Dopo la proficua collaborazione in Dark
Shadows e La leggenda del cacciatore di vampiri,
Tim
Burton e Seth Grahame-Smith tornano a lavorare insieme. È la
volta di
Night of the Living per Tim Burton e Seth Grahame-Smith
Night of the Hunted – La caccia: la spiegazione del finale del film
Night of the Hunted – La caccia è un film che, a prima vista, sembra sviluppare la tensione tipica dei survival thriller contemporanei: un luogo isolato, un nemico invisibile e un protagonista costretto a fronteggiare la morte imminente. Ma già dalle prime scene, il film mette in chiaro che il pericolo non è solo fisico: dietro le pallottole del cecchino si celano colpe, segreti e un’inquietante verità morale. La protagonista Alice si trova intrappolata in un gas station desolato durante la notte, ignara che l’atto più banale – fermarsi per fare rifornimento – la proietterà in un incubo che esplora la fragilità della vita e la complessità dei rapporti umani.
Quello che rende Night of the Hunted – La caccia più di un semplice “home invasion” è la sua capacità di fondere suspense pura e riflessione psicologica: ogni colpo di fucile non è solo una minaccia immediata, ma un’eco delle azioni, dei peccati e delle omissioni dei personaggi. Alice, in quanto donna intrappolata e colpevole di adulterio e implicata nel marketing farmaceutico, diventa al contempo vittima e specchio di giudizi invisibili, mentre lo spettatore viene guidato in un labirinto di tensione morale e fisica, dove sopravvivenza e colpa si intrecciano fino a un finale tanto spettacolare quanto tragico.
La spiegazione del finale: tra sopravvivenza e tensione morale
La trama di Night of the Hunted – La caccia è lineare nella sua struttura, ma densa di sottotesti interpretativi. Alice e il suo collega John, che è anche il suo amante, si fermano a una stazione di servizio dopo una convention. Un gesto di routine diventa subito fatale: Alice viene colpita da un cecchino e scopre il corpo già morto di Amelia, la vittima precedente. L’azione scorre veloce, alternando momenti di attesa carichi di tensione a esplosioni di violenza improvvisa, come quando John viene ucciso entrando nel negozio. L’alternanza di calma e caos non è solo una tecnica di suspense, ma un modo per sottolineare la vulnerabilità dei personaggi: ogni scelta, ogni passo all’interno dello spazio ristretto della stazione diventa un test di riflessi e di astuzia.
Il cecchino rappresenta un pericolo costante ma enigmatico. La comunicazione attraverso la radio diventa un gioco psicologico: Alice crede di chiedere aiuto, ma scopre che chi parla con lei è il suo persecutore. Questo doppio piano narrativo – fisico e psicologico – rende la narrazione più complessa: ogni colpo, ogni fuga, è allo stesso tempo lotta per la vita e confronto con la propria coscienza. Le uccisioni casuali di Doug, della coppia anziana e di altri avventori aumentano la sensazione di impotenza, accentuando l’idea che la violenza non segue logiche morali chiare. Cindy, la giovane sopravvissuta, introduce un contrasto di vulnerabilità e innocenza che amplifica il senso di tragedia e di inevitabilità, fino al confronto finale tra Alice e il cecchino che, seppur spettacolare, non cambia il destino della protagonista.

Colpa, giustizia e casualità
Dietro la caccia mortale di Night of the Hunted – La caccia si cela un intreccio morale più profondo di quanto la violenza possa suggerire. Alice è perseguitata non solo per la sua presenza casuale, ma come simbolo di colpa: il suo adulterio e il suo ruolo nel marketing farmaceutico vengono evocati come possibili motivazioni, anche se il film non conferma nulla. In questo senso, la pellicola esplora la tensione tra responsabilità reale e percezione soggettiva, mostrando come la vita possa essere determinata da giudizi esterni o da minacce totalmente arbitrarie. Il cecchino diventa l’incarnazione di una giustizia distorta, capace di colpire chiunque, indipendentemente dalla reale colpevolezza.
Il tema della casualità è centrale: la violenza non segue schemi chiari e non premia virtù o punisce colpe. La morte di Alice dopo aver ucciso il cecchino ribalta le aspettative classiche del thriller, in cui il protagonista sopravvive. In questo modo, il film mette in discussione il concetto di “giustizia narrativa”, sottolineando la fragilità della vita e la precarietà delle relazioni. Anche il confronto tra Alice e Cindy è simbolico: la giovane rappresenta un futuro incerto e traumatizzato, mentre Alice diventa il sacrificio necessario affinché qualcun altro sopravviva, rimarcando l’idea che la sopravvivenza non è mai equamente distribuita e che ogni azione è gravata da conseguenze imprevedibili.
Il contesto autoriale e cinematografico di Night of the Hunted – La caccia
Night of the Hunted – La caccia si inserisce nella tradizione dei thriller psicologici contemporanei, richiamando in parte l’intensità claustrofobica di pellicole come Hush o The Strangers, ma con un accento più marcatamente morale. Il regista, pur non essendo citato nella trama originale, sfrutta luoghi chiusi, illuminazione notturna e contrasti sonori per costruire un’atmosfera costantemente opprimente, trasformando la banalità di un gas station notturna in uno spazio di terrore totale. La scelta di focalizzarsi quasi esclusivamente su Alice consente uno studio del personaggio profondo, dove paura e colpa si sovrappongono, senza mai ridurre la narrazione a un semplice gioco di agguati o jump scare.
Narrativamente, il film
dialoga con il genere “one location thriller”, ma lo eleva
attraverso sottili stratificazioni psicologiche. Non si tratta solo
di vedere chi sopravvive, ma di capire perché il male colpisce e
come la tensione morale si traduca in azione fisica.
L’ambientazione americana, il tema del cecchino e l’isolamento
notturno si combinano con la psicologia dei personaggi per creare
un prodotto che è al contempo intrattenimento e meditazione sulla
vulnerabilità umana. L’approccio ricorda i migliori esempi di
cinema thriller europeo contemporaneo che valorizzano la tensione
interiore tanto quanto la suspense esterna.
Implicazioni e riflessioni
Night of the Hunted – La caccia apre interrogativi importanti sul senso di controllo e casualità nella vita. Il film suggerisce che la sopravvivenza è spesso il risultato di scelte minime, di istinti reattivi e, talvolta, di pura fortuna, mentre la giustizia – rappresentata dal cecchino come arbitro morale – è completamente arbitraria. Il destino di Alice, eroina che combatte fino all’ultimo istante solo per soccombere, mette in discussione la logica narrativa tradizionale del thriller e invita lo spettatore a riflettere sul confine tra colpa e vittima, tra responsabilità personale e capriccio del destino.
Inoltre, la sopravvissuta Cindy diventa un simbolo inquietante: l’innocenza è preservata, ma al prezzo della traumatizzazione e della perdita. La pellicola si colloca quindi anche in un dibattito più ampio sulle conseguenze del trauma, sulla fragilità della vita e sul peso dei segreti nascosti. In questo senso, il film non offre consolazione, ma stimola una riflessione intensa sulla psicologia della paura e sull’arbitrarietà della violenza, trasformando un’esperienza cinematografica di puro thriller in un’analisi della condizione umana in situazioni estreme.
Night Moves: recensione del film con Dakota Fanning
Dopo lo spinoso e attuale tema della violenza domestica sulle donne, il Festival di Venezia propone, in concorso, Night Moves, un altro film dal tema universale e attuale: la difesa dell’ambiente.
Protagonisti di Night Moves, questa storia dai risvolti thriller sono tre ragazzi, con storie molto diverse alle spalle ma con in comune la grande passione per la difesa dell’ambiente e del Pianeta Terra. Harmon è un ex marine, che ha sviluppato, nella sua esperienza bellica, un particolare astio verso l’istituzione. Suo amico di vecchia data, Josh appartiene al ceto medio, lavora in una fattori biologica e il suo impegno sociale e ambientale è innato nella sua persona tanto da renderlo disposto a fare qualunque cosa. Ai due si unisce Dena, giovanissima signorina altolocata che si è allontanata dall’alta società in cui è cresciuta per cercare uno stile di vita più genuino e per perseguire le proprio cause.
Night Moves, il film
Nella storia, raccontataci dalla regista Kelly Reichardt, lo spettatore è catapultato in un racconto che fatica ad ingranare, rivelandosi solo a mezz’ora dall’inizio con maggiore chiarezza. I due protagonisti, imprigionati in ruoli così diversi dai loro consueti personaggi, faticano un poco ad entrare in parte, e se Dakota Fanning fa un po’ meglio di Jesse Eisenberg, quest’ultimo si limita a mettere su un’espressione spigolosa e un atteggiamento taciturno che disegna bene la personalità del personaggio ma non lo rappresenta.
Night Moves, caratterizzato appunto prevalentemente da movimenti e azioni notturne, è un film difficile da seguire, più per l’estrema lentezza del racconto che per una vera è propria bruttezza insita nella storia. L’elemento thrriller del film viene sacrificato nella ricerca di una suspance che è estenuante più che avvincente, penalizzando così tutta la storia.
Persentato in concorso alla 70esima edizione del Festival di Venezia, Night Moves annoia per i tempi del racconto rinunciando alla ghiotta possibilità di fare deuncia e sprecando così una preziosa occasione.
Night Moves il trailer del film con Jesse Eisenberg e Dakota Fanning
Ecco il trailer di Night Moves, film presentato alla 70esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia in Concorso e che vede protagonisti Jesse Eisenberg, Dakota Fanning e Peter Sarsgaard.
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Protagonisti di questa storia dai
risvolti thriller sono tre ragazzi, con storie molto diverse alle
spalle ma con in comune la grande passione per la difesa
dell’ambiente e del Pianeta Terra. Harmon è un ex marine, che ha
sviluppato, nella sua esperienza bellica, un particolare astio
verso l’istituzione. Suo amico di vecchia data, Josh appartiene al
ceto medio, lavora in una fattori biologica e il suo impegno
sociale e ambientale è innato nella sua persona tanto da renderlo
disposto a fare qualunque cosa. Ai due si unisce Dena, giovanissima
signorina altolocata che si è allontanata dall’alta società in cui
è cresciuta per cercare uno stile di vita più genuino e per
perseguire le proprio cause.
Il film è diretto da Kelly Reichardt ed uscirà negli Stati Uniti il prossimo 30 maggio. Leggi la nostra recensione del film.
Fonte: CS
Night Hunter: tutto quello che c’è da sapere sul film con Henry Cavill
Non ci sono stati solo il Superman di L’uomo d’acciaio o Geralt di Rivia di The Witcher nella carriera di Henry Cavill, che come ben sapranno i suoi fan si è distinto anche con altre tipologie di ruoli, dal villain di Mission: Impossible – Fallout fino allo Sherlock Holmes di Enola Holmes. Diversi sono poi i thriller d’azione a cui l’attore ha preso parte, da La fredda luce del giorno fino a Night Hunter. Proprio quest’ultimo è uno dei titoli meno noti nella filmografia di Cavill, uscito nel 2018 per la regia dell’esordiente David Raymond, dove però l’attore dà ulteriore prova della sua capacità nel destreggiarsi anche con questo genere.
Il film è un classico thriller con protagonista un detective intento a dare la caccia ad un serial killer, ma una precisa serie di elementi e dei colpi di scena inaspettati lo rendono un titolo a suo modo interessante. Inizialmente intitolato Nomis, il film non ha avuto una distribuzione particolarmente forte e in Italia è infatti arrivato direttamente sulla piattaforma Prime Video. Per i tanti fan dell’attore si tratta dunque di un titolo da recuperare, con il quale scoprire nuove sfumature di un interprete troppo spesso ricordato solo per i due ruoli citati in apertura.
Night Hunter presenta ovviamente questo e molto altro, tra cui la partecipazione di diversi noti attori di Hollywood, tra cui un premio Oscar. È dunque un titolo da recuperare per una visione spensierata ma non superficiale. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Night Hunter
La storia ha inizio con il caso di una giovane donna, morta per essere precipitata da un ponte ed essere finita su un camion in corsa. Le dinamiche non convincono però il detective Walter Marshall, il quale inizia a sospettare che la ragazza non sia caduta accidentalmente, ma che si sia gettata di proposito per sfuggire a qualcosa o da qualcuno. Messosi al lavoro per scoprire cosa sia realmente accaduto, Walter si ritrova ben presto davanti ad una svolta inaspettata quando, seguendo le tracce di un predatore sessuale coinvolto nel rapimento di una giovane sotto tutela dell’ex giudice Michael Cooper, trova la ragazza e altre donne segregate in una villa.
Questa è di proprietà di Simon Stulls, un uomo che sembra soffrire di disabilità mentale. Simon viene arrestato e la polizia cerca di determinare se è l’effettivo responsabile dei rapimenti. Indagando sul passato di Simon, scoprono che è nato da uno stupro e sua madre ha tentato il suicidio prima di darlo alla luce. Il caso sembra risolto ma ciò che Walter non sa è che la cattura e l’arresto dell’uomo, mentalmente instabile e apparentemente affetto da autismo, daranno il via a una catena di eventi inaspettati che metteranno in pericolo le vite degli agenti coinvolti e riporteranno alla luce torbide verità.

Il cast di Night Hunter e le location dove è stato girato il film
Ad interpretare il detective Walter Marshall vi è l’attore Henry Cavill, mentre il premio Oscar Ben Kingsley è qui presente nel ruolo di Michael Cooper, vigilante che usa la figlia adottiva Lara, interpretata da Eliana Jones, come esca per catturare il serial killer. Alexandra Daddario ricopre invece il ruolo di Rachel Chase, una psicologa che lavora con Marshall. Di questo personaggio, l’attrice ha detto che è il primo che le capita di interpretare che sia un adulto a tutti gli effetti. Recitano nel film anche Stanley Tucci nel ruolo del commissario Harper, il capo di Marshall, e Brendan Fletcher nel ruolo di Simon Stulls. Nathan Fillion ha invece il ruolo di Matthew Quinn, collega di Marshall.
Il film è stato girato dal febbraio al marzo 2017 a Winnipeg, la città più popolosa della provincia di Manitoba, in Canada. Night Hunter però non è stato girato solo nella città di Winnipeg, ma alcune scene sono state girate nelle aree sicure della Base delle Forze Canadesi (CFB) di Winnipeg. In particolare le scene degli interrogatori presenti nel film. Infine, pur essendo girato in Canada, è stata utilizzata una ripresa dello skyline del centro di Minneapolis, MN, per un’inquadratura di tre secondi. A parte ciò, tutti gli altri ambienti che si possono vedere nel film fanno parte del panorama urbano di Winnipeg.
Il trailer di Night Hunter e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Night Hunter grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Infinity+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 1 dicembre alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.
Night Always Comes: cast e guida ai personaggi
Night Always Comes è l’ultima grande uscita in streaming di Netflix, e il nuovo film presenta un cast eccellente. Il nuovo film di Vanessa Kirby racconta la storia di Lynette, una donna spinta alla disperazione dalla povertà quando si ritrova con il fratello affetto da disabilità dello sviluppo sul punto di essere sfrattata.
Tra i migliori film su Netflix, Night Always Comes vede Lynette commettere dei crimini per salvare la sua casa. Dopo che sua madre non riesce a firmare un prestito per permettere alla famiglia di acquistare una casa, Lynette deve trovare un modo per raccogliere 25.000 dollari in una notte. Per riuscirci, si avventura nelle strade buie di Portland.
Vanessa Kirby è passata dalla televisione al cinema dopo The Crown, e la scelta ha dato i suoi frutti. Con una storia audace e di grande impatto sull’inflazione e la disparità di classe in America, il nuovo film mostra cosa succede quando una persona perbene viene spinta al limite. La storia del film è efficace grazie al suo cast di grande talento.
Vanessa Kirby nel ruolo di Lynette

Attrice: Vanessa Kirby è un’attrice inglese che è diventata famosa dopo aver interpretato un ruolo principale nelle prime due stagioni di The Crown. Ha studiato inglese all’Università di Exeter ed è diventata famosa come attrice drammatica, soprattutto dopo essere stata nominata all’Oscar per la sua potente interpretazione in Pieces of a Woman.
- Precedentemente in: Principessa Margaret in The Crown (2016-2017), Alanna Mitsopolis in Mission: Impossible – Fallout (2018), Martha Weiss in Pieces of a Woman (2020) e Susan Storm in The Fantastic Four: First Steps
Personaggio: Lynette è una donna laboriosa di Portland che è spinta al crimine per pagare la sua casa. Sul punto di essere sfrattata, Lynette ha in mente di acquistare la proprietà, ma i suoi piani vanno in fumo quando sua madre la delude. Costretta a prendere misure drastiche, la notte di Lynette prende una piega oscura.
Jennifer Jason Leigh nel ruolo di Doreen

Attrice: Jennifer Jason Leigh è un’attrice statunitense che ha debuttato nel film Fast Times at Ridgemont High. Da allora, ha continuato a recitare con regolarità in film, serie televisive e spettacoli teatrali. È stata candidata al Golden Globe per il suo ruolo in Mrs. Parker and the Vicious Circle, e recentemente ha recitato nella quinta stagione di Fargo.
- Precedentemente in: Stacy Hamilton in Fast Times at Ridgemont High (1982), Tralala in Last Exit to Brooklyn (1989), Amy Archer in The Hudsucker Proxy (1994) e Annie Sullivan in Road to Perdition (2002).
Personaggio: Doreen è la madre di Lynette nel film. È una donna che ha vissuto in povertà e lei stessa raggiunge un punto di rottura che la porta a deludere sua figlia. Invece di co-firmare il prestito e pagare la caparra, Doreen scompare per comprarsi una nuova auto, dando il via agli eventi oscuri del film.
Michael Kelly nel ruolo di Tommy

Attore: Michael Kelly è un attore americano diventato famoso dopo aver interpretato Doug Stamper nella serie originale Netflix House of Cards. Da allora, Kelly è rimasto un solido attore non protagonista, conferendo un tocco oscuro a vari ruoli con la sua presenza forte e coinvolgente. Recentemente è apparso nella serie di successo The Penguin.
- Precedentemente in: Doug Stamper in House of Cards (2013-2018), Mike November in Jack Ryan (2019-2023), l’agente Burke in Transformers: Rise of the Beasts (2023) e Johnny Viti in The Penguin (2024).
Personaggio: Tommy ha un legame oscuro con il passato di Lynette e svolge un ruolo piccolo ma fondamentale quando lei cerca di vendere i suoi oggetti rubati, tra cui della droga, nel suo negozio. Gran parte del passato di Lynette nel mondo della prostituzione è dovuto al controllo esercitato da Tommy, che contribuisce a creare una scena oscura ed emozionante nel film.
Stephen James nel ruolo di Cody

Attore: Stephan James è un attore canadese che è salito alla ribalta nel film Race prima di interpretare un ruolo da protagonista in If Beale Street Could Talk. È stato candidato al Golden Globe per il suo ruolo nella serie Prime Video Homecoming e continua a essere un attore di spicco nel cinema e in televisione.
- Precedentemente in: Jesse Owens in Race (2016), Walter Cruz in Homecoming (2018-2020), Michael Trujilo in 21 Bridges (2019) e Halan Kai Nelson in Beacon 23 (2023).
Personaggio: Cody lavora con Lynette al bar e il suo passato, avendo scontato una pena in carcere, spinge Lynette a chiedergli aiuto per aprire la cassaforte rubata. Questo porta a una fragile collaborazione tra i due, che cercano di sbarazzarsi della Mercedes rubata. Cody ha un passato difficile e il loro rapporto diventa rapidamente teso nel corso del film.
Randall Park nel ruolo di Scott

Attore: Randall Park è nato a Los Angeles, in California, ed è diventato famoso dopo aver interpretato Jimmy Woo nell’universo cinematografico Marvel e aver recitato in Fresh Off the Boat. Park è un attore comico e drammatico di talento, che ha recitato in film come Always Be My Maybe. Recentemente ha debuttato alla regia con il film Shortcomings.
- Precedentemente in: Bryson in Trainwreck (2015), Michael in Snatched (2017), Jimmy Woo in Ant-Man and the Wasp (2018) e il dottor Stephen Shin in Aquaman and the Lost Kingdom (2023).
Personaggio: Park interpreta un piccolo ruolo nel nuovo film nei panni di Scott, da cui Lynette cerca di ottenere un prestito. Scott è una persona crudele ed egoista che non ascolta Lynette e la tratta male. Questo la spinge a rubargli l’auto, dando il via agli eventi del film.
Julia Fox nel ruolo di Gloria

Attrice: Julia Fox è un’attrice e modella italiana, nota soprattutto come personaggio mediatico. Ha scritto un libro di memorie intitolato Down the Drain, ed è apparsa in film e serie televisive, oltre che in video musicali. Protagonista fissa dei tabloid, Fox ha anche dimostrato di essere un’attrice di grande talento con il suo ruolo di rilievo in Uncut Gems.
- Precedentemente in: Julia De Fiore in Uncut Gems (2019), Scarlet in PVT Chat (2020), Vanessa Capeli in No Sudden Move (2021) e Cece in Presence (2025).
Personaggio: Gloria è una vecchia amica di Lynette nel nuovo film e ha un piccolo ruolo nella storia. Gloria le deve 3.000 dollari, ma non è in grado di pagarli. La loro amicizia porta Gloria a lasciare Lynette nel costoso appartamento insieme agli oggetti di valore del suo fidanzato.
Cast di supporto e personaggi
Zack Gottsagen nel ruolo di Kenny: Zack Gottsagen è un attore americano noto soprattutto per il ruolo che gli ha dato la notorietà nel film The Peanut Butter Falcon. Nel film interpreta il fratello maggiore di Lynette e la sua presenza è importante per la trama in quanto motivo determinante delle azioni di Lynette.
Eli Roth nel ruolo di Blake: Eli Roth è un regista americano di film horror, noto soprattutto per i film Hostel e Cabin Fever. Ha anche lavorato come attore, recitando in film come Inglourious Basterds. Nel film interpreta un piccolo ma terrificante ruolo, quello di Blake, un uomo che accetta di comprare la cocaina di Lynette.
Sean Martini nel ruolo di Drew: Sean Martini è noto soprattutto per la sua apparizione nella serie HBO Euphoria, dove ha interpretato Minako. È apparso anche in The Caretaker e Almost Home. In Night Always Comes, interpreta un ruolo fondamentale nei panni di Drew, uno scassinatore con una morale piuttosto complessa.
Erin Way nel ruolo della docente: Erin Way è un’ex ballerina classica che è apparsa regolarmente sullo schermo in progetti come The Collection e Colony. Interpreta un ruolo piccolo ma importante nel nuovo film, dove aggiunge pressione alla vita di Lynette insistendo che non può continuare a portare suo fratello a lezione con lei.
J. Claude Deering nel ruolo di David: J. Claude Deering è un attore britannico che lavora nel settore da quasi vent’anni. È apparso in serie televisive tra cui The Secret Life of the American Teenager e Hawthorne. Interpreta David, da cui Lynette spera di acquistare la loro casa.
Jami Yaeger nel ruolo del manager del Dive Bar: Jami Yaeger è un attore che ha già recitato nella serie Battle Hero Absolute. Interpreta un piccolo ruolo nel film come manager di Lynette al bar, che la rimprovera sia per essere arrivata in ritardo che per doversi andare via.
Night Always Comes, la spiegazione del finale: riuscirà Lynette a salvare la casa della sua famiglia?
Night Always Comes è l’ultimo thriller teso di Netflix, e il finale del film merita di essere analizzato nei dettagli. Tra i migliori film di Vanessa Kirby, il nuovo film esamina ciò che anche una brava persona deve fare per sopravvivere nell’America moderna. Per garantire un tetto alla sua famiglia, Lynette è costretta a prendere misure drastiche.
Night Always Comes presenta un cast di personaggi forti, che contribuiscono a rendere gli eventi del film ancora più impactanti. Dopo che la madre di Lynette decide di spendere il loro acconto per comprarsi una nuova auto, Lynette si ritrova a viaggiare per la città di Portland, cercando di guadagnare abbastanza soldi con ogni mezzo necessario.
Questo thriller Netflix si svolge principalmente nell’arco di una notte disperata. In un triste riflesso delle sfide del mondo reale, quali la disparità di reddito e l’inflazione galoppante, Lynette viene spinta al limite. Tutto questo si svolge con il tempo che stringe, poiché deve procurarsi i soldi prima delle 9:00 del mattino, altrimenti la sua famiglia finirà in strada.
Night Always Comes termina con la famiglia che perde la casa
Nonostante tutto lo stress che Lynette subisce nel corso del film, il finale agrodolce la vede fallire nel raggiungimento del suo obiettivo. È riuscita a racimolare i 25.000 dollari necessari per l’anticipo, ma sua madre si rifiuta di co-firmare l’acquisto con lei, rendendo così nullo l’intero piano.
Sebbene sua madre abbia la possibilità di aiutarla, decide di non farlo, dicendo che odia la casa e incolpando Lynette per i propri problemi. Anche Doreen sta attraversando un periodo difficile e ha deciso che non è in grado di aiutare gli altri.
Tuttavia, anche se Doreen accettasse di co-firmare, le cose non funzionerebbero comunque. Lynette riceve una telefonata da David, che le dice di aver deciso di vendere la casa a un altro acquirente che gli ha fatto un’offerta migliore. Lynette viene ingiustamente incolpata e alla fine del film se ne va via da sola.
Come Lynette è riuscita a ottenere 25.000 dollari in una notte

Fortunatamente, alla fine del film Lynette ha 25.000 dollari e potrebbe esserci ancora un futuro luminoso per lei. Non sarà riuscita a prendersi cura di sua madre e suo fratello, ma le azioni che ha compiuto nel corso del film le hanno fruttato una grande somma di denaro che potrebbe aiutarla a ricominciare da capo.
La maggior parte di questa somma proviene dal fidanzato di Gloria. Lynette ruba la cassaforte dal suo appartamento e fa in modo che venga aperta per poter prendere ciò che c’è dentro. All’interno c’è una grande quantità di denaro contante, oltre a orologi Rolex e un enorme pacchetto di cocaina.
È un ottimo inizio per Lynette, che ha anche rubato una Mercedes al suo cliente, Scott, che cerca senza successo di vendere per recuperare il resto. Alla fine, deve intraprendere un’altra strada oscura, vendendo la cocaina a Blake.
Questa scena è sgradevole quando Blake costringe Lynette ad avere rapporti sessuali. Tuttavia, è qui che il pubblico vede una nuova energia in Lynette, quando lei reagisce, attaccandolo con un vaso di vetro. Riesce a scappare, tormentata dai ricordi delle sue esperienze con Tommy, rinvigorita dalla sua autonomia.
Lynette scompare di sua spontanea volontà, ma finalmente sente di avere un po’ di controllo sulla propria vita
Doreen allontana Lynette, il che purtroppo la porta a separarsi dal fratello. Questo contribuisce a un finale piuttosto triste del film, in cui Lynette viene vista allontanarsi in auto dalla sua famiglia. Sebbene ci siano grandi perdite e fallimenti, vedere l’evoluzione di Lynette nel corso del film aiuta a immaginare un futuro più luminoso per lei.
Sebbene abbia fatto cose contorte durante la notte, ha imparato che si tratta di azioni rese necessarie dal mondo sfruttatore in cui vive. Sebbene la separazione dalla sua famiglia sia una tragedia, c’è speranza nel futuro di Lynette. Ha smesso di incolpare se stessa.
È improbabile che ci saranno gravi ripercussioni legali per le azioni di Lynette, ma non è impossibile. A casa di Drew, è stata aggredita e, nel difendersi, potrebbe aver ucciso qualcuno. Questo peso grava su di lei, ma a causa delle circostanze criminali che circondano l’evento, non è chiaro se seguirà una punizione legale.
Lynette ha rubato l’auto di Scott, ma lui le aveva detto che apparteneva a sua moglie, ed è probabile che farà tutto il possibile per evitare di dirle che è andato a letto con Lynette. Date le circostanze, il futuro di Lynette potrebbe essere roseo.
Il vero significato del finale di Night Always Comes
Gran parte di Night Always Comes riguarda l’attribuzione della colpa. Lo si vede con Lynette, che viene incolpata dalla madre per gran parte della loro situazione. Nel finale del film, Doreen allontana la figlia, rimproverandola con parole cupe e piene di odio, prendendosela con lei invece di affrontare i veri problemi.
Il film chiarisce che Lynette non ha alcuna colpa. Il film inizia con servizi giornalistici e notizie che descrivono la triste situazione finanziaria degli Stati Uniti e come questa abbia colpito tutti, specialmente i lavoratori delle classi più basse. Lynette viene descritta come una gran lavoratrice con più impieghi, che è stata spinta in circostanze difficili.
Il rapporto di Lynette con Tommy e il modo in cui lei vede il loro passato sono importanti per comprendere questo aspetto. Da ragazza è stata costretta a prostituirsi, ma le è stato fatto credere che fosse stata una sua decisione e una sua colpa. Fortunatamente, gli eventi del film la aiutano a vedere oltre e a capire che è stata vittima di un abuso.
Il finale di Night Always Comes vede Lynette trasformata. Anche se le cose non sono andate come sperava, è motivata e determinata a combattere i suoi oppressori con ogni mezzo necessario. Non è lei la colpevole e finalmente ha la possibilità di ritagliarsi un posto nel mondo.
Niente The Dive per James Cameron; c’è Martin Campbell
Niente remake di RoboCop per Hugh Laurie! E ora chi fa il cattivo?
Hugh
Laurie non prenderà parte al remake di RoboCop del regista brasiliano Josè Padilha (Tropa de
Elite). Le trattative, in corso da un paio di mesi, non sono
Niente Raoul Bova per Le Guetteur di Michele Placido!
Niente può fermarci: recensione del film
In Niente può fermarci il narcolettico Mattia, l’internet-dipendente Augusto, l’ossessivo compulsivo Leonardo e Guglielmo affetto di sindrome di Tourette si incontrano a Villa Angelika dove hanno deciso di ricoverarsi per i loro disturbi. Ma l’estate è lunga e si propsetta noiosa, così i quattro decidono di lasciarsi tutto alle spalle e rubare la macchina del direttore e partire alla volta di Ibiza.
Luigi Cecinelli riprende e sceneggia a quattro mani, insieme a Ivan Silvestrini, una commedia sui generis. Prendendo l’argomento difficile dei disturbi mentali, che in genere è oggetto di trame drammatiche, la storia viene colorata con il tono della commedia e arricchita di risvolti umoristici. Il film racconta il modo con cui questi ragazzi si rapportano nella loro vita privata e pubblica; e nella condizione in cui si vedono dipinti dalla società. Lo stile è principalmente di un road movie ma con le caratteristiche della commedia corale e il film di formazione.
Ma l’originalità della pellicola risiede risiede proprio nei quattro ragazzi, che essendo automaticamente etichettati nel loro “disturbo” scatenano in svariati siparietti la risata spontanea della sala, senza generare sottintesi che vanno a mischiarsi con la retorica o la parodia. Di fatti nonostante la storia sia di giovani adolescenti, incerti sul loro futuro, da questi personaggi traspare l’ingenuità e la spontaneità che non si è soliti vedere al cinema, il loro istinto è quello spronato dal confronto con i coetanei e dalla voglia di fare. Questo viaggio rispecchia il loro riscatto e il momento di accettarsi per quello che sono realmente. Così, il regista tiene ben saldo per 90 minuti, le linee guida del film e il ritmo non è mai forzato grazie alla freschezza della storia; il finale risulta essere conciliatorio e prevedibile ma senza false morali.
Del cast buona l’interpretazione di Emanuele Propizio, Federico Costantini e Gugliemo Amendola ma chi brilla per interpretazione è indubbiamente Vincenzo Alfieri, il suo Guglielmo oltre ad aver sviluppato e vissuto in maniera approfondita il personaggio, è quello che all’intero del film innesca il contesso ironico della storia a cui a ruota seguono il resto del cast. Buoni anche i genitori, Massimo Ghini, Serena Autieri, Gianmarco Tognazzi e Paolo Calabrese, forti della loro esperienza artistica riescono ad arricchire le sfaccettature dei genitori di figli “diversi” e quindi inevitabilmente mostrano le loro ansie e paure riguardo al loro futuro. Tra le partecipazioni amichevoli spicca d’importanza quella di Gerard Depardieu ma è in Lucia Ocone che la risata incontra piacevolmente la sala.
Niente può fermarci è una commedia fresca e orginale, scritta molto bene anche se un po’ scontata, fa ridere e diverte sulla crescita e sul come la si vive quando si è un po’ emarginati poiché “diversi”. Nelle sale dal 13 Giugno.
Niente può fermarci : la conferenza stampa
Ieri mattina presso il
The Space Moderno di Piazza della Repubblica in Roma è stato
presentato Niente può fermarci. Dopo la proiezione
alla conferenza stampa ha partecipato oltre al regista Luigi
Cecinelli e il produttore Claudio Zamarion, il cast al
completo, Emanuele Propizio, Federico Costantitni, Vincenzo
Alfieri, gugliemlmo Amendola, Maria Chiara Auguenti, Serena
Autieri, Paolo Calabresi, Massimo Chini, Gian Marco Tognazzi,
Gerard Depardieu, Anna Dalton ed Eva Riccobono.
Per il regista, i cast come è stato scelto?
Luigi Cecinelli:Il film ha avuto una vita lunga, abbiamo
cominciato a prepararlo con Claudio Zamarion in tempi non sospetti,
e abbiamo incontrato questi ragazzi, il primo che trovai fu
Vincenzo Alfieri di cui esiste un provino filmato che si
sente Alfieri che recita e noi dietro che ridiamo, con la
telecamera che si muove perché anche l’operatore non reggeva.
Dopodiché ho incontrato Emanuele Propizio, poi è
sopravvenuto Federico Costantini, che fa sempre il bello e
il dannato, gli ho detto se riusciva e lo divertiva fare, lo
sfigato con manie e questa cosa lo ha incuriosito;ed infine è
arrivato Guglielmo Amendola che è stato l’insospettabile,
cercavo una faccia per Mattia e poi l’ho conosciuto ho fatto un po’
di letture e mi è piaciuto, chiudendo così il cast dei ragazzi. Per
i genitori è stato un po’ lo shopping di Natale, nel senso che tu
fai la lista dei desideri e non sempre ti dice bene, invece io a
questo giro ho avuto questi meravigliosi professionisti che poi
hanno dato tanto al film, anche improvvisando tra di loro, quando
hai degli attori così bravi, non si riesce a dare lo stop.
Come è stato recitare in questo
film?
Maria Chiara Aguenti: è stato molto bello perché innanzi
tutto ho recitato con quattro attori molto molto bravi, giovani e
bravissimo, che mi hanno immediatamente integrata nel gruppo, che
mi hanno fare la donna della situazione.
Guglielmo Amendola, come è stato
l’esperienza del film?
G.A: Per me è stata una bellissima esperienza, poiché è da
poco che mi sono affacciato a questo mondo e quindi tutto da
scoprire e tutto nuovo. Mi sono catapultato in questo mondo e
ringrazio veramente tanto Luigi che mi ha dato questa possibilità e
i ragazzi che mi hanno veramente aiutato e integrato sul set. Mi
sono veramente divertito tantissimo e spero che ci sia un
seguito.
Per te Emanuele come è stato recitare con Depardieu?
Emanuele Propizio: è stato un casino perché lui voleva che
bevessi per davvero e invece c’era un succo di frutta al mirtillo
che faceva veramente schifo. Ma è stata una bellissima esperienza,
in due anni ho avuto la fortuna di lavorare con De Niro e con
Depardieu quindi io ho finito qua, è stato un piacere e me ne vado
a casa!…Ringrazio tutti il regista e il produttore che ha creduto
in questo progetto che doveva partire anni fa, ero minorenne e ora
ne ho 22 anni. Con Federico siamo amici da quando eravamo piccoli
abbiamo già lavorato insieme, con Guglielmo siamo diventati amici
sul set e Vincenzo non lo conoscevo ed è stata bellissimo conoscere
anche lui. Ed ho un padre meraviglioso che è Massimo
Ghini.
Eva per te come è stato il
provino?
Eva Riccobono: È stato molto divertente, abbiamo fatto un
primo incontro tre anni fa, ci siamo piaciuti subito mi ha parlato
di questo progetto il mio ruolo mi divertiva, perché potevo far
parte di questa allegra combriccola di giovani ragazzi e quando ci
siamo reincontrati successivamente io avevo questo provino
preparato da un mese e non mi ricordavo bene la parte! Ringrazio
Luigi perché ha creduto in me in tempi non sospetti e non sapevo
come abbia potuto capirlo, ma il suo talento si vede nei ragazzi
che ha scelto.
Federico come ti sei preparato
per il ruolo di Leonardo?
Federico Costantini: Diciamo che il punto d’incontro con
questo personaggio è stato che non sono un amante degli insetti,
preferirei lottare con un coccodrillo che avere un ape che mi ronza
vicino alla faccia, quello è stato il punto d’incontro con il
personaggio, ovviamente non posso dire lo stesso della paura delle
donne! Quindi ho sfruttato la paura degli insetti per proiettarla
su tutto il resto.
Al regista, parte da questa commedia è originale, i quattro
ragazzi non sono amici da una vita, ma hanno dei problemi e sono in
una clinica, voleva raccontare anche un tema oltre che la solita
commedia estiva-romantica?
L.C.: L’idea originale è nata parlando con un amico che
fa il volontario in una clinica di questo tipo e mi ha detto che
anche per brevi periodi alcuni ragazzi con vari tipi di problemi,
andavano in clinica per fare delle terapie. E io ho un amico con la
sindrome di Tourette che fa il fotografo e mi ero informato
sulle alle tra abbiamo scelto insieme a Ivan Silvestrini (lo
sceneggiatore n.d.a.) e capire insieme quelle che potevamo
raccontare. In realtà la cosa che mi piaceva raccontare e che a
volte che questo tipo di diversità o altri tipi di diversità molto
spesso è più negli occhi di chi la vede di chi la vive e mi piaceva
raccontare la storia di quattro ragazzi che come “plus” hanno
queste quattro problematiche ma che in realtà hanno assolutamente
le capacità di gestirle, al contrario dei propri genitori che
spesso e volentieri si rapportano che anche per brevi periodi a
loro più per la malattia e per le problematiche che in prospettiva
il genitore vede per il figlio che non in realtà apprezzandone le
diversità le particolarità le persone che comunque al di là di
quello che potrebbe essere la malattia possono essere. Infatti
secondo me la parte più divertente del film è quando i genitori
vanno ad Ibiza e vanno in discoteca e vedono che i figli hanno
trovato una dimensione e i genitori sono i quattro disadattati
perché non sanno come gestirla la cosa della discoteca.
Il contatto con
Depardieu come è nato?
L.C.: Depardieu è stato Claudio…siamo un po’ come marito
e moglie sono tanti anni che lavoriamo insieme ci si insulta
praticamente ogni tre per due però su questa cosa di Depardieu è
nata perché da sceneggiatura c’è un pezzo in cui vanno in
Francia “pensa se ci fosse Depardieu sarebbe una ficata eh?!”
questa cosa la dici la scrivi e poi si cerca qualcun altro, e dopo
un po’ di tempo è venuto Claudio e mi dice “Guarda che c’è
Depardieu, ha letto la sceneggiatura, lo diverte molto e quindi lui
lo fa” è nato così e poi abbiamo fatto un incontro. È stato
tendenzialmente un grande regalo della produzione perché non me lo
sarei mai aspettato di avere la possibilità di dirigere un attore
come Depardieu che è un esperienza meravigliosa, perché scherza
ride e poi quando stai girando ti da assolutamente il personaggio è
quindi è assolutamente meraviglioso starlo a vedere.
Ghini, Calabresi e Tognazzi, cosa
vi ha attratto dalla commedia?
G.T.: Per quanto mi riguarda essere costretto ad avere
per l’ennesima volta una capigliatura diversa da quella che ho
nella vita, anche per essere adeguato a mio figlio e mi divertiva
molto l’idea di un personaggio così istituzionale che veniva messo
in difficoltà da una patologia del figlio che può creare dei grossi
imbarazzi poiu al di là di tutto, poi quando ci sono queste
operazioni di un cinema rivolto a un pubblico più giovanile, noi
che lo facciamo da un po’ più di tempo troviamo un stimolo in più a
lavorare con dei ragazzi che sono giovani e ce iniziano, perché il
rapporto che ho avuto direttamente con Vincenzo è stato di grande
scoperta, vedo in lui delle grandi doti e quindi vendo una grande
opportunità che mi ha dato Luigi ma conoscevo già
Emanuele.
P.C.: Adesso si producono commedie per vedere e il fatto
che questa è una commedia scritta con ritmo e verosimiglianza, è un
fatto raro. È bello che il messaggio del film dica anche che le
problematiche dei figli spesso sono frutto delle proiezioni che i
genitori nelle loro ansie e nelle loro frustrazioni accumulate
probabilmente gli trasmettono quindi se gli si vuole dare uno
spessore a questa commedia credo che il senso per me è stato
quello.
M.G.: Zamarion mi ha convinto di essere della squadra,
dal livello dei discorsi dei figli poi è normale capire perché
hanno scelto noi come genitori, c’era una cosa che volevo chiarire.
Proprio per non dare l’idea del film estivo, le sindromi di cui
parliamo è una questione molto seria, mi era piaciuta fin
dall’inizio l’idea di trovarsi in chiave di commedia ascoltare un
argomento e più vedere com’era il risvolto della responsabilità dei
genitori.
Niente Paura: recensione del film su Luciano Ligabue
Niente Paura è un film documentario che a piccoli tratti non manca di farci sorridere, ma che è, e rimane fondamentalmente, un invito a specchiarci e a domandarci quanto di noi possiamo riconoscere nei suoi fotogrammi. Ultima fatica del regista Piergiorgio Gay, allievo di Ermanno Olmi, è stato presentato nella categoria fuori concorso alla 67.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un film di una dolcezza molto potente. Nel quale gli sguardi e i gesti di chi lo racconta sono l’espressività più solida. Perché Niente Paura, è effettivamente un “documentario atipico”, per abbracciare la definizione che Lionello Cerri propone, nel quale si punta a raccontare la nostra identità nazionale, da un lato attraverso la musica, quella di Luciano Ligabue, e dall’altro attraverso l’Italia che vive e respira, quella che va da Carlo Verdone, Fabio Volo, Paolo Rossi, Giovanni Soldini e Margherita Hack, alle presenze concrete di studenti, sportivi e sognatori della nostra realtà comune.
Le tematiche, le idee, le riflessioni si ritrovano a galleggiare In un tono confidenziale, colloquiale e spontaneo, tanto che val la pena sottolineare la capacità di questa pellicola di riuscire, prima di qualunque altra cosa, ad annullare lo spazio tra spettatore e commediante. Tutto aderisce, la musica è quella che siamo abituati ad ascoltare mentre svolgiamo gran parte delle nostre usuali e quotidiane attività; la gioia è quella che tutti abbiamo provato nell’estate mondiale del 2006; la nostalgia è quella che a tratti ci coglie quando ci scopriamo incapaci di sentirci, come in quei momenti, parte comune e indiscussa della stessa fertile terra.
Niente Paura, il film
La facilità con cui in un attimo ci si riesce a sentire italiani…è la stessa facilità con la quale spesso ci vorremmo dimenticare di esserlo. E questo documentario è anche questo, non cancella vergogne o responsabilità civili, né aliena meraviglie della nostra terra con una sterile e scontata autocritica. Niente affatto. I suoi fotogrammi semplicemente ci parlano, così, come accade durante le migliori associazioni non veicolate di idee, quelle che occupano i nostri consueti discorsi.
Ed è vero, ci si ritrova, su quella poltrona, a sorridere ed annuire, con una piacevole tenerezza sul viso, prendere atto di ciò che in ogni caso ci rende unici, italiani, senza dover poi combattere con la rabbia e la frustrazione, due malumori che diventano dominanti quando qualcuno ci sbatte in faccia, attraverso lo schermo, qualcosa che non ci piace ma che non si può ignorare. Ci si alza invece rincuorati, nonostante non ci abbiano certo raccontato una favola.
E questo messaggio, d’altra parte, non fa che condire lo spirito con il quale sembra essere stato forgiato il film: non certo quello della commiserazione, quanto piuttosto quello della consapevolezza. Perché ci suggerisce di crederci ancora, cercarci ancora, in quel che vogliamo e preferiamo, anche se spesso quel che vediamo, sembra essere tutto ciò che non potrebbe essere di più lontano da noi. Notevole l’unico intervento di Enzo Biagi nel tessuto narrativo.
Niente paura, Deadpool ha la situazione sotto controllo nel nuovo spot
Ecco un nuovo spot tv di Deadpool in cui il Mercenario Chiacchierone ha la situazione sotto controllo!
Guardalo di seguito:
Guarda il secondo trailer del film
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Il primo film in stand-alone dedicato al mercenario chiaccherone promette un’ enorme dose di politicamente scorretto pronta ad abbattersi sul pubblico all’uscita in sala, il 4 Febbraio. “Questo film funziona tranquillamente all’interno dell’universo X-Men” ha dichiarato Reynolds ad Empire, “ma non per questo include la sensibilità dei film dedicati ai mutanti. È come prendere un personaggio degli X-Men, imbottirlo di LSD e rispedirlo su schermo.”
A proposito di X-Men: chi ha visto il trailer avrà notato che la presenza dei mutanti su schermo sarà decisamente corposa. Andre Tricoteux sostituisce Daniel Cudmore nei panni di Colossus, ed appare nella nuova immagine rilasciata da empire pochi minuti fa a fianco di un Deadpool che pare intento a rompere la quarta parete.
Vi ricordiamo che in Deadpool ci sono confermati con Ryan Reynolds anche Morena Baccarin, T.J. Miller, Ed Skrein, Gina Carano e Daniel Cudmore che tornerà nei panni di Colosso. Deadpool è scritto da Paul Wernick e Rhett Reese, diretto da Tim Miller e sarà nei cinema USA dal 12 febbraio 2016.
Niente Paura – recensione

E’ stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il 5 settembre (fuori concorso) e uscirà nelle sale il prossimo 17 settembre, il lungometraggio diretto da Piergiorgio Gay “Niente paura – Come siamo come eravamo e le canzoni di Ligabue”, film-documentario che mediante le testimonianze di attori, scienziati, intellettuali, sportivi, gente comune, offre uno spaccato del nostro Paese.
Niente Oscar per Nicole Kidman e Grace di Monaco
Gli ultimi anni di carriera di Nicole Kidman non sono stati esattamente gloriosi, e solo nell’ultimo periodo l’attrice premio Oscar sta ricominciando a regalarci un po’ dello splendore che ci aveva fatti innamorare di lei agli inizi. Tuttavia i suoi film restano, in media, tiepidi incassi, e ora che la bella australiana arriverà al cinema con Grace di Monaco, tutti si stanno chiedendo che tipo di pubblico potrà avere un film biopic sulla principessa di Monaco, fu musa di Alfred Hitchcock.
Per Grace di Monaco il destino sembrava diverso, dal momento che il film era stato acquistato dalla Weinstein Company, nota per fare un sacco di soldi con i film che distribuisce, grazie alle nomination che in genere questi ottengono, per un’uscita intorno alla fine di novembre, perfettamente in tempo per la stagione dei premi e per una Nomination alla Kidman.
Lo spostamento alla prossima primavera della data d’uscita del film ha però tolto allo stesso la possibilità di un discreto incasso, sulla scia del periodo natalizio, e alla Kidman di essere considerata per un’altra Nomination. Così Nicole lascerà campo libero alle colleghe, tra le quali spiccano le più accreditate ad oggi Sandra Bullock (Gravity) e Cate Blanchett (Blue Jasmine), ma ci aggiungiamo anche la straordinaria Judi Dench vista a Venezia in Philomena.
Grace di Monaco seguirà la seconda parte della vita di Grace Kelly e il suo ruolo di principessa di Monaco dopo il matrimonio con il Principe Ranieri, interpretato da Tim Roth; del cast faranno parte anche Parker Posey, Frank Langella, Paz Vega e Milo Ventimiglia. La sceneggiatura è opera di Arash Amel (Erased).
Il film ha già suscitato polemiche e l’aperto disconoscimento da parte dei figli della principessa, a partire dal Principe Alberto di Monaco, che ne ha criticato la versione della madre, giudicata eccessivamente glamour, oltre che le gravi imprecisioni dal punto di vista storico e l’inserimento di scene di pura finzione.
Fonte: WorstPreviews
Niente Nolan e Snyder per la Justice League
La Waner Bros ha appena rivelato che il progetto di portare al cinema la Justice League of America non è stato accantonato, anzi si pensa addirittura ad un film che possa uscire in sala già a partire dal 2013.
Dal momento che Christopher Nolan è al lavoro sul terzo episodio del ‘suo’ Batman, e Zach Snyder sta lavorando a Superman, poteva essere probabile che i due registi fossero coinvolti in questo ambizioso progetto. L’unico problema però è che Nolan ha più volte affermato che il suo Batman non può esistere in un mondo dove esistono i supereroi. Quindi, come si comporterà la WB in merito a questa posizione così netta (e condivisibile)? Secondo Snyder, questa collaborazione non ci sarà. Il piano è quindi di realizzare una “Justice League” che non abbia nulla a che fare con il Batman di Nolan o il Superman di Snyder, facendo anche a meno di Christian Bale e di Henry Cavill.
Fonte: Wrostpreviews
Niente Noah per Christian Bale
Christian Bale non sarà il protagonista della prossima fatica di Darren Aronofsky, il film Biblico-epico Noah, nonostante il desiderio del regista newyorkese di averlo a disposizione. Bale non potrà essere nel cast di Noah per gli impegni presi con Terrence Malick: reciterà infatti in entrambi i film che il regista texano girerà nel 2012,King of Cups (con Bale protagonista) e Lawless. Pare che, accantonata l’idea Bale, le attenzioni di Aronofsky si siano spostate su un altro richiestissimo attore, Michael Fassbender (A Dangerous Method).
Fonte: Collider
Niente Marvel Studios e Warner Bros al Comic-Con@Home 2021
Marvel Studios e Warner Bros per il secondo anno consecutivo salteranno la presentazione dei loro panel al Comic-Con@Home 2021.
A causa dell’attuale pandemia di Covid, nel 2020 il Comic-Con di San Diego optò per una presentazione totalmente online per compensare il fatto che le grandi folle di appassionati e giornalisti non potevano radunarsi, e l’unico film portato fu The New Mutants.
Comic-Con@Home 2021 niente panel Marvel o DC
Secondo Deadline, né Marvel Studios né DC Films faranno la loro comparsa e non è ancora stata confermata la presenza di Sony Pictures, che sta producendo Spider-Man: No Way Home (in coproduzione con Marvel), Venom: Let There Be Carnage e Morbius. Warner Bros. e DC Films invece porteranno le loro novità all’evento DC Fandome. I Marvel Studios avevano già saltato l’evento nel 2018 per il D23 della Disney e la Warner Bros. aveva deciso di non mostrare alcun filmato di Wonder Woman 1984 o Birds of Prey al Comic-Con 2019. Sembra ormai certo che questi due colossi cinematografici mostreranno i loro panel solamente nei propri eventi.
Niente Lancillotto per Colin Farrell
Colin Farrell deve rinunciare ad Arthur &
Lancelot; recenti indiscrezioni lo avevano indicato come potenziale
Lancillotto.La parte avrebber richiesto notevoli
Niente Justice League per Gordon Joseph Lewitt
Dopo l’annuncio, la secca smentita: non sarà Joseph Gordon-Lewitt a vestire i panni del Cavaliere Oscuro nel film dedicato alla Justice League. La notizia di una possibile partecipazione al progetto dell’attore, che avrebbe così creato una sorta di ‘filo conduttore’ tra la trilogia nolaniana e il colossal previsto per il 2015 si era diffusa nei giorni scorsi.
A quanto pare però, si è trattato solo di un’indiscrezione priva di fondamento, o di una voce diffusa ad arte dalla Warner per ravvivare l’attenzione su Il cavaliere oscuro – Il ritorno, di cui il 4 dicembre usciranno le versioni Dvd e Blu-ray. La smentita riguardo la partecipazione di Gordon-Lewitt sembrerebbe dunque indicare che il personaggio di Batman come sarà presentato nel film della Justice League sarà in gran parte svincolato dalla trilogia firmata Nolan.
Niente Justice League

Non ci sarà nessun annuncio nei prossimi mesi a proposito dei cinecomic warner/Dc Comics. La DC Entertainment smentisce tutto, anche il possibile progetto circa la Justice League.
Niente Iron Man 3 per la Vedova Nera
Niente Iron Man 3 per Jon Favreau?

Da un po’ di tempo circolava l’idea che Jon Favreau non si sarebbe dedicato a Iron Man 3 dopo Cowboys and Aliens e Magic Kingdom.
Niente Iron Man 3 per Andy Lau!
Diversamente da quanto annunciato nelle scorse settimane, Andy Lau non sarà in Iron Man 3. L’attore avrebbe infatti rifiutato la parte( un ruolo chiave all’interno della pellicola) per motivi personali: “Secondo i media Cinesi Lau ha rifiutato la parte a causa della nascita del suo primo figlio con la moglie Carol Chu il 9 maggio. L’Oriental Morning Post di Shanghai sostiene che i produttori hanno contattato Lau, ma questi ha rifiutato. Ora i favoriti per la parte sono gli attori cinesi Chen Daoming e Wu Xiubo. Uno dei produttori del film, il CEO della DMG Entertainment Group Dan Mintz, avrebbe rivelato alla stampa che uno dei personaggi cinesi del film verrà interpretato da un attore sopra i 40 anni e con una buona capacità di linguaggio in inglese.”
Sul personaggio che Lau avrebbe dovuto interpretare, il produttore ha dichiarato: “L’uomo rappresenta il settore tecnologico della Cina, e utilizzerà gli eroi in armatura prodotti in Cina per aiutare Iron Man per sconfiggere “il Mandarino”, visto come un terrorista sia dai cinesi che dagli americani.”
Iron Man 3 uscirà il 3 maggio 2013.
Niente Hulk in Iron Man 3!
L’Incredibile Hulk non
comparirà in Iron Man 3. A far chiarezza, è arrivato il secco “No”
del boss dei Marvel Studios, Kevin Feige. Il buon feeling tra
Niente Django Unchained per Michael K. Williams
Michael Kenneth Williams, l’Omar di The Wire, attore apprezzato e versatile, era stato inizialmente in lizza per il ruolo principale di Django Unchained, il nuovo film di Quentin Tarantino. Per questioni d’agenda, la parte era andata a Jamie Foxx. In seguito, era nata l’idea di un ruolo minore in Django per M. K. Williams. Tuttavia, ora pare ormai certo che, a causa degli impegni con la serie Boardwalk Empire, non vedremo l’attore afroamericano nel western di Tarantino. Niente paura per i fan dell’Omar Little di The Wire: nel 2012 sarà ugualmente sui grandi schermi con Snitch di Ric Roman Waugh.
Fonte: Deadline
Niente di nuovo sul fronte occidentale: recensione del film Netflix
Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore tedesco Erich Paul Remark, Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues) è una pellicola drammatica, di guerra, diretta dal regista Edward Berger (Patrick Melrose, Deutschland 83). Il film, prodotto da Stati Uniti e Germania, è la terza trasposizione cinematografica della storia. La prima risale al 1930, diretta da Lewis Milestone, e la seconda, diretta da Delbert Mann, è del 1979.
Inoltre, Niente di nuovo sul fronte occidentale è stato selezionato per rappresentare la Germania agli Oscar 2023 nella categoria miglior film straniero. E’ stato compreso nella più recente short list pubblicata dall’Academy. La pellicola ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe 2023 e ben 14 nomination ai BAFTA 2023. Nel cast ritroviamo sia figure già affermate nel cinema internazionale, come Daniel Brühl (il soldato di prima classe Frederick Zoller in Bastardi senza gloria), sia figure emergenti, come l’austriaco Felix Kammerer.
Niente di nuovo sul fronte occidentale: dalla gloria alla distruzione
Partendo dalle ben note vicende della Prima guerra mondiale, Niente di nuovo sul fronte occidentale presenta questo capitolo di storia attraverso gli occhi dei soldati, in particolare attraverso Paul Bäumer (Felix Kammerer). Il ragazzo, appena diciassettenne, viene convinto dai tre amici, Albert, Franz e Ludwig, a partire verso il fronte per combattere gloriosamente per la propria patria, andando anche contro il volere dei genitori. I giovani tedeschi sono convinti ad arruolarsi grazie a vaneggiamenti di imprese eroiche: combattere il nemico, avanzare e conquistare fino a raggiungere Parigi in poche settimane.
Già dai primi giorni nel fronte occidentale la guerra si mostra ai nuovi soldati per quello che è: morte e distruzione. La vita nelle trincee finisce per avere ben poco di eroico, tra il freddo, il fango ed il terrore perenne. Paul resiste al logoramento della guerra grazie all’appoggio di Kat, un soldato più ansiano. Nei periodi trascorsi fuori dalle trincee i due legano molto, insieme ad Albert, Franz e Tjaden, un altro veterano, sognano la loro vita dopo la fine del conflitto. Nel frattempo, l’ufficiale Matthias Erzberger (Daniel Bruhl) inizia le trattative con i comandanti alleati per porre fine alla violenza con un armistizio. Ma, mentre la pace tarda ad arrivare, la Grande Guerra continua a mietere le sue vittime.
Una bellissima rappresentazione di violenza
Prima della visione di Niente di nuovo sul fronte occidentale, è importante avvisare l’aspirante spettatore su ciò che andrà a guardare. Tutta la durata del film è costellata di scene di guerra particolarmente crude e violente, le quali potrebbero urtare la sensibilità anche di un pubblico adulto più suscettibile alla visione del sangue. Questo non è un aspetto prettamente negativo della pellicola, anzi contribuisce all’autenticità stessa della trasposizione.
Analizzando in maniera più tecnica Niente di nuovo sul fronte occidentale, si nota chiaramente una spiccata attenzione alla fotografia. Tutti i fotogrammi sono presentati allo spettatore con particolare chiarezza e nitidezza. Ciò contribuisce a rendere le scene di guerra ed i paesaggi di quieta devastazione sul campo di battaglia ancora più toccanti.
A questi si alternano riprese della natura boschiva innevata dell’Europa centrale, andando a rappresentare quasi come la natura in se si mantenesse ferma, estranea ai conflitti tra gli uomini. L’autenticità della rappresentazione è resa possibile anche dagli effetti speciali. Nel totale, Niente di nuovo sul fronte occidentale permette allo spettatore di calarsi interamente all’interno delle vicende. A questo proposito, non a caso il film ha ottenuto la nomination ai BAFTA anche nelle categorie miglior fotografia e migliori effetti speciali.
Altro fattore rilevante in Niente di nuovo sul fronte occidentale sono le performance degli attori, in particolare di Felix Kammerer e di Albrecht Schuch, il quale per l’interpretazione di Kat ha ottenuto la candidatura ai BAFTA per miglior attore non protagonista. La potenza e la precisione con cui il personaggio di Paul Bäumer sorprende ancora di più se si considera che questo è il primo ruolo di Kammerer per il grande schermo.
La guerra dei potenti combattuta dai soldati
In Niente di nuovo sul fronte occidentale viene presentato un parallelismo tra come la Grande guerra viene vissuta dai soldati e come viene vissuta dai potenti, da coloro che muovono solamente i fili della geopolitica europea lontano dai campi di battaglia. I soldati vengono mandati al fronte con il pretesto di difendere la propria patria. La realtà della Prima guerra mondiale, come di tutte le guerre internazionali, è che si combatte perché chi è al governo, chi ha il potere politico decide così.
Sotto questo aspetto, la situazione di soldati come Paul o Kat non è tanto diversa da quella dei soldati russi che attualmente combattono in Ucraina, molti costretti a combattere per la leva obbligatoria. Una scena iconica in Niente di nuovo sul fronte occidentale in cui è chiaramente esposta questa tematica è il momento in cui il generale Friedrichs osserva dallo sfarzo di una vasta tenuta i soldati tedeschi che muoiono al fronte per un attacco da lui ordinato. Ma la differenza tra i soldati ed i potenti si nota anche in tante altre piccole cose. Al generale ed all’ufficiale Erzerberger continua ad essere garantita la ricchezza nel cibo, la raffinatezza di porcellane e posate, mentre i soldati muoiono di fame.

























