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Widows – Eredità Criminale: recensione del film di Steve McQueen

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Widows – Eredità Criminale: recensione del film di Steve McQueen

Steve McQueen deve aver preso molto sul serio il detto che dice “il cinema imita la vita” quando ha messo mano alla serie tv anni ’80 Le Vedove per realizzare il suo nuovo film: Widows – Eredità Criminale. Adattata per il cinema insieme a Gillian Flynn, la stessa de L’Amore Bugiardo (e relativo film di David Fincher), il film di McQueen, che arriva a cinque anni da 12 Anni Schiavo, è un riassunto delle più grandi questioni sociali che gli Stati Uniti, e il mondo in generale, stanno affrontando negli ultimi anni.

La trama di Widows – Eredità Criminale

Temi caldi come la condizione femminile, la corruzione politica, il valore della diversità etnica trovano tutti spazio nella storia che vede un cast corale di alto profilo che porta al centro un diamante nero: Viola Davis. La storia è quella di quattro donne che, rimaste vedove, dovranno trovare il modo di sopravvivere senza i loro compagni e mariti. Donne diverse, per estrazione sociale e carattere, che trovano uno scopo comune nella ricerca di un’indipendenza che non hanno mai avuto.

Widows - Eredità CriminaleLondinese di nascita, già con 12 Anni Schiavo Steve McQueen si è spostato negli Stati Uniti. Adottando uno stile più “commerciale”, McQueen allarga il suo sguardo e il suo pubblico, senza rinunciare alla personalità registica, e rivelandosi attento anche a dinamiche pubbliche non strettamente legate a ciò che ha sempre raccontato, e riuscendo con lucidità a inserire riflessioni e ossessioni che appartengono al suo linguaggio.

Widows – Eredità Criminale si muove in una terra di mezzo che abbraccia l’heist movie, il thriller, il dramma, rivelandosi anche riflessione sociale sul riscatto e la forza delle donne che, messe alle corde, trovano dal nulla la forza di sopravvivere e di porre rimedio, qui in modo fortunoso, agli errori commessi dai mariti, irrimediabilmente egoisti e miopi. Il maschio non ne esce certo bene, e questo forse è un limite per il film che si schiera troppo nettamente nella “lotta trai sessi”.

Un lucido sguardo alla contemporaneità

Widows - Eredità CriminaleQuesto non impedisce al film di essere un quadro lucido e spesso cinico della contemporaneità, un approccio che eleva il film dalla sua oggettiva appartenenza ai generi e lo rende un saggio di quello che succede oggi negli Stati Uniti e un po’ in tutto il mondo. Non si rinuncia, ovviamente, alla riflessione anche politica e in questo Gillian Flynn dimostra la sua bravura nell’intagliare con pochi dialoghi dinamiche di potere legate a un maschilismo cieco, principale nemico del dialogo.

A questo unidirezionale patriarcato che agisce a tutti i livelli della società, alla luce del sole delle elezioni e all’ombra dei colpi da milioni di dollari, le protagoniste si ergono come eroine tragiche, guidate dalla Veronica di Viola Davis che giganteggia, senza però mettere in ombra le bravissime Elizabeth Debicki, Michelle Rodriguez e l’esordiente Cynthia Erivo.

Per mettere in scena quest’apparato tematico stratificato, McQueen si serve di una storia al quarzo, che intreccia piani narrativi, trame individuali e svolte non troppo sorprendenti ma comunque efficaci, che fanno di Widows – Eredità Criminale, non solo un buon saggio sulla società contemporanea, ma anche un ottimo e solido film.

Widows – Eredità Criminale: la lezione di KravMaga

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Widows – Eredità Criminale: la lezione di KravMaga

In occasione dell’uscita di Widows – Eredità Criminale, la 20Th Century Fox ha organizzato una lezione di KravMaga. Di seguito il video della nostra esperienza:

https://www.facebook.com/cinefilos.it/videos/2063501480374241/

Il trailer di Widows – Eredità Criminale

Widows – Eredità Criminale è il nuovo film di Steve McQueen, che torna alla regia cinque anni dopo 12 anni schiavo traducendo sul grande schermo la sceneggiatura di Gyllian Flinn (Gone Girl, Dark Places), a sua volta ispirata alla serie televisiva Le vedove.

Nel cast della pellicola, la cui uscita è fissata al 16 novembre 2018, Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Colin Farrell e Liam Neeson.

Il film racconterà la storia di quattro donne che, dopo la morte dei rispettivi mariti  coinvolti nella stessa rapina, decideranno di regolare i conti con i loro assassini.

Leggi la recensione di Widows – Eredità Criminale

Widows – Eredità criminale: l’anteprima a Fondazione Prada

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Il 14 Novembre 20th Century Fox Italia in collaborazione con Fondazione Prada ha presentato in anteprima nazionale Widows – Eredità Criminale, il nuovo folgorante thriller del Premio Oscar Steve McQueen in uscita al cinema dal 15 novembre. Una serata speciale ad inviti per 200 selezionati ospiti, accolti alle ore 19:30 con un cocktail al Bar Luce seguito dalla proiezione del film al Cinema della Fondazione Prada che nel 2005 ha presentato la prima personale in Italia del regista e artista inglese.

Tra i partecipanti all’esclusivo evento, oltre alla speaker radiofonica di Radio DeeJay La Pina e alla “Iena” Nina Palmieri, il regista Premio Oscar® Gabriele Salvatores, gli artisti Lupo Borgonovo e Gió Marconi e la blogger Tamu McPherson. Gli ospiti hanno potuto visitare privatamente anche la mostra “Sanguine. Luc Tuymans on Baroque”, attualmente in corso negli spazi della fondazione.

Di seguito, le immagini della serata:

Il thriller diretto dal Premio Oscar Steve McQueen (12 Anni Schiavo, Shame) e scritto da Gillian Flynn (Sharp Objects, L’Amore Bugiardo – Gone girl) racconta la storia di quattro donne che si cimentano in un’impresa di cui nessuno le riteneva in grado. Il Premio Oscar® Viola Davis (The Help, Le Regole Del Delitto Perfetto) guida un gruppo eccezionale di donne formato da Michelle Rodriguez (Sin City, Avatar), Cynthia Erivo (7 Sconosciuti A El Royale) ed Elizabeth Debicki (Il Grande Gatsby, Guardiani della Galassia Vol.2).

Widows – Eredità criminale: Viola Davis e Michelle Rodriguez nel trailer del nuovo film di Steve McQueen

Nel cast maschile di Widows – Eredità Criminale Liam Neeson (Schindler’s List, Io vi troverò – Taken), il Premio Oscar© Robert Duvall (Il Padrino, Apocalypse Now), Colin Farrell (In Bruges – La coscienza dell’assassino, End of justice – Nessuno è innocente), Daniel Kaluuya (Scappa – Get Out), Jon Bernthal (The Walking Dead, Baby Driver – Il genio della fuga),

Film d’apertura del London Film Festival, Widows – Eredità Criminale è stato acclamato dalla critica internazionale per aver saputo combinare in maniera magistrale suspense, azione e tematiche sociali.

SINOSSI

Ambientato nella Chicago dei nostri giorni, in un periodo di agitazione e tumulti, quattro donne, senza nulla in comune tranne il debito lasciato dalle attività criminali dei mariti, uccisi durante un colpo andato male, decidono di unirsi e prendere in mano le redini dei loro destini.

Leggi la recensione di Widows – Eredità Criminale

Widow’s Bay: la comedy horror di Apple TV diventa la rivale di Scissione

Con Scissione, Apple TV è riuscita a costruire una serie capace di distinguersi grazie al suo stile originale, ma ora la piattaforma sembra aver trovato anche una valida rivale interna. Scissione mescola fantascienza, thriller psicologico e commedia, motivo per cui riesce a offrire così tanti elementi diversi. Ed è proprio questa combinazione una delle ragioni principali del suo enorme successo, dato che riesce a soddisfare pubblici differenti. La storia è complessa e ricca di colpi di scena, la tensione è davvero inquietante e l’umorismo ha uno stile unico e particolare. Nel complesso, Scissione raggiunge un equilibrio che poche altre serie riescono anche solo a sfiorare.

Sebbene ogni componente contribuisca al successo dello show, sono soprattutto gli aspetti psicologici a sostenere l’intera narrazione. È fondamentale che gli spettatori provino una costante sensazione di disagio durante la visione, aumentando così la suspense e rendendo i momenti comici, spesso volutamente bizzarri, ancora più efficaci. A quanto pare, mettere sotto pressione il pubblico e creare tensione mentale è un ottimo modo per tenerlo coinvolto.

Adesso Apple TV sembra aver riproposto quella formula vincente nella nuova serie Widow’s Bay. Lo show si avvicina maggiormente a una classica horror comedy, ma gli episodi più recenti hanno dato molto più spazio alla tensione psicologica. È proprio questo che ha trasformato ufficialmente Widow’s Bay in una vera rivale di Scissione.

Le tensioni psicologiche di Widow’s Bay sono allo stesso livello di Scissione

Widow’s Bay
Matthew Rhys in “Widow’s Bay,” premiering April 29, 2026 on Apple TV.

La storia di Widow’s Bay segue Tom Loftis (Matthew Rhys), sindaco di una cittadina su un’isola del New England. Il suo piano è quello di trasformare il luogo in un’attrazione turistica, ma i bizzarri abitanti della località che dà il titolo alla serie lo mettono in guardia: sostengono che l’isola sia maledetta. Tom inizialmente liquida le loro affermazioni con irritazione e incredulità, per poi scoprire rapidamente che avevano completamente ragione.

La natura di questa maledizione spinge questa serie verso l’horror soprannaturale, distinguendola nettamente da Scissione. Tuttavia, la serie Apple TV non si limita a un unico tipo di terrore. L’isola è infestata da nebbie che sottraggono le anime, serial killer mostruosi, clown fantasma, libri demoniaci e pestilenze, oltre a molte altre minacce.

Questa varietà consente a Widow’s Bay di attraversare diversi sottogeneri del thriller, mentre gli episodi più recenti si avvicinano sempre più a quelle stesse tensioni psicologiche che hanno reso Scissione così efficace.

Widow’s Bay ha molti elementi che Scissione non possiede

Widow’s Bay
Jeff Hiller e Kate O’Flynn in “Widow’s Bay”, disponibile dal 29 aprile 2026 su Apple TV.

Scissione è ormai un vero cult, quindi per Widow’s Bay non è affatto semplice competere in termini di popolarità e pubblico all’interno del catalogo Apple TV. Solo il tempo potrà dire se riuscirà davvero a imporsi come una serie superiore, ma sicuramente ha iniziato con il piede giusto, grazie a diverse caratteristiche originali, coinvolgenti e ricche di tensione che Scissione non possiede.

Come già accennato, la serie sfrutta molti classici dell’horror. La serie si diverte a giocare con il genere, riempiendo la narrazione di numerosi archetipi e cliché tipici delle storie horror. Questo contribuisce sicuramente anche alla componente comica, ma non riduce l’impatto delle parti più inquietanti. Widow’s Bay è infatti un horror a tutti gli effetti, capace di generare paura nello spettatore come qualsiasi altra opera del genere. Un elemento che Scissione non può realmente vantare.

Inoltre, Widow’s Bay non richiede lo stesso livello di attenzione e sforzo mentale di Scissione. I thriller psicologici tendono a essere più complessi e impegnativi, e sebbene Widow’s Bay includa alcune dinamiche di questo tipo, il suo mistero narrativo è molto meno stratificato. Non si tratta di una visione “leggera” in senso stretto, perché mantiene alta la tensione e l’inquietudine per tutto il tempo, ma in generale è meno esigente dal punto di vista interpretativo.

Nel complesso, Scissione e Widow’s Bay offrono due esperienze molto diverse, anche se chi apprezza le componenti psicologiche dell’una potrebbe facilmente gradire anche l’altra. Gli amanti dell’horror più diretto, oppure chi trova troppo complessi gli aspetti cognitivi di Scissione, sono più inclini a preferire Widow’s Bay. In ogni caso, entrambe restano due ottime serie Apple TV. Se continueranno a competere tra loro, il risultato sarà comunque positivo per il pubblico.

Widow’s Bay, recensione della serie con Matthew Rhys

Widow’s Bay, recensione della serie con Matthew Rhys

La nuova serie targata Apple TV che vede protagonista un volto amatissimo della produzione seriale quale è Matthew Rhys (The Americans, Perry Mason, The Beast In Me) conferma purtroppo che uno spunto di partenza intrigante e qualche buona idea su come adoperare il genere possono non bastare per realizzare uno show in grado di appagare il pubblico.

Partiamo dalla storia su cui si basa Widow’s Bay: nella più classica delle isolette di provincia americana il giovane sindaco (Rhys) tenta di incrementare il più possibile l’afflusso di turisti, cercando con enormi sforzi di trasformare il luogo nella nuova Martha’s Vineyard. L’uomo però non ha fatto i conti con la maledizione che funesta l’isola, e che si manifesta in maniere differenti ma tutte terrificanti. Seppur avvertito dai più anziani abitanti del luogo del pericolo in cui sta mettendo tutti, il sindaco – che è cresciuto sulla terraferma ed è quindi più o meno cordialmente accettato come “estraneo” – continua nella sua missione ostinandosi a negare che anche lui è vittima di episodi quantomeno strani, e sicuramente inquietanti…

Widow’s Bay
Jeff Hiller e Kate O’Flynn in “Widow’s Bay”, disponibile dal 29 aprile 2026 su Apple TV.

Un compendio della toria dell’orrore

Creata da Katie Dippold (sceneggiatrice per il cinema di successi come The Heat e Ghostbusters, entrambi interpretati da Melissa McCarthy), Widow’s Bay si dipana episodio dopo episodio come un compendio della storia dell’horror, ovviamente rivisitata attraverso l’ironia della commedia e il tono leggermente surreale dato dalle interpretazioni del cast, in particolar modo il protagonista Rhys. Come scritto all’inizio della recensione, se tale idea di partenza possiede comunque un suo appeal, lo sviluppo della serie al contrario non lo valorizza, se non in alcuni rarissimi momenti negli episodi conclusivi. Widow’s Bay soffre prima di tutto dell’incertezza di non sapere se essere una serie horror o comica, finendo con l’annacquare le coordinate portanti di entrambi i generi: è velatamente ironica senza diventare mai veramente divertente, e davvero non riesce a spaventare seppur infarcita di situazioni e personaggi potenzialmente terrificanti.

Certamente gli appassionati di horror potranno scorgere nei vari episodi riferimenti a praticamente tutti i capolavori che hanno scandito il genere dei decenni, passando per John Carpenter, William Friedkin, Stanley Kubrick e chi più ne ha più ne metta. A parte però tale citazionismo cinefilo Widow’s Bay possiede davvero poco altro per interessare realmente il pubblico seriale. L’ambientazione è tanto sfruttata quanto oggettivamente efficace, il che significa che a livello meramente estetico lo show garantisce la giusta ambientazione.

Widow’s Bay
Matthew Rhys e Stephen Root in “Widow’s Bay”, disponibile dal 29 aprile 2026 su Apple TV.

Matthew Rhys non si trova a suo agio con il tono leggero

Passando all’analisi del cast, gli attori fanno quello che possono col materiale narrativo e con i personaggi monodimensionali che hanno a disposizione. Appare subito chiaro che Matthew Rhys non si trova propriamente a suo agio con il tono leggero della serie, ma risulta tutto sommato sempre simpatico grazie soprattutto alla sua aria costantemente incredula. Il resto del cast non riesce veramente a incidere, il che risulta un peccato capitale quando si hanno a disposizione tre grandi caratteristi come Stephen Root (Justified), Dale Dickey (Unbelievable) e Toby Huss (Halt and Catch Fire).

Le premesse per una serie che mescolasse con armonia e la necessaria vena giocosa commedia e horror c’erano tutte, eppure Widow’s Bay fallisce prima di tutto in questa commistione, non osando mai spingere sul pedale dell’acceleratore in uno o nell’altro senso. Il risultato è uno show che offre puntate slegate tra loro, che cambiano tono in maniera fin troppo esplicita per rendere omaggio ai film di riferimento, senza costruire una visione complessivamente omogenea. Il timore fin troppo evidente di non scontentare nessuno ha finito per creare un prodotto sospeso a mezz’aria, indeciso nella maggior parte dei casi riguardo il tono da percorrere. Senza un vero interesse per la parodia o, dall’altra parte, la volontà di spaventare o disgustare con qualche pizzico di gore, cos’altro resta per interessare veramente gli spettatori? Una domanda più che legittima a cui questo show non riesce a offrire alcuna risposta convincente…

Widow’s Bay con Matthew Rhys rinnovata per una seconda stagione: l’annuncio

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Recentemente definita «meglio di Martha’s Vineyard», “Widow’s Bay” è pronta per una nuova stagione. Apple TV ha annunciato oggi il rinnovo per la seconda stagione dell’acclamata serie con protagonista e produttore esecutivo il vincitore di un Emmy Matthew Rhys, ideata dalla creatrice e produttrice esecutiva Katie Dippold e dal produttore esecutivo e regista Hiro Murai, anch’egli vincitore di un Emmy Award.

La notizia arriva in vista dell’attesissimo finale della prima stagione, in anteprima il 17 giugno su Apple TV che ha anche annunciato di aver siglato un nuovo accordo pluriennale con Dippold.

Sin dal suo debutto in streaming, “Widow’s Bay” ha rapidamente ottenuto il riconoscimento Certified Fresh su Rotten Tomatoes ed è stata elogiata come “la migliore nuova serie dell’anno”, “la serie dell’estate”, “una delle sorprese più brillanti attualmente in streaming”, “diversa da qualsiasi altra cosa vista in TV” e un “gioiello assoluto, realizzato alla perfezione”.

«Dal momento in cui il pubblico è arrivato a “Widow’s Bay”, è rimasto affascinato da ogni mistero inquietante, risata inaspettata e segreto maledetto che Katie, Hiro, Matthew e l’intero team hanno creato», ha dichiarato Matt Cherniss, responsabile della programmazione di Apple TV. «È diventata una di quelle serie di cui tutti parlano e siamo entusiasti di vedere che il pubblico continua ad apprezzarla puntata dopo puntata. Non vediamo l’ora di tornare per un’altra stagione». «La seconda stagione racconta di come tutto sia fantastico sull’isola e non ci sia nulla di cui preoccuparsi», ha dichiarato la creatrice, showrunner e produttrice esecutiva Katie Dippold.

Il sindaco Tom Loftis dichiara che Widow’s Bay rimane una meta assolutamente sicura e aperta ai visitatori e invita tutti a seguire il finale della prima stagione, in onda il 17 giugno su Apple TV.

In “Widow’s Bay” qualcosa si nasconde sotto la superficie. Il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) è disperato nel tentativo di rilanciare la sua comunità in difficoltà. Non c’è Wi-Fi, la copertura della rete cellulare è intermittente e deve fare i conti con abitanti superstiziosi che credono che la loro isola sia maledetta. Vuole che queste persone lo rispettino. Non lo fanno, perché pensano che sia debole e codardo. E lo è. Ma Loftis è determinato a costruire un futuro migliore per suo figlio adolescente e a trasformare l’isola in una destinazione turistica. Miracolosamente, ci riesce: i turisti stanno finalmente arrivando. Purtroppo, gli abitanti avevano ragione. Dopo decenni di calma, le vecchie storie che sembravano troppo assurde per essere vere cominciano a diventare realtà.

Mescolando autentico horror e commedia costruita sui personaggi, “Widow’s Bay” presenta un cast corale guidato da Rhys, Kate O’Flynn, Stephen Root, Kingston Rumi Southwick, Kevin Carroll e Dale Dickey. Il cast di supporto include K Callan e il vincitore dell’Emmy Jeff Hiller.

Prodotta da Apple Studios, “Widow’s Bay” è creata da Katie Dippold, che è anche showrunner e produttrice esecutiva. Hiro Murai è produttore esecutivo tramite la sua etichetta Chum Films insieme a Carver Karaszewski, Claudia Shin e Rhys, e dirige anche cinque episodi di questa stagione, insieme ai registi Ti West, Sam Donovan e Andrew DeYoung.

Widow’s Bay: la spiegazione del finale e il vero significato della maledizione nella serie AppleTV

Il finale della serie Apple TV Widow’s Bay chiude molte delle domande aperte nel corso della stagione, ma allo stesso tempo ne apre di nuove, trasformando quella che sembrava una storia di fantasmi e maledizioni in un racconto molto più complesso sul sacrificio, sull’eredità familiare e sul peso delle scelte morali. Mentre una tempesta si abbatte sulla cittadina e i suoi abitanti si rifugiano nel bunker sotterraneo del municipio, il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) si trova costretto ad affrontare una decisione impossibile: salvare l’intera comunità oppure preservare la vita di una sola persona innocente. È una scelta che richiama i grandi dilemmi morali della narrativa horror contemporanea e che definisce il tono amaro della conclusione.

Ciò che rende particolarmente efficace il finale di Widow’s Bay è il modo in cui la serie evita una soluzione semplice. La maledizione non viene spezzata, il male non viene sconfitto e il protagonista non ottiene la redenzione che cerca disperatamente. Al contrario, gli ultimi minuti rivelano che il problema è molto più radicato di quanto Tom immaginasse. La scoperta sull’origine della famiglia Warren, il destino di Evan e il significato dei rintocchi della campana trasformano il finale in una riflessione sul prezzo che una comunità è disposta a pagare per sopravvivere.

Perché Tom decide di uccidere Ruth e come la verità su Evan cambia completamente la storia

Widow's Bay serie AppleTV

Per gran parte dell’episodio finale, Tom è convinto che l’unico modo per liberare Widow’s Bay dalla maledizione sia eliminare l’ultima discendente della famiglia Warren. Secoli prima, Richard Warren aveva stretto un patto con una forza oscura per salvare la colonia dalla carestia, condannando però le generazioni future a una spirale di morte e sacrifici. Quando una ricerca genealogica identifica Ruth come ultima erede vivente della famiglia, il sindaco arriva alla conclusione che la sua morte potrebbe interrompere definitivamente il legame con il male che tormenta la città.

La situazione assume una dimensione tragica perché Ruth non è una figura malvagia. Al contrario, viene presentata come una donna gentile, sola e inconsapevole del ruolo che ricopre all’interno della storia della città. Tom passa gran parte della notte combattendo con la propria coscienza, cercando persino una giustificazione medica che renda meno brutale la sua scelta. Alla fine decide di avvelenarla, convinto di agire per il bene collettivo. Tuttavia, proprio quando la decisione sembra presa, Ruth rivela un segreto che cambia tutto: anni prima aveva avuto una figlia data in adozione. Quella figlia era Lauren, la moglie defunta di Tom. Di conseguenza, il vero ultimo discendente dei Warren non è Ruth ma Evan, il figlio di Tom. In un istante la soluzione che il sindaco era disposto ad accettare diventa impensabile, perché la vita che dovrebbe essere sacrificata per spezzare la maledizione è quella di suo figlio.

La maledizione di Widow’s Bay è stata spezzata oppure no?

La risposta breve è no. Nonostante gli sforzi di Tom e il sacrificio sfiorato di Ruth, la maledizione rimane attiva. La serie chiarisce che il patto stipulato da Richard Warren continua a esistere finché il suo sangue sopravvive. Quando emerge che Evan è l’ultimo erede della famiglia, diventa evidente che la catena non è stata interrotta. Questo spiega perché, nonostante la tempesta si plachi, le manifestazioni soprannaturali non scompaiono realmente.

Uno degli aspetti più interessanti del finale è che la serie distingue tra la fine di una crisi e la fine della maledizione. La tempesta che minaccia la città termina, ma questo avviene per un’altra ragione. Nel rifugio sotterraneo, Kenny rimane accidentalmente intrappolato nei vecchi tunnel sotto il municipio e scompare misteriosamente. Tutto lascia intendere che sia stato divorato o consumato dalla stessa entità oscura che abita il sottosuolo della città. La sua morte funziona come un sacrificio involontario capace di placare temporaneamente il male. Tuttavia, si tratta soltanto di una soluzione momentanea. Widow’s Bay non è stata salvata: ha semplicemente guadagnato altro tempo.

Cosa significano i rintocchi della campana e perché annunciano nuove morti

La scena finale con gli otto rintocchi della campana è probabilmente la più importante dell’intera stagione. In precedenza Dale aveva scoperto vecchie pellicole che raccontavano una verità nascosta sulla storia della città: il patto stipulato da Richard Warren richiede periodicamente sacrifici umani per essere onorato. Ogni ciclo della maledizione porta con sé una serie di eventi soprannaturali che possono essere fermati soltanto offrendo vite umane all’entità che vive sotto Widow’s Bay.

I rintocchi rappresentano il numero di vittime ancora necessarie per soddisfare il patto. Se Kenny è stato il primo sacrificio di questo nuovo ciclo, ne mancano ancora otto. La campana diventa quindi un conto alla rovescia verso ulteriori tragedie e una dichiarazione d’intenti per una possibile seconda stagione. Non è un semplice dettaglio horror, ma la prova che il vero conflitto della serie deve ancora cominciare. Tom credeva di poter chiudere il capitolo della maledizione con una scelta terribile ma definitiva; invece scopre che il problema è molto più grande e che il destino della città continua a richiedere sangue.

Perché il finale trasforma Evan nel personaggio più importante della serie

La rivelazione su Evan modifica completamente la prospettiva della storia. Fino a quel momento il ragazzo era stato soprattutto il figlio ribelle di Tom e una delle vittime indirette della maledizione, costretto a vivere su un’isola dalla quale nessuno nato lì può andarsene senza rischiare la morte. Nel finale, invece, diventa il centro dell’intero conflitto narrativo. Non è soltanto un abitante della città: è l’ultima connessione vivente con Richard Warren e il vero nodo della maledizione.

Questa scelta rende il finale particolarmente efficace perché trasforma un dilemma astratto in un conflitto personale. Se all’inizio Tom era disposto a sacrificare una donna anziana per salvare centinaia di persone, ora dovrebbe sacrificare suo figlio. La serie non lascia dubbi sul fatto che non sarà disposto a farlo. Proprio per questo la maledizione è destinata a continuare. Il finale di Widow’s Bay non parla tanto della lotta tra bene e male quanto dell’impossibilità di separare il bene collettivo dagli affetti personali. Tom è un sindaco chiamato a proteggere la città, ma è anche un padre. Nel momento in cui queste due identità entrano in collisione, la maledizione smette di essere un problema soprannaturale e diventa una tragedia umana. È questa trasformazione a rendere la conclusione della serie tanto inquietante quanto affascinante.

Widow’s Bay: la prima immagine di Matthew Rhys nella nuova serie Apple TV

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Oggi Apple TV ha svelato le prime immagini di “Widow’s Bay”, la nuova serie con protagonista il vincitore dell’Emmy Matthew Rhys, che è anche produttore esecutivo, ideata da Katie Dippold e diretta e prodotta dal vincitore dell’Emmy Hiro Murai attraverso la sua società Chum Films. La serie farà il suo debutto su Apple TV il 29 aprile con i primi tre episodi dei dieci totali, seguiti da nuovi episodi settimanali fino al 17 giugno.

Matthew Rhys in “Widow’s Bay,” premiering April 29, 2026 on Apple TV.

“Widow’s Bay” è una pittoresca cittadina su un’isola a 40 miglia al largo della costa del New England. Ma sotto la superficie si nasconde qualcosa. Il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) è disperato nel tentativo di risollevare la sua comunità in difficoltà. Non c’è Wi-Fi, la copertura cellulare è intermittente e deve fare i conti con abitanti superstiziosi che credono che la loro isola sia maledetta. Loftis vuole che queste persone lo rispettino. Non lo fanno. Pensano che sia debole e codardo. E lo è. Ma Loftis è determinato a costruire un futuro migliore per suo figlio adolescente e a trasformare l’isola in una meta turistica. Miracolosamente, ci riesce: i turisti finalmente arrivano. Purtroppo, però, gli abitanti avevano ragione. Dopo decenni di calma, le vecchie storie che sembravano troppo assurde per essere vere cominciano a diventare realtà. “Widow’s Bay” fonde l’horror autentico con una commedia incentrata sui personaggi. Accanto a Rhys, il cast corale include Kate O’Flynn, Stephen Root, Kingston Rumi Southwick, Kevin Carroll e Dale Dickey.

Prodotta da Apple Studios, “Widow’s Bay” è creata, guidata come showrunner e prodotta esecutivamente da Dippold. Murai è produttore esecutivo attraverso Chum Films, insieme a Carver Karaszewski, Claudia Shin e Rhys. Murai dirige cinque episodi di questa stagione, affiancato dai registi Ti West, Sam Donovan e Andrew DeYoung.

Widow’s Bay, svelate le prime immagini della nuova serie con Matthew Rhys

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Oggi Apple TV ha svelato le prime immagini di Widow’s Bay, la nuova serie con protagonista il vincitore dell’Emmy Matthew Rhys, che è anche produttore esecutivo, ideata da Katie Dippold e diretta e prodotta dal vincitore dell’Emmy Hiro Murai attraverso la sua società Chum Films.

La serie farà il suo debutto su Apple TV il 29 aprile con i primi tre episodi dei dieci totali, seguiti da nuovi episodi settimanali fino al 17 giugno.

Widow’s Bay è una pittoresca cittadina su un’isola a 40 miglia al largo della costa del New England. Ma sotto la superficie si nasconde qualcosa. Il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) è disperato nel tentativo di risollevare la sua comunità in difficoltà. Non c’è Wi-Fi, la copertura cellulare è intermittente e deve fare i conti con abitanti superstiziosi che credono che la loro isola sia maledetta. Loftis vuole che queste persone lo rispettino. Non lo fanno. Pensano che sia debole e codardo. E lo è. Ma Loftis è determinato a costruire un futuro migliore per suo figlio adolescente e a trasformare l’isola in una meta turistica. Miracolosamente, ci riesce: i turisti finalmente arrivano.

Purtroppo, però, gli abitanti avevano ragione. Dopo decenni di calma, le vecchie storie che sembravano troppo assurde per essere vere cominciano a diventare realtà. “Widow’s Bay” fonde l’horror autentico con una commedia incentrata sui personaggi. Accanto a Rhys, il cast corale include Kate O’Flynn, Stephen Root, Kingston Rumi Southwick, Kevin Carroll e Dale Dickey.

Prodotta da Apple Studios, Widow’s Bay è creata, guidata come showrunner e prodotta esecutivamente da Dippold. Murai è produttore esecutivo attraverso Chum Films, insieme a Carver Karaszewski, Claudia Shin e Rhys. Murai dirige cinque episodi di questa stagione, affiancato dai registi Ti West, Sam Donovan e Andrew DeYoung.

Widow Clicquot: recensione del film con Haley Bennett e Tom Sturridge – #RoFF18

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Bianco e nero. Vita e lutto. Due colori che simboleggiano lo stato d’animo di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot, la vedova Clicquot, vissuta tra il 1777 e il 1866. Widow Clicquot di Thomas Napper racconta la storia vera della “Grande Dame della Champagne”, che sposando François Clicquot divenne poi ereditiera dei vuoi vitigni e della sua attività, dopo la sua morte, in un momento storico in cui alle donne era severamente vietato dalla legge gestire attività di così alto profitto. Haley Bennett e Tom Sturridge guidano il cast del film di Thomas Napper che sarà proiettato alla Festa del Cinema di Roma dopo aver ricevuto l’anteprima al Tiff 2023 dove ha riscosso un discreto successo.

Widow Clicquot, la trama

Determinata a portare avanti le teorie del marito sulla chimica del suolo, sulla configurazione delle viti e sulle tecniche rivoluzionarie di imbottigliamento, Barbe-Nicole scommette sulla prossima vendemmia e sul proprio blend di spumanti. Sfidando la capricciosità delle stagioni, l’aggressivo concorrente Monsieur Moët e il codice napoleonico del 1804 che vieta alle donne di gestire le aziende, l’elegante e luminosa vedova si gioca il tutto per tutto. Una donna imprenditrice che diventa il punto di riferimento di un marito visionario, incompreso e volubile. Thomas Napper – con il contributo di Joe Wright – realizza un film dove gli altopiani francesi si mescolano alla brughiera inglese, mani e dita che si toccano e intrecciano, in questa storia d’amore tormentata ma romantica. La prima sequenza iniziale di Widow Clicquot, infatti, ricorda molto Orgoglio e Pregiudizio del 2005 – film per altro diretto da Wright.

Dopo la morte prematura del coniuge Barbe-Nicole è ancora innamorata e affascinata dagli esperimenti d’avanguardia di François. Chiamata Veuve (la parola francese per indicare la vedova) all’età di 27 anni, è determinata a proteggere l’eredità della sua famiglia e a sfidare con coraggio gli uomini – e lo Stato – intenzionati a privarla dei suoi vigneti. Più volte nel corso di Widow Clicquot viene sottovalutata, messa in discussione e additata come la rovina dell’azienda e del buon nome della famiglia del marito. Ancora una volta, come molte volte è successo nelle filmografie di questo ultimo anno (da Women Talking – Il diritto di scegliere a Tàr), il cinema viene utilizzato come specchio della contemporaneità portando storie di donne intraprendenti e audaci che devono combattere in un ambiente prettamente maschile.

Widow Clicquot film

Il segreto della perfetta felicità

Mentre la storia di Barbe-Nicole come imprenditrice di vino e champagne cresce, parallelamente tramite dei flashback assistiamo all’inizio del declino della storia d’amore tra lei e il marito. Il giovane François Clicquot è un visionario tormentato e come tale è sopraffatto dalle sue stesse idee. Dalla continua ricerca della perfezione, la telecamera che si sofferma su ogni singolo chicco di uva e una storia d’amore che viene raccontata come un diario a cuore aperto tra due anime affini che incontrano in un balletto di parole. La continua ricerca della perfezione nel lavoro come anche nella vita cercando di manipolare tutto dalla racconta all’imbottigliamento. Alla fine di Widow Clicquot per quanto il personaggio di Tom Sturridge cerchi di appoggiarsi alla moglie si ritrova solo a combattere contro i suoi stessi demoni dai quali alla fine viene vinto.

Barbe-Nicole, invece, si dimostra non solo meno volubile del marito ma anche in grado di gestire il peso di tutta una azienda e di intere famiglie che lavorano per lei. Rimasta vedova a ventisette anni, la sua unica colpa è non essere un uomo, non far parte di quella cerchia di ricchi viticoltori che si avvicinano a lei per esortarla a vendere un pezzo delle sue proprietà. Il pugno duro con chiunque osi avvicinarsi alle sue terre e alle sue creazioni faranno di Barbe una delle prime imprenditrici del settore dell’enologia le cui creazioni saranno copiate e prese come riferimento dai posteri.

Sei sempre stata tu

La narrazione di Widow Clicquot oscilla tra presente e passato e mette anche al centro la figura di Barbe come giovane donna. Prima in bianco mentre vive l’amore giovanile con cui condivide sogni e speranze. Poi in nero, la morte dell’amore della sua vita, partner sul lavoro. Un lavoro che impara ad amare grazie allo sguardo visionario del marito che la rende partecipe di ogni nuova miscela innovativa. Lui stesso è consapevole dell’importanza della moglie nella sua vita, tanto da affidarle dopo la sua morte tutta l’azienda. Una donna resiliente che anche alla fine, durante il processo alla quale è sottoposta davanti agli occhi di una giuria composta da uomini giudicanti, non si lascia sopraffare rimarcando il punto sulla sua indipendenza e sulla mutevolezza degli esseri umani, fortunatamente, mai uguali a sé stessi.

“Sono felice di essere una donna anche se questo significa perdere i diritti degli uomini”

Widow Clicquot, Thomas Napper e il cast raccontano il film – #RoFF18

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Widow Clicquot, il nuovo film di Thomas Napper, ci porta a Champagne dove Barbe-Nicole Clicquot, rimasta vedova deve affrontare un mondo governato da soli uomini, ereditando l’azienda di famiglia del marito. Purtroppo, in un periodo storico dove anche le leggi sono a suo sfavore, Barbe-Nicole (interpretata da Haley Bennett, che è anche produttrice del film) dimostrerà grande determinazione e spirito di innovazione che la faranno contraddistinguere ancora oggi per le sue importanti scoperte. La protagonista ha raccontato il suo personaggio definendolo un incontro, “come se ci si innamorasse” paragonando questa esperienza ai suoi precedenti ruoli e sentendosi arricchita di qualcosa di più di una semplice interpretazione.

“Il ruolo di Barbe è un ruolo particolare perché non si parla solo di femminismo ma anche di lutto. Ci sono pochi ruoli che cercano di raccontare questo tipo di esperienza femminile e pochi uomini che hanno il coraggio e si prendono le responsabilità di raccontarla. Nel personaggio c’è tutta me stessa, ma è quello che cerco di fare con tutti i miei personaggi. Io amo recitare ma amo ancora di più preparare e in un certo senso innamorarmi dei ruoli che vado a fare perché quando prepari un personaggi instauri una relazione con esso”, ha detto Haley Bennett per poi continuare: “Ho conosciuto la storia della vedova Clicquot mentre stavo girando un altro film. Ero in Sicilia per le riprese di Cyrano e una mia amica, che lavora come sommelier, mi ha dato un libro che raccontava la storia dei Clicquot e di Barbe-Nicole. L’ho letto e sono rimasta incantata dalla storia di questa donna che, rimasta vedova, ha preso in mano l’azienda del marito e l’ha resa la più grande”. 

Widow Clicquot film

Thomas Napper: “Ci sono diversi riferimenti artistici”

Quali sono i riferimenti a cui ti sei ispirato per il film?

Thomas Napper: “Vengo da una famiglia di pittori. La mia casa ha sempre profumato di questo particolare aroma di pittura ad olio. Un dipinto che invece mi ha è stato d’ispirazione è la Danza della vita di Edvard Munch. Al centro una giovane coppia danza. Sembrano essersi fusi insieme. Il vestito rosso della donna si avvolge intorno alla gamba dell’uomo. Ai lati della coppia c’è una donna. Da sinistra viene verso di noi una giovane donna vestita di bianco, luminosa e felice. A destra si trova una donna vestita di nero, rigida e seria. Che sono le due anime che descrivono Barbe-Nicole all’interno del film. Mi piaceva che il film fosse “massimalista”, al contrario nella mia famiglia sono minimalisti.”

“Mi piace che ci siano libri e oggetti vari ma quello che abbiamo che abbiamo cercato di fare durante le riprese del film è effettivamente togliere tutti gli oggetti che non fossero necessari. Un’altra cosa che abbiamo voluto portare nel film è proprio il cambiamento nella vita di Barbe-Nicole. Inizia tutto in questa casa borghese e andando avanti tutto assume un’estetica ben precisa, sempre più asciutta. Mi sono accorto che più toglievo, più il personaggio risaltava. Anche il fatto che il film si riduca a una sola ambientazione, dice molto sul personaggio, perché volevo che tutti fossero vicini alla casa e all’azienda, che si percepisse il legame con il territorio”.

Widow Clicquot film recensione

Tom Sturridge interpreta Francois in Widow Clicquot, un personaggio vittima della perfezione

Dopo la prima stagione di Sandman torni a interpretare un personaggio complicato. Da Morfeo, il dio dei sogni, a Francois che invece ha un sogno e cerca la perfezione. Quali credi che siano le connessioni tra questi due personaggi. 

Tom Sturridge: “Sono entrambi connessi ai sogni. Francois è un sognatore e ha una forte connessione con la sua fantasia che lo disconnette dal reale che è quello che lo rende un personaggio meraviglioso ma che, come vediamo, alle volte può essere frustante. Diciamo che entrambi sono i custodi dei loro sogni.”

Wider Than The Sky – Più grande del cielo: una clip in esclusiva

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Wider Than The Sky – Più grande del cielo: una clip in esclusiva

Il 9, 10 e 11 febbraio è in sala con Wanted Cinema Wider Than The Sky – Più grande del cielo, il nuovo documentario di Valerio Jalongo. Ecco in esclusiva per Cinefilos.it la clip “Robot”:

Girato in oltre dieci città tra Europa, Stati Uniti e Giappone, il film mette in dialogo neuroscienziati, filosofi, artisti e robot umanoidi per interrogarsi sul futuro dell’umanità di fronte a una tecnologia che sta ridefinendo le nostre vite.

Wider Than The Sky – Più grande del cielo è una produzione internazionale, un’indagine senza confini politici e geografici realizzato in collaborazione con la comunità scientifica europea dell’Human Brain Project e la compagnia di danza Sasha Waltz & Guests.  Protagonisti del film sono pensatori e innovatori di fama mondiale, tra cui Antonio Damasio, Andrea Moro, Rob Reich, Refik Anadol, Hany Farid, Rainer Goebel, Sasha Waltz, Sougwen Chung, e i robot Anymal e Ameca che mostrano i punti di contatto tra ricerca neuroscientifica, arti performative e robotica avanzata.

“Non dovremmo chiamarla intelligenza artificiale – afferma Jalongo – ma intelligenza collettiva, perché nulla esisterebbe senza la conoscenza condivisa dell’umanità. La vera sfida è decidere se questa rivoluzione sarà usata per concentrare il potere o per costruire un futuro aperto e democratico” dichiara Jalongo che, dopo Il senso della bellezza e L’acqua l’insegna la sete, torna al cinema quale mezzo di riflessione necessaria sul nostro presente, tra emozione e profonda inquietudine.

Con immagini sorprendenti e momenti di grande intensità visiva – dalle coreografie di Sasha Waltz ai droni da competizione, fino ai laboratori di robotica di Zurigo – Wider Than The Sky – Più grande del cielo svela un’IA non solo come sfida tecnologica, ma come mistero profondamente umano, destinato a cambiare radicalmente il nostro rapporto con la conoscenza, la creatività e la libertà.

Wicked: Stephen Daldry abbandona il progetto

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Wicked: Stephen Daldry abbandona il progetto

Il film Wicked, l’adattamento tanto atteso prodotto da Universal del musical di successo di Broadway, ha trovato un grosso ostacolo sulla sua strada. Il regista Stephen Daldry ha lasciato il film a causa di conflitti di programmazione. Wicked è in sviluppo da oltre un decennio ed è stato recentemente tolto dal programma delle uscite della Universal a causa della pandemia. I membri del cast non sono stati annunciati.

La Universal aveva inizialmente previsto che il film uscisse durante le vacanze nel 2019, ma alla fine ha distribuito l’adattamento di Cats di Tom Hooper in quella data e ha spostato Wicked a dicembre 2021. Dopo che la pandemia di coronavirus ha colpito e costretto le sale cinematografiche e la produzione cinematografica a chiudere, lo studio ha dovuto rimescolare di nuovo il suo programma, spostando ancora Wicked sul suo tabellone.

L’uscita del regista dal progetto rende la situazione ancora più grave e il rischio per il film è che passerà ancora molto tempo prima che possa raggiungere la sala.

Fonte: Variety

Wicked: recensione della prima parte del musical con Cynthia Erivo e Ariana Grande

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A distanza di anni dalla prima notizia che il musical di successo sarebbe arrivato al cinema, finalmente Wicked – Parte 1 è disponibile in sala, con Universal Pictures Italia, per incantare sia i fan dello spettacolo di Broadway sia il pubblico generalista, portato in sala dalla magica (e massiccia) promozione che sta accompagnando il film. Cynthia Erivo e Ariana Grande guidano un progetto ambiziosissimo, come accennato, la prima delle due parti previste per il maestoso progetto che però è in grado di reggere benissimo anche da sola. Wicked è un adattamento sontuoso e sorprendentemente attuale, che offre una nuova prospettiva sulla dicotomia tra buoni e cattivi, interrogandosi sulle ragioni del male.

Come mai esiste il male? La grande domanda esistenziale di Wicked

Come sappiamo da Il Mago di Oz, la Strega Cattiva dell’Ovest è la villain della storia, d’altronde il nome è inequivocabile! Tuttavia, in Wicked cerchiamo di capire cosa l’ha resa tale, tanto che la domanda che fa detonare la storia è: come mai esiste il male? È una cosa che nasce con noi o che ci viene instillata? L’enormità, la complessità della risposta che una tale domanda richiede ci porta dentro la storia, in cui la cattiveria di Elphaba (la futura Wicked Witch, appunto) e la bontà di Galinda (quella che diventerà la Strega Buona del Nord) vengono in qualche modo ribaltate, diventando caratteristiche sfumate e mutevoli.

Basato sul romanzo di Gregory Maguire e sull’iconico musical di Broadway del 2003, il film esplora i temi di discriminazione, paura dell’altro e manipolazione politica. Questi motivi, già potenti al debutto teatrale, risultano ancora più incisivi in un clima politico globale sempre più polarizzato e incerto.

Wicked è un trionfo visivo e musicale

Diretto da Jon M. Chu, già noto per In the HeightsWicked è un trionfo visivo e musicale. Il regista abbraccia un’estetica massimalista che combina il tecnicolor degli anni ’30 con le moderne tecniche di CGI. Dai campi di papaveri digitali alla strada di mattoni gialli, ogni fotogramma è un’esplosione di dettagli e colori che incanta e sovrasta, oltre a essere una vera e propria coccola per gli appassionati del mondo di Oz. Questa attenzione al dettaglio si riflette anche nei costumi di Paul Tazewell e nelle scenografie art déco della Città di Smeraldo, magnificenza pura. Il risultato è un film che sembra un’opera d’arte in movimento, progettata per il grande schermo e destinata a lasciare senza fiato.

Cynthia Erivo e Ariana Grande sono mozzafiato

Così come senza fiato lasciano le performance di Cynthia Erivo e Ariana Grande. La prima, nei panni neri e nella pelle verde di Elphaba, è il cuore del film. Con il suo carattere complesso, Elphaba viene interpretata con una profondità emotiva straordinaria. Erivo non si limita a impressionare vocalmente; la sua performance offre sfumature che invitano lo spettatore a comprendere il dolore e l’isolamento del personaggio. Laddove Idina Menzel ha dato un’interpretazione epica e teatrale a Broadway, Erivo opta per un approccio più intimo e cinematografico, che si adatta perfettamente al mezzo e entra a fondo dentro la particolarità di chi a “troppo a cuore” le ferite del mondo che la circonda. La sua versione di “Defying Gravity“, momento iconico del musical, è emozionante e visivamente spettacolare.

Ariana Grande, invece, affronta il compito impegnativo di reinterpretare Glinda, la Strega Buona. Grande, con il suo look da bambola di porcellana e una intonazione impeccabile, incarna l’apparente perfezione del personaggio. Si cimenta con coraggio in una performance comica che però non regge il confronto con quella che Kristin Chenoweth ha reso celebre a Broadway. La sua Glinda è rigida, il che potrebbe anche essere una scelta consapevole per enfatizzare l’ipocrisia e l’egocentrismo del personaggio, in attesa di una trasformazione redentrice.

Il cast di supporto regge il confronto

Anche i comprimari fanno grande sfoggio di sé. Michelle Yeoh è una presenza magnetica come Madame Morrible, mentre Jeff Goldblum, nei panni del Mago di Oz, porta il giusto equilibrio tra fascino e inquietudine. Jonathan Bailey si distingue come Fiyero, un personaggio che promette molte più sfaccettature di quante questa prima parte abbia mostrato.

Dal punto di vista musicale, Wicked rimane fedele al materiale originale, pur con degli aggiustamenti che il cambio di linguaggio richiedeva: la sequenze di “Dancing Through Life” e “Popular” in particolare, sono state arricchite con coreografie spettacolari e una regia lucida e ordinata, che non rinuncia a evoluzioni ardite e che riesce a sfruttare a pieno la dinamicità del cinema, rispetto alla staticità del teatro.

Alcuni punti in sospeso

Considerato che la durata di questa prima parte coincide con la durata del musical, e soprattutto visto che il film si interrompe su un arco narrativo principale apparentemente chiuso, sarà interessante capire in che modo la seconda parte affronterà quel che rimane della storia e soprattutto in che modo farà luce su alcuni dettagli che sono rimasti volutamente in ombra, come l’origine della pelle verde di Elphaba oppure la sua vulnerabilità all’acqua. Ci aspettiamo anche che il discorso politico del film venga portato avanti e approfondito: già in questa prima parte, la persecuzione degli animali parlanti sembra un’allegoria, neanche troppo velata, della discriminazione razziale e della xenofobia. Ma forse il discorso potrebbe assumere dei contorni più definiti.

Wicked è un’esperienza cinematografica gloriosa ed emozionante, che non solo rende giustizia al musical originale, ma lo espande, rendendolo accessibile a una nuova generazione di spettatori. Con performance memorabili, una colonna sonora senza tempo e una produzione visivamente sbalorditiva, il film di Jon M. Chu si conferma uno dei musical imperdibili degli ultimi anni.

Wicked: Parte Uno, primo trailer dell’atteso musical

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Wicked: Parte Uno, primo trailer dell’atteso musical

Durante il Super Bowl, è stato rilasciato il primo trailer di Wicked: Parte Uno, che anticipa la prima parte dell’adattamento cinematografico dell’iconico musical. L’uscita del film è prevista per mercoledì 25 novembre 2024.

L’imminente adattamento cinematografico è basato sull’acclamato musical di Broadway, a sua volta tratto dal romanzo di Gregory Maguire del 1995 Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West (La vita e i tempi della strega cattiva dell’Ovest), a sua volta basato sul classico romanzo di L. Frank Baum del 1900 Il meraviglioso mago di Oz e sul film del 1939 Il mago di Oz.

Wicked racconta la storia di due amiche, Elphaba e Glinda, che lottano per mantenere la loro amicizia mentre si allontanano. La storia è un prequel de Il mago di Oz, ma la trama contiene anche eventi successivi all’arrivo di Dorothy a Oz.

“Wicked, la storia mai raccontata delle streghe di Oz, vede protagonista la star vincitrice di Emmy, Grammy e Tony Cynthia Erivo (Harriet, The Color Purple a Broadway) nel ruolo di Elphaba, una giovane donna incompresa a causa della sua insolita pelle verde, che deve ancora scoprire il suo vero potere, e l’artista multi-platino e superstar globale vincitrice di Grammy Ariana Grande nel ruolo di Glinda, una giovane donna popolare, dorata dal privilegio e dall’ambizione, che deve ancora scoprire il suo vero cuore“, si legge nella descrizione ufficiale.

Le due si incontrano come studenti della Shiz University nella fantastica Terra di Oz e stringono un’improbabile ma profonda amicizia. Dopo un incontro con il meraviglioso Mago di Oz, la loro amicizia giunge a un bivio e le loro vite prendono strade molto diverse. Il desiderio di popolarità di Glinda la vede sedotta dal potere, mentre la determinazione di Elphaba a rimanere fedele a se stessa e a coloro che la circondano avrà conseguenze inaspettate e sconvolgenti sul suo futuro. Le loro straordinarie avventure a Oz le vedranno infine realizzare i loro destini come Glinda la Buona e la Strega Malvagia dell’Ovest“.

Il musical teatrale Wicked ha vinto tre Tony Award ed è adattato dal romanzo bestseller di Gregory Maguire dalla scrittrice Winnie Holzman e dal compositore e paroliere tre volte premio Oscar Stephen Schwartz. Holzman e Schwartz stanno attualmente collaborando all’adattamento della sceneggiatura.

Wicked: Parte 2, il regista rivela il mistero che coinvolge Glinda e l’Uomo di Latta

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Il regista di Wicked: Parte 2, Jon M. Chu, affronta un mistero che coinvolge Glinda e l’Uomo di Latta. Dopo il maldestro tentativo di Nessarose di lanciare un incantesimo su Boq usando la Grimmerie, Elphaba lo trasforma nell’Uomo di Latta per salvargli la vita. Boq incolpa Elphaba del suo destino e poi cerca vendetta contro di lei.

Questo percorso conduce Boq alla Città di Smeraldo, dove viene visto alimentare la rabbia della folla contro Elphaba durante la canzone di Wicked: Parte 2 “March of the Witch Hunters”. Durante la canzone, Glinda guarda dall’alto in basso la folla e Boq nella sua forma di Uomo di Latta. I due incrociano lo sguardo per un attimo, ma non è chiaro se Glinda si renda conto che l’Uomo di Latta è Boq.

Parlando con Entertainment Weekly, Jon M. Chu chiarisce di non voler fornire un’interpretazione definitiva della scena, ma dal suo punto di vista, Glinda riconosce Boq durante la canzone. Oltre a riconoscere Boq, Chu crede che vederlo nei panni dell’Uomo di Latta che aizza la folla faccia sì che Glinda si chieda che fine abbia fatto il mondo che un tempo conosceva. “Non mi piace necessariamente dire esattamente di cosa si tratta… ma sì, nella mia mente, lei sa che è Boq. Credo che lo riconosca, lo veda nei suoi occhi. Credo che ci sia anche qualcosa che sa intrinsecamente e che la porta a chiedersi: “Che fine ha fatto questo mondo che conoscevo?”.”

Ariana Grande in Wicked- For Good (2025)
Foto di Giles Keyte/Universal Pictures – © Universal Studios.

I sentimenti romantici di Boq per Glinda sono stati al centro delle motivazioni del suo personaggio. È lei la ragione per cui ha chiesto a Nessarose di andare al ballo nel primo film, e sentire del suo imminente matrimonio con Fiyero è la spinta che porta Boq a cercare di lasciare Nessarose dopo il ritorno di Elphaba in Parte 2. Tuttavia, Chu spiega che quando l’Uomo di Latta si allontana da Glinda durante la canzone, dimostra che non gli importa più di lei ed è consumato solo dall’odio.

“Quel momento in cui alza lo sguardo verso di lei e poi si volta dall’altra parte, è lui che dice di non aver più bisogno di lei, perché ha una nuova famiglia di odio che è più forte dell’amore per lui. Quello, per me, è stato un momento importante.”

Quando si tratta di momenti un po’ ambigui, come se Glinda riconosca l’Uomo di Latta o l’apertura del Grimmerie per Glinda durante il finale di Wicked – Parte 2, il team creativo del film è attento a non fornire un’interpretazione “corretta”, poiché vuole che i fan prendano le proprie decisioni su queste scene cruciali.

La sceneggiatrice Dana Fox ha condiviso la sua interpretazione: Glinda apre il Grimmerie da sola alla fine, ma lascia aperta la possibilità che gli spettatori interpretino la scena in modo diverso, inclusa la possibilità che Elphaba stia usando la sua magia da lontano per aprire il libro per la sua amica.

La prospettiva di Chu rende “March of the Witch Hunters” una canzone ancora più oscura, con l’odio dell’Uomo di Latta che funge da manifestazione più ampia dell’odio che ha travolto Oz. Mentre i sentimenti romantici di Boq per Glinda sono sempre stati unilaterali, il momento è profondamente tragico, perché testimonia come il suo precedente amore e ottimismo siano ora completamente sostituiti dalla rabbia in Wicked: Parte 2.

Wicked: Parte 2, come si collocano le nuove canzoni di Wicked rispetto al musical originale?

Wicked: Parte 2 contiene due nuove canzoni, ma come si collocano rispetto al resto della colonna sonora? I due film Wicked portano il musical teatrale Wicked sul grande schermo, adattandolo fedelmente e ampliandolo in alcuni aspetti per giustificare la trasposizione in due film separati.

Una delle prospettive intriganti di Wicked: Parte 2 è l’inclusione di nuove canzoni, pensate per arricchire le emozioni di Elphaba e Glinda in nuovi assoli. Questo getta anche le basi per potenziali nomination agli Oscar per la migliore canzone originale. Ora che il film è uscito, vale la pena confrontare le nuove canzoni con il musical classico e determinare come si collocano rispetto ad esso.

Quali sono le nuove canzoni di Wicked: For Good?

Wicked: Parte 2 presenta due nuove canzoni del compositore Stephen Schwartz, ma nessuna delle due riesce a eguagliare i livelli del resto del musical. “No Place Like Home” e “The Girl in the Bubble” sono entrambe nuovi brani solisti rispettivamente per Elphaba e Glina, che danno a ciascun personaggio un assolo tra gli altri duetti più importanti del musical.

Contribuiscono ad ampliare la trama del secondo atto di Wicked e allungano la durata di Wicked: For Good. “No Place Like Home” viene eseguita abbastanza presto nel film, con Elphaba che fa del suo meglio per convincere gli animali in fuga che non è necessario abbandonare Oz.

“The Girl in the Bubble” arriva più avanti nel film, quando Glinda si rende conto della gravità della sua situazione e riflette su come è diventata una pedina del Mago e di Madame Morrible. Entrambi i brani sono assoli delle due protagoniste femminili del film, dando a Cynthia Erivo e Ariana Grande l’opportunità di mostrare il loro talento in brani unici.

Perché le nuove canzoni di Wicked: For Good sembrano poco brillanti

Sia “No Place Like Home” che “The Girl in the Bubble” godono di un certo prestigio, grazie al ritorno del compositore originale di Wicked, Stephen Schwartz, che ha scritto entrambi i brani. Questo ha senso per il film, poiché permette a Wicked: For Good di essere candidato nella categoria Miglior Canzone Originale agli Academy Awards.

Inoltre, beneficiano delle interpretazioni di Erivo e Grande, poiché le due sono giustamente celebrate per le loro interpretazioni dei leggendari ruoli di Broadway. Nonostante tutti i difetti di Wicked: For Good, nessuno di essi può essere attribuito alle due star. Al contrario, i problemi del film derivano in gran parte dall’approccio gonfiato al materiale originale.

Per giustificare la durata, ci sono molti riempitivi inutili che riducono il film di solo mezz’ora rispetto alla durata totale del musical originale. “No Place Like Home” e “The Girl in the Bubble” non aiutano la durata, poiché entrambe le canzoni hanno lunghe sezioni dedicate nel film. Tuttavia, entrambe le canzoni sembrano anche inutili per la narrazione complessiva.

Sebbene sia bello vedere Elphaba cercare di reclutare il regno animale e Grande offrire una performance emozionante di una giovane donna che si rende conto di quanto fosse sbagliata la sua lealtà, entrambi questi momenti sono già stati consolidati in altre parti del film. Di conseguenza, questi momenti rallentano il ritmo e contribuiscono alla durata eccessiva del film.

Questo non sarebbe un problema se entrambe le canzoni fossero state orecchiabili come “Popular”, potenti come “Defying Gravity” o emozionanti come i grandi momenti musicali di For Good come “As Long As You’re Mine”, “No Good Deed” o “For Good”. Nessuna delle due canzoni ha lo stesso tono pomposo o tocchi memorabili.

Questo perché entrambe le canzoni sono in definitiva riflessioni cupe sul personaggio che le canta, conferendo loro un tono cupo che non si abbina al tenore melodrammatico ma straziante di brani come “I’m Not That Girl”. Nessuna delle due spinge il rispettivo cantante a dare il massimo come in “No Good Deed” o ad avere lo stesso impatto emotivo di “For Good”.

Anche rispetto alle canzoni più deboli del secondo film di Wicked, canzoni come “Wonderful” hanno un brio visivo e una vivacità colorata che le fanno risaltare. Al contrario, “The Girl in the Bubble” segue semplicemente Glinda mentre cammina nel suo appartamento, mentre “No Place Like Home” è Elphaba che parla ad animali in CGI che sembrano senza peso rispetto a lei.

È un peccato, perché la prospettiva di avere nuove canzoni per Wicked era uno degli elementi più entusiasmanti del film prima dell’uscita. Anche se nessuna delle due è decisamente brutta e i rispettivi interpreti le eseguono bene, semplicemente non hanno la stessa energia memorabile o lo stesso potere straziante degli altri grandi momenti musicali di Wicked.

Di conseguenza, né “No Place Like Home” né “The Girl in the Bubble” spiccano davvero, a parte la novità di essere brani inediti. Ripetono elementi del film che sono meglio valorizzati altrove e contribuiscono poco a migliorare la narrazione complessiva.

Sebbene non sarebbe sorprendente vedere Wicked: For Good ottenere una o due nomination agli Oscar per i brani, data la grande popolarità del musical, nessuno dei due brani sembra avere la possibilità di distinguersi tra gli altri probabili candidati o anche solo tra le altre canzoni che compaiono nei due film di Wicked.

Wicked: nuove immagini ufficiali dal film

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Wicked: nuove immagini ufficiali dal film

Il primo teaser di Wicked – Parte 1 è stato presentato il mese scorso e Vanity Fair vi ha fatto ora seguito con nuove immagini ufficiali che offrono un ulteriore sguardo al film. Pubblicate sugli account social media del sito, le immagini mostrano l’impressionante cast del musical e il modo in cui questo spettacolo di Broadway è stato portato in vita sullo schermo. Sebbene si possa pensare che ciò abbia comportato una notevole quantità di CGI, il regista Jon M. Chu afferma il contrario.

Mi sono detto:Voglio farlo come lo sognavo da bambino quando guardavo Hook”“, spiega il regista. “Dietro le quinte, Steven Spielberg era su un molo con una gigantesca nave pirata. Mi sono detto: ‘Se questa è la mia unica opportunità di farlo, voglio farlo’“. Questo livello di realismo si è esteso anche ai canti del cast sul set. “Sono voci dal vivo“, conferma Chu. “Mentre lo stavamo girando, quelle ragazze dicevano: ‘Fanculo alle registrazioni preliminari. Andiamo dal vivo'”. Di seguito, ecco le immagini condivise:

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Tutto quello che sappiamo su Wicked

Wicked – Parte 1 è basato sull’acclamato musical di Broadway, che a sua volta è basato sul romanzo di Gregory Maguire del 1995  Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West, che a sua volta è basato sul classico del 1900 L. Frank Baum Il meraviglioso mago di Oz  e il film del 1939  Il mago di Oz. Wicked – Parte 1 racconta la storia di due amiche, Elphaba e Glinda, che lottano per mantenere la loro amicizia mentre si separano. La storia funge da prequel de Il mago di Oz , ma la trama contiene anche eventi successivi all’arrivo di Dorothy a Oz. Wicked – Parte 1 arriva nelle sale il 27 novembre, mentre il sequel Wicked – Parte 2 è attualmente previsto per il 26 novembre 2025.

L’adattamento cinematografico sarà prodotto da Marc Platt attraverso la sua Marc Platt Productions con sede alla Universal. Il vicepresidente esecutivo senior della produzione Erik Baiers e il vicepresidente dello sviluppo della produzione Lexi Barta supervisioneranno il progetto per conto della Universal Pictures. Il musical teatrale  Wicked  ha vinto tre premi Tony ed è adattato dal romanzo bestseller di Gregory Maguire della scrittrice di libri Winnie Holzman e del compositore e paroliere tre volte premio Oscar Stephen Schwartz. Holzman e Schwartz stanno attualmente collaborando all’adattamento cinematografico come sceneggiaturi.

Wicked: nuove foto dal set con Ariana Grande e Cynthia Erivo

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Wicked: nuove foto dal set con Ariana Grande e Cynthia Erivo

Nuove foto dal set di Wicked mostrano Ariana Grande e Cynthia Erivo che si preparano a filmare insieme. Adattamento del popolare musical con lo stesso nome – a sua volta basato su Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West di Gregory Maguire – il film in uscita segue la storia della futura Strega Cattiva dell’Ovest, Elphaba (Cynthia Erivo), mentre si trasforma lentamente nel personaggio che Dorothy incontra in Il mago di Oz. Grande interpreta la sua migliore amica diventata nemica, Glinda la Strega Buona.

Mentre Erivo e Grande sono già state avvistate sul set di Wicked, questi nuovi scatti (tramite Daily Mail Celebrity) catturano i due personaggi insieme mentre si preparano per la scena successiva.

Wicked – Parte 1 è basato sull’acclamato musical di Broadway, che a sua volta è basato sul romanzo di Gregory Maguire del 1995  Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West, che a sua volta è basato sul classico del 1900 L. Frank Baum Il meraviglioso mago di Oz  e il film del 1939  Il mago di Oz. Wicked – Parte 1 racconta la storia di due amiche, Elphaba e Glinda, che lottano per mantenere la loro amicizia mentre si separano. La storia funge da prequel de Il mago di Oz , ma la trama contiene anche eventi successivi all’arrivo di Dorothy a Oz. Wicked – Parte 2 dovrebbe invece arrivare l’anno successivo, ovvero il 2025. 

L’adattamento cinematografico sarà prodotto da Marc Platt attraverso la sua Marc Platt Productions con sede alla Universal. Il vicepresidente esecutivo senior della produzione Erik Baiers e il vicepresidente dello sviluppo della produzione Lexi Barta supervisioneranno il progetto per conto della Universal Pictures. Il musical teatrale  Wicked  ha vinto tre premi Tony ed è adattato dal romanzo bestseller di Gregory Maguire della scrittrice di libri Winnie Holzman e del compositore e paroliere tre volte premio Oscar Stephen Schwartz. Holzman e Schwartz stanno attualmente collaborando all’adattamento cinematografico come sceneggiaturi.

Wicked: la spiegazione del finale e come prepara il sequel

Wicked: la spiegazione del finale e come prepara il sequel

Con Wicked – Parte 1 (leggi qui la recensione), il regista Jon M. Chu trasforma uno dei musical più amati degli ultimi vent’anni in un grande fantasy emotivo e politico, capace di riscrivere l’immaginario di Il mago di Oz da una prospettiva completamente diversa. Il film racconta infatti la nascita della cosiddetta Strega Cattiva dell’Ovest, mostrando come dietro quella figura demonizzata si nasconda in realtà una giovane donna emarginata, manipolata e progressivamente trasformata dal potere. Il finale del film rappresenta il momento decisivo di questa metamorfosi: Elphaba smette di inseguire il riconoscimento del sistema e sceglie di diventare un simbolo di resistenza.

L’ultima sequenza di Wicked – Parte 1 non chiude davvero una storia, ma inaugura una nuova identità. La celebre esibizione di “Defying Gravity” assume nel film un significato più ampio rispetto alla versione teatrale: non è soltanto il numero musicale più iconico dell’opera, ma il manifesto politico ed esistenziale di Elphaba. Nel momento in cui vola sopra Emerald City, inseguita dall’autorità e dichiarata nemica pubblica, il personaggio comprende che il male non nasce dalla diversità, bensì dalla narrazione costruita attorno ad essa. È proprio questa intuizione a rendere il finale così potente e a preparare il terreno per il sequel.

Il viaggio di Elphaba dentro il mondo di Oz riscrive il fantasy classico attraverso il linguaggio politico e sentimentale di Jon M. Chu

Ariana Grande in Wicked

Fin dalle prime scene, Wicked – Parte 1 lavora sulla decostruzione del mito. Dove il classico del 1939 mostrava una netta divisione tra bene e male, il film di Jon M. Chu costruisce un universo ambiguo, dominato dalla propaganda e dalla paura. La figura di Elphaba, interpretata da Cynthia Erivo, si inserisce perfettamente nella tradizione dei protagonisti outsider del cinema fantasy contemporaneo: personaggi percepiti come mostruosi soltanto perché incapaci di adattarsi alle regole sociali dominanti. In questo senso il film dialoga apertamente con opere come Edward mani di forbice o persino con il cinema young adult distopico degli anni Duemila, dove il conflitto centrale riguarda sempre il rapporto tra identità individuale e sistema politico.

La scelta di affidare il ruolo di Glinda a Ariana Grande rafforza ulteriormente questa dinamica. Il rapporto tra le due protagoniste non viene raccontato come una semplice amicizia scolastica, ma come il punto d’incontro tra due modi opposti di sopravvivere dentro una società performativa. Glinda comprende le ingiustizie di Oz, eppure continua a cercare approvazione dalle istituzioni; Elphaba invece rifiuta gradualmente ogni compromesso. È qui che il film trova la sua dimensione più interessante, perché il conflitto non nasce dall’odio reciproco, ma dalla diversa risposta che le due ragazze danno al potere. Jon M. Chu, già autore di musical molto energici come In the Heights, utilizza la spettacolarità visiva per raccontare emozioni profondamente intime: l’insicurezza, il desiderio di appartenenza, la paura di essere respinti. Quando Emerald City appare finalmente sullo schermo, luminosa e gigantesca, il film suggerisce immediatamente che quella perfezione estetica nasconde qualcosa di corrotto.

Il finale di Wicked – Parte 1 mostra la nascita della “Strega Cattiva” come costruzione politica e non come trasformazione malvagia

cynthia erivo Wicked - Parte 2

Il cuore del finale ruota attorno all’incontro tra Elphaba e il Mago di Oz. Per tutta la vita, la protagonista ha immaginato quell’uomo come una figura salvifica, qualcuno capace di darle finalmente uno scopo e di fermare le discriminazioni contro gli Animali parlanti. Quando arriva nella Città di Smeraldo insieme a Glinda, Elphaba pensa di essere vicina alla realizzazione del suo sogno. La scoperta che il Mago, interpretato da Jeff Goldblum, sia in realtà un uomo privo di poteri cambia completamente il senso della storia. Oz si regge infatti su una gigantesca illusione politica: il potere nasce dalla manipolazione della paura collettiva.

La scena del Grimmerie è fondamentale perché rappresenta il momento esatto in cui Elphaba comprende di essere stata usata. Convinta di stare aiutando il Mago, legge l’incantesimo che fa crescere le ali alle scimmie guardiane, salvo capire immediatamente che quelle creature verranno trasformate in strumenti di controllo e repressione. Il film insiste molto sul dolore fisico delle scimmie durante la trasformazione, mostrando la violenza implicita dietro l’idea di “ordine” sostenuta dal governo di Oz. Da quel momento Elphaba rifiuta l’autorità e fugge con il Grimmerie, mentre Madame Morrible la trasforma pubblicamente in una minaccia.

La parte più significativa del finale riguarda però Glinda. Pur comprendendo che Elphaba ha ragione, decide di restare. È una scelta dolorosa, ambigua, profondamente umana. Glinda sceglie la sicurezza, il privilegio, la possibilità di continuare a esistere dentro il sistema. Elphaba invece accetta l’isolamento pur di non tradire sé stessa. Quando vola via cantando “Defying Gravity”, il film mostra la nascita simbolica della Strega dell’Ovest: non una creatura malvagia, ma una dissidente politica trasformata in mostro dalla propaganda statale.

La discriminazione degli Animali e la costruzione del nemico rendono Wicked una riflessione contemporanea sul potere e sulla paura

Dietro l’estetica fantasy e musicale, Wicked – Parte 1 costruisce un discorso sorprendentemente attuale. La persecuzione degli Animali parlanti diventa infatti una metafora esplicita della disumanizzazione operata dai regimi autoritari. Il professor Dillamond, progressivamente privato del diritto di insegnare e persino della parola, rappresenta il primo stadio di un processo politico basato sulla creazione del nemico interno. Il Mago comprende che per mantenere compatto il popolo di Oz serve un bersaglio comune, qualcuno da indicare come causa di ogni problema.

Elphaba si rende conto troppo tardi che il sistema non vuole davvero integrare i diversi: vuole usarli finché risultano utili e distruggerli quando diventano incontrollabili. È questo il vero significato della sua trasformazione pubblica in “strega cattiva”. La società di Oz ha bisogno di una figura mostruosa per legittimare la propria struttura di potere. In questo senso il film sovverte completamente la narrativa classica de Il mago di Oz, perché suggerisce che la malvagità attribuita a Elphaba sia il prodotto di una campagna politica costruita deliberatamente.

Anche il rapporto con Fiyero assume un peso importante in questa lettura. Il personaggio interpretato da Jonathan Bailey comincia come figura superficiale e privilegiata, ma il contatto con Elphaba lo costringe a prendere posizione. Quando lascia Shiz nel finale, il film suggerisce che stia abbandonando il proprio ruolo sociale per seguire una causa più autentica. Tutti i personaggi vengono dunque messi davanti alla stessa domanda: è possibile restare neutrali davanti all’ingiustizia? La risposta implicita del film sembra essere negativa.

Il finale lascia intendere che Glinda ed Elphaba diventeranno i due volti opposti della stessa rivoluzione morale

Ariana Grande e Cynthia Erivo in Wicked

Uno degli aspetti più interessanti del finale riguarda la futura evoluzione del rapporto tra Elphaba e Glinda. Il film evita accuratamente di trasformarle in vere nemiche. Anche nel momento della separazione, le due continuano ad amarsi profondamente. Questa scelta cambia radicalmente il peso emotivo del sequel, perché sappiamo già che il conflitto successivo nascerà da una frattura ideologica più che personale.

Glinda resterà dentro il sistema cercando probabilmente di modificarlo dall’interno, mentre Elphaba sceglierà la ribellione aperta. Il problema è che Oz, ormai, ha già deciso chi deve incarnare il bene e chi il male. Madame Morrible usa immediatamente i mezzi di comunicazione della città per diffondere la narrativa della “strega pericolosa”, anticipando dinamiche mediatiche estremamente contemporanee. La verità smette di avere importanza; conta soltanto la versione più efficace da raccontare al pubblico.

Anche il destino di Nessarose viene preparato con attenzione. La morte del governatore Thropp e l’isolamento emotivo della ragazza lasciano intuire come il sequel approfondirà la sua trasformazione nella futura Strega dell’Est. Tutto il finale di Wicked – Parte 1 funziona quindi come un gigantesco punto di origine: ogni personaggio si trova esattamente sul confine tra ciò che è stato e ciò che diventerà.

Il vero significato del finale di Wicked – Parte 1 è la conquista della libertà attraverso l’accettazione della propria diversità

Wicked
Wicked il film – Cortesia di Universal Pictures

La scena conclusiva di Elphaba che vola sopra Oz racchiude il senso profondo del film. Per tutta la storia, la protagonista ha cercato disperatamente di essere accettata. Ha creduto che diventare utile al Mago avrebbe cancellato il pregiudizio verso di lei, ha sperato che il talento bastasse a renderla amata, ha tentato di adattarsi a un mondo che la rifiutava fin dalla nascita. Nel finale comprende invece che la libertà passa attraverso l’accettazione della propria alterità.

È significativo che Elphaba voli da sola. La sua emancipazione coincide con una separazione dolorosa: lascia Glinda, perde la protezione istituzionale, rinuncia alla possibilità di avere una vita normale. Eppure il film presenta quel momento come una liberazione. “Defying Gravity” diventa così il rifiuto definitivo delle aspettative sociali imposte dagli altri. Elphaba sceglie di definirsi autonomamente, anche se questo significa essere odiata dal mondo intero.

Il sequel partirà proprio da qui: dalla distanza crescente tra verità e leggenda. Gli spettatori conoscono già il mito della Wicked Witch of the West, ma Wicked – Parte 1 suggerisce che dietro quella figura esista una donna trasformata in mostro per aver detto la verità. È questa la grande intuizione dell’opera: il male, spesso, nasce dallo sguardo di chi racconta la storia.

LEGGI ANCHE: Wicked – Parte 2: spiegazione del finale positivo e cosa significa per Elphaba e Glinda

Wicked: la magia prende vita nel nuovo video dal set!

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Wicked: la magia prende vita nel nuovo video dal set!

Wicked, uno dei musical più amati e più longevi degli ultimi vent’anni, finalmente, fa il suo atteso debutto sul grande schermo a novembre, presentandosi come un evento cinematografico spettacolare e simbolo di una generazione. Wicked, la storia inedita delle streghe di Oz, vede la pluripremiata Cynthia Erivo (Harriet, The Color Purple di Broadway), vincitrice di Emmy, Grammy e Tony, nel ruolo di Elphaba, una giovane donna incompresa a causa della sua insolita pelle verde, ancora ignara del suo vero potere. Accanto a lei, Ariana Grande, vincitrice di Grammy e superstar mondiale, pluripremiata col disco di platino, interpreta Glinda, una giovane donna popolare, adornata dal privilegio e dall’ambizione, ancora alla ricerca della sua vera essenza.

Le due si incontrano come studentesse all’Università di Shiz nella fantastica Terra di Oz dove stringono un’amicizia improbabile ma profonda. Dopo un incontro con il Meraviglioso Mago di Oz, la loro amicizia giunge a una svolta e le loro vite prendono strade molto diverse. La sete di popolarità di Glinda la porta ad essere sedotta dal potere, mentre la determinazione di Elphaba di rimanere fedele a sé stessa e agli altri avrà conseguenze inaspettate e scioccanti sul suo futuro. Le loro straordinarie avventure a Oz le porteranno infine a compiere i loro destini come Glinda la Buona e la Strega Cattiva dell’Ovest.

Il cast completo di Wicked

Il film vanta anche la presenza di Michelle Yeoh, vincitrice di un premio Oscar®, nel ruolo della regale preside dell’Università di Shiz, Madame Morrible; Jonathan Bailey (Bridgerton, Compagni di Viaggio) nel ruolo di Fiyero, un principe arrogante e spensierato; Ethan Slater, candidato al Tony (Spongebob Squarepants di Broadway, Fosse/Verdon) nel ruolo di Boq, un generoso studente Munchkin; Marissa Bode al suo debutto cinematografico nel ruolo di Nessarose, la sorella prediletta di Elphaba; e l’icona della cultura pop Jeff Goldblum nel ruolo del leggendario Mago di Oz.

Il cast include Pfannee e ShenShen, due astuti compatrioti di Glinda interpretati dal candidato all’Emmy Bowen Yang (Saturday Night Live) e da Bronwyn James (Harlots), e un nuovo personaggio creato per il film, la Signorina Coddle, interpretata dalla candidata al Tony Keala Settle (The Greatest Showman).

Jon M. Chu alla regia di Wicked

Diretto dal rinomato regista Jon M. Chu (Crazy & Rich, Sognando a New York – In the Heights), Wicked è il primo capitolo di un entusiasmante evento culturale. L’arrivo al cinema della seconda parte di Wicked è previsto per novembre 2025.

Wicked è prodotto da Marc Platt (La La Land, La Sirenetta), i cui film, spettacoli televisivi e produzioni teatrali hanno ottenuto complessivamente 46 candidature agli Oscar®, 58 candidature agli Emmy e 36 candidature ai Tony, insieme a David Stone, plurivincitore del Tony (Kimberly Akimbo, Next to Normal), con il quale Platt ha prodotto il blockbuster del musical teatrale Wicked. I produttori esecutivi sono David Nicksay, Stephen Schwartz e Jared LeBoff.

Basato sul bestseller di Gregory Maguire, Wicked è adattato per lo schermo dalla sceneggiatrice Winnie Holzman, e dal leggendario compositore e paroliere vincitore di Grammy e Oscar® Stephen Schwartz. Il musical teatrale di Broadway è prodotto da Universal Stage Productions, Marc Platt, l’Araca Group, Jon B. Platt e David Stone

Wicked: l’adattamento del musical in arrivo nel 2016

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Wicked: l’adattamento del musical in arrivo nel 2016

In una recente intervista con Film Divider, il produttore Marc Platt (Into the Woods) ha confermato che l’adattamento per il grande schermo di Wicked, il musical  del 2003 composto da Stephen Schwartz (musiche e testi) con libretto di Winnie Holzman, arriverà al cinema nel 2016. La versione cinematografica sarà diretta dal regista nominato all’Oscar Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours, Molto forte Incredibilmente vicino). Platt ha poi rivelato che sarà lo stesso Holzman ad occuparsi della sceneggiatura della trasposizione cinematografica.

Il musical è basato sul romanzo Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West di Gregory Maguire pubblicato in italiano col titolo Strega: Cronache dal Regno di Oz in rivolta. Il romanzo è a sua volta una rivisitazione de Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum con numerosi riferimenti all’adattamento cinematografico del 1939. È attualmente il 12º musical che più a lungo è stato rappresentato a Broadway e il 28º più a lungo rappresentato nella storia del teatro.

Wicked racconta la storia di Elphaba, la futura Malvagia Strega dell’Ovest, ed il suo rapporto con Galinda, più tardi Glinda, la Strega Buona del Nord. La loro amicizia deve fare i conti con le loro diverse personalità e i diversi punti di vista, la stessa rivalità in amore, le reazioni al governo corrotto del Mago di Oz, e per ultimo la fine pubblica di Elphaba. La trama si svolge prima e durante l’arrivo di Dorothy dal Kansas, e contiene molti riferimenti a scene famose e dialoghi del film del 1939, Il Mago di Oz.

Fonte

Wicked: l’adattamento conterrà canzoni originali

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Wicked: l’adattamento conterrà canzoni originali

È stato confermato che nel 2019 arriverà al cinema l’adattamento per grande schermo per il celebre musical di Broadway Wicked, basato a sua volta sul romanzo Strega: Cronache dal Regno di Oz in Rivolta di Gregory Maguire.

Stephen Schwartz è stato incaricato di scrivere la sceneggiatura del film, e in un’intervista a Variety ha aggiornato sul progetto che sarà diretto da Stephen Daldry.

“Il regista, Stephen Daldry, sta aspettando una bozza dello script. Ci stiamo divertendo molto a rivisitare il materiale originario che amiamo, e a pensare a tutte le soluzioni che possiamo adottare sul grande schermo per raccontare nuovamente questa storia.

(…)

Abbiamo pianificato nuove canzoni. E se i fan si aspettano una copia del musical teatrale al cinema, è meglio che si preparino per un’esperienza nuova. Ci sono cose che funzionano sul palcoscenico ma non in un film. Per fare qualcosa che abbia vita propria, dobbiamo lavorare in maniera diversa.”

Wicked: il film arriverà al cinema nel 2019

Wicked è un musical del 2003 composto da Stephen Schwartz (musiche e testi) con libretto di Winnie Holzman.

Il progetto cinematografico risale al 2008, quando si viene a sapere che la Universal Pictures si interessa alla realizzazione di un film, supportata da Marc Platt, già produttore della versione teatrale. Prima che Daldry fosse incaricato della regia, in molti si sono fatti avanti per il posto, tra questi ci sono stati: J.J.Abrams, James Mangold, Rob Marshall e Ryan Murphy.

Il musical è basato sul romanzo Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West di Gregory Maguire pubblicato in italiano col titolo Strega: Cronache dal Regno di Oz in rivolta. Il romanzo è a sua volta una rivisitazione de Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum con numerosi riferimenti all’adattamento cinematografico del 1939. È attualmente il 12º musical che più a lungo è stato rappresentato a Broadway e il 28º più a lungo rappresentato nella storia del teatro.

Wicked racconta la storia di Elphaba, la futura Malvagia Strega dell’Ovest, ed il suo rapporto con Galinda, più tardi Glinda, la Strega Buona del Nord. La loro amicizia deve fare i conti con le loro diverse personalità e i diversi punti di vista, la stessa rivalità in amore, le reazioni al governo corrotto del Mago di Oz, e per ultimo la fine pubblica di Elphaba. I fatti si svolgono prima e durante l’arrivo di Dorothy dal Kansas, e contiene molti riferimenti a scene famose e dialoghi del film del 1939, Il Mago di Oz.

Wicked: Jonathan Bailey ha rischiato di non interpretare Fiyero

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Wicked: Jonathan Bailey ha rischiato di non interpretare Fiyero

I direttori del casting di Wicked hanno appena rivelato perché Fiyero è stato quasi interpretato da un attore completamente diverso invece che da Jonathan Bailey. Il neoeletto Uomo più sexy del mondo secondo People ha infatti avuto un’agenda estremamente fitta negli ultimi anni, con progetti come Bridgerton, Jurassic World – La rinascita, Wicked e Wicked – Parte 2 che hanno occupato gran parte del suo tempo.

È stato proprio a causa di questa agenda fitta che Bailey inizialmente ha quasi rifiutato Wicked. I direttori del casting Bernard Telsey e Tiffany Canfield hanno infatti raccontato a People che durante il processo di casting per l’esperienza cinematografica in due parti, l’attore aveva già “altri tre lavori contemporaneamente”. Tuttavia, Canfield si è rifiutata di “accettare un no come risposta”, anche se diverse persone continuavano a dire che l’attore non era disponibile.

È così iniziato il “difficile processo” di cercare di scritturare Bailey per il ruolo di Fiyero. Sia Telsey che Canfield conoscevano già Bailey dal revival di Company nel West End del 2018. Per caso, il giorno prima che il processo di casting iniziasse ufficialmente, Bailey si trovava a New York e ha incontrato i direttori del casting. “È nostro compito seguire gli attori anche se non li conosciamo personalmente o non li abbiamo visti regolarmente. Ma lui era di passaggio a New York molto prima che iniziassimo, e ci siamo seduti e abbiamo fatto un colloquio generale con lui”.

Alla fine ricordo di aver detto: “Tiffany, quel ragazzo dovrebbe essere Fiyero, giusto?”, ha raccontato Telsey. Il compito si è rivelato estremamente difficile, ma né Telsey né Canfield erano disposti a “rinunciare” a Bailey, nonostante i suoi impegni. Duncan Millership, il manager di Bailey, ha poi svolto un ruolo fondamentale nel casting di Bailey come Fiyero. L’attore ha quindi inviato un video di audizione e Canfield. “Quando è arrivato il video, abbiamo pensato: “È proprio quello che ci serve”. La sfacciataggine, l’umorismo, ma anche la vera umanità. La vera vulnerabilità”, ha detto Canfield.

Molti ci hanno detto che non era disponibile, ma noi non abbiamo accettato un no come risposta. Abbiamo continuato a provarci e, bingo, le nuvole si sono aperte e lui è entrato nel cast”, ha concluso Telsey. La carriera cinematografica e televisiva di Jonathan Bailey è decollata negli ultimi anni proprio grazie all’enorme successo di Bridgerton e dopo questi impegni l’attore ha ha affermato che nel 2026 si prenderà una pausa dalla recitazione per concentrarsi sulla sua organizzazione LGBTQ+, The Shameless Fund.

I fan potranno comunque vedere Bailey sui loro schermi all’inizio del 2026, poiché tornerà nel ruolo di Lord Anthony Bridgerton nella quarta stagione di Bridgerton, che debutterà il 29 gennaio su Netflix. In ogni caso, il carisma naturale e la sicurezza che Bailey ha portato a Fiyero, insieme alla sua capacità di reggere il confronto con artisti del calibro di Ariana Grande-Butera e Cynthia Erivo, hanno dato ragione ai direttori del casting di Wicked nella loro decisione di ingaggiarlo.

Leggi anche: Come Jonathan Bailey ha reso ancora più doloroso il momento in cui Fiyero lascia Glinda in Wicked: Parte 2

Wicked: il trailer e il poster del film con Cynthia Erivo e Ariana Grande

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Wicked, uno dei musical più amati e più longevi degli ultimi vent’anni, finalmente, fa il suo atteso debutto sul grande schermo a novembre, presentandosi come un evento cinematografico spettacolare e simbolo di una generazione.

Wicked, la storia inedita delle streghe di Oz, vede la pluripremiata Cynthia Erivo (Harriet, The Color Purple di Broadway), vincitrice di Emmy, Grammy e Tony, nel ruolo di Elphaba, una giovane donna incompresa a causa della sua insolita pelle verde, ancora ignara del suo vero potere. Accanto a lei, Ariana Grande, vincitrice di Grammy e superstar mondiale, pluripremiata col disco di platino, interpreta Glinda, una giovane donna popolare, adornata dal privilegio e dall’ambizione, ancora alla ricerca della sua vera essenza.

Wicked – il poster

wicked

Le due si incontrano come studentesse all’Università di Shiz nella fantastica Terra di Oz dove stringono un’amicizia improbabile ma profonda. Dopo un incontro con il Meraviglioso Mago di Oz, la loro amicizia giunge a una svolta e le loro vite prendono strade molto diverse. La sete di popolarità di Glinda la porta ad essere sedotta dal potere, mentre la determinazione di Elphaba di rimanere fedele a sé stessa e agli altri avrà conseguenze inaspettate e scioccanti sul suo futuro. Le loro straordinarie avventure a Oz le porteranno infine a compiere i loro destini come Glinda la Buona e la Strega Cattiva dell’Ovest.

Il film vanta anche la presenza di Michelle Yeoh, vincitrice di un premio Oscar®, nel ruolo della regale preside dell’Università di Shiz, Madame Morrible; Jonathan Bailey (Bridgerton, Compagni di Viaggio) nel ruolo di Fiyero, un principe arrogante e spensierato; Ethan Slater, candidato al Tony (Spongebob Squarepants di Broadway, Fosse/Verdon) nel ruolo di Boq, un generoso studente Munchkin; Marissa Bode al suo debutto cinematografico nel ruolo di Nessarose, la sorella prediletta di Elphaba; e l’icona della cultura pop Jeff Goldblum nel ruolo del leggendario Mago di Oz.

Il cast include Pfannee e ShenShen, due astuti compatrioti di Glinda interpretati dal candidato all’Emmy Bowen Yang (Saturday Night Live) e da Bronwyn James (Harlots), e un nuovo personaggio creato per il film, la Signorina Coddle, interpretata dalla candidata al Tony Keala Settle (The Greatest Showman).

Diretto dal rinomato regista Jon M. Chu (Crazy & Rich, Sognando a New York – In the Heights), Wicked è il primo capitolo di un entusiasmante evento culturale. L’arrivo al cinema della seconda parte di Wicked è previsto per novembre 2025.

Wicked è prodotto da Marc Platt (La La Land, La Sirenetta), i cui film, spettacoli televisivi e produzioni teatrali hanno ottenuto complessivamente 46 candidature agli Oscar®, 58 candidature agli Emmy e 36 candidature ai Tony, insieme a David Stone, plurivincitore del Tony (Kimberly Akimbo, Next to Normal), con il quale Platt ha prodotto il blockbuster del musical teatrale Wicked. I produttori esecutivi sono David Nicksay, Stephen Schwartz e Jared LeBoff.

Basato sul bestseller di Gregory Maguire, Wicked è adattato per lo schermo dalla sceneggiatrice Winnie Holzman, e dal leggendario compositore e paroliere vincitore di Grammy e Oscar® Stephen Schwartz. Il musical teatrale di Broadway è prodotto da Universal Stage Productions, Marc Platt, l’Araca Group, Jon B. Platt e David Stone.

Wicked: il legame tra Elphaba e Glinda nella nuova featurette

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Wicked: il legame tra Elphaba e Glinda nella nuova featurette

Universal Pictures ha diffuso una nuova featurette di Wicked in cui viene indagato il legame tra le due protagoniste del film, Elphaba e Glinda, ovvero rispettivamente Cynthia Erivo e Ariana GrandeDa caratteri opposti, le due impareranno l’una dall’altra e diventeranno inseparabile nell’avventura che le aspetta. Ecco il video di seguito:

Tutto quello che sappiamo su Wicked

Divisa in due parti per motivi di tempo, la prima metà di Wicked presenterà al pubblico Galinda Upland (Grande) ed Elphaba Thropp (Erivo), due nuove studentesse della Shiz University che non potrebbero essere più diverse – o almeno così pensano. Galinda ha conosciuto solo una vita di popolarità e rosa, mentre Elphaba è sempre stata vista come un’emarginata, soprattutto grazie alla sua pelle verde. I loro mondi si scontrano all’università magica ed entrambe le giovani donne si influenzano a vicenda, stringendo un’amicizia che le porterà nella Città di Smeraldo, dove incontreranno il Mago di Oz. Ma le cose non sono come sembrano e presto le strade delle due donne si separeranno mentre lottano contro le ingiustizie che le circondano.

Cynthia Erivo e Ariana Grande ricoprono i ruoli di Elphaba (alias la Strega Malvagia dell’Ovest) e Glinda (la Buona). Sapevamo che il cast di Wicked sarebbe stato molto ricco, soprattutto quando Erivo e Grande hanno firmato, ma la lista dei partecipanti è cresciuta fino a diventare qualcosa di più grande dell’ego di Oz stesso. Al cast di quello che sarà senza dubbio uno dei film più importanti dell’anno partecipano Michelle Yeoh (Everything Everywhere All at Once), Jeff Goldblum (Thor: Ragnarok), Jonathan Bailey (Fellow Travelers), Ethan Slater (Fosse/Verdon), Peter Dinklage (Game of Thrones), Bowen Yang (Saturday Night Live) e altri ancora.

Wicked: il film arriverà al cinema nel 2019

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Wicked: il film arriverà al cinema nel 2019

La Universal Pictures ha appena annunciato che l’adattamento cinematografico dal musical di Broadway Wicked arriverà il 20 dicembre del 2019. Alla regia dell’adattamento per il grande schermo c’è Stephen Daldry. Wicked è un musical del 2003 composto da Stephen Schwartz (musiche e testi) con libretto di Winnie Holzman.

Il progetto cinematografico risale al 2008, quando si viene a sapere che la Universal Pictures si interessa alla realizzazione di un film, supportata da Marc Platt, già produttore della versione teatrale. Prima che Daldry fosse incaricato della regia, in molti si sono fatti avanti per il posto, tra questi ci sono stati: J.J.Abrams, James Mangold, Rob Marshall e Ryan Murphy.

Il musical è basato sul romanzo Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West di Gregory Maguire pubblicato in italiano col titolo Strega: Cronache dal Regno di Oz in rivolta. Il romanzo è a sua volta una rivisitazione de Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum con numerosi riferimenti all’adattamento cinematografico del 1939. È attualmente il 12º musical che più a lungo è stato rappresentato a Broadway e il 28º più a lungo rappresentato nella storia del teatro.

Wicked racconta la storia di Elphaba, la futura Malvagia Strega dell’Ovest, ed il suo rapporto con Galinda, più tardi Glinda, la Strega Buona del Nord. La loro amicizia deve fare i conti con le loro diverse personalità e i diversi punti di vista, la stessa rivalità in amore, le reazioni al governo corrotto del Mago di Oz, e per ultimo la fine pubblica di Elphaba. I fatti si svolgono prima e durante l’arrivo di Dorothy dal Kansas, e contiene molti riferimenti a scene famose e dialoghi del film del 1939, Il Mago di Oz.

Fonte: Variety

 

Wicked: gli autori originali stanno cercando di espandere il franchise

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Wicked – Parte 2 potrebbe avere un seguito. Wicked – Parte 2 del 2025, con Cynthia Erivo nel ruolo di Elphaba (la Strega Cattiva dell’Ovest de Il Mago di Oz) e Ariana Grande in quello di Glinda, è un sequel di Wicked del 2024 che adatta il secondo atto dell’omonimo musical di Broadway, che a sua volta ha adattato l’omonimo romanzo del 1995.

In un nuovo articolo di The Ankler, lo scrittore Rob Ledonne condivide un commento del cantautore di Wicked, Stephen Schwartz, il quale afferma che lui e l’autrice del libro del musical, Winnie Holzman, “stanno lavorando in questo momento su idee che non sono un sequel di Wicked”, ma si svolgono nell’universo del romanzo originale di Gregory Maguire e dei suoi seguiti, senza seguire Glinda ed Elphaba.

Tuttavia, pur confermando che stanno svolgendo quel lavoro preliminare, Schwartz avverte che realizzeranno un progetto solo se ci sarà una legittima ragione creativa per farlo, e “nessuno ha ancora presentato un’idea che giustifichi una cosa del genere, a quanto ho sentito”. Ecco cosa dice:

Se ci fosse un’idea giusta, ma non sono sicuro che quell’idea giusta esista. Quello che vi dirò senza rivelare troppo è che Winnie Holzman e io stiamo lavorando in questo momento su idee che non sono un sequel di Wicked, perché penso che la storia di Glinda ed Elphaba sia completa, ma ci sono altri aspetti che potrebbero essere esplorati. Gregory Maguire, l’autore originale di Wicked, ha scritto diversi libri, per esempio. Ma c’è un’altra idea che Winnie e io stiamo discutendo: non un sequel, ma un’aggiunta. Mettiamola così…

Se qualcuno riuscisse a pensare a una continuazione della storia che sembrasse avere una giustificazione che vada oltre il semplice guadagno, ovviamente. Per ora, nessuno ha ancora presentato un’idea che giustifichi una cosa del genere.

Wicked For Good recensione film
© Universal Pictures Italia

Questa rivelazione arriva sulla scia della notizia che l’uscita di Wicked – Parte 2 ha avuto i migliori incassi dell’anno in anteprima al botteghino nazionale. Mentre il totale del weekend di apertura e la performance complessiva restano da vedere, l’incasso mondiale potrebbe alla fine raggiungere una cifra compresa tra 700 milioni e 1,2 miliardi di dollari, data la sua attuale traiettoria.

Dato il suo successo con il pubblico di tutto il mondo, non sorprende che ci siano state delle prime discussioni su come proseguire il franchise. Anche se questo potrebbe assumere una forma diversa dal possibile Wicked 3, Maguire ha già tracciato una tabella di marcia per la direzione futura del franchise.

La sua serie di libri, intitolata The Wicked Years, include i seguiti Son of a Witch (sul figlio di Elphaba, Liir), A Lion Among Men (sul Leone Codardo) e Out of Oz (sulla figlia di Liir, Rain). Altri capitoli, oltre alla serie principale, includono il prequel Elphie: A Wicked Childhood, la raccolta di racconti Tales Told in Oz e la serie sequel incentrata su Rain intitolata Another Day.

Qualsiasi di questi romanzi potrebbe fornire la cornice per un seguito di Wicked – Parte 2. Dato che Schwartz e Holzman sono coinvolti in questo primo sviluppo, sembra anche probabile che il progetto sarà un musical con nuove canzoni originali, molto simili ai due brani composti da Schwartz per la colonna sonora del nuovo film, rendendolo idoneo per una nomination all’Oscar per la migliore canzone originale.

Wicked: For Good, oggi il trailer, ecco una preview!

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Wicked: For Good, oggi il trailer, ecco una preview!

Wicked ha incassato 729 milioni di dollari al botteghino mondiale lo scorso anno, diventando l’adattamento di Broadway con il maggior incasso di tutti i tempi. Il film è stato girato contemporaneamente al sequel, il che significa che non c’è molto da aspettare prima che Wicked: For Good arrivi nelle sale a novembre.

Probabilmente sarà un successo ancora maggiore (1 miliardo di dollari potrebbe essere un risultato plausibile), e sui social media si vocifera già che la Universal Pictures stia progettando vari spin-off ed espansioni del musical.

Come riportato per la prima volta su SFFGazette.com, è stato confermato che il primo trailer di Wicked: For Good uscirà oggi pomeriggio (ora italiana). La notizia ci arriva grazie a un teaser che mostra ufficialmente molti dei protagonisti del film e i loro costumi aggiornati.

Non sorprende che Wicked: For Good sembri molto in linea con il suo predecessore e, trattandosi di una “Parte Due” dopo un autentico successo al botteghino, è probabile che Universal adotti un approccio di marketing del tipo “se non è rotto, non aggiustarlo“, e scommettiamo che il trailer presenterà un grande numero musicale.

All’inizio di quest’anno, il regista Jon M. Chu ha difeso la sua decisione di scegliere Wicked: For Good come titolo al posto del generico iniziale Wicked: Part Two. “Chi vuole un film intitolato Wicked: Part Two?” ha detto. “Era solo una questione di ‘Vogliamo davvero chiamarlo Parte Due?’. E nessuno lo vuole.”

Wicked, la storia mai raccontata delle streghe di Oz, vede la partecipazione della stella nascente Cynthia Erivo, vincitrice di Emmy, Grammy e Tony Award, nei panni di Elphaba, una giovane donna incompresa a causa della sua insolita pelle verde, che deve ancora scoprire il suo vero potere, e dell’artista multi-platino e vincitrice di Grammy, Ariana Grande, nei panni di Glinda, una giovane donna popolare, ricca di privilegi e ambizione, che deve ancora scoprire il suo vero cuore.

A loro si uniscono la vincitrice dell’Oscar Michelle Yeoh nel ruolo della regale preside della Shiz University, Madame Morrible; Jonathan Bailey nel ruolo di Fiyero, un principe spensierato e dispettoso; il candidato al Tony Award, Ethan Slater, nel ruolo di Boq, uno studente altruista dei Munchkin; Marissa Bode, al suo debutto cinematografico, nel ruolo di Nessarose, la sorella prediletta di Elphaba; e l’icona della cultura pop Jeff Goldblum nel ruolo del leggendario Mago di Oz.

Diretto dall’acclamato regista Jon M. Chu, Wicked è il primo capitolo di un’esperienza culturale immersiva in due parti. Il sequel, recentemente ribattezzato Wicked: For Good dopo essere stato originariamente annunciato come Wicked: Part Two, arriverà nelle sale il 21 novembre.

Wicked: For Good, il testo di “The Girl In The Bubble” e il significato della nuova canzone di Glinda

Wicked – Parte 2 aggiunge due nuove canzoni al musical iconico, tra cui un nuovo assolo per Glinda interpretato da Ariana Grande intitolato “The Girl In The Bubble”. Il film ti fa aspettare questo brano musicale originale, che è la penultima canzone ascoltata.

L’assolo di Glinda si svolge nei suoi lussuosi alloggi nella Città di Smeraldo dopo che lei vede una folla di cacciatori di streghe, guidati da Boq, prepararsi a dare la caccia a Elphaba. È solo allora che la “strega buona” si prende un momento per riflettere sul suo ruolo in ciò che è successo e su ciò che accadrà in seguito. La sua ricerca interiore la porta a una decisione drammatica che completa il suo percorso.

E mentre la maggior parte della colonna sonora di Wicked: Parte 2 è familiare, “The Girl In The Bubble” offre ai fan una canzone completamente nuova da amare e imparare. Conoscere il testo vi aiuterà a cantarla insieme.

Il testo originale di The Girl In The Bubble

L’intera nuova canzone di Stephen Schwartz per Glinda, “The Girl in the Bubble”, è cantata dalla strega buona, con il seguente testo originale:

Look

There’s that beautiful girl

With a beautiful life

Such a beautiful life

Build on lies

Cause all that’s required

To live in a dream

Is endlessly closing your eyes

She spins such beautiful stories

To sing her to sleep

Full of magic and glory and love

She’s the girl in the bubble

A bright shiny bubble

Blissfully floating above

Ah, but the truth has a way

Of seeping on in

Beneath the surface and sheen

And blind as you’ve tried to be

Eventually

It’s hard to unsee what you’ve seen

And so that beautiful girl

With a beautiful life

Has a question that haunts her somehow

If she comes down from the sky

Gives the real world a try

Who in the world is she now?

And though so much of her wishes

That she could float on

And the beautiful lies never stop

For the girl in the bubble

The pink shiny bubble

It’s time for her bubble to pop

For the popular girl

High in the bubble

Isn’t it high time

For her bubble to pop?

Il testo tradotto in Italiano di The Girl In The Bubble

Guarda, ecco quella ragazza bellissima
Con una vita bellissima
Una vita così bella
Costruita sulle bugie
Perché tutto ciò che serve
Per vivere in un sogno
È tenere gli occhi chiusi all’infinito

Lei inventa storie così belle
Per cullarsi nel sonno
Piene di magia, di gloria e d’amore

È la ragazza nella bolla
Una luminosa, scintillante bolla
Che galleggia beata lassù

Ah, ma la verità ha un modo
Di infiltrarsi dentro
Sotto la superficie e lo splendore
E per quanto tu abbia cercato di essere cieca
Alla fine
È difficile non vedere ciò che hai visto

E così quella ragazza bellissima
Con una vita bellissima
Ha una domanda che in qualche modo la tormenta:

Se scende dal cielo
E dà una possibilità al mondo reale
Chi sarà mai, allora, adesso?

E anche se una parte di lei vorrebbe
Continuare a galleggiare
E che le belle bugie non finissero mai
Per la ragazza nella bolla
La rosa, scintillante bolla
È ora che la sua bolla scoppi

Per la ragazza popolare
Lassù nella bolla
Non è forse arrivato il momento
Che la sua bolla scoppi?

Il significato di The Girl In The Bubble

La nuova canzone di Glinda contenuta nella colonna sonora di Wicked – Parte 2 arriva in un momento cruciale della sua storia, e il testo riflette l’evoluzione dei suoi sentimenti e delle sue intenzioni. La canzone inizia con lei che si guarda allo specchio e riflette sulla sua bellezza esteriore, non solo fisica ma anche materiale. Ma questo stile di vita popolare non è più in linea con ciò che lei sa essere giusto.

Usando il suo gigantesco dispositivo di trasporto a forma di bolla come metafora di come ha vissuto la sua vita, la canzone di Glinda parla di come lei abbia finalmente accettato di non poter chiudere gli occhi davanti al male con cui si è associata solo per avere la vita dei suoi sogni. Riconosce le bugie a cui ha permesso a se stessa di credere.

Arrivare a questa consapevolezza è spaventoso per Glinda, però. Non è sicura di quale sarà il suo posto nel mondo. Ma dopo aver fatto di tutto per vivere in questa facciata, è finalmente pronta a far scoppiare la sua bolla e a essere parte della soluzione ai problemi del mondo, piuttosto che nascondersi da essi.

Il testo di “The Girl In The Bubble” mostra la trasformazione che Glinda compie per poter essere davvero all’altezza del suo soprannome di Glinda la Buona. Da parte sua, Grande è entusiasta che il film abbia aggiunto la canzone per dare agli spettatori la possibilità di vivere questo momento potente insieme al personaggio:

Quello che mi piace di più è che è… è un pezzo così narrativo per lei. Sono così felice che possiamo vedere la sua esperienza in quel momento di cambiamento, quella scelta di iniziare il capitolo dell’essere veramente buona… Non fingere di essere buona, non… una facciata di bontà, ma mettere giù la bacchetta e diventare davvero buona.

Piuttosto che lasciare che questo momento avvenga fuori dallo schermo come accade sul palcoscenico, Wicked: For Good esalta l’arco narrativo di Glinda con l’introduzione di “The Girl In The Bubble”.