Diffuso un altro trailer per Les Misérables, atteso film basato sull’omonimo musical e diretto dal premio Oscar Tom Hooper.
Nel video a seguire (via Badtaste) possiamo
A quattro anni da The Hurt Locker, opera che ha regalato a entrambi ben due Oscar, la regista Kathryn Bigelow e lo sceneggiatore Mark Boal tornano insieme per raccontare al mondo il lavoro compiuto da una squadra di coraggiosi e caparbi agenti della CIA per scovare “lo sceicco del terrore”, un impegno durato dieci anni e due amministrazioni presidenziali americane.
Nelle sale italiane dal prossimo 10 Gennaio, Zero Dark Thirty è la cronaca dettagliata di tutti gli eventi, alcuni mai rivelati, che hanno portato alla cattura di Osama bin Laden; la colla che tiene unite le varie parti del racconto, che copre un ampio arco di tempo e molte zone del globo, è Maya/Jessica Chastain (Lawless), una giovane agente della CIA trasferita a Islamabad, Pakistan, come rinforzo. Nonostante l’ottusità del suo capo stazione, Bradley/Kyle Chandler (Super 8), e grazie all’aiuto dei colleghi più esperti, Dan/Jason Clarke (Lawless) e Jessica/Jennifer Ehle (Il Discorso del Re), Maya non abbandonerà mai la sua pista e riuscirà a trovare il nascondiglio del capo di Al Qaeda. Zero Dark Thirty, nel gergo militare, significa qualsiasi ora compresa nel buio della notte, in questo caso specifico le 00.30, ora in cui il Team Six dei Navy SEALS ha fatto irruzione nel covo di bin Laden ad Abbottabad, ora in cui la più grande caccia all’uomo della storia ha avuto fine.
Basata sul lungo e
approfondito reportage di Boal, nato giornalista, la
sceneggiatura dà fin da subito al film uno stampo documentaristico,
che si rispecchia sia nella scelta delle location sia nella regia
della Bigelow, studiata, ma dal risultato finale
naturale: camera a mano, inquadrature strettissime e utilizzo di
telecamere a infrarossi ci portano dentro l’azione, permettendoci
di sentire l’ansia che provano i personaggi nelle situazioni più
critiche.
La notevole mole d’informazioni (luoghi, date, nomi) e la durata del film (ben 157’) possono deconcentrare lo spettatore; tuttavia, le didascalie e la suddivisione della storia in capitoli, con titoli specifici, aiutano a fare il punto della situazione. I dettagli delle scenografie e dei costumi contribuiscono ad avvicinare il pubblico alla storia, mentre il montaggio s’intromette nella linearità del racconto solo nei momenti-chiave per creare quella suspense necessaria a sottolineare il clima di quel periodo.
I personaggi, incluso quello principale di Maya, non prendono mai il sopravvento sulla storia e sono definiti esclusivamente in relazione ad essa. Questo rende ancora più cariche di significato le interpretazioni degli attori, in particolare nelle scene di tortura con Jason Clarke e Reda Kateb/Ammar (Il Profeta) e in quella finale con un’intensa e magnifica Chastain. Nel ben assortito cast, oltre ai già citati, troviamo James Gandolfini (Welcome to the Rileys), Mark Strong (La Talpa), Stephen Dillane (“Il Trono di Spade”), Edgar Ramirez (“Carlos”), Chris Pratt (Moneyball) e Joel Edgerton (Warrior).
Con la mente libera da pregiudizi e l’unico intento di mostrare quello che è accaduto (incluse le crudeli e amorali torture durante gli interrogatori), Kathryn Bigelow porta sullo schermo un film complesso, amalgamando abilmente i generi del documentario, dello spy-thriller e del dramma e lasciando al pubblico non una morale, ma una storia di fatti realmente accaduti. Con 4 nomination ai Golden Globes e probabilmente con molte altre agli Academy Awards, Zero Dark Thirty ha già riscosso molti premi.
Si è fermata oggi la corsa dei fratelli Taviani verso gli Oscar 2013, corsa che aveva fatto sperare in un ritorno italiano al Kodak Theatre per i due registi. Invece il loro film,
Arriva dalla Spagna una clip estesa di Les Misérables. La clip in questione è quella proiettata in anteprima alle giornate professionali di cinema di Sorrento, dove noi di Cinefilos
Guarda il primo trailer ufficiale del film Burt Wonderstone con Steve Carell, Jim Carrey, Steve Buscemi, Olivia Wilde, Alan Arkin, James Gandolfini e Jay Mohr. La pellicola uscirà il 15 Marzo 2013 negli USA, mentre nel nostro paese uscirà il 18 Aprile 2013.
Tutte le info utili del film nella nostra scheda: Burt Wonderstone.
Fonte. Comingsoon.net
La fine del mondo ha
preoccupato anche la Columbia Pictures, che ironizzando sull’evento
così tanto chiacchierato ha rilasciato un video teaser sul
film This is the End
Ecco quattro clip del
film Jack Reacher con protagonista Tom
Cruise, Rosemund Pike, Robert Duvall e Warner Herzog. La
pellicola distribuita dalla Universal Pictures uscirà 5 Gennaio
2013.
“Nella mia riflessione sullo statuto
dell’identità digitale ho utilizzato alcuni romanzi contemporanei
che possono essere piegati e declinati a grandi metafore di ciò che
sta avvenendo con la svolta impressa dal digitale.” A parlare
è il Professore Elio Matassi, docente di Filosofia
Morale e Estetica Musicale all’Università di Roma Tre. “Dei
romanzi che ho preso in considerazione, per due sono già stati
acquistati i diritti per la trasposizione cinematografica.
In Buon Anno Sarajevo Rahima e Nedim vivono a Sarajevo. Dopo un’adolescenza punk, finita la guerra in Bosnia che li ha resi orfani Rahima è costretta a lavorare sottopagata in un ristorante, mentre suo fratello non ha vita facile a scuola. Un giorno infatti litiga con il figlio di un potente della zona e Rahima si troverà a confrontarsi con una situazione che non avrebbe immaginato.
Sono passati quasi 20 anni dall’assedio di Sarajevo, che ha cambiato la faccia e la struttura ma anche la fisionomia di un paese e dei suoi abitanti, ci sono voluti tutti questi anni per fare in modo che ci fossero registi in grado di raccontare il cambiamento. Ad ampliare l’orizzonte barocco del cinema di Kusturica, ci sono altri registi che raccontano la realtà di tutti i giorni in maniera più realistica e meno romanzata di come fa ad esempio Margaret Mazzantini e di riflesso Sergio Castellitto in Venuto al mondo.
Aida Begic ad esempio racconta questa storia che deve essere stata comune a molti giovani nati o cresciuti duranti la guerra, e comunque cresciuti prima con le forze Nato, il coprifuoco e poi con un ribaltamento dei valori di una società diversa esponenzialemente da quella dei loro genitori.
La storia pedina la quotidianità di Rahima, punk convertitasi all’Islam, che rimasta orfana a causa della guerra deve lavorare e badare al fratello che è una testa calda. La loro vita, al limite della sopravvivenza e dell’assistenza sociale, che è una sorpresa che continui giorno per giorno, si scontra con i nuovi ricchi, dal look e dalla spocchia occidentale, che sono lontani anni luce dalla realtà di certe parti di quelle zone.
La regista effettua un vero pedinamento della protagonista, nella ripetizione quasi esasperata della sua routine, con la macchina da presa che sta sulle spalle di Rahima, quasi come il destino e come abbiamo visto in molti film che raccontano le storie di personaggi al limite della resistenza umana, come lo sono i protagonisti dei film dei fratelli Dardenne, come riferimento europeo e di Darren Aronofsky, negli Stati Uniti. La famosa inquadratura di nuca, a stare addosso al personaggio quasi a raccontare i suoi pensieri è anche funzionale a rendere l’atmosfera soffocante, quasi da gabbia in cui la ragazza si trova.
Ralph
Spaccatutto – Il film racconta la storia di un
celebre personaggio dei videogame del passato che si trova a dover
affrontare i nuovi e supertecnologici videogiochi moderni. Ralph è
stanco di essere messo in ombra da Fix-It Felix, il “bravo ragazzo”
campione nel loro gioco dove ogni volta finisce per salvare la
situazione. Ma dopo decenni trascorsi guardando Felix ricevere
tutta la gloria, Ralph decide che è arrivato il momento di smettere
di interpretare il ruolo del cattivo.
Manca molto tempo a The Avengers 2 ma nonostante questo continuano ad arrivare notizie. Infatti, l’attore Tom Hiddleston in un’intervista rilasciata ad MSN è parso molto dubbioso sulla possibilità di rivedere Loki nel sequel del fortunato film di Joss Whedon.
“Non lo so, è in realtà la risposta più onesta”, ha detto. “Lo so che ho ci sperano in molti ma non ho idea, non ho parlato con Joss(Whedon) che sta lavorando al film. Quindi, io non sospetto che ci sia, solo perché penso che probabilmente il pubblico è stanco di Loki come cattivo. Forse i Vendicatori hanno bisogno di qualcun altro contro cui combattere. Ma mi piacerebbe farne parte di nuovo. “
Vi ricordiamo che The Avengers 2 è previsto per il 2015. Tutte le news sulla serie nel nostro speciale The Avengers. Tutte le info sul film nella nostra scheda film: The Avengers 2.
Fonte: Comingsoon.net
Guarda il Teaser Trailer originale di Pain & Gain, il nuovo film di Michael Bay, registra della saga di Transformers. Il film vede come protagonisti Mark Wahlberg,
Ben Affleck torna a parlare del film Justice League in un’intervista rilasciata da Hitfix. Il regista di Argo, filma che sarà fra i protagonisti della corsa all’Oscar,
Arriva dopo molto tempo dall’uscita del teaser trailer una nuova foto di Iron Man 3, che non fa altro che alimentare le voci su un mood molto serioso di questo terzo nuovo capitolo di Tony Stark(Robert Downey Jr.)
Guarda il secondo Trailer del film Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann con protagonisti Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey MulliganeJoel Edgerton. Il film uscirà il 10 maggio 2013 negli Stati Uniti, da noi toccherà aspettare il 16 Maggio 2013.
Il Grande Gatsby è diretto da Baz Luhrmann e vede nel cast Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire e Carey Mulligan e che vedremo in apertura al Festival di Cannes 2013.
Il Grande Gatsby uscirà il prossimo 16 maggio al cinema. Tutte le info sul film le trovate nella nostra scheda: Il Grande Gatsby. Il sito ufficiale del film qui.
Il film racconta la storia di un aspirante scrittore, Nick Carraway che lasciato il Midwest Americano, arriva a New York nella primavera del 1922, un’epoca in cui regna la dubbia moralità, la musica jazz e la delinquenza. In cerca del suo personale Sogno Americano, Nick si ritrova vicino di casa di un misterioso milionario a cui piace organizzare feste, Jay Gatsby, ed a sua cugina Daisy che vive sulla sponda opposta della baia con il suo amorevole nonché nobile marito, Tom Buchanan. E’ allora che Nick viene catapultato nell’accattivante mondo dei super-ricchi, le loro illusioni, amori ed inganni. Nick è quindi testimone, dentro e fuori del suo mondo, di racconti di amori impossibili, sogni incorruttibili e tragedie ad alto tasso di drammaticità.
Che la storia sia per i bambini o per
un uomo che si rivede bambino è un dettaglio di secondaria
importanza se solo si concentra l’attenzione al ritorno sugli
schermi di Tim
Burton con un’opera che già alla nascita sancisce la
precocità del suo genio.
In La bottega dei suicidi in una città grigia e triste, in tempo di crisi, le persone hanno perso la gioia di vivere e per rendere più facile togliersi la vita si rivolgono ad un negozietto specializzato in suicidi. Il signor Tuvache, titolare della “Bottega dei Suicidi” fa affari d’oro e assieme alla moglie e ai due figli lavora instancabilmente giorno e notte. Ma l’arrivo di un nuovo figlioletto, dal carattere allegro e sereno, sconvolgerà la sua vita e quella degli affezionato clienti.
Patrice Leconte, originale e poetico regista di film come Il marito della parrucchiera e La ragazza sul ponte, abbandona momentaneamente gli attori in carne ed ossa per giocare con un colorato manipolo di ‘scarabocchi’ macabri, dando vita ad una famiglia che ricorda gli Addams e le illustrazioni di Edward Gorey. Nel suo primo film d’animazione Leconte lascia libera la fantasia e la sua ironia più nera, adattando il libro di Jean Teulè, pur rimaneggiandone in maniera, forse troppo ottimista, alcuni passaggi ed il finale.
La storia di La bottega dei suicidi cattura, fin dai primi fotogrammi i personaggi sono ben descritti e caratterizzati, tanto da sembrare d’intravedere disegnati sullo schermo i personaggi che solitamente popolano l’immaginario cinematografico di Leconte. Lo stile è quello tipico del fumetto francese, con una città che sembra uscita dalle tavole di Nicolas De Crecy e atmosfere retrò degne dei film di Jeunet o di Chomet. Peccato per le musiche e per le canzoni di Florian Thouret, bellissime e accattivanti, non c’è che dire, ma troppo debitrici allo stile burtoniano di Danny Elfmann, tanto che in alcuni momenti la mente vaga verso Nightmare before Christmas. Una personalizzazione, o forse una “francesizzazione” in questo senso, avrebbe certamente reso perfetta tutta l’operazione.
L’animazione è bidimensionale, lontana per scelta dal 3D stile Pixar, ma funzionale ed evocatica, con texture di carta a grana grossa e campiture ad acquarello. Spettacolari in tal senso le occhiaie color seppia che inondano i volti degli angustiati aspiranti suicidi, anche se il lavoro digitale sui tratti e sui contorni toglie poi l’immediato senso di artigianalità che ci si aspetterebbe da tale tecnica.
La bottega dei suicidi è un film delizioso, particolare, poetico, macabro, cinico ed ironico, un film adatto a tutti, ma non per tutti, che difficilmente potrà essere apprezzato dal grosso pubblico, soprattutto dopo il divieto ai minori di diciotto anni che inspiegabilmente la commissione di censura ha deciso di assegnargli, per il timore che a qualcuno, soprattutto in tenera età, potesse venir voglia di togliersi la vita.
Zemekis ritorna in grande forma al film d’azione con Flight dopo un lungo periodo passato tra favole per bambini e leggende medievali (La Leggenda di Beowulf del 2007, Polar Express nel 2004 e a Christmas Carol nel 2009) e lo fa scegliendo uno degli attori più amati e celebrati di Hollywood, ovvero Denzel Washington.
Il due volte premio Oscar risulta perfetto per la parte e assolutamente capace di restituire il dolore e i travaglio che percorre il protagonista in lotta per riconoscere il suo problema ed allontanarsi dall’alcool. Ancora una volta la scelta registica è quella di fa ruotare tutto il racconto attorno al solo protagonista (come fu per Forrest Gump e ancor più per Cast Away) portando il pubblico a un’empatia tale con Whitacker da sperare e combattere con lui.
In Flight in un mattino di metà autunno il South Jet 227 parte da Orlando, Florida, per quello che dovrebbe essere uno dei suoi soliti voli di routine. Whip Whitaker è al comando di questo jet Jakson – Ridgefield insieme al suo copilota con novantasei passeggeri. Inaspettatamente, però, i due piloti devono fare i conti con una serie di guasti meccanici che portano l’aereo ad un passo dalla collisione in picchiata nei pressi di un piccolo paese. L’esperienza e l’ingegno di Whitaker porteranno il velivolo a un atterraggio di fortuna che salverà la maggior parte dei passeggeri, ma le cose si complicano quando le indagini di routine scoprono che il comandante era ubriaco al comando del Jet.
Il cast è però composto da una serie di altri personaggi, tutti esattamente centrati nella parte, da John Goodman spassoso e dissacrante, a Don Cheadle perfetto nel ruolo dell’avvocato rampante e sicuro di sé, ogni ruolo aiuta a comporre un mosaico di situazioni e generi, della comico, al legal thriller, al drammatico, che non scade mai nella banalità e che mette sotto una lente d’ingrandimento i peggiori difetti della società americana. La religiosità esasperata, la superficialità e la freddezza dei mezzi di informazione e del giornalismo, la tendenza al fanatismo, vengono tutti raccontati in maniera intelligente e velata, passando prima e attraverso la storia di Withacker e facendolo fulcro delle isterie come delle scappatoie del sistema americano.
Il lieto fine è assicurato, come spesso accade ad Hollywood, ma senza buonismi, lasciando spazio all’immaginazione. Una colonna sonora di tutto rispetto chiude poi il cerchio di un’opera sicuramente ben riuscita.
Tornano Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli a dare vita ai personaggi che li hanno resi famosi tramite MTv con I 2 Soliti Idioti. Privi di qualunque intento educativo, fin dalle prime immagini del film rivendicano la loro cinica indipendenza creativa attraverso un cartello in stile “Jackass” con il quale invitano il pubblico a non emularli assolutamente in alcun modo. I contenuti politicamente scorretti, la satira inflazionata fino ai limiti del grottesco sono l’ingrediente fondamentale che ha fatto di questo duo comico un fenomeno mediatico nazionale, culminato addirittura con una partecipazione sanremese sulla scia del successo del primo film.
Rispetto alla prima pellicola del 2011, in questo secondo film c’è una struttura più solida, sulla quale si incastrano i vari personaggi partoriti dalle menti dei due autori-attori.
I 2 Soliti Idioti è una sorta di sequel ideale del precedente capitolo: i protagonisti incontrastati sono Ruggero De Ceglie e il figlio Gianluca, che ritroviamo costretti a fuggire da un improbabile duo di mafiosi russi. Ma l’aria di crisi c’è, e si è abbattuta anche sull’impero del wurstel creato da Ruggero: braccato dalla finanza, depredato del proprio patrimonio, l’uomo è disposto a tutto pur di salvarlo, perfino ricorrere all’aiuto del padre di Fabiana (l’eterna fidanzata del figliol prodigo Gianluca), un integerrimo professore austero e rigoroso, figlio supremo di questi tempi. Riuscirà Ruggero a salvare il suo patrimonio? Ma allo stesso tempo riuscirà Gianluca, neo sposo, a liberarsi dall’opprimente stretta paterna?
A fare da cornice alle
grottesche avventure di Ruggero&son ci sono una serie di
personaggi minori come i coatti milanesi Alexio e Patrick; i
bambini terribili con il loro tormentone “mamma esco!”; i preti
marketing Padre Giorgio e Padre Boy; i poliziotti scorreggioni; i
pirati della strada e l’improbabile duo di sadici sicari russi
costituito da Serghey e Ivanov; tutti personaggi creati
appositamente per il film oppure già presenti nell’omonima serie tv
che li ha lanciati. E proprio questa è una delle forze
dell’operazione-marketing creata intorno al fenomeno “soliti
idioti”: la capacità di saper creare delle “macchiette”, dei
caratteri che vivono dei difetti malati della società che ci
circonda, elementi che vengono umanamente riconosciuti ed ammessi
da tutti e che, in breve tempo, diventano fenomeno di costume.
Il film si regge comunque su una trama coerente e sull’immaginario creato da Biggio e Mandelli, un mondo popolato di tormentoni efficaci e crudi che rispecchiano la nostra società contemporanea, i rapporti che intercorrono tra le persone e riflettono quella grande commedia umana che è la vita stessa.
I 2 Soliti Idioti uscirà nelle sale il 20 Dicembre in oltre 500 copie, sperando di replicare il successo della prima pellicola (oltre 11 milioni di euro incassati) e di sostituire, nel cuore d’ogni italiano medio, il vuoto lasciato dal tradizionale cinepanettone natalizio della premiata ditta Vanzina – De Sica.
Il 18 Dicembre 2012 alla Casa del Cinema di Villa Borghese si è tenuta la presentazione ufficiale del film I 2 soliti idioti, diretto da Enrico Lando e interpretato dai due creatori del celebre duo, Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli. La pellicola, prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi, uscirà nelle sale italiane a partire dal 20 Dicembre distribuita in 500 copie con la collaborazione di Medusa Film e si presenta come una valida alternativa- per gli appassionati- al vuoto lasciato dai vari cinepanettoni dal sapore natalizio.
Guarda il Primo atteso
trailer di To The Wonder, il nuovo film di Terrence Malick con
protagonista Ben
Affleck, Rachel McAdams, Javier Bardem e Olga Kurilenko
Il prossimo film dei Coen, Inside
Llewyn Davis, si avvale di un reparto musicale di tutto
rispetto, cui si aggiunge il cantante Marcus Mumford.
Dopo Tom Hardy, anche Noomi Rapace entra in trattative per partecipare ad Animal Rescue, adattamento dell’omonimo racconto di Dennis Lehane.
Il casuale ritrovamento di un cucciolo si trasforma in un incubo per il protagonista, che diviene vittima della persecuzione del precedente proprietario, un pazzo che oltretutto è alla guida di una banda criminale. Il ruolo principale dovrebbe andare proprio a Tom Hardy, mentre nulla si sa riguardo al personaggio per il quale è in trattative Noomi Rapace.
Il film, che rappresenta la prima trasposizione per il cinema di uno scritto di Lehane, sarà diretto da Michael R. Roskam, regista belga che lo scorso anno ha ottenuto una nomination all’Oscar per il miglior film straniero per Bullhead.
Fonte: Empire
Ricky Gervais è in trattative per partecipare al prossimo film dedicato ai Muppets: per lui, il ruolo principale tra quelli recitati da attori ‘in carne ed ossa’.
Per Gervais non sarebbe la prima volta in cui reciterebbe a fianco dei pupazzi, essendo già apparso a fianco di Elmo, in Sesame Street; al momento, nulla si sa del personaggio che verrebbe interpretato da Gervais, mentre nel cast ‘umano’ del film è già entrato Ty Burrell (Modern Family), che interpreterà invece un agente dell’Interpol che si metterà alle calcagna di Kermit & Co. finiti nei guai nel corso di un loro viaggio in Europa; nel corso delle loro avventure avranno a che fare anche con una misteriosa bellezza russa.
Il film vedrà confermato Jems Bobin come regista, nonché co-sceneggiatore a fianco del veterano dei Muppets Nicholas Stoller.
Fonte: Empire