La recensione
di Shrek la trilogia diretta da
Andrew Adamson & Vicky Jenso, Conrad Vernon, Raman Hui e
Chris Miller.
Sinossi: La quiete
di un orco di nome Shrek viene sconvolta dall’invasione della sua
palude di numerosi personaggi delle fiabe sfrattati dal perfido
Lord Farquaad. In cambio della sua palude, Shrek promette a Lord
Farquaad di salvare la sua promessa sposa, la principessa Fiona,
prigioniera in un castello, tana di un terribile drago. A dargli
manforte nella missione è Ciuchino, un asino parlante, loquace
tanto da farsi odiare da tutti, ma tanto da far innamorare di sé la
draghessa carceraria.
Quando i nostri eroi riescono
finalmente a salvare la ragazza e portarla al loro Signore, l’amore
fa breccia nel cuore del mostro e anche la bella di lui s’innamora.
Il finale non risulta per niente in linea con le classiche fiabe,
poiché la bella in brutta si trasforma, “e vissero per sempre
mostri e contenti”. Dal primo capitolo si passa ai successivi
nei quali Shrek deve fare i conti prima con i suoceri e con
un’ostinata Fata Madrina, poi, nel terzo capitolo, imparare
addirittura a diventare papà e ad accettare la sua vita
casalinga.
Shrek: La
Trilogia
Analisi:
Shrek è una saga cinematografica d’animazione
prodotta dalla Dreamworks Animation basata
sul libro Shrek! di William Steig.
Shrek, prodotto e distribuito da
DreamWorks si pone come alternativa ai classici
Disney, riprendendoli e dissacrandone i principi di kalòs kaì
agatòs ai quali i bambini di tutti i tempi sono stati abituati.
Questa volta infatti i buoni non sono né belli né gradevoli,
essendo capitanati appunto da Shrek, un orco verde e scontroso
senza alcun ritegno e senza buone maniere. All’orco (questa volta
non cattivo) si affiancano dal primo film Ciuchino, petulante ed
irritante quanto divertentissimo asinello, e Fiona, principessa
maledetta da un sortilegio che si sciogli nel meno favoloso dei
modi: destinata ad avere ‘la forma dell’amore’, scoprirà, alla fine
del primo capitolo, che la sua ‘forma’ è quella di orchessa grossa
e sgraziata, e non quella di snella principessa delle favole.

Shrek 2 invece
vede i due orchi alle prese con la famiglia di lei, immaginate un
po’ che sorpresa per due sovrani perfetti vedere la propria figlia
sposata ad un orco! E se di morale si può parlare, nel secondo film
questa è sicuramente quella di essere fedeli a se stessi, qualunque
sia la propria apparenza, purché si stia dalla parte del bene.
Infondo, oltre a dissacrare la tradizione, Shrek non si spinge più
tanto oltre dopo il finale a sorpresa del primo film, facendo
trionfare ugualmente l’amore tra i due protagonisti.
Come è quasi ‘classico’ i cattivi
sono sicuramente i personaggi più interessanti, a partire dal
‘normale’ Lord Farquaard, al bel Azzurro (Principe) e a sua madre,
infida e spietata Fata Madrina.
New Entry notevole nel secondo
capitolo è Gatto con gli Stivali, divertentissima versione animata
del famoso personaggi delle favole che intenerisce e diverte allo
stesso tempo. A lui sarà dedicato uno spin-off che racconterà
probabilmente le sue avventure prima di conoscere Shrek. Ma non
soo, numerosissimi i personaggi delle favole, sia trai buoni che
trai cattivi: i tre porcellini, il lupo di Cappuccetto rosso,
Pinocchio Robin Hood, Peter Pan e tanti altri che hanno anche solo
una piccola particina o sono una comparsa…
Come tutte le saghe di successo
però si tende, qualche volta, a strafare, così anche per il nostro
amico verde il terzo capitolo, pur non rappresentando una delusione
economica, è sicuramente un fiasco dal punto di vista della
qualità. Sparati tutti i colpi brillanti, la storia si affolla di
personaggi in esubero, dagli alberi parlanti, alle Principesse
scatenate, fino ai piccoli e chiassosi pargoletti verdi e al
piccolo Re Artù che va nientemeno che al college. Troppe idee per
un solo film e troppi personaggi per una storia che, come ha
dimostrato il primo capitolo, si fa molto meglio con meno, data la
qualità dell’idea iniziale. Da un punto di vista tecnico, il
valore del film aumenta con il procedere degli episodi, e
l’animazione diventa sempre migliore, soprattutto nei dettagli,
come il pelo di Ciuchino e le espressioni dei personaggi.
Shrek è
stato il primo film d’animazione a vincere l’Oscar in questa
categoria per il 2002, anno in cui è stato istituito il premio.
Curiosità: Il film si basa sulla parodia di numerosi classici
Disney, mentre il volto del cattivo Lord Farquaad assomiglia a
quella dell’amministratore delegato della Walt Disney Company
Michael Eisner, che licenziò Jeffrey Katzenberg,
uno dei tre fondatori e amministratore delegato della
DreamWorks, dall’azienda di Topolino nel 1994.
Il grande successo ottenuto nel
2001 dal film ha lanciato la DreamWorks come la prima rivale della
Disney (in particolare della Pixar, ad essa legata) nel campo
dell’animazione, in particolare in quello dell’animazione al
computer.
La colonna sonora del film include
pezzi degli Smash Mouth, Eels, The Proclaimers, Jason Wade e Rufus
Wainwright. All’inizio del film, nella scena in cui si
celebrano le nozze tra Shrek e Fiona, si vede un fabbro che forgia
la Fede Nuziale, questa scena è un chiaro riferimento alla Trilogia
Il Signore degli Anelli. La scritta “Far far
away” (cioè “Molto molto lontano”) sulla collina antistante al
palazzo richiama Hollywood.
La Fata Madrina, durante il primo
dialogo con il re, fa fermare la carrozza per prendere del cibo ad
un fast-food simile al McDrive
Nella scena in cui la fata madrina canta insieme a Fiona nel
castello reale si nota chiaramente in uno specchio, l’immagine di
Carlo di Inghilterra.
All’inizio del film, durante la
rappresentazione del Principe Azzurro, il rumore dello zoccolio del
cavallo al galoppo viene simulato dallo sbattere tra loro di due
metà di noce di cocco, chiara citazione del film dei Monty Python:
Monty Python e il Sacro Graal.
La scena in cui
Shrek e Fiona vengono “tirati a lucido” ricorda il
film dei fratelli Farrelly Scemo e più scemo (il
taglio delle unghie di Shrek). Mago Merlino appare a Shrek
sotto forma di ologramma esattamente come il “profeta” che risponde
alle domande del piccolo bambino-robot nel film A.I. –
Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg, interpretato da
Jude
Law e Haley Joel Osment.
Nel 2009 è entrato in cantiere la
produzione di un capitolo numero 4, anche se la
DreamWorks non ne ha ancora annunciato
l’uscita.