Dal creatore di I
Soprano, David Chase sono state rilasciate
nuove immagini del film Not Fade Away. Il
film è incentrato su un gruppo di amici del New Jersey che nel
corso
Nicola Peltz e Brenton Thwaites in Transformer 4?
Mark Wahlberg è stato recentemente
confermato in Transformers 4. Altre news
arrivano sul resto del cast, Michael
Bay avrebbe scelto Nicola Peltz
(The Last Airbender)
Interior.Leather Bar: James Franco co-regista per il Sundance
Miglior Colonna Sonora: I candidati per l’85° Academy Award
Il primo trailer esteso di The Lone Ranger
Dopo una breve preview, è stato finalmente rilasciata la versione integrale del trailer di The Lone Ranger, il film che vede Johnny Depp, in un altro dei suoi ruoli camaleontici, incontrarsi ancora con Gore Verbinski, colui che diede inizio alla leggenda del Capitano Jack Sparrow.
Nel cast con Depp ci sono Armie Hammer, Barry Pepper e Helena Bonham Carter.
Ecco il video:
In The Lone Ranger, Johnny Depp interpreta il guerriero indiano Tonto, fedele amico del protagonista il cui ruolo è stato affidato ad Armie Hammer. Depp e Hammer saranno affiancati da un cast di stelle internazionali tra cui Tom Wilkinson, nominato due volte dall’Academy Award per “Michael Clayton” e per “In the Bedroom”, vincitore di un Emmy e di un Golden Globe; William Fichtner, il vincitore di un Emmy, Barry Pepper; James Badge Dale; Ruth Wilson, star televisiva in “Jane Eyre” e “Luther”; Helena Bonham Carter, due nomination all’Oscar e sei nomination ai Golden Globe (“Il discorso del re” “Alice in Wonderland”). L’uscita del film è prevista per il 31 maggio 2013.
The Lone Ranger è un emozionante film d’avventura intriso di azione e humor, in cui il famoso eroe mascherato torna a rivivere attraverso nuovi occhi. Il guerriero indiano Tonto (Johnny Depp) racconta la storia di John Reid (Armie Hammer), uomo di legge che divenne leggenda, trascinando il pubblico in un’avventura fatta di imprese epiche e rocambolesche, vissute dai due eroi impegnati nella lotta all’avidità e alla corruzione.
The Lone Ranger è scritto da Ted Elliott e Terry Rossio (“Pirati dei Caraibi”), Eric Aronson e Justin Haythe. Mike Stenson, Chad Oman, Ted Elliott, Terry Rossio, Eric Ellenbogen ed Eric McLeod sono i produttori esecutivi della pellicola.
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, recensione del film di Peter Jackson
Bentornati nella Terra di Mezzo, dove gli stregoni possono essere anche simpatici, i nani affascinanti e anche “la persona più piccola può cambiare il corso del futuro”. Con Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, Peter Jackson da inizio alla sua seconda trilogia tolkieniana, con l’intento o forse la speranza di doppiare il successo planetario che ebbe con quella de Il Signore degli Anelli.
In principio era Dale, una magnifica e prosperosa città ai piedi della Montagna Solitaria, che sorgeva nelle vicinanze di Erebor, ultimo grande Regno dei Nani nella Terra di Mezzo. Fino a che Smaug il Terribile portò la sua tremenda forza devastatrice a Dale, bruciando e distruggendo ogni cosa, e impossessandosi di Erebor e del tesoro dei nani.
A distanza di quasi duecento anni, Thorin Scudodiquercia, figlio di Thrain, figlio di Thror, decise di dare inizio all’impresa per la riconquista di Erebor. Insieme a 12 fidati nani e a Gandalf il Grigio si reca a Hobbiville, nella Contea, per reclutare un Scassinatore. Il Signor Bilbo Baggins sarà il prescelto e si unirà all’impresa, la più grande avventura della sua vita. Comincia così la prima di tre pellicole dedicate allo Hobbit, in cui Peter Jackson ci racconterà le avventure mirabolanti e spesso quasi mortali che portarono i 13 nani e Bilbo a riconquistare il tesoro usurpato da Smaug.
Il regista non aveva
forse mai subito una tale aspettativa come in questa circostanza; a
circa dieci anni dalla fine della trilogia dell’Anello e del suo
trionfo agli Oscar, milioni di fan si sono aggiunti alla schiera di
fedelissimi della Terra di Mezzo, e così Lo
Hobbit è divenuto uno dei titoli più attesi di
sempre.
E da grandissimo lettore del Professore, Jackson premia tutte le aspettative dei fan hard core della mitologia tolkieniana, regalandoci un film avventuroso, emozionante, fedelissimo all’originale di carta e inchiostro, con l’aggiunta di informazioni, situazioni e sequenze che nel libro (o nelle varie appendici al lavoro) vengono solo accennate e che giustificano la divisione della storia in tre capitoli.
Proprio questo era uno degli elementi che generava maggiore perplessità: in che modo realizzare tre film da una storia tutto sommato breve e coesa? Il buon Peter ha attinto dall’immenso corpus tolkieniano, raccontandoci di figure lasciate in ombra nei romanzi (Radagast il Bruno), di eventi che conosciamo solo perché raccontati in terza persona (il Bianco Consiglio), aggiungendo quel tocco di avventura e di mostri che abbiamo imparato ad amare.
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Il vero punto forte de
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato è
però la sceneggiatura: con sottigliezze raffinatissime Jackson
farcisce la narrazione di elementi filologicamente perfetti
mostrando un grande rispetto per lo spettatore/fan. Straordinario
tutto il cast, quello nuovo e quello ritrovato:
Ian McKellen (doppiato in maniera accettabile
da Gigi Proietti) torna nella sua polverosa cappa
grigia,
Cate Blanchett e
Hugo Weaving sembrano davvero senza età nelle
loro lunghe vesti elfiche,
Christopher Lee rimane immenso nel suo Saruman
riluttante (e già complottante), mentre
Martin Freeman, come Ian Holm e
Elijah Wood prima di
lui, sembra essere nato per fare lo hobbit, e
Richard Harmitage, forse troppo affascinante
per essere un nano, abbraccia il destino che fu di
Viggo Mortensen, veicolando su di sé
l’attenzione femminile e l’identificazione maschile. Ma, inutile
nasconderlo, la vera stella è
Andy Serkis e il suo compagno digitale Gollum.
Con una straordinaria messa in scena, e ancora, una sceneggiatura
perfetta, la scena che vede Gollum protagonista di fronte allo
spaurito Bilbo Baggins è a tutti gli effetti il cuore della prima
parte, emozionante, affascinante e inquietante.
Straordinario, come da copione, il lavoro di Howard Shore alla composizione che riprende i temi della trilogia originale, strizzando l’occhio allo spettatore e allo stesso tempo reinventandosi in una sinfonia di suoni ora poderosa, ora delicata, altre volte invece malinconica, in perfetto stile Terra di Mezzo.
Eppure Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato qualche difetto ce l’ha, a partire dal formato, questo famigerato 48 fgps (48 fotogrammi per secondo al posto dei classici 24 fgps) che rende l’immagine televisiva, eliminando l’effetto cinema, e i movimenti apparentemente velocizzati, producendo un effetto di straniamento almeno all’inizio della storia, prima che l’occhio si abitui al nuova qualità dell’immagine. Questo aspetto, e una innegabile lentezza della storia nella prima parte, sono due nei che macchiano un film altrimenti eccezionale.
Così come accadde per Il Signore degli Anelli, il vero punto di forza di questo film è la resa emozionale che si rivela ancora una volta fedelissima al materiale di partenza. Con poche inquadrature e giusti accorgimenti, Peter Jackson ci invita ad alzarci, a fare i bagagli e a tornare nella Terra di Mezzo, per un’altra eccezionale e pericolosa avventura.
AFI Award: Premio di Eccellenza
L’American Film Institute è un’organizzazione indipendente non-profit creata dalla National Endowment for the Arts, l’attività principale è l’insegnamento e la conservazione delle vecchie pellicole. Ogni anno, l’istituto premia con L’AFI Award – un premio di eccellenza per dieci film e dieci serie tv – che genera un almanacco annuale dove vengono registrate e conservate “l’evoluzione delle immagini in movimento nel 21° secolo”. AFI Awards registra risultati più rilevanti ogni anno sia nel cinema che in televisione. Inoltre, rappresenta l’unica forma di riconoscimento a livello nazionale che onora tutto il cast creativo – davanti e dietro la macchina da presa – ed è popolare perché non ci sono né vincitori né vinti. La cerimonia di consegna avrà luogo l’11 Gennaio 2013 a Los Angeles.
AFI MOVIES OF THE YEAR
(alphabetical order):
– Argo
– Beasts of the Southern Wild
– The Dark Knight Rises
– Django Unchained
– Les Miserables
– Life of Pi
– Lincoln
– Moonrise Kingdom
– L’orlo argenteo delle nuvole
– Zero Dark Thirty
AFI TV PROGRAMS OF THE YEAR
(alphabetical order):
– American Horror Story
– Breaking Bad
– Game Change
– Game of Thrones
– Girls
– Homeland
– Louie
– Mad Men
– Modern Family
– The Walking Dead
Fonte:AFI.com
Il Trailer di The Girl con Abbie Cornish
È stato rilasciato online il
primo trailer per The Girl, interpretato
da Abbie Cornish (RoboCop, Sucker Punch) e Will
Patton. Il film è stato presentato al Tribeca Film
Festival
Primo Trailer di After Earth con Will Smith
Guarda il primo trailer ufficiale del film After Earth, nuovo pellicola del regista del Sesto Senso e The Village, M. Night Shyamalan con protagonisti Will Smithe Jaden Smith.
Box Office ITA del 10 dicembre 2012
Terzetto invariato sul podio con
Le 5 Leggende,
Il peggior Natale della mia vita e
Una famiglia perfetta. Mediocre
esordio per le new entry.
I premiati al Los Angeles Film Critics Association!
Assegnato i primi riconoscimenti della stagione dei premi che sta per iniziare. Sono stati assegnati a Los Angels i premi della Los Angeles Film Critics Association.
A trionfare la serata è stato il film di Kathryn Bigelow, Operazione Zero Dark Thirty. Vincono anche Paul Thomas Anderson, Joaquin Phoenix e Amy Adams per The Master. Premi anche a Jennifer Lawrence e Roger Deakins. Frankenweenie miglior film d’animazione. Assegnati anche i premi da parte del The New York Film Critics Online (NYFCO). Ecco tutti i premiati:
Los Angeles Film Critics Association:
- Best Film: Amour
- Best Director: Paul Thomas Anderson – The Master
- Best Actress: (tie) Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook, Emmanuelle Riva – Amour
- Best Actor: Joaquin Phoenix – The Master
- Best Supporting Actress: Amy Adams – The Master
- Best Supporting Actor: Dwight Henry – Beasts of the Southern Wild
- Best Editing: Dylan Tichenor, William Goldenberg – Zero Dark Thirty
- Best Cinematography: Roger Deakins – Skyfall
- Best Score: Behn Zeitlin, Dan Romer – Beasts of the Southern Wild
- Best Screenplay: Chris Terrio – Argo
- Best Production Design: Jack Fisk – The Master
- Best Animated Film: Frankenweenie
- Best Documentary: The Gatekeepers
The New York Film Critics Online (NYFCO)
- FILM Zero Dark Thirty (Sony)
- DIRECTOR Kathryn Bigelow, Zero Dark Thirty
- ACTOR Daniel Day-Lewis, Lincoln
- ACTRESS Emmanuelle Riva, Amour
- SUPPORTING ACTOR Tommy Lee Jones, Lincoln
- SUPPORTING ACTRESS Anne Hathaway, Les Misérables
- SCREENPLAY Zero Dark Thirty (Mark Boal)
- FOREIGN LANGUAGE Amour (Sony Pictures Classics)
- DOCUMENTARY The Central Park FIve (Sundance Selects)
- ANIMATED FEATURE Chico and Rita (GKIDS)
- CINEMATOGRAPHY Life of Pi (Claudio Miranda)
- USE OF MUSIC Django Unchained (Mary Ramos, music supervisor)
- BREAKTHROUGH PERFORMER Quvenzhané Wallis, Beasts of the Southern Wild
- DEBUT AS DIRECTOR Benh Zeitlin, Beasts of the Southern Wild
- ENSEMBLE CAST Argo
Fonte: Comingsoon.net
Trailer Italiano di Cloud Atlas con Tom Hanks!
Guarda il Trialer
italiano di Cloud Atlas con protagonisti un cast
incredibile: Tom Hanks, Halle
Berry, Jim Sturgess, Susan
Sarandon, Hugh
Grant, Hugo
Weaving, Jim
Broadbent,
Gangster Squad: nuovo trailer Italiano di con Sean Penn!
Guarda il Trailer italiano del film Gangster Squad con protagonisti Ryan Gosling, Sean Penn, Josh Brolin e Emma Stone.
Diretto da Ruben Fleischer(“Benvenuti a Zombieland”), Gangster Squad è un gangster movie che racconta gli sforzi della polizia di Los Angeles per contrastare il potere del più spietato boss mafioso di tutti i tempi. La pellicola arriverà dal 21 Febbraio in Italia.
In Gangster Squad lo spietato gangster Mickey Cohen (Sean Penn) domina la città, raccogliendo guadagni illeciti dalla droga, dalle armi, dalla prostituzione e dalle scommesse. E tutto questo avviene non solo con l’aiuto dei suoi scagnozzi, ma anche con quello di politici e agenti corrotti. Sembrerebbe sufficiente a intimidire perfino il più coraggioso e duro poliziotto di strada… a parte, forse, la piccola e segreta squadra della LAPD guidata dal sergente John O’Mara (Josh Brolin) e dal suo braccio destro Jerry Wooters (Ryan Gosling), decisi a tutto per catturare Cohen.
Diretto da Ruben Fleischer (“Benvenuti a Zombieland”), Gangster Squad è un gangster movie che racconta gli sforzi della polizia di Los Angeles per contrastare il potere del più spietato boss mafioso di tutti i tempi. Nel film il candidato agli Oscar Josh Brolin (“Milk”, “Il Grinta”) e Ryan Gosling (“Half Nelson”, “Blue Valentine”) nel ruolo, rispettivamente, del sergente John O’Mara e di Jerry Wooters; il premio Academy Award Sean Penn (“Milk”, “Mystic River”) in quello del gangster Mickey Cohen; il candidato agli Oscar Nick Nolte (“Affliction,” “Il Principe delle Maree”) in quello del Capo della Polizia di Los Angeles “Whiskey Bill” Parker e Emma Stone nei panni di Grace Faraday, la donna di Cohen, oggetto però anche delle attenzioni di Wooters.
Nel film anche Anthony Mackie (“I guardiani del destino”) nei panni di Coleman Harris, un poliziotto armato di coltello a serramanico cui è affidata una delle zone più malfamate della città; Giovanni Ribisi (“Avatar”) l’esperto di elettronica Conway Keeler; Robert Patrick (“Flags of Our Fathers”), l’ufficiale di polizia Max Kennard che pattuglia Olvera Street; Michael Peña (“World Invasion”), il suo braccio destro, Navidad Ramirez; e Mireille Enos, Connie la moglie di O’Mara.
Will Ferrell nel cast di Get Hard
Nuovo progetto per Will Ferrell: l’attore, reduce dai set di Think Like A Man e The Five-Year Engagement, è ora dato per probabile protagonista di Get Hard; a fianco a lui, Kevin Hart.
La sceneggiatura, redatta da Ian Roberts e Jay Martel, vedrà un grigio impiegato di banca – questo il possibile ruolo di Ferrell – venire accusato di una gigantesca frode; non riuscendo a discolparsi, e in vista del trasferimento in carcere, il protagonista incaricherà il ragazzo che solitamente gli lava l’auto – il tipico ‘tipaccio da strada’ – di ‘allenarlo’ a sopravvivere all’esperienza. lungo il mese che lo separa dalla galera.
Ferrell è attualmente impegnato nella scrittura del seguito di Anchorman, mentre ha appena finito di girare About Last Night e sarà presto sugli schermi in The End Of The World di Seth Rogen.
Fonte: Empire
Kevin Smith tra Clerks III e Hit Somebody
Cambio di programmi per Kevin Smith, che dopo aver confermato l’intenzione di portare al cinema il terzo capitolo di Clerks, sembra invece aver deciso di trasferire Hit Somebody sul piccolo schermo, nella forma di una miniserie. Ad annunciarlo è stato lo stesso Smith, via Twitter, spiegando che la decisione di portare Hit Somebody sul piccolo schermo, apre la strada a un nuovo progetto, che sarà comunque il suo ultimo lavoro per il cinema.
La vicenda di Hit Somebody è stata del resto abbastanza travagliata: inizialmente era previsto si svolgesse attraverso due film, poi la mancanza di finanziamenti l’aveva ridotta a un solo lungometraggio; le dimensioni della storia hanno poi portato alla decisione di trasformarla in una miniserie tv. Smith tornerà così a lavorare per il cinema con Clerks III; il regista ha peraltro in cantiere anche un film d’animazione dedicato agli stessi personaggi.
Fonte: Empire
Ty Burrell incontrerà i Muppets
Già col ruolo di Phil Dunphy in Modern Family Ty Burrell ha dato prova delle sue capacità di comico: l’attore ora avrà nuovamente modo di mostrarle, vista la sua probabile partecipazione al nuovo film dedicato ai Muppets. La notizia potrà farà felici i suoi fan, meno coloro che attendevano di vedere Miss Piggy avere a che fare con Christoph Waltz: la partecipazione dell’attore al progetto a questo punto sembra definitivamente tramontata.
Il film vedrà Kermit e compagnia viaggiare in Europa, finendo per essere braccati dalla legge, tra agenti dell’Interpol – il ruolo di Burrell – e femme fatale russe. La sceneggiatura è stata scritta dal regista James Bobin assieme a Nick Stoller. Le riprese cominceranno nei prssimi mesi; Burrell darà prossimamente la voce al Mr Peabody nella versione DreamWorks del vecchio cartone animato Mr Peabody & Sherman, mentre sarà sugli schermi in The Skeleton Twins, con Bill Hader e Kristen Wiig.
Fonte: Empire
Dan Aykroyd: i Ghostbusters… vadano all’Inferno!
No, non è un clamoroso dietro front, ma l’idea di Aykroyd per un eventuale quinto capitolo della saga degli Acchiappafantasmi. Dan Aykroyd non ha certo avuto vita facile nel portare avanti il terzo film dedicato agli Acchiappafantasmi: nonostante il progetto sia ancora in attesa del via libera della Sony, con l’intero cast confermato – a eccezione ovviamente di Bill Murray – l’attore sembra in pieno trip creativo, avendo già cominciato a parlare del quarto e del quinto film, che vedrebbe i protagonisti finire all’Inferno.
Aykroyd ha detto che vedere i Ghostubusters nell’Aldilà sarebbe grande, ma che ci vorranno uno o due film prima che questo succeda: il lavoro sarebbe già a buon punto, scritto dallo stesso Aykroyd assieme al suo collaboratore storico Tom Davis e promette di essere il più comico di tutti. L’attore ha dichiarato che se la Sony darà il via libera a Ghostbusters 3, probabilmente ci sarebbe spazio per un ulteriore ritorno: tuttavia lo stesso attore ha affermato che è arrivato il momento di avviare effettivamente il progetto, altrimenti c’è il rischio che i protagonisti gettino la spugna e visto che sono gli stessi a detenere i diritti, senza di loro il film non potrà essere fatto.
Fonte: WorstPreviews
Martin Sheen tornerà nel sequel di Amazing Spider-Man
Dopo i ritorni di Andrew Garfield ed Emma Stone e le new entries Shailene Woodley (Mary Jane Watson) Jamie Foxx (Electro) e Dane DeHaan (Harry Osborn), il sequel di Amazing Spiderman trova un’ulteriore conferma: quella di Martin Sheen, nel ruolo dello zio Ben. A confermarlo è stato lo stesso Sheen, che ha affermato di essere stato contattato dalla produzione, non avendo però offerto particolari sul come si articolerà la sua parte. L’attore ha anche confermato che le riprese prenderanno il via in febbraio.
Il personaggio dello zio Ben moriva nel primo film, quindi è presumibile che il suo ritorno avverrà attraverso flashback o sequenze oniriche. L’uscita di The Amazing Spider-Man 2 è stata fissata per il 2 maggio 2014.
Fonte: WorstPreviews
Gollum, dal Signore degli Anelli a Lo Hobbit: immagini e molto altro
Gollum è uno dei personaggi tolkieniani più complessi e affascinanti mai incontrati nella letteratura del ‘900. All’interno del corpus di Tolkien è senza dubbio il più ambiguo, cupo e misterioso, nonché quello verso il quale si prova maggiore senso di compassione e insieme di repulsione. Ne Lo Hobbit, Gollum ha un ruolo minore, ruolo che viene tuttavia ampliato a dovere ne Il Signore degli Anelli, in cui diventerà uno dei personaggi chiave.
Il mio tesssoro! Gollum
La sua nascita potrebbe risalire al 1928, nel racconto Glip, in cui Tolkien scrive di un personaggio molto simile a Gollum e dal quale potrebbe essere poi nato così come lo conosciamo.
In un primo momento Tolkien aveva fatto di Gollum una creatura piuttosto amichevole e onesta, che ammette di aver perso al gioco degli indovinelli contro Bilbo e si offre di aiutarlo. Poi però la sua natura cambia e diventa la creatura infida che ben conosciamo. In realtà però ne Lo Hobbit la creatura rimane piuttosto nell’ombra, in quanto lo stesso Tolkien dice di non sapere “chi o che cosa fosse”. Solo nel 1937, quando Tolkien comincia a sistemare i suoi appunti su Il Signore degli Anelli, abbiamo la possibilità di sapere qualcosa in più di lui: nel capitolo L’ombra del passato infatti Gandalf racconta la storia di Gollum a Frodo nel dettaglio, basandosi sulle sue indagini e le sue supposizioni.
Nel 2466 della
Terza Era della Terra di
Mezzo, Sméagol va a pesca insieme a Déagol suo cugino.
Il secondo cade dalla barca nell’Anduin e trova sul fondale un
anello. Alla vista del ninnolo Sméagol impazzisce,
aggredisce il cugino uccidendolo ed entra in possesso di quello che
si rivelerà essere l’Unico Anello, forgiato da
Sauron in persona nella fucine del Monte Fato.
Sméagol, di mente e cuore debole, si lascia
avvelenare dall’oggetto, con la conseguenza terribile di essere
bandito dalla sua famiglia e dai suoi amici. Si rifugia così in un
esilio volontario sotto le montagne, avendo preso ad odiare la luce
del Sole e della Luce (“faccia gialla” e “faccia pallida”).
A quel periodo risale la sua trasformazione in Gollum, poiché viene soprannominato così a causa dell’orribile rumore di gola che emette. Nel suo nuovo rifugio comincia ad adattarsi all’oscurità nutrendosi solo di pesci crudi e orchi. Gollum tenne per sé l’Anello per circa 500 anni, chiamandolo Tesoro, perché l’unica cosa al mondo di cui avesse cura, l’unica di cui gli importasse davvero. Dopo questi 500 anni, Sauron cominciò a riacquistare consistenza e ammassò la sua ombra a Nord, nel Bosco Atro. L’Anello avvertì che il potere che l’aveva generato stava diventando più forte e abbandonò Gollum.
Ma in quel momento accadde qualcosa di prodigioso, qualcosa che nemmeno l’Anello poteva immaginare, infatti Bilbo Baggins, un piccolo hobbit della Contea lo trovò e se ne impadronì. In questo momento abbiamo ne Lo Hobbit l’entrata in scena di Gollum che sfiderà Bilbo al gioco degli indovinelli con lo scopo di imbrogliare e di mangiare lo sventurato (e apparentemente gustoso) ospite. Dopo la rocambolesca fuga di Bilbo, non sappiamo più nulla di Gollum fino a che ricomparirà misteriosamente ne Il Signore degli Anelli al seguito della Compagnia nelle miniere di Moria.
In realtà dopo la
perdita dell’Anello, Gollum trovò il coraggio di
uscire dal suo rifugio, vagando alla ricerca del suo Tesoro, fino a
che non venne catturato e torturato da Sauron stesso. Da lui
l’Oscuro Signore apprende della strada che ha preso l’Anello e
comincia a trovare interessante la Contea e i Baggins. Intanto
Gollum viene lasciato libero nelle Paludi Morte, dove incontrerà
Aragorn che lo cattura e lo mette sotto chiave presso re
Thranduil nel Bosco Atro. Gli Elfi però
impietositi dal suo aspetto misero ed emaciato, abbassano la
guardia permettendogli di scappare.
Da quel momento Gollum troverà rifugio nelle miniere di Moria, dove si imbatterà proprio nella Compagnia e nel nuovo “padrone del Tesoro”. Da qui in poi la sua storia è ben nota: segue la Compagnia, tenta di attaccare Sam e Frodo sull’Emyn Muil e dienta la loro guida fino al Nero Cancello e a Minas Morgul. Poi li accompagna tra le fauci di Shelob per poi incontrare di nuovo gli hobbit sulle pendici dell’Orodruin, dove si compirà il suo destino. Alla sua morte, Gollum ha circa 600 anni, una longevità che deve principalmente al suo lungo possesso dell’Anello, che gli ha impedito di invecchiare, pur rovinandogli l’anima e la mente. Un po’ come è successo a Bilbo che nei 60 anni in cui ha avuto con sé l’Anello non è invecchiato di un giorno, cominciando però a sentirsi verso la fine un po’ “sottile”, come “del burro spalmato su troppo pane”.
Prima di trasformarsi in Gollum, Gandalf ci informa che Sméagol era molto simile ad un hobbit e amava molto il Fiume e l’acqua. Sulla base di queste informazioni possiamo dedurre che potesse appartenere al ceppo degli Sturoi, ovvero quegli hobbit che amavano l’acqua e le imbarcazioni. Non tutti gli hobbit infatti amano i corsi d’acqua, come ben testimonia Sam nel momento in cui è costretto ad imbarcarsi per seguire il corso dell’Anduin.
Il possesso
dell’Anello muta profondamente Gollum, lo rende
miserabile e malvagio, molto furbo e violento, forte nonostante
l’apparente fragilità, oltre a mutarne anche i gusti alimentari. Si
può benissimo dire che l’Anello conferisce a
Gollum una personalità dissociata. “Lui odia e
ama l’anello, proprio come odia e ama se stesso” come dirà
Gandalf, che più di tutti sembra essere capace di spiegare il
comportamento ambivalente di Gollum, nonostante forse solo Frodo
riesca a capire fino infondo come si deve sentire in realtà la
creatura.
Solo con Frodo infatti la parte buona, Sméagol, tornerà a galla, riuscendo a restituirgli un po’ di serenità. Proverbiale infine è la sua avversione per gli Elfi, e tutto ciò che è fabbricato e prodotto da loro, questa sua repulsione lo contrapporrà ancora di più al suo alter ego per eccellenza, ovvero Sam, che invece adora gli elfi e tutto ci che rappresentano.
Ne Il Signore degli Anelli il personaggio di Grima Vermilinguo è l’unico che può vagamente essere paragonato a quello di Gollum per affinità di carattere e comportamento. Entrambi infatti sono doppiogiochisti e sono schiacciati da un potere malefico superiore, inoltre entrambi tradiranno i loro padroni.
Nella trilogia de
Il Signore degli Anelli diretta da
Peter Jackson, Gollum è uno degli
elementi più rivoluzionari e più riusciti dell’intera saga, oltre a
rappresentare una vera e propria pietra miliare per la tecnica
della motion capture. Jackson infatti, in collaborazione con la
Weta
Digital, mise a punto una particolare tecnica che
potesse permettere di realizzare una creatura digitale con tutte le
movenze e le caratteristiche di un attore in carne ed ossa.
Ad interpretare Gollum chiamò quindi Andy Serkis che prestò movimenti corporei e facciali alla sua controparte digitale. La motion capture è ora una tecnica digitale che ha raggiunto livelli di verosimiglianza altissimi ma, ricordiamo, venne creata proprio per dare una forma credibile alla nostra piccola e infida creatura. Gollum è al 13° posto tra i migliori 100 personaggi cinematografici di sempre secondo Empire, oltre a godere di una miriade di citazioni, in cartoni animati e serie tv, tra le quali ricordiamo quella epica di Big Bang Theory in cui il protagonista Sheldon sogna di essersi trasformato in Gollum dopo essere entrato in possesso per caso dell’anello usato per girare alcune scene del film. La sua frase maggiormente rappresentativa “il mio tesssssoro” è entrata a far parte del linguaggio comune trai giovani (e non) fans della saga.
Anche Terrence Howard nel thriller Prisoners
Nuovo arrivo per Prisoners, thriller firmato da Dennis Villeneuve: entra nel cast Terrence Howard, che affiancherà il protagonista Hugh Jackman.
La storia ruota attorno a un padre la cui figlia è vittima di un rapimento, assieme ad una sua amica. Quando le ricerche della polizia falliscono, il protagonista decide di muoversi in prima persona, catturando quello che lui pensa essere il responsabile, entrando in conflitto col detective che segue le indagini, interpretato da Jake Gyllenhaal.
Il cast di Prisoners comprende anche Maria Bello, Viola Davis, Melissa Leo e Paul Dano, la sceneggiatura è stata firmata da Aaron Guzikowski e l’inizio delle riprese è previsto per febbraio, puntando all’uscita sugli schermi nell’autunno 2013. Terrence Howard sarà prossimamente sugli schermi con The Butler, Movie 43 e Ten.
Fonte: Empire
Kathryn Bigelow ci racconta la sua Zero Dark Thirty
L’orgoglio americano non poteva non
partorire un film sull’uccisione del suo nemico numero uno degli
ultimi vent’anni: Osama Bin Laden. Il 19 dicembre 2012 e in Italia
il 10 gennaio 2013 arriverà nelle sale italiane Zero
Dark Thirty, che racconta proprio le gesta della Navy
SEAL che il 2 maggio 2011, alle 00:05 ora locale, ha rintracciato e
ucciso il numero uno di Al Qaeda.
La star cinese Wang Xuequi in Iron Man 3!
La star
cinese Wang Xuequi si è unito al cast del
prossimo Iron Man 3 nel ruolo del Dottor
Lu. La notizia è stata annunciata da
Deadline, secondo il quale il film
diretto da Shane Black è nella sua fase
finale di riprese a Pechino. Xuequi è noto per aver interpretato
Warriors of Heaven and
Earth e Bodyguards and
Assassins. Nel casti ritorna il protagonista Robert
Downey Jr. nei panni di Tony
Stark. Fanno parte del cast anche Ben
Kingsley, Don
Cheadle, Guy
Pearce, Gwyneth
Paltrow, Jon
Favreau, Paul
Bettany, Rebecca
Hall e Scarlett Johansson. Iron Man 3 uscirà in Nord America 3D e 2D il 3
maggio 2013. Per tutte le notizie sul film vi segnaliamo il nostro
speciale: Iron Man 3.
Tutte le foto del film nella nostra foto gallery:
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Ruby Sparks: recensione del film di Jonathan Dayton e Valerie Faris
Arriva al cinema distribuito da 20th Century Fox, Ruby Sparks, il film diretto da Jonathan Dayton, Valerie Faris e con protagonisti Paul Dano e Zoe Kazan. E se quello che scriviamo prendesse vita davanti ai nostri occhi? Se, per un fortuito caso, persona di cui scriviamo, un completo prodotto della nostra fantasia, prendesse corpo davanti a noi, vivendo e mangiando e parlando con noi, come se fosse una persona reale? E’ questa la straordinaria e magica realtà con cui deve fare i conti Calvin, uno scrittore con il “blocco”.
In Ruby Sparks Calvin Weir-Fields è un trentenne che a 19 anni ha pubblicato un grande romanzo amatissimo da lettori e editori, ma da allora, nonostante fama e successo non riesce più a scrivere nulla, fino a che non sogna Ruby, una ragazza che lo ispirerà in tal misura da spingerlo a scrivere di lei. Calvin si getta a capofitto in questa nuova avventura, raccontando della sua ragazza da sogno: ne descrive le abitudini, il carattere, i gusti, l’aspetto. Tutto di Ruby gli pace, perché è lui ad inventarla riga dopo riga, e luila rende così perfetta ai suoi occhi che finisce per innamorarsene. Nonostante la completa assenza di amici, a parte il fratello, e di rapporti umani, la vita di Calvin comincia a migliorare, proprio grazie a questa magnifica invenzione di inchiostro. Fino a che Ruby non apparirà per magia nella sua casa: una ragazza in carne e ossa, occhi chiari e grandi, capelli rossi e guance paffute, invaderà la casa e la vita di Calvin, che asseconderà di buon grado questa misteriosa magia.
A sei anni dal delizioso e geniale Little Miss Sunshine, Jonathan Dayton e Valerie Faris ci raccontano Ruby Sparks, un’altra storia che ha nell’intuizione iniziale una buona percentuale del suo successo, e nel racconto svolto con grande delicatezza e criterio l’arma vincente. La storia diventa il principale elemento di veicolazione delle emozioni, in un film che racconta della necessità di avere qualcuno accanto, ma anche della solitudine, dell’ambizione e della capacità di conciliare se stessi con i propri sogni.
Grandi protagonisti del
film sono
Paul Dano e Zoe Kazan anche
autrice della sceneggiatura e nipote del grande Elia. Proprio la
sceneggiatura riesce a coinvolgere in maniera sorprendente perché,
una volta che il prodigio avviene e Ruby diventa reale, è naturale
chiedersi come la storia potrà procedere senza annoiare,
sviluppandosi lungo una retta temporale definita.
Ruby Sparks riesce benissimo a tenere il ritmo della sua storia, con dialoghi brillanti, svolte interessanti, messa in gioco di sentimenti e comportamenti tanto umani ma allo stesso tempo che appaiono assurdi in una persona “finta”. E infatti Ruby si rivelerà essere tutt’altro che una persona finta, al contrario di Calvin, che preferisce il buio, la solitudine, la realtà uguale a se stessa, senza possibilità di evoluzione o cambiamento. Fanno parte del cast in due piccoli ma divertenti ruoli Annette Bening e Antonio Banderas. Ruby Sparks è una commedia dolce e romantica, sotto alcuni aspetti anche inquietante, ma anche intelligente e con un finale che allarga il cuore.
Nuovo Poster del film Hansel & Gretel con Jeremy Renner!
Arriva un nuovo poster dal Brasile per il film Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe con protagonisti Jeremy Renner e Gemma Arterton.
Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe è diretto da Tommy Wirkola e il cast include Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Derek Mears e Peter Stormare. È la storia di Hansel e Gretel, cacciatori di taglie, che hanno dedicato la loro vita a sterminare le streghe, ed è un adattamento della favola. Il film uscirà nelle sale USA l’11 Gennaio 2013. Tutte le altre info nella nostra Scheda Film: Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe
Video dal set di Thor: Il mondo delle Tenebre!
Le riprese di Thor: Il mondo delle Tenebre (Thor: The Dark World) stanno volgendo al
termine, e forse arriva uno degli ultimi contributi sul set di
Londra. Infatti, la troupe ha girato alcune scene di massa a St.
Paul.
Samuel L. Jackson vuole partecipare ai nuovi Star Wars!
La nuova trilogia annunciata di
Star Wars ha innalzato gli animi di addetti ai
lavori e fan, come in questo caso. Infatti, Samuel L. Jackson sembra davvero entusiasta per la
notizia di un’altra trilogia,
Trailer originale di Oblivion con Tom Cruise!
Guarda il Trailer originale del film Oblivion di Joseph Kosinski con protagonisti Tom Cruise, Morgan Freeman, Nikolaj Coster-Waldau, Olga Kurylenko, Zoe Bell, Melissa Leo, Andrea Riseborough. La pellicola è considerata uno degli eventi cinematografici più attesi del 2013 e dovrebbe debuttare l’11 Aprile 2013 nei nostri cinema. Per saperne di più consulta la nostra Scheda Film:Oblivion.
L’Atlante delle Nuvole secondo la Nave Spaziale Wachowski: arriva Cloud Atlas
È da tanto tempo che i
fratelli Wachowski (Andy e
Lana, che adesso si fanno chiamare la Nave
Spaziale Wachowsi) non mettono mano alla macchina da presa
per raccontarci una storia. Finalmente, le geniali menti dietro
alla trilogia di Matrix, hanno
abbandonato il loro ritiro artistico, che durava dai tempi del poco
felice Speed Racer del 2008.
Apocalypse Now: un viaggio attraverso gli orrori del Vietnam secondo Francis Ford Coppola
Apocalypse Now è il film culto del 1970 diretto da Francis Ford Coppola e con protagonisti nel cast Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall e Dennis Hopper.
Anno: 1979
Regia: Francis Ford Coppola
Cast: Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall, Dennis Hopper
Trama: Saigon 1969. Il capitano Benjamin L. Willard (Martin Sheen), uno stanco ed alienato ufficiale dei marines, viene convocato in tutta fretta per una missione speciale e segreta.
Alla presenza di alcuni ufficiali della sezione informazioni militari e forse di alcuni membri dei servizi segreti gli viene commissionato il delicato incarico di risalire il fiume Nung sino ad addentrarsi nella lontana e pericolosa giungla cambogiana. Qui, secondo intercettazioni radio, si trova il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando) pluridecorato ufficiale dei berretti verdi; il compito tassativo è quello di eliminare il colonnello, senza esitazione alcuna. Il motivo? Sembra che l’ufficiale disertore si sia messo a capo di un piccolo esercito di soldati-sudditi e si sia reso protagonista di una serie di atrocità, prova della sua ragione ormai compromessa.
Imbarcatosi su una piccola chiatta e scortato da un ristretto quanto improbabile equipaggio ignaro della meta e dello scopo della missione, il capitano Willard inizia così un lungo viaggio attraverso il paese in guerra che lo dovrà condurre al cospetto del misterioso colonnello scomparso.
Nel 1979, Francis Ford Coppola riesce finalmente a completare quello che sarà destinato a diventare uno dei film culto per più generazioni e pietra miliare del cinema di guerra. Una delle testimonianze più crude e allucinanti di un conflitto, quello del Viet-nam, che ha indelebilmente segnato la coscienza di un paese e forse di tutto il mondo occidentale.
Apocalypse Now è un film liberamente ispirato al celebre romanzo di Joseph Konrad, Cuore di tenebra, di cui però Coppola cambia ambientazione spazio-temporale. Coppola vuole rappresentare un viaggio, un lungo viaggio attraverso la guerra e che della guerra deve mostrare tutti gli orrori, l’inutilità e la forza alienante, l’assuefazione alla violenza quotidiana che si è costretti a praticare.
Così il fiume Nung, presenza costante per quasi tutto il film, diventa una sorta di simbolo, una linea concettuale che collega tutte le varie fasi della narrazione, un filo conduttore a cui si ritorna dopo ogni avventura affrontata dal protagonista.
Ed una volta tornati sulla barca, unico rifugio dove potersi sentire al sicuro, il capitano Willard sfoglierà pagina dopo pagina il lungo dossier sull’uomo da scovare ed uccidere. Il percorso di avvicinamento non solo fisico ma sopratutto intellettuale tra il carnefice e la sua vittima è indubbiamente l’aspetto più interessante del film. Willard conosce gradualmente i profili psicologici di quell’eroe di guerra che prima dei trent’anni era arrivato ad un passo dall’essere generale e che sicuramente sarebbe diventato capo di stato maggiore. Allora capire il motivo della sua pazzia, della sua degenerazione mentale improvvisa e inspiegabile diventa per Willard un’ossessione, Kurtz e il fascino e il magnetismo che trasmette la sua vita diventano un’ossessione.
Il lungo e dantesco viaggio attraverso la giungla porterà Willard e la sua truppa ad incontrare personaggi e situazioni quasi farsesche, al limite del grottesco; su tutte la conoscenza dell’eccentrico tenente William “Bill” Kilgore, interpretato da un superlativo Robert Duvall, comandante di un reggimento elicotteristico, la 1st Cavalry Division. Kilgore è un signore della guerra che “ama i suoi ragazzi e che non si farà mai un graffio” e che si getta all’attacco di villaggi vietcong sulle note inquietanti della Cavalcata delle Valchirie di Wagner e che ama l’odore di napalm al mattino perchè “è l’odore della vittoria”.
Quindi l’incontro con le playmate giunte per sollevare il morale dei soldati, l’escursione tra trincee senza comando dove si spara senza sapere a chi e per quale motivo oltre ai vari attacchi dei guerriglieri nascosti sulle sponde del fiume.
Ma il vero protagonista attorno al quale ruota tutto il film, resta e rimane questo misterioso ed enigmatico colonnello Kurtz, figura ombra che pur non comparendo per tre quarti del film ne è in realtà il cuore pulsante. Kurtz appare e si materializza solo negli ultimi quaranta incredibili minuti in cui la scena viene dominata in modo incontrastato dal grande Marlon Brando.
Forte di una presenza scenica unica e forse ineguagliabile, Brando interpreta uno dei suoi personaggi forse più complessi e tormentati e che per questo gli si addice maggiormente. Sempre ritratto nell’ombra, e confuso nelle tenebre del suo sinistro tempio “dall’odore di morte stagnante”, Kurtz è il signore di un esercito di uomini-spettri che sembrano vittima di uno strano incantesimo e che da lui subiscono supinamente le più pazzesche atrocità. Cadaveri disseminati sugli alberi, sulle scalinate insanguinate di un antico palazzo, forse una pagoda buddista, un’atmosfera di morte e follia di fronte alla quale Willard rimane sconvolto.
Al cospetto di Kurtz, il capitano è vittima di quel fascino e di quella capacità affabulatoria di un uomo che esalta la metodicità e la disciplina dell’esercito vietnamita prevedendone la futura quanto inevitabile vittoria. Kurtz è filosofo di morte e di violenza che disegna sofismi sul terrore, sull’orrore al quale il soldato americano non sarà mai avvezzo. Ma nei monologhi del colonnello leggiamo una denuncia, una critica alle contraddizioni e all’illogicità dei comandi americani i quali costringono i loro ragazzi a diventare spietati assassini per richiamarli poi a rispettare stupidi dettami morali.
Come un altro ufficiale che lo precedette in quell’incarico, anche Willard è sul punto di cedere alla filosofia e alla forza persuasiva del colonnello ma la sua razionalità e il rifiuto di quella degenerazione lo salverà dalla follia e lo porterà al compimento della sua missione.
Apocalypse Now è un film che come pochi altri induce a riflettere sull’atrocità della guerra e sui limiti a cui può portare la follia umana. Un film tormentato e psicologico, allucinato e allucinante nelle sue atmosfere e nelle sue musiche che hanno in The end dei Doors l’apertura e la chiusura più degna e indovinata che Coppola potesse scegliere.
Riprese durate un anno e mezzo nella giungla delle Filippine tra tornadi e tifoni che distrussero più volte il set; Sheen che si ferì ad una mano ed ebbe un infarto che rese necessaria una controfigura in talune sequenze. Brando che fece impazzire Coppola tanto da rifiutarsi di girare le riprese con il grande attore affidandole al suo vice; un montaggio durato più di due anni.
Un’odissea che portò il regista a perdere una ventina di chili e che mise a rischio il suo matrimonio per una crisi depressiva che lo colse per la paura di non portare a compimento il suo sogno. Ma i grandi capolavori hanno spesso gestazioni lunghe e difficili, complesse e tormentate, forse necessarie a rendere il risultato tanto eccellente. Noi non smetteremo mai di ringraziare Coppola di non aver ceduto, di non aver desistito dall’idea e dall’utopia di terminare questo film. Un film che consigliamo di vedere nella sua versione Redux in quanto la consideriamo migliore e più esaustiva, comprendente sequenze chiave e fondamentali per capire al meglio una narrazione non facile.
Gli Anni Ruggenti: il fascismo visto attraverso lo ironico di Luigi Zampa
Gli Anni Ruggenti è un film del 1962 diretto da Luigi Zampa e con protagonista nel cast Nino Manfredi, Gino Cervi, Michèle Mercier, Gastone Moschin.
La trama de Gli Anni Ruggenti
1937, XV anno fascista. Salvatore Acquamano (Gino Cervi) è il podestà di un piccolo paese a pochi chilometri da Alberobello; un cugino impiegato nel ministero lo avverte dell’arrivo imminente di un gerarca in incognito incaricato di effettuare un’ispezione sul territorio.
Convocato tutto il consiglio comunale, composto tra gli altri anche dal burbero segretario politico Carmine Passante (Gastone Moschin), il panico si diffonde immediato viste le innumerevoli magagne che rischiano di essere smascherate.
Il tanto temuto ispettore è individuato nella figura di un giovane forestiero appena giunto da Roma, un certo Omero Battifiori (Nino Manfredi) che si spaccia per un assicuratore in cerca di nuovi clienti. Peccato che il giovane e spigliato presunto gerarca sia in realtà quello che dice di essere ma il gioco degli equivoci è ormai iniziato e sarà quasi impossibile fermarlo.
Gli Anni Ruggenti, il film
E’ il 1962 quando Luigi Zampa dirige questo brillantissimo esempio di tragicommedia all’italiana; un affresco quanto mai ironico e divertente su un periodo storico molto particolare e di cui ancora, in quegli anni, si percepivano gli echi e i freschi ricordi.
Una sceneggiatura scritta a sei mani ed in cui Zampa si avvale della preziosissima collaborazione di Ruggero Maccari e sopratutto di Ettore Scola. E crediamo che proprio Scola abbia contribuito particolarmente, in sede di scrittura del film, a bilanciarne la forte carica ironico-satirica con una certa eleganza e gravità di base, tipica del suo fare cinema.
Gli anni ruggenti infatti non è solo una semplice commedia in cui si ride, e molto, grazie al susseguirsi di situazioni farsesche e divertenti rese ancor più esilaranti da attori eccezionali e dalla grande carica comica; ma è anche e innanzitutto un film che al contempo vuole riproporre e affrontare temi e problematiche legate al “ventennio” da poco concluso.
Divertire e far riflettere, sorridere sì ma di un sorriso spesso amaro che alla lunga si smorza in una sorta di ghigno, in una smorfia, come da tradizione della grande tragicommedia nostrana.
Mostrare la tipica società fascista di provincia, di una provincia lontana da Roma, da piazza Venezia e dalle grandi adunate; una provincia così lontana dal centro di potere da sentirsi al sicuro da occhi e orecchie indiscrete e poter così dar libero sfogo alla sua irresistibile smania di corruzione. Il quadro che Zampa ci propone è impietoso: funzionari di partito, dirigenti sanitari, scolastici e loschi mestieranti in camicia nera che utilizzano quella particolare congiuntura storico-politica per arricchirsi, ampliare il proprio volume di affari, assecondare i propri interessi e il tutto a scapito della povera gente.
Non c’è ideale, non c’è convinzione sincera in qualcuno o qualcosa ma solo sete di danaro, sete di ricchezza. Straordinari nel fornirci i classici esempi di questa provincia corrotta e basata sul malaffare sono Gino Cervi, podestà che utilizza la sua posizione per sfruttare più e peggio di prima gli stessi braccianti che lavorano le sue terre e Gastone Moschin, segretario politico dalla mascella protesa e il petto sempre gonfio ma in realtà pavido come un agnellino.
Nino Manfredi invece interpreta con la solita maestria il protagonista della storia, il vero perno su cui ruota tutta la narrazione. Giovane impiegato onesto e innocentemente fedele al partito, avrà suo malgrado modo di conoscere tutto il marcio che può nascondersi sotto il velo di legalità, fermezza morale e borghese di uomini fieri e orgogliosi fascisti. Avrà modo di constatare come le loro ruberie si riversino sulla povera gente che, in un piccolo borgo pugliese, può ancora vivere accampata nelle caverne nascoste tra le montagne. La composta ed educata amicizia che nasce con il dott. De Vincenzi, intellettuale anti-fascista, interpretato da un sempre meraviglioso Salvo Randone, aiuta il giovane protagonista ad aprire gli occhi su quello che si cela dietro ad un apparente benessere.
Il dott. De Vincenzi sarà per Omero una sorta di Virgilio che lo guiderà in questo viaggio dantesco verso la verità.
Attori impeccabili, straordinari nel rivestire ognuno il ruolo loro assegnato, una sceneggiatura elegante quanto divertente ed amara, una ricostruzione storica e sociale fedele ed impietosa. Gli anni ruggenti è un film che consigliamo fortemente in quanto diverte, fa conoscere e riflettere anche se alla fine, forse, è la nostalgia il sentimento che rimane…nostalgia di un cinema che fu.























