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Lo schiaccianoci e il flauto magico, recensione del film con Charlotte M.

Quest’anno il Natale si accende con Lo schiaccianoci e il flauto magico, pellicola d’animazione del regista Victor Glukhushin che anima le sale cinematografiche dal 3 novembre. L’atmosfera natalizia si riempie ancora una volta delle celebri musiche di Cajkovskij, riportando sulla scena una storia già conosciuta, quella dello Schiaccianoci, impreziosita da nuovi elementi di magia e spettacolarità.

Il film è un’altra rivisitazione della storia di Dumas, il quale aveva al tempo “addolcito” il racconto di Hoffmann Schiaccianoci e il Re dei Topo considerato molto più crudo e cruento. A rendere il lungometraggio più appetibile è la voce della conosciuta tiktoker Charlotte M., che presta la voce alla protagonista Marie.

Lo schiaccianoci e il flauto magico, la trama

Nella notte di Capodanno, dopo aver ballato sotto le note del brano Suite di Cajkovskij, la ballerina Marie riceve una spiacevole notizia: alla morte del padre, la madre si è trovata con una serie di debiti da dover pagare al Signor Ratter, pena la prigione. Rientrata nella sua camera, Marie esprime tristemente un desiderio, dopo aver gettato per terra uno Schiaccianoci regalatole quella sera.

Improvvisamente, tutto attorno a lei inizia a diventare di proporzioni enormi, finché non si rende conto di essere sotto effetto di un incantesimo. I suoi giocattoli prendono vita, compreso lo Schiaccianoci. Marie scopre così che lui altri non è che il Principe George, ed è qui che inizia l’avventura. Insieme al suo gruppo di amici giocattoli, la ballerina decide di aiutare George in un’ardua impresa: tornare nel suo regno, il Regno dei Fiori, per sconfiggere i topi che in sua assenza se ne sono impossessati.

La magia del cartone in una tipica storia d’amore

Walt Disney diceva “Io non faccio film solamente per bambini. Li faccio per il bambino che è in tutti noi, che abbia sei o sessanta anni.” Ogni film d’animazione riuscito è perché ha portato dentro di sé questo spirito, che è la chiave del successo di tutti i lungometraggi di genere. Essere adulti non equivale a osservare il mondo solo con l’occhio dell’esperienza, ma avere anche la capacità di guardarlo con quello della spensieratezza tipico dell’infanzia. Il mondo cinematografico, che sia d’animazione o meno, è sempre stato una via di fuga, quel mondo parallelo in cui rifugiarsi quando il resto del mondo inizia a stare stretto.

Ci sono momenti in cui però l’universo dei cartoons è il luogo più “adatto” in cui spegnere i pensieri, grazie soprattutto alla sua architettura fatta di fotogrammi dai colori sgargianti e una colonna sonora armoniosa. Le grandi storie animate portate sul grande schermo fungono spesso anche da film di formazione, e nascondo al loro interno importanti insegnamenti veicolati da specifici messaggi, sia per bambini che adulti. Coglierli è necessario affinché il racconto funzioni, poiché la realtà è riportata in maniera più semplice ma mai semplicistica.

La premessa era da farsi per poter comprendere Lo schiaccianoci e il flauto magico, una pellicola la cui storia antica torna al cinema, seppur rivisitata, per continuare a insegnarci qualcosa. La struttura narrativa si dispone sul tema principale della ricerca dell’oggetto perduto, in questo caso il flauto, grazie a cui l’equilibrio può essere ripristinato e la felicità ritrovata. Il processo di Marie all’interno della ricerca è un coming of age interessante dal punto di vista formativo: inizia con una malinconia del passato, un desiderio confidato al cielo ad alta voce, quello di poter tornare alla sua infanzia, per poi terminare con un cammino di crescita a cui segue un salvataggio. Essere adulti è difficile, ma Marie non si lascia mai abbattere dagli ostacoli che incontra per strada e impara che raggiunto l’obiettivo i sacrifici fatti verranno ripagati. Ed è dalla fiducia in se stessa, primo atto d’amore, che diventa donna.

L’amicizia, un punto fermo della storia

La pellicola, che sembra un misto fra Il mago di Oz e Cenerentola, pone la lente di ingrandimento poi su un altro tema importante, quello dell’amicizia. Marie, George, Becco Rosso e Ricciolo formano quel gruppo di amici sui generis per cui l’uno senza l’altro non esistono. Il loro rimanere uniti nonostante le paure e le difficoltà insegna che, nella vita, se hai degli amici che ti guardano le spalle tutto può essere più facile da affrontare.

Il disegno di tutti e quattro i personaggi serve poi ad equilibrare le scene emotive più forti del film. Ad esempio, nei momenti di maggior pathos, in cui Marie e George sono protagonisti, vengono mostrati in parallelo – in un “montaggio alternato” – le gag comiche di Becco Rosso e Ricciolo (che sembrano un po’ Stanlio e Ollio), che entrano in campo per smorzare la tensione. Questa scelta narrativa nasconde un altro messaggio ben preciso: i momenti difficili è meglio superarli con un sorriso se non ci si vuole far mangiare da essi.

Lo schiaccianoci e il flauto magico è perciò un lungometraggio da gustarsi a luci soffuse e prestando attenzione, poiché dietro le figure animate si celano significati contemporanei dalla grande valenza. La famosa musica di Suite (Danza della Fata Confetto) di Per Ilic Cajkovskij, che accompagna lo spettatore per tutta la durata del film, aiuta a rimanere agganciati alla storia, facendosi quasi cullare da essa. E’ per questo che quando compaiono i titoli di coda, i personaggi scompaiono ma la magia non smette di avvolgere il cuore.

Lo schiaccianoci e i quattro regni: teaser trailer italiano

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Lo schiaccianoci e i quattro regni: teaser trailer italiano

Walt Disney Pictures Lo schiaccianoci e i quattro regni diretto da Lasse Hallström e ispirato al celebre classico di E.T.A. Hoffmann, il film arriverà nelle sale italiane a novembre 2018.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, il nuovo lungometraggio Disney ispirato al celebre classico di E.T.A. Hoffmann, arriverà nelle sale italiane a novembre 2018.

Diretto da Lasse Hallström e prodotto da Mark Gordon e Larry Franco, il film è in gran parte ambientato in uno strano e misterioso mondo parallelo, dove Clara dovrà affrontare la malvagia Mother Ginger e una gang di topi che le rubano la sua tanto agognata chiave.

Annunciato in anteprima al D23 Expo 2017, Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è interpretato da Keira Knightley, Helen Mirren, Morgan Freeman e dall’esordiente Mackenzie Foy, e include una speciale performance di Misty Copeland.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: recensione del film Disney

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: recensione del film Disney

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: recensione del film Disney

Il 31 ottobre uscirà al cinema una nuova fiaba Disney Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, e nonostante la programmazione precoce aprirà le porte ad una sfarzosa atmosfera natalizia. Lo Schiaccianoci è da sempre una favola di Natale.

I più la ricorderanno per le musiche di Ciajkovskij, composte tra il 1891 e il 1892 per accompagnare il balletto di Marius Petipa, suggestiva rappresentazione che ancora oggi – nonostante le numerose variazioni sul tema – vive e gode di ottima salute.

Ma la favola dello schiaccianoci differisce in realtà da quella pensata per il mondo della danza, e fu scritta nel 1816 dal tedesco E.T.A.Hoffman, che la intitolò “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi” .

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Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, il film

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è una sorta di mix della trasposizione letteraria e di quella musicale, grazie all’adattamento di Ashleigh Powell e alla sceneggiatura della stessa Powell assieme a Simon Beaufoy (The Millionaire, Hunger Games – La Ragazza di Fuoco).

La notte di Natale la giovane Clara Stahlbaum (Mackenzie Foy) farà la conoscenza di un nuovo magico mondo, scoprendo di esserne l’erede al trono. Accanto a lei siedono i sovrani del Regno dei Fiori (Eugenio Derbez), il reggente del Regno dei Fiocchi di Neve (Richard E. Grant) e la Fata Confetto (Keira Knightley), regina del Regno dei Dolci. Unica assente per aver tentato di cospirare contro la pace dei regni, Madre Cicogna (Helen Mirren), esiliata a vita nel cosiddetto “Quarto Regno” (in origine Il Regno dei Divertimenti) e odiata da tutti. Per evitare una possibile guerra contro Madre Cicogna, Clara dovrà recuperare una chiave molto preziosa, dono della sua defunta madre. Ad aiutarla nell’impresa l’impavido schiaccianoci Philip (Jayden Fowora-Knight).

Lo schiaccianoci e i quattro regniIl film è diretto eccezionalmente da due registi Lasse Hallström (Chocolat, Le Regole della Casa del Sidro) e Joe Johnston (Jumanji, Captain America: il Primo Vendicatore). Quest’ultimo era stato inizialmente chiamato solo per la fase di reshoot, ovvero quelle riprese di “adattamento” che servono per la messa a punto finale di un film a così alto budget. Ma l’aggiunta dei costosi effetti speciali ha reso di fatto Johnson un secondo vero e proprio regista.

Nonostante quindi l’incredibile lavoro tecnico che si cela dietro questa ultima fatica prodotta dalla Disney, Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni non può dirsi un film pienamente riuscito. Al di là della trama, forse troppo arzigogolata per un pubblico di più piccini, né i personaggi né gli avvenimenti risultano davvero interessanti.

Gli omaggi al genere fantasy sono evidenti: dal giro in carrozza per ricevere i doni, palese riferimento al Mago di Oz, all’intera figura di Clara, plasmata quasi senza voglia di originalità su quella della Alice di Tim Burton. E se le citazioni di Hugo Cabret e de Le Cronache di Narnia sono ottimi esercizi visivi che dimostrano l’altissimo livello di CGI di questo film, nulla di tutto ciò va a beneficio della storia, che dopo un primo tempo scontato ma buono, va purtroppo perdendo il poco fascino che conservava.

Peccato, perché alcune soluzioni narrative potevano essere molto valide, come la svolta dark nella rappresentazione del Regno dei divertimenti. E il trucco applicato sul volto di una Helen Mirren/Madre Cicogna, “rotta” come una bambola di porcellana gettata e dimenticata, è evocativo dei toni cupi all’origine della storia de Lo Schiaccianoci.

Ma l’errore più clamoroso è costituito dal forzato affrancamento dalle musiche incantevoli di Čajkovskij, citate solo a sprazzi e per brevissimi istanti lungo tutta la durata del film (e nei titoli finali), preferendo invece l’immissione costante della soundtrack ufficiale, affidata a James Newton Howard (King Kong, Batman Begins) e di un piattume devastante (d’altronde il confronto col compositore russo era perso in partenza).

Speciale apparizione della prima ballerina dell’American Ballet Theatre, Misty Copeland, che danza dapprima sulle note di Howard per introdurre la storia sei Quattro Regni e quindi, finalmente, nei titoli di coda, sul terzo movimento della suite  di Čajkovskij , Il Valzer dei Fiori, egregiamente diretto dal maestro Gustavo Dudamel (che in un nostalgico omaggio al Fantasia del 1940, sale sul podio in un sovrapporsi di ombre su un campo lungo e monocromatico).

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: intervista a Misty Copeland

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Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: intervista a Misty Copeland

Il film Disney Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, è arricchito da una performance speciale eseguita da Misty Copeland, ballerina principale dell’American Ballet Theatre. Nel film, Copeland è la star del balletto eseguito per la giovane protagonista Clara durante lo spettacolo che racconta la storia dei Quattro Regni attraverso la danza. “All’inizio dello spettacolo, sono una bambola che raffigura una ballerina”, spiega Copeland. “Prendo vita e sveglio ogni terra: la Terra dei Fiori, la Terra dei Fiocchi di Neve e la Terra dei Dolci. Tutte le terre vengono messe in luce in modo bellissimo mentre la Ballerina le risveglia e le riunisce”.

La performance racconta anche la storia decisamente differente del Quarto Regno. “Per me, la scena con i topi è stata la più divertente”, afferma Copeland. “Amo l’aspetto recitativo della danza: mostrare la mia paura nei confronti di quei giganteschi topi è stato davvero emozionante”.

Come ballerina principale dell’American Ballet Theatre, Copeland ha ballato sui palcoscenici di tutto il mondo. Ma Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è stata un’esperienza speciale. “Entrare a far parte di una storia così importante per me, che è stata anche una delle ragioni che mi hanno spinto a diventare una ballerina, è davvero un sogno che diventa realtà”, afferma Copeland. “Lo Schiaccianoci è stato il primo balletto che io abbia mai eseguito. Quando ho interpretato il ruolo di Clara, avevo 13 anni e ballavo da circa otto o nove mesi. Poi, l’anno successivo, ho interpretato la Fata Confetto”.

Ecco la nostra intervista a Misty Copeland per Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Leggi la recensione di Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Diretto da Lasse Hallström e Joe Johnston, il film Disney Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni porta sul grande schermo le magiche atmosfere ispirate al celebre racconto Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi scritto nel 1816 da E.T.A. Hoffmann.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: il primo trailer del film con Keira Knightley

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Ecco il primo trailer di Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, nuovo film di Lasse Hallstrom, con Keira Knightley e la giovane Mackenzie Foy nei panni della protagonista.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni – il trailer

Il film si ispira al celebre balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij ed è una nuova rilettura della storia classica, già vista innumerevoli volte al cinema, in diverse circostanze.

In questa nuova versione seguiamo Clara, una giovane che deve recuperare una magica chiave per aprire un regalo speciale del suo padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman), dovrà cercarla attraverso la Terra dei Fiocchi di Neve, la Terra dei Fiori, la Terra dei Dolci e il presunto Quarto regno regnato da Mamma Cicogna (Helen Mirren).

Il film arriverà al cinema il prossimo 1 Novembre 2018.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: recensione del film Disney

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: ecco il nuovo trailer

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: ecco il nuovo trailer

La Disney ha da poco diffuso il nuovo trailer ufficiale de Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, il lungometraggio ispirato al celebre classico di E.T.A. Hoffmann che arriverà nelle sale italiane il 31 ottobre 2018 (il 2 novembre negli USA).

Diretto da Lasse Hallström e prodotto da Mark Gordon e Larry Franco, il film è in gran parte ambientato in uno strano e misterioso mondo parallelo, dove Clara dovrà affrontare la malvagia Mother Ginger e una gang di topi che le rubano la sua tanto agognata chiave.

Annunciato in anteprima al D23 Expo 2017, Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è interpretato da Keira Knightley, Helen Mirren, Morgan Freeman e dall’esordiente Mackenzie Foy, e include una speciale performance di Misty Copeland.

Qui sotto il trailer e la locandina ufficiale.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni: recensione del film Disney

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, dal 27 febbraio in DVD e Blu-Ray

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Le incantate atmosfere de Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni, ispirato al classico  racconto di E.T.A. Hoffmann Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi e all’amatissimo balletto Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky, hanno trasportato gli spettatori di tutto il mondo insieme alla quattordicenne Clara (Mackenzie Foy) in un magico e misterioso mondo animato dalle fantastiche performance di Misty Copeland e addolcito da zucchero filato, fiocchi di neve ma anche soldatini, bande di piccoli topi sempre di corsa e…tantissime sorprese. Destinato a diventare una fiaba Disney per tutte le età, il film arriva in home video con speciali extra e scene inedite dal 13 febbraio 2019 sulle piattaforme digitali Itunes, Google Play Store, Chili, Timvision e Rakuten TV  e dal 27 febbraio in DVD e Blu-ray nei migliori negozi fisici e online.

Tra le prestigiose featurette spicca quella in cui Misty Copeland dell’American Ballet Theatre racconta il suo ruolo, l’incantevole Principessa Ballerina, la propria personale esperienza con il balletto de Lo Schiaccianoci insieme alla sua incredibile e storica ascesa nel mondo della danza. Gli extra accompagnano gli spettatori direttamente sul set de Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni a incontrare i nuovi personaggi e a scoprire come La Terra dei Dolci, La Terra dei Fiocchi di Neve, la Terra dei Fiori e il misterioso Quarto Regno abbiano preso vita sul grande schermo. Le scene tagliate, invece, regalano inediti momenti magici che non sono stati inseriti nella versione definitiva del film.

Ne Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni tutto ciò che Clara desidera è una chiave: una chiave unica nel suo genere, in grado di aprire una scatola che contiene un dono inestimabile ricevuto dalla sua defunta madre. Un filo d’oro, che le regala il suo padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman) durante l’annuale festa natalizia, la conduce verso l’ambita chiave, che però scompare immediatamente in uno strano e misterioso mondo parallelo. È qui che Clara incontra un soldato di nome Phillip (Jayden Fowora-Knight), una banda di topi e i reggenti che governano tre Regni: la Terra dei Fiocchi di Neve, la Terra dei Fiori e la Terra dei Dolci. Clara e Phillip devono coraggiosamente avventurarsi nel minaccioso Quarto Regno, in cui vive la malvagia Madre Cicogna (Helen Mirren), per recuperare la chiave di Clara e riportare l’armonia nell’instabile mondo.

 

CONTENUTI SPECIALI (possono variare in base alle piattaforme)

BLU-RAY:

Sulle Punte: Una conversazione con Misty Copeland – Misty Copeland condivide con gli spettatori l’emozione che ha provato nell’interpretare uno dei suoi personaggi preferiti di sempre, la Principessa Ballerina de Lo Schiaccianoci, in modo totalmente inedito.

Svelare “Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni” – Un approfondimento sulle scenografie, i set, i costumi e tutto quello che ha reso possibile la trasformazione di un balletto classico in un film d’avventura.

Scene tagliate:

Arrivano gli Stahlbaum: Quando gli Stahlbaum arrivano al tradizionale ballo della vigilia di Natale, il maggiordomo annuncia ai presenti il loro ingresso.

Segui il tuo nastro: Drosselmeyer incoraggia la titubante Clara per convincerla a partire alla ricerca del suo regalo.

Clara chiede di sua madre: Fata Confetto accompagna Clara a visitare la camera da letto della sua amata mamma prematuramente scomparsa.

Sinistra, sinistra, sinistra, sinistra, sinistra: Vagando dispersi nella foresta, le guardie di palazzo Cavaliere e Arlecchino discutono sulla strada da prendere.

Via il vecchio: Fata Confetto rinnova completamente le decorazioni del palazzo.

Video Musicali:

“Fall on Me” eseguita da Andrea Bocelli con Matteo Bocelli: Il super tenore Andrea Bocelli canta con il figlio Matteo Bocelli questa meravigliosa canzone che è anche il loro primo duetto insieme.

“La Suite dello Schiaccianoci” eseguita da Lang Lang: Una selezione di magiche scene dal film arricchiscono la musica di Tchaikovsky suonata dal pianista di fama mondiale Lang Lang.

IN ESCLUSIVA PER LE PIATTAFORME DIGITALI:

Svelato: gli effetti visivi de Lo schiaccianoci e i Quattro Regni: clip sui diversi livelli di effetti speciali che legano una scena all’altra nel film.

PRODUCT SPECIFICATIONS:

 

Product SKUs:                          In digitale in format HD e SD; Blu-ray, DVD, SteelBook edizione limitata

Feature Run Time:                 99 minuti circa

Aspect Ratio:                                                        1.85:1

Audio:                                        Blu-ray = Italiano 7.1 Dolby Digital Plus; Inglese 7.1 DTS-HDMA,  Tedesco Dolby Digital Plus

DVD = Italiano, Inglese, Tedesco, Turco 5.1 Dolby

HD/SD Digital = Italiano 5.1/2.0 e Inglese 5.1 /2.0

Sottotitoli:                

Blu-ray = Inglese per non udenti; Italiano, Tedesco                                 

DVD = Inglese per non udenti, Italiano, Tedesco, Turco

HD/SD Digital = Italiano e Inglese

“LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI – CAST E CREW”:

Nel racconto di formazione Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni Keira Knightley è Fata Confetto mentre Mackenzie Foy interpreta la giovanissima protagonista, Clara. Helen Mirren è la temuta Madama Cicogna, Morgan Freeman l’eccentrico padrino di Clara, Drosselmeyer. Eugenio Derbez e Richard E. Grant sono Biancospino e Brivido, i reggenti della Terra dei Fiori e della Terra dei Fiocchi di Neve. Jayden Fowora-Knight interpreta invece Philip Hoffman, il soldatino Schiaccianoci che prende magicamente vita. Matthew Macfadyen, Ellie Bamber e Thomas Sweet sono rispettivamente il padre di Clara, Mr. Stahlbaum, la sorella Louise e il fratello Fritz. Omid Djalili e Jack Whitehall sono le guardie di palazzo Cavaliere e Arlecchino e il film si completa con una speciale perfomance di danza magistralmente eseguita da Misty Copeland e Sergei Polunin.

Girato in Inghilterra presso i Pinewood Studios e in varie location intorno a Londra, “Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni” è diretto da Lasse Hallström e Joe Johnston. Ispirato dal racconto breve “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi” scritto da E.T.A. Hoffmann, l’adattamento cinematografico e la sceneggiatura sono firmati da Ashleigh Powell. Il film è prodotto da Mark Gordon e Larry Franco, con Sara Smith e Lindy Goldstein. Linus Sandgren è il direttore della fotografia, Guy Hendrix Dyas il production designer e Stuart Levy il montatore. Oltre alla costume designer Jenny Beavan e alla make up desginer Jenny Shircore, Max Eood e Marc Weigert sono rispettivamente il supervisore e il produttore degli effetti speciali. La musica è curata da James Howard mentre la colonna sonora è diretta da Guvastavo Dudamel e vanta la presenza del celeberrimo pianista Lang Lang.

Lo Schiaccianoci 3D: recensione del film di Andrei Konchalovsky

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Lo Schiaccianoci 3D: recensione del film di Andrei Konchalovsky

Storia famosa ed evocativa, presente. Cast interessante che abbraccia un pubblico di grandi e di piccoli, presente. Colonna sonora stratosferica, presente. Investimento economico per la realizzazione, presente. Ambizione, presente. Come ha fatto lo Schiaccianoci 3D a venir fuori così com’è?

Lo Schiaccianoci, diretto da Andrei Konchalovsky, ripercorre a grandi linee la lotta tra bene e male che vede implicato il principe Schiaccianoci contro il perfido Re dei topi, con qualche ammodernamento nella modalità di scontro tra le due parti.

Pur rimanendo fedele allo spirito dell’opera originale, o almeno tentando di rimanere fedele, il film sprofonda progressivamente a causa probabilmente di un adattamento del doppiaggio assolutamente imbarazzante. La musica di Tchaikovsky, da sola pura poesia in note, diventa un fastidioso motivetto sul quale si cantano improbabili versetti sulla Teoria della Relatività.

D’altronde non è solo questo il difetto di un film che procede lento e non riesce a coinvolgere lo spettatore nemmeno nelle fasi finali più concitate. E pensare che le prime immagini accompagnate dalle note originali del famoso balletto russo facevano ben sperare!

Il cast di Lo Schiaccianoci vede da una parte la giovane Elle Fanning, molto brava in genere eppure qui eternamente stupida e spaventata anche se la sua Mary sottolinea a più riprese che lei non ha paura e non si meraviglia nel vedere giocattoli prendere vita. Dall’altra parte c’è il perfido Re topo, vanesio e sciocco, interpretato da John Turturro, a stento riconoscibile sotto il suo finto naso da topo. Proprio i nasini e le orecchie pelose dei perfidi roditori sono invece notevoli, per quanto chiaramente finti riescono ad omogeneizzarsi con i volti degli interpreti regalando loro quell’aria viscida e disgustosa di cui devono essere necessariamente provvisti i topi.

Nel cast di Lo Schiaccianoci anche Frances de la Tour, la Madame Maxime di Harry Potter e i Calice di Fuoco, nel doppio ruolo della governante e della Regina dei topi, tutti e due ruoli abbastanza marginali ma ben riusciti e che danno un tocco di umorismo ad alcune scene. Il punto più basso del film resta però il doppiaggio, soprattutto quello riservato a Nathan Lane; la storica voce di Timon de Il Re Leone  in questo caso interpreta un non meglio specificato zio Albert che con un fastidiosissimo accento tedesco spiega ai nipoti la formula E=mc2 …

Lo Schiaccianoci 3D è uscito da circa un anno in USA e UK, e forse per una volta siamo in accordo con gli imbarazzanti ritardi delle uscite straniere in Italia.

Lo schiaccianoci 3D – Trailer italiano

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Lo schiaccianoci 3D – Trailer italiano

Il film segue le vicende di una bambina di nove anni, Mary il cui monotono Natale viennese si riempie improvvisamente di emozioni dopo l’arrivo dello zio Albert che ha un regalo per lei: uno schiaccianoci magico. La sera della vigilia di Natale, il nuovo amico di Mary, lo Schiaccianoci, prende vita e l’accompagna in un viaggio nel suo mondo fantastico fatto di fate, confetti e tanti giocattoli che si animano. Presto Mary si accorge che questo regno meraviglioso è minacciato dal tirannico Re Topo e dalla perfida madre. Quando lo Schiaccianoci viene preso in ostaggio, Mary e i suoi nuovi amici giocattolo devono svelare il segreto del Re Topo per salvare lo Schiaccianoci e il suo regno.

 

Lo schiaccianoci 3D Scheda Film

Lo schermo è donna: dal 25 giugno torna la rassegna

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Lo schermo è donna: dal 25 giugno torna la rassegna

Al via martedì 25 giugno a Fiano Romano la 27esima edizione di “Lo schermo è donna”, la rassegna che premia il talento femminile nel cinema che ogni sera fino al 29 giugno, a partire dalle ore 20:30, animerà la corte del Castello Ducale con ospiti e proiezioni gratuite.

Cinque i giorni di proiezioni, incontri con i protagonisti del cinema italiano e approfondimenti sui film, che includono recenti uscite cinematografiche, successi degli ultimi anni e classici intramontabili del nostro cinema.

La rassegna promossa e organizzata dall’associazione culturale “Città per l’Uomo”, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio e del Comune di Fiano Romano, è giunta alla sua ventisettesima edizione. I direttori artistici, ormai da parecchi anni, sono Alberto Crespi e Rocco Giurato, che quest’anno sono voluti partire dalla magnifica coppia di divi composta da Sophia Loren e Marcello Mastroianni, nel centenario dalla nascita dell’attore feticcio di Fellini e a pochi mesi dai 90 anni della Diva Sophia.

C'è ancora domani film Paola CortellesiAl centro della rassegna ci saranno, come sempre, i premi intitolati a Giuseppe De Santis, il grande regista italiano che a Fiano Romano è vissuto per molti anni. Questi i premi assegnati nell’edizione del 2024.

  • “Premio Giuseppe De Santis” a Romana Maggiora Vergano per il film “C’è ancora domani
  • “Premio Giuseppe De Santis” per l’attrice emergente a Rebecca Antonaci per il film “Finalmente l’alba
  • “Premio Giuseppe De Santis” per una regista esordiente a Catrinel Marlon per il film “Girasoli”
  • “Premio Giuseppe De Santis” alla carriera a Francesca Comencini

La rassegna si aprirà il 25 giugno con C’è ancora domani, film rivelazione dell’anno, diretto da Paola Cortellesi. A parlare del film interverrà la protagonista Romana Maggiora Vergano, “Premio Giuseppe De Santis” che dialogherà con i direttori artistici e con il regista Stefano Reali.

Mercoledì 26 giugno sarà proiettato il film Finalmente l’Alba, di Saverio Costanzo, che premierà una straordinaria protagonista esordiente, Rebecca Antonaci.

Il 27 giugno è la serata del Festival dedicata a Sophia Loren e Marcello Mastroianni, con la proiezione del capolavoro di Ettore Scola “Una giornata particolare”. Aneddoti, ricordi e un grande e doveroso omaggio a questi due magnifici attori sarà affidato al Presidente dei David di Donatello Piera Detassis e alla giornalista e scrittrice Patrizia Carrano.  A Sophia Loren è dedicato il recente numero della rivista “Bianco e nero”, diretta da Alberto Crespi: un numero ricchissimo di foto e di saggi, curato da Piera Detassis e con un prezioso contributo di Patrizia Carrano, che per Sophia Loren scrisse la sceneggiatura della serie tv “La mia casa è piena di specchi”.

Venerdì 28 giugno sarà la volta di un sorprendente esordio alla regia, quello dell’attrice e modella Catrinel Marlon, che con “Girasoli”, firma una regia di forte denuncia sociale. Insieme a lei la sceneggiatrice Francesca Nozzolillo e Mariarosaria Mingione, co-protagonista del film.

Nella serata conclusiva di sabato 29 giugno protagonista sarà Francesca Comencini, che ritirerà il Premio Giuseppe De Santis alla carriera prima di presentare al pubblico in compagnia di Lunetta Savino e parte del cast, “Tante facce nella memoria”, un film sulle Fosse Ardeatine, ispirato al libro di Alessandro Portelli “L’ordine è già stato eseguito”.

Il programma delle serate

  • Martedì 25 giugno: “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi
  • Mercoledì 26 giugno: “Finalmente l’Alba” di Saverio Costanzo
  • Giovedì 27 giugno: “Una giornata particolare” di Ettore Scola
  • Venerdì 28 giugno: “Girasoli” di Catrinel Marlon
  • Sabato 29 giugno: “Tante facce della memoria” di Francesca Comencini

Lo schermo è donna: dal 13 giugno la rassegna che premia il talento femminile

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Al via dal 13 giugno “Lo schermo è donna”, la rassegna che premia il talento femminile nel cinema, che ogni sera, a partire dalle ore 20:30, a Fiano Romano, fino al 18 giugno animerà la corte esterna del Castello Ducale con ospiti e proiezioni gratuite.

La manifestazione, giunta alla sua 25a edizione e con la direzione artistica di Alberto Crespi e Rocco Giurato, è promossa e organizzata dall’associazione culturale “Città per l’Uomo”, con il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Lazio e del comune di Fiano Romano.

Quest’anno “Lo schermo è donna” rende omaggio a due grandi registi che hanno segnato la storia del cinema italiano: Pier Paolo Pasolini e Lina Wertmüller.

La rassegna si aprirà con un grande film diretto da Pier Paolo Pasolini: Mamma Roma. Quella sera, a parlare del film e a rendere omaggio al regista e alla grande protagonista del film, Anna Magnani, ci sarà il regista, sceneggiatore e compositore Stefano Reali; presente sul palco anche l’On. Vincenzo Vita. Saranno invece due scrittrici, Valeria Viganò e Sandra Petrignani, accompagnate dal Prof. Miguel Gotor, Ass.re alla Cultura Comune di Roma Capitale, a presentare la sera successiva un altro film assai meno noto di Pasolini, Comizi d’amore: un film/inchiesta del 1964 che indaga, in modo incredibilmente moderno, sui rapporti di coppia e sulle abitudini sessuali degli italiani, e che le due scrittrici – da sempre attentissime alle dinamiche sentimentali e relazionali degli italiani, ci aiuteranno a sviscerare. Il 15 giugno sarà la volta del film diretto da Lina Wertmüller, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto che sarà presentato sul palco dal regista Gianni Amelio che di Lina è stato amico e collaboratore (le ha fatto da aiuto-regista in numerosi film all’inizio della sua carriera).

Il giorno successivo la serata sarà sempre dedicata a Lina Wertmüller con la proiezione del film Pasqualino Settebellezze, presentato dall’attore Massimo Wertmüller.

Il 17 giugno, saliranno sul palco le attrici Vanessa Scalera e Anna Ferzetti, protagoniste di film e fiction di grande successo e ora insieme a teatro con Ovvi destini; e sempre insieme ritireranno il premio Giuseppe De Santis e presenteranno il film L’Arminuta. Insieme a loro, sul palco, l’On. Gianni Cuperlo.

La serata conclusiva vedrà invece protagonista Liana Orfei, attrice di teatro e di cinema e titolare di uno dei circhi leggendari del nostro Paese, che ritirerà il premio alla carriera Giuseppe De Santis e presenterà sul palco il film documentario I clowns di Federico Fellini, dove interpreta sé stessa. Sempre nella stessa sera sarà ospite della rassegna il regista Marco Spagnoli, autore del doc Fellini io sono un clown che racconta l’esperienza del maestro legata a quel progetto e ai suoi primi lavori con la televisione.

Il programma delle serate Lo schermo è donna

  • Lunedì 13 giugno: “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini
  • Martedì 14 giugno: “Comizi d’amore” di Pier Paolo Pasolini
  • Mercoledì 15 giugno: “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare
    d’agosto” di Lina Wertmüller
  • Giovedì 16 giugno: “Pasqualino Settebellezze” di Lina Wertmüller
  • Venerdì 17 giugno: “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito
  • Sabato 18 giugno: “I clowns” di Federico Fellini

Lo sceneggiatore di The Kang Dynasty dice la sua sul coinvolgimento degli X-Men nel film

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Non ci pensa due volte lo sceneggiatore Jeff Loveness e afferma che secondo lui gli X-Men non saranno presenti in Avengers: The Kang Dynasty, il quinto film dedicato agli Avengers previsto per il 2025, di cui proprio Loveness è incaricato di scrivere la sceneggiatura. Dopo la sua prima incursione nell’universo cinematografico Marvel con Ant-Man & the Wasp: Quantumania, Loveness sta infatti continuando il suo lavoro nel franchise scrivendo il prossimo grande filmevento di questa Multiverse Saga, in cui gli eroi più potenti della Terra si troveranno a dover affrontare Kang il Conquistatore.

Nonostante l’inevitabile arrivo degli X-Men nel MCU, già anticipato in più occasioni da Kevin Feige, sembra proprio che i mutanti non faranno parte di Avengers: The Kang Dynasty.“No, penso che tutta quella roba sia piuttosto lontana. – ha affermato Loveness – Voglio dire, so che stanno realizzando i Fantastici Quattro, ma è una cosa a parte. Quindi, no, voglio dire, sono il più grande fan degli X-Men del mondo ma… No, no, no. Gli Avengers sono nei guai. Hanno molto da fare con Kang. Hanno più che abbastanza da gestire”. Non sembra dunque esserci possibilità che il celebre gruppo di Mutanti sia presente nel film, contrariamente a quanto si ipotizzava fino a poco fa.

In precedenza, Loveness aveva già espresso dubbi sul fatto che Avengers: The Kang Dynasty possa contenere i Fantastici Quattro e Blade, nonostante il fatto che i personaggi siano confermati per debuttare nell’MCU prima del film. A differenza dei suoi commenti precedenti su tali personaggi, egli sembra però ora abbastanza sicuro riguardo i mutanti, che a quanto pare non si presenteranno nel prossimo grande combattimento dei Vendicatori in quanto li si starebbe preservando per un ingresso futuro, probabilmente con un maggior impatto su tutto il Marvel Cinematic Universe.

Fonte ScreenRant

Lo sceneggiatore di Men in Black per Colossus con Will Smith

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Lo sceneggiatore di Men in Black per Colossus con Will Smith

La Universal Pictures ha chiesto allo sceneggiatore di Men in Black Ed Solomon di riscrivere lo script per lo sci-fi Colossus, segretissimo progetto con Will Smith protagonista. Blake Masters and Jason Rothenberg avevano già scritto una sceneggiatura per il film, remake  del film del 1970 Colossus: The Forbidden Project, ma la casa di produzione non deve essere rimasta soddisfatta.

Nulla si sa della pellicola se non che Smith prenderà il ruolo del Dr. Charles Forbin, creatore di un computer che ha preso il controllo del pianeta e l’unico in grado di fermarlo. Il film sarà prodotto anche dalla Imagine di Brian Grazer e Ron Howard.

Fonte: The Hollywood Reporter

Lo sceneggiatore di K-Pax per World of Warcraft

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Lo sceneggiatore di K-Pax per World of Warcraft

Legendary Entertainmente ha ingaggiato lo sceneggiatore di K-Pax e Blood Diamond Charles Leavitt affidandogli la versione definitiva dello script di

Lo scandalo Kennedy: trama, cast e la vera storia dietro il film

Lo scandalo Kennedy: trama, cast e la vera storia dietro il film

Quella dei Kennedy è una famiglia particolarmente nota tanto negli Stati Uniti quanto nel resto del mondo. I suoi membri più famosi sono ovviamente il presidente John Fitzgerald Kennedy, ucciso a Dallas nel 1963, e il fratello Robert Kennedy, ucciso in seguito ad un attentanto nel 1968. I due avevano però anche un terzo fratello, il senatore Ted Kennedy. Meno noto a livello internazionale rispetto agli altri due, anche egli ebbe i suoi notevoli momenti di gloria e di infamia. Il più cocente tra gli scandali di cui si è macchiato è stato poi raccontato nel film Lo scandalo Kennedy, diretto nel 2017 da John Curran.

Questo lungometraggio, presentato al Toronto International Film Festival, ripercorre infatti l’incidente di Chappaquiddick, avvenuto nel 1969. Si tratta di un episodio oggi considerato la conseguenza di una negligenza da parte del senatore, che ne avrebbe poi macchiato per sempre la carriera politica. Lo scandalo Kennedy si pone dunque l’obiettivo di ripercorrere in modo dettagliato ciò che avvenne, e anche per questo incontrò diverse resistenze alla sua distribuzione. Il regista e i produttori hanno raccontato di aver ricevuto dure critiche dal mondo politico, secondo le quali questa storia doveva rimanere dimenticata.

L’uscita del film riaccese invece il dibattito e l’analisi di quanto avvenuto, dimostrando una volta di più di come il cinema possa ancora essere un potente strumento di rielaborazione del passato. Per gli appassionati di film incentrati su intrighi politici, è questo un titolo da non perdere. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla storia vera dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Lo scandalo Kennedy: la trama del film

La vicenda del film si svolge nel luglio del 1969, un periodo di particolare fervore per gli Stati Uniti, che si preparano ad andare sulla luna. Sull’isola di Chappaquiddick, facente parte dello stato del Massachussets, il senatore Ted Kennedy si trova in vacanza con la propria famiglia. Dopo una serata di festa trascorsa in compagnia di amici, si mette alla guida di un auto insieme alla giovane Mary Jo, che Ted ha intenzione di assumere nella propria squadra politica. Un incidente d’auto, però, porta l’uomo a perdere il controllo del mezzo e a finire in acqua. Ted riesce ad uscirne incolume, mentre la ragazza perde la vita. Sconvolto dall’accaduto, il senatore si trova ora a dover affrontare una complicata situazione e i sospetti di omicidio che ricadono su di lui.

Lo scandalo Kennedy: il cast del film

Ad interpretare il ruolo del senatore Ted Kennedy vi è l’attore Jason Clarke, noto anche per i film Nemico pubblico, Zero Dark Thirty e Terminator Genisys. L’anno successivo a Lo scandalo Kennedy, inoltre, Clarke partecipò ad un altro film ambientato nel periodo dell’atterraggio sulla luna, ovvero Il primo uomo. Accanto a lui, nel ruolo della sfortunata Mary Jo, vittima dell’incidente, vi è l’attrice Kate Mara, nota per la serie House of Cards. Ed Helms, attore noto per la trilogia di Una notte da leoni, è Joe Gargan, cugino di Ted Kennedy, mentre Jim Gaffigan è Paul F. Markham. Il candidato all’Oscar Bruce Dern, interpreta il severo Joseph P. Kennedy, padre di Ted. Nel film, egli ha solo tre battute. Completano il cast Olivia Thirlby nel ruolo di Rachel Schiff e Clancy Brown in quello di Robert McNamara.

Lo scandalo Kennedy cast

Lo scandalo Kennedy: la vera storia dietro il film

Quello noto come Incidente di Chappaquiddick è un episodio piuttosto noto nella storia recente degli Stati Uniti, che ha dimostrato di come il potere tenti in tutti i modi di allontare da sé scandali e macchie. Tutto accadde il 18 luglio del 1969, quando dopo una festa il senatore Ted Kennedy si mise alla guida di un auto, su cui viaggiava insieme alla ventottenne Mary Jo Kopeche, segretaria che aveva già lavorato a precedenti campagne politiche dei Kennedy. Mentre fruiva del passaggio, Kennedy perse accidentalmente il controllo dell’auto mentre attraversavano un ponte ad carreggiata unica. L’auto finì dunque nel canale sottostante, precipitando verso il fondo.

Kennedy riuscì a liberarsi e a nuotare verso la salvezza, ma la Kopeche rimase invece incastrata, finendo con l’affogare. La situazione per il senatore si complicò ulteriormente in quanto egli denunciò l’accaduto solo 10 ore dopo. Egli venne poi condannato a due mesi di carcere per omissione di soccorso, ma poté contare su una sospensione della pena. Negli anni sono poi state numerose le teorie sulla vicenda, alcune delle quali non considerano il coinvolgimento di Kennedy. Ciò che è certo, è che l’accaduto minò profondamente la carriera politica del senatore, che continuò a svolgere tale ruolo fino alla sua morte, ma dovette rinunciare al sogno di candidarsi come presidente.

Lo scandalo Kennedy: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo scandalo Kennedy è infatti disponibile nei cataloghi di Google Play e Rai Play. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 29 novembre alle ore 21:15 sul canale Rai 5.

Fonte: IMDb

Lo scandalo di Paradise: Faith

Lo scandalo di Paradise: Faith

La Trilogia del Paradiso ideata da Ulrich Seidl sta dando ora i suoi frutti. Dopo Paradise: Love dello scorso anno, che narrava la storia di una giovane austriaca che si reca in Kenia

Lo scambio di principesse, recensione del film con Maya Sansa

Lo scambio di principesse, recensione del film con Maya Sansa

Arriva al cinema dal 5 agosto Lo scambio di principesse, film del 2017 diretto da Marc Dugain, con Maya Sansa, nel ruolo di Elisabetta Farnese, moglie del re di Spagna, Filippo V, interpretato da Lambert Wilson. La coppia vedrà la giovanissima figlia andare in sposa al futuro re di Francia. 

Dugain oltre che regista, è cronista e autore di romanzi, alcuni dei quali trasposti al cinema, come La Chambre des Officiers. Dopo An Ordinary Execution, del 2010, su Stalin e l’epilogo della sua esistenza, eccolo al suo secondo film, in collaborazione con la storica, scrittrice e saggista Chantal Thomas, esperta del complesso periodo storico di cui si parla, il Settecento, già autrice di successi come Addio mia regina. È lei a scrivere il romanzo L’Échange de Princesses, 2013, da cui è tratta la pellicola.

Lo scambio di principesse, la trama

Versailles 1712. Morti tutti gli eredi al trono di Francia, il regno spetta al giovanissimo Duca d’Anjou, che diventerà Luigi XV, Igor Van Dessel. In attesa della sua maggiore età, la reggenza è affidata al Duca Filippo d’Orleans, Olivier Gourmet. Tutti gli sforzi del duca sono tesi ad assicurare la pace con la Spagna e il suo re Filippo V, Lambert Wilson, dopo anni di sanguinosa e costosa guerra. Viene così deciso di sugellare la pace con un duplice matrimonio: il giovane sovrano francese sposerà la figlia di Filippo V di Spagna, Maria Anna Vittoria, Juliane Lepoureau, ancora bambina, mentre l’erede al trono di Spagna, Don Luigi, Kacey Mottet Klein, sposerà Luisa Elisabetta, Anamaria Vartolomei, figlia del Duca d’Orleans, reggente di Francia. Il destino dei rapporti tra Francia e Spagna è nelle mani di questi quattro giovanissimi ragazzi, che neppure conoscono chi è stato loro destinato e, da un giorno all’altro, si trovano costretti a lasciare le loro case, dove non faranno più ritorno. I matrimoni andranno a buon fine? Le due principesse riusciranno ad integrarsi nel nuovo ambiente? Come le accoglieranno i rispettivi mariti?

Sacrificio in nome della ragion di stato

Lo scambio di principesse affronta una questione poco dibattuta e spesso anzi sottaciuta nei grandi affreschi in costume sulle dinastie reali, ovvero fa riflettere su come spesso in queste regali famiglie i giovani rampolli eredi al trono dovessero sacrificare sé stessi e la propria giovinezza, sull’altare delle ragioni politiche e diplomatiche, attraverso matrimoni combinati anche in giovanissima età, che li legavano a persone a loro del tutto sconosciute. Matrimoni per cementare la pace e la fratellanza fra regni e sempre, matrimoni che dovevano garantire la discendenza ai sovrani, in nome di quella che nel film viene definita come la “smania della gravidanza”, una vera e propria ossessione, per la quale si sacrificavano i desideri dei re, ma soprattutto quelli delle regine, costrette nel ruolo di madri e mogli, e cambiate, come oggetti, se non assolvevano a questo compito, il più importante loro affidato.

Quattro regnanti, quattro ragazzi

Sono così quattro ragazzi i protagonisti del film, scritto a quattro mani dal regista con Chantal Thomas, autrice del romanzo da cui prende le mosse. Igor van Dessel, nei panni di Luigi XV, incarna i dubbi di un giovane sovrano tredicenne di fronte alla gestione del regno, ma soprattutto a quella della sua vita privata, di cui non può disporre liberamente. Seppur intenerito dalla sua consorte bambina, la delicata e docile Maria Anna Vittoria, Juliane Lepoureau, costretta a pensare già come un’adulta, mentre gioca ancora con le bambole, il giovane re non riesce ad abituarsi all’idea che sia sua moglie, talmente innaturale è lo sforzo che gli si richiede. L’attore interpreta con esito altalenante lo spaesamento del protagonista, che si trova solo ad affrontare le responsabilità del regno, avendo per giunta visto morire tutti i propri parenti più prossimi.

Quello interpretato dalla Lepoureau è il personaggio più toccante, nell’innocenza dei suoi pochi anni. Il volto angelico della giovane attrice le si addice alla perfezione. È lei stessa la protagonista della favola che sogna di vivere, come qualsiasi bambina, ma dovrà svegliarsi. Stesso spaesamento vive l’erede al trono di Spagna, Don Luigi, adolescente impacciato e insicuro, apparentemente inadatto a regnare, invece chiamato anzitempo a raccogliere la pesante eredità di un padre come Filippo V. Interpretato da un Kacey Mottet Klein eternamente goffo e buffo, volutamente quasi ridicolo, rende bene come certe responsabilità calassero dall’alto sulle teste di giovani non pronti o poco adatti al compito loro affidato. La sua consorte ha il volto di Anamaria Vartolomei, che riesce a restituire con efficacia la figura di chi vorrebbe ribellarsi all’ordine prestabilito. Lo fa con piccoli e grandi gesti, piccole e grandi disubbidienze, assieme a un temperamente combattivo e testardo ben reso dall’attrice. 

Un affresco storico curato ed elegante, con un ricco cast

Il film si avvale dei bellissimi costumi di Fabio Perrone e di scenografie assai ricche. La scena iniziale, ad esempio, complice la fissità con cui è colto un momento di riposo, ricorda molto da vicino un dipinto del Settecento. Molta cura dunque nell’estetica e attenzione ai dettagli. La ricostruzione storica è minuziosa e ci informa a fine film della sorte dei protagonisti. 

Il cast è variegato, contando anche sulla presenza di Lambert Wilson, il cattolicissimo Filippo V, ritratto in una fase critica del regno e della sua vita, in cui è attraversato da dubbi e incertezze. Un po’ troppo affettata la sua interpretazione. Accanto a lui l’italiana Maya Sansa, che tratteggia efficacemente la figura della regina consorte, affranta per la partenza della principessa Maria Anna Vittoria, però decisa a non venir meno alla ragion di stato. Nel cast anche un’altra attrice nota al pubblico italiano,  la francese Andréa Ferréol,  apparsa ne La grande abbuffata di Marco Ferreri come in Sono pazzo di Iris Blond di Carlo Verdone. Qui è la principessa Palatine. Catherine Mouchet interpreta invece Madame de Ventadour, la governante che assiste prima Luigi XV e poi la sua giovanissima sposa.  

Lo scambio di principesse non ha particolari guizzi, ma si lascia guardare, mostrando le esistenze dei reali da una prospettiva insolita, accompagnato da un’estetica curata e da ottime musiche, opera di Marc Tomasi ed eseguite dalla London Symphony Orchestra. Al cinema dal 5 agosto.

Lo sbarco al Lido di Clooney e cast!

Il suo film, Le idi di marzo, apre il 68mo Festival del cinema di Venezia. Per presentarlo, George Clooney è sbarcato al Lido con tutto il cast: Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Grant Heslov.

Lo sbadiglio della luce: L’Uomo che non c’era

Lo sbadiglio della luce: L’Uomo che non c’era

I fratelli Joel ed Ethan Coen girano il film L’uomo che non c’era, nel 2001. Vi seguiamo la storia di Ed Crane, modesto barbiere di provincia, alle dipendenze del cognato Frank. Un giorno, nella loro bottega entra il losco imprenditore Tolliver. Ed gli taglia i capelli, e l’altro svela che sta cercando un socio, avente una somma di 10000 dollari, per aprire un rivoluzionario lavaggio a secco. Sarà la molla narrativa. Il barbiere Ed sa bene che sua moglie Doris lo tradisce, con Big Dave, il proprietario dei grandi magazzini in cui lei va a lavorare, come contabile. E’ l’occasione buona per recuperare i 10000 dollari. Ed ricatta Big Dave, in incognito, via lettera.

Questa minaccia di svelare pubblicamente la sua relazione extraconiugale con la contabile Doris. Big Dave è costretto a pagare. La notte seguente egli chiama Ed, perché gli deve urgentemente parlare, ai suoi grandi magazzini. Big Dave svela che prima ha incontrato e pestato il losco Tolliver, insospettito dal fatto che l’altro gli chiedesse la stessa somma (10000 dollari), sempre per aprire il lavaggio a secco. Così, inevitabilmente si scopre il coinvolgimento diretto di Ed. Big Dave tenta d’uccidere il barbiere, ma questi si difende disperatamente, sino a commettere lui l’omicidio. Il giorno dopo, due poliziotti fanno uscire Ed dalla sua bottega, comunicandogli che la moglie Doris si trova in stato arresto. E’ lei che avrebbe ucciso Big Dave, sottraendo l’importo di 10000 Euro, in qualità di contabile ai grandi magazzini.

Ed allora cerca di contattare Tolliver, per scagionare la moglie. Ma lui sembra improvvisamente scomparso. Assieme al cognato Frank, Ed ipoteca la bottega, dovendo pagare un famoso avvocato, Riedenschneider. Ma all’improvviso Doris decide di suicidarsi in carcere. Ed saprà dal medico legale che sua moglie era rimasta incinta, da Big Dave. Il barbiere, sempre più annoiato dalla vita, decide di seguire una ragazza, Birdy, la quale si diverte a suonare il piano. Tornando assieme da un viaggio a San Francisco, nell’automobile guidata da Ed, lei tenta un rozzo approccio sessuale. Subito il barbiere respinge Birdy. L’autovettura finisce fuori strada. Dall’incidente si salvano entrambi, ma nel lettino dell’ospedale Ed è accusato d’aver ucciso Tolliver, ripescatone il cadavere, con tutte le carte già firmate dal barbiere (versati i 10000 dollari, dopo il furto alla cassa di Big Dave, operato dalla moglie, sua complice). Il protagonista del film finirà alla sedia elettrica, con aria tranquillamente rassegnata.

l'uomo-che-non-c'eraIl film L’uomo che non c’era ha il bianconero fotografico, sposandosi bene con la sua ambientazione, nel 1949. L’illuminazione arriva in chiave tendenzialmente espressionistica, come nella cinematografia degli anni ’30. Esteticamente, diventa fondamentale il dettaglio della linea in diagonale. Scaricandosi in questo modo, l’illuminazione opera degli strappientro l’inquadratura. La diagonale si percepisce sempre nel sobbalzo della sua superficie. Questa letteralmente si tirerà viaun po’ alla volta. All’inizio del film, c’è un’inquadratura dal pavimento, che mostra i soli piedi del barbiere Frank. Quella ha una luce diffusa. I capelli del cliente cadono a terra, lentamente, come piccoli batuffoli di neve. Li percepiremo dunque nel sobbalzo di se stessi, entro la diffusione della luce. Successivamente, vediamo che il barbiere capo Frank sta tagliando i capelli ad un bambino. Torna la percezione estetica del sobbalzo. Il bambino dà un colpo al sedile, abbandonandolo (a taglio concluso). Nello stesso tempo, il barbiere Frank sventola un telo bianco (ricoprente il corpo dei clienti, durante il taglio dei capelli). La percezione del sobbalzo è allacciabile a quella della linea diagonale.

Nell’inquadratura appena precedente, la macchina da presa ci svela all’improvviso il volto del protagonista Ed. All’inizio, egli è per noi una mera voce narrante. Quindi, l’inquadratura scoprente il volto di Ed sopraggiunge… sobbalzando, giocando d’anticipo rispetto alle prime aspettative dello spettatore (che aveva già cominciato ad immaginare il protagonista). Accade un ritagliopercettivo. La macchina da presa sembra muoversi in diagonale verso Ed, mentre ne vediamo il mezzobusto quasi in posa di ¾. Dopo lo sventolio del telo, da parte di Frank, la regia inquadra in via soggettiva l’interno della bottega. Dalle vetrine, il raggio solare entra in diagonale. Il protagonista Ed ha la noia di vivere, sia sul lavoro (sentendosi continuamente dire che lui è solo un barbiere), sia negli affetti (mancandogli i rapporti sessuali con la moglie, che perfino lo tradisce con Big Dave). Un giorno, però, entra in bottega l’astuto imprenditore Tolliver. Simbolicamente, sarà il sobbalzo del parrucchino a cambiare la grigia vita del barbiere Ed.

Nella scena dell’incidente stradale, la quale avvia lo scioglimento peggiore d’ogni ambizione al successo, l’autovettura naturalmente sbanda dalla carreggiata. Torna così il tema estetico della linea diagonale. Subito dopo, vediamo la corsa sobbalzante (contro l’aspro terreno) d’un cerchione. In via onirica, esso assumerà un colore bianco, entro un’inquadratura dallo sfondo solo nero. Il cerchione alla fine si trasformerà in una lampadina da elmetto, portato dal medico in ospedale. Esteticamente, pare interessante anche la scena in cui l’avvocato Riedenschneider prepara la sua arringa difensiva, in carcere, innanzi ai coniugi Crane. Là, perdura l’impostazione espressionistica di fondo. C’è l’inquadratura in cui un cono di luce (arrivante dal’alto) funge da sipario, per la teatralità forense nei gesti e nelle parole di Riedenschneider. E’ il momento in cui lui comincerà la sua arringa. Ne vediamo la sagoma nera (per il vestito), che, movendosi, ci favorisce di percepire la possibile sezione in verticale del cono luminoso. In seguito, l’avvocato passeggia da solo al centro della stanza. L’illuminazione filtra dalle sbarre sulla finestra, che, in prigione, impedisce a Doris d’essere libera. Però, i fratelli Coen per la maggiore scelgono di mostrarci soltanto l’avvocato, anziché la condannata. Il pavimento è inquadrato con la prospettiva centrale, e tagliato dall’ombra sulle sbarre.

Riedenschneider si rivolge frontalmente a noi, ma guardando nel vuoto. Ad un certo punto, egli cita il principio d’indeterminazione, per cui, secondo il fisico Heisenberg, la semplice osservazione d’un fatto cambia quest’ultimo. La prima dunque costituisce un sobbalzo del secondo, per così dire. Nel film L’uomo che non c’era, di frequente compare l’immagine del fumo. Diventa basilare quello del protagonista Ed. Abituato a parlare poco, la sua voce esce in maniera visivamente lenta. Ed è troppo malinconico per attaccarsi alla vita. Semplicemente, lui s’adagia al suo tran-tran coniugale e lavorativo, come se ci sbadigliasse addosso col fumo. Lo stesso accadrà alla ciocca di capelli, una volta caduta a terra. C’è una scena interessante, quando Big Dave svela per la prima volta ad Ed che qualcuno drammaticamente vuole ricattarlo.

La regia inizialmente ci mostra un coltellino, in primo piano. Big Dave lo usa per aprire un sigaro. In seguito, vediamo che lui comincia a fumare, seduto al tavolo. E’ interessante sapere che la forma allungata del sigaro assomiglia a quella del coltellino. Noi già sappiamo che Ed ha scelto di ricattare Big Dave. Falsamente, il barbiere innanzi alla disperazione del suo interlocutore arriva perfino a preoccuparsi di lui, suggerendogli che il sigaro portato in testa rischia di bruciarlo. Ed non si scompone per nulla, e perdura a sbadigliare la fumosità della rassegnazione in cui vive. Il barbiere rinuncia ad attaccare Big Dave, in quanto amante di sua moglie. La preferenza per il ricatto diviene noiosamente punitiva. Il barbiere gode e trae profitto dal torto che lui stesso ha subito, per cui il suo esecutore materiale, ossia Big Dave, da lui sarà fondamentalmente ignorato. Sembra che Ed voglia solo sbadigliare sul dramma dell’interlocutore. Certo resta il momento dell’assassinio. Allora il coltellino sostituirà davvero il sigaro. Però tale sobbalzo narrativo, all’interno della sceneggiatura, non cambierà mai la rassegnazione esistenziale di Ed. L’omicidio di Big Dave semplicemente potrebbe valere come un colpo di tosse, dopo una fumata andata male.

l'uomo-che-non-c'era-billy-bob-thortonPiù volte al barbiere Ed si pone l’accusa “Ma che razza d’uomo sei ? “. Il protagonista, sia nel vero (quando Big Dave gli avrebbe giustificato una zuffa, anziché il ricatto) sia nel falso (laddove Frank lo ripudi, in quanto – secondo lui – mero corruttore della moglie) della narrazione, alla lunga si farebbe antipatico, per la sua abitudine al quieto e silenzioso cinismo della rassegnazione. Nel film L’uomo che non c’era, le scene finali hanno una fotografia di colore integralmente bianco. Si narra la preparazione di Ed, verso la condanna a morte (sulla sedia elettrica). La nostra percezione dell’atmosfera del tutto bianca dovrebbe favorire la rinascita spirituale del barbiere. Lui però perdura a comportarsi nel silenzioso sbadiglio dei suoi pensieri. Pare che lo sfondo non abbia una tonalità spiritualmente bianca, bensì una tonalità pesantemente lattea, per così dire. Nella rassegnazione esistenziale di Ed, adesso il fumo delle sigarette si depositerebbe sulla stessa leggerezza della redenzione (o purificazione). La narrazione non ci mostra il momento topico in cui il condannato sobbalzerà dalla sedia elettrica, terribilmente, alla prima scossa. Il barbiere rimane perennemente sospeso, fra la fumosità della quieta rassegnazione ed il lavaggio a secco (senza schiuma) d’un possibile riscatto sociale. Nei due casi, noi dovremo percepirlo come un uomo che non c’è, recuperando il titolo del film.

Lo Hobbit: Viggo Mortensen non sarà nel film!

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Fino a poco tempo fa le voci su un possibile ritorno di Viggo Mortensen nei mappi di Aragon si sono allungo susseguite . Ora arrivano finalmente le dichiarazioni dell’attore in merito, che chiariscono per sempre questo dubbio che affligge i milioni di fan della saga. 

Lo Hobbit: videoblog n° 5

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Lo Hobbit: videoblog n° 5

Ecco un altro videoblog che il caro Peter Jackson ha registrato durante le riprese de Lo Hobbit. Siamo sempre in Nuova Zelanda e questa volta il regista ci racconta com’è stato spostare la troupe da un se

Lo Hobbit: videoblog 8 per Peter Jackson!

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Arriva l’ottavo ed ultimo videoblog del film Lo Hobbit: in viaggio inaspettato, il video inizia dal Comic-con dove è lo stesso Peter Jackson a riprendere la sua entrata al panel dedicato alla pellicola.

Lo Hobbit: videoblog 7 sottotitolato in italiano

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Lo Hobbit: videoblog 7 sottotitolato in italiano

Lohobbitfilm ha pubblicato il videoblog numero 7 di Peter Jackson dal set dello Hobbit sottotitolato, grazie a loro potranno comprendere il video anche coloro che non masticano bene l’inglese. Bisogna ammettere che l’inizio del filmato fa un certo effetto con la musica del Signore degli anelli sottofonto.

Lo Hobbit: videoblog 7 con Peter Jackson dal set!

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Arriva il settimo videoblog dal set dello Hobbit,  a pubblicare il filmato ci ha pensato Peter Jackson attraverso la pagina Facebook.

Lo Hobbit: video didattico dalla Air New Zealand ispirato al film

Interessante idea della Air New Zealand legata al mondo della Terra di Mezzo creato da J.R.R. Tolkien. Come molti sanno proprio la Nuova Zelanda è stata patria dei set di Peter Jackson, dalla trilogia del Signore degli Anelli fino alla più recente trilogia Lo Hobbit (in attesa ancora del terzo capitolo che la completi, La Battaglia delle Cinque Armate). La Air New Zealand ha già un passato di video didattici ispirati a personaggi famosi, come ad esempio la scena da ballo con Richard Simmons e il video con la star di Baywatch David Hasselhoff.

La compagnia aerea ha infatti girato un video (dichiarato ‘The Most Epic Safety Video Ever Made’) sulla sicurezza ispirato alla Terra di Mezzo, che ci spiega tutto ciò a cui bisogna stare attenti in volo. Tutto quello che viene spiegato dagli steward, ma con un sapore e fascino profondamente tolkeniano. Il video didattico presenta molti camei, a cominciare da Frodo, Elijah Wood, e dal regista Peter Jackson. Ecco il video, promosso dalla compagnia con l’hashtag #airnzhobbit:

Intanto vi ricordiamo che Lo Hobbit la Battaglia delle Cinque Armate è scritto da Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boyens e Guillermo del Toro. Il cast del film comprende .

Trama: Lo Hobbit La Battaglia delle Cinque Armate porta all’epica conclusione delle avventura di Bilbo Baggins, Thorin Scudodiquercia e la compagnia dei nani. Avendo reclamato la propria terra al drago Smaug, la compagnia ha inavvertitamente scatenato una forza letale nel mondo. Infuriato, Smaug riversa la sua ira ardente dall’alto, su uomini inermi, donne e bambini di Pontelagolungo.

Ossessionato soprattutto dal proteggere il suo tesoro, Thorin sacrifica la sua amicizia e il suo onore, mentre Bilbo tenta in tutti i modi di farlo ragionare e presto dovrà compiere una scelta molto rischiosa. Ma ci sono anche pericoli più grandi. All’oscuro di tutti a parte Gandalf, Sauron sta radunando le sue legioni di orchi per attaccare la Montagna Solitaria.

Mentre l’oscurità sta prendendo il sopravvento nel conflitto, Nani, Elfi e Uomini si trovano di fronte alla condizione di dover lottare insieme o venire sconfitti. Bilbo si ritrova a dover lottare per la sua vita e quella dei suoi amici nella battaglia epica dei Cinque Eserciti, con il futuro della Terra di Mezzo in bilico.

Fonte: mashable.com

Lo Hobbit: una nuova immagine!

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Lo Hobbit: una nuova immagine!

Vi mostriamo una nuova immagine tratta da Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, primo capitolo della nuova trilogia di Peter Jackson dedicata al romanzo Lo Hobbit o la riconquista del tesoro

Lo Hobbit: un viaggio inaspettato: sei nuove foto!!

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Lo Hobbit: un viaggio inaspettato: sei nuove foto!!

Nonostante manchino più di 3 mesi all’uscita de Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, oggi USA Today ha rilasciato ben sei nuove foto del film di Peter Jackson, con tanto di dichiarazione di Peter Jackson. 

Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, una scena della versione estesa

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Ecco disponibile on line la prima scena inedita tratta dalla verisone estesa de Lo Hobbit: un viaggio inaspettato. Come è già accaduto per Il Signore degli Anelli, sembra che anche per Lo Hobbit Peter Jackson abbia girato diverse scene conviviali che poi sono state tagliate al montaggio definitivo.

Ecco infatti una bella scena in cui i nani fanno sfoggio del loro nanesco senso di allegria a tavola insieme a Messer Elrond di Gran Burrone, che sembra non prendere bene questo eccesso di allegria. Con lui un imbarazzato Gandalf che non riesce a contenere la vivacità dei piccoli amici e compagni di spedizione.

Ecco la clip:

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Il cofanetto con la versione estesa de Lo Hobbit un Viaggio Inaspettato arriverà in DVD e Blu Ray Disk il prossimo 5 novembre.

Vi ricordiamo che a questo link (vedi qui) trovate il full trailer de Lo Hobbit la Desolazione di Smaug.

Lo Hobbit la Desolazione di Smaugsecondo capitolo della trilogia uscirà al cinema il 12 dicembre 2013.

Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug è il secondo capitolo della Trilogia di Peter Jackson tratta dall’omonimo romanzo di J.R.R. Tolkien. La pellicola uscirà il 12 dicembre 2013 in Italia ed è scritto da Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boyens e Guillermo del Toro. La terza parte, invece intitolata Lo Hobbit: Racconto di un ritorno è atteso per il 14 Dicembre 2014. Il cast del film comprende .

Trama: Le avventure di Bilbo Baggins e della compagnia di dodici nani di Thorin Scudodiquercia, formata da Balin, Dwalin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur e Bombur. Il gruppo deve recuperare il tesoro posto nel cuore della Montagna Solitaria, sorvegliato dal drago Smaug.

Lo Hobbit: Un viaggio Inaspettato, un’altra track dalla colonna sonora

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Si intitola “Old Friends” la seconda traccia disponibile della colonna sonora de Lo Hobbit: Un viaggio Inaspettato.

Questa volta il maestro Howard Shore

Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, un costo esagerato!

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Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, un costo esagerato!

In barba ai mal di pancia e ai dubbi di qualcuno, Lo Hobbit si avvia a diventare una trilogia, nonostante inizialmente si parlasse di due film. Non è stato semplice