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Io sono Rosa Ricci: come si collega alla serie di Mare Fuori

Io sono Rosa Ricci: come si collega alla serie di Mare Fuori

Il film Io sono Rosa Ricci nasce come estensione naturale e, allo stesso tempo, indipendente dell’universo narrativo di Mare Fuori, la serie italiana fenomeno degli ultimi anni. Diretto da Lyda Patitucci e interpretato da Maria Esposito, il film  porta sul grande schermo la storia di una delle figure più iconiche della serie, raccontandone l’origine, le ferite e la formazione interiore. È un viaggio a ritroso nel tempo che, più che fornire risposte, svela il processo di costruzione identitaria di una giovane donna intrappolata tra destino familiare e ricerca di libertà.

Le origini di una rabbia: il prequel che diventa racconto di formazione

Nella serie Mare Fuori, Rosa Ricci è un personaggio già definito: la ragazza dura, chiusa, combattiva, cresciuta nell’ombra di un cognome ingombrante. Nel film, invece, il pubblico incontra Rosa prima della caduta, prima del carcere minorile, quando è ancora una quindicenne confinata in una villa di lusso e protetta da un padre che è anche un boss della camorra. È in questo spazio di apparente sicurezza che la regista colloca la nascita del conflitto: il desiderio di emancipazione che lentamente si trasforma in rabbia, la ribellione che diventa necessità di sopravvivenza.

L’episodio scatenante è un rapimento, il momento in cui la realtà di Rosa viene sconvolta. Isolata su un’isola remota, prigioniera di un uomo che vuole colpire la sua famiglia, la ragazza affronta un percorso di consapevolezza che la mette di fronte ai limiti della paura e al potere della scelta. In questa dimensione chiusa e claustrofobica, la protagonista trova la propria voce e scopre un’energia che la porterà, anni dopo, a diventare la Rosa che gli spettatori di Mare Fuori conoscono: una giovane donna temprata dal dolore, ma anche mossa da un profondo bisogno di giustizia.

Dal piccolo al grande schermo: come cambia lo sguardo su Rosa Ricci

Io sono Rosa Ricci
Maria Esposito in Io sono Rosa Ricci – Foto Credits Sabrina Cirillo

Io sono Rosa Ricci non è semplicemente un prequel: è un’operazione che cerca di ridefinire il rapporto tra televisione e cinema, mantenendo intatto il cuore emotivo della serie e, al contempo, ampliandone la portata visiva. Lyda Patitucci sceglie un linguaggio più cinematografico, lavorando su spazi aperti, contrasti di luce, e una fotografia che alterna il realismo urbano di Napoli alla suggestione quasi onirica dell’isola. Il risultato è un racconto che conserva la crudezza di Mare Fuori ma ne esaspera il tono drammatico e simbolico.

Rosa diventa così il centro di una parabola di trasformazione. Se nella serie la vediamo già “formata” – una ragazza che conosce la violenza e la risponde con la stessa moneta – nel film assistiamo alla costruzione di quel dolore, al momento esatto in cui l’innocenza viene sacrificata. Maria Esposito, in un’interpretazione intensa e viscerale, riesce a restituire la fragilità dietro la corazza: una giovane donna che non sceglie la violenza, ma la subisce fino a farla propria come unica forma di autodifesa.

Le connessioni narrative con Mare Fuori: un universo coerente

Il legame con la serie è evidente, ma Io sono Rosa Ricci si muove su un piano più intimo e psicologico. Tutto ciò che Mare Fuori racconta in azione, il film lo racconta in origine. Gli elementi ricorrenti – la famiglia Ricci, il codice d’onore, la lealtà e il tradimento – vengono esplorati nel loro stato primario, prima che la prigionia minorile renda Rosa un simbolo di resistenza. Il padre, Don Salvatore Ricci, appare in una dimensione più umana e vulnerabile, mostrando come anche la figura del boss possa nascondere fragilità, paure e un amore distorto che finisce per distruggere chi dovrebbe proteggere.

Il film diventa quindi una chiave interpretativa per rileggere la serie. Comprendere da dove nasce la rabbia di Rosa significa anche dare nuovo senso alle sue scelte successive, ai suoi silenzi, ai suoi gesti di ribellione e tenerezza. Ogni sguardo, ogni parola non detta nella serie, trova qui un’eco che la giustifica e la illumina. Non a caso, il titolo “Io sono Rosa Ricci” è una dichiarazione d’identità: la ragazza che nella serie era definita dagli altri – figlia di, sorella di, appartenente a un clan – in questo film si riappropria del proprio nome.

Temi e simboli: la prigionia come percorso di liberazione

Uno dei temi centrali del film è la prigionia, non solo fisica ma anche mentale e familiare. L’isola su cui Rosa viene trattenuta diventa metafora della sua condizione: una giovane donna rinchiusa in un destino che non ha scelto. La violenza maschile, il controllo, la paura sono elementi che si intrecciano alla scoperta della propria forza interiore. È un racconto di sopravvivenza ma anche di emancipazione, in cui il dolore diventa motore di crescita.

La regista affronta il tema con una sensibilità inedita rispetto al linguaggio della serie. Se Mare Fuori mostrava la violenza come elemento sociale, collettivo e sistemico, Io sono Rosa Ricci la trasforma in esperienza personale, quasi iniziatica. La protagonista non combatte contro la società ma contro se stessa, contro la parte di sé che vorrebbe arrendersi. È qui che il film trova la sua forza più autentica: nel mostrare come la libertà non sia mai un punto di arrivo, ma un processo doloroso e complesso.

Il linguaggio visivo e sonoro: un’estetica tra realismo e simbolo

Dal punto di vista stilistico, Io sono Rosa Ricci adotta una regia dinamica e sensoriale, che alterna il ritmo del thriller alla lentezza del dramma psicologico. La fotografia costruisce un doppio registro: i toni caldi e saturi della Napoli familiare si contrappongono ai colori freddi e desaturati dell’isola, come se la luce stessa raccontasse il passaggio dall’infanzia alla consapevolezza. Anche la colonna sonora svolge un ruolo fondamentale, accompagnando la trasformazione di Rosa con sonorità elettroniche e malinconiche che evocano la sua solitudine.

Rispetto alla serie, il film rinuncia al linguaggio corale per concentrarsi su un unico punto di vista. Tutto è filtrato dallo sguardo della protagonista, dalla sua confusione, dai suoi timori. In questo senso, Io sono Rosa Ricci funziona come un ritratto interiore più che come un racconto d’azione. È il mondo che si restringe fino a diventare specchio, in cui lo spettatore è costretto a guardare non solo Rosa ma anche le proprie percezioni sul concetto di colpa, appartenenza e riscatto.

Un’espansione dell’universo Mare Fuori o un film a sé?

La domanda che molti spettatori si pongono è se Io sono Rosa Ricci debba essere considerato un capitolo di Mare Fuori o un’opera autonoma. La risposta, come spesso accade, si trova nel mezzo. Il film è legato alla serie per temi, personaggi e tono, ma non ne dipende narrativamente. Può essere visto anche da chi non conosce l’universo televisivo, perché la sua struttura segue quella del classico racconto di formazione: una protagonista, un trauma, una rinascita.

Ciò che lo distingue è il modo in cui affronta il concetto di eredità. Rosa non eredita solo il nome di suo padre, ma l’intero sistema di potere e violenza che esso rappresenta. La sua battaglia non è contro gli altri, ma contro l’idea stessa di destino. Questo rende Io sono Rosa Ricci più di un semplice spin-off: è un film che esplora la possibilità di cambiare, di riscrivere la propria storia anche quando tutto sembra già scritto.

Una nuova prospettiva femminile nel mondo di Mare Fuori

Il film porta con sé una consapevolezza più matura del ruolo femminile nel contesto criminale e familiare. Rosa non è la “figlia del boss” né la “vittima del sistema”, ma una figura complessa che incarna la lotta per l’autonomia. Lyda Patitucci sceglie di raccontare questa storia con uno sguardo empatico ma mai indulgente, trasformando la violenza in linguaggio simbolico. Il sangue, le ferite, le prigioni diventano segni visivi di una trasformazione che riguarda ogni donna costretta a ridefinirsi in un mondo che la vuole immobile.

Attraverso questo sguardo, Io sono Rosa Ricci si inserisce pienamente nella poetica di Mare Fuori, che da sempre ha fatto della fragilità e del riscatto le sue chiavi emotive. Ma lo fa con una forza visiva e narrativa che supera i confini televisivi, proponendo un racconto universale sulla costruzione dell’identità e sul coraggio di scegliere se stessi.

Il destino e la scelta

Alla fine, il film risponde a una sola domanda: perché Rosa Ricci è diventata ciò che è in Mare Fuori? La risposta non sta in un singolo evento, ma nel percorso che la porta a riconoscersi. “Io sono Rosa Ricci” non è solo un titolo, ma un’affermazione esistenziale: la consapevolezza che anche chi nasce in un mondo segnato dalla violenza può trovare la forza di affermare la propria voce.

Con questo film, il mito di Mare Fuori si arricchisce di un nuovo capitolo, più intimo, più oscuro e profondamente umano. Una storia che non parla solo di vendetta o di dolore, ma di identità, scelta e rinascita — gli stessi temi che, fin dall’inizio, hanno reso Rosa Ricci uno dei personaggi più amati e complessi del panorama audiovisivo italiano contemporaneo.

Io sono Rosa Ricci, recensione del prequel di Mare Fuori con Maria Esposito – #RoFF20

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Presentato alla 20ª Edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, Io Sono Rosa Ricci di Lyda Patitucci tenta un’operazione ambiziosa: raccontare la genesi di uno dei personaggi più amati e controversi di Mare fuori. Prodotto da Picomedia con Rai Cinema in collaborazione con Netflix, e distribuito da 01 Distribution a partire dal 30 ottobre, il film si presenta come una storia d’origine che si inserisce nel filone ormai consolidato dei crime drama italiani.

Sulla carta, l’intento è chiaro: mostrare come la giovane Rosa Ricci — interpretata ancora una volta da una magnetica Maria Esposito — diventi la donna forte e spietata che il pubblico ha imparato a conoscere. Ma dietro la promessa di un racconto di formazione criminale, il film fatica a trovare un’identità autonoma, oscillando tra il desiderio di restituire un realismo popolare e la tentazione di inseguire i modelli seriali che lo hanno ispirato.

Una regia ambiziosa ma prigioniera dei cliché

La regista Lyda Patitucci, dopo l’esordio con Come pecore in mezzo ai lupi, conferma una certa sicurezza visiva e una sensibilità per la costruzione dell’atmosfera. Grazie alla fotografia di Valerio Azzali, Io sono Rosa Ricci alterna luci fredde e taglienti a tonalità calde e decisamente polverose, nel tentativo di restituire il contrasto tra l’innocenza perduta e la brutalità del mondo criminale.

Tuttavia il film rimane in sospeso tra la voglia di raccontare un dramma umano e la necessità di costruire un’icona. Solo in alcuni passaggi — quelli più intimi tra Rosa e il personaggio interpretato da Andrea Arcangeli — la regia si concede un respiro sincero, lasciando spazio a silenzi, e a una naturale alchimia trai due interpreti.

Maria Esposito è Rosa Ricci, la forza magnetica di un personaggio

Il cuore pulsante del film è senza dubbio Maria Esposito, che conferma la potenza del suo talento naturale. L’attrice riesce a tenere insieme fragilità e rabbia, trasformando Rosa in una figura quasi mitologica: una ragazza costretta a diventare adulta troppo in fretta, gettata in una situazione della quale non ha nessun controllo, in balia del mondo criminale c he le ha costruito intorno il padre. Il suo sguardo — smarrito, poi via via più duro — è la vera bussola emotiva del racconto.

Accanto a lei, Andrea Arcangeli offre una prova di sorprendente equilibrio: il suo personaggio diventa il contrappunto perfetto a Rosa, un riflesso della sua evoluzione. Tra i due si crea una chimica intensa e autentica, che rappresenta forse l’unico vero motore emotivo del film. Anche Raiz, con la sua presenza ruvida e carismatica, porta un tocco di autenticità e di radicamento culturale che arricchisce il quadro complessivo.

Maria Esposito e Andrea Arcangeli in Io sono Rosa Ricci – Foto Credits Sabrina Cirillo

Ma al di là delle interpretazioni, Io sono Rosa Ricci sembra vivere e morire insieme alla sua protagonista. Quando Maria Esposito è in scena, tutto funziona: la narrazione si accende, la tensione cresce, e la promessa di un racconto di rinascita sembra a portata di mano. Appena si sposta il fuoco, però, il film perde compattezza e torna a galleggiare in un mare di prevedibilità.

Tra mito e realtà: un racconto che non osa abbastanza

Il soggetto firmato da Maurizio Careddu e Luca Infascelli cerca di costruire un ponte tra la serie e il grande schermo, proiettando lo spettatore in un passato che precede l’arco narrativo di Mare Fuori. L’inizio del film ci propone infatti Rosa e il padre che escono dall’IPM dopo una visita a Ciro, ancora in stato di fermo nell’istituto (non è ancora morto a seguito dell’incidente con Carmine e Filippo). Il paragone con Gomorra — nello specifico con il percorso di Gennaro Savastano — è inevitabile, ma il film non riesce a reggere il confronto. Manca il senso di minaccia reale, la tensione morale, il respiro epico che avevano reso quel racconto universale. Io sono Rosa Ricci si accontenta di replicare un immaginario, senza decostruirlo o rinnovarlo. Persino la colonna sonora — pur impreziosita dal brano originale “Vàttelo!” di Raiz e Silvia Uras, con le musiche di Paolo Baldini DubFiles — finisce per sottolineare l’enfasi più che accompagnare l’emozione.

Eppure, nel suo essere un film imperfetto e talvolta goffo, Io sono Rosa Ricci conserva una sua malinconica onestà. È un’opera che prova a dare corpo a un mito televisivo, ma si smarrisce nel tentativo di renderlo universale. Quello che resta, al termine della visione, è il volto di Maria Esposito: un volto che contiene dolore, rabbia e desiderio di riscatto. Forse non basta per fare un grande film, ma è abbastanza per ricordarci perché Rosa Ricci — nel bene e nel male — è già diventata un’icona.

Io sono nessuno: tutte le curiosità sul film con Bob Odenkirk

Io sono nessuno: tutte le curiosità sul film con Bob Odenkirk

Il cinema d’azione negli ultimi anni si è popolato di una nuova generazione di giustizieri, alcuni più memorabili di altri, oggi considerati vere e proprie icone di questo genere. Si annoverano in particolare il John Wick di Keanu Reeves e il Robert McCall di Denzel Washington della trilogia di The Equalizer. Personaggi che rasentano l’infallibilità, assassini estremamente letali e dotati di grande carisma. Dal 2021, a loro si può accostare anche l’Hutch Mansell di Bob Odenkirk, protagonista del film Io sono nessuno, scritto da Derek Kolstad e basato su un’idea dello stesso Odenkirk, spaventato dal proprio invecchiamento e dalla sensazione di irrilevanza agli occhi dei suoi figli.

Ma ad aver ispirato il racconto c’è anche il suo aver affrontato personalmente una violazione di domicilio intrappolando i trasgressori nel seminterrato. Odenkirk si è detto frustrato dal modo in cui le autorità avevano gestito la situazione e aveva pensato a come avrebbe potuto prendere in mano la situazione se “fosse stato un duro”. Da tutti questi sentimenti è dunque nato Io sono nessuno, che ha poi anche ricevuto la “benedizione” di alcuni gangster russi. Il regista Ilya Naishuller ha infatti sottoposto alcune idee di sceneggiatura a un “amico” gangster russo, il quale ha confermato quanto tutto ciò che era stato scritto fosse autentico e vicino alla realtà.

Io sono nessuno è poi stato accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico, i quali hanno elogiato le sequenze di combattimento e le loro coreografie, ma anche la convincente interpretazione dei protagonisti. Il risultato è dunque uno dei film d’azione più riusciti degli ultimi anni. In questo articolo approfondiamo alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e ad altro ancora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Io sono nessuno sequel
Bob Odenkirk in Io sono nessuno. Foto di Photo Credit: Allen Fraser/Unive – © 2020 UNIVERSAL STUDIOS.

 

La trama di Io sono nessuno

Protagonista del film è Hutch Mansell, un uomo oppresso, un marito che non viene considerato e un papà sottovalutato. Insomma, quel tipo di persona anonima che non si fa mai notare, un signor “nessuno”. Quando poi una notte due ladri fanno irruzione nella sua casa in periferia, l’uomo non fa nulla per difendere suo figlio adolescente Blake e sua moglie Becca. Così facendo Hutch delude e allontana ancora di più la sua famiglia. Questo episodio scatenerà in Hutch una rabbia a lungo repressa, facendogli scoprire abilità letali e portando alla luce oscuri segreti per i quali nel corso degli anni l’uomo aveva a lungo lottato per tenere nascosti. Hutch si troverà così ad andare contro un pericoloso avversario che minaccia la sua famiglia.

Il cast del film

Ad interpretare Hutch Mansell vi è l’attore Bob Odenkirk, anche noto per il ruolo di Saul Goodman in Breaking Bad e Better Call Saul. Per questo ruolo, Odenkirk ha iniziato ad allenarsi ben due anni prima, con l’obiettivo di eseguire personalmente tutte le acrobazie e le scene di combattimento. Queste scene sono infatti state girate con inquadrature dal taglio lungo, che permettono di dimostrare come quello in scena sia davvero l’attore e non una sua controfigura. Nel ruolo di sua moglie Becca, invece, vi è l’attrice Connie Nielsen, che ha rivelato di aver accettato il ruolo relativamente ingrato della moglie solo perché le piaceva l’idea di essere all’inizio di un potenziale franchise.

Nel ruolo del figlio Black Mansell vi è invece l’attore Gage Munroe, mentre il rapper RZA interpreta Harry Mansell, fratello di Hutch. L’attore Christopher Lloyd, noto per la trilogia di Ritorno al futuro, è invece David Mansell, il padre di Hutch. Lloyd ha quasi dovuto rinunciare al film a causa della sindrome dell’intestino irritabile. Completano poi il cast l’attore Michael Ironside nel ruolo di Eddie Williams, Colin Salmon nel ruolo del Barbiere, l’ex responsabile governativo di Hutch e Billy MacLellan in quello di Charlie Williams, figlio di Eddie e cognato di Hutch.

Io sono nessuno cast
Connie Nielsen, Gage Munroe e Paisley Cadorath in Io sono nessuno. Foto di Photo Credit: Allen Fraser/Unive – © 2020 UNIVERSAL STUDIOS.

 

Il sequel di Io sono nessuno e il suo crossover con John Wick

Nel marzo 2021, l’attrice Connie Nielsen ha espresso il suo interesse a riprendere il suo ruolo per un sequel. Nel giugno dello stesso anno, è stato annunciato che Kolstad era in procinto di scrivere un sequel e nel dicembre 2022 la produttrice Kelly McCormick ha annunciato che il sequel è ufficialmente in lavorazione, con le riprese principali previste per il 2024. Il film vedrà il ritorno di Bob Odenkirk e della Nielsen, a cui si affiancherà l’attrice Sharon Stone con un ruolo da villain. A dirigere Io sono nessuno 2 ci sarà invece il regista indonesiano Timo Tjahjanto, noto per i suoi film horror e d’azione come May the Devil Take You. 

Nel marzo del 2021, inoltre, Kolstad è stato interrogato sulla possibilità di un crossover tra il franchise di John Wick, da lui ideato, e Io sono nessuno. Sebbene i film siano distribuiti da società diverse, Kolstad ha ammesso che sono coinvolti gli stessi studi di produzione. Pur affermando che i franchise sono “molto diversi”, vorrebbe che i collegamenti venissero fatti con piccoli ma significativi easter eggs. Al regista Ilya Naishuller è stato chiesto di questo potenziale crossover ed egli ha dichiarato: “È tutto quello che dirò. Voglio dire, tutto è possibile. Sono successe cose più strane, ma… sì“. Non è dunque escluso che in futuro i due personaggi possano effettivamente incontrarsi.

Il trailer di Io sono nessuno e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Io sono nessuno grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Netflix, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.

Io sono nessuno: lo sport del Super Bowl LV con Bob Odenkirk

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Io sono nessuno: lo sport del Super Bowl LV con Bob Odenkirk

Il vincitore dell’Emmy Bob Odenkirk (Better Call Saul, The Post, Nebraska) è protagonista di Io sono nessuno, in cui interpreta Hutch Mansell, un padre sottovalutato e un marito trascurato, che prende le umiliazioni della vita in faccia, senza mai respingerle. Un signor nessuno.

Quando una notte due ladri entrano nella sua casa di periferia, Hutch si rifiuta di difendere se stesso e la sua famiglia, sperando di prevenire una violenza maggiore. Suo figlio adolescente Blake (Gage Munroe, The Shack), rimane deluso da lui, e sua moglie Becca (Connie Nielsen, Wonder Woman) sembra volerlo tenere sempre più lontano.

Le conseguenze dell’incidente si scontrano con la rabbia ribollente di Hutch, innescando istinti dormienti e spingendolo verso un percorso brutale che farà emergere oscuri segreti e abilità letali. In un turbine di pugni, sparatorie e stridore di pneumatici, Hutch dovrà salvare la sua famiglia da un pericoloso avversario (il popolare attore russo Aleksey Serebryakov, Amazon’s McMafia) e assicurarsi che non sarà mai più trattato come un “nessuno” qualunque.

Io sono nessuno è diretto dall’acclamato regista Ilya Naishuller (Hardcore Henry), da una sceneggiatura di Derek Kolstad, l’architetto narrativo della serie di John Wick, con la partecipazione del leggendario vincitore dell’Emmy Christopher Lloyd nel ruolo del padre di Hutch e dell’eclettico attore e musicista RZA nel ruolo del fratello di Hutch, il cui talento nascosto aiuta Hutch nella sua ricerca di vendetta.

Il film è prodotto da Kelly McCormick e David Leitch, i creatori dello spinoff di Fast & Furious, Hobbs & Shaw, di Deadpool 2 e di Atomica Bionda, con la loro società 87North, da Braden Aftergood (Hell or High Water, Wind River) per la Eighty Two Films, e da Bob Odenkirk e Marc Provissiero (Hulu’s PEN15) per la Odenkirk Provissiero Entertainment. I produttori esecutivi sono Derek Kolstad, Marc S. Fischer e Tobey Maguire.

Io sono nessuno: Bob Odenkirk ha idee per altri due sequel

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Io sono nessuno: Bob Odenkirk ha idee per altri due sequel

Bob Odenkirk, protagonista di Io sono nessuno 2 (qui la nostra recensione), ha anticipato alcune idee per ulteriori sequel dopo questo nuovo capitolo attualmente al cinema. In esso, Odenkirk riprende il ruolo di Hutch Mansell che cerca di ripagare il proprio debito dopo aver distrutto una banca russa, mentre lotta per conciliare la vita familiare.

La serie è diventata un punto di riferimento nel genere d’azione, grazie al suo mix di umorismo nero, scene di combattimento crude e l’eroismo improbabile di Hutch, interpretato da Odenkirk. L’umorismo alla John Wick lo rende un’aggiunta perfetta al genere, come dimostra il punteggio di Rotten Tomatoes dell’81% ottenuto da Io sono nessuno 2 al suo debutto, lasciando molti a chiedersi se ci saranno altri sequel. Ora, in un’intervista con ScreenRant, Bob Odenkirk ha dunque affrontato la questione se ci saranno degli Io sono nessuno 3 4.

L’attore ha rivelato: “ho alcune idee per un terzo e un quarto film. Adoro questo viaggio di una famiglia, le tensioni comuni che si percepiscono e il modo in cui tutto questo si trasforma in una visione grandiosa. È un’esplosione operistica e cinematografica, ma allo stesso tempo si segue il tema del rapporto tra padri e figli e delle persone che cercano di controllare la propria rabbia ma finiscono per perdere il controllo. È qualcosa che si può seguire attraverso i diversi capitoli della vita di una famiglia. Ma vedremo!”

Cosa significa questo per il franchise di Io sono nessuno

Il finale di Io sono nessuno ha preparato il terreno per Io sono nessuno 2, permettendo a Hutch di liberarsi dall’interrogatorio dopo una misteriosa telefonata, oltre a stuzzicare l’interesse per un’avventura con Harry e David armati di pistole, presumibilmente oltre confine. Tuttavia, il sequel non ha affrontato in dettaglio nessuno di questi punti della trama, lasciando il pubblico ancora un po’ all’oscuro. Ci sono dunque molte potenziali trame che altri due film potrebbero esplorare, e l’entusiasmo di Odenkirk per i futuri capitoli è molto promettente.

Io sono nessuno 2 non ha però una scena post-crediti come il suo predecessore, quindi al momento non c’è alcun accenno a un terzo film. Tuttavia, i suoi commenti e l’attuale accoglienza positiva del film suggeriscono che potrebbero esserci futuri capitoli per continuare il franchise. Tutto dipenderà probabilmente dagli incassi di questo primo sequel, che se avrà il giusto riscontro economico potrebbe spingere i produttori a dare il via libera per ulteriori seguiti.

Io sono nessuno, trailer del film con Bob Odenkirk

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Io sono nessuno, trailer del film con Bob Odenkirk

Il vincitore dell’Emmy Bob Odenkirk (Better Call Saul, The Post, Nebraska) è protagonista di Io sono nessuno, in cui interpreta Hutch Mansell, un padre sottovalutato e un marito trascurato, che prende le umiliazioni della vita in faccia, senza mai respingerle. Un signor nessuno.

Quando una notte due ladri entrano nella sua casa di periferia, Hutch si rifiuta di difendere se stesso e la sua famiglia, sperando di prevenire una violenza maggiore. Suo figlio adolescente Blake (Gage Munroe, The Shack), rimane deluso da lui, e sua moglie Becca (Connie Nielsen, Wonder Woman) sembra volerlo tenere sempre più lontano.

Le conseguenze dell’incidente si scontrano con la rabbia ribollente di Hutch, innescando istinti dormienti e spingendolo verso un percorso brutale che farà emergere oscuri segreti e abilità letali. In un turbine di pugni, sparatorie e stridore di pneumatici, Hutch dovrà salvare la sua famiglia da un pericoloso avversario (il popolare attore russo Aleksey Serebryakov, Amazon’s McMafia) e assicurarsi che non sarà mai più trattato come un “nessuno” qualunque.

Io sono nessuno è diretto dall’acclamato regista Ilya Naishuller (Hardcore Henry), da una sceneggiatura di Derek Kolstad, l’architetto narrativo della serie di John Wick, con la partecipazione del leggendario vincitore dell’Emmy Christopher Lloyd nel ruolo del padre di Hutch e dell’eclettico attore e musicista RZA nel ruolo del fratello di Hutch, il cui talento nascosto aiuta Hutch nella sua ricerca di vendetta.

Il film è prodotto da Kelly McCormick e David Leitch, i creatori dello spinoff di Fast & Furious, Hobbs & Shaw, di Deadpool 2 e di Atomica Bionda, con la loro società 87North, da Braden Aftergood (Hell or High Water, Wind River) per la Eighty Two Films, e da Bob Odenkirk e Marc Provissiero (Hulu’s PEN15) per la Odenkirk Provissiero Entertainment. I produttori esecutivi sono Derek Kolstad, Marc S. Fischer e Tobey Maguire.

Io sono nessuno, la spiegazione del finale, la scena post credits: come ci prepara a Io sono nessuno 2

Il film Io sono nessuno (Nobody) ha una formula semplice – azione a tutto campo con un finale esplosivo che lascia la porta aperta a un intero franchise – ma il finale di Io sono nessuno spiegato significa che gli ingranaggi potrebbero già girare per Io sono nessuno 2. Io sono nessuno segue l’assassino in pensione diventato padre di famiglia Hutch Mansell (Bob Odenkirk) dopo che non riesce a difendere la sua famiglia da due intrusi che irrompono in casa sua nel cuore della notte. L’incidente riaccende in Hutch la voglia di combattere, che lo porta a far arrabbiare un pericoloso mafioso russo di nome Yulian Kuznetsov (Aleksey Serebryakov). Hutch torna alle sue vecchie abitudini per tenere al sicuro la sua famiglia.

Nel finale di Io sono nessuno, il fratello di Hutch, Harry (RZA) e il padre David (Christopher Lloyd di Ritorno al futuro), anch’essi assassini in pensione, vengono in aiuto di Hutch e i Mansell eliminano tutti i membri della mafia di Kuznetsov. L’ultima scena del film riprende qualche mese dopo, con Hutch e sua moglie Becca che acquistano una nuova casa e cercano di ricominciare da capo. Tuttavia, Hutch riceve una misteriosa telefonata, che implica il suo ritorno ufficiale nel mondo del lavoro. Chi abbia chiamato Hutch alla fine di Io sono nessuno, e perché, non è ancora dato saperlo, ma ciò fa pensare a un sequel di Nobody .

Spiegazione del finale di Io sono nessuno: Chi ha chiamato Hutch e cosa significa

Io sono nessuno Bob Odenkirk

Nel momento finale di Io sono nessuno, un agente immobiliare mostra a Hutch e Becca, improbabile eroe d’azione, una nuova casa. In un primo momento, sembra che Hutch abbia abbandonato le sue vecchie abitudini e si sia impegnato fermamente per la sua famiglia. Ma all’improvviso l’agente immobiliare riceve due telefonate consecutive. Becca la incoraggia a rispondere al telefono e si scopre che la chiamata è per Hutch. Lui e Becca chiedono poi se la casa ha un seminterrato. In precedenza, Hutch ha mandato la sua famiglia nel seminterrato protetto quando erano in pericolo. La sua risposta alla telefonata implica che tornerà presto al lavoro, anche se questa volta le cose saranno diverse.

In precedenza, Hutch si era ritirato dal gioco perché era geloso di un vecchio bersaglio che si era sistemato e aveva una famiglia. Hutch ha trovato tutto questo, ma è chiaramente insoddisfatto dello stile di vita da recinto bianco. Io sono nessuno si apre con un rapido montaggio di tre settimane di vita noiosa e di matrimonio di Hutch. La noia gli ha impedito di proteggere la sua famiglia la notte della rapina, ma la sua reazione a quell’incidente è ciò che gli ha fatto capire che gli manca la sua vecchia vita. Se il sequel di Io sono nessuno andrà in porto, Hutch potrebbe rendersi conto che non c’è modo di sfuggire alla sua passione per la vita da assassino.

Hutch ha innescato una pericolosa catena di eventi alla John Wickquando ha fatto arrabbiare Kuznetsov. Ma con la sicurezza della sua famiglia in gioco, aveva la motivazione per portare a termine il lavoro. Inizialmente, sembrava una situazione da “una botta e via”. Ma dopo aver ricevuto la chiamata sul telefono del suo interlocutore, Hutch sembrava soddisfatto, quasi felice. Questo suggerisce che qualcuno ha sentito che ha fatto fuori Kuznetsov e ha altro lavoro per lui. La colonna sonora di Io sono nessuno conclude queste scene finali con “Let The Good Times Roll“, il cui titolo potrebbe essere un’allusione al fatto che le avventure di Hutch non sono ancora finite.

Spiegazione della scena di metà film di Nobody

Io sono nessuno cast
Connie Nielsen, Gage Munroe e Paisley Cadorath in Io sono nessuno. Foto di Photo Credit: Allen Fraser/Unive – © 2020 UNIVERSAL STUDIOS.

La scena post-credits di Io sono nessuno vede Harry e David impegnati in una missione molto specifica. La scena riprende il duo padre e figlio dopo essere sfuggiti alla resa dei conti con i personaggi russi in Io sono nessuno. Stanno guidando in un camper e sembrano avere in mente una destinazione molto specifica. La telecamera si sposta sul retro del camper e vede che è carico di armi. In precedenza si pensava che Harry fosse morto e che David vivesse in una casa di riposo. Ma è chiaro che i due sono tornati in azione.

La loro missione è probabilmente legata alla telefonata di Hutch nella scena finale. Nessuno dimostra che Hutch è disposto a dare qualsiasi cosa per proteggere la sua famiglia e che lavora fianco a fianco con loro. Questo significa che Harry e David probabilmente torneranno nel luogo in cui Hutch si è stabilito per aiutarlo a portare a termine il prossimo lavoro. Questo è ciò che distingue Io sono nessuno dagli altri film sparatutto di routine. Io sono nessuno è stato scritto da Derek Kolstad, autore anche di John Wick, e come Hutch, Wick è un famoso assassino. Tuttavia, Wick è solo al mondo e non ha più nulla da perdere. Hutch ha ancora la sua famiglia, il che significa che ha dei limiti che non possono essere superati.

Io sono nessuno prepara un sequel

Io sono nessuno sequel
Bob Odenkirk in Io sono nessuno. Foto di Photo Credit: Allen Fraser/Unive – © 2020 UNIVERSAL STUDIOS.

Mentre molti film originali sperano di avere abbastanza successo da giustificare un sequel, il finale di Io sono nessuno pone le basi per stabilire una storia che possa durare per più film. Nobody crea un forte conflitto interno all’Hutch di Odenkirk: un padre di famiglia con un passato violento che trova lo stile di vita del padre di periferia poco appagante. È bravo in quello che fa, ma ogni lavoro potrebbe mettere in pericolo la sua famiglia. Il finale mostra che ha trovato una solida soluzione temporanea assicurandosi che il luogo in cui vive abbia un seminterrato sicuro, ma non durerà per sempre. Io sono nessuno 2 probabilmente costringerà Hutch a scegliere tra il suo lavoro e la sua famiglia una volta per tutte.

In Io sono nessuno 2 si scatena anche un pericoloso conflitto esterno per Hutch. Kuznetsov era un uomo ben inserito nella malavita. Mentre i Mansell hanno fatto fuori tutti i russi nel finale di Nobody, Kuznetsov ha probabilmente degli amici altrettanto potenti. Saranno furiosi quando scopriranno che Kuznetsov è stato ucciso e quindi probabilmente daranno la caccia a Hutch. Analogamente a come John Wick brucia i ponti in John Wick: Capitolo 4, Hutch scoprirà su chi può fare affidamento in Nessuno 2. Questo apre la porta a una serie infinita di cattivi e di alleati che si accaniscono su Hutch o che gli offrono il loro aiuto, il che porta all’opportunità di più film.

Un sequel di Nobody è in arrivo

La Universal ha ufficialmente dato il via libera a Io sono nessuno 2. Con il primo film che ha raccolto 56 milioni di dollari dal suo misero budget di 16 milioni di dollari e lo slancio narrativo che ha dato vita a un sequel, Odenkirk, RZA e Christopher Lloyd torneranno a far esplodere gli schermi nell’universo di Nobody, anche se il ritorno di RZA e Lloyd non è ancora confermato. Il produttore David Leitch ha spiegato: “Credo che tutti siano davvero entusiasti. Tutte le persone coinvolte dicono: ‘A tutto vapore’. Siamo in fase di sceneggiatura e credo che ci siamo divertiti molto a realizzarlo. Kelly [McCormick] e io ci siamo divertiti, gli attori si sono divertiti, lo studio ha apprezzato il risultato, e sta accadendo” (via Collider).

L’approvazione dello sviluppo di un film non sempre significa che il film vedrà la luce, dato che molti film finiscono nell’inferno dello sviluppo. Tuttavia, non c’è stato alcun problema con lo sviluppo di Io sono nessuno 2 e il film è già in produzione. Non solo Nobody 2 è stato confermato, ma Bob Odenkirk ha rivelato che le riprese di Io sono nessuno 2 potrebbero iniziare nel 2023. L’attore ha aggiunto: “Dobbiamo fare un grande sequel. E quindi dobbiamo essere sicuri di farlo bene”. Anche se non è chiaro se la produzione sia già iniziata, Nobody 2 potrebbe uscire all’inizio del 2024, meno di tre anni dopo Nobody.

Il sequel di Nobody sarà un crossover con John Wick?

John Wick - Capitolo 2 film trama

I fan di lunga data di Bob Odenkirk e Keanu Reeves si sono chiesti se i loro rispettivi personaggi potessero apparire negli stessi film in futuro, magari in uno spinoff di John Wick. Ilya Naishuller, il regista di Nobody, ha ventilato la possibilità che John Wick e Hutch Mansell condividano un universo narrativo con un potenziale crossover (nonostante provengano da studios diversi). Quando Naishuller ha parlato con IndieWire, ha detto che “tutto è possibile” e che “sono successe cose più strane“. Non si tratta di un sì, ma di un invito a guardare il prossimo film e a vedere cosa succede.

Anche se non tutto ha bisogno di un sequel, Nobody è stato un’avvincente cavalcata di vendetta che offre emozioni simili a John Wick e ai suoi successori, che hanno finito per migliorare (e fare più soldi) a ogni uscita consecutiva. Questi film sarebbero ottimi compagni di tema e di tono, e la coppia Keanu Reeves/Bob Odenkirk costituirebbe un’interessante palestra per lo sviluppo della chimica. Che si tratti di Io sono nessuno 2 o di qualsiasi altro film o spinoff di John Wick , ci saranno molte opportunità per David Kolstad di creare il suo universo condiviso.

Io sono nessuno 2: Sharon Stone villain del film con Bob Odenkirk

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L’attrice e icona della filantropia e della moda Sharon Stone si è unita a Bob Odenkirk per recitare in Io sono nessuno 2, il sequel del successo a sorpresa del 2021 prodotto da 87North. Odenkirk riprenderà il suo ruolo di mite padre di famiglia che è segretamente un ex assassino del governo. Come riportato da THR, anche se non sono stati rivelati dettagli sulla trama, si sa che Stone sarà il cattivo principale di questo sequel.

Al momento non sono stati forniti maggiori dettagli sul suo personaggio, per cui non resta che attendere ulteriori dettagli a riguardo. Per Stone si tratterà del ritorno sul grande schermo dopo i film Beauty e What About Love. Celebre per il suo ruolo in Basic Instinct, si troverà ora a confrontarsi con un ruolo da villain.

Sharon Stone Basic Instinct
Sharon Stone in Basic Instinct

Tutto quello che sappiamo su Io sono nessuno 2

Il primo film, Io sono nessuno, è stato realizzato con un budget di 16 milioni di dollari ed è uscito durante la pandemia, incassando oltre 57,5 milioni di dollari in tutto il mondo. Anche la critica è rimasta impressionata. L’Hollywood Reporter lo ha definito “una commedia dei desideri ridicola come tutte le altre, ma più divertente della maggior parte”.

La regia di questo sequel è stata affidata al regista indonesiano Timo Tjahjanto, noto per i suoi film horror e d’azione come May the Devil Take You e alcuni segmenti del film ad episodi V/H/S. La sceneggiatura è di Derek Kolstad, Aaron Rabin, Odenkirk e Umair Aleem. La Universal ha fissato per Io sono nessuno 2 un’uscita nelle sale cinematografiche per il 15 agosto 2025.

Possiamo aspettarci che il sequel riprenda dopo gli eventi frenetici del primo film, che ha fatto conoscere al pubblico il mite Hutch Mansell (Odenkirk). Apparentemente il solito papà di periferia, Hutch rivela le sue origini di assassino dopo che un’invasione domestica ha tolto la sicurezza alla sua famiglia. In una missione di vendetta, Hutch spiazza tutti coloro che gli sono vicini quando mette nel mirino un signore della droga russo.

Io sono nessuno 2: recensione del film con Bob Odenkirk

Io sono nessuno 2: recensione del film con Bob Odenkirk

Con Liam Neeson passato dall’altra parte della barricata, come erede del Frank Drebin nella nuova pallottola spuntata, chissà che non ci si debba aspettare di vedere Bob Odenkirk a guidare la futura saga action che potrebbe seguire Io sono nessuno 2, sequel dell’eccezionale e sorprendente Nobody (questo il titolo originale) che nel 2021 aveva rivelato al mondo le doti di agente segreto – per non dire di spietato killer professionista – dell’ex Saul Goodman. Che oggi torna a vestire i panni di padre e marito un po’ particolare, meno placido di quel che potrebbe apparire e capace di tutto per proteggere i propri figli e le vacanze di famiglia così faticosamente organizzate.

Il ritorno di Hutch Mansell

Quattro anni dopo aver avuto a che fare con la mafia russa, infatti, Hutch Mansell (Odenkirk) è ancora costretto a ritmi di ‘lavoro’ forsennati per ripagare il debito di circa 30 milioni di dollari e ad affrontare una serie di colpi ai danni di criminali internazionali che pare non finire mai. Ma un ruolino di marcia tanto intenso non poteva non avere ripercussioni sul quotidiano suo e dei suoi cari, dalla moglie Becca (Connie Nielsen), che piano si sta allontanando da lui, ai loro figli (Gage Munroe e Paisley Cadorath).

Quale momento migliore quindi per una piccola pausa e una rigenerante fuga nel suo posto felice? Quel Wild Bill’s Majestic Midway and Waterpark dove lui e e suo fratello Harry (RZA) trascorrevano le vacanze da bambini con il rude padre David (Christopher Lloyd). Che fa parte della carovana dei Mansell all’arrivo nella piccola città turistica di Plummerville, quando un piccolo screzio si rivela essere la scintilla che scatena un incendio imprevedibile, nel quale saranno coinvolti piccoli teppisti, poliziotti corrotti, loschi imprenditori e la boss del crimine più folle e sanguinaria che Hutch abbia mai incontrato, la Lendina interpretata da una algida e cattivissima Sharon Stone.

Una vacanza esplosiva

Solo accennare ai personaggi coinvolti nel tourbillon diretto da Timo Tjahjanto (La notte viene per noi, May the Devil Take You) potrebbe far girare la testa, e non li abbiamo citati nemmeno tutti! Tranquilli, non c’è pericolo di confondersi o perdersi tra complicati intrighi o affollate e interminabili scene di combattimento, la sceneggiatura firmata da Aaron Rabin (Tom Clancy’s Jack Ryan) insieme all’autore originale Derek Kolstad (non a caso creatore anche di John Wick) poggia su basi solide quanto elementari, vera forza di questo secondo capitolo. Come della saga che ipoteticamente potrebbe seguire, sicuramente divertente e trascinante fin quando resterà fedele a sé stessa.

Prima che a quella (la saga), intanto, a questo (sequel) si potrà però contestare una certa – quanto comune all’ampia concorrenza dei più grigi e ritriti action-thriller in circolazione – poca originalità, ma dopo essersi giocati l’effetto sorpresa nel primo capitolo, era inevitabile che venisse a mancare la forza dirompente dell’entrata in scena del padre-marito-assassino-workaholic protagonista. Facile prevedere le sue reazioni in certe situazioni, meno forse la scala che queste assumono in alcuni casi, ma a chi importa? E fa bene il film a non preoccuparsene, regolandosi di conseguenza e lasciandosi andare sin dalle prime immagini a uno sfrenato autocitazionismo, giocando con i dettagli, lo stile, le riprese e le inquadrature, fino a una serie di scene nelle quali i ‘rumori fuori scena’ o le coreografie orchestrate ricorderanno ai più le scazzottate di Bud Spencer, con buona pace di ambizioni e virtuosismi registici.

Troppi diavoli nell’Inferno di Plummerville

Meno difendibili potrebbero essere le scelte fatte nello sviluppo della vicenda, della quale – come spesso accade – è la premessa a catturare, una parte preparatoria nella quale scopriamo le tensioni familiari e generazionali della famiglia Mansell, arrivando a intuire alcuni scheletri nell’armadio di casa, ai quali ci si dedicherà nelle successive porzioni. Altrettanto scontate, probabilmente, di questa prima, eppure meno snelle (per non usare l’aggettivo “noiose” che il film non merita di certo). Forse per un accumulo di personaggi che pochi Team Up potrebbero sostenere, forse per la caratterizzazione stereotipata di molti di essi (anche se lo sceriffo psicopatico fa sempre la sua figura) e per la smaccata tendenza ad assegnare ruoli chiave alle donne in scena, praticamente tutte.

Tutto funziona, come detto, e si arriva con buono slancio a una conclusione che difficilmente lascerà scontenti gli spettatori. Che però rischiano di scoprirsi meno entusiasti di quel che furono e di quanto si erano illusi sarebbero poi stati dopo la prima mezz’ora di film. Un ‘Magnifici sette‘ (o 4+1, meglio) ricco di cliché e di promesse mantenute, e di una cattiva da fumetto, tanto fascinosa e magnetica quanto bidimensionale, a interpretare la quale Sharon Stone sembra essersi divertita non poco, oltre a consolarsi dell’occasione sfuggita nel deludente Blue Beetle (dove la villain fu poi Susan Sarandon). Per fortuna c’è lui, c’è Bob, con le sue smorfie, il suo carisma e uno stile unico, che difficilmente vedremo ripercorrere la parabola di Liam Neeson – per quanto il rischio di sequel manierati sia forte – e che potrebbe invece aprire le porte a un franchise capace di sintetizzare dark comedy e action raccogliendo il testimone che Keanu Reeves non ha mai veramente portato.

Io sono nessuno 2, la spiegazione del finale: in che modo il film prepara un altro sequel?

Il finale di Io sono nessuno 2 (qui la nostra recensione) riafferma il ruolo di Hutch nel mondo, preparando il terreno per altri potenziali sequel. Il sequel del campione d’incassi del 2021, riporta in auge l’Hutch di Bob Odenkirk. Un padre di famiglia di periferia apparentemente mite è segretamente un agente letale, il cui lato oscuro riemerge. Io sono nessuno 2, ricco d’azione e consapevole di sé, riprende la storia qualche tempo dopo il primo film, con Hutch costretto a diventare di nuovo un “revisore dei conti” per il governo. Il suo tentativo di rilassarsi con la famiglia va a rotoli quando durante le vacanze estive si imbatte in una pericolosa rete di contrabbando.

I personaggi di Io sono nessuno 2 si ispirano agli elementi stilistici del film d’azione, in particolare la mente criminale Lendina interpretata da Sharon Stone. Alla fine del film, Hutch è costretto a mandare a monte l’intera operazione (con la moglie Becca e il padre David che sferrano i colpi di grazia che uccidono Lendina). Gli ultimi momenti del film sono lasciati in sospeso e questo suggerisce che Hutch potrebbe tornare sul campo in men che non si dica. Ecco in che modo Io sono nessuno 2 prepara silenziosamente un altro sequel.

Chi libera Hutch e Becca alla fine?

Hutch e Becca vengono liberati dalla custodia della polizia alla fine di Io sono nessuno 2 grazie alle conoscenze di Hutch, preparando il terreno per il suo ritorno in un altro sequel. Nessuno ha presentato Hutch come “revisore dei conti” in pensione per l’intelligence statunitense, che si è ritrovato spronato a tornare in azione nonostante i suoi sforzi per andare in pensione.

Come risultato delle sue azioni nel finale del primo film, il governo ha pagato il debito che Hutch aveva accumulato con la mafia russa dopo aver distrutto una piccola fortuna del loro denaro. Hutch è costretto a ripagarli intraprendendo missioni mortali, estinguendo gradualmente il suo debito, anche se si sente esausto e sta perdendo i contatti con la sua famiglia.

Sebbene non sia stata confermata la persona esatta che ordina la liberazione di Hutch e Becca entro la fine di Io sono nessuno 2, è probabile che sia collegata al Barbiere. Il referente governativo di Hutch, il Barbiere, è apparso nel primo atto del film e in seguito ha fornito a Hutch una certa quantità di informazioni su Plumerville, ma non ha potuto fornire supporto.

È probabile che il Barbiere stia semplicemente assicurandosi che uno dei suoi agenti più importanti sfugga al controllo della polizia, impedendo qualsiasi potenziale reazione da parte sua se Hutch venisse scoperto. Questo potrebbe dare al Barbiere maggiore potere su Hutch. C’è anche un dubbio sulle origini complete di Becca e sulla sua storia con Hutch, con la sua libertà potenzialmente soggetta ad alcune limitazioni.

Come il finale prepara Io sono nessuno 3

Nobody 2 è in gran parte incentrato su Hutch e sui suoi sforzi per prendersi una pausa dal suo brutale lavoro. Gran parte del film è autoconclusivo, con Hutch a cui viene detto apertamente che non riceverà alcun aiuto dal governo per affrontare Lendina e la sua rete di contrabbando con sede nella piccola città. Fortunatamente, alla fine del film, ha sventato l’intera operazione.

Mentre Hutch e Becca superano il momento culminante sani e salvi, ci sono alcuni elementi nel film che suggeriscono potenziali direzioni per un sequel. La questione più urgente rimane il debito che Hutch ha con il Barbiere e il governo degli Stati Uniti, che richiede diverse altre missioni prima che il suo lavoro venga ripulito.

Il ruolo di Hutch come “revisore dei conti” è un ruolo perfettamente aperto, con potenziali sequel che offrono a Hutch ogni sorta di possibili missioni da affrontare. Nobody 2 ha anche codificato il legame tra Hutch e la sua famiglia, con Harry e David attivamente coinvolti nella lotta. Un sequel potrebbe rivisitare queste relazioni e mostrarli più in azione insieme.

C’è anche un altro indizio che David abbia cresciuto Harry e Hutch portandoli con sé in missione (come la loro precedente esperienza a Plumerville), il che suggerisce una tradizione più profonda per il personaggio e il suo ruolo nella comunità dell’intelligence. Un sequel potrebbe esplorare di più il ruolo di David come agente in pensione e potrebbe evidenziare la sua determinazione nell’assicurare che i suoi figli diventassero uomini migliori di lui.

Un sequel di Nobody 2 potrebbe anche continuare a concentrarsi sulle dinamiche tra Hutch e la sua famiglia. Becca è chiaramente in conflitto riguardo alla loro relazione e un sequel potrebbe approfondire la loro storia insieme. L’arco narrativo di Brady evidenzia le sue difficoltà a non replicare la vena violenta del padre, che potrebbe essere maggiormente messa a fuoco in un possibile sequel che si concentra sulle dinamiche dei personaggi.

Il vero significato di Io sono nessuno 2

Io sono nessuno 2 è un film sull’equilibrio tra lavoro e famiglia, una lotta che sembra ancora radicata anche quando coinvolge organizzazioni criminali internazionali e combattenti armati di katana. L’arco narrativo di Hutch è radicato nei suoi sforzi di prendersi una pausa non solo dal lavoro, ma anche dai suoi impulsi violenti e dalla sua furia vendicativa.

Questa è la vera prova di Hutch nel film, quando ammette a Becca di non riuscire a spegnere il lato pericoloso della sua personalità. Nonostante i suoi migliori sforzi, la giusta furia lo spinge a intensificare i conflitti che, sa, renderanno solo la sua vita più difficile. Non può fare a meno di radicare la sua personalità lavorativa nella vita privata, il che non fa che mettere in pericolo la sua famiglia.

La frattura che questo crea tra lui e i suoi figli, in particolare l’impressionabile Brady, sottolinea la posta in gioco emotiva del suo arco narrativo. Mentre Hutch è costantemente in lotta tra la vita e la morte, è più vulnerabile quando deve spiegare la sua situazione alla moglie o cercare di convincere il figlio che vuole che Brady diventi un uomo migliore di lui.

L’importanza di questi legami e di queste lezioni è codificata nel finale quando Becca arriva a salvarlo e Brady mostra pietà nei confronti di un mercenario, dimostrando che c’è ancora speranza per la famiglia di Hutch. Questo arco narrativo si riflette anche nell’evidente affetto di David per i suoi figli, così come con Wyatt, inizialmente antagonista. Fa fatica a crescere suo figlio e si allea con Hutch dopo averlo salvato.

Io sono nessuno 2 si diverte molto con il genere d’azione, gettando Hutch in ogni sorta di risse enormi con armi inaspettate. Tuttavia, il nucleo emotivo del film si basa sui legami per i quali Hutch era disposto a morire nel film precedente. Offre al film una dolce morale sull’importanza della famiglia, in mezzo a tutto lo spargimento di sangue creativo.

Io sono nessuno 2 con Bob Odenkirk ha appena ricevuto un importante aggiornamento sulle riprese

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Bob Odenkirk avrà anche più di 60 anni, ma questo non gli ha impedito di fare film d’azione che sono un successo di critica e di pubblico. Io non sono nessuno (Nobody), il film del 2021 di cui Odenkirk è protagonista insieme a Connie Nielsen e Christopher Lloyd, è stato un tale successo da ricevere immediatamente un sequel che ha appena ricevuto un importante aggiornamento. Sul suo profilo personale di Instagram, il regista di Io sono nessuno 2 (Nobody 2) Timo Tjahjanto ha annunciato che le riprese del sequel diretto da Odenkirk sono terminate. Il film è atteso nelle sale il 15 agosto 2025, dando al team di post-produzione quasi un anno per ritoccare gli effetti visivi e assicurarsi che tutto sia all’altezza. Il primo Nobody ha attualmente un punteggio dell’83% da parte della critica e del 94% da parte del pubblico generale su Rotten Tomatoes, quindi è giusto dire che le aspettative per il seguito sono alte.

Derek Kolstad ha scritto la sceneggiatura di Nobody e Ilya Naishuller l’ha diretta, ma Io sono nessuno 2 ha riunito dietro la macchina da presa un gruppo in gran parte nuovo per dare vita al film. Kolstad tornerà a scrivere la sceneggiatura di Nobody 2, ma questa volta sarà affiancato da Umair Aleem, Aaron Rabin e dallo stesso Odenkirk, che ha un credito di scrittura nel film. La regia è affidata a Timo Tjahjanto, noto soprattutto per il suo lavoro sul franchise V/H/S e per aver diretto di recente The Big 4, commedia d’azione attualmente in streaming su Netflix. Io sono nessuno 2  ha anche ampliato il suo ensemble aggiungendo al cast Sharon Stone nel ruolo del cattivo principale e, più recentemente, anche John Ortiz si è unito al cast. L‘altra aggiunta di rilievo a Nobody 2 è Colin Hanks, figlio di Tom Hanks, che si è unito al cast all’inizio di agosto.

In quali altri film ha recitato la star di “Io sono nessuno 2” Bob Odenkirk?

Io sono nessuno 2 (Nobody 2)

Odenkirk è stato recentemente nominato agli Emmy per la sua interpretazione come ospite in The Bear, la fiction culinaria di successo di Hulu che ha vinto più di 20 Emmy in due stagioni. Odenkirk è noto anche per il suo ruolo di Saul Goodman, prima al fianco di Bryan Cranston e Aaron Paul in Breaking Bad e poi nella sua serie spin-off, Better Call Saul, durata sei stagioni. È noto anche per il ruolo di Ross Grant in Nebraska, la dark dramedy interpretata anche da Will Forte. Io sono nessuno 2 ha ufficialmente terminato le riprese e dovrebbe arrivare nelle sale il 15 agosto 2025.

Io sono nessuno 2 (Nobody 2): il film di Bob Odenkirk ha appena aggiunto una star al cast

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I fan sono stati felicissimi della notizia del ritorno di Bob Odenkirk per Io sono nessuno 2 (Nobody 2). Il film è stato costantemente aggiornato con l’aggiunta di star come Sharon Stone, Connie Nielsen e il regista Timo Tjahjanto. Ora c’è un altro motivo per rallegrarsi: l’attore veterano Christopher Lloyd è entrato a far parte del cast e riprenderà il ruolo del padre di Hutch (Odenkirk), David Mansell, come riporta Deadline.

Il film del 2021 segue un docile padre di famiglia, Hutch Mansell, che rivela la sua natura violenta dopo che la sua casa viene svaligiata, il che lo porta a una guerra con un boss del crimine russo. Lloyd interpreta il padre di Hutch e un agente dell’FBI in pensione, mentre Nielsen interpreta la moglie di successo Becca Mansell. Anche se i dettagli della trama sono tenuti strettamente nascosti, il casting indica una nuova direzione per la famiglia Mansell con volti familiari.

Cosa aspettarsi da Io sono nessuno 2 (Nobody 2)?

Tjahjanto dirigerà il film da una sceneggiatura di Derek Kolstad, Aaron Rabin, Odenkirk e Umair Aleem. Visti i crediti di Tjahjanto in film horror e d’azione come May the Devil Take You e segmenti del franchise V/H/S, i fan possono aspettarsi che Nobody 2 offra la stessa eccitazione e azione al cardiopalma che i fan hanno adorato nell’originale. Tra i produttori del film figurano anche Kelly McCormick e David Leitch, che hanno prodotto anche il film del 2021 e che con la loro 87North hanno realizzato quest’anno il film d’azione The Fall Guy, per cui i fan possono prepararsi ad un’azione ad alto tasso di tensione.

Io Non sono nessuno (Nobody) è stato un successo inaspettato e ha visto l’evoluzione di Odenkirk da star della commedia a star dell’azione, che è stata elogiata da fan e critica. Il film era ambientato a Winnipeg e la produzione del sequel tornerà nel grintoso paesaggio della città alla fine dell’estate per iniziare le riprese. Visti i dettagli della produzione, sembra che il film manterrà il suo tono nel sequel in arrivo.

Il film originale ha offerto una nuova interpretazione del genere d’azione, mescolando senza soluzione di continuità umorismo nero e brutali coreografie di combattimento. Il film è diventato un successo al botteghino, incassando circa 57,5 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 16 milioni di dollari, il che pone le basi per il prossimo sequel. Il film ha un indice di gradimento del 94% su Rotten Tomatoes e vanta alcune interpretazioni stellari da parte di Lloyd, Aleksey Serebryakov, RZA e Nielsen.

Io sono nessuno 2 (Nobody 2) ha appena ricevuto un enorme aggiornamento

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Quasi due settimane fa vi avevamo dato la notizia che il film d’azione di Bob Odenkirk, Io sono nessuno 2 (Nobody 2), avrebbe iniziato le riprese alla fine dell’estate. All’epoca non era stato ancora annunciato un regista per il sequel, ma ora sappiamo che il regista di The Night Comes for Us, Timo Tjahjanto, raccoglierà la fiaccola portata da Ilya Naishuller, che ha realizzato il film che ha dato il via a tutto e che ha reso Bob Odenkirk una superstar dell’azione, Nobody del 2021. Derek Kolstad, lo sceneggiatore di John Wick e Nobody, torna a scrivere la sceneggiatura insieme a Odenkirk, Aaron Rabin (Jack Ryan) e Umair Aleem (Kate). Il pubblico può aspettarsi un’altra produzione ad alto numero di colpi e di acrobazie, poiché la 87North productions di David Leitch e Kelly McCormick si unisce all’universo di Nobody.

Al momento, l’unica altra aggiunta al cast che è stata fissata è il ritorno di Connie Nielsen che riprende il suo ruolo di Becca Mansell, la moglie dell’Hutch Mansell di Odenkirk. Possiamo aspettarci che il sequel riprenda dopo gli eventi frenetici del primo film, che ha fatto conoscere al pubblico il mite Hutch Mansell (Odenkirk). Apparentemente il solito papà di periferia, Hutch rivela le sue origini di assassino dopo che un’invasione domestica ha tolto la sicurezza alla sua famiglia. In una missione di vendetta, Hutch spiazza tutti coloro che gli sono vicini quando mette nel mirino un signore della droga russo.

Dando un’occhiata ai crediti di Tjahjanto, il regista si adatta perfettamente al mondo di Hutch Mansell, che spacca i crani. Frequente collaboratore di James Wan, Tjahjanto ha lavorato nei lungometraggi antologici horror V/H/S/2 e V/H/S/94 e sta per dirigere il remake di Train to Busan, The Last Train To New York.

Come Bob Odenkirk si è preparato per Io sono nessun (Nobody)

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Provenendo da un mondo di drammi televisivi come Breaking Bad e Better Call Saul, i fan potrebbero essere rimasti sorpresi quando hanno saputo che Odenkirk avrebbe tirato qualche pugno in Nobody. Per documentare la sua ascesa allo status di star dell’azione, Odenkirk ha deciso di dedicarsi a un tipo di progetto completamente diverso durante i suoi estenuanti giorni di allenamento. Intitolato Wish Me Luck, il documentario mostra il team di stuntman professionisti e guru delle arti marziali che hanno aiutato Odenkirk a raggiungere la forma migliore per eseguire tutte le sue mosse in Nobody.

Per scoprire la vita segreta di Hutch Mansell, Nobody è ora disponibile in streaming su Prime Video e rimanete sintonizzati per ulteriori informazioni sul sequel, che si avvia verso i primi giorni di produzione.

Io Sono Leggenda: Warner rinuncia al sequel, ma prepara il reboot

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Dopo le tante difficoltà trovate nel convincere Will Smith e a trovare una sceneggiatura valida, Warner Bros ha deciso di rinunciare (per ora) al sequel di Io Sono Leggenda tentando però un reboot totale con una sceneggiatura che avrebbe elementi in comune con il romanzo di Richard Matheson.

Lo script è stato curato da Gary Graham e si intitola A Garden at the End of the World, ma dovrà essere rivisto per essere adattato al meglio all’universo di Io Sono Leggenda. Altre notizie di cast o regia non sono state rivelate, se non che Warner non tornerà a trattare con Will Smith per proporgli il ruolo.

Fonte: Collider

Io sono leggenda: le differenze tra il libro e il film

Io sono leggenda: le differenze tra il libro e il film

Celebre film post-apocalittico, Io sono leggenda ha raggiunto una popolarità tale da rimanere particolarmente impresso nell’immaginario comune, sia per la sua ambientazione sia per i suoi risvolti inquietanti, al limite dell’horror. Distribuita in sala nel 2007, la pellicola diretta da Francis Lawrence ha per protagonista assoluto, e quasi unico, l’attore Will Smith, ed è tratta dall’omonimo romanzo di Richard Matheson, incentrato su di un essere umano rimasto solo in un mondo di mostruose creature.

Pubblicato nel 1954, il libro era stato già adattato per il grande schermo con i film L’ultimo uomo della terra (1964) e 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971). Il progetto per una terza trasposizione ha iniziato a prendere piede nella metà degli anni Novanta, quando legati al progetto vi erano il regista Ridley Scott e l’attore Arnold Schwarzenegger. Con il tempo però, l’idea passò di mano e suscitò l’interesse di Smith, il quale decise di sostenere il progetto con la propria casa di produzione, la Overbrook Entrartainment.

Il film si rivelò poi un grandissimo successo di pubblico, arrivando ad incassare a livello globale circa 585 milioni di dollari. Anche la critica finì con l’apprezzarlo, lodando l’atmosfera e l’interpretazione di Smith. In questo articolo, approfondiamo alcune curiosità relative a Io sono leggenda. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori, alle differenze con il libro e all’annunciato sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Io sono leggenda sequel

 

La trama e il cast di Io sono leggenda

La vicenda del film è ambientata in una deserta New York del 2012, dove il brillante virologo militare Robert Neville sta cercando di sviluppare un vaccino contro la spaventosa epidemia che ha trasformato tutti gli esseri umani in mutanti simili a vampiri. Insieme al suo cane Samantha, Neville vive unicamente con lo scopo di trovare un antidoto. Durante una perlustrazione mattutina, Robert riesce a intrappolare una delle donne infettate e a portarla nel suo laboratorio per testare il risultato del suo lavoro. Tale “rapimento” gli costerà però un brutale attacco da parte di alcuni mutanti e trovare al più presto una cura sarà l’unica possibilità di salvarsi.

Legato al progetto da molto prima della sua effettiva realizzazione, Will Smith si preparò a lungo per il ruolo di Robert Neville. Per poter risultare credibile e realistico nel ruolo del virologo, decise di parlare con alcuni scienziati del Centers for Disease Control, per imparare da loro le principali caratteristiche del mestiere. Fondamentale per lui fu anche dar vita agli effetti che la completa solitudine avevano sulla psicologia di Neville. Per riuscire in ciò, l’attore ebbe modo di parlare con alcuni detenuti, i quali gli dissero che l’unico modo per sopravvivere in una situazione del genere era quello di dar vita ad una rigida routine di attività.

Le differenze tra il libro e il film

Nell’adattare il romanzo di Matheson, gli sceneggiatori Akiva Goldsman e Mark Protosevich non hanno potuto non prendersi alcune libertà. Queste sono state operate sulla base di una maggior resa cinematografica della storia raccontata. La prima delle differenze rispetto al testo di partenza riguarda il personaggio di Neville. Nel libro questi è un civile alcolizzato e accanito fumatore, il quale si ritrova coinvolto suo malgrado negli eventi causati dalla pandemia. Nel film il personaggio diventa invece un esperto ricercatore dell’esercito americano, decisamente più qualificato nel poter affrontare una situazione come quella narrata. Inoltre, nel film appare chiaro che egli non è realmente l’ultimo essere umano rimasto al mondo, mentre ciò è invece vero nel romanzo.

Io sono leggenda Will Smith

Lo stesso svolgimento della storia presenta notevoli differenze. Mentre nel film lo scopo primario di Neville, oltre alla sopravvivenza, è quello di trovare una cura contro il virus, nel romanzo le sue intenzioni sono altre. Qui infatti egli passa il suo tempo andando a caccia dei vampiri, cercando di ucciderne quanti più possibile. Le stesse creature sono raccontate in modo particolarmente diverso. Nella pellicola hanno un comportamento animalesco e particolarmente violento, mentre nel romanzo si viene a scoprire l’esistenza di infetti che hanno trovato il modo di convivere con la malattia, e che dimostrano una maggior capacità di ragionare e parlare. Questi arrivano anche a dar vita ad una propria struttura sociale.

Il finale delle due opere, infine, è particolarmente diverso. Nel film, Neville si suicida facendosi esplodere insieme ad un gruppo di infetti, permettendo così agli umani sopravvissuti di fuggire con la cura. Nel romanzo, invece, il personaggio viene pubblicamente giustiziato dagli infetti, che lo ritengono responsabile dell’uccisione dei loro simili. Tale differenza tra i due finali fa così acquisire un significato diverso al loro titolo. Nel film Neville diventa leggenda poiché con il suo sacrificio offre speranza al genere umano, nel romanzo invece egli diventa una leggenda essendo diventato l’unico uomo in un mondo di vampiri, i quali sono ora la norma.

Il trailer di Io sono leggenda e dove vedere il film in streaming

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Io sono leggenda è infatti presente su Apple iTunes e Prime Video. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto di lunedì 8 luglio alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb, ScreenRant

Io sono leggenda: la spiegazione del finale alternativo del film

Io sono leggenda: la spiegazione del finale alternativo del film

Il finale alternativo di Io sono leggenda spiegava molto di più sugli infetti rispetto alla versione cinematografica, era molto più fedele al romanzo di Richard Matheson del 1954 e rendeva il resto del film molto più profondo. Questa differente conclusione è stata rivelata per la prima volta nell’edizione in DVD del film con Will Smith e ben presto è stata considerata la versione migliore. Il finale alternativo è poi diventato stato così popolare che il prossimo Io sono leggenda 2 non seguirà l’originale, ripartendo proprio da questa diversa conclusione per costruire un nuovo racconto.

Tuttavia, questo significa che molti ora vogliono sapere cosa succede nel finale alternativo di Io sono leggenda e perché non è stato utilizzato. Nonostante sia stato adattato più volte in passato, un aspetto del libro da cui è tratto che non è mai stato adattato fedelmente è la conclusione. La fine del romanzo I Am Legend vede Robert Neville morire per mano sua e rivela che gli infetti sono intelligenti. Inoltre, essi temono e detestano Neville perché ha ucciso molti membri della loro specie. Mentre la versione cinematografica ha tradito questa conclusione di grande impatto, il finale alternativo rimane molto più fedele a questa conclusione.

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La spiegazione del finale alternativo di Io sono leggenda

Uno dei motivi per cui il finale alternativo di Io sono leggenda è stato reso canonico è perché, a differenza della versione cinematografica, Will Smith sopravvive. In esso, infatti, Robert Neville scopre che gli infetti sono autocoscienti, possiedono un certo grado di intelligenza e, cosa più importante, hanno sentimenti. La rivelazione che sconvolge Neville è che gli infetti (che nel libro sono chiamati Darkseekers) hanno paura di lui. La violenza mostrata dagli infetti nei confronti di Robert è dunque, dal loro punto di vista, una necessità.

Io sono leggenda sequel

Gli infetti, simili a vampiri, attaccano la sua casa non per ucciderlo, ma per salvare uno di loro. Il loro assalto è quindi una missione di salvataggio per liberare la donna infetta che Neville ha rapito come cavia. Il peso morale degli implacabili esperimenti dell’uomo per trovare una cura al virus è il punto focale del finale alternativo di Io sono leggenda. Rendendosi conto che le creature sono ancora intelligenti, hanno una forma di comunicazione e hanno sviluppato una propria società, Neville lascia che la sua cavia si ricongiunga con i suoi simili.

Non lo dice mai ad alta voce, ma sembra rendersi conto di essere diventato un mostro anche per i Darkseekers (proprio come nel libro). Tuttavia, è proprio questa consapevolezza che permette al personaggio di Will Smith di sopravvivere nel finale alternativo. Nel finale originale, invece, Neville si sacrifica per salvare i sopravvissuti appena scoperti, Anna ed Ethan. Tuttavia, nel finale alternativo, i Darkseekers, riuniti con i loro simili catturati, semplicemente si allontanano. Neville prende quindi la cura e si dirige verso il Vermont come un uomo cambiato, con Anna ed Ethan al seguito.

Perché il finale alternativo non è stato utilizzato

Il finale alternativo di Io sono leggenda non è stato utilizzato nel montaggio finale per diversi motivi. Il montaggio cinematografico ha apportato diverse modifiche rispetto alle prime bozze, inclusa una versione in cui il cane di Neville sopravvive. Alla fine, il finale definitivo è stato scelto in base alla reazione del pubblico, che ha risposto in modo più favorevole allo scenario in cui “Will Smith muore”. Il finale cinematografico è stato controverso tra i fan del romanzo di Richard Matheson, che hanno ritenuto che non riuscisse a cogliere tematicamente ciò che rendeva il finale del libro così toccante.

Io sono leggenda Will Smith

La narrazione della versione cinematografica può essere più vicina al romanzo Io sono leggenda per quanto riguarda la morte di Robert Neville, ma si può sostenere che manchi il punto filosofico di una storia che riguarda più la moralità che gli zombie. Anche se il finale alternativo è ancora a suo modo lontano dal libro, è molto più vicino allo spirito della storia, poiché Neville scopre di non essere così virtuoso come pensava. Sfortunatamente, come rivelato dal regista Francis Lawrence, il motivo per cui il finale è stato cambiato in quello più eroico visto nei cinema è stato il fatto che il pubblico di prova ha reagito in modo estremamente negativo a un finale che dipinge Neville come il cattivo.

Io sono leggenda 2 seguirà il finale alternativo

Da quando è stato annunciato Io sono leggenda 2 con il ritorno di Will Smith insieme al nuovo membro del cast Michael B. Jordan, sono sorte molte domande. Dato che Robert Neville è morto alla fine del film visto al cinema, sarebbe stato difficile immaginare il ritorno di Smith senza che si tratti semplicemente di scene flashback (forse attraverso i video da lui registrati). Tuttavia, rendendo il finale alternativo di Io sono leggenda quello canonico, non ci sono complessità narrative per la presenza di Robert Neville nel sequel. Il sequel continuerà dunque la storia dove si è interrotta la versione cinematografica, mostrando cosa ha fatto Robert dopo essere sopravvissuto a Manhattan e fuggito con la cura.

Sebbene il finale alternativo di Io sono leggenda spieghi come Smith ritorna per il sequel, lascia ancora molte domande a cui il sequel dovrà rispondere. Se Neville aveva la cura, l’ha data al resto dei sopravvissuti o ai mutanti infetti, o ha capito che dovevano essere lasciati soli nelle vite che si erano costruiti? C’è anche la questione della provenienza della tensione tra specie, dato che nel nuovo finale gli infetti non sono rivelati come una minaccia irrazionale. Forse Neville diventa il loro protettore contro gli altri esseri umani che non li capiscono. Tuttavia, potrebbe essere interessante se il film puntasse su Smith come cattivo e Jordan come eroe che gli impedisce di uccidere gli infetti.

Io sono leggenda differenze libro film

Quello di Io sono leggenda è uno dei finali alternativi più famosi di sempre

Ci sono molti film con finali alternativi, ma pochi sono così famosi o significativi come Io sono leggenda. Il fatto che il sequel seguirà il finale alternativo e che il film sia stato ripubblicato in streaming con il nuovo finale è più o meno senza precedenti. Tuttavia, ci sono stati diversi altri finali alternativi degni di nota che hanno raggiunto livelli simili di notorietà. Ad esempio, la director’s cut di The Butterfly Effect cambia completamente il finale del film del 2004 di Eric Bress e J Makye Gruber. Uscito lo stesso anno in cui il film è arrivato in DVD, il finale alternativo vede il protagonista che viaggia nel tempo, Evan (Ashton Kutcher), andare incontro a un tragico destino.

Invece di alterare semplicemente gli eventi in modo che gli amici che mette in pericolo non lo incontrino mai, Evan torna indietro nel tempo fino al momento in cui era nel grembo materno. Quindi procede a strangolarsi con il proprio cordone ombelicale. È un finale incredibilmente cupo che è diventato immediatamente oggetto di discussione, e ancora oggi molti credono che il suicidio di Eric nel grembo materno sia il finale della versione cinematografica di The Butterfly Effect. Tuttavia, non tutti i finali alternativi hanno guadagnato una reputazione grazie ai miglioramenti percepiti rispetto all’originale, come I Am Legend o The Butterfly Effect.

Il film Clue di Jonathan Lynn del 1985, basato sull’omonimo gioco da tavolo, ha utilizzato finali alternativi per cambiare l’esito della trama della commedia. Il film è uscito nelle sale con tre finali alternativi per riprodurre l’esperienza del gioco da tavolo. Ciascuno dei tre finali alternativi ha un membro del cast diverso come colpevole e contiene anche uno o due omicidi in più durante la grande rivelazione. Uno rivela addirittura che il personaggio di Tim Curry, Wadsworth il maggiordomo, era un agente sotto copertura dell’FBI. Tuttavia, mentre il finale di The Butterfly Effect e Clue sono diventati argomenti di discussione, nessuno dei due ha influenzato un potenziale franchise allo stesso modo del finale originale di Io sono leggenda.

Io sono leggenda 2: Will Smith aggiorna sul sequel con Michael B. Jordan

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Will Smith ha condiviso nuovi dettagli su Io sono leggenda 2, di cui è protagonista e produttore insieme a Michael B. Jordan, sabato sera al Red Sea International Film Festival di Gedda, in Arabia Saudita. Secondo l’attore, l’imminente sequel si basa sul finale alternativo utilizzato nella versione in DVD del film di fantascienza post-apocalittico del 2007, piuttosto che nella versione vista al cinema, in cui il suo personaggio muore.

Will Smith, che è una delle star hollywoodiane presenti alla terza edizione del Red Sea Film Festival, ha parlato anche di “Bad Boys 4“, in cui lui e la sua co-star Martin Lawrence riprenderanno i loro ruoli nei precedenti sequel del film poliziesco originale del 1995.

Domani ho una telefonata con Michael B. Jordan. Siamo molto vicini, il copione è appena arrivato“, ha detto Smith di “Io sono leggenda 2” durante uno degli eventi In Conversation del festival. “Dovete essere dei veri appassionati di ‘Io sono leggenda’ per saperlo, ma nella prima versione teatrale il mio personaggio muore, ma nel DVD c’era una versione alternativa del finale in cui il mio personaggio viveva. Seguiamo la mitologia della versione in DVD. Non posso dirvi altro, ma Michael B. Jordan ci sta“.

Will Smith ha fatto subito un riferimento autoironico allo scandalo della cerimonia degli Oscar del 2022, in cui ha schiaffeggiato il presentatore Chris Rock dopo che il comico e attore aveva fatto una battuta malriuscita sulla testa rasata della moglie Jada Pinkett Smith (che soffre di alopecia) – dicendo che fin da bambino era “sempre stato bravo in matematica e scienze… e amavo i problemi e i rompicapo, così ho iniziato a creare i miei problemi“, prima di passare a una divertente analisi della sua carriera.

Il suo primo amore è stato il rap, ha detto a un pubblico dominato da fan. In seguito, si è reso conto del potere della recitazione di comprendere, plasmare e influenzare la condizione umana.

I film parlano di persone che cercano di capire come stare qui senza essere infelici – come stare bene con la vita, come non solo sopravvivere, ma come prosperare in questa potenziale tragedia esistenziale in cui siamo stati tutti gettati“, ha detto, aggiungendo: “Come trovare l’amore e la gioia in tutto questo“.

Quando gli è stato chiesto di nominare i suoi principali mentori, ha detto che un momento cruciale è stato lavorare con Tommy Lee Jones e Gene Hackman. “È stata la prima volta che ho capito che potevo usare tutto quello che mi serviva per un singolo progetto. Quei due attori mi hanno fatto capire che non ero assolutamente all’altezza e mi hanno ispirato ad elevare il mio mestiere di attore“, ha detto Smith.

Guardando al futuro, Smith ha detto di voler diventare un mentore per una nuova generazione di registi e insegnare il suo mestiere. “La cosa che mi entusiasma di più ora è il trasferimento delle conoscenze. Voglio davvero insegnare a fare cinema“.

L’aspetto entusiasmante dell’Arabia Saudita è che si tratta di una comunità cinematografica nuova di zecca. C’è uno stile di narrazione globale che ha fatto il giro del mondo. Mi rendo conto che si tratta di prendere storie locali e renderle globali. Ho una profonda fede nel potere di condividere le nostre storie insieme per aiutare a guarire le ferite. La prossima fase della mia vita consisterà nel lavorare in collaborazione globale, condividendo le nostre storie in modo da creare ponti. Non credo che la politica possa creare il cambiamento necessario“.

Concludendo la conversazione di un’ora – durante la quale ha offerto al pubblico le imitazioni di Muhammad Ali e Richard Williams (il padre delle tenniste Serena e Venus Williams, che ha interpretato nel film del 2021 “King Richard“) – Smith ha aggiunto che le “avversità degli ultimi due anni” hanno affinato la sua visione di ciò che vuole fare nella prossima fase della sua vita: “Devo essere chiaro su chi sono e su ciò che sto cercando di fare nel mondo, non posso dipendere dagli applausi degli altri per rimanere concentrato sulla mia missione“. “

Io sono leggenda 2: rivelati aggiornamenti, Michael B. Jordan ancora nel cast

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Da almeno qualche anno ci sono dei progetti provvisori per Io sono leggenda 2. Per quanto ne sappiamo, l’idea è che Will Smith torni al franchise fantascientifico/horror insieme alla star di Black Panther e Creed, Michael B. Jordan, in quello che probabilmente sarà un passaggio di testimone, lasciando a quest’ultimo il compito di guidare una nuova serie di film.

Gli scioperi di Hollywood dell’anno scorso hanno ritardato il progetto e, l’anno prima, anche l’ormai famoso “schiaffo” di Smith agli Academy Awards del 2022 (quella sera, l’attore hollywoodiano vinse l’Oscar come “miglior attore” e schiaffeggiò il comico Chris Rock per aver fatto una battuta su sua moglie Jada Pinkett Smith).

Io sono leggenda 2 era stato annunciato solo pochi giorni prima, quindi non c’è da stupirsi che lo slancio del sequel sia rallentato.

Parlando con PEOPLE, Jordan ha offerto un aggiornamento sulla situazione del film. “Stiamo ancora lavorando sulla sceneggiatura e la stiamo mettendo a punto“, ha detto. “Non ha una data di uscita o qualcosa del genere. Non so esattamente dove lo gireremo, ma non vedo l’ora di mettermi davanti alla macchina da presa con lui“.

Essendo una persona che ho ammirato per molto tempo, poter lavorare con Will è qualcosa che non vedo l’ora di fare. Sono davvero entusiasta“.

L’Hollywood Reporter ha poi pubblicato un articolo sul tentativo di ritorno di Smith a Hollywood dopo lo schiaffo e, purtroppo, sembra che Io sono leggenda 2 sia ben lontano dall’essere pronto.

In compenso, “mentre le fonti dicono che il progetto non è ancora vicino alla fase di partenza – non c’è un copione pronto e non c’è un regista ufficialmente collegato – Jordan rimane impegnato a realizzare il progetto”.

Io sono leggenda 2

Ambientato in una New York desolata e devastata da un virus, Io sono leggenda segue il dottor Robert Neville (Wll Smith), apparentemente l’ultimo sopravvissuto umano, mentre cerca una cura per un virus che ha trasformato la popolazione in aggressivi mutanti simili a zombie. Gli unici compagni di Neville sono il suo fedele cane e i ricordi ossessionanti del crollo del mondo.

Mentre conduce esperimenti in isolamento, lotta contro la solitudine, la paura e l’implacabile ricerca degli esseri infetti. Il film è stato apprezzato per l’esplorazione dei temi dell’isolamento, della sopravvivenza e delle conseguenze della sperimentazione scientifica, con il suo memorabile climax che mette in discussione la natura dell’umanità di fronte a una pandemia globale.

Naturalmente, il piano prevede di annullare tutto questo nel sequel per facilitare il ritorno di Smith nel ruolo di Neville. Ciò è reso possibile da una famosa scena eliminata del DVD, che vede lo scienziato rendersi conto che le creature lo considerano un mostro; invece di farsi esplodere, Neville libera la femmina su cui stava facendo esperimenti e si reca in un santuario umano.

Io sono leggenda 2: Michael B. Jordan aggiorna sul sequel con Will Smith

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Gli ultimi aggiornamenti riguardo a Io sono leggenda 2 sono stati forniti qualche mese fa dall’attore Will Smith, ma è ora Michael B. Jordan – a sua volta coinvolto nel progetto – a fornire qualche novità. L’attore ha recentemente dichiarato a People che la sceneggiatura di cui si sta occupando Akiva Goldsman è ancora in fase di stesura e che al momento non conosce alcuna data di inizio delle riprese. “Stiamo ancora lavorando sulla sceneggiatura e la stiamo mettendo a punto”, ha dichiarato Jordan.

Non ha una data di uscita o qualcosa del genere. Non so esattamente dove lo gireremo, ma non vedo l’ora di mettermi davanti alla macchina da presa con lui. Essendo una persona che ho ammirato per molto tempo, poter lavorare con Will è qualcosa che non vedo l’ora di fare. Sono davvero entusiasta“. Come anticipato, il mese scorso lo stesso Smith aveva dichiarato a Entertainment Tonight che il sequel “promette bene”.

Io sono leggenda film

Cosa sappiamo su Io sono leggenda 2?

Diretto da Francis Lawrence, Io sono leggenda vedeva Smith nei panni del virologo Robert Neville, l’unico sopravvissuto a New York da una piaga causata dall’uomo che trasforma gli esseri umani in mutanti assetati di sangue. La sua missione per trovare una cura lo porta però a entrare in contatto con altri sopravvissuti, ma anche con gli infetti. Il film aveva aperto in testa al box office nazionale con un record di 77 milioni di dollari e ha guadagnato più di 585 milioni di dollari in tutto il mondo.

Dato che nel finale del film Neville si sacrifica per il futuro della specie umana, per il sequel si è decido di non rifarsi a questo finale bensì a quello alternativo presente nella sola versione in DVD del film. “Dovete essere dei veri appassionati di ‘Io sono leggenda’ per saperlo, ma nella prima versione teatrale il mio personaggio muore, ma nel DVD c’era una versione alternativa del finale in cui il mio personaggio viveva. Seguiremo la mitologia della versione in DVD”, aveva dichiarato Smith.

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Io sono leggenda 2: il sequel con Will Smith ha trovato il suo regista!

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Il sequel Io sono leggenda 2 compie finalmente un passo decisivo: dopo alcune trattative iniziate nel 2024, Steven Caple Jr. è stato confermato come regista del progetto, confermando che lo sviluppo del film è ufficialmente entrato in una fase concreta dopo anni di incertezze. La notizia è rilevante perché riattiva uno dei titoli post-apocalittici più iconici degli anni 2000, aprendo a una nuova espansione narrativa del franchise.

La conferma arriva da un’intervista a Collider, in cui Caple Jr. ha dichiarato di essere al lavoro sul sequel per Warner Bros.. Il film vedrà il ritorno di Akiva Goldsman alla sceneggiatura e la partecipazione di Michael B. Jordan, già collaboratore del regista in Creed II. Anche Will Smith è coinvolto, ma con un ruolo ancora da chiarire, considerando il finale ufficiale del primo film. Proprio qui emerge l’elemento chiave: il sequel non seguirà il finale cinematografico del 2007, ma quello alternativo scartato all’epoca.

Questa scelta cambia radicalmente il significato dell’operazione. Non si tratta di un semplice seguito, ma di una riscrittura retroattiva del canone: il film originale viene “corretto” per adattarsi a una nuova visione. È una strategia sempre più diffusa nelle grandi produzioni, ma che comporta un rischio evidente: ridefinire un finale iconico può rafforzare il franchise, oppure indebolirne l’impatto emotivo.

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Il finale alternativo come nuovo canone: cosa cambia davvero per Robert Neville e il mondo post-apocalittico

Nel finale alternativo di Io sono leggenda, il personaggio di Robert Neville non si sacrifica, ma scopre che gli infetti non sono semplici mostri: possiedono una forma di coscienza e vedono lui come una minaccia. Questo ribaltamento tematico — già presente nel romanzo di Richard Matheson — diventa ora la base per il sequel, trasformando Neville in una figura moralmente ambigua.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Will Smith, Michael B. Jordan interpreterà il leader di una nuova comunità di sopravvissuti nel Connecticut, aprendo a una narrazione più ampia e strutturata rispetto al primo film, che era fortemente centrato sulla solitudine del protagonista. Il passaggio da survival individuale a dinamiche comunitarie suggerisce un’espansione del worldbuilding e un possibile conflitto tra diverse visioni dell’umanità post-virus.

Narrativamente, questo implica anche una revisione del rapporto tra umani e infetti: se questi ultimi non sono più semplici antagonisti, il sequel potrebbe esplorare una zona grigia etica e politica, avvicinandosi più alla fantascienza filosofica che all’horror puro. In questa prospettiva, Io sono leggenda 2 potrebbe trasformarsi in un racconto sulla convivenza e sull’identità, piuttosto che sulla sopravvivenza.

Io sono leggenda 2: il regista: Steven Caple Jr. in trattative per dirigere il sequel

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Il regista di Io sono leggenda 2 potrebbe essere stato trovato, secondo un nuovo rapporto di Deadline, secondo cui Steven Caple Jr. è in trattative per dirigere l’attesissimo sequel.

L’ultimo rapporto precisa che non è stato ancora ufficializzato o firmato nulla, ma che Caple Jr. è il candidato che la Warner Bros. spera di ottenere per il film. Lui e Michael B. Jordan – che sarà il protagonista del film insieme a Will Smith – hanno già lavorato insieme nel film di successo sulla boxe Creed II.

Caple Jr. ha diretto anche Transformers: Rise of the Beasts del 2023 e The Land del 2016, un film drammatico con protagonista Jorge Lendeborg Jr. Il sequel di Io sono leggenda è stato annunciato per il 2022, ma da allora non ci sono stati molti aggiornamenti. L’anno scorso, lo sceneggiatore Akiva Goldsman ha parlato di ciò che il film potrebbe includere, rivelando che potrebbe essere ambientato decenni nel futuro.

Cosa sappiamo di Io sono leggenda 2?

Inizierà qualche decennio dopo rispetto al primo”, ha detto Goldsman. “Sono ossessionato da The Last of Us, dove vediamo il mondo solo dopo l’apocalisse ma anche dopo un lasso di tempo di 20-30 anni. Si vede come la terra si riappropri del mondo e c’è qualcosa di bello nel chiedersi: quando l’uomo si allontana dall’essere l’inquilino principale, cosa succede? Questo sarà particolarmente visibile a New York. Non so se si arrampicheranno sull’Empire State Building, ma le possibilità sono infinite”.

L’originale Io sono leggenda era basato sull’omonimo romanzo del 1954 di Richard Matheson. Il film è stato un successo quando è stato presentato nel 2007 e ha registrato il più grande incasso di sempre per un film non natalizio ed è stato il settimo film di maggior incasso del 2007.

Io sono leggenda 2: il film sarebbe ben lontano dall’inizio della produzione

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Io sono leggenda 2 stava generando un rinnovato fermento, dopo l’annuncio che Michael B. Jordan avrebbe collaborato con Will Smith nell’atteso sequel. Ora, secondo un nuovo rapporto, anche se sembrava esserci uno slancio dietro il sequel di Io sono leggenda, il momento in cui inizieranno le riprese è ancora molto lontano.

THR ha pubblicato un profilo che analizza la temperatura della carriera di Will Smith, in vista del weekend di apertura di Bad Boys: Ride or Die, il quarto capitolo della sua serie di action-comedy con Martin Lawrence. Molta dell’attenzione è puntata sull’apertura del film, poiché il suo successo o insuccesso al botteghino potrebbe determinare il modo in cui Hollywood tratterà Will Smith in seguito.

Esaminando i potenziali effetti a catena dei progetti a cui Smith è legato, THR nota che per quanto riguarda Io sono leggenda 2, “il progetto non è nemmeno vicino alla linea di partenza – non c’è un copione pronto e non c’è un regista ufficialmente collegato”. Nonostante Jordan e Smith abbiano affermato di essersi sentiti a riguardo, il progetto sembra dunque essere tutt’altro che certo.

Io sono leggenda film

Cosa sappiamo su Io sono leggenda 2?

Diretto da Francis Lawrence, Io sono leggenda vedeva Smith nei panni del virologo Robert Neville, l’unico sopravvissuto a New York da una piaga causata dall’uomo che trasforma gli esseri umani in mutanti assetati di sangue. La sua missione per trovare una cura lo porta però a entrare in contatto con altri sopravvissuti, ma anche con gli infetti. Il film aveva aperto in testa al box office nazionale con un record di 77 milioni di dollari e ha guadagnato più di 585 milioni di dollari in tutto il mondo.

Dato che nel finale del film Neville si sacrifica per il futuro della specie umana, per il sequel si è decido di non rifarsi a questo finale bensì a quello alternativo presente nella sola versione in DVD del film. “Dovete essere dei veri appassionati di ‘Io sono leggenda’ per saperlo, ma nella prima versione teatrale il mio personaggio muore, ma nel DVD c’era una versione alternativa del finale in cui il mio personaggio viveva. Seguiremo la mitologia della versione in DVD”, aveva dichiarato Smith.

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Io sono leggenda 2: Francis Lawrence aggiorna sullo stato del sequel

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Io sono leggenda 2, il tanto chiacchierato sequel di Io sono leggenda del 2007 è stato annunciato all’inizio di quest’anno, con Will Smith che tornerà insieme alla new entry al cast Michael B. Jordan. Di recente, il regista del film originale ha parlato del suo potenziale coinvolgimento nel progetto. Ebbene oggi a distanza di un po’ di tempo il diretto interessando parlando con ComicBook del film ha detto che, sebbene non ci siano stati colloqui ufficiali per tornare nelle vesti di regista, ha parlato con lo scrittore Akiva Goldsman, che invece è stato confermato come sceneggiatore per il sequel, e che gli piacerebbe dirigere il film se gli sarà data la possibilità.

Ne ho parlato un po’ con Akiva [Goldsman], ma penso che sia ancora lontano. Ma mi piacerebbe farlo“, ha detto Lawrence. “Ho sentito alcune cose su I Am Legend. In realtà non c’è molto, solo brainstorming per Constantine , ma ho giurato di mantenere il segreto su Io sono leggenda 2.

Chi dirigerà Io sono leggenda 2?

Dall’annuncio di un sequel, nessun regista è stato scelto per dirigere il progetto, lasciando in sospeso la poltrona di regista del nuovo film. Mentre Francis Lawrence sembra volere una possibilità di dirigere il sequel, resta da vedere cosa deciderà lo Studios in merito a chi dovrà dar vita da regista al sequel. Vi ricordiamo che invece Francis Lawrence è stato confermato come regista di un altro sequel molto atteso, ovvero Constantine 2, che lo vedrà riunirsi con un altro protagonista assoluto, Keanu Reeves in quello che si presenta come uno dei progetti più attesi del prossimo futuro. Nonostante Constantine sia un film che ha diviso la critica, negli anni ha acquisito un successo post uscita che lo ha reso un vero e proprio film di successo!

Il film originale, basato sull’omonimo romanzo del 1954 di Richard Matheson, è stato un successo quando è stato presentato in anteprima nel 2007. Il film ha aperto al botteghino più grande di sempre per un film non natalizio dell’epoca ed è stato il settimo film con il maggior incasso del 2007. Attualmente, non si sa nulla del sequel del film a parte il ritorno di Smith e Goldsman, così come il coinvolgimento di Jordan come protagonista. Dunque non resta che aspettare ulteriori notizie!

Io sono Leggenda 2: confermato Will Smith, ci sarà anche Michael B. Jordan

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La Warner Bros. sta ufficialmente realizzando Io sono Leggenda 2 con Will Smith come protagonista, e sarà affiancato da Michael B. Jordan. Distribuito originariamente nel 2007, Io sono Leggenda è stato interpretato Will Smith nei panni di Robert Neville, un brillante scienziato sopravvissuto a un virus che muta gli umani in esseri simili a vampiri. Il film è stato un grande successo per la Warner Bros. oltre un decennio fa, in quanto ha incassato 585 milioni di dollari in tutto il mondo. Ciò ha portato lo studio a continuare a discutere la possibilità di realizzarne un sequel, anche se il finale originale di Io sono Leggenda includeva in modo controverso l’apparente morte del personaggio di Will Smith.

Io sono Leggenda 2 in produzione

I discorsi su Io sono Leggenda 2 si sono fatti già a partire dal 2008, ma la porta per il sequel sembrava essersi chiusa nel 2014. È stato invece annunciato che la Warner Bros. stava lavorando a un riavvio del romanzo di Richard Matheson.

Ora, è stato annunciato che Io sono Leggenda 2 si farà, con Will Smith che tornerà a recitare nel ruolo di Neville. Deadline ha condiviso la notizia che Smith è tornato a produrre e recitare nel tanto atteso sequel, che vedrà anche Michael B. Jordan recitare e produrre. È la prima volta che Will Smith e Michael B. Jordan lavoreranno insieme a un film. Akiva Goldsman sta lavorando alla sceneggiatura di Io sono Leggenda 2 ma i dettagli della trama non sono stati rivelati. Al momento non ci sono ancora nomi per la regia, né una data d’uscita fissata.

Io sono Leggenda 2: Akiva Goldsman ha rivelato nuovi dettagli

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Io sono Leggenda 2: Akiva Goldsman ha rivelato nuovi dettagli

Come è stato riferito da Deadline lo sceneggiatore Akiva Goldsman sta tornando con la sua Weed Road alla Warner Bros, in un contratto first look pluriennale. Il presidente della produzione di Weed Road, Greg Lessans, e il vicepresidente Rachel Wizenberg sono tornati a lavorare con la società, insieme al dirigente creativo Shiva Nassab. Weed Road di recente ha avuto accordi sia per il cinema che per la TV con la MGM, e si unisce ai capi dello studio Michael De Luca e Pam Abdy, che si sono da poco insediati per dirigere la produzione del franchise cinematografico della Warner Bros, tra cui Io sono Leggenda 2.

In una dichiarazione, i co-presidenti della Warner Bros Pictures, De Luca e Abdy, hanno definito Goldsman “un produttore consumato, uno scrittore brillante e un essere umano gentile e generoso. Entrambi conosciamo e lavoriamo con Akiva da anni e non smettiamo mai di essere stupiti dalla sua combinazione di coraggio cinematografico e immaginazione illimitata. Non potremmo essere più entusiasti di dargli il bentornato nella famiglia Warner Bros., dove ha realizzato alcuni dei progetti di maggior successo e acclamati dello Studio degli ultimi due decenni”. Trai vari progetti su cui insieme a Akiva Goldsman lavoreranno c’è un IP molto noto e di successo, Io sono Leggenda, che come abbiamo già appresi avrà il suo sequel con Will Smith e la new entry Michael B Jordan

Il film del 2007 ha incassato 585 milioni di dollari in tutto il mondo. Lo studio ha cercato di risolverlo per anni e Goldsman non ha voluto dire come Jordan si inserisca nella trama dell’ultimo uomo sulla terra, ma ha detto che il film si legherà molto al romanzo di Richard Matheson su cui era basato l’originale.

Il sequel  inizierà alcuni decenni dopo rispetto al primo“, ha detto Akiva Goldsman . “Sono ossessionato da The Last of Us, dove vediamo il mondo solo dopo l’apocalisse ma anche dopo un periodo di 20-30 anni. Vedete come la terra reclama il mondo, e c’è qualcosa di bello nella domanda, quando l’uomo si allontana dall’essere l’inquilino principale, cosa succede? Ciò sarà particolarmente visivo a New York. Non so se saliranno fino all’Empire State Building, ma le possibilità sono infinite. Risaliamo al libro originale di Matheson e al finale alternativo rispetto al finale rilasciato nel film originale. Quello di cui Matheson stava parlando era che il tempo di quell’uomo sul pianeta come specie dominante era giunto al termine. Questa è una cosa davvero interessante che esploreremo. Ci sarà un po’ più di fedeltà al testo originale”.

Goldsman ha affermato che De Luca e Abdy hanno condiviso il suo impegno a “prendere di mira cose ponderate che possano essere interpretate in modo teatrale. Stiamo tutti cercando di capire dov’è quella zona di attacco, e voglio essere in grado di aiutare con la proprietà intellettuale che conosco e trovare pezzi che siano un po’ più basati sull’attore e sulla trama, ma non altrettanto guidati dalla proprietà intellettuale.”

Io sono Leggenda 2 sarà diretto da Francis Lawrence con Will Smith e Michael B. Jordan e scritto e prodotto da Akiva Goldsman.

Io sono leggenda 2, Will Smith: “Non sono un sequel guy!”

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Io sono leggenda 2, Will Smith: “Non sono un sequel guy!”

La Warner Bros da qualche mese sta sviluppando il sequel di Io sono leggenda (2007, regia di Francis Lawrence). Tempo fa, Will Smith aveva dichiarato che sarebbe stato tra i produttori mache, prima di firmare per tornare a vestire i panni di Robert Neville, avrebbe dovuto leggere – e apprezzare – la sceneggiatura: insomma, niente acquisti a scatola chiusa. Giunge ora notizia che l’agente J di Men in Black quasi sicuramente non reciterà in Io sono leggenda 2, e produrrà soltanto se particolarmente entusiasta del progetto; lo si deduce da queste dichiarazioni, rilasciate dall’attore a BBC News:

I produttori ci stanno lavorando, io non ancora. Se merita, sarò della partita.

[E poi, quando gli è stato chiesto se interpreterà ancora Neville]

Probabilmente no. Non voglio diventare “quello dei sequel”. Immagino d’aver al massimo sei o sette anni per saltare e correre e giù di lì. Poi starò tranquillino per il resto della mia carriera.

Insomma, non solo sarà difficile vedere Will Smith in Io sono leggenda 2, ma, visto che non vuol passare per “sequel guy” (questa la buffa espressione usata dall’attore), anche nei sequel di Indipendence Day, Hancock e Io, Robot (stesso discorso per il terzo Bad Boys). Staremo a vedere quanto il Principe di Bel Air resterà fedele al suo proposito, così sintetizzabile: fare cose nuove prima della pensione.

Fonte: Eurweb

Io sono leggenda 2 sembra sempre più vicino: Netflix rafforza le speranze sul sequel con Will Smith e Michael B. Jordan

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Dopo anni di aggiornamenti frammentari e dubbi sul futuro del progetto, Io sono leggenda 2 sembra oggi molto più concreto. A rafforzare le prospettive del sequel sono gli ultimi dati streaming di Netflix, che hanno riportato contemporaneamente sotto i riflettori sia Will Smith che Michael B. Jordan, le due star destinate a guidare il nuovo capitolo della saga post-apocalittica.

Il film originale del 2007 continua infatti a registrare ottimi numeri sulla piattaforma nonostante siano passati quasi vent’anni dall’uscita. Parallelamente, Michael B. Jordan sta vivendo uno dei momenti più forti della sua carriera grazie ai recenti successi streaming e cinematografici, confermando di essere oggi uno degli attori più spendibili di Hollywood. La combinazione tra la nostalgia legata a Io sono Leggenda e il peso mediatico attuale di Jordan rende il sequel molto più promettente rispetto a qualche anno fa.

La notizia conta soprattutto perché il mercato cinematografico contemporaneo è diventato molto più fragile per blockbuster e sequel tardivi. Molti progetti annunciati negli ultimi anni sono rimasti bloccati o cancellati, soprattutto nel genere sci-fi e horror ad alto budget. Il fatto che Io sono leggenda continui però a dominare nello streaming dimostra quanto il brand sia ancora fortissimo nell’immaginario collettivo. E per Warner e gli studios questo tipo di dato pesa ormai quasi quanto il box office tradizionale.

Michael B. Jordan potrebbe essere la chiave per reinventare davvero Io sono leggenda 2

Michael B Jordan 2026
Michael B. Jordan alla 32ª edizione degli Screen Actors Guild ACTOR Awards — Foto di Mlmattes via Deposit Photos.com

L’arrivo di Michael B. Jordan nel franchise potrebbe rappresentare molto più di un semplice passaggio di testimone. L’attore è reduce da anni estremamente solidi tra blockbuster, produzioni autoriali e horror contemporaneo, culminati con il successo di Sinners, che ha consolidato ulteriormente la sua immagine nel cinema di tensione e atmosfere oscure.

Questo dettaglio è importante perché Io sono leggenda 2 dovrebbe continuare a esplorare proprio territori vicini all’horror vampiresco e survival già presenti nel film originale diretto da Francis Lawrence. La presenza di Jordan potrebbe quindi aiutare il sequel a trovare una nuova identità, evitando l’effetto “operazione nostalgia” che spesso penalizza i revival tardivi.

Anche il ritorno di Will Smith assume oggi un significato diverso rispetto al passato. Dopo anni complicati a livello mediatico e professionale, il fatto che Io sono leggenda continui a essere uno dei film più visti sulle piattaforme conferma quanto il pubblico sia ancora legato alla sua interpretazione del Dr. Robert Neville. È un segnale importante, soprattutto considerando che il sequel dovrebbe seguire il finale alternativo del primo film, ormai diventato canonico per la nuova continuity.

In questo scenario, Io sono leggenda 2 potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più ambizioso di un semplice sequel legacy. Se il progetto riuscirà davvero a fondere il peso emotivo dell’originale con una nuova generazione di protagonisti e un approccio horror più contemporaneo, il film potrebbe diventare uno dei ritorni franchise più importanti dei prossimi anni.

Io Sono Leggenda 2 ha appena ricevuto un aggiornamento epico dallo sceneggiatore Akiva Goldsman

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I fan di Io sono leggenda hanno motivo di festeggiare! Al Comic-Con di San Diego, Akiva Goldsman, lo sceneggiatore del film originale, ha rivelato che sta scrivendo Io sono leggenda  2 un sequel del successo post-apocalittico del 2007. Goldsman ha fatto questo entusiasmante annuncio durante il panel Producers on Producing, condotto da Steve Weintraub di Collider, dove è apparso insieme ai colleghi produttori Roy Lee e Lorenzo di Bonaventura. Goldsman ha promesso che ci saranno “presto buone notizie” e ha condiviso che sta sviluppando attivamente la storia del tanto atteso seguito.

L’originale Io sono leggenda aveva come protagonista Will Smith nei panni del Dr. Robert Neville, uno scienziato che sembra essere l’ultimo sopravvissuto umano a New York City dopo che un virus destinato a curare il cancro muta in un ceppo mortale. Il virus spazza via la maggior parte dell’umanità, trasformando gli altri in creature aggressive e notturne note come Darkseekers. Neville dedica la sua vita a trovare una cura per il virus, utilizzando il suo stesso sangue, che sembra essere immune.

Il film è un’emozionante miscela di dramma di sopravvivenza e horror, che mostra la lotta di Neville per mantenere la sua sanità mentale e la speranza in un mondo completamente desolato. Goldsman ha confermato che il sequel seguirà il taglio alternativo del film originale in cui Neville sopravvive. “Stiamo realizzando il sequel con il taglio alternativo. Quello di cui abbiamo parlato prima, in cui Will sopravvive e le cose non sono andate così bene per l’umanità”.

Goldsman ha fornito ulteriori dettagli, tra cui la conferma che Michael B. Jordan si unirà al film, dicendo: “Ecco cosa sta succedendo con Io sono leggenda 2: ho scritto una bozza. L’idea è di Michael B. Jordan e Will Smith. Ho scritto una bozza e quella bozza ha messo me, Will, Mike e i nostri partner di produzione in una stanza dove abbiamo trascorso una settimana a parlare della storia in modo molto divertente. Ho scritto un’altra bozza sulla base di quella settimana e immagino che a breve ci saranno ottime notizie”.

Goldsman ha anche commentato la potenziale trama, dicendo: “Sì, e vi dirò una cosa su Legend: è controintuitivo quello che succede a New York dopo 30 anni, perché ci si immagina uno scenario post-apocalittico, ma se si fa una ricerca su quello che succede alle città, è praticamente il contrario. Il mondo ritorna, e ritorna in un modo piuttosto spettacolare. Quindi, questo è un terreno di gioco davvero eccitante per tutti noi, perché non è il solito Io sono leggenda”.

Data l’enorme popolarità del film originale e la continua attualità delle storie post-apocalittiche, il sequel di Io sono leggenda promette molto bene. Il coinvolgimento di Goldsman assicura che il nuovo capitolo manterrà probabilmente la profondità emotiva e la continuità del film originale. La potenziale collaborazione tra Smith e Jordan potrebbe iniettare nuova energia nel franchise, attraendo sia i vecchi fan che il nuovo pubblico. Goldsman ha accennato ai progressi del sequel, aggiungendo:

La cosa interessante di questi due progetti è che entrambi giocheranno, immagino, con l’uso reale del tempo per questi personaggi. Quindi, cosa è successo con Constantine in questi 20 anni e cosa è successo nel mondo di Io sono leggenda in questi decenni?”.

Io sono leggenda è stato un successo?

Io sono leggenda Will Smith

La critica ha ricevuto recensioni generalmente positive. La critica ha lodato l’interpretazione di Smith nel ruolo del dottor Robert Neville, nonché gli effetti visivi e l’atmosfera di suspense del film. Su Rotten Tomatoes, il film ha un indice di gradimento del 68% basato sulle recensioni dei critici, il che indica recensioni generalmente favorevoli.

Il punteggio del pubblico è ancora più alto e riflette una forte approvazione da parte degli spettatori. Io sono leggenda è stato un grande successo al botteghino. Il film ha avuto un budget di produzione di circa 150 milioni di dollari e ha incassato oltre 585 milioni di dollari in tutto il mondo. Questa impressionante performance al botteghino lo ha reso uno dei film di maggior incasso del 2007, e un sequel è probabilmente atteso da tempo.

Io sono l’Amore: recensione del film di Luca Guadagnino

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Io sono l’Amore: recensione del film di Luca Guadagnino

Riscuotendo molto successo nei maggiori festival internazionali, tra cui il Tiff e il Sundance, arriva nei cinema italiani Io sono l’Amore di Luca Guadagnino.

In Io sono l’Amore si racconta la vita di una ricca famiglia dell’alta borghesia lombarda, i Recchi, le sue dinamiche di successione, i rapporti cristallizzati in un sistema gerarchico vecchio di generazioni, le nuove leve che vogliono farsi spazio, le vecchie che faticano a trovare una collocazione nel mondo in cambiamento. E tra i fasti di pranzi e saloni, Antonio, un cuoco di estrazione sociale bassa, abituato al lavoro manuale, ma dai gusti culinari sofisticati, intreccia la sua vita con la famiglia Recchi, in particolare con il primogenito erede e con sua madre, Emma, donna elegante e non più giovane ma con la voglia di evadere dalla usa prigione dorata.

Io sono l’AmoreUn’intenzione ambiziosa quella di Guadagnino che vuole tratteggiare, senza mai veramente raccontare, la vita di questi uomini ricchi, così lontani dalla quotidianità e così apparentemente distanti da tutto ciò che nel film è rappresentato da Antonio. Tuttavia l’intenzione, per quanto non priva di una certa vivacità cromatica che si evidenzia soprattutto nelle sequenze culinarie, non riesce a convincere lo spettatore, spiazzato e disorientato dalla vicinanza dei soggetti, dalla loro frammentazione davanti ad un obbiettivo che provando ad andare all’interno perde la concretezza di una storia che almeno esteticamente poteva essere soddisfacente ma che si piega su se stessa.

Lo scoppio della passione tra l’austera Emma e il giovane Antonio è glissato, lasciando inespressa una scena con un potenziale estetico non indifferente; ma se l’inizio della relazione viene solo sfiorato dalla mdp, il suo svolgersi in simbiosi con una natura rigogliosa è tutt’altro che lasciato sotto silenzio. Guadagnino indugia oltremodo, forse troppo, sui corpi fusi insieme, sempre in maniera ravvicinata, sempre senza dare mai un’immagine complessiva della scena, lasciando lo sguardo amputato, desideroso di vedere l’insieme che è irrimediabilmente sottratto e reso frammento di immagine.

Io sono l’Amore

Gli interpreti, pur di ottimo livello, non sono supportati nel loro agire da azioni motivate, demerito di una sceneggiatura precaria che non svolge nessun racconto e che sparge i componenti della famiglia Recchi per l’Europa, da Londra a Nizza, senza una vera e propria necessità narrativa, ma dando ancora di più l’impressione di dispersione delle parti, di disfacimenti del filo narrativo che non si raccoglierà più per tutti i 120 minuti di film, filo del quale, in verità, non se n’è mai trovato il capo.

E purtroppo il risultato è proprio questo: una serie di frammenti slegati, un susseguirsi di gesti e impulsi che faticano a incollarsi gli uni con gli altri e che caratterizzano negativamente la farraginosità di un film che non riesce a decollare nonostante le presenze di interpreti carismatici ma non alla loro migliore interpretazione.

Io sono l’abisso: tutto quello che c’è da sapere sul film di Donato Carrisi

Dopo essersi affermato come uno dei nuovi più importanti autori letterari del thriller e del noir italiani, Donato Carrisi è con successo approdato anche al cinema, realizzando nel giro di un paio d’anni i film La ragazza nella nebbia e L’uomo del labirinto, entrambi interpretati da Toni Servillo e basati su propri romanzi. Dopo qualche anno di attesa, Carrisi è tornato poi alla regia di un lungometraggio con Io sono l’abisso (qui la recensione), uscito nel 2022 e anch’esso appartenente al thriller, con elementi che virano però anche verso l’horror.

Ancora una volta egli prende per mano lo spettatore e lo conduce all’interno della propria indagine sulla natura dei serial killer, su ciò che li spinge a compiere le crudeli azioni che compiono e su cosa infesti le loro menti. Anche questo suo terzo film è dunque un’opera che attinge pienamente al genere a cui fa riferimento, proponendo però anche tutta una serie di enigmi, chiavi di lettura e riflessioni che arricchiscono di molto la visione. Apprezzato al pari dei precedenti, Io sono l’abisso porta dunque avanti il successo di Carrisi al cinema.

Per gli appassionati del genere, si tratta dunque di un titolo imperdibile, che permette di riscoprire le grandi possibilità che il cinema italiano offre quando ci si cimenta con generi di questo tipo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi al libro, alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Io sono l’abisso, il libro di Donato Carrisi

Nel 2020 Carrisi pubblica il suo undicesimo romanzo, Io sono l’abisso, incentrato su tre personaggi sprovvisti di nome e in apparenza molto slegati tra loro ma con un destino in comune. Pubblicato da Longanesi, il libro ha suscitato molto clamore, come già avvenuto per le precedenti opere di Carrisi. L’autore, stavolta più che mai, porta infatti il lettore all’interno di una storia torbida e della mente dei suoi personaggi, facendo scoprire quanto profondo possa essere l’abisso presente in ogni essere umano. Pubblicando il romanzo, Carrisi si disse inoltre da subito interessato a dirigere una sua trasposizione cinematografica, cosa poi avvenuta nel giro di breve.

La trama di Io sono l’abisso e il cast di attori

La storia, ambientata sul lago di Como, ha come protagonista un netturbino sulla trentina (chiamato L’Uomo che Puliva) con problemi mentali dovuti alle violenze fisiche e psicologiche subite da bambino da sua madre e dai compagni di lei. L’uomo, ora cresciuto, è spinto a uccidere da un personaggio immaginario che “abita” in casa con lui. Le sue vicende si intrecciano però con quelle di una tredicenne di famiglia benestante (chiamata La Ragazzina col Ciuffo Viola), che salva dall’annegamento dopo un tentativo di suicidio, e di una donna (chiamata La Cacciatrice di Mosche), che indaga autonomamente su episodi di violenza contro le donne.

A recitare nel ruolo di L’Uomo che Puliva si ritrova l’attore Gabriel Montesi, reduce dai successi ottenuti con il film Favolacce e con la serie Speravo de morì prima. Accanto a lui, nel ruolo di La Ragazzina col Ciuffo Viola, vi è invece Sara Ciocca, vista anche in Tutti per 1 – 1 per tutti e Improvvisamente Natale. Infine, ad interpretare il terzo personaggio protagonista, La Cacciatrice di Mosche, vi è Michela Cescon, recentemente vista in film quali Piuma, Loro e Villetta con ospiti. Fanno poi parte del cast anche Sergio Albelli nei panni de Il Prof, Giordana Faggiano in quelli de Il Carabiniere e Saul Nanni in quelli di Raffaele.

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Io sono l’abisso, la storia vera e il significato del film

Parlando della storia alla base del racconto del libro e del film, Carrisi ha affermato di essersi basato su una storia vera, senza però rivelare quale. Al termine del romanzo, infatti, si può ritrovare la scritta “Le storie di questa storia sono ispirate a fatti realmente accaduti”, senza però che vengano fornite ulteriori informazioni a riguardo. Ad ogni modo, senza svelare nulla circa i colpi di scena e il finale del film, è importante sapere che tutto ruota intorno al Male e a come questo sia un circolo vizioso, che si tramanda di generazione in generazione. Carrisi, inoltre, non è interessato a fornire un colpevole, quando a individuare le sue motivazioni.

I traumi subiti dal serial killer del film vengono dunque approfonditi ed esplorati sotto più punti di vista, così da poter comprendere in che modo questi si ripresentano poi nel corso del tempo. Il trauma però non porta necessariamente a diventare assassini, ma può ripresentarsi in altre forme, come dimostrano gli altri personaggi protagonisti, alle prese con proprie turbolente vicende passate. Significativa è a tal riguardo l’ambientazione sulle sponde del lago di Como: una distesa d’acqua tranquilla e piatta in superficie ma che nelle sue profondità nasconde forze e melme non facilmente individuabili. Una metafora perfetta per descrivere la mente e l’animo umani, tanto profondi quanto fragili e spaventosi.

Il trailer di Io sono l’abisso e dove vederlo in streaming

È possibile fruire di Io sono l’abisso grazie alla sua presenza nel catologo di Rakuten TV, Google Play, Apple iTunes, Now, Amazon Prime Video e Netflix. Su quest’ultima piattaforma, il film è attualmente al 5° posto nella Top 10 dei film più visti in Italia. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma a cui rivolgersi, basterà sottoscrivere un abbonamento generale scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb, Longanesi