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Venezia 75: Jacques Audiard presenta The Sisters Brothers

Venezia 75: Jacques Audiard presenta The Sisters Brothers

Alla conferenza stampa di The Sisters Brothers era presente il regista Jacques Audiard, lo sceneggiatore Thomas Bidegain, il compositore Alexandre Desplat, e solamente uno degli attori, John C. Reilly.

Il regista racconta che la genesi dell’idea del film parte dal libro di Patrick deWitt, da lui letto in precedenza, ma che mai avrebbe pensato di portare sullo schermo, perché ambientato nel far west, cosa della quale non è mai stato un grande appassionato. Ma quando gli è stato proposto il progetto, ha accettato con entusiasmo, con l’idea di uscire dagli schemi e di lavorare in maniera del tutto personale.

È rimasto colpito soprattutto dall’emotività dei personaggi descritti nel libro, intuendo di poter costruire lo script dando risalto soprattutto a questo. Il romanzo conteneva poi invenzioni ed elementi irresistibili, che ha voluto tenere e portare nel film. Lo reputa un romanzo di formazione, incentrato su due fratelli rimasti bloccati all’età di dodici anni e di averlo voluto trasformare in un film basato sui rapporti e sulla continua ricerca della felicità.

Audiard ha escluso nel modo più categorico di non ispirarsi a Sergio Leone o altri maestri del genere western, di non aver cercato riferimenti precisi. Non voleva fare un film western, bensì una fiaba.

Forse l’unico lontano riferimento può essere stato per lui La notte del cacciatore di Charles Laughton, film del 1955 con Robert Mitchum.

Desplat racconta di come ha cercato in tutti modi di comporre una musica da western che non fosse troppo western, cercando una via di fuga senza rimanere in trappola. Mentre Bidegain ha confermato l’impostazione e le idee di Audriard, con il quale ha scritto il film.

John C. Reilly dice di aver letto il manoscritto del libro prima della pubblicazione, rimanendo entusiasta e sognando di portare sullo schermo quel personaggio creato su misura per lui.

Ci si riconosce pienamente e trova vincente la chiave inusuale su cui si costruisce tutta la storia. Spende grandi complimenti per il suo collega Joaquin Phoenix, reputandolo un grandissimo e scrupoloso attore, ossessionato dalla verità.

Reilly ha poi scherzato sui suoi rapporti con i vari animali sul set, lamentandosi del suo cavallo che petava in continuazione e raccomandando che con i ragni bisogna restare fermi e molto calmi, soprattutto quando ti camminano sulla faccia e stanno per entrarti in bocca, come succede al suo personaggio nel film.

Venezia 75: Incontro con Francesco Zippel, regista di Friedkin Uncut

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Friedkin Uncut, documentario del giovane regista/documentarista Francesco Zippel, è stato presentato nella sezione Venezia Classici alla 75esima edizione della Mostra del Cinema.

William Friedkin come non lo avete mai visto, simpatico, allegro e goliardico, il papà de L’Esorcista si mette a nudo in un documentario colmo di interviste dei grandi nomi dei protagonisti del cinema, tutti vogliosi di lasciare una testimonianza di cosa rappresenti il lavoro del regista per loro. Testimonianze di Francis Ford Coppola, Quentin Tarantino, Wes Anderson, Matthew McConaughey e molti altri, impreziosiscono questo viaggio all’interno della carriera di Friedkin facendoci scoprire l’uomo dietro l’artista.

Abbiamo incontrato Francesco Zippel che firma la regia di questo lungometraggio e che ha passato con Friedkin circa un anno tra Stati Uniti e Italia.

Come è nata la vostra collaborazione?

“Ho conosciuto il regista due anni fa quando mi ha chiesto di collaborare con lui come producer per il suo ultimo film su Padre Amorth. Mentre eravamo insieme a Los Angeles, per finire il montaggio, ogni giorno, a pranzo o durante una pausa, raccontava episodi e aneddoti incredibili. Tutti hanno iniziato a dirgli che avrebbe dovuto fare un documentario, così mi sono subito proposto. Con mio grande stupore, ha accettato subito. I tempi sono stati lunghi, soprattutto per via di tutte le interviste che ho voluto realizzare e gran parte dei miei intervistati era su un set, ma nessuno mi ha dato un no come risposta. Matthew McConaughey mi ha addirittura chiesto di aspettarlo perché doveva molto della sua carriera al regista.”  

friedkin uncutC’è un altro aneddoto simpatico che ci puoi raccontare?

“Per esempio Quentin Tarantino vive nella casa di Los Angeles che fu di Friedkin negli anni ’70, l’intervista che vedete nel documentario, è stata girata nella sua sala cinema privata ricavata dal vecchio garage di casa. Oltretutto Tarantino è un grande fan e ha una collezione esclusivamente in pellicola, perché odia il digitale, di tutti i suoi film che custodisce gelosamente.”

Che cos’è il male per questo regista?

“Il male per lui è una curiosità. Qualsiasi scelta artistica possa aver fatto nella sua carriera è sempre stata generata da una curiosità specifica nei confronti di qualcosa. Il male per lui è il modo in cui ognuno di noi può decidere di comportarsi o di indirizzare la propria esistenza, è uno degli elementi ontologici che a lui interessano, al quale lega anche l’aspetto religioso. Spesso nelle sue opere lega il bene al male e a come ognuno di noi interpreti questi sentimenti, è un’analisi del male che nasce dalla sua sete di conoscenza e curiosità sugli innumerevoli aspetti della vita”.

L’Esorcista è ancora un evergreen?

Ellen Burstyn mi ha detto che di film dell’orrore che vogliono a tutti i costi spaventare ne vediamo tanti negli ultimi tempi, ma quello che differenzia le opere di Friedkin, come detto anche da Wes Anderson, è che nei suoi film non accade nulla di particolare, c’è un racconto veristico molto semplice, poi ad un certo punto la narrazione ha un twist degenerativo e tutto si evolve in maniera inaspettata. Questa caratteristica, unita all’idea che ognuno di noi ha del male e di quello che può innestarsi nell’animo e nella testa delle persone, credo sia un elemento stimolante. Per questo ancora oggi L’Esorcista è un evergreen.”

Venezia 75: in arrivo Suspiria di Guadagnino e The Sisters Brothers di Audiard

A poche ore dall’annuncio del film d’apertura della 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia Variety, ecco arrivare tramite la notizia (ormai certa) dell’arrivo al Lido di altri due titoli, probabilmente inseriti nel concorso ufficiale.

Il primo è Suspiria di Luca Guadagnino, con Dakota Johnson, Chloe Grace Moretz e Tilda Swinton, mentre il secondo è The Sisters Brothers, ultimo lavoro di Jaques Audiard (Un sapore di ruggine e ossa) che vede protagonisti Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix.

La fonte parla anche di altri titoli papabili, come Beautiful Boy con Timothée Chalamet e Steve Carell (dal regista di Alabama Monroe, Felix Van Groeningen), Roma di Alfonso Cuaron (prodotto originale Netflix), Norway di Paul GreengrassThe Favourite di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, Peterloo di Mike Leigh e A Star is Born di e con Bradley Cooper.

In programma dal 29 agosto all’ 8 settembre 2018, la Mostra del Cinema avrà come presidente di giuria il regista Guillermo Del Toro.

Venezia 75: First Man di Damien Chazelle sarà il film d’apertura

Venezia 75: il ricco programma. Cuaron, Coen, Guadagnino nel Concorso

Alberto Barbera e Paolo Baratta hanno presentato il programma completo di Venezia 75, l’edizione 2018 della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia che si svolgerà al Lido dal 29 agosto all’8 settembre.

In apertura, il Presidente Baratta ha anticipato le due iniziative che celebrano il 75° anni della manifestazione. Il primo è una Mostra di “compleanno”, curata da Alberto Barbera, e la seconda è una ricerca in forma di volume sulla storia della Mostra stessa. Barbera invece esordisce con i ringraziamenti, preannunciando, prima di passare a sfogliare con i presenti tutto il programma, che l’edizione di quest’anno conta tanti film di genere che sono anche film d’autore, con spazio a grandi nomi ma anche a esordienti e scommesse su opere prime e seconde. L’attenzione ai generi conferma anche la tendenza degli anni passati, che hanno visto la presenza in concorso di film come La la Land e Ammore e Malavita.

La prima novità della selezione ufficiale è che Cinema in Giardino diventa Sconfini, e presenta i primi nomi interessanti, dal ritorno di Gipi al cinema con Il ragazzo più felice del mondo al documentario di Francesco Patierno intitolato Camorra, passando per la Extended Cut di The Tree of Life di Terrence Malick in anteprima mondiale e in uscita per la Criterion Collection. La sezione Orizzonti aprirà con la storia di Cucchi, Sulla mia pelle, con Alessandro Borghi, diretto da Alessio Cremonini.

La presentazione del Fuori Concorso inizia invece con l’annuncio dell’Evento Speciale, The Other Side of the Wind di Orson Welles, il film mai completato del grande genio, il cui completamento è stato promosso prima di tutto da Frank Marshall, storico produttore di Welles stesso. Ci sarà anche L’amica geniale, serie HBO/Rai/Wildeside, girata da Saverio Costanzo, basata sui romanzi di Elena Ferrante, in un’operazione simile a quella portata avanti con The Young Pope di Paolo Sorrentino, due anni fa. Sempre nella sezione Fuori Concorso, per la categoria Non Fiction, arriva anche il nuovo film di Errol Morris, l’attualissimo American Dharma, ma anche il documentario 1938 Diversi, un’indagine sulle Leggi Razziali che, ancora, si rivelano attuali. Ma la sezione dà spazio anche a grandissimi nomi, come Tsai Ming-liang e Fredrerick Wiseman.

Il Fuori Concorso Fiction si apre invece con l’italiano Roberto Andò, Una Storia senza nome, su cinema e politica, e con lui anche l’autobiografico Les Estivants di Valeria Bruni Tedeschi. Poi c’è il grande titolo hollywoodiano, già annunciato, A Star Is Born, esordio di Bradley Cooper dietro alla macchina da presa. Torna anche Dupras, che nel 2016 era in concorso con Il Cittadino Illustre (Coppa Volti), e torna Trapero, dopo la migliore regia nel 2015 con El Clan, con La Quietud. Sempre nella stessa sezione, sarà di nuovo al Lido Zhang Yimou, con un film di genere in costume, dopo i due Leoni d’Oro nella storia del Festival.

Il Concorso di Venezia 75 apre con First Man di Damien Chazelle, che a Venezia presentò La la Land, e che adesso torna con Ryan Gosling per il suo terzo film. Assayas porta la commedia nel Concorso con Doubles Vies, mentre Audiard il western con The Sisters Brothers. Il genere si replica con i Fratelli Coen, prodotto da Netflix, The Ballad of Buster Cruggs, sei episodi diversi, per tono e generi, un film anche sulla morte della mitologia del western e sull’America contemporanea. Torna al Lido anche Brady Corbet con Vox Lux, dopo il successo, sempre a Venezia, de L’Infanzia di un Capo. Anche Alfonso Cuaron torna alla manifestazione veneziana con Roma, film autobiografico in bianco e nero, anche questo acquistato da Netflix. Una lunga produzione per una storia che racconta l’adolescenza del regista messicano. Più serio il tono di Paul Greengrass che racconta il terribile attacco neonazista in Norvegia del 22 luglio 2011, con 22 July. Nel Concorso anche Suspiria di Luca Guadagnino, remake ma anche progetto personalissimo, a detta di Barbera il più ambizioso del regista, con una straordinaria Tilda SwintonFlorian Henckel von Donnersmarck, premio Oscar per Le Vite degli Altri, torna con un film ambientato nella Germania divisa, un film sull’arte e sul valore della storia, dal titolo Opera senza Autore. L’australiana di Babadook, Jennifer Kent, presenta in concorso la sua opera seconda, The Nightingale, film storico su una donna che persegue la sua vendetta. Yorgos Lanthimos e Mike Leigh portano al festival due film storici, da una parte intrighi di corte, dall’altra una riflessione sul potere in una repressione sanguinosa rimossa dalla storia inglese. Dopo Il Giovane Favoloso, Mario Martone torna a Venezia con Capri-Revolution, con Marianna Fontana, in cui una pastorella dell’isola entra in contatto con una società proto-hippie degli anni ’10, mentre Roberto Minervini, documentarista italiano che vive negli USA, racconta il razzismo della società americana contemporanea. Barbera ha scelto anche un altro Premio Oscar, László Nemes, che dopo Il Figlio di Saul porta al Lido Sunset, film fondato sulla partecipazione dello spettatore. Carlos Reygadas, abitudinario di Cannes, sbarca al Lido con un nuovo tassello nel suo linguaggio cinematografico, con tutti elementi realistici. Julian Schnabel racconta invece con grande ambizione quello che c’era dentro alla testa di Vincent Van Gogh, in un’indagine di sugli ultimi anni del pittore. Torna anche Shinya Tsukamoto con un film di samurai decisamente atipico (il protagonista si scopre incapace di uccidere).

Il programma, nella sua complessità, sembra ricalcare il percorso degli anni precedenti, con tanto spazio ai grandi autori affermati, ma con un occhio anche a opere prime e secondo, persino nel concorso. Il giudizio di Barbera sul cinema italiano è quello di una realtà propositiva e in movimento, giudizio attendibile dal momento che la commissione ha visionato circa 150 titoli presentato dal nostro Paese, scegliendo, per il concorso, Martone, Minervini e Guadagnino. A differenza di Cannes, Venezia presenta ben sei titoli importanti provenienti da Netflix, un approccio molto differente alla piattaforma, che però Barbera giustifica parlando delle leggi precise che in Francia regolano il passaggio in streaming dei film dopo l’uscita in sala.

IL PROGRAMMA COMPLETO

CONCORSO UFFICIALE

– First Man di Damien Chazelle (Film d’apertura)

– The Mountain di Rick Alverson

– Doubles Vies di Olivier Assayas

– The Sisters Brothers di Jacques Audiard

– The Ballad of Buster Scruggs di Joel e Etan Coen

– Vox Lux di Brady Corbet

– Roma di Alfonso Cuarón

– 22 July di Paul Greengrass

– Suspiria di Luca Guadagnino

– Werk Ohne Autor (Opera senza autore) di Florian Henckel von Donnersmarck

– The Nightingale di Jennifer Kent

– The Favourite di Yorgos Lanthimos

– Peterloo di Mike Leigh

– Capri-Revolution di Mario Martone

– What You Gonna Do When the World’s On Fire di Roberto Minervini

– Napszállta (Sunset) di László Nemes

– Frères Ennemis di David Oelhoffen

– Nuestro Tiempo di Carlos Reygadas

– At Eternity’s Gate di Julian Schnabel

– Acusada di Gonzalo Tobal

– Zan (Killing) di Shin’ya Tsukamoto

ORIZZONTI

– Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (Film d’apertura)

– Kraben Rau (Manta Ray) di Phuttiphong Aaronpheng

– Soni di Ivan Ayr

– Ozen (The River) di Emir Baigazin

– La noche de 12 años di Alvaro Brechner

– Deslembro di Flavia Castro

– Anons (The Announcement) di Mahmut Fazil Coşkun

– Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio

– Charlie Says di Mary Harron

– Amanda di Mikhael Hers

– Yom Adaatou Zoli (The Day I Lost My Shadow) di Soudade Kaadan

– L’Enkas di Sarah Marx

– The Man Who Surprised Everyone di Natasha Merkulova e Aleksy Chupov

– Kukumbu Tubuh Indakuhn (Memories of My Body) di Garin Nugroho

– As I Lay Dying di Mostafa Sayyari

– La profezia dell’armadillo di Emanuele Scaringi

– Erom (Stripped) di Yaron Shani

– Jinpa di Pema Tseden

– Tel Aviv On Fire di Sameh Zaobi

– Un Peuple et son roi di Pierre Schoeller

– La quietud di Pablo Trapero

– Ying (Shadow di Zhang Yimou

– Dragged Across Concrete di S. Craig Zahler

FUORI CONCORSO (fiction)

– A Star Is Born di Bradley Cooper

– Una storia senza nome di Roberto Andò

– Mi obra maestra di Gastón Duprat

– A Tramway in Jerusalem di Amos Gitai

FUORI CONCORSO (documentari)

– A Letter to a Friend in Gaza di Amos Gitai

– Aquarela di Victor Kossakovski

– El Pepe – Una vida suprema di Emir Kusturica

– Process di Sergei Loznitsa

– Carmine Street Guitars di Ron Mann

– Isis, Tomorrow. We Lost Souls of Mosul di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi

– American Dharma di Errol Morris

– Introduzione all’oscuro di Gaston Solnicki

– 1938 diversi di Giorgio Treves

– Ni De Lian (Your Face) di Tsai Min-Liang

– Monrovia, Indiana di Frederick Wiseman

SCONFINI

– Blood Kin di Ramin Bahrani

– Il banchiere anarchico di Giulio Base

– Il ragazzo più felice del mondo di Gipi

– Arrivederci Saigon di Wilma Labate

– The Tree of Life Extended Cut di Terrence Malick

– L’Heure de la sortie di Sébastien Marnier

– Magic Lantern di Amir Naderi

– Camorra di Francesco Patierno

PROIEZIONI SPECIALI

– The Other Side of the Wind di Orson Welles

– They’ll Love Me When I’m Dead di Morgan Neville

– L’amica geniale di Saverio Costanzo (primi due episodi)

– Il diario di Angela – Noi due cineasti di Yervant Gianikian

BIENNALE COLLEGE

– Deva di Petra Szocs

– Yuva di Emre Yeksan

– Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri

La 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà dal 29 agosto all’8 settembre 2018. Guillermo Del Toro sarà il Presidente della Giuria del Concorso, mentre Vanessa Redgrave riceverà il Leone d’Oro alla carriera. Michele Riondino sarà il padrino del Festival, presentando le cerimonie di apertura e di chiusura.

Venezia 75: il palmares delle Giornate degli Autori

Venezia 75: il palmares delle Giornate degli Autori

Da Toni Servillo a David Cronenberg, da Rithy Panh a Jonas Carpignano, da Adriano Panatta a Donpasta, da Marina Abramovic a Anne De Carbuccia, da Jasmine Trinca a Luca Marinelli, da Mario Martone (Premio SIAE alla creatività) ad Alexander Kluge, da Michele Riondino a Carolina Crescentini, da Ramin Bahrani a Luigi Lo Cascio fino ai vincitori dell’anno – Claire Burger, Valerio Mieli, Sudabeh Mortezai – sono moltissimi i personaggi che hanno accompagnato e festeggiato le Giornate degli Autori nel suo 15 compleanno, il primo che segna il confine dall’infanzia all’adolescenza. Proprio per questo nel palmarès dei film delle Giornate ci manca oggi un nome che insieme a noi e alla Mostra è cresciuto nel corso degli anni: quello di Teresa Mangiacapre, infaticabile organizzatrice di iniziative in ricordo di Lina e che quest’anno avrebbero trovato la giusta conferma nella splendida affermazione delle donne registe a Venezia.

I numeri delle Giornate sono la conferma di un successo che va dall’affezione del pubblico (oltre 7500 spettatori con molte proiezioni sold-out e una crescita di 6%, sulla scia di un’affermazione di tutte le sezioni della Mostra) alla vitalità e ospitalità della Villa degli Autori. Sono stati 18 gli incontri e gli omaggi organizzati  in 11 giorni e notti fittissimi di momenti conviviali e di dialogo. Gli eventi ospitati e realizzati sono 25 per 30 film tra lunghi e corti, comprese le 5 opere prime della selezione e i moltissimi titoli firmati da registe donne. E’ un racconto che è stato illustrato nella nostra gallery ufficiale (più di 200 foto pubblicate a partire da 4500 scatti, tra cui l’allegra sequenza dei 60 “pugilatori” che sul nostro backdrop hanno sfilato con combattivi guantoni rossi), dai commenti su facebook e instagram (una crescita esponenziale, fino al 97% rispetto a un anno fa). E che, grazie all’impegno di I Club e Tino Eventi, si è tradotto in trecentosessanta bottiglie di prosecco stappate, duecentoquaranta bottiglie di vino, settecentoventi bottiglie di birra. Oltre tremila sono stati i caffè serviti agli ospiti e al pubblico della Villa e tremiladuecentocinquanta le bottiglie d’acqua tra aperitivi, cocktail, cene e feste. “Una lista di numeri ovviamente non racconta tutto il senso della nostra proposta – dice il Delegato delle Giornate, Giorgio Gosetti – Ma racconta uno spirito diverso che caratterizza il nostro programma e che è stato reso possibile grazie all’impegno di tanti, le associazioni degli autori italiani (Anac e 100autori in primis). Portiamo alla Mostra lo spettacolo dell’intelligenza, registi che da vere promesse stanno diventando protagonisti, voci di culture lontane e diverse, coraggio di percorrere vie nuove e talvolta – grazie a maestri riconosciuti – voglia di rimettersi in gioco con proposte diverse. Ma inseriamo, nel mosaico vitale e bellissimo della Mostra, il sale della diversità, a partire dalle occasioni di incontro che la Villa degli Autori ha offerto a tutti i creativi del cinema mondiale. Nel rispetto e nella difesa di quel diritto d’autore oggi minacciato fin nel cuore del Parlamento Europeo che dovrebbe essere custode della tutela dei diritti e che invece il 12 settembre rischia di ignorare le voci degli artisti. Anche per loro abbiamo realizzato questa edizione delle Giornate e per loro continueremo a combattere con le armi dello spettacolo, dell’indipendenza, della passione”.

Di seguito tutti i vincitori delle Giornate degli Autori a Venezia 75

Premio del Pubblico BNL a Ricordi? di Valerio Mieli (Italia, Francia)

GdA Director’s Award a C’est ça l’amour di Claire Burger (Francia)

La giuria, presieduta da Jonas Carpignano, era composta da ventotto giovani europei, uno per ogni paese della comunità, partecipanti al progetto 28 Times Cinema.

Motivazione: Il film di Claire Burger è un racconto estremamente coinvolgente sulle situazioni difficili in cui ci pone la vita, sia che ci confrontiamo con la fine di un matrimonio, sia che ci venga spezzato il cuore per la prima volta. Abbiamo scelto questo film per la sua tenerezza e per la straordinaria padronanza tecnica che la regista dimostra nel tenere sotto controllo tutti gli elementi del film.

Premio Label Europa Cinemas a Joy di Sudabeh Mortezai (Austria)

Motivazione: Joy è un film commovente e realizzato con grande cura, che affronta il traffico sessuale, una piaga che colpisce tutta l’Europa. Il film possiede uno stile documentario che ne fa risplendere autenticità e credibilità. In questo modo riusciamo a comprendere la vita quotidiana della protagonista, Joy, le sue lotte e la ricerca di dignità nelle complesse dinamiche di potere presenti in un mondo parallelo al nostro. Il film provocherà un dibattito ovunque sarà visto, e siamo lieti che questo premio possa favorirne la diffusione in Europa.

Hearst Film Award – Best Female Director a Sudabeh Mortezai per Joy (Austria)

Motivazione: Ci sono immigrati che anche i razzisti tollerano senza problemi. Sono le donne come Joy, prostitute bambine ridotte a schiave. Accade oggi nell’Austria governata dalla destra. Ma non è diverso da ciò che accade in Italia, qui e ora. Joy ci chiede di non chiudere gli occhi sulla realtà.

NUOVOIMAIE Talent Award a Linda Caridi per Ricordi? di Valerio Mieli (Italia, Francia)

Queer Lion Award a José di Li Cheng (Guatemala)

Motivazione: Scritto in maniera sensibile, splendidamente interpretato, questo ritratto appassionato del viaggio di un giovane alla ricerca dell’appagamento emotivo, mostra la complessità di una relazione omosessuale sullo sfondo della dura vita nel Guatemala contemporaneo.

Menzione Speciale Premio FEDIC a Ricordi? di Valerio Mieli (Italia, Francia)

Motivazione: Quando il cinema diventa poesia. Ricerca dell’amore fra felicità e sofferenze, ricordi, emozioni, colori che simboleggiano gioia ma anche mal di vivere, nostalgia di momenti vissuti e speranze, in un incontro fra giovani che si innamorano, si lasciano e … .

Menzione FEDIC – Il Giornale del Cibo a I Villani di Daniele De Michele (Italia)

Motivazione: Senza l’uomo la terra non c’è più “dice la canzone di chiusura di questo documentario che, dalla Sicilia al Trentino, con la voce di alcuni agricoltori, pastori e pescatori, descrive il loro duro lavoro, rivolto anche a conservare la tradizione della cucina italiana, che è un patrimonio ma anche un atto d’amore, come testimonia il pranzo fra i protagonisti, fra sudore, gioia e senso di
gratificazione.

Venezia 75: il grande giorno di Suspiria di Luca Guadagnino

Venezia 75: il grande giorno di Suspiria di Luca Guadagnino

E’ oggi il grande giorno della premiere di Suspiria di Luca Guadagnino, l’atteso remake del cult  di Dario Argento con protagonisti Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Chloë Grace Moretz.

Il regista in merito al film ha commentato “Ogni film che realizzo è come un esordio per me: un nuovo inizio che parte dalle memorie che hanno costruito il mio immaginario. A dieci anni, a Cesenatico, ebbi l’epifania di Suspiria: un poster in un cinema chiuso. Trentasette anni dopo debutto al cinema (dell’orrore) grazie al potere evocativo di Dario Argento, capace di scatenare gli immaginari. Suspiria nasce nel 1976 ed esce nel 1977. Il nostro Suspiria è ambientato nel 1977, un anno fecondo per le rivoluzioni femminili-femministe.

In un’accademia di danza di fama mondiale si muove una presenza oscura, che inghiottirà il direttore artistico della troupe, una ballerina ambiziosa e uno psicoterapeuta in lutto. Qualcuno soccomberà all’incubo. Altri, alla fine, si sveglieranno.

Suspiria ha un cast internazionale di grandissimo livello, tra cui Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Lutz Ebersdorf, Jessica Harper, Chloë Grace Moretz, Angela Winkler, Sylvie Testud, Renee’ Soutendijk, Ingrid Caven, Malgorzata Bela

Venezia 75: Il Golem – come venne al mondo, film di pre-apertura

Venezia 75: Il Golem – come venne al mondo, film di pre-apertura

Il classico del cinema muto Il Golem – Come venne al mondo (Der Golem – Wie er in die Welt kam, 1920), scritto e diretto da Paul Wegener, è il film scelto per la serata di Pre-apertura di martedì 28 agosto della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si terrà nella Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido.

Il Golem sarà proiettato in una nuova copia digitale tratta dal negativo originale ritenuto perduto, con un restauro in 4K a cura della Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung di Wiesbaden (Germania) e della Cinémathèque Royale de Belgique (Cinematek) di Bruxelles, presentato in prima mondiale. Il restauro digitale è stato eseguito dall’Immagine Ritrovata di Bologna.

La proiezione de Il Golem sarà sonorizzata con la musica originale del maestro Admir Shkurtaj commissionata dalla Biennale di Venezia, eseguita dal vivo dal Mesimèr Ensemble così composto: Hersjana Matmuja (soprano), Giorgio Distante (tromba in sib, tromba midi), Pino Basile (cupafon – set di tamburi a frizione, percussioni, ocarina), Vanessa Sotgiù (sintetizzatore, pianoforte), Iacopo Conoci (violoncello), Admir Shkurtaj (direzione, elettronica, fisarmonica, pianoforte).

La 75. Mostra del Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 29 agosto all’8 settembre 2018 diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Venezia 75: il Festival chiede l'”embargo” alla stampa

Venezia 75: il Festival chiede l'”embargo” alla stampa

La scorsa primavera la stampa di settore di tutto il mondo, in partenza per il Festival di Cannes, si rivoltò contro la kermesse francese: l’organizzazione aveva rimosso le proiezioni anticipate per la stampa, per evitare commenti severi e stroncature, con tweet rapidi e commenti social sbrigativi. Adesso anche Venezia 75 annuncia di voler tutelare i propri film in selezione dalla feroce “critica dei click”, proponendo un embargo che durerà dalla proiezione anticipata per la stampa (non viene così modificato il ritmo di lavoro dei giornalisti al Lido) fino alla proiezione ufficiale con pubblico e cast. Nessun commento, nessuna dichiarazione social, niente di niente sui film visti in mattinata durante i dieci giorni del festival. 

Ecco cosa si legge nel comunicato ufficiale di Venezia 75:

Le trasformazioni intervenute nel mondo della comunicazione, in conseguenza delle nuove tecnologie e della diffusione dei social, hanno alterato la tradizionale scansione dei tempi intercorrenti tra l’uscita dei commenti della stampa, e l’avvio delle proiezioni per il pubblico.

Le anticipate stampa hanno storicamente consentito ai giornalisti, partner essenziali di un festival, il tempo necessario per un proficuo lavoro. I loro commenti, all’epoca della sola carta stampata, sarebbero usciti il giorno dopo e comunque dopo la prima proiezione al pubblico.

La volontà di mantenere l’anticipata stampa per ciascun film della Mostra, e per contro l’opportunità di conservare la tradizionale scansione di tempi tra prima proiezione e primi commenti, possono essere conciliate solo dall’impegno dei giornalisti ad osservare il rispetto dell’embargo sino al momento dell’inizio della prima proiezione ufficiale al pubblico di ogni film.

Il “problema”, a Cannes, è stato gestito bene dalla stampa dopo i primi giorni di rodaggio, chissà se a Venezia 75, a film visto, la stampa riuscirà ad andare in contro alle esigenze dell’organizzazione, mantenendo fede all’embargo annunciato oggi.

Venezia 75: i premi collaterali della Fondazione Ente dello Spettacolo

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In occasione dell’ultima giornata della 75.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nello Spazio FEdS della Fondazione Ente dello Spettacolo (Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia) si è svolta la consegna dei premi Collaterali Venezia 75. Ha presentato Federico Pontiggia, giornalista della Rivista del Cinematografo.

Oltre alle menzioni speciali, durante la cerimonia sono stati assegnati i seguenti riconoscimenti:

  • Premio SIGNIS, Organizzazione internazionale cattolica per le comunicazioni
  • Premio INTERFILM, Associazione Internazionale Protestante Cinema
  • Premio FEDIC, Federazione Italiana dei Cineclub
  • Premio LANTERNA MAGICA, C.G.S. – Circoli Giovanili Socioculturali

Ecco nel dettaglio i premiati.

Il Premio SIGNIS è assegnato a Roma di Alfonso Cuarón. Di seguito le motivazioni: “Con uno stile allo stesso tempo classico e innovativo e un uso sapiente del bianco e nero, il regista Cuarón costruisce un suggestivo e poetico racconto sul Messico degli anni Settanta. Se a livello generale, l’opera coglie le fratture di una società che va incontro a profondi cambiamenti, dal punto di vista familiare delinea la forza del ruolo della donna, capace reagire con coraggio e solidarietà alle continue difficoltà. Roma è una bellissima conferma sulle doti artistiche di Cuarón, regista dalla forte carica autoriale e dalla grande capacità divulgativa”.

Menzione Speciale a 22 July di Paul Greengrass. La motivazione: “Raccontando il massacro di tanti giovani in Norvegia nel 2011, Greengrass non si limita solo a un’efficace ricostruzione dei fatti, ma affida al racconto un potente e intenso messaggio di speranza. È un monito per le giovani generazioni e per la comunità tutta a non lasciarsi influenzare dalla paura dell’altro, da idee estreme e violente, ma a saper trovare la via del dialogo e dell’inclusione”.

La Giuria del Premio INTERFILM per la Promozione del Dialogo Interreligioso ha conferito il riconoscimento a Tel Aviv on Fire, di Sameh Zoabi poiché: “Questa commedia brillante, provocatoria e dissacrante, offre uno sguardo originale su uno dei più dolorosi conflitti del nostro tempo. Uno sceneggiatore palestinese instaura un’inattesa collaborazione con un ufficiale israeliano che lo aiuta a sviluppare la trama della serie televisiva sentimentale Tel Aviv on Fire. Il film ribalta il confine tra cruda realtà e visioni romantiche, lavorando sulle identità dei personaggi e aprendo uno spazio creativo per il dialogo”.

Il film Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (Sezione Venezia-Orizzonti) si aggiudica il Premio FEDIC, destinato “all’opera che meglio riflette l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore”. Per la Giuria ha riconosciuto “La toccante e oggettiva ricostruzione, senza strumentalizzazioni o concessioni a facili effetti, degli ultimi spaventosi sette giorni di vita di Stefano Cucchi. Un film che si può definire di servizio verso il pubblico”.

Il Premio CGS “Lanterna Magica” 2018 va al film Amanda di Mikhael Hers con la seguente motivazione: “Per aver delineato il percorso di accettazione del lutto e di crescita di una bambina e di un giovane adulto senza cadute nella retorica, ponendo soprattutto in luce i momenti nei quali alla progressiva guarigione dell’uno è necessario l’apporto dell’altra. La sceneggiatura accompagna abilmente la dinamica di interazione e scontro tra i due personaggi fino alla costituzione di un nuovo nucleo familiare, visto come nodo di relazioni basilari e preziosa conquista per la contemporaneità del nostro Occidente frammentato. Il linguaggio cinematografico rifugge da facili manipolazioni emotive, privilegiando un raffinato ed efficace lavoro di montaggio, che riesce a comunicare allo spettatore la gravità dei drammi affrontati. Ottima la prova attoriale della giovanissima co-protagonista Isaure Multrier, molto credibile nella sua espressività, che coinvolge ed interroga”.

La Giuria FEDIC ha inoltre assegnato due Menzioni Speciali.

La prima al film Ricordi? di Valerio Mieli (Le Giornate degli Autori), La motivazione recita: “Quando il cinema diventa poesia. Ricerca dell’amore fra felicità e sofferenze, ricordi, emozioni, colori che simboleggiano gioia ma anche mal di vivere, nostalgia di momenti vissuti e speranze, in un incontro fra giovani che si innamorano, si lasciano e …….”.

La Menzione FEDIC – Il Giornale del Cibo destinata “all’opera che propone la scena più significativa legata al cibo e alla alimentazione” va al film I Villani di Daniele De Michele (Le Giornate degli Autori), in quanto: ” Senza l’uomo la terra non c’è più “dice la canzone di chiusura di questo documentario che, dalla Sicilia al Trentino, con la voce di alcuni agricoltori, pastori e pescatori, descrive il loro duro lavoro, rivolto anche a conservare la tradizione della cucina italiana, che è un patrimonio ma anche un atto d’amore, come testimonia il pranzo fra i protagonisti, fra sudore, gioia e senso di gratificazione.

Venezia 75: i dieci (+1) titoli più attesi della Mostra

Venezia 75: i dieci (+1) titoli più attesi della Mostra

A 48 ore dall’inizio di Venezia 75, chi parteciperà all’evento, ma anche chi lo seguirà da casa, deve avere già le idee chiare su chi e cosa aspettare di vedere al Lido. E non parliamo di star, perché quelle ce ne saranno in abbondanza, a partire da Lady Gaga, fino all’ultimo confermato Oscar Isaac. Quella che vi proponiamo di seguito è una mini guida dei titoli più attesi che compaiono nella selezione ufficiale e che occuperanno le sale della Mostra per i prossimi 10 giorni.

A Star is Born/Il primo uomo

I primi titoli che vi proponiamo, accoppiati per via de loro sapore hollywoodiano, sono l’esordio alla regia di Bradley Cooper e il ritorno al Lido di Damien Chazelle. I due titoli sono l’esempio di ciò che ha rappresentato la Mostra nel panorama cinematografico mondiale: titoli che ambiscono alla stagione dei premi e che in Venezia trovano il trampolino di lancio per una stagione cinematografica gloriosa, che mette d’accordo pubblico, critica e premi di cinema. 

Il primo titolo vedrà Lady Gaga erede di Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand. Il film, che doveva vedere nei panni della protagonista e del regista, rispettivamente, Beyoncé e Clint Eastwood, segna l’esordio dietro la macchina da presa di Cooper, che si rivela anche ottimo cantante, stando a quanto ha dichiarato Barbera in conferenza stampa. Chissà se basterà per arrivare agli Oscar. 

Chazelle invece torna al cinema dopo La la Land, e mai ritorno fu così impegnativo, dopo il travolgente successo del musical con Emma Stone e Ryan Gosling. E proprio l’attore canadese che torna a fare squadra con Chazelle e ad interpretare Neil Armstrong. Il racconto di un’impresa che sicuramente non avrà un punto di vista banale. Siamo nelle tue mani, Damien!

Suspiria

Accompagnato da violente critiche, il Suspiria di Luca Guadagnino è senza dubbio uno dei titoli più attesi presenti al Lido. Si tratta del remake di un cult di genere, tutto italiano, l’originale di Dario Argento; segna il ritorno alla regia di Guadagnino dopo il trionfo di Chiamami col tuo nome; propone un genere di solito estraneo ai festival e lo fa con una sicurezza di sé invidiabile. I primi commenti da chi lo ha visto sono positivi, e sebbene Dakota Johnson non goda troppo dell’affetto dei cinefili, la presenza di Tilda Swinton e l’approccio estetico di Guadagnino sembrano catturare bene l’attenzione.

Sulla mia pelle

Il cinema è arte, spettacolo ma spesso anche impegno. Sempre più raramente la settima arte si fa seriamente carico di questo compito ma quando lo fa, come nel caso del film con Alessandro Borghi, è bene stare lì a guardare. Il film, per Netflix, racconta le ultime ore di Stefano Cucchi, un caso italiano che ancora fa discutere. Borghi si è dato anima e soprattutto corpo al personaggio, e con lui Jasmine Trinca, che interpreta Ilaria Cucchi, protagonista della vicenda dopo la tragedia. Dopo nove anni che il caso continua a far parlare di sé, la Mostra di Venezia accoglie il film per mostrarlo al mondo.

The Nightingale

Un horror in concorso a Venezia, diretto da una delle poche donne registe selezionate da Barbera, l’unica in concorso, quella stessa Jennifer Kent di Babadook che ha scosso la comunità cinematografica mondiale con la sua opera prima. Merita tutta la nostra attenzione con la sua opera seconda in concorso al Lido.

The Ballad of Buster Scruggs

Da serie tv antologica a film a episodi: i Coen tornano al cinema e scelgono Venezia e il Concorso per presentarsi alla stampa, agli spettatori e ai fan che li venerano in tutto il mondo. The Ballad of Buster Scruggs è formato da sei segmenti a tema western, con un cast decisamente interessante: Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Zoe Kazan e Brendan Gleeson

The Tree of Life (Extended Cut)

Dopo il trionfo a Cannes 2011, il film di Terrence Malick verrà presentato in una inedita cut che celebra il suo ingresso nella Criterion Collection. Si tratta dello stesso film vincitore della Palma d’Oro, con ben 50 minuti in più.L’ultima volta che abbiamo visto Malick a Venezia è stato per Voyage of Time: Life’s Journey, film che produttivamente è legato a The Tree of Life ma che ha riscosso un’accoglienza decisamente differente. 

The Other Side Of The Wind

Si tratta del titolo più misterioso della Mostra: il film perduto di Orson Welles, finalmente terminato e presentato al pubblico. Con il supporto economico di Netflix, il film è stato completato e data la passione del genio per Venezia, siamo sicuri che gli sarebbe piaciuto vedere il suo film proiettato al Lido, invece che a Cannes, dove poteva essere. Sperando che lo gradiscano anche gli spettatori.

Il ragazzo più felice del mondo

Dopo L’Ultimo Terrestre, Gipi torna con un film piccolo e molto amato, una creatura che non vediamo l’ora di vedere perché è testimonianza della vitalità dello spirito artistico, malinconico e creativo di un genio come Gian Alfonso Pacinotti. Nella sezione Sconfini (ex Cinema in Giardino), il fumettista italiano torna sullo schermo, a esempio di quanto il mondo del fumetto italiano stia sempre di più avventurandosi nei territori della settima arte. Infatti proprio a Venezia sarà presente anche La profezia dell’Armadillo, tratto dall’omonimo lavoro di un altro famoso fumettista italiano, Zerocalcare.

La favorita

Il Sacrificio del Cervo Sacro, presentato a Cannes 2017 ma uscito in Italia solo da poche settimane, è ancora fresco nella mentre degli spettatori, e così un altro film di Yorgos Lanthimos in arrivo sembra una vera e propria benedizione, o forse una condanna, data la densità del cinema del regista greco. Con lui torna al Lido Emma Stone, che l’ultima volta si era portata a casa la Coppa Volpi per la Migliore interpretazione femminile con la la Land. Con lei anche Rachel Weisz e l’incredibile Olivia Colman.

Roma

Da Gravity a Roma. Il film più atteso della Mostra è forse proprio il nuovo lavoro di Alfonso Cuaron. Dopo la fantascienza e la tecnologia, il regista messicano torna alle origini, in una storia in bianco e nero che racconta la sua infanzia e adolescenza. Le prime immagini sono già incredibilmente suggestive e il film si appresta a diventare uno dei preferiti dell’intera selezione.

Venezia 75: Guillermo Del Toro sarà il Presidente di Giuria

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Venezia 75: Guillermo Del Toro sarà il Presidente di Giuria

Sarà il regista Guillermo del Toro (Leone d’oro lo scorso anno con The Shape Of Water) a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (in programma dal 29 agosto all’ 8 settembre 2018).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.

The Shape of Water: Guillermo del Toro, i suoi attori e i dieci anni con la storia nella testa

Guillermo del Toro nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Essere presidente a Venezia è un onore immenso, e una responsabilità che accetto con rispetto e gratitudine. Venezia è una finestra sul cinema mondiale, e un’opportunità per celebrare la sua forza e rilevanza culturale”.

Alberto Barbera ha dichiarato: “Guillermo Del Toro è la generosità fatta persona, la cinefilia che non guarda solo al passato, la passione per il cinema capace di emozionare, commuovere e allo stesso tempo far riflettere. Possiede un’immaginazione fervida e una sensibilità rara, che gli consentono di dar vita a un universo fantastico dove rispetto per la diversità, amore e paura coesistono, alimentando un immaginario che si nutre della fiducia nella forza delle immagini. Siamo felici e onorati che abbia accettato di presiedere la Giuria della 75a edizione della Mostra del Cinema, dopo aver illuminato la precedente con la bellezza folgorante di The Shape of Water. Sarà un presidente simpatico, curioso e appassionato”.

DGA Awards 2018: vincono Guillermo del Toro e Jordan Peele

Fonte: La Biennale

Venezia 75: GDA – Le noti Veneziane alla Villa degli Autori

Venezia 75: GDA – Le noti Veneziane alla Villa degli Autori

La Villa degli Autori, cuore  delle Giornate degli Autori durante la Mostra di Venezia, apre il 28 agosto con l’ormai tradizionale benvenuto alla stampa scandito dai premi Bookciak Azione!, una serata speciale in collaborazione con il SNGCI. Ma il calendario del giardino più celebre del Lido, grazie alla collaborazione di SIAE, è pieno di eventi ed ospiti illustri, da Toni Servillo a Stefano Savona, da Don Pasta ad Anne De Carbuccia, da Tiromancino a Raymond Depardon.

Si comincia dal 30 agosto con Domani Accadrà (per tre serate del Gruppo Hdrà). Il 1 settembre arrivano le Notti Veneziane… alla Villa degli Autori, diversi appuntamenti con storie sui linguaggi del cinema e delle arti. Un’iniziativa ideata con Maurizio Di Rienzo e il sostegno di ANAC e 100autori.

Federico Zampaglione, la notte del 1 settembre, ci porta in viaggio tra musica e cinema con i nuovi video di Tiromancino e un’esibizione live. Il 3 settembre si rende omaggio alla grande tradizione partenopea con Il teatro al lavoro di Massimiliano Pacifico (produzione Teatri Uniti): Toni Servillo è il protagonista dell’avventura umana e artistica della creazione di Elvira, spettacolo prodotto insieme al Piccolo Teatro di Milano, tratto dalle lezioni di Louis Jouvet al conservatorio d’arte drammatica di Parigi nel 1940.  Due omaggi inaugureranno la serata, quello al Teatro San Carlo di Napoli seguito da L’unica lezione, cortometraggio dedicato ad Abbas Kiarostami firmato da Peter Marcias.

Venezia 75 – Giornate degli Autori: il programma della XV edizione

Il 4 settembre arriva la grande fotografa Anne De Carbuccia con One Ocean, film breve in cui si racconta la straordinaria bellezza dell’Oceano e di come l’uomo ne stia minacciando il futuro. “Salveremo l’Oceano – dice l’autrice che presenta anche un progetto multimediale – La spazzatura non può essere la nostra archeologia”. Il giorno dopo (5 settembre) Stefano Savona, il regista di documentari rivelazione dell’anno che con La strada dei Samouni ha stupito Cannes, ha la “carta bianca” delle Giornate per raccontare un percorso artistico lungo dieci anni. La penultima delle Notti Veneziane è all’insegna della festa con il più originale Cooking VJ della scena italiana: Don Pasta (al secolo Daniele De Michele) che porta a Venezia il suo film d’esordio I Villani scritto insieme ad Andrea Segre e prodotto da Giorgio Magliulo con Rai Cinema. «La cucina popolare italiana – dice Don Pasta – sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla».

La notte del 7 settembre è riservata ai premiati di questa quindicesima edizione che saranno festeggiati nel giardino sotto le stelle del Lido.

Venezia 75: GDA – la SIAE premia Mario Martone

Venezia 75: GDA – la SIAE premia Mario Martone

Fin dal 2004, quando sono nate le Giornate degli Autori, la SIAE ha sposato l’idea di una sezione indipendente alla Mostra del Cinema che fosse promossa dalle associazioni italiane degli Autori e si presentasse come il luogo della creatività e della libertà d’espressione. Questa partnership ha dato frutti diversi nel corso degli anni e si è poi tradotta in due speciali riconoscimenti che la SIAE assegna durante la Mostra ad artisti che si realizzano in una speciale attenzione all’incrocio dei linguaggi espressivi attraverso le loro opere. Il Premio SIAE alle Giornate degli Autori intende infatti segnalare un artista che abbia voluto attraversare con successo forme diverse della creatività, usando il cinema come punto d’incontro dei diversi linguaggi, anche i più moderni.
 
Per questo e per il suo costante impegno a favore dei diritti degli autori, quest’anno il Premio SIAE va a Mario Martone, uomo di cinema, di teatro, di musica, con la seguente motivazione: “Con questo riconoscimento la SIAE intende sottolineare ancora una volta la complessa sensibilità di Mario Martone, regista e organizzatore culturale, uomo di teatro, di cinema e di musica che ha sempre saputo connotare con una cifra originale e personale la sua arte, mettendo insieme in maniera incisiva la grande tradizione napoletana da cui proviene con una visione della cultura e dell’arte di profilo internazionale e inclusivo. Il riconoscimento gli viene assegnato in un anno importante della sua carriera, celebrato dalla grande mostra di Teatri Uniti e dal completamento della sua “trilogia” cinematografica con Capri-Revolution, in concorso alla 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ma anche per il suo impegno costante a difesa dei diritti di tutti gli autori.”
 
Il Premio verrà consegnato alla Villa degli Autori, venerdì 7 settembre.
 
Come da tradizione la SIAE segnala anche con una speciale menzione un talento emergente nell’ambito della selezione italiana delle Giornate degli Autori; quest’anno la decisione verrà comunicata il 30 agosto nel quadro di uno speciale impegno della SIAE, che ha voluto essere al fianco degli Autori italiani nel ricevere ogni giorno gli artisti stranieri invitati dalle Giornate in momenti conviviali e di dialogo, specialmente significativi in una stagione che vede urgente e vitale difendere i diritti degli Autori esaltando la più nobile idea di tutela della libera creazione. Così ogni giorno, dal 29 agosto al 7 settembre, la SIAE sarà alla Villa degli Autori in uno spirito di dialogo e di confronto oggi indispensabile.

Venezia 75: GDA – BNL accompagna a Venezia gli Autori

Venezia 75: GDA – BNL accompagna a Venezia gli Autori

Fin dalla fondazione delle Giornate degli Autori nel 2004 BNL Gruppo BNP Paribas ne è stato Main Sponsor e partner determinante in tutte le azioni più significative in favore del cinema indipendente a Venezia. Questa scelta, confermata negli anni con la decisione di affiancare anche i giovani talenti della Settimana della Critica, ha portato naturalmente alla creazione del Premio del Pubblico BNL alle Giornate degli Autori, assegnato autonomamente dalla Banca sulla base del gradimento degli spettatori dei film delle Giornate. La media ponderata dei voti a favore rispetto a quelli negativi ha consentito negli anni di segnalare registi, cinematografie, tendenze poi ribadite dal mercato internazionale e dai maggiori festival che seguono l’anteprima mondiale veneziana. È stato il caso di titoli davvero scoperti in occasione della Mostra, da La donna che canta di Denis Villeneuve all’israeliano Longing di Savi Gabizon, vincitore lo scorso anno.

Quest’anno i titoli in gara per il Premio del Pubblico BNL sono undici con sei esordienti affiancati ad autori noti come Joachim Lafosse e maestri come Rithy Pan che aprirà la selezione il 29 agosto. La consegna del premio avverrà il 7 settembre alla Villa degli Autori al Lido di Venezia.

Venezia 75 – Giornate degli Autori: il programma della XV edizione

BNL accompagnerà poi l’attività della Villa degli Autori, quest’anno specialmente dedicata ai protagonisti del cinema italiano, da Federico Zampaglione a Toni Servillo, da Stefano Savona a Sergio Rubini, con l’intento di confermare l’attenzione storica della Banca per un cinema innovativo e indipendente che sa però trovare il suo pubblico in sala e creare un solido canale di affetto e riconoscibilità per i nuovi talenti italiani, come nel caso del ritorno di Valerio Mieli in concorso quest’anno alle Giornate con la sua opera seconda Ricordi?.

“Il cinema è da sempre arte e industria – ricorda il delegato delle Giornate Giorgio Gosetti – e per chi come noi fa impresa culturale il sostegno di una grande Banca votata a incoraggiare nuova creatività come è nel DNA del Gruppo Bnp Paribas si è rivelato fondamentale in questi anni. Ci auguriamo si tratti di una collaborazione destinata a proseguire nel tempo perché sappiamo come la presenza di BNL alla Mostra di Venezia sia una conferma del suo legame con il miglior cinema che dura ormai da più di 80 anni”.

Venezia 75: GDA – Alexander Kluge ospite il 2 settembre

Venezia 75: GDA – Alexander Kluge ospite il 2 settembre

Il 2 settembre le Giornate degli Autori rendono omaggio al genio visivo e alla giovinezza artistica di Alexander Kluge presentando, come autentico “evento speciale”  e in anteprima assoluta, il suo nuovo film Happy Lamento.

Nato il giorno di San Valentino del 1932, il fondatore e teorico del “Nuovo cinema tedesco” ama ricordare, con una punta di romanticismo, che ha la stessa età di quella Mostra di Venezia che nel 1968, giusto 50 anni fa, gli assegnò il Leone d’oro per Artisti sotto la tenda del circo, perplessi. Era l’ultimo Leone d’oro prima della lunga stagione di assenza della Mostra dal panorama mondiale dei grandi festival competitivi. Oggi, dopo una storia artistica che lo ha visto celebrato a Berlino nel 2002 (Orso d’oro alla carriera), a Venezia nel 2007 con un programma speciale e dopo una serie di opere sia cinematografiche che letterarie di grande innovazione e libertà nel linguaggio espressivo, il maestro di un’intera generazione di cineasti fin dal Manifesto di Oberhausen del 1962, ritorna nella “sua” Venezia. Oltre all’atteso incontro con il pubblico dopo la presentazione di Happy Lamento che sarà condotto dallo storico del cinema Giovanni Spagnoletti, Alexander Kluge sarà protagonista di una serie di incontri e iniziative sia alla Fondazione Prada che in un dialogo con Florian Henckel von Donnersmarck sulla figura dell’artista Kurt Barnert alla cui vita è ispirato il film Werk ohne Autor in concorso alla 75 Mostra del Cinema.

Venezia 75 – Giornate degli Autori: il programma della XV edizione

“Per tutti gli autori italiani e per le Giornate – dice il delegato Giorgio Gosetti – è un grande onore proporre al pubblico della Mostra il nuovo lavoro di Alexander Kluge. In questo film, innovativo nella forma e rivoluzionario nello sguardo sull’oggi, si riassume bene lo spirito stesso della nostra selezione: il coraggio di osare con il cinema, di aprire vie nuove al linguaggio visuale, di sorprendere con lo spettacolo dell’intelligenza. Che questa lezione venga da un pioniere del cinema nuovo, da un ragazzo di 86 anni e dal Leone d’oro del 1968 è una bella notizia per tutti coloro che amano il cinema come arte”.

Venezia 75: Frères Ennemis con Matthias Schoenaerts

Venezia 75: Frères Ennemis con Matthias Schoenaerts

In concorso oggi a Venezia 75 sarà presentato anche Frères Ennemis di David Oelhoffen con protagonista l’attore Matthias Schoenaerts. Al suo fianco Reda Kateb, Adel Bencherif, Sofiane Zermani, Nicolas Giraud, Marc Barbe, Sabrina Ouazani, Gwendolyn Gourvenec e Astrid Whettnall.

Nel film, nati e cresciuti in una periferia in cui domina la legge del narcotraffico, Manuel e Driss erano come fratelli. Da adulti però finiscono per prendere strade opposte: Manuel ha scelto di abbracciare la vita del criminale, Driss l’ha rinnegata ed è diventato un poliziotto.
Quando il più grande affare di Manuel va storto, i due uomini si incontrano di nuovo e si rendono conto che entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere nei loro mondi. Nonostante l’odio, fra tradimenti e rancori, riscoprono l’unica cosa rimasta a unirli nel profondo: l’attaccamento viscerale al luogo della loro infanzia.

COMMENTO DEL REGISTA

Thriller mozzafiato in cui tradimento, vendetta e sopravvivenza spingeranno i due travolgenti protagonisti a mettere in dubbio la lealtà e la fiducia verso i loro due mondi. Il film è interpretato da due tra i più iconici e brillanti attori della loro generazione, Matthias Schoenaerts e Reda Kateb, per la prima volta insieme sullo schermo. Dopo l’acclamato successo di Loin des hommes, Oelhoffen va alla ricerca di una fratellanza che superi i legami di sangue.

Venezia 75: First Man di Damien Chazelle sarà il film d’apertura

Venezia 75: First Man di Damien Chazelle sarà il film d’apertura

Sarà First Man, il nuovo lavoro del premio Oscar Damien Chazelle, ad aprire la 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (in programma dal 29 agosto all’ 8 settembre 2018).

A due anni dall’apertura con La La Land, il giovane regista torna ad inaugurare un evento così prestigioso con il film che racconta la storia vera del primo allunaggio.

Nel cast Ryan GoslingClaire FoyCorey Stoll, Kyle Chandler, Jason Clarke, Shea Whigham, e Jon BernthalLe musiche originali sono state scritte da Justin Hurwitz.

First Man: Ryan Gosling è Neil Armstrong nel trailer del film di Damien Chazelle

Come già annunciato, Chazelle porterà sul grande schermo l’impresa di Neil Armstrong, il primo uomo ad atterrare sulla Luna, adattando il romanzo biografico di James Hansen intitolato First Man: A Life Of Neil A. Armstrong.

Damien ha avuto una visione molto chiara fin dall’inizio” racconta Singer, “Si è chiesto quanto potessimo attraversare la natura viscerale di questo personaggio e la sfida che ha dovuto affrontare […] Voleva essere terrorizzato per l’intera durata del film. È una delle prime cose di cui abbiamo parlato infatti, ovvero come l’eroismo di Neil non scaturì dall’essere atterrato sulla Luna ma dal fatto che sia sopravvissuto con i mezzi a disposizione“.

Questo sarà al 100% un mission movie” ha specificato lo sceneggiatore, “Racconterà però l’atterraggio sulla Luna dal punto di vista del ragazzo che ha compiuto l’impresa e per farlo abbiamo avuto a disposizione cinque grossi set che vi sorprenderanno e che daranno vita a moltissime scene d’azione“.

La Universal, che distribuisce il film, ha annunciato che il biopic arriverà nelle sale USA il 12 Ottobre 2018.

Venezia 75: Emma Stone è “la favorita” sul tappeto rosso

Venezia 75: Emma Stone è “la favorita” sul tappeto rosso

L’ultima volta che è stata a Venezia, due anni fa, è andata via portandosi a casa la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile per La la Land, e adesso Emma Stone ci riprova, ospite della Mostra del cinema e protagonista di La Favorita, film in concorso del greco Yorgos Lanthimos.

Ecco le immagini dal red carpet del film che la vede protagonista al fianco di Rachel Weisz, assente al Lido, e Olivia Colman.

La Favorita, recensione del film con Emma Stone

Venezia 75: Driven di Nick Hamm chiuderà la Mostra

Venezia 75: Driven di Nick Hamm chiuderà la Mostra

Driven diretto da Nick Hamm (Il viaggioThe Journey, Killing Bono) è il film di chiusura, fuori concorso, della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre 2018) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

Driven sarà proiettato in prima mondiale sabato 8 settembre, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, a seguire la cerimonia di premiazione.

Il regista di Driven, Nick Hamm, ha dichiarato: “Venezia è un festival entusiasmante con un pubblico incredibile. Sono insieme onorato e felice di essere nuovamente invitato a partecipare a questa pazza e incredibile avventura”.

Venezia 75: il ricco programma. Cuaron, Coen, Guadagnino nel Concorso

Ispirato a fatti veri, Driven è uno sguardo perfidamente comico su un’amicizia finita male. Ambientato nell’opulenta California dei primi anni ’80, il film segue la fulminea ascesa di John DeLorean, e della sua iconica DeLorean Motor Company, attraverso la sua amicizia con il simpatico ex detenuto, diventato informatore dell’FBI, Jim Hoffman.

Diretto da Nick Hamm, tratto da una sceneggiatura originale di Colin Bateman (Il viaggioThe Journey) e finanziato dalla Romulus Entertainment, Driven è prodotto da Piers Tempest di Tempo Productions, Luillo Ruiz di The Pimienta Film Company e Brad Feinstein della Romulus Entertainment.

Il cast di Driven è guidato da Lee Pace (I guardiani della galassia, Lo Hobbit) nel ruolo dell’ingegnere motorista e designer John DeLorean, Jason Sudeikis (Downsizing) è Jim Hoffman, l’amico di DeLorean, ex detenuto diventato informatore dell’FBI, Judy Greer (Ant-Man) interpreta Ellen, la tenace moglie di Hoffman, e Corey Stoll (House of Cards, Midnight in Paris), è l’ambizioso agente FBI Benedict Tissa.

Venezia 75: Dragged Across Concrete con Mel Gibson fuori concorso

Sarà presentato fuori concorso a Venezia 75 Dragged Across Concrete, il film di  S. Craig Zahler, e con Mel Gibson, Vince Vaughn, Tory Kittles, Michael Jai White.

Nel film due ispettori di polizia vengono sospesi dal servizio quando viene diffuso dai media un video che mette in luce i loro metodi violenti. Male in arnese economicamente e senza alternative, gli amareggiati poliziotti iniziano la loro discesa nel mondo della criminalità dove, ad attenderli nell’ombra, trovano più di quanto immaginassero.

Il regista ha commentato: Volevo fare un poliziesco carico di suspense interpretato da un cast corale, sull’esempio di Prince of the city (Il principe della città), Taxi driver, Dog day afternoon (Quel pomeriggio di un giorno da cani), Sweet smell of success (Piombo rovente). Mel Gibson è Ridgeman, il poliziotto istintivo e amareggiato. Vince Vaughn è il magistrale antagonista. L’acuto e carismatico Tory Kittles e il poliedrico Michael Jai White vestono i panni delle controparti malavitose. La bravissima Jennifer Carpenter è un altra importante tessera del mosaico. La fiducia riposta dal cast nella mia sceneggiatura e regia, insieme all’affidabilità del direttore della fotografia Benji Bakshi, mi hanno aiutato a dirigere questa articolata produzione e a realizzare un film che sono entusiasta di mostrare in anteprima a Venezia.

Venezia 75: Damien Chazelle racconta First Man, con Ryan Gosling

Venezia 75: Damien Chazelle racconta First Man, con Ryan Gosling

Alla conferenza stampa di First Man, il film di apertura della 75° Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, erano presenti lo sceneggiatore, alcuni attori principali, Ryan Gosling e il regista Damien Chazelle.

Per i tempi stretti sono partite subito le domande, senza che il film venisse introdotto e presentato.

A Chazelle viene chiesto il perché si sia interessato a questa storia, apparentemente così lontana da lui, visto che oltretutto all’epoca non era neanche nato. Lui risponde che è vero,  di essere cresciuto conoscendo la storia del primo uomo sulla luna leggendola nei libri e vedendola in televisione. Ma proprio per questo, sentiva il desiderio di saperne di più e di capire cosa c’era oltre quello che noi tutti conosciamo, spesso in maniera assolutamente superficiale.

Ryan Gosling racconta invece di come si è preparato ad affrontare il ruolo di Neil Armstrong. Dice di avere avuto la grande fortuna di farsi aiutare dalla moglie e dai figli dell’astronauta, ricevendo da loro dettagli e racconti che gli hanno permesso di avvicinarsi molto al vero Armstrong. Ha potuto confrontarsi anche con veri amici e colleghi, oltre alla NASA e alle continue visite al museo che gli è stato dedicato. Dai racconti di chi lo conosceva è apparso umile e reticente, cosa che gli è servita molto per costruire la base del personaggio, ma prendendosi alcune finestre di apertura per caratterizzarlo in maniera personale.

A chi gli chiede se Gary Cooper fosse tra le sue ispirazioni per improntare la recitazione, lui risponde ridendo “ Gary Cooper mi mancava”.

Afferma poi che tutti vogliono fare gli astronauti. Chi da bambino non ha mai pensato di farlo? Il cinema è il modo migliore per farlo senza andare nello spazio, anche se rappresenta una sfida altrettanto rischiosa.

Gosling ha provato claustrofobia nelle capsule realistiche, riprodotte dagli scenografi e ha vissuto le situazioni  come se si trovasse in un vero addestramento per astronauti. Ha voluto capire e imparare a volare, apprendere faticosamente l’abc del volo. E attraverso questo ha compreso come Neil Armstrong sia diventato un esponente di una razza diversa, una di quelle persone che devono arrivare alla rottura per capire e andare oltre.

Chazelle conferma di aver visto alla NASA e nei musei le vere capsule, rimanendo sbalordito per le loro ridottissime dimensioni. Ha voluto ricostruirle esattamente così per trasmettere la giusta sensazione di disagio e di piccolezza di fronte allo spazio  sconfinato, al vuoto nero enorme.

Si è poi parlato della famiglia di Armstrong, della difficile vita a margine di missione così rischiose e in particolare alle reazioni dei figli, così diverse ma emblematiche. Il più piccolo che si perde in un abbraccio senza capire il vero pericolo e la stretta di mano del più grande, che intuisce perfettamente la follia dell’impresa, ma che si ritrae e accetta il dovere, intuendo la fondamentale importanza del sacrificio.

Josh Singer, lo sceneggiatore, spiega di come i tanti personaggi siano stati necessari per fornire dettagli e umanità. Lo script è stato fatto leggere ai veri protagonisti della storia, coinvolgendoli e invitandoli ad aggiungere particolari intimi, magari apparentemente superflui, ma fondamentali per l’onestà e la veridicità del racconto.

Claire Foy, ha evidenziato la difficoltà nel costruire il ruolo della moglie, apparentemente marginale, ma cardine fondamentale della vita di Armstrong uomo.

Il regista conclude sottolineando che First Man è un film diverso per lui dopo il grande successo di La La Land e che non è stato affatto facile realizzarlo. E confessa la grande emozione ad aver avuto Steven Spielberg tra i produttori.

Venezia 75: Bradley Cooper e Lady Gaga presentano A Star is Born

Venezia 75: Bradley Cooper e Lady Gaga presentano A Star is Born

Il terzo plumbeo giorno di Venezia 75 si colora e prende vita grazie a due ospiti d’eccezione. Oggi è stato presentato alla stampa, infatti, uno dei film più attesi e chiacchierati del festival, A Star Is Born, opera prima da regista di Bradley Cooper. Ad accompagnarlo c’era, ovviamente, anche la protagonista, una radiosa Lady Gaga.

E’ Nata Una Stella è senza dubbio uno dei classici di genere più amati dal pubblico, film che negli anni ha visto svariati remake. Oggi, alle versioni del 1937 con  Janet Gaynor e Fredric March, del 1954 con  Judy Garland e James Mason e del 1976 con Barbra Streisand e Kris Kristofferson, se ne aggiunge una quarta decisamente più contemporanea. Il film racconta la storia di Ally (Lady Gaga), una ragazza che sogna di sfondare nel mondo della musica, e del suo incontro con Jack Maine (Bradley Cooper), incontro che le cambierà per sempre la vita.

Diretta da Bradley Cooper – per la prima volta non solo davanti ma anche dietro la macchina da presa – sveste gli estrosi panni di popstar e entertainer e si trasforma in navigata attrice.

“E’ una storia che abbiamo già visto e amato più volte. Questo film parla d’amore, di musica ma anche una storia che affronta il tema della dipendenza da alcol e droghe […] Quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica avevo solo diciannove anni e ho lottato come un leone per sfondare, ce l’ho messa tutta perché al contrario di Ally avevo molta fiducia nelle mie capacità […] “

 

Proprio come Ally nel film anche Lady Gaga nella realtà ha dovuto affrontare mille difficoltà prima di sfondare. Il fatto stesso che tra interprete e personaggio ci sia una tale connessione rende l’interpretazione di Gaga molto più personale e incisiva. Conosciuta e amata dal pubblico anche e forse soprattutto per la sua teatralità – che la rende una perfetta performer -, stavolta Gaga sorprende per il suo look quasi acqua e sapone.

“Cambiare look e giocare con la moda, creando costumi e provando stili diversi è sempre stata una mia passione […] Bradley invece mi voleva semplice, libera e senza trucco, completamente vulnerabile, per lui era importante. Ricordo uno dei primi provini, eravamo a casa mia e avevo sul viso un velo leggerissimo di trucco. Scendo le scale e vedo Bradley venirmi in contro con in mano una salvietta struccante dicendomi: ‘No, voglio vederti completamente pulita’. Ecco, per me la sfida più grande è stata questa, mettermi a nudo e rendermi completamente vulnerabile. Si, ero spaventata ma lui mi ha fatto sentire al sicuro grazie alla sua incredibile professionalità”.

Durante la conferenza stampa di questo pomeriggio Lady Gaga e Bradley Cooper hanno parlato, oltre che della realizzazione del film, anche del loro rapporto personale. In A Star is Born è chiaro sin dalla prima scena insieme che tra i due protagonisti c’è una alchimia particolare.

“Quando ci siamo incontrati la prima volta – ha dichiarato Bradley Cooper – io nemmeno sapevo che Stefani [il vero nome di Lady Gaga è Stefani Joanne Angelina Germanotta] avesse origini italiane. Dopo aver parlato per un po’ ho scoperto che entrambi siamo per metà italiani e forse anche questo ci ha aiutati a legare. Ricordo proprio che questa conversazione è avvenuta davanti a un bel piatto di pasta, cucinato da lei ovviamente […] Lavorare con lei è stato fantastico. Sul set tutti avevano l’impressione di essere a un concerto e non al lavoro. Quando iniziava a cantare tutti restavano incantati ad ascoltare e la temperatura nella stanza cambiava immediatamente”.

 

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A percepire lo stesso tipo di familiarità è la stessa Gaga che ha condiviso con la sala qualche aneddoto dal set di A Star is Born.

“Lavorare con Bradley è stato fantastico. C’è stato da subito molto feeling e rispetto reciproco. Ho capito immediatamente che lui rispettava me come attrice e non solo come cantante e, viceversa, anche lui ha percepito quanto rispetto avessi per lui come regista, attore ma anche come cantante […] E’ davvero un cantante eccezionale; quando canta la sua voce è profonda e viscerale, piena di intensità […] Quando Ally si trova per la prima volta a cantare la sua musica, ecco, quel momento per me è stato così vero e toccante! Quando abbiamo girato eravamo di fronte a un vero pubblico ed eravamo davvero coinvolti.  Dopo aver girato la scena più volte, proprio sull’ultimo take Bradley mi ha detto semplicemente ‘Rifacciamola ma stavolta divertiti’. E così ho fatto. Mi sono esibita come se quella per me fosse davvero la prima volta”.

 

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Uno dei temi affrontati da entrambi gli ospiti in conferenza stampa è quello della popolarità e di come questa influenzi la quotidianità di ogni artista. Per raggiungere una certa notorietà bisogna a volte scendere a patti con manager e case discografiche.

“All’inizio mi è capitato molte volte di dire no – ha confessato Lady Gaga, di rifiutare lavori e ingaggi. Quando ho cominciato non ero di certo la ragazza più bella della stanza ma a differenza delle altre ero io a scrivere le mie canzoni. Spesso mi hanno proposto di scrivere e vendere le mie canzoni per farle cantare ad altri ma ho sempre rifiutato; potevano portarmi via tutto ma non la mia musica! All’inizio molti ti danno consigli su come apparire o cosa dire imponendoti un certo stile ma io sono stata più forte”.

Tenacia e forza di volontà sono state fondamentali per Lady Gaga e la sua carriera ma per il neo regista Bradley Cooper c’è ancora un altro fattore da considerare per scrivere la perfetta equazione del successo.

“Ho dedicato quattro anni di lavoro a questo film e posso dire con assoluta certezza che ogni minuto è stato prezioso […] Potrei stare qui ore e ore a parlare di quanto questa esperienza mi hanno cambiato e arricchito e raccontarvi tutte le cose che ho imparato ma quello che davvero conta sono le persone che credono in te e ti concedono questa opportunità”.

Pensiero questo di Cooper, condiviso anche da Gaga che, nonostante sia ormai diventata una delle più grandi popstar al mondo, ha confessato di aver sempre avuto il pallino della recitazione.

“Ho sempre voluto diventare un’attrice sin da quando ero bambina […] Possono anche esserci cento persone in una stanza e novantanove che non credono in te perché in fondo ne serve solo una per cambiarti la vita. Sono davvero molto fortunata a essere qui”.

Il film A Star is Born, scritto, diretto e interpretato da Bradley Cooper e Lady Gaga è stato presentato oggi, fuori concorso, alla 75esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e uscirà in tutte le maggiori sale italiane il prossimo 11 ottobre.

Venezia 75: Bradley Cooper e Lady Gaga infiammano il red carpet

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Venezia 75: Bradley Cooper e Lady Gaga infiammano il red carpet

Bradley Cooper e Lady Gaga sono i protagonisti di questa serata uggiosa al lido per Venezia 75, dove hanno presentato in anteprima mondiale, E’ nata una stella (A Star is Born) remake dell’omonimo cult diretto da Bradley Cooper, che lo vede protagonista insieme alla regina del pop, questa volta attrice. Insieme a loro anche volti molto noti dello star system e del cinema come Cate Blanchett, Donatella Versace, Spike Lee, Irina Shayk, Anne Hathaway e Valentino (che però non hanno sfilato).

Le nostre interviste esclusive a Venezia 75

A Star is Born presenta canzoni originali eseguite dal vivo nel film da Cooper e Lady Gaga, da loro scritte in collaborazione con altri artisti come Lukas Nelson, Jason Isbell e Mark Ronson. Il cast include anche Andrew Dice Clay, assieme a Dave Chappelle e Sam Elliott.

A Star is Born è prodotto da Bill Gerber, Jon Peters, Bradley Cooper, Todd Phillips e Lynette Howell Taylor. Ravi Mehta, Basil Iwanyk, Niija Kuykendall, Sue Kroll, Michael Rapino e Heather Parry sono i produttori esecutivi. La sceneggiatura è di Eric Roth e Bradley Cooper & Will Fetters. A collaborare con Cooper troviamo il direttore della fotografia candidato all’Oscar Matthew Libatique (Il cigno nero), la scenografa Karen Murphy (It Comes at Night), il montatore tre volte candidato all’Oscar® Jay Cassidy (American Hustle, Il lato positivo, Into the Wild), e la costumista Erin Benach (Drive). I supervisori delle musiche del film sono Julia Michels (Pitch Perfect) e Julianne Jordan (Edge of Tomorrow).

Warner Bros. Pictures presenta, in associazione con Live Nation Productions, in associazione con Metro Goldwyn Mayer Pictures, una produzione Jon Peters/Bill Gerber/Joint Effort, A Star is Born. Nelle sale dal 5 ottobre 2018, e in quelle italiane dall’11 ottobre 2018, il film sarà distribuito nel mondo dalla Warner Bros. Pictures.

Venezia 75: annunciate le giurie. Ci sono Taika Waititi, Naomi Watts e Paolo Genovese

A seguito dell’annuncio del programma ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018, sono stati diffusi anche i nomi che formeranno le giurie di Venezia 75. A cominciare dal Concorso Ufficiale, Guillermo del Toro, già annunciato come presidente di giuria, avrà il compirto di lavorare al fianco di Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Taika Waititi, Christoph Waltz, Naomi Watts.

Per quanto riguarda la sezione Orizzonti, invece, la presidentessa Athina Tsangari sarà affiancata da Michael Almereyda, Frederic Bonnaud, Mohamed Hefzy, Alison Mclean, Andrea Pallaoro. Per la giuria Opera Prima Luigi De Laurentiis, il presidente Ramin Bahrani lavorerà con Carolina Crescentini, Kaouther Ben Hania, Hayashi Kanako, Gaston Solnicki. Infine, il concorso Venice VR sarà presieduto da Susanne Bier, affiancata da Alessandro Baricco e Clemence Poesy.

Venezia 75: il ricco programma. Cuaron, Coen, Guadagnino nel Concorso

La 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà dal 29 agosto all’8 settembre 2018. Vanessa Redgrave riceverà il Leone d’Oro alla carriera. Michele Riondino sarà il padrino del Festival, presentando le cerimonie di apertura e di chiusura.

Venezia 75: ANAC, FICE e ACEC contro i Leoni a Netflix

Venezia 75: ANAC, FICE e ACEC contro i Leoni a Netflix

Dopo meno di 24 ore dall’assegnazione dei Leoni a Venezia 75, arriva repentina la reazione delle associazioni degli esercenti in Italia, che si scaglia contro la decisione di premiare dei film acquistati da Netflix, che quindi saranno distribuiti sulla piattaforma streaming, dopo un rapido passaggio in sala.

Venezia 75: tutti i vincitori. Leone d’Oro a Roma di Alfonso Cuaron

Ecco quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale:

“L’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici, unitamente alla FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai e all’ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema, in coerenza con quanto dichiarato in occasione della conferenza stampa della Mostra nel mese di luglio a Roma, ribadiscono la loro contrarietà circa la scelta di aver inserito nel concorso di Venezia alcuni film non destinati alla visione in sala, diversamente da quanto aveva deciso il festival di Cannes.

Nel pieno rispetto delle scelte della giuria presieduta da Guillermo del Toro e senza nulla togliere all’alta qualità del film “ROMA” di Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’Oro, ANAC, FICE e ACEC ritengono iniquo che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma NETFLIX che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinema italiane ed europee. Il Leone d’Oro, simbolo della Mostra internazionale d’arte cinematografica da sempre finanziata con risorse pubbliche, è patrimonio degli spettatori italiani: il film che se ne fregia dovrebbe essere alla portata di tutti, nelle sale di prossimità, e non esclusività dei soli abbonati della piattaforma americana.

ANAC, FICE e ACEC reiterano la richiesta al direttore Barbera di rivedere per il prossimo anno la sua posizione, mentre chiedono al Ministro della Cultura di varare con la massima sollecitudine norme che regolino anche da noi come avviene in Francia un’equa cronologia delle uscite sui diversi media.”

Venezia 75: le donne, le storie e il tempo della parola – un commento

Durante la conferenza stampa di presentazione del programma, Alberto Barbera aveva dichiarato, in merito alla presenza dei film Netflix (e Amazon Studios) in Concorso: “Non vedo ragioni per cui escludere dalla competizione del festival un film di Cuaron o dei Coen solamente perché prodotto da Netflix. In Francia la legge è diversa per quello che riguarda le window, per fortuna qui non abbiamo questi problemi.” Con riferimento, ovviamente, alla decisione del Festival di Cannes di lasciare fuori le opere opzionate dalle piattaforme streaming. Le ultime parole famose, a quanto pare, visto che alla luce dell’assegnazione dei premi, il Leone d’Oro a Roma di Alfonso Cuaron, acquistato per la distribuzione da Netflix, ha scatenato le ire delle associazioni.

Ricordiamo che i titoli Netflix in selezione ufficiale a Venezia 75 erano 4: Roma e The Ballad of Bugger Scruggs in Concorso; Sulla mia pelle in Concorso Orizzonti; The Other Side of the Wind Fuori Concorso. Sia il film di Alfonso Cuaron che quello dei fratelli Coen sono stati premiati, portando a casa rispettivamente il Leone d’Oro e il premio Osella alla migliore sceneggiatura.

Tutto lo speciale dedicato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 75 di Cinefilos.it

Venezia 75: Alfonso Cuaron presenta il suo nuovo film, Roma

Venezia 75: Alfonso Cuaron presenta il suo nuovo film, Roma

A cinque anni da Gravity, Alfonso Cuaron sceglie ancora Venezia e il suo Festival per presentare al mondo il suo nuovo film. Si tratta di Roma, pellicola in bianco a nero ambientata a Città del Messico, nel quartiere che dà il titolo al film e che ha visto crescere il piccolo Alfonso. Un film che si preannunciava una storia autobiografica, ma in una maniera molto diversa rispetto a quanto ci si poteva aspettare.

“Il film è il più autobiografico che potessi fare, per il novanta per cento di tutte le scene vengono dalla mia memoria. L’obbiettivo per me era proprio questo dialogo della memoria e visitare quegli anni con la prospettiva di oggi. È autobiografico nel senso che è una ricostruzione di quello che ho vissuto, di quello che ricordo.” L’autobiografismo quindi è da rintracciare nei luoghi, nei fatti storici, nelle dinamiche familiari messe in scena, così come nelle vicende che il piccolo Alfonso ricorda della sua infanzia a Città del Messico.

Ma da dove nasce quest’esigenza? “La vecchiaia (ride)”

“Per me l’importante era parlare di questo, perché per me significa parlare di una cicatrice emozionale. Quel periodo, raccontato nel film, è una cicatrice per tutta la famiglia, ma lo stesso periodo rappresenta anche una cicatrice sociale nella coscienza del Messico.”

La Grande Storia, dunque, irrompe nella storia privata, come fosse un romanzo di Tolstoj, o un film di Ettore Scola, ma per il regista messicano premio Oscar nessun riferimento è stato consapevole. “Questo è il primo film in cui ho fatto uno sforzo razionale per non fare riferimenti a nulla – continua Cuaron – è uno sforzo per me, perché in tutti i miei film ci sono riferimenti ad altro. È capitato che se stavo lavorando a una scena, e questa scena mi ricordava un altro film o un romanzo, cambiavo immediatamente le mie scelte per fare una cosa diversa. La verità però è che nel mio DNA ci sono tutti questi riferimenti, c’è Scola, ma ci sono i Taviani, Pasolini, Rossellini evidentemente, ma non razionalmente.”

Un posto particolare spetta a Fellini: “In sala di montaggio, in una scena in particolare, ho chiesto al mio sund designer di inserire ‘il vento di Fellini’ in quella scena.”

Il film è girato in bianco e nero. Come mai? “Quando ho pensato al film, mi è apparso in bianco e nero. Non è stata una scelta, l’ho immaginato da subito così. Erano tre gli elementi che mi sono apparsi subito chiari. Il bianco e nero, il riferimento nella vita reale su cui ho costruito il personaggio di Cleo, tutta la struttura del film, che doveva essere basato sulla mia memoria.”

Il film ha anche un fondo di malinconia. Cosa rimpiangi di quegli anni? “Che cosa rimpiango degli anni ’70? La musica!”

Venezia 75: a Zhang Yimou il premio Jaeger-LeCoultre

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al grande regista cinese Zhang Yimou (Hero, Lanterne rosse, Ju Dou; due volte Leone d’oro a Venezia, nel 1992 con La storia di Qiu Ju e nel 1999 con Non uno di meno) il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2018 della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto-8 settembre 2018), dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

La consegna del premio a Zhang Yimou avrà luogo il 6 settembre 2018 in Sala Grande (Palazzo del Cinema), prima della proiezione in prima mondiale Fuori Concorso del suo nuovo film Ying (Shadow).

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: “Zhang Yimou non è soltanto uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo ma con la sua eclettica produzione ha saputo rappresentare l’evoluzione del linguaggio cinematografico mondiale e, al tempo stesso, l’enorme crescita del cinema cinese.  Zhang Yimou è stato un pioniere per la sua capacità di tradurre autori, storie e in generale la ricchezza della cultura cinese in uno stile visuale unico e inconfondibile. L’indimenticabile esordio Sorgo Rosso (1987), tratto dal premio Nobel Mo Yan, lo segnala al pubblico internazionale come uno dei registi più importanti della Quinta Generazione (insieme a Chen Kaige e Tian Zhuangzhuang). Da allora, l’abilità nel combinare l’eleganza della forma a un impianto narrativo di stampo universale gli valgono importanti riconoscimenti, tra cui i due Leoni d’Oro per La storia di Qiu Ju (1992) e Non uno di meno (1999). Al passaggio del secolo, il film di arti marziali Hero (2002) – la sua terza candidatura all’Oscar come miglior film straniero – lo definisce icona del cinema – spettacolo a livello globale fino a garantirgli la regia delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Pechino (2008) seguite da una serie di grandi produzioni con star americane. Con Shadow (2018), presentato in anteprima mondiale FC alla 75. Mostra, Zhang Yimou torna al cinema di arti marziali con l’eleganza della forma e tutta l’inventiva che da sempre ha caratterizzato il suo cinema”.

Ying (Shadow) è un film di arti marziali (wuxia) sul conflitto tra due gruppi feudali. In Cina, nel periodo dei Tre Regni (220-280 circa d.C.), un re in esilio e il suo popolo ordiscono un complotto per riappropriarsi della loro terra. Le vicende vengono raccontate attraverso le prospettive del re, di sua sorella, del suo comandante, delle donne intrappolate nel palazzo reale e di un cittadino comune.

Venezia 75: il ricco programma. Cuaron, Coen, Guadagnino nel Concorso

Quattro volte in Concorso alla Mostra di Venezia – nel 1991 con Lanterne rosse, nel 1992 con La storia di Qiu Ju, nel 1997 con Keep Cool e nel 1999 con Non uno di meno – vincitore di  due Leoni d’Oro, rispettivamente nel 1992 e nel 1999,  un Leone d’Argento nel 1991 e una Coppa Volpi per la migliore interprete femminile (Gong Li, nel 1992 per La storia di Qiu Ju), Zhang Yimou è l’unico regista ad aver vinto tutti i premi più importanti della Mostra di Venezia in meno di dieci anni. 

Jaeger-LeCoultre è per il quattordicesimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e per il dodicesimo del premio Glory to the Filmmaker.  Il premio è stato assegnato negli anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008), Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam (2010), Al Pacino (2011), Spike Lee (2012), Ettore Scola (2013), James Franco (2014), Brian De Palma (2015), Amir Naderi (2016), Stephen Frears (2017).

La 75. Mostra di Venezia si terrà al Lido dal 29 agosto all’8 settembre 2018, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Venezia 75: a Vanessa Redgrave il Leone d’Oro alla carriera

Venezia 75: a Vanessa Redgrave il Leone d’Oro alla carriera

È stato attribuito alla grande attrice britannica Vanessa Redgrave il Leone d’oro alla carriera della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre 2018).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera. Si tratta del secondo Leone d’oro alla carriera della 75. Mostra. Il Leone destinato a un regista è già stato attribuito, come noto, a David Cronenberg. Ogni anno la Biennale assegna due Leoni d’Oro alla carriera della Mostra del Cinema: a un regista, e a un attore o un’attrice.

Vanessa Redgrave, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: Sono sbalordita e straordinariamente felice di sapere che sarò premiata col Leone d’oro alla carriera dalla Mostra di Venezia. La scorsa estate stavo girando proprio a Venezia The Aspern Papers. Molti anni fa ho girato La vacanza nelle paludi del Veneto. Il mio personaggio parlava solo in dialetto veneziano. Scommetto di essere l’unica attrice non italiana ad aver recitato un intero ruolo in dialetto veneziano! Grazie infinite cara Mostra!”.

Vanessa Redgrave, intervista alla regista di Sea Sorrow – Il dolore del mare

A proposito di questo riconoscimento, Alberto Barbera ha dichiarato: “Unanimemente considerata tra le migliori interpreti femminili del cinema moderno, la Redgrave è un’attrice sensibile e capace di infinite sfumature, interprete ideale di personaggi complessi e non di rado controversi. Dotata di naturale eleganza, innata forza di seduzione e di uno straordinario talento, è potuta passare con disinvoltura dal cinema d’autore europeo alle fastose produzioni hollywoodiane, dalle tavole del palcoscenico alle produzioni televisive, offrendo ogni volta risultati di assoluta eccellenza. Le sue apparizioni, distribuite in sessant’anni di attività, emanano autorevolezza e piena padronanza dei ruoli, generosità senza limiti ed estrema raffinatezza, qualità non disgiunte da una buona dose di audacia e combattività che costituiscono uno dei tratti più evidenti della sua personalità umana e artistica”.

Venezia 75: A Star is Born di e con Bradley Cooper in anteprima mondiale

La Biennale di Venezia annuncia che A Star Is Born, l’atteso debutto nella regia del quattro volte candidato al premio Oscar® Bradley Cooper (American Sniper, American Hustle, Il lato positivo), interpretato dallo stesso Cooper e dalla pluripremiata superstar della musica e candidata all’Oscar®  Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista in un film, sarà in prima mondiale, fuori Concorso, alla 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La proiezione di A Star Is Born – anche co-sceneggiato e prodotto da Bradley Cooper – si terrà venerdì 31 agosto in Sala Grande al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. La 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si terrà dal 29 agosto all’8 settembre 2018, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo BarattaA Star is Born sarà nei cinema da ottobre per la Warner Bros. Pictures, in associazione con Live Nation Productions e Metro Goldwyn Mayer Pictures.

In questa nuova versione di una tormentata storia d’amore, Cooper interpreta il musicista di successo Jackson Maine, che scopre la squattrinata artista Ally (Gaga) e si innamora di lei. Ally ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante, fino a quando Jack la convince a tornare sotto i riflettori. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione perde colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.

A Star is Born presenta canzoni originali eseguite dal vivo nel film da Cooper e Lady Gaga, da loro scritte in collaborazione con altri artisti come Lukas Nelson, Jason Isbell e Mark Ronson.  Il cast include anche Andrew Dice Clay, assieme a Dave Chappelle e Sam Elliott.

A Star is Born è prodotto da Bill Gerber, Jon Peters, Bradley Cooper, Todd Phillips e Lynette Howell Taylor. Ravi Mehta, Basil Iwanyk, Niija Kuykendall, Sue Kroll, Michael Rapino e Heather Parry sono i produttori esecutivi.  La sceneggiatura è di Eric Roth e Bradley Cooper & Will Fetters. A collaborare con Cooper troviamo il direttore della fotografia candidato all’Oscar® Matthew Libatique (Il cigno nero), la scenografa Karen Murphy (It Comes at Night), il montatore tre volte candidato all’Oscar® Jay Cassidy (American Hustle, Il lato positivo, Into the Wild), e la costumista Erin Benach (Drive).  I supervisori delle musiche del film sono Julia Michels (Pitch Perfect) e Julianne Jordan (Edge of Tomorrow).

Warner Bros. Pictures presenta, in associazione con Live Nation Productions, in associazione con Metro Goldwyn Mayer Pictures, una produzione Jon Peters/Bill Gerber/Joint Effort, A Star is Born. Nelle sale dal 5 ottobre 2018, il film sara distribuito nel mondo dalla Warner Bros. Pictures.

Venezia 75: A Star Is Born di Bradley Cooper sarà presentato fuori concorso

Come riportato da Deadline nelle ultime ore, sembra ormai certa la presenza alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia di A Star Is Born, debutto alla regia di Bradley Cooper che vede protagonista Lady Gaga e lo stesso attore.

Secondo il report infatti, la pellicola sarà presentata Fuori Concorso il 31 agosto prima di “volare” a Toronto per l’International Film Festival.

Venezia 75: First Man di Damien Chazelle sarà il film d’apertura

Confermato nei giorni scorsi First Man di Damien Chazelle per l’apertura, mentre altri titoli ufficiali dovrebbero essere  Suspiria di Luca Guadagnino, con Dakota JohnsonChloe Grace Moretz e Tilda Swinton, The Sisters Brothers, ultimo lavoro di Jaques Audiard (Un sapore di ruggine e ossa) che vede protagonisti Jake Gyllenhaal e Joaquin PhoenixBeautiful Boy con Timothée ChalametSteve Carell (dal regista di Alabama MonroeFelix Van Groeningen), Roma di Alfonso Cuaron (prodotto originale Netflix), Norway di Paul GreengrassThe Favourite di Yorgos Lanthimos con Emma Stone Peterloo di Mike Leigh.

In programma dal 29 agosto all’ 8 settembre 2018, la Mostra del Cinema avrà come presidente di giuria il regista Guillermo Del Toro.

A Star is Born si basa sulla pellicola del 1937 di William Wellman e interpretato da Janet Gaynor e Fredric March ma prenderà spunto anche nella versione del 1954 con James Mason e Judy Garland. Mentre nel 1976 il film è stato soggetto ad un nuovo remake con protagonista all’epoca Barbra Streisand e Kris Kristofferson.

Dopo il successo di American Horror Story, con il quale ha vinto il Golden Globe a gennaio, Lady Gaga farà quindi il suo debutto sul grande schermo come protagonista assoluta di una pellicola. La cantante si occuperà di comporre nuovi canzoni per il remake.