La travagliata e orami leggendaria
fase di produzione che avvolge da molti mesi ormai l’adattamento
cinematografico dell’attesa serie di romanzi La Torre
Nera a firma del maestro del
brivido Stephen King sembra essere quasi giunta
al capolinea, malgrado l’annuncio di un recente ritardo nell’uscita
inizialmente prevista per l’estate 2017. In attesa che il primo
atteso trailer ufficiale venga reso pubblico entro Natale, l’utente
Twitter Jordan
Maison tramite Cinelinxha
pubblicato una nuova immagine che ritrae Idris
Elba e Matthew McConaughey faccia a
faccia rispettivamente nei panni di Roland
Gilead aka The Gunslinger e il
terribile Uomo in Nero.
L’immagine mostra i due più iconici
personaggi della serie de La Torre
Nera intenti in un confronto muso-a-muso, due
rivali che sicuramente non mancheranno di stimolare l’interesse da
parte dei fan del maestro Stephen King.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj
Arcel (sceneggiatore della versione svedese
di Uomini che Odiano le Donne). La pellicola
invece è scritta da Akiva
Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff
Pinker (The Amazing Spider-Man 2).
Il primo film si baserà sul primo libro della serie di sette
volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre nera
scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
Ieri i Paesi anglfoni festeggiavano
il #FathersDay, l’equivalente della nostra festa del papà. Per
celebrarlo, Idris
Elba, attore al momento impegnato sul set de La Torre
Nera, ha deciso di rimanere nel suo personaggio e ha
lasciato questo Tweet per i suoi fan
e per quelli della saga letteraria di Stephen King:
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
Ecco un nuovo artwork promozionale
de La Torre
Nera, che vede protagonisti Idris
Elba, nei panni di Roland Deschain, e
Tom Taylor, nei panni di Jake
Chambers.
Ecco l’artwork de La Torre Nera
La
Torre Nera: il primo trailer
arriverà online a Natale
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony
Pictures e la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che Odiano
le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker (The
Amazing Spider-Man 2). Il primo film si baserà sul primo
libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre nera
scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
Le riprese de La Torre
Neratratto dalla celebre opera di
Stephen King sono
ormai in corso da diverso tempo. È lecito perciò chiedersi quando
avremo la possibilità di vedere un primo materiale video della
pellicola.
Secondo quanto riportato da
Collider, i fan non dovranno attendere ancora a lungo: stando alla
fonte, infatti, il primo trailer del film con protagonisti Idris Elba e Matthew McConaughey
debutterà il prossimo autunno in occasione dell’EW PopFest, evento
annuale organizzato dalla celebre rivista americana che anticipa il
meglio della stagione a venire per quanto riguarda intrattenimento
e cultura popolare, incluso cinema e televisione. Il festival si
svolgerà per due giorni: il 29 e il 30 ottobre 2016.
Una presentazione del primo trailer
del film all’evento sopracitato non stupisce: ricordiamo infatti
che è stata Entertainment Weekly a svelare in esclusiva il casting
di Elba e McConaughey, i primi dettagli su trama e personaggi, e a
mostrare in anteprima le primissime immagini tratte dal film.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
Affascinanti e carismatici
interpreti, i due danno vita agli antagonisti principali del
racconto di Stephen King, e parlando
con CinemaBlend hanno spiegato
perché hanno detto sì all’atteso adattamento.
Per quanto riguarda Elba, l’attore
di Luther ha spiegato: “Quello che mi ha portato nel progetto è
stata la possibilità di realizzare qualcosa di originale, che desse
la possibilità al pubblico di esercitare l’immaginazione, che si
siano letti i romanzi oppure no. Poi interpretare un eroe pistolero
è stata una delle ragioni principali. Oltre al fatto di voler
lavorare con Matthew e Nic e il team della SONY, è stato davvero
per via di queste magnifiche pagine e per questa idea nuova. Un
nuovo film, un nuovo concept, un nuovo franchise e un eroe
nuovo.”
McConaughey dal canto suo ha già
detto che ha rifiutato diversi ruoli in cinecomics, sia da parte della Marvel che della DC, ma è venuto
fuori che voleva far parte di un franchise dall’inizio e non al
secondo o al terzo giro.
“Ci sono molti franchise, li ho
visti, alcuni mi sono stati offerti, e altri mi piacciono persino.
Ma si trattava del secondo o terzo giro e i personaggi che mi
venivano offerti erano un aggiunta alle storie, per il successo
precedente. Questa storia è arrivata sulla mia scrivania e ho detto
‘Oh questo è originale, una possibilità di costruire da zero, di
avere qualche possibilità decisionale con il personaggio’. Poi
avere Idris, Nikolaj, SONY, e tutti i creatori. ‘Saremo i primi a
raccontare questa storia. Saremo i primi a raccontare La Torre
Nera’ E se dovesse essere un successo, potremmo farne un
altro.”
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj
Arcel (sceneggiatore della versione svedese
di Uomini che Odiano le Donne). La
pellicola invece è scritta da Akiva
Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff
Pinker (The Amazing Spider-Man
2). Il primo film si baserà sul primo libro della
serie di sette volumi.
La Torre Nera: il
primo trailer con
Idris Elba e Matthew McConaughey
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato
il 21 settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
Sono cominciate da metà aprile le
riprese de La Torre Nera, il
film tratto dai romanzi di Stephen King diretto da
Nikolaj Arcel sulla base di una
sceneggiatura di Akiva
Goldsman (A Beautiful Mind)
e Jeff Pinkner (The Amazing
Spider-Man 2). Di seguito, via
Latino Review, potete vedere le prime immagini dal set:
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony
Pictures e la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
La Torre
Nera, versione cinematografica dell’omonima saga di
romanzi firmata Stephen King, arriva al cinema il 10
agosto. Diretto da Nikolaj Arcel, il film è
distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia in 350 copie.
Protagonisti della pellicola Idris
Elba nei panni del Pistolero e Matthew McConaughey nel ruolo
dell’Uomo in Nero. Completano il cast Tom Taylor, Claudia
Kim, Fran Kranz, Abbey Lee e Jackie Earle
Haley. Il film è già un successo al Box Office americano e
nel primo week-end è primo incasso.
“Ho iniziato a scrivere La
Torre Nera quando avevo 22 anni, subito dopo terminati gli studi al
college, perciò si può dire che mi ci è voluta una carriera
intera”, racconta Stephen King, autore della
serie di romanzi che dal 10 agosto arriva nelle sale
cinematografiche italiane. A dirigere il film è il giovane regista
danese Nikolaj Arcel: “Adoro i film che
parlano di nuovi mondi, di nuove idee e di mitologia e della
formazione del mondo – racconta Arcel che aggiunge – avere la
possibilità di dirigere un film tratto da storie che mi facevano
sognare, è stato semplicemente incredibile”. Protagonista del
film nel ruolo del pistolero è Idris Elba che sul suo personaggio
racconta: “Roland non è un cowboy, è un Pistolero ed un
cecchino infallibile – dice Elba – quando facciamo la sua
conoscenza, è l’ultimo rimasto di una lunga lista di protettori
della Torre”. Ad interpretare il ruolo dell’Uomo in Nero è
Matthew McConaughey che sul suo ruolo racconta:
“Walter è la quintessenza del cattivo nella battaglia mitica
del bene contro il male. Se crollasse la Torre, Walter potrebbe
sedersi al fianco del Re Rosso”.
La torre nera recensione del film
con Matthew McConaughey e Idris Elba
Sinossi, La Torre
Nera: Ci sono altri mondi oltre a questo. Arriva sul
grande schermo La Torre Nera, tratto dall’avvincente serie di
romanzi di Stephen King, uno degli autori più celebri del mondo. Il
Pistolero Roland Deschain (Idris Elba), è condannato ad un’eterna
battaglia contro Walter O’Dim, conosciuto come l’Uomo in Nero
(Matthew McConaughey), per impedire il crollo della Torre Nera, che
tiene insieme l’universo. La posta in gioco è il destino del mondo:
il bene ed il male si scontreranno in una battaglia estrema, solo
Roland potrà difendere la Torre dall’Uomo in Nero.
Arrivano dall’illustratore
Gregory Hill i concept originali dell’adattamento
cinematografico ormai cancellato, The Dark
Tower (La torre
Nera) di Stephen King, che doveva essere diretto
dal regista Ron Howard. All’inizio il progetto
doveva essere una serie di film, ma poi considerata la difficoltà
nel reperire i giusti finanziamenti il team produttivo ha tentato
di portarlo in televisione ma anche qui i tentativi sono stati
vani. Questi concept sono il frutto del tentativo,forse il più
ambizioso di Howard e della Universal
Studios. Tuttavia il regista nutre ancora speranza di
poter un giorno realizzarlo.
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Questi sono i set Devar Toi,
Tull, The Dogan, The Manni Village, A Harrier Near The Speaking
Ring, The Thinny, Tull, and The Speaking Ring.
La torre
nera è il
settimo romanzo della serie La torre nera scritta da Stephen
King. Il libro è stato pubblicato il
21 settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M.Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della serie che ha
impegnato King per oltre 30 anni.
Si
parte dalla fine del sesto libro, Jake e Pere Callahan combattono
le truppe sataniche dentro il Dixie Pig, un luogo pieno di vampiri
che mangiano resti umani e di porte che si aprono su altri mondi;
Callahan si sacrifica per poter salvare Jake. Mia, che finalmente
ha separato il suo corpo da quello di Susannah,
partorisce Mordred Deschain, il figlio naturale
di Roland e
Susannah. Anche il Re Rosso è un co-padre di questo bambino, così non
si sorprende quando il primo atto del giovane Mordred è quello di
trasformarsi in una creatura simile ad un ragno mangiando la madre.
Susannah non riesce ad ucciderlo, ma elimina altri agenti del Re
Rosso, riuscendo a scappare e ad unirsi a Jake. Crescendo ad un
ritmo accelerato, Mordred insegue Roland e gli altri pistoleri
attraverso questa avventura, mutando da uomo a ragno e viceversa
secondo le necessità, ribollendo di rabbia verso il suo “padre
bianco”, Roland.
In occasione del panel dedicato alla
Sony
Pictures, è stato ufficialmente annunciato che le riprese de
La Torre Nera sono partite. Il progetto,
a lungo rimandato e discusso, è ancora avvolto nel mistero e
speriamo che presto si avranno nuovi dettagli. Per adesso sappiamo
soltanto che il film sarà ambientato per la maggior parte ai nostri
giorni.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni.
Claudia Kim, vista
lo scorso anno in Avengers Age of Ultron,
è entrata a far parte del cast de La Torre
Nera, il film tratto dai romanzi di
Stephen King diretto da
Nikolaj Arcel sulla base di una
sceneggiatura di Akiva
Goldsman (A Beautiful Mind)
e Jeff Pinkner (The Amazing
Spider-Man 2).
Stando al primo report, l’attrice interpreta Arra
Champignon, personaggio che compare in due dei comics Marvel sulla serie: “Treachery” e
“The Sorcerer”. Il personaggio sarà marginale ma potrebbe essere
ingrandito con il prosieguo della serie.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony
Pictures e la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni.
Si compone, tassello
dopo tassello, il cast de La Torre
Nera, l’adattamento di Nikolaj
Arcei della saga fantasy di
Stephen King voluta da Sony Pictures
e MRC prodotta da Ron Howard e Brian
Grazer. Al fianco dei protagonisti Idris
Elba e Matthew McConaughey si aggiunge
ora anche Fran Kranz.
Fran Kranz ha
spesso lavorato con Joss Whedon: in
Quella casetta nel bosco (co-sceneggiato
da Whedon), in Much Ado About
Nothing (rivisitazione indie dell’opera di
Shakespeare) e nella serie tv Dollhouse.
Lo vedremo presto anche nella serie NetflixRebirth. Ne La Torre
Nera, Franz Kranz interpreterà
Pimli, il braccio destro dell’Uomo in Nero (Matthew
McConaughey).
Sembra finalmente prendere corpo
l’adattamento cinematografico de La Torre
Nera, romanzo di Stephen
King e in attesa di scoprire in grandi nomi che
faranno parte del cast, oggi Deadline rivela il primo volto
in trattative. Si tratta di Abbey Lee , giovane attrice vista in Mad
Max Fury
Road, che è in trattative per interpretare un ruolo
di Tirana, personaggio opposto a quelli di Indris Elba
come Roland di Gilead e Matthew McConaughey come Randall
Flag. Il personaggio sorprende per certi versi, dato che è
piuttosto marginale in tutti i libri, tranne il settimo
capitolo.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato
da Sony Pictures e la MRC e diretto
da Nikolaj Arcel. La pellicola invece è
scritta da Akiva Goldsman e Jeff
Pinker. Al momento il film è previsto per il 13 Gennaio
2017. Il primo film si baserà sul primo libro della serie di sette
volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni.
Trama: Si parte dalla fine del
sesto libro, Jake e Pere Callahan combattono le truppe sataniche
dentro il Dixie Pig, un luogo pieno di vampiri che mangiano resti
umani e di porte che si aprono su altri mondi; Callahan si
sacrifica per poter salvare Jake. Mia, che finalmente ha separato
il suo corpo da quello di Susannah, partorisceMordred Deschain, il
figlio naturale di Roland e Susannah. Anche il Re Rosso è un
co-padre di questo bambino, così non si sorprende quando il primo
atto del giovane Mordred è quello di trasformarsi in una creatura
simile ad un ragno mangiando la madre. Susannah non riesce ad
ucciderlo, ma elimina altri agenti del Re Rosso, riuscendo a
scappare e ad unirsi a Jake. Crescendo ad un ritmo accelerato,
Mordred insegue Roland e gli altri pistoleri attraverso questa
avventura, mutando da uomo a ragno e viceversa secondo le
necessità, ribollendo di rabbia verso il suo “padre bianco”,
Roland.
Roland e Eddie tornano dal Maine a
Fedic, dove il Ka-tet, ora riunito, deve fermare un gruppo di
persone, i Frangitori, che usano, costretti, le loro capacità
mentali soprannaturali per distruggere i Vettori che sorreggono la
torre. Se la Torre cadesse, il Re Rosso è convinto di poter
comandare sul caos che si creerebbe. Allo stesso modo, Walter
(alias Randall Flagg) ha sogni di grandezza in cui pianifica di
uccidere Mordred usando la voglia che si trova sul suo tallone per
entrare nella Torre. I pistoleri liberano i Frangitori dai loro
aguzzini, ma Eddie viene ucciso nella battaglia. Roland e Jake si
fermano a ricordare l’amico prima di tornare nel Maine per salvare
la vita di Stephen King. Jake spinge King fuori della traiettoria
di un furgone lanciato in velocità durante il 1999, ma viene ucciso
nel tentativo. Roland, col cuore distrutto, seppellisce Jake e
torna da Susannah a Fedic, da dove partono per un viaggio di
settimane attraverso le Terre Bianche di Empathica in direzione
della Torre.
Arrivano nuove notizie su uno dei più
tormentati adattamenti cinematografici, La Torre
Nera di Stephen King. Dove eravamo rimasti? …
Ron Howard e Brian Grazer dopo i
passi indietro di Universal e
Warner Bros. hanno smesso di parlare
del progetto. Oggi però dal Sundance Film Festival
arrivano le parole di Aaron
Paul, noto ai più per il suo ruolo in Breaking Bad,
proprio sul progetto de La Torre Nera.
L’attore ha rivelato di aver
incontrato più volte Ron Howard per la possibilità
di interpretare uno dei membri del Ka-Tett, ovvero Eddie
Dean:
Ho fatto molti meeting sulla
cosa. Da poco ho parlato in generale con Ron Howard che è un grande
fan di Breaking Bad, cosa che è già folle … pensare che Howard
conosca il mio lavoro. Penso che siano intenzionati a
farlo.
Qualcosa in più sul lavoro di
Stephen King: La torre nera è una serie di romanzi di fantasy,
fantascienza, horror e western dello scrittore americano Stephen
King. La serie è stata definita il magnum opus di King – oltre ai
sette romanzi che compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi
sono collegati alla storia, introducendo concetti e personaggi che
entrano in azione con il progressivo andamento della serie. La
serie è stata recentemente adattata per una miniserie di fumetti
della Marvel supervisionata da King,
scritta da Peter David e Robin Furth e illustrata da Jae Lee. La
serie si ispira ai poemi Childe Roland alla Torre Nera giunse di
Robert Browning, The Waste Land di Thomas Stearns Eliot e, nella
prefazione all’edizione del 2003 di The Gunslinger, King indica tra
le fonti Il Signore degli Anelli e Il buono, il brutto, il
cattivo.
La Sony Pictures ha
diffuso lo SPECIALE “OPUS
MAGNUM”de La Torre
Nera, il di Nikolaj
Arcel tratto dall’omonima saga di romanzi firmata
Stephen King e con protagonisti
Idris
Elba, Matthew Mcconaughey e Katheryn
Winnick.
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj
Arcel (sceneggiatore della versione svedese
di Uomini che Odiano le Donne). La
pellicola invece è scritta da Akiva
Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff
Pinker (The Amazing Spider-Man
2). Il primo film si baserà sul primo libro della
serie di sette volumi.
La Torre Nera: il
primo trailer con
Idris Elba e Matthew McConaughey
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato
il 21 settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
Nonostante il fatto che Ron
Howard sia uno dei registi più famosi e premiati di
Hollywood, anche a lui è capitato di realizzare dei film che non
hanno incontrato il gusto del pubblico. Ricordiamo di recente il
flop di Solo: A Star
Wars Story, film che ha avuto notevoli problemi di
produzione, ma anche l’adattamento de La Torre Nera di
Stephen King, del 2017, che è stato
considerato un vero e proprio disastro.
Proprio riflettendo sulla
realizzazione di quest’ultimo film, Howard ha ammesso che nello
sviluppo del progetto sono stati commessi degli errori. Parlando
con Collider, il produttore ha confessato di aver
commesso degli errori, specialmente quando si è trattato di
scegliere il tono del film:
“Penso che sarebbe stato meglio
scegliere un tono horror. Penso che invece, sia nella nostra mente
che in quella dello studio è stato pensato come un progetto che
poteva essere anche un prodotto PG-13, una specie di avventura per
ragazzi. Penso davvero che abbiamo commesso un errore, non sono
sicuro che sarebbe stato poi un successo se lo avessimo fatto
diversamente, ma avremmo potuto adottare un look più dark e più
duro e far sì che il personaggio di The Gunslinger sarebbe stato
più centrale di Jake. Penso che in retrospettiva sarebbe stato più
eccitante. Ci siamo sempre sentiti come se stessimo trattenendoci
su alcune cose, e credo che alla fine di tutto si trattava proprio
di questo.”
Dai primi materiali di marketing
pubblicati sul film, i fan sono stati completamente confusi dalla
sua direzione e dal modo in cui questa scelta di tono si sarebbe
inserita nel canone della serie stessa.
Al momento Prime Video sta lavorando a un nuovo
adattamento della saga di King, questa volta in formato di serie
televisiva, che sicuramente terrà conto di quanto realizzato in
precedenza per il cinema.
Akiva Goldsman, il
produttore de La torre
nera, ha confessato di aver numerosi rimpianti in
merito all’adattamento cinematografico dell’omonima serie di
romanzi ad opera di Stephen King, interpretato da Idris Elba al fianco del premio Oscar Matthew McConaughey.
Il film diretto da Nikolaj
Arcel e prodotto da Ron Howard avrebbe dovuto dare vita ad un
nuovo franchise cinematografico, ma a causa delle critiche
negative, alla fine Sony Pictures ha deciso di rivedere i suoi
piani. Nonostante abbia incassato 113 milioni di dollari al box
office mondiale, a fronte di un budget di soli 66 milioni, La torre
nera è stato ampiamente criticato per aver cercato di
comprimere il complesso universo creato da King nella saga
letteraria (composta da 8 romanzi) in un unico film.
Ora, in una recente intervista con
THR, il produttore e sceneggiatore Akiva
Goldsman (premio Oscar per
A Beautiful Mind) ha ammesso di essersi pentito per come
sono andate a finire le cose con La torre
nera. Goldsman avrebbe dovuto supervisionare il
progetto iniziale che prevedeva la realizzazione di un universo
formato da film e serie tv collegati tra loro. Tuttavia, questi
piani sono stati scartati a favore di un riavvio destinato al
piccolo schermo che non avrà alcun tipo di legame con il film del
2017.
Akiva Goldsman e i rimpianti
sull’adattamento de La torre nera
“Ho molti rimpianti per le parti
del film che non hanno funzionato”, ha spiegato Goldsman.
“La nostra migliore versione del film esisteva molto prima che
i crossover tra cinema e tv e lo streaming diventassero una realtà.
Sono molto legato ai libri originali che non sono finiti nella
nostra versione del 2017. Ron Howard aveva un’idea in merito a cosa
si potrebbe fare attraverso le varie piattaforme. Non riguardava il
film, ma a volte, come spesso accade, le cose semplicemente non
vanno in porto.”
Poi ha aggiunto: “Ci sono cose
del film del 2017 che mi piacciono ancora oggi, e Idris
Elba ha dato vita ad un Roland veramente incredibile. Penso che
ci fossero troppi punti di vista diversi, incluso il mio, quando si
è trattato di capire come raccontare una storia convincente sul
grande schermo. Avremmo potuto fare di meglio.”
Trai tanti film che saranno
protagonisti del prossimo Comic Con di San Diego, Entertainment
Weekly ha scelto La Torre
Neraper la sua cover del numero
speciale dedicato alla convention. E come disapprovare la scelta,
quando si ha la possibilità di mettere in copertina Matthew McConaughey
e Idris Elba fianco a
fianco?
La Torre
Nera sarà prodotto e co-finanziato da Sony Pictures e
la MRC e diretto da Nikolaj Arcel
(sceneggiatore della versione svedese di Uomini che
Odiano le Donne). La pellicola invece è scritta
da Akiva Goldsman (A Beautiful
Mind) e Jeff Pinker
(The Amazing Spider-Man 2). Il primo film
si baserà sul primo libro della serie di sette volumi.
La Torre
Nera è il settimo romanzo della serie La torre
nera scritta da Stephen King. Il libro è stato pubblicato il 21
settembre 2004 (compleanno di King) da Donald M. Grant ed
illustrato da Michael Whelan. Costituisce la conclusione della
serie che ha impegnato King per oltre 30 anni. La serie è stata
definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che
compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati
alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in
azione con il progressivo andamento della serie.
Sembra aver preso definitivamente
il via l’ambizioso progetto riguardante il ciclo della Torre Nera
di Stephen King, che nelle intenzioni di Ron
Howard, Brian Grazer e Akiva Goldsman dovrebbe sbarcare sia sul
grande che sul piccolo schermo. Dopo un periodo di riflessione,
dovuto soprattutto a questioni di budget, le cose si sono
ricominciate a muovere nella scorsa primavera.
Arrivano ora le prime indiscrezioni
sul cast: Ron Howard avrebbe già contattato Russel Crowe per il
protagonista, Roland Deschain, per il quale si era precedentemente
pensato a Javier Bardem. Per Crowe si tratterebbe di un
nuovo colossal (che presumibilmente si dipanerà in più film) che
andrebbe ad aggiungersi al ruolo di Jor-El in Superman: Man of Steel e a quello di Noè nel colossal
biblico firmato da Darren Aronofsky.
Il creatore di The Haunting
of Hill House e Midnight
MassMike
Flanagan e il suo partner di produzione Trevor
Macy hanno acquisito i diritti per adattare La
Torre Nera di Stephen King in una serie TV.
Flanagan e Macy hanno rivelato la
notizia in un’intervista con Deadline, che ha approfondito la
recente decisione della coppia di spostare l’accordo generale della
loro Intrepid Pictures da Netflix ad Amazon.
“Prima del nostro accordo con
Amazon, abbiamo acquisito i diritti di ‘The Dark Tower’, che se sai
qualcosa di me, sai che è stato il mio Santo Graal di un progetto
per la maggior parte della mia vita”, ha detto Flanagan.
“In realtà abbiamo quei diritti ricavati dal nostro accordo con
Amazon, il che non significa che non possano o non lo faranno a un
certo punto – non lo sai. Ma è qualcosa che abbiamo sviluppato noi
stessi e siamo davvero entusiasti di rimetterci finalmente in piedi
a un certo punto.”
Flanagan afferma di immaginare
La Torre Nera come una serie di cinque stagioni,
con due lungometraggi indipendenti come follow-up. E sì, ha parlato
con lo stesso King dei piani per l’adattamento, visto che non è la
prima volta che Hollywood ha provato a portare sullo schermo questo
lavoro dello scrittore, il più recente è stato il film del 2017 con
Idris Elba e
Matthew
McConaughey.
“Questo è successo perché gli ho
inviato uno schema molto, molto dettagliato di ciò che volevo
farne”, ha detto Flanagan. “Ed è stato in risposta a ciò
che ci ha concesso i diritti. Un progetto come questo, non vorrei
assolutamente esserne coinvolto se lo stessimo portando in una
direzione che sarebbe stata blasfema per il materiale di Stephen
King, ma lui è stato molto, molto di supporto e molto entusiasta di
quello che abbiamo mi piacerebbe farne a meno.”
Il regista e sceneggiatore
Quentin Tarantino, come ogni anno
tranite il suo sito ufficiale, ha pubblicato la lista (in ordine
alfabetico) dei suoi 10 film preferiti per l’anno in corso. Tra
titoli elencati dal regista di Pulp Fiction ci sono alcuni film che
sono all’unanimità considerati come capolavori, come
Gravity, da poco arrivato sui nostri
schermi, ma anche film che hanno fatto storcere il naso a molti,
come The Lone Ranger.
Trai tanti film basati sui fumetti,
Tarantino ha preso in considerazione solo Kick Ass
2, che da molti è considerato se non un brutto film,
almeno inferiore al primo capitolo, il che vuol dire che di tutti i
film che sono usciti questanno e che ci hanno raccontato le gesta
di super eroi, nessuno ha catturato l’attenzione del regista.
Ecco di seguito la top ten 2013 di
Quentin Tarantino:
1. Afternoon
Delight (Jill Soloway)
2. Before Midnight (Richard Linklater)
3. Blue Jasmine (Woody Allen)
4. The Conjuring (James Wan)
5. Drinking Buddies (Joe Swanberg)
6. Frances Ha (Noah
Baumbach)
7. Gravity (Alfonso Cuarón)
8. Kick Ass 2 (Jeff Wadlow)
9. The Lone Ranger (Gore Verbinski)
10. This Is The End (Seth
Rogen, Evan Goldberg)
Come ormai è tradizione
per noi di Cinefilos.it, a fine anno, quando tutti i film in
programmazione hanno visto il buio della sala, ogni redattore,
collaboratore, amico e affine viene “chiamato alla classifica”, e
così nasce la nostra Top 10.
Anche per la Top 10 2013, i nostri
redattori hanno scelto trai titoli usciti al cinema tra l’1 gennaio
e il 31 dicembre 2013. Così è capitato di avere trai film votati
Lincoln o
Les Misérables,
film che sono stati già protagonisti della scorsa stagione dei
premi.
Di seguito la nostra Top 10 2013, in
cui, come potrete vedere, sono presenti anche molti pari
merito:
(clikka sui link per leggere le nostre recensioni)
Tantissimi titoli e tanti pari
merito per una classifica varia e ricca, con molti film che sono
rimasti fuori dalla Top 10 per motivi tristemente matematici, come
nel caso di The
Master, oppure Zero Dark
Thirty, o ancora La Mafia uccide solo
d’estate, che sarebbe stato il terzo titolo italiano
in una classifica che vede sul terzo gradino del podio
Paolo Sorrentino e al sesto posto Giuseppe
Tornatore.
E voi? Cosa pensate di questa
classifica? E la vostra Top 10 2013 qual è?
Ancora una volta le ultime ore
dell’anno vengono spese a fare conti e classifiche, a selezionare
film, a scartare l’uno piuttosto che l’altro, a rinuciare
irrimediabilmente a sceglie in alcune occasione e preferire la
democrazia del pari merito. Anche quest’anno, inaspettatamente, la
classifica è stata difficile da stilare, perchè i bei film, diluiti
in 12 mesi, sembrano davvero pochi, ma concentrati in sole 10
posizioni, diventano decisamente troppi.
La classifiche, così come i voti,
non sono cose che amo molto, anche se si confermano operazioni
quasi ludico-ricreative, nonostante il “dolore” connaturato alla
scelta. Ecco di seguito la mia top 10 dell’anno appena trascorso,
che comprende solo titoli distribuiti qui in Italia.
10- Pari merito tra Questione di
Tempo e Before
Midnight. Il primo è una piacevolissima conferma
del talento di Richard Curtis, che si conferma un
vero e proprio cardiologo del grande schermo: ci guarda in faccia,
ci fa ridere, e poi piano piano ci entra nel cuore con i suoi
adorabili e strampalati personaggi, per rimanere lì per sempre.
Before Midnight merita di stare in
classifica anche solo perchè è la “conclusione” di una storia
sospesa che è cominciata 18 anni fa e che ci fa credere quanto il
vero sentimento d’amore sia non solo difficile da vivere, ma anche
da raccontare in maniera realistica e profonda: Jesse e Celine ci
sono riusciti, ancora una volta, e noi spettatori li
ringraziamo.
9- Philomena.
Quando Judi Dench riempie l’inquadratura,
l’equilibrio è perfetto; quando la sua Philomena sorride o versa
una piccola lacrima, con lei piange e ride ogni singolo spettatore.
Quando la regia precisa, la sceneggiatura brillante, la storia
potente concorrono a realizzare il film inaspettato, il cinema si
rivela.
8- Cloud
Atlas. I fratelli
Wachowski hanno creato un universo, una teoria, partendo
da un romanzo complicato e bellissimo, come una rivelazione. Allo
stesso modo il loro film si dischiude davanti agli occhi dello
spettatore, divenendo rivelazione e raccontando di una vita e di
tutte le altre vite che in essa si compiono e si ripropongono.
Tutto realizzato secondo i dettami della meraviglia visiva e
registica.
7- Stoker. Una
grande diva che si fronteggia con una piccola creatura fragile,
Kidman vs Wasikowska in un confronto
paradossalmente ad armi pari in cui la piccola Mia
dimostra una potenza e una violenza insospettate. Il dramma
psicologico travestito da film horror fa di questa incursione
americana di Chan-wook Park un film magnetico, che
emoziona e atterrisce allo stesso tempo, regalando momenti di pure
suspance e di puro gusto ritmico e registico, scandito dal silenzio
assordante dopo un colpo di fucile.
6- Lincoln. Un
trattato di politica dall’uomo più retto e nobile che la storia
americana ricordi, un capolavoro tecnico in cui la luce si fa
personaggio e racconta, un attore (Daniel Day-Lewis) che sembra
spingersi oltre l’umanamente possibile, finalmente uno
Spielberg ritornato coraggioso alle prese con una
storia che non si spaventa nel mettere a nudo il lato meno nobile
della leggenda e lo fa con un tono dimesso, che diventa epico in
una corsa contro il tempo che ha segnato per sempre la storia
dell’umanità.
5- Rush. Ogni
leggenda ha un’origine, e Ron Howard ci ha
raccontato quella di Lauda/Hunt come solo il grande narratore sa
fare. Grazie a due grandi interpreti, a una storia incredibilmente
vera, a una regia attenta ed equilibrata, a una fotografia
luccicante il regista ci ha trasportati indietro nel tempo e ha
realizzato un incontro tra il pubblico e il privato, tra la vicenda
nota e quella meno nota, riportando in vita una grande storia e
regalando alla settima arte un altro tassello importante.
4- Re della Terra
Selvaggia. Il gioiello inaspettato che si trova
nel fango, l’energia della giovinezza e della creatività, la forza
espressiva di un piccolo corpicino fragile alle prese con la
potenza devastante della natura, un ritratto realistico e allo
stesso tempo estremamente poetico di un mondo che sembra non avere
tempo e spazio, attraverso gli occhi innocenti e feroci di una
bambina di otto anni.
3- Noi Siamo
Infinito. Il film che non ti aspetti, la storia
giusta e perfettamente raccontata, un cast di giovani in cui
Logan Lerman e Ezra Miller
brillano come due fulgidi diamanti. Il profondo tatto nel
raccontare il trauma senza ipocrisia, l’indescrivibile poesia della
corsa sotto al tunnel, la voglia di ritornare adolescenti per
sentirsi, ancora una volta, infelici ma invincibili, ancora una
volta, infinito.
2- La vita di
Adele. Quando un film racconta l’urgenza, la
fame, la passione, la curiosità, la normalità allora, racconta la
vita. Adele è tutti noi che ci approcciamo con genuinità al nuovo,
che ci facciamo pervadere dall’emozione, che senza paura
affrontiamo la sofferenza, anche quella più nera, per poi scendere
a patti con la vita. Adele resta con noi, in noi, alla fine del
film, quando i lunghi minuti del racconto si sono esauriti, quando,
nonostante tutto, vorremmo sapere ancora altro di lei, e forse, di
noi.
1- Gravity.
L’universo ingoto, l’oscurità dello spazio profondo, la tristezza
di un animo spezzato, la solitudine. Lo straordinariamente grande
che coincide con l’incommensurabilmente piccolo in una ricerca
della salvezza che passa per una ricerca interiore in cui l’uomo
viene messo alla prova rispetto alle proprie paure.
Gravity ci mette di fronte ad un’opera
perfetta, in cui ogni momento, ogni battito, ogni respiro, ogni
silenzio è fondamentale, in cui lo spettatore si perde, si ritrova
e alla fine in cui annega.
Con grande fatica, da parte mia,
sono rimasti fuori da questa (riduttiva) lista film magnifici, film
che non ho avuto la possibilità di vedere, film che ho amato
profondamente ma che non hanno scalato la vetta. E’ difficile
decretare quale sia il film dell’anno, così come è difficile
scegliere un film preferito in assoluto, nonostante questo ci ho
provato e spero che il risultato non vi dispiaccia.
La tomba delle
luccioleè considerato uno dei film
d’animazione più deprimenti di tutti i tempi, e il suo finale
spiega il costo della guerra per il popolo giapponese, in
particolare per Seita e Setsuko. La tomba delle lucciole è
un film d’animazione del 1988 dello
Studio Ghibli, il secondo film prodotto dallo studio giapponese
dopo Il castello nel cielo del 1986. Il tomba delle
lucciole è scritto e diretto da Isao Takahata, uno dei pochi
registi ad aver prodotto più film dello Studio Ghibli oltre a
Hayao Miyazaki.
Dopo che la loro città natale,
Kobe,
in Giappone, viene bombardata e rasa al suolo e la loro madre
muore, Seito e la sua sorella minore Setsuko vanno a vivere con una
zia. La zia diventa sempre meno tollerante nel condividere il cibo
della famiglia, così i fratelli se ne vanno e iniziano a vivere in
un rifugio antiaereo abbandonato. Seito aveva abbastanza soldi
lasciati dalla madre per comprare da mangiare a Setsuko, ma il
razionamento bellico e le scorte limitate rendevano difficile
procurarsi il cibo. Setsuko muore di malnutrizione e Seito
condivide un destino simile, mentre gli spiriti dei fratelli si
ricongiungono nell’aldilà.
La tomba delle lucciole
è una storia vera?
Il film è in realtà basato su
un racconto breve
La tomba delle lucciole è
basato su un racconto breve dello scrittore giapponese Akiyuki
Nosaka. La storia è di fantasia, ma è influenzata dalla sua
esperienza di crescita durante e dopo la seconda guerra mondiale in
Giappone. C’era molto interesse nel realizzare La tomba delle
lucciolein versione live-action, ma Nosaka non
pensava che potesse essere fatto in modo convincente fino a quando
non vide gli storyboard della versione animata di Takahata. La
sorella di Nosaka morì di malnutrizione in seguito al bombardamento
di Kobe, e lui si sentì sempre responsabile. La storia era il suo
modo di scusarsi per non essersi preso cura di lei.
Nella vita reale, Akuyiki Nosaka
aveva due sorelle, una delle quali morì nel bombardamento di Kobe,
mentre l’altra, Keiko, era una neonata che morì di malnutrizione.
Setsuko è ispirata a Keiko.
Mentre la maggior parte dei film
dello Studio Ghibli sono ispirati a storie di fantasia con elementi
molto più fantastici, La tomba delle lucciole è uno dei più
realistici e brutali nella sua trama. Sebbene sia inquadrato
attraverso la lente degli spiriti di Seita e Setsuko che osservano
la propria vita, è altrimenti brutalmente realistico nella sua
storia e nei suoi temi. Anche se non è una rivisitazione letterale
di una storia particolare, è in generale una rappresentazione
accurata della vita in un villaggio giapponese come Kobe e di come
i cittadini medi fossero colpiti dai regolari bombardamenti aerei,
dalla carenza di cibo e dal razionamento delle risorse da parte del
governo.
Come sono morti Seita e
Setsuko?
Seita e Setsuko erano entrambi
malnutriti
La scena iniziale di La tomba
delle lucciole mostra Seita e diversi altri ragazzi della sua
età che muoiono alla stazione ferroviaria dove chiedevano cibo.
Date le circostanze, è abbastanza chiaro che sono morti di fame e
malnutrizione. La situazione è molto più esplicita con Setsuko,
poiché le sue condizioni peggiorano lentamente e il medico dice
esplicitamente a Seita che è malnutrita e ha bisogno di
cibo.
Lei è delirante, mangia
biglie e ha allucinazioni in cui le rocce sono in realtà
riso.
Seita va in città per comprare del
cibo per lei e le dà anche un po’ di anguria, ma quando torna è già
troppo tardi. Lei è delirante, mangia biglie e ha allucinazioni in
cui le rocce sono in realtà riso.
Perché Seita e Setsuko non sono
tornati a casa della zia?
I due bambini non dovevano
morire
Sebbene la zia di Seita e Setsuko
sia inizialmente accogliente, ben presto diventa impaziente con i
bambini, in particolare con Seita, perché lui non fa alcun lavoro
in casa né partecipa in alcun modo agli sforzi della città o alla
guerra. La zia loda regolarmente lo zio e il cugino per il loro
contributo e dà loro porzioni extra durante i pasti, ma Seita
concentra le sue energie invece nel prendersi cura di Setsuko.
Quando alla fine lasciano la casa
della zia, sono solo a breve distanza e potrebbero tornare
indietro, quindi perché Seita tiene Setsuko nel rifugio antiaereo
fino a quando lei muore di malnutrizione invece di tornare e
chiedere scusa alla zia? Seita era pieno di risorse, ma è
importante ricordare che era ancora solo un bambino. Inizialmente,
cercava di proteggere Setsuko dalla notizia della morte della
madre, ma in seguito aspettava il ritorno del padre.
Pensava semplicemente di doversi
prendere cura di Setsuko fino alla fine della guerra e al ritorno
del padre, ma quando scoprì che la guerra era finita e che il padre
era probabilmente morto, era troppo tardi. La notizia della
morte del padre potrebbe essere stata la cosa che alla fine ha
convinto Seita a tornare dalla zia, ma a quel punto era troppo
tardi, poiché Setsuko morì quello stesso giorno.
Il finale e il vero significato
di “La tomba delle lucciole” spiegati
Il film mostra come i
bombardamenti abbiano distrutto delle vite
Poiché il Giappone era membro
dell’Asse nella seconda guerra mondiale e alleato della Germania
nazista, non molte storie sulla guerra mettono in luce come fosse
la vita per il popolo giapponese. La carenza di rifornimenti e le
razioni governative erano comuni anche in altri paesi, poiché le
nazioni deviavano le risorse di base per finanziare lo sforzo
bellico, ma in società molto più industrializzate come gli Stati
Uniti, il cittadino medio faticava molto meno. Inoltre, La
tomba delle lucciole mostra come i regolari attacchi dei
bombardieri americani causarono devastazioni ai cittadini
giapponesi, anche se non erano direttamente coinvolti nello
sforzo bellico.
In tutto il film La tomba delle
lucciole, Seita fa del suo meglio per preservare l’innocenza di
Setsuko, proteggendola dalla notizia della morte della madre. Anche
se all’inizio sembra un gesto dolce, alla fine è proprio questo che
li uccide entrambi, mentre affrontare la realtà e lavorare come
parte del villaggio avrebbe giovato loro di più nel lungo periodo.
La scatola di caramelle Sakuma Drops ne è un esempio evidente in
tutto il film.
Il titolo del film viene
esplicitamente citato quando le lucciole muoiono e Setsuko
costruisce loro una tomba fuori dal rifugio antiaereo.
Seita dà a Setsuko delle caramelle
quando lei è triste e a un certo punto le fa mangiare una caramella
al posto del cibo, ma le caramelle zuccherate non forniscono alcun
nutrimento e quando finiscono non hanno più nulla. Il tema delle
lucciole viene stabilito fin dall’inizio, poiché accompagnano gli
spiriti di Setsuko e Seita. Il titolo del film viene esplicitamente
citato quando le lucciole muoiono e Setsuko costruisce loro una
tomba fuori dal rifugio antiaereo.
Mentre seppellisce le lucciole,
lei rivela di sapere che la loro madre è morta, mentre Seita ha
un flashback dei corpi del loro villaggio, e si concede di
piangere per la prima volta. Nel suo tentativo di proteggere
l’innocenza di Setsuko, lei lo sapeva comunque, e anche qualcosa di
semplice come la morte delle lucciole che avevano illuminato il
loro rifugio per una notte ricordava loro il terribile costo umano
di una guerra che non aveva nulla a che fare con loro.
Come è stato accolto il finale
di “La tomba delle lucciole”
Il film ha ottenuto un
punteggio perfetto del 100% su Rotten Tomatoes
La tomba delle lucciole ha
ottenuto un raro punteggio perfetto su Rotten Tomatoes. I critici
hanno elogiato il film in modo travolgente, con un punteggio del
100% su Tomatometer, e anche il
punteggio del pubblico è altrettanto ottimo, con un altissimo
95% e oltre 50.000 valutazioni. Il finale è devastante, ma è
proprio questo che gli spettatori apprezzano di più. Un fan ha
scritto: “Il lento crescendo è stato realizzato così bene. Pur
conoscendo il finale, non sono riuscito a smettere di piangere
nemmeno dopo la fine del film. Davvero un capolavoro.”
I critici lo hanno apprezzato
ancora di più, senza una sola recensione negativa da parte dei
critici di Tomatometer.
Roger Ebert ha recensito il film e ha avuto molte cose positive
da dire sulla storia e sul suo finale crudo. Nella sua recensione
cita il critico Dennis H. Fukushima Jr.
“Essendo l’unico sopravvissuto,
si sentiva in colpa per la morte di sua sorella. Mentre cercava
cibo, spesso mangiava prima lui e poi sua sorella. La causa
innegabile della sua morte era la fame, e questo era un fatto
triste che avrebbe perseguitato Nosaka per anni. Lo spinse a
scrivere della sua esperienza, nella speranza di liberarsi dai
demoni che lo tormentavano.”
Glenn Kenny del The New York Times
concordò con le parole di elogio nella sua recensione del classico
d’animazione. “Separati dalla madre dopo un bombardamento americano
su Kobe, i due trascorrono i loro ultimi giorni cavandosela da soli
in una terra desolata dove non c’è alcun aiuto da parte degli
adulti. Per quanto lottino, rimangono meravigliosamente e talvolta
umoristicamente infantili.” La maggior parte dei critici e dei fan
concordano sul fatto che il film sia difficile da guardare, ma
La tomba delle lucciole alla fine ne vale la pena: una
storia commovente con un finale straziante e toccante.
Nel giorno dell’80° anniversario
dal devastante lancio della bomba atomica su Hiroshima, il
primo attacco nucleare della storia, avvenuto il 6 agosto 1945,
condividiamo il trailer e il poster de La
tomba delle lucciole.
Prodotto dallo Studio Ghibli nel 1988 e diretto da
Isao Takahata, La tomba delle lucciole è
da anni riconosciuto come una delle opere più commoventi e
significative sul tema della guerra e della memoria. Ambientato nel
Giappone devastato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale,
racconta con struggente delicatezza la storia di Seita e Setsuko,
due fratelli costretti a sopravvivere tra le macerie del
conflitto.
Tratto dall’omonimo romanzo
semi-autobiografico di Nosaka Akiyuki, La tomba delle
lucciole è considerato un caposaldo indiscusso
dell’animazione giapponese, un racconto doloroso ma necessario
sulla guerra e sull’infanzia.
La tomba delle lucciole
torna al cinema come evento speciale dal 18 al 24
settembre, sia in versione doppiata che in versione
originale con sottotitoli. Le prevendite sono aperte dal 1°
settembre.
La trama di La tomba delle
lucciole
Negli ultimi giorni della Seconda
guerra mondiale, un bombardamento americano uccide la madre di
Seita, 14 anni, e della sua sorellina Setsuko, di 4. Rimasti soli e
senza più un posto dove andare, i due cercano di sopravvivere nella
campagna giapponese. Dopo aver litigato con l’unico parente
rimasto, Seita cerca di badare a sé stesso e a Setsuko, trovando
riparo in un rifugio abbandonato e rubando cibo. Ma con le risorse
sempre più scarse, ai due fratelli non resta che aggrapparsi a
brevi momenti di felicità in un mondo ormai in frantumi.
Dopo essere
stato presentato con entusiasmo e un ottimo riscontro di pubblico e
critica nella Sezione Notti Veneziane delle
Giornate degli Autori nell’ambito della 79° Mostra
internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia,I WONDER PICTURES in collaborazione con
Unipol Biografilm Collection sono liete di annunciare la data di
uscita nei cinema italiani al 10 novembre diLa
timidezza delle Chiome, un film di Valentina Bertani che
racconta la vita di due gemelli omozigoti in cerca di un loro posto
nel mondo.
La timidezza delle Chiome –
di cui per l’occasione I Wonder Pictures rilascia il trailer e il
poster – è un film character driven, capace di raccontare il
difficile periodo di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta di due
adolescenti con disabilità intellettiva.
Il film è una
co-produzione Italia – Israele, prodotto da Diaviva per
l’Italia e Movieplus per Israele, ed è stato
realizzato con il sostegno di MiBACT e NFCT.La timidezza
delle Chiomesarà distribuito in Italia
dal 10 novembre da I Wonder Pictures in collaborazione con
Unipol Biografilm Collection.
La timidezza delle Chiome, la
trama
Quando la scuola finisce e comincia
l’età adulta, Benjamin e Joshua Israel, due gemelli omozigoti di
origine ebraica, iniziano a sentirsi oppressi. Mentre amici e
compagni di classe pianificano una nuova vita, loro non riescono a
immaginare il futuro. Avere vent’anni e un naturale carisma unito a
una buona dose di spavalderia non basta se hai una disabilità
intellettiva e il mondo in cui vivi non sembra essere fatto per
accoglierti. Sentendosi esclusi, Benjamin e Joshua si confrontano
con i limiti imposti dagli altri senza avere paura di sbatterci
contro. Joshua desidera fare sesso per la prima volta, mentre
Benjamin insegue l’utopia di un amore. Anche se i due entrano
spesso in conflitto tra loro, il loro legame è impossibile da
sciogliere. Impareranno presto che crescere significa dare spazio
all’altro senza fargli ombra.
La stessa Weinstein
Company, che si occuperà di produrre la pellicola, ha appena
annunciato che il fantasy di Ang LeeLa Tigre e il Dragone (2000) avrà un
sequel.
Ecco il trailer di Sword
of Destiny, il sequel targato Netflix de La Tigre e il
Dragone, il film premio Oscar nel 2000 diretto da
Ang Lee. Il film, titolo completo
Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of
Destiny, uscirà nei cinema IMAX e online su Netflix
in tutto il mondo il 26 febbraio 2016.
Alla regia del
film c’è Yuen Wo-Ping, coreografo di arti marziali
(The Matrix, Kill
Bill) e regista (Tai Chi
Master), e nel cast compaiono Michelle
Yeoh e Donnie Yen.
Dopo The
Millionaire di Danny Boyle (tratto
da Le dodici domande di Vikas
Swarup) e Vita di Pi di Ang
Lee (dal romanzo di Yann
Martel), la cinematografia indiana cerca di ampliare i
propri orizzonti approdando su Netflix con
La Tigre Bianca, di Ramin
Bahrani, disponibile dal 22 gennaio e tratto dall’omonima
opera letteraria di Aravind Adiga.
La Tigre Bianca: la trama
Punto di partenza per il regista
statunitense è il romanzo di Aravind Andiga, che
ha fruttato allo scrittore il prestigioso Booker
Prize nel 2008. Protagonista del racconto è un servitore e
autista di nome Balram Halwai (interpretato da Adarsh
Gourav)un giovane indiano della “casta bassa” (Adarsh
Gourav), il quale sin da piccolo sa volere raggiungere la posizione
sociale di “tigre bianca”, animale che nasce una sola volta in una
generazione. Egli riesce ad evadere dalle costrizioni sociali
legate all’appartenenza alla casta più umile e a guadagnarsi
astutamente la posizione di ricco imprenditore. Il viaggio di
Adarsh verso la ricchezza a cui ambisce ne plasmerà il carattere e
le prerogative, avvicinandolo a un mondo-gabbia dorata, in cui
dovrà vedersela con i predatori più accaniti. L’avventura e le
vicissitudini del protagonista si pongono come specchio delle
disuguaglianze sociali e dei mali insanabili della società indiana,
di cui emergono le maggiori contraddizioni.
La Tigre Bianca: il cambio di registro movimenta la
narrazione
Il percorso di ascesa canonica del
protagonista da una condizione sfavorevole, opprimente e
degenerativa, che si muove verso un cambiamento con cui dare un
giro di vite alla propria esistenza, viene arricchito ulteriormente
da cambi di registro ne La Tigre Bianca. La ricca
famiglia di cui Balram diviene servitore non è infatti esente da
sotterfugi e dinamiche poco trasparenti, che lasceranno fuoriuscire
anche i lati più oscuri del protagonista, costretto a confrontarsi
con i potenti. A metà film viene meno la componente favolistica e
la narrazione si fa più tetra e macchiata; il cambio di registro è
sottolineato dalla fotografia di Paolo Carnera,
che mette in evidenza il malessere e il marciume dello spazio
scenico, metafora di una società incapace di rigenerarsi. La
pellicola si discosta quindi dal mero dramedy condito di happy
ending, che fa leva su tematiche rilevanti quali disuguaglianze
legate al sistema delle caste, politica, corruzione e religione:
uno sguardo registico interessante, che riesce a condire la
narrazione di scetticismo e ironia dolceamara.
Viene subito in mente il potente e
pluripremiato
Parasite di Bong
Joon-ho proprio perché la narrazione in prima persona
del film di Bahrani fa proprio un linguaggio diretto e coinvolgente
che cerca di rompere la quarta parete per ammaliare e suscitare
l’interesse dello spettatore.
Un’ottima interpretazione da parte di Adarsh Gourav
Fulcro della narrazione è l’arco di
trasformazione del personaggio di Ashok che, da giovane innocente
agnello sacrificale, si ritrova a dover celare le proprie ambizioni
di ascesa sociale dietro sorrisi, inchini e riverenze. L’aspetto di
autista premuroso e obbediente in realtà si unisce a piani astuti e
meschini, privi di alcuna remora morale, e tramite i quali Ashok
cercherà di raggiungere i suoi scopi. In questo scenario calano la
partecipazione e la fiducia dello spettatore nei confronti del
personaggio: siamo ormai oltre la prima parte della pellicola e si
può solamente auspicare a una redenzione finale, che sappiamo
arriverà in un qualche modo.
Il film si mostra fin da subito
come un racconto in prima persona indirizzato al primo ministro
cinese in visita alla città dove Balram è diventato un imprenditore
di successo, Bangalore. La voce narrante ci accompagna lungo tutto
il cammino del personaggio, tuttavia risultando a tratti troppo
didascalica e ridondante. E’ chiaro fin da subito che Balram uscirà
vincitore, tigre bianca, non è il compimento del percorso che
interessa al regista, bensì il come avverrà la sua personale
rivincita nei confronti della “casta alta”.
Elemento fondamentale della
riflessione di Bahrani è la convivenza e lo scontro tra anime
differenti: quella indiana e statunitense. Il dualismo tra le due
realtà è sottolineato dalla commutazione di codice, cioè
l’alternare lingua inglese a hindi, che rende chiaro come la scelta
della lingua da utilizzare influenzi i rapporti interpersonali.
Emblemi di questa interculturalità soffocata sono soprattutto i
comprimari che affiancano Balram: Ashok (Rajkummar Rao) e Pinky
Madam (Priyanka
Chopra).
Bahrani si appropria di stilemi
tipici del gangster movie hollywoodiano, inseriti però all’interno
del contesto socio-culturale indiano, che aggiunge una nota potente
di caoticità, misticismo e ciniche contraddizioni. Il cinismo acuto
che percorre tutta la storia di Balram può essere condensato da una
citazione indiretta a The Millionaire di Danny Boyle da parte di
Balram: egli sostiene infatti che in India non ci sia nessuna
scappatoia come un gioco a premi per sfuggire dalla povertà, ma si
possa soltanto scegliere di uscire dalla “stia per polli”,
incuranti delle conseguenze nefaste che ne potrebbe scaturire.