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Ridley Scott vuole The Counsellor di Cormac McCarthy

Ridley Scott 2012
Gage Skidmore from Peoria, AZ, United States of America, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons

Com’era prevedibile, la notizia che Cormac McCarthy ha consegnato al proprio editore la sua prima sceneggiatura cinematografica ha scatenato un’autentica gara tra registi per la realizzazione: al momento la vittoria sembra aver arriso a Ridley Scott, che sarebbe già in trattative per farne il suo prossimo film. Se i negoziati andranno a buon fine, Scott cambierà diametralmente scenari rispetto a quelli di Prometheus, sua ultima fatica: in The Counsellor, un rinomato avvocato decide di dedicarsi al business della droga pensando di poter tenere tutto sotto controllo, ma accorgendosi ben presto che le cose non sono facili come aveva pensato, ritrovandosi a lottare per la propria sopravvivenza.

Il regista britannico ha peraltro in cantiere anche altri progetti, come un biopic sulla archeologa – spia Gertrude Bell (per la protagonista è stato fatto il nome di Angelina Jolie). La sceneggiatura di McCarthy, tuttavia, diventerebbe prioritaria: sembra che Scott ne abbia già parlato con lo stesso scrittore. L’uscita di Prometheus è intanto prevista per giugno, mentre gli spettatori italiani dovranno apsettare qualche mese in più.

Fonte: Empire

 
 

Cambio di scrittore per Robocop

Cambio della guardia alla sceneggiatura del remake di Robocop: dopo aver preso in considerazione Josh Zetumer, il regista Jose Padilha sta ora valutando di collaborare con Nick Schenk, che ha tra l’altro lavorato su Gran Torino di Clint Eastwood. Per chi ama il gioco dei ‘gradi di separazione’, Robocop si potrebbe collegare a Eastwood attraverso Judge Dredd: quest’ultimo infatti, ispirato per molti versi all’ispettore Callaghan, costituisce una sorta di antecedente fumettistico dello stesso Robocop.

Schenk ha peraltro già lavorato assieme a Padilha, per la sceneggiatura di un action movie a sfondo politico intitolato Tri-Border, al momento non ancora realizzato: sancirebbe quindi una collaborazione già ben avviata. La realizzazione del film ha già subito vari incidenti di percorso, il più grave dei quali è stato l’abbandono del progetto da parte di Darren Aronofsky, inizialmente scelto per la regia; per sostituirlo era stato fatto, tra gli altri, il nome di Robert Rodriguez, ma la scelta è poi caduta su  Padilha. Il regista brasiliano, semisconosciuto all’estero, ha però sbancato il botteghino in patria con Elite Squad, che con 11 milioni di spettatori ha superato addirittura Avatar. Sul cast, al momento non vi è alcuna notizia certa: Padilha ha affermato che gli piacerebbe dirigere  (molto originale…) Michael Fassbender.

Fonte: Empire

 
 

Il Cavaliere Oscuro: il Ritorno, Tom Hardy parla della maschera di Bane!

Il cavaliere oscuro - Il ritorno

In occasione della premiere del film Una spia non basta, l’attore Tom Hardy ha risposto ad alcune domande sul suo prossimo film in uscita, Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno. A riportare l’intervista è l’agenzia UKPA:

 
 

Albert Nobbs: recensione del film con Glenn Close

Albert Nobbs

Albert Nobbs è un compassato e timido cameriere che serve con ligio attaccamento alla professione in un albergo di lusso della Dublino del XIX secolo. Albert Nobbs è sempre preciso, pulito, puntuale, cortese, ordinato, ha tutto ciò che un cameriere deve avere per essere apprezzato nel suo mestiere, ma Albert possiede anche un segreto: è una donna. In maniera delicata e discreta veniamo a conoscenza del suo passato: orfana di nobili, cresce con una donna che la lascia a 14 anni e così lei quasi per gioco si traveste da cameriere per lavorare. La messa in scena funziona così bene che la ragazzina la protrae per tutto il resto della sua vita, entrando definitivamente nei panni di Albert Nobbs, ma l’incontro con il Signor Page sconvolge la sua vita e apre ad Albert un mondo di possibilità che lui/lei non aveva mai sognato prima.

Albert Nobbs che vede alla regia il colombiano Rodrigo Garcìa, si presenta come un affresco garbato ed intelligente della vita in un albergo: cameriere pettegole, amori clandestini, camerieri ubriaconi, e segreti. Il più oscuro di tutti è proprio custodito a Albert che riscuote ammirazione e rispetto nei suoi colleghi e che porta avanti la sua vita come una missione. La presentazione di tutte le varie parti in gioco è condotta con bravura dal regista che però fatica a far andare avanti la storia nella parte centrale, un po’ impantanata nella stramba situazione sentimentale che si viene a delineare nel film. Nell’ultima parte invece, al posto di far precipitare gli eventi in maniera brusca, il regista mantiene questo tono lento e riflessivo che impreziosisce un finale non sorprendente ma giusto, e come tutta la pellicola, molto delicato.

Albert Nobbs, il film

Ovviamente un tale prodotto è stato reso fattibile dalla presenza nel cast di straordinari attori e Glenn Close, nei panni di Nobbs, detta legge su tutti: senza trucco, senza protesi, senza camuffamenti di sorta, la Close è un perfetto maggiordomo che lascia sfuggire appena un senso di malessere, una velata malinconia che lo pervade. Nel cast insieme a lei ci sono Mia Wasikowska, Brendan Gleeson, Aaron Johnson e soprattutto Janet McTeer che alcuni dicono sorprendentemente brava.

Quello che però rappresenta il film è anche e forse soprattutto una questione di identità, di ricerca di un futuro migliore, di lotta per la sopravvivenza e al giorno d’oggi, dove   travestimento transgender viene visto come una scelta libera anche se spesso ancora criticata, diventa qui una sofferta scelta per la sopravvivenza in una società difficile, quasi impossibile da affrontare, per una donna sola. Albert, di cui non sapremo mai il nome vero da donna, ha un sogno che lo/la aiuta ad andare avanti, ma un sogno per il domani può ripagare una vita di menzogna e solitudine? Albert lo scoprirà a sue spese.

Albert Nobbs è candidato a tre premi Oscar, tra cui miglior attrice protagonista Glenn Close e miglior attrice non protagonista Janet McTeer. In genere l’Academy premia i camuffamenti e chissà che questa volta la bravissima Close riesca a spuntarla contro l’attrice di ferro!

 
 

007 Skyfall: ecco la prima foto ufficiale di James Bond!

Skyfall

E’ il sito ufficiale di James Bond a pubblicare la prima immagine ufficiale di 007 – Skyfall, il 23esimo film della serie d’azione. La foto ritrae Daniel Craig nei panni di Bond, in azione a Shangai.

Diretto da Sam Mendes, il film vede nel cast anche Javier Bardem, Judi Dench, Naomie Farris, Ralph Fiennes, Berenice Marlohe, Ben Whishaw, Albert Finney, Helen McCrory e Ola Rapace. L’uscita è prevista per il 9 novembre 2012.

Fonte:  007.com

 
 

Rupert Grint si da al videoclip

Basta dire che è il rosso più amato del Mondo, oppure uno dei giovani attori più ricchi del pianeta, e si capisce già di chi parliamo.

 
 

Tom Hiddleston al posto di Michael Fassbender per Jim Jarmush!

Tom Hiddleston Loki thor ragnarok

Michael Fassbender ha abbandonato il film Only Loves Left Alive, nuova pellicola del regista Jim Jarmusch, fra i più apprezzati esponenti del cinema indipendente americano. L’attore sarà sostituito da Tom Hiddleston, che si aggiunge ai già confermati Mia Wasikowska, Tilda Swinton e John Hurt.

Vi ricordiamo che il film sarà “una cripto storia d’amore fra vampiri, ambientata nella desolazione romantica di Detroit e Tangeri.” Il progetto è stato sviluppato da Jarmush per lungo tempo, e arriva tre anni dopo The Limits of Control.

Fonte:  FS

 
 

Jack e Jill – Intervista a Adam Sandler e Katie Holmes

Dal 17 febbraio al cinema. Nella commedia Jack e Jill Adam Sandler veste i panni di Jack Sadelstein, un pubblicitario di successo di Los Angeles con una belissima moglie e dei meravigliosi bambini, che ogni anno si trova ad affrontare un terribile evento: la visita di sua sorella gemella Jill (lo stesso Adam Sandler) in occasione della Festa del Ringraziamento. La personalità passivo-aggressiva e estremamente bisognosa di Jill farà esasperare Jack, portando scompiglio nella sua, altrimenti tranquilla, vita. Katie Holmes interpreta Erin, la moglie di Jack.

 
 

The Avengers: stasera chat con Samuel L. Jackson, Tom Hiddleston e Clark Gregg!

Questa sera alle ore 20 il regista e sceneggiatore Joss Whedon e i protagonisti Samuel L. JacksonTom Hiddleston e Clark Gregg, saranno ospiti di una Global Chat su Twitter. Sarà possibile seguire la chat e partecipare con le proprie domande attraverso la pagina italiana del film su Facebook www.facebook.com/TheavengersIT oppure direttamente su Twitter utilizzando come menzione @Avengers e come  hashtag #Avengers.

Da ogni paese i fan potranno inviare domande nella propria lingua per i protagonisti attraverso un traduttore internazionale fornito da Ortsbo.com. La chat sarà moderata da @Agent_M. di Marvel. Vi ricordo che THE AVENGERS arriverà nelle sale italiane mercoledì 25 aprile 2012.

 

 
 

Hesher è stato qui: recensione del film

Hesher è stato qui

Arriva al cinema Hesher è stato qui, il discusso film con protagonista Joseph Gordon-Levitt e Natalie Portman distribuito da Bolero Film.

In Hesher è stato qui un bambino corre su una bicicletta inseguendo un carroattrezzi che trascina un’automobile, o meglio, quel che resta di un’automobile rossa, orribilmente accartocciata in seguito ad un incidente. Il bambino, TJ, torna a casa da un padre in stato catatonico sul divano di casa e da un’amorevole ma molto anziana nonna.Capiamo subito che in quell’ammasso di lamiere che una volta era una macchina è morta la madre di TJ lasciando il piccolo di 13 anni e il marito in un profondo stato di torpore e sofferenza.

A sconvolgere questo nuovo ordine di assopita sofferenza irrompe Hesher, un metallaro senza casa e senza origine che si propone come Angelo salvifico per Tj, come un fratello maggiore che da una scossa al torpore in cui il ragazzino è scivolato. Quello che colpisce di questo film indipendente e primo esperimento da produttrice di Natalie Portman (che compare anche nel film nel ruolo di Nicole), è la difficoltà di inquadrarne il protagonista. Questo Hesher, straordinariamente interpretato da Joseph Gordon-Levitt, è sporco, volgare, violento, pervertito, e tuttavia non riusciamo a non pensare che in lui ci siano, molto infondo, dietro tatuaggi e capelli lunghi e sporchi, delle buone intenzioni.

La sua figura sopra le righe coinvolge e stravolge, generando risate improvvise ma spaventando anche a morte il piccolo protagonista che fatica a trovare in lui un senso e soprattutto non capisce in che modo quest’uomo strano sia finito nella sua casa e nella sua vita. Hesher è stato qui, esordio alla regia di Spencer Susser, riesce a fatica ad andare avanti rivelando forse un dislivello tra la cura dedicata in scrittura al personaggio di Hesher rispetto agli altri e soprattutto rispetto all’intreccio che si limita a descrivere il fluire del tempo dopo un disastro che cambierebbe per sempre la vita di chiunque.

Ci vengono dati  dei flash della vita di TJ e di questi qualcuno resta appeso nel nulla, qualche altro invece viene sviluppato, ma tutto rimane in una sorta di dimensione sospesa, un po’ come se tutto fosse asservito all’essenza di folletto dispettoso che può essere definito Hesher stesso.

Hesher è stato qui è un film sul dolore, sull’elaborazione di un lutto e soprattutto sulle infinite vie che la vita sceglie per illuminarci il cammino, proprio quando siamo convinti che non ci sia più possibilità di luce. In Hesher è stato qui oltre a Natalie Portman e Gordon-Levitt ci sono nel ruolo di TJ Devin Brochu, in quello del padre del ragazzino Rainn Wilson visto di recente in Super e nel delicato e divertente ruolo della nonna Piper Laurie.

 
 

Rooney Mara in Side Effects di Steven Soderbergh!

Forte della meritata nomination all’Oscar ottenute interpretando Lisbeth Salander nell’imminente Millennium – Uomini che odiano le donne di David Fincher, ecco che la carriera di Rooney Mara prende decisamente il largo.

 
 

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Rooney Mara

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Rooney Mara

Già vista in The Social Network, Rooney Mara porta agli Oscar l’unica nomination principale per l’ambizioso remake di Uomini che odiano le donne targato David Fincher.

 
 

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Michelle Williams

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Michelle Williams

Appena se ne sentì parlare la curiosità si scatenò: Michelle Williams sarebbe diventata Marylin. E dopo tanti mesi ecco Michelle alle prese con una nimination proprio per quel ruolo tanto complesso quanto desiderato. Per lei è la terza nomination dopo quella dello scorso anno per Blue Valentine e quella del 2006 per I Segreti di Brokeback Mountain.

 
 

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Viola Davis

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Viola Davis

Viola Davis è alla sua seconda nomination. Nel 2009 fu nominata per il ruolo della madre del piccolo protagonista de Il Dubbio, adesso è Aibeelin, una cameriera di colore nella Jackson degli anni ’60.

 
 

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Meryl Streep

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Meryl Streep

Ancora una volta Meryl c’è. Alla sua 17 nomination la Streep non si tira indietro e per quest’anno ha preparato nientemeno che il ruolo della Tatcher alla cnquista del terzo Oscar.

 
 

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Glenn Close

Oscar 2012: la migliore attrice protagonista – Glenn Close

Glenn Close è alla sua sesta nomination agli Oscar. Negli anni ’80 ne ha ricevute ben 5 senza mai portare a casa l’ambita statuetta. Ora ci riprova son il complesso ruolo in Albert Nobbs.

 
 

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Gary Oldman

Gary Oldman

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Gary Oldman

Per quanto strano possa sembrare il mito Gary Oldman è alla sua prima nomination. L’attore che ha recitato in Leon, Batman Begins, Il quinto elemento e nella saga di Harry Potter si prepara a vivere la sua prima vigilia degli Academy Awardsda nominato.

 
 

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Jean Dujardin

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Jean Dujardin

Vera superstar in patria, la Francia, Jean Dujardin sta facendol’asso piglia tutto dei più prestigiosi premi cinematografici di quest’anno. Il suo The Artist ha incantato il mondo e ora si gode da favorito la nomination come miglior attore protagonista.

 
 

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Demiàn Bichir

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Demiàn Bichir

 Bichir-damien

E’ l’outsider di questa fantastica cinquina, ha dato il volto a Fidel Castro nel dittico biografico dedicato al Che e diretto da Steven Soberbergh. Con A Better LIfe ha ottenuto la sua prima nomination.

 
 

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Brad Pitt

Brad Pitt

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – Brad Pitt

Brad Pitt raccoglie quest’anno grazie all’Arte di Vincere le sue candidature agli Oscar numero tre e quattro. La prima l’ha ricevuta per L’esercito delle 12 Scimmie e la seconda per Il Curioso Caso di Benjamin Button. Grazie a questa pellicola gareggia per il Miglior attore protagonista e per il miglior film, figurando lui stesso trai produttori.

 
 

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – George Clooney

George Clooney

Oscar 2012: il miglior attore protagonista – George Clooney

Quest’anno George Clooney si è diviso le nomination tra la sua performance in Paradiso Amaro come miglior attore, e la sua sceneggiatura de Le Idi di Marzo. Clooney ha già vinto l’Oscar per Syriana nel 2005 come miglior attore non protagonista.

 
 

Conferenza Stampa: Sulla strada di casa

EMILIANO CORAPI
D: Com’è nato il progetto, l’idea di questo film?
R: Il film nasce da un articolo di giornale, in cui si raccontava di come la criminalità organizzata preferisse avvalersi di gente incensurata per le sue consegne. Mi aveva stupito di come persone apparentemente normali si trovassero a fare questo mestiere, a correre questi rischi per appianare la loro crisi economica. Non volevo fare un film di genere, ma un film che raccontasse la tensione presente nella storia e nel personaggio, che ne restituisse lo spessore drammatico. È un film sulla necessità di rimanere integri: un tema classico, molto sfruttato certo, ma quanto mai attuale, in un periodo che sollecita la parte peggiore e più debole delle persone.

 
 

Sulla strada di casa: recensione del film

C’è da dire che, dai tempi di Romanzo criminale, serie cult che lo lanciò 4 anni fa nei panni del Freddo, Vinicio Marchioni ne ha fatta di strada. Dal molto apprezzato 20 sigarette di Amadei, menzione speciale a Venezia 2010 nella sezione Controcampo, all’ultima creazione di Francesco Bruni, Scialla! una piacevole sorpresa che ha messo d’accordo critica e pubblico. Ora, l’attore romano torna con una pellicola indipendente, opera prima di Emiliano Corapi prodotta da Andrea Petrazzi: Sulla strada di casa.

Sulla strada di casa, nelle sale venerdì, segue il dramma di Alberto, piccolo imprenditore ligure costretto a fare i conti con le difficoltà economiche attraversate dalla sua azienda. Per salvarla, s’improvvisa corriere per un’organizzazione criminale del sud, tacendo alla moglie – Donatella Finocchiaro – i reali motivi dei frequenti viaggi. Ma, alla vigilia di una partenza, un altro gruppo di malviventi s’introduce nella sua villa, ricattandolo con il sequestro della famiglia. Per rivedere moglie e figli, Alberto dovrà consegnare a loro il carico illecito che sta per trasportare.

Riflessione amara sulla precarietà che affligge il nostro Paese, il lungometraggio firmato da Corapi mette a fuoco un problema centrale: quello della ricerca, della conservazione e, a volte, della perdita della propria identità. Lo fa mostrandoci il crollo di un uomo “normale”, incensurato, prototipo dell’italiano medio che si ritrova a far parte di un gioco più grande di lui, mettendo da parte i valori in cui si è sempre riconosciuto. L’interpretazione di Marchioni è asciutta, senza fronzoli, e perfettamente riuscita nel suo intento di restituire la mediocrità e la piccolezza del personaggio di Alberto.

Lo stesso dicasi di Daniele Liotti, del tutto a suo agio nei panni di Sergio, una sorta di alter-ego in negativo del protagonista. I due sono in un certo senso uniti dal comune disagio, familiare o lavorativo, che li ha spinti a farsi complici di un mondo a loro estraneo. Ottimo anche Massimo Popolizio, che conferma con poche scene la sua duttilità, irriconoscibile nella parte del boss calabrese, e buona anche la prova della Finocchiaro (anche se forse il personaggio di Laura meritava di essere maggiormente approfondito).

Le musiche di Giordano Corapi sono efficaci nel riprodurre sonoramente la tensione che scandisce le scene. Distribuito dalla Iris Film, Sulla strada di casa è stato realizzato con poco: meno di 300mila euro, non avendo ricevuto i finanziamenti (richiesti) del Ministero e di Rai Cinema. Viene da chiedersi il perché.

 
 

A John Lee Hancock l’adattamento de Il Partner di Grisham

La New Regency ha scelto stavolta il regista John Lee Hancock per l’adattamento cinematografico de Il Partner, il thriller di John Grisham del 1997. Non è tra l’altro per la New

 
 

Ritorna Il giustiziere della notte!

Progetto conteso da diversi produttori di Hollywood, il remake di un classico del poliziesco ha posto le sue basi, trovando finalmente il suo regista. La Paramount e

 
 

Code Name: Geronimo, ovvero Kathleen Robertson sulle tracce di Bin Laden

Iniziano oggi, in New Mexico, le riprese di Code Name: Geronimo, il film ispirato alle missioni militari delle forze speciali della U.S. Navy in Pakistan impiegate con

 
 

Un cast eccezionale per il musical Frank or Francis

Con un ispirato Charlie Kaufman alla scenografia e alla regia e un cast notevolmente ricco, è in arrivo il brillante e promettente musical Frank or Francis.

 
 

Elizabeth Banks nel nuovo film di Charlie Kaufman

Si va completando il cast di Frank Or Francis, satira sul mondo di Hollywood in forma di musical scritta e diretta da Charlie Kaufman: ultima in ordine di tempo ad entrarvi, Elizabeth Banks. Il film sarà incentrato su un regista (Steve Carell), che si imbarca in un’autentica guerra con lo stereotipo del nerd cinefilo (Jack Black) che vive ancora coi genitori e passa il tempo ad attaccare i film del regista sul suo blog.

Del cast faranno parte anche Nicolas Cage, nel ruolo di una star da blockbuster e Kevin Kline, che interpreterà addirittura due personaggi. La Banks vestirà i panni di un’affermata attrice di commedie che ha una relazione sentimentale col personaggio interpretato da Carell. L’attrice di Pittsfield sarà a brevissimo sugli schermi italiani con 40 Carati (titolo originale: Man on a Ledge) e, più avanti, con il post-apocalittico Hunger Games, in Italia a maggio.

Fonte: Empire

 
 

Screen Actors Guild: trionfano The Help e The Artist

Viola Davis, Jean Dujardin, Octavia Spencer e Christopher Plummer: ecco i favoriti alla corsa all’Oscar, che hanno conquistato gli Screen Actors Guild Awards.

 
 

Box Office USA del 30 Gennaio

Liam Neeson e la lotta contro eventi più grandi di lui vincono al botteghino USA di questa settimana. L’attore, che ultimamente ha interpretato sempre ruoli al limite (un uomo che perde e riacquista la memoria, ma a quel punto nessuno gli crede, un padre che deve recuperare la figlia rapita) ora si trova in Alaska, insieme ad un gruppo di superstiti di un incidente aereo a combattere con i lupi.

Questa la sinossi di The grey, che questa settimana è appunto in vetta alla classifica dei film più visti nelle sale statunitensi con un incasso di 20 milioni di dollari. Lo segue il quarto episodio di Underworld: Awakening che questa settimana incassa altri 12 milioni portando il suo totale a 45. Katherine Heigl è una sicurezza, le sue commedie fanno sempre botteghino ed infatti troviamo l’ultima pellicola di cui è protagonista al terzo posto, con un incasso di 12 milioni di dollari. In One for the money la Heigl è una donna appena divorziata e disoccupata che si ritrova a dover stare alle costole di un suo ex per riscuotere dei debiti da lui contratti. In quarta posizione scende Red tails, che porta il suo incasso totale a quasi 34 milioni di dollari dopo 2 settimane di classifica. In quinta posizione, un film sfida, come fu qualche anno fa Phonebooth, tutto girato dentro e attorno una cabina telefonica in cui era costretto a rimanere Colin Farrell, ora la storia di Man on a ledge si sviluppa su di un cornicione dove è in equilibrio Sam Worthington, un ex galeotto che minaccia di lanciarsi da un grattacielo nuiorchese, mentre è in atto la più grande rapina di diamanti mai commessa. A cercare di dissuaderlo, la psicologa Elizabeth Banks. Il film ha incassato quasi 9 milioni di dollari. In sesta posizione sale lentamente Extremely loud, incredibly close, il nuovo film di Stephen Daldry tratto dal romanzo di Jonathan Safran Froer, il film è uscito infatti già da 6 settimane ma si è affacciato in classifica solo nelle ultime due, guadagnandosi questa settimana la posizione grazie ai 7 milioni di dollari incassati che portano il suo totale a 21 milioni. Riappare, grazie probabilmente ai Golden Globes e alle candidature agli Oscar anche il film di Alexander Payne, The descendants, che infatti è in sala da 11 settimane, era uscito di classifica ed ora rientra in settima posizione con un incasso settimanale di 6 milioni di dollari e uno totale di quasi 59.

In ottava posizione scende l’action con Mark Wahlberg Contraband, che ha incassato fino ad oggi 56 milioni di dollari, mentre in nona posizione troviamo la riedizione di Beauty and the beast della Disney con un incasso totale di 41 milioni di dollari, infine chiude la classifica il film di Steven Soderbergh Haywire che dopo due settimane in sala ha incassato 15 milioni di dollari.  

In uscita la prossima settimana: l’atteso film di Madonna, W.E., presentato all’ultimo Festival del film di Venezia sulla storia d’amore tra Wallis Simpson e l’erede al trono Edward, The woman
in black,
un thriller-horror che segna il tentativo di Daniel Radcliffe di staccarsi dal ruolo di Harry Potter, e un film su superpoteri e supereroi, Chronicle.