L’idea risale ormai a qualche anno
fa: fu infatti nel 2007 che i fratelli Paul e Chris Weitz
(produttori, sceneggiatori e registi che, soli o in coppia hanno
lavorato a film come American Pie, About a Boy, Mr. e Mrs. Smith,
American Dreamz) avevano espresso l’intenzione di portare sul
grande schermo le avventure di Elric di Melnibonè, protagonista di
una delle più importanti saghe del genere fantasy, opera dello
scrittore Michael Moorcock. Dopo essere stato lasciato in stand-by,
il progetto torna ora in auge, anche perché i due Weitz hanno già
ottenuto i diritti, nonché l’approvazione dello stesso Moorcock: vi
sarebbe già un abbozzo di sceneggiatura, che punta a rispettare lo
spirito ‘anarchico’ dell’opera dello scrittore londinese, ma
ovviamente ci vorrà ancora del tempo per giungere a un lavoro
compiuto. Elric nasce come un autentico antieroe: in molti l’hanno
visto come una risposta di Moorcock all’opera di Tolkien, che lui
considerava una sorta di inno al ‘conservatorismo classista’
inglese.
Il personaggio è apparso per la
prima volta all’inizio degli anni ’60 ed è stato protagonista di
una dozzina di libri; in seguito, è stato adattato più volte
per i fumetti; gli Hawkwind, sstorica band di space-rock
britannica, hanno più volte collaborato con Moorcock, dedicando uno
dei loro innumerevoli dischi proprio a Elric. Il personaggio trae
la sua forza dalla demoniaca spada Stormbringer, lottando per
impedire di venirne posseduto. In realtà, dopo il non esaltante
successo arriso al recente Conan (cui Elric per molti
versi è assimilabile), per il fantasy al cinema non sembra
essere un periodo così buono; tuttavia l’uscita de Lo Hobbit a fine
anno potrebbe segnare un rilancio per il genere.
E’ la mezzanotte del 21
luglio 2001, 400 poliziotti sfondano le porte della scuola
elementare Armando Diaz di Genova, all’interno dell’istituto sono
presenti 93 persone e alla fine del massacro si contano 70 feriti
di cui tre in prognosi riservata e una in coma. Questo il tragico
bilancio dell’incontro tra i potenti del mondo, il G8.
Per la rubrica film d’animazione ecco la recensione
di Rock and Rule
di Clive A. Smith, un vero e proprio cult del
genere, distribuito allora dalla MGM.
Anno: 1983
Regia: Clive A.
Smith
Trama: La storia è
ambientata in un futuro apocalittico dalle atmosfere che sembrano
omaggiare Blade Runner di Ridley Scott. In seguito ad un’esplosione
nucleare, il genere umano si è estinto e le città sono state
ripopolate da cani e topi mutanti, gli unici sopravvissuti a questa
tragedia. Mok, una folle rockstar in declino, vuole evocare
tramite le vibrazioni generate da una particolare sequenza di note
detta ‘Armageddon key’, un potentissimo demone proveniente da
un’altra dimensione. Egli è alla ricerca di una voce che riesca ad
emettere questa particolare melodia ed il caso vuole che si
imbatta in Angel, giovane vocalist in un gruppo di topi punk-rock.
La ragazza è l’unica in grado di cantare le fatidiche note
dell’Armageddon key.
Analisi: Rock and
Rule è un film d’animazione realizzato nel 1983 dallo studio
canadese Nelvana che due anni prima aveva prodotto Heavy
Metal, altro film cult del cinema d’animazione per adulti. Gli
ingenti capitali investiti in quest’ambizioso progetto, portarono
la Nelvana sull’orlo della bancarotta da cui riuscì a sollevarsi
grazie alla realizzazione della serie televisiva Care Bear, qui da
noi i famosissimi Orsetti del cuore. Inoltre la sfortuna volle che
la MGM, casa di distribuzione del film, venisse
acquisita dalla United Artists proprio in quel
periodo. I vertici del nuovo assetto aziendale, concentrati su
nuove e più pressanti priorità, si disinteressarono a Rock and Rule
e così il film non venne mai distribuito negli Stati Uniti. Fu
presentato ad un festival cinematografico in Germania, distribuito
in alcuni cinema del Canada senza troppa fortuna ( gli spettatori
di quel periodo non si aspettavano la presenza di parolacce e
contenuti trasgressivi in un cartoon ) ed infine ebbe alcuni
passaggi in emittenti televisive canadesi.
Rock and Rule: recensione
del film d’animazione di Clive A. Smith
La riscoperta
di Rock and Rule avvenne anni
dopo grazie al passaparola ed alla circolazione di VHS condivisi
dai vari appassionati di questo genere che lo spacciarono come
opera del regista indipendente Ralph Bakshi (Fritz
il gatto, Il signore degli anelli). Rock and
Rule non arrivò mai nelle sale italiane ed allo stato
attuale le uniche copie in circolazione sono in lingua
inglese.
Sebbene il plot
sia piuttosto debole e non del tutto originale, ciò che affascina
in questo lavoro è lo stile grafico e la colonna sonora. Risultano
particolarmente curati sia il Character Design, sia la creazione
degli sfondi e delle ambientazioni. Viene fatto largo uso del
Rotoscoping uno stile d’animazione che consiste nel creare i
movimenti del personaggio ricalcando quelli di un modello in
carne ed ossa filmato precedentemente. Viene usato per rendere più
fluide e realistiche le movenze di figure antropomorfe ed è una
tecnica molto antica a cui, ad esempio, fece ricorso anche la
Disney in alcune scene di Biancaneve e i sette nani. Forse la voce
che uno degli autori fosse Ralph Bakshi è nata proprio da questa
caratteristica del film, infatti Bakshi è stato uno dei registi più
radicali nell’impiego del Rotoscoping nel cinema d’animazione. A
quest’uso tradizionale si affianca, però, anche una sperimentazione
delle nuove tecnologie elettroniche applicate al video che negli
anni ottanta vedono il loro maggiore sviluppo e che si evolveranno
poi, nella grafica in tre dimensioni del cinema d’animazione
contemporaneo.
Frutto della collaborazione con
grandi nomi del Rock, la colonna sonora voleva essere la maggiore
attrattiva di questa produzione. Infatti, subito dopo il prologo, i
primi nomi presenti nei titoli di testa sono quelli dei musicisti
che hanno collaborato alla sua realizzazione. Per citarne alcuni,
Debbie Harry vocalist del gruppo Blondie che interpreta le canzoni
di Angel (ed alla quale si ispirarono i disegnatori per il
character design di questo personaggio), Lou Reed e Iggy PoP che
interpretano le canzoni di Mok e gli Earth, Wind & Fire con un
brano inserito all’interno di una scena in discoteca (una delle più
incriminate e trasgressive del film).
Rock and
Rule è un film, quindi, al servizio della musica e
delle immagini in grado di ipnotizzare lo spettatore. Un opera dal
passato “difficile” ma che forse, grazie a questa sua recente
riscoperta, potrà riscattare in futuro.
La recensione del film
d’animazione Anastasia diretto
da Don Bluth e Gary Goldman e
targato Walt
Disney.
Anno: 1997
Regia:Don
Bluth e Gary Goldman
Con le voci di:
Meg Ryan/Tosca (Anastasia); John Cusack/Fiorello (Dimitri); Kelsey
Grammer/Franco Chillemi (Vladimir); Christopher Lloyd/Mauro Bosco
(Rasputin); Hank Azaria/Fabrizio Vidale (Bartok); Bernadette
Peters/Silvia Pepitoni (Sophie); Angela Lansbury/Alina Moradei
(Imperatrice-vedova Maria); Kirsten Dunst/Valentina Mari (Anastasia
da bambina).
Trama: Ambientato
nella Russia dei primi decenni del ‘900, Anastasia parla di una
giovane principessa fuggita durante la festa del trecentesimo
anniversario della dinastia Romanov per sottrarsi alla maledizione
lanciata dal perfido Rasputin contro la famiglia regnante.
Anastasia:
recensione del film diretto da Don Bluth e Gary Goldman
Con l’aiuto del coraggioso Dimitri,
la giovane figlia dello zar e la nonna della bambina, l’imperatrice
Maria, riescono a fuggire, ma durante la fuga Anastasia è
sopraffatta dalla folla e batte la testa, rimanendo esamine lungo
la strada.
Molti anni dopo la povera orfana,
certa di voler scoprire la sua vera identità, incontra Dimitri; il
giovane, allettato dalla ricca ricompensa messa in palio
dalla regina madre per chi le
avesse riportato la nipote scomparsa, nota immediatamente la
somiglianza con la bella principessa. Così inizia il loro viaggio
verso Parigi dove li attende però una regina diffidente e ormai
rassegnata dopo anni di inutili ricerche e giovani imbroglioni,
avidi di quel denaro.
Ma dopo un’iniziale indifferenza
quel ciondolo regalatole anni or sono proprio dalla nonna durante
la festa dalla quale furono costrette a fuggire convince la regina
madre che Any sia la nipote perduta. Quella sera tutta l’alta
società assisterà al debutto di Anastasia, ma ancora una volta,
come anni prima, insieme all’affascinante Dimitri dovrà affrontare
le insidie del malvagio Rasputin e del suo assistente Bartok il
pipistrello, che tenteranno con ogni mezzo di ostacolarli.
Analisi:
Certamente uno tra i suoi progetti più ambiziosi, Don Bluth,
insieme al co-regista Gary Goldman, realizza con Anastasia un
cartoon in cinemascope che si propone come valida alternativa ai
classici della tradizione Disney, dove ha collaborato come
animatore per lungo tempo. Il tentativo di sradicarsi dalla
decennale tradizione disneyana e di proporre un cartoon destinato
ad un pubblico di più ampia fascia generazionale sfociano in una
commedia di caratteri nella quale alla cura e alla minuzia dei
ritratti similveri dei protagonisti, prevalgono una realisticità
sorprendente ed una attenzione quasi maniacale nella ricostruzione
di sfondi paesaggistici e di contorno assai distanti
dall’animazione sino ad allora
dominante. Eppure, nonostante gli sforzi di realizzare un cartoon
“evolutivo” sia dal punto di vista del racconto che dal punto di
vista della grafica, è innegabile che si riscontrino tracce della
lezione disneyana; a partire dalla bella favola, sebbene rivisitata
in chiave digitale, supervisionata dal guru italiano Giovanni
Colombo, la storia di una bella principessa derelitta per cui è
facile immaginare un lieto fine, così come la presenza di simpatici
co-protagonisti come il cagnolino che accompagnerà la giovane
Anastasia nel suo lungo viaggio e il pipistrello albino, aiutante
del malvagio Rasputin.
Ottima la scelta delle voci nella
versione italiana, Tosca nei panni della gran duchessa e Fiorello
nelle vesti dell’impavido Dimitri, perfettamente coerenti con la
tipologia dei personaggi pensati da Don Bluth. Il carattere sonoro
è persistente, quasi a voler sottolineare l’impronta teatrale e
edonistica del cartone, direzionato verso l’innovativa forma del
musical, e saranno proprio le voci dei due doppiatori ad
interpretare le musiche di David Newman e di Stephen Flaherty,
vincitori dell’Oscar nel 1998.
John Turturro potrebbe raggiungere
Dwayne Johnson, Mark Wahlberg, Ed
Harris e Rob Corddry in Pain and
Gain, thriller ambientata nel mondo dal culturismo. Alla
regia ci sarà Michael Bay che, prima di dedicarsi al mastodontico
quarto capitolo della serie Transformers, vuole concedersi con Pain and Gain
un’esperienza dal taglio decisamente meno roboante. Turturro, al
servizio di Bay in tutti i Transformers sin’ora realizzati,
andrebbe a interpretare l’uomo d’affari di Miami Marc Schiller,
rapito e torturato da una banda di body builders nota come Sun Gym
Gang. Il film è ispirato a fatti realmente accaduti ed è basato su
alcuni pezzi del giornalista del Miami New Times Pete Collins.
Kyle Chandler (Super 8), il protagonista
della fortunata serie televisiva Ultime dal cielo, potrebbe entrare
nel cast del film – il titolo dev’essere ancora
In Hysteria nel
1880 l’isteria era una delle malattie più diffuse tra le donne,
giovani e meno giovani, della medio alta borghesia londinese.
Almeno così pensava il Dottor Dalrymple (Johnathan
Pryce) che curava le sue pazienti con massaggi localizzati
… sotto le gonne. In suo aiuto arriva il giovane ed appassionato
Dottor Granville (Hugh
Dancy) che con l’aiuto di un suo facoltoso amico,
interpretato da Rupert Everett, ‘meccanizza’ il
processo di massaggio, arrivando alla straordinaria invenzione che
ha rivoluzionato la concezione della sessualità femminile, il
vibratore. Nel cast anche la bravissima e briosa Maggie Gyllenhaal, qui irrequieta figlia del
Dottor Dalrymple, Charlotte, che si batte con energia per
l’emancipazione della donna e per il sostegno verso i meno
fortunati.
Hysteria è una
commedia leggera, divertente che riesce ad intessere la sua trama
frivola, ma neanche poi tanto, di rilevanti questioni sociali,
prima tra tutte l’emancipazione femminile e l’uguaglianza tra i
sessi, con pari dignità, diritto alla conoscenza, libertà di parola
e desiderio di piacere fisico. La regista Tania
Wexler si limita a raccontare con una mano leggera ma
ligia alle regole una storia fatta di piccoli passi che con il
senno di poi hanno cambiato la società. A tutt’oggi il vibratore
resta il gadget erotico più venduto al mondo e l’isteria, come
diagnosi medica, è stata accantonata, poiché ha effettivamente (e
finalmente) preso piede la considerazione che i disturbi uterini
sono generati da insoddisfazione e non da una malattia vera e
propria.
Hysteria, il film
In
Hysteria tutti gli attori riescono a convogliare
nella loro recitazione il perfetto senso di divertito imbarazzo che
pervade la pellicola e che si riscontra negli sguardi timidi ma
coinvolti e compiaciuti di un pubblico mai così rumoroso in sala.
Su tutti spicca il sempre elegantissimo Rupert Everett, qui
mecenate della ‘medicina’, che con aria seriosa e allo stesso tempo
divertita si lascia trasportare in questa irriverente e avventurosa
scoperta.
Scontato, anche se come al solito
fondamentale, il sub-plot romantico che coinvolge i protagonisti
risente del clima scanzonato del film, e manda in tilt le
convenzioni di decoro e decenza che vigevano all’epoca dei fatti,
forse perché coinvolta è una Maggie Gyllenhaal su di giri in un ruolo che
le si addice in maniera particolare. Sceneggiatura e decor mandano
allegramente all’aria i canoni sociali dell’epoca, senza contare
gli anacronismi e le imprecisioni storiche, ma infondo
Hysteria non vuole essere una ricostruzione
documentaristica di un’invenzione ma un’allegra rilettura di un
evento storico fondamentale per l’emancipazione femminile. Come
sempre più spesso succede, occhio alle bonus scenes sui titoli di
coda! Si esce dalla sala ridendo di gusto.
Diaz, Non pulire questo
sangue’ di Daniele Vicari e’ uno dei tre film della sezione
Panorama che ha vinto il premio del pubblico. Il film che racconta
i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova e’ una
coproduzione Italia-Francia-Romania.
Da Berlino arrivano notizie
tremende per i fan della saga di Twilight. Il loro beniamino
Robert Pattinson in occasione della
presentazione di Bel Ami ha rilasciato alcune sorprendenti e
spiazzanti dichiarazioni sulla sua futura partecipazione al quinto
capitolo della saga, che la stessa Stephenie Mayer sta
scrivendo.
La pre-produzione del
sequel di Percy Jackson procede a gonfie vele.
Attualmente la produzione sta lavorando sul casting del seguito che
si intitolerà
Percy Jackson e il Mare dei Mostri. Oggi arriva la
notizia che Douglas Smith, interprete della
serie tv Big Love della HBO, è in trattative per un ruolo da
co-protagonista.
Vi ricordiamo che
Percy Jackson e il Mare dei Mostri, in uscita il 26
marzo 2013, è scritto da Scott Alexander e Larry Karaszewski e
diretto da Thor Freudenthal (Diario di una schiappa, Hotel Bau).
Chris Columbus, che aveva diretto il primo film, tornerà in veste
di produttore. Fra i protagonisti confermati Logan
Lerman e Alexandra Daddario, ancora
nessuna conferma invece per il resto del cast: Brandon T.
Jackson, Sean Bean, Pierce Brosnan, Steve Coogan, Rosario Dawson.
Non se ne parlava da molto
tempo ma oggi Deadline annuncia che la la Warner Bros. non ha
ancora rinunciato a sviluppare un sequel di Io Sono Leggenda.
Infatti lo studio ha appena chiuso un accordo con il produttore e
sceneggiatore Akiva Goldsman e con la Overbriook Entertainment di
Will
Smith per la realizzazione di un seguito.
Sarà il volto di Gael García Bernal a
riportare all’opera il mitico giustiziere mascherato. Infatti,
l’attore è stato scelto dalla 20th Century Fox per rilanciare
il franchise di Zorro.
E’ Screen Daily a fornire
aggiornamenti sulla situazione di stallo che sta tenendo fermi i
lavori del Festival del Film di Roma. Secondo il Daily quasi
neodirettore Marco Mueller vorrebbe spostare le date del festival
nella terza settimana di Novembre, subito prima del Thanksgiving
americano, e creare un mercato in grado di attrarre compratore
europei e asiatici.
Justin Long è alle prese con un film da lui
scritto ed interpretato. Le riprese sono già cominciate a New York
City e alla regia c’è Kat Coiro. Il film, dal titolo A Case of You,
ha tra gli interpreti da oggi anche
Sienna Miller e Brendan Fraser.
Nel film un giovane scrittore cerca
di fare colpo sulla donna dei suoi sogni mentendo su chi sia e
sulla sua personalità. Quando però la sua recita va a buon fine e
la ragazza sdi invaghisce della sua finta personalità, lui deve
continuare a recitare. Nel cast ad interpretare la bella di
Long-protagonista, c’è Evan Rachel Wood mentre
partecipano al film in veste di comprimari anche Keir
O’Connell, Busy Phillips e Peter Dinklage.
Ecco le prime foto dall’ultimo set
dei fratelli Coen. Il film è Inside Llewyn Davis e racconta la
storia di un musicista interpretato da Osca Isaac che cerca di
sfondare nella scena folk di Greenwich Village negli anni ’60.
Nel 1849 Baltimora è
scossa da una serie di brutali omicidi. Queste morti, però, agli
occhi del Detective Emmett Fields (Luke
Evans già visto in Scontro tra Titani e I tre moschettieri),
non sono casuali, ma seguono una logica e una metodologia ben
precisa: il killer uccide seguendo meticolosamente i passi che
descrivono gli assassinii più cruenti dei racconti di Edgar Allan
Poe.
… who’s the fairest of them all?”
è una delle frasi più famose al mondo, la perentoria domanda che la
perfida Regina rivolge al suo Specchio. Quest’anno la sentiremo al
cinema per due volte: la prima verrà formulata da Julia Roberts in Mirror Mirror di
Tarsem. Hollywood si immerge nelle fiabe, recupera i classici e li
reinventa. Nostalgia dell’infanzia o mancanza di idee?
Forse, in un angolo di mondo, nel bel mezzo dell’Oceano
Pacifico, sorge un’isola misteriosa. Forse quella stessa isola,
invisibile sulle cartine geografiche, è il luogo narrato nei
romanzi di Verne, Stevenson e Swift. E se poi improvvisamente un
messaggio in codice ed una mappa nascosta diventassero la prova
dell’esistenza reale di quell’isola?
Per Sean Anderson,
diciassettenne sognatore di avventure, è già tutto scritto. Ma per
poter approdare davvero sull’isola occorre attraversare una
spasmodica tempesta ed entrare volutamente nell’occhio del ciwww.
Sean si ritrova, così, con il patrigno Hank, ad intraprendere un
viaggio alla scoperta dell’ignoto, sulle tracce del nonno scomparso
anni prima. Si offrono di accompagnarli l’unico pilota di
elicottero Gabato e sua figlia Kailani, bella quanto determinata.
Il loro volo in elicottero (o meglio un rottame di elicottero!) è,
però, soltanto il prologo di una lunga ed entusiasmante avventura.
Trascinati improvvisamente nella “pancia” di un tornado i quattro
protagonisti si ritrovano sull’isola tanto sognata da Sean. Dinanzi
ai loro occhi scenari paradisiaci, immense cascate, farfalle
giganti ed elefanti che si possono accalappiare persino con un paio
di mani. E’ il bislacco principio per cui ciò che è piccolo diventa
grande e ciò che è grande diventa piccolo.
In un batter d’occhio
l’esplorazione si trasforma in una disperata fuga da un lucertolone
affetto da gigantismo e soltanto l’intervento del nonno di Sean,
unico essere umano sull’isola, permetterà agli avventurieri di
salvarsi. Ma un’altra minaccia grava sulle loro vite.
Tra vulcani che eruttano oro, api
tanto grandi da poter essere cavalcate, inseguimenti di uccelli
mastodontici, il viaggio nell’isola misteriosa diventa poi la
ricerca incessante di un antico sottomarino, unica speranza per
poter fuggire prima che tutto si inabissi e scompaia per sempre nei
fondali marini.
Viaggio nell’isola
misteriosa è una storia travolgente, mix perfetto di
adrenalina e comicità, capace di trascinare lo spettatore in una
dimensione surreale ed affascinante, di farlo perdere in luoghi
inimmaginabili e di metterlo al centro della scena. A condire il
tutto un 3D pienamente azzeccato, in grado di far evadere dalla
realtà e di trasformare infine la platea in protagonista stessa di
questa indimenticabile avventura.
Viaggio nell’isola misteriosa, trama del film
Il giovane esploratore Sean
Anderson intraprende insieme ad Hank, il compagno di sua madre, una
pericolosa spedizione organizzata per ritrovare suo nonno,
scomparso durante l’esplorazione di un’isola sperduta. Ad
accompagnarli in questa nuova avventura ci saranno un buffo pilota
di elicottero e la sua bella e peperina figlia che gli darà del
filo da torcere.
Sono stati presentati alla stampa le
edizioni in Blu-Ray di Super 8 e di Cowboy & Aliens, entrambe pellicole che
trattano di rapporti tra alieni ed umani, ed entrambe vedono il
coinvolgimento nelle vesti di produttore l’intramontabile Steven Spielberg. Per l’occasione
Cristiana Benini di Fusion e
Alessandra Margaritelli di Universal Pictures
Italia hanno invitato i presenti a una piacevole chiacchierata
sulla mastodontica opera del regista e produttore che con la
Universal ha firmato molti dei suoi più importanti capolavori.
In un futuro immaginario il tempo è
denaro, vita, tutto. E’ un futuro immaginato da Andrew
Niccol in In Time, sua ultima fatica
cinematografica in cui le persone nascono con un orologio tatuato
su un braccio. Al compimento del 25esimo anno, questo orologio che
segna un anno comincia un countdown.
Andrew Niccol, la trama del
film
Allo scadere del tempo la persona
muore, a meno che non riesca a guadagnare altro tempo lavorando.
Will Salas vive a Dayton, una sorta di bronx, dove di tempo per
tutti ce n’è davvero poco, dove si vive letteralmente ora dopo ora
e dove tutti vanno di fretta, corrono per non sprecare tempo, tempo
prezioso che resta loro da vivere. L’incontro fortuito con uno
sconosciuto regalerà a Will addirittura un secolo di vita, e così
il giovane potrà abbandonare il quartiere povero per New Greenwich,
l’uptown, il posto in cui tutti camminano lentamente, godendosi la
vita, mangiando poco e con calma, assaporando ogni secondo di vita
poiché loro ne hanno davvero tanti, troppi per una vita sola.
Andrew Niccol, il film
Andrew Niccol è un
maestro nel creare realtà immaginarie partendo da veri i
proprio punti focali della realtà moderna. Con Gattaca
aveva affrontato l’ingegneria genetica, con S1m0ne invece
la realtà virtuale, in questo caso si chiede cosa accadrebbe se la
vecchiaia fosse sconfitta per sempre? Se si smettesse di
invecchiare a 25 anni? E se avessimo (letteralmente) i minuti
contati?
Il problema che mette in campo in
regista con questa idea davvero brillante è a ben pensare
terribilmente attuale, più terrificante di un film horror e
straordinariamente angosciante se si riflette a fondo sul binomio
tempo/denaro. Nel film i ricchi posseggono più tempo di quello che
riescono a ‘consumare’ e i poveri rubano pochi secondi per cercare
di vivere un po’ di più. E’ la perfetta e quasi didascalica
metafora del disequilibrio tra ricchezza e povertà, soprattutto
quando nel film si spiega che questo disavanzo, questa disparità di
forze in campo è fondamentale per far si che pochi siano sempre in
vita (ricchi) a discapito dei molti sempre di corsa (poveri) è
fondamentale per mantenere lo status quo, la situazione di
privilegio dei pochi.
L’immensa portata di questo
messaggio però non viene supportata dal film, che presenta una
sceneggiatura quasi solamente abbozzata, che non affonda a piene
mani nel fango della questione e si accontenta di trasformarsi in
una favola a metà strada tra Robin Hood e Bonnie e Clyde. Una
trascinante prima mezz’ora perfettamente bilanciata tra romantico
sentimentalismo e adrenalina pura, lascia spazio ad una
dissacrazione di tutto quello che si è appena visto e purtroppo, a
malincuore per chi lo ha aspettato, il film precipita.
Ne esce ugualmente bene però il
cast che nonostante la sfacciata bellezza che ostenta con unica
apparente dote riesce comunque a calarsi bene nella parte:
Justin Timberlake e
Amanda Seyfried sono davvero una bellissima coppia
cinematografica e nonostante il look un po’ troppo aggressivo di
lei, l’alchimia trai due sembra funzionare. Olivia Wilde e Cillian Murphy completano il patinatissimo
cast. Piccolo ruolo anche per Johnny Galecki che
gli appassionati di
The Big Bang Theory riconosceranno in Leonard, il nerd
innamorato della bella vicina.
In Time parte da
un guizzo intellettuale geniale che purtroppo si affloscia su se
stesso lasciando inesplorate milioni di possibilità di approfondire
un tema affascinante e attuale. Bocca amara da occasione
sprecata.
Il progetto cinematografico Osage
County sembra sia in condizioni favorevoli per il via libera
definitivo. Infatti, la Weinstein Company ha finalmente annunciato
che le riprese della pellicola inizieranno quest’autunno. Deadline
rivela altri particolari del progetto. A dirigere il film è
confermato John Wells (The Company Men), mentre il cast sarà
composto da attrici del calibro di Meryl Streep e Julia Roberts.
Ecco il commento della Roberts sulla notizia: Dopo aver
visto il ritratto ipnotico di Meryl Streep come Margaret Thatcher
in The Iron Lady, sono ancora più eccitata e orgogliosa di recitare
accanto a lei.
La trama del romanzo, già adattato
dallo stesso autore in uno spettacolo teatrale premiato ai Tony
Award, inizia quando il padre del clan Weston scompare in una notte
d’estate, e tutta la famiglia si riunisce nella casa natale in
Oklahoma, dove vengono alla luce segreti a lungo celati. La
Streep interpreterà la madre Violet, una matriarca dipendente dalle
droghe con l’inclinazione a svelare grossi segreti, mentre la
Roberts interpreterà la più vecchia delle tre figlie, Barbara, in
crisi a causa del marito che la tradisce con una studentessa.
Il 24 febbraio uscirà in Italia
Quasi amici (in originale
Intouchables), il campione di incassi in Francia
pluricandidato ai César. Ecco la locandina e il trailer in
italiano.
Intouchables è stato un
caso in Francia, un vero e proprio record al box office, con oltre
2 milioni di presenze in cinque giorni. Uscito oltralpe a novembre,
il film è ancora saldamente sul podio del botteghino francese,
diventando il film più visto di sempre, e ha registrato un incasso
straordinario: oltre 150 milioni di euro raccolti nella sola
Francia!
Il 24 febbraio la Medusa Film
distribuirà in Italia il film diretto da Olivier Nakache ed Eric
Toledano con il titolo Quasi amici. Protagonisti due
strepitosi attori, l’oramai affermato Omar
Sy e François Cluzet, uno dei migliori attori della
cinematografia francese.
Questa la trama:
Dopo un incidente di parapendio che
lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe (François
Cluzet) assume Driss (Omar Sy), ragazzo di periferia appena uscito
di prigione come badante personale, ovvero la persona meno adatta
per l’incarico.
L’improbabile connubio genera altrettanto improbabili incontri tra
Vivaldi e gli Earth, Wind, dizione perfetta e slang, completi
eleganti e tute da ginnastica. Due universi opposti entrano in
rotta di collisione. Ma per quanto strano possa sembrare,
troveranno un punto di incontro che sfocerà in un’amicizia folle,
comica, profonda quanto inaspettata che li renderà…
Intoccabili.
Ecco una featurette di
John Carter, il colossal prossimo all’uscita tagato
Disney. John Carter è la storia del veterano di guerra John
Carter, che viene inspiegabilmente trasportato su Marte, dove si
ritrova coinvolto in un conflitto di proporzioni epiche tra gli
abitanti del pianeta.
Ulteriori info nella nostra
Schefa-Film: John Carter
Nei giorni scorsi erano arrivate
varie foto dal set di After Earth, il nuovo film di M. Night
Shyamalan, in cui comparivano il regista e i due protagonisti,
Will
Smith e suo figlio Jaden. I due Smith, nel film, interpretano
proprio un padre e un figlio; in un futuro lontano 1000 anni, i due
precipitano sulla Terra, inospitale e ormai abbandonata dal genere
umano: toccherà al piccolo – il padre è ferito – darsi da fare per
cercare aiuto e affrontare la lotta per la sopravvivenza.
E’ stata postata da Jaden una nuova
foto, in cui questi è ritratto con il costume di scena, immerso in
una folta ed esotica vegetazione. Ecco la foto del secondogenito
del principe di Bel-Air:
Vi ricordiamo che il film
intitolato in Italia, After Earth – Dopo la fine del
mondo uscirà nella sale il 5 Giugno 2013. Tutte
le info utili nella nostra scheda: After Earth. After
Earth è diretto da M. Night
Shyamalan, e tra il cast troviamo attori
quali David Denman, Isabelle Fuhrman, Jaden
Smith, Kristofer Hivju, Will Smith.
Ecco la sinossi ufficiale del film:
In “After Earth”, mille anni dopo un cataclisma che ha
costretto l’umanità a fuggire dalla Terra, Nova Prime diventa la
nuova casa dell’umanità. Il leggendario Generale Cypher Raige
(interpretato da Will Smith) ritorna da una lunga missione di
lavoro dalla sua famiglia, pronto per essere un padre per suo
figlio di 13 anni, Kitai (Jaden Smith). Quando un tempesta di
asteroidi provoca dei danni all’aereo di Cypher e Kitai, i due si
schiantano su una Terra poco familiare e pericolosa. Con il padre
mortalmente ferito, Kitai deve scoprire un territorio ostile per
cercare la salvezza. Kitai ha sempre voluto essere come suo padre e
questa è la sua possibilità.