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Venezia 78: La Pellicola D’oro, tutti i vincitori

Venezia 78: La Pellicola D’oro, tutti i vincitori

Si è tenuto oggi il Premio Collaterale de “La Pellicola D’oro” presso la Sala – Spazio Italian Pavillon all’interno dell’Hotel Excelsior nell’ambito della 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. “La Pellicola D’oro”, promossa ed organizzata dall’Associazione Culturale “Articolo 9 Cultura & Spettacolo” e dalla “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis (ideatore dell’evento), è il primo premio in Europa a riconoscere i mestieri e l’artigianato del cinema. Erano presenti all’evento: Enrico Bufalini (Responsabile archivio storico di Cinecittá) Nicola Maccanico (amministratore di Cinecittá), Antonio Falduto (regista) e la Direttrice Laura Nobili che ha ritirato il premio per la Sartoria Tirelli. Si ringrazia per questa occasione, La Biennale di Venezia.

Si premia per la V Edizione le maestranze e l’artigianato dei seguenti film in concorso:a

FREAKS OUT” di Gabriele Mainetti

Miglior Tecnico di Effetti Speciali: Maurizio Corridori

FREAKS OUT” di Gabriele Mainetti

Miglior Capo Elettricista: Loris Felici

IL BUCO” di Michelangelo Frammartino

Miglior Operatore di Macchina: Luca Massa

QUI RIDO IO” di Mario Martone

Miglior Sartoria Cineteatrale Tirelli

La giuria è composta da:

1)     Presidente –  Francesco Martino De Carles (Produttore esecutivo)

2)     Giurato – Franco Mariotti (Giornalista)

3)     Giurato – Gianluca Leurini (Produttore esecutivo)

4)     Giurato – Blasco Giurato (Autore della Fotografia)

5)     Giurato – Luciano Odorisio (regista)

6)     Giurato – Enzo de Camillis (Presidente de LA PELLICOLA D’ORO)

7)     Giurato – Gianni Quaranta (Scenografo)

Venezia 78: la mostra tornerà alla normalità, Dune e Freaks Out primi titoli in ballo

La Mostra del Cinema di Venezia si prepara al ritorno alla normalità con l’organizzazione di un evento al 100% in presenza, con il ritorno del red carpet e una selezione di titoli di alto profilo.

Mentre il Toronto Film Festival, che si svolgerà dal 9 al 18 settembre, si sta settando per una combinazione di proiezioni digitali e in presenza, così come il Sundance 2022, l’imminente edizione della Mostra di Venezia, prevista dall’1 all’11 settembre, salvo complicazioni, sta puntando ad un ritorno alle modalità pre-pandemia.

Questo è lo scenario che l’organizzazione madre del festival, la Biennale di Venezia, sta cercando di realizzare per la sua imminente Biennale di architettura che ha il tema tempestivo di “How Will We Live Together?” che apre a Venezia il 22 maggio.

Si prevede che a Venezia arriveranno presto delegazioni in rappresentanza di oltre 100 progetti della Biennale di Architettura da 46 paesi, insieme a più di 400 giornalisti internazionali. Seguiranno naturalmente i protocolli di sicurezza prescritti in conformità con le normative italiane COVID-19. Il Veneto è attualmente una cosiddetta “zona gialla” a basso rischio dove bar e ristoranti possono rimanere aperti tutto il giorno fino al coprifuoco delle 22.00, anche se solo per il consumo all’aperto. Le mascherine sono ancora obbligatorie.

Nel frattempo, le prime voci sui titoli dei film che andranno a Venezia stanno iniziando a diffondersi con Dune di Denis Villeneuve che dovrebbe essere presentato al Lido – sebbene sia la Warner Bros., il distributore del film, sia il festival non hanno risposto alle richieste di conferma. Villeneuve è stato a Venezia nel 2016, presentando il suo magnifico film di fantascienza non convenzionale, Arrival.

Altre voci parlano di titoli italiani attesissimi che potrebbero sbarcare al Lido, dal dramma intimo e personale di Paolo Sorrentino È stata la mano di Dio, che è un originale italiano di Netflix, al genre bender del collega Gabriele Mainetti Freaks Out.

L’anno scorso Venezia è stata l’unico festival cinematografico di alto livello a realizzare un’edizione fisica, anche se con meno stelle del solito e un contingente minore di ospiti e giornalisti internazionali presenti.

Anche se meno forte rispetto agli altri anni sui titoli statunitensi di alto profilo, l’edizione 2020 del Lido ha lanciato Nomadland, che ha vinto tre premi Oscar, confermando lo status di Venezia come uno dei principali produttori di film vincitori della stagione dei premi. Come lo scorso anno, il festival riveste un significato speciale per l’Italia come un forte simbolo della sua ripresa post COVID.

Come annunciato in precedenza, il regista di Parasite Bong Joon-Ho presiederà la giuria principale di Venezia, mentre l’attrice italiana Serena Rossi sarà la maestra di cerimonie. Il pluripremiato Roberto Benigni riceverà un premio alla carriera.

Venezia 78: l’intervista ai protagonisti di Freaks Out

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Venezia 78: l’intervista ai protagonisti di Freaks Out

Ecco la nostra intervista ai protagonisti di Freaks Out, con Franz Rogowski, Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini e il regista, Gabriele Mainetti. Il film arriverà il 24 ottobre al cinema. Freaks Out è il quarto film italiano in Concorso a Venezia 78.

Guarda il trailer ufficiale di Freaks Out

Nel cast di Freaks Out protagonisti sono Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, con la partecipazione di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta, Franz Rogowski. Freaks Out è prodotto da Lucky Red e Goon Films con Rai Cinema, in coproduzione con Gapfinders (Belgio).

Freaks Out, la trama

Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.

Venezia 78: Kristen Stewart presenta Spencer con il regista Pablo Larraìn

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Tra i film più attesi di Venezia 78, in Concorso, c’era sicuramente Spencer, di Pablo Larraìn, con protagonista Kristen Stewart nei panni della Principessa Diana. Il film ha suscitato grande consenso ed emozione tra la stampa presente al Lido, un apprezzamento trapelato tutto durante la conferenza stampa di presentazione del film.

Kristen Stewart ha dichiarato: “Ho provato più piacere nella mia fisicità nel realizzare questo film di quanto non ne abbia avuto in qualsiasi altra cosa. Mi sentivo più libera e viva e in grado di muovermi, e anche più alta”.

“Una volta che ho imparato a fare la riverenza e ho imparato che non dovevo andare in cucina da sola a rubare il cibo, tutti quei dettagli non li ricordo neanche. Ma c’era sempre qualcuno che si assicurava che non uscissimo fuori dagli schemi e rimanessimo autentici”. Ha dichiarato Stewart in merito al protocollo reale che ha dovuto mettere in scena per impersonare la Principessa del Galles.

L’attrice, che ha partecipato alla conferenza stampa con Larrain, ha parlato con passione della defunta principessa, morta in un incidente automobilistico a Parigi nel 1997. “La guardo, le foto e i video fugaci, e sento la terra tremare e non so cosa accadrà”, ha commentato Stewart in un moto di ammirazione verso la principessa, osservando che Diana “si distingue dagli altri come una casa scintillante in fiamme”. “Penso che sia solo qualcosa con cui è nata”, ha poi commentato.

La conferenza stampa di Spencer a Venezia 78

“Ci sono alcune persone dotate di un’energia innegabile e penetrante. La cosa veramente triste di lei è che, per quanto normale, casuale e disarmante nel suo modo di essere, immediatamente si è sentita anche così isolata e sola. Ha fatto sentire tutti gli altri accompagnati e sostenuti da questa luce e tutto ciò che voleva era riaverla”.

In risposta a una domanda sullo stile leggendario di Diana, la Stewart ha affermato che, alla fine, “non importava davvero cosa indossasse. Era una persona che usava i vestiti come armature ma era così costantemente disponibile e visibile. Non poteva nascondersi, portava il suo cuore a vista e questa, per me, è stata la cosa più bella che ha fatto”.

Per quanto riguarda Pablo Larraìn, il regista ha detto che semplicemente “voleva fare un film che sarebbe piaciuto a mia madre”. “Volevo anche fare un film che potesse in qualche modo riguardare ciò che penso che qualcuno come mia madre veda in Diana – ha continuato – Diana ovviamente era un’icona molto famosa e bella a molti livelli, ma era una madre. E, cosa più importante, è stata una persona che ha creato qualcosa di incredibilmente bello con il livello di empatia che aveva”.

Sia Larrain che Stewart hanno parlato a lungo dell’inconoscibilità della principessa e di come, nonostante l’estrema attenzione dei media che ha ricevuto, fosse impossibile conoscere la persona reale. “Tutti si sentono come se la conoscessero. Questo è ciò che è bello di lei, che è accessibile“, ha detto Kristen Stewart. “Ti senti come se fossi sua amica, come se fosse tua madre. Ma ironia della sorte è che lei era una persona inconoscibile…”.

Venezia 78: Jane Campion mette l’accento sul cinema diretto da donne

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Tra i nomi di grande spessore che sono maggiormente attesi al Lido, per Venezia 78, quello di Jane Campion è sicuramente uno dei più illustri. Regista donna che ha raggiunto la fama e il riconoscimento mondiale molto prima che questo venisse incoraggiato, la regista ha parlato proprio della figura della regista donna, durante la conferenza stampa di presentazione di Il Potere del Cane, il suo ultimo film, prodotto da Netflix, con Benedict Cumberbatch, nella sezione in Concorso del Festival.

“Tutto quello che posso dire è che da quando è nato il movimento #MeToo, sento un cambiamento sostanziale nel tempo. È come se fosse caduto il muro di Berlino”. Campion ha citato Chloe Zhao (Nomadland) che, dopo aver vinto il Leone d’Oro lo scorso anno, ha vinto l’Oscar per la regia ad aprile e Julia Ducournau (Titane) che ha vinto la Palma d’oro a Cannes a luglio come esempi di progresso nel mondo del cinema per narratrici.

“Penso che le ragazze stiano andando molto bene. La grande perdita per tutti è che non ci sono abbastanza voci femminili”. Sottolineando che in tv il cambiamento è invece molto più rapido, in questo momento, tanto che lei stessa, già nel 2013, ha diretto la serie tv australiana Top of the Lake.

Campion ha detto che Netflix le ha dato il budget più grande di cui abbia mai disposto per il suo Il potere del Cane, film che ha deciso di girare, dopo aver letto il romanzo storico di Thomas Savage, del quale è appunto un adattamento. “In genere, non finisco quasi mai i romanzi in questo periodo, ma in questo mi sono completamente immersa”, ha detto Campion. “Nelle settimane successive, scene e temi del libro continuavano a tornarmi in mente, quindi non potevo dimenticarlo”.

Nel film, Benedict Cumberbatch interpreta Phil Burbank, un crudele proprietario di un ranch che non sopporta la nuova moglie di suo fratello, Rose (Kirsten Dunst). Cumberbatch si è trovato così a interpretare un personaggio che è saldamente radicato nei tropi della mascolinità tossica. “Penso che per me, la tossicità è un prodotto della sua cultura, della sua educazione, delle sue circostanze. Non è niente che sia concluso a tutti gli effetti. Viene fuori dalle circostanze. Quindi posso capirlo. Posso esaminarlo e apprezzarlo. Non perdonarlo, ma comprenderlo”.

Kirsten Dunst ha parlato di com’è stato creare un personaggio per Jane Campion: “C’è sicuramente una sensualità nei film di Jane: fai una sciarpa intorno al collo di qualcuno, dove crei qualcosa di magico”, ha detto Dunst. “C’è una sensibilità e una crudeltà nei suoi personaggi. Come una donna che osserva i suoi personaggi femminili nel corso degli anni, mi sembrano tutte delle vere donne”.

Venezia 78: Jamie Lee Curtis tra Leone d’Oro e Halloween Kills

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Venezia 78: Jamie Lee Curtis tra Leone d’Oro e Halloween Kills

Jamie Lee Curtis ha avuto una carriera incredibile, piena di ogni sorta di opportunità. Lei stessa lo ha affermato in conferenza stampa a Venezia 78, dove presenta in anteprima, fuori concorso, Halloween Kills, ma dove riceve anche il Leone d’Oro alla Carriera. “Sono un’attrice. Scrivo libri per bambini. Creo siti web e podcast. Ho venduto yogurt che ti fa fare la cacca. Ho fatto pubblicità Hertz con O.J. Simpson. Sono stata in grado di fare così tanto e sono molto fortunata a poter fare quello che faccio, in qualunque forma sia”. Queste le sue parole alla platea di giornalisti accorsi ad ascoltarla.

Jamie Lee Curtis Leone d’oro alla carriera a Venezia 78

Eppure, il riconoscimento del Leone d’oro alla carriera al Festival Internazionale del Cinema di Venezia 78 la sorprende molto, nonostante sia alla Mostra per presentare l’ennesimo capitolo di una saga che porta avanti dal 1978.

Venezia 78: intervista alla madrina Serena Rossi

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Venezia 78: intervista alla madrina Serena Rossi

Ecco l’intervista a Serena Rossi, attrice italiana scelta per essere la Madrina della 78° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si svolge al Lido dall’1 all’11 settembre 2021.

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Venezia 78: intervista ai protagonisti di Una relazione

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Venezia 78: intervista ai protagonisti di Una relazione

Ecco la nostra intervista ai protagonisti di Una Relazione, il film di Stefano Sardo con Guido Caprino ed Elena Radonicich. Presentato nella selezione di Giornate degli Autori a Venezia 78, il film sarà al cinema il 13, 14 e 15 settembre e dopo disponibile su su Amazon Prime Video.

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Venezia 78: intervista ai protagonisti di Lovely Boy

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Venezia 78: intervista ai protagonisti di Lovely Boy

Ecco la nostra intervista a Andrea Carpenzano, Francesco Lettieri e Ludovica Martino, protagonisti e regista di Lovely Boy, il film scelto come evento speciale di chiusura, fuori concorso, delle Giornate degli Autori 2021 a Venezia 78.

Leggi la recensione di Lovely Boy

Lovely Boy, il film Sky Original di Francesco Lettieri presentato oggi fuori Fuori Concorso alle Giornate degli Autori della 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Lovely Boy – Un film Sky Original, prodotto da Indigo Film in coproduzione con Vision Distribution con il sostegno di IDM Film Fund & Commission dell’Alto Adige, sarà trasmesso in prima assoluta su Sky Cinema Uno lunedì 4 ottobre, disponibile anche on demand e in streaming su NOW.

Nic, in arte Lovely Boy, è l’astro nascente della scena trap romana. Tatuaggi in faccia, talento puro, completa strafottenza per il mondo. Inizialmente proiettato verso una folgorante ascesa musicale, rischia di essere risucchiato in una spirale di autodistruzione.

Scritto da Peppe Fiore e Francesco Lettieri, Lovely Boy ha tra i protagonisti Andrea Carpenzano (La terra dell’abbastanza, Il Campione)Ludovica Martino (Il Campione, Skam Italia, Sotto il sole di Riccione, Carosello Carosone) ed Enrico Borello (Il filo invisibile, Settembre), e si avvale della direzione della fotografia di Gianluca Palma, della scenografia di Marcella Mosca, dei costumi di Antonella Mignogna e del montaggio di Mauro Rodella.

Venezia 78: intervista ai protagonisti di America Latina

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Venezia 78: intervista ai protagonisti di America Latina

Ecco la nostra intervista ai protagonisti di America Latina, quinto film italiano in Concorso a Venezia 78. Ai microfoni i registi e sceneggiatori Fabio e Damiano D’Innocenzo e il protagonista Elio Germano, alla sua seconda collaborazione con il duo romano.

Venezia 78: il red carpet dei Fratelli D’Innocenzo per America Latina

America Latina arriverà in sala a novembre 2021, è scritto e diretto da Fabio D’Innocenzo e Damiano D’Innocenzo e prodotto da The Apartment (Lorenzo Mieli), Vision Distribution, Le Pacte. Nel cast Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini, Massimo Wertmüller.

Venezia 78: intervista ai protagonisti de La Scuola Cattolica

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Venezia 78: intervista ai protagonisti de La Scuola Cattolica

Ecco la nostra intervista ai protagonisti, regista e attori, de La Scuola Cattolica, il nuovo film di Stefano Mordini che è stato presentato a Venezia 78 nel Fuori Concorso.

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Venezia 78: intervista ai protagonisti de Il Collezionista di Carte

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Ecco la nostra intervista a Paul Schrader, Oscar Isaac, Tiffany Haddish e Tye Sheridan, regista e protagonisti de Il Collezionista di Carte, presentato in Concorso a Venezia 78 e in sala dal 3 settembre.

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Il collezionista di carte, scritto e diretto da Paul Schrader con Oscar Isaac, Tye Sheridan, Tiffany Haddish e Willem Dafoe.

La trama de Il collezionista di carte

Dei fantasmi del passato non ci si libera così facilmente. Prodotto da Martin Scorsese e in concorso al Festival di Venezia, il nuovo film di Paul Schrader vede Oscar Isaac nel ruolo di William Tell, un ex militare che vive come giocatore d’azzardo professionista e attira l’interesse di una misteriosa finanziatrice.

La vita ordinaria di Tell viene però sconvolta dall’incontro con Kirk (Tye Sheridan), un giovane in cerca di vendetta contro un nemico comune.

Venezia 78: intervista ad Alessandro Borghi e ai protagonisti di Mondocane

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Ecco la nostra intervista ad Alessandro Borghi con gli esordienti Dennis Protopapa e Giuliano Soprano, e al regista Alessandro Celli con la protagonista femminile Barbara Ronchi. MONDOCANE è stato presentato alla SIC – Settimana della Critica 36 nel corso di Venezia 78.

MONDOCANE è una produzione Groenlandia e Minerva Pictures con Rai Cinema, prodotto da Matteo Rovere, coprodotto da Santo Versace – Gianluca Curti.

Nel cast Dennis Protopapa, Giuliano Soprano, Alessandro Borghi, Barbara Ronchi, Ludovica Nasti, Federica TorchettiJosafat Vagni, Francesco Simon.

Il film è nelle sale dal 3 settembre distribuito da 01 Distribution.

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Venezia 78: intervista a Maya Sansa

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Venezia 78: intervista a Maya Sansa

Ecco la nostra intervista a Maya Sansa che è presente a Venezia 78 nella sezione Orizzonti per Il paradiso del pavone, di Laura Bispuri.

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Venezia 78: intervista a Jamie Lee Curtis per Halloween Kills

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Venezia 78: intervista a Jamie Lee Curtis per Halloween Kills

Ecco la nostra intervista a Jamie Lee Curtis che torna a interpretare Laurie Strode in Halloween Kills, presentato Fuori Concorso a Venezia 78. Con lei anche il regista del film, David Gordon Green.

Halloween Kills, recensione del film con Jamie Lee Curtis

Halloween Kills, l’atteso nuovo film del franchise di Halloween che vedrà il ritorno in scena di Michael Myers e Jamie Lee Curtis. Halloween Kills arriverà al cinema ad ottobre 2021.

Scritto da David Gordon Green, Danny McBride e Scott Teems, basato sui personaggi creati da John Carpenter e Debra Hill, il film sarà diretto da David Gordon Green e prodotto da Malek Akkad, Jason Blum e Bill Block. John Carpenter, Jamie Lee Curtis, Jeanette Volturno, Couper Samuelson, Danny McBride, David Gordon Green e Ryan Freimann sono i produttori esecutivi. Ryan Turek sta supervisionando il progetto per Blumhouse.

Venezia 78: il red carpet dei Fratelli D’Innocenzo

Venezia 78: il red carpet dei Fratelli D’Innocenzo

Ecco le foto dal red carpet di Venezia 78 dove hanno sfilato cast e crew dell’ultimo film italiano in concorso, America Latina, dei Fratelli D’Innocenzo, che hanno partecipato alla premiere del film insieme al loro cast. Protagonista del film è Elio Germano.

America Latina di Fabio D’Innocenzo, Damiano D’Innocenzo prodotto da The Apartment (Lorenzo Mieli), Vision Distribution, Le Pacte. Nel cast Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini, Massimo Wertmüller

SINOSSI

Latina: paludi, bonifiche, centrali nucleari dismesse, umidità. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico che porta il suo nome. Professionale, gentile, pacato, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama e che lo accompagna nello scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. La moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia (la prima adolescente, la seconda non ancora) sono la sua ragione di vita, la sua felicità, la ricompensa a un’esistenza improntata all’abnegazione e alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l’imprevedibile: un giorno come un altro Massimo scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita.

COMMENTO DEI REGISTI

Abbiamo scelto di raccontare questa storia perché, semplicemente, era quella che ci metteva più in crisi. In crisi come esseri umani, come narratori, come spettatori. Una storia che sollevava in noi domande alle quali non avevamo (e non abbiamo, nemmeno a film ultimato) risposte che non si contraddicessero l’una con l’altra. Interrogarci su noi stessi è la missione più preziosa che il cinema ci permette e America Latina prende alla lettera questa possibilità, raccontando un uomo costretto a rimettere in discussione la propria identità. Essendo gemelli, anche i nostri due film precedenti raccontavano storie di famiglie, di senso di appartenenza, di sangue, ma non ci eravamo mai addentrati così a fondo nel tema e abbiamo scelto la via per noi più rischiosa: la dolcezza. La dolcezza e tutte le sue estreme conseguenze. America Latina è un film sulla luce e abbiamo scelto il punto di vista privilegiato dell’oscurità per osservarla.

Venezia 78: il manifesto ufficiale di Lorenzo Mattotti

Venezia 78: il manifesto ufficiale di Lorenzo Mattotti

L’illustratore e autore italiano Lorenzo Mattotti firma per il quarto anno l’immagine del manifesto ufficiale, e per il terzo anno la sigla della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

L’immagine scelta quest’anno per il manifesto raffigura “due personaggi che si filmano reciprocamente in una sorta di danza, di duello giocoso – spiega Lorenzo Mattotti  in un rapporto mediato dalla cinepresa. E’ una danza sotto i riflettori di un set, un movimento di energie comuni, un rituale di sguardi. Sguardi a confronto potrebbe intitolarsi l’immagine, in un periodo in cui lo sguardo acquista forza come una nuova relazione tra le persone. I due personaggi simboleggiano due visioni diverse che si incontrano e si confrontano, si guardano e si studiano, ma non si oppongono: grazie al Cinema e al suo ruolo centrale, creativo, propositivo”.

Lorenzo Mattotti vive e lavora a Parigi. Esordisce alla fine degli anni 70 come autore di fumetti e nei primi anni 80 fonda con altri disegnatori il gruppo Valvoline. Nel 1984 realizza “Fuochi”, che, accolto come un evento nel mondo del fumetto, vincerà importanti premi internazionali. Per il cinema, ha collaborato nel 2004 a Eros di Wong Kar-Wai, Soderbergh e Antonioni, curando i segmenti di presentazione di ogni episodio. E’ stato consulente creativo per Pinocchio di Enzo D’Alò. Con “Incidenti”, “Signor Spartaco”, “Doctor Nefasto” “L’uomo alla finestra” e molti altri libri fino a “Stigmate” edito in Italia da Einaudi, il lavoro di Mattotti si è evoluto secondo una costante di grande coerenza. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Pubblica su quotidiani e riviste come The New Yorker, Le Monde, Das Magazin, Suddeutsche Zeitung, Nouvel Observateur, Corriere della Sera e Repubblica. Per l’infanzia illustra vari libri tra cui “Pinocchio” e”Eugenio” che vince nel ’93 il Grand Prix di Bratislava. Numerose le sue esposizioni personali tra le quali l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al FransHals museum di Haarlem ai Musei di Porta Romana. Realizza manifesti, copertine, campagne pubblicitarie ed è suo il manifesto di Cannes 2000 e i manifesti per l’Estate Romana. 

Nel maggio 2019 ha presentato con grande successo a Cannes, nelle sezione Un certain regard, il suo primo lungometraggio animato come autore e regista La famosa invasione degli orsi in Sicilia, ispirato alla favola/apologo di Dino Buzzati.

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Venezia 78: il grande giorno di Dune di Denis Villeneuve

Venezia 78: il grande giorno di Dune di Denis Villeneuve

L’attesa è finita, finalmente sarà presentato fuori concorso a Venezia 78 Dune di Denis Villeneuve, il nuovo adattamento dall’omonimo romanzo con protagonisti Timothée ChalametRebecca FergusonDave Bautista, Oscar IsaacJason MomoaZendayaJosh BrolinJavier Bardem.

La trama

Viaggio mitico ed emozionante di un eroe, Dune narra la storia di Paul Atreides, giovane brillante e dotato di talento, nato per andare incontro a un destino più grande della sua immaginazione, che deve raggiungere il più pericoloso pianeta dell’universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e al suo popolo. Mentre forze malvagie combattono per l’esclusivo possesso della più preziosa risorsa esistente sul pianeta – una spezia capace di liberare tutte le potenzialità della mente umana – solo chi vincerà le proprie paure riuscirà a sopravvivere.

COMMENTO DEL REGISTA:  Adattarsi o morire. Questo era il mio mantra durante la lavorazione di Dune. Il deserto ha i suoi modi per riportarti al tuo vero io, e liberarti dalle abitudini marce. Devi evolvere per sopravvivere all’esperienza. La realizzazione di questo film è la risposta a una vecchia chiamata, con radici più profonde di quanto immaginassi. Riguardava il destino, la fede e l’istinto, l’alienazione coloniale e il libero arbitrio. Ho parlato di Frank Herbert come il mio nuovo profeta, e del suo romanzo come la mia Bibbia. La natura era il mio Dio. Il silenzio, il mio Spirito Santo. I venti della realtà spostano le sabbie, scolpiscono nuovi paesaggi, cancellano i punti di riferimento: ho pregato per evitare di perdermi. Grazie a Frank, sono tornato vivo. Di ritorno dall’erg, faccio il gioco della profezia. Dune è stato sognato e approntato per l’esperienza cinematografica. Il grande schermo non è semplicemente un altro format, è il centro del linguaggio cinematografico. La forma originale. Quella che resisterà alla prova del tempo.

Venezia 78: Il Buco vince il Green Drop Award 2021

Venezia 78: Il Buco vince il Green Drop Award 2021

Al film “Il Buco” di Michelangelo Frammartino, in concorso alla 78maMostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è andato il “Green Drop Award” 2021 di Green Cross Italia.

Il premio – la goccia di vetro di Murano realizzata dal maestro Simone Cenedese – in occasione della sua decima edizione è stato consegnato da Lino Banfi, stamattina all’Hotel Excelsior nella Sala della Fondazione dello Spettacolo, alle produttrici Piera Boccacciaro e Chiara Cerretini di Doppio Nodo Double Bind.

Alla cerimonia di premiazione, condotta dal giornalista Marco Gisotti, sono intervenuti gli attori Ronn Moss e Mayra Pietracola, protagonisti con Lino Banfi del film “Viaggio a sorpresa”, in anteprima alla Mostra, Bepi Vigna, presidente della Giuria del Green Drop Award, Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia, Nevina Satta, CEO della Sardegna Film Commission e General Secretary EUFCN, la pr del cinema italiano Paola Comin e lo scrittore americano di best seller green John Woods.

Leggi la recensione de Il Buco

Il Green Drop Award, che ad ogni edizione contiene la terra proveniente da un luogo di particolare significato, quest’anno ha al proprio interno la terra di Glasgow, la città scozzese dove a novembre si svolgerà la Conferenza mondiale delle parti sul Clima (COP 26). L’origine della terra è stata certificata dal prof. Rodolfo Coccioni paleontologo e geologo, professore Onorario dell’Università di Urbino.

“Il buco” è ambientato durante il boom economico degli anni Sessanta e racconta il viaggio di  un gruppo di giovani speleologi che esplorano la grotta più profonda d’Europa nel cuore del Parco del Pollino. È stato premiato con il Green Drop per “il rigore con cui descrive la grandiosa bellezza della natura – si legge nella motivazione della Giuria -, conducendo la rappresentazione su un piano quasi mistico, che riesce a coniugare il viaggio nelle viscere della Terra al percorso della vita; e per la capacità di rendere poeticamente il senso del tempo, conferendo significato allegorico all’esplorazione di un abisso nel Sud italiano e l’edificazione, nel Nord, del grattacielo simbolo di una nuova era”.

“Ringraziamo per questo premio, siamo molto emozionati ed onorati. Per Doppio nodo double bind è molto importante la questione ambientale e cercare di fare un cinema che possa sensibilizzare sulle tematiche ambientali e di sostenibilità. Nella lavorazione de Il Buco ci siamo impegnati come produzione a rispettare il protocollo green ottenendo il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Pollino.” hanno dichiarato Piera Boccacciaro e Chiara Cerretini, produttrici del film, ritirando il premio.

Nel corso della cerimonia, Green Cross Italia ha voluto rendere omaggio per l’impegno sociale e per il lavoro di sensibilizzazione verso le nuove generazioni a Lino Banfi e Ronn Moss con un’edizione speciale della goccia, di colore blu, come quelle assegnate nelle passate edizioni a Francesco Rosi e Terry Gilliam.

A Simone Cenedese, Maestro vetraio di Murano è stata consegnata una targa speciale per la realizzazione delle sue preziose gocce d’artista che nel corso delle dieci edizioni del Green Drop Award sono diventate il simbolo di un cinema ecosostenibile.

Venezia 78: I Wonder Pictures fa tripletta a Orizzonti

Venezia 78: I Wonder Pictures fa tripletta a Orizzonti

I Wonder Pictures è orgogliosa di distribuire nei cinema italiani due titoli che hanno trionfato nella sezione Orizzonti della 78esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia: Full Time con il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile a Laure Calamy e il Premio Orizzonti per la migliore regia a Eric Gravel, e Il cieco che non voleva vedere Titanic con il Premio degli Spettatori – Armany Beauty in Orizzonti Extra. 

Full Time (titolo originale: À plein temps), è diretto da Eric Gravel e vede protagonista Laure Calamy, nel ruolo di una madre single in costante movimento e alle prese con un capitolo piuttosto caotico della sua vita.  Arriverà nei cinema prossimamente con I Wonder Pictures.

Il cieco che non voleva vedere Titanic è diretto dal pluripremiato regista finlandese Teemu Nikki e con il bravissimo Petri Poikolainen nel ruolo di protagonista: il film racconta la storia e il bisogno di amare e di essere amato di Jaakko, un uomo costretto sulla sedia a rotelle, che decide, nonostante la sua paralisi e la sua cecità, di intraprendere un viaggio che lo porterà dalla sua amata. Un viaggio difficile, in cui perderà e riacquisterà la fede e la fiducia nell’umanità… 

Il film sarà contemporaneamente su IWONDERFULL.IT e al cinema da martedì 14 settembre grazie ad I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. 

Commenta Andrea Romeo, fondatore e direttore editoriale di I Wonder Pictures: “Al di là dei premi che fanno sempre piacere, Il cieco che non voleva vedere Titanic e Full time sono stati per noi due vere scoperte in cui abbiamo creduto, per le storie necessarie che raccontano, per l’originale punto di vista con cui le mettono in scena, e per i personaggi che ci presentano e che non possiamo fare a meno di amare. Sono molto contento che il pubblico, gli accreditati e la stampa ne abbiano fatto due veri e propri casi di entusiasmo e passaparola come non vedevo da anni qui alla Mostra del cinema. Penso che il pubblico oggi abbiamo bisogno di film come questi”.

Sinossi Full Time Julie fa di tutto per crescere i suoi due figli in campagna e mantenere il suo lavoro in un hotel di lusso parigino. Quando finalmente ottiene un colloquio di lavoro per una posizione in cui sperava da tempo, scoppia uno sciopero nazionale che paralizza il sistema dei trasporti pubblici. Il fragile equilibrio che Julie ha creato è messo in pericolo. Così decide di lanciarsi in una frenetica corsa contro il tempo, con il rischio di inciampare.

Sinossi Il cieco che non voleva vedere Titanic: Tutti hanno bisogno di amore, anche Jaakko, costretto sulla sua sedia a rotelle. Jaakko è innamorato di Sirpa. Non si sono mai incontrati nella vita reale, ma si telefonano tutti i giorni. Sirpa riceve notizie terribili sulla sua salute e Jaakko decide di andare subito da lei. Solo che Jaakko è cieco e paralizzato. “Ho capito tutto. Ho bisogno di aiuto solo in cinque posti. Da casa mia al taxi, dal taxi alla stazione, dalla stazione al treno, dal treno al taxi e infine, dal taxi a te. Dovrò fare affidamento su cinque sconosciuti.”

Venezia 78: Giuseppe Tornatore presenta, Ennio, ritratto di Ennio Morricone

La Biennale di Venezia ha il piacere di annunciare che alla 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2021 entra nel programma, Fuori Concorso, Ennio di Giuseppe Tornatore, ritratto a tutto tondo di Ennio Morricone, musicista conosciuto e amato in tutto il mondo, tra i più influenti e prolifici del Novecento, due volte Premio Oscar®, autore di oltre 500 colonne sonore indimenticabili.

Il documentario lo racconta attraverso una lunga intervista di Giuseppe Tornatore al Maestro, testimonianze di artisti e registi – come Bertolucci, Montaldo, Bellocchio, Argento, i Taviani, Verdone, Barry Levinson, Roland Joffè, Oliver Stone, Quentin Tarantino, Bruce Springsteen, Nicola Piovani, Hans Zimmer e Pat Metheny – musiche e immagini d’archivio. Ennio è anche un’indagine volta a svelare ciò che di Morricone si conosce poco.  Come la sua passione per gli scacchi, che forse ha misteriosi legami con la sua musica. Ma anche l’origine realistica di certe sue intuizioni musicali come accade per l’urlo del coyote che gli suggerisce il tema de Il buono il brutto, il cattivo, o il battere ritmato delle mani su alcuni bidoni di latta da parte degli scioperanti in testa ad un corteo di protesta per le vie di Roma che gli ispira il bellissimo tema di Sostiene Pereira. Un’attitudine all’invenzione che trova conferma nel suo costante amore per la musica assoluta, e la sua vocazione a una persistente sperimentazione.

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“Ho lavorato trent’anni con Ennio Morricone – dichiara Giuseppe TornatoreHo fatto con lui quasi tutti i miei film, per non contare i documentari, gli spot pubblicitari e i progetti che abbiamo cercato di mettere in piedi senza riuscirci. Durante tutto questo tempo il nostro rapporto di amicizia si è consolidato sempre di più. Così, film dopo film, man mano che la mia conoscenza del suo carattere di uomo e di artista si faceva più profonda, mi sono sempre chiesto che tipo di documentario avrei potuto fare su di lui. E oggi si è avverato il sogno. Ho voluto realizzare Ennio per far conoscere la storia di Morricone al pubblico di tutto il mondo che ama le sue musiche. Non si è trattato solo di farmi raccontare da lui stesso la sua vita e il suo magico rapporto con la musica, ma anche di cercare negli archivi di mezzo mondo interviste di repertorio e altre immagini relative alle innumerevoli collaborazioni svolte in passato da Morricone con i cineasti più importanti della sua carriera. Ho strutturato Ennio come un romanzo audiovisivo che attraverso i brani dei film da lui musicati, le immagini di repertorio, i concerti, possa fare entrare lo spettatore nella formidabile parabola esistenziale ed artistica di uno dei musicisti più amati del ‘900.”

Ennio

Soggetto, sceneggiatura, regia di Giuseppe Tornatore, musiche di Ennio Morricone, fotografia Fabio Zamarion, Giancarlo Leggeri, montaggio Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci, suono Gilberto Martinelli, Fabio Venturi. Una coproduzione Italia-Belgio-Cina-Giappone, prodotto da Gianni Russo e Gabriele Costa per piano B Produzioni Srl. Distribuzione internazionale Block 2 Distribution. Distribuzione italiana Lucky Red.

La 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si terrà al Lido dall’1 all’11 settembre 2021, diretta da Alberto Barbera.

Venezia 78: Gabriele Mainetti presenta, finalmente, Freaks Out

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Venezia 78: Gabriele Mainetti presenta, finalmente, Freaks Out

Dopo tanta attesa e tanti spostamenti dovuti alla pandemia, finalmente il pubblico (selezionato del festival di Venezia) è riuscito a vedere nelle anticipate del mattino Freaks Out, il secondo film da regista di Gabriele Mainetti, che, dopo il successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot, ha ripreso mano con Nicola Guaglianone a una vecchia storia che hanno trasformato in realtà.

“Dopo l’esperienza di Jeeg, Nicola (Guaglianone, sceneggiatore, ndr) e io ci siamo detti ‘ora che famo, cosa raccontiamo?’ – ha detto il regista –  Ci siamo visti in quello che poi sarebbe diventato lo studio della mia casa di produzione e ci siamo detti ‘buttiamo giù tutti i film che vogliamo fare e poi decidiamo’. Dall’unione di tante idee diverse è arrivata questa storia. Poi un giorno Nicola mi ha detto ‘famolo nella seconda guerra mondiale’. Ci divertiva accostare ai freak un elemento conflittuale forte, il nazista”.

Gabriele Mainetti presenta Freaks Out a Venezia 78

Il film ha avuto una lavorazione lunga e difficile, con la sfida di lavorare una produzione italiana come fosse un colossal e di farlo in maniera credibile, soprattutto per quello che riguarda la messa in scena e il fattore storico. “Ci sono volute più settimane e più soldi ma siamo riusciti a portare a termine il progetto e siamo felici di essere qui in concorso. Raramente in Italia si sono fatti progetti di queste dimensioni e qualità di artigianato. Mainetti sosteneva che le capacità per fare grandi film di azione e effetti speciali nella nostra tradizione ci sono. E ha dimostrato sulla sua pelle che è possibile” ha spiegato Andrea Occhipinti di Lucky Red che produce il film.

Ovviamente il primo riferimento che viene in mente già dal titolo del film è Freak di Tod Browing, vero capolavoro senza tempo, e Mainetti ha ammesso che per lui si tratta di un “maestro di un film meraviglioso che non è stato accolto come doveva, e che ha avuto vita e carriera distrutta da quell’insuccesso. Il titolo però è anche un gioco di parole perché ‘freak out’ in inglese vuol dire impazzire, come succede al nostro Franz. Infine una terza interpretazione del titolo è il fatto che i nostri freak sono nel grembo del circo Mezzapiotta e quando il circo viene bombardato si ritrovano improvvisamente fuori dal loro spazio sicuro, costretti a misurarsi con la loro diversità. Ci siamo rifatti ai grandi sceneggiatori del passato Rodolfo Sonego, Piero De Bernardi per raccontare dei personaggi vigliacchi che riescono in un rapporto reale con gli altri a tirare fuori la parte più bella. La nostra è una Armata Brancaleone, ma i nostri sono ancora più tosti e simpatici”.

Nel cast di Freaks Out ci sono Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini. Il film arriva in sala il 24 ottobre.

Venezia 78: Fabio e Damiano D’Innocenzo presentano America Latina

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Quinto e ultimo film italiano in Concorso a Venezia 78, America Latina è il terzo film dei Fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo. Dopo aver conquistato il Festival di Berlino e il circuito di festival minori con i loro primo due lavori, La terra dell’abbastanza e Favolacce, i due gemelli romani si preparano a conquistare anche il Lido con un film che promette di dividere, almeno stando alle prime reazioni della stampa.

Nella frase che accompagna la locandina del film si legge “È amore“. “Ogni volta che ci approcciamo all’amore parliamo di sentimenti – esordisce Fabio – quali il ricongiungersi con fantasmi e ossessioni, con una grandissima suspence e con l’incertezza sull’avvenire. Quindi col thriller, con tutte le sue variabili impazzite.”

Per Damiano D’Innocenzo, “America Latina non è un thriller” pur avendone degli aspetti, ma “un film misterioso e volutamente ambiguo“. “Se vogliamo usare la parola thriller possiamo usare la definizione thriller psicologico – prosegue – Amiamo i generi perché il genere ha delle regole precise ed è bello conoscerle tutte, approfittarsi di una regola che può far decollare in maniera rapida una storia ma anche aggirarne tante altre. America Latina contiene la voglia di non ripetere quanto abbiamo già fatto, io e mi fratello vogliamo rimanere scomodi. Innanzitutto a noi stessi.”

Foto di Luigi de Pompeis © Cinefilos.it

Il film sembra essere in connessione con Favolacce, il loro film precedente, che al Festival di Berlino ha vinto il riconoscimento alla migliore sceneggiatura, e Fabio D’Innocenzo commenta: “L’abbiamo scritto a Berlino durante la presentazione di Favolacce, anche per scordarci della competizione e se avevamo vinto un premio oppure no, per non pensare a come sarebbe stato recepito. Abbiamo iniziato a pensare al successivo andando, per anticorpi, verso un film meno episodico e frammentario, con un personaggio che vive la storia e ce la fa vivere in modo molto dritto. Noi siamo lui, siamo il suo sguardo, viviamo questo racconto in prima persona. Non è un viaggio al termine della notte ma al termine di un uomo, come ha detto oggi mio fratello Damiano, è una frase bellissima che gli rubo. Non è stata però un fatto scientifico, non ci siamo detti di fare il contrappunto di Favolacce, anche perché noi lavoriamo bene in una condizione di incertezza. Per cui ci siamo detti: ripartiamo da zero, facciamo un nuovo esordio.”

Venezia 78: il red carpet dei Fratelli D’Innocenzo per America Latina

America Latina arriverà in sala a novembre 2021, è scritto e diretto da Fabio D’Innocenzo e Damiano D’Innocenzo e prodotto da The Apartment (Lorenzo Mieli), Vision Distribution, Le Pacte. Nel cast Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini, Massimo Wertmüller.

Venezia 78: Edgar Wright presenta Last Night in Soho

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Venezia 78: Edgar Wright presenta Last Night in Soho

Il regista Edgar Wright e le star Anya Taylor-Joy e Matt Smith hanno presentato a Venezia 78 Fuori Concorso Last Night in Soho, il nuovo film del regista autore della Trilogia del Cornetto.

Il film ambientato a Londra viaggia indietro nel tempo e Wright lo descrive come un omaggio ai “thriller psicologici che adoro tanto” realizzati dai registi britannici come Michael Powell e Alfred Hitchcock con un occhio al grande cinema di genere italiano, e qui ha citato Mario Bava e Dario Argento.

Il regista ha spiegato di voler fare una versione londinese di quel tipo di film, dicendo anche che vive proprio nei luoghi in cui è stato girato L’Occhio che uccide, film del 1960 di Michael Powell. “Si tratta di una prospettiva che è lontana dalla mia visione, proprio perché ci passo ogni giorno (in quei posti).” ha detto Wright.

Edgar Wright presenta Last Night in Soho a Venezia 78

Parlando del suo ruolo (che le è valso la nominato agli Emmy) nella serie drammatica Netflix La Regina degli Scacchi, Anya Taylor-Joy ha detto: “Mi sento molto, molto fortunata ad aver lavorato a questi progetti che mi aiutano, ogni giorno, ad innamorarmi sempre più di questo lavoro. Ed è questo che è importante”. “Sono qui per il lavoro e i successi sono meravigliosi, ma alla fine, quello che facciamo ogni giorno è alzarci per andare al lavoro, ed è quello che amo fare”, ha aggiunto Taylor-Joy. “Quindi mi sento incredibilmente privilegiata di avere la possibilità di continuare a farlo e la possibilità di lavorare con persone così meravigliose e talentuose”.

Matt Smith, che è meglio conosciuto per aver interpretato il Doctor Who, ha fatto crollare la casa quando gli è stato chiesto degli aspetti del viaggio nel tempo di Last Night in Soho. “L’ho fatto già prima”, ha detto Smith impassibile, citando il suo personaggio di maggiore successo che gli ha assicurato l’affetto del pubblico.

Nel film compare anche Diana Rigg, amata attrice britannica che prima di morire, nel 2020, ha completato le sue riprese di Last Night in Soho. Wright ha sfruttato la prestigiosa situazione per rendere omaggio all’attrice: “È difficile districare il film dal lavoro con lei ora perché il pensiero del film è stato piuttosto interessante, un’esperienza molto emotiva da concepire e realizzare, e ora è tutto legato al fatto che Diana non è più con noi. Nei momenti in cui sarò disperatamente triste, non potrò fare un altro brunch pettegolo con Diana Rigg. L’unica cosa che posso conservare è quanto sono stato fortunato a lavorare con lei e a conoscerla”.

“E’ stato complicato ma molto divertente, ed eravamo davvero pronti tutti perché penso che sia Thomasin McKenzie che io amiamo essere sfidate e dover lavorare a qualcosa che richiede una sincronia totale non solo tra noi due, ma anche con la telecamera, dovevamo davvero concentrarci sull’altro individuo”, ha spiegato Taylor-Joy.

Venezia 78: doppia preapertura oggi al lido

Venezia 78: doppia preapertura oggi al lido

Si svolgerà con un eccezionale doppio programma la Preapertura della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che avrà luogo martedì 31 agosto alla Sala Darsena del Palazzo del Cinema (Lido di Venezia).

Al doppio programma della Pre-apertura, con inizio delle due proiezioni alle ore 18. 30 e alle ore 21.00, sarà invitato il pubblico di Venezia attraverso la collaborazione con i quotidiani Il Gazzettino, La Nuova di Venezia e Mestre e il Corriere del Veneto.

Alle ore 18.30 sarà presentato La Biennale di Venezia: il cinema al tempo del Covid, un diario filmato da Andrea Segre, prodotto dalla Biennale di Venezia con Rai Cinema e Istituto Luce Cinecittà, sul “dietro le quinte” dell’edizione 2020 della Mostra del Cinema, svoltasi con le limitazioni imposte dai protocolli di sicurezza dovuti alla pandemia.

Alle ore 21.00 sarà presentato Per grazia ricevuta (1971), scritto, diretto e interpretato da Nino Manfredi, omaggio all’attore e regista per i 100 anni dalla nascita. Il film, presentato in una nuova copia restaurata, è il lungometraggio d’esordio nella regia di Manfredi. Il restauro è stato realizzato nel 2021 dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e da Istituto Luce – Cinecittà a partire dal negativo scena originale 35mm messo a disposizione da RTI – Mediaset in collaborazione con Infinity+. Per la colonna sonora è stato utilizzato un positivo ottico della Cineteca Nazionale. Laboratorio: Istituto Luce-Cinecittà. La proiezione avrà luogo alla presenza di Giovanna e Luca Manfredi, figli di Nino, e delle sue nipoti Margherita e Matilde (figlie di Luca), interpreti della serie Rai Fiction Che Dio ci aiuti.

Per assistere gratuitamente a una o a entrambe le proiezioni in Sala Darsena del doppio programma, il pubblico interessato potrà collegarsi al sistema di prenotazione online dei posti in sala della Biennale sul sito  www.labiennale.org, visualizzando con il proprio smartphone i QR Code pubblicati da venerdì 27 a lunedì 30 agosto su Il Gazzettino, La Nuova di Venezia e Mestre, e da venerdì 27 a domenica 29 agosto sul Corriere del Veneto. Le prenotazioni saranno possibili fino a esaurimento dei posti riservati a ciascuna testata.

Il 31 agosto servizio straordinario ACTV linea 20 da San Marco (San Zaccaria) Il servizio di Linea 20 da San Zaccaria dall’1 settembre viene effettuato a frequenza 15’ dalle ore 6.45 alle ore 1.40, e prolungato con estensione a Lido Casinò di tutte le corse. La 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si terrà al Lido dall’1 all’11 settembre 2021, diretta da Alberto Barbera.

Venezia 78: Denis Villeneuve e il suo cast presentano Dune

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Venezia 78: Denis Villeneuve e il suo cast presentano Dune

Era l’evento mondiale più atteso di questa Venezia 78 e i primi commenti non hanno affatto deluso le aspettative: Dune è il blockbuster che tutti aspettavano e il suo regista, Denis Villeneuve, ha partecipato alla conferenza stampa del film insieme al suo coast, per presentarlo al mondo dopo così tanta attesa.

Il regista, dopo un simpatico siparietto in cui ha confessato di aver dovuto dirigere Timothée Chalamet e anche il suo taglio di capelli, ha ribadito il suo desiderio che il pubblico veda il suo adattamento di Dune sul più grande schermo possibile, portando avanti la sua posizione contro l’uscita in streaming del film su HBO Max, mentre lo studio che produce e distribuisce il film, la Warner Bros, ha confermato che distribuirà il film contemporaneamente nelle sale e in streaming a ottobre.

“Incoraggio le persone a vederlo sul grande schermo”, ha detto Villeneuve, pur senza essere stato imbeccato da nessuna domanda “È stato sognato, progettato e girato pensando in IMAX. Quando guardi questo film sul grande schermo, è quasi un’esperienza fisica. Abbiamo progettato il film per essere il più coinvolgente possibile e per me il grande schermo fa parte del linguaggio”.

Dune, la conferenza stampa di Venezia 78

Al protagonista Chalamet è stato invece chiesto se la sua performance è stata modellata su quella di Kyle MacLachlan, che aveva interpretato il suo stesso ruolo nel Dune di David Lynch. “Ho un enorme rispetto per la performance di Kyle e adoro quella versione”, ha detto Chalamet. “L’ho visto due mesi prima di iniziare le riprese. Ma quando Denis ti chiede di fare un film e di fare la sua versione di un film, dimentichi tutto e ti rendi umile come il materiale originale ti chiede di essere.”

Sia Villeneuve che Javier Bardem hanno parlato dei temi ambientali del libro, con Bardem che ha notato che Frank Herbert era “in anticipo sui tempi” quando ha affrontato la nozione di un pianeta invivibile nel 1965. “Sta accadendo mentre parliamo, il che è piuttosto spaventoso. Spetta ai governi e alle grandi aziende trovare la soluzione per fare un grande passo avanti e cambiare idea su come ci comportiamo in questo mondo”. Bardem è un noto attivista e sembra che questo aspetto del film lo abbia legato “sentimentalmente e spiritualmente” al progetto.

Chalamet ha definito “l’onore di una vita” l’interpretare Paul Atreides ed è stato un sentimento espresso anche dalla co-protagonista Zendaya. “Ero estremamente intimidita perché nel cast ci sono così tante persone qui che ammiro”, ha detto dei suoi colleghi, trai quali anche Josh Brolin, Oscar Isaac e Rebecca Ferguson. “Denis è un regista straordinario, quindi entrando in scena mi sono detta ‘Non ho molto tempo e ci sono così tante persone a cui devo essere in grado di stare accanto’. Sono stata lì solo per pochi giorni, ma sentivo di essere diventata molto rapidamente parte di una famiglia”.

Dopo innumerevoli posticipi dovuti alla pandemia e alla conseguente chiusura delle sale, Dune arriverà nelle sale italiane a partire dal 16 settembre 2021

Venezia 78: Bong Joon-Ho presidente di Giuria

Venezia 78: Bong Joon-Ho presidente di Giuria

Il regista di Parasite, Bong Joon-Ho, presiederà la giuria del concorso ufficiale della 78esima Mostra del Cinema di Venezia a settembre, stabilendo il record di essere il primo regista sudcoreano ad essere scelto come presidente di giuria al Lido.

Bong, che non ha un precedente rapporto con il Festival di Venezia, ha fatto la storia nel 2020 quando il suo film, Parasite, è diventato il primo film in lingua straniera a vincere l’Oscar per il miglior film (più altri tre) nei quasi 100 anni di storia degli Academy Awards, dopo aver vinto la Palma d’Oro a Cannes nel 2019.

“La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia porta con sé una storia lunga e variegata, e sono onorato di essere intrecciato alla sua bellissima tradizione cinematografica – ha detto il regista in una dichiarazione – In qualità di presidente della giuria – e soprattutto come cinefilo – sono pronto ad ammirare e applaudire tutti i grandi film selezionati dal festival. Sono pieno di speranza ed eccitazione.”

Il direttore artistico di Venezia, Alberto Barbera, nella dichiarazione ha osservato che “la prima notizia positiva riguardo alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia è che Bong Joon-Ho ha accettato con entusiasmo di presiedere la giuria” e ha definito Bong “una delle voci più autentiche e originali nel cinema mondiale”.

Noto per aver intrecciato questioni sociali con drammi personali, Bong è stato un’icona del cinema coreano sin dall’affascinante ma inquietante Memories of Murder nel 2003. The Host nel 2006 è stato uno dei primi film della Corea del Sud a raggiungere $ 10 milioni di vendite di biglietti, mostrando la sua storia di mettere il paese sulla mappa come una potenza creativa.

La sua parabola di fantascienza Snowpiercer, con Chris Evans, John Hurt, Tilda Swinton, Ed Harris e Octavia Spencer, ha segnato il grande successo internazionale di Bong, seguito da Okja nel 2017. Bong è stato anche nominato tra le 100 persone più influenti del 2020.

Nel 2020, il Festival di Venezia ha realizzato la straordinaria impresa di essere l’unico festival internazionale di alto livello a tenere un’edizione fisica, anche se più piccola del solito, nonostante la pandemia. La 77a edizione dell’evento tenutasi a settembre, prima che la seconda ondata di COVID-19 colpisse, ha visto l’acclamato road movie di Chloé Zhao Nomadland, con Frances McDormand, vincere il Leone d’Oro.

La 78a edizione di Venezia si svolgerà dall’1 all’11 settembre 2021.

Fonte: Variety

Venezia 78: Benedict Cumberbatch presenta Il potere del cane in concorso

Secondo giorno di Venezia 78, arriva in concorso Jane Campion con il suo nuovo film Originale Netflix Il potere del cane dal romanzo “The Power of the Dog” di Thomas Savage con protagonisti Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst, Jesse Plemons, Kodi Smit-McPhee. Il film è prodotto See-Saw Films (Emile Sherman, Iain Canning), Bad Girl Creek, Brightstar, BBC FIlm, Max Films, Cross City Films.

La trama di Il potere del cane

Il carismatico allevatore Phil Burbank incute paura e rispetto. Quando il fratello porta la nuova moglie e il figlio di lei a vivere al ranch di famiglia, Phil li tormenta finché non si ritrova vulnerabile alla possibilità di innamorarsi.

Venezia 78: Ben Affleck, Matt Damon e Jodie Comer presentano The Last Duel

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Ben Affleck ha dichiarato di sperare che il suo ultimo film, The Last Duel, presentato Fuori Concorso a Venezia 78, generi “molta catarsi ed empatia” tra il pubblico dell’epopea storica diretta da Ridley Scott, che sarà il film protagonista della penultima serata della Mostra.

Affleck ha detto che la storia è “quella che speravo avrebbe sviluppato nello spettatore un senso di compassione e l’idea che potremmo guardarci l’un l’altro in un modo diverso, e con più empatia, e con il senso di chiedersi se la nostra prospettiva personale possa non prendere in considerazione completamente la realtà, la storia, la cultura e l’educazione dell’altro”.

Basato su eventi reali, The Last Duel è una storia di tradimento e vendetta ambientata nella brutale Francia del XIV secolo. La storia è incentrata su Marguerite de Carrouges (Jodie Comer), la moglie di Jean de Carrouges (Matt Damon), che accusa Jacques Le Gris (Adam Driver) di averla aggredita sessualmente. Il destino di tutti e tre deve essere deciso in un duello all’ultimo sangue.

La sceneggiatura, scritta da Nicole Holofcener, Affleck e Damon, ha una struttura in tre parti, con le prime due raccontate dal punto di vista degli uomini e la terza raccontata dal punto di vista di Marguerite. Comer ha detto che quando ha preso la parte al progetto aveva voluto “assicurarsi che questa donna fosse completamente incarnata e che avesse questa esperienza, ma non ne fosse definita”. Ha aggiunto che, nonostante le diverse prospettive ritratte, “alla fine del film c’è solo una verità”.

Ben Affleck, Matt Damon e Jodie Comer presentano The Last Duel a Venezia 78

Alla domanda se il movimento #MeToo avesse influenzato la sua performance, Comer ha detto: “Penso che per me, accettando questo ruolo, il senso del dovere di diligenza sia sempre stato molto presente – penso che ci saranno così tante donne che guardando questo film entreranno in relazione con la storia”.

Holofcener, che ha lavorato principalmente per fornire la prospettiva di Marguerite nel film, ha aggiunto: “Certo, eravamo tutti consapevoli del movimento #MeToo e di come questa esperienza – quello che ha attraversato – stia ancora andando avanti, ma non scrivo davvero in quel modo. Volevo che la storia si raccontasse in tutta la sua rilevanza, perché penso che la gente la capirà, senza bisogno di scriverlo. Ho lavorato su di lei come essere umano e su quello che ha passato. E abbiamo fatto molta attenzione per assicurarci che la sua storia fosse la vera storia”.

Matt Damon, che pure scrive, produce e recita nel film, ha spiegato che per lui “era importante e interessante raccontare una storia che non fosse solo un atto d’accusa contro una persona cattiva, ma che indicasse l’antecedente culturale che l’Europa e i paesi colonizzati dai paesi europei condividono, ovvero il fatto di non vedere le donne per molti, molti secoli come esseri umani, e di fatto ancora adesso rimangono molti aspetti residui di quella prospettiva nella nostra società”.

The Last Duel: il trailer italiano del film di Ridley Scott

Diretto da Ridley Scott, The Last Duel è un’appassionante storia di tradimento e vendetta che racconta la brutalità e l’oppressione femminile nella Francia del XIV secolo e uscirà in Italia il 14 ottobre. Targato 20th Century Studios, il film storico vede protagonisti il vincitore dell’Oscar Matt Damon e il due volte candidato all’Academy Award Adam Driver nei panni di due uomini, entrambi nobili di nascita, che devono affrontarsi in un duello all’ultimo sangue per risolvere i propri rancori. The Last Duel vede nel cast anche la vincitrice dell’Emmy Jodie Comer e il vincitore di due Premi Oscar Ben Affleck.

Venezia 78: Becoming Led Zeppelin di Bernard MacMahon entra nel Fuori Concorso

Becoming Led Zeppelin, diretto da Bernard MacMahon (American Epic) e co-sceneggiato e prodotto da Allison McGourty, con Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham e Robert Plant, entra a far parte della sezione Fuori Concorso della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera (1 > 11 settembre 2021).

Becoming Led Zeppelin nel fuori concorso di Venezia 78 – il programma

Becoming Led Zeppelin è un documentario che svela il percorso individuale dei quattro componenti della celebre band attraverso la scena musicale degli anni ’60: dagli inizi, quando suonavano le hit dell’epoca in piccoli club inglesi, fino al loro incontro nell’estate del 1968, per un’esibizione che cambierà per sempre le loro vite. Le storie dei quattro musicisti diventano presto una sola, perché i Led Zeppelin si avviano a conquistare gli Stati Uniti in una corsa inarrestabile che ha il suo apice nel 1970, quando diventano la più grande rock band del mondo. Prima di Stairway to Haeven e della chitarra Dragon, prima del successo planetario, c’erano semplicemente quattro uomini e il loro amore per la musica.

Il regista Bernard MacMahon dichiara: “Con Becoming Led Zeppelin il mio obiettivo era quello di realizzare un documentario che sembrasse un musical. Ho voluto intrecciare le quattro storie dei componenti della band, prima e dopo la fondazione del gruppo, con ampie parti nelle quali la storia dei Led Zeppelin è raccontata solo attraverso l’uso della musica e delle immagini, in modo da contestualizzare il loro sound nei luoghi dove è stata creato e nelle situazioni che l’hanno ispirato. Ho utilizzato solo pellicole e negativi originali, con oltre 70.000 fotogrammi di repertorio restaurati manualmente, nonché sequenze di fantasia ispirate a Singin’ In The Rain, dove momenti inediti di esibizioni dal vivo si sovrappongono a immagini di manifesti, biglietti e viaggi, volendo ricreare quel senso di frenesia che ha segnato quella fase della loro carriera.”