali che ne derivano è evidente, ma il film si
accontenta di una narrazione di emancipazione individuale, senza
approfondire le implicazioni più sovversive del romanzo. La scelta
di Heller di allontanarsi dal body horror per concentrarsi su una
rappresentazione più leggera e ironica lascia è una chiara presa di
posizione, tanto che tutti i momenti più audaci del romanzo vengono
mitigati da un tono più rassicurante.
Se da un lato il film
coglie con precisione lo stress e la solitudine della
genitorialità, dall’altro le scene più fantasy non riescono a
trasmettere emozioni forti, forse perché la regista sceglie di dare
più peso all’aspetto psicologico che a quello fantastico/horror del
materiale di partenza. La trasformazione canina della protagonista,
con il suo acuirsi dei sensi e la necessità di inseguire prede nel
buio, resta confinata in una dimensione simbolica che non osa mai
spingersi fino in fondo. Anche il culmine della sua crisi, un
crollo nervoso in un ristorante, non porta a reali conseguenze,
confermando l’intenzione del film di restare su un terreno
sicuro.
Nonostante la cautela
con cui viene messo in
scena, Nightbitch è un’opera intrigante,
anche se meno audace di quanto avrebbe potuto essere. Amy
Adams brilla nel ruolo della madre sopraffatta che
riscopre la propria natura selvaggia, ma il film, pur offrendo
spunti interessanti sulla femminilità e la maternità, preferisce
addomesticare la sua rabbia piuttosto che lasciarla esplodere in
tutta la sua potenza.
La Searchlight Pictures ha
rilasciato il trailer di Nightbitch, una commedia
horror con Amy Adams basata sul romanzo del 2021 di
Rachel Yoder. Inizialmente previsto per un’uscita
direttamente in streaming su Hulu, Searchlight ha poi concesso al
film un’ampia distribuzione nelle sale. Negli Stati Uniti il film
uscirà ora il 6 dicembre, mentre al momento non è ancora nota la
data d’uscita italiana, che potrebbe però grossomodo coincidere con
quella americana.
Nel film, Amy
Adams interpreta una madre casalinga che si ritrova
lentamente a trasformarsi in un animale. “Era così unico e
ultraterreno, e come niente che avessi mai letto
prima“, ha raccontato la sei volte candidata
all’Oscar. Amy Adams guida un cast nel quale si ritrova
anche Scoot MacNairy, Mary
Holland, Jessica Harper, Zoë
Chao, Ella Thomas, Stacey
Swift, Archana Rajan, Adrienne
Rose White, Darius De La Cruiz e
Roslyn Gentle.
La trama di
Nightbitch
La sinossi di Nightbitch riporta:
“Una madre ambiziosa mette da parte la sua carriera artistica
per stare a casa con il figlio appena nato, ma l’esperienza non
corrisponde alla sua immaginazione. Due anni dopo, entra in bagno
per una pausa dalle richieste del suo bambino, solo per scoprire
una fitta macchia di peli sulla nuca. Allo specchio, i suoi canini
sembrano improvvisamente più affilati di quanto ricordasse. Il
marito, che viaggia per lavoro cinque giorni alla settimana, ignora
le sue paure da stanze d’albergo lontane.
Mentre i sintomi della madre si
intensificano e la tentazione di cedere ai suoi nuovi impulsi
canini aumenta, la donna lotta per mantenere segreta la sua
identità di alter-canina. Cercando una cura in biblioteca, scopre
il misterioso tomo accademico che diventa la sua bibbia, A Field
Guide to Magical Women: A Mythical Ethnography, e incontra un
gruppo di mamme coinvolte in uno schema di marketing multilivello
che potrebbero essere più di quello che sembrano”.
La Universal Pictures
Italia ha diffuso il trailer del nuovo thriller
soprannatura Night
Swim, il nuovo film dai produttori di M3GANAtomic
Monster e Blumhouse, i produttori di M3GAN.
Tratto dall’acclamato
cortometraggio del 2014 di Rod Blackhurst e Bryce
McGuire, il film Night
Swim vede come protagonista Wyatt Russell (The
Falcon and the Winter Soldier) nei panni di Ray Waller, un
ex giocatore di baseball della Major League costretto al ritiro
anticipato a causa di una malattia degenerativa, che si trasferisce
in una nuova casa insieme alla premurosa moglie Eve (la candidata
all’Oscar Kerry Condon, Gli
spiriti dell’isola), alla figlia adolescente Izzy
(Amélie Hoeferle, dal nuovo film dell’autunno
Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente)
e al figlio Elliot (Gavin Warren, Fear
the Walking Dead).
Sperando segretamente, contro ogni
previsione, di tornare a giocare a livello professionistico, Ray
convince Eve che la splendente piscina nel giardino sul retro della
nuova casa sarà un vero spasso per i bambini e una buona terapia
fisica per lui. Ma un oscuro segreto nel passato della casa
scatenerà una forza maligna che trascinerà la famiglia negli abissi
di un terrore profondissimo.
Night Swim è
scritto e diretto da Bryce McGuire (autore del
prossimo film in uscita Baghead) ed è prodotto da James
Wan, regista di
Saw,
Insidious e
The Conjuring, e da Jason
Blum, produttore di
Halloween, The Black
Phone e L’uomo invisibile. Il film vede come
produttori esecutivi Michael Clear e Judson Scott della Wan’s
Atomic Monster e Ryan Turek della Blum’s Blumhouse.
Universal Pictures ha diffuso il
trailer di Night
Swim, il nuovo horror prodotto da Jason
Blum e James Wan e in arrivo al cinema nel 2024. La
pellicola diretta da Bryce McGuire vede protagonisti Kerry
Condon e
Wyatt Russell. Il film la storia di una donna, che mentre nuota
in piena notte in una piscina, si rende conto che nell’ombra
qualcuno o, meglio, qualcosa la sta osservando… Al momento non ci
sono ulteriori dettagli sul film.
Jason
Blum deve correre ai ripari, e in fretta, mentre
arriva al cinema il
suo ultimo “figlio”, Night Swim. Il giocattolo
che ha sapientemente costruito negli anni, al momento sta
funzionando a meraviglia ma potrebbe rompersi presto, un po’ come
sta succedendo alla Disney con proporzioni ovviamente diverse. La
Blumhouse sta infatti rischiando di inflazionare
il proprio marchio di fabbrica immettendo sul mercato una serie di
horror che possiedono uno spunto di partenza ammiccante ma davvero
poco altro, e Night Swim lo testimonia con preoccupante
evidenza.
Avere una buona idea di
partenza non significa avere una storia solida o personaggi
interessanti, in grado di sostenere la tensione e il dramma insito
nell’horror. Magari basterà per portare ancora una volta il
pubblico in sala e garantire un successo economico (vedi i recenti
M3gan,
Five Nights at Freddy’s e parzialmente anche L’esorcista – Il credente) ma quanto potrà
durare ancora l’incantesimo? Se la qualità dei suoi prodotti
rimarrà questa, probabilmente non molto.
Night Swim, la
trama
Il secondo
lungometraggio diretto da Bryce McGuire vede una
famiglia trasferirsi in una casa abbandonata nella cui piscina anni
prima era avvenuta una tragedia. Il capofamiglia Ray Waller
(Wyatt
Russell) è una stella del baseball che sta affrontando
una terribile malattia, supportato dalla moglie Eve (Kerry
Condon) e dai due figli. Sorprendentemente le sue
condizioni di salute iniziano a migliorare man mano che l’uomo
inizia ad adoperare la piscina con maggiore costanza. Ma quale sarà
il tributo che quelle acque chiederanno in cambio?
Se non bastasse il fatto
che dietro l’idea di partenza manca completamente o quasi uno
sviluppo narrativo efficace, a complicare ulteriormente la riuscita
del lungometraggio si aggiunge il fatto che il suo regista,
evidentemente un amante e conoscitore del genere, vuole volare
decisamente alto.
Un compendio della storia
dell’horror
Ecco dunque che
Night Swim si trasforma in un compendio
sconclusionato di storia dell’horror, con rimandi più o meno
espliciti a Poltergeist – poteva essere altrimenti
se la protagonista è una piscina maledetta? –
Shining, il prolifico filone dell’horror
giapponese di Ringu e compagni, addirittura un
omaggio a Il migliore di Barry
Levinson. Ecco allora che lo spettatore passa più tempo a
contare le citazioni che a interessarsi a quello che i personaggi
in scena stanno attraversando, in particolar modo perché non c’è
reale tensione negli eventi, sviluppati quasi soltanto l’uso
scontato dei cosiddetti “cheap-thrills”.
Night
Swim non riesce mai a coinvolgere e paradossalmente
neppure a far paura, anche quando adopera l’oscurità come mezzo per
nascondere quella che col passare delle scene di rivela una
fastidiosa mancanza di mezzi oltre che di idee. Va bene il budget
basso e la volontà di mantenere la storia “piccola”, ma qualche
dollaro in più poteva, anzi doveva essere speso…
Ultimo tasto dolente del
nuovo
horror targato Blumhouse è il cast: la
recentemente candidata all’Oscar Kerry Condon è
l’unica che offre una prova accettabile mantenendo il suo
personaggio appena sopra la superficie della credibilità,
tratteggiando comunque l’ormai fin troppo stereotipata madre di
famiglia che vuole proteggere i propri figli dal male che si sta
impossessando della casa. Molto peggio fa un Wyatt Russell che invece
paradossalmente nelle prime scene aveva dotato della necessaria
malinconia il suo atleta alle prese con l’accettazione della
malattia. Man mano che invece l’uomo diventa schiavo delle forze
oscure, Russell dimostra dei limiti evidenti, se non addirittura
involontariamente comici, nel tratteggiare il lato oscuro del
personaggio.
Night Swim scopre
le carte di Blumhouse
Dopo gli ultimi
exploit al botteghino, Night Swim si
presenta un po’ come quel lungometraggio che scopre le carte della
Blumhouse, espone l’artificio che regge il gioco di prestigio della
casa di produzione. E l’effetto crea onestamente una sensazione di
fastidio, in quanto si tratta di un film messo in piedi e
realizzato in maniera sbrigativa, quasi raffazzonata. Si meritano
questo gli amanti dell’horror che in questi anni hanno decretato il
successo di Jason Blum? Se si pensa poi che il producer ha lavorato
a titoli notevoli come Scappa – Get Out o Black
Phone, ecco che allora pare lecito pretendere da lui
di meglio. Molto meglio.
L’aspetto più
emozionante della fantascienza non è tanto l’ovvia creazione di
mondi sconosciuti, di universi capaci di creare meraviglia, quanto
invece la capacità di indagare l’essere umano e le sue
sfaccettature sfruttando il genere. Questo tenta di fare
Night Sky, serie in otto
puntate realizzata da Amazon Prime Video in collaborazione con la
Legendary Television (gli stessi di Carnival
Row, sempre sulla stessa piattaforma di
streaming).
Night Sky, la trama
La vicenda principale
racconta di Franklin (J.K.
Simmons) e Irene (Sissy Spacek),
coppia di anziani che conduce un’esistenza più che
tranquilla in una
piccola cittadina dell’Illinois. I due nascondono però nascondono
un segreto: nella loro rimessa si cela infatti una porta misteriosa
che conduce a un universo sconosciuto. I due hanno tenuto la
scoperta nasconda per decenni, finché l’arrivo imprevisto del
giovane Jude (Chai Hansen) minaccia di
compromettere tutto. E intanto in altre parti del mondo sta
succedendo qualcosa che riguarda il misterioso portale e le
conseguenze dei poteri che esso porta con sé…
Ci mette veramente molto
a partire la storia di Night Sky, anzi
probabilmente troppo. Oltre che un’appropriata rappresentazione
delle due figure principali e delle dinamiche interne al loro
matrimonio, il pilot diretto dal regista argentino Juan
José Campanella (Oscar per il miglior film internazionale
nel 2009 con Il segreto dei suoi occhi) non offre allo
spettatore molti altri spunti di reale interesse.
Il melodramma mette in ombra lo sci-fi
Il lato fantascientifico
della vicenda viene adoperato con parsimonia, lasciando che sia il
melodramma l’impalcatura emotiva portante del progetto. Una scelta
che, pur nella sua coerenza, non ripaga più di tanto sotto il punto
di vista del mero intrattenimento. Anche nelle puntate successive
Night
Sky procede con pochissimi colpi di scena, accumulando
dettagli e situazioni che devono necessariamente far progredire la
trama senza però sviluppare la dovuta tensione. L’ambientazione
rurale molto ben orchestrata dalla produzione e dai set designer –
la serie è stata girata interamente in location reali – regala a
Night Sky un’atmosfera che si adatta perfettamente
allo spleen di Irene e Franklin York, creando una fusione tangibile
tra personaggi e il mondo in cui vivono. Tale coerenza però non
viene sfruttata fino in fondo in quanto non risulta alla fine
teatro per una storia che produce il necessario tra l’ambientazione
realistica e l’aspetto fantastico degli eventi narrati.
Sissy Spacek e J.K. Simmons sono il motivo per guardare
Night Sky
Perché allora sentiamo
comunque di consigliarvi di vedere Night Sky? La
risposta è semplicissima: Sissy Spacek e
J.K. Simmons. La coppia di attori entrambi premiati
con l’Oscar costruisce tassello dopo tassello, inquadratura dopo
inquadratura, una storia d’amore che dura da decenni e che racconta
non solo il sentimento ma anche il tempo che ha dovuto
attraversare. Raramente in questi anni si è visto rappresentato con
tale potenza emotiva e verità psicologica il legame che unisce una
coppia. Nel modo in cui i due attori interagiscono, parlano oppure
scelgono di trattenere le parole, c’è qualcosa che realmente
dimostra la loro alchimia incredibile. Non sono due personaggi
senza macchia, Franklin e Irene, e hanno dovuto imparare a vivere
insieme e superare gli ostacoli che un rapporto tanto lungo
propone.
E questo Simmons e la Spacek
riescono a farlo arrivare al pubblico senza sottolineature, al
contrario accennandolo in tutta la sua profondità. Vederli
all’opera, quando recitano insieme o interagendo con gli altri
membri del cast, è qualcosa che riesce a far comprendere pienamente
cosa significhi saper definire con pienezza un carattere adoperando
pochi, semplici tratti. Sono loro il cuore gentile e pulsante di
Night Sky, senza alcun dubbio.
In una serie che tutto
sommato ha come obiettivo primario quello di adoperare la cornice
fantastica per raccontare di esseri umani e delle loro
vicissitudini, avere questi due interpreti come protagonisti è un
bene prezioso. Anzi necessario.
Rick Baker, mago
del make up e degli effetti speciali, ha diffuso le foto dei
pupazzi e degli animatronics realizzati per Night
Skies, film sugli alieni mai realizzato che sarebbe
dovuto essere diretto da Steven Spielberg.
Le immagini ci mostrano quanto il
lavoro di Baker abbia poi influenzato il design di E.T. realizzato
dall’artista italiano Carlo Rambaldi. Spielberg
preferì portare avanti il progetto di E.T.
L’Extraterrestre rispetto a quello di
Night Skies, con grande disappunto di
Baker stesso, che intanto aveva già speso una fortuna per la
progettazione e la realizzazione dei pupazzi.
Il film film si sarebbe dovuto
incentrare su cinque alieni, tutti con design diversi e
caratteristiche particolari, sull’esempio dei
Gremlins. Ma durante le Riprese de
I Predatori dell’Arca perduta, Spielberg,
che stava già lavorando a Night Skies,
ebbe la possibilità e l’ispirazione di parlare di un alieno buono e
tenero, la cui storia si intrecciava con quella di un bambino che
aveva una famiglia problematica. Così nacque
E.T. e Night
Skies venne messo da parte.
Dopo molte richieste su Twitter,
Rick Baker ha finalmente pubblicato le foto dei
pupazzi per il film, immagini che fino ad ora erano state viste
soltanto dalla produzione.