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Venezia 76: ecco le giurie internazionali

Nella Giuria internazionale del Concorso di Venezia 76, la regista canadese Mary Harron, già invitata nella Giuria Orizzonti, subentra alla regista australiana Jennifer Kent, impossibilitata a venire a Venezia. Nella Giuria di Orizzonti, subentra a Mary Harron il regista uruguayano Álvaro Brechner. Questa la composizione definitiva delle Giurie della 76. Mostra:

Venezia 76

  • Lucrecia MartelPresidente (Argentina), regista
  • Piers Handling (Canada), storico e critico
  • Mary Harron (Canada), regista
  • Stacy Martin (UK), attrice
  • Rodrigo Prieto (Messico), direttore della fotografia
  • Tsukamoto Shinya (Giappone), regista
  • Paolo Virzì (Italia), regista

Orizzonti

  • Susanna NicchiarelliPresidente (Italia), regista
  • Mark Adams (UK), direttore artistico
  • Rachid Bouchareb (Francia), regista
  • Álvaro Brechner (Uruguay), regista
  • Eva Sangiorgi (Italia), direttore artistico

Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”

  • Emir KusturicaPresidente (Serbia), regista
  • Antonietta De Lillo (Italia), regista
  • Terence Nance (Usa), regista
  • Hend Sabry (Tunisia), attrice
  • Michael J. Werner (Hong Kong – Usa), produttore

Venice Virtual Reality

  • Laurie AndersonPresidente (USA), compositrice, artista, regista
  • Francesco Carrozzini (Italia), fotografo
  • Alysha Naples (Italia), designer

Venezia Classici

Costanza Quatriglio (Italia), regista

Venezia 76: è il giorno del Joker di Joaquin Phoenix

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Venezia 76: è il giorno del Joker di Joaquin Phoenix

Dopo tanta attesa, aspettative, congetture e domande, è arrivato a Venezia 76 il giorno di Joker. Una storia di origine, un dramma metropolitano, l’ascesa di uno dei più grandi cattivi della cultura pop e del fumetto, si sono sprecate le definizioni intorno a questo progetto, nato nella tempesta degli studi della Warner Bros, e adesso Todd Phillips e il suo protagonista, Joaquin Phoenix, hanno la possibilità di mostrarlo al mondo.

Ma non è solo la giornata di Joker, perché oggi, il Concorso ufficiale prevede anche la presentazione di Ema, di Pablo Larrian, il regista cileno che aveva presentato al Lido, appena due anni fa, Jackie.

Il Fuori Concorso prevede invece la presentazione di Adults in the room, il nuovo film di Costa-Gavras, al quale verrà assegnato il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker.

Venezia 76: due nuovi titoli nella sezione Sconfini

Due nuovi titoli in prima mondiale, American Skin del regista, attore, sceneggiatore e produttore statunitense Nate Parker (The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo) e Beyond the Beach: The Hell and the Hope, documentario sul lavoro di Emergency, debutto nella regia del produttore inglese Graeme A. Scott e del direttore della fotografia americano Buddy Squires, completano nella sezione Sconfini il programma della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

La proiezione di American Skin sarà accompagnata dalla presenza di Spike Lee, che presenterà il film insieme al regista Nate Parker, e dialogherà con lui al termine della proiezione.

Inoltre, completa la Giuria del premio Venezia Opera Prima – Luigi De Laurentiis il regista statunitense Terence Nance, i cui film (An Oversimplification of Her Beauty, Swimming in Your Skin Again, Univitillen) sono stati presentati al Sundance Film Festival e al New York Film Festival. La Giuria è composta anche dal regista Emir Kusturica (Serbia, presidente), dalla regista Antonietta De Lillo (Italia), dall’attrice Hend Sabry (Tunisia) e dal produttore Michael J. Werner (USA).

La 76. Mostra di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta, si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2019.

American Skin di Nate Parker (Sconfini)

E’ il secondo atteso lungometraggio del regista, attore, sceneggiatore e produttore statunitense Nate Parker, che nel 2016 ha debuttato con grande successo nella regia con The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo, presentato al Sundance Film Festival, dove ha vinto il Premio del pubblico e il Gran premio della giuria. In American Skin, Lincoln Jefferson (interpretato dallo stesso Nate Parker) è un veterano della Marina – ora bidello in una prestigiosa scuola media in California – che cerca di recuperare il rapporto con il figlio dopo il divorzio. Un giorno, in seguito a un banale controllo della polizia, il ragazzo viene ucciso ma l’agente colpevole di avergli sparato viene dichiarato innocente senza essere processato. Deluso dal fatto di non aver avuto un procedimento equo, Lincoln prenderà in ostaggio l’intera stazione di polizia, mettendo su lui stesso un vero e proprio processo dove la giuria sono i detenuti e la gente comune, sostituendosi di fatto allo Stato per dare finalmente giustizia al figlio.

Beyond the Beach: The Hell and the Hope di Graeme A. Scott (Sconfini)

E’ il debutto nella regia del produttore inglese Graeme A. Scott, che qui ha lavorato accanto al direttore della fotografia nominato all’Oscar e plurinominato all’Emmy Buddy Squires. Il documentario Beyond the Beach: The Hell and the Hope ha seguito medici, infermieri e volontari che hanno abbandonato le loro vite quotidiane per lavorare in tutto il mondo in luoghi devastati dalla guerra, nell’organizzazione non-profit italiana Emergency. Nel documentario vediamo le loro risate, lacrime e frustrazioni, mentre lavorano in un’atmosfera spesso insostenibile. Le persone di Emergency spiegano che non ce la facevano a rimanere a casa a far nulla per questa situazione, quando sapevano che potevano partire e “fare qualcosa”. Creata nel 1994 da Gino Strada per soccorrere le vittime di guerra, Emergency ha aiutato a salvare oltre nove milioni di vite in tutto il mondo, dalle prime linee alle lontane sponde dove civili innocenti e sfollati cercano rifugio, dal fronte di guerra di Kabul all’impegno sulle barche MOAS sulla costa Libica

Venezia 76: Destino di Bonifacio Angius chiude la Settimana della critica

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Sarà presentato in anteprima a Venezia 76, come evento speciale di chiusura della Settimana della critica, il cortometraggio Destino di Bonifacio Angius. È il suo ultimo lavoro, dopo il successo in sala del film Ovunque proteggimi, uscito quest’inverno e presentato al Festival di Torino, e ancor prima di Perfidia, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno 2014. Bonifacio è attualmente al lavoro su un nuovo lungometraggio.

La selezione della settimana della critica, che propone sette cortometraggi in concorso di autori italiani non ancora approdati al lungometraggio e due eventi speciali fuori concorso, è curata dal Delegato Generale Giona A. Nazzaro con i membri della commissione di selezione Paola Casella, Simone Emiliani, Beatrice Fiorentino e Massimo Tria.

Bonifacio Angius, reduce dal recente successo del suo secondo lungometraggio Ovunque proteggimi, approda a Venezia con la sua ultima creazione -ognuno ha il suo Destino– di cui ha curato regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio e produzione, e in cui ricopre anche il ruolo di attore protagonista, come un vero artigiano, nel solco della migliore tradizione del cinema italiano. Al suo fianco Marta Pintus, Andrea Carboni, Teresa Soro e Orlando Angius.

“Dopo molti anni ho voluto riprovare l’esperienza di fare cinema con lo spirito di quando avevo vent’anni”, dichiara il regista sassarese, “In questo film è stato fondamentale l’apporto collaborativo dei miei studenti ed ex studenti del corso cinematografia che tengo ormai da tre anni presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari Mario Sironi”.

La storia di Destino si sviluppa in una giornata ordinaria di un uomo senza qualità che nel succedersi degli eventi si misura con il senso di vuoto, la forza della superstizione, i sentimenti dell’angoscia e della paura in una dimensione dall’intensità quasi ancestrale, in cui troverà le conferme che stava cercando da tempo.

Il cortometraggio, realizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, è prodotto da IL MONELLO FILM, coprodotto da Sayonara Film e ha come distributore nazionale ed internazionale Elefant Film.

Bonifacio Angius, nato a Sassari il 12 giugno 1982, è regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e produttore (dal 2013 è amministratore della società di produzione cinematografica Il Monello Film).

Filmografia essenziale: Ultimo giorno d’estate (2005, corto), In Sa ‘Ia (2006, corto), SaGràscia (2011), Perfidia (2014), Domenica (2016, corto), Ovunque proteggimi, 2018), Destino (2019, corto).

 

Venezia 76: David Cronenberg presenta Crash, per Venezia Classici

David Cronenberg è stato il protagonista di un tappeto rosso pomeridiano a Venezia 76, dove è arrivato per presentare la versione restaurata di Crash, uno dei suoi film più famosi. Ecco le foto dell’arrivo del regista:

Il film è uno studio dell’erotismo e della tecnologia: esplora la passione sessuale provocata da incidenti automobilistici traumatici. Il dirigente pubblicitario James Ballard e sua moglie Catherine conducono vite sessuali complesse e superficiali. Dopo un incidente quasi mortale con la dottoressa Helen Remington, Ballard è attratto dall’esplorazione delle connessioni tra pericolo, sesso e morte. Mano a mano che il loro coinvolgimento con lo scienziato-fotografo Vaughan e la vittima di un incidente, Gabrielle, si fa più profondo, Ballard e Catherine trovano modi nuovi e inquietanti di esprimere il loro amore.

COMMENTO DEL REGISTA

Crash è una storia d’amore futuristica ambientata nel presente. Tratta del tentativo di due individui, che si ritrovano a essere molto distaccati eppure in qualche modo innamorati, di riallacciare un legame tramite gli incidenti automobilistici, e di cercare altre persone che hanno avuto incidenti d’auto e provano lo stesso tipo di legame tra di loro. Gli incidenti automobilistici sono una metafora dello scontro tra la tecnologia del presente e la psiche umana. Si tratta di un film pericoloso sotto molti aspetti. Tutte le persone coinvolte nel film erano allo stesso tempo impaurite ed eccitate dalla sfida di esplorare l’attrazione che la società e noi stessi proviamo per la tecnologia e la sessualità. Nel film la sessualità, per quanto sia strano, è tutta consensuale. I personaggi tentano attivamente di creare una nuova forma di sensualità, sessualità ed erotismo.

Venezia 76: Chiara Ferragni è l’ospite più social del Lido

Venezia 76: Chiara Ferragni è l’ospite più social del Lido

Anche chi non si occupa di cinema, oggi ha gli occhi puntati sulla Mostra Internazionale del cinema di Venezia, dove viene presentato il documentario di Elisa Amoruso, Chiara Ferragni – Unposted sulla vita, l’ascesa e la carriera dell’influencer italiana più famosa nel mondo.

Arrivata al Lido già ieri, in compagnia del marito, il cantante Fedez, Chiara ha partecipato al photocall, con la regista, mentre stasera i fan accorsi da ogni angolo d’Italia la aspettano sul tappeto rosso.

Ecco le foto di Luigi De Pompeis:

Venezia 76: centinaia di attivisti occupano il red carpet

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Venezia 76: centinaia di attivisti occupano il red carpet

Nella mattinata di sabato, 7 settembre, circa 400 attivisti hanno sfondato le barriere di sicurezza di fronte all’Hotel Excelsior, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, edizione 2019.

La protesta è stata organizzata dai rappresentanti del movimento “No Grandi Navi”, a giudicare dall’abbigliamento di carta che la maggior parte dei manifestanti indossavano. Tra gli slogan usati, sia in italiano che in inglese, si contano tutti manifesti ambientalisti: “Il pianeta sta bruciando”, “Giustizia climatica adesso”, “Trivelle zero”, “Dalla terra dei fuochi ai cambiamenti climatici”, “Stop biocidio”, “Respect existence or aspect resistence”, “Siamo la natura che si difende”, “Immigrati – con denaro turisti, senza denaro illegali”.

La manifestazione si è svolta in modo pacifico, con continui cori che chiedono che le grandi navi non facciano più incursione nella laguna. Il presidio di forze di sicurezza e dell’ordine, già normalmente massiccio al Lido in occasione della Mostra, è stato intensificato.

Dallo sfondamento delle barriere in prossimità dell’Excelsior, i manifestanti sono arrivati di corsa fino al red carpet, dove questa sera si svolgerà, salvo controindicazioni e imprevisti, la cerimonia di chiusura della Mostra con la sfilata dei vincitori di Venezia 76.

Venezia 76: Catherine Deneuve e Juliette Binoche le prime dive della Mostra

Catherine Deneuve e Juliette Binoche sono le prime dive a sbarcare a Venezia 76. Le due attrici francesi sono le protagonista di Le verità, il film di Hirokazu Kore-eda che apre il concorso 2019.

Eccole al photocall:

Venezia 76: Brad Pitt, Scarlett Johanson, Adam Driver, Live Tyler e Laura Dern sul red carpet

La seconda serata di Venezia 76 ha riservato a pubblico e fotografi una grande sfilata di star. Le prime in Sala Grande sono state dedicate a Ad Astra, con Brad Pitt e James Gray, e Marriage Story, con Scarlett Johansson e Adam Driver, accompagnati dal regista Noah Baumbach.

Ecco le foto dal red carpet:

Foto di Luigi De Pompeis

Venezia 76: assegnato a Terry Gilliam il Green Drop Award

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Venezia 76: assegnato a Terry Gilliam il Green Drop Award

Consegnato il Green Drop Award edizione speciale alla carriera al visionario regista Terry Gilliam “per il suo cinema e le sue opere distopiche che da sempre ci mettono in guardia sui rischi della cattiva scienza, dei corrotti e della banalità”.

Alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia 2019 consegnato da Green Cross Italia il Green Drop Award edizione speciale alla carriera al visionario regista Terry Gilliam “per il suo cinema e le sue opere distopiche che da sempre ci mettono in guardia sui rischi della cattiva scienza, dei corrotti e della banalità”.

Insieme alla scienza che sta studiando gli strumenti e le soluzioni per arginare gli effetti dei cambiamenti climatici, anche la settima arte attraverso il linguaggio cinematografico  offre un proprio piano d’attacco. Le metafore e le allegorie di cui è composto il cinema del regista Terry Gilliam, mostrano mondi distopici e catastrofici di fronte ad una attualità che sta quasi superando il suo immaginario.

Nel corso della cerimonia di premiazione, Terry Gilliam ha spiegato il suo “pessimismo” evidenziando come la natura oggi si sta ribellando verso un’umanità che vive ben al di sopra delle proprie possibilità.

Alla domanda “che fare?” per reagire al pessimismo Gilliam ha invitato i giovani a marciare il prossimo 20 settembre, in prossimità della Conferenza mondiale sul clima di New York, con i ragazzi di Fridays For The Future e in particolare con Greta Thunberg.

Venezia 76: arriva oggi ZeroZeroZero, serie di Stefano Sollima

Venezia 76: arriva oggi ZeroZeroZero, serie di Stefano Sollima

Arriva oggi al Lido, per il Fuori Concorso di Venezia 76, ZeroZeroZero, la nuova serie di Stefano Sollima, che presenterà al pubblico i primi due episodi.

La serie segue il viaggio di un carico di cocaina, dal momento in cui un potente clan della ‘Ndrangheta decide di acquistarlo fino a quando viene consegnato e pagato. Attraverso le storie dei suoi personaggi, ZeroZeroZero getta luce sui meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte di quella legale e su come entrambe siano collegate a una spietata logica di potere e controllo che influenza le vite e le relazioni delle persone: i cartelli messicani che gestiscono la produzione di droga, le organizzazioni criminali italiane che ne amministrano la distribuzione in tutto il mondo e le compagnie americane che, al di sopra di ogni sospetto, controllano la quantità apparentemente infinita di denaro coinvolta in questo giro di affari. Un’epica lotta per il potere si scatena coinvolgendo tutti i livelli di questa gigantesca piramide criminale, dallo spacciatore all’angolo della strada fino al più potente boss della malavita organizzata internazionale: i loro introiti e le loro stesse vite sono in pericolo.

COMMENTO DEL REGISTA

Il mercato, la produzione, i consumi, i modi di vivere e i modi di pensare, tutto è connesso in un mondo globale dove un flusso continuo di scambi commerciali porta ogni giorno milioni di merci a milioni di persone. ZeroZeroZero racconta i percorsi di una sola di queste merci, forse la più universalmente diffusa, la più trasversalmente consumata, sicuramente la più redditizia. Seguiremo una nave porta container e il suo carico dal suo punto di partenza in Messico fino alla sua destinazione in Italia, raccontando come il traffico di questa ‘merce’ piuttosto speciale influenzi il mercato, l’economia mondiale e anche la nostra vita. Questa merce è la cocaina, il suo viaggio il nostro viaggio.

Venezia 76: annunciato il programma della 34° Settimana Internazionale della Critica

È stato presentato il programma della 34° Settimana Internazionale della Critica di Venezia, che si svolgerà dal 27 agosto al 7 settembre 2019 nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

I titoli selezionati dalla commissione (presieduta dal Delegato Generale della SIC Giona Nazzaro e composta da Paola Casella, Simone Emiliani, Beatrice Fiorentino e Roberto Manassero) sono i seguenti: Jeedar El Sot / All This Victory, thriller storico/politico ambientato in Libano, con risvolti visionari; Partenonas / Parthenon, primo film di fiction del documentarista lituano Mantas Kvedaravičius; El Principe / The Prince diretto da Sebastian Muñoz, melodramma ambientato in un carcere, nel Cile di Salvador Allende, con protagonista Alfredo Castro, frequente collaboratore di Pablo Larraín (che potrebbe invece presentarsi nel concorso di Venezia 76); Psykosia / Psychosia di Marie Grahtø, un progetto particolarmente interessante, descritto come una via di mezzo tra Dario Argento e Lars von Trier, un elogio della follia; Rare Beasts, esordio alla regia di Billie Piper (Penny DreadfulDoctor Who), una commedia acida e graffiante; Sayidat Al Bahr / Scales di Shahad Ameen, fiaba dai toni feroci per una giovane regista saudita; l’italiano Tony Driver di Ascanio Petrini, del quale si dice: “commedia all’italiana decostruita, amara e impossibile, fuori norma, per parafrasare Adriano Aprà, impossibile da classificare e sull’assurda inutilità delle frontiere”.

Oltre al concorso, sono stati presentati anche gli eventi speciali, con Bombay Rose di Gitanjali Rao, che sarà il film di apertura, un prodotto di animazione artigianale da segnare immediatamente nel programma personale del festival. A chiudere invece c’è Sanctorum di Joshua Gil, che declina il linguaggio di Narcos in chiave metafisica.

La selezione si presenta ricca non solo per provenienza delle opere stesse, ma anche per quello che riguarda i temi e i generi, così come sottolinea Giona Nazzaro: “I film scelti sono opere libere. Lavori capaci di mettere in discussione lo stato delle cose. Vengono da luoghi specifici, per andare incontro al mondo: India, Iraq, Libano, Lituania, Messico, Cile, Regno Unito, Danimarca, Italia. Non sono prodotti audiovisivi interscambiabili con infiniti altri. Una selezione di film che s’affaccia volentieri sul fantastico, ibridandosi con il thriller, il fantasy e l’animazione.”

Ecco il programma completo:

CONCORSO

JEEDAR EL SOT | ALL THIS VICTORY
di Ahmad Ghossein
Libano, Francia, Qatar
PARTENONAS | PARTHENON
di Mantas Kvedaravičius
Lituania, Ucraina, Francia
EL PRINCIPE | THE PRINCE
di Sebastian Muñoz
Cile, Argentina, Belgio
PSYKOSIA | PSYCHOSIA
di Marie Grahtø
Danimarca, Finlandia
RARE BEASTS
di Billie Piper
Regno Unito
SAYIDAT AL BAHR | SCALES
di Shahad Ameen
Emirati Arabi Uniti, Iraq, Arabia Saudita
TONY DRIVER
di Ascanio Petrini
Italia, Messico

EVENTI SPECIALI
Film d’apertura
BOMBAY ROSE
di Gitanjali Rao
Regno Unito, India, Francia
Film di chiusura
SANCTORUM di Joshua Gil Messico, Qatar, Repubblica Dominicana

LA SELEZIONE SIC@SIC 2019

CONCORSO
AMATEUR di Simone Bozzelli
FERINE di Andrea Corsini
FOSCA di Maria Chiara Venturini
MONOLOGUE di Lorenzo Landi, Michelangelo Mellony
IL NOSTRO TEMPO di Veronica Spedicati
LOS OCEANOS SON LOS VERDADEROS CONTINENTES di Tommaso Santambrogio
VERONICA NON SA FUMARE di Chiara Marotta
*
EVENTI SPECIALI
Cortometraggio d’apertura
PASSATEMPO
di Gianni Amelio
Cortometraggio di chiusura
DESTINO
di Bonifacio Angius

Di seguito, invece, il bellissimo manifesto:

Settimana Internazionale della CriticaChristelle Halal, autrice della magnifica illustrazione, ha dichiarato: “La Settimana della Critica di Venezia è sempre stata una sezione che mette in luce i registi del futuro con un’enfasi sulla diversità. Volevo trasmettere con questa immagine quella sensazione di creazione senza vincoli di etichette, genere o nazionalità. Questi corpi galleggianti si dirigono verso una luce splendente, abbracciando un futuro più luminoso in cui tutte le barriere sono crollate”.

Venezia 76: American Skin vince il FILMING ITALY AWARD nella sezione Sconfini

La giuria di qualità composta da Tiziana Rocca, direttore artistico del Filming Italy Award, Franco Montini, presidente Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), Luciano Sovena, presidente di Roma Lazio Film Commission e Vito Sinopoli, editore della rivista Best Movie, ha deciso di assegnare il Filming Italy Award – inserito da quest’anno tra i premi collaterali ufficiali della Mostra – come Miglior Film della sezione SCONFINI ad American Skin di Nate Parker.

Il Filming Italy Award, ideato da Tiziana Rocca, è un premio nato con l’intento di promuovere il Cinema italiano e internazionale in Italia e all’estero mettendo in contatto le diverse culture.

Il premio verrà consegnato oggi alle ore 16.00 presso l’Italian Pavillon dell’Hotel Excelsior al regista e protagonista del film Nate Parker e al produttore Tarak Ben Ammar, alla presenza di Alberto Barbera, direttore del Festival di Venezia.

Questa la motivazione: “Affrontando il tema del razzismo, molto presente nel cinema contemporaneo, Nate Parker parte da elementi di cronaca per costruire una storia drammaticamente romanzesca e sceglie un punto di vista volutamente provocatorio con l’intento di suscitare il confronto fra gli spettatori, in linea a quanto accade ai protagonisti sullo schermo. Ma l’impianto ideologico non penalizza la spettacolarità del risultato, sempre teso e vibrante”.

American Skin, presentato in anteprima mondiale nei scorsi giorni a Venezia da Spike Lee insieme allo scrittore, regista e interprete Nate Parker, ha conquistato la critica e ricevuto una standing ovation di 11 minuti alla fine della proiezione per il pubblico. Il film, interamente ambientato e girato a Los Angeles, è prodotto da Mark Burg, Lukas Behnken e Tarak Ben Ammar con Eagle Pictures che in questo modo diventa la prima società italiana a produrre un film interamente americano su un tema del genere.

Venezia 76: Alessandra Mastronardi, madrina 2019

Venezia 76: Alessandra Mastronardi, madrina 2019

La pre-apertura della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 76 si è aperta con il photocall più tradizionale della storia del festival. La madrina, quest’anno Alessandra Mastronardi, che raccoglie il testimone di Michele Riondino, ha posato con leggerezza e grazie sulla spiaggia dell’Hotel Excelsior.

Ecco gli scatti di Luigi de Pompeis e Aurora Leone:

Venezia 76 si svolge al Lido dal 28 agosto al 7 settembre.

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Venezia 76: al Lido, Tiago Guedes e Robert Guédiguian in concorso

Il concorso di Venezia 76 propone, nella giornata di giovedì 5 settembre, A Herdade, di Tiago Guedes, dal Portogallo, e Gloria Mundi, una saga familiare diretta da Robert Guédiguian.

A HERDADE (LA TENUTA)

Il film racconta la storia di una famiglia portoghese che possiede una delle più grandi proprietà fondiarie d’Europa sulla riva meridionale del fiume Tago. A herdade scava nei segreti della loro proprietà, rappresentando le vicende storiche, politiche, economiche e sociali del Portogallo a partire dagli anni Quaranta, passando per la Rivoluzione dei garofani fino ad arrivare ai nostri giorni.

COMMENTO DEL REGISTA

La ‘herdade’, che ha origine dal latino ‘hereditas’, è in questo film un regno dominato da un uomo carismatico e progressista, in un Paese sottoposto a una dittatura fascista. Il luogo funge da metafora di tutto ciò che accade al nostro straordinario protagonista. Sia la proprietà che l’uomo, entrambi inizialmente grandiosi, con il passare del tempo sono inevitabilmente destinati a scontrarsi con i venti del cambiamento, a rivelare le imperfezioni, le zone grigie, e a crollare. Lungo tutto il corso della vita, le scelte che facciamo ci definiscono, ma portiamo con noi qualcosa che non riusciamo a percepire né a controllare. Qualcosa che è nato con noi, che abbiamo ereditato. Questo film ci racconta delle inevitabili connessioni che ci definiscono e ci condizionano.

GLORIA MUNDI

A Marsiglia una famiglia si riunisce per la nascita della piccola Gloria. Nonostante la gioia, per i giovani genitori sono tempi duri. Mentre lottano per uscire dalla difficile situazione, si ricongiungono con il nonno di Gloria, un ex carcerato.

COMMENTO DEL REGISTA

Parafrasando Marx: ovunque regni, il neocapitalismo ha schiacciato relazioni fraterne, amichevoli e solidali, e non ha lasciato altro legame tra le persone, se non il freddo interesse e il denaro, annegando tutti i nostri sogni nelle gelide acque del calcolo egoistico. Ecco cosa vuole dimostrare questo crudele racconto sociale attraverso la storia di una famiglia ricostituita, fragile come un castello di carte. Ho sempre pensato che il cinema dovrebbe commuoverci, a volte donandoci un esempio del mondo come potrebbe essere, altre volte mostrandoci il mondo così com’è. In breve, abbiamo bisogno sia di commedie sia di tragedie per continuare a mettere in discussione il nostro stile di vita. E dobbiamo continuare a interrogarci più che mai in questi tempi difficili, per non soccombere all’illusione che ci sia qualcosa di naturale nelle società in cui viviamo.

Venezia 76: al lido oggi Chiara Ferragni – Unposted

Venezia 76: al lido oggi Chiara Ferragni – Unposted

E’ oggi il “grande” giorni di Chiara Ferragni – Unposted, il documentario diretto da Elisa Amoruso e basato sulla vita della fashion blogger più famosa al mondo Chiara Ferragni. Il film è prodotto da Memo Films (Francesco Melzi d’Eril) e distribuito da 01 Distribution.

Chiara Ferragni – Unposted, la trama

C’è qualcosa che ancora non sappiamo su Chiara Ferragni? Questo film è un’immersione a 360° nella sua sfera pubblica e interiore: per osservare la posizione che ha conquistato nei mercati della moda e del lusso attraverso i social media, per decodificare ciò che rimane incomprensibile per il pubblico dei social e per indagare come le strategie di marketing e i metodi di intrattenimento siano cambiati nell’ultimo decennio. Ferragni è la più potente influencer della moda nel mondo secondo Forbes. È un’icona contemporanea di self made woman attenta ai diritti delle donne e ai diritti alla diversità. Rappresenta una storia di successo femminile, che continua a sedurre e conquistare milioni di fan ogni giorno, in tutto il mondo. Ma chi è la donna dietro l’immagine pubblica? Quali sono i segreti dietro alle sue imprese multimilionarie?

COMMENTO DELLA REGISTA

La rivoluzione digitale sta cambiando il modo in cui comunichiamo e i rapporti tra le persone. Le piattaforme social hanno stravolto il mondo del lavoro, del business e dell’economia: un fenomeno globale che ha ristabilito regole e abbattuto barriere. Chiara Ferragni è stata una pioniera di questo mutamento: a trentadue anni è a capo di due aziende – una delle quali, The Blonde Salad, è diventata un case study della Business School di Harvard – e ha 17 milioni di follower. Il film ricerca il segreto del suo successo rapido e dirompente, con uno sguardo che non vuole essere giudicante, quanto piuttosto indagatore. Chiara Ferragni è anche la persona che sta dietro al suo personaggio, con le sue fragilità e le sue radici. Proprio queste contribuiscono a spiegare il suo successo in un mondo, quello dei social, che non ha leggi, ma è universale e può offrire una chiave di lettura del nostro presente e del nostro futuro.

Venezia 76: Ad Astra e Marriage Story per il primo giovedì della Mostra

Dopo il maestro orientale Kore-eda, Venezia 76 torna a quello che è stato il trend degli ultimi anni, i grandi registi americani. Arrivano oggi in laguna Noah Baumbach e James Gray che presentano, rispettivamente, Marriage Story e Ad Astra.

Con i due registi arriva anche una delegazione di superstar, con Baumbach che porta con sé i suoi protagonisti, Scarlett Johansson e Adam Driver, e Grey che invece ha diretto Brad Pitt, già avvistato ieri al Lido.

Se Baumbach si concentra sulla quotidianità e in particolare sul dolore legato alla separazione di una coppia, Gray proietta lo spettatore in un viaggio fantascientifico oltre le stelle, come aveva già fatto, con grande successo, Alfonso Cuaron, che proprio qui a Venezia aveva presentato Gravity.

Venezia 76: a Luca Bigazzi il premio Campari Passion for Film

Venezia 76: a Luca Bigazzi il premio Campari Passion for Film

La Biennale di Venezia e Campari annunciano che è stato attribuito al direttore della fotografia Luca Bigazzi (La grande bellezza, Così ridevano, Pane e tulipani) il premio Campari Passion for Film della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il premio, istituito l’anno scorso alla 75. Mostra, si propone di valorizzare lo straordinario contributo che i collaboratori più stretti del regista offrono al compimento del progetto artistico rappresentato da ciascun film. Solo occasionalmente, direttori della fotografia, montatori, compositori, scenografi e costumisti vedono adeguatamente riconosciuto il loro apporto, spesso determinante ai fini della qualità del risultato finale. Passion for Film premia a turno una di queste figure (l’anno scorso il premio era stato attribuito al montatore statunitense Bob Murawski), non semplici artigiani ma artisti e co-autori delle opere a cui offrono il contributo del loro insostituibile talento.

La consegna del premio a Luca Bigazzi avrà luogo domenica 1 settembre alle ore 16.30 in Sala Grande (Palazzo del Cinema), prima della proiezione Fuori Concorso, in prima mondiale, del suo nuovo lavoro, la serie The New Pope di Paolo Sorrentino (episodi 2 e 7) con Jude Law, John Malkovich, Silvio Orlando, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, prodotta da Sky con Hbo, Canal+, realizzata da Wildside e distribuita nel mondo da Fremantle.

La 76. Mostra di Venezia si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2019, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Alberto Barbera ha dichiarato:  “Il cinema italiano, dalla seconda metà degli anni Ottanta a oggi, è legato in larga misura allo straordinario lavoro di Luca Bigazzi. Con un approccio personale e controcorrente, Bigazzi ha rivoluzionato il modo di intendere il lavoro del direttore della fotografia: poco tempo dedicato a posizionare le luci, utilizzo creativo e geniale delle sorgenti luminose naturali, da sempre incollato alla cinepresa per individuare la migliore inquadratura possibile e i più congeniali movimenti di macchina. Privo di qualsiasi atteggiamento reverenziale nei confronti del 35mm, al contrario è aperto alla sperimentazione più gioiosa delle inedite possibilità offerte dallo sviluppo della tecnologia di ripresa e di manipolazione dell’immagine. L’estrema versatilità, che gli consente di lavorare con registi molto diversi l’uno dall’altro – e apparentemente opposti al suo modo di intendere l’approccio al cinema (come nel caso del sorprendente sodalizio con Sorrentino) -, si coniuga perfettamente con le doti di velocità, precisione, sprezzo delle regole consolidate, predisposizione ad adattarsi a ogni tipo di budget, che lo hanno imposto su tutti come il miglior direttore della fotografia italiano degli ultimi trent’anni”.

“Siamo molto orgogliosi di confermare la nostra collaborazione con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e di avere creato, insieme alla Direzione Artistica, il Premio Passion for Film – dichiara Lorenzo Sironi, Senior Marketing Director Campari GroupMantenendo come filo conduttore tutto ciò che nasce dalla passione, tema da sempre legato in modo indissolubile a Campari, il Premio è volto a valorizzare coloro che, accanto al regista, contribuiscono ogni giorno a rendere eccellente l’arte cinematografica.  In particolare, quest’anno abbiamo premiato una figura artistica cruciale, quella del direttore della fotografia, un vero e proprio maestro della luce che, attraverso le immagini, determina il linguaggio estetico di un film”.

Luca Bigazzi (Milano, 9 dicembre 1958) è un direttore della fotografia italiano. È il professionista che detiene il record di vittorie del David di Donatello per il miglior direttore della fotografia con 7 statuette ed è anche il primo direttore della fotografia italiano ad essere stato candidato al Primetime Emmy Awards nella categoria Miglior fotografia per una miniserie o film per la serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino.

Inizia a lavorare nel campo pubblicitario nel 1977 come aiuto regista e parallelamente coltiva la sua passione per la fotografia. Approda al cinema nel 1983 e il suo esordio come direttore della fotografia avviene con Silvio Soldini, nel film Paesaggio con figure, presentato al Festival di Locarno. A poco a poco si dedica sempre di più al cinema, abbandonando il campo pubblicitario. Il sodalizio con Soldini continuerà per molti altri film, con lui vince il David di Donatello per il miglior direttore della fotografia nel 1999 per Pane e tulipani. Nel 1994 è chiamato da Gianni Amelio per Lamerica con cui vince un David di Donatello e un Nastro d’argento. Nel 1999 per Così ridevano di Gianni Amelio e L’albero delle pere di Francesca Archibugi vince l’Osella d’oro a Venezia. Collabora fra gli altri anche con Mario Martone, Giuseppe Piccioni, Ciprì e Maresco, Paolo Virzì, Daniele Luchetti, Abbas Kiarostami. Curerà in seguito la fotografia dei film di Paolo Sorrentino a partire da Le conseguenze dell’amore, con cui vince nel 2005 il Nastro d’argento, poi L’amico di famiglia (2006), Il divo (2008), This Must Be the Place (2011), con cui vince il David di Donatello per il miglior direttore della fotografia nel 2012, La grande bellezza, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 2014, Youth – La giovinezza, miglior film agli European Film Awards nel 2015, The Young Pope (2016), Loro (2018) e The New Pope (2019).

Ha curato la fotografia di La tenerezza di Gianni Amelio (2017), Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (2017), Ella & John – The Leisure Seeker di Paolo Virzì (2017), Io sono Tempesta di Daniele Luchetti (2018).

Venezia 76: a Lina Wertmüller ospite al premio Kinéo

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Dopo l’emozionante incontro a Cannes, in cui Lina Wertmüller ha ricevuto il Premio Kinéo con Giancarlo Giannini per il film Pasqualino Settebellezze (restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia / Cineteca Nazionale diretto da Marcello Foti e presieduto da Felice Laudadio, grazie al sostegno economico di Paolo Rossi Pisu di Genoma Films), il Kinéo renderà nuovamente omaggio alla regista.

In attesa di ricevere l’Oscar a Los Angeles, Lina Wertmüller sarà presente alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove verrà celebrata per i suoi 40 anni di carriera il 1 settembre durante la cerimonia di premiazione.

In questo suo percorso verso la statuetta, la regista di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto ha fortemente voluto includere anche la Mostra di Venezia alla quale è da sempre legata da un profondo affetto, rinnovatosi anche in occasione della presentazione del suo ritratto Dietro gli occhiali bianchi, documentario di Valerio Ruiz in concorso nella sezione Venezia Classici nel 2015.

Lina Wertmüller è stata la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista nel 1977, proprio per il film Pasqualino Settebellezze. Il successo allo scorso Festival di Cannes ha accelerato l’iter della sua candidatura all’Honorary Award, che le sarà consegnato a Los Angeles il 27 ottobre al Dolby Theatre.

IL PREMIO KINÉO
Il Premio Kinéo è un riconoscimento al cinema italiano votato dal pubblico, prevalentemente delle sale cinematografiche ANEC (sul sito www.kineo.info), e da una giuria internazionale di personalità eccellenti del mondo del cinema. Giunto alla sua 17^ edizione, si svolgerà durante la 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, domenica 1 settembre.
Progettato nel 2001 al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, contestualmente alle numerose attività per rilanciare il cinema nazionale, il progetto Kinéo debutta a Venezia nel 2002. Grazie a una stretta collaborazione con ANEC (Associazione Nazionale Esercizio Cinematografico), si è riusciti a coinvolgere e a dar voce a decine di migliaia di appassionati, rendendoli partecipi e valorizzando le loro scelte all’interno dei listini delle case cinematografiche. Oggi, il Premio Kinéo, premio del pubblico, continua ad essere promosso dall’Associazione Culturale Kinéo presieduta da Rosetta Sannelli, che lo ha ideato.
Tra le istituzioni che hanno rinnovato il sostegno al Premio: ANEC, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, la Biennale Cinema e la Direzione Generale Cinema del MIBAC, la Regione Veneto.
I premi Kinéo 2019: Miglior film drammatico, Miglior commedia, Miglior opera prima, Miglior regista, Miglior montaggio, Miglior attore protagonista drammatico, Miglior attrice protagonista drammatica, Miglior attrice protagonista commedia, Miglior attore non protagonista, Miglior attrice non protagonista, Premio Kinéo Sncci Pubblico & Critica, Premio Kinéo Giovani, Premi Kinéo Speciali, Kinéo International Awards.

La Premiazione si svolgerà domenica 01 settembre alle ore 19:30 presso lo Spazio Regione Veneto dell’Hotel Excelsior.
La Cena ufficiale esclusivamente per gli artisti, invece, si svolgerà a Cà Sagredo, che fu la casa dei Dogi Morosini, dove la direttrice Lorenza Lain ha voluto accogliere per la seconda volta i premiati.

I partner:

  • Banca Generali Private, l’evoluzione naturale per costruire insieme un sistema economico e finanziario più sostenibile, con nuove proposte orientare in tal senso e strategie inedite;
  • Umberto Cesari Exclusive Wine Partner del Premio Kinéo;
  • Stella Artois, la premium lager del gruppo Ab InBev vicina al mondo del cinema, accompagnerà gli ospiti del Premio Kinéo con il suo gusto unico ed elegante, da assaporare nell’iconico calice in vetro;
  • Eleonora Lastrucci, il brand personalizzato della Haute Couture;
  • Pegaso Università Online, leader europeo nella formazione online, per il secondo anno sponsor della Biennale College Cinema.

Un grazie speciale alla Regione Veneto e alla Biennale Cinema.

Venezia 76: a Julie Andrews il Leone d’Oro alla carriera

Sarà assegnato a Julie Andrews il Leone d’oro alla carriera della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’annuncio è stato condiviso sul sito ufficiale della Biennale insieme al commento dell’attrice e del direttore Alberto Barbera.

Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’Oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale“.

Questa invece la dichiarazione di Barbera con le motivazioni:

[…] Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia […] Il Leone d’Oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

Fonte: La Biennale

Venezia 76: a Il Sindaco del Rione Sanità il Leoncino d’Oro

Venezia 76: a Il Sindaco del Rione Sanità il Leoncino d’Oro

Si tiene è tenuta presso la Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior, alla presenza di Vincenzo Spadafora, Ministro alle Politiche giovanili e allo Sport, e Francesco Samengo, Presidente Unicef Italia, la cerimonia di premiazione del “Leoncino d’Oro”, istituito da Agiscuola nel 1989, giunto alla 31a edizione e divenuto nel tempo uno dei premi collaterali più significativi della Mostra di Venezia. La cerimonia sarà presenziata da Luciana Della Fornace, Presidente Agiscuola.

Il Premio “Leoncino d’Oro” viene assegnato al film Il Sindaco del Rione Sanità, di Mario Martone, con la seguente motivazione: “Un’opera di stampo teatrale, valorizzata da una regia che richiama un’atmosfera da palcoscenico e al contempo che riesce a innovare un genere in ascesa in modo non convenzionale. Per aver saputo rappresentare, con eleganza e brutalità, una realtà in cui la violenza è una prerogativa dell’ignoranza. Per aver portato in scena la figura di un protagonista la cui morale sfugge a qualsiasi stereotipo del genere. Per queste ragioni il Premio Leoncino d’Oro della 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, va a “Il Sindaco del Rione Sanità”, di Mario Martone”. Ritirano il Premio il regista Mario Martone e l’attore Francesco Di Leva.

La Segnalazione Cinema For Unicef viene assegnata al film The Painted Bird, di Václav Marhoul, con la seguente motivazione: “Abbandono, violenze, soprusi. Le sfumature di un quadro spietato, dove il colore dell’innocenza è soffocato dalla più cruda brutalità umana. È attraverso gli occhi di un bambino che la storia racconta le proprie colpe, svelando l’impotenza, la fragilità di chi è costretto a subire, inerme, di fronte alle atrocità di cui l’uomo è capace. Ripercorrendo i più grandi drammi del passato si arriva così a comprendere il presente, ove la violenza resta, purtroppo, ancora tragicamente attuale. Per queste ragioni la segnalazione “Cinema for UNICEF” della 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, va a “The Painted Bird”, di Václav Marhoul”. Ritira il Premio il regista Václav Marhoul.

Ad assegnare il premio, una giuria di giovani studenti e studentesse rappresentanti di tutte le regioni d’Italia, selezionati, ogni anno, fra gli oltre 6.000 ragazzi che compongono le giurie del David Giovani, l’iniziativa rivolta agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di secondo grado. I giovani giurati – in seguito ad un accordo siglato con il Comitato Italiano per l’UNICEF – assegnano inoltre il prestigioso premio Segnalazione Cinema For Unicef, riconoscimento istituito dal Comitato Italiano per l’UNICEF presso la Mostra sin dal 1980.

Venezia 76: a Ema il premio Arca CinemaGiovani

Venezia 76: a Ema il premio Arca CinemaGiovani

Con il consueto giorno di anticipo sui Leoni d’oro, le Giurie Arca CinemaGiovani hanno proclamato i loro vincitori di Venezia 76.

Miglior film in concorso

EMA – di Pablo Larraín

Per aver saputo esprimere un’idea rivoluzionaria e nuova di famiglia, un’idea che dà voce al bisogno ancestrale di maternità ma allo stesso tempo mette in discussione le costrizioni sociali che lo regolano.

Per aver saputo presentare un concetto avanguardistico di cinema, in cui genere drammatico e musical arrivano a fondersi dando vita a un linguaggio rimodernato, privo dei cliché tipici del genere e ricco di elementi che proiettano l’arte cinematografica nel futuro. Per il suo racconto provocatorio e anarchico, che grazie alla portata straripante del contenuto e dei caratteri dei personaggi, trasforma una tematica classica in rivoluzionaria e innovativa, arrivando a scardinare convenzioni sociali e cinematografiche attraverso una carica esplosiva di cui la danza è espressione universale.

Con più di 60 ragazzi, tra i 18 e i 26 anni, la giuria ARCA CinemaGiovani, è la più numerosa tra quelle presenti al Lido ed è composta da ragazzi provenienti da Italia, Francia, Marocco e Tunisia. Il premio Arca, giunto alla sua diciottesima edizione, è tra i premi collaterali più conosciuti della Mostra. ARCA CinemaGiovani è una manifestazione organizzata da Arca-Enel, Associazione ricreativa culturale sportiva dipendenti Gruppo Enel.

Venezia 76: a Costa-Gavras il premio Jaeger-LeCoultre

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al grande regista francese di origine greca Costa-Gavras (Z-L’orgia del potere, Missing, Music Box) il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2019 della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto-7 settembre 2019), dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

La consegna del premio a Costa-Gavras avrà luogo sabato 31 agosto 2019 in Sala Grande (Palazzo del Cinema) alle ore 22, prima della proiezione in prima mondiale Fuori Concorso del nuovo film da lui scritto e diretto,  Adults in the Room (Francia, Grecia, 124’) con Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur.

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: “Sono molte le ragioni per le quali Costa-Gavras merita di essere annoverato fra i grandi registi della modernità, ma una prevale su tutte: l’aver saputo fare della politica un tema affascinante, un soggetto come un altro, da affrontare non fra iniziati consapevoli e già convinti, ma da somministrare al grande pubblico, servendosi di tutti i mezzi che il cinema fornisce per accedere al più grande numero possibile di spettatori. Questo regista, schivo ma determinato, sostiene da sempre che tutti film sono politici. Un modo non solo di sfuggire all’etichetta di regista politico che da sempre gli è stata attribuita – non di rado in maniera polemica e riduttiva – ma per rivendicare la fedeltà tranquilla e sinceramente democratica a un cinema popolare che non rinunci a far riflettere, mettere in discussione, provocare emozioni profonde. Grazie all’indignazione autentica che ispira i suoi film, all’umanesimo profondo che li caratterizza e alla libertà che essi reclamano, Costa-Gavras interroga le nostre debolezze e la nostra arrendevolezza. Come è stato detto, “se ci eravamo addormentati, il suo cinema ci risveglia. E se l’abbiamo perduta, i suo film ci restituiscono la speranza”.

Sinossi

In Adults in the Room, tratto dal libro omonimo di Yanis Varoufakis, a porte chiuse si svolge una tragedia umana. Un tema universale: una storia di persone intrappolate in una rete di potere. La cerchia degli incontri dell’Eurogruppo, che impongono alla Grecia l’austerità. Una trappola claustrofobica senza via d’uscita, che esercita pressioni sui protagonisti e che alla fine li divide. Una tragedia greca nel senso antico. I personaggi non sono buoni o diabolici, ma guidati dalle conseguenze della loro stessa concezione di ciò che è bene fare. Una tragedia dei nostri tempi.

Jaeger-LeCoultre è per il quindicesimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e per il dodicesimo del premio Glory to the Filmmaker.  Il premio è stato assegnato negli anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008), Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam (2010), Al Pacino (2011), Spike Lee (2012), Ettore Scola (2013), James Franco (2014), Brian De Palma (2015), Amir Naderi (2016), Stephen Frears (2017), Zhang Yimou (2018).

In linea con lo spirito creativo della sua storia, la Maison Jaeger-LeCoultre è guidata dalla ricerca dell’eccellenza. Condividendo molti valori con l’arte del cinema, la manifattura Jaeger-LeCoultre, con sede nella valle di Joux, in Svizzera, ha elevato la realizzazione di orologi a forma d’arte, unendo abilità tecniche e artistiche.

La 76. Mostra di Venezia si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre 2019, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Venezia 76: 5 è il numero perfetto, incontro con il regista e l’autore Igort

Per il suo esordio al cinema, la trasposizione del suo stesso fumetto 5 è il numero perfetto, Igort ha scelto la Mostra di Venezia 76 e Le Giornate degli Autori, dove ha parlato della sua esperienza dietro alla macchina da presa.

“È stato un film di lunghissima gestazione, soprattutto perché avevo molte richieste da ogni parte, non solo dall’Italia. Evidentemente si tratta di un fumetto molto cinematografico. Sono un autore che ha avuto abbastanza fortuna, per cui la mia attività si è svolta a cavallo tra Italia e Giappone, sono stato il primo autore occidentale a lavorare con il manga, e quindi forse nel film troverete delle assonanze con la cultura asiatica e con un certo modo di raccontare.” Ha spiegato alla stampa il fumettista.

Sulla realizzazione del film e sulle sue ispirazioni: “È stato un lavoro corale in cui sono stato aiutato molto per la costruzione del racconto che è da un punto di vista visivo che evocava un lavoro sul colore e sulla costruzione delle scene che deve molto anche alla pittura e alla cultura visiva del nostro Paese. Ho cercato anche di rendere omaggio al cinema italiano, che è per me la quintessenza del cinema moderno, inventato da Fellini e Antonioni e Leone. Questa visione è rimbalzata in Asia, dove Wong Kar Wai o Zhang Yi Mu hanno studiato e hanno assimilato l’idea che l’immagine sia racconto, che sento mia. Sono un narratore che costruisce la parola vignetta per vignetta, e questa cosa cercavamo di reinventarla nel film, partendo dall’assioma che non era un cinefumetto, ma un film.”

Sul fatto che ha scelto lui stesso di dirigere il film: “Se ho diretto il film è tutta colpa di Toni Servillo. Da quando ci siamo conosciuti, io e lui ci siamo riconosciuti, era chiaro che avevamo dei riferimenti culturali comuni che hanno cementato la nostra amicizia, e questa cosa ritornava anche nel pensiero del film. È stato come un lungo work in progress.”

Venezia 76, red carpet: Timothée Chalamet e Lily Rose Depp

Venezia 76, red carpet: Timothée Chalamet e Lily Rose Depp

Timothée Chalamet e Lily Rose Depp sono stati i protagonisti del tappeto rosso della serata del 2 settembre a Venezia 76. I due giovani attori presentano The King nella selezione ufficiale Fuori Concorso. Con loro anche il regista, David Michôd, e gli interpreti Ben Mendelsohn e Joel Edgerton, che firma anche la sceneggiatura.

Venezia 76, red carpet: Penelope Cruz, Meryl Streep, Lina Wertmuller e tanti altri

È stato un red carpet affollato e pieni di star quello che ha impreziosito la serata di domenica 1 settembre, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 76. Hanno sfilato i protagonisti di Wasp Network, il film di Olivier Assayas, Penelope Cruz, Edgar Ramirez e Gael Garcia Bernal, ma anche i due premi Oscar Meryl Streep e Gary Oldman, protagonisti di The Laundromat, film di Steven Soderberg, pure in concorso.

Ecco tutti gli ospiti negli scatti di Luigi De Pompeis:

 

Venezia 76, red carpet: Luca Marinelli principe della serata

Venezia 76, red carpet: Luca Marinelli principe della serata

Protagonista di Martin Eden, secondo film italiano in Concorso a Venezia 76, Luca Marinelli ha sfilato sul red carpet con il regista Pietro Marcello. Ecco tutte le foto della serata:

Venezia 76, red carpet: la serata di Johnny Depp

Venezia 76, red carpet: la serata di Johnny Depp

Mentre domani il tappeto rosso sarà tutto per la cerimonia di premiazione e per il film di chiusura, questa sera Johnny Depp è stato il protagonista dell’ultimo giorno di concorso di Venezia 76.

Di seguito, eccolo insieme al cast e al regista di Waiting for the barbarians (Ciro Guerra, Mark Rylance e Gana Bayarsaikhan) prima della proiezione ufficiale del film in Sala Grande.

Un magistrato, amministratore di un isolato avamposto di frontiera al confine di un impero senza nome, aspetta con impazienza la tranquillità della pensione, fino all’arrivo del colonnello Joll. Incaricato di riferire sulle attività dei barbari e sulla sicurezza al confine, Joll conduce una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei barbari per mano del colonnello e la tortura di una giovane donna barbara spingono il magistrato a una crisi di coscienza che lo porterà a compiere un atto di ribellione donchisciottesco.

COMMENTO DEL REGISTA

Quando abbiamo incominciato a lavorare all’adattamento del romanzo di J. M. Coetzee, pensavo che la vicenda fosse ambientata in un mondo e in un’epoca lontani. Tuttavia, mentre le riprese del film procedevano, la distanza nel tempo e nello spazio si è ridotta sempre più. Ora che abbiamo concluso, la trama si è trasformata in una storia sulla contemporaneità.

Venezia 76, red carpet: Kristen Stewart e tutti gli altri ospiti del 30 agosto

Kristen Stewart, ma anche Jean Dujardin e Luis Garrel, hanno affollato il tappeto rosso di Venezia 76 nella serata che ha visto presentare in concorso il film di Roman Polanski, L’ufficiale e la Spia, e quello di Benedict Andrews, Seberg, con Kristen Stewart nei panni dell’attrice iconica.

Venezia 76, red carpet: il gala di apertura all’insegna della bellezza

La madrina Alessandra Mastronardi, ma anche la giuria presieduta da Lucrecia Martel, gli ospiti e i protagonisti del film di apertura, in Concorso, Le verità.

Il tappeto rosso del gala di apertura di Venezia 76 è stato ricco di volti, abiti, glamour, e di seguito ecco il nostro racconto della serata in foto: