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La Valle dei Sorrisi: intervista a Paolo Strippoli, tra dolore, identità e ombre della comunità

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Con La Valle dei Sorrisi, al cinema dal 17 settembre 2025, Paolo Strippoli torna a confrontarsi con il cinema di genere dopo A Classic Horror Story e Piove. Il film, interpretato da Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano e Giulio Feltri, porta sul grande schermo la storia di un paese isolato tra le montagne, i cui abitanti vivono in una felicità innaturale grazie al “dono” di un ragazzo capace di assorbire il dolore degli altri. Ma dietro la serenità apparente si nasconde un rituale inquietante e un conflitto profondo sui limiti del sacrificio.

Abbiamo incontrato il regista per parlare delle origini del progetto, dei personaggi e dei temi che animano questo horror italiano pronto a scuotere lo spettatore.

L’origine della storia

Che cosa ti ha spinto a scrivere e dirigere questa storia e che cosa ti stava a cuore raccontare?

«L’idea del film è nata insieme ai due sceneggiatori, Milo Tissone e Jacopo del Giudice, alla fine del nostro percorso al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Abbiamo iniziato a scriverla nel 2017, in un momento di passaggio tra la fine degli studi e l’ingresso nell’età adulta. Volevamo riflettere su come gli esseri umani cerchino in ogni modo di scrollarsi di dosso il dolore: attraverso pratiche olistiche, droghe, psicofarmaci o religioni.

In La Valle dei Sorrisi ho voluto costruire una comunità che fosse essa stessa un personaggio, in cui non esistono buoni e cattivi assoluti ma persone che si spostano continuamente da un lato o dall’altro in base al bisogno di liberarsi dalla sofferenza. Prima ancora che un film di genere, è un coming of age a doppio punto di vista: quello di Sergio (Michele Riondino), un uomo che vuole ritrovare la possibilità di essere padre, e quello di Matteo Corbin (Giulio Feltri), un adolescente che cerca la propria identità mentre incarna il meccanismo di compensazione di un’intera comunità».

Il confine tra bene e male

La Valle dei Sorrisi

I confini tra bene e male sono molto labili?

«Non credo che nella vita reale esistano buoni e cattivi assoluti. Nel film, i personaggi sono vittime anche di sé stessi, e questo porta lo spettatore a chiedersi costantemente da chi difendersi e per chi tifare.

Mi piacciono le storie in cui i protagonisti attraversano una ricerca identitaria che li porta a oscillare tra ruoli opposti. Penso a Thelma di Joachim Trier, a Carrie di Brian De Palma o a Lasciami entrare di Tomas Alfredson.

Così accade a Matteo, che decide di liberarsi dalle catene imposte dalla comunità, e a Sergio, che nel suo bisogno di ritrovare un figlio è disposto a distruggere un equilibrio intero. Sono due anime che si cercano: Matteo ha bisogno di una guida, Sergio di un figlio. Il loro incontro è un’esplosione destinata a travolgere tutti».

Michela, un ponte verso l’esterno

Come entra in scena Michela, interpretata da Romana Maggiora Vergano?

«Michela ha subito un trauma da bambina che l’ha radicata alla comunità. È giovane, con il futuro negli occhi, ma non può lasciare Remis. Quando arriva Sergio, lei vede in lui uno spiraglio verso il mondo esterno e lo introduce al segreto del paese. Lo fa anche per tenerlo vicino, per non perdere quel legame con qualcosa che da tempo desiderava».

Paolo Strippoli
Paolo Strippoli sul red carpet di Venezia 82 – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Un paese senza dolore

Parlavi di uno scenario pseudo-idilliaco in cui ci si difende dal dolore con la rimozione: in che senso?

«Attraverso il personaggio di Pichler (Sergio Romano) il film afferma che un essere umano compiuto è chi riesce a convivere con il dolore, trasformandolo in occasione di crescita. A Remis, invece, il dolore viene rimosso. Gli abitanti hanno dimenticato come si soffre e, privati del loro dispositivo di compensazione, sono disposti a compiere atti estremi. È questo che volevo raccontare: cosa succede quando una comunità intera non sa più affrontare la sofferenza».

L’ombra dell’Anticristo

Come vi siete documentati per scrivere la sceneggiatura?

«Abbiamo consultato diversi testi sacri e ci siamo concentrati sull’idea dell’Anticristo come figura che tenta con la promessa di rimuovere il dolore. Matteo può essere visto così, o come un angelo salvatore: dipende dallo sguardo di chi lo osserva.

Il riferimento esplicito è al capitolo 13 dell’Apocalisse. Il gioco del film è proprio questo: costruire una comunità con un personaggio al centro e lasciare che lo spettatore decida cosa rappresenta. Non è importante chi sia Matteo, ma cosa diventiamo noi se ci troviamo di fronte a una figura simile».

Un horror che parla al presente

Con La Valle dei Sorrisi, Strippoli firma un film che mescola horror e parabola sociale, giocando sul doppio registro del folklore e della riflessione contemporanea. In Sergio e Matteo, in Michela e negli abitanti di Remis, non c’è solo un racconto dell’orrore ma anche una domanda urgente: cosa succede a una società che rifiuta il dolore e cerca disperatamente di cancellarlo?

Dal 17 settembre 2025 nelle sale, il film invita a immergersi in un viaggio perturbante dentro la natura più fragile e contraddittoria dell’essere umano.

La valle dei Sorrisi: guida al cast e ai personaggi del film di Paolo Strippoli

Dopo la presentazione Fuori Concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli è pronto per arrivare nelle sale cinematografiche italiane il 17 settembre, distribuito da Vision Distribution. Il film, un horror d’atmosfera che deve molte suggestioni a canoni tipici del genere, si rivela interessante soprattutto per il suo cast, guidato da Michele Riondino, e per i personaggi particolari che guidano l’azione. Ecco una guida al cast e ai personaggi di La valle dei Sorrisi.

Michele Riondino – Sergio Rossetti

E’ il nuovo insegnante di educazione fisica della scuola di Remis, un paesino nascosto in una valle isolata tra le montagne i cui abitanti sono tutti insolitamente felici. Uomo tutt’altro che gioviale, fatica a entrare in contatto con gli abitanti del luogo, ma presto scopriamo che dentro di lui alberga un dolore che lo rende diverso da tutti gli altri: sarà la sua forza o la sua debolezza di fronte alle vicende misteriose che dovrà affrontare in questo nuovo posto

Giulio Feltri – Matteo Corbin

E’ un giovane taciturno, che sta per conto suo. A scuola non sembra avere molti amici e ha una famiglia particolare: il padre è oltremodo apprensivo e protettivo mentre la madre è in stato catatonico da quando subì un incidente quando Matteo era molto piccolo. Scopriremo solo a un certo punto della storia che è lui l'”Angelo di Remis”.

Paolo Pierobon – Mauro Corbin

A metà tra un padre e l’agente di una star, Mauro è un uomo con segreti e timori, che cura l’immagine e l'”attività” del figlio con rigore e pugno di ferro. Forse non è troppo attento a quello che il ragazzo desidera, non accetta la sua voglia di normalità, la sua richiesta d’aiuto, quella di un adolescente normale che vuole vivere la sua vita, e spinge sempre di più la volontà del figlio, fino al punto di rottura.

Romana Maggiora Vergano – Michela

Sorridente barista di Remis, si scontrerà per prima con Sergio che invece non riesce a sorridere, a chiudere fuori dal suo cuore la sofferenza. Michela è anche quella che riesce a fare breccia subito nelle mura alte e spesse che Sergio ha costruito intorno a sé per proteggersi. Anche lei, come tutti gli abitanti di Remis, ha un segreto e ha bisogno più che mai di Matteo e dei suoi abbracci.

Sergio Romano – Pichler

Ogni realtà circoscritta ha il suo elemento bizzarro che si discosta dalla comunità protagonista. Pichler è proprio questo, la scheggia impazzita, quello che si rifiuta di stare alle regole del villaggio e vive da eremita apparentemente minaccioso e folle, lontano dai legami umani che invece sembrano così armonici all’interno del paese. Anche lui avrà un ruolo importante, soprattutto per Sergio e per il suo cammino nel corso della storia.

Anna Bellato – Anna

Apparentemente una figura di sfondo, Anna è la madre di Matteo. La donna rimane in stato vegetativo a seguito di un misterioso incidente, quando il figlio era molto piccolo. Man mano che la storia procede, si chiariscono le cause dell’accaduto e un’ombra lunga e scura si addensa sul ragazzo che comincerà, letteralmente, a usare la madre come sua “portavoce”.

Gabriele Benedetti – Franco

Colui che sa tutto e partecipa a ogni iniziativa “amministrativa” di Remis. Lui accoglie Sergio al suo arrivo a scuola e lui lo accompagna nella sua casa, assegnatagli dal comune. Sempre lui gli racconterà di Pilcher e della vita del paese, fornendo ovviamente la sua versione dei fatti. Sarà la verità?

Roberto Citran – Don Attilio

Personaggio marginale, il parroco di Remis diventa una figura fondamentale per capire quanto in profondità il culto per la persona di Matteo viene istituzionalizzato. Ne La valle dei sorrisi persino la fede in Dio si piega alla fede in un ragazzo che diventa idolatria e superstizione, quanto di più lontano si possa immaginare rispetto al concetto di fede cattolicamente intesa.

La valle dei sorrisi: 5 motivi per andare a vedere al cinema l’horror italiano in uscita

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Il cinema horror italiano torna a far parlare di sé con La Valle dei Sorrisi, il nuovo lungometraggio diretto da Paolo Strippoli, già autore di A Classic Horror Story e Piove. Classe 1993, il regista continua a esplorare le inquietudini del genere con un’opera che mescola atmosfere folkloriche e inquietudini contemporanee, portando lo spettatore in un luogo sospeso tra realtà e leggenda.

Ambientato a Remis, un paesino isolato tra le montagne dove gli abitanti sembrano vivere in una felicità innaturale, il film segue le vicende di Sergio Rossetti (Michele Riondino), nuovo insegnante di educazione fisica con un passato tormentato. L’incontro con Michela (Romana Maggiora Vergano), la giovane locandiera, lo conduce a scoprire l’oscuro segreto del paese: un rituale settimanale che ruota attorno a Matteo Corbin (Giulio Feltri), adolescente in grado di assorbire il dolore altrui, venerato come “l’angelo di Remis”. Il tentativo di salvarlo scatenerà le forze più oscure della comunità.

Perché è il film di genere che i cinefili italiani chiedono a gran voce

Michele Riondino in La valle dei sorrisi

Da anni il pubblico e la critica invocano un ritorno deciso del cinema di genere in Italia, soprattutto dell’horror, tradizione gloriosa che ha regalato al mondo autori come Mario Bava e Dario Argento. Con La Valle dei Sorrisi (la nostra recensione), Paolo Strippoli raccoglie questa eredità e la rilancia, dimostrando che anche oggi si possono realizzare opere capaci di parlare a un pubblico internazionale senza rinunciare all’identità italiana. Per chi ama il brivido sul grande schermo, questo è già un motivo sufficiente per non perdere l’uscita del film il 17 settembre 2025.

Per la bravura di Michele Riondino e Romana Maggiora Vergano

Michele Riondino e Romana Maggiora Vergano in La Valle dei Sorrisi
Michele Riondino e Romana Maggiora Vergano in La Valle dei Sorrisi

Il cast de La Valle dei Sorrisi è guidato da Michele Riondino, attore tra i più versatili della scena italiana, capace di passare dal dramma intimista al thriller con intensità e misura. Al suo fianco c’è Romana Maggiora Vergano, giovane promessa del cinema italiano già apprezzata per sensibilità e naturalezza. La loro alchimia sullo schermo dà forza emotiva alla storia, rendendo ancora più coinvolgente il mistero che avvolge il paese di Remis.

Per l’ambientazione suggestiva e inquietante

Giulio Feltri ne La Valle dei Sorrisi
Giulio Feltri ne La Valle dei Sorrisi

Il paesino di Remis, incastonato tra le montagne, è molto più di uno sfondo: diventa un personaggio a sé, con le sue strade silenziose, la natura che isola e protegge, e quell’atmosfera sospesa che alimenta il senso di mistero. Paolo Strippoli utilizza l’ambientazione come strumento narrativo, trasformando la valle in un luogo carico di tensione e simbolismo. Un contesto che rende l’esperienza in sala ancora più immersiva e perturbante.

Per il rituale inquietante che mescola folklore e horror

La valle dei sorrisi

Al centro della trama c’è un rituale oscuro: una volta a settimana, gli abitanti di Remis si radunano per abbracciare Matteo Corbin, l’adolescente capace di assorbire il dolore degli altri. Questa pratica, tanto affascinante quanto disturbante, richiama le atmosfere del folklore popolare e le innesta in una narrazione horror contemporanea. Un’idea narrativa potente, che offre allo spettatore il brivido dell’ignoto e la suggestione di un mito moderno.

Per una grande produzione tutta italiana e l’uscita in sala

La valle dei sorrisi

La Valle dei Sorrisi è sostenuto da una produzione solida che vede coinvolti Fandango, Vision Distribution, Nightswim, Spok e la collaborazione di Sky, con il contributo del MIC e delle Film Commission regionali. Una filiera produttiva che dimostra come il cinema di genere possa avere radici forti anche in Italia. Non si tratta di un’uscita limitata: il film sarà distribuito da Vision Distribution in tutti i cinema italiani a partire dal 17 settembre 2025, offrendo al pubblico l’occasione di vivere l’esperienza horror come merita, sul grande schermo.

Con la regia di Paolo Strippoli, un cast guidato da Michele Riondino e Romana Maggiora Vergano, un’ambientazione che trasforma il paesino di Remis in un luogo di puro mistero e un rituale capace di mescolare folklore e paura, La Valle dei Sorrisi si presenta come un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’horror italiano. La forza della produzione e la distribuzione nazionale garantiscono un’esperienza cinematografica di grande impatto. Dal 17 settembre 2025, l’appuntamento è al buio della sala: la valle vi aspetta.

La Valle dei Sorrisi arriva oggi al cinema: l’horror italiano di Paolo Strippoli con Michele Riondino

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Dal 17 settembre 2025 il pubblico italiano può finalmente scoprire La Valle dei Sorrisi, il nuovo horror diretto da Paolo Strippoli, già regista di A Classic Horror Story e Piove. Distribuito da Vision Distribution, il film segna un nuovo passo nel percorso del giovane autore classe 1993, che continua a esplorare il genere horror con un linguaggio personale e radicato nella contemporaneità.

Ambientato a Remis, un paesino isolato tra le montagne, il film racconta la storia di Sergio Rossetti (interpretato da Michele Riondino), un insegnante di educazione fisica tormentato da un passato misterioso. Trasferitosi nel borgo, Sergio scopre che gli abitanti, apparentemente felici e sereni, nascondono un segreto inquietante: ogni settimana partecipano a un rituale attorno a Matteo Corbin (Giulio Feltri), un adolescente capace di assorbire il dolore altrui. Il tentativo di Sergio di salvare il ragazzo lo porterà a confrontarsi con le ombre più oscure della comunità e con se stesso.

Accanto a Riondino, il cast vede la partecipazione di Romana Maggiora Vergano, nei panni della giovane locandiera Michela, figura chiave nel percorso del protagonista. La sceneggiatura è firmata da Milo Tissone, Jacopo del Giudice e dallo stesso Strippoli, già premiata con il Premio Franco Solinas per il Miglior Soggetto nel 2019.

La cura visiva è affidata al direttore della fotografia Cristiano Di Nicola, con scenografie di Marcello Di Carlo, costumi di Susanna Mastroianni e montaggio di Federico Palmerini. Le musiche originali sono composte da Federico Bisozzi e Davide Tomat, a sottolineare l’atmosfera sospesa e perturbante che accompagna la narrazione.

Prodotto da Fandango e Nightswim in coproduzione con Spok, e realizzato in collaborazione con Vision Distribution e Sky, il film ha ricevuto il sostegno del MIC, di Lazio International e della FVG Film Commission. Una produzione importante che conferma la vitalità del cinema di genere in Italia.

Con La Valle dei Sorrisi, Strippoli firma un horror che intreccia folklore e contemporaneità, pronto a conquistare gli appassionati del genere e a dimostrare ancora una volta che il brivido sul grande schermo parla anche italiano.

La Valigia dell’attore, a Alba Rohrwacher e Renato Carpentieri il Premio Gian Maria Volonté

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Grande attesa per la XIX^ edizione del festival La Valigia dell’attore, che si svolge ogni anno sull’isola di La Maddalena (SS), quest’anno in programma dal 26 al 30 luglio. In tale ambito il prestigioso Premio Gian Maria Volonté sarà assegnato per la prima volta a due interpreti.

Il 28 luglio salirà a ritirarlo, sul palco della Fortezza I Colmi, l’attrice Alba Rohrwacher. Fiorentina di origine e diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha lavorato con registi del calibro di Carlo Mazzacurati, Marco Bellocchio, Daniele Luchetti, Pupi Avati, Nanni Moretti, Paolo Genovese, Emma Dante, con numerose incursioni anche nel cinema internazionale al fianco di Doris Dorrie, Nicolas Saada, Arnaud Desplechin Jonathan Nossiter, Chloé Mazlo e Maggie Gyllenhaal.

Il 30 luglio il Premio Volonté verrà invece conferito a Renato Carpentieri, per la sua lunga carriera artistica ricca di ricerca espressiva culturale in ogni ambito, dal teatro al cinema, lavorando con i più grandi registi di entrambi i settori. Il suo debutto sul grande schermo fu nel 1990 con Gianni Amelio nella trasposizione cinematografica di un romanzo di Leonardo Sciascia, Porte aperte: su quel set conobbe Gian Maria Volonté con il quale ebbe una forte intesa professionale e umana e che, per il ventennale della sua scomparsa, volle omaggiare rimettendo in scena Tra le rovine di Velletri, l’ultimo spettacolo scritto e diretto da Volonté e Angelica Ippolito nel 1994. Carpentieri sarà anche il conduttore del ValigiaLab 2022, in programma dall’1 all’8 agosto sull’isola di Caprera.

La Valigia dell’Attore 2018: Valerio Mastandrea ricorda Giulio Regeni

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Si è aperta ieri a La Maddalena l’edizione 2018 de La Valigia dell’Attore, festival che si concluderà domenica 29 luglio e che vedrà passare sull’isola sarda grandi interpreti del cinema italiano, da Marco Giallini a Isabella Ragonese, passando per Giuseppe Battiston e Valerio Mastandrea. Ed è stato proprio il protagonista di The Place, primo film presentato ieri sera al pubblico, ad aprire la quindicesima edizione della manifestazione dedicata al lavoro d’attore e intitolata a Gian Maria Volonté. Lo ha fatto con parole importanti, quelle scritte dai genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano barbaramente ucciso in Egitto tra il 25 gennaio e il 3 febbraio del 2016. Un delitto che ancora cerca giustizia e verità e che grazie al grande lavoro che da oltre due anni sta facendo il comitato #VeritàperGiulioRegeni non viene dimenticato. La serata di apertura de La Valigia dell’Attore 2018 è stata dedicata a lui, destinando la quasi totalità dell’incasso all’associazione che continuerà a far sentire la sua voce fino a quando non si arriverà alla verità. E la loro voce l’hanno fatta sentire anche i genitori di Giulio, con un messaggio di ringraziamento che è stato letto proprio da Valerio Mastandrea, che come altri artisti italiani si è sempre schierato in prima fila perché il caso Regeni non diventi uno dei troppi misteri italiani irrisolti.

La vostra valigia è colma di emozioni, sentimenti e di un’immensa empatia per Giulio, per la tragedia che ci impegna ogni giorno per la ricerca di verità e giustizia per i diritti violati. Empatia che non volge lo sguardo altrove, e comprendiamo che forse, senza empatia, non può essere vera arte. Con gratitudine e affetto, Paola e Claudio”. Questa la parte finale del messaggio da parte dei genitori di Giulio “che sono delle persone, come tutti noi” come ha sottolineato Mastandrea e non poteva esserci maniera migliore per aprire una manifestazione che ricorda un artista, Gian Maria Volonté, per cui l’impegno civile fu parte integrante del suo straordinario lavoro d’attore.

Stasera seconda serata, che si terrà nella tradizionale cornice della Fortezza i Colmi. Si apre alle 21:30 con la performance della compagnia Danz’Arte di La Maddalena su coreografia di  Rosanna Cossu, accompagnata dall’anteprima mondiale del corto di animazione di Francesco Calcagnini che ha per colonna sonora la splendida canzone di Francesco De Gregori La valigia dell’attore. A seguire la consegna del Premio Gian Maria Volontè 2018 a Isabella Ragonese per la sua eccellenza artistica. L’attrice sarà accompagnata sul palco da Daniele Vicari, regista di Sole Cuore Amore, film che sarà proiettato subito dopo la cerimonia di premiazione.

Dopo le esperienze teatrali in Sicilia, interpretando, dirigendo e scrivendo spettacoli di successo, Isabella Ragonese esordisce al cinema in Nuovomondo di Emanuele Crialese, in concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 2006. La consacrazione arriva due anni dopo con Paolo Virzì, che la sceglie per il ruolo della giovane precaria di Tutta la vita davanti, che le frutta la prima candidatura ai Nastri d’Argento, premio che vincerà nel 2010 per la sua interpretazione in La nostra vita di Daniele Luchetti, per cui riceve anche la prima candidatura ai David di Donatello. Proprio con il fim di Daniele Vicari arriva la terza nomination ai Nastri, nel frattempo miete successi anche in televisione, nel ruolo della moglie fantasma di Rocco Schiavone nella serie interpretata da Marco Giallini, e in teatro, con La Commedia di Orlando, diretta da Emanuela Giordano.

La Valigia dell’Attore è parte del circuito di festival Le isole del cinema che coinvolge quattro isole minori della Sardegna. Organizzata dall’Associazione Culturale Quasar e diretta da Giovanna Gravina Volonté e da Fabio Canu, è patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Autonoma della Sardegna, con l’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l’Assessorato del Turismo, dal Comune di La Maddalena, dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. A sostenere l’evento, la Fondazione di Sardegna, il Cagliari Film Festival, la Scuola Sottufficiali della Marina Militare – La Maddalena, la Compagnia di navigazione Delcomar e le cantine di Su’entu, Oliena e Monti.

La Valigia dell’Attore 2018, Giuseppe Battiston: “Stiamo perdendo i luoghi della cultura”

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Gli appassionati di cinema de La Maddalena avrebbero voluto durasse ancora di più l’incontro organizzato da La Valigia dell’attore con Giuseppe Battiston. L’attore friulano si è concesso per oltre due ore al pubblico, ripercorrendo con l’aiuto di Enrico Magrelli, Fabrizio Deriu e Boris Sollazzo una carriera costellata di film e spettacoli teatrali di successo, partendo da quando è nata la passione per la recitazione, quasi per necessità. “Degli anni del liceo non rimpiango neanche la ricreazione, quando studiavo mi addormentavo sui libri. Il teatro mi teneva sveglio, dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole, è fondamentale per imparare la socialità”.Dopo i primi laboratori a Udine, il passo verso Milano per entrare alla Civica Scuola di Recitazione Paolo Grassi. Il cinema lo scopre grazie a Silvio Soldini, che gli regala un ruolo meraviglioso in Pane e tulipani, che gli frutta il primo dei tre David di Donatello ricevuti fino a oggi, a cui si aggiungono due Nastri d’Argento, anche se “i premi bisogna prima saperli perdere prima che vincere”.

Anche il teatro gli ha dato una prestigiosa statuetta, il premio Ubu per lo spettacolo Orson Welles’ Roast, un momento molto importante per la sua carriera. “Mi ha fatto capire che non volevo più fare la maschera. Una scelta che mi ha portato a parecchie rinunce, ma che mi ha reso molto felice..Come spesso accade per attori del talento di Battiston, gli viene facilmente data l’etichetta di caratterista, “che è un ruolo, non un tipo d’attore, e non sono ruoli secondari, ma servono a tenere le fila del discorso.La prova è la sua interpretazione in Perfetti sconosciuti, il film di Paolo Genovese che ha creato un dibattito sull’uso delle nuove tecnologie e la società contemporanea. “Senza offendere nessunooggi c’è una sottocultura fatta di pettegolezzi e selfie che è diventata la base della comunicazione della nostra epoca. Il telefonino ha sostituito il diario e gli amici. Lo spettatore è stato attirato da una curiosità morbosità sulla quale è stato poi portato a riflettere”.Una cultura in cui Battiston non si riconosce (“Sono completamente a-social, non ho profili di nessun tipo, sono un figlio del fax”) e che si riflette anche nel moderno lavoro dell’attore (“amo l’improvvisazione, non gli improvvisati”). Durante la lunga conversazione si sono ricordate anche le importanti collaborazioni con Carlo Mazzacurati (“Una persona con cui avevo un rapporto che andava ben oltre il cinema”) e Gianni Zanasi, “un regista con cui non sai mai come andrà a finire, ma di grande talento” e con cui ha girato anche il prossimo film in cui vedremo Battiston sul grande schermo, Troppa Grazia, presentato allo scorso Festival di Cannes e nelle sale italiane dal prossimo novembre.

Una carriera che finalmente ha preso anche una deriva internazionale, a partire dalla sua partecipazione alla serie Trust, ideata da Danny Boyle. “Ho avuto la fortuna di girare sempre con lui, è un genio, non ho mai studiato tanto in vita mia per un ruolo”. E poi il primo ruolo girato completamente in francese in Dopo la guerra, il secondo film che La Valigia dell’Attore ha scelto per l’omaggio a Giuseppe Battiston, proiettato nella suggestiva location della Fortezza I Colmi de La Maddalena. E proprio i luoghi della stanno particolarmente a cuore all’attore. “Li stiamo perdendo, teatri e sale cinematografiche. Ed una cosa gravissima”.

La Valigia dell’Attore aspetta domani, sabato 28 luglio, l’ultimo dei suoi protagonisti, Marco Giallini, che incontrerà il pubblico alle 10:30 agli Ex Magazzini Ilva, e poi la sera, sempre alla Fortezza I Colmi per presentare la sua ultima fatica, Io sono tempesta di Daniele Luchetti. Il festival si concluderà poi domenica 29 luglio con la serata finale e l’omaggio a Vittorio Taviani e Gian Maria Volonté, con la proiezione speciale di Sotto il segno dello Scorpione, presentata da Giovanna Taviani e Renato Scarpa.

La Valigia dell’Attore: premio Volonté 2019 a Ennio Fantastichini

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La Valigia dell’Attore 2019, sedicesima edizione, si chiude con un bilancio estremamente positivo. Non solo per le proiezioni sempre gremite, così come gli incontri con gli attori e registi, ma per quello che ha raccontato. Il festival di La Maddalena celebra il lavoro d’attore, nella memoria di Gian Maria Volonté, uno dei più grandi interpreti di tutti i tempi. Nel venticinquennale della morte è stato ricordato con tre film, Ogro, Porte aperte e il restauro, magnifico, di A ciascuno il suo. Gli hanno reso omaggio Angela Molina, Alessandro Haber, Renato Carpentieri. E addirittura da due libri, Gian Maria Volonté di Mirko Capozzoli, e Gian Maria Volonté: recito dunque sono di Giovanni Savastano.

Ma mai come quest’anno, La Valigia dell’Attore è stato un evento dedicato alla memoria, non solo di Volonté, ma anche di tutto quello che ha trasmesso, culturalmente e storicamente, alle generazioni future. Le menzioni speciali assegnate quest’anno ad Alessandro Gazale e Francesca Niedda, splendidi protagonisti di Ovunque proteggimi di Bonfiacio Angius, rappresentano il presente di questa eredità.

Il futuro è Lorenzo Fantastichini, al quale è stato consegnato da Le isole del cinema il Premio Volonté assegnato postumo al padre Ennio. Il premio è stato consegnato da Gianfranco Cabiddu, regista de La stoffa dei sogni, di cui era protagonista Ennio. Da quel set, Cabiddu ha tratto dieci toccanti minuti di ricordo, Ennio, attore tra cinema e teatro.

Anche Lorenzo farà l’attore, come gli allievi del ValigiaLab, quest’anno tenuto da Carlo Cecchi. Saranno loro il futuro del cinema, del teatro, del festival stesso. Come Giovanni Battista Origo, autore del cortometraggio Gong, undici minuti di piano sequenza claustrofobico che mette alla berlina l’intellettualismo e il politicamente corretto di una generazione e di una classe sociale. Sette corti nel suo curriculum e tanto talento. “Adesso, dopo tanti cortometraggi, sto preparando due documentari e, finalmente, il mio primo lungometraggio”. E speriamo arrivi presto.

Un festival che si è chiuso con gli splendidi ricordi di Renato Carpentieri su Gian Maria dal set di Porte Aperte, stimolato dalle domande di Fabio Ferzetti, Boris Sollazzo e Fabrizio Deriu, moderatori degli incontri del festival. “Avevo 46 anni ed esordivo al cinema, e la prima scena della mia vita è stato un piano a due con Gian Maria Volonté. Per concentrarmi e superare l’ansia, mentre dicevo le mie battute ero concentrato sul suo viso. Era perfetto, straordinario, con pochi sussulti dei muscoli del viso mi stava trasmettendo l’essenza del suo personaggio. Quando finimmo la scena disse a Gianni Amelio “Ma dove lo hai trovato?”, in senso positivo. Fu una gran giornata sul set, quella”. Vincitore del David di Donatello come migliore attore protagonista per La tenerezza (“Dopo ho scoperto che Valerio Mastandrea aveva scommesso su di me. Con la vincita è andato a farsi una cena di pesce”), Carpentieri, una vita dedicata al teatro, è stato scoperto tardi dal cinema, ma ha recuperato in fretta. Nell’ultimo anno ha partecipato a film importanti come La paranza dei bambini, Momenti di trascurabile felicità e Ride, l’opera prima proprio di Mastandrea. Ha lavorato con registi come Mario Martone, i fratelli Taviani, Gabriele Salvatores, Emidio Greco e Nanni Moretti.

La sedicesima Valigia dell’attore ha raccontato anche tanto del nuovo cinema sardo, una realtà importante, da Angius a Paolo Zucca che con L’uomo che comprò la Luna si è reso protagonista del più clamoroso caso cinematografico dell’anno. Ma anche Enrico Pau, con il suo bellissimo corto Gabriel, presentato in anteprima internazionale a La Maddalena. E Francesco Piras, che ha aperto il festival con Il nostro concerto, cortometraggio poetico e musicale. Un cinema fatto anche di interpreti, come quelli di Angius, come Jacopo Cullin per Zucca.

Sedici edizioni de La Valigia dell’attore hanno alimentato un data base di questo mestiere che si arricchisce anno dopo anno, di aneddoti, ricordi, consigli e riflessioni, contribuendo a svelare il mistero di un lavoro dietro il quale c’è fatica, sudore, insicurezza, sofferenza, gioia, e tutte quelle altre emozioni e sensazioni che fanno parte della vita e che si cerca di portare sullo schermo o su un palcoscenico per raccontare storie. Le prossime arriveranno a La Valigia dell’attore 2020, diciassettesima edizione.

Premio Volonté 2019 a Ennio Fantastichini – MOTIVAZIONE

Ennio. Basta il nome di battesimo. Come Diego nel calcio, Michelangelo nell’arte, Gian Maria al cinema. Quel cognome lungo, al massimo, lo pronunci tutto attaccato, ma non serve. Basta quel nome per richiamare alla mente, al cuore e un po’ anche allo stomaco quella vitalità esplosiva, quel sorriso, quegli occhi che erano accoglienti ma sapevano essere anche pugnali, quel corpo che era sorprendentemente agile nonostante la stazza, perché Ennio Fantastichini era grande, nel senso letterale del termine e in quello metaforico.

Sul set, ma anche fuori, davanti alla macchina da presa come a un tavolo da pranzo, sapeva essere dolcissimo, delicato, ma anche feroce; commovente e irritante, selvaggio e disciplinatissimo, spudorato e timido. Spariva Ennio, come quando ci ha lasciati tutti senza avvertire. Sapeva diventare schivo, costruendo quei silenzi pieni di significato che la macchina da presa sapeva catturare così bene anche quando il regista non era poi così bravo, ma sapeva anche riempire ogni spazio vuoto con battute, istrionismi, overacting che non era mai gigioneria, ma al massimo generosità.

Forse per questo ha saputo essere straordinario ovunque: tv, teatro, cinema. Ha saputo essere Vanzetti dopo Volonté, uscendone alla grande, cattivo per i Manetti, diventare un’icona sociale per Virzì, navigare tra Shakespeare ed Eduardo con l’amico e sodale Rubini per Cabiddu. Di Ennio, che era un gigante, ti rimangono impressi pure i ruoli meno famosi e celebrati, perché lì forse sentivi di più la sua pennellata unica, e c’è da giurare che Mastandrea in Perfetti Sconosciuti abbia rubato un po’ al Fantastichini di Saturno Contro sul disegnare l’omosessualità senza retorica.

È inutile andare a cercare nella carriera, nei nomi, nei titoli, il motivo di un premio così ovvio. Rimane solo la vertigine di quanto ancora avrebbe potuto darci, di quanti ruoli avrebbe scolpito, sempre meglio, perché Ennio invecchiando migliorava.

Pensaci tu, Lorenzo, a continuare, fottendotene della sua eredità. Perché lui era così, non dimenticava nulla e nessuno, ma era Ennio e basta. Ed è l’unica lezione che conta.

La Valigia dell’attore 2019: dal 23 luglio al via la nuova edizione

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La Valigia dell’attore 2019 è in partenza. Ma i bagagli non viaggiano da soli, accompagnano ancora una volta l’Associazione culturale Quasar, che da sedici edizioni porta nell’arcipelago di La Maddalena cinema, ospiti, studenti, rinnovando il ricordo di Gian Maria Volonté, in questa edizione speciale nel venticinquesimo anniversario della scomparsa del grande attore italiano. Una presenza che sarà ancora più tangibile quest’anno, da martedì 23 a domenica 28 luglio. Naturalmente senza dimenticare l’importanza e la bellezza del territorio che ospita la manifestazione.

Questa volta il tributo alla Sardegna è rappresentato da due film che dall’isola sono andati alla conquista di un grande pubblico, accompagnati da altrettanti cortometraggi di grandissimo valore.

Si parte il 23 luglio, dopo la consueta marcia d’apertura, con l’Associazione Bandistica Filarmonica “Giuseppe Garibaldi” di La Maddalena, la Banda musicale Città di Arzachena e la Banda Musicale Feliciano Mibelli di Olbia, per raggiungere l’Arena La Conchiglia, inaugurando il festival con il film breve di Francesco Piras Il nostro concerto, a cui farà seguito uno dei più inaspettati e clamorosi successi italiani dell’anno, L’uomo che comprò la luna di Paolo Zucca. Il film verrà presentato dal regista, accompagnato dal protagonista Jacopo Cullin e da Angela Molina.

La meravigliosa attrice spagnola sarà la protagonista assoluta della seconda serata, il 24 luglio, la prima nella cornice della Fortezza I Colmi, dove presenterà la proiezione di Ogro, di Gillo Pontecorvo, primo dei tre film con Gian Maria Volonté in programma per questa edizione. Angela Molina sarà anche la protagonista, la mattina del 25 luglio presso gli Ex Magazzini Ilva, del primo incontro con il pubblico, insieme a Jacopo Cullin e a Francesco Piras.

La sera del 25 sarà invece la volta di Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius, film che dalla Sardegna è salpato prima per Venezia e poi per numerosi festival cinematografici in tutto il mondo, mietendo premi e consensi. A La Fortezza I Colmi sarà introdotto dal regista e dai due protagonisti, Alessandro Gazale e Francesca Niedda, ai quali verranno consegnate due menzioni speciali per le loro interpretazioni. Il film sarà preceduto dall’anteprima italiana del cortometraggio di Enrico Pau Gabriel.

Ritroveremo Bonifacio Angius, Alessandro Gazale, Francesca Niedda e Enrico Pau al secondo incontro con il pubblico la mattina del 26 luglio presso gli Ex Magazzini Ilva. La serata a la Fortezza I Colmi sarà poi aperta da Carlo Cecchi, curatore del ValigiaLab 2019, che presenterà, insieme a Fabrizio Deriu e a Silvano Piccardi, le allieve e gli allievi del laboratorio di recitazione di quest’anno. A seguire, l’evento speciale dell’anteprima italiana del restauro di A ciascuno il suo, il film di Elio Petri tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia e interpretato, oltre che da Gian Maria Volonté, da Gabriele Ferzetti e Irene Papas. A presentarlo, Paola Petri e Fabio Ferzetti, che introdurranno la visione della copia restaurata dal Museo Nazionale del cinema di Torino e Movietime.

Oltre a celebrare Gian Maria Volonté, La Valigia dell’Attore 2019 è anche l’occasione per rendere omaggio a un altro grande interprete italiano prematuramente scomparso, Ennio Fantastichini. Entrambi saranno ricordati la mattina del 27 luglio con la presentazione di due libri su Volonté, recentemente pubblicati da Add Editore ed Edizioni Clichy, curati da Mirko Capozzoli e Giovanni Savastano, e dal tributo Ennio, attore tra cinema e teatro, firmato da Gianfranco Cabiddu.

Tra gli amici di Ennio Fantastichini che saranno a La Maddalena, anche Alessandro Haber, che la sera di sabato 27 luglio, dopo la proiezione del cortometraggio Gong di Giovanni Battista Origo, sarà alla Fortezza per presentare al pubblico In viaggio con Adele, di Alessandro Capitani, road movie dove divide la scena con Sara Serraiocco.

Haber sarà protagonista insieme a Renato Carpentieri anche la mattina di domenica 28 luglio per l’incontro con il pubblico agli ex Magazzini Ilva, mentre sarà proprio l’attore napoletano, a presentare la sera, a I Colmi, il film di Gianni Amelio Porte aperte, anche questo tratto da un romanzo di Leonardo Sciascia, con protagonisti Gian Maria Volonté ed Ennio Fantastichini.

A Ennio Fantastichini è dedicato il Premio Volontè 2019, un riconoscimento già previsto che il festival non ha fatto in tempo a dargli in vita e che verrà consegnato, dal circuito Le isole del cinema, la sera del 28 luglio, nelle mani del figlio Lorenzo Fantastichini. Un passaggio di consegne, una chiusura perfetta per ricordare due grandi amici, due grandi attori, che mancano tantissimo al cinema, alla cultura e alla società italiana.

Tutti gli incontri e le serate sono curati e presentate dai critici cinematografici Boris Sollazzo e Fabio Ferzetti e dal Professor Fabrizio Deriu.

Ad arricchire il programma della manifestazione la mostra fotografica: “Gian Maria Volonté negli scatti di Marcello Geppetti” di Marcello Geppetti Media Company, allestita dal 24 al 28 luglio presso la Fortezza I Colmi.

Gli eventi sono ad ingresso gratuito ad eccezione della prima serata. Parte dell’incasso sarà devoluto all’Associazione Acque Libere di La Maddalena.

Il programma dettagliato è pubblicato sul sito.

La Valigia dell’Attore è realizzato con il sostegno di MIBAC – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo, Comune di La Maddalena, Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena, Fondazione Sardegna, Nuovo IMAIE.

La Valigia dell’attore 2019: a Ennio Fantastichini il premio Volonté

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La Valigia dell’attore 2019 si svolgerà nell’isola di La Maddalena dal 23 al 28 luglio, edizione numero sedici del festival che ricorda e celebra la figura di Gian Maria Volonté e il mestiere dell’attore. Nell’anno che segna il venticinquesimo anniversario della scomparsa dello straordinario interprete di Sacco e VanzettiIndagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e tanti altri grandi film del cinema italiano, il festival ideato e diretto da Giovanna Gravina Volonté e da Fabio Canu, rende omaggio a un grande attore prematuramente scomparso.

Ennio Fantastichini è mancato il 1° dicembre 2018, lasciando un vuoto enorme nel cinema italiano. Talento straordinario, proprio di Gian Maria Volonté era diventato grande amico, dopo il loro straordinario lavoro insieme in Porte aperte, il film di Gianni Amelio e in Una storia semplice di Emidio Greco, entrambi tratti dai romanzi di Leonardo Sciascia. Dopo si perde il conto delle splendide interpretazioni di Fantastichini, da La stazione di Sergio RubiniFerie d’agosto di Virzì, fino all’incontro con Ferzan Ozpetek per Saturno contro e Mine vaganti (David di Donatello come Miglior attore non protagonista), La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu e Fabrizio De Andrè – Principe Libero, questi due film strettamente legati alla terra di Sardegna. Nella serata del 28 luglio, quando il figlio di Fantastichini, Lorenzo, ritirerà dal circuito di festival Le isole del cinema, il Premio Volontè 2019 per l’eccellenza artistica in vece di suo padre, lo stesso Cabiddu presenterà un omaggio dal titolo “Ennio, attore tra cinema e teatro”. Lorenzo Fantastichini è al secondo anno del corso di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia.

E parlando di promesse per il futuro del cinema italiano, sarà Carlo Cecchi il docente del ValigiaLab 2019, con la collaborazione di Fabrizio Deriu. Cinque attori e cinque attrici, selezionati tra le scuole di recitazione di tutta Italia, che per due settimane saranno istruiti sul loro futuro lavoro da uno dei più grandi interpreti del cinema e del teatro italiano.

La Valigia dell’attore è realizzato con il sostegno di MIBAC – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo, Comune di La Maddalena, Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena, Fondazione Sardegna, NuovoIMAIE.

La Valigia dell’Attore 2019: A ciascuno il suo in versione restaurata

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A ciascuno il suo il film di Elio Petri tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia, con protagonista Gian Maria Volonté, Irene Papas e Gabriele Ferzetti, sarà presentato in anteprima nella sua versione restaurata a La Valigia dell’Attore 2019, in programma dal 23 al 28 luglio sull’isola di La Maddalena. Il restauro è stato curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e Movietime, realizzata presso il laboratorio Studio Cine di Roma, con il coordinamento tecnico di Luigi Luppi.

Un restauro fortemente voluto da Giovanna Gravina Volonté, fondatrice de La Valigia dell’attore, oltre che direttore artistico insieme a Fabio Canu, e sostenuto da Paola Petri, vedova di Elio. Sergio Toffetti, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dove sono peraltro custoditi e gestiti il Fondo Volonté e il Fondo Petri, ha immediatamente raccolto l’appello, avviando il processo necessario a restituire il film all’originale splendore. Il modo migliore per ricordare il grande attore italiano nel venticinquesimo anniversario dalla scomparsa e la prima iniziativa alla quale seguiranno altri eventi in collaborazione con la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e l’Associazione Quasar.

La versione restaurata di A ciascuno il suo sarà proiettata la sera del 26 luglio, alla Fortezza I Colmi. Il film sarà introdotto da Paola Petri e dal critico cinematografico Fabio Ferzetti.

A questo film se ne affiancano, nel corso della sedicesima edizione de La Valigia dell’Attore, altri due, molto importanti nella carriera di Gian Maria Volonté. Ogro, di Gillo Pontecorvo, sarà presentato il 24 luglio e introdotto dalla protagonista femminile Angela Molina. Il 28 luglio sarà la volta di Porte aperte di Gianni Amelio, presentato da Paola Petri e Renato Carpentieri , serata in cui verrà assegnato il premio Volonté al compianto Ennio Fantastichini.

A ciascuno il suo avvia la collaborazione tra Elio Petri, lo sceneggiatore Ugo Pirro e Gian Maria Volonté, ed è  il primo film tratto da uno scritto di Leonardo Sciascia. Partendo dal romanzo, Petri lavora di allusioni e intesse una trama stratificata, in cui la vicenda, l’uccisione di due uomini durante una battuta di caccia, prende via via connotazioni diverse, fino a rivelarsi un delitto di mafia nella Sicilia dei primi anni Sessanta. A ciascuno il suo è un film complesso e in chiaroscuro, proprio come la materia che tratta. Lo sguardo di Petri si identifica con quello del suo protagonista, ingenuo, forse, ma irrimediabilmente attratto dalla verità.

La Valigia dell’Attore è realizzato con il sostegno di MIBAC – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo, Comune di La Maddalena, Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena, Fondazione Sardegna, NuovoIMAIE.

La Valanga: al via le riprese del film sulla tragedia di Rigopiano

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Sono partite le riprese de La Valanga, il film che racconta la tragedia di Rigopiano. Diretto da Elisa Amoruso, con Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli, il film scritto da Leonardo Fasoli e prodotto da CAMFILM, è in arrivo prossimamente solo su Netflix.

Cosa racconta La Valanga

18 Gennaio 2017. Un elegante albergo di montagna, circondato dalla neve, diventa il teatro di una tragedia inattesa: una valanga travolge l’hotel Rigopiano, nel cuore dell’Abruzzo, intrappolando 40 persone, tra ospiti e personale, sotto tonnellate di neve. Mentre i sopravvissuti lottano per la loro vita fra le macerie, fuori dall’albergo comincia una corsa contro il tempo per portarli in salvo.

Nel cast del film, che verrà girato tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige, anche Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino, Selene Caramazza, Francesco Di Leva.

I credits di La Valanga

  • Data di uscita: prossimamente solo su Netflix
  • Regia di Elisa Amoruso
  • Una produzione CAMFILM
  • Autore del soggetto e della sceneggiatura: Leonardo Fasoli
  • Cast: Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli, Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino, Selene Caramazza, Francesco Di Leva
  • Prodotto da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt

La Vacanza di Enrico Iannacone, al cinema dal 3 settembre

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La Vacanza di Enrico Iannacone, al cinema dal 3 settembre

Uscirà il 3 settembre al cinema La Vacanza, il nuovo film di Enrico Iannaccone con Antonio Folletto, Catherine Spaak, Carla Signoris, Veruschka, Luca Biagini e Martina Klier. Il film, prodotto da MAD ENTERTAINMENT, BIG SUR con RAI CINEMA sarà distribuito da ADLER ENTERTAINMENT.

Sinossi – La vacanza

Valerio (Antonio Folletto) è un trentenne che sembra essere in grado di vivere la sua vita tentando solo di distruggerla. Carla (Catherine Spaak) è una donna ancora bellissima, un’ex magistrato che inizia a manifestare i primi sintomi di Alzheimer ma con una travolgente voglia di vivere.

Valerio e Carla sono due anime tormentate, che trovano in un’inaspettata amicizia la forza di confrontarsi con i dolori e i segreti del proprio passato. Sono entrambi legati ad Anneke (Veruschka), una misteriosa donna. Un viaggio di due persone anagraficamente tanto lontane, eppure così vicine nelle emozioni più dolorose che le condurrà a scoprire un nuovo modo di amare.

La Universal verso Kick-Ass 2

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La Universal verso Kick-Ass 2

Sono stati avviati ufficialmente i negoziati per il sequel delle avventure sul grande schermo dell’adolescente improvvisatosi vigilante mascherato, uscite dalla penna dello scrittore Mark Millar. A dirigere Kick-Ass 2 il secondo capito dovrebbe essere Jeff Wadlow (Cry Wolf, uscito in Italia come Nickname: Enigmista), che si è incaricato anche di scrivere la sceneggiatura, con la guida dello stesso Millar e di Matthew Vaughn,  il quale ha dovuto declinare il compito essendo già impegnato in un altro sequel supereroistico, quello di X-Men: L’inizio.

Vaughn parteciperà comunque al progetto anche in veste di produttore. Wadlow, che attualmente è impegnato con il thriller Non-Stop, potrebbe dare il via alle riprese in agosto. I dubbi maggiori riguardano il cast: dopo il primo capitolo della serie, i protagonisti, Aaron Johnson, Chloe Moretz e Christopher Mintz-Plasse, hanno intrapreso carriere abbastanza intense (specie la Moretz) e non è detto che possano – o vogliano – prendere parte al sequel. Il primo film non ha ottenuto un successo travolgente al botteghino, ma i 103 milioni di dollari raccolti, contro un budget di 28 milioni, sono stati comunque un risultato più che apprezzabile.

Fonte: Empire

La Universal si congratula con Star Wars per il record d’incassi – FOTO

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Come molti di voi sapranno Star Wars Il Risveglio della Forza ha battuto il record di incassi nella storia del cinema nel primo week end di uscita che era di Jurassic World. Per questo la Universal, nella persona di Frank Marshall, ha diffuso una foto per congratularsi con la Disney e la Bad Robot:

starwars

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Star Wars Il Risveglio della Forza è arrivato sul grande schermo il 16 dicembre 2015 con un cast che include il ritorno di Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew e Kenny Baker con le nuove aggiunte John BoyegaDaisy RidleyAdam DriverOscar IsaacAndy SerkisDomhnall GleesonLupita Nyong’oGwendoline Christie Max von Sydow.

Fonte

La Universal restaura Lo Squalo ed E.T.

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La Universal restaura Lo Squalo ed E.T.

La Universal celebrerà il prossimo 30 aprile i suoi primi cento anni e si prepara ad accompagnare l’evento con numerose iniziative, tra le quali il restauro e il rilancio di alcuni dei suoi maggiori classici: la lista al momento include 13 film tra cui Gli uccelli, Schindler’s List,  Niente di nuovo sul fronte occidentale, Dracula, Lo Squalo ed E.T. Per l’occasione è stato ideato un nuovo logo.

Dell’elenco dei film restaurati per l’occasione fanno parte anche La mia Africa, La moglie di Frankenstein, La Stangata, Il letto racconta e Gianni e Pinotto reclute. Inaugura i festeggiamenti, proprio in gennaio, l’edizione in Blu-ray de Il buio oltre la siepe con Gregory Peck, che festeggia tra l’altro il suo cinquantesimo anniversario, mentre E.T. compierà quest’anno i suoi primi trent’anni.

Fonte: Empire

La Universal porta Čajkovskij al cinema

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La Universal porta Čajkovskij al cinema

La Universal ha avviato la preproduzione del balletto di Čajkovskij Lo Schiaccianoci, dopo una deludente riproduzione del 2010 con Elle Fanning.

La Universal Picture mette in cantiere un film sull’MI6

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MI6

Nuovo film in cantiere per la Universal Pictures. La studio cinematografico statunitense è infatti acquistato uno script di prodotto da Aaron Berg che narrà la storia della formazione del MI6,  l’agenzia di spionaggio per l’estero della Gran Bretagna. Lo sript è stato intitolato dall’autore Section 6 e porterà sullo schermo le vicende che segnarono la fondazione dell’agenzia, avvenuta nel 1909, come sezione esteri del Secret Service Bureau.

Deadline, che si è occupata per prima della notizia ha spiegato che la Universal era da tempo interessata al progetto MI6, anche per la sua somiglianza con una pellicola simile, incentrata sulla CIA, The Good Shepherd, scritto da Eric Roth e diretto da Robert De Niro, un successo che ha incassato 100 milioni di dollari in tutto il mondo.Il film sarà ambientato durante la Prima Guerra Mondiale e vedrà la presenza di Winston Churchill e altri personaggi storici dell’epoca.

 

La Universal pensa a Jurassic Park 4

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La Universal pensa a Jurassic Park 4

Sembra proprio che la Universal voglia risuscitare il franchise di Jurassic Park. Da tempo si parlava di un quarto capitolo,

La Universal mette in mostra i suoi Mostri

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La Universal mette in mostra i suoi Mostri

Alla Mondo Art Gallery di Austin, Texas,sono in mostra i disegni, poster, stampe, foto e tutte le immagini artistiche e promozionali del Mostri Universal.

La Universal dice ‘no’ a Greengrass

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greengrass

Il prossimo progetto di Paul Greengrass è stato rifiutato dalla Universal. Il film è Menphis e racconterà dell’ultima parte della vita di Martin Luther King nel 1968.

La Umbrella Corporation cerca nuovi “mercenari”

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La Umbrella Corporation cerca nuovi “mercenari”

In attesa dell’uscita di Resident Evil: Retribution, il nuovo ed attesissimo quinto capitolo della saga videoludica di maggiore

La tv secondo Jim: Jim Belushi entusiasma il pubblico del RFF 2011

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Jim BelushiCon tanta simpatia e molta schiettezze, Jim Belushi ha presieduto ieri il primo Masterclass organizzato nel corso del Roma Fiction Fest 2011.

La truffa dei Logan: una nuova clip dal film con Channing Tatum

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La truffa dei Logan: una nuova clip dal film con Channing Tatum

Lucky Red ha diffuso una nuova clip dal film La truffa dei Logan, il nuovo film di Steven Soderbergh in sala dal prossimo 31 maggio.

Leggi la recensione de La Truffa dei Logan

Nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia, i fratelli Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver) si organizzano per mettere a segno una rapina alla Charlotte Motor Speedway, durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600 e per attuare l’ambizioso piano ricorrono all’aiuto dell’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig). Proprio quando sembra che il colpo del secolo sia stato portato a termine, un’inarrestabile agente FBI, Sarah Grayson (Hilary Swank), inizia a ficcare il naso sulla scena del crimine, sospettando di tutto e di tutti coloro che incontra.

Il Premio Oscar Steven Soderbergh torna sul grande schermo dirigendo un cast stellare in una commedia ricca di colpi di scena e umorismo graffiante.

La truffa dei Logan: trailer del nuovo film di Steven Soderbergh

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La truffa dei Logan: trailer del nuovo film di Steven Soderbergh

Arriverà in sala a maggio La truffa dei Logan (Logan Lucky), il nuovo film di Steven Soderbergh distribuito in Italia da Lucky Red. Nel cast compaiono Channing Tatum, Adam Driver, Riley Keough e Daniel Craig; ma aguzzate la vista! Perché a Soderbergh nessuno dice “no” e il film è pieno di volti notissimi, prestatisi anche solo per una piccola parte.

Leggi la recensione de La Truffa dei Logan

Nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia, i fratelli Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver) si organizzano per mettere a segno una rapina alla Charlotte Motor Speedway, durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600 e per attuare l’ambizioso piano ricorrono all’aiuto dell’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig). Proprio quando sembra che il colpo del secolo sia stato portato a termine, un’inarrestabile agente FBI, Sarah Grayson (Hilary Swank), inizia a ficcare il naso sulla scena del crimine, sospettando di tutto e di tutti coloro che incontra.

Il Premio Oscar Steven Soderbergh torna sul grande schermo dirigendo un cast stellare in una commedia ricca di colpi di scena e umorismo graffiante.

La truffa dei Logan: recensione del film di Steven Soderbergh

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La truffa dei Logan: recensione del film di Steven Soderbergh

Che sia un elegante commedia heist, come la trilogia di Ocean, o una mini serie tv all’insegna del kitsch come Behind the Candelabra, Steven Soderberg non perde mai la sua cifra stilistica fondamentale che mira, prima di ogni altra cosa, all’intrattenimento.

Per questo motivo, La truffa dei Logan, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017, può essere considerato l’esempio esaustivo, in ogni sua parte dell’idea di cinema del prolifico e talentuoso regista americano.

Logan Lucky, un rustico Ocean’s Eleven

Con questa versione rustica di Ocean’s Eleven (citato nello stesso film), Soderbergh mostra il suo gusto per le storie, articolando perfettamente un racconto brioso che non può fare a meno di ricordare la contea di Hazzard e i fratelli Duke, Channing Tatum e Adam Driver, con tanto di cugina Daisy, la sexy Riley Keough (nipote di Elvis), e macchine rombanti al seguito.

Con un leggerissimo cambio di rotta, il regista appiana leggermente il ritmo, adottando un montaggio meno frenetico e riuscendo, nonostante la prevedibilità dello sviluppo, a mantenere fresca la storia per il gusto dello spettatore. Il segreto di Soderbergh è forse proprio quello di lasciar trasparire (e in questo film si nota più che in altri) il suo stesso divertimento nel momento della realizzazione della pellicola stessa.

Il regista gioca con gli equivoci, con le scene, con i personaggi, ritraendo una realtà strana, impacciata, stolida, ma mai surreale, camminando in punta di piedi sul sottile confine che separa il realismo dall’assurdo.

L’umanità e il divertimento

Logan LuckyIl cuore del film però è senza dubbio l’aspetto umano, che diventa un contrappunto dosato e costante alle concitate vicende principali: il rapporto complicato tra due fratelli “maledetti”, la sensazione di abbandono che prova un reduce, lo sforzo di un uomo per non perdere sua figlia, il bisogno di riscatto di una classe sociale che dimostra molto più acume di quello che appare a un primo sguardo.

La famiglia di Soderbergh, costituita da amici, pseudonimi con cui in genere firma i vari ruoli dei suoi film (in questo caso, la sceneggiatura attribuita a tale Rebecca Blunt), ma anche da attori conosciuti, che si concedono a parti molto piccole (vedi Sebastian Stan, Hilary Swank o Seth MacFarlane), dà l’impressione che, così come il prodotto finale, anche la realizzazione del film sia stato un lavoro condotto con leggerezza e precisione dall’autore, una precisione che risiede nella stesura di una sceneggiatura puntuale e che regala a Daniel Craig il migliore ruolo in carriera, con buona pace dell’agente al servizio di Sua Maestà.

Se esiste all’interno di un meccanismo così ben architettato come La truffa dei Logan una chiave di volta, un segreto nascosto tra un’inquadratura e l’altra che consente al film di arrivare a destinazione senza alcuna sbavatura, è la meticolosa cura dei dettagli, sparsi a costruire scene, caratterizzare personaggi e arricchire situazioni. Una conversazione apparentemente sbadata sul colore di una automobile, la scelta di una canzone per un concorso di bellezza, una variante creativa di una formula chimica.

Consacrazione dell’intrattenimento

In un’ambientazione disfattista, dove i due fratelli protagonisti sembrano davvero afflitti da una avversa sfortuna, l’entusiasmo per il racconto che traspare a ogni scena, eleva gli sfortunati a superstar, nonostante i difetti fisici e le sconfitte personali.

Con La truffa dei Logan, Steven Soderbergh raggiunge la meta con un grande sorriso, portando in trionfo non solo un buon film, ma consacrando anche la sua idea di cinema, completamente e genuinamente votata all’intrattenimento.

La truffa dei Logan: nuovo trailer del film con Daniel Craig

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La truffa dei Logan: nuovo trailer del film con Daniel Craig

Ecco il nuovo folle trailer di La truffa dei Logan, il film di Steven Soderbergh che verrà presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma.

La truffa dei Logan è un heist movie in piena regola: due fratelli, Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver), organizzano un ardito piano criminale che devono portare a termine durante una gara del campionato Nascar (Zane Stoddard di Nascar è produttore esecutivo).

Logan Lucky: una esilarante clip con Daniel Craig

Del cast ricchissimo di La truffa dei Logan fanno parte un Daniel Craig dai capelli platino, Riley KeoughHilary SwankSeth MacFarlane Katie Holmes. E ancora Katherine WaterstonDwight YoakamSebastian StanDavid DenmanMacon Blair, Jack Quaid Brian Gleeson. Rebecca Blunt è l’autrice della sceneggiatura.

Il film uscirà nelle sale Usa il 18 agosto.

La truffa dei Logan: la spiegazione del finale del film

La truffa dei Logan: la spiegazione del finale del film

Nel 2013 il regista premio Oscar Steven Soderbergh aveva annunciato il suo ritiro dal cinema, per dedicarsi esclusivamente a progetti televisivi. Quattro anni dopo, tuttavia, egli ritratta quanto dichiarato per tornare sul grande schermo con La truffa dei Logan (qui la recensione), film corale ricco di grandi attori e basato su uno strampalato tentativo di rapina. Un heist movie in piena regola dunque, che si tinge però di comicità e azione divenendo uno dei titoli più apprezzati del suo anno.

Per il suo grande ritorno, Soderbergh decise dunque di sfidare nuovamente i canoni di Hollywood producendo e distribuendo il film in modo del tutto indipendente tramite la sua compagnia Fingerprint Releasing, dando così vita ad una strategia da lui qui sperimentata per la prima volta. A fronte di un budget di circa 29 milioni di dollari, La truffa dei Logan è poi riuscito ad incassarne circa 49 in tutto il mondo, affermandosi come un discreto successo.

Come anticipato, nel film è poi possibile ritrovare celebri attori alle prese con personaggi inediti per loro, i quali diventano però da subito particolarmente iconici e memorabili. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a La truffa dei Logan. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Adam Driver e Channing Tatum in La truffa dei Logan
Channing Tatum e Adam Driver in La truffa dei Logan. Foto di Claudette Barius – © Fingerprint Releasing, All Rights Reserved

La trama e il cast di La truffa dei Logan

Protagonisti del film sono i fratelli Jimmy, Clyde e Mellie Logan. Il primo è un minatore ritrovatosi improvvisamente disoccupato e abbandonato dalla moglie, che tenta di crescere come può la giovane figlia. L’altro fratello, invece, è un veterano della guerra in Iraq, durante la quale ha perso un braccio. La loro sorella, infine, è una giovane parrucchiera ossessionata dai motori e dalle automobili. Tutti e tre si ritrovano a vivere una profonda crisi finanziaria, e per tentare di risollevare le proprie sorti decidono di dar vita ad un gesto disperato: una rapina ai danni del Charlotte Motor Speedway durante la leggendaria gara NASCAR.

Per il suo ritorno al cinema, Soderbergh si è assicurato la partecipazione di alcuni tra i più apprezzati e popolari interpreti oggi in circolazione. Per il ruolo del protagonista Jimmy Logan, il regista si è così affidato a Channing Tatum, con il quale aveva già collaborato anche per Knockout – Resa dei conti, Magic Mike ed Effetti collaterali. Accanto a lui, nel ruolo del fratello Clyde vi è invece Adam Driver, divenuto celebre come Kylo Ren nei nuovi film di Star Wars. Nel ruolo della sorella Mellie, invece, vi è Riley Keough. Anche lei aveva già avuto modo di collaborare con il regista per il film Magic Mike.

Oltre a loro, memorabile è la presenza di Daniel Craig nel ruolo dell’espereto di esplosivi Joe Bang. Noto per essere stato James Bond, Craig si è trasformato quanto più possibile per questo ruolo, tingendosi di biondo platino i capelli. Nel cast sono poi ancora presenti l’attrice Katie Holmes nei panni di Bobbie Jo Chapman, ex moglie di Jimmy, Katherine Waterston in quelli di Sylvia Harrison, ex compagna di scuola di Jimmy, e la premio Oscar Hilary Swank, la quale dà invece vita all’agente FBI Sarah Grayson. Sebastian Stan, noto per il ruolo di Bucky Barnes nel MCU, è invece il pilota NASCAR Dayton White.

Riley Keough in La truffa dei Logan
Riley Keough in La truffa dei Logan. Foto di Claudette Barius – © Fingerprint Releasing, All Rights Reserved

La spiegazione del finale

Per il loro piano, Clyde e Jimmy coinvolgono altre tre persone: lo scassinatore di casseforti Joe Bang, la loro sorella minore Mellie e i fratelli di Joe, Sam e Fish. Poiché solo Joe sa come aprire i caveau, il primo passo del loro piano generale è farlo evadere di prigione. A tal fine, Clyde si fa arrestare speronando la sua auto contro un negozio. Nel frattempo, Mellie, Sam e Fish infestano i tubi dell’autostrada per determinare quali conducono al caveau centrale.

Per evadere dalla prigione per qualche ora, Joe Bang convince alcuni detenuti a scatenare una rivolta come diversivo. Poi finge di essere malato e finisce in infermeria. In infermeria, mentre Clyde convince un’infermiera che può aiutare Bang a recarsi alla toilette, la rivolta nella prigione porta a una chiusura totale. Nel frattempo, Fish e Sam seguono la guida del fratello per creare un esplosivo fatto in casa che li aiuta a far saltare un ripetitore. Quando il ripetitore smette di funzionare, i venditori della corsa sono costretti a pagare in contanti, con conseguente aumento del flusso di denaro sulla pista.

Dopo essere entrato nella stanza dei tubi attraverso il tunnel sotterraneo, Joe mette in mostra le sue abilità di scassinatore creando un esplosivo con oggetti fatti in casa come orsetti gommosi, candeggina e un’alternativa al sale dietetico. Dopo aver fatto esplodere il tubo collegato al caveau, lo collegano a una pompa a vuoto che aspira tutto il denaro in sacchi della spazzatura. Sebbene alcuni venditori si insospettiscano per il fumo dei tubi e le guardie vengano mandate a indagare, Earl li distrae convincendoli che il fumo proviene dalla sua sigaretta.

Daniel Craig Keith Hudson e Dwight Yoakam in La truffa dei Logan
Daniel Craig, Keith Hudson e Dwight Yoakam in La truffa dei Logan. Foto di Claudette Barius – © Fingerprint Releasing, All Rights Reserved

Alla fine Sam e Fish portano i soldi al furgone di Jimmy, mentre Joe e Clyde tornano in prigione travestiti da pompieri dopo che i detenuti hanno appiccato un piccolo incendio. Tutto sembra aver funzionato bene per la squadra. Tuttavia, con grande sorpresa di tutti, Jimmy abbandona il denaro e informa la polizia della sua ubicazione.

All’uscita dai tunnel, Clyde si imbatte in Chilblain, che lo riconosce da un combattimento avvenuto nei momenti iniziali del film. Clyde lo prende a pugni prima di partire per la prigione con Joe Bang. In seguito, Chilblain racconta all’agente Sarah Grayson del suo incontro con Clyde, rendendo Clyde e suo fratello Jimmy i principali sospettati dell’indagine. Con suo grande disappunto, l’agente non trova alcuna prova concreta che dimostri che hanno commesso la rapina.

Quando cerca di chiedere al direttore della prigione se ha notato qualcosa di sospetto il giorno del crimine, il direttore sostiene che nessuno avrebbe potuto fuggire dalla prigione sotto la sua sorveglianza. Anche il pilota Dayton White, che Chilblain aveva sponsorizzato, nega di essere un testimone oculare dell’interazione tra Chiblain e Clyde. Alla fine, anche il presidente dell’autodromo incoraggia gli agenti dell’FBI a chiudere il caso perché sembra soddisfatto della richiesta di risarcimento dell’assicurazione per l’incidente.

Sebbene Joe non speri di ottenere la sua parte di denaro dopo aver appreso che Jimmy ha abbandonato tutto, è sorpreso di scoprire un sacco della spazzatura sepolto nel suo giardino. Anche molti altri personaggi, tra cui Sylvia, la signora del caveau, e il detenuto che ha aiutato Bang, ricevono una parte del denaro. Il film rivela poi che Jimmy aveva nascosto alcuni sacchi di denaro in più durante il colpo e li aveva accuratamente nascosti in un cassonetto vicino, recuperandoli in seguito.

Il trailer e dove vedere il film in streaming

La truffa dei Logan è disponibile su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple iTunes, Mediaset Infinity e Tim Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film verrà inoltre trasmesso in televisione sabato 5 febbraio alle ore 20:30 sul canale Rai 3.

La truffa dei Logan: il trailer del nuovo film di Steven Soderbergh

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Ecco il primo trailer di La truffa dei Logan, il nuovo film di Steven Soderbergh con un cast di superstar che comprende Channing Tatum e Adam Driver.

La truffa dei Logan è un heist movie in piena regola: due fratelli, Jimmy (Channing Tatum) e Clyde Logan (Adam Driver), organizzano un ardito piano criminale che devono portare a termine durante una gara del campionato Nascar (Zane Stoddard di Nascar è produttore esecutivo) .

Del cast ricchissimo fanno parte un Daniel Craig dai capelli platino, Riley Keough, Hilary Swank, Seth MacFarlaneKatie Holmes. E ancora Katherine Waterston, Dwight Yoakam, Sebastian Stan, David Denman, Macon Blair, Jack Quaid Brian Gleeson. Rebecca Blunt è l’autrice della sceneggiatura.

Il film uscirà nelle sale Usa il 18 agosto.

Fonte: Bleecker Street

La tristezza ha il sonno leggero dal 26 febbraio in anteprima esclusiva su RaiPlay

Sarà disponibile dal 26 febbraio in anteprima esclusiva su RaiPlay, La tristezza ha il sonno leggero, commedia diretta e interpretata da Marco Mario De Notaris, con Stefania Sandrelli, Serena Rossi, Ciro Priello, Eugenia Costantini, Gina Amarante, Roberto Caccioppoli, Gioia Spaziani, Tonino Taiuti e con la partecipazione straordinaria di Marzio Honorato.

La tristezza ha il sonno leggero, prodotto da Luciano Stella e Maria Carolina Terzi per Mad Entertainment e Carlo Macchitella per Madeleine con RAI Cinema è liberamente ispirato al romanzo omonimo di Lorenzo Marone. La tristezza ha il sonno leggero è ambientato a Napoli, il 9 novembre 1989, durante la notte della caduta del Muro di Berlino.

Il timido Erri Gargiulo, quarantenne senza ambizioni, vedrà cadere, a poco a poco nell’arco di una sera, pregiudizi, imposizioni, traumi familiari e costrizioni, e anche il suo muro… Note del regista: Nella notte in cui svanirono le certezze, e qualcuno capì che i sogni potevano diventare incubi, ognuno dei miei personaggi abbandona la sua maschera e si svela per quello che siamo tutti: individui alla ricerca di un po’ di amore.

Marco Mario De Notaris è un attore e regista napoletano, diplomato al Centro sperimentale di cinematografia, lavora come attore al cinema, in teatro e in televisione, in film, telefilm e soap opera, in ruoli comici e drammatici, sia della tradizione napoletana che della prosa classica e delle sperimentazioni teatrali. La tristezza ha il sonno leggero è il suo esordio alla regia.