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Grant Gustin conferma di aver parlato con James Gunn, ma non di The Flash

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È passato un anno da quando The Flash ha concluso le sue nove stagioni su The CW. Le serie televisive dell’Arrowverse sono a quel punto cadute una dopo l’altra, con Velocista Scarlatto che ha avuto la fortuna di avere un finale adeguato dopo che Batwoman e Legends of Tomorrow sono state cancellate senza tanti complimenti. Grant Gustin ha fatto un ottimo lavoro nel ruolo di Barry Allen agli occhi della maggior parte dei fan, e gli aspetti positivi della sua interpretazione hanno brillato ancora di più dopo quello che Ezra Miller ha fatto nel film The Flash la scorsa estate.

Parlando con The Wrap, Gustin ha ora ammesso di aver parlato con il co-CEO dei DC Studios James Gunn… ma non riguardo di Flash. “Non abbiamo mai parlato di Flash“, ha confermato l’attore. “Abbiamo parlato, così come sono un grande fan di Superman. Sono sempre stato un fan di Superman, fin da bambino. Quindi, sono davvero entusiasta del film. E sono entusiasta del casting di David [Corenswet]“. E ha aggiunto: “Non vedo l’ora di vedere cosa ne farà James Gunn. Penso che a un certo punto, forse un paio di volte, abbiamo parlato di Superman. Non abbiamo mai parlato di Flash. Sono solo entusiasta che faccia Superman“.

In altre parole, si sono scambiati i convenevoli e hanno parlato un po’ del film che arriverà nelle sale il prossimo anno. Questo deluderà tutti coloro che speravano che Gustin potesse avere un’altra possibilità di interpretare il Velocista Scarlatto nel DCU, soprattutto dopo che in precedenza aveva mostrato la volontà di farlo. “Sì, se James Gunn mi chiedesse di interpretare The Flash, lo rifarei“, ha dichiarato all’inizio di quest’anno. “Mi fido di James Gunn“. Non è dunque escluso che i due possano collaborare in futuro.

Superman, tutto quello che sappiamo sul film di James Gunn

Superman, scritto e diretto da James Gunn, non sarà un’altra storia sulle origini, ma il Clark Kent che incontriamo per la prima volta qui sarà un “giovane reporter” a Metropolis. Si prevede che abbia già incontrato Lois Lane e, potenzialmente, i suoi compagni eroi (Gunn ha detto che esistono già in questo mondo e che l’Uomo di domani non è il primo metaumano del DCU). Il casting ha portato alla scelta degli attori David Corenswet e Rachel Brosnahan come Clark Kent/Superman e Lois Lane. Nel casta anche Isabela Merced, Edi Gathegi, Anthony Carrigan, Nicholas HoultNathan Fillion. Sean Gunn, María Gabriela de Faría, Terence Rosemore, Wendell Pierce, Sara Sampaio, Anthony Carrigan, Pruitt Taylor Vince e Neva Howell completano il cast.

Il film è stato anche descritto come una “storia delle origini sul posto di lavoro“, suggerendo che una buona parte del film si concentrerà sull’identità civile di Superman, Clark Kent, che è un giornalista del Daily Planet. Secondo quanto riferito, Gunn ha consegnato la prima bozza della sua sceneggiatura prima dello sciopero degli sceneggiatori, ma ciò non significa che la produzione non subirà alcun impatto in futuro.

“Superman è il vero fondamento della nostra visione creativa per l’Universo DC. Non solo Superman è una parte iconica della tradizione DC, ma è anche uno dei personaggi preferiti dai lettori di fumetti, dagli spettatori dei film precedenti e dai fan di tutto il mondo”, ha detto Gunn durante l’annuncio della lista DCU. “Non vedo l’ora di presentare la nostra versione di Superman, che il pubblico potrà seguire e conoscere attraverso film, film d’animazione e giochi”. Il film uscirà nelle sale l’11 luglio 2025.

Grandi Speranze: recensione del film di Mike Newell

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Grandi Speranze: recensione del film di Mike Newell

Nel periodo di povertà creativa in cui versa il cinema, sembra naturale rivolgersi ai franchise di successo o alla letteratura, che da sempre offre tanto materiale da riportare sul grande schermo. E’ quello che deve aver pensato anche Mike Newell quando ha accettato di mettersi al timore dell’adattamento cinematografico di Grandi Speranze, dall’omonimo capolavoro letterario di Charles Dickens.

Grandi Speranze, come il romanzo, segue le vicissitudini di Pip, giovanotto povero e orfano, ma dalle grandi speranze, che sogna di diventare un gentiluomo e di poter ambire finalmente alle attenzioni di Estella, viziata e altezzosa signora che Pip ha incontrato da bambino e che non ha mai lasciato i suoi pensieri.

La comparsa di un misterioso benefattore permette al ragazzo di lasciare la bottega di fabbro dove lavora da apprendista e di trasferirsi a Londra, dove imparerà le buone maniere, entrerà a contatto con la società bene londinese e rivedrà, cresciuta e sempre più bella, la corteggiatissima Estella. La vita del giovane sembra assumere così una piega definita, fino a quando oscure rivelazione sulla vera identità del suo benefattore non metteranno in crisi le sue certezze e in pericolo la sua vita.

Recensione film Grandi Speranze di Mike Newell

Il regista di Quattro Matrimoni e un Funerale si trova a gestire un cast straordinario di attori preparatissimi insieme ad una grande storia romantica in cui i valori predominanti sono l’onore, l’amore e l’orgoglio, il tutto però tenuto insieme da una sceneggiatura frettolosa e un po’ discontinua, che regala una serie di quadri senza avere la capacità di dare una sensazione di continuum alla storia.

David Nicholls, autore del bellissimo romanzo Un Giorno, si cimenta di nuovo nella sceneggiatura, dopo aver adattato per lo schermo nel 2011 il suo stesso libro, e come è capitato per One Day, anche per Great Expectations l’operazione non può considerarsi riuscita.

Grandi SperanzeIn tutta la storia aleggia la fretta di raggiungere i momenti salienti dell’intreccio, lasciandoseli sfuggire una volta che si presentano, senza nemmeno riuscire a dare ritmo alla storia, anzi, lasciandola scorrere lentamente e senza emozioni. Unici momenti importanti da un punto di vista cinematografico, soprattutto per la bravura degli attori, sono quelli in cui emerge la scrittura di Dickens, ad esempio citiamo la dichiarazione di amore totale e incondizionato che Pip fa ad Estella, oppure la rivelazione di Magwitch al protagonista.

Il cast, completamente prelevato dai teatri inglesi, vede in prima fila il giovane ma promettente Jeremy Irvine nel ruolo di Pip, già visto in War Horse di Steven Spielberg e come in quel caso chiamato a sollevare le sorti di un film mediocre; il magnifico Ralph Fiennes è Magwitch, mentre Miss Havisham è interpretata con il consueto e gradevole livello di follia da Helena Bonham Carter, che sembra trovare in questi ruoli borderline il suo stato naturale. Completano il cast Jason Flemyng, Robbie Coltrane e la bellissima Holliday Grainger, già vista in Jane Eyre e che tra poco vedremo in un altro atteso cine-romanzo, l’Anna Karenina di Joe Wright.

L’indiscutibile bravura degli attori però non basta a dare ritmo ad un film che dovrebbe fare dell’intreccio di sceneggiatura il suo punto forte ma che invece proprio su questo punto si accascia. Peccato per Newell che dopo aver dato vita a tanti capolavori, sembra stentare a ritrovare quella verve che l’ha reso famoso e apprezzato.

Grandi speranze: Olivia Colman come Miss Havisham nel teaser della nuova serie BBC

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BBC ha finalmente rilasciato la prima clip teaser del suo prossimo adattamento in serie limitata del romanzo classico di Charles Dickens Grandi speranze. Il progetto proviene dal creatore di Peaky Blinders Steven Knight, che è produttore esecutivo insieme a Tom Hardy. Questo segna l’ultima serie basata dai romanzi Charles Dickens di Steven Knight dopo aver precedentemente adattato A Christmas Carol in una serie per FX e BBC.

Il video di 19 secondi ci offre il primo filmato del ritratto di Miss Havisham da parte del premio Oscar Olivia Colman insieme a Fionn Whitehead nei panni di Pip. La serie farà il suo debutto questa primavera su BBC nel Regno Unito e su Hulu negli Stati Uniti Dai un’occhiata al teaser di Grandi speranze qui sotto:

Grandi speranze  è il tredicesimo e penultimo romanzo di Charles Dickens. È una storia di formazione che ruota attorno all’orfano Pip, che sarà interpretato da Fionn Whitehead (Dunkirk). Insieme a lui ci sono Olivia Colman (The Crown) nei panni di Miss Havisham, Ashley Thomas (Top Boy) nei panni di Jaggers, Johnny Harris (A Christmas Carol) nei panni di Magwitch, Shalom Brune-Franklin (The Tourist) nei panni di Estella, Hayley Squires (I, Daniel Blake) nei panni di Sara, Owen McDonnell (Killing Eve) nei panni di Joe, Trystant Gale (Beast) nei panni di Compeyson e Matthew Berry (What We Do In the Shadows di FX ) nei panni di Mr. Pumblechuck.

Il nuovo adattamento sarà una miniserie in sei parti scritta e prodotta da Steven Knight. I produttori esecutivi saranno anche Tom Hardy (Mad Max: Fury Road , The Revenant) e Ridley Scott (Alien , Blade Runner). I produttori esecutivi sono Marina Brackenbury e Dean Baker della BBC, David W. Zucker, Kate Crowe e Mona Qureshi. La serie è una coproduzione tra FX Productions, BBC, Scott Free e Hardy Son & Baker.

Grandi Speranze: la prima clip esclusiva

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Grandi Speranze: la prima clip esclusiva

Ecco in esclusiva per Empire la prima clip di Great Expectations, il film diretto da Mike Newell e tratto dal romanzo di Charles Dickens Grandi Speranze. Nella clip possiamo vedere

Grandi Speranze: Jeremy Irving è Pip

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Grandi Speranze: Jeremy Irving è Pip

Dopo le foto di Helena Bonham Carter è il turno di Jeremy Irvine.

Ci riferiamo ovviamente a Grandi Speranze, film tratto dall’omonimo libro di Charles Dickens e diretto da Mike Newell.

Grandi novità per i fan di Batman: dal 2025 al 2028 uscirà un nuovo film di Batman ogni anno

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I prossimi mesi e anni vedranno l’arrivo sul grande schermo di una serie di film dedicati a Batman, a partire da quest’anno fino al 2028, grazie al programma di film attualmente annunciato dalla DC. La prossima selezione di film DC offre sia premesse e prospettive molto diverse tra loro, sia una nuova interpretazione di personaggi con una lunga storia sul grande schermo.

Naturalmente, Batman è uno dei personaggi che rientrano nella seconda categoria, dato che è ancora uno dei supereroi più popolari esistenti a quasi un secolo dalla sua creazione. Allo stato attuale, la DC sta cercando di ampliare ulteriormente la storia del Cavaliere Oscuro con una serie di film su Batman, annunciati fino al 2028.

Ci sono film su Batman in uscita ogni anno da qui al 2028

Batman Azteca: Choque De Imperios

Sono in arrivo molti film su Batman

Grazie a una serie di annunci, sappiamo già che il futuro sarà ricco di film su Batman di vario genere e formato. Innanzitutto, il film su Batman di quest’anno è stato confermato grazie al trailer di Aztec Batman presentato al San Diego Comic-Con, che ha confermato la data di uscita del 18 settembre 2025 per il prossimo film DC.

Ciò significa che il prossimo film di Batman è solo a pochi mesi di distanza, anche se ce ne sono molti altri all’orizzonte. Dopo Aztec Batman, il 2026 è destinato a dare vita a un film di Batman molto diverso per la DCU prima di The Brave & The Bold, dato che Clayface uscirà l’11 settembre 2026.

Dopo un film su Batman più incentrato su un membro di spicco della sua galleria di nemici, il 2027 vedrà l’uscita del film su Batman più atteso del momento, grazie a The Batman 2, che ha ora una data di uscita fissata per il 1° ottobre 2027. Questo dopo che il film era stato rinviato sia dal 2026 che dal 2025.

Infine, uno dei progetti cinematografici più insoliti di Batman è previsto per il 2028. Si tratta di Dynamic Duo, un film sui compagni di Batman Dick Grayson e Jason Todd che utilizzerà una combinazione di marionette e CGI per il suo stile visivo distintivo, la cui uscita è stata annunciata per il 30 giugno 2028.

Presto altri film di Batman saranno aggiunti a questa lista

The Batman commissario Gordon

Ci sono altri progetti cinematografici su Batman che sembrano essere all’orizzonte

Sebbene questi film su Batman costituiscano sicuramente una lista affascinante per il futuro della DC, non sembrano affatto essere gli unici film che usciranno o saranno in lavorazione in questo periodo. In particolare, The Brave & The Bold è attualmente in fase di sviluppo, e The Batman 3 sembra quasi garantito, dato il successo del film iniziale e di The Penguin.

Sembra possibile che The Brave & The Bold venga realizzato entro il 2028, dato che è chiaramente un progetto fondamentale per la DCU e che altrimenti la timeline dell’universo DC rimarrebbe senza un film di Batman per oltre quattro anni. Anche se la situazione è meno chiara per The Batman 3, sembra comunque probabile che il film venga approvato, indipendentemente dalle tempistiche specifiche.

Naturalmente, è anche improbabile che questi film siano gli unici nuovi film di Batman ad essere annunciati in futuro. Storicamente, la DC ha pubblicato una serie di film d’animazione, tra cui una vasta gamma di titoli su Batman, e Aztec Batman ha solo sottolineato il potenziale di questi film per esplorare Batman da nuove prospettive.

Se a questo si aggiunge il fatto che la DCU sembra propensa a esplorare le opportunità offerte dai formati cinematografici non live-action, come dimostrano l’approvazione di Creature Commandos e Dynamic Duo, tutto ciò suggerisce che sono in arrivo altri film d’animazione. In un certo senso, più ce ne sono, meglio è, vista la vasta gamma di possibilità che i film su Batman offrono al personaggio.

Quattro anni di film su Batman dovrebbero aiutare a risolvere una lamentela sui supereroi DC

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Questi film su Batman promettono di attrarre una vasta gamma di fan

La storia di Batman nel corso della sua carriera sullo schermo e sulle pagine dei fumetti è stata tanto vasta quanto variegata. Le storie dell’eroe hanno preso direzioni diverse e lo hanno visto caratterizzato in modi molto diversi, a volte persino contrastanti, il che ha reso gli adattamenti decisamente più complicati.

Esistono molte versioni diverse di Batman, ognuna delle quali è la preferita di qualcuno, e bilanciare le aspettative e le richieste dei fan con ciò che viene offerto sullo schermo sembra un po’ come dover destreggiarsi tra le speranze e i sogni di un milione di persone contemporaneamente. Questo è probabilmente ciò che ha spesso portato a critiche sul tono dei film di Batman, poiché non tutti vogliono storie di Batman più leggere o più serie.

Pertanto, l’uscita di diversi film su Batman nello stesso periodo è particolarmente promettente quando tutti promettono di offrire qualcosa di diverso. Il tono e le storie che possiamo aspettarci da film come Clayface e Dynamic Duo sembrano essere completamente diversi, ma questo significa che potranno piacere a tutti i fan di Batman o ai fan dei film di supereroi in generale.

In passato, i fan di Batman hanno dovuto aspettare anche decenni per vedere una selezione variegata di film sul loro eroe e sul suo mito. Invece, i prossimi anni ci regaleranno un assortimento incredibile e variegato di avventure del Cavaliere Oscuro e dei suoi compagni, rendendo il futuro ancora più emozionante sotto diversi aspetti.

Grandi nomi per la regia di Breaking Dawn

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Interessanti anche se improbabili rumors circondano il nome del regista del Breaking Dawn, ultimo titolo della saga cominciata con Twilight.

Grandi cult della storia del cinema tornano nei The Space Cinema

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Grandi cult della storia del cinema tornano nei The Space Cinema

Con l’arrivo dell’autunno 2024 è tutto pronto per il ritorno del Grande Cinema nei The Space Cinema.  Per tutti coloro che vogliono rivivere le emozioni dei film dei grandi registi, riscoprire delle pietre miliari o immergersi nelle atmosfere dei grandi cult, The Space Cinema per tutta la stagione autunnale offre una ricca proposta.

Dal 23 al 25 settembre, in occasione del 50° anniversario dall’uscita, torna in sala “Non aprite quella porta”, in versione originale con i sottotitoli in italiano e restaurata in 4K, il cult horror di Tobe Hooper che sconvolse una generazione. A Newt, nel Texas, qualcuno ha profanato alcune tombe, amputando gli arti e la testa ai cadaveri. Le autorità sono allertate, ma sembrano incapaci di venirne a capo.

Dal 30 settembre all’01 ottobre è la volta del 40° anniversario di “Terminator”, il primo film della saga fantascientifica di James Cameron con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Linda Hamilton. Un cyborg proveniente dal 2029 fa il proprio arrivo a Los Angeles per uccidere Sarah Connor, destinata a diventare madre del futuro capo della resistenza umana in un mondo governato da robot.

Dal 7 al 9 ottobre sarà invece possibile rivedere il capolavoro horror di Stanley Kubrick, “Shining”, nella versione estesa e restaurata in 4K. L’attore premio Oscar Jack Nicholson – custode di un resort isolato – va fuori di testa, terrorizzando il giovane figlio e la moglie (Shelley Duvall). Nicholson interpreta Jack Torrance, giunto all’elegante e isolato Overlook Hotel come custode fuori stagione. Torrance non è mai stato lì prima d’ora… o forse sì? La risposta si trova in un fantomatico arco temporale di follia e omicidio.

Compie 50 anni di storia del Cinema anche “Il Padrino – Parte 2”, che torna nelle sale dal 14 al 16 ottobre. La seconda parte della trilogia indimenticabile di Francis Ford Coppola segue la giovinezza di Don Vito Corleone (Robert De Niro) e le vicende del figlio Michael (Al Pacino). Il giovane Vito, scappato a New York dopo l’uccisione della sua famiglia, inizia una carriera criminale uccidendo il boss Fanucci e diventando il potente Don Vito Corleone. Michael, nel 1958, si trasferisce in Nevada per gestire il gioco d’azzardo, ma affronta il tradimento familiare e l’ostilità di Hyman Roth, un potente rivale che tenta di eliminarlo. La tensione con la moglie Kay culmina in uno scontro che segna la loro relazione. Il film vinse 6 premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista a Robert De Niro, miglior sceneggiatura non originale, migliore scenografia e miglior colonna sonora.

Un altro film di Stanley Kubrick tornerà nelle sale di The Space Cinema: si tratta di “Full Metal Jacket”, in arrivo dal 21 al 23 ottobre. Un pragmatico marine americano osserva gli effetti disumanizzanti della guerra del Vietnam sui suoi compagni di recluta, dal brutale addestramento nel campo di addestramento ai sanguinosi combattimenti di strada a Hue.

In occasione del 40° anniversario, dal 28 al 30 ottobre torna “C’era una volta in America”, il film di Sergio Leone con Robert De Niro con la colonna sonora di Ennio Morricone.

Nello stesso weekend, per chi vuole vivere un’atmosfera a tema “Halloween”, torna “Frankestein Junior” di Mel Brooks. Dal 31 ottobre al 3 novembre, invece, per il 15° anniversario dall’uscita, torna il film d’animazione a tinte dark “Coraline”.

Dall’11 al 13 novembre, per celebrare il 10° anniversario, torna “Interstellar”, capolavoro fantascientifico di Christopher Nolan con protagonisti Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain e Michael Caine. Quando il nostro tempo sulla Terra sta per finire, una squadra di esploratori intraprende la missione più importante della storia dell’uomo: viaggiare oltre la galassia per scoprire se l’umanità ha un futuro tra le stelle.

Dal 18 al 20 novembre un altro grandissimo regista celebra un importantissimo anniversario: compie 30° annidall’uscita “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, film con John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman e Bruce Willis che ha consacrato il regista nella storia del Cinema.

Infine, per immergersi completamente nell’atmosfera natalizia, The Space Cinema riporta nelle sale 2 grandi classici:dal 9 all’11 dicembre sarà infatti possibile rivedere “Una poltrona per due”, cult divenuto un classico delle feste per il pubblico italiano, con Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis;

invece, dal 28 al 31 dicembre, sarà il “Vacanza di Natale Day”, con la riproposizione del film di Carlo Vanina con Christian De Sica, Claudio Amendola e Jerry Calà.

Grandi Bugie tra Amici: recensione del film di Guillaume Canet

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Grandi Bugie tra Amici: recensione del film di Guillaume Canet

Sequel di Piccole Bugie tra Amici, Grandi Bugie tra Amici, al cinema dal 12 settembre, è il nuovo film di Guillaume Canet che torna alla regia dopo la battuta d’arresto di Blood Ties, del 2013. Il titolo infelice italiano si ricollega a quello del primo film, sempre in italiano e anch’esso malamente tradotto, lasciando intendere una rete di segreti nel gruppo di protagonisti, premessa disattesa dal racconto, che procede su altri binari.

Come nel primo film, anche in questo caso questo gruppo di vecchi amici si ritrova nella casa sul mare di uno di loro per le vacanze. Questa volta però la loro è quasi un’imboscata all’amico più anziano, perché si tratta di organizzare una festa a sorpresa per i suoi 60 anni e di ricucire un’amicizia che si era spezzata, per litigi molto violenti, tre anni prima. A distanza di otto anni, gli amici sono invecchiati, si sono allontanati, vivono una fragilità tutta nuova e anacronistica, fuori dalla loro età.

Canet è sempre stato abituato a lavorare con un gruppo di amici, attori di prima categoria in Francia e noti in tutto il mondo, per non parlare di Marion Cotillard, sua moglie nella vita reale e che spesso lui dirige. Questa volta però il regista e attore si concentra troppo sulla nostalgia, non solo quella degli amici che sono pieni di rimpianti, ma sembra anche la sua verso un passato più vivo, forse più promettente.

Se il primo film era molto centrato sui rapporti di amicizia, sulle dinamiche che tenevano in equilibrio il gruppo, priorità di ognuno, la vita, il tempo, i figli, tendono a disperdere questa unità, che ormai è raccontata più per singole storie che si intrecciano con quelle degli altri, che come dimensione collettiva, che poi era il punto forte e di maggiore interesse delle “piccole bugie”.

In questo caso, i nostri protagonisti agiscono in maniera impulsiva, violenta, sconclusionata, sono immaturi e non sono in grado di gestire le proprie vite, figurarsi avere cura dei figli che si ritrovano, i quali chiedono attenzione e pazienza, cura, come ogni figlio. Le famiglie, allo stesso modo, si sfaldano, si aprono, si arricchiscono, non sono più tradizionali e si aprono a nuove possibilità, ma questo quadro così chiaro della società si scontra con l’immaturità cronica dei personaggi, in più di una occasione inverosimili.

Divertente e con alcuni momenti intelligenti che mettono in evidenza la complicità, anche nella vita reale, tra interpreti e regista, Grandi Bugie tra Amici non replica la bellezza del primo film, diventandone la copia stanca e male invecchiata.

Guarda il trailer di Grandi Bugie tra Amici

Grandi attori in pessimi film [foto]

Grandi attori in pessimi film [foto]

Tutti i registi hanno almeno un film di cui si vergognano, o di cui sono meno fieri, un film che non è “riuscito bene” (a meno che non si tratti di Kubrick o Hitchcock). Lo stesso vale per gli interpreti. Ecco dei grandi attori che sono finiti, forse loro malgrado, in film pessimi.

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Siete d’accordo? Quali sono secondo voi i film brutti che vedono protagonisti alcune dei migliori attori vievnti (e non)?

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Grandgear: rivelata la data d’uscita del film di Takashi Yamazaki, regista di Godzilla Minus One

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Takashi Yamazaki, regista del successo globale Godzilla Minus One, è pronto a fare il suo ingresso nel cinema internazionale con Grandgear, il suo primo film in lingua inglese. L’annuncio è arrivato durante il CinemaCon di Las Vegas, dove Sony Pictures ha confermato che la pellicola arriverà nelle sale il 18 febbraio 2028, con le riprese che inizieranno a breve.

Il progetto segna un passo importante nella carriera del regista giapponese, che dopo aver conquistato pubblico e critica si prepara ora a confrontarsi con una produzione di respiro ancora più ampio. Grandgear nasce inoltre da una forte competizione tra studi avvenuta nel 2024, conclusasi con l’acquisizione da parte di Sony.

Anticipazioni e ambizioni del progetto

Durante l’evento è stata mostrata un’anteprima che ha offerto un assaggio dello stile e delle dimensioni del film. Ai presenti sono state mostrate immagini rapide di robot simili ai Transformers che combattono in una strada cittadina, prima che il logo del film apparisse sullo schermo. Anche se il teaser non rivela molto, lascia intendere che Yamazaki porterà il suo stile realistico in una storia incentrata sui mech. I dettagli su cast e trama completa restano per ora segreti, ma il primo materiale suggerisce già uno spettacolo fantascientifico su larga scala.

Il film sarà prodotto anche da Bad Robot Productions, la società di J.J. Abrams, insieme a Glen Zipper, rafforzando ulteriormente il peso internazionale del progetto.

Per Yamazaki, Grandgear arriva dopo il grande successo di Godzilla Minus One, diventato un fenomeno globale con oltre 113 milioni di dollari incassati nel mondo a fronte di un budget di soli 15 milioni. Il film ha anche vinto l’Oscar per i migliori effetti visivi — prima volta per il celebre franchise di Godzilla — e ha stabilito un record come film giapponese con il maggior incasso in Nord America.

Yamazaki si prepara quindi ora alla sua sfida più ambiziosa: con Grandgear, di cui firma sia la regia che la sceneggiatura, punta chiaramente a un nuovo grande successo su scala globale.

Grande accoglienza per Drive!

Accolto con grandissimo entusiasmo Drive, che ieri è stato presentato al Festival.

Grand Theft Hamlet: recensione del film realizzato nel celebre videogioco – #RoFF19

“L’ingegneria dei videogiochi mette in campo una vera e propria creazione di un mondo, oggi, molto più che un film. L’estetica di un gioco per me è una delle forme espressive più interessanti in circolazione”. Con queste parole il regista Harmony Korine presentava il suo film AGGRO DR1FT al Festival di Venezia nel 2023. Un esperimento, il suo, che contribuiva alla spinta verso un superamento del cinema così come lo conosciamo verso una maggiore ibridazione con l’arte, l’estetica e le regole dei videogiochi. Poco più di un anno dopo, ecco arrivare Grand Theft Hamlet, un documentario realizzato interamente all’interno di un videogioco e basato su uno spettacolo teatrale, anch’esso avvenuto nel medesimo ambiente virtuale.

Si tratta dell’esperimento realizzato da Pynny Grylls e Sam Crane, con la partecipazione dell’attore Mark Oosterveen, che si configura come nuova clamorosa dimostrazione di quanto profetizzato da Korine. Già da tempo, in realtà, il cinema ha ripreso a piene mani certe dinamiche dei videogiochi per includerle all’interno delle proprie convenzioni. Film come Source Code o Edge of Tomorrow ne sono un esempio. Ma con Grand Theft Hamlet si giunge a qualcosa di completamente nuovo, un post-cinema che apre ad una serie di scenari particolarmente entusiasmanti e ad una serie di riflessioni su quella che di qui a pochi anni potrebbe diventare una realtà molto più diffusa.

La trama di Grand Theft Hamlet

Gennaio 2021. Il Regno Unito è al suo terzo lockdown. Per gli attori teatrali Mark e Sam, il futuro appare desolante. Il primo – single e senza figli – è sempre più isolato socialmente, mentre Sam è in preda al panico per il mantenimento della sua giovane famiglia. Insieme, trascorrono le loro giornate nel mondo digitale online di Grand Theft Auto e quando si imbattono in un teatro, hanno improvvisamente l’idea di mettere in scena una produzione completa di Amleto all’interno del gioco. Grand Theft Hamlet racconta dunque la loro ridicola, esilarante e commovente avventura, mentre combattono contro violenti truffatori e scoprono sorprendenti verità sulla vita, sull’amicizia e sul potere duraturo di Shakespeare.

Fuga dal mondo reale

Ci si potrebbero scrivere pagine e pagine su un film (anche se chiamarlo tale è riduttivo) come Grand Theft Hamlet, per cui cerchiamo di andare con ordine. Partiamo con il dire che – come avranno intuito gli appassionati – il videogioco all’interno del quale si svolge il racconto proposto da Grylls, Crane e Oosterveen è GTA, ovvero Grand Theft Auto, una serie di videogiochi action-adventure open world, tra le più famose di tutti i tempi, in cui il giocatore controlla un fuorilegge e la sua ascesa nella criminalità organizzata, portando a termine specifiche missioni o anche semplicemente dandosi alla pazza gioia girovagando per la città. Pazza gioia che, normalmente, prevede l’infrangere ogni regola possibile.

Di questo videogioco esiste anche una versione online, dove singoli utenti possono dunque incontrarsi, interagire – e soprattutto uccidersi brutalmente a vicenda – in un mondo virtuale in cui tutto è concesso, compreso l’allestire uno spettacolo teatrale, come dimostrato dagli autori di Grand Theft Hamlet. La volontà di Crane e Oosterveen, nata dall’esigenza di contrastare la depressione data dal periodo del Covid-19 nasce dunque come una vera e propria evasione dalla realtà, ritrovando in GTA Online il luogo ideale dove poter fare tutto ciò che in quel preciso momento storico non era possibile fare nella realtà.

Si sviluppano già da qui una serie di riflessioni sui mondi virtuali oggi disponibili, in cui è possibile entrare con degli avatar (impossibile non pensare, su questo tema, all’esemplare Avatar di James Cameron). Nel momento in cui il mondo reale diventa un luogo sempre più ostile, tra guerre, malattie e preoccupanti scenari politici, ecco allora che le realtà virtuali diventano dei luoghi utopici in cui poter trovare riparo, lasciandosi alle spalle ogni preoccupazione. Certo, si tratta a suo modo di una fuga, quando sarebbe più costruttivo cercare di risolvere le problematiche del mondo, ma difficile non comprendere le ragioni che portano a sceglierla, specialmente dinanzi ad una situazione come quella del lockdown che non offre alternative.

Benvenuti nell’epoca del post-cinema

Andando nel merito del film, però, la prima cosa che colpisce è come sia stata riposta grande attenzione nel replicare la grammatica cinematografica, con tutta l’ampia gamma di inquadrature possibili, dai totali ai primi piani. Regole che da tempo il mondo dei videogiochi ha ereditato, rielaborandole e riproponendole però a modo proprio. L’effetto è straniante, ma anche fortemente affascinante, in quanto ci porta a vivere un vero e proprio cortocircuito sulla natura di ciò che stiamo guardando. Non è live action, non è animazione, è il frutto di un progresso tecnologico che promette di rivoluzionare completamente l’arte del fare cinema.

Data la grande definizione e cura dei dettagli che i videogiochi di oggi riescono a proporre, non è impensabile l’idea che sempre più produzioni cinematografiche possano affidarsi a queste possibilità virtuali per realizzare le proprie storie, potenzialmente abbattendo enormemente i normali costi che oggi si hanno. Divertente, a tal proposito, il dettaglio dell’avatar di Pynny Grylls che, in quanto regista del documentario, è presente in scena intenta a svolgere le riprese (ovviamente finte) con uno smartphone. Chiariamoci, il cinema per come lo conosciamo oggi, fatto di attori in carne ed ossa e set tangibili, non sarà mai del tutto sostituito, ma di certo è evidente che siamo sulla via di una progressiva co-esistenza di queste realtà.

Grand Theft Hamlet lo dimostra ampiamente, proponendoci un gioco al quale si partecipa volentieri, tranquillizzati da ciò che in esso ci è familiare e ammaliati dalle sue evidenti particolarità. Un contrasto perfettamente rappresentato anche dalla volontà di mettere in scena un testo classico per eccellenza come l’Amleto di William Shakespeare all’interno di un contesto ultra contemporaneo. Tutti elementi che rendono il film semplicemente imperrdibile, per alcuni probabilmente respingente, ma di certo inevitabile dimostrazione delle possibilità del cinema del futuro (o meglio, del presente).

Un film che si interroga anche sull’elemento umano

Grand Theft Hamlet è dunque prima di tutto un’esperienza visiva, certo, ma nel corso c’è anche spazio in più occasioni per una riuscita comicità – specialmente per via della frequente violenza gratuita a cui gli utenti non sanno resistere -, e si ha occasione di scoprirsi partecipi delle preoccupazioni di Sam e Mark per il futuro. Preoccupazioni di carattere umano, che l’atto di estraniarsi nel gioco non riesce a far dimenticare del tutto. Da questo punto di vista, il film è allora anche un indicatore di dove l’umanità stia andando, di come si tenda a perdere di vista l’importanza di un reale rapporto e dunque la necessità di preservarlo. Perfetto esempio, a riguardo, è la scelta di Pynny e Sam di uscire dal gioco che stanno svolgendo in stanze diverse della stessa casa e incontrarsi per davvero.

Di certo, in conclusione, torna profetica un’altra affermazione di Harmony Korine – stavolta nel presentare Baby Invasion, un film girato come uno sparatutto in prima persona: “Il motivo per cui stiamo iniziando a vedere Hollywood crollare dal punto di vista creativo è perché […] sono così chiusi nelle convenzioni, e tutti quei ragazzi che sono così creativi ora troveranno altri percorsi e andranno in altri posti perché i film non sono più la forma d’arte dominante”. Da persona follemente lucida quale si è dimostrato, ha probabilmente ragione. È all’arte del videogioco e alle sue infinite possibilità che dobbiamo guardare per capire come potrebbe essere il cinema di domani. Grand Theft Hamlet ne è un validissimo esempio.

Grand Theft Auto V: Il primo Gameplay Trailer!

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Grand Theft Auto V

Grand Theft Auto V, uno dei videogiochi più attesi dell’anno, può finalmente far parlare di se non solo con immagini, artworks, filmati introduttivi, ma per la prima volta con un gameplay trailer, ovvero con un trailer che focalizza l’attenzione sulle sequenze giocate e non soltanto sul filmato di intermezzo.

Avvertiamo subito: il trailer è qualcosa di meraviglioso per ogni amante videoludico, specie per chi ha già potuto apprezzare in passato gli altri capitoli della saga firmata Rockstar, ma siamo sicuri che il filmato potrà conquistare anche il più puro amante cinematografico. La bellezza delle ambientazioni, l’intreccio nella trama, la cura nei dialoghi, pongono GTA V in  un processo che da diverso tempo ormai sta attraversando il mondo dei videogiochi: quello di trasformarli sempre di più in esperienza visiva e immersiva totalizzante e non in una “semplice” partita. Giocare un film, ci sembra l’espressione più corretta.

In GTA V, ambientato a Los Santos, ovvero una fittizia Los Angeles,  seguiremo e giocheremo le vicende di 3 personaggi distinti: Michael è un ex-rapinatore di banche che ora vive in una bella casa in una sorta di “protezione testimoni”; Franklin è un ragazzo di colore che vive “lavorando” per una casa di auto armena, fungendo anche da agente di riscossione; Trevor è un veterano di guerra, psicopatico, amico di Michael che abita in una roulotte nel deserto e campa producendo e spacciando droga.

Grand Theft Auto V esce il 17 Settembre 2013. Una data da marchiare a fuoco sul calendario.

Gustatevi il trailer, tra l’altro in lingua italiana:

 

Grand Isle: tutte le curiosità sul film con Nicolas Cage

Grand Isle: tutte le curiosità sul film con Nicolas Cage

Negli ultimi anni l’attore Nicolas Cage ha partecipato ad alcuni film che gli hanno permesso di guadagnare nuova popolarità dopo un periodo ricco di opere poco riuscite. Titoli come USS Indianapolis, 211 – Rapina in corso e 2030 – Fuga per il futuro hanno infatti rappresentato il fondo della carriera del premio Oscar. Oltre a questi, un altro film molto poco apprezzato è Grand Isle, un thriller realizzato nel 2019 per la regia di Steven S. Campanelli. Come sempre però, anche questo titolo è diventato nel tempo un lungometraggio scult da recuperare assolutamente per chi è fan dell’attore.

In questo nuovo lungometraggio Cage dà vita ad un altro folle personaggio, proprio come folli erano stati quello da lui interpretati anche in Mom and Dad, Mandy e Pig. È proprio la presenza dell’attore, infatti, ad aver fatto la fortuna del film, il quale altrimenti non avrebbe avuto elementi su cui poter contare per ambire ad una certa notorietà. Pur se inizialmente massacrato dalla critica, Grand Isle ha infatti poi trovato un suo pubblico, in particolare tra gli appassionati di quei thriller che scadono facilmente nel trash.

Il film è infatti caratterizzato dall’essere stato girato con pochi soldi e mezzi, finendo con il risultare un vero e proprio B-Movie dove si alternano tensione, colpi di scena, risvolti horror e momenti di forte erotismo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Grand Isle: la trama del film

Protagonista del film è il giovane Buddy, un soldato della marina militare, da poco rientrato dal servizio e ora costretto a svolgere lavoretti saltuari per mantenere la famiglia composta dall’amorevole moglie Lisa e dal figlio di pochi mesi. Le cose sono però difficili per lui, che fatica a trovare un impiego durato. Tutto cambia quando un giorno Buddy si imbatte nel veterano Walter, che vive insieme alla bella ma trascurata moglie Fancy in una grande casa nella stessa cittadina del giovane. Quando a causa di un incidente con dei ladri, Walter subisce dei danni alla casa, Buddy viene reclutato per riparare quanto rotto.

A poco a poco il ragazzo si rende però sempre più conto degli strani comportamenti dei due coniugi, in particolare degli atteggiamenti ambigui di Fancy nei suoi confronti. Quando, ancora intento a lavorare nella casa, un’improvvisa tempesta impervia e un uragano si sta avvicinando alla città, i due padroni offrono un riparo per la notte a Buddy, che accetta ignaro di aver sancito l’inizio di un terribile incubo. Ciò che accadrà nel corso di quella notte in quella casa, infatti, si rivelerà quanto di più imprevedibile e folle possibile e per Buddy avrà inizio una lunga prova di resistenza.

Grand Isle cast

Grand Isle: il cast del film

Ad interpretare Buddy, l’effettivo protagonista del film, vi è l’attore Luke Benward, celebre per aver recitato in film come Gli esploratori del tempo, Come mangiare i vermi fritti e Dear John. Nei panni di sua moglie Lisa, invece, vi è l’attrice Emily Marie Palmer. Gli attori Kelsey Grammer e Zulay Henao interpretano invece rispettivamente il detective Jones e la detective Newton. Grammer è noto principalmente per il ruolo del dr. Frasier nelle sitcom Cin cin e Frasier, mentre la Henao ha recitato nei film Fighting e Hostel: Part III.

Ad interpretare Fancy, la moglie di Walter, vi è l’attrice KaDee Strickland, nota per il film The Grudge. Grande protagonista del film è però, come anticipato, Nicolas Cage, qui chiamato ad interpretare il problematico e misterioso Walter. L’attore ha in seguito affermato di essersi particolarmente divertito a recitare in questo film, specialmente per via della grande libertà di improvvisazione di cui ha goduto. Grand Isle però è per lui un nuovo record negativo, in quanto è il secondo film della sua carriera a raggiungere uno 0% di gradimento tra la critica.

Grand Isle: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Grand Isle grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Amazon Prime Video e Tim Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 15 aprile alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

Grand Budapest Hotel: due clip del film di Wes Anderson

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il 10 aprile arriverà in Italia, distribuito dalla Twentieth Century Fox, GRAND BUDAPEST HOTEL, il nuovo film di Wes Anderson, con Edward NortonAdrien BrodyOwen WilsonBill MurrayRalph Fiennes e Jude Law.

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the-grand-budapest-hotel-1GRAND BUDAPEST HOTEL narra le avventure di Gustave H, leggendario concierge di un lussuoso e famoso albergo europeo e di Zero Moustafa, un fattorino che diviene il suo più fidato amico. Sullo sfondo, il furto e il recupero di un celebre dipinto rinascimentale, la violenta battaglia per un’enorme fortuna di famiglia, ed una dolce storia d’amore. Il tutto tra le due guerre, mentre il continente è in rapida e radicale trasformazione.

Grand Budapest Hotel, spiegazione del finale: un’incantevole rovina antica

Wes Anderson non ha mai nascosto la propria ossessione per il tempo che passa, ma Grand Budapest Hotel è il film in cui questa riflessione diventa struttura, estetica e destino. Sotto la superficie pastello, tra miniature e simmetrie perfette, si nasconde una meditazione malinconica sulla memoria, sulla civiltà e sulla fragilità di ciò che crediamo eterno.

Il finale, apparentemente semplice, è in realtà il punto in cui tutte le linee temporali si chiudono: non è solo la storia di un hotel, ma la storia di come le storie sopravvivono alla distruzione.

Una storia dentro una storia dentro una storia

Grand Budapest Hotel

Il film si apre nel presente, con una ragazza che legge il libro dell’“Autore” davanti alla sua tomba. Da lì si passa al 1985, con l’Autore adulto (Tom Wilkinson) che racconta come abbia conosciuto il proprietario del Grand Budapest. Poi il salto al 1968, dove lo scrittore giovane (Jude Law) incontra l’anziano Zero Moustafa (F. Murray Abraham). E infine il cuore del racconto: il 1932, con il giovane Zero (Tony Revolori) e il leggendario concierge Monsieur Gustave H. (Ralph Fiennes).

Perché così tanti livelli?

Anderson non vuole solo mostrarci cosa è successo. Vuole mostrarci come la memoria si trasmette. Ogni cornice narrativa è una generazione che consegna la storia alla successiva. Il Grand Budapest viene distrutto, ma il racconto no. Il film suggerisce che l’unica forma di eternità possibile è narrativa.

Non è un caso che il Paese sia fittizio — Zubrowka — ma ispirato all’Europa centrale tra le due guerre e alle opere di Stefan Zweig. È un mondo che non esiste più, e forse non è mai esistito davvero, se non nella memoria.

Il declino dell’hotel è il declino della civiltà

Confronta il 1932 con il 1968. Nel passato l’hotel è rosa, luminoso, elegante. Nel presente è arancione spento, quasi grigio. Anderson usa colori e aspect ratio diversi per segnare la perdita di innocenza. Ma il declino non è solo architettonico.

Monsieur Gustave rappresenta un codice morale: educazione, rituale, forma come espressione di dignità. Non è solo un concierge, è l’ultimo custode di un mondo civile. La Society of Crossed Keys è la caricatura affettuosa di un’élite che crede nel valore delle buone maniere. Il problema? Quel mondo era già in rovina.

Zero lo dice chiaramente: il mondo di Gustave “era svanito molto prima che lui vi entrasse”. Il film rifiuta la nostalgia facile. Non rimpiange un passato idilliaco. Mostra che anche nel 1932 il fascismo sta crescendo. La “Zig-Zag Division” è un’evidente allusione al nazismo. Il romanticismo convive con la barbarie. E alla fine la barbarie vince.

La morte di Gustave e il vero senso dell’eredità

Jason Schwartzman Grand Budapest Hotel

Il momento decisivo arriva quando Gustave viene ucciso dai soldati del regime mentre difende Zero, insultato perché immigrato. È una scena rapidissima, quasi anticlimatica.

Eppure lì si concentra tutto il senso del film.

Gustave muore per un gesto di civiltà: difendere qualcuno più vulnerabile. Non per il quadro, non per l’eredità, non per l’orgoglio. Per principio. È in quel momento che Zero eredita davvero qualcosa: non solo l’hotel, ma un codice morale.

Zero diventa ricco, sì. Ma nel 1968 vive in un edificio ormai vuoto, tenendo in vita un hotel che non ha più ragione economica di esistere. Perché lo fa?

Per Agatha (Saoirse Ronan). Per l’amore. Per il ricordo.

L’hotel è l’ultimo legame con la felicità perduta. Non è un investimento, è un mausoleo emotivo.

“An Enchanting Old Ruin”: cosa significa davvero il finale

Grand Budapest Hotel

La battuta finale dell’Autore — “It really was an enchanting old ruin” — è la chiave di tutto. Il Grand Budapest non è grande perché perfetto. È grande perché sopravvive nella memoria. È una rovina incantata: qualcosa di distrutto che continua a vivere nell’immaginazione.

Anderson suggerisce che la civiltà può crollare, i regimi possono distruggere, gli edifici possono essere abbattuti. Ma finché qualcuno racconta la storia, qualcosa resta. Il film non è solo malinconico. È anche una riflessione politica: il fascismo promette un ritorno a un passato idealizzato, ma in realtà cancella tutto ciò che rende quel passato degno di essere ricordato — gentilezza, complessità, umanità. Il vero antidoto alla barbarie non è la nostalgia. È la decenza.

Grand Budapest Hotel rifatto con i LEGO

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Grand Budapest Hotel rifatto con i LEGO

Lo scorso 23 febbraio Grand Budapest Hotel di Wes Anderson ha portato a casa quattro Oscar (migliori costumi, miglior trucco, miglior scenografia e miglior colonna sonora).

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Nel caso il regista sia rimasto deluso dalla sconfitta, Morgan Spence, un piccolo regista scozzese di 15 anni, gli ha infatti donato un piccolo regalo di consolazione ricreando accuratamente coi Lego una delle scene più memorabili di Grand Budapest Hotel.

https://www.youtube.com/watch?v=9IInaMBW8Ws

Vi invitiamo a visionare la versione Lego qui sopra e poi la versione originale con Adrien Brody e Ralph Fiennes qui di seguito:

https://www.youtube.com/watch?v=7QjUIYBdJtw

Fonte: The Hollywood Reporter

Granchio Nero: recensione del film Netflix

Granchio Nero: recensione del film Netflix

Adam Berg debutta alla regia con un film Netflix apocalittico che però parla della realtà attuale (virus e guerra) e del suo paese (la Svezia). Granchio Nero è il racconto crudo di un conflitto combattuto da soldati improvvisati: uomini e donne strappati alla propria vita e resi guerrieri per ordini inopponibili. Il punto di vista è quello di una madre (Noomi Rapace) e le parole d’ordine a cui la donna risponde sono speranza e resilienza.

La trama di Granchio Nero

Edh (Noomi Rapace) e la figlia sono in giro in macchina nella propria città svedese. Tutto sembra normale. Improvvisamente, spari e rombi di aerei invadono i loro spazi: le due vivono in un pese in guerra. La bambina viene rapita dai soldati.

Stacco. Lo scenario è ora chiaramente bellico: Edh si trova su un treno insieme ad altre persone armate. Viene fatta scendere: è stata chiamata dal governo per svolgere una missione tanto insolita quanto disperata, l’operazione Granchio Nero. Insieme ad altri soldati, Edh deve portare in salvo una serie di capsule preziose per il paese e necessarie per vincere la guerra. La difficoltà della missione è nel percorso che devono compiere i soldati: devono attraversare un territorio completamente ghiacciato, pattinando per migliaia di chilometri lungo il confine con il nemico. Nell’instabilità generale della situazione – la guerra, il ghiaccio, la disperazione, l’unica cosa che dà forza a Edh è la speranza di riabbracciare la figlia.

La Svezia: fredda, grigia, desolata

Ciò che fa da sfondo a Granchio Nero è la Svezia. Nel film, i luoghi freddi, innevati, ghiacciati e bui si uniscono allo scenario bellico, post-apocalittico e desolato. Vestiti sgualciti, armi, divise militari, morti per strada, vagabondi, profughi. Ghiaccio, neve, boschi scuri. Tutto è terribilmente grigio e sgualcito.

Il film possiede le tipiche tinte desaturate dei film nord-europei. In questo caso, i colori non solo esprimono uno stile registico, ma si abbinano anche bene al tema trattato nel film. Luoghi, temi e colori a tratti paragonabili a quelli di Dunkirk di Christopher Nolan.

granchio-neroRaccontare la guerra nel 2022, guardando al futuro e parlando di donne

Al centro di Granchio Nero – del film come della missione – c’è Edh. Adam Berg racconta di una madre, privata della figlia e della sua femminilità e costretta a combattere per una causa in cui nemmeno crede. L’attrice è Noomi Rapace, volto già visto in film come Sherlock Holmes – Gioco di Ombre, Prometheus di Ridley Scott e Passion di Brian De Palma. I tratti e le espressioni dell’interprete sono essenziali per rendere il suo personaggio quella figura materna indurita dal conflitto: Edh vuole soltanto riabbracciare la figlia, ma per poterlo fare deve agire in modo tutt’altro che materno.

La forza del lungometraggio risiede anche nel tentativo di attualizzare il tema della guerra: per quanto possa sembrare un film fantascientifico e post-apocalittico, Granchio Nero mostra una plausibile risposta ad una domanda altrettanto plausibile: cosa succederebbe se, oggi, scoppiasse una guerra in Europa?

Un film terribilmente attuale

Granchio Nero, visto oggi, spaventa. Il tema bellico in un paese, la Svezia, agli occhi di tutti visto come pacifico e benestante è attualissimo e si aggiunge all’altra grande preoccupazione del nostro tempo: un virus distruttivo. In questo caso, il virus è visto come un’arma, uno strumento estremamente potente per vincere la guerra. Il film riflette su temi moralmente non indifferenti e pone domande sostanziose allo spettatore: è peggio un conflitto combattuto corpo a corpo o una pandemia? Un virus può avere lo stesso effetto di un’arma atomica?

Il discorso al centro del film è forte: quali scenari può assumere una guerra oggi, dopo Hiroshima e Nagasaki, dopo Wuhan, dopo (o durante?) una pandemia globale? Il regista Adam Berg coglie ed esprime una preoccupazione vivamente sentita dalla società occidentale, che vive nel benessere ma che si sente sul filo del rasoio. Le premesse fantascientifiche, i luoghi post-apocalittici e la disumanità di Granchio Nero sfondano lo schermo e arrivano dritti allo stomaco dello spettatore, oggi forse particolarmente sensibile ai temi trattati dal regista.

Gran Turismo: trailer del film di Neill Blomkamp con David Harbour

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Sony Pictures e Eagle Pictures hanno diffuso il trailer di Gran Turismo, il nuovo film Sony Pictures diretto da Neill Blomkamp con David Harbour e Orlando Bloom. Il film, tratto dalla celebre saga dei racing game, si ispira alla storia vera di un giovane giocatore di Gran Turismo, Jann Mardenborough, che, vincendo una serie di gare competitive del videogioco, riesce a diventare un pilota professionista nella realtà.

Nel cast oltre a David Harbour (Stranger Things) e Orlando Bloom (Il Signore degli Anelli), Archie Madekwe (I Miserabili) nel ruolo del protagonista, Darren Barnet (Non ho mai…), Djimon Hounsou (Blood Diamond – Diamanti di sangue) e Geri Halliwell-Horner (Spice Girls – Il film).  Gran Turismo sarà dal 20 settembre solo al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Ispirato da una storia vera, il film racconta il coronamento del sogno di Jann Mardenborough, un giocatore adolescente di Gran Turismo, che grazie alle sua abilità di gioco vince una serie di competizioni della Nissan per diventare un pilota professionista.

Gran Turismo: prime immagini dell’annunciato film

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Gran Turismo: prime immagini dell’annunciato film

Sony Pictures ha rilasciato la prima anteprima del film Gran Turismo, dandoci una prima occhiata a come sarà l’imminente adattamento del videogioco di corse. “Basato sulla storia vera di Jann Mardenborough, il film è l’ultima storia di un sogno che si realizza di un adolescente giocatore di Gran Turismo le cui abilità di gioco hanno vinto una serie di competizioni Nissan per diventare un vero pilota professionista di auto da corsa”, recita la sinossi.

L’ adattamento cinematografico di Gran Turismo è diretto da Neill Blomkamp da una sceneggiatura scritta dai coproduttori esecutivi Jason Hall e Zach Baylin. Nel cast David Harbour, Archie Madekwe, Orlando Bloom, Darren Barnet, Djimon Hounsou, Geri Halliwell-Horner, Daniel Puig, Josha Stradowski e l’attore tedesco Thomas KretschmannDai un’occhiata all’anteprima del film Gran Turismo qui sotto:

Gran Turismo è prodotto da Asad Qizilbash, Carter Swan, Doug Belgrad e Dana Brunetti, con il creatore del gioco Kazunori Yamauchi come produttore esecutivo. Il film è attualmente previsto per l’uscita nelle sale l’11 agosto 2023.

Gran Turismo: le prime immagini dal film con Orlando Bloom e David Harbour

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Le prime immagini di Gran Turismo, il nuovo film Sony Pictures diretto da Neill Blomkamp con David Harbour e Orlando Bloom. Il film, tratto dalla celebre saga dei racing game, si ispira alla storia vera di un giovane giocatore di Gran Turismo, Jann Mardenborough, che vincendo una serie di gare competitive del videogioco riesce a diventare un pilota professionista nella realtà.

Nel cast oltre a David Harbour (Stranger Things) e Orlando Bloom (Il Signore degli Anelli), Archie Madekwe (I Miserabili) nel ruolo del protagonista, Darren Barnet (Non ho mai…), Djimon Hounsou (Blood Diamond – Diamanti di sangue) e Geri Halliwell-Horner (Spice Girls – Il film).  Gran Turismo sarà quest’anno solo al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Gran Turismo, la trama

Ispirato da una storia vera, il film racconta il coronamento del sogno di Jann Mardenborough, un giocatore adolescente di Gran Turismo, che grazie alle sua abilità di gioco vince una serie di competizioni della Nissan per diventare un pilota professionista.

Gran Turismo: La storia di un sogno impossibile, il nuovo trailer

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Il nuovo trailer di Gran Turismo: La storia di un sogno impossibile, il film Sony Pictures diretto da Neill Blomkamp con David Harbour e Orlando Bloom. Tratto dalla celebre saga dei racing game, il film si ispira alla storia vera di un giovane giocatore di Gran Turismo, Jann Mardenborough, che, vincendo una serie di gare competitive del videogioco, riesce a diventare un pilota professionista nella realtà.

Nel cast oltre a David Harbour (Stranger Things) e Orlando Bloom (Il Signore degli Anelli), Archie Madekwe (I Miserabili) nel ruolo del protagonista, Darren Barnet (Non ho mai…), Djimon Hounsou (Blood Diamond – Diamanti di sangue) e Geri Halliwell-Horner (Spice Girls – Il film). Gran Turismo: La storia di un sogno impossibile sarà dal 20 settembre solo al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Gran Turismo: ingaggiato lo sceneggiatore di Watchman Alex Tse

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Gran Turismo: ingaggiato lo sceneggiatore di Watchman Alex Tse

Sulla scia dell’imminente adattamento in uscita di Need For Speed della DreamWorks, la Columbia Pictures e il team di produzione Michael De Luca, Kevin Spacey e Dana Brunetti stanno accelerando la produzione dell’altro adattamento di un videogames basato sulle auto in cantiere, stiamo parlando ovviamente del più noto Gran Turismo. Ebbene oggi THR rivela che lo sceneggiatore di WatchmenAlex Tse è stato ingaggiato per scrivere il copione del film.

Oltre ad aver co-sceneggiato il film di Zack Snyder, Tse è stato coinvolto anche alla scrittura dei prossimo remake di The Crow (notizie sul discusso film QUI e QUI)e Highlander, oltre al film Ninja, adattamento della graphic novel di  Paul Pope Battling Boy per la Paramount e Plan B.

Qualcosa in più sul franchise dei videogiochi: Gran Turismo, conosciuto anche come GT, è un serie di simulatori di guida sviluppati dalla Polyphony Digital per PlayStation, PlayStation 2, PlayStation 3 e PlayStation Portable. Al 31 dicembre 2011, la serie ha venduto 65,890 milioni di copie in tutto il mondo. Sono previste due modalità di gioco: Arcade e Gran Turismo. Nel primo caso il giocatore ha a disposizione un numero piuttosto elevato di vetture che riproducono, in maniera fedele, le caratteristiche di modelli di automobili realmente esistenti. Con queste vetture può partecipare a gare a diversi livelli di difficoltà, sfidare altri giocatori o provare uno dei circuiti presenti. Più complessa è la modalità Gran Turismo: in questo caso il giocatore è un pilota alle prime armi che, per poter raggiungere il successo, deve affrontare, l’una dopo l’altra, una serie di prove di abilità. Il conseguimento di patenti di guida sempre più specialistiche avviene tramite una serie di prove di guida e a un esame finale e permette al giocatore di accedere alle corse più prestigiose; parallelamente, i montepremi dei Gran Premi vinti consentono l’acquisto di vetture sempre più veloci e costose o di modificare, in maniera anche radicale, le vetture già in proprio possesso. Le numerose vetture a disposizione del giocatore hanno ognuna delle caratteristiche di guida proprie. Altre caratteristiche sono la possibilità di utilizzare, oltre alle auto sportive, anche modelli di automobile comuni, la possibilità di intervenire in maniera radicale sul setup delle vetture, la possibilità, al conseguimento di determinati risultati sportivi, di sbloccare nuove vetture e nuovi circuiti e non ultima la possibilità di importare le proprie patenti da una versione di GT alla successiva, creando quindi una continuità fra le diverse versioni del gioco.

 

Gran Turismo: il film ha trovato un regista

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Gran Turismo: il film ha trovato un regista

A distanza di due anni dall’annuncio dell’adattamento cinematografico di Gran Turismo, sembra che la Sony Pictures abbiamo finalmente trovato un regista. Infatti, The Hollywood Reporter annuncia che il regista Joseph Kosinski (Oblivion) è nelle prime fasi della trattativa per dirigere il film tratto dal franchise videoludico creato da Kazunori Yamauchi.

Gran Turismo si baserà su uno script scritto da Alex Tse e probabilmente rivisto da Kosinski stesso. Al momento Kosinksi è anche accreditato per dirigere The Trials of White Boy Rick, basato sulla vera storia di un trafficante di droga adolescente

A produrre la pellicola ci sono Josh Bratman, Dana Brunetti, Elizabeth Cantillon, Mike De Luca e Devon Franklin.

 

Gran Turismo: gli sceneggiatori di Red lavorano all’adattamento

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Gran Turismo: gli sceneggiatori di Red lavorano all’adattamento

Se tempo fa vi avevamo annunciato che la Sony Pictures aveva trovato in Joseph Kosinski il regista per portare al cinema la fortunata serie di videogiochi di simulazione automobilistica Gran Turismo, ora è giunto il momento di presentarvi gli sceneggiatori designati: Jon ed Erich Hoeber.

I due, famosi per aver scritto i film d’azione Red Red 2 lavoreranno spalla a spalla con Joseph Kosinski per trovare il giusto plot ad un film basato sulle gare automobilistiche. A produrre la pellicola ci sono Josh Bratman, Dana Brunetti, Elizabeth Cantillon, Mike De Luca e Devon Franklin.

Fonte: Hollywood Reporter

Gran Turismo: David Harbour e Archie Madekwe nel cast del film

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Gran Turismo: David Harbour e Archie Madekwe nel cast del film

Il cast dell’adattamento cinematografico di Gran Turismo continua a crescere, arriva dal The Hollywood Reporter la notizia che David Harbour e Archie Madekwe hanno firmato per prendere parte all’adattamento cinematografico dell’omonimo videogames.  Madekwe, che è già apparso in MidsommarVoyagers e See, reciterà al fianco di David Harbour, che è stato appena annunciato come una delle star questa settimana. Madekwe interpreterà un adolescente che, con l’aiuto del personaggio di Harbour, usa le sue abilità di gioco per vincere una serie di competizioni Nissan e diventa un vero pilota professionista di auto da corsa.

Originariamente pubblicato nel 1997, il  franchise di Gran Turismo  è diventato una delle proprietà di videogiochi di corse più popolari di sempre, nota per il suo meticoloso livello di dettaglio e realismo. Gran Turismo 7  è l’ultimo gioco della serie, in uscita su PlayStation 4 e PlayStation 5 a marzo di quest’anno. Il gioco ha ricevuto punteggi alti  dalla stampa recensore e ha impressionato i fan per la sua attenzione ai dettagli e le sue ampie opzioni di gioco. È stato criticato per la fatica necessaria per ottenere i suoi veicoli, ma  Polyphony Digital ha lentamente affrontato queste preoccupazioni.

La scuderia di proprietà di gioco di Sony sta facendo progressi a Hollywood come parte di una rinnovata spinta per adattamenti di videogiochi in TV e sul grande schermo. Uncharted è uscito nei cinema all’inizio di quest’anno e, nonostante alcune tiepide recensioni, ha incassato oltre $ 400 milioni al botteghino. Sony sta anche adattando The Last of Us, Horizon Zero Dawn e Twisted Metal in serie TV.

Gran Turismo, il film

Gran Turismo sarà diretto da Neill Blomkamp e si baserà su una sceneggiatura scritta da Will Dunn, Jason Hall, Erich Hoeber e Jon Hoeber. La storia dell’adempimento dei desideri di un adolescente giocatore di Gran Turismo le cui abilità di gioco hanno vinto una serie di competizioni Nissan per diventare un vero pilota professionista di auto da corsa. Basato su una storia vera.

Gran Turismo: Darren Barnet nel cast del film SONY

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Gran Turismo: Darren Barnet nel cast del film SONY

Dopo il recente casting di Orlando BloomThe Hollywood Reporter annuncia che la star di Never Have I Ever, Darren Barnet, è stata scelta per unirsi al cast in crescita del film di corse di Sony Pictures Gran Turismo. Questo segna il primo progetto di alto profilo di Barnet, in cui interpreterà il ruolo di un pilota “che è classificato ai vertici dell’accademia GT e che non è entusiasta di vedere l’adolescente emergente eccellere”.

La produzione di Gran Turismo dovrebbe iniziare questa settimana in Ungheria. Bloom e Barnet si uniranno alla  star di Stranger Things , precedentemente annunciata, David Harbour e  all’attore di Midsommar Archie Madekwe. L’adattamento cinematografico sarà diretto da Neill Blomkamp da una sceneggiatura scritta dal co-produttore esecutivo Jason Hall e Zach Baylin. Gran Turismo dovrebbe seguire la storia di un adolescente con aspirazioni alle corse mentre partecipa a una serie di competizioni Nissan sulla strada per diventare un vero pilota professionista di auto da corsa, una storia vera su cui si basa il film. La produzione inizierà la prossima settimana in Europa.Gran Turismo sarà prodotto da Asad Qizilbash, Carter Swan, Doug Belgrad e Dana Brunetti, con il creatore del gioco Kazunori Yamauchi produttore esecutivo. L’uscita del film è attualmente prevista per l’11 agosto 2023 nelle sale.

Originariamente pubblicato nel 1997, il  franchise di Gran Turismo  è diventato una delle proprietà di videogiochi di corse più popolari di sempre, nota per il suo meticoloso livello di dettaglio e realismo. Gran Turismo 7  è l’ultimo gioco della serie, in uscita su PlayStation 4 e PlayStation 5 a marzo di quest’anno. Il gioco ha ricevuto punteggi alti  dalla stampa recensore e ha impressionato i fan per la sua attenzione ai dettagli e le sue ampie opzioni di gioco. È stato criticato per la fatica necessaria per ottenere i suoi veicoli, ma  Polyphony Digital ha lentamente affrontato queste preoccupazioni.

La scuderia di proprietà di gioco di Sony sta facendo progressi a Hollywood come parte di una rinnovata spinta per adattamenti di videogiochi in TV e sul grande schermo. Uncharted è uscito nei cinema all’inizio di quest’anno e, nonostante alcune tiepide recensioni, ha incassato oltre $ 400 milioni al botteghino. Sony sta anche adattando The Last of Us, Horizon Zero Dawn e Twisted Metal in serie TV.

Gran Turismo: 8 modi in cui cambia la vera storia di Jann Mardenborough

L’incredibile storia vera di Jann Mardenborough è il fulcro di Gran Turismo (leggi qui la recensione), ma il film altera la sua biografia in diversi punti chiave. Diretto da Neill Blomkamp, il film racconta l’ascesa di Mardenborough da uno dei migliori giocatori di Gran Turismo a pilota professionista di automobilismo. Il film è incredibilmente fedele all’esperienza del videogioco, soprattutto perché non si concentra interamente su quell’aspetto dell’adattamento. La storia vera è molto più al centro del film di Blomkamp, assicurando che il pubblico conosca la vita reale dell’uomo che lo ha ispirato.

Tuttavia, come quasi tutti i film che adattano una storia vera, anche questo apporta alcune modifiche. Il film del 2023 propone infatti cambiamenti come dare a Danny Moore, interpretato da Orlando Bloom, un nome diverso da quello dell’uomo che ha effettivamente creato la GT Academy nella vita reale. Poiché Gran Turismo si preoccupa principalmente di raccontare correttamente la storia di Jann, che è stato coinvolto nella produzione, il pubblico tenderà a credere che la maggior parte di ciò che accade nel film sia accurato. In questo articolo approfondiamo però le principali differenze rispetto alla storia vera.

Gran Turismo cambia il modo in cui Jann Mardenborough è entrato nella GT Academy

Un esempio di come Gran Turismo cambi la vera storia di Jann Mardenborough è il suo ingresso nella GT Academy. Il film stabilisce che Jann è un pilota così famoso nel simulatore da essere automaticamente selezionato dalla GT Academy per partecipare a una gara di qualificazione contro altri 19 concorrenti della sua zona. Il vincitore della gara ottiene automaticamente un posto nella GT Academy e Jann vince dopo essersi recato in un negozio di videogiochi locale per sedersi al suo posto proprio all’inizio della gara.

La storia reale di come Jann è entrato nella GT Academy è un po’ più complicata. Jann aveva sei settimane di tempo per ottenere un ottimo tempo su una pista assegnata e scalare la classifica dei giri per qualificarsi. Jann ha impiegato fino all’ultima notte delle qualificazioni per ottenere il suo miglior tempo. Ha poi superato ulteriori turni di qualificazione prima di guadagnarsi ufficialmente un posto nella GT Academy. Gran Turismo accelera l’intero processo per aiutare a far avanzare la storia e rendere l’ammissione di Jann alla GT Academy un po’ più emozionante.

Gran Turismo rende Jann Mardenborough il primo vincitore della GT Academy

Un grande cambiamento rispetto alla storia vera di Gran Turismo è rappresentato dal posto di Jann Mardenborough come primo vincitore della GT Academy. Il film mostra Danny Moore che crea il programma e fa di Jann la prima persona a diplomarsi. È una storia fantastica, ma la realtà è che Jann è stato il terzo vincitore della GT Academy nella vita reale. Il programma esisteva già da due anni prima che Jann vi partecipasse, il che significa che l’idea di un giocatore che diventa pilota era già stata realizzata due volte in precedenza. Lucas Ordóñez ha vinto la prima GT Academy nella vita reale, mentre Jordan Tresson è stato il secondo vincitore.

Il film cambia i piloti contro cui Jann gareggia

Un cambiamento in qualche modo comprensibile nella vita reale di Jann Mardenborough nel film riguarda i piloti contro cui gareggia. Sia alla GT Academy che una volta diventato pilota professionista, tutti gli altri piloti con cui Jann compete sono personaggi di fantasia. Tutti, da Matty Davis e Antonio Cruz a Nicholas Capa e Frederik Schulin, sono personaggi inventati per la trama del film tratto dal videogioco. Cambiando i nomi delle persone contro cui Jann gareggia, si evita di complicare ulteriormente l’accuratezza della storia vera di Gran Turismo.

Jann Mardenborough un nuovo mentore nel film

Anche la vita di Jann Mardenborough cambia, poiché il film gli offre un nuovo mentore. Jack Salter, interpretato da David Harbour, guida Jann durante l’allenamento e lo spinge a dare il meglio di sé, mentre Jann lo trasforma da scettico a credente. Nella vita reale, però, Jack Salter non esiste. Mardenborough ha avuto diversi mentori nella vita reale, come Gavin Gough e Ricardo Divila. Invece di utilizzare due o più persone per aiutare Jann a diventare un grande pilota automobilistico, il film li combina essenzialmente in un unico personaggio con una nuova storia per migliorare il loro rapporto.

Gran Turismo cambia la prima gara di Jann Mardenborough

Il film cambia anche la prima gara professionale di Jann Mardenborough, rendendola una sfida completamente diversa. Nel film, la prima gara di Jann dopo aver vinto la GT Academy si svolge sul circuito Red Bull Ring in Austria. Finisce al 27° posto dopo essere risalito fino al 4° posto prima che Capa lo mandasse fuori pista. La prima gara di Jann Mardenborough nella vita reale si è svolta alla 24 Ore di Dubai, dove ha gareggiato in squadra con altri vincitori della GT Academy e si è classificato terzo. A causa delle altre modifiche, nella versione cinematografica della vita di Jann è stata inserita una prima gara diversa.

Gran Turismo film 2023

Il film ha anticipato l’incidente di Jann Mardenborough

Le scene di gara reali e in CGI di Gran Turismo riportano sullo schermo un momento devastante della vita reale di Jann Mardenborough, mostrando il suo incidente al Nürburgring Nordschleife, che ha causato la morte di uno spettatore e il ferimento di altri. L’incidente è molto realistico rispetto a quello che è successo a Jann nella vita reale, ma il momento in cui è avvenuto nella sua carriera agonistica è molto diverso. La gara del Nürburgring si svolge dopo la firma con Nissan e l’ottenimento della licenza FIA, ma l’incidente la rende l’ultima gara a cui Jann partecipa prima di correre la 24 Ore di Le Mans.

La storia reale ribalta sostanzialmente l’ordine degli eventi. L’incidente di Jann Mardenborough al Nürburgring è avvenuto nel 2015 nella vita reale. L’incidente è avvenuto il 28 marzo 2015, quattro anni dopo l’inizio della carriera agonistica di Jann. Ciò significa anche che è avvenuto due anni dopo il momento di svolta di Jann a Le Mans. Nel 2013 ha concluso al terzo posto la 24 Ore di Le Mans. Invece di mantenere l’ordine cronologico degli eventi per il film, Gran Turismo stravolge la cronologia per rendere la storia di Jann più stimolante.

Il ritorno alle corse di Jann Mardenborough è diverso

Le modifiche all’incidente di Jann Mardenborough in Gran Turismo si estendono al suo ritorno alle corse. Nel film, Jack riporta Jann al Nürburgring e sul luogo dell’incidente per incoraggiare il pilota traumatizzato a tornare al volante. La scena include Jack che dice a Jann che se non ricomincia a guidare ora, non lo farà mai più. Tuttavia, Jann ha deciso di tornare alle corse di sua iniziativa nella vita reale. Si è motivato a fare un riscaldamento di 20 giri una settimana dopo l’incidente per riprendere confidenza con le corse, ma alla fine ha fatto 110 giri.

Gran Turismo migliora notevolmente la prestazione di Jann alla 24 Ore di Le Mans

La prestazione di Jann alla 24 Ore di Le Mans in Gran Turismo è molto più impressionante. È vero che Jann è arrivato terzo e è salito sul podio nella gara nella vita reale. Tuttavia, il film fa battere a Jann Mardenborough il record sul giro di Le Mans durante la sua ultima frazione di gara, cosa che non è avvenuta. Il film gli attribuisce un tempo sul giro inferiore a 3 minuti e 15 secondi. Si tratta di oltre due secondi in meno rispetto all’attuale record sul giro di Le Mans e di tre secondi in meno rispetto al record stabilito quando Jann ha corso a Le Mans nella vita reale.

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Gran Turismo, le foto della presentazione a Cannes 2023

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Gran Turismo, le foto della presentazione a Cannes 2023

Oggi a Cannes il photocall di Gran Turismo, il nuovo film Sony Pictures diretto da Neill Blomkamp. Il film, tratto dalla celebre saga dei racing game, si ispira alla storia vera di un giovane giocatore di Gran Turismo, Jann Mardenborough, che, vincendo una serie di gare competitive del videogioco, riesce a diventare un pilota professionista nella realtà. Nel cast oltre a David Harbour (Stranger Things) e Orlando Bloom (Il Signore degli Anelli), Archie Madekwe (I Miserabili) nel ruolo del protagonista, Darren Barnet (Non ho mai…), Djimon Hounsou (Blood Diamond – Diamanti di sangue) e Geri Halliwell-Horner (Spice Girls – Il film). Gran Turismo sarà dal 20 settembre solo al cinema prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Gran Turismo, la trama

Ispirato da una storia vera, il film racconta il coronamento del sogno di Jann Mardenborough, un giocatore adolescente di Gran Turismo, che grazie alle sua abilità di gioco vince una serie di competizioni della Nissan per diventare un pilota professionista.