Il 21 dicembre 2012, distribuito dalla Twentieth Century Fox, uscirà nelle sale italiane, VITA DI PI, il nuovo film del regista Premio Oscar, Ang Lee. Diretto dal premio Oscar Ang Lee, La Vita di Pi, tratto dal best-seller di Yann Martel
Vita di Pi – Trailer Ufficiale Italiano
Vita da scimpanzé: recensione della serie Disney+
Continua il sodalizio tra Disney e National Geographic per la piattaforma Disney+ con la nuova serie, disponibile dal 16 ottobre, dal titolo Vita da scimpanzé. La serie documentaristica con un approccio divertente ed accattivante conduce gli spettatori in una delle riserve naturali più grandi e uniche al mondo, il cosiddetto Chimp Haven, il Paradiso delle scimmie, un rifugio di oltre 80 ettari nascosto nel cuore della foresta della Louisiana, che ospita oltre 300 scimpanzé.
Nella versione originale, la serie è narrata da Jane Lynch, attrice vincitrice dell’Emmy che senza dubbio riesce a regalare allo show energia e dolcezza allo stesso tempo. Vita da scimpanzé è composta da sei episodi e, come ogni prodotto targato National Geographic, è anche un documento, per quanto patinato e rassicurante, di quella che è la realtà a rischio del nostro Pianeta, in questo frangente con un focus particolare proprio su questi meravigliosi animali.
Vita da scimpanzé, la nuova serie Disney+ e National Geographic
La serie tiene traccia, racconta e spiega le esistenze di questo straordinario gruppo di scimpanzé, la cui vita viene restituita alla speranza grazie ad uno staff di esperti, tra veterinari e volontari, la cui dedizione, compassione e impegno non conoscono limiti. Le caratteristiche tecniche di Vita da scimpanzé sono tutte quelle tipiche del documentario di osservazione che si avvale delle immagini pulite e maestose tipiche dei prodotti a marchio National Geographic e che in una miscela perfetta tra storia naturale e occhio osservatore con metodo scientifico, racconta in primo piano proprio questi animali, gli unici veri e incredibili protagonisti della serie, le vere e proprie stelle.
Quello che Vita da scimpanzé riesce a fare è restituire un quadro vivido e naturalmente realistico della vita di queste comunità di creature, che non sono poi troppo diverse da quelle umane. Il range emotivo dentro cui si muove la serie è vasto, ricco e sfaccettato e si insinua in ogni piccolo racconto che ha per teatro Chimp Haven. Tra dispute per il cibo, amicizie, amori, litigi, gli scimpanzè non lasciano nessuna emozione esclusa dalla loro vita, che sia la gioia o il dispiacere, e persino i capricci amorosi.
Vita da gatto: recensione del film di Guillaume Maidatchevsky
Vita da gatto è tratto dal romanzo Rroû di Maurice Genevoix, ed è un emozionante racconto di formazione, ricco d’insegnamenti e divertimento, immerso in alcuni paesaggi francesi mozzafiato. Questo film vincitore dell’ultima edizione del Giffoni Film Festival 2023 come Miglior film nella categoria Elements +6, è la storia dell’amicizia tra Clémence, interpretata dalla giovanissima e talentosa Capucine Sainson-Fabresse e del suo gattino, che ha trovato a sorpresa nella soffitta della casa dove vive di Parigi.
La trama di Vita da gatto
Vita da gatto si apre come se fosse un documentario, dove i protagonisti non sono i felini della savana africana ma quelli più comuni che si trovano nelle nostre città o case; cioè i gatti. Il film di Guillaume Maidatchevsky si concentra per i primi quindici minuti, su quattro gattini nati da pochi giorni e la loro madre che vivono nascosti sotto il tetto di una palazzina elegante parigina. Dopo qualche tempo la gatta scompare, l’animale purtroppo muore mentre è intenta a cacciare un topolino, quindi i piccolini vengono salvati da due bambine.
Qui avviene il primo incontro tra Clémence e il gatto protagonista di questo racconto, la ragazzina subito si affeziona al cucciolo felino tigrato che viene chiamato con il nome Rroû, come il continuo verso che esprime mentre fa le fusa. La bambina porta nel suo appartamento l’animaletto peloso, invece la sua amica prende e se ne va via con i restanti gattini che li pone in una cesta. Clèmence non riesce però a nascondere ai suoi genitori l’animale, che dopo qualche critica da parte soprattutto della mamma, poi il gattino viene accolto in famiglia.
Le settimane passano e Rroû cresce, impara a stare da solo in casa ma anche a vivere e giocare con la sua piccola padroncina che si prende cura di lui. Arrivano le vacanze e la famiglia si trasferisce nella loro casa in campagna, dove vive tutto l’anno lì la solitaria vicina di casa Madeleine, l’attrice Corinne Masiero famosa per essere la strana investigatrice protagonista della serie francese Capitaine Marleau.
La crescita di una bambina e di un gatto
Lontano dalla città Rroû scopre ovviamente la sua natura selvatica e fa amicizia con una gattina bianca che si aggira nei boschi vicini. Durante i giorni di villeggiatura nella tenuta a ridosso della foresta, dove si aggirano vari animale come una lince, un cinghiale ma anche rapaci notturni fanno riaffiorare nel giovane gatto il suo lato felino e più selvaggio. Da qui il gatto sarà spinto a seguire il richiamo irrefrenabile verso la libertà e dell’avventura anche quello di sparire per giorni da solo nel bosco. Nel frattempo i genitori di Clèmence decidono di separarsi e la bambina dovrà affrontare questa nuova realtà ma anche capire che forse il suo amico animale è cresciuto e deve lasciarlo andare per sempre per il suo bene.
Un po’ docufilm ma anche racconto di formazione
Questo lungometraggio compie un’ottima mossa evitando la mostruosità in CGI presente ultimamente quando si vedono delle pellicole con per protagonisti degli animali. Al contrario, Guillaume Maidatchevsky dimostra una notevole pazienza nel filmare Rroû con altri gatti, ma anche con il grosso cane di nome Rambo e unica compagnia di Madeleine. Rroû non parla, né ha un monologo interiore doppiato da un attore; è un gatto, ed è meglio così. Questo è anche merito del regista che in passato ha girato per il grande schermo celebri documentari come Ailo – Una avventura tra i ghiacci e Kina e Yuk alla scoperta del mondo. In Vita da gatto, in originale Mon chat et moi, la grande aventure de Rroû, il regista pur allontanandosi dallo stile documentaristico, dà nuovamente prova della propria sensibilità con gli animali firmando un live action per tutta la famiglia.
Per concludere Vita da gatto è fondato e lucido su come gli animali siano, in un certo senso anche più affidabili delle persone umane e che sono certamente più fedeli a se stessi. Il film si concentra sulla percezione animale del nostro e del loro mondo, in particolare quella di un gatto, un essere che si trova al confine tra la realtà domestica e quella selvaggia, incarnando così la libertà e l’indipendenza.
Vita da Carlo: recensione della serie Amazon di e con Carlo Verdone
È la prima volta di una serie tv per Carlo Verdone. Per di più, una serie autobiografica. Con Vita da Carlo, già disponibile su Prime Video, l’attore romano, tra i più amati di sempre, compie un passo avanti nella sua carriera. Smessi ormai da molto tempo i panni dei personaggi che gli hanno dato il primo successo e approdato già da decenni a un cinema più intimo e autoriale, sempre con un occhio al comico e uno a un’interiorità malinconica, Verdone ha attinto sempre più a sé stesso, incarnando nei suoi film personaggi che avevano in sé alcune riconoscibili caratteristiche di Carlo: da una parte le ansie, l’ipocondria, dall’altra il fare bonario e accondiscendente di chi non sa dire di no se gli si chiede una mano, quello che lo fa percepire come vicino alla gente. E poi quella inconfondibile fusione di ironia e sarcasmo, ammantati di un velo di malinconia.
Vita da Carlo, il racconto del quotidiano di un’icona del cinema
Ecco dunque che, dopo i libri ricchi di ricordi e aneddoti, La casa sopra i portici e La carezza della memoria, editi da Bompiani, arriva una serie tv che porta lo spettatore dentro la quotidianità dell’attore e regista romano, facendo condividere a chi guarda almeno un po’ dello spirito delle giornate di Carlo Verdone. Vita da Carlo si articola in due sfere: privata e pubblica. La prima, con la famiglia e le sue dinamiche: l’ex moglie di Verdone, interpretata da Monica Guerritore, e i due figli, Filippo Contri e Caterina De Angelis, la più giovane, con i suoi amori; la quotidianità nella grande casa, assieme alla governante, Maria Paiato. L’altra, la vita pubblica, che comincia quando Verdone mette piede fuori di casa ed è un susseguirsi di selfie con i fans, ai quali l’attore non riesce a negarsi, frequenti tappe in farmacia, dove lo accoglie la bella farmacista, Anita Caprioli, e rocamboleschi incontri. C’è nell’aria anche un nuovo progetto cinematografico, ma vi è più di un ostacolo. Infine, l’amore sconfinato per la sua città, Roma, e la proposta inaspettata di candidarsi ad esserne sindaco. Carlo accetterà?
Vita da Carlo, un Verdone in ripresa
Vita da Carlo segna una ripresa netta rispetto al precedente film Si vive una volta sola, in cui Verdone aveva abbracciato un’idea di cinema poco sua, un po’ debitrice ad Amici miei, un po’ al cinema dei Vanzina, che però non gli si addiceva. Il risultato era stridente e debole, al netto della bellezza delle location pugliesi e di un cast di attori di tutto rispetto. Verdone – dietro la macchina da presa con Arnaldo Catinari, anche direttore della fotografia – sceglie invece per questa nuova avventura la collaborazione con Nicola Guaglianone e Menotti – Lo chiamavano Geeg Robot. – con i quali aveva già lavorato per Benedetta Follia. Con loro crea la serie in dieci puntate. Ciò gli consente, ad esempio, di permettersi qualche divertente parentesi onirica che altrimenti difficilmente avremmo visto, all’interno di una narrazione pur prettamente realistica. Non rinuncia però, per soggetto e sceneggiatura, anche al fido collaboratore Pasquale Plastino, con cui ha scritto tanti dei suoi film. Fanno parte del pool di scrittura anche Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni. Gli autori riescono a trasformare degli spunti autobiografici già di per sé comici, in leitmotiv che funzionano. La serie diverte e offre del buon intrattenimento.
Un elemento che appare senz’altro positivo è il fatto che non ci sia la ricerca della battuta a tutti i costi, dell’effetto comico fine a sé stesso. Una maggiore libertà consentita evidentemente soprattutto dalla vicenda, che vuole essere verosimilmente autobiografica e che, come ha dichiarato lo stesso Verdone, prende spunto da una buona fetta di fatti reali. Questo senza dubbio giova alla serie e a Verdone stesso, che ultimamente è apparso stanco del format comico al quale ci ha abituato e che però per ragioni di business, sembra un po’ costretto a ripetere.
Raccontare se stessi proteggendo la privacy
Qui, Carlo Verdone racconta invece qualcosa in più di sé, della sua vita, pur salvaguardando la privacy propria e di chi gli sta attorno. Tutti i personaggi della sua famiglia sono infatti interpretati da attori e anche la grande casa con lo splendido terrazzo e l’incantevole vista su Roma che è stata usata come location per la serie, non è l’abitazione di Carlo Verdone, ma una location adatta a creare la giusta atmosfera e a significare il legame viscerale tra Verdone e la città. Gli unici ad interpretare sé stessi sono appunto Carlo e Max Tortora, a cui lo lega una solida amicizia.
Il Verdone maturo, stanco dei “film coi personaggi”
In Vita da Carlo c’è un Verdone più maturo e meditativo, il Verdone cittadino di Roma, deluso per lo stato di incuria in cui versa la città. Ma il regista e attore approfitta anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, per parlare di quello che sembra essere un suo desiderio profondo e sentito: un film solo da regista, in cui non sia vincolato a interpretare la maschera comica che gli conosciamo. Una strada però resa tortuosa da produttori poco illuminati, come quello ben interpetato da Stefano Ambrogi, e osteggiata dagli stessi ammiratori di Carlo, che continuano a chiedergli “i film coi personaggi”. L’autenticità del lavoro è qui, non certo nell’attenzione al particolare voyeuristico. Non si solletica morbosamente la curiosità dello spettatore di guardare dal buco della serratura, come si farebbe in un reality. Vita da Carlo vuole essere e resta una serie tv di finzione, che però consente a Verdone di ampliare il discorso su di sé.
Inoltre, grazie anche a un cast ben scelto, con una quantità di sfiziose partecipazioni, si sorride e ci si diverte. La serie è godibile e permette di vedere qualcosa di un po’ diverso dal solito Verdone. Lodevole peraltro da parte sua essersi messo in gioco con una novità. Ogni episodio è per certi versi a sé perchè ci sono incontri e vicende sempre diversi. Però non mancano anche elementi di continuità che incuriosiscono, anche se non sconvolgono. Con Vita da Carlo, dunque, Verdone è riuscito a creare un’interessante fusione tra finzione e realtà, per una serie che avrà senz’altro un seguito.
Il cast di Vita da Carlo
A proposito di cast, vale la pena approfondire un po’ i suoi componenti, essendo anche le caratterizzazioni un punto a favore della serie. Assieme a Verdone e Max Tortora troviamo: nei panni dei figli di Verdone, i giovani Filippo Contri e Caterina De Angelis, figlia di Margherita Buy, al suo esordio. Alla solidità di un’attrice come Monica Guerritore è affidato il ruolo dell’ex moglie di Carlo Verdone. Antonio Bannò – Tigers, Suburra – La serie – è Chicco, una delle caratterizzazioni più interessanti del lavoro. Non bisogna dimenticare però Maria Paiato, perfetta nei panni della governante brontolona, Pietro Ragusa, in quelli dello sceneggiatore Lucio Nuchi, né Claudia Potenza, che interpreta Ivana, la compagna di Max Tortora. Stefano Ambrogi è uno spassoso quanto sguaiato produttore, mentre Andrea Pennacchi è il politico che propone a Verdone la candidatura a sindaco, l’onorevole Signoretti. Come se non bastasse poi, ogni episodio è arricchito da un cameo. C’è chi interpreta sé stesso e chi un personaggio. Allo spettatore il piacere di scoprire queste gustose partecipazioni speciali che punteggiano la serie.
Dove vedere in streaming Vita da Carlo
Prodotto da FilmAuro, Vita da Carlo è disponibile in streaming da venerdì 5 novembre su Amazon Prime Video.
Visual Effect: Jobs e Getaway per la Rebelle Alliance
Continua il lavoro del made in Italy ad Hollywood, molte delle professionalità più qualificate in giro per le cinematografie mondiali sono italiane ma pochi sanno che da qualche anno a questa parte il nostro Paese sta dicendo la sua anche in un campo molto complesso e competitivo come quelle degli effetti digitali. A tal proposito, è degno di nota il lavoro che sta portando avanti un’azienda Rebelle Alliance, che nella sua squadra comprende anche il produttore e e Vfx Coordinator Andrea Marotti. I più recenti lavori della studio con base a Roma e Los Angeles sono state le produzioni indipendenti di imminente uscita Getaway e l’atteso jOBS, biopic dedicato alla figura di Steve Jobs, fondatore della Apple che è stato interpretato per l’occasione dall’attore Ashton Kutcher.
La pellicola è diretta da Joshua Michael Stern mentre la sceneggiatura è stata scritta da Matthew Whitely. jOBS porta sul grande schermo la storia potente, straordinaria e vera dell’uomo che decise di cambiare il mondo. Ma tra le molte note di interesse del film c’è n’è una davvero inaspettata: gli effetti visivi digitali sono stati prodotti dall’italiano Andrea Marotti. Produttore cinematografico con background scientifico (è laureato in Fisica e ha un Master in Oceanografica Ottica) Andrea negli ultimi anni, pur continuando a sviluppare progetti cinematografici in Italia e a risiedere stabilmente a Roma (è stato candidato per i migliori effetti visivi al David di Donatello 2013), è riuscito ad imporsi tra i produttori di effetti visivi di Hollywood. Proprio grazie al particolarissimo mix di talenti e esperienze derivanti dal background scientifico e produttivo e grazie alla partnership con un supervisore di italo-inglese di grande talento (John Attard) la sua società – Rebel Alliance Network – ha realizzato gli effetti non solo di jOBS ma anche di altri importanti film USA tra i quali spicca Getaway, spettacolare film di azione con Ethan Hawke e Selena Gomez e diretto dal regista Courtney Solomon (già regista di Dungeons and Dragons, di cui sta pianificando un remake!) e del quale possiamo vedere il trailer già pubblicato:
Il film contiene oltre mille effetti visivi ma eppure la maggior parte degli inseguimenti e spettacolari incidenti stradali sono stati girati dal vero. jOBS uscirà in autunno distribuito da Filmauro mentre Getaway attualmente non ha ancora una distribuzione ufficiale.
Visti Le Avventure di TinTin e Hysteria: ecco i Twitt!
Dopo i primi due titoli di oggi,
arrivano le prime impressioni su i due titoli più attesi della
giornata di domani: Le avventure di TinTin, diretto da Steven Spielberg e prodotto da Peter Jackson
e Hysteria, diretto da Tanya Wexler con
protagonista Maggie Gyllenhaal.
Visti 20 minuti di Transformers 3 in 3D!
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Oggi la Universal ha mostrato ai
giornalisti italiani e a noi di Cinefilos 20 minuti di montaggio di
Transformers 3: the Dark of the Moon.
Visions: la spiegazione del finale del film
Visions è un thriller psicologico firmato da Yann Gozlan, che sposta l’azione dal mondo delle indagini a un ambiente più intimo ma perturbante: la mente e la percezione della protagonista. Il film mescola tensione, ambiguità e spaesamento, costruendo un’atmosfera in cui sogno, ricordo e realtà si confondono, andando oltre il genere “thriller classico” per esplorare l’ossessione, il tradimento e l’instabilità emotiva. Tra le particolarità di Visions c’è l’idea di partire da un pretesto “ordinario” (una vita apparentemente stabile, un matrimonio, una carriera professionale di successo) e di destabilizzarlo progressivamente attraverso impulsi nascosti, passioni sopite, visioni e incubi ricorrenti.
Gozlan, già autore di thriller come Boîte noire, utilizza lo spazio dell’aviatrice protagonista e la routine del “viaggio, lavoro, casa” per smantellare la certezza del controllo, trasformando la griglia del quotidiano in un terreno di violenza psicologica e disorientamento. Nel cast figurano Diane Kruger, che interpreta la protagonista Estelle, una pilota di linea; Mathieu Kassovitz, nel ruolo di Guillaume, suo marito medico; e Marta Nieto, che interpreta Ana, un personaggio dal passato ambiguo che riaccende nella protagonista desideri e domande represse.
Il trio garantisce alla storia una dimensione intensa e credibile, capace di generare tensione emotiva e sospetto costante. Come tutti i thriller psicologici che si rispettino, anche Visions lascia però diversi dubbi nello spettatore, una volta che si giunge al finale. Molte domande, inoltre, non trovano volutamente risposta, lasciata piuttosto alla libera interpretazione di chi ha appena finito di vedere il film. Nel corso dell’articolo si proporrà dunque una spiegazione approfondita del finale di Visions, cercando di chiarire come le rivelazioni, i colpi di scena e l’interpretazione finale si inseriscano nel contesto dei temi trattati e delle ambiguità narrative deliberate dal regista.
La trama di Visions
Protagonista di Visions è Estelle, brillante comandante di linea aerea, sposata con Guillaume, un medico rinomato. Alla ricerca della perfezione, Estelle ha sempre tutto sotto controllo. Quando però incontra casualmente Ana, una sua ex fiamma, Estelle si innamora di nuovo. Man mano che la loro relazione diventa sempre più intensa, Estelle ha visioni ricorrenti, incubi, allucinazioni. Quando poi Ana scompare misteriosamente, Estelle inizia a perdere il contatto con la realtà. Teme così che la sua vita sia in pericolo e inizia una spirale di follia, che la costringerà a fare scelte difficili mentre cerca di capire cosa sia reale e cosa frutto della sua percezione alterata.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di Visions, Estelle si risveglia in ospedale dopo l’incidente e, progressivamente, i ricordi che aveva rimosso riaffiorano con dolorosa chiarezza. Le immagini confuse delle sue accuse contro Guillaume si ricompongono mentre scopre la verità: non è stato suo marito a uccidere Ana, bensì lei stessa, in un momento di gelosia incontrollata e ferocia improvvisa. L’omicidio, nascosto dal trauma e dall’anestetico somministrato da Guillaume per proteggerla, ritorna in superficie, obbligandola a confrontarsi con la parte più buia di sé e con le conseguenze delle proprie azioni.
Una volta ricostruita la verità, Estelle sceglie di non denunciare Guillaume e di accettare il patto tacito che li lega, fatto di colpa, silenzi e protezione reciproca. I due tornano a casa insieme, apparentemente pronti a ricominciare, ma segnati da una realtà che non può essere cancellata. Nell’ultima scena, Estelle chiede al marito di fermarsi vicino alla scogliera: da lì osservano una donna in costume rosso emergere dal mare, immagine che richiama il prologo. La ripetizione della visione chiude il racconto, suggerendo un ciclo perturbante e il confine fragile tra memoria e allucinazione.
Il finale di Visions porta così a compimento uno dei temi centrali del film: l’instabilità della percezione e la capacità della mente di distorcere la realtà per proteggersi dalla colpa. La figura della donna in rosso, vista sia all’inizio che alla fine, non è un’apparizione sovrannaturale, ma un segno simbolico: rappresenta l’immagine che Estelle ha represso e che continua a riaffiorare, una memoria che non può essere del tutto sepolta. La scena mostra come la protagonista viva sospesa tra consapevolezza e rimozione, incapace di separare ciò che accade davvero da ciò che la mente le restituisce.
Attraverso questo epilogo, Gozlan conclude la riflessione sui limiti del controllo e sull’autoinganno come meccanismo di sopravvivenza. La colpa di Estelle non viene punita né risolta, ma assorbita in un equilibrio tossico che lei stessa accetta pur di non affrontare la distruzione totale della sua identità. L’unione finale con Guillaume, anziché essere un gesto d’amore, diventa un’alleanza nel nascondimento. Il film afferma così che la verità emotiva può essere più insopportabile della menzogna, e che la psiche umana sceglie spesso la via più distorta, ma più sopportabile, per continuare a esistere.
Visions lascia allo spettatore un messaggio inquietante: ciò che percepiamo come certo può essere frutto di selezioni, omissioni e distorsioni operate dal nostro stesso inconscio. Estelle crede a una versione dei fatti perché è l’unica che può tollerare, e il film mostra quanto sia facile confondere ricordo e desiderio, paura e realtà. La conclusione ciclica suggerisce che alcuni traumi non scompaiono, ma ritornano sotto forma di immagini che la mente non smette di rielaborare. È un finale che invita a interrogarsi sulla fragilità dell’identità e sull’oscurità che può celarsi dietro ogni convinzione.
VisionQuest: una prima immagine dal set svela un possibile villain
Arriva online la prima immagine dal set di VisionQuest, la nuova serie Marvel Television spin-off di WandaVision, e rivela un dettaglio apparentemente minore ma potenzialmente significativo: un personaggio inedito e, soprattutto, un possibile ritorno di una location chiave del MCU. La foto mostra l’attore Cristian Lavin nei panni di un “mercenario capo”, suggerendo che la serie potrebbe esplorare territori più oscuri e operativi rispetto alla sua origine narrativa.
Lo scatto, condiviso tramite l’account X Top News, è stato rilanciato rapidamente online, anche per via del contesto visivo: secondo diverse interpretazioni, il set potrebbe rappresentare Madripoor, l’isola criminale già introdotta nel MCU. L’indiscrezione non è confermata ufficialmente, ma trova fondamento nelle scenografie intraviste e nella direzione più “spy” che Marvel Television sembra voler imprimere al progetto. La fonte dell’immagine è dunque social, ma si inserisce in una serie di segnali coerenti con l’espansione del lato più terrestre e clandestino dell’universo Marvel.
Questa notizia, pur partendo da un dettaglio marginale, apre una riflessione più ampia: VisionQuest potrebbe non essere solo una continuazione del percorso identitario di Visione, ma anche un ponte verso una narrazione più ampia che coinvolge reti criminali, mercenari e geopolitica Marvel. L’introduzione di figure operative e ambientazioni come Madripoor suggerisce un cambio di tono deciso rispetto al lirismo di WandaVision, avvicinando la serie a un ibrido tra fantascienza e thriller d’azione.
LEGGI ANCHE: VisionQuest: lo showrunner parla del ruolo di Ultron nella serie
Il ritorno di Madripoor e la svolta “spy” di VisionQuest nel MCU post-WandaVision
Madripoor è una location tutt’altro che secondaria nel panorama Marvel: introdotta in The Falcon and the Winter Soldier, rappresenta uno dei pochi spazi narrativi completamente svincolati da leggi e istituzioni, un crocevia di traffici illegali, identità ambigue e operazioni sotto copertura. Kevin Feige stesso aveva sottolineato, ai tempi della serie, come questo luogo fosse stato a lungo “off limits” per Marvel Studios prima dell’acquisizione della 20th Century Fox, dichiarando: “C’è un’ambientazione in particolare che il pubblico ha già intravisto nei trailer, tratta dai fumetti Marvel, che prima non era disponibile per noi, ma che funziona quasi come un easter egg a sé stante.”
Se VisionQuest dovesse davvero riportare in scena Madripoor, significherebbe espandere ulteriormente quel filone narrativo, collegando la serie non solo a WandaVision, ma anche alle dinamiche più terrestri del MCU viste in produzioni come The Falcon and the Winter Soldier. In questo contesto, la presenza di un “mercenario capo” acquista senso: potrebbe trattarsi di una figura legata a organizzazioni criminali o a missioni clandestine, magari coinvolta in operazioni che riguardano la tecnologia sintetica o l’eredità stessa di Visione.
Dal punto di vista narrativo, questo apre a diverse possibilità. Visione, nella sua nuova incarnazione post-WandaVision, è un’entità in cerca di identità, memoria e scopo. Inserirlo in un contesto come Madripoor significherebbe metterlo a confronto con un mondo privo di moralità netta, dove la distinzione tra bene e male è costantemente negoziata. Una scelta che potrebbe radicalizzare il suo arco evolutivo, trasformandolo da figura tragica a protagonista attivo in un contesto geopolitico complesso.
Inoltre, il ritorno di Madripoor potrebbe essere funzionale anche a preparare il terreno per future intersezioni con gli X-Men, dato il legame storico della location con Wolverine nei fumetti. In un MCU sempre più orientato verso la convergenza tra franchise e linee narrative, anche un dettaglio come questo potrebbe rivelarsi strategico.
VisionQuest: un’esordiente e un fenomeno della tv si uniscono al cast
L’esordiente Lauren Morais e Diane Morgan, nota in TV per la sua creazione comica Philomena Cunk, si sono unite al Marvel Cinematic Universe come parte della prossima serie Disney+ VisionQuest.
Descritta come la terza parte di una trilogia che include “WandaVision” e “Agatha All Along“, la serie vede Paul Bettany riprendere il ruolo dell’androide superpotente Visione al fianco di James Spader, Todd Stashwick, Ruaridh Mollica, T’Nia Miller, Emily Hampshire, Orla Brady, Henry Lewis, Jonathan Sayer e James D’Arcy.
Variety ha appreso che Morais interpreterà Lisa Molinari, un personaggio strettamente legato al Thomas Shepherd di Mollica, mentre Morgan interpreterà un collaboratore del personaggio di Stashwick, Paladin.
La serie Vision Quest
Il progetto Vision Quest è stato descritto come “la terza parte di una trilogia iniziata con WandaVision e che continua con Agatha All Along“.
Oltre a Paul Bettany nel ruolo di Visione, James Spader di Avengers: Age of Ultron riprenderà il ruolo di Ultron (“non è chiaro se Ultron tornerà come robot o in forma umana“). Non c’è stato alcun accenno al potenziale coinvolgimento di Elizabeth Olsen, ma la serie sarà ambientata dopo gli eventi di WandaVision, “mentre il fantasma di Visione presumibilmente esplora il suo nuovo scopo nella vita”. T’Nia Miller è stata confermata per il ruolo di Jocasta. Orla Brady apparirà nei panni di F.R.I.D.A.Y. in forma umana, mentre Emily Hampshire sarà E.D.I.T.H. Todd Stashwick sarà Paladino. James D’Arcy tornerà invece nei panni di Edwin Jarvis in qualche modo.
Il finale di WandaVision ha rivelato che la Visione con cui avevamo trascorso del tempo nel corso della stagione era in realtà una delle creature di Wanda, ma la vera “Visione Bianca” è stata ricostruita dalla S.W.O.R.D. e programmata per rintracciare e uccidere Scarlet Witch. Questa versione del personaggio si è allontanata verso luoghi sconosciuti verso la fine dell’episodio, dopo essersi dichiarata la “vera Visione”.
Per quanto riguarda Wanda, l’ultima volta che abbiamo visto la potente strega era mentre devastava gli Illuminati e si faceva crollare una montagna addosso in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Anche l’attore di Picard, Todd Stashwick, è nel cast, nei panni di “un assassino sulle tracce di un androide e della tecnologia in suo possesso”. Vision debutterà su Disney+ nel 2026.
VisionQuest: lo showrunner parla del ruolo di Ultron nella serie
VisionQuest concluderà la trilogia iniziata con WandaVision e proseguita lo scorso anno con Agatha All Along. C’è grande fermento intorno a ciò che questo significa per l’MCU, in particolare con Avengers: Doomsday all’orizzonte. La serie affronterà probabilmente lo status di Scarlet Witch dopo la sua apparente scomparsa in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Per quanto riguarda Vision, si ricongiungerà con i suoi figli, Billy e Tommy Maximoff, e con alcune IA familiari del suo passato e di quello dell’MCU (che, secondo recenti voci, si nascondono a Madripoor dopo aver assunto in qualche modo forma “umana”).
Ci sono state alcune preoccupazioni tra i fan riguardo al fatto che Ultron di James Spader, ad esempio, sia stato ritratto in questo modo per risparmiare sui costi degli effetti speciali. Il design del cattivo in Avengers: Age of Ultron del 2015 era stato un argomento piuttosto controverso all’epoca, e i fan hanno aspettato più di un decennio per vedere l’androide tornare in piedi. Parlando con Phase Hero, lo showrunner di VisionQuest, Terry Matalas, ha confermato che vedremo Ultron nella sua vera forma. “Si vede il robot Ultron, ma si vedono anche molto James Spader e Paul Bettany insieme”, ha anticipato. “Sono davvero il cuore pulsante della serie”.
Ha aggiunto che la serie funge da “veicolo per Bettany e Spader” ed è evidente che VisionQuest affronterà finalmente ciò che è successo dopo lo scontro finale tra Vision e Ultron nel bosco alla fine di Avengers: Age of Ultron. Questo è stato lasciato volutamente ambiguo; anche se sembrava probabile che Vision avesse distrutto suo “padre”, è stato a lungo ipotizzato che potesse averlo lasciato libero (o che Ultron avesse trovato un modo per fingere la sua morte). Il cattivo è stato chiaramente molto impegnato, circondandosi di una sorta di famiglia a Madripoor.
Ci sono ancora molte cose che non sappiamo su VisionQuest e, secondo Matalas, possiamo aspettarci che ogni episodio sia completamente unico. “Tutti”, ha risposto dopo che gli è stato chiesto se avesse un episodio preferito. “Ad essere onesti, sono tutti molto diversi. Ognuno di essi è un tipo di film diverso, quindi di ognuno potrei dire: ‘Non vedo l’ora di vederlo, non vedo l’ora di vederlo’. Sono tutti così diversi, ma tutti hanno dei momenti che preferisco”.
Visioni Fuori Raccordo Film Festival a Roma
E’ iniziata oggi la settima
edizione del Festival Visioni Fuori Raccordo, festival indipendente
di documentari che quest’anno porta al cinema del Pigneto a Roma,
fino a Domenica 5 Ottobre, alcuni titoli degni di nota.
«Le opere che ospitiamo quest’anno – dichiara il Direttore del Festival, Luca Ricciardi – rappresentano uno sguardo a 360 gradi sulla produzione documentaristica italiana e sulle sue tante forme stilistiche, tematiche, produttive, oggi più che mai capaci di adattarsi, ibridarsi e reinventarsi per raccontare la complessità del reale. Grazie a queste, torniamo a riflettere di cinema documentario e di periferie, rendendoci conto ancora una volta delle affinità elettive che legano questa idea di cinema, lontana dal mainstream e dallo spettacolo, al soggetto rappresentato, anch’esso marginale, sfuggente, invisibile e, forse proprio per questo, carico di vitalità, forza e ansia di trasformazione».
In anteprima nazionale infatti verrà
proiettato in anteprima il documentario presentato anche all’ultimo
festival di Venezia Io sto con la sposa (i
biglietti sono già esauriti, ma il film sarà in programmazione al
Nuovo cinema Aquila dal 9 Ottobre), mentre oggi è passato un altro
evento: il documentario di Mimmo Calopresti sul calciatore-icona
Socrates, Socrates uno di noi, idolo del
Brasile negli anni ’80. Nei prossimi giorni si vedranno altri
documentari interessanti: Dal profondo di
Valentina Pedicini, che ha raccimolato premi in Europa e in Italia
e infine un documentario di Mario e Stefano Martone,
Lucciole per lanterne.
L’ingresso alle proiezioni ha un prezzo decisamente anti-crisi: 3€,
mentre le proiezioni di Aperossa, film brevi sulla
Roma del passato che fanno parte di un progetto coordinato
dall’Archivio del Movimento Operaio e Democratico sono
gratuite.
Visioni dal Mondo: annunciate le date per il 2021
Il Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, l’appuntamento annuale con il cinema del reale, fondato e prodotto da Francesco Bizzarri, conferma la settima edizione che si terrà da giovedì 16 a domenica 19 settembre 2021.
“Il 2020 è stato un anno che ci ha segnato – ha sottolineato Francesco Bizzarri, fondatore e direttore di Visioni dal Mondo – e che ci ha spinto a pensare a nuove idee, a nuovi formati, a nuovi modi per raggiungere le persone, mantenendo alto l’interesse e l’impatto culturale”. Una sfida che possiamo affermare di aver superato nella sesta edizione con grande soddisfazione. L’esperienza digitale, che ci ha permesso di raggiungere un pubblico più ampio e diversificato, sarà mantenuta come ulteriore mezzo anche nella prossima edizione che stiamo attualmente pianificando con un programma ambizioso da condividere, rincontrandoci di persona in sala come nella natura del nostro Festival, Covid permettendo”.
Confermata anche per l’edizione 2021 la direzione artistica a Maurizio Nichetti che ha sempre affiancato alla sua attività di autore cinematografico, anche uno spiccato interesse per il cinema del reale. “Non vediamo l’ora di ripartire” – ha commentato Nichetti – “di tornare a incontrarci, presentare e discutere nuove immagini dal mondo, resi più forti dall’esperienza digitale fatta nell’ultima edizione. Nuovi amici da invitare a Milano, nella speranza di poterci rivedere, finalmente, di persona“.
Visioni dal Mondo 2021, un appuntamento atteso che, con un ricco programma di proiezioni di film documentari nazionali e internazionali inseriti in un contesto sociale attraverso eventi, masterclass e dibattiti crea nuovi spazi di riflessione, dialogo e opinione su temi di fortissima attualità.
Visioni dal Mondo: al via da domani il festival di documentari
Aprirà domani, giovedì 13 settembre, la quarta edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà, l’atteso appuntamento aperto al pubblico con ingresso gratuito dedicato al cinema del reale. Un’edizione all’insegna di anteprime di film documentari nazionali e internazionali, eventi, incontri e masterclass che per quattro giorni, dal 13 al 16 settembre, animerà la città di Milano all’interno della prima edizione di Milano MovieWeek (14-21 settembre 2018), la settimana dedicata al cinema promossa e coordinata dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura in collaborazione con Fuoricinema srl.
Tra gli ospiti del 4° Festival: Lorenza Indovina, Madrina della quarta edizione della rassegna, David Hare, commediografo e regista di fama internazionale interprete di Wall, il film documentario di apertura del Festival, Yvonne Sciò, regista e produttrice di Seven Women in programma al Festival e la regista e documentarista Costanza Quatriglio che terrà la masterclass “Il racconto del reale”.
La Triennale di Milano, sede principale della rassegna, il centro culturale Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci saranno i luoghi dell’ampia programmazione del 4° Festival Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà.
Il 4° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà, organizzato dalla società di produzione FRANKIESHOWBIZ e con la direzione artistica di Fabrizio Grosoli, è patrocinato dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milanoe dall’Associazione dell’autorialità cinetelevisiva 100autori. L’edizione 2018 del Festival ha come main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas, sponsor Pirelli, Aon, Sea Milan Airports, main media partner RAI, media partner RAINews24 e RAI Cultura, il sostegno di RAI Cinema, il contributo di Image Building, la collaborazione di Triennale di Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli,Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Istituto Luce Cinecittà, Lombardia Film Commission, Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani, Hot Docs (Toronto), la web media partnership con MYmovies.it, Taxidrivers.it, Cineuropa.org e il supporto delle migliori scuole e facoltà di cinema milanesi.
In programma: 13 film documentari di autori italiani in anteprima assoluta selezionati per il concorso Storie dal mondo contemporaneo su più di 150 titoli iscritti; 10 anteprime italiane di titoli internazionali pluripremiati ai più prestigiosi festival nel mondo; 6 film documentari fuori concorso della migliore produzione cinematografica italiana contemporanea; 16 i progetti documentari work in progress che verranno presentati al parterre di professionisti del settore per la sezione dedicata all’Industry Visioni Incontra.
Le donne, il coraggio, il mare tra i temi centrali della quarta edizione del Festival. Un’occasione per riflettere sul mondo contemporaneo e sulle sue incessanti trasformazioni, uno spazio di approfondimento e cultura su tempi di grande attualità mondiale, e un’opportunità di espressione per autori e registi che con carattere e determinazione narrano la realtà.
Tra le attesissime anteprime, storytelling del reale, al 4° Festival:
“Wall” il film documentario che aprirà il Festival domani giovedì 13 settembre alle ore 20.30, al Teatro dell’Arte Triennale di Milano. Wall di Cam Christiansen realizzato con le tecniche dell’animazione è interpretato da David Hare, che il The Washington Post ha definito “il più importante drammaturgo politico che scrive in inglese”. Il film, tratto dalla piece WALL di David Hare messa in scena per la prima volta al Royal Court Theatre di Londra e poi al Public Theatre di New York, esplora la realtà del muro che separa Israele e Palestina come mai fatto prima.
“Crime + Punishment” il film documentario di indagine sulla cattiva condotta di una sezione del Dipartimento di Polizia di New York. Il film diretto da Stephen Maing è uno sguardo intimo e travolgente sulle vite e le lotte di un gruppo di poliziotti infiltrati che rischiano tutto, la loro carriera e la loro sicurezza, per denunciare alcune pratiche scorrette di discriminazione razziale da parte di una frangia della polizia locale di New York. Un’indagine senza precedenti, di oltre quattro anni, sul più potente dipartimento di polizia degli Stati Uniti.
“The School in the Cloud” di Jerry Rothwell affronta il tema dell’istruzione e dell’educazione attraverso il web e raccontal’esperimento condotto in tre anni dal professore indiano Sugata Mitra. Il film intreccia l’idea di Sugata sull’educazione, l’esperienza dei bambini nelle zone rurali a ovest del Bengala, molti dei quali non avevano mai avuto a che fare con computer o internet prima, e quelli nel Regno Unito, per i quali Internet è profondamente insita nella loro vita quotidiana. Cosa succede in un villaggio remoto dell’India quando i bambini si connettono a internet per la prima volta?
“La Spartenza” di Salvo Cuccia ispirato alla autobiografia di Tommaso Bordonaro “La Spartenza” che vinse il premio Pieve 1990 per il miglior diario inedito. Bordonaro emigrò nel 1948 negli USA e il documentario ci porta tra Bolognetta e il New Jersey. La sua storia è un frammento della storia generale delle migrazioni, toccante e unica perché raccontata in prima persona da un migrante.
“La vita è un dono” di Israel Moscati racconta la storia di cinque donne, un viaggio nelle loro vite, nel loro diverso e caleidoscopico modo di essere donna e di superare la malattia, il tumore al seno.
“Seven Women” di Yvonne Sciò il film documentario dove sette donne tra giornaliste, costumiste, attrici e non solo si confessano all’obiettivo della regista.
I luoghi del 4° Festival:
Triennale di Milano – Viale Alemagna 6
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli – Viale Pasubio 5
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci – Via San Vittore 21
Visioni dal Mondo: a Milano la seconda edizione del festival sul documentario
Il Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà, organizzato da UniCredit Pavilion e dalla società di produzione FRANKIESHOWBIZ, che si svolgerà a Milano dal 5 al 9 ottobre, apre ufficialmente il bando di concorso “Storie dal mondo contemporaneo” rivolto ai giovani cineasti italiani.
L’iscrizione al concorso è gratuita e potranno partecipare documentari inediti – lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi – ultimati dopo il 1 gennaio 2015. Per le opere che saranno presentate non sono previsti limiti di formato, di durata e di tecniche realizzative. Il termine ultimo per l’invio dei materiali è il 30 giugno 2016.
La selezione delle opere sarà curata dalla Direzione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo – Immagini dalla Realtà. Le opere selezionate saranno proiettate in anteprima nel corso della 2° edizione del Festival, dal 5 al 9 ottobre 2016 all’UniCredit Pavilion a Milano.
In palio per le opere vincitrici il Premio UniCredit Pavilion di 5.000 euro – che verrà assegnato da autorevoli giurati, provenienti dal mondo del cinema, della cultura e della televisione – e il Premio UniCredit Pavilion Giovani di 2.500 euro, attribuito da una giuria composta da studenti delle facoltà e delle scuole di cinema milanesi più rappresentative.
Il bando di concorso e le modalità per l’iscrizione sono disponibili sul sito www.visionidalmondo.it
Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà dal 12 al 15 settembre
Il Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà, organizzato dalla società di produzione FRANKIESHOWBIZ, in calendario a Milano da giovedì 12 a domenica 15 settembre, presenta l’immagine ufficiale della quinta edizione.
Lo skyline dei grattacieli di Milano è il protagonista del Festival 2019. Il gabbiano, che nelle precedenti edizioni sorvolava il mondo per osservare scrupolosamente il nostro pianeta, punta il suo sguardo sulla città di Milano.
La nuova immagine, curata dal team creativo interno, esprime il concept del Festival: una vocazione internazionale, uno sguardo sulle storie contemporanee, sulle trasformazioni e sulle evoluzioni della società moderna, dalla città meneghina, una città cosmopolita, la città del Festival Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà.
Il Festival Internazionale del Documentario promuove, infatti, il documentario come strumento conoscitivo di cambiamento e innovazione, forma d’espressione per la narrazione dell’oggi.
Scegliendo di rappresentare l’edizione 2019 con l’immagine del gabbiano su Milano, il Festival sottolinea il legame con la città e avvalora la sua view: favorire la conoscenza, la cultura e la popolarità del genere documentario che partendo da Milano, oltre a rappresentare un modello di informazione, diviene uno sguardo sul mondo, il cinema della realtà.
Anche per le sedi della quinta edizione, il Festival sceglie due luoghi simbolo della cultura del capoluogo lombardo: il Teatro Litta, una delle più significative opere dell’architettura lombarda, e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, il più importante museo della scienza e della tecnologia in Italia e uno dei più importanti in Europa e nel mondo, già sede di una delle sezioni della scorsa edizione del Festival.
Visioni da un film: L’odio, la mostra fotografica
“Visioni da un
film: L’odio“, mostra fotografica di Barbara Frascà
che si terrà giovedì 22 gennaio al Dodici Pose di Roma (Via
Casilina, 117) dalle ore 21.30 alle 02.00.
La mostra fotografica di Barbara Frascà offre una nuova prospettiva sulle immagini del capolavoro in bianco e nero diretto da Mathieu Kassovitz nel 1995. In un viaggio sensoriale composto da 37 foto, la poliedrica artista romana esplora le immagini potenti, per contenuto e spettacolarità, che compongono questa vibrante storia di povertà, violenza ed emarginazione, intensificandole attraverso l’adozione di una prospettiva “altra”, dettata dal caso ma immediatamente pensata come nuova possibilità di espressione.
Visione: Joss Whedon voleva mostrare i genitali del sintezoide in Age of Ultron
I genitali di Visione sarebbero dovuti apparire in Avengers: Age of Ultron. Paul Bettany è stato parte del MCU sin dal suo inizio nel lontano 2008, prestando al sua voce all’I.A. di Tony Stark, Jarvis. Tuttavia, nel 2015 ha debuttato ufficialmente nei panni dell’androide sintezoide Visione, portato in vita grazie alla Gemma della Mente. Da allora, è apparso in altri due film, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, e adesso è il co-protagonista della serie WandaVision insieme alla Scarlet Witch di Elizabeth Olsen.
Tecnicamente, Visione è già morto in Infinity War, quando Thanos ha spietatamente strappato la Gemma della Mente dalla testa dell’androide, lasciando una cavità nel suo cranio e provocandone la morte. Proprio per questo, il suo coinvolgimento in WandaVision è uno dei più grandi misteri della serie Disney+. La coppia sta cercando di vivere un’esistenza normale a Westview senza rivelare a nessuno la loro natura di supereroi, cosa che costringe Visione a cambiare il suo aspetto per sembrare un essere umano a tutti gli effetti. Tuttavia, molto prima che sposasse Wanda e che insieme avessero due figli, pare ci fosse un po’ di confusione riguardo a quale sarebbe dovuto essere l’aspetto “anatomico” del personaggio in Age of Ultron.
Parlando con Lights, Camera, Pod del suo viaggio nel MCU dagli inizi fino ad oggi, Paul Bettany ha ricordato come Visione è stato portato in vita in Avengers: Age of Ultron e come il regista Joss Whedon voleva mostrare i genitali del sintezoide. Alla fine, il regista ha cambiato idea dopo aver realizzato quanto sarebbe stato strano “vederli” sullo schermo. “So che Joss Whedon voleva a tutti i costi che Visione avesse un pene”, ha spiegato Bettany. “E tutti – incluso Kevin Feige – erano parecchio scettici. Ma Joss continuava a dire: ‘Deve avere un pene! Voglio vedere le bozze di un pene!’. Quindi, da qualche parte, ci sarà sicuramente qualche bozza sulla nascita di Visione in cui l’androide ha effettivamente un pene. Alla fine, però, Joss ha capito di essersi sbagliato e che non ne aveva affatto bisogno.”
Nonostante il grande successo di The Avengers, Joss Whedon e i Marvel Studios hanno avuto non pochi dissapori durante la lavorazione di Avengers: Age of Ultron. Il regista ha espresso chiaramente le sue frustrazioni durante la produzione del sequel, citando quanto Kevin Feige e il suo team volessero mettere a punto dettagli che non avevano nulla a che fare con la storia del film. In realtà, erano semplicemente più affini a progetti futuri, inclusa la bizzarra visione di Thor che alla fine ha acquisito maggiore senso grazie ad Infinity War. A parte i genitali di Visione, Whedon ha anche insistito su un design diverso per Ultron che alla fine Feige ha scartato.
Visione: i suoi 10 migliori momenti nel MCU
Manca ormai pochissimo all’arrivo di WandaVision su Disney+. Uno dei più grandi misteri legato alla serie è sicuramente al modo in cui il personaggio di Visione verrà riportato in vita (dal momento che è ufficialmente morto alla fine di Avengers: Infinity War). In attesa di scoprire cosa ci riserverà l’attesissima serie che darà ufficialmente il via alla Fase 4 del MCU, ComicBookMovie ha raccolto i 10 migliori momenti dell’androide sintezoide interpretato da Paul Bettany nell’universo condiviso:
Salvare Wanda
Sconvolta per la morte di
suo fratello Pietro, Wanda rintracciò Ultron e usò i suoi poteri
impressionanti per strappare il “cuore” dal petto robotico del
malvagio androide. Tuttavia, egli riuscì a trasferire la sua
coscienza in un drone che portò Sokovia a precipitare nella Terra
sottostante.
Scarlet Witch non aveva ancora imparato a volare a questo punto, quindi è probabile che avrebbe incontrato il suo creatore qui. Invece, Visione è entrato in azione per portare Wanda in salvo. Lo sguardo che condividono è stato un ottimo modo per stuzzicare la loro futura storia d’amore, e il fatto che Visione si sia messo in pericolo per salvare Scarlet Witch ha contribuito a creare una connessione e un legame tra di loro.
Abbattere Corvus Glaive
Con Shuri che ha tentato di rimuovere la
Gemma della Mente da Visione per tenerlo in vita, Scarlet Witch non
ha avuto altra scelta che farsi strada sul campo di battaglia per
tenere a bada le forze di Thanos. Mentre ciò accadeva, Corvus Glaive attaccò
l’androide che, ancora ferito da quella precedente battaglia in
Scozia, fu quasi ucciso da questo membro dell’Ordine
Nero.
Capitan America è corso in aiuto, ma proprio mentre anche lui si è trovato sopraffatto da questo cattivo, Visione è tornato in azione per affondare la stessa arma di Glaive attraverso il suo petto. Potrebbero anche essere stati l’uno contro l’altro nel conflitto al centro di Captain America: Civil War, ma Visione ha chiaramente apprezzato ciò che Steve Rogers era disposto a fare per mantenerlo in vita.
È vivo!
Visione doveva essere il
corpo definitivo per Ultron, ma quando i Vendicatori sono riusciti
a metterlo al sicuro, Tony
Stark e Bruce Banner hanno deciso di unire la Gemma della Mente
e J.A.R.V.I.S. per creare un tipo completamente nuovo di supereroe.
Alcuni degli altri Vendicatori obiettarono, ovviamente, ma è Thor
che alla fine ha preso la decisione finale.
Usando i suoi poteri per dare a questo corpo A.I. la spinta di cui aveva bisogno per vivere, un Visione “nudo” emerge dal suo bozzolo. Nonostante abbia inizialmente attaccato Thor, l’androide percepisce la bellezza del mondo mentre guarda lo skyline di New York City, trasformandosi in un supereroe davanti agli occhi dei suoi futuri compagni di squadra.
Compiere l’ultimo sacrificio
Essendo un vero eroe nel
profondo del suo cuore, Visione sapeva che avrebbe dovuto compiere
l’ultimo sacrificio quando sarebbe arrivato il momento.
Sfortunatamente, ciò è accaduto a Wakanda, quando Thanos e le sue
forze si sono avvicinate.
Determinato a impedire al Titano Pazzo di mettere le mani sulla Gemma della Mente, Visione ha implorato Wanda, la donna che ama, di distruggerlo. È stato straziante per entrambi e davvero orribile vedere “Viz” farsi saltare in aria. Dopotutto, erano passate solo poche ore da quando lui e Wanda avevano finalmente trovato la felicità insieme. Vederlo buttare via tutto ciò per fare ciò che era giusto, ha dimostrato esattamente quanto fosse eroico.
Un grave errore
Visione potrà anche essere un androide, ma
anche lui non è immune da errori. Lottando per venire a patti con i
suoi sentimenti per Scarlet Witch, il membro del #TeamIronMan l’ha
confortata mentre tentava di eliminare Falcon (che era impegnato in
una battaglia a mezz’aria con War Machine). Sfortunatamente, l’eroe
ha mancato e invece ha finito per sparare al colonnello Rhodes dal
cielo.
Ciò lo ha lasciato con ferite devastanti dalle quali non si è ancora ripreso, ed è solo grazie all’intervento di Tony Stark se è ancora in grado di camminare. Questa è stata una grande lezione per Visione e un qualcosa che avremmo voluto fosse stato trattato in maniera un po’ più approfondita nei film successivi.
Mai più J.A.R.V.I.S.
Una volta che i Vendicatori
si sono resi conto che Visione non era una minaccia per loro, è
seguita una conversazione difficile. Insistendo sul fatto che non
ha le stesse cattive intenzioni per il mondo di Ultron, questo
androide appena nato spiega che non è Ultron o J.A.R.V.I.S.
Invece, è qualcosa di completamente nuovo, e anche se non è sicuro di cosa sia, sa che vuole fare ciò che è giusto per proteggere il mondo. La calma e la misurata interpretazione di Paul Bettany qui è stata davvero un’introduzione perfetta per Visione, in un film che aveva già introdotto una serie di nuovi personaggi, tra cui Wanda Maximoff.
Ancora un ultimo sacrificio
Avengers:
Infinity War non è stato certo un momento facile per il
povero vecchio Visione. Qualche istante dopo che l’amore della sua
vita lo aveva ridotto in mille pezzi, Thanos arrivò sulla scena e
usò la Gemma del Tempo per invertire ciò che aveva fatto.
Afferrando Visione appena resuscitato per la gola, il cattivo
strappò senza pietà la Gemma dell’Infinito dalla testa
dell’Avenger, lasciandogli un buco dove prima era posizionata la
gemma.
È stato un momento brutale. Tuttavia, è stato anche uno di quelli che ha lasciato ai fan una lunga lista di domande; potrebbe essere che Visione tornerà nella sua forma grigia come nella serie a fumetti “West Coast Avengers”? Non sappiamo ancora come tornerà in WandaVision, ma questo è sicuramente uno dei momenti più memorabili dell’eroe nel MCU.
Brandire il Mjolnir
Durante la
battaglia finale di Avengers:
Age of Ultron, Visione si dimostra un vero alleato degli
eroi più potenti della Terra. Si era completamente guadagnato la
fiducia di Thor, e questo era evidente nella battaglia finale.
Mentre il Dio del Tuono distraeva Ultron, fu Visione che piombò in
picchiata per salvare la situazione, usando il Mjolnir per far
vacillare il suo creatore.
È stato un momento che ha dimostrato che Visione era degno di sollevare il martello di Thor, e non solo perché una macchina può sollevarlo (nonostante quello che Steve Rogers e Tony Stark potrebbero pensare). È stato un momento davvero fantastico e ha stabilito Visione come un personaggio davvero tosto.
Distruggere Ultron
Nonostante sia stato sconfitto a Sokovia,
Ultron è riuscito a fuggire in uno dei corpi distrutti del suo
esercito robotico. Tuttavia, quello che non si aspettava era di
trovarsi faccia a faccia con Visione. Ciò che ne segue è una
discussione filosofica sulla loro umanità, con l’Avenger che
difende l’umanità nonostante i suoi difetti.
Visione chiaramente non vuole uccidere suo “padre”, ma non ha scelta. Tuttavia, gli concede un momento di silenzio prima di sferrare quel colpo fatale. Ovviamente, il modo ambiguo in cui è stata girata questa scena significa che non sappiamo davvero se Visione abbia ucciso Ultron, il che lascia la porta aperta ad un possibile ritorno del cattivo.
È degno!
Mentre i Vendicatori
litigavano se fidarsi o meno di Visione, l’androide li interruppe
passando al Dio del Tuono il suo martello (che ogni membro della
squadra aveva precedentemente tentato di sollevare nel tentativo di
dimostrarsi degno quanto Thor di brandirlo). In pochi secondi, il
team si rende conto che Visione è qualcuno di cui si possono
fidare, e il fatto che fosse degno di sollevare il Mjolnir
probabilmente è qualcosa di cui si parla troppo poco.
Questo ha sicuramente contribuito a mettere Visione sulla mappa come un eroe legittimo nel MCU e ha giustificato il suo posto negli Avengers. Altri momenti come questo in futuro non sarebbero una brutta cosa, questo è certo.
Visione: ecco il suo aspetto originale in Avengers: Age of Ultron
Il personaggio di Visione, interpretato da Paul Bettany, ha esordito ufficialmente nel MCU in Avengers: Age of Ultron, risultando una versione non del tutto fedele a quella dei fumetti.
Tuttavia l’aspetto cromatico dell’androide rispettava l’originale anche se, secondo le recenti dichiarazioni di Ryan Meinerding (responsabile del reparto visivo dei Marvel Studios), inizialmente Visione avrebbe dovuto presentare il busto di colore grigio e il volto di colore oro: “Il regista, Joss Whedon voleva davvero che Visione rimanesse umano anche nei colori. Per farlo doveva somigliare quanto più possibile a Paul Bettany con un pizzico del suo stile, e quando ne abbiamo ricavato le prime versioni, sembrava però difficile rendere quell’aspetto cool e interessante.“

Avengers: Infinity War trailer ufficiale – i Vendicatori contro Thanos
Vi ricordiamo che il personaggio tornerà sullo schermo in Avengers: Age of Ultron. Di seguito la sinossi ufficiale del film:
Un viaggio cinematografico senza precedenti, lungo dieci anni, per sviluppare l’intero Marvel Cinematic Universe, Avengers: Infinity War di Marvel Studios porta sullo schermo il definitivo, letale scontro di tutti i tempi. Gli Avengers e i loro alleati supereroi devono essere disposti a sacrificare tutto nel tentativo di sconfiggere il potente Thanos prima che il suo attacco improvviso di devastazione e rovina metta fine all’universo.
Anthony e Joe Russo dirigono il film, che è prodotto da Kevin Feige. Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Michael Grillo e Stan Lee sono produttori esecutivi. Christopher Markus & Stephen McFeely hanno scritto la sceneggiatura. Avengers: Infinity War arriverà nei cinema USA il 4 maggio, dal 25 aprile in Italia.
Avengers: Infinity War, Visione fa i compiti in una nuova foto dal set
Fonte: EW
Visione: 10 cose che solo i fan dei fumetti conoscono
Da quando i supereroi si sono fatti strada nel mondo di Hollywood, nuovi fan hanno cominciato ad appassionarsi alle loro storie, anche se non tutti si possono definire degli esperti di fumetti. Proprio per questo, è molto probabile che gli appassionati lettori abbiano una visione più approfondita di certi personaggi, come ad esempio Visione.
Divenuto famoso agli occhi del grande pubblico grazie al film Avengers: Age of Ultron e tornato di recente alla ribalta grazie alla serie WandaVision, Visione è in realtà uno dei personaggi più interessanti e al tempo stesso bizzarri e inquietanti dell’universo Marvel. Ecco perché Screen Rant ha raccolto 10 dettagli su di lui che forse soltanto i fan dei fumetti conoscono:
La creazione
La maggior parte dei fan
del MCU ricorda che la versione di Visione che tutti conoscono,
ossia quella interpretata brillantemente da Paul Bettany e creata da Tony
Stark, Bruce Banner e dal fulmine/martello di Thor come un modo
per affrontare Ultron. Mentre Ultron creava il corpo, Stark e
Banner hanno dato la vita all’androide tramite Jarvis.
Tuttavia, nei fumetti, Ultron è stato responsabile della realizzazione di Visione, qualcosa che solo i fan del personaggio conoscono. Mentre i Vendicatori furono coinvolti in seguito, Ultron originariamente creò Visione affinché agisse come un suo “figlio”, un androide che avrebbe utilizzato per scopi più nefandi che volere “semplicemente” un nuovo corpo…
Lo scopo
Naturalmente, ogni cattivo
ha un secondo fine, un oscuro obiettivo nefasto che desidera
raggiungere a tutti i costi. L’obiettivo di Ultron nel film era
distruggere la Terra e ricominciare da capo. Nei fumetti, i suoi
obiettivi erano più o meno simili, con gli Avengers come ostacolo
principale.
È qui che entra in gioco Visione. Dalla sua nascita, Ultron ha creato Visione come un’arma che poteva impugnare contro gli Avengers. Se non fosse stato per l’androide che ha poi acquisito un livello maggiore di sensibilità, le cose sarebbero potuto andare diversamente…
Il nome
Nessuno
vuole che il suo nome sia insignificante. Vogliono sempre che
significhi qualcosa, che abbia una sua ragion d’essere, in modo che
nessuno possa dimenticarlo. Tuttavia, dipende sempre da come quel
nome si ottiene…
Quando Visione è stato inviato per eliminare i Vendicatori, ha iniziato da Janet Van Dyne, ossia The Wasp. Scioccata dall’androide che non ha esitato a scaraventarsi su di lei, Janet disse che stava assistendo ad una “visione ultraterrena inumana”. E così che è nato il nome Visione… che vi piaccia o no!
L’albergo genealogico
Le famiglie, in ogni storia
a fumetti, sembrano sempre strane. Alcuni membri finiscono per
entrare in guerra l’uno con l’altro, mentre altri possono rivelarsi
dei veri e propri supercriminali. Non fa eccezione la “famiglia” di
Visione, che potrebbe tranquillamente trovarsi al primo posto in
termini di “stranezza”.
Con Ultron come padre, Hank Pym come nonno, Wonder Man come fratello, l’albero genealogico di Visione è alquanto incasinato. Senza tenere conto delle sue due famiglie, che sono ugualmente incasinate a modo loro…
La famiglia artificiale
Tutti sanno che quando un
robot desidera ardentemente l’amore, la cosa ragionevole da fare è
creare una famiglia artificiale che potrebbe andare in tilt. O,
almeno, questo è ciò che Tom King pensava fosse ragionevole quando
ha dato a Visione una famiglia nella miniserie del 2016 “The
Vision”, considerato uno dei migliori archi narrativi
dell’androide.
Un’immersione profonda dentro Visione, dentro l’intelligenza artificiale e, soprattutto, dentro l’umanità nel suo insieme. La storia inizia in maniera abbastanza piacevole, con Visione, sua moglie, suo figlio e sua figlia che vivono felici e contenti. Alla fine, però, Visione è circondato da segreti, omicidi, follia e persino da un complotto per uccidere i Vendicatori…
Una famiglia con Wanda
L’altra famiglia di cui
Visione faceva parte è quella che la maggior parte delle persone
conosce. Wanda Maximoff e Visione si innamorarono e si sposarono,
dando presto alla luce due figli che sarebbero poi diventati Wiccan
e Speed.
La storia d’amore di Wanda e Visione è stata lentamente incorporata in WandaVision (serie che ha dato vita ad alcune teorie su Ultron), eppure ci sono ancora molti dettagli che le persone non conoscono: il loro matrimonio è andato male; i loro figli non erano altro che dei frammenti dell’anima di Mefisto; oppure, ancora, Wanda che impazzisce e Visione che l’abbandona.
Ha quasi ucciso gli Avengers
Al di là di Visione, Wanda
Maximoff è un personaggio affascinante di per sé. Essendo un
mutante con poteri di manipolazione della realtà, Wanda è un
personaggio davvero interessante, ricordato però troppo spesso
soltanto per aver perso la testa, essersi trasformata nel villain
di turno e aver provato a cambiare la realtà, come raccontato in
“Avengers Disassembled”.
Mentre cerca di riportare indietro i suoi figli, Wanda distorce la realtà e fa andare in tilt Visione. Arrivando a realizzare quasi l’obiettivo originale di suo “padre”, Visione ha cercato di far saltare in aria i Vendicatori e riportare indietro Ultron prima che She-Hulk facesse a pezzi l’androide in un impeto di rabbia.
Le rinascite
La morte, soprattutto nei
fumetti, è spesso solo l’inizio di un percorso. Gli eroi muoiono
continuamente eppure, a causa di imbrogli, sembrano avere sempre un
modo per tornare nella terra dei vivi. Persino un androide riesce
in qualche modo a trovare un modo per tornare indietro.
Dall’essere fatto a pezzi all’essere fatto saltare in aria, a essere squarciato a metà e persino colpito a colpi di arma da fuoco, Visione ne ha passate davvero tante e in qualche modo riesce sempre a tornare indietro, indipendentemente dalla forma che assume. Con questo in mente, forse Visione potrebbe tornare in vita nel MCU…
Il look
Quando si
salva il mondo da enormi minacce alla fine dell’universo, gli eroi
devono sempre avere un bell’aspetto. Detto questo, molti dei
Vendicatori hanno dovuto fare i conti con scelte di look parecchio
scadenti nel corso degli anni, qualcosa che anche il MCU ha
riflesso in un certo senso. Per fortuna,
Visione non è mai stato uno di loro.
Con il passare degli anni, i costumi di Visione sembravano cambiare continuamente. È passato dall’essere oro e verde al bianco assoluto, a una versione moderna aggiornata e persino a una versione olografica ad un certo punto. I suoi modelli tendono ad essere alcuni dei costumi più intriganti che cambiano sempre nel corso dei secoli.
“Lavorare” per l’Hydra
Gli eventi controversi dei
fumetti sono i più divertenti. Che si tratti di archi narrativi,
eventi reali o trame, è interessante vedere come i fan si dividono
metà su idee che i creatori in qualche modo considerano buone.
Così, quando Capitan America è diventato un agente dell’HYDRA in
“Secret Empire”, lo hanno fatto anche gli Avengers.
Con Stevil Rogers alla guida del mondo, Visione e altri eroi sono diventati membri di un oscuro team di Avengers. Infettato da un virus, Visione ha lavorato per Cap e con l’Hydra fino a quando non è stato fortunatamente liberato. È sicuramente qualcosa che la maggior parte dei fan vuole dimenticare…
Visionario di Mezzanotte a Venezia: Sal di James Franco
Dopo la settimana tutta glamour con Madonna e George Clooney, inizia la settimana più autoriale, in cui alle star conclamate, comunque sempre presenti, si affiancano gli autori più interessanti
Vision2030, dal 9 all’11 dicembre al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto
Dal 9 all’11 dicembre presso il Teatro Tina Di Lorenzo di Noto si terrà la prima edizione di Vision2030, premio che nasce con l’intento di diventare il punto di riferimento nazionale per il dibattito e la promozione di opere cinematografiche, audiovisive e artistiche inerenti ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Molte saranno le personalità nazionali e internazionali che interverranno con attività e dibattiti e che parteciperanno come giuria della kermesse.
Promossa dal Ministero della Cultura, Comune di Noto con il Patrocinio di Asvis, Unioncamere in collaborazione con Dire Fare Cambiare, Tadàn Produzioni e Siamo in diretta, con la direzione artistica di Giulia Morello.
L’evento, prodotto da Smile Vision, sarà suddiviso in tre giornate per approfondire il tema della cultura sostenibile: etica, a dimensione umana e nel pieno rispetto dell’ambiente. Si terranno proiezioni di documentari riguardanti tematiche strettamente legate all’Agenda 2030, talk e panel che coinvolgono realtà locali e nazionali tra le più attive nel contesto cinematografico e ambientale, confronto pubblico con gli enti promotori di protocolli Green per la produzione cinematografica, allo scopo di sensibilizzare in primis la filiera produttiva e di riflesso il pubblico partecipante con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Molte attività vedranno un coinvolgimento attivo e diretto del pubblico: pulizie della costa con Legambiente; Virtual Reality in collaborazione con Rai Cinema , silent disco in collaborazione con Yourban2030 che, realizzerà per l’occasione uno smart wall in biopiastrelle presso la stazione dei bus di Noto, trasformando la parete in un muro d’arte connettivo, capace di offrire una connessione wi fi 5G ai cittadini e di veicolare contenuti del Comune di Noto.
L’11 dicembre, a conclusione della manifestazione. verranno assegnati diversi premi da una giuria di qualità: dal miglior documentario ambientale, al miglior film prodotto con protocolli per il cinema sostenibile ai premi assegnati dai principali sponsor e partner della manifestazione. A tal fine si segnala che il termine ultimo dell’invio dei documentari per il concorso è il 25 novembre tramite piattaforma FilmFreeway.
Media partner dell’evento saranno: Rai per il Sociale (Rai per la sostenibilità), Rai Cinema, e Comingsoon.it; come partner istituzionali Cumo Noto e Ente Fauna Siciliana, partner culturali Cinema sostenibile, Yourban2030, Isola del Cinema e Kano sartoria sociale; partner tecnici Pic Event Solution e Cleverage – Web & Digital Agency; inoltre, UNPLI Sicilia, UNPLI (Unione nazionale pro loco d’Italia), Premiere Film, Associazione Diplomatici, Legambiente Noto e altri partner che entreranno.
Vision: Todd Stashwick si unisce alla serie Marvel per un misterioso villain
Sembra che Ultron non sarà l’unico cattivo con cui Vision dovrà confrontarsi nella prossima serie spin-off di Disney+ WandaVision. THR riporta infatti che Todd Stashwick (Star Trek: Picard) si è unito al cast della serie dei MArvel Studios dedicata a Visione in un ruolo non rivelato. Anche se il suo personaggio non è stato nominato, viene suggerito che Stashwick interpreterà “un assassino che è sulle tracce dell’androide e della tecnologia che possiede”.
Potrebbe trattarsi di un cattivo consolidato della Marvel Comics? Ci sono numerosi personaggi che si adattano all’identik di assassino, quindi lasciamo che le speculazioni abbiano inizio. Ad oggi, sappiamo unicamente che il progetto viene descritto come “la terza parte di una trilogia iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along”. Ad ogni modo, i lavori sembrano proseguire, per cui è lecito attendersi di poter scoprire qualcosa in più prossimamente.
Cosa sappiamo su Vision?
Vision, la cui produzione dovrebbe iniziare in Inghilterra nel 2025, è il primo nuovo show live-action della Marvel in quasi due anni. Brad Winderbaum, responsabile di Marvel per lo streaming, la televisione e l’animazione, ha dichiarato a Variety a maggio che l’azienda ha iniziato a passare a un “approccio più tradizionale” alla produzione televisiva dopo il lancio iniziale dei suoi contenuti in streaming, che lo studio ha realizzato secondo un modello a caratteristiche.
All’inizio di quest’anno abbiamo scoperto che la serie è stata resa ufficiale e che il produttore esecutivo di Star Trek: Picard, Terry Matalas, è stato nominato showrunner. La serie è attualmente in programma per il 2026. Paul Bettany riprenderà il suo ruolo di tragico sintetizzatore del MCU e la storia dovrebbe essere incentrata su “Visione fantasma che esplora il suo nuovo scopo nella vita”.
Il finale di WandaVision ha rivelato che il Visione con cui abbiamo passato il tempo nel corso della stagione era in realtà uno dei costrutti di Wanda, ma il vero “Visione Bianco” era stato ricostruito dallo S.W.O.R.D. e programmato per rintracciare e uccidere Scarlet Witch. Questa versione del personaggio si allontana verso parti sconosciute verso la fine dell’episodio dopo aver dichiarato di essere la “vera Visione”.
Vision: Todd Stashwick confermato come Paladino, Kerry Condon sostituita
Lo showrunner di Vision, Terry Matalas, è stato ospite alla convention “Star Trek Las Vegas” di questo fine settimana e ha rilasciato un paio di interessanti aggiornamenti sulla serie MCU durante un Q&A con i fan.
Da tempo si vocifera che la star di Star Trek: Picard, Todd Stashwick (Capitano della Flotta Stellare Liam Shaw), interpreti un assassino incaricato di catturare l’ex Vendicatore, e Matalas ha finalmente confermato che interpreterà il Paladino di Vision.
Creato dallo scrittore Jim Shooter e dall’artista Carmine Infantino, il personaggio è apparso per la prima volta in Daredevil #150 e, sebbene non sia propriamente un supercriminale, le sue attività mercenarie lo mettono spesso in conflitto con personaggi come Spider-Man e The Punisher.
La notizia più importante che emerge dall’apparizione di Matalas è che la co-protagonista di Stashwick in Picard, Orla Brady, sostituirà Kerry Condon nel ruolo di F.R.I.D.A.Y. (in forma “umana”). La star di F1: Il Film ha prestato la voce all’intelligenza artificiale di Tony Stark in Avengers: Age of Ultron, Captain America: Civil War, Spider-Man: Homecoming, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.
Non è chiaro perché non riprenda fisicamente il ruolo in Vision, ma per essere onesti, ha smentito le indiscrezioni a riguardo già lo scorso giugno. “Non è vero. L’ho visto e mi sono detta: ‘Chi dice queste cose?'”, ha detto in un’intervista sul red carpet, aggiungendo che “non c’è alcuna possibilità” che ciò accada, perché “al momento, non è nei miei piani”.
Che si tratti di impegni, soldi o mancanza di interesse, Condon non tornerà per Vision, e sebbene la notizia sia deludente, probabilmente non è la fine del mondo. Brady, che è anche irlandese, è un bravo attore e ha impressionato in Picard nel ruolo di Laris/Tallinn. Tra i suoi crediti figurano anche Into the Badlands e American Horror Story: 1984.
La serie Vision
Il progetto Vision, ancora senza titolo ufficiale, che potrebbe o meno essere intitolato Vision Quest, è stato descritto come “la terza parte di una trilogia iniziata con WandaVision e che continua con Agatha All Along“.
Oltre a Paul Bettany, James Spader di Avengers: Age of Ultron riprenderà il ruolo di Ultron (“non è chiaro se Ultron tornerà come robot o in forma umana”). Non c’è stato alcun accenno al potenziale coinvolgimento di Elizabeth Olsen, ma la serie sarà ambientata dopo gli eventi di WandaVision, “mentre il fantasma di Visione presumibilmente esplora il suo nuovo scopo nella vita”. T’Nia Miller è stata confermata per il ruolo di Jocasta. Orla Brady apparirà nei panni di F.R.I.D.A.Y. in forma umana, mentre Emily Hampshire sarà E.D.I.T.H. Todd Stashwick sarà Paladino.
Il finale di WandaVision ha rivelato che la Visione con cui avevamo trascorso del tempo nel corso della stagione era in realtà una delle creature di Wanda, ma la vera “Visione Bianca” è stata ricostruita dalla S.W.O.R.D. e programmata per rintracciare e uccidere Scarlet Witch. Questa versione del personaggio si è allontanata verso luoghi sconosciuti verso la fine dell’episodio, dopo essersi dichiarata la “vera Visione”.
Per quanto riguarda Wanda, l’ultima volta che abbiamo visto la potente strega era mentre devastava gli Illuminati e si faceva crollare una montagna addosso in Doctor Strange in the Multiverse of Madness.
Anche l’attore di Picard, Todd Stashwick, è nel cast, nei panni di “un assassino sulle tracce di un androide e della tecnologia in suo possesso”. Vision – o Vision Quest – debutterà su Disney+ nel 2026.
VISION: nella serie Elizabeth Olsen interpreterà un personaggio Marvel completamente diverso?
Mentre la serie Vision dei Marvel Studios inizia a prendere forma, potremmo avere dei dettagli sul presunto ruolo di Elizabeth Olsen nel progetto Disney+. Invece di tornare nei panni della Scarlet Witch dopo la sua apparente morte in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, si vocifera in rete che interpreterà Virginia Vision.
Alex Perez di The Cosmic Circus ha fatto qualche accenno sui social media in merito a questa possibilità. È anche ragionevole pensare che Visione abbia intenzione di resuscitare suo “padre” Ultron, il che spiega il ritorno recentemente annunciato di James Spader.
Per quanto riguarda il finale della Marvel, immaginiamo che Scarlet Witch, Visione, Speed e Wiccan si riuniranno sullo schermo. È difficile stabilire se ciò avverrà in tempo per i prossimi film degli Avengers, poiché questa storia epica potrebbe facilmente continuare nella prossima saga del MCU. Per ora, il prossimo capitolo si svolgerà in Agatha All Along.
Nella serie Vision di Tom King, acclamata dalla critica, il personaggio principale ha creato una famiglia di sintetizzatori per sé, compresa sua moglie Virginia. La sua personalità è stata modellata sulle onde cerebrali della Strega Scarlatta, di cui Wanda gli aveva regalato una copia anni prima.
La combinazione delle onde cerebrali sue e di Virginia ha portato alla creazione dei loro gemelli, Vin e Vivian. Quando il Tristo Mietitore attaccò i bambini, questi rimasero feriti e una Virginia fuori di sé andò su tutte le furie, picchiò a morte il cattivo e lo seppellì nel giardino di casa. Con il passare del tempo, Virginia divenne sempre più irrequieta e alla fine si tolse la vita.
Sebbene elementi di questo tipo siano stati utilizzati in WandaVision, sembra che vedremo Visione tentare di creare una famiglia nella sua serie, come un oscuro parallelo alla fantasia della sitcom creata da Wanda Hex.
Cosa ha detto di recente Elizabeth Olsen in merito al suo ritorno

Elizabeth Olsen è attualmente impegnata nella stampa di un paio di nuovi progetti e prima o poi le verrà chiesto del suo futuro nel MCU. L’anno scorso ha dichiarato: “Negli ultimi quattro anni, in particolare, la mia produzione è stata la Marvel. Non voglio… non è che non voglia essere associata solo a questo personaggio. Ma sento davvero di dover ricostruire altre parti per avere un equilibrio”.
“Ho tanta voglia di fare film in questo momento. E spero che alcuni di essi si realizzino nel modo in cui sento di poterlo fare. Ma sì, è qualcosa di cui ho bisogno. Ho solo bisogno di altri personaggi nella mia vita”, ha aggiunto l’attrice. “Non c’è longevità in un solo personaggio”.
Vision: Mary McDonnell si unisce alla serie con un ruolo misterioso
La serie Vision della Marvel Television ha messo insieme un cast di tutto rispetto, e l’ultimo grande nome ad aggiungersi al gruppo è quello di Mary McDonnell. THR riporta infatti che la due volte candidata all’Oscar “apparirà” nello spin-off di WandaVision (il che potrebbe indicare che il suo ruolo sarà piuttosto marginale), ma i dettagli sul suo personaggio rimangono segreti.
McDonnell è nota soprattutto per aver interpretato il presidente Roslin nell’acclamato reboot di Battlestar Galactica della SyFy e recentemente ha conquistato la scena in La caduta della casa degli Usher di Mike Flanagan. È stata candidata all’Oscar per le sue interpretazioni in Balla coi lupi e Passion Fish, ed è apparsa anche in film come Scream 4, Donnie Darko, Independence Day e Sneakers.
La serie Vision
Il progetto Vision è stato descritto come “la terza parte di una trilogia iniziata con WandaVision e che continua con Agatha All Along“.
Oltre a Paul Bettany nel ruolo di Visione, James Spader di Avengers: Age of Ultron riprenderà il ruolo di Ultron (“non è chiaro se Ultron tornerà come robot o in forma umana“). Non c’è stato alcun accenno al potenziale coinvolgimento di Elizabeth Olsen, ma la serie sarà ambientata dopo gli eventi di WandaVision, “mentre il fantasma di Visione presumibilmente esplora il suo nuovo scopo nella vita”. T’Nia Miller è stata confermata per il ruolo di Jocasta. Orla Brady apparirà nei panni di F.R.I.D.A.Y. in forma umana, mentre Emily Hampshire sarà E.D.I.T.H. Todd Stashwick sarà Paladino. James D’Arcy tornerà invece nei panni di Edwin Jarvis in qualche modo.
Il finale di WandaVision ha rivelato che la Visione con cui avevamo trascorso del tempo nel corso della stagione era in realtà una delle creature di Wanda, ma la vera “Visione Bianca” è stata ricostruita dalla S.W.O.R.D. e programmata per rintracciare e uccidere Scarlet Witch. Questa versione del personaggio si è allontanata verso luoghi sconosciuti verso la fine dell’episodio, dopo essersi dichiarata la “vera Visione”.
Per quanto riguarda Wanda, l’ultima volta che abbiamo visto la potente strega era mentre devastava gli Illuminati e si faceva crollare una montagna addosso in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Anche l’attore di Picard, Todd Stashwick, è nel cast, nei panni di “un assassino sulle tracce di un androide e della tecnologia in suo possesso”. Vision debutterà su Disney+ nel 2026.
Vision: la serie presenterà una versione umana di E.D.I.T.H. da Spider-Man: Far From Home
La serie TV Vision/Vision Quest di Marvel Television riprenderà da dove si era interrotta WandaVision, ma il progetto, supervisionato dallo showrunner Terry Matalas, si preannuncia diverso da qualsiasi cosa ci potessimo aspettare.
Sono state scelte versioni “umane” di diversi androidi e IA dell’MCU e, secondo l’insider Daniel Richtman, Emily Hampshire interpreterà la manifestazione fisica di E.D.I.T.H. Aveva già anticipato il casting di T’Nia Miller nei panni di Jocasta, e le trattative hanno poi confermato poche ore dopo la notizia, quindi potrebbe esserci un fondo di verità.
Dawn Michelle King ha doppiato E.D.I.T.H. in Spider-Man: Far From Home del 2019. Tuttavia, non è un’attrice cinematografica ed è nota soprattutto per il suo lavoro di montatrice in film come Ant-Man, Spider-Man: Homecoming e Mortal Kombat. È quindi logico che il ruolo venga cambiato.
Emily Hampshire ha lavorato in L’esercito delle 12 scimmie ed è nota anche per il suo lavoro in Schitt’s Creek, Ruby Gloom, Chapelwaite e The Rig.
Even Dead, I’m The Hero (E.D.I.T.H.) è un sistema di sicurezza, difesa e intelligenza tattica artificiale basato sulla realtà aumentata, creato da Tony Stark e lasciato in eredità a Peter Parker dopo la morte di Iron Man. Racchiuso in un paio di occhiali da sole, E.D.I.T.H. dava ai suoi utenti accesso alla rete satellitare globale delle Stark Industries, oltre a un arsenale di missili e droni. L’ultima volta che è stato visto è stato il Dipartimento di Controllo Danni dopo che Peter ha consegnato gli occhiali a Quentin Beck/Mysterio, che lo ha incastrato per l’attacco a Londra.
Il progetto Vision, ancora senza titolo ufficiale, che potrebbe o meno essere intitolato Vision Quest, è stato descritto come “la terza parte di una trilogia iniziata con WandaVision e che continua con Agatha All Along“.
Oltre a Paul Bettany, James Spader di Avengers: Age of Ultron riprenderà il ruolo di Ultron (“non è chiaro se Ultron tornerà come robot o in forma umana”). Non c’è stato alcun accenno al potenziale coinvolgimento di Elizabeth Olsen, ma la serie sarà ambientata dopo gli eventi di WandaVision, “mentre il fantasma di Visione presumibilmente esplora il suo nuovo scopo nella vita”. T’Nia Miller è stata confermata per il ruolo di Jocasta.
Il finale di WandaVision ha rivelato che la Visione con cui avevamo trascorso del tempo nel corso della stagione era in realtà una delle creature di Wanda, ma la vera “Visione Bianca” è stata ricostruita dalla S.W.O.R.D. e programmata per rintracciare e uccidere Scarlet Witch. Questa versione del personaggio si è allontanata verso luoghi sconosciuti verso la fine dell’episodio, dopo essersi dichiarata la “vera Visione”.
Per quanto riguarda Wanda, l’ultima volta che abbiamo visto la potente strega era mentre devastava gli Illuminati e si faceva crollare una montagna addosso in Doctor Strange in the Multiverse of Madness.
Anche l’attore di Picard, Todd Stashwick, è nel cast, nei panni di “un assassino sulle tracce di un androide e della tecnologia in suo possesso”. Vision – o Vision Quest – debutterà su Disney+ nel 2026.
Vision: la serie potrebbe segnare il ritorno di Elizabeth Olsen nel MCU come Scarlet Witch insieme a Ultron
WandaVision ha generato più sequel di qualsiasi altra serie TV Disney+; la storia della Scarlet Witch è continuata in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, mentre il mese prossimo uscirà Agatha All Along.
Oltre a ciò, sta prendendo forma una nuova serie TV su Visione – che in precedenza si vociferava fosse intitolata Vision Quest – che promette di riprendere la storia dell’androide dopo la sua resurrezione da parte dello S.W.O.R.D. (senza le sue emozioni). Visione Hex, tuttavia, ha ripristinato i ricordi del suo doppelganger.
C’è una storia da raccontare e si pensa che vedremo il Vendicatore creare una nuova famiglia di androidi simile alla pluripremiata serie di fumetti di Visione di Tom King.
Tuttavia, non sarà solo Ultron a incrociare le strade di Visione nella serie, mentre ricostruisce la sua vita. Dopo la conferma odierna del ritorno di James Spader nei panni dell’androide malvagio, Deadline riporta: “Sebbene l’attenzione sia concentrata su Visione, abbiamo sentito che c’è anche la possibilità che Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen) appaia, il che avrebbe senso visto quanto sono interconnesse le storie dei due personaggi nel MCU”.
Ciò avviene dopo che The Hollywood Reporter ha descritto Vision come “la terza parte di una trilogia iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along”. Se questa serie rivelerà cosa ne è stato di Wanda Maximoff dopo la sua scomparsa nel sequel di Doctor Strange, allora si creeranno le premesse perché lei e l’androide si riuniscano… forse per combattere il loro vecchio nemico, Ultron!
La storia d’amore tra Visione e Wanda è epica, quindi questo show potrebbe riunirli in tempo per i prossimi film dei Vendicatori è una prospettiva entusiasmante. C’è una storia da raccontare e si pensa che vedremo i Vendicatori creare una nuova famiglia di androidi simile alla pluripremiata serie di fumetti di Visione di Tom King.
All’inizio di quest’anno, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ha commentato il motivo per cui Terry Matalas, autore della terza stagione di Star Trek: Picard, è stato scelto come showrunner della serie Disney+.
“È così che l’ho conosciuto”, ha esordito. “È stato grazie al suo incredibile [lavoro su Picard Stagione 3]. Ho detto: È incredibile. Non so come faccia a esistere. Fammi trovare la persona che l’ha realizzato”.
La terza stagione dello show ha ricevuto ampi consensi dalla critica e diversi premi. Feige è un noto trekkie e in precedenza è apparso insieme a Matalas in un episodio di due ore del podcast di Star Trek Inglorious Treksperts.
Per quanto riguarda la Olsen, l’anno scorso ha dichiarato: “In particolare negli ultimi quattro anni, la mia produzione è stata la Marvel. Non voglio… non è che non voglia essere associata solo a questo personaggio. Ma sento davvero di dover ricostruire altre parti per avere un equilibrio”.
“Ho tanta voglia di fare film in questo momento. E spero che alcuni di essi si realizzino nel modo in cui sento di poterlo fare. Ma sì, è qualcosa di cui ho bisogno. Ho bisogno di altri personaggi nella mia vita”, ha aggiunto l’attrice. “Non c’è longevità in un solo personaggio”.
Vision non ha ancora una data di debutto confermata.





















