Maggie Gyllenhaal entra nel cast
di Frank, commedia diretta da
Lenny Abrahamson, su una sceneggiatura scritta da
Jon Ronson e Peter Straughan.
La trama vede un aspirante
musicista – interpretato da Domhnall Gleeson
(Anna Karenina) che entra in una band
cappeggiata da un misterioso e bizzarro personaggio, Frank
(Michael Fassbender). Il
protagonista penserà di trovarsi davanti alla classica ‘grande
occasione’, capendo solo in seguito i guai nei quali si sarà andato
a cacciare. Al momento non è chiaro quale sia il ruolo assegnato a
Maggie Gyllenhaal.
Ronson e Straughan si sono ispirati
alla vicenda di Chris Sievey (morto nel 2010)
musicista inglese leader della band punk dei The
Freshies e in seguito più conosciuto per il personaggio
comico di Frank Sidebottom; Jon Ronson fu peraltro
suo collaboratore. Scott McNairy, Mark
Huberman e Bruce Macintosh faranno parte
del cast del film, che verrà girato tra Dublino e il New
Mexico.
La
regista e attrice Maggie
Gyllenhaal ha rivelato di aver
modificato alcune scene del suo nuovo film La
sposa!
dopo le sollecitazioni dello studio Warner
Bros., che avrebbe chiesto di ridurre la
rappresentazione della violenza sessuale presente nella
sceneggiatura originale.
Il
film, una reinterpretazione punk e moderna della storia della
sposa di Frankenstein,
è attualmente nelle sale e vede protagonisti Jessie
Buckley e Christian
Bale. In un’intervista al New York Times, Gyllenhaal ha
spiegato che alcune sequenze sono state attenuate dopo le
proiezioni di prova organizzate dallo studio.
“C’è violenza sessuale. C’è violenza,” ha dichiarato la
regista. “Dato che è un film di un grande studio, lo abbiamo
testato e ritestato. Abbiamo fatto grandi proiezioni nei centri
commerciali, dove la gente veniva a vederlo. È stato affascinante.
Una delle questioni sollevate riguardava proprio la violenza: è
troppo violento? Ne parlavo con una mia amica, che mi ha detto — e
non voleva essere riduttiva — ‘Mi chiedo se, se fossi stato un uomo
a fare questo film, avresti ricevuto la stessa reazione.’”
La
due volte candidata all’Oscar ha raccontato di essere stata
criticata per la versione originale del film durante le proiezioni
di prova. “Un paio di donne mi hanno detto: ‘Non voglio vedere
una donna subire violenza.’ E penso che nemmeno io voglia
vederlo,” ha spiegato.
Gyllenhaal ha poi aggiunto: “Eppure questa è una realtà
fondamentale della cultura in cui viviamo. Proprio mentre stavo
montando questo film, nel mondo si sono verificati tanti episodi di
brutalità sconvolgente contro le donne. Quindi, se dobbiamo
mostrarla, dobbiamo farlo in un modo che sia molto difficile da
guardare, perché è davvero terribile.“
Alla première londinese dello scorso weekend, Maggie
Gyllenhaal ha inoltre dichiarato che il
consenso è “la questione principale” nella storia della
sposa di Frankenstein. “Non posso fare un film sulla sposa di
Frankenstein senza che il tema del consenso sia davvero centrale,
perché lei fondamentalmente non ha alcuna voce in capitolo,”
ha spiegato. Viene infatti creata da una brillante scienziata
interpretata da Annette
Bening,
per volere di Frankenstein, che desidera colmare la sua solitudine
con una compagna. “Noi non nasciamo già donne adulte. E non ci
viene detto che siamo state create per sposare qualcun altro…
Voglio dire, e lei? È proprio questo ciò di cui parla il
film.”
L’attrice Maggie
Grace si è costruita negli anni un forte status grazie
alle celebri serie TV a cui ha avuto modo di partecipare, spesso in
ruoli di rilievo o da protagonista. Non ha tuttavia mancato di
recitare anche per il grande schermo, dove ha preso parte a film
che le hanno permesso di recitare al fianco di noti attori o con
importanti registi. Ecco 10 cose che non sai di Maggie
Grace.
Maggie Grace: i suoi film e
le serie TV
10. Ha preso parte a
celebri serie TV. Grazie al ruolo di Shannon
Rutherford nella celebre serie Lost
(2004-2010), dove recita accanto a Evangeline
Lillye Dominic
Monaghan, l’attrice ha modo di ottenere una buona
notorietà sul piccolo schermo, che la porta poi ad ottenere ruoli
di rilievo anche in serie come Californication (2013)
Master of Sex (2015) e Fear the Walking
Dead (2018-in corso). Negli anni ha inoltre avuto modo di
partecipare ad alcuni episodi di serie come Cold Case – Delitti
irrisolti (2004), Oliver Beene (2004), Law &
Order – Unità vittime speciali (2004) e The Following
(2013).
9. Ha recitato per il
grande schermo. Nella carriera dell’attrice non vi è solo
la televisione, ma negli anni ha anche preso parte a diversi film
per il cinema. Il primo ruolo di rilievo è quello nel film The
Fog – Nebbia assassina (2005), per poi comparire in
Suburban Girl (2007), con Alec
Baldwin, Il club di Jane Austen (2007), con
Emily
Blunt, Io vi troverò (2008), nel ruolo di Kim
accanto all’attore Liam
Neeson, Innocenti
bugie (2010), con Tom
Cruise, The Experiment (2010), con
Forest
Whitaker, e The Twilight Saga:
Breaking Dawn – Parte 1 (2011) e The Twilight Saga:
Breaking Dawn – Parte 2 (2012), dove recita accanto a
Robert
Pattinson e Kristen
Stewart. Riprende poi il ruolo di Kim anche nei sequel
Taken – La
vendetta (2012) e Taken 3 – L’ora della verità
(2015). Negli ultimi anni ha invece recitato in La scelta – The
Choice (2016), Aftermath – La vendetta (2017) e
Hurricane – Allerta uragano (2018).
8. Ha ottenuto importanti
riconoscimenti. Grazie ai celebri titoli a cui ha preso
parte nel corso degli anni, l’attrice ha avuto modo di conquistare
alcuni prestigiosi riconoscimenti dell’industria hollywoodiana. Su
tutti vi è lo Screen Actors Guild Awards vinto nel 2006 come
miglior cast di una serie drammatica per la serie Lost.
Sempre per tale serie ha ricevuto una nomination ai Teen Choice
Awards come miglior performance di debutto. Viene poi nominata
nuovamente al premio come miglior attrice di un film d’azione per
Taken 3 – L’ora della verità.
Maggie Grace è su Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo seguito da 322 mila persone. All’interno
di questo l’attrice è solita condividere sue foto personali
scattate in momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi. Non
mancano però anche immagini che la raffigurano sui set a cui ha
preso parte, o ancora foto o video promozionali dei suoi progetti
da interprete.
Maggie Grace: chi è suo
marito
6. È molto
riservata. L’attrice si è sempre dimostrata restia a
condividere dettagli della propria vita sentimentale o privata. Nel
febbraio del 2017 annuncia però di essere fidanzata ufficialmente
con Brent Bushnell, CEO di una compagnia d’intrattenimento. I due
si sposano poi nel maggio dello stesso anno. Tramite il proprio
profilo Instagram ha infine reso nota la sua gravidanza, che la
porterà ad essere mamma per la prima volta.
Maggie Grace in Twilight
5. Ha avuto un ruolo nella
nota saga. L’attrice ottiene una buona notorietà
ricoprendo il ruolo di Irina, del clan dei Denali, personaggio
chiave nello sviluppo degli ultimi due film dedicati alla saga di
Twilight. Questa è una vampira amica della famiglia
Cullen, la quale si schiererà al loro fianco nel corso della
battaglia conclusiva.
4. È rimasta
particolarmente attratta dal personaggio. L’attrice ha
affermato di aver desiderato per anni di ottenere un ruolo come
quello di Irina, per mettersi alla prova con un carattere
completamente inedito. L’elemento che infatti più di tutti ha
attratto l’attrice è la natura controversa del personaggio, sempre
in bilico tra il bene e il male, e che pertanto risultasse
difficile da comprendere a primo impatto.
Maggie Grace in Taken
3. Si è esercitata per un
preciso scopo. Nella trilogia di film d’azione con
Liam Neeson, l’attrice ricopre proprio il
ruolo della figlia rapita del protagonista. Il personaggio è
indicato avere diciassette anni, mentre al momento delle riprese
del primo film l’attrice ne aveva 26. Per poter risultare
realistica come adolescente, la Grace è stata allenata da un noto
istruttore a livello mondiale al fine di ottenere delle movenze che
potessero farla sembrare più giovane.
Maggie Grace in Fear The Walking
Dead
2. È entrata a far parte
del cast principale. Nel 2018 l’attrice viene scelta per
ricoprire il ruolo di Althea, una giornalista che, a partire dalla
quarta stagione, si imbatterà nel gruppo protagonista della serie
Fear The WalkingDead, spin-off della serie
principale legata al mondo degli zombi. Il suo ruolo diventa con il
tempo sempre più centrale, riportando l’attrice ad essere un volto
noto della televisione.
Maggie Grace: età e altezza
1. Maggie Grace è nata a
Columbus, in Ohio, Stati Uniti, il 21 settembre 1983.
L’attrice è alta complessivamente 175 centimetri.
Maggie Grace, attrice statunitense
che ha dato il volto a Shannon nella serie Tv Lost, tornerà a
lavorare con Luc Besson in un altro thriller.
Dopo Io vi troverò, l’attrice
infatti sarà nel cast di Lock Out, thriller fantascientifico in 3D
la cui regia sarà affidata a James Mather e Stephen St Leger. Guy
Pearce, protagonista maschile, dovrà portare a termine un’improba
missione: salvare la figlia del presidente degli Stati Uniti
(interpretata da Maggie Grace) da una prigione situata nello spazio
in cui sono detenuti 500 tra i più temuti criminali della terra. Il
film, le cui riprese inizieranno a settembre a Belgrado, sarà
distribuito dalla Sony. Nel cast ci saranno anche Tom Hollander e
Peter Stormare.
Popolare attrice spagnola,
Maggie Civantos ha negli ultimi anni guadagnato
notorietà grazie ai suoi ruoli in progetti diversi, dal cinema alle
soap opera, e fino ad alcune acclamate serie televisive. Grazie a
queste ultime, in particolare, ha potuto oltrepassare i confini
nazionali guadagnando consensi in diverse parti del mondo.
Ecco 10 cose che non sai di
Maggie Civantos.
Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Maggie Civantos: i suoi film e le
serie TV
10. Ha recitato in noti
lungometraggi spagnoli. La filmografia dell’attrice si
compone ancora di sole pellicole di produzione spagnola, come
Prime Time (2008), che segna il suo debutto. Negli anni
successivi guadagna poi popolarità grazie ai titoli
Temporal (2013), 321 dìas en Michigan (2014),
Crustàceos (2014), Escombros (2018), El mejor
verano de mi vida (2018), Alegria, tristeza (2018),
Antes de la quema (2019), La pequeña Suiza
(2019), e Influenze maligne (2019).
9. È nota per i suoi
ruoli cinematografici. Il primo ruolo televisivo a rendere
popolare l’attrice è quello nella serie Eva y kolegas
(2008). In seguito, la Civantos torna sul piccolo schermo per
recitare in Hospital Central (2009-2011), Arrayàn
(2012-2013), Bienvenidos al Lolita (2014), e Ciega a
citas (2014). A renderla davvero famosa, però, è la serie
Vis a vis – Il prezzo
del riscatto, dove dal 2015 al 2019 recita nel ruolo di
Macarena Ferreiro, una delle protagoniste, recitando anche al
fianco dell’attrice Alba
Flores. Altro ruolo importante per la Civantos è
quello di Angeles Vidal in Le ragazze del centralino
(2017-2020). Nel 2020 riprende il ruolo di Macarena nella serie
spin-off Vis a vis: El Oasis, dove recita accanto a
Najwa
Nimri.
8. Ha ottenuto importanti
riconoscimenti. Con la serie Vis a vis, la
Civantos è diventata una delle più apprezzate interpreti del
panorama spagnolo. Ciò viene ulteriormente ribadito anche dalle due
nomination come miglior attrice televisiva che la Civantos ha
ricevuto nel 2016 e nel 2017 agli Award of the Spanish Actors
Union, vincendo nella prima di queste due occasioni.
Maggie Civantos è su Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo seguito da 2 milioni di persone.
All’interno di questo, la Civantos è solita condividere fotografie
scattate in momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi. Non
mancano però anche curiosità personale, e immagini promozionali dei
suoi progetti da interprete.
Maggie Civantos e il litigio con
Najwa Nimri
6. Ha discusso realmente con
la sua collega. Nella nuova serie che vede protagonista la
Civantos, Vis a vis: El Oasis, dove recita accanto a
Najwa Nimri, si sarebbe rivelato l’astio presente
tra le due attrici. Durante una delle puntate, infatti,
quest’ultima da uno schiaffo alla prima, cosa che a quanto pare non
era prevista in sceneggiatura. Questo sarebbe il culmine di un
periodo di divergenza tra le due attrici, che però non è stato
ufficialmente commentato dalle due.
Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Maggie Civantos in Vis a vis
5. È stata assente per un
lungo periodo. A partire dal secondo episodio della terza
stagione, e fino al penultimo della quarta, il personaggio
interpretato dall’attrice esce di scena. La Civantos ha motivato
questa lunga assenza per via degli impegni previsti con la serie
Le ragazze del centralino. L’attrice non sapeva come
sarebbe stato gestito a riguardo il suo personaggio, ma gli
sceneggiatori hanno deciso di farlo semplicemente entrare in coma,
così da permettergli un futuro ritorno.
4. È la protagonista dello
spin-off. Nel 2020 l’attrice riprende ufficialmente il
ruolo di Macarena per essere la protagonista dello spin-off
intitolato Vis a vis: El Oasis. Ambientata qualche anno
dopo il termine della serie originale, questa segue ora le vicende
di Macarena e Zulema una volta uscite di prigione. Le due sono
ancora solite dedicarsi a furti e crimini, ma le loro strade sono
prossime a separarsi.
Maggie Civantos in Le ragazze del
centralino
3. Ha scelto di lasciare la
serie. Costretta a doversi dividere per diverso tempo tra
le riprese delle serie Vis a vis e Le ragazze del
centralino, la Civantos ha infine deciso di abbandonare
quest’ultima. Arrivata alla quarta stagione, ha infatti appeso al
chiodo in panni di Angeles, per potersi dedicare a tempo pieno allo
spin-off dell’altra serie spagnola di cui era protagonista.
2. Si è detta soddisfatta
della conclusione scritta per il suo personaggio. Molti
fan si sono dimostrati delusi da quanto previsto per il personaggio
di Angeles, interpretato dall’attrice. Questa, però, ha affermato
che per quanto si tratti di una conclusione brusca, era la migliore
che si potesse trovare, completando in modo coerente l’arco
narrativo del personaggio.
Maggie Civantos: età e altezza
1. Maggie Civantos è nata a
Malaga, in Spagna, il 28 dicembre 1984. L’attrice è alta
complessivamente 171 centimetri.
Ecco il trailer di
Magari, il film di Ginevra
Elkann, in uscita al cinema dal 26 marzo
grazie a BIM Distribuzione. Nel cast
Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Milo Roussel, Ettore
Giustiniani, Oro De Commarque, Céline Sallette, Benjamin
Baroche e Brett Gelman.
Magari è
una commedia sentimentale che racconta la storia
di Alma, Jean e Sebastiano, tre fratelli molto legati tra loro che
da Parigi, città in cui vivono nel sicuro, seppur bizzarro,
ambiente alto borghese della madre di fede russo-ortodossa, si
ritrovano scaraventati nelle braccia di Carlo, padre italiano,
assente, anticonformista e completamente al verde che non ha alcuna
idea di come badare a sé stesso, figuriamoci ai figli. Durante una
vacanza di Natale passata in una casa al mare insieme a Carlo e
alla sua collaboratrice Benedetta, in un momento di sospensione
dalle loro vite vere, i nodi delle tensioni di famiglia vengono al
pettine. Carlo scopre degli aspetti oscuri della sua ex moglie e
dimostra ai suoi figli di essere un padre inaffidabile, ma
incredibilmente carismatico e – nonostante le sfide e le tensioni
quotidiane – la piccola Alma continua a credere fermamente che un
giorno MAGARI la sua famiglia possa tornare a unirsi come un
tempo.
Una Produzione Wildside con
Rai Cinema. Prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani con
Lorenzo Gangarossa per Wildside, una coproduzione italo-francese
coprodotto da Tribus P Films e da Iconoclast.
La maga più famosa della Germania torna a
compiere magie dopo aver raggiunto un discreto successo con la sua
prima avventura. Questa volta abbandona i confini tedeschi per
recarsi nella lontana India dove urge il suo aiuto e i suoi
incantesimi.
Il 19 luglio 1992,
all’altezza del numero civico 21 di via Mariano
D’Amelio a Palermo, il magistrato Paolo
Borsellino e cinque agenti della scorta — Agostino
Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e
Claudio Traina — persero la vita in un attentato terroristico
organizzato da Cosa Nostra. A trent’anni dal tragico evento, il
canale culturale Arte in Italiano
(arte.tv/it) trasmette per la prima volta
Mafioso, tra le tenebre di Cosa
Nostra, il documentario in cui tre
pentiti — arrestati all’inizio degli anni Novanta —
prendono la parola raccontando come sono diventati
mafiosi e, allo stesso modo, come e quando hanno deciso di tagliare
i ponti con l’organizzazione criminale. Il documentario è firmato
da Mosco Levi Boucault, che già in passato, in opere come Ils
étaient les Brigades Rouges e Corleone, le parrain des
parrains, ha approfondito storie e fatti legati alla
criminalità organizzata e al terrorismo che hanno profondamente
segnato l’Italia.
“Eravamo davvero dei macellai.
Mi viene la pelle d’oca quando ci penso“, confessa un uomo in
controluce, il viso nascosto per proteggere la sua nuova identità.
Si tratta di Paolo Francesco Anzelmo che, dopo
aver partecipato al commando che uccise il generale Dalla Chiesa,
allora prefetto antimafia di Palermo, e dopo essere stato
condannato all’ergastolo, ha scelto di collaborare con la giustizia
per ottenere una riduzione della pena. Una scelta, questa, che
condivide con Giovanni Brusca, implicato
nell’attentato al giudice Falcone e nell’assassinio del piccolo
Giuseppe Di Matteo, e Giuseppe Marchese, il nipote
modello di Filippo Marchese, il capofamiglia che aveva creato a
Palermo una “camera della morte” dove torturava, strangolava e
scioglieva nell’acido i mafiosi “decaduti”.
Presentato a Cosa Nostra dagli zii,
nonostante gli sforzi della madre per sottrarlo alla loro presa,
Anzelmo ha seguito una traiettoria simile a quella dei suoi ex
complici: un primo omicidio seguito da una cerimonia di
iniziazione, poi una vita divisa tra un lavoro legale di facciata e
la spietata quotidianità dell’organizzazione, che “ha la precedenza
sulla famiglia di sangue”, tanto da portarlo a uccidere due dei
suoi zii, mafiosi caduti in disgrazia. Tutto per ordine di
Totò Riina.
Tra vedute notturne di Palermo e
immagini d’archivio, le loro storie, raccontate attraverso un
flusso di pensieri, domande e risposte che cerca di cogliere la
realtà ordinaria e demistificata di una vita mafiosa, sprigionano
un’umanità inquietante: questi uomini appaiono infatti tanto
carnefici assetati di sangue quanto vittime reclutate in una
terribile organizzazione criminale.
Il documentario è fruibile
gratuitamente sul sito arte.tv/it
o sulle app ARTE per smart TV, Fire TV, Apple
TV e dispositivi mobili.
Maestro è un’imponente e impavida
storia d’amore che ripercorre la relazione durata una vita tra
Leonard Bernstein e Felicia Montealegre Cohn Bernstein. Maestro non
è solo una dichiarazione d’amore alla vita e all’arte, ma
essenzialmente una rappresentazione emotivamente epica di famiglia
e amore.
Sembra che
Bradley Cooper debba ringraziare l’intercessione
di Steven Spielberg se è riuscito a
dirigere il suo secondo film, Maestro,
che verrà presentato al Festival di Venezia in questo momento in
svolgimento al Lido. Dopo il suo debutto alla regia, A Star is
Born, apparso sugli schermi nel 2018 e sempre presentato a Venezia,
Cooper torna alla regia cinque anni dopo con il suo nuovo film,
Maestro. Il film esplorerà la vita, l’amore e la
carriera del leggendario compositore Leonard
Bernstein, che Cooper interpreta nel film insieme a un
cast di supporto composto da
Carey Mulligan, Maya Hawke e
Matt Bomer.
Secondo la produttrice
Kristie Macosko Krieger (via Deadline), il regista
Steven Spielberg ha contribuito a spingere Cooper
a dirigere Maestro.
Spielberg avrebbe dovuto dirigere il film con Cooper come
protagonista, ma mentre si concentrava invece sulla regia di
West Side Story, Cooper gli suggerì
di essere in grado di “mettersi in gioco”. Cooper ha poi incontrato
Spielberg nel 2018 per mostrargli gli inizi di A Star is
Born. Fu allora che Spielberg pronunciò una frase critica
per esortare Cooper a dirigere il film su Bernstein: “Stai
dirigendo questo film, devi dirigere Maestro”.
“Beh, ha invitato me, Josh e
Steven a guardarlo molto prima che uscisse il film, e circa 20
minuti dopo l’inizio del film Steven si è insinuato e ha detto “Hai
diretto questo film, devi dirigere Maestro.” Quindi a quel punto
siamo nel 2018. I diritti sul progetto stavano scadendo e Bradley
dovette convincere la famiglia Bernstein che era la persona giusta
per intraprendere il progetto. E così è andato dalla famiglia. Ha
ottenuto i diritti. Ora sta dirigendo e producendo, e si rendono
conto che gestirà questo film con estrema cura e dettaglio. È
andato davvero dalla famiglia e si è venduto e poi ha avuto tutto
quello di cui aveva bisogno, ora faremo questo film, e Bradley non
voleva fare un film biografico.”
Maestro
racconta la complessa storia d’amore di Leonard Bernstein e Felicia
Montealegre Cohn Bernstein (Carey
Mulligan), una storia che dura da oltre 30 anni. Forse
meglio conosciuto per la colonna sonora di West Side
Story di Broadway e del classico film di Marlon
BrandoFronte del Porto, Bernstein ha
sposato l’attrice nel 1951 e ha avuto tre figli con lei, con la
coppia che si è divisa tra New York e il Connecticut. A complicare
la dinamica tra i due sono state le relazioni che ha avuto nel
corso degli anni, sia con uomini che con donne, anche se condotte
con la consenziente consapevolezza di Felicia. I due sono stati
separati a un certo punto per un periodo di un anno, anche se alla
fine sono rimasti insieme fino alla morte di Felicia nel 1978.
Bradley Cooper ha scritto la sceneggiatura di Maestro
con il premio Oscar per Il caso SpotlightJosh Singer, ed è anche affiancato nell’ensemble
da Matt Bomer, Maya Hawke, Sarah Silverman, Josh Hamilton,
Scott Ellis, Gideon Glick, Sam Nivola, Alexa Swinton e
Miriam Shor.
Maestro è un’imponente e
impavida storia d’amore che ripercorre la relazione durata una vita
tra Leonard Bernstein e Felicia
Montealegre Cohn Bernstein. Maestro non è solo
una dichiarazione d’amore alla vita e all’arte, ma essenzialmente
una rappresentazione emotivamente epica di famiglia e amore. Dopo
A Star is Born, Bradley Cooper torna dietro la macchina da
presa per questo inno alla vita di Bernstein, all’amore per il suo
lavoro e per la sua famiglia. Ancora una volta una storia d’amore
struggente e commovente che attraverso questo biopic di Netflix ci porta in un mondo fatto di musica.
Il film sarà distribuito in alcuni cinema selezionati e sulla
piattaforma dal 20 dicembre.
Maestro, la trama
Dopo il successo di A
Star is Born del 2018, candidato a otto premi
Oscar, Bradley Cooper torna alla macchina da presa e
questa volta lo fa con un biopic su una delle personalità più
irriverenti del mondo della musica e dello spettacolo:
Leonard Bernstein interpretato da Cooper stesso.
Ad affiancarlo Carey Mulligan (Una
donna promettente), nei panni dell’acclamata attrice,
artista e attivista Felicia Montealegre Cohn Bernstein. All’interno
del film però non ci si concentra sui suoi maggiori successi o
sulla loro realizzazione – si accenna solo brevemente a West Side Story – il fulcro sono i legami che hanno
caratterizzato la vita di Bernstein e che hanno contribuito a
renderlo uno dei direttori d’orchestra più acclamati. Non a caso
West Side Story perché questo film
ha tra i produttori Steven Spielberg che nel 2021 ha conquistato
con un rifacimento del film.
Ci troviamo nei primi anni della
sua carriera, in un flashback – in parte in bianco e nero
soprattutto nella prima parte – che il personaggio di Bradley Cooper ha evocato per ricordare
il periodo più florido della sua vita. In particolare, al rapporto
con la moglie che proprio nella seconda parte del film diventa come
una protagonista della pellicola, mettendo in secondo piano la
figura del Cooper. Felicia Montealegre, una donna
che ha fatto del suo nome un modo di comportarsi. Mai una parola
fuori posto e sempre pronta a conquistare il marito con una risata.
Il loro amore è stato sincero e ricambiato ma non è stato sempre
felice.
La musica che cura e agita
Nella relazione da
Leonard e Felicia però c’è sempre
stato un terzo incomodo, anche più di uno. Le precedenti relazioni
di Leonard, che nella pellicola non nasconde la sua omosessualità,
e la musica. Tutte relazioni unite tra di loro, come un collante e
che agitano e curano allo stesso tempo il cuore di
Bernstein. Le interpretazioni di Cooper e di
Mulligan non fanno altro che rendere la pellicola ancora più
gradevole. Con l’utilizzo del trucco, Leonard Bernstein prende
davvero vita nell’attore e regista che con questa interpretazione
potrebbe essersi guadagnato una nomination per gli Oscar. Il
personaggio così caotico ma fortemente ironico e teatrale rende
bene sul grande schermo e la sua storia arriva al cuore dello
spettatore.
Nelle sue due ore complessive di
durata, la vita di Bernstein prende diverse pieghe. Un uomo così
caratterialmente ingombrante da occupare tutta la stanza che
inevitabilmente mette in ombra la moglie – anche lei facente parte
del mondo dello spettacolo. Ma capace di fare un passo indietro,
mettere da parte la sua crisi interiore per restare al capezzale
della moglie nel momento del bisogno. Infatti, anche il titolo,
Maestro, è un vero e proprio atto di amore alla
coppia. Ma senza tralasciare la fluidità di Lenny
che lo rende a oggi un personaggio moderno. Sembra ambiguo e
estroverso sia nelle relazioni che nella musica, in grado di
conquistarti con uno sguardo o attraverso la direzione di uno dei
suoi pezzi.
L’estate dentro di te
“Se non hai l’estate dentro di
te, allora non puoi fare musica”. Sempre fonte di grande
ispirazione per il marito, Felicia Montealegre lo
ha accompagnato supportato ma anche protetto da tutto e da tutti.
Una spalla e una compagna di vita su cui poter fare affidamento e
su cui è concentrata la parte finale del film. La malattia che la
consuma e che consuma anche Lenny che ancora una volta soffoca le
grida all’interno di un cuscino. In seguito alla morte della
moglie, il flashback è quasi finito e il racconto della storia
della versione anziana del personaggio si perde e diventa fluido,
come se senza di lei tutti i giorni fossero uguali.
Cooper si dimostra all’altezza
della sua seconda regia implementandola di tecniche
cinematografiche, il film però ha avuto una realizzazione corale ed
è servito un importante sforzo di produzione da parte di tutta la
troupe per realizzarlo. Il lavoro è servito a portare in scena un
delle personalità più stravaganti che ha attraversato i decenni con
la sua musica e che noi continueremo a cantare a ritmo di New
York New York.
Prime immagini dal set di Maestro,
film diretto, prodotto, scritto e interpretato da
Bradley Cooper nei panni di Leonard
Bernstein. Nel cast anche
Carey Mulligan, Matt Bomer e
Maya Hawke. Maestro è prodotto anche da
Martin Scorsese, Steven Spielberg, Kristie Krieger, Fred
Berner e Amy Durning. Il film sarà
disponibile prossimamente su Netflix.
1 di 4
La trama
Maestro racconta
la complessa storia d’amore tra Leonard Bernstein e Felicia
Montealegre Cohn Bernstein, una storia che abbraccia oltre 30 anni
– dal loro incontro nel 1946 a una festa e poi continuata
attraverso due fidanzamenti, un matrimonio di 25 anni e tre figli:
Jamie Bernstein, Alexander Bernstein e Nina Bernstein Simmons.
Diretto da
Bradley Cooper (Candidato all’Oscar) Maestro
vede protagonisti un cast d’eccezione composto da
Bradley Cooper (Candidato all’Oscar),
Carey Mulligan (Candidata all’Oscar®),
Matt Bomer, Maya Hawke. Il film è prodotto
da Martin Scorsese, Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger,
Bradley Cooper, Fred Berner, Amy Durning.
Arriva
daDeadlinela
notizia che il vincitore del Golden Globe Matt Bomer ha avviato le prime trattative per
un ruolo non rivelato nel cast del prossimo dramma biografico
Maestro, il film originale Netflix
basato sulla vita di Leonard Bernstein che sarà
diretto dal candidato all’Oscar Bradley Cooper. In una precedente intervista,
Bradley Cooper aveva rivelatoche la produzione sta attualmente pianificando di iniziare le
riprese del progetto a maggio.
Matt Bomer è noto soprattutto per la sua acclamata
interpretazione nel film drammatico televisivo della HBOThe Normal Heart,
interpretato anche da
Mark Ruffalo,
Julia Roberts e Jim
Parsons. Ha vinto il suo primo Golden Globe come
miglior attore non protagonista. I suoi altri progetti
importanti includono film come In
Time, Magic
Mike,The Nice
Guys, The
Magnificent
Seven e The
Boys in the Band, oltre alle serie tv
comeChuck, White
Collar, Glee, American Horror
Story e Doom
Patrol.
Il film Maestro
Maestro
racconterà la storia meravigliosamente complessa del matrimonio tra
Bernstein e sua moglie, Felicia Montealegre, nell’arco di oltre 30
anni. Insieme a Bradley Cooper nel cast
confermati Carey Mulligan nei panni di Felicia
Montealegre e Jeremy Strong nei panni di John Gruen.
Secondo alcune indiscrezioni l’obiettivo principale di Cooper nel
progetto è sempre stato quello di raccontare il “rapporto
intenso e complesso” tra Bernstein e Montealegre. Secondo quanto
riferito, la star e regista ha lavorato a stretto contatto con i
figli di Bernstein, Jamie, Alexander e Nina, negli ultimi due
anni.
Maestro è co-scritto da Cooper e
Josh Singer con
Martin Scorsese, Steven Spielberg,
Bradley Cooper e il suo partner di produzione di Joint
Effort Todd Phillips (Joker), Kristie Macosko
Krieger, la produttrice nominata all’Oscar Emma
Tilliinger Koskoff (The Irishman , Joker)
e Fred Berner e Amy Durning sono i produttori. La
Amblin Entertainment di Spielberg è ancora legata al progetto che
era stato inizialmente creato dalla Paramount Pictures. Lo streamer
darà al film una significativa uscita nelle sale prima che debutti
in esclusivamente su Netflix.
Maestro (qui la recensione) è approdato
il 20 dicembre su Netflix, circa un mese dopo l’uscita del film in
alcune sale statunitensi a novembre e dopo la presentazione in
anteprima alla Mostra
del Cinema di Venezia 2023. Diretto da Bradley Cooper – che è anche interprete,
co-sceneggiatore e produttore del film – il film ripercorre la
carriera di Bernstein come direttore d’orchestra a
partire dal 1943 fino agli anni ’80. In realtà, il vero fulcro
tematico è il rapporto di affetto eterno tra il direttore d’orchestra e
Felicia Montealegre, interpretata da Carey Mulligan nel film. In questo articolo,
analizziamo le differenze tra la storia vera di Leonard Bernstein e
Felicia Montealegre, raccontata in
Maestro.
La carriera di Leonard Bernstein è
decollata dopo aver sostituito il direttore d’orchestra alla
Carnegie Hall?
La risposta è sì: la vera storia
dietro a Maestro
conferma che quando il direttore d’orchestra previsto alla Carnegie
Hall si ammalò prima di un’esibizione nel 1943, fu chiesto al
direttore d’orchestra assistente, LeonardBernstein, di sostituirlo all’ultimo minuto. A 25
anni, salì sul palco la sera stessa senza aver mai fatto alcuna
prova con l’orchestra. La sua performance fu ipnotica e la sua
carriera iniziò a decollare. Come nella vita privata, anche
professionalmente Bernstein si trovò di fronte a un bivio.
Era appassionato sia di direzione
d’orchestra che di composizione: la prima gli veniva naturale,
mentre la seconda gli risultava terribilmente difficile. Tuttavia,
considerava la composizione come l’attività creativa più vitale.
Come compositore, il suo contributo più significativo è stato il
successo di Broadway del 1957 West Side Story,
successivamente adattato in due film, il più recente dei quali è
l’adattamento
del 2021 diretto da Steven Spielberg, che è
stato anche produttore del film su Leonard
Bernstein, appunto Maestro
di Bradley Cooper.
Leonard Bernstein ha incontrato
Felicia Montealegre a una festa?
Leonard e
Felicia si sono incontrati la prima volta proprio
a una festa nel 1946, come viene mostrato in Maestro.
Le lettere che si sono scambiati in quegli anni indicano che
l’inizio della loro storia non è stato proprio rose e fiori.
Quell’estate, dopo essersi sentita ferita dal fatto che
Bernstein non l’aveva salutata quando era partito
per un viaggio a Londra, Felicia scrisse:
“Vedi, caro, anche se so che sei terribilmente occupato e
‘confuso’, spero ancora a malincuore che ti ricorderai della mia
esistenza senza che io te lo ricordi per sempre“.
Felicia era a conoscenza della
bisessualità di Leonard Bernstein prima di sposarlo?
All’epoca del loro matrimonio, nel
1951, Bernstein aveva già avuto una serie di
relazioni e di rapporti sessuali con uomini, che risalivano a
quando era studente ad Harvard. Fu allora che ebbe una relazione
con il suo mentore, il direttore d’orchestra Dimitri
Mitropoulos. Ebbe anche una relazione con il compositore
Aaron Copland. Nel 1948, solo tre anni prima di
sposare Felicia, ebbe una storia d’amore con un
giovane soldato israeliano di nome Azariah
Rapoport.
“Non riesco a credere di aver
trovato tutte le cose che desideravo riunite in una sola“,
scrisse del periodo trascorso con Rapoport. “È un’esperienza
incredibile, snervante, straziante e meravigliosa. Ha cambiato
tutto“. Anche negli anni successivi al matrimonio del 1951 con
l’attrice Felicia Montealegre,
Bernstein ebbe molteplici relazioni sia con uomini
che con donne. Continuò ad avere relazioni con uomini fino alla sua
morte, avvenuta nel 1990.
L’omosessualità di Leonard
Bernstein ha avuto ripercussioni sulla moglie Felicia?
Secondo Jamie,
figlia di Leonard, nel 2018, nel libro di memorie
Famous Father Girl: A Memoir of Growing Up Bernstein, la
madre scrisse al padre poco dopo il loro matrimonio, dicendogli:
“Sei omosessuale e potresti non cambiare mai – non ammetti la
possibilità di una doppia vita, ma se la tua tranquillità, la tua
salute, il tuo intero sistema nervoso dipendono da un certo modello
sessuale cosa puoi fare? … Sono disposta ad accettarti così come
sei senza fare la martire e sacrificarmi sull’altare di L.B.“.
Tuttavia, nel suo libro di memorie, Jamie scrive che sua madre si è
proprio sacrificata. “È così che mi sento“, ha detto alla
CBS Sunday Morning. “Sento che le è costato tutto rimanere con
lui. È stata davvero dura per lei e credo che in un certo senso
abbia contribuito alla sua morte prematura“.
La lettera di
Felicia a Leonard affermava anche
che gli avrebbe permesso di fare ciò che voleva “senza sensi di
colpa e confessioni“, un sentimento che emerge anche nel film
Maestro.
Scriveva: “Il nostro matrimonio non si basa sulla passione, ma
sulla tenerezza e sul rispetto reciproco“. Il loro accordo
dava a Leonard la libertà di fare ciò che voleva, ma finì per avere
un impatto significativo sul loro matrimonio, soprattutto su
Felicia, che morì di cancro ai polmoni nel 1978, all’età di 56
anni. Lei e Leonard erano sposati da 26 anni.
Leonard Bernstein ha lasciato la
moglie Felicia per vivere con un uomo?
Due anni prima della morte di
Felicia, Bernstein decise di non
nascondere più la sua omosessualità e lasciò la moglie per un
periodo di tempo per vivere con un giovane studioso di musica di
nome Tom Cothran, che aveva conosciuto e di cui si
era innamorato nel 1971. A Felicia non andava particolarmente a
genio Cothran, in parte perché Bernstein aveva affermato che
Cothran era il suo migliore amico e non lei. Secondo la biografia,
disse al marito che “sarebbe morto da vecchio amareggiato e
solo“.
Fumatrice accanita per gran parte
della sua vita, a Felicia fu diagnosticato un
cancro ai polmoni non molto tempo dopo la loro separazione e
Bernstein tornò a vivere con lei dopo aver saputo
della sua malattia. Si prese cura di lei fino alla sua morte,
avvenuta il 16 giugno 1978. In preda ai sensi di colpa, non riprese
mai la relazione con Cothran, ma i due rimasero
amici fino a quando Cothran morì di AIDS nel 1987. Nella sua
biografia, Humphrey Burton ha scritto che il
“senso di colpa” di Bernstein non lo abbandonò mai e che
non si riprese mai dalla perdita di Felicia.
Sebbene molte delle conversazioni
private di Maestro
siano romanzate, comprese quelle tra Bernstein
(Cooper) e sua moglie e le conversazioni con i
vari uomini della sua vita, le linee generali di queste relazioni
sono state comunque rispettate, così come alcuni dettagli minori.
Fortunatamente, gli sceneggiatori di MaestroBradley Cooper e Josh
Singer hanno avuto a disposizione una serie di lettere
personali di Bernstein che sono state pubblicate nell’antologia di
600 pagine del 2013 intitolata The Leonard Bernstein
Letters, che comprende la corrispondenza con i suoi mentori, i
suoi collaboratori, le celebrità e altre persone che gli erano
vicine, tra cui la moglie Felicia. La sua vita
pubblica come direttore d’orchestra e celebrità ha comportato una
grande quantità di filmati dei suoi concerti, delle prove e delle
interviste televisive. Nel film viene ricreata una memorabile
intervista a Bernstein e alla moglie.
Ciò che viene efficacemente
trasmesso in questo film su Leonard Bernstein è
come la sua ispirazione a fare musica fosse direttamente legata
alla libertà di essere se stesso nella sua vita personale. Questo
aspetto è riassunto nel film quando Felicia
(Carey
Mulligan) gli dice: “Se non c’è nulla che canta in
te, allora non puoi fare musica“. Maestro
è un film scritto per rivolgersi a un pubblico più ampio e non
specificamente agli aficionados di
Bernstein. Riesce ad andare oltre i tabloid per
offrire una visione della sua vita personale e di ciò che guidava
la sua creatività anche se, forse, non riesce a cogliere la portata
dei suoi successi musicali – ma questa non sembra essere la vera
intenzione di Bradley Cooper.
A dispetto del titolo del film, è
proprio Felicia a ergersi come il personaggio
principale del film, nel suo ritratto di una donna che si confina
volontariamente nell’orbita accattivante ma debilitante di un
marito che non è in grado di amarla come lei ama lui e che le
spezza costantemente il cuore. Questo non significa affatto che i
due non si amassero, come hanno sottolineato parenti e amici: la
storia di Maestroè
proprio questa, quella di un amore eterno e impavido, fondato sul
rispetto reciproco e sull’affetto inestimabile tra Leonard
Bernstein e Felicia Montealegre.
Dal 20 Dicembre è disponibile su
NetflixMaestro (qui la recensione), biopic su
Leonard Bernstein di e
con Bradley Cooper, presentato in anteprima alla
Mostra
del Cinema di Venezia 2023. Un progetto che segna il ritorno
alla regia dell’attore dopo il successo di A Star is Born e che ha subito ricevuto reazioni
positive sia dagli spettatori che dalla critica fin dall’uscita del
trailer del film. Al centro della pellicola, vi è la storia d’amore
tra il celebre direttore d’orchestra e la moglie Felicia
Montealegre, interpretata da Carey Mulligan: un matrimonio contraddistinto
da un profondo affetto che li ha aiutati a rimanere insieme
nonostante le sfide e le difficoltà che hanno dovuto affrontare,
tra cui l’omosessualità di Bernstein e la malattia di Felicia. In
occasione dell’uscita del film, in questo articolo ripercorriamo
dunque gli eventi principali della storia di Leonard
Bernstein e Felicia Montealegre.
La trama di Maestro
racconta 30 anni di storia di Leonard Bernstein
Il film di Bradley Cooper, che ripercorre 30 anni di vita
di Leonard Bernstein, racconta principalmente la
storia d’amore tra Bernstein e sua moglie, Felicia
Montealegre Cohn Bernstein. Si tratta dunque di un sentito
omaggio non solo al talento artistico di Bernstein
come direttore d’orchestra, ma anche al legame emotivo che
condivideva con la sua famiglia. Anche se 30 anni possono essere un
arco di tempo lungo da coprire per un film di 129 minuti, la
pellicola di Cooper riesce brillantemente a sviscerare il profondo
legame tra Felicia e Bernstein e l’evoluzione del direttore
d’orchestra americano come musicista durante quel periodo.
La conoscenza e il matrimonio
Mentre Felicia
Montealegre era un’attrice di successo, con ruoli che
spaziavano dal teatro di Broadway a rinomate serie televisive,
Leonard Bernstein era una delle figure più
brillanti del mondo della musica, soprattutto dopo il suo debutto
alla Filarmonica di New York. Il primo incontro tra i due, come
mostra Maestro,
avvenne ad una festa: fu il pianista cileno Claudio
Arrau, ex insegnante di pianoforte di Felicia
Montealegre, a presentarle Leonard
Bernstein a una festa da lui organizzata nel 1947. Pochi
mesi dopo questo incontro, i due si fidanzarono, ma Montealegre
lasciò Bernstein in meno di un anno. Negli anni successivi, lei si
legò sentimentalmente all’attore Richard Hart,
dopo aver recitato con lui in diverse opere teatrali. Purtroppo
Hart morì il 2 gennaio 1951. Sebbene Montealegre fosse ben
consapevole delle precedenti relazioni di Bernstein, dopo la morte
di Hart diede alla sua relazione una seconda possibilità. Il 12
agosto 1951 fu dunque annunciato il loro secondo fidanzamento e
meno di un mese dopo si sposarono al Tempio Mishkan Tefilah di
Boston.
Leonard Bernstein ha avuto
relazioni con uomini e donne mentre era sposato
Sebbene Leonard
Bernstein apparisse come un padre e un marito devoto agli
occhi del pubblico, ebbe molteplici relazioni con uomini e donne
mentre era sposato. Felicia Montealegre era a
conoscenza delle relazioni extraconiugali del marito e ha
riconosciuto il suo orientamento sessuale in una lettera privata.
“Sei omosessuale e potresti non cambiare mai – non ammetti la
possibilità di una doppia vita, ma se la tua tranquillità, la tua
salute, il tuo intero sistema nervoso dipendono da un certo modello
sessuale, cosa puoi fare?“. Nella stessa lettera, aggiungeva
anche che il loro matrimonio non era “basato sulla passione, ma
sulla tenerezza e sul rispetto reciproco“.
Nell’estate del 1971,
Leonard Bernstein incontrò Tom
Cothran (interpretato da Gideon Glick nel
film Maestro),
all’epoca direttore musicale di una radio classica di San
Francisco. Dopo aver legato per il comune interesse per la musica,
Cothran e Bernstein ebbero una
relazione e trascorsero spesso le vacanze assieme. Cinque anni dopo
il loro primo incontro, Bernstein lasciò poi la
moglie Felicia per andare a vivere con Cothran
nella California settentrionale. Secondo quanto riportato, la
decisione di Bernstein fece infuriare
Felicia, che gli disse che “sarebbe morto da
vecchio amareggiato e solo“.
La morte di Felicia
Montealegre
Poco dopo la partenza di
Bernstein per la California del Nord, tuttavia, a
Felicia Montealegre fu diagnosticato un cancro ai
polmoni. Dopo aver saputo della diagnosi,
Bernstein tornò da lei e se ne prese cura fino
alla sua morte, avvenuta il 16 giugno 1978. Aveva 56 anni quando
morì e fu sepolta al Green-Wood Cemetery di Brooklyn, New York.
Dopo la sua morte, Leonard Bernstein rimase amico
di Tom Cothran fino a quando il direttore musicale
morì di AIDS nel 1987.
La morte di Leonard Bernstein
Dopo la morte della moglie,
Leonard Bernstein continuò la sua carriera di
musicista e nel 1980 ricevette il Kennedy Center Honor for
Lifetime Contributions to American Culture through the Performing
Arts, a Washington. Altri grandi traguardi raggiunti nella sua
carriera sono stati la nomina a membro onorario della New York
Philharmonic nel 1984 e l’avvio dell’Accademia orchestrale
dello Schleswig-Holstein Musik Festival a Salzau, in
Germania. Come riportato in Maestro,
nell’ottobre 1990 Leonard Bernstein annunciò
ufficialmente il suo ritiro dalla direzione d’orchestra. Pochi
giorni dopo il suo pensionamento, il 14 ottobre 1990, si è spento
all’età di 72 anni, nel suo appartamento di New York. Secondo
quanto riportato, la causa del decesso fu un attacco cardiaco
causato da un tipo di cancro chiamato mesotelioma. Oggi riposa
accanto alla moglie al Green-Wood Cemetery di
Brooklyn.
Netflix
ha annunciato la data di uscita e un primo teaser per il suo nuovo
film, Maestro,
che segna la seconda regia cinematografica di
Bradley Cooper, dopo A Star Is Born.
Il film, che ha co-scritto, diretto e interpretato nei panni del
compositore Leonard Bernstein, uscirà nelle sale selezionate il 22
novembre, dopo l’anteprima mondiale nella
Selezione Ufficiale del Concorso della 80° Mostra
d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, per poi
arrivare sulla piattaforma il 20 dicembre.
Maestro
racconta la complessa storia d’amore di Leonard Bernstein e Felicia
Montealegre Cohn Bernstein (Carey
Mulligan), una storia che dura da oltre 30 anni. Forse
meglio conosciuto per la colonna sonora di West Side Story di Broadway e del
classico film di Marlon BrandoFronte del
Porto, Bernstein ha sposato l’attrice nel 1951 e ha avuto
tre figli con lei, con la coppia che si è divisa tra New York e il
Connecticut. A complicare la dinamica tra i due sono state le
relazioni che ha avuto nel corso degli anni, sia con uomini che con
donne, anche se condotte con la consenziente consapevolezza di
Felicia. I due sono stati separati a un certo punto per un periodo
di un anno, anche se alla fine sono rimasti insieme fino alla morte
di Felicia nel 1978.
Bradley Cooper ha scritto la sceneggiatura di Maestro
con il premio Oscar per Il caso SpotlightJosh Singer, ed è anche affiancato nell’ensemble
da Matt Bomer, Maya Hawke, Sarah Silverman, Josh Hamilton,
Scott Ellis, Gideon Glick, Sam Nivola, Alexa Swinton e
Miriam Shor. Di seguito, il poster del film:
Mentre Maestro
è stato annunciato come parte del programma di Venezia
80 alla fine del mese scorso, Cooper ha annunciato che non
prenderà parte alla promozione del film, a meno che lo sciopero
SAG-AFTRA non si concluda in qualche modo entro la fine di questo
mese.
Fresco di otto nomination
ai
Critics Choice Awards e quattro ai
Golden Globes, Maestro
di Bradley Cooper è sbarcato su Netflix. Il
biopic dedicato al leggendario compositore/maestro d’orchestra
Leonard Bernstein e a sua moglie Felicia
Montealegre rappresenta la seconda regia di
Cooper dopo il grande successo di A Star
Is Born. Ecco che cosa ci ha raccontato di maestro il
suo protagonista e regista.
Partiamo dal principio; come nasce il progetto di
realizzare Maestro?
Da bambino ero
ossessionato dal condurre un’orchestra, mi esercitavo per ore. Non
ero a conoscenza del progetto legato a Leonard Bernstein quando ha
iniziato a circolare, nel quando ne sono venuto a conoscenza ho chiesto
immediatamente a Steven Spielberg chi ne deteneva i diritti.
Josh Singer è salito a bordo e abbiamo iniziato a fare ricerche,
volevo capire che tipo di storia raccontare. È stato lui a
suggerire di esplorare il rapporto tra Leonard e Felicia, e ho
subito capito che la loro relazione era il cuore della storia che
volevo raccontare, un rapporto così complesso, non convenzionale,
intimo. Abbiamo iniziato a incontrare persone che li conoscevano e
una cosa mi ha colpito nel profondo: nessuno ha mai parlato di
Leonard Bernstein e sua moglie, erano sempre Lenny e Felicia. Era
chiaro che entrambi lasciavano la loro impronta personale sulle
persone.
È stato un processo complicato quello di
“diventare” Leonard Bernstein?
All’inizio ero
terrorizzato, poi col passare del tempo è diventato più semplice,
ma solo appena più semplice, e molto lentamente. La mia
preoccupazione maggiore era riprodurre quella voce suadente, capace
di metterti a tuo agio in qualsiasi situazione. Ho lavorato su di
essa fin dall’inizio, sei anni fa, un lungo periodo di tempo da cui
ho tratto enormi benefici. In pratica ci lavoro da prima che A Star
Is Born arrivasse al cinema. Per fortuna ai tempi di American Sniper ho cominciato a collaborare
con questo incredibile dialect coach, Tim Monich, con cui ho
lavorato anche grazie a A Star Is Born e La fiera delle illusioni.
Tim si è praticamente trasferito a casa mia a New York, abbiamo
lavorato insieme cinque giorni a settimana per quattro anni e
mezzo. Per quanto riguarda il lato estetico mi sono affidato
completamente a Kazu Hero che ha fatto un lavoro straordinario sul
trucco, anche con lui abbiamo lavorato per anni facendo test
filmati molto prima che iniziassimo a girare il film.
C’è stato un momento durante la lavorazione in cui
si è sentito sotto pressione?
Il primo giorno di
riprese, quello in cui il vecchio Leonard insegna a condurre a
William. Era la prima volta che mi presentavo di fronte ad altre
persone come Leonard Bernstein, ero davvero nervoso. E in più
ovviamente dovevo anche dirigere gli altri attori. Ho chiesto ad
alcuni tra i miei amici più cari di venire sul set, tra di essi
c’era anche Gabe Fazio, che conosco da una vita. Soltanto sapere
che era lì mi ha tranquillizzato. Un’altra scena che mi ha messo
sotto pressione è stata quella del concerto nella cattedrale dal
momento che dovevo condurre l’orchestra di Londra, una delle
migliori tre al mondo. Mi ero allenato con Gustavo Dudamel per
molto tempo, studiando anche un video di Bernstein condurre in quel
luogo negli anni ‘70. Eppure condurre mi riuscì impossibile,
continuavo a rimanere indietro nei tempi. Il giorno dopo sono
arrivato molto tempo, la cattedrale era ancora vuota. Pensando a
come sistemare la scena ho capito che in realtà il cuore era
Felicia, venuta a veder condurre Leonard senza provare alcun odio
per lui. L’abbiamo girata ancora una volta e quel pianosequenza è
quello che vedete nel film. È stato magnifico.
E come regista che tipo di lavoro ha svolto per
Maestro?
Non faccio mai
storyboard delle scene che giro, tento sempre di vedere il film
nella mia testa, ogni inquadratura che riesco a immaginare. Finché
arriva il giorno in cui riesco a vedere il film dalla prima
all’ultima inquadratura. Quello è il momento in cui mi sento
tranquillo, allora posso andare sul set e sentirmi libero:
all’improvviso hai tutte queste persone intorno, ti trovi sulla
location e magari hai una luce diversa da quella che ti aspettavi.
Le idee iniziano a fioccare, magari decidi di cambiare qualcosa e
vedere come influenzerà le scelte successive. Quando inizio a
girare lascio che il film esca dalla mia testa e si confronti con
la realtà del set. Questo è in sostanza il mio processo.
Quanto di quello che
imparato facendo A Star Is Born l’ha aiutata con Maestro?
Ho imparato molto
facendo quel film, ma anche lavorando con Guillermo del Toro a La
fiera delle illusioni e con Paul Thomas Anderson a Licorice Pizza.
Per esempio ho passato tre settimane con Guillermo semplicemente a
osservare delle lenti, facendo test e cercando di carpire qualsiasi
cosa potessi da lui. In ogni progetto in cui sono stato coinvolto
ho cercato di imparare qualcosa, e senza dubbio continuerò a farlo.
Spero che questo continui a farmi evolvere come regista. La cosa
migliore che ho tratto facendo A Star
Is Born è stato trovare un mio centro come
artista.
Ad appena un mese dalla diffusione
del rumor che lo voleva in trattative per interpretare uno dei
cattivi in Doctor Strange, Mads
Mikklesen, intervistato da Mtime, parla in
riferimento all’eventualità di un suo coinvolgimento nel film
di Scott Derrickson.
“Ne so quanto il resto del mondo” dice la star della
serie Hannibal. “Finora sono girate
delle voci, quindi sono in attesa di una telefonata.” Telefonata
che – fa sapere – “sarebbe contentissimo di ricevere”. L’attore
danese ha poi aggiunto: “Sarebbe fantastico entrare a far parte
della famiglia Marvel. Voglio dire, è qualcosa con
cui tutti noi siamo cresciuti. Tutti abbiamo i nostri eroi e il
Doctor Strange è sicuramente uno dei personaggi più
interessanti.”
Ancora quindi non ci sono certezze
sull’eventuale considerazione di Mads Mikklesen da
parte della Marvel: l’inizio delle riprese, fissato per novembre a
Londra, è tuttavia vicino, quindi presto verranno decisi e diffusi
gli ultimi dettagli.
L’uscita di Doctor
Strange è prevista per il 4 novembre 2016. Dirige
Scott Derrickson da una sceneggiatura di
Jon Aibel e Glenn Berger,
rimaneggiata da Jon Spaihts. Nel cast del film al
fianco del protagonista Benedict Cumberbatch sono stati confermati
Tilda Swinton,
Rachel McAdams e Chiwetel Ejiofor. Produttore del film,
Kevin Feige, con Louis D’Esposito, Victoria
Alonso, Alan Fine, Stan Lee e Stephen Broussard come produttori
esecutivi.
Mads Mikkelsen è di
quegli attori che ha contribuito a fare la storia del grande e del
piccolo schermo, grazie alle sue intense, incisive ed
indimenticabili interpretazioni. L’attore, che prima di diventare
tale ha seguito per dieci anni la carriera di ballerino, per poi
convergere le sue attenzioni sulla carriera di attore nel 1996. Per
tutti questi anni ha mostrato i suoi talenti, entrando a gamba tesa
nel cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Mads Mikkelsen.
Mads Mikkelsen: i suoi film
1. Ha recitato in celebri
film. L’attore inizia la sua carriera cinematografica nel
1996, debuttando sul grande schermo con il film Pusher –
L’inizio, per poi proseguire con Vildspor (1998),
Bleeder (1999), Monas verden (2001), Una lei
tra di noi (2001), e Open Hearts (2002). In seguito,
ha lavorato in Torremolinos 73 (2003), King Arthur (2004),
Pusher II – Sangue sulle mie mani (2004), Le mele di
Adamo (2005), Casino Royale (2006), L’ombra del
nemico (2008), Valhalla Rising – Regno di sangue
(2009), Scontro tra titani
(2010), I tre moschettieri
(2011), Royal Affair (2012) e
Il sospetto (2012). Tra
i suoi ultimi lavori, vi sono Charlie Countryman deve
morire (2013), The Salvation (2014), Doctor Strange (2016),
Rogue One: A Star Wars
Story (2016), Van Gogh – Sulla soglia
dell’eternità (2018), Arctic (2018),
Polar (2019), Un altro giro (2020),
Riders of Justice (2020), Chaos Walking (2021) e Animali fantastici – I segreti
di Silente (2022).
2. Ha lavorato in diverse
serie tv. L’attore, principalmente all’inizio della sua
carriera, ha lavorato spesso anche in prodotti dedicati al piccolo
schermo. Infatti, ha lavorato nella serie Bertelsen – de
uaktuelle nyheder (2002), per poi proseguire in
Rejseholdet (2000-2004), Julie (2005). Grande
popolarità l’ha poi ottenuta grazie alla serie Hannibal (2013-2015),
dove interpreta il celebre personaggio già in passato comparso al
cinema. .
3. È anche doppiatore e
produttore. Nel corso della sua carriera, l’attore ha
vestito panni diversi da quelli usuali. Infatti, ha indossato
spesso quelli di doppiatore, prestando la propria voce per il
videogame Quantum of Solace (2008) e per il film
Moomins and the Comet Chase (2010). In quanto produttore,
invece, ha partecipato alla realizzazione del film Polar
(2019).
Mads Mikkelsen moglie
4. È sposato da molti
anni. L’attore non ha mai posto sotto i riflettori la sua
vita privata, tanto che le informazioni sul questa parte della vita
personale non sono molte. Tuttavia, tra le poche notizie
disponibili, si è a conoscenza che l’attore si è sposato per la
prima volta il 2 dicembre del 2000 con Hanne
Jacobsen e i due sono insieme da allora. Inoltre, dalla
loro unione sono nati due figli.
Mads Mikkelsen in
Hannibal
5.Ha
interpretato Hannibal. L’attore è stato il primo attore
danese ad interpretare Hannibal Lecter. Inoltre, è anche il più
alto dei quattro attori che hanno interpretato questo personaggio
nel corso del cinema e della televisione. Egli, in quanto
protagonista della serie, è anche l’unico attore presente in tutti
gli episodi.
6.Ha
cucinato tutto lui. All’interno della serie l’attore ha
deciso di realizzare da sé tutte le scene in cui è intento a
cucinare, incluso il trucco delle uova. Per dare vita a queste
scene, Mikkelsen è stato addestrato dalla stilista del cibo
Janice Poon, il quale gli ha insegnato tutto ciò
che c’era da sapere per rendere esteticamente belle le varie
pietanze.
Mads Mikkelsen è Gellert
Grindelwald
7. Ha costruito la sua
versione del personaggio. Per via delle cause giudiziarie
in cui Depp è attualmente coinvolto, la Warner Bros. ha deciso di
togliere all’attore il ruolo di Gellert
Grindelwald e affidarlo ad un nuovo interprete per
Animali fantastici – I segreti di Silente. La scelta è
ricaduta su Mikkelsen, il quale si è detto molto entusiasta della
possibilità. Come noto, l’attore si è concentrato sul dar vita ad
una versione di Grindelwald coerente con quanto già visto eppure
diversa, ricercando dunque una propria interpretazione originale
del personaggio.
Mads Mikkelsen in Doctor
Strange
8. Ha accettato per le scene
di combattimento. Il regista di Doctor Strange,
Scott Derrickson, ha raccontato che quando si
incontrò con Mikkelson per spiegargli il ruolo che avrebbe
interpretato, l’attore si dimostrò molto interessato alla
psicologia e alle motivazioni di questo. Ciò che però fece dire
subito di sì a Mikkelsen fu lo scoprire che per il film si sarebbe
dovuto allenare per alcune scene di combattimento. A quanto pare,
l’attore non vedeva l’ora di mettersi alla prova con tale tipologia
di scene.
Mads Mikkelsen in Death Stranding
9. Ha vinto un premio per un
videogioco. Mikkelsen si è di recente cimentato con
un’esperienza senza precedenti nella sua carriera. Ha infatti
prestato la voce e i movimenti, tramite motion capture, al
personaggio dell’enigmatico Clifford Unger nell’acclamato
videogioco Death Stranding, di Hideo
Kojima. Particolarmente apprezzata da pubblico e critica,
la sua interpretazione gli è valsa un riconoscimento per la
“miglior performance” ai The Game Awards del 2019.
Mads Mikkelsen: età e altezza
10. Mads Mikkelsen è nato il
22 novembre del 1965a Østerbro,
Copenhagen. La sua altezza complessiva corrisponde a 183
centimetri.
Mads Mikkelsen è pronto
a tornare nei panni di Hannibal Lecter, ma a una precisa
condizione. Durante una nuova intervista promozionale per The Last Viking,
l’attore ha infatti spiegato che accetterebbe volentieri di
riprendere il ruolo nella serie cult creata da Bryan Fuller, ma
soltanto se il progetto manterrà la struttura seriale originale.
Per Mikkelsen, infatti, l’Hannibal costruito da Fuller “è un
animale televisivo” e non un personaggio pensato per un semplice
film di un paio d’ore.
L’attore ha spiegato che la scrittura di Fuller funziona
soprattutto nel lungo formato, grazie alla capacità dello
showrunner di sviluppare lentamente personaggi, relazioni e
tensione psicologica nell’arco di tredici o quattordici episodi.
“Può convincermi a fare un film, certo”, ha dichiarato Mikkelsen,
“ma il suo modo di raccontare è molto più adatto alla televisione”.
Una posizione che conferma quanto la forza di Hannibal fosse
legata non soltanto al personaggio principale, ma soprattutto al
ritmo ipnotico e stratificato della serie NBC andata in onda tra il
2013 e il 2015.
Mikkelsen ha inoltre sottolineato come il tempo stia diventando un
fattore sempre più importante per un eventuale ritorno. “Il tempo
scorre”, ha dichiarato l’attore, ricordando che sono ormai passati
oltre dieci anni dalla cancellazione della serie. “Restiamo giovani
finché possiamo, ma poi improvvisamente diventiamo troppo vecchi.”
Una frase che rende evidente quanto il cast stesso percepisca la
possibilità di una quarta stagione come qualcosa che dovrà
eventualmente concretizzarsi in tempi relativamente brevi.
Il vero ostacolo di Hannibal 4
non è il cast ma i diritti della serie
Negli ultimi anni l’idea di una quarta stagione di Hannibal è rimasta costantemente viva
grazie alla crescita del fandom streaming e alla riscoperta della
serie da parte di nuove generazioni di spettatori. Il problema
principale, però, non è mai stato l’interesse del cast. Sia Mads
Mikkelsen che Hugh Dancy hanno più
volte espresso entusiasmo per un possibile ritorno.
L’ostacolo reale riguarda piuttosto i complessi diritti legati
all’universo creato da Thomas Harris. Bryan
Fuller aveva già definito la situazione “molto complicata”,
spiegando come i diritti dei personaggi e delle opere siano
frammentati tra diverse entità produttive. È anche per questo che
la serie non ha mai potuto adattare ufficialmente Il silenzio degli
innocenti, nonostante Fuller abbia spesso dichiarato il
desiderio di portare Clarice Starling dentro il proprio universo
narrativo.
Ed è proprio qui che Hannibal continua a distinguersi rispetto a molte altre
serie revival contemporanee. Il pubblico non chiede semplicemente
nostalgia o reunion: chiede la continuazione di uno stile visivo e
narrativo che, negli anni, è diventato quasi irripetibile. La
versione di Hannibal interpretata da Mikkelsen non cercava infatti
di imitare quella iconica di Anthony Hopkins, ma
costruiva un personaggio completamente diverso: più elegante,
malinconico e disturbante.
Per questo un eventuale ritorno di Hannibal funzionerebbe soltanto mantenendo intatta
quella struttura seriale lenta, psicologica e profondamente
autoriale che aveva trasformato la serie NBC in uno degli horror
televisivi più sofisticati degli ultimi vent’anni.
Nel futuro di Mads Mikkelsen non c’è solamente il franchise
di Animali
Fantastici (in cui andrà a sostituire
Johnny Depp nel ruolo di Gellert Grindelwald), ma anche
un’altra iconica saga, ossia quella di Indiana
Jones: il mese scorso, infatti, abbiamo appreso che
l’attore è entrato a far parte del cast del quinto attesissimo
capitolo.
Al momento non sappiamo quale ruolo
è stato affidato alla star di Hannibal, ma in una recente
intervista con
Collider l’attore ha parlato di quanto sia entusiasta all’idea
di prendere parte al film, dal momento che è sempre stato un grande
fan del franchise: “Sono molto, molto eccitato… L’altro giorno
ho rivisto I predatori dell’arca perduta. È davvero ben fatto, è
affascinante… la storia è fantastica. È un onore per me far parte
di una saga con la quale sono cresciuto. Sono in una posizione
privilegiata, perché mi hanno permesso di leggere la sceneggiatura
prima. Posso confermare che era tutto ciò che volevo che fosse. È
semplicemente fantastico.”
L’attore ha poi spiegato di avere
avuto la possibilità di contribuire alla costruzione del suo
personaggio, rivelando: “Penso di essere stato invitato a
creare un personaggio, penso che tutti ambiscano a una cosa del
genere. Ecco perché a volte scelgono alcuni attori… Perché li
ritengono più creativi e pensano che con loro si possa
collaborare.”
Cosa sappiamo di Indiana Jones 5
James Mangold(Logan –
The Wolverine) sarà il regista di Indiana Jones
5 al posto di Steven Spielberg, che invece aveva diretto
tutti gli altri capitoli precedenti della saga. A bordo del
progetto torna invece John Williams, già
compositore dell’iconica colonna sonora che accompagna il
personaggio da 40 anni. Nel cast, oltre a Harrison Ford, ci sarà anche Phoebe Waller-Bridge. Le riprese dovrebbe
partire in primavera.
Prima dell’ingaggio di Mangold, la
sceneggiatura era stata affidata a David
Koepp, he ha poi lasciato il progetto
insieme a Spielberg. Prima di Koepp, anche Jonathan
Kasdan (figlio dello sceneggiatore de I
predatori dell’arca perduta, Lawrence Kasdan) aveva messo
le mani sullo script. L’uscita nelle sale del film è già stata
posticipata diverse volte: inizialmente previsto per il 19 Luglio
2019, il film è stato rinviato prima al 10 Luglio 2020, poi al 9
Luglio 2021 e infine al 29 Luglio 2022.
Parlando della storia del film,
Mads Mikkelsen – che prossimamente vedremo
anche in Indiana Jones 5 – ha spiegato: “Abbiamo finito le
riprese. Naturalmente, ho trascorso solo la metà del tempo sul set
rispetto al resto del cast. È stata un’esperienza bellissima. Credo
che la sceneggiatura sia davvero fantastica. La storia è parecchio
solida e molto bella. Quindi, sulla base di ciò, potrei affermare
che il film sarà… insomma, sarà magico quanto basta, con le
creature fantastiche e tutto il resto. Ci sono delle storie davvero
interessanti e parecchio struggenti all’interno del film. Spero
vengano apprezzate.”
Parlando invece del personaggio di
Grindelwald, l’attore ha confermato anche una volta che sarà
abbastanza diverso dalla versione proposta da Depp: “Abbiamo
pensato ad una serie di collegamenti per consentire agli spettatori
di riconoscere il personaggio. Come ho già detto in passato,
l’abbiamo fatto nostro. Sono un fan di Johnny Depp fin da quando era giovane e cercare
di replicare la sua intensità e il suo modo di fare è impossibile.
Ho dovuto fare mio il personaggio, perché Johnny è unico. Ho preso
atto di questa cosa e ho intrapreso un’altra strada.
In Doctor
Strange, Mads Mikkelsen ha interpretato il cattivo
Kaecilius, un oscuro cattivo dei fumetti che è stato il primo
grande test dello Stregone Supremo nel MCU.
La sua storia si è conclusa con una
sconfitta, ma con Clea ora in gioco, c’è sempre la possibilità di
vedere finalmente cosa ne è stato del lealista di
Dormammu.
In un’intervista rilasciata a
Business Insider, all’attore è stato chiesto se ha
mai faticato a comprendere il materiale con cui lavorava nel
MCU (questo fa seguito alle recenti rivelazioni di
Robert Downey Jr. e
Mark Ruffalo, che hanno rivelato di aver spesso
faticato a comprendere i copioni).
“In un certo senso lo abbiamo
fatto in ‘Doctor Strange‘”, ha ammesso Mads Mikkelsen. “E c’è un’ottima ragione
per questo, perché ‘Doctor Strange’ nasce da una graphic novel
psichedelica, che era molto diversa dalle altre“.
“Quindi l’idea di passare da
una dimensione all’altra è stata qualcosa su cui abbiamo dovuto
lavorare. Per fortuna c’erano delle bellissime immagini e dei
dipinti grafici che avevano appeso al muro, così ci siamo fatti
un’idea“.
“Per quanto riguarda
l’argomento del film, non credo che avessimo dubbi“, ha
continuato. “Era una sceneggiatura molto solida, ma devo dire
che guardando alcuni degli ultimi film, come spettatore, anch’io
dico: ‘Wow. Chi è quello? Da dove viene?”, quindi capisco che
abbiano avuto qualche problema in merito“.
È interessante sentire Mads Mikkelsen fare questa considerazione sui
recenti film del MCU, poiché c’è
stata una grande confusione riguardo a certe decisioni creative e
ai personaggi che sono stati inseriti nella saga del Multiverso con poche spiegazioni o
contesto.
Alla domanda su un possibile
ritorno nel MCU, Mads Mikkelsen ha aggiunto: “Il più
divertente è stato ‘Doctor Strange’, perché ho potuto fare due cose
che amo: fare magie e volare con il Kung Fu. Sì, quello. Non mi
dispiacerebbe tornare su di lui. Ma ho la tendenza a morire in
tutti i franchise, quindi sarà difficile“.
Mads Mikkelsen, che è diventato famoso per
aver interpretato cattivi in ogni genere di film, da
Hannibal a Casino Royale e Animali
Fantastici, è stato ampiamente sprecato nel 2016 come
un altro di quei cattivi del MCU che servono a uno
scopo ma che vengono in gran parte dimenticati una volta che
scorrono i titoli di coda.
Da allora, abbiamo saputo che è in
trattative per un nuovo ruolo nel MCU che non sarà
Kaecilius. Non è stato menzionato il personaggio per il quale si
sta cercando di ottenere un ruolo, ma l’attore rimane una delle
scelte preferite dai fan per interpretare Victor Von
Doom nei Fantastici
Quattro e il suo nome è stato collegato al villain diverse
volte negli ultimi mesi.
Sebbene inizialmente la serie
sembrasse concentrarsi sulle avventure del magizoologo Newt
Scamander (Eddie
Redmayne), ben presto è stato confermato che
Animali Fantastici avrebbe coperto il periodo in cui il
mago oscuro Grindelwald terrorizzava il mondo magico. Johnny Depp è apparso alla fine del primo
Animali Fantastici nei panni di Gellert Grindelwald,
prima di avere un ruolo più importante nel sequel I Crimini di Grindelwald del 2018. Era pronto
ad interpretare il personaggio per l’intero franchise, ma a seguito
della perdita di una causa per diffamazione contro il quotidiano
britannico The Sun che lo ha definito un “picchiatore di
mogli”, la Warner Bros. ha chiesto all’attore di abbandonare
la saga.
In seguito alla notizia del
licenziamento di Depp, è emerso che Mads Mikkelsen era in trattative per
sostituire il collega e diventare ufficialmente il nuovo volto
cinematografico di Gellert Grindelwald. Nonostante Mikkelsen avesse
smentito la voce, oggi sappiamo che l’attore stava semplicemente
“mentendo”, nel senso che non aveva ancora avuto l’autorizzazione a
parlare del suo coinvolgimento, dal momento che, come riportato da
The Wrap, che la Warner Bros. – attraverso un comunicato – ha
ufficializzato il casting dell’attore danese.
L’attore di
Rogue One: A Star Wars Story, Mads
Mikkelsen ha parlato con sincerità dell’esperienza di
girare il film con una sceneggiatura incompleta. Nel film,
Mikkelsen interpreta Galen Erso, il padre di Jyn Erso (Felicity
Jones). È anche il brillante scienziato che crea la
tecnologia del superlaser della Morte Nera e inserisce un difetto
fatale segreto nell’arma imperiale.
Nonostante sia stato un successo al
botteghino con oltre 1 miliardo di dollari incassati in tutto il
mondo, oltre ad essere ampiamente considerato uno dei migliori film
di Star
Wars di tutti i tempi, Rogue One ha subito
molti cambiamenti dietro le quinte. Tra questi, la sceneggiatura è
stata modificata mentre il film era ancora in fase di riprese.
Parlando con Variety, Mads Mikkelsen ha infatti sottolineato come la
sceneggiatura fosse “sorprendentemente incompleta” per un
film di un franchise importante. “Continuava a cambiare e si
sarebbe potuto pensare che fosse già finita. Non credo che abbiano
mai bloccato una bozza. Penso che abbiano continuato a lavorarci e
improvvisato, tornando indietro e rigirando alcune scene, per poi
tornare con un’idea migliore, che è abbastanza accettabile per un
personaggio come il mio”.
“Avevo la mia missione, sapevo
qual era, ma era ovviamente complicato per i due giovani eroi non
sapere esattamente cosa stavano portando in una stanza piena di
bagagli. Ma penso che alla fine sia venuto fuori un film davvero
bello”. Mads Mikkelsen ha anche parlato delle riprese della
scena emotiva della morte di Galen, in cui si ricongiunge con Jyn
nei suoi ultimi momenti.
“È stata una giornata brutale,
anzi, direi giorni, perché c’erano molti cambiamenti nella trama.
Abbiamo fatto avanti e indietro, e pioveva. Quando si usa la
pioggia artificiale, è quasi impossibile farlo in una scena lunga
senza avere acqua gelida. Quindi ero lì disteso, congelandomi a
morte, cercando di tenere gli occhi aperti mentre guardavo mia
figlia e le recitavo questo piccolo discorso. È stata una battaglia
in salita, diciamo così”.
Se sei uno sceneggiatore, un
produttore o un regista di un franchise noto, non
fidartidi Mads
Mikkelsenper la
tua sceneggiatura. L’attore in una simpatica serata del
Festival del cinema di Zurigo dove è stato ospite
di un incontro con il pubblico ha rivelato di aver lasciato la la
sceneggiatura di Casino Royale su un aereo.
“’Casino Royale’ è stata la prima
sceneggiatura con il mio nome su ogni singola pagina. Il che
significa anche che se lo perdi, dipende da te. Sono salita su
un aereo, ho cominciato a leggerlo e mi sono addormentata. Poi
sono sceso e l’ho lasciato lì“, ha raccontato al pubblico
stupito del Festival del cinema di
Zurigo. “Sono stato fortunato
che qualcuno delle pulizie l’abbia buttato via e non sapesse cosa
fosse. Quella avrebbe potuto essere la fine della mia
carriera, in quel momento”.
Nel grande successo di Martin
Campbell del 2006 che segnò il debutto di
Daniel Craig nel ruolo di 007,
Mads Mikkelsen ha continuato a interpretare Le
Chiffre.“Il cattivo di Bond più
‘intelligente’? Ha perso 100 milioni di dollari contro un uomo
che non sapeva giocare a poker. Non così
intelligente“.“Non avevo mai visto un film
di Bond fino a quel momento e ovviamente ho mentito al
riguardo. Conoscevo solo quel ragazzo con i denti di metallo
[Jaws]. Non avevo realizzato quanto fosse grande finché non
abbiamo avuto la première a Londra e abbiamo dovuto incontrare la
Regina.”
Li ha visti tutti ormai, ha
detto. Be ‘quasi.“Ho visto quelli con
Daniel Craig. [Allora] era il nuovo Bond e tutto in lui
era ‘sbagliato’. La sua altezza, il suo naso, i suoi
capelli. Penso che fosse contento che anch’io provenissi da
film indipendenti. Aveva un complice. C’era questa scena
in cui gli solleticavo le palle con una corda. Avevamo così
tante idee e il regista ci ha semplicemente guardato: “Ragazzi,
tornate indietro”. È un film di Bond“.Tuttavia, l’attore ha amesse che non avrebbe mai interpretato
Bond, nemmeno con il “fantastico” Christopher Nolan al timone.“Se avessero avuto problemi con il naso di Daniel, sono
sicuro che avrebbero avuto problemi con il mio
accento.”
Recentemente, gli ex-star della
Marvel e di “Star Wars” h aggiunto un
altro franchise al suo CV con “Indiana
Jones e il quadrante del destino”.
“Per un ragazzo danese, è pazzesco essere in
questi film. Il mio amico ha fatto un elenco di tutti i
franchise a cui ho partecipato e ha detto: “Questo non l’hai
fatto”. Era “Indiana Jones”. Una settimana dopo, ho
ricevuto la telefonata”, ha riso.
“È surreale se ci pensi, quindi
cerco di non pensarci. Certo, è Harrison Ford ed è una leggenda, ma lo prenderò
a calci comunque.Guardare Harrison Ford appendere la frusta al chiodo
per sempre è stato “bellissimo”, ha detto l’attore. “Eravamo
tutti lì quando ha girato la sua ultima scena nei panni di Indiana
Jones. Da uomo umile qual è, voleva uscire da quella stanza il
più velocemente possibile mentre tutti applaudivano, e allo stesso
tempo voleva rimanere lì per sempre e abbracciare il
momento.
Sembra che Mads Mikkelsen sia uno degli attori più
richiesti del momento. La star di Hannibal ha firmato non
solo per sostituire
Johnny Depp nella saga di Animali Fantastici, ma anche per affiancare
Harrison Ford nell’attesissimo quinto capitolo della saga di
Indiana Jones. Di recente, l’attore canadese
ha ottenuto il plauso della critica grazie alla sua interpretazione
in Un altro giro di Thomas Vinterberg, candidato a due
premi Oscar.
Nonostante il grande successo
ottenuto nel corso degli anni, anche Mikkelsen ha dovuto fare i
conti con alcuni provini che purtroppo si sono rivelati un buco
nell’acqua. In una recente intervista con
Vulture, l’attore ha ricordato l’audizione per il ruolo di Reed
Richards/Mr. Fantastic ne I Fantastici 4, l’adattamento del 2005 diretto
da Tim Story e interpretato, tra gli altri, da
Jessica Alba e Chris Evans.
Mikkelsen ha spiegato che, dopo aver
girato Casino Royale, il suo agente americano lo convinse
a fare il maggior numero possibile di provini. L’attore si è quindi
proposto per i ruoli più disparati, indipendentemente dal fatto che
volesse o meno apparire davvero in quel determinato progetto.
Questo tipo di approccio lo ha poi condotto al ruolo di Mr.
Fantastic, che alla fine sarebbe stato affidato a Ioan
Gruffudd.
“Mi rendo conto che i casting,
il più delle volte, si basano su una semplice impressione. Spesso
registi e produttori sono sempre alla ricerca di qualcosa che
ricordi loro il personaggio”, ha spiegato Mads Mikkelsen. “Ma devo ammettere che ho
trovato davvero scortese chiedere ad un attore di recitare una
battuta fingendo che il proprio braccio sia in grado di estendersi
per una ventina di metri. ‘Prendi quella tazza di caffè laggiù’, mi
dissero. Ed io pensai: ‘Siete pazzi?’. Non c’era neanche una vera
scena. È stato parecchio umiliante.”
Il futuro de I Fantastici 4 sul grande schermo
A proposito de I Fantastici
4, dopo il due film usciti rispettivamente nel
2005 e
2007 (entrambi diretti da Tim Story) e dopo il disastroso
reboot del 2005 di Josh Trank, ricordiamo che i Marvel Studios, dopo l’acquisizione
di Fox da parte di Disney, hanno ufficialmente messo in cantiere un
nuovo film dedicato alla prima grande famiglia Marvel, che sarà
diretto da Jon Watts, regista della saga di
Spider-Man con
Tom Holland.
Mads Mikkelsen ha smentito le voci secondo cui
interpreterà Gellert Grindelwald nella saga di
Animali Fantastici al posto di Johnny Depp. L’attore, che si trova ormai da
anni al centro di una battaglia legale con l’ex moglie
Amber Heard,
è stato di recente licenziato dal popolare franchise. I guai
con la Heard hanno offuscato la reputazione di Depp, con la Warner
Bros. preoccupata tanto per l’immagine pubblica dell’attore quanto
per le possibili ripercussioni sulle performance della saga al
botteghino (già abbastanza precarie e lontanissime dai consensi
raccolti dal franchise originale, ossia quello di
Harry Potter).
Animali Fantastici
3 è in lavorazione ormai da parecchio tempo. Dopo la
disastrosa accoglienza riservata al secondo film, sia dalla critica
che dal pubblico, la Warner Bros. ha dovuto ponderare in che modo
far proseguire la storia. Con un totale di cinque film in
programma, il franchise ha ancora molta strada da fare prima della
sua epica conclusione. Animali Fantastici 3 è sempre stato
pubblicizzato come un film incentrato in egual misura sui
personaggi interpretati da Eddie Redmayne (Newt Scamander), Jude Law (Albus Silente) e
Johnny Depp (Gellert
Grindelwald).
Parlando con
IGN, Mads Mikkelsen ha negato le voci sul
casting che sono circolate di recente. La star di Hannibal e Doctor
Strange ha detto che al momento si tratta soltanto di un
rumor. L’attore ha affermato di saperne tanto quanto ne sanno i
giornali che hanno iniziato to a far circolare questa storia,
rimanendo piuttosto evasivo. I vari report in circolazione hanno
sottolineato che il regista David Yates ha sempre
pensato a Mikkelsen come sostituto ideale di
Depp. “Ne so quanto te. L’ho appreso anche io dai
giornali”, ha commentato l’attore. “Che dire: aspetto
quella telefonata!”
Molti credono che Mads Mikkelsen sarebbe la scelta perfetta
per il ruolo. Le sue dichiarazioni in merito potrebbero anche
derivare dall’essere ancora impossibilitato a parlare del suo
coinvolgimento nel franchise, come spesso accade quando si tratta
di casting relativi a grandi produzioni.
Animali Fantastici 3 risponderà ai
misteri insoluti del precedente episodio?
Ricordiamo che Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald,
l’ultimo film della saga ad essere arrivato nelle sale, si è
concluso con diversi cliffhanger, inclusa la
rivelazione che Credence Barebone (Ezra
Miller) è in realtà Aurelius Dumbledore, il fratello
perduto da tempo di Albus. Proprio per questo, i fan non vedono
l’ora di scoprire in che modo la trama del terzo film risponderà ai
misteri insoluti del precedente episodio.
Guarda il nuovo film con
protagonista Mads Mikkelsen, The
Salvation, diretto da Kristian Levring e con
nel cast anche Eva
Green, Jonathan Pryce, Douglas Henshall, Jeffrey Dean Morgan, Michael
Raymond-James, Mikael Persbrandt and Eric Cantona.