Home Blog Pagina 166

Venezia 75: a Ricordi? di Valerio Mieli, il premio del pubblico delle GDA

Il pubblico delle Giornate ha scelto Ricordi? di Valerio Mieli per il premio assegnato da BNL Gruppo BNP Paribas.

Il film di Mieli era l’unico italiano in concorso di undici titoli, provenienti da cinematografie differenti di diciotto paesi del mondo (diverse le co-produzioni).

Percentuale di voto: 69,6 % di voti favorevoli.

Ricordi? è l’opera seconda di Valerio Mieli dopo il debutto del 2009 proprio alla Mostra di Venezia.

Luca Marinelli è il protagonista maschile di questa storia d’amore, affiancato da Linda Caridi che è una vera rivelazione. Il film è prodotto dalla Bibi Film di Angelo Barbagallo e coprodotto da Les films d’ici con Rai Cinema e in collaborazione con Cattleya.

Sin da quando sono nate le Giornate nel 2004, BNL Gruppo BNP Paribas ha incoraggiato le iniziative portate avanti in questi quindici anni di collaborazione. Presente alla Mostra di Venezia anche con la Settimana Internazionale della Critica, BNL sostiene il cinema e ne favorisce la diffusione con un premio il cui unico giudice è il pubblico sovrano. Con questo riconoscimento BNL, insieme alle Giornate, premia sia il livello di gradimento sia la capacità di un film di attrarre pubblico.

Il premio è stato consegnato alla Villa degli Autori da Anna Boccaccio, Direttore del Servizio Relazioni Istituzionali.

Con questo premio, le Giornate sono felici di promuovere un film italiano e aiutarne il futuro accompagnandolo verso lo stesso pubblico che lo ha votato.

Venezia 75, foto: Tilda Swinton, Dakota Johnson, Chloe Moretz…

0
Venezia 75, foto: Tilda Swinton, Dakota Johnson, Chloe Moretz…

Ecco le foto del cast di Suspiria a Venezia 75, in attesa di vederle sfilare questa sera sul red carpet. Presenti Tilda Swinton, Dakota Johnson, Luca Guadagnino, Thom Yorke, Jessica Harper, Chloe Grace Moretz, Mia Goth, David Kajganich.

 

VIDEO CORRELATO _ LE INTERVISTE DA VENEZIA 75

Il regista in merito al film ha commentato “Ogni film che realizzo è come un esordio per me: un nuovo inizio che parte dalle memorie che hanno costruito il mio immaginario. A dieci anni, a Cesenatico, ebbi l’epifania di Suspiria: un poster in un cinema chiuso. Trentasette anni dopo debutto al cinema (dell’orrore) grazie al potere evocativo di Dario Argento, capace di scatenare gli immaginari. Suspiria nasce nel 1976 ed esce nel 1977. Il nostro Suspiria è ambientato nel 1977, un anno fecondo per le rivoluzioni femminili-femministe.

In un’accademia di danza di fama mondiale si muove una presenza oscura, che inghiottirà il direttore artistico della troupe, una ballerina ambiziosa e uno psicoterapeuta in lutto. Qualcuno soccomberà all’incubo. Altri, alla fine, si sveglieranno.

Venezia 75, foto: Tilda Swinton, Dakota Johnson sul red carpet

0

Dopo il photocall ecco le foto del red carpet di Suspiria, con Tilda Swinton, Dakota Johnson, Luca Guadagnino, Thom Yorke, Jessica Harper, Chloe Grace Moretz, Mia Goth, David Kajganich.

VIDEO CORRELATO _ LE INTERVISTE DA VENEZIA 75

Il regista in merito al film ha commentato “Ogni film che realizzo è come un esordio per me: un nuovo inizio che parte dalle memorie che hanno costruito il mio immaginario. A dieci anni, a Cesenatico, ebbi l’epifania di Suspiria: un poster in un cinema chiuso. Trentasette anni dopo debutto al cinema (dell’orrore) grazie al potere evocativo di Dario Argento, capace di scatenare gli immaginari. Suspiria nasce nel 1976 ed esce nel 1977. Il nostro Suspiria è ambientato nel 1977, un anno fecondo per le rivoluzioni femminili-femministe.

In un’accademia di danza di fama mondiale si muove una presenza oscura, che inghiottirà il direttore artistico della troupe, una ballerina ambiziosa e uno psicoterapeuta in lutto. Qualcuno soccomberà all’incubo. Altri, alla fine, si sveglieranno.

Venezia 75, foto: Ryan Gosling, Claire foy e …

Venezia 75, foto: Ryan Gosling, Claire foy e …

E’ iniziata oggi la 75 esima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, ecco tutte le foto della giornata di oggi che ha visto protagonisti tra gli altri sul red Michele Riondino, Guillermo del Toro, Naomi Watss, Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke e Damien Chazelle. 

Il film d’apertura è stato First Man diretto dall’acclamato regista di La La Land, Damien Chazelle. Il film narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sulla Luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e gli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale e in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplora i sacrifici e il costo, per Armstrong e per l’intera nazione, di una delle missioni più pericolose della storia

Venezia 75 al via con First Man con Ryan Gosling

Venezia 75 al via con First Man con Ryan Gosling

Oggi inizia la 75.esima edizione della Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, film d’apertura è l’atteso First Man di Damien Chazelle, regista dell’acclamato La La Land. Nel cast protagonisti Ryan Gosling, Jason Clarke, Claire Foy, Kyle Chandler, Corey Stoll, Ciaran Hinds, Christopher Abbott, Patrick Fugit e Lukas Haas.

First Man narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sulla Luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e gli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale e in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplora i sacrifici e il costo, per Armstrong e per l’intera nazione, di una delle missioni più pericolose della storia.

Il regista ha così commentato il film First Man

Prima di iniziare a lavorare a First Man, conoscevo la storia della missione sulla Luna, la storia di successo di una conquista leggendaria… ma nulla di più. Dopo avere iniziato a esplorare il tema in profondità, sono rimasto sbalordito di fronte alla follia e al pericolo dell’impresa: il numero di volte in cui è stata sull’orlo del fallimento così come il pesante tributo costato a tutte le persone coinvolte. Volevo capire cosa potesse avere spinto quegli uomini a intraprendere un viaggio nella vastità infinita dello spazio, e quale sia stata l’esperienza vissuta, momento dopo momento, passo dopo passo. E per poter capire dovevo necessariamente addentrarmi nella vita privata di Neil. Questa è una storia che doveva essere articolata tra la Luna e il lavello della cucina, tra l’immensità dello spazio e il tessuto della vita quotidiana. Ho deciso di girare il film come un reportage, e di catturare sia la missione nello spazio che i momenti più intimi e privati della famiglia Armstrong come un testimone invisibile. Speravo che questo approccio potesse mettere in luce il tormento, la gioia, i momenti di vita vissuta e perduta in nome di uno dei traguardi più celebri della storia: lo sbarco sulla Luna.

Venezia 74: Zama di Lucrecia Martel

Sarà presentato invece fuori concorso oggi Zama della regista argentina Lucrecia Martel che vede protagonisti tratto dal romanzo di Antonio Di Benedetto.

Il film racconta quello che accade a Don Diego de Zama (Daniel Giménez Cacho), un impiegato del governo che rimane bloccato in Paraguay, distante dalla sua famiglia. Con il passare del tempo l’uomo diventa sempre più violento e frustrato.

Venezia 74: Victoria & Abdul con Judi Dench

0
Venezia 74: Victoria & Abdul con Judi Dench

Sarà presentato oggi fuori concorso Vittoria e Abdul, il nuovo film di Stephen Frears e che vede protagonista Judi Dench nei panni della Regina Victoria.

Victoria & Abdul racconta la vera, straordinaria storia dell’incredibile amicizia tra la regina Vittoria e il giovane segretario Abdul Karim, diventato suo precettore, consigliere spirituale e devoto amico. Nel 1887, Abdul parte dall’India per donare alla regina una medaglia in occasione dei festeggiamenti per il Giubileo d’oro, ma inaspettatamente entra nelle grazie dell’anziana sovrana. L’inaudito e incredibile legame scatena una rivolta all’interno della famiglia reale, ma la regina si oppone a corte e parenti. Victoria & Abdul esplora con ironia tematiche come razza, religione e potere, mettendo in scena le assurdità dell’impero alla luce di un’amicizia insolita e profondamente commovente.

Stephen Frears ha così commentato il film: Non conoscevo la storia della regina Vittoria e di Abdul, non sapevo dell’affetto che la sovrana provava per il servitore indiano. Lee Hall ha scritto una sceneggiatura brillante, divertente, attuale e romantica, su diversità e classi sociali, sulla donna più potente del mondo e su un servitore musulmano. Per me era più riconducibile a The thief of Bagdad (Il ladro di Bagdad) che ai film britannici sull’impero anglo-indiano; ho detto che l’avrei realizzato soltanto con Judi Dench, e con mia immensa fortuna, lei ha accettato

Venezia 74: tre nuovi titoli completano il programma

0
Venezia 74: tre nuovi titoli completano il programma

Tre nuovi titoli, presentati in anteprima mondiale, completano il programma della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (30 agosto – 9 settembre), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta. I tre film che entrano nel programma della 74. Mostra sono:

  • Zhuibu (Manhunt), è l’atteso ritorno di John Woo al thriller poliziesco che lo ha reso famoso con The Killer e Hardboiled. Remake contemporaneo di un classico giapponese del genere, è la storia di un uomo cinese incastrato per omicidio in Giappone, che tenta di riabilitare il suo nome mentre deve sfuggire alla caccia della polizia giapponese e agli attacchi di misteriosi killer. John Woo (A Better Tomorrow, Face/Off – Due facce di un assassino) ha ricevuto a Venezia il Leone d’oro alla carriera nel 2010. Il film verrà presentato Fuori Concorso.

  • L’ordine delle cose di Andrea Segre (Io sono Li, La prima neve) racconta la storia di Corrado, poliziotto di una task force specializzata nella gestione del sistema di controllo dei flussi migratori. Corrado riceve il compito di coordinare una delicata missione in Libia e lì incontra Swada, una donna somala che sta cercando di raggiungere il marito in Finlandia. Il film verrà presentato in Proiezioni speciali.

 

  • L’Enigma di Jean Rouch a Torino – Cronaca di un film raté di Marco di Castri, Paolo Favaro, Daniele Pianciola è un documentario che racconta la storia di quello che fu un vero “laboratorio d’idee”, e la nascita del film che ne è derivato: Enigma. Il documentario ricostruisce i due anni che intercorsero tra l’arrivo di Jean Rouch e la conclusione del progetto, attraverso la voce dei suoi protagonisti in dialogo con un materiale straordinario: oltre 20 ore di making of. Il film sarà presentato all’interno della sezione competitiva Venezia Classici – Documentari.

Venezia 74 – Segui il nostro speciale sulla Mostra del Cinema di Venezia

Venezia 74 si svolgerà dal 30 agosto al 9 settembre 2017 al Lido.

Venezia 74: Thriller torna al cinema in 3D, la parola a John Landis

Uno degli eventi speciali, nel Fuori Concorso, di Venezia 74, è stata la presentazione del videoclip di Thriller di Michael Jackson, in 3D, il celeberrimo cortometraggio diretto da John Landis. Insieme al video restaurato in stereoscopia, è stato proiettato il documentario del Make-of di Thriller, realizzato da Kenny Kramer.

“Thriller è una cosa di cui sono molto fiero, e avere l’accesso ai negativi e di restaurarlo è stato bellissimo – ha spiegato Landis – E ho avuto la possibilità di restituirlo all’aspetto che doveva avere all’inizio, come lo voleva Michael. Perché su youtube è rovinato.”

Ma per quello che riguarda le sue ragioni più personali, il regista ha detto: “La mia ragione è stata per vederlo di nuovo al cinema, in oltre lo abbiamo rimasterizzato con le tracce originali. È fottutamente magnifico!”

Le idee di Jackson per il cortometraggio erano quelle di realizzare una completa trasformazione in mostro per la star, ma si rese poi conto che sarebbe stato tutto molto complicato in merito alla danza. “Era un fan di Un lupo mannaro, e mi chiese di trasformarlo in un mostro. E da questo è venuto il video. Non era una operazione di marketing, il disco era già stato vendutissimo, il video fu una questione di vanità: perché lui voleva che lo trasformassi in un mostro.”

Landis procede come un fiume in piena, raccontando un aneddoto che lo vide coinvolto al fianco della pop star, l’unico momento, a detta sua, in cui ha veramente avuto paura in tutta la sua vita: “L’unica volta in cui ho a vuto paura è stato con lui, siamo andati a Disneyworld, e appena siamo arrivato in pubblico, abbiamo fatto una foto con Mickey Mouse, e all’improvviso migliaia di persone si sono accorte di lui, e sono venute verso di noi, urlando, da ogni direzione. Ho pensato che volessero mangiarci. È stato davvero spaventoso. E lui salutava tutti, tranquillo. E proprio quando pensavo che saremmo morti, è arrivata una limo, e ha tirato dentro me, lui e Mickey Mouse.”

In merito alla sua morte, John Landis si dimostra ancora una volta sensibile, mettendo in ordine tutte le parole e le priorità giuste: “Una tragedia per i suoi bambini, per la sua famiglia, per il mondo. Una figura brillante e tragica, era davvero un performer incredibile, e sono così rari. Mi fa stare ancora male.”

Segui il nostro speciale di Venezia 74

Venezia 74: Suburra di Netflix infiamma il red carpet

Venezia 74: Suburra di Netflix infiamma il red carpet

Ieri a Venezia, si è tenuta la première di Suburra, la serie, la prima serie TV italiana originale Netflix presentata fuori concorso alla 74a edizione del Festival del Cinema di Venezia.

[nggallery id=3160]

Hanno partecipato alla première gli attori Alessandro Borghi, Filippo Nigro, Claudia Gerini, Giacomo Ferrara, Eduardo Valdarnini e Francesco Acquaroli, i registi Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi, i produttori Gina Gardini e Riccardo Tozzi e Erick Barmack, vice presidente degli International Originals Netflix.

Suburra, la serie sarà disponibile su Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo a partire dal 6 Ottobre 2017.

Sinossi:

Suburra, la serie, la prima serie originale Netflix italiana, debutterà il 6 Ottobre 2017 e raggiungerà 100 milioni di abbonati nei 190 Paesi in cui il servizio è attivo, rendendo la produzione originale Netflix disponibile per un pubblico globale.

Diretta da Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi, Suburra, la serie, è un crime thriller ambientato a Roma, che descrive come la Chiesa, lo Stato e la criminalità organizzata si scontrano, confondendo i limiti della legalità e dell’illecito nella loro feroce ricerca del potere.

Al centro della storia troviamo tre giovani uomini: Numero 8 (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Lele (Eduardo Valdarnini), diversi per origine, ambizioni e passioni, che saranno chiamati a fare alleanze per realizzare i loro più profondi desideri.

Gli altri personaggi includono Sara Monaschi (Claudia Gerini), Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), Samurai (Francesco Acquaroli) e Manfredi Anacleti (Adamo Dionisi). Prodotta da Cattleya.

Venezia 74: SUBURRA – LA SERIE

0
Venezia 74: SUBURRA – LA SERIE

Sarà presentata nella sezione Cinema nel giardino SUBURRA – LA SERIE con i primi due episodi che vedranno protagonisti Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara, Eduardo Valdarnini, Francesco Acquaroli, Filippo Nigro, Claudia Gerini, Adamo Dionisi, Barbara Chichiarelli, Federico Tocci, Gerasimos Skiaderesis. 

A presentarla oltre al cast anche i registi MICHELE PLACIDO, ANDREA MOLAIOLI, GIUSEPPE CAPOTONDI.

La trama: Stato, Chiesa, Famiglia. Non c’è più niente di sacro. Suburra: La Serie è un crime thriller ambientato a Roma, che descrive come la Chiesa, lo Stato e la criminalità organizzata si scontrino, confondendo i limiti della legalità e dell’illecito nella loro feroce ricerca del potere. Al centro della storia troviamo tre giovani uomini: Numero 8, Spadino e Lele, diversi per origine, ambizioni e passioni, che saranno chiamati a stringere alleanze per realizzare i loro più profondi desideri. Tratto dall’omonimo romanzo ma ambientato molti anni prima, Suburra: La Serie è una serie tv densa di azione, dramma e crimine, che racconta venti giorni di disordini in dieci incredibili episodi.

Venezia 74: Stephen Frears e Judi Dench presentano Victoria and Abdul

Questa quinta giornata di festival ha visto la Laguna riempirsi di leggende del cinema; ad aprire le danze questa mattina è stato il nuovo film di Stephen Frears dal titolo Vittoria e Abdul, con una straordinaria Judi Dench protagonista. Si tratta di un’adorabile commedia in costume che racconta della bizzarra amicizia nata tra la Regina Vittoria d’Inghilterra e un giovane indiano di umili origini di nome Abdul Karim, capitato a corte quasi per uno scherzo del destino.

Dopo il successo di Florence Foster Jenkins, Stephen Frears torna ad occuparsi delle sue meravigliose regine e la bellissima Judi Dench torna a vestire dopo venti anni i panni di Vittoria in un momento assai diverso della sua vita. “Non ho mai neanche lontanamente immaginato che un giorno avrei interpretato di nuovo Vittoria – ha dichiarato la Dench – ma quando Stephen mi ha proposto lo script non ho potuto rifiutare: la sceneggiatura era davvero brillante”. È proprio questo infatti uno dei tanti punti di forza del film di Frears, la sceneggiatura, pregna di un’inedita e brillante comicità. “In tanti mi hanno chiesto se il tono del film dovesse essere davvero questo. Ebbene, era proprio così che io e Lee [si riferisce a Lee Hall, sceneggiatore del film e autore anche di Billy Elliott] avevamo sempre immaginato Victoria and Abdul. Volevo portare sullo schermo qualcosa che fosse davvero divertente e allora mi sono chiesto quale film Trump avesse voluto vedere [ride]. A quelli che mi chiedono perché ho deciso di fare un altro film su di una regina risponderò molto sinceramente: la sceneggiatura era eccezionale. Magari fossi sempre così fortunato!”.

leggi anche: Venezia 74: Victoria and Abdul recensione del film di Stephen Frears

Il riferimento alla politica e nello specifico a Trump fa un po’ sorridere se si pensa che Stephen Frears è un regista britannico ma in effetti il film affronta, grazie alla storia tra Vittoria e Abdul, delle tematiche molto scottanti e attuali. La storia d’amicizia e quasi d’amore tra i due è stata osteggiata dai figli della sovrana e dall’intera corte che non vedeva di buon occhio questo ragazzo di colore, sempliciotto e ‘selvaggio’, persone che hanno fatto di tutto pur di separarli e che per secoli ha tenuto nascoste al mondo le prove di queste relazione. C’è chi ha definito ambiguo il rapporto tra Vittoria e Abdul ma i due protagonisti a riguardo hanno idee molto diverse. “È proprio l’amore – ha ammesso Judi Denchche rende la storia così intrigante. Non si tratta di amore romantico ma di quel sentimento d’affetto che rende più piacevole la vita e che nel film permette alla Regina Vittoria, sempre sorvegliata dalla sua corte, di godere di piccoli momenti di autentico relax”. Il co-protagonista della Dench, il talentuoso ed affascinante Ali Fazal, ha poi aggiunto: “C’è qualcosa di molto spirituale nella loro relazione […] Non si tratta di semplice amore romantico […] Sono intellettualmente stimolati l’uno dall’altra e godono ogni giorno del piacere reciproco della scoperta. Trovo il loro rapporto molto misterioso e poetico”.

Durante la conferenza stampa di Vittoria e Abdul, gli interpreti e il regista hanno anche raccontato com’è stato girare insieme sul set e utilizzare la straordinaria location di Osbourne House. “Era la prima volta che qualcuno utilizzava la Osbourne House come set per un film ed è stato un grande onore poter usufruire di una location così prestigiosa” ha dichiarato lo sceneggiatore Lee Hall. Quanto alle riprese, pare ci sia stata una particolare attenzione per la creazione degli abiti di scena; i costumi, soprattutto nel caso di Judi Dench, dovevano poter dare l’illusione che l’attrice fosse fisicamente simile alla vera Regina Victoria. “I vestiti – ha dichiarato la Dench – sono stati un vera sfida. Tanto per cominciare io sono molto più alta di Vittoria e anche meno in carne […] Dopo la morte prematura del marito, il Prince Albert, Vittoria cadde in una profonda depressione e utilizzava il cibo come compensazione; è per questo motivo che in tutti i suoi ultimi ritratti appare sempre i sovrappeso”.

Ma se i costumi hanno fatto penare non poco Miss Dench, per Ali Fazal sono stati invece d’aiuto per la costruzione del suo personaggio. “I costumi erano fantastici, con quelle stoffe così riccamente decorate e dai colori sgargianti […] indossarli mi ha aiutato ad entrare meglio nel personaggio e a perfezionare la mia postura poiché nel film sto spesso in piedi in posa affianco alla regina. Ovviamente per prepararmi non è stato sufficiente indossare un bel vestito. Ho dovuto iniziare molti mesi prima che le riprese cominciassero a documentarmi sulla storia di Vittoria e Abdul. Nessuno prima d’ora aveva mai parlato di questa storia ma Abdul è stato davvero un personaggio importante per la Regina, forse il più importante della sua vita”.

Venezia 74: Sebastiano Riso con Una famiglia in Concorso

Venezia 74: Sebastiano Riso con Una famiglia in Concorso

Alla seconda settimana di festival, Venezia 74 ci offre un altro italiano in Concorso. Oggi sarà presentato Una Famiglia, di Sebastiano Riso.

Il film drammatico, vede nel cast Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel, Fortunato Cerlino, Marco Leonardi, Matilda De Angelis, Ennio Fantastichini.

La trama di Una Famiglia:

Vincent è nato cinquant’anni fa vicino a Parigi, ma ha tagliato ogni legame con le sue radici. Maria, più giovane di quindici anni, è cresciuta a Ostia, ma non vede più la sua famiglia. Insieme formano una coppia che non sembra aver bisogno di nessuno e conducono un’esistenza appartata nella Roma indolente e distratta dei giorni nostri, culla ideale per chi vuole vivere lontano da sguardi indiscreti. In più, Vincent e Maria sono bravi a mimetizzarsi: quando prendono il metrò, si siedono vicini, teneramente abbracciati. A volte cenano al ristorante, più interessati a guardarsi negli occhi che al cibo nei loro piatti. Quando tornano a casa, fanno l’amore con la passione degli inizi, in un appartamento di periferia che lei ha arredato con cura. Eppure, a uno sguardo più attento, quella quotidianità dall’apparenza così normale lascia trapelare un terribile progetto di vita portato avanti da lui con lucida determinazione e da lei accettato in virtù di un amore senza condizioni. Un progetto che prevede di aiutare coppie che non possono avere figli. Arrivata a quella che il suo istinto le dice essere l’ultima gravidanza, Maria decide che è giunto il momento di formare una vera famiglia. La scelta si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione a Vincent, l’uomo della sua vita.

Venezia 74: Redford e Fonda presentato Le nostre anime di notte

A Venezia 74 sono di scena le leggende di Hollywood. Robert Redford e Jane Fonda hanno presentato il film Netflix Le nostre anime di notte, diretto da Ritesh Batra, che li vede ancora una volta innamorarsi l’uno dell’altra sul grande schermo.

Il primo incontro professionale trai due è avvenuto quasi 50 anni fa, con A piedi nudi nel parco, e da quel film la carriera di entrambi è cresciuta e sbocciata fino a questo nuovo incontro in un film delicato, che racconta una storia d’amore che non ha niente da perdere, tra due persone mature che conoscono bene se stessi e non hanno paura di chiedere.

Secondo Redford infatti è stata proprio la volontà di offrire un’alternativa al quel cinema che si interessa soltanto ai giovani, trascurando storie con target differenti. “Secondo me le storie d’amore avranno sempre una vita sullo schermo e volevo fare di nuovo un film dopo 47 anni con Jane Fonda.”

La Fonda, sempre in magnifica forma, ha condiviso questa curiosità e questa passione, raccontando invece che, appena incontrò il collega, capì subito che sarebbe diventato una star: “Eravamo negli studi della Paramount per A piedi nudi nel parco, e stavamo camminando nel corridoio di un ufficio e tutte le donne dicevano tra loro ‘sta arrivando lui’. Ho capito che sarebbe diventato un grande divo.”

E Robert Redford lo è diventato un vero divo, sia al cinema che nella vita politica e sociale del suo Paese, eppure, di fronte alla richiesta di un commento sulla situazione politica degli USA, Redford ha commentato soltanto: “Non voglio parlare della politica, non posso parlare della nostra situazione, posso soltanto sperare per il futuro, perché adesso non abbiamo tanta speranza.”

Oltre ogni riflessione nostalgica e ogni sorriso complice trai due, è la dichiarazione della Fonda a concludere la conferenza e a raccogliere il caloroso applauso della platea: “Non so se siete genitori e se vi è mai capitato di pensare a tutto ciò che avreste voluto dare o fare per i vostri figli o all’amore che avreste voluto concedere loro ma che non siete mai riusciti ad esprimere, ecco, per me il finale di questo film parla proprio di questo. Quando sei vecchio e più vicino alla morte niente ha più importanza, né i soldi, né la fama, semplicemente i figli e avere una seconda chance è un dono prezioso. Ed è quello che la protagonista del film ha deciso di fare, afferrare questa opportunità al volo per amore di suo figlio”.

Le nostre anime di notteRobert Redford e Jane Fonda ritireranno a Venezia 74 il Leone d’Oro alla carriera durante la cerimonia di questa sera, in Sala Grande, che precederà la proiezione del film.

Le nostre anime di notte sarà disponibile su Netflix dal 29 Settembre

Basato sul romanzo scritto da Kent Haruf e adattato per la televisione da Scott Neustadter e Michael H. Weber (Colpa delle stelle), Le nostre anime di notte è ambientato in Colorado e inizia quando Addie Moore (Jane Fonda) riceve una visita inaspettata dal suo vicino Louis Waters (Robert Redford). Entrambi vedovi da dieci anni e vicini di casa da decenni, non si erano mai frequentati più di tanto. I figli di entrambi vivono lontani da casa e loro due abitano entrambi in case enormi. Un giorno lei si stanca di questa casa enorme e decide che è arrivato il momento di conoscersi meglio e di  sfruttare al meglio il tempo che le è rimasto.

Nel cast anche Bruce Dern (Nebraska), Judy Greer (Jurassic World) e Matthias Schoenaerts (The Danish Girl).

Venezia 74: Ra Di Martino e Corrado Sassi raccontano Controfigura

Presentato nella sezione Cinema nel Giardino, Controfigura, primo lungometraggio di Ra di Martino, racconta la storia di un attore che aiuta una troupe cinematografica, in fase di scouting location, a strutturare un film che sembra non avere ancora direzione.

Nel film, Filippo Timi e Corrado Sassi interpretano il divo e la sua controfigura, due protagonisti diversi che a modo loro guidano la narrazione. Il film della Di Martino è però un remake di un film del 1968, con Burt Lancaster, un riadattamento che parte da un racconto di John Cheever.

“Il film originale mi colpì perché si trova in un film sbagliato. Lui è un divo in un film che non ha direzione – ha esordito la regista al suo esordio con un minutaggio importante – The Swimmer è sempre stato nei miei pensieri. Poi lavorando a Marrakech, che è una città araba molto turistica, che accetta non solo diversi tipi di turismo, ma anche tante comunità diverse, mi ha incuriosito sia la convivenza sia tutte le piscine che ci sono, Quindi andava bene per il film e mi ha ricordato Los Angeles, con tutte queste architetture variegato. Volevo raccontare la città ma non in modo ovvio. Ho unito il desiderio di un remake di The Swimmer con un racconto originale della città.”

L’intenzione della regista era quella di raccontare anche la città, quindi, ma attraverso un approccio diverso rispetto a quello del documentario, un approccio che permettesse alla storia di entrare nelle case, chiedendo agli abitanti del posto un angolazione particolare. In questo modo è stato possibile sfruttare la storia per offrire uno sguardo complessivo al posto.

La scelta di Timi è stata guidata dalla conoscenza e dalla collaborazione pregressa trai due, inoltre, aggiunge la Di Martino: “Filippo non è mai noioso, anche nei momenti di pausa, e visto che il progetto prevedeva anche una certa mole di backstage, mi è sembrata la persona più adatta per un progetto ibrido.”

Il personaggio di Corrado Sassi è in realtà l’alter ego del protagonista, per stessa ammissione dell’attore, che spiega: “Io sono la parte più nascosta di un personaggio che ha un ruolo più riconosciuto.”

“Ho sentito molto vicino il ruolo – aggiunge – per gli sforzi fisici e mi è sembrato adatto alla mia ricerca dell’irraggiungibile. È una componente sempre presente nella mia ricerca artistica. Il senso di spaesamento del personaggio poi mi appartiene anche nella vita di tutti i giorni.”

La natura anarchica della storia del film è però, a differenza di quello che si può immaginare, un punto di forza della storia. Come racconta Ra Di Martino: “Trovo che sia interessante nona vere una direzione precisa, le cose delimitate non danno apertura, non comprendono errori.”

Per Sassi: “Ho fatto i miei primi tre film con Matteo Garrone, e sono quindi preparato per l’improvvisazione. Anche Matteo non lavorava con uno script preciso ma aveva un’idea di quello che voleva raccontare. Così si può approfittare di quello che succede, degli incontri e delle situazione. Matteo come Ra sembrano non avere un’idea precisa di ciò che vogliono raccontare, ma si capisce che poi c’è una direzione verso cui andare. A me poi piace moltissimo l’improvvisazione.”

Nel cast di Controfigura anche Valeria Golino. Il film esordirà in sala il 13 ottobre, con una proiezione al MAXXI a Roma, mentre sono programmate altre presentazioni al pubblico in cinema e teatri, in Italia, mentre si cerca la strada dei festival all’estero.

Venezia 74: presentato il premio MATTADOR

0
Venezia 74: presentato il premio MATTADOR

Il Premio MATTADOR ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia la propria attività e le iniziative in cantiere. Il Premio internazionale di sceneggiatura è stato illustrato all’Hotel Excelsior del Lido, nello Spazio della Regione del Veneto, in un incontro, aperto al pubblico, patrocinato dalla Regione del Veneto.

Alla presentazione, coordinata dal giornalista Pierluigi Sabatti, sono intervenuti, Pietro Caenazzo, presidente dell’Associazione Mattador, Gianluca Novel, responsabile della Friuli Venezia Giulia Film Commission, Stefano Bessoni, regista, illustratore e insegnante di stop motion, Giulio Kirchmayr, coordinatore del Progetto CORTO86.

E’ intervenuto per la Regione del Veneto Cristiano Corazzari, Assessore regionale alla Cultura; ha portato i saluti del Comune di Venezia, Paolo Romor, Assessore alle Politiche educative e Prosindaco del Lido di Venezia.

Sabatti ha ricordato che il Premio è dedicato a Matteo Caenazzo, giovane triestino formatosi all’Università Ca’ Foscari, scomparso prematuramente nel giugno 2009. Nato dal pensiero e dalle passioni di Matteo, con l’obiettivo di far emergere nuovi talenti dai 16 ai 30 anni, Mattador continua nella formazione di giovani sceneggiatori, registi ed illustratori: accanto ai premi in denaro offre qualificati percorsi di formazione dedicati allo sviluppo dei loro progetti – dalla sceneggiatura alla regia, dallo storyboard alla stop motion – svolti insieme a tutor professionisti di livello nazionale ed internazionale. L’iniziativa è resa possibile grazie al contributo di Mibact, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione del Veneto, Comune di Trieste, Fondazione Casali di Trieste, alle donazioni private e quote associative.

Sono stati illustrati le recenti collaborazioni e i nascenti progetti con importanti realtà nazionali del cinema. La più recente quella con Genova Liguria Film Commission e Land di Maia Associazione Culturale, che vedrà l’Apertura della nona edizione del Premio Mattador a Genova, il prossimo 6 ottobre.

Si è parlato quindi dei libri che Mattador ha generato a partire dal 2010 insieme alle Edizioni Università di Trieste e sono stati anticipati i contenuti del sesto volume, ora in lavorazione, della collana “Scrivere le immagini. Quaderni di sceneggiatura”. Inoltre è stata anticipata la programmazione dei Mattador Workshop, previsti come ogni anno ad ottobre all’apertura della nuova edizione, con un focus sul seminario di animazione stop motion. Tra le novità del programma, ha particolare spicco la sede del percorso formativo Dolly “Illustrare storie per il cinema” che quest’anno si svolgerà a Los Angeles, nello studio del tutor Daniele Auber.

Ampio spazio è stato dato al Progetto CORTO86 dedicato alla migliore sceneggiatura per cortometraggio: sono state illustrate le fasi di produzione del corto “Ascolta i tuoi occhi” di Marcello Pedretti, tratto dalla sceneggiatura vincitrice della sezione CORTO86 2016, prodotto da Mattador in coproduzione con Fantastificio, Pianeta Zero, Pilgrim, Incandenza, con il supporto di FVG Film Commission. L’incontro si è concluso con la proiezione del cortometraggio, protagonisti gli attori Mily Cultrera di Montesano e Mirko Artuso, presente all’evento assieme all’autore.

Il Progetto CORTO86 2017, vinto dalla sceneggiatura “La serata perfetta” di Daniele Napoli di Catania, inizierà a breve la produzione nella regione Friuli Venezia Giulia.

I vincitori dell’ottava edizione del Premio sono stati premiati il 17 luglio scorso nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice dalla Giuria composta da Pupi Avati, Marina Zangirolami Mazzacurati, Salvatore De Mola, Emilia Bandel, Stefano Bessoni. Mattador mette in palio 5.000 euro alla migliore sceneggiatura per lungometraggio; 1.500 euro al migliore sviluppo del soggetto: i finalisti della sezione soggetto sono accompagnati da sceneggiatori in un percorso di sviluppo dell’idea e della struttura narrativa dei loro lavori; i vincitori della sezione DOLLY “Illustrare storie per il cinema” sono affiancati da concept designer nello sviluppo narrativo della loro storia raccontata per immagini; il vincitore di CORTO86 è accompagnato da tutor e troupe tecnica nelle fasi del processo produttivo del suo cortometraggio, di cui può firmare anche la regia. Infine, le migliori sceneggiature e storie disegnate vengono pubblicate nei volumi della collana dedicata al cinema (Edizioni EUT/Mattador).

 

Venezia 74: Paolo Virzì presenta The Leisure Keeper

Paolo Virzì ha presentato in concorso alla 74° Mostra d’Arte cinematografica di Venezia il suo nuovo film The Leisure Keeper che uscirà in Italia il 25 gennaio con il titolo Ella e Jonh. Lo abbiamo incontrato e ascoltato raccontare particolari su questo progetto interamente girato negli USA, in lingua inglese e con due grandissimi attori: Helen Mirren e Donald Sutherland.

Virzì inizia confessando la sua grande emozione nel trovarsi oggi a Venezia con il suo film americano in concorso. Dice di essere molto più emozionato oggi, rispetto a vent’anni fa, quando presentò al Lido Ovosodo, e di aver passato una notte insonne, sentendosi piccolo, fragile e disperato.

Poi parla dei suoi due protagonisti e della paura che naturalmente aveva nell’affrontare una grossa produzione americana. Sparò due autorevoli nomi, quasi nella speranza di usare la loro rinuncia come scusa per ritirarsi (sorride sornione), ma poi si trovò costretto ad accettare quando Donald Sutherland e Helen Mirren si dimostrarono ben felici di salire a bordo. Lui con entusiasmo e senza timori, lei invece volle qualche rassicurazione in più e chiese di vedere i suoi film precedenti. Ma poi si aprì completamente affidandosi alla sua guida e dimostrando grande entusiasmo e affiatamento. Erano comunque i due attori ideali che aveva immaginato fin dall’inizio e lavorare con loro ha permesso di costruire la coppia di anziani coniugi esattamente come avrebbe voluto.

Per Helen Mirren Virzì confessa che ha sempre provato ammirazione e devozione e racconta di essersi trovato felice come un bambino quando insieme a lei oggi ha incontrato Stephen Frears, scattando ai due una fotografia ricordo. Di Donald Sutherland aveva scolpita nella mente la sua immagine come professore in Animal House e immaginava quell’insegnante in vecchiaia, un uomo che ha studiato una vita e finito intrappolato nelle pagine di letteratura che ha sempre studiato e amato.

Venezia 74: The Leisure Seeker recensione del film di Paolo Virzì

Dice di nutrire simpatia di tutti quei cineasti vagabondi che girano film su strada e lui si sente un po’ uno di loro, ma chiede di cercare da soli il vero Virzì, perché quando un film è finito e proiettato non è giusto spiegare troppo, ma è bello sentire o leggere quello che ognuno trova.

Quello che lui ha fatto per approcciarsi meglio al progetto è stato tradire alcuni elementi troppo americani che erano presenti nel romanzo omonimo da cui è tratto il film, come il viaggio verso Disneyland o la Route 666, lui voleva dare l’idea di luoghi che potessero per assurdo somigliare alla sua maremma o alle coste toscane. Non voleva assolutamente cadere nei cliché. Tutta sua l’aggiunta dell’ossessione per la gelosie e il tradimento, un sentimento tipicamente italiano. Parlandone con i due attori gli ha mostrato anche dei capolavori della cinema italiano, imperniati su questo tema. In particolare ha fatto vedere a Helen Mirren alcune interpretazioni di Monica Vitti. Ernest Hemingway non è tra i suoi scrittori prediletti, nonostante chiaramente nutra per lui una grande ammirazione, ma per esigenze di storia la scelta è stata quasi obbligata, visto che il viaggio conduce alla sua casa, ormai trasformata in attrazione turistica.

Alla domanda se preferisce mutande o boxer, una delle battute contenute nel film, alla quale Sutherland risponde di preferire le mutande per avere più controllo, lui risponde che per tutta la lavorazione ha sempre indossato slip. Questo gli ha permesso di controllare meglio gli attori. Ma dice anche che, scherzi a parte, la fiducia era reciproca e che da subito si è sentito tranquillo. Dopo ogni “azione” si sedeva e si godeva lo show, molte volte senza dare lo “stop”,  lasciandoli liberi di improvvisare. Virzì dice di amare il regista invisibile, non invadente e fa di tutto per esserlo. Quello che ha cercato è stato di dare più importanza ai silenzi, ha voluto imprimere alla narrazione un passo lento, languido, delicato, come quello di alcune ballad di Janis Joplin o di David Crosby.

Quando gli viene detto che in questo film si sente meno cinismo e una vena assai più romantica, inteso anche come grande miglioramento, Virzì si sente lusingato e ribatte che è la normale conseguenza della vita, delle ferite personali, del riflettere sulla vita e sulla morte. In poche parole forse è l’affacciarsi della maturità.

Infine ha annunciato che per il momento non prevede altri progetti oltreoceano, ma che in futuro si vedrà. Per ora sta per iniziare la lavorazione di un nuovo film a Roma.

Venezia 74: oggi The Shape of Water di Guillermo del Toro

Venezia 74: oggi The Shape of Water di Guillermo del Toro

Sarà presentato in concorso oggi The Shape of Water, il nuovo film del visionario Guillermo del Toro con protagonisti Sally Hawkins e Michael Shannon.

The Shape of Water: trailer del film di Guillermo del Toro

“È un dramma ambientato nel 1963, non è un film di fantascienza, non è un film di genere ma io interpreto comunque una creatura. Sono una specie di pesce umano, un enigma, nessuno da dove vengo, sono l’ultimo della mia specie quindi è come se fossi un’anomalia naturale. Sono stato studiato e testato in una struttura governativa degli USA nel 1963, quindi durante la Guerra Fredda con la Russia, la corsa allo spazio, quindi c’è tutto un background da raccontare. Sono stato testato per cercare di misurare che tipo di potenzialità potevo avere contro il nemico, per usarmi come vantaggio militare o per i viaggi nello spazio, o per la tecnologia. Possiamo usarlo a favore degli umani? Quindi provano a tenermi segreto dai Russi.”

Una storia d’amore al centro di The Shape of Water

Il cast di The Shape of Water include Sally Hawkins (Blue JasmineHappy-Go-Lucky), il candidato all’Oscar Michael Shannon (Revolutionary Road99 Homes), il candidato all’Oscar Richard Jenkins (The Visitor, Olive Kitteridge), Doug Jones (Crimson PeakHellboy), il candidato al Golden Globe Michael Stuhlbarg (A Serious ManSteve Jobs) e la vincitrice dell’Oscar Octavia Spencer (The HelpGifted).

Venezia 74: oggi Sienna Miller con The private life of a modern woman

0

Sarà presentato fuori concorso a Venezia 74 The private Life of a modern woman, il film di James Toback con protagonista Sienna Miller.

The private life of a modern woman racconta di Vera Lockman, un’attrice di successo che vive da sola in un favoloso loft newyorkese, si agita nel suo letto durante un incubo nel quale lotta con Sal, il suo spacciatore ed ex ragazzo, prima di sparargli e ucciderlo. Svegliatasi di soprassalto, scrive nel suo diario che l’omicidio dell’incubo è effettivamente avvenuto il giorno prima e che Sal giace morto in un baule in soggiorno. Leon, amante di Vera, arriva e viene congedato, definitivamente.

Franklin, un amico cineasta, passa a farle visita, preoccupato. Mette Vera sotto torchio, lasciandola confusa e un po’ spaventata. Vera trasporta con l’auto il baule in una zona isolata e lo fa rotolare dentro a un lago. Torna nel suo loft, e trasalisce alla vista di un detective della narcotici, McCutcheon, venuto a farle delle domande su Sal. Vera pensa che Mc Cutcheon abbia creduto alla sua falsa storia. Vera serve la cena al suo amato e malandato nonno, Arthur, e a sua madre, Elaine. Successivamente, Carl Icahn, ex compagno di classe di Arthur, passa a trovarli. Vera e Carl sono emotivamente in sintonia. Il giorno dopo Vera, per la prima volta calma, scrive. Il suo umore è turbato da un crescendo di sirene della polizia. Si precipita alla finestra e vede McCutcheon. I loro sguardi si incrociano. Le manette la attendono.

James Toback ha così commentato “Ho concepito e scritto The Private Life of a Modern Woman per Sienna Miller. Il nucleo tematico del film è costituito dalle mie personali fissazioni: l’affermazione del sé, l’impulso a creare, la tensione irrisolta tra rabbia e amore, l’onnipresente consapevolezza della morte. Strutturalmente, ho tentato di aderire (con licenza poetica) alle unità aristoteliche di tempo, luogo e azione: la struttura della tragedia greca. Volendo fare un’analogia letteraria, il film è una novella, piuttosto che una storia breve o un romanzo. Come sempre, mi sono sentito in dovere di inserire nella pellicola opere d’arte che hanno arricchito la mia vita ovunque potessero valorizzare il film: il Requiem tedesco di Brahms, la Settima Sinfonia di Shostakovich, la Messa in Si minore di Bach, la versione dei Cleftones di Please Say You Want Me e il Giardino delle delizie di Bosch.”

Venezia 74: oggi Lean on pete con Chloë Sevigny

Venezia 74: oggi Lean on pete con Chloë Sevigny

Sarà presentato in concorso a Venezia 74 Lean on pete, il film inglese diretto da Andrew Haigh e tratto dal romanzo Lean On Pete di Willy Vlautin. Nel cast protagonisti Charlie Plummer, Steve Buscemi e Chloë Sevigny che sarà presente al lido insieme al regista. 

Lean On Pete segue le vicende di Charley Thompson, quindicenne che sogna una casa, del cibo nel piatto e una scuola da non dover cambiare in continuazione. Ma è difficile trovare un po’ di stabilità, se si è figli di un padre single che si arrangia con lavori precari nei magazzini lungo il Pacifico nordoccidentale.

Con la speranza di iniziare una nuova vita, i due si trasferiscono a Portland, in Oregon, dove Charley trova un lavoro per l’estate presso un malconcio addestratore di cavalli e diventa amico di un vecchio cavallo, chiamato Lean on Pete.

Lean on pete Venezia 74

Il regista ha così commentato: La ballata di Charley Thompson di Willy Vlautin è un romanzo straordinariamente umano. Racconta la storia di un ragazzo che si rifiuta di perdere la speranza e il coraggio, nonostante la dura realtà del mondo in cui vive. L’ho trovato immensamente toccante, tenero e mai sdolcinato. Volevo che il film avesse lo stesso senso di purezza e guardasse la vita ai margini della società con onestà e rispetto. All’inizio del romanzo di Willy c’è una citazione di John Steinbeck che dice: “Èpur vero che siamo fragili, brutti, meschini e litigiosi ma, se quel che siamo fosse tutto qui, saremmo scomparsi dalla faccia della terra ormai da millenni.” Durante le riprese del film, ho cercato di tenere sempre presenti queste parole.

Venezia 74: oggi in concorso First Reformed di Paul Schrader

Venezia 74: oggi in concorso First Reformed di Paul Schrader

Oggi è anche il gran giorno di che presenta Paul Schrader in concorso a Venezia 74 First Reformed che vede protagonisti Amanda Seyfried e Ethan Hawke

First Reformed racconta di  di un ex cappellano militare (Ethan Hawke) che, dopo aver perso suo figlio, ama una donna (Amanda Seyfried) che soffre anche dalla perdita del marito. La sua vita da cappellano però lo porta a covare sospetti sugli affari della chiesa fino ad arrivare in profondità e conoscere i segreti nascosti della complicità della sua chiesa con le corporazioni non etiche”

Venezia 74: oggi il film Netflix Our Souls at Night

0
Venezia 74: oggi il film Netflix Our Souls at Night

Sarà presentato oggi fuori concorso a Venezia 74 Our Souls at Night, il film Netflix con protagonisti Jane Fonda e Robert Redford che saranno premiati con il Leone d’Oro alla carriera. 

In Our Souls at Night Addie Moore ha una singolare proposta da fare a Louis Waters. Sono entrambi oltre l’età della pensione e vedovi da qualche tempo. Entrambi vivono in una tranquilla città del Colorado dove la cosa migliore è che tutti conoscono tutti. E la cosa peggiore è che tutti conoscono tutti.

Anche se sono vicini di casa da molto tempo, la loro conoscenza è poco più che casuale, finché un giorno Addie propone a Louis di dormire insieme, solo per farsi compagnia, per avere qualcuno con cui parlare al buio, per sentire la presenza di un’altra anima accanto a sé, per favorire il sonno. Quando Louis acconsente, Addie è allo stesso tempo sorpresa e felice.

Our Souls at Night trama

Nella penombra della notte riportano alla luce storie rimaste a lungo sepolte, che si raccontano a vicenda. È solo confessandosi il proprio passato che possono liberarsi del senso di colpa per le occasioni perdute – parole ed emozioni pensate ma mai espresse – e superare il devastante effetto che la mancanza d’amore può avere sulla vita, arrivando a provare l’effetto positivo che la riscoperta dell’amore può avere sull’ultimo capitolo dell’esistenza.

Il regista RITESH BATRA  ha così commentato: L’opera di Kent Haruf ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore per la sua onestà e specificità. Sono stato onorato di adattare il suo ultimo romanzo per lo schermo, e di collaborare con Robert Redford e Jane Fonda nel raccontare questa storia di gente comune così marcatamente specifica e locale: caratteristiche che la rendono universale.

Abbiamo scelto gran parte del cast a livello locale, e la storia ci ha dato la possibilità di esplorare le specificità del Colorado orientale: il paesaggio che spinge questi personaggi a stare insieme, le cose che piace loro sentire alla radio, e il concetto senza tempo di famiglia “finta”. Lavorare con questi attori e con questa terra per raccontare la storia di Haruf su quel ciclo di amore e perdita che è la vita, ha rafforzato la mia convinzione che la grande letteratura altro non sia che la nostra vita quotidiana, come è sempre stato.

Venezia 74: Nico apre la sezione Orizzonti

Venezia 74: Nico apre la sezione Orizzonti

Nico, 1988 diretto da Susanna Nicchiarelli (CosmonautaLa scoperta dell’alba) è il film di apertura della sezione Orizzonti della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (30 agosto – 9 settembre 2017), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta. Nico, 1988 sarà proiettato in prima mondiale nel pomeriggio del primo giorno di apertura della Mostra, mercoledì 30 agosto, in Sala Darsena, inaugurando il concorso di Orizzonti. Il film è interpretato da Trine Dyrholm (Orso d’argento per la migliore attrice a Berlino nel 2016) – nata come cantante e poi attrice feticcio di Susanne Bier e Thomas Vinterberg – che fa rivivere l’artista-icona Nico interpretandola con la sua voce e trasformandosi fisicamente.

Venezia 74: Matt Damon e Alexander Payne presentano Downsizing

Venezia 74: Matt Damon e Alexander Payne presentano Downsizing

Film d’apertura di Venezia 74 (in Concorso), Downsizing è ambientato a Omaha, città natale del regista e sceneggiatore del film, Alexander Payne. Il film è a metà tra una commedia romantica, un film di fantascienza e una riflessione sullo stato del Pianeta. In un futuro non molto lontano, gli esseri umani sperimentano una soluzione inedita all’eccessivo consumo energetico che ha impoverito il pianeta: una procedura di rimpicciolimento all’avanguardia in grado di ridurre temporaneamente le dimensioni di un uomo di circa un ottavo, permettendogli così di risparmiare le risorse a disposizione. Una coppia di sposi decide di sottoporsi al processo con la speranza di una vita migliore, ma quando sua moglie si tira indietro all’ultimo momento, all’uomo non resta che unirsi a una piccola comunità di suoi simili e affrontare da solo le difficoltà che derivano dalle nuove misure ridotte.

Per alcuni versi Downsizing, quarta collaborazione tra il regista e il co-sceneggiatore Jim Taylor, si discosta dalle tematiche classiche che hanno fino ad ora affrontato, ma a correggere il tiro interviene proprio Payne, che dichiara: “Anche se è fantascienza, la storia è molto in linea con i lavori precedenti, ha lo stesso senso dell’umorismo.” E proprio nello humor sotteso a tutta la pellicola si localizza il suo punto di maggiore forza.

Protagonista assoluto è Matt Damon, che interpreta Paul, un uomo medio che si ritrova in una situazione straordinaria dalla quale saprà trarre il meglio. L’attore, anche lui presente al Lido, ha dichiarato: “Oltre ogni altra ragione che mi ha spinto ad accettare questo ruolo, c’è il fatto che qualsiasi attore al mondo vorrebbe recitare con Alexander Payne. La storia è bellissima e il ruolo originale. E nonostante parli alla fine dell’apocalisse e della fine del mondo, è una storia ottimista.”

Oltre a Kristen Wiig, che affianca Damon nella prima parte del film, nel film c’è anche Christoph Waltz, in un ruolo caricaturale di un francese trapiantato negli USA, e Hong Chau (Vizio di Forma) che interpreta la co-protagonista femminile, un ruolo inedito e molto forte, che tiene bene testa a Damon sul grande schermo.

Ecco cosa ha dichiarato l’attrice sul film e sul suo ruolo: “Sono molto contenta che mi sia stato offerto un ruolo che normalmente sarebbe stato secondario, e qui invece è da protagonista. Secondo me tutti i film di Alexander sono un mix di elementi drammatici e di umorismo. Per me è una grande gioia trovare tutte queste sfumature in una sceneggiatura e non un personaggio a una dimensione.”

Segui il nostro speciale di Venezia 74

Venezia 74: Martin McDonagh presenta Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Martin McDonagh, autore di Sette Psicopatici e di In Bruges, torna al cinema con una storia che scrive e dirige, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri presentato in concorso a Venezia 74.

Il regista di origini irlandesi ha raccontato il suo film e la sua umanità dolente ma ironica, insieme ai suoi protagonisti, Frances McDormand, Sam Rockwell e Woody Harrelson.

IN Tre Manifesti a Ebbing, Missouri Mildred (McDormand) affitta tre grandi cartelloni pubblicitari (i billboard del titolo originale) in cui si chiede perché non è stato arrestato ancora nessuno per lo stupro e omicidio di sua figlia adolescente, tirando in ballo la polizia e la sua “pigrizia”.

L’idea della storia è arrivata da un manifesto simile che il regista ha visto 20 anni fa. “Ho visto una cosa molto simile anni fa, una cosa violenta e oscura e ho pensato a chi potesse mai fare un gesto del genere. La cosa è rimasta sul fondo della mia testa e alla fine ho deciso che potesse essere una madre. I miei primi due film erano concentrati su uomini, e così ho pensato che dovesse essere ora di portare in scena una donna, una madre, molto molto forte. Poi immaginando Frances McDormand mentre scrivevo, tutto è stato più facile.”

Per la protagonista, una straordinaria Frances McDormand alla sua migliore interpretazione dopo la Maggie di Fargo, ha dichiarato: “La storia è una combinazione di divertimento e malinconia e si tratta dell’elemento migliore che si potesse trovare nello script. C’era una grandissima sceneggiatura, e quando succede questa cosa, quando ti trovi tra le mani una sceneggiatura così, non vieni mai trascinato dalla malinconia dei personaggi ma la cavalchi, ed è quello che è accaduto a tutti noi.”

E Martin McDonagh incalza, spiegando così la scelta dei suoi protagonisti: “Sono i migliori attori della loro generazione, Frances in particolare è così attenta. Uno dei punti fondamentali della storia era che fossero vicini alle persone normali, e loro lo sono. Ho già lavorato con Woody e Sam.”

A chi dice che la Mildred del film possa portare la McDormand di nuovo agli Oscar, Frances risponde: “Mildred è la mia Marge (personaggio di Fargo premiato con l’Oscar, ndr) cresciuta. Il mio personaggio era interessante perché alcuni suoi tratti sono simili a quelli di un personaggio del western. Quando pensavo a delle icone del cinema a cui ispirarmi mi venivano in mente solo uomini, e così ho pensato a John Wayne, riferimento che è stato lasciato fuori dal film perché in un paio di scene avevo anche imitato la sua camminata.”

Ma da dove arriva l’ispirazione per una sceneggiatura così puntuale e dei personaggi così realistici? McDonagh risponde: “L’umanità in ognuno. Il segreto è che nessuno è solo cattivo e nessuno è solo buono. Mildred è la protagonista, ma è un’eroina vuota a volte, mentre Dixon è razzista e folle, ma allo stesso tempo cresce come essere umano. E Willoughby è una persona per bene, ma deve fare i conti con i suoi demoni. Il segreto della sceneggiatura è vedere l’umanità nascosta ma presente in ognuno.”

Woody Harrelson ha già lavorato con McDonagh in Sette Psicopatici (come Rockwell), e conosce il regista da molti anni. Sul suo personaggio spiega semplicemente: “Il personaggio era sulla pagina, erano tutti molto ricchi. E il mio lavoro è stato solo quello di portarlo in vita. Se come interprete non hai gli elementi drammatici non puoi avere nemmeno il talento di far ridere e in questo film le cose si mescolano benissimo, anche perché le mie scene con Frances sono state magnifiche, lei è magnifica. È un piacere lavorare con lei, sei sul ring con una forte, molto forte. È stato divertente.”

Dal canto suo, Sam Rockwell interpreta il personaggio con la crescita personale più marcata; il suo Jason Dixon, poliziotto razzista e violento, subisce la più profonda metamorfosi. Per preparare il ruolo, Rockwell ha fatto un particolare tipo di ricerche: “Ho osservato i poliziotti per prepararmi al personaggio, anche Woody lo ha fatto ed è un grande show, credetemi. Ma è una questione di approccio e abbiamo avuto tanti suggerimenti osservando i modi di fare. Ma, ecco, sono persone, ed è sempre bene osservarle. Sono persone.”

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, che almeno per la sceneggiatura e le interpretazioni corre il serio rischio di venire premiato a Venezia 74, uscirà in Italia il prossimo 11 gennaio 2018.

Venezia 74: Martin McDonagh in Concorso con Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Dopo In Bruges e Sette Psicopatici, Martin McDonagh torna alla regia con Tre manifesti a Ebbing, Missouri, film che sarà presentato oggi, 4 settembre, nell’ambito del Concorso di Venezia 74.

Come al solito, McDonagh si avvale di un cast variegato e ricco di star dai volti caratteristici, tra cui Frances McDormand, Woody Harrelson, Caleb Landry Jones, Abbie Cornish, Kathryn Newton.

Ecco la trama di Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Mildred Haynes cerca senza sosta di trovare il colpevole dell’omicidio di sua figlia ma dopo alcuni mesi decide di fare un gesto audace: dipinge tre cartelloni che sembrano un messaggio diretto a William Willoughby, l’ammirato capo della polizia della sua città. Quando nel caso viene coinvolto anche Dixon, vice del capo della polizia e molto incline a usare la violenza, lo scontro tra Mildred e William sull’applicazione delle leggi diventerà sempre più complesso.

Segui il nostro speciale di Venezia 74

Venezia 74: Leone alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford

Venezia 74: Leone alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford

Sono stati attribuiti all’attrice statunitense Jane Fonda e al regista e attore statunitense Robert Redford Leoni d’oro alla carriera di Venezia 74, Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto – 9 settembre 2017).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.

La consegna dei Leoni d’oro alla carriera Jane Fonda e Robert Redford avrà luogo venerdì 1 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema (Lido di Venezia), prima della proiezione Fuori Concorso del film di Netflix Our Souls at Night, diretto da Ritesh Batra e interpretato da Jane Fonda e Robert Redford, prodotto da Redford e dalla sua società Wildwood Enterprises, Inc.

A proposito di questi riconoscimenti, il Direttore Alberto Barbera ha dichiarato: “Poche star hollywoodiane hanno avuto una vita contraddistinta da atteggiamenti altrettanto risoluti e fieri come quelli esibiti da Jane Fonda nel corso della sua carriera professionale. Un’esistenza segnata da passioni intense, vissute all’insegna dell’indipendenza da ogni forma di conformismo, con una generosità toccante e vulnerabile. Di volta in volta, attivista politica e sociale, sex symbol, scrittrice, icona femminista, produttrice, profeta dell’esercizio fisico, ma soprattutto attrice di straordinario successo e non comune talento, Jane Fonda è tra le maggiori protagoniste della scena cinematografica contemporanea. Il Leone d’oro alla carriera è il tributo doveroso all’impegno personale e alle brillanti qualità di un’interprete che ha saputo dar vita a personaggi indimenticabili, controversi e disparati, dando prova di un’incessante capacità di reinventarsi, pur rimanendo fedele a se stessa, ai propri valori, al proprio indiscusso talento d’artista”.

Prosegue il Direttore Barbera: “Attore, regista, produttore, ambientalista, ispiratore e fondatore di quel brillante esperimento cinematografico chiamato Sundance: sia di fronte che dietro alla macchina da presa, sia quando ha difeso la causa del cinema indipendente o quella del nostro pianeta, Robert Redford ci ha accompagnato attraverso cinquant’anni di storia americana con una combinazione di rigore, intelligenza e grazia che resta insuperabile. Piuttosto riluttante a ricoprire il ruolo di star, sin dagli inizi della carriera Redford ha utilizzato il proprio talento e il successo per realizzare film su tematiche a lui care e aprire la strada ad altri registi indipendenti al pari di sé. Attore istintivo e allo stesso tempo riflessivo, dotato di una scrupolosa attenzione per il dettaglio, come regista Redford ha dimostrato di essere un eccezionale narratore. La sua dedizione ai personaggi e alle storie è andata di pari passo con l’impegno e la passione per la complessa bellezza e per i valori del nostro mondo in continua evoluzione”.

Basato sul romanzo di Kent Haruf, adattato per lo schermo da Scott Neustadter e Michael H. Weber (Colpa delle stelle), il film Netflix Our Souls at Night comincia quando la vedova Addie Moore (Jane Fonda) si presenta a sorpresa dal suo vicino di casa, il vedovo Louis Waters (Robert Redford). In quella cittadina in Colorado sono stati vicini per decenni, ma fino a quel momento con pochi contatti. Il film verrà distribuito in tutto il mondo da Netflix nel 2017.

Venezia 74: le previsioni puntano su Del Toro, Clooney e Frears

Venezia 74: le previsioni puntano su Del Toro, Clooney e Frears

Arrivano da Variety le più attendibili previsioni sul programma di Venezia 74, che verrà presentato la prossima settimana in ufficiale conferenza stampa.

Dopo l’annuncio che il film d’apertura sarà Downsizing di Alexander Payne, le soffiate e le congetture darebbero per certi altri quattro nomi di prestigio: George Clooney, Guillermo Del Toro, Stephen Frears e Paolo Virzì. I film in questione sono Suburbicon, The Shape of Water, Victoria e Abdul e Ella e John.

Tra gli altri film previsti in concorso o fuori, ci sono First Reformed di Paul Schrader, Lean on Pete di Andrew Haigh e Zama di Lucrezia Martel.

Venezia 74 – Segui il nostro speciale sulla Mostra del Cinema di Venezia

Sembra invece ormai quasi certa l’assenza di Aronofsky e Villeneuve con i loro Mother e Blade Runner 2049.

Il Festival di Venezia si è distinto, negli ultimi anni, per la selezione lungimirante, che è arrivata nell’anno cinematografico di appartenenza, sempre in vetta al podio di Hollywood (ricordiamo La la Land, Birdman e Gravity). Il programma verrà annunciato il prossimo 27 luglio.

La settantaquattresima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà al Lido dal 30 agosto al 9 settembre 2017.

Venezia 74: la selezione di Venezia Classici – programma

Venezia 74: la selezione di Venezia Classici – programma

Sarà il regista italiano Giuseppe Piccioni (Fuori dal mondo, Luce dei miei occhi, Questi giorni) a presiedere la Giuria di studenti di cinema che – per la quinta volta – assegnerà i PREMI VENEZIA CLASSICI per il MIGLIOR FILM RESTAURATO e per il MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA.

Tra i diversi capolavori restaurati di Venezia Classici della 74. Mostra, saranno ad esempio presentati: Novecento di Bernardo Bertolucci (1976), Deserto rosso di Michelangelo Antonioni (1964, Leone d’oro alla Mostra di Venezia), Gli amanti crocifissi (1954) e L’intendente Sansho (1954, Leone d’argento alla Mostra di Venezia) di Kenji Mizoguchi, I figli delle mille e una notte di Nacer Khemir (1984), Femmina ribelle di Raoul Walsh (1956), L’occhio del maligno di Claude Chabrol (1962), L’asso di picche di Miloš Forman (1963), Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg (1977), Batch ’81 di Mike De Leon (1982) e Tutto in una notte di John Landis (1985).

Venezia 74: Leone alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford

La 74. Mostra del Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 30 agosto al 9 settembre 2017, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Stefano Francia di Celle, Venezia Classici presenta inoltre una selezione di documentari sul cinema e i suoi autori. La Giuria presieduta da Giuseppe Piccioni è composta da 26 studenti – indicati dai docenti – dell’ultimo anno dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

Questo l’elenco dei titoli di Venezia Classici selezionati per la 74. Mostra:

Les baliseurs du désert / El-haimoune (Wanderers of the Desert) [I figli delle mille e una notte]

di Nacer Khemir (Tunisia, Francia, 1984, 95’, Colore)

Restauro: Cinémathèque royale de Belgique

Batch ‘81

di Mike De Leon (Filippine, 1982, 108’, Colore)

Restauro: Asian Film Archive

Černý Petr (Black Peter) [L’asso di picche]

di Miloš Forman (Cecoslovacchia, 1963, 89’, B/N)

Restauro: Národní filmový archiv

Chikamatsu monogatari (A Story from Chikamatsu) [Gli amanti crocifissi]

di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1954, 102’, B/N)

Restauro: Kadokawa Corporation, The Film Foundation in collaborazione con The Japan Foundation

Close Encounters of the Third Kind [Incontri ravvicinati del terzo tipo]

di Steven Spielberg (Stati Uniti, 1977, 137’, Colore)

Restauro: Sony Pictures Entertainment

Daïnah la métisse

di Jean Grémillon (Francia, 1932, 48’, B/N)

a seguire Zéro de conduite – giornalieri di Jean Vigo (Francia, 1933, 20’, B/N)

Restauro: Gaumont con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée

Il deserto rosso (Red Desert)

di Michelangelo Antonioni (Italia, 1964, 120’, Colore)

Restauro: CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con RTI-Mediaset

Deux ou trois choses que je sais d’elle (Two or Three Things I Know About Her) [Due o tre cose che so di lei]

di Jean-Luc Godard (Francia, 1967, 87’, Colore)

Restauro: Argos Films con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée

La donna scimmia (The Ape Woman)

di Marco Ferreri (Italia, Francia, 1964, 93’, B/N)

Restauro: Cineteca di Bologna e TF1 Studio in collaborazione con Surf Film

Idi i smotri (Come and See) [Và e vedi]

di Elem Klimov (Urss, 1985, 143’, Colore)

Restauro: Mosfilm (produttore del restauro, Karen Shakhnazarov)

Into the Night [Tutto in una notte]

di John Landis (Stati Uniti, 1985, 115’, Colore)

Restauro: Universal Pictures

Non c’è pace tra gli ulivi (Under the Olive Tree)

di Giuseppe De Santis (Italia, 1950, 107’, B/N)

Restauro: CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con CristaldiFilm di Zeudi Araya e Massimo Cristaldi

Novecento (1900)

di Bernardo Bertolucci (Italia, 1976, 317’, Colore)

Restauro: 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce – Cinecittà e Cineteca di Bologna, con la collaborazione di Alberto Grimaldi e il sostegno di Massimo Sordella

Ochazuke no aji (Flavor of Green Tea Over Rice) [Il sapore del riso al tè verde]

di Yasujirō Ozu (Giappone, 1952, 115’, B/N)

Restauro: Shochiku Co., Ltd.

L’oeil du malin (The Third Lover) [L’occhio del maligno]

di Claude Chabrol (Francia, 1962, 91’, B/N)

Restauro: Studiocanal con il supporto di Centre national du cinéma et de l’image animée

The Old Dark House [Il castello maledetto]

di James Whale (Stati Uniti, 1933, 72’, B/N)

Restauro: Cohen Film Collection / Cohen Media Group

The Revolt of Mamie Stover [Femmina ribelle]

di Raoul Walsh (Stati Uniti, 1956, 93’, Colore)

Restauro: 20th Century Fox

Sanshō dayū (Sansho the Bailiff) [L’intendente Sansho]

di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1954, 126’, B/N)

Restauro: Kadokawa Corporation, The Film Foundation con la collaborazione di The Japan Foundation

Segui il nostro speciale sulla Mostra del Cinema di Venezia

Venezia 74: la pre-apertura con Rosita, di Ernst Lubitsch

Venezia 74: la pre-apertura con Rosita, di Ernst Lubitsch

Rosita (1923, 82’) – famoso per essere l’unica collaborazione tra due giganti del cinema muto, il regista Ernst Lubitsch e la diva Mary Pickford – è il film scelto per la serata di Pre-apertura di martedì 29 agosto della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà nella Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido.

Rosita sarà proiettato in una nuova copia digitale restaurata in 4K a cura del Museum of Modern Art (MoMA) di New York, con il supporto di The Film Foundation, presentata in prima mondiale.

La proiezione di Rosita sarà musicata dal vivo dalla Mitteleuropa Orchestra del Friuli – Venezia Giulia, con la direzione della musicologa Gillian Anderson che ha ricostruito la partitura originale del film lavorando sugli spartiti recuperati alla Biblioteca del Congresso di Washington.

La 74. Mostra del Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 30 agosto al 9 settembre 2017 diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Rosita è ambientato in una Spagna mitica dove un Re lascivo (Holbrook Blinn)  ha posato i suoi occhi su una cantante di strada popolare ma provocatoria (Mary Pickford), la quale però è innamorata di un bel nobiluomo (George Walsh, fratello del celebre regista Raoul Walsh), che la ha salvata dalle guardie del re furioso venendo imprigionato in una segreta.

Venezia 74 – Segui il nostro speciale sulla Mostra del Cinema di Venezia

In seguito ai successi dei suoi kolossal storici tedeschi (Madame Dubarry, Anna Bolena), Ernst Lubitsch venne invitato a Hollywood da Mary Pickford perché la dirigesse in quello che sarebbe diventato il suo primo ruolo adulto, una cantante di strada di Siviglia che attrae il lusinghiero ma sconveniente interesse del re di Spagna (Holbrook Blinn). Il risultato è la miscela assolutamente incantevole fra i film che Lubitsch aveva fatto in Germania e il suo interesse emergente per la commedia romantica agrodolce. Alla sua prima uscita il film fu, sotto tutti gli aspetti, un grande successo critico e commerciale. Ma negli anni successivi la Pickford lo ostacolò per ragioni che ancora rimangono misteriose, e permise che il film venisse distrutto (fece comunque preservare il quarto rullo, per ragioni non meno misteriose). Rosita scomparve dalla circolazione finché negli anni ’60 una copia in nitrato fu scoperta negli archivi russi e rimpatriata per opera del Museom of Modern Art. Un negativo di sicurezza fu realizzato dalla copia in nitrato, ma nessun lavoro ulteriore venne fatto, a causa dei costi e della difficoltà di ricreare le didascalie inglesi. Fortunatamente una copia di tutto lo script, che includeva tutte le didascalie, era sopravissuta nella collezione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Usando come modello i titoli del quarto rullo preservato dalla Pickford, vennero realizzati nuove didascalie che ricalcavano gli originali. Lavorando con questi nuovi materiali, il MoMA ha ricreato questa pellicola leggendaria, ma severamente danneggiata, nella forma più vicina possibile alla prima edizione. La musicologa Gillian Anderson ha ricostruito la partitura originale del film operando sugli spartiti recuperati alla Biblioteca del Congresso di Washington.

La Mitteleuropa Orchestra, che affonda le sue radici nella tradizione musicale dell’area del centro e del sud Europa, discende da esperienze orchestrali pluridecennali. Nei primi anni 2000 ha trovato una sua collocazione istituzionale grazie all’intervento della Regione Friuli Venezia Giulia e al sostegno di Comuni e Province della stessa Regione.

Attualmente conta 47 Professori d’Orchestra stabili e una solida organizzazione autonoma; la sua sede è a Palmanova presso la Loggia della Gran Guardia, un palazzo storico del 1500 che si affaccia sulla splendida piazza della città stellata.

Il Direttore Musicale dell’Orchestra, da gennaio 2017, è il Maestro Marco Guidarini. Il suo repertorio, nel segno della più ampia versatilità, spazia dal barocco al contemporaneo, dal classico al cross-over.

La Mitteleuropa Orchestra si propone al pubblico in formazione sinfonica, sinfonico-corale, con orchestra d’archi, orchestra di fiati ed ensemble cameristici, si è esibita, con rilevanti consensi di pubblico e critica, in tutta Italia e all’estero, in Francia, Tunisia, Egitto, Marocco, Turchia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia, Montenegro, Albania, ed è stata ospite di numerosi eventi internazionali, dalla Biennale Musica di Venezia al Mittelfest, dalle Giornate del Cinema muto al Concerto per la beatificazione di Giovanni Paolo II.