Quello del revenge movie è
da sempre un filone di film particolarmente popolari e acclamati,
dove l’eroe intraprende una spedizione punitiva nei confronti di
quanti hanno ucciso o rapito dei suoi cari. Negli anni sono diversi
i titoli che hanno riconfermato la fortuna di questo genere, da
Vendetta finale a Io sono vendetta. Uno
dei più importanti e riconosciuti a livello internazionale è però
Io vi troverò, titolo italiano di
Taken, film scritto dal regista francese
Luc Besson e diretto da Pierre
Morel. Oggi considerato un vero e proprio cult, questo fu
anche il primo di una fortuna trilogia.
L’idea alla base del film è delle
più semplici, con un padre disposto a tutto pur di ritrovare e
proteggere sua figlia. Nelle mani di Besson e Morel, però, tale
progetto si trasforma in qualcosa di più grande, con tanta
adrenalinica azione e molta emotività. Il merito dei due autori sta
proprio nel dosare al meglio questi ingredienti, dando vita ad
un’opera intelligente, capace di intrattenere ed emozionare. In
questo approfondimento, andiamo alla scoperta di ciò che accade nel
suo finale.
La trama di Io vi
troverò (Taken)
Bryan Mills (Liam
Neeson) è un ex agente della CIA che tiene
molto a sua figlia Kim (Maggie
Grace) e desidera partecipare attivamente alla sua
vita. La sua capacità di farlo, però, è ostacolata dalla rottura
con Lenore (Famke
Janssen) e dal suo matrimonio con il
benestante Stuart St. John. Kim vive con la madre e il patrigno e
Bryan si sente un estraneo. Tuttavia, cerca di rimanere coinvolto e
di aiutare Kim al meglio delle sue possibilità. Bryan desidera
compiacere Kim ed esprimere il suo amore attraverso atti di cura.
Come regalo di compleanno, le compra un apparecchio per il karaoke,
dimostrando di conoscere la sua aspirazione a diventare una
cantante. Ma Stuart le ruba la scena regalandole un cavallo, e il
regalo di Bryan appare inutile al confronto.
Questa scena identifica il dilemma
di Bryan: non può eguagliare le risorse finanziarie di Stuart e i
suoi sforzi per impressionare Kim si rivelano infruttuosi.
Tuttavia, l’impegno definitivo di Bryan si trova nel suo
comportamento coraggioso e non attraverso regali tangibili. Come
consulente di sicurezza privata, salva la cantante pop Sheerah da
un’aggressione. Come ringraziamento, Sheerah promette di assistere
Kim assumendo una valutazione canora professionale e mettendola in
contatto con un agente. Bryan ne approfitta, dimostrando che non si
limita a favorire gli obiettivi di Kim con dei regali, ma le apre
vere e proprie porte professionali.

Perché Bryan è riluttante a
lasciare che Kim vada a Parigi?
Bryan Mills esita a lasciare che
sua figlia Kim si rechi a Parigi perché è molto preoccupato per la
sua sicurezza. Essendo un agente della CIA in pensione, conosce i
pericoli del mondo più di chiunque altro. L’idea che due ragazze di
17 anni viaggino da sole lo mette a disagio, perché sa che
potrebbero essere vulnerabili a minacce che non sono preparate a
gestire. Il suo scetticismo ha radici nell’esperienza piuttosto che
nella semplice iperprotettività. Quando Kim chiede il permesso,
Bryan inizialmente rifiuta, ritenendo che non sia sicuro. Tuttavia,
alla fine cede dopo aver visto quanto lei sia turbata. La sua
decisione non è dettata dalla fiducia, ma piuttosto dalla volontà
di evitare ulteriori conflitti e di mantenere il rapporto con
lei.
Nonostante la firma del modulo di
consenso, rimane cauto, cosa che si giustifica in seguito quando
scopre che Kim ha mentito sullo scopo del viaggio. All’aeroporto,
Bryan scopre che Kim e Amanda non stanno facendo un tour artistico,
ma intendono seguire gli U2 in Europa. Questo tradimento rafforza i
suoi timori. Si rende anche conto che Lenore era a conoscenza della
menzogna ma non è intervenuta. Lenore sostiene che Kim ha dovuto
ingannare Bryan a causa del suo carattere severo. Questa
rivelazione frustra Bryan, perché conferma la sua convinzione che
Kim sia ingenua sui pericoli del mondo e che l’indulgenza di Lenore
metta a rischio la figlia.
Cosa succede a Kim a Parigi?
L’entusiasmo di Kim per il viaggio
si trasforma in un incubo. All’aeroporto di Parigi, Kim e Amanda si
imbattono in Peter, un giovane di bell’aspetto che si offre di
dividere il taxi con loro, visto che i taxi a Parigi costano molto.
Kim esita ma accetta. Peter sembra amichevole e scatta persino una
foto alle ragazze usando il telefono di Kim. Tuttavia, le sue
intenzioni si rivelano diverse quando fa una telefonata,
annunciando la loro posizione ad alcuni gruppi non identificati.
Non appena raggiungono l’appartamento, Kim diventa apprensiva. Sa
che Amanda ha mentito sulla presenza dei cugini a Parigi e che
quindi sono completamente soli.
Questo non va giù a Kim, ma Amanda
non pensa che abbiano già mentito sul viaggio a Bryan. La
spensierata e spericolata Amanda è desiderosa di fare festa e di
vivere la vita, trascinando Kim con sé, completamente ignara del
pericolo in agguato. Mentre Kim parla al telefono con Bryan, dei
ladri si introducono nell’appartamento e rapiscono Amanda. Bryan,
prevedendo la minaccia, non reagisce nervosamente ma ordina a Kim
di nascondersi sotto il letto. Registra anche la loro
conversazione, consapevole che il tempo è fondamentale.
Pur tremando per la paura, Kim
obbedisce alle sue istruzioni e fornisce importanti informazioni
sui rapitori, tra cui un uomo barbuto, alto un metro e ottanta, con
un tatuaggio a forma di luna e stella sulla mano destra. Uno dei
rapitori afferra il telefono di Kim. Bryan, senza mezzi termini, lo
minaccia di lasciare andare Kim o di affrontare conseguenze
mortali. Il rapitore lo deride: “Buona fortuna”, non rendendosi
conto delle capacità e della determinazione di Bryan. Questo è
l’inizio della missione di Bryan, che ha una sola mente, per
salvare sua figlia.

Cosa scopre Bryan sul rapimento di
Kim?
Bryan scopre presto la macabra
realtà del rapimento di Kim. Con l’aiuto del suo amico della CIA
Sam, esamina la telefonata registrata durante il rapimento di Kim.
Riconosce i rapitori come una banda albanese guidata da Marko, che
gestisce un traffico di esseri umani. Sam avverte Bryan che, in
base ai casi precedenti, se Kim non verrà salvata entro 96 ore,
sarà perduta per sempre. Questo spinge Bryan a proseguire senza
sosta. Quando Bryan arriva a Parigi, rintraccia l’ultimo luogo
conosciuto di Kim. Guardando una foto sul suo telefono, vede il
riflesso di Peter. Seguendo Peter all’aeroporto, Bryan lo sorprende
mentre cerca di adescare un’altra vittima.
Cerca di ottenere informazioni con
la forza, ma viene interrotto e si scatena un inseguimento ad alta
velocità. Prima che Bryan riesca ad arrestarlo, Peter viene
investito da un camion e ucciso, interrompendo una pista
fondamentale. Bryan si rivolge al suo contatto, Jean-Claude, un ex
agente dei servizi segreti diventato ufficiale di polizia.
Jean-Claude lo avverte di non farsi coinvolgere, ma gli fornisce un
indirizzo collegato ai trafficanti albanesi. Fingendosi un cliente,
Bryan piazza un dispositivo di ascolto su un protettore, che lo
conduce a un bordello improvvisato in un cantiere. Lì trova una
ragazza drogata che indossa la giacca di jeans di Kim.
Dopo un violento scontro e un
inseguimento ad alta velocità, salva la ragazza e la aiuta a
riprendersi dalla droga. In seguito, la ragazza rivela il luogo in
cui Kim è stata tenuta prigioniera per l’ultima volta. Travestito
da Jean-Claude, Bryan si infiltra in un rifugio albanese con la
scusa di rinegoziare la tangente della polizia. Con l’inganno,
Marko si rivela facendogli ripetere le parole “buona fortuna”, una
frase che aveva sentito durante il rapimento di Kim. Ne segue una
lotta brutale che provoca la morte di diversi trafficanti.
Perquisendo la casa, Bryan scopre
il corpo senza vita di Amanda, morta per overdose, una tragica
conseguenza delle operazioni della banda. Deciso a ottenere
risposte, Bryan tortura Marko con l’elettricità. Marko confessa che
Kim, essendo vergine, è stata subito venduta al mercato nero.
Identifica l’acquirente come Patrice Saint-Clair, un potente leader
del crimine. Lasciando Marko a morire fulminato, Bryan ha ora il
suo prossimo obiettivo.

La spiegazione del finale di
Io vi troverò (Taken): Come è
coinvolto Jean-Claude nel racket?
Jean-Claude, un ex agente dei
servizi segreti francesi diventato ufficiale della polizia
nazionale, è segretamente coinvolto nel traffico di esseri umani.
Invece di fermare la banda di albanesi, fornisce loro protezione in
cambio di tangenti. La sua corruzione permette a criminali come
Marko e Saint-Clair di operare liberamente, rendendo Parigi un
centro di traffico. Dopo aver appreso del coinvolgimento di
Saint-Clair, Bryan si rende conto che Jean-Claude sa più di quanto
abbia ammesso. Bryan lo affronta nel suo appartamento, chiedendo
informazioni.
Quando Jean-Claude si rifiuta di
collaborare, Bryan adotta un’azione drastica, sparando a sua moglie
nel braccio. Questa mossa violenta ma calcolata costringe
Jean-Claude a rivelare la posizione di Saint-Clair. Una volta
ottenute le informazioni necessarie, Bryan fa perdere i sensi a
Jean-Claude, assicurandosi che non sia più una minaccia. Bryan si
infiltra poi in un’asta clandestina di traffico sessuale nella
villa di Saint-Clair, dove Kim è l’ultima ragazza in vendita.
Sapendo di dover agire in fretta, costringe un offerente, Ali, ad
acquistare Kim. Tuttavia, prima di poter fuggire con lei, Bryan
viene sopraffatto e catturato.
Saint-Clair, resosi conto
dell’identità di Bryan, ordina ai suoi uomini di giustiziarlo. Ma
Bryan, abile e implacabile, riesce a liberarsi, uccidendo tutti gli
scagnozzi che gli si parano davanti. Un Saint-Clair in fin di vita,
desideroso di salvarsi, rivela che Kim è stato portato su uno yacht
di proprietà dello sceicco Raman. Senza esitare, Bryan giustizia
Saint-Clair e punta allo yacht. Bryan rintraccia lo yacht e si
lancia in un assalto solitario, abbattendo sistematicamente tutte
le guardie del corpo di Raman, compreso Ali.
Alla fine raggiunge la cabina
principale, dove Raman tiene Kim sotto la minaccia di un coltello.
Lo sceicco cerca di contrattare per la sua vita, ma Bryan non
negozia. Uccide rapidamente Raman, garantendo la sicurezza di Kim.
Dopo aver salvato Kim, Bryan torna negli Stati Uniti e la sorprende
portandola a conoscere la pop star Sheerah, mantenendo la promessa
fatta in precedenza di sostenere i suoi sogni di cantante.
Nonostante il trauma, l’incessante ricerca di Bryan dimostra quindi
che farà di tutto per proteggere sua figlia.
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