Il giovane Will
Poulter sta senza dubbio cominciando alla grande la sua
carriera nel mondo del cinema, e se non bastasse il BAFTA vinto
quest’anno battendo concorrenti del calibro di Lupita Nyong’O e Lea
Seydoux, adesso ha la possibilità di andare ad affiancare
Leonardo DiCaprio nel prossimo film diretto
da Alejandro González Iñárritu, The Revenant.
La notizia, riportata da Variety,
non presenta dettagli, nè indica quale potrebbe essere il ruolo di
Poulter. Il film, scritto da Mark L. Smith e dallo
stesso Inarritu, uscirà a settembre 2015 e sarà distribuito dalla
Fox.
Nel 1823 il cacciatore di pelli
Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) si unisce alla
Rocky Mountain Fur Co. per avventurarsi in un territorio
inesplorato in cerca di nuove pelli. Dopo essere stato aggredito da
un grizzly che lo ha quasi ucciso, l’uomo viene preso in custodia
da due volontari della compagnia, il rude mercenario John
Fitzgerald e il giovane Jim Bridger, futuro “Re degli Uomini delle
Montagne”. Quando gli indiani assaltano il loro accampamento,
Fitzgerald e Bridger abbandonano Glass al suo destino dopo averlo
derubato delle armi e degli oggetti di sua proprietà. Isolato,
privo di difese e furioso, Glass giura di sopravvivere per
vendicarsi.
Il giovane attore inglese
Will Poulter è stato scelto per partecipare, al
fianco di Brad
Pitt, a War Machine, il
prossimo progetto registico di David Michôd
(The Rover, Animal Kingdom). A
dare la notizia è Variety.
Il film è prodotto da Netflix con la Plan B di Pitt stesso, in
collaborazione con Dede Gardner, Jeremy
Kleiner e Ian Bryce (World War Z, Saving Private
Ryan).
War
Machine segue un generale a quattro stelle (Pitt), il
cui curriculum impeccabile lo porta al comando della guerra
americana in Afghanistan.
Will Poulter sta
costruendo una carriera di tutto rispetto, tanto che nei suoi
progetti futuri compare l’adattamento di It di
Stephen King, diretto da Andy
Muschietti, in cui interpreterà proprio l’orrido
Pennywise. Intanto però lo vedremo sul grande schero al fianco di
Leonardo DiCaprio in
The Revenant, di Alejandro
Gonzales Inarritu.
Hollywood ha prodotto molti
classici, e ci sono anche alcuni film vecchi che hanno temi
contemporanei, personaggi indimenticabili e narrazioni stimolanti
che riescono a risuonare attraverso diverse generazioni. Un ottimo
esempio di film classico moderno è Will Hunting – Genio
ribelle, uscito nel 1997 e scritto dagli amici di lunga
data Matt Damon e Ben Affleck, che hanno tradotto la loro
amicizia sullo schermo nei personaggi di Will
Hunting e Chuckie Sullivan.
Diretto da Gus Van
Sant, il film ruota dunque attorno a Will Hunting (Damon),
un ragazzo geniale ma che ha difficoltà a gestire i propri
conflitti interiori irrisolti fino a quando il professore di
psicologia Sean Maguire (Robin
Williams) entra nella sua vita e lo costringe ad
affrontare i suoi demoni, guidandolo verso una vita migliore. Il
film ha poi ricevuto un totale di nove nomination agli Oscar,
vincendone due: una per il Miglior attore non protagonista
(Williams) e un’altra per la Migliore sceneggiatura (Affleck e
Damon). Ma cosa c’è di vero in questo racconto?
Incentrato sui temi della crisi
d’identità, delle lotte emotive e di classe, delle relazioni e del
potenziale di ciascuno, Will Hunting – Genio
ribelle non parla solo della brillantezza e delle capacità
intellettuali del ventenne Will Hunting, ma
esplora anche ciò che si cela dietro quella mente geniale: un
passato travagliato che influenza il suo presente e risveglia
diverse paure nella sua mente. A causa del suo comportamento
violento nella città di Boston, Will è in libertà vigilata, durante
la quale lavora per il MIT come custode, ma possiede anche un QI
incredibilmente alto ed è in grado di risolvere problemi di
matematica di livello universitario in pochi minuti.
Dopo aver risolto segretamente
un’equazione ritenuta irrisolvibile, Will viene preso sotto la
protezione dell’università, in particolare del professor
Gerald Lambeau. Gerald coinvolge il professor
Sean Maguire, suo caro amico e professore di
psicologia dell’università, per lavorare con Will. Inizialmente,
Will è riluttante ad aprirsi con Sean, reagendo in modo aggressivo
e trattandolo male. Ma, dopo un po’ di tempo, si apre lentamente,
affronta i demoni del suo passato e alla fine vede la vita da una
nuova prospettiva.
Will Hunting – Genio ribelle è basato su una
storia vera?
Will Hunting – Genio
ribelle è essenzialmente un altro racconto di fantasia,
che prende però ispirazione da eventi della vita reale. Sebbene il
film non sia interamente basato su una persona o una storia reale
specifica, trae infatti ispirazione da eventi veri accaduti nella
vita di Damon e di coloro che lo circondano. Durante il suo quinto
anno ad Harvard, Damon iniziò a scrivere questa storia che doveva
essere un atto unico, ma finì invece per sviluppare una
sceneggiatura di 40 pagine. In seguito, convinse Affleck a unirsi a
lui nel processo di scrittura e riuscirono a completarla nel
1994.
Inizialmente, la sceneggiatura era
orientata verso un thriller, con elementi di spionaggio e
governativi, ma in seguito fu modificata concentrandosi sul
rapporto tra Sean e Will. La scena in cui Will Hunting risolve
problemi di matematica al MIT è invece stata ispirata dal fratello
di Damon, Kyle, che in realtà visitò l’istituto
per incontrare un fisico. Durante la sua visita, osservò diverse
lavagne disposte nel corridoio per la risoluzione di problemi.
Incuriosito, prese un gessetto e vi scrisse maliziosamente una
falsa equazione, che sorprendentemente non fu cancellata dalla
lavagna per mesi.
Inoltre, Affleck e Damon hanno
tratto ispirazione dai sentimenti di risentimento provati durante
la loro infanzia nei confronti degli studenti che venivano a
Cambridge per frequentare Harvard e il MIT, invadendo la città
senza alcun rispetto per i suoi abitanti. Tuttavia, Damon ha
iniziato a nutrire sentimenti contrastanti dopo aver frequentato
lui stesso Harvard, rendendosi conto che gli studenti erano ben
intenzionati e osservando in prima persona la dicotomia tra la vita
locale e quella universitaria a Cambridge.
Affleck e Damon hanno poi tratto
ispirazione dalle esperienze di vita delle loro famiglie e dei loro
amici: il padre di Affleck e la sua fidanzata dell’epoca, ad
esempio, lavoravano come custodi ad Harvard, mentre Affleck e Damon
hanno realmente lavorato nell’edilizia durante le estati, come si
vede fare a Will e Chuckie nel film. Infine, alcune delle
esperienze passate del padre di Affleck e della madre di Damon
hanno influenzato la storia di Sean, personaggio segnato da un
passato altrettanto complesso.
Matt Damon e Ben Affleck hanno
davvero scritto la sceneggiatura?
“Ci sono così tante storie che
si chiedono se abbiano davvero scritto la sceneggiatura”, ha
raccontato il produttore esecutivo del film Su
Armstrong a Inverse. “Credetemi, hanno
scritto loro la sceneggiatura”. Ma questo non significa che
non ci fossero molti drammi in quei primi giorni. “C’è stato
persino un momento di tensione quando Ben aveva la sceneggiatura
sul suo computer – stiamo parlando di un’epoca in cui se qualcuno
aveva un laptop, era un macchinario enorme e ingombrante – ma lo
schermo si è rotto. Nessuno poteva leggere la sceneggiatura”,
racconta Armstrong.
“Cercavamo freneticamente di
scaricarla dal computer e trasferirla su qualcosa su cui potessimo
apportare delle revisioni”. Dopo anni di audizioni fallite e
rifiuti, il percorso della sceneggiatura di Affleck e Damon è poi
diventato leggendario. Dopo una guerra di offerte tra gli studi, la
Castle Rock di Rob Reiner ha acquisito la sceneggiatura, con
lo stesso Reiner che ha apportato alcune modifiche fondamentali
alla storia. “La sceneggiatura originale era più un’opera
d’azione e stavamo parlando con un regista di nome Peter Yates per
aiutarci a sviluppare questo aspetto”, racconta Armstrong.
“Durante una delle riunioni con
la Castle Rock, Rob Reiner disse: ‘Voi ragazzi siete bravissimi a
scrivere drammi, ma non scene d’azione, fate un dramma’. Fu allora
che l’attenzione si spostò sul rapporto tra Will e Sean”. Ma
la battaglia per realizzare Will Hunting – Genio
ribelle non era ancora finita. La Castle Rock non era
convinta che Affleck e Damon potessero essere i protagonisti del
film. Quindi Reiner ha dato al duo un breve periodo di tempo ai due
per trovare un altro studio. Se non ci fossero riusciti, avrebbero
scelto altri attori per i ruoli. Ben
Affleck ha allora chiesto aiuto a Kevin Smith.
Il regista di Clerks ha presentato il progetto alla
Miramax, che ha dato il via libera. Il resto è storia.
Ci sono film in grado di insegnare
molto ai propri spettatori. Ci sono film per imparare ad amare,
film per nutrire l’indignazione e ci sono film che invece insegnano
a guarire dalle ferite che la vita provoca. Pochi titoli riescono
in quest’ultimo intento come Will Hunting – Genio
ribelle, opera del 1997 diretta Gus Van Sant e con
protagonista Matt Damon. All’interno di questa, scritta
dallo stesso Damon insieme all’amico Ben Affleck, si
propone infatti la storia di un ragazzo problematico, emarginato da
quanto lo circonda e con un disperato bisogno di lasciar andare
ogni barriera protettiva per poter amare ed essere amato
veramente.
Il percorso del protagonista si
presenta dunque come una serie di importanti lezioni di vita, che
smontano pezzo dopo pezzo l’inutile corazza che egli si era formato
da solo. Will Hunting – Genio ribelle non è solo
un film che racconta ciò in modo estremamente sincero e genuino,
con una bontà rara, ma è anche uno dei migliori film degli anni
Novanta, che ha contribuito a forgiare un modo alternativo di fare
cinema. Ideato originariamente come thriller, l’interesse dei due
sceneggiatori si è poi infatti asciugato verso una trattazione più
complessa dell’animo umano, dei rapporti e di quanto questi siano
delicati.
Will Hunting – Genio
ribelle fu un successo straordinario, premiato con due
Oscar (tra cui quello per la miglior sceneggiatura originale). A
distanza di oltre vent’anni è ancora un titolo in grado di
insegnare qualcosa di più ad ogni nuova visione. Questo perché è
possibile, di volta in volta, porsi dal punto di vista di un
diverso personaggio, imparando quanto c’è da sapere sull’amore, il
rimpianto, l’amicizia, il dolore e l’importanza delle piccole cose.
Sono molte le curiosità legate al film e proseguendo qui nella
lettura si potrà scoprire tutto ciò che occorre sapere.
La vicenda del film si svolge nella
città di Boston. Il ventenne Will Hunting vive in
un quartiere di periferia e come questo anche lui si trova ai
margini di un mondo nel quale non si riconosce. Le sue giornate
sono composte da lavori precari e uscite insieme agli amici
Chuckie, Morgan e
Billy. Quelli con loro sono gli unici momenti
davvero felici per il giovane, altrimenti insicuro sul proprio
futuro e tormentato dal proprio violento passato. È proprio durante
una serata con gli amici che incontra la dolce
Skylar, studentessa di Harvard di cui si innamora,
venendo ricambiato. Mentre vive questo grande sconvolgimento
sentimentale, però, Will va incontro ad una serie di eventi che
cambieranno per sempre la sua vita.
Lavorando come lava pavimenti nel
dipartimento di matematica della prestigiosa università MIT, egli
risolve quasi per caso un complicatissimo problema di matematica
presente su una lavagna. Così facendo viene notato dal professor
Gerald Lambeau, il quale riconosce in Will un vero
genio. Convincere il ragazzo, estremamente schivo, a riconoscere la
sua capacità e farne qualcosa di grande sarà però un compito arduo.
Per riuscirci, Lambeau si rivolgerà ad un suo vecchio amico, lo
psicologo Sean Maguire, il quale è reduce dal
lutto della moglie. Costretto ad una serie di sedute con questi,
Will imparerà lentamente a lasciarsi andare, apprendendo molto e
insegnando altrettanto al malinconico Maguire.
Will Hunting – Genio ribelle è basato su una
storia vera?
Di base, la risposta a questa
domanda è no, Will Hunting – Genio ribelle non è basato su
una storia vera. Giustamente, però, Damon ha iniziato a concepire
il racconto ispirandosi a cose che gli erano proprie e che
conosceva avendole vissute in prima persona o per sentito dire.
Inserì dunque molte delle sue esperienze da studente nel racconto
del protagonista, tra cui il suo rapporto con la fidanzata
dell’epoca. Una celebre scena del film ispirata ad un evento
realmente accaduto è però quella in cui Will risolve il complicato
problema sulla lavagna del college. Damon ha raccontato che suo
fratello fece una cosa simile a suo tempo, fornendo non una
soluzione corretta al problema ma una falsa soluzione così
articolata da sembrare vera.
Al di là di ciò, però, vi è una
leggenda urbana che ha a sua volta ispirato tale scena. Questa ha
per protagonista il matematico George Dantzig, il
quale nel 1939, quando ancora era a Berkeley come studente, arrivò
in ritardo di pochi minuti ad una lezione del professor
Jerzy Neyman. Questi aveva nel frattempo già
scritto alla lavagna quattro esempi di problemi di statistica
irrisolti. Presumendo che fossero compiti per casa, Dantzig se ne
annotò due e pochi giorni più tardi produsse una completa soluzione
per entrambi. Sei settimane dopo, Dantzig ricevette una visita dal
Neyman, che aveva rielaborato una delle soluzioni di Dantzig perché
fosse pubblicata su una rivista di matematica. Dantzig scoprì così
dell’effettiva importanza di quanto risolto.
Come annunciato in apertura, ad
interpretare il protagonista Will Hunting vi è l’attore
Matt Damon. All’epoca
ancora poco conosciuto, questi dovette imporsi non poco per poter
recitare in tale ruolo. L’essere l’autore della sceneggiatura,
però, gli diede maggior autorità riguardo a tale scelta. Alla fine
ottenne quanto desiderato, arrivando anche ad ottenere una
nomination all’Oscar per la sua interpretazione. Nei panni dei suoi
amici vi sono invece Ben Affleck nei panni
di Chuckie, Casey Affleck
in quelli di Morgan e Cole Hauser per Billy. Ad
interpretare Skylar, invece, è l’attrice Minnie
Driver, qui al suo primo ruolo importante, per il quale fu
poi nominata all’Oscar come miglior attrice non protagonista.
Uno dei ruoli più celebri e amati
del film è quello dello psicologo Sean Maguire. Ad interpretarlo vi
è il grande Robin Williams, che per
la sua interpretazione vinse il premio Oscar come miglior attore
non protagonista. Williams rimase da subito affascinato dalla
sceneggiatura, e contribuì in modo significativo ad aggiungere
determinate battute. Le sue improvvisazioni sono ricordate come tra
le più memorabili del film. Nel ruolo del professor Gerald Lambeau
vi è invece il noto attore svedese Stellan Skarsgård.
L’attore allo stesso modo accettò con grande entusiasmo di
partecipare, rivelandosi la scelta più giusta per dar vita al
freddo ma non infallibile professore di matematica.
Il monologo di Robin
Willams e le frasi più belle del film
Qui di seguito si riportano invece
alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai
personaggi del film, come anche il celebre monologo recitato da
Robin Williams,
considerato tra i più belli mai scritti. Attraverso di essi si
potrà comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le
variegate personalità dei protagonisti.
“Se ti chiedessi sull’arte
probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti…
Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le
aspirazioni politiche, lui e il Papa, le sue tendenze sessuali,
tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è
nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta
verso quel bellissimo soffitto… Mai visto. Se ti chiedessi sulle
donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze,
potrai perfino aver scopato qualche volta… ma non sai dirmi che
cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi
veramente felici. Sei uno tosto.
E se ti chiedessi sulla guerra
probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh? “Ancora
una volta sulla breccia, cari amici!”… ma non ne hai mai sfiorata
una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico
vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede
aiuto. Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un
sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto
vulnerabile… non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi,
sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per
salvarti dagli abissi dell’Inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo
angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni
circostanza, incluso il cancro.
Non sai cosa si prova a dormire
su una sedia d’ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i
dottori vedano nei tuoi occhi che il termine “orario delle visite”
non si applica a te. Non sai cos’è la vera perdita, perché questa
si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso:
dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti
guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un
bulletto che si caga sotto dalla paura. Ma sei un genio, Will, chi
lo nega questo.
Nessuno può comprendere ciò che
hai nel profondo. Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché
hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo.
Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia
stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto
Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente, me ne
stra-frego di tutto questo, perché, sai una cosa, non c’è niente
che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo.
A meno che tu non voglia parlare di te. Di chi sei. Allora la cosa
mi affascina. Ci sto. Ma tu non vuoi farlo… vero, campione? Sei
terrorizzato da quello che diresti. … A te la mossa,
capo.”
Di seguito, invece, alcune delle più belle frasi del film:
La libertà, se l’ha
dimenticato, è il diritto dell’anima di respirare, e se essa non
può farlo le leggi sono cinte troppo strette. Senza libertà l’uomo
è una sincope. (Will Hunting)
Avrai dei momenti difficili, ma
ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi
attenzione. (Sean Maguire)
Spesso vorrei non averti mai
conosciuto, perché potrei dormire la notte. E non dovrei vivere con
la consapevolezza che c’è qualcuno come te in giro… e non dovrei
vederti gettare tutto al vento. (Gerald Lambeau)
Personalmente, me ne strafrego
di tutto questo, perché, sai una cosa, non c’è niente che possa
imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che
tu non voglia parlare di te. Di chi sei. Allora la cosa mi
affascina. Ci sto. Ma tu non vuoi farlo… vero, campione? Sei
terrorizzato da quello che diresti. … A te la mossa, capo.
(Sean Maguire)
Il trailer di Will
Hunting – Genio ribelle e dove vedere il film in
streaming
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Will Hunting – Genio
ribelle è infatti disponibile nei cataloghi di
Rakuten TV,Chili Cinema, Google Play,
Apple TV, Prime Video e Now. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di sabato 29 giugno alle ore
21:15 sul canale TwentySeven.
La famosa battuta finale del film
Will Hunting – Genio ribelle (Good
Will Hunting) è ancora più memorabile grazie a un fattore
chiave. Alla fine del film, Sean (Robin
Williams) legge una lettera di Will (Matt
Damon) in cui gli dice che deve “andare a trovare
una ragazza”, un fenomenale richiamo a una precedente
conversazione tra Will e Sean all’inizio del film che ha creato un
momento unico e profondo, chiudendo il cerchio. Il finale perfetto
di Will Hunting – Genio
ribelleè stato uno dei tanti
contributi creativi di Williams, la cui genialità ha brillato per
tutto il film nel ruolo del saggio mentore del genio tormentato
Will Hunting.
Sebbene ci siano molte citazioni
eccezionali di Will Hunting – Genio
ribelle, la frase di Williams “Figlio di puttana.
Mi ha rubato la battuta” è un modo rapido e completo per
concludere il rapporto tra Will e Sean, ma anche per indicare
l’impatto che Sean ha avuto su Will durante tutto il film. Will era
stato così riluttante ad affrontare il suo trauma emotivo, che
aveva influenzato i suoi rapporti interpersonali. Sean era l’unica
persona in grado di abbattere con successo le formidabili barriere
di Will e insegnargli preziose lezioni di vita che non poteva
leggere in nessun libro, nonostante la sua innata intelligenza.
Cosa succede nel finale di
Will Hunting – Genio ribelle
Il finale di Will
Hunting – Genio ribelle vede il giovane
protagonista a un bivio riguardo al suo futuro e mentre prende una
decisione fondamentale. Accettando finalmente di avere un futuro
più brillante dei suoi amici grazie alla sua intelligenza, Will ha
l’opportunità di accettare un lavoro redditizio che gli è stato
offerto dal professor Gerald Lambeau (Stellan Skarsgård). Tuttavia, è combattuto
tra quel futuro brillante e il desiderio di ricucire il rapporto
con la sua ragazza Skylar (Minnie Driver), che aveva allontanato a
causa delle sue ansie.
Nella scena finale, Will realizza
il sogno che il suo migliore amico Chuckie (Ben
Affleck) aveva per lui, ovvero lasciare il loro quartiere senza
nemmeno salutare. Will si ferma anche a lasciare un biglietto a
Sean in cui spiega che non accetterà il lavoro e offre le sue scuse
a Lambeau, spiegando semplicemente “Devo andare a trovare una
ragazza”, suggerendo che sta per ricongiungersi con Skylar e
abbracciare l’amore per la prima volta nella sua vita.
Il significato più profondo
dell’ultima battuta di Will Hunting – Genio
ribelle
Will mostra a Sean che ha
imparato da lui
La genialità dell’ultima battuta di
Sean in Will Hunting – Genio
ribellesta nel fatto che è un perfetto
richiamo a una scena precedente in cui Sean racconta a Will una
storia che lo sconvolge e cambia la sua prospettiva sulle relazioni
significative. Sean spiega a Will che aveva un biglietto per la
partita 6 delle World Series del 1975, che è diventata una delle
partite di playoff più famose nella storia dei Red Sox.
Essendo sia Sean che Will
appassionati tifosi delle squadre di Boston, Will ascolta con
stupore il ricordo di Sean del memorabile home run walk-off al 12°
inning battuto dalla leggenda dei Red Sox Carlton Fisk.
Sean in realtà non andò alla partita perché proprio quel
giorno incontrò la sua futura moglie. Rinunciò al biglietto per
“andare a trovare una ragazza”, una ragazza
che si rivelò essere l’amore della sua vita, di cui parla con
grande affetto durante tutto il film.
Will è scioccato nel sentire del
sacrificio di Sean, inizialmente credendo che Sean fosse un pazzo a
rinunciare alla possibilità di vedere quella partita leggendaria
dal vivo al Fenway Park. Questo, tuttavia, è uno dei modi in cui
Sean riesce a dimostrare a Will ciò che conta davvero nella vita.
Sean ha visto l’opportunità di stare con la sua futura moglie e ha
colto l’occasione mentre la porta era ancora aperta, ispirando Will
a seguire il suo cuore e ad abbracciare l’amore quando gli viene
offerto, come fa alla fine del film.
Come Robin Williams ha reso
ancora migliore il finale di Will Hunting
Quel momento non è stata
l’unica improvvisazione di Williams nel film
Williams ha ispirato gran parte dei
dialoghi originali e dei momenti commoventi di Will Hunting,
compresa l’ultima battuta del film. Damon è rimasto sbalordito
dalla battuta improvvisata di Williams, che non era affatto
prevista dal copione ed è nata durante una delle decine di riprese
che Williams ha fatto per la scena finale.
Williams aveva anche
improvvisato la divertente storia di sua moglie che scoreggiava nel
sonno, che è diventata uno degli aneddoti più memorabili e
divertenti che Sean racconta a Will nel film. La brillantezza di
Williams e la sua comprensione della dinamica tra i personaggi di
Will e Sean hanno portato alla sua famosa battuta finale e hanno
reso il finale di Will Hunting – Genio
ribelleancora più bello.
Come è stato accolto il finale
di Will Hunting – Genio ribelle
La battuta finale consolida un
finale soddisfacente
Will Hunting è stato un
successo di critica ed è stato nominato per nove Oscar, vincendone
due per la migliore sceneggiatura originale per Ben Affleck e Matt
Damon, nonché per il miglior attore non protagonista per Robin Williams. Allo stesso modo, le
recensioni del film hanno elogiato la sceneggiatura e la
performance di Williams. Rogert
Ebert nella sua recensione del film l’ha definito una delle
migliori performance di Williams, sottolineando quanto la sua
improvvisazione finale aggiunga valore al film. Ebert ha trovato
che il finale fosse una conclusione prevedibile, ma elevata da
momenti speciali come quello:
Il risultato
del film è abbastanza prevedibile, così come lo è l’intera storia,
in realtà. Sono i singoli momenti, non il risultato finale, a
renderlo così efficace.
Il film è stato discusso su Reddit
dai fan come uno dei finali più soddisfacenti di tutti i tempi.
Un
utente di Reddit ha sottolineato la decisione finale di Will
come un aspetto particolarmente commovente dei momenti finali e
come essa mostri la crescita del giovane tormentato.
Will Hunting – Genio ribelle collega questo
aspetto in particolare alla crescita del personaggio di Will, che
mette in atto la propria volontà (heh) e va a “vedere una ragazza”
invece di accettare il lavoro alla NSA.
WhatCulture ha incluso Will Hunting – Genio
ribelle e il suo finale tra le migliori battute
finali di tutti i tempi, sottolineando quanto sia efficace la
battuta improvvisata per lasciare il pubblico con una conclusione
completa e felice:
È un finale
semplice e commovente, reso ancora più toccante dal fatto che
Williams lo ha improvvisato e, con la sua interpretazione, ha
regalato al film uno dei suoi momenti più belli. Se guardandolo non
sorridi da un orecchio all’altro, probabilmente non sei
umano.
Agatha Christie in
versione avventuriera? Forse improbabile, ma possibile, almeno
secondo la Paramount, che ha acquistato i diritti
di Agatha, scritto da Allison
Schroeder e che avrebbe individuato il regista
Will Gluck (Amici di letto) come il più adatto a
dirigerlo.
Il film si concentrerebbe su un
episodio ben preciso della vita della ‘signora del giallo’: nel
1926 la scrittrice improvvisamente scomparve per ben dieci giorni,
ricomparendo poi come ospite di un albergo dello Yorkshire,
specializzato in cure idroterapiche. Agatha Christie non diede mai
alcuna spiegazione della sua scomparsa, suscitando così le ipotesi
più fantasiose nei suoi fan. Al momento su quale versione offrirà
il film vige il riserbo più assoluto.
Nel frattempo, Will Gluck ha già
aggiunto un altro importante progetto alla sua agenda d’impegni:
dirigerà infatti il remake del musical
Annie con protagonista Quvenzhané Wallis, recente candidata all’Oscar per
Re della Terra Selvaggia.
Nel corso della sua ancora breve
carriera di regista, Will Gluck si è fatto conoscere per
commedie come Fired Up! Ragazzi Pon Pon, Easy Girl (con Emma
Stone), e Amici di Letto (con Justin Timberlake e Mila
Kunis). Gluck ci riprova ora con How To Disappear Completely,
ancora una volta una commedia, ambientata nel mondo dei bambini
prodigio.
Il film, remake di una pellicola
svedese del 2006 intitolata Vitus, vedrà appunto un piccolo genio
ribellarsi ai propri genitori che sembrano averne già deciso
l’intero avvenire. Ed Solomon (Men In Black) si è occupato della
stesura di una prima bozza della versione inglese, in cui il
protagonista avrebbe un incidente, che vedrà la propria
intelligenza tornare a livelli ‘normali’, per la disperazione dei
propri genitori. Gluck sarebbe interessato a curare la versione
definitiva della sceneggiatura e a sedere dietro la macchina da
presa. Il progetto è ancora nelle prime fasi, e solo uno di quelli
da lui messi in cantiere, tra cui vi due commedie, una in cui
tornerà a lavorare con Emma Stone e un’altra intitolata Stealing
the Moon e il remake di About last night… (l’originale, uscito a
metà anni ’80, arrivò in Italia col titolo di A proposito della
notte scorsa…
La Warner Bros ha scelto Will Gluck
(Easy Girl, Amici di
letto) per dirigere uno dei prossimi progetti,
Richer or Poorer. Il film, basato su una sceneggiatura
scritta da John Aboud e Michael
Coulton, segue una coppia rimettersi insieme per rapinare
il Museo di Storia Naturale di New York attraverso la messa in
scena di un finto matrimonio. A produrre il film saranno
Peter Principato e Paul
Young.
Gli appassionati
del Saturday Night Live lo ricordano nei
panni del presidente George W. Bush, gli amanti delle commedie
brillanti invece per il film Tutto Può
succedere a Broadway, mentre i serie tv dipendenti lo
ricorderanno per How I Met Your
Mother. Insomma, avete capito di chi stiamo
parlando; Will Forte è un attore che ha
iniziato la sua scalata dalla tv fino ad arrivare alle più grandi
produzioni cinematografiche hollywoodiane.
Scopriamo adesso insieme
tutto quello che c’è da sapere su Will Forte
Will Forte al Saturday Night Live:
la sua carriera in tv
Will Forte al “Saturday Night Live”
10. Molti credono
che la carriera di Will Forte sia cominciata nel 2002 con il
Saturday Night Live. Ebbene non è così. Will ha cominciato a
lavorare in tv molto prima e sorprendentemente dietro la macchina
da presa. Il suo primo lavoro nel mondo dello spettacolo fu come
sceneggiatore per il David Letterman Show a New
York nel lontano 1997. Grazie a Letterman e ovviamente al suo
talento, Will Forte è poi approdato al SNL dove è rimasto fino al
2012.
9. Ancor prima di
approdare da Letterman, Will stava lavorando a un
comic book dal titolo 101 Things to
Definitely Not Do If You Want to Get a Chick (101 cose da
non fare assolutamente se vuoi conquistare una ragazza).
Incredibilmente fu proprio quel ‘fumetto’ a fare la sua fortuna; il
suo talento prima lo portò a lavorare come scrittore per il
Jenny McCarthy sketch show e poi dritto da
Letterman.
8. Will Forte
è una delle poche persone che non ha mai nascosto di soffrire
di disturbo ossessivo
compulsivo. Tuttavia questa condizione non ha mai
fermato la sua scalata nel mondo dello spettacolo; anzi, a detta
dell’attore stesso è stata proprio la sua malattia ad aiutarlo.
Forte non ha mai vissuto la sua
malattia come un handicap ma bensì se n’è servito per sviluppare le
sue gag comiche. Uno dei tratti distintivi del DOC è la
necessità di ripetere più volte di seguito azioni o parole, un po’
come Sheldon di The Big Bang
Theory bussa sempre tre volte alla porta. Will ha
utilizzato questo caratteristica del suo disturbo per preparare il
suo provino per il Saturday Night Live. A quanto
pare all’audizione ha portato un pezzo su di un artista di strada,
dipinto d’oro, che diceva sconcezze a ripetizione.
Will Forte e le serie tv: tra
piccoli ruoli e grandi successi
Will Forte in “The Last Man on Earth”
7. Will Forte si è
dedicato anche ad altri progetti durante gli anni di militanza al
Saturday Night Live. Sono, infatti, tantissime le ‘comparsate’ o
piccoli ruoli in serie tv come Campus Ladies
(2006), Funny or Die Presents (2010),
Parks and Recreation (2011), The
League (2011) e Up All Night (2011-2012).
Ovviamente non possiamo non citare la serie 30
Rock (2012), una comedy di grandissimo successo, con
Tina Fey e Alec Baldwin, in cui
Forte ha recitato in un arco di tredici episodi.
6. Uno dei più grandi successi televisivi
di Will Forte è senza alcun dubbio la serie The Last Man on
Earth di cui è sia protagonista che produttore esecutivo.
Nella serie – andata in onda per quattro stagioni dal 2015 al 2018
– Will interpreta Phil, unico sopravvissuto a una pandemia che ha
spazzato via l’intera razza umana. Il suo look nella serie ricorda
un po’ quello di Tom
Hanks in Cast Away con barba lunga e incolta.
Ebbene, in un’intervista, Will forte ha raccontato che quella barba
gli ha creato non pochi problemi. Non solo ci sono voluti ben sei
mesi per farla crescere ma quando poi ha raggiunto la sua lunghezza
massima, Will stava quasi per impazzire; pare infatti che
l’eccessivo volume della barba gli impedisse di dormire a pancia
sotto poiché la sua faccia non riusciva a toccare il
cuscino.
Will Forte in How I Met Your
Mother
WIll Forte in “How I Met Your Mother”
5. Senza dubbio la
partecipazione di Will Forte alla sit-com How I Met Your
Mother è stata una delle più spassose per gli amanti della
serie e non solo. Nel 2008 Will è stato tra le guest star della
serie nel diciottesimo episodio della terza stagione, dal titolo
“La Strana Coppia”. In questa puntata Barney (Neil Patrick
Harris) cerca di sostituire Ted (Josh
Radnor) con un suo collega ‘rimorchione’, Randy,
interpretato proprio da Will Forte.
L’esperienza di Will sul set pare
sia stata fantastica al punto di spingere gli autori a escogitatare
uno stratagemma narrativo per poterlo far tornare. A volerlo di
nuovo nella serie è stato in particolare Craig
Thomas che ha dichiarato, dopo due anni, di sentire
la mancanza di Will. Ecco quindi che nel 2010 Forte torna sul set
di HIMYM in occasione del settimo episodio della sesta stagione,
dal titolo “Il Licenziamento”. In questa puntata Marshall
(Jason
Segel) licenzia Randy ma ben presto, preso dai sensi
di colpa, fa di tutto per farlo riassumere. In questo modo però,
senza saperlo, distrugge il sogno nel cassetto di Randy, ovvero
quello di usare i soldi della liquidazione per iniziare la sua
nuova carriera di produttore di birra.
Will Forte film: la sua carriera sul grande
schermo
Will Forte nel film “Nebraska”
4. Abbiamo parlato e
straparlato di comic show e serie tv ma la carriera di Will Forte
si è sviluppata anche sul grande schermo. Dopo aver acquisito una
certa notorietà con il Saturday Night Live, dal 2004 in poi Will si
è diviso tra tv e cinema. Al suo primo film, Il
Giro del Mondo in 80 Giorni ne sono seguiti molti
altri e di tantissimi generi differenti.
Tra i più famosi ricordiamo I Fratelli
Solomon (2007), Big Mama (2008),
Brief Interviews with Hideous Men (2009) con la
regia di John
Krasinski, Fanboys (2009) e
ovviamente MacGruber (2010). Quest’ultimo titolo è
particolarmente importante per Will Forte poiché si tratta
dell’adattamento cinematografico dell’omonimo sketch ideato per il
SNL da Jorma Taccone, regista anche del film. Lo sketch così come
la pellicola si prende gioco dell’iconica serie tv
MacGyver e del suo protagonista.
Successivi a quell’anno abbiamo moltissimi altri
film come A Good Old Fashioned Orgy (2011),
Rock of
Ages (2012), film musicale diretto da Adam
Shankman,Indovina Perchè Ti Odio (2012),
Vicini del Terzo Tipo (2012), Run &
Jump (2013) e Nebraska (2013). Con
Nebraska – presentato al Festival di Cannes e che ha ottenuto
ben sei candidature agli Oscar – Will Forte si distacca un
po’ dalle solite commedie filo ‘demenziali’ e abbraccia il dramma,
raccontando una storia dolce amara.
Tra i film più recenti di Will Forte ricordiamo, Un
Weekend da Bamboccioni 2 (2013), Tutto Può
Succedere a Hollywood (2014), Estate a Staten
Island (2015), Good Boys (2019),
La Rivincita delle Sfigate (2019) e in ultimo
Panama
Papers (2019) diretto dal grande Steven
Soderbergh.
Will Forte curiosità
Will Forte e Jane Krakowski nella serie “30 Rock”
3. In ambito
lavorativo e non, tutte le persone che hanno avuto il piacere di
incontrarlo, lo hanno definito un vero
gentleman. In tv e a Hollywood spesso ci si imbatte in
prime donne o attori fin troppo pieni di sé: Will invece pare sia
una delle poche anime gentili dello show business.
Non a caso, infatti, pare che Will sia anche molto
attivo nel campo della ricerca e della beneficenza. Da
solo ha finanziato diverse organizzazioni no-profit che aiutano i
senzatetto e le persone più disagiate e in più lavora da tempo con
più di un ente per la ricerca sulle cellule staminali. In
particolare queste associazioni si occupano di finanziare la
ricerca contro le malattie che colpiscono gli occhi e la vista.
2.
Nonostante sia approdato a Hollywood e abbia preso parte a
produzioni cinematografiche davvero importanti, Will Forte ha
confessato di essersi pentito di aver lasciato Saturday
Night Live. L’attore in più di un’occasione ha dichiarato
di averci messo un bel po’ di tempo per elaborare questo enorme
cambiamento. E’ stata una sua scelta quella di lasciare lo show
dopo otto anni ma tuttavia, a volte, dire addio a qualcosa che si è
amato per tanto tempo non è semplice. Alla fine però il suo
coraggio è stato ripagato.
1. Prima di
approdare in tv e al cinema, Will Forte ha fatto tantissimi lavori
diversi che non ci aspetteremmo da un personaggio così divertente e
fuori dagli schemi. Dopo il diploma, Will ha frequentato la UCLA
dove si è laureato in storia. I suoi piani post
college prevedevano l’inizio di una fulgida carriera
come broker, proprio come suo padre.
Dopo una breve parentesi in una società di brokeraggio, Forte ha
lavorato prima come insegnante di
matematica e poi in una casa
editrice specializzata in musica, prima di
affacciarsi al mondo dello spettacolo.
Purtroppo a oggi non esiste ancora un account ufficiale Will
Forte su Instagram ma se volete essere sempre aggiornati sulle
novità che lo riguardano, potete seguire le sue attività su
Twitter.
Oltre a partecipare a commedie dai
grandi numeri al botteghino, Will Ferrell ha spesso dimostrato di
voler impegnarsi anche in progetti dal sapore diverso, come
avvenuto nei casi di Vero come la finzione o Everything must go.
Alla stessa categoria appartiene Flamingo Thief, scritto da Michael
LeSieur (Tu, io e Dupree): adattamento dell’omonimo romanzo di
Susan Trott, il Ladro di Fenicotteri seguirà le vicende di un
avvocato che dopo essere stato piantato dalla moglie sviluppa una
vera e propria sindrome ossessivo-compulsiva che lo spinge a rubare
riproduzioni di fenicotteri di ogni tipo e dimensione.
On attesa che il progetto (per
certi versi simile a Everything Must Go: anche lì la storia
prendeva le mosse dalla fine di un matrimonio), Ferrell tornerà
sugli schermi in Marzo con Casa de mi padre (commedia spagnola di
ambientazione messicana in cui l’erede in cui un ranch si troverà
suo malgrado coinvolto nella lotta contro un narcotrafficante) e
successivamente in Dog Fight di Jay Roach, dove invece si
‘scontrerà’ con Zach Galifianakis, nella storia di due candidati al
Congresso americano in un collegio del profondo sud americano.
Anche Will Ferrell vuole portare al cinema la sua
versione di Sherlock Holmes, dopo quella
cinematografica recente con Robert Downey Jr e
quella televisiva con Benedict Cumberbatch.
Ad affiancarlo,
Ferrell ha scelto l’amico e collaboratore
John C. Reilly che con lui formerà la
nuova coppia Holmes &
Watson che arà sicuramente del filo da torcere a
Cumberbatch/Freeman e a Downey
Jr./Law.
Naturalmente non esisterebbe Holmes
senza Lestrade, l’impacciato ispettore di Scotland
Yard che è sempre un passo dietro il nostro investigatore
preferito. Per questo nuovo adattamento è stato scelto Rob
Brydon che porterà il poliziotto sul grande aschermo, di
nuovo. Al cast si uniscono anche Kelly McDonald
nei panni della cameriera di Holmes che però non sappiamo ancora se
sarà una giovane incarnazione della signora Hudson, mentre
Rebecca Hall sarà la Dr. Grace Hart, la
prima donna a esercitare la professione medica a Londra. Un omaggio
alla Molly dello show televisivo?
Intanto la sceneggiatura e la regia
sono state affidate a Etan Cohen, già regista di
Men in Black 3.
La forza del progetto sarà
nell’inedito taglio dato ai personaggi di Conan
Doyle. Di fronte alla strada “filologica ma un po’ rock”
di Guy Ritchie e quella moderna della
BBC, Will Ferrell scegli
chiaramente il linguaggio che conosce meglio, quello della
commedia.
Tra i più popolari e apprezzati
comici statunitensi, Will Ferrell si è negli anni
distinto per la sua capacità di costruire personaggi divenuti
iconici, tanto per il loro look quanto per il carattere. Nei
numerosi film campioni d’incassi a cui ha partecipato ha infatti
sempre rubato la scena ai propri colleghi, dimostrando un carisma
decisamente raro. Ecco 10 cose che non sai di Will
Ferrell.
Parte delle cose che non sai
sull’attore
Will Ferrell: la sua
filmografia
10. Ha recitato in celebri
commedie. Ferrell debutta al cinema nel 1997 con il film
Austin Powers – Il controspione, diventando poi
estremamente popolare grazie al film Zoolander (2000), di
e con Ben
Stiller. Inizia a quel punto a ricoprire ruoli da
protagonista nei film Elf -Un elfo di nome Buddy
(2003), Starsky & Hutch (2004), diTodd
Phillips, Anchorman – La leggenda di Ron
Burgundy (2004), Vita da strega (2005), con Nicole
Kidman, 2 single a nozze (2005),
con Owen
Wilson e Vince Vaugh,Vero come la finzione (2006), Fratellastri a 40
anni (2008), Candidato a
sorpresa (2012), Anchorman 2 – Fotti la notizia
(2013), Daddy’s Home
(2015), Zoolander 2
(2016), Holmes & Watson – 2 de menti al servizio della
regina (2018) e Downhill (2020).
9. È un affermato
produttore. Negli anni Ferrell si è distinto anche per il
suo impegno nella produzione, sia di film in cui ha anche recitato
come Candidato a sorpresa, Daddy’s Home e Holmens &
Watson, sia di film altrui. Tra questi si annoverano The
Wedding Party (2012), Hansel & Gretel – Cacciatori di
streghe (2013), Tammy (2014), Vice – L’uomo
nell’ombra (2018), Ibiza (2018) e La
rivincita delle sfigate (2019). È inoltre il produttore delle
serie Drunk History (2013-2019), I’m sorry
(2017-2019), Succession (2018-in corso), e Amiche per
la morte (2019).
8. Si è distinto come
doppiatore. Nel 2010 l’attore diventa particolarmente
popolare come doppiatore dopo aver prestato la propria voce al
protagonista del film d’animazione Megamind.
Tornerà poi in cabina di doppiaggio per i film The LEGO
Movie (2014) e The LEGO Movie 2 – Una nuova avventura
(2019), dove interpreta il Presidente Business.
Will Ferrell: chi è sua moglie
7. È sposato. Sul
set del film A Night at the Roxbury, del 1998, l’attore
conosce l’attrice svedese Viveca Paulin. I due
intraprendono una relazione arrivando al matrimonio due anni. Nel
corso degli anni la coppia darà vita a tre figli, nati
rispettivamente nel 2004, nel 2006 e nel 2010. Nonostante l’estrema
presenza cinematografica e televisiva dell’attore, questi è
riuscito a tenere separa la propria vita lavorativa da quella
personale, mantenuta più riservata.
Will Ferrell in The Office
6. È stato guest star per la
nota serie. L’attore compare nell’episodio 19 della
settima stagione di The Office. Qui ricopre il ruolo di
Deangelo Vickers, chiamato a sostituire il precedente manager,
interpretato da Steve
Carell, nella direzione della Dunder Mifflin. Il suo
personaggio si rivelerà particolarmente incompetente e severo con i
dipendenti, ma per loro fortuna un incidente lo lascerà in stato
comatoso, portandolo così ad un’apparizione in scena di appena
quattro episodi.
Parte delle cose che non sai
sull’attore
Will Ferrell in Elf – Un elfo di
nome Buddy
5. Ha avuto problemi con i
dolciumi. Nel film è presente una scena che vede l’attore
protagonista di un’abbuffata di dolci e caramelle. Questa dovette
essere girata due volte, poiché la prima l’attore vomitò per la
gran quantità di dolciumi ingurgitata. Sempre per via di ciò, per
buona parte delle riprese l’attore soffrì di mal di testa come
reazione agli zuccheri acquisiti.
4. Non era la prima scelta
per il ruolo. Quando la sceneggiatura del film venne
scritta, l’attore designato per ricoprire il ruolo dell’elfo Buddy
era Jim
Carrey. In seguito, tuttavia, questi rifiutò la parte.
La produzione iniziò dunque a cercare un sostituto, scegliendo
infine Ferrell, divenuto icona comica in seguito al successo di
Zoolander.
3. Si è rifiutato di
riprendere il ruolo. Nel 2013 iniziarono a circolare le
voci circa un sequel del film. L’intenzione dei produttori era
infatti di realizzare nuove avventure dell’elfo Buddy, dato il
successo del primo film. Tuttavia il progetto si fermò in seguito
al rifiuto di Ferrell. Nonostante gli fossero stati offerti 29
milioni di dollari, l’attore preferì non riprendere il ruolo,
sentendo che realizzare un sequel poteva essere troppo rischioso e
superfluo.
Will Ferrell e Chad Smith
2. Ha una forte somiglianza
con il noto batterista. Per anni in rete sono state
fornite prove della concreta somiglianza tra l’attore e il
batterista del gruppo Red Hot Chili Peppers. A metterli a confronto
una volta per tutte è stato il conduttore Jimmy Fallon, che nel suo
show ha fatto incontrare i due, vestiti esattamente nello stesso
modo. A quel punto si è resa evidente la reale somiglianza, ma
anche le rispettive peculiarità.
Will Ferrell: età e altezza
1. Will Ferrell è nato a
Irvine, California, Stati Uniti, il 16 luglio 1967.
L’attore è alto complessivamente 191 centimetri.
Diretto e co-sceneggiato (insieme a Noah
Baumbach) dalla regista di Lady Bird Greta
Gerwig, il film live-action sarà incentrato sui giocattoli
per bambini Mattel, con Robbie nei panni di Barbie e
Gosling nei panni di Ken. L’adattamento cinematografico
live-action dell’amata bambola è in lavorazione da diversi anni,
con star come Amy Schumer e Anne Hathaway che sono state
considerate brevemente per il ruolo della protagonista.
Margot Robbie seguirà il film anche come
produttrice, con la sua LuckyChap Entertainment, che è reduce dal
grande successo agli Oscar dello scorso anno per Una donna
promettente. I produttori di Barbie includono anche Tom Ackerley e
Josey McNamara di LuckyChap; Robbie Brenner e Ynon Kreiz di Mattel;
e David Heyman. Fanno parte del cast di Barbie Margot Robbie, Ryan Gosling,
America Ferrera,
Kate McKinnon,
Will Ferrell e
Alexandra Shipp.
I piani per adattare la storia di
Barbie
per il grande schermo hanno subìto alcune battute d’arresto negli
ultimi anni, ma quando Robbie, Gerwig e Baumbach si sono imbarcati
nel progetto rispettivamente nel 2018 e nel 2019, le cose sono
andate a gonfie vele. Secondo quanto riportato da Variety, Barbie
avrebbe dovuto iniziare la produzione all’inizio del 2022 presso i
Leavesden Studios di WB a Londra, con un’uscita nelle sale prevista
per il 2023.
Will Ferrell, in questi giorni nei cinema
con Casa de mi Padre, prenderà parte in veste di attore e
produttore al film Crazy U, ispirato al libro non finzionale Crazy
U:
Will Ferrell sarà
il protagonista della commedia Tom’s Dad
diretta dal regista candidato all’Oscar Lasse
Hallström (Buon Compleanno Mr
Grape, Chocolat).
Il film aveva in precedenza
Patrick Dempsey nel ruolo
principale.
Le riprese sono previste per
l’inizio del prossimo anno.
Ambientato nel Nevada degli anni
‘60, Arthur (Ferrell) è un nightclub performer che spera di
riuscire a sfondare con il suo numero che coinvolge gli animali da
circo. È costretto a riallacciare i rapporti con suo figlio di 12
anni, Tom, di cui non conosce nulla, quando la sua ex-moglie parte
per un viaggio di tre settimane, lasciandoli insieme a cercare di
ristabilire il loro rapporto padre-figlio.
“Quando due grandi talenti come
Will Ferrell e Lasse Hallström si
mettono insieme per lavorare su del grande materiale, devi credere
gli Dei dei film sono dalla tua parte”, ha detto il produttore Joni
Levin.
“Will Ferrell è
uno degli attori più richiesti e carismatici di oggi. In
combinazione con la sensibilità e la maestria del regista
Lasse Hallström, Tom’s
Dad promette di essere sia divertente e
deliziosamente toccante”, ha detto Nadine de Barros, della
Fortitude International.
Nuovo progetto per Will
Ferrell: l’attore, reduce dai set di Think
Like A Man e The Five-Year
Engagement, è ora dato per probabile protagonista di
Get Hard; a fianco a lui,
Kevin Hart.
La sceneggiatura, redatta da
Ian Roberts e Jay Martel, vedrà
un grigio impiegato di banca – questo il possibile ruolo di Ferrell
– venire accusato di una gigantesca frode; non riuscendo a
discolparsi, e in vista del trasferimento in carcere, il
protagonista incaricherà il ragazzo che solitamente gli lava l’auto
– il tipico ‘tipaccio da strada’ – di ‘allenarlo’ a sopravvivere
all’esperienza. lungo il mese che lo separa dalla galera.
Ferrell è attualmente impegnato
nella scrittura del seguito di Anchorman, mentre
ha appena finito di girare About Last Night e sarà presto sugli
schermi in The End Of The World di
Seth
Rogen.
Will Ferrell
diventa testimonial per General Motors in occasione del
Super Bowl LVII e invade un sacco di show Netflix per l’occasione. Da Squid
Game a Stranger
Things, l’attore è pronto persino a fare una
passeggiata nella Londra ucronica di Bridgerton o con gli zombie di
Zack Snyder. Ecco di seguito lo spot:
Will Ferrell e Steve
Carrell hanno firmato per lavorare nel debutto cinematografico
dell’attore-sceneggiatore Justin Theroux. Il film, targato Warner
Bros, graviterà
Come riportato in esclusiva
dall’Hollywood, Will Ferrell e Ryan Reynolds saranno protagonisti di
una nuova rivisitazione in chiave musical di A Christmas
Carol, il classico racconto natalizio di Charles Dickens
giù portato sul grande schermo svariate volte (l’ultimo risale al
2017, intitolato Dickens – L’uomo che
inventò il Natale).
La sceneggiatura sarà curata dagli
autori di Daddy’s Home, Sean Anders e John Morris, con il progetto
attualmente in sviluppo. Non è stato ancora ufficializzato il nome
dello studio che si occuperà della produzione, anche se le società
di Ferrell, la Gloria Sanchez, Maximum Effort e la Mosaic di
Reynolds figureranno tra i crediti.
Rivedremo presto la star di Deadpool
in 6 Underground, action firmato da Michael
Bay e in arrivo su Netflix, The Hitman’s Wife’s Bodyguard,
Free Guy di Shawn Levy e Downhill, remake di Fox
Searchlight del film svedese Force Majeure del 2014.
In Free Guy
Reynolds vestirà i panni del protagonista Guy, un funzionario della
banca che scopre di vivere all’interno di un videogioco dove –
insieme ad un avatar – cercherà di impedire agli sviluppatori di
chiudere il loro mondo. Insomma, una sorta di Ralph Spaccatutto in
versione live action che vanta nel cast anche Jodie Comer (Killing Eve), Joe Keery
(Stranger Things), Lil Rel
Howery, e Utkarsh Ambudkar.
Dopo aver recitato insieme nelle
commedie Fratellastri a 40 anni e
Ricky Bobby – La storia di un uomo che sapeva contare
fino a uno, un nuovo progetto vedrà presto riuniti
sul grande schermo Will Ferrell e John C. Reilly.
Secondo quanto riportato da
Deadline, infatti, i due noti attori saranno i protagonisti di
Holmes and Watson, nuovo adattamento in
chiave comica firmato Sony Pictures delle avventure del leggendario
detective nato dalla penna di Sir Arthur Conan
Doyle. Nel film Ferrell interpreterà Sherlock Holmes, mentre Reilly sarà il
Dottor Watson. Il film vedrà dietro la macchina da
presa Etan Cohen, noto per aver diretto
Will Ferrell e Kevin Hart nella
recente commedia Duri si
diventa. Inizialmente il ruolo del Dottor Watson
doveva essere interpretato da Sacha Baron Cohen.
Le riprese di Holmes
and Watson inizieranno quest’autunno.
Holmes and Watson non è l’unico progetto
che vedrà recitare di nuovo insieme Will Ferrell e
John C. Reilly. I due attori,
infatti, lavoreranno insieme anche nella nuova commedia di
Adam McKay intitolata Border
Guards.
La sceneggiatura del film verrà
scritta da Jesse Armstrong e, secondo le prime
indiscrezioni, la pellicola racconterà la storia di due amici per
la pelle che, per il bene dell’America, decidono di sorvegliare il
confine con il Messico, ritrovandosi coinvolti in una serie di guai
che li costringeranno a cercare di ritornare in patria al più
presto. Ferrell e McKay produrranno la pellicola insieme a
Kevin Messick, con Michael De
Luca e Jonathan Kadin che
supervisioneranno il progetto per la Sony
Pictures.
Will Ferrell e
John C. Reilly torneranno a
collaborare ad un film. I due attori americani saranno i
protagonisti di un nuovo progetto dal titolo Devil’s
Night.
Il film, scritto dalla coppia di
Yes Man con Jim
Carrey, Andrew Mogel e Jarrad
Paul, sarà ambientato nella notte di Halloween. Giorno
magico e particolarmente inquietante soprattutto nella cultura
americana, la notte delle streghe sarà teatro delle avventure di
Leonard e Gabe, che si ritroveranno, dopo un furibondo litigio,
proiettati indietro nel tempo per cercare di rimettere in piedi la
loro decennale amicizia e salvare il loro mondo dalla distruzione
(?).
I due attori avevano già condiviso
il set per Fratellastri a 40 anni e in
Ricky Bobby – La storia di un uomo che sapeva contare
fino a uno.
Rivedremo presto Will Ferrell sul grande
schermo in Anchorman 2: Fotti la Notizia,
mentre John C. Reilly ha appena concluso le
riprese di Guardian of the Galaxy, che
arriverà da noi il 20 ottobre 2014 (qui il teaser trailer bootleg del film).
Alcuni articoli di riviste e
quotidiani sono destinati a diventare film, così come è accaduto
recentemente per Argo, e dunque non stupisce che la New Line abbia
acquistato i diritti per un famoso pezzo del Wall Street Journal di
una decina di anni fa in cui veniva descritto lo strambo tentativo
da parte di alcuni impiegati americani ultra quarantenni di portare
avanti alcuni loro giochi d’infanzia durante l’età adulta.
La notizia della scelta
dell’articolo, alquanto inusuale ma sicuramente vincete a livello
cinematografico, è stata correlata da una ulteriore indiscrezione
secondo cui Will Ferrell e Jack
Black dovrebbero essere i due attori di punta per
interpretare alcuni dei ruoli principali della pellicola intitolata
Tag Brothers. La trama del film, parafrasando un
avvenimento reale pubblicato sul famoso quotidiano americano,
dovrebbe raccontare le vicende di un gruppo di vecchi amici della
scuola Sposane di Washington, i quali decidono di trascorrere il
mese di febbraio a zonzo per il paese, impegnati in scorribande da
ragazzini che li dovrebbero illudere di non essere del tutto
cresciuti.
Ferrell e Black sono stati
contattati dalla produzione, ma per il momento si riservano tempo
per leggere la sceneggiatura di Mark Steilen, ma se il
progetto dovesse andare in porto, allora sarebbe la loro prima
collaborazione sullo schermo dai tempi memorabili del cameo di
Balck in Anchorman. Mentre Black sarà presto al
cinema con Bernie e con la sua voce in Kun Fu
Panda 3, Ferrell è attualmente al lavoro su
Anchorman: La leggenda continua e presto darà la sua
voce ad uno dei personaggi di The Lego Movie.
Continuano in Georgia le riprese di
Anchorman: The Legend Continues , secondo
capitolo delle avventure dell’anchorman d’assalto Ron Burgundy,
interpretato da Will Ferrell. L’attore, noto per
il suo comportamento sopra le righe e per la sua indiscussa vena
comica entra per la seconda volta nei panni di questo personaggio
sui generis e ci racconta ancora i suoi reportage ai limiti
dell’impossibile.
Infatto proprio nelle immagini dal
set che vi mostriamo oggi, Ferrell sta combattendo contro uno
squalo!
In attesa di assistere alla terza –
e, a quanto pare, ultima – interpretazione di Christian Bale nei panni del Cavaliere Oscuro,
giunge la notizia che Batman avrà, se non un nuovo volto, almeno
una nuova voce: quella di Will Arnett. L’attore è stato infatti
reclutato da Phil Lord e Chris Miller per interpretare il
giustiziere in una versione molto particolare: quella, in
mattoncini e CGI che apparirà nel film che i due registi stanno
preparando e che sarà appunto ambientato in un mondo fatto
interamente di Lego.
Il titolo sarà Lego: The Piece Of
Resistance, del cast vocale, oltre ad Arnett fa parte anche
Chris Pratt che interpreterà Emmet, personaggio a
prima vista insignificante che si scoprirà essere invece l’essere
più potente del mondo fatto a mattoncini, conosciuto come
MasterBuilder: a lui spetterà il compito di raccogliere attorno a
sè un eterogeneo gruppo di personaggi per affrontare un’entita
maligna e salvare il proprio universo. Lord e Miller vorrebbero
peraltro formare sullo schermo la mitologia accoppiata Batman –
Superman, e avrebbero scelto
Channing Tatum come voce di quest’ultimo,
sebbene l’attore abbia già una folta agenda di impegni, che vanno
da White House Diwn fino a Jupiter Ascending dei fratelli
Wachowski. L’uscita dei film sui Lego è prevista negli Stati Uniti
per febbraio 2014.
Dopo la repentina interruzione
della sitcom Up All Night, Will
Arnett ha cominciato a lavorare ad un nuovo episodio
pilota, entrando nel frattempo nel cast del film rilancerà le
Tartarughe
Ninja.
Prodotto da Michael
Bay e diretto da Jonathan Liebesman, il
film ha già suscitato perplessità negli appassionati, data la
completa revisione dei protagonisti, che in quest’occasione a
quanto pare avranno un’origine aliena. Del cast fa già parte
Megan
Fox, che interpreterà la reporter April O’Neil, mentre
Alan Ritchson, Pete Ploszek,
Jeremy Howard e Noel Fisher
daranno voci e movimenti a Leonardo, Donatello, Michelangelo e
Raffaello.
Nulla al momento è dato di sapere
del ruolo di Arnett, anche se appare certo che non interpreterà il
vigilanete Casey Jones, né il Maestro Splinter; improbabile anche
che interpreeti Shredder, nemesi dei protagonisti. La sceneggiatura
del film è stata stesa da Josh Appelbaum ed
Andre Nemec; l’uscita del film è programmata per
il 6 giugno 2014.
Immaginate il rumore di una porta
che sbatte ed improvvisamente vediamo comparire Jack (Sean
Hayes) che fa la sua entrata ad effetto con una battuta
sui capelli di Grace (Debra Messing), Grace che
corre allo specchio, Karen (Megan Mullally)
intenta a preparare un Martini e Will (Eric
McCormack) in preda ad un suo sproloquio solitario; pura
normalità per un episodio di Will & Grace.
Il quartetto più irriverente delle
serie tv è tornato sul piccolo schermo in un nuovo ciclo di episodi
(che addirittura raddoppia, dato il via alla decima stagione). Li
avevamo salutati nel 2006 con l’ottava e ultima stagione in cui,
invecchiati, i due protagonisti assistevano alle nozze dei loro
figli.
Li ritroviamo undici anni dopo in
questa nona avventura dove gli showrunner hanno deciso di
ricominciare dall’appartamento newyorkese e dalle classiche storie
dei quattro amici, fra politica, amore e difficili rapporti
familiari. Nei nuovi episodi, Karen ci delizia con i suoi racconti
sui suoi nuovi amici più stretti, ovvero Donald e Melania
Trump, a riconferma che lo show non ha cambiato tono e
soprattutto libertà di espressione.
In occasione del lancio del
cofanetto delle otto stagioni il 21 marzo disponibile su Infinity,
abbiamo incontrato il cast a Londra per farci raccontare come è
stato ritrovarsi sul set. Vi ricordiamo che i nuovi episodi della
nona stagione sono in onda su Joi ogni venerdì alle 21.20.
Come è stato tornare insieme
nello show?
Debra Messing:
“Non abbiamo mai pensato di tornare insieme! Il primo giorno di
riprese sembravamo dei cuccioli, non abbiamo fatto altro che
abbracciarci ed esultare di gioia.”
Sean Haynes:“Quando abbiamo finito nel 2006 ho pensato che fosse tutto
finito lì. Quello che è accaduto ora è una cosa bellissima, è stato
per il video delle lezioni di Trump con il quale abbiamo provato a
dare un messaggio e nel modo migliore in cui sappiamo farlo noi,
con ironia. Grazie a quello ci siamo domandati “possiamo farlo
ancora?” il feedback delle visualizzazioni è stato a centinaia e
abbiamo pensato fosse interessante provare ad andare avanti con lo
show, ci siamo ritrovati tutti d’accordo e abbiamo
ricominciato.”
Megan Mullally:
“Dopo undici anni siamo tornati insieme ed è stato come se non
ci fossimo mai lasciati.”
Potremmo in un qualche modo
ringraziare Trump per il vostro ritorno?
Eric McCormack:
“Diciamo di si. Ci siamo ritrovati sul set per girare un
episodio a favore di Hilary Clinton, durante la scorsa campagna
elettorale delle elezioni presidenziali, il video ha avuto un
successo così incredibile con il numero delle visualizzazioni alle
stelle e dopo l’andamento, che tutti conosciamo, delle elezioni
abbiamo deciso che ci fosse bisogno del nostro ritorno e della
nostra ironia nel palinsesto del piccolo schermo di oggi.”
Qual è la sfida più grande
da accettare nel tornare nei vostri personaggi?
Sean: “Quello
che mi è mancato di più di Jack è il suo essere così pazzo, il non
avere regole. È davvero difficile creare un personaggio come lui,
mi è mancato poterlo interpretare così sciocco, divertente e
libero”.
Megan: “La più
grande sfida nel tornare a interpretare Karen per me è accettare il
suo look così differente dal mio, con tantissimo trucco, per non
parlare dei capelli! I miei sono completamente differenti, abbiamo
fatto tantissime prove prima di trovare quelli giusti. Ma adoro la
sua capacità di possedere la gioia di una bambina. Senza
dimenticare la sua voce, la prima volta che l’ho provata pensavo mi
licenziassero, è stato una specie di istinto ed ha
funzionato.”
Eric:“Lo show
per me è facile come una boccata d’aria fresca, senza alcun tipo di
sforzo. La sfida è stata iniziare e finire il primo episodio, dopo
di che è stato come tornare nella nostra casa, con una totale
libertà in tutto quello che facciamo.”
Sean:“Jack
invece è un personaggio molto fisico, (ci mostra una cicatrice),
questa cicatrice me la sono fatta circa tre mesi fa saltando da un
tavolo, le solite cose che fa Jack. Adoro le sfide, so quello che
le persone si aspettano da me e dal mio personaggio e adoro
farlo!”
Lo show Will & Grace ha
sempre “educato” il pubblico in passato, credete ce ne sia ancora
bisogno?
Sean: “Ora più
che mai, il paese è cambiato così tanto dal 2006. Va fatto non solo
per i ragazzi gay, per i latini, per i messicani, per tutte le
minoranze, perché esistono, sono una minoranza e hanno abbiamo
bisogno di una voce. È bello essere parte di una serie che riesce a
trovare la giusta via e la giusta strada per educare il pubblico
attraverso la comicità e le risate con i nostri personaggi che
vivono nel nostro stesso mondo.”
Siete tutti in perfetta
forma, specialmente tu Debra, come avete fatto a restare così
splendidi?
Debra: “Non è
stato affatto divertente (ride)! Ho bevuto green juice tutti
giorni, niente zucchero, niente junk food, niente latticini, niente
alcool, praticamente mi sono privata di tutte le cose che ti
rendono felice nella vita! È stata dura ma ho attenuto i
risultati.”
Wilfred è
una sitcom statunitense trasmessa
dal 2011 sul canale FX e basata sull’omonima
serie televisiva australiana. Gli attori protagonisti
sonoElijah Wood, nel ruolo di Ryan Newman, e il co-ideatore della
serie Jason Gann, che riprende il ruolo del cane Wilfred,
interpretato anche nella serie originale. La serie è stata adattata
per il canale statunitense da David Zuckerman, già noto per lo
sviluppo e la produzione de I Griffin.
Il 6
agosto 2011 la sitcom è stata rinnovata per una seconda
stagione, il 31 ottobre 2012 per una terza, il 2
ottobre 2013 per una quarta, la conclusiva. La serie segue le
vicende di un giovane di nome Ryan e di Wilfred, il cane della sua
vicina di casa. Inizialmente Ryan è depresso e tenta il suicidio,
ma la sua vita cambia quando Jenna, la sua vicina di casa di cui si
innamora, gli chiede di badare al suo cane durante la giornata.
Ryan è preso alla sprovvista, perché lui vede Wilfred come un
essere umano travestito da cane irriverente, manipolatore, dedito a
qualunque vizio e senza freni inibitori, mentre tutti gli altri lo
vedono semplicemente come un normalissimo cane.
Si intitolerà
Patterns, Wilfred 4×06, la sesta puntata della
quarta ed ultima stagione della divertente e sconclusionata serie
televisiva targata FXX.
In Wilfred
4×06, Ryan si ritrova risucchiato nel
tunnel dell’incredibile End
Game e questa sua improvvisa passione farà in
modo che Ryan distolga l’attenzione dal
poveroWilfred, che ovviamente non prenderà bene
questo nuovo interesse del padrone e farà di tutto per far sì
che End Game possa diventare
molto presto un lontano ricordo.