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Will Ferrell… ladro di fenicotteri

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Oltre a partecipare a commedie dai grandi numeri al botteghino, Will Ferrell ha spesso dimostrato di voler impegnarsi anche in progetti dal sapore diverso, come avvenuto nei casi di Vero come la finzione o Everything must go. Alla stessa categoria appartiene Flamingo Thief, scritto da Michael LeSieur (Tu, io e Dupree): adattamento dell’omonimo romanzo di Susan Trott, il Ladro di Fenicotteri seguirà le vicende di un avvocato che dopo essere stato piantato dalla moglie sviluppa una vera e propria sindrome ossessivo-compulsiva che lo spinge a rubare riproduzioni di fenicotteri di ogni tipo e dimensione.

On attesa che il progetto (per certi versi simile a Everything Must Go: anche lì la storia prendeva le mosse dalla fine di un matrimonio), Ferrell tornerà sugli schermi in Marzo con Casa de mi padre (commedia spagnola di ambientazione messicana in cui l’erede in cui un ranch si troverà suo malgrado coinvolto nella lotta contro un narcotrafficante) e successivamente in Dog Fight di Jay Roach, dove invece si ‘scontrerà’ con Zach Galifianakis, nella storia di due candidati al Congresso americano in un collegio del profondo sud americano.

Fonte: Empire

Will Ferrell: il suo Holmes & Watson trova Lestrade

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Anche Will Ferrell vuole portare al cinema la sua versione di Sherlock Holmes, dopo quella cinematografica recente con Robert Downey Jr e quella televisiva con Benedict Cumberbatch.

Ad affiancarlo, Ferrell ha scelto l’amico e collaboratore John C. Reilly che con lui formerà la nuova coppia Holmes & Watson che arà sicuramente del filo da torcere a Cumberbatch/Freeman e a Downey Jr./Law.

Naturalmente non esisterebbe Holmes senza Lestrade, l’impacciato ispettore di Scotland Yard che è sempre un passo dietro il nostro investigatore preferito. Per questo nuovo adattamento è stato scelto Rob Brydon che porterà il poliziotto sul grande aschermo, di nuovo. Al cast si uniscono anche Kelly McDonald nei panni della cameriera di Holmes che però non sappiamo ancora se sarà una giovane incarnazione della signora Hudson, mentre Rebecca Hall sarà la Dr. Grace Hart, la prima donna a esercitare la professione medica a Londra. Un omaggio alla Molly dello show televisivo?

Intanto la sceneggiatura e la regia sono state affidate a Etan Cohen, già regista di Men in Black 3.

La forza del progetto sarà nell’inedito taglio dato ai personaggi di Conan Doyle. Di fronte alla strada “filologica ma un po’ rock” di Guy Ritchie e quella moderna della BBC, Will Ferrell scegli chiaramente il linguaggio che conosce meglio, quello della commedia.

Che ne pensate?

Will Ferrell: 10 cose che non sai sull’attore

Will Ferrell: 10 cose che non sai sull’attore

Tra i più popolari e apprezzati comici statunitensi, Will Ferrell si è negli anni distinto per la sua capacità di costruire personaggi divenuti iconici, tanto per il loro look quanto per il carattere. Nei numerosi film campioni d’incassi a cui ha partecipato ha infatti sempre rubato la scena ai propri colleghi, dimostrando un carisma decisamente raro. Ecco 10 cose che non sai di Will Ferrell.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Will Ferrell altezza

Will Ferrell: la sua filmografia

10. Ha recitato in celebri commedie. Ferrell debutta al cinema nel 1997 con il film Austin Powers – Il controspione, diventando poi estremamente popolare grazie al film Zoolander (2000), di e con Ben Stiller. Inizia a quel punto a ricoprire ruoli da protagonista nei film Elf -Un elfo di nome Buddy (2003), Starsky & Hutch (2004), di Todd Phillips, Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy (2004), Vita da strega (2005), con Nicole Kidman, 2 single a nozze (2005), con Owen WilsonVince Vaugh, Vero come la finzione (2006), Fratellastri a 40 anni (2008), Candidato a sorpresa (2012), Anchorman 2 – Fotti la notizia (2013), Daddy’s Home (2015), Zoolander 2 (2016), Holmes & Watson – 2 de menti al servizio della regina (2018) e Downhill (2020).

9. È un affermato produttore. Negli anni Ferrell si è distinto anche per il suo impegno nella produzione, sia di film in cui ha anche recitato come Candidato a sorpresa, Daddy’s Home e Holmens & Watson, sia di film altrui. Tra questi si annoverano The Wedding Party (2012), Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe (2013), Tammy (2014), Vice – L’uomo nell’ombra (2018), Ibiza (2018) e La rivincita delle sfigate (2019). È inoltre il produttore delle serie Drunk History (2013-2019), I’m sorry (2017-2019), Succession (2018-in corso), e Amiche per la morte (2019).

8. Si è distinto come doppiatore. Nel 2010 l’attore diventa particolarmente popolare come doppiatore dopo aver prestato la propria voce al protagonista del film d’animazione Megamind. Tornerà poi in cabina di doppiaggio per i film The LEGO Movie (2014) e The LEGO Movie 2 – Una nuova avventura (2019), dove interpreta il Presidente Business.

Will Ferrell: chi è sua moglie

7. È sposato. Sul set del film A Night at the Roxbury, del 1998, l’attore conosce l’attrice svedese Viveca Paulin. I due intraprendono una relazione arrivando al matrimonio due anni. Nel corso degli anni la coppia darà vita a tre figli, nati rispettivamente nel 2004, nel 2006 e nel 2010. Nonostante l’estrema presenza cinematografica e televisiva dell’attore, questi è riuscito a tenere separa la propria vita lavorativa da quella personale, mantenuta più riservata.

Will Ferrell in The Office

6. È stato guest star per la nota serie. L’attore compare nell’episodio 19 della settima stagione di The Office. Qui ricopre il ruolo di Deangelo Vickers, chiamato a sostituire il precedente manager, interpretato da Steve Carell, nella direzione della Dunder Mifflin. Il suo personaggio si rivelerà particolarmente incompetente e severo con i dipendenti, ma per loro fortuna un incidente lo lascerà in stato comatoso, portandolo così ad un’apparizione in scena di appena quattro episodi.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Will Ferrell Elf

Will Ferrell in Elf – Un elfo di nome Buddy

5. Ha avuto problemi con i dolciumi. Nel film è presente una scena che vede l’attore protagonista di un’abbuffata di dolci e caramelle. Questa dovette essere girata due volte, poiché la prima l’attore vomitò per la gran quantità di dolciumi ingurgitata. Sempre per via di ciò, per buona parte delle riprese l’attore soffrì di mal di testa come reazione agli zuccheri acquisiti.

4. Non era la prima scelta per il ruolo. Quando la sceneggiatura del film venne scritta, l’attore designato per ricoprire il ruolo dell’elfo Buddy era Jim Carrey. In seguito, tuttavia, questi rifiutò la parte. La produzione iniziò dunque a cercare un sostituto, scegliendo infine Ferrell, divenuto icona comica in seguito al successo di Zoolander.

3. Si è rifiutato di riprendere il ruolo. Nel 2013 iniziarono a circolare le voci circa un sequel del film. L’intenzione dei produttori era infatti di realizzare nuove avventure dell’elfo Buddy, dato il successo del primo film. Tuttavia il progetto si fermò in seguito al rifiuto di Ferrell. Nonostante gli fossero stati offerti 29 milioni di dollari, l’attore preferì non riprendere il ruolo, sentendo che realizzare un sequel poteva essere troppo rischioso e superfluo.

Will Ferrell e Chad Smith

2. Ha una forte somiglianza con il noto batterista. Per anni in rete sono state fornite prove della concreta somiglianza tra l’attore e il batterista del gruppo Red Hot Chili Peppers. A metterli a confronto una volta per tutte è stato il conduttore Jimmy Fallon, che nel suo show ha fatto incontrare i due, vestiti esattamente nello stesso modo. A quel punto si è resa evidente la reale somiglianza, ma anche le rispettive peculiarità.

Will Ferrell: età e altezza

1. Will Ferrell è nato a Irvine, California, Stati Uniti, il 16 luglio 1967. L’attore è alto complessivamente 191 centimetri.

Fonte: IMDb

Will Ferrell si unisce al cast di Barbie di Margot Robbie

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Will Ferrell si unisce al cast di Barbie di Margot Robbie

Will Ferrell si unisce al cast stellare del film Barbie della Warner Bros, il film incentrato sull’iconica linea di bambole con Margot Robbie e Ryan Gosling. America Ferrera, Kate McKinnon e Simu Liu sono a bordo del progetto che sarà firmato alla regia da Greta Gerwig. Robbie produrrà e interpreterà Barbie e Gosling sarà Ken. Non si sa quale interpreterà Will Ferrell.

Diretto e co-sceneggiato (insieme a Noah Baumbach) dalla regista di Lady Bird Greta Gerwig, il film live-action sarà incentrato sui giocattoli per bambini Mattel, con Robbie nei panni di Barbie e Gosling nei panni di Ken. L’adattamento cinematografico live-action dell’amata bambola è in lavorazione da diversi anni, con star come Amy Schumer e Anne Hathaway che sono state considerate brevemente per il ruolo della protagonista.

Margot Robbie seguirà il film anche come produttrice, con la sua LuckyChap Entertainment, che è reduce dal grande successo agli Oscar dello scorso anno per Una donna promettente. I produttori di Barbie includono anche Tom Ackerley e Josey McNamara di LuckyChap; Robbie Brenner e Ynon Kreiz di Mattel; e David Heyman. Fanno parte del cast di Barbie Margot Robbie, Ryan Gosling, America Ferrera, Kate McKinnon, Will Ferrell e Alexandra Shipp.

I piani per adattare la storia di Barbie per il grande schermo hanno subìto alcune battute d’arresto negli ultimi anni, ma quando Robbie, Gerwig e Baumbach si sono imbarcati nel progetto rispettivamente nel 2018 e nel 2019, le cose sono andate a gonfie vele. Secondo quanto riportato da Variety, Barbie avrebbe dovuto iniziare la produzione all’inizio del 2022 presso i Leavesden Studios di WB a Londra, con un’uscita nelle sale prevista per il 2023.

Will Ferrell sale a bordo del progetto Crazy U

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Will Ferrell, in questi giorni nei cinema con Casa de mi Padre, prenderà parte in veste di attore e produttore al film Crazy U, ispirato al libro non finzionale Crazy U:

Will Ferrell recita in spagnolo

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Will Ferrell si è impegnato in un’impresa davvero bizzarra: interpreterà infatti la commedia in lingua spagnola Casa de mi padre.

Will Ferrell protagonista in Tom’s Dad

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Will Ferrell protagonista in Tom’s Dad

Will Ferrell sarà il protagonista della commedia Tom’s Dad diretta dal regista candidato all’Oscar Lasse Hallström (Buon Compleanno Mr Grape, Chocolat).

Il film aveva in precedenza Patrick Dempsey nel ruolo principale.

Le riprese sono previste per l’inizio del prossimo anno.

Ambientato nel Nevada degli anni ‘60, Arthur (Ferrell) è un nightclub performer che spera di riuscire a sfondare con il suo numero che coinvolge gli animali da circo. È costretto a riallacciare i rapporti con suo figlio di 12 anni, Tom, di cui non conosce nulla, quando la sua ex-moglie parte per un viaggio di tre settimane, lasciandoli insieme a cercare di ristabilire il loro rapporto padre-figlio.

“Quando due grandi talenti come Will Ferrell e Lasse Hallström si mettono insieme per lavorare su del grande materiale, devi credere gli Dei dei film sono dalla tua parte”, ha detto il produttore Joni Levin.

Will Ferrell è uno degli attori più richiesti e carismatici di oggi. In combinazione con la sensibilità e la maestria del regista Lasse Hallström, Tom’s Dad promette di essere sia divertente e deliziosamente toccante”, ha detto Nadine de Barros, della Fortitude International.

Fonte: Comingsoon

Will Ferrell nel cast di Get Hard

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Nuovo progetto per Will Ferrell: l’attore, reduce dai set di Think Like A Man e The Five-Year Engagement, è ora dato per probabile protagonista di Get Hard; a fianco a lui, Kevin Hart.

La sceneggiatura, redatta da Ian Roberts e Jay Martel, vedrà un grigio impiegato di banca – questo il possibile ruolo di Ferrell – venire accusato di una gigantesca frode; non riuscendo a discolparsi, e in vista del trasferimento in carcere, il protagonista incaricherà il ragazzo che solitamente gli lava l’auto – il tipico ‘tipaccio da strada’ – di ‘allenarlo’ a sopravvivere all’esperienza. lungo il mese che lo separa dalla galera.

Ferrell è attualmente impegnato nella scrittura del seguito di Anchorman, mentre ha appena finito di girare About Last Night e sarà presto sugli schermi in The End Of The World di Seth Rogen.

Fonte: Empire

Will Ferrell invade Stranger Things, Bridgerton e Squid Game con lo spot General Motors per il Super Bowl LVII

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Will Ferrell diventa testimonial per General Motors in occasione del Super Bowl LVII e invade un sacco di show Netflix per l’occasione. Da Squid Game a Stranger Things, l’attore è pronto persino a fare una passeggiata nella Londra ucronica di Bridgerton o con gli zombie di Zack Snyder. Ecco di seguito lo spot:

https://www.youtube.com/watch?v=5jymEz9xkPQ

Will Ferrell e Steve Carrell in Swear to God

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Will Ferrell e Steve Carrell in Swear to God

Will Ferrell e Steve Carrell hanno firmato per lavorare nel debutto cinematografico dell’attore-sceneggiatore Justin Theroux. Il film, targato Warner Bros, graviterà

Will Ferrell e Ryan Reynolds nel nuovo A Christmas Carol

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Come riportato in esclusiva dall’Hollywood, Will Ferrell e Ryan Reynolds saranno protagonisti di una nuova rivisitazione in chiave musical di A Christmas Carol, il classico racconto natalizio di Charles Dickens giù portato sul grande schermo svariate volte (l’ultimo risale al 2017, intitolato Dickens – L’uomo che inventò il Natale).

La sceneggiatura sarà curata dagli autori di Daddy’s Home, Sean Anders e John Morris, con il progetto attualmente in sviluppo. Non è stato ancora ufficializzato il nome dello studio che si occuperà della produzione, anche se le società di Ferrell, la Gloria Sanchez, Maximum Effort e la Mosaic di Reynolds figureranno tra i crediti.

Rivedremo presto la star di Deadpool in 6 Underground, action firmato da Michael Bay e in arrivo su Netflix, The Hitman’s Wife’s Bodyguard, Free Guy di Shawn Levy e Downhill, remake di Fox Searchlight del film svedese Force Majeure del 2014.

In Free Guy Reynolds vestirà i panni del protagonista Guy, un funzionario della banca che scopre di vivere all’interno di un videogioco dove – insieme ad un avatar – cercherà di impedire agli sviluppatori di chiudere il loro mondo. Insomma, una sorta di Ralph Spaccatutto in versione live action che vanta nel cast anche Jodie Comer (Killing Eve), Joe Keery (Stranger Things), Lil Rel Howery, e Utkarsh Ambudkar.

Fonte: THR

Will Ferrell e Liam Neeson in Lego 3D!

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Will Ferrell e Liam Neeson in Lego 3D!

Will Ferrell e Liam Neeson si sono uniti al cast del film d’animazione ambientato nell’universo dei Lego e girato in 3D.

Will Ferrell e John C. Reilly saranno Sherlock Holmes e Watson

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Will Ferrell e John C. Reilly saranno Sherlock Holmes e Watson

Dopo aver recitato insieme nelle commedie Fratellastri a 40 anni e Ricky Bobby – La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno, un nuovo progetto vedrà presto riuniti sul grande schermo Will Ferrell e John C. Reilly.

Will Ferrell protagonista in Tom’s Dad

Secondo quanto riportato da Deadline, infatti, i due noti attori saranno i protagonisti di Holmes and Watson, nuovo adattamento in chiave comica firmato Sony Pictures delle avventure del leggendario detective nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Nel film Ferrell interpreterà Sherlock Holmes, mentre Reilly sarà il Dottor Watson.  Il film vedrà dietro la macchina da presa Etan Cohen, noto per aver diretto Will Ferrell e Kevin Hart nella recente commedia Duri si diventa. Inizialmente il ruolo del Dottor Watson doveva essere interpretato da Sacha Baron Cohen.

Le riprese di Holmes and Watson inizieranno quest’autunno.  Holmes and Watson non è l’unico progetto che vedrà recitare di nuovo insieme Will Ferrell e John C. Reilly. I due attori, infatti, lavoreranno insieme anche nella nuova commedia di Adam McKay intitolata Border Guards.

La sceneggiatura del film verrà scritta da Jesse Armstrong e, secondo le prime indiscrezioni, la pellicola racconterà la storia di due amici per la pelle che, per il bene dell’America, decidono di sorvegliare il confine con il Messico, ritrovandosi coinvolti in una serie di guai che li costringeranno a cercare di ritornare in patria al più presto. Ferrell e McKay produrranno la pellicola insieme a Kevin Messick, con Michael De Luca e Jonathan Kadin che supervisioneranno il progetto per la Sony Pictures.

Fonte: CS

Will Ferrell e John C. Reilly di nuovo insieme sul set

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Will Ferrell e John C. ReillyWill Ferrell e John C. Reilly torneranno a collaborare ad un film. I due attori americani saranno i protagonisti di un nuovo progetto dal titolo Devil’s Night.

Il film, scritto dalla coppia di Yes Man con Jim Carrey, Andrew Mogel e Jarrad Paul, sarà ambientato nella notte di Halloween. Giorno magico e particolarmente inquietante soprattutto nella cultura americana, la notte delle streghe sarà teatro delle avventure di Leonard e Gabe, che si ritroveranno, dopo un furibondo litigio, proiettati indietro nel tempo per cercare di rimettere in piedi la loro decennale amicizia e salvare il loro mondo dalla distruzione (?).

I due attori avevano già condiviso il set per Fratellastri a 40 anni e in Ricky Bobby – La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno.

Rivedremo presto Will Ferrell sul grande schermo in Anchorman 2: Fotti la Notizia, mentre John C. Reilly ha appena concluso le riprese di Guardian of the Galaxy, che arriverà da noi il 20 ottobre 2014 (qui il teaser trailer bootleg del film).

Will Ferrell e Jack Black insieme per Tag Brothers

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Alcuni articoli di riviste e quotidiani sono destinati a diventare film, così come è accaduto recentemente per Argo, e dunque non stupisce che la New Line abbia acquistato i diritti per un famoso pezzo del Wall Street Journal di una decina di anni fa in cui veniva descritto lo strambo tentativo da parte di alcuni impiegati americani ultra quarantenni di portare avanti alcuni loro giochi d’infanzia durante l’età adulta.

La notizia della scelta dell’articolo, alquanto inusuale ma sicuramente vincete a livello cinematografico, è stata correlata da una ulteriore indiscrezione secondo cui Will Ferrell e Jack Black dovrebbero essere i due attori di punta per interpretare alcuni dei ruoli principali della pellicola intitolata Tag Brothers. La trama del film, parafrasando un avvenimento reale pubblicato sul famoso quotidiano americano, dovrebbe raccontare le vicende di un gruppo di vecchi amici della scuola Sposane di Washington, i quali decidono di trascorrere il mese di febbraio a zonzo per il paese, impegnati in scorribande da ragazzini che li dovrebbero illudere di non essere del tutto cresciuti.

Ferrell e Black sono stati contattati dalla produzione, ma per il momento si riservano tempo per leggere la sceneggiatura di Mark Steilen, ma se il progetto dovesse andare in porto, allora sarebbe la loro prima collaborazione sullo schermo dai tempi memorabili del cameo di Balck in Anchorman. Mentre Black sarà presto al cinema con Bernie e con la sua voce in Kun Fu Panda 3, Ferrell è attualmente al lavoro su Anchorman: La leggenda continua e presto darà la sua voce ad uno dei personaggi di The Lego Movie.

Fonte: empire

Will Ferrell alle prese con gli squali

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Will Ferrell alle prese con gli squali

Continuano in Georgia le riprese di Anchorman: The Legend Continues , secondo capitolo delle avventure dell’anchorman d’assalto Ron Burgundy, interpretato da Will Ferrell. L’attore, noto per il suo comportamento sopra le righe e per la sua indiscussa vena comica entra per la seconda volta nei panni di questo personaggio sui generis e ci racconta ancora i suoi reportage ai limiti dell’impossibile.

Infatto proprio nelle immagini dal set che vi mostriamo oggi, Ferrell sta combattendo contro uno squalo!

Eccole di seguito:

will ferrell squalo 1

will ferrell squalo 2

Nel cast, accanto a Will Ferrell , ci sono anche Steve Carell, Paul Rudd, David Koechner, Christina Applegate, Harrison Ford, Kristen Wiig, James Marsden, Greg Kinnear, John C. Reilly, Meagan Good e Dylan Baker.

Anche questo film, così come Anchorman: The Legend of Ron Burgundy, è diretto da Adam McKay, e uscirà al cinema in USA il prossimo 20 dicembre.

Fonte: WP

Will Arnett, Batman… di Lego

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In attesa di assistere alla terza – e, a quanto pare, ultima – interpretazione di Christian Bale nei panni del Cavaliere Oscuro, giunge la notizia che Batman avrà, se non un nuovo volto, almeno una nuova voce: quella di Will Arnett. L’attore è stato infatti reclutato da Phil Lord e Chris Miller per interpretare il giustiziere in una versione molto particolare: quella, in mattoncini e CGI che apparirà nel film che i due registi stanno preparando e che sarà appunto ambientato in un mondo fatto interamente di Lego.

Il titolo sarà Lego: The Piece Of Resistance, del cast vocale, oltre ad Arnett fa parte anche Chris Pratt che interpreterà Emmet, personaggio a prima vista insignificante che si scoprirà essere invece l’essere più potente del mondo fatto a mattoncini, conosciuto come MasterBuilder: a lui spetterà il compito di raccogliere attorno a sè un eterogeneo gruppo di personaggi per affrontare un’entita maligna e salvare il proprio universo. Lord e Miller vorrebbero peraltro formare sullo schermo la mitologia accoppiata Batman – Superman, e avrebbero scelto Channing Tatum come voce di quest’ultimo, sebbene l’attore abbia già una folta agenda di impegni, che vanno da White House Diwn fino a Jupiter Ascending dei fratelli Wachowski. L’uscita dei film sui Lego è prevista negli Stati Uniti per febbraio 2014.

Fonte: Empire

Will Arnett nel cast delle Tartarughe Ninja

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Dopo la repentina interruzione della sitcom Up All Night, Will Arnett ha cominciato a lavorare ad un nuovo episodio pilota, entrando nel frattempo nel cast del film rilancerà le Tartarughe Ninja.

Prodotto da Michael Bay e diretto da Jonathan Liebesman, il film ha già suscitato perplessità negli appassionati, data la completa revisione dei protagonisti, che in quest’occasione a quanto pare avranno un’origine aliena. Del cast fa già parte Megan Fox, che interpreterà la reporter April O’Neil, mentre Alan Ritchson, Pete Ploszek, Jeremy Howard e Noel Fisher daranno voci e movimenti a Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello.

Nulla al momento è dato di sapere del ruolo di Arnett, anche se appare certo che non interpreterà il vigilanete Casey Jones, né il Maestro Splinter; improbabile anche che interpreeti Shredder, nemesi dei protagonisti. La sceneggiatura del film è stata stesa da Josh Appelbaum ed Andre Nemec; l’uscita del film è programmata per il 6 giugno 2014.

Fonte: Empire

Will & Grace: incontro con i protagonisti

Immaginate il rumore di una porta che sbatte ed improvvisamente vediamo comparire Jack (Sean Hayes) che fa la sua entrata ad effetto con una battuta sui capelli di Grace (Debra Messing), Grace che corre allo specchio, Karen (Megan Mullally) intenta a preparare un Martini e Will (Eric McCormack) in preda ad un suo sproloquio solitario; pura normalità per un episodio di Will & Grace.

Il quartetto più irriverente delle serie tv è tornato sul piccolo schermo in un nuovo ciclo di episodi (che addirittura raddoppia, dato il via alla decima stagione). Li avevamo salutati nel 2006 con l’ottava e ultima stagione in cui, invecchiati, i due protagonisti assistevano alle nozze dei loro figli.

Li ritroviamo undici anni dopo in questa nona avventura dove gli showrunner hanno deciso di ricominciare dall’appartamento newyorkese e dalle classiche storie dei quattro amici, fra politica, amore e difficili rapporti familiari. Nei nuovi episodi, Karen ci delizia con i suoi racconti sui suoi nuovi amici più stretti, ovvero Donald e Melania Trump, a riconferma che lo show non ha cambiato tono e soprattutto libertà di espressione.

In occasione del lancio del cofanetto delle otto stagioni il 21 marzo disponibile su Infinity, abbiamo incontrato il cast a Londra per farci raccontare come è stato ritrovarsi sul set. Vi ricordiamo che i nuovi episodi della nona stagione sono in onda su Joi ogni venerdì alle 21.20.

Come è stato tornare insieme nello show?

Debra Messing: “Non abbiamo mai pensato di tornare insieme! Il primo giorno di riprese sembravamo dei cuccioli, non abbiamo fatto altro che abbracciarci ed esultare di gioia.”

Sean Haynes: “Quando abbiamo finito nel 2006 ho pensato che fosse tutto finito lì. Quello che è accaduto ora è una cosa bellissima, è stato per il video delle lezioni di Trump con il quale abbiamo provato a dare un messaggio e nel modo migliore in cui sappiamo farlo noi, con ironia. Grazie a quello ci siamo domandati “possiamo farlo ancora?” il feedback delle visualizzazioni è stato a centinaia e abbiamo pensato fosse interessante provare ad andare avanti con lo show, ci siamo ritrovati tutti d’accordo e abbiamo ricominciato.”

Megan Mullally: “Dopo undici anni siamo tornati insieme ed è stato come se non ci fossimo mai lasciati.”

Potremmo in un qualche modo ringraziare Trump per il vostro ritorno?

Eric McCormack: “Diciamo di si. Ci siamo ritrovati sul set per girare un episodio a favore di Hilary Clinton, durante la scorsa campagna elettorale delle elezioni presidenziali, il video ha avuto un successo così incredibile con il numero delle visualizzazioni alle stelle e dopo l’andamento, che tutti conosciamo, delle elezioni abbiamo deciso che ci fosse bisogno del nostro ritorno e della nostra ironia nel palinsesto del piccolo schermo di oggi.”

Qual è la sfida più grande da accettare nel tornare nei vostri personaggi?

Sean: “Quello che mi è mancato di più di Jack è il suo essere così pazzo, il non avere regole. È davvero difficile creare un personaggio come lui, mi è mancato poterlo interpretare così sciocco, divertente e libero”.

Megan: “La più grande sfida nel tornare a interpretare Karen per me è accettare il suo look così differente dal mio, con tantissimo trucco, per non parlare dei capelli! I miei sono completamente differenti, abbiamo fatto tantissime prove prima di trovare quelli giusti. Ma adoro la sua capacità di possedere la gioia di una bambina. Senza dimenticare la sua voce, la prima volta che l’ho provata pensavo mi licenziassero, è stato una specie di istinto ed ha funzionato.”

Eric: “Lo show per me è facile come una boccata d’aria fresca, senza alcun tipo di sforzo. La sfida è stata iniziare e finire il primo episodio, dopo di che è stato come tornare nella nostra casa, con una totale libertà in tutto quello che facciamo.”

Sean: “Jack invece è un personaggio molto fisico, (ci mostra una cicatrice), questa cicatrice me la sono fatta circa tre mesi fa saltando da un tavolo, le solite cose che fa Jack. Adoro le sfide, so quello che le persone si aspettano da me e dal mio personaggio e adoro farlo!”

Lo show Will & Grace ha sempre “educato” il pubblico in passato, credete ce ne sia ancora bisogno?

Sean: “Ora più che mai, il paese è cambiato così tanto dal 2006. Va fatto non solo per i ragazzi gay, per i latini, per i messicani, per tutte le minoranze, perché esistono, sono una minoranza e hanno abbiamo bisogno di una voce. È bello essere parte di una serie che riesce a trovare la giusta via e la giusta strada per educare il pubblico attraverso la comicità e le risate con i nostri personaggi che vivono nel nostro stesso mondo.”

Siete tutti in perfetta forma, specialmente tu Debra, come avete fatto a restare così splendidi?

Debra: “Non è stato affatto divertente (ride)! Ho bevuto green juice tutti giorni, niente zucchero, niente junk food, niente latticini, niente alcool, praticamente mi sono privata di tutte le cose che ti rendono felice nella vita! È stata dura ma ho attenuto i risultati.”

Wilfred 4×03: anticipazioni e promo

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Si intitolerà LoyaltyWilfred 4×03, la terza puntata del quarto ciclo di episodi della serie di successo con protagonista l’attore Elijah Wood.

http://youtu.be/yjOPolN2oco

Wilfred 4x03Wilfred è una sitcom statunitense trasmessa dal 2011 sul canale FX e basata sull’omonima serie televisiva australiana. Gli attori protagonisti sonoElijah Wood, nel ruolo di Ryan Newman, e il co-ideatore della serie Jason Gann, che riprende il ruolo del cane Wilfred, interpretato anche nella serie originale. La serie è stata adattata per il canale statunitense da David Zuckerman, già noto per lo sviluppo e la produzione de I Griffin.

Il 6 agosto 2011 la sitcom è stata rinnovata per una seconda stagione, il 31 ottobre 2012 per una terza, il 2 ottobre 2013 per una quarta, la conclusiva. La serie segue le vicende di un giovane di nome Ryan e di Wilfred, il cane della sua vicina di casa. Inizialmente Ryan è depresso e tenta il suicidio, ma la sua vita cambia quando Jenna, la sua vicina di casa di cui si innamora, gli chiede di badare al suo cane durante la giornata. Ryan è preso alla sprovvista, perché lui vede Wilfred come un essere umano travestito da cane irriverente, manipolatore, dedito a qualunque vizio e senza freni inibitori, mentre tutti gli altri lo vedono semplicemente come un normalissimo cane.

Wilfred 4×06: anticipazioni e promo

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Si intitolerà Patterns, Wilfred 4×06, la sesta puntata della quarta ed ultima stagione della divertente e sconclusionata serie televisiva targata FXX.

Wilfred 4×06In Wilfred 4×06, Ryan si ritrova risucchiato nel tunnel dell’incredibile End Game e questa sua improvvisa passione farà in modo che Ryan distolga l’attenzione dal poveroWilfred, che ovviamente non prenderà bene questo nuovo interesse del padrone e farà di tutto per far sì che End Game possa diventare molto presto un lontano ricordo.

Wilfred 4×05: anticipazioni della serie con Elijah Wood

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Wilfred 4×05Si intitolerà Forward, Wilfred 4×05, il quinto episodio della serie di successo della Fox con protagonista l’attore Elijah Wood.

In Wilfred 4×05,  Ryan e Wilfred si ritrovano loro malgrado ad assistere ad un incidente particolarmente inquietante e spaventoso, ma quando si ritrovano a dover fare il punto della situazione ed a raccontare l’accaduto, le due versioni dei fatti sono drasticamente differenti e sarà molto difficile riuscire a capire chi dei due sta raccontando la verità e chi invece ha travisato completamente l’accaduto.

Wilfred 4×04: anticipazioni della serie con Elijah Wood

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Wilfred 4×04Si intitolerà Answers, Wilfred 4×04, il quarto episodio della serie di successo della Fox con protagonista l’attore Elijah Wood.

In Wilfred 4×04, Ryan decide che è giunto il momento di dare il suo consenso per poter fare un particolarissimo studio scientifico su Wilfred e man mano che verranno fatti ulteriori test sul sempre più titubante Wilfred e proseguirà lo studio, i risultati che emergeranno da quest’indagine saranno veramente curiosi ed assolutamente incredibili.

Wildwood è uno dei film fantasy più importanti del 2026: in gioco c’è il futuro della stop-motion al cinema

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Il 2026 sarà un anno ricco di grandi uscite, ma solo pochi film possono essere definiti davvero “importanti”. Non solo per il loro potenziale artistico o commerciale, ma perché il loro successo — o fallimento — potrebbe influenzare le decisioni future dell’intera industria. Dopo casi emblematici come F1, che ha rilanciato l’esperimento theatrical di Apple, o Sinners, che ha dimostrato come puntare su un’idea originale possa ancora pagare, un nuovo titolo entra ufficialmente in questa categoria: Wildwood.

Il nuovo film dello studio di animazione in stop-motion Laika uscirà nelle sale statunitensi il 23 ottobre 2026, come confermato ufficialmente. Un traguardo tutt’altro che scontato, arrivato dopo una lunga e complessa ricerca di distribuzione che ha già causato uno slittamento di un anno rispetto ai piani iniziali. Nonostante i precedenti rapporti con Focus Features e Annapurna, nessun grande distributore tradizionale ha deciso di scommettere sul progetto.

La distribuzione americana sarà affidata a Fathom Entertainment, realtà finora nota soprattutto per eventi speciali e riedizioni, mentre le vendite internazionali saranno curate da FilmNation. Una scelta non convenzionale che rende Wildwood un vero e proprio test di mercato.

Una scommessa che vale più di un film

Per Laika, Wildwood rappresenta un’occasione di rilancio fondamentale. Lo studio non distribuisce un nuovo lungometraggio dal 2019, anno di Missing Link, rivelatosi un pesante insuccesso al botteghino. Ma la posta in gioco è ancora più ampia: Wildwood potrebbe essere l’ultima grande occasione per dimostrare che la stop-motion ha ancora un posto nelle sale cinematografiche.

Negli anni post-pandemia, l’animazione originale ha faticato al cinema. Disney e Pixar hanno trovato il successo quasi esclusivamente con sequel, mentre i progetti inediti hanno visto ridursi drasticamente il loro potenziale commerciale. Anche casi virtuosi come The Wild Robot di DreamWorks sono stati considerati successi soprattutto in rapporto ai costi contenuti. Nel frattempo, la stop-motion ha trovato spazio e riconoscimenti quasi esclusivamente nello streaming: basti pensare a Pinocchio di Guillermo del Toro, premiato agli Oscar ma distribuito direttamente online.

Netflix, in particolare, ha dimostrato di credere nel medium, e non è un caso che molti si siano chiesti perché non abbia acquisito Wildwood. Laika, però, ha scelto consapevolmente la strada del cinema in sala. David Burke, Chief Marketing and Operations Officer dello studio, ha definito il film “una testimonianza della volontà di Laika di seguire il proprio percorso”, parlando apertamente di indipendenza creativa. Ancora più esplicite le parole di Travis Knight, CEO di Laika e regista del film, che ha descritto Wildwood come “una celebrazione dell’arte contro gli algoritmi”, pensata per essere vissuta “nel buio di una sala, su grande schermo, insieme ad altri sognatori”.

Perché l’uscita di Wildwood conta per tutta l’industria

La collaborazione con Fathom non nasce dal nulla: la società ha già curato le recenti riedizioni cinematografiche di Coraline e ParaNorman, con la prima capace di incassare nuovamente oltre 50 milioni di dollari. Il CEO di Fathom, Ray Nutt, ha assicurato che Wildwood riceverà “una distribuzione theatrical nazionale completa, paragonabile a quella dei grandi studios”.

Se l’operazione funzionerà, Laika e Fathom verranno considerate visionarie. Se fallirà, Wildwood rischia di diventare il caso-studio perfetto per dimostrare che la stop-motion non è più sostenibile nelle sale, rafforzando le scelte dei distributori che hanno preferito tirarsi indietro. In quel caso, il futuro del medium potrebbe essere legato in modo quasi definitivo allo streaming.

Le aspettative sono alte, così come la posta in gioco. Wildwood non è solo un film fantasy molto atteso: è una scommessa sul futuro dell’animazione artigianale al cinema. E a ottobre 2026 sarà il pubblico a decidere se questa scommessa potrà essere vinta.

Wildwood – I segreti del bosco proibito: il trailer del nuovo film LAIKA

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Uscirà al cinema il 22 ottobre 2026 distribuito da Notorious Pictures WILDWOOD – I segreti del bosco proibito, il nuovo film d’animazione in stop-motion, firmato LAIKA, lo studio i cui lungometraggi animati usciti ad oggi sono stati tutti candidati all’Oscar® per il Miglior Film d’Animazione.

Basato sull’omonimo romanzo di Colin Meloy, illustrato da Carson Ellis, WILDWOOD – I segreti del bosco proibito racconta la storia di Prue McKeel, un’adolescente intraprendente che, dopo che il suo fratellino viene rapito da uno stormo di corvi, si lancia in una disperata missione di salvataggio nell’Landa Impenetrabile, una foresta incantata nascosta appena oltre Portland, in Oregon.

Insieme al compagno di scuola Curtis Mehlberg, tanto maldestro quanto leale, Prue attraversa un mondo abitato da animali parlanti, banditi e figure potenti mosse da dolore e ambizione.

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Quando i due ragazzi si ritrovano coinvolti in un conflitto che minaccia l’equilibrio stesso della foresta, Prue dovrà scoprire una forza e una fiducia in sé che non pensava di possedere. Per salvare suo fratello e proteggere il fragile futuro di Wildwood, dovrà rischiare ogni cosa.

Dallo studio LAIKA, candidato agli Oscar® e vincitore del BAFTA, WILDWOOD – I segreti del bosco proibito è una grande avventura epica sul potere dell’amore, del sacrificio e sulla magia che si rivela quando troviamo il coraggio di guardare oltre ciò che conosciamo.

Wildwood – I segreti del bosco proibito: il nuovo fantasy di Laika unisce le atmosfere di Le Cronache di Narnia e Coraline

Dopo sette anni di assenza, Laika torna al cinema con Wildwood – I segreti del bosco proibito, ambizioso film in stop-motion che promette di conquistare gli appassionati di fantasy. Basato sull’omonimo romanzo di Colin Meloy, il film è già al centro dell’attenzione per un primato assoluto: con una durata di 139 minuti, potrebbe diventare il lungometraggio in stop-motion più lungo mai realizzato.

Il progetto richiama inevitabilmente due grandi classici del genere: Le Cronache di Narnia per l’impianto narrativo e Coraline per lo stile visivo e le atmosfere oscure che hanno reso celebre lo studio.

Un’avventura fantasy tra magia, animali parlanti e oscurità

La protagonista è Prue, una dodicenne che si addentra nella misteriosa Impassable Wilderness, una foresta proibita popolata da creature parlanti, per salvare il fratellino Mac, rapito da uno stormo di corvi. Ad accompagnarla nell’impresa c’è il compagno di scuola Curtis.

Come accade nei romanzi di C.S. Lewis, anche Wildwood trasporta i suoi giovani protagonisti in un mondo fantastico nascosto accanto alla realtà quotidiana. Tuttavia, quel regno è ormai profondamente diviso e minacciato da una potente antagonista, Alexandra Svik, conosciuta anche come la Dowager Governess, una figura che ricorda per fascino e manipolazione la Strega Bianca di Le Cronache di Narnia.

Nel corso dell’avventura, Curtis finisce infatti sotto l’influenza della donna, richiamando il percorso di Edmund Pevensie nella saga di Narnia.

Wildwood (2026)Lo stile di Coraline torna con l’inconfondibile animazione Laika

Se la struttura narrativa richiama Le Cronache di Narnia, dal punto di vista visivo Wildwood si inserisce perfettamente nella tradizione di Laika.

Il trailer mette infatti in mostra la straordinaria qualità della stop-motion dello studio, già apprezzata in film come Coraline, ParaNorman, Boxtrolls – Le scatole magiche, Kubo e la spada magica e Missing Link. Ogni inquadratura evidenzia il meticoloso lavoro artigianale che caratterizza le produzioni Laika, con scenografie ricchissime di dettagli e animazioni realizzate interamente a mano.

Nel cast vocale figurano Peyton Elizabeth Lee nel ruolo di Prue, Jacob Tremblay in quello di Curtis e Carey Mulligan nei panni della perfida Alexandra.

Wildwood potrebbe stabilire un record storico

Secondo le indiscrezioni, Wildwood avrà una durata di 139 minuti, un tempo che lo renderebbe il film in stop-motion più lungo mai realizzato. Se confermato, supererebbe infatti Pinocchio di Guillermo del Toro, che con i suoi 117 minuti detiene attualmente il record della categoria. Inoltre diventerebbe il secondo film d’animazione americano più lungo di sempre, alle spalle soltanto di Spider-Man: Across the Spider-Verse (140 minuti).

Anche la classificazione PG-13 lascia intendere che Laika non abbia intenzione di alleggerire i toni del romanzo originale, lungo oltre 500 pagine e caratterizzato da momenti oscuri, violenti e tematiche mature già evidenti nelle prime immagini promozionali.

Quando esce Wildwood?

Wildwood arriverà nelle sale cinematografiche il 22 ottobre 2026 distribuito da Notorious Pictures, segnando il ritorno di Laika dopo una lunga pausa produttiva e proponendosi come uno dei fantasy animati più ambiziosi degli ultimi anni.

Wildside e il collettivo I Diavoli chiudono un accordo esclusivo di first look

La Wildside, appartenente al gruppo Fremantle, ha stretto un accordo di esclusiva con il collettivo I Diavoli, per i first look.

Il collettivo I Diavoli sottoporrà – in via prioritaria ed esclusiva – a Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli qualsiasi idea, concept, format e soggetto sviluppato, ai fini di una eventuale realizzazione di serie televisive o di film.

Creata nel 2009, Wildside– parte di Fremantle, uno dei principali produttori indipendenti al mondo – ha realizzato film di Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio e Saverio Costanzo; titoli campioni di incasso – tra i quali Come un Gatto in tangenziale di Riccardo Milani – e serie internazionali di successo come In Treatment1992, 1993 e 1994; il debutto in televisione del regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, The Young Pope;Il Miracolo di Niccolò Ammaniti e L’amica geniale, tratto dalla quadrilogia di Elena Ferrante, per la regia di Saverio Costanzo.

Il collettivo I Diavoli (www.idiavoli.com) è guidato da Guido Brera, tra le altre cose cofondatore e CIO di Kairos. Nel 2014 Brera ha pubblicato il suo primo romanzo I Diavoli(Bur), e da allora ha affiancato le sue attività nel mondo della finanza con quelle di scrittore. Nel 2015 è tra i fondatori – insieme con Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco – della casa editrice “La Nave di Teseo”e nel 2017 ha scritto, con Edoardo Nesi, il libro Tutto è in frantumi e danza(La nave di Teseo), su come la crisi finanziaria del 2008 ha influenzato gli equilibri politici e finanziari degli anni successivi, fino ad arrivare alle elezioni presidenziali americane e al referendum sulla Brexit.

Andrea Scrosati, Group COO di Fremantle ha dichiarato: “Le storie più potenti sono quelle che si basano sulla realtà, che da essa traggono ispirazione e ci offrono un punto di vista originale per comprenderla ed esplorarla. Guido Brera e il team de I Diavoli hanno una capacità straordinaria di indagare su aspetti della realtà che sfuggono a molti, restituendola al racconto. Per questo sono davvero orgoglioso che abbiano scelto Fremantle,e in particolare il team di Wildside, come loro partner creativo e produttivo”.

Guido Brera, fondatore del collettivo I Diavoli ha dichiarato: “Per I diavoli raccontare storie significa leggere tra le righe del reale, illuminarne i lati più oscuri, ma soprattutto giocare d’anticipo, intercettare le tendenze, cogliere nell’oggi ciò che sarà domani. Restituire visioni del futuro a partire dal presente. Lo facciamo incrociando saperi diversi in una geometria narrativa comune, sperimentando una pluralità di chiavi espressive: dai libri al Web, dalla letteratura alla multimedialità. L’accordo di first look con Fremantle, tra le società leader mondiali nel campo della creazione e la produzione, e una realtà produttiva del valore di Wildside rende finalmente possibile raccogliere la sfida oggi più ambiziosa sul terreno delle grandi narrazioni e dell’intrattenimento di qualità: quella dello sviluppo di contenuti audio-visivi per il cinema e la serialità televisiva”.

Mario Gianani, CEO di Wildside ha dichiarato: “Produrre contenuti destinati a una platea ormai globale richiede una lettura sempre più attenta del contemporaneo e per fare questo è indispensabile avere accesso a proprietà intellettuali che si trovano anche al di fuori dei canali tradizionali. L’incontro con Guido Brera e il collettivo I Diavoli da lui creato è stato per noi illuminante, è nata subito una intensa e proficua collaborazione che al momento ci vede impegnati nello sviluppo di quattro progetti che spaziano tra la serialità televisiva e i film destinati al grande schermo”.

Wildlife: recensione del film di Paul Dano

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Wildlife: recensione del film di Paul Dano

È tratto dall’omonimo romanzo di Richard Ford, Wildlife, l’esordio al cinema dietro alla macchina da presa di Paul Dano, presentato come film d’apertura della 57° Semaine de la Critique a Cannes 2018. Dano, che firma anche la sceneggiatura con la compagna Zoe Kazan, anche lei attrice e produttrice, decide di eliminare l’elemento di flashback del romanzo, che permetteva al protagonista di raccontare tutti gli eventi con “il senno di poi” e proietta tutta la storia nel presente.

In Wildlife Montana, anni ’60, una coppia con un figlio quattordicenne si è appena trasferita ma, di fronte a difficoltà con il lavoro, i due si allontanano e si separano. Tutto il dramma familiare viene raccontato attraverso gli occhi del tranquillo e riflessivo Joe (Ed Oxenbould) che guarda ai genitori come a un esempio di idillio a inizio film e che si troverà a fare da unico testimone alla dolorosa divisione.

Paul Dano è un attore straordinario: dotato di un volto poco comune e che sfugge alle definizioni hollywoodiane, sfugge grazie al talento alla trappola del caratterista e, nel tempo, ha collezionato tanti ruoli incredibili, che lo hanno preparato a raccontare questa storia con uno stile che non sorprende, nel senso che si allinea al suo approccio alla professione dell’attore.

Nonostante diriga due superstar, Carey Mulligan e Jake Gyllenhaal, Dano appoggia tutta la storia sulle spalle di Oxenbould, giovane e bravo interprete che mostra subito una somiglianza incredibile con lo stesso regista. Il suo Joe è un testimone, vive il suo rapporto con i genitori in maniera passiva, incapace di far capire al padre che non vuole giocare a football prima, e allo stesso modo impotente di fronte ai colpi di testa e ai tradimenti della madre.

A loro volta i genitori lo vedono come emanazioni di se stessi: per Jerry dovrebbe essere il classico ragazzo che per fare amicizia deve frequenta la squadra di football, sport per cui il ragazzino non è affatto dotato; per Jeanette diventa invece, nel corso del film, un confidente, contro la sua volontà, una persona a cui raccontare i propri turbamenti, di fronte alla solitudine della sua vita, indirizzata a forza solo verso la casa e la famiglia.

Wildlife racconta la difficoltà di un uomo di essere all’altezza delle proprie aspettative, l’impossibilità di una donna di assecondare il suo “istinto moderno” in un periodo storico sbagliato, l’approccio di un ragazzino metidabondo alla vita adulta. Mostrando tutti i particolari degli eventi con equilibrio e misura, Paul Dano regala al film un attento studio delle psicologie, scelte visive accurate, soprattutto un tono dolcemente malinconico che si esplicita nel finale, nell’espressione contrita di Jaenette, in quella affranta di Jerry, soprattutto nel sorriso sospeso di Joe.

Wildlife: Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan nel trailer del film di Paul Dano

IFC Films ha appena diffuso il primo trailer ufficiale di Wildlife, debutto alla regia di Paul Dano presentato in anteprima al Sundance Film Festival e pochi giorni fa a Cannes alla Semaine de la Critique come titolo di apertura.

Cannes 2018: Wildlife, recensione del film di Paul Dano

In attesa che venga trovata una distribuzione italiana per il film, vi ricordiamo che Wildlife – scritto a quattro mani da Paul Dano e Zoe Kazan – vede nel cast Carey MulliganJake Gyllenhaal.

Di seguito la sinossi:

Il quattordicenne Joe Brinson è testimone del naufragio del matrimonio dei suoi genitori, Jeanette e Jerry, una casalinga e un giocatore di golf, in una cittadina del Montana degli anni ’60. Sul vicino confine canadese infuria un incontrollato incendio boschivo e Jerry decide di unirsi ai volontari per fronteggiare il fuoco, lasciando da soli moglie e figlio. Joe si vede improvvisamente costretto a diventare adulto per aiutare la madre, che nel frattempo ha trovato l’amore tra le braccia di un altro uomo.

Wildland: recensione del film di Jeanette Nordahl #NoirinFest

Wildland: recensione del film di Jeanette Nordahl #NoirinFest

In concorso alla XXX edizione del Noir in Festival, Wildland è il primo lungometraggio della regista danese Jeanette Nordahl, già assistente alla regia nella fortunata serie tv Borgen – Il potere, oltre che di film danesi come Carl Mørk – 87 minuti per non morire e il successivo  The absent one – Battuta di caccia. In quest’edizione del Festival, Nordahl è tra le più attese della nutrita pattuglia al femminile. Ci si aspetta molto da questo giovane talento, classe 1985. Il suo film, ultimato nel 2019, infatti ha già convinto alla Berlinale 2020, dove è entrato a far parte della sezione Panorama.

 Wildland, la trama

La diciassettenne Ida, Sandra Guldberg Kampp, perde la madre in un incidente d’auto. Viene così affidata alla zia materna, Bodil, Sidse Babett Knudsen, che la accoglie a casa sua, dove vive con i figli Jonas, Joachim Fjelstrup, e Mads, Besir Zeciri, la moglie di Jonas, Marie, Sofie Torp, e la nipotina. Poco dopo si unisce a loro anche il terzo figlio di Bodil, David, Elliot Crosset Hove, con la sua ragazza Anna, Carla Philip Røder. Ida li osserva, non sa cosa aspettarsi da loro. Presto si rende conto che Bodil ha un legame morboso con i figli. I tre fanno tutto ciò che dice la madre, che dirige letteralmente le loro vite. In più, la famiglia ha dei loschi affari e mentre Bodil si occupa della parte “amministrativa”, i tre figli fanno il lavoro sporco. Presto anche Ida viene coinvolta, come nuovo membro della famiglia e sperimenta su di sé quanto sia complicato svincolarsi da quel legame malato. Quando la situazione si complica ulteriormente, Ida è costretta a una scelta difficile.

La famiglia è una terra selvaggia e pericolosa

wildland recensioneA prima vista il titolo del film, Wildland, “terra selvaggia”, sembrerebbe in aperto contrasto con l’immagine che lo accompagna: una famiglia apparentemente normalissima seduta su un divano. Non vi è infatti nessun segno di catastrofi, di minacce incombenti legate al mondo della natura, una natura che si riveli un pericolo per l’uomo e lo metta a dura prova. È proprio questo che la regista vuole mostrare: come una famiglia, che dovrebbe essere il luogo più sicuro, in cui ci si sente più protetti, possa essere invece quello in cui si è più in pericolo, peggio di una giungla. Soprattutto se, come nel caso dei protagonisti, si tratta di una famiglia disfunzionale, dedita ad attività criminali. Jeanette Nordahl dunque si mostra ben più interessata ai meccanismi emotivi, relazionali e psicologici che possono innescare una situazione di tensione, di suspense e di pericolo, piuttosto che a indagare pericoli esterni.

Wildland entra a pieno nella contraddizione e ne esplora i paradossi, grazie anche a un gruppo di buoni attori che riescono a incarnarne le varie sfumature. Tra questi spicca, nel ruolo della matriarca Bodil, Sidse Babett – già protagonista della serie tv  Borgen – il Potere, ha lavorato con Susan Bier, Emmanuelle Bercot e con Ron Howard per Inferno.  

La giovane Ida, timida e indecifrabile, è invece interpretata da Sandra Guldberg Kampp, con la sua fresca grazia. Ella si pone inizialmente come outsider che osserva questo gruppo e le sue dinamiche, ma ne viene presto risucchiata, proprio a causa della natura perversa dei legami in gioco. Se da una parte la ragazza percepisce come assurdo il funzionamento di questa famiglia e vorrebbe staccarsene, dall’altra ne trae un senso di protezione e appartenenza e  si fa lusingare dalle attenzioni di una madre ossessivamente protettiva, a suo modo perfino amorevole, che non si rende conto di danneggiare i figli proprio mentre cerca di proteggerli, essendo al tempo stesso manipolatrice. Una splendida Sidse Babett  sa abilmente incarnare entrambi gli aspetti di questa sorta di mostro a due teste che è Bodil.  I tre figli maschi rappresentano in vario modo le tre declinazioni dell’essere succubi: Jonas sembra il più responsabile, ma è un burattino nelle mani della madre, David è il più fragile, vorrebbe ribellarsi ma non ne ha la forza e così annulla sé stesso nella dipendenza, Mads è un bambinone. Ma i veri punti di forza del film sono le figure femminili. Sono le giovani donne quelle che potrebbero in qualche modo sovvertire questo ordine malato. Non tanto Marie, quanto la stessa Ida ed anche Anna, la compagna di David. Sembrano quelle più forti e più in grado di autodeterminarsi, ma qui la regista delude in parte le aspettative, non dando a queste tre figure lo slancio che sembravano promettere. Forse una su tre prenderà una strada diversa. Lasciamo allo spettatore scoprire chi sarà.

wildland filmAd ogni modo, l’ambiguità, l’ambivalenza dei legami morbosi al centro del film avvince lo spettatore, alimenta la sua curiosità, insieme a un sentimento di angoscia crescente, dovuto all’aggravarsi della situazione, man mano che una vera e propria trappola si stringe attorno all’ultima arrivata, Ida. Dunque, il film funziona, pur con qualche sbavatura in scrittura: qualche traccia narrativa accennata e poi abbandonata, dunque prescindibile. Il film è scritto da Ingeborg Topsøe e basato su un’idea della regista assieme alla stessa Topsøe. Un evento tragico nel sottofinale e il finale aperto lasciano sul piatto più di un interrogativo, e se quest’indeterminatezza può non piacere a tutti, si tratta di una scelta d’impatto, che spinge lo spettatore ad immaginare un possibile futuro.

Wildland conferma quindi in Jeanette Nordahl un talento da seguire.