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Venezia 71: a James Franco premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2014

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al poliedrico cineasta statunitense James Franco il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2014 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: “James Franco è uno degli autori più versatili e poliedrici della nuova scena americana: attore cinematografico e teatrale, regista, sceneggiatore, produttore, star di soap opera, videoartista e molto altro ancora. Una ‘fabbrica’ d’immaginario culturale che non conosce soste. L’adattamento di romanzi classici della grande letteratura americana, come nel nuovo film da Faulkner presentato a Venezia, è il filo rosso di un lavoro creativo caratterizzato da arditezza, limpidità, coraggio e sicurezza. Valori capaci di trasformare la sue verve onnivora in un’ipotesi di performance art totale, alla cui base ci sono grande curiosità e intelligenza”.

Daniel Riedo, CEO of Jaeger-LeCoultre, ha dichiarato: “Jaeger-LeCoultre è lieta di riconoscere l’originalità creativa di James Franco conferendogli il Premio Glory to the Filmmaker. Dal 1833, Jaeger-LeCoultre è rimasta fedele alle tradizioni dell’orologeria mantenendo al contempo la sua capacità di invenzione nella creazione di autentiche leggende dell’orologeria d’eccellenza. Da quasi una decade, la Maison rende omaggio all’arte e agli artisti legando il suo nome alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Jaeger Le-Coultre è quindi impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione della “settima arte”, una disciplina strettamente affine al mestiere dell’orologeria per la sua creatività e la sua maestria artistica e tecnica”.
La consegna del premio a James Franco avrà luogo il 5 settembre 2014 alle ore 14.30 nella Sala Grande (Palazzo del Cinema) durante la 71. Mostra del Cinema (Lido di Venezia, 27 agosto – 6 settembre 2014), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
A seguire la consegna del premio, la 71. Mostra presenterà in prima mondiale, Fuori Concorso, il nuovo film scritto, diretto e interpretato da James Franco, The Sound and the Fury, in cui Franco interpreta uno dei personaggi principali, Benjii Compson. The Sound and the Fury è interpretato da Scott Haze, Tim Blake Nelson, Joey King, Ahna O’Reilly, Seth Rogen.
James Franco ha partecipato per la prima volta come regista e sceneggiatore alla Mostra di Venezia nel 2011 per Sal (Orizzonti), omaggio biografico all’attore Sal Mineo. Alla Biennale Arte dello stesso anno ha presentato l’installazione di arti visive Rebel (evento collaterale), omaggio al film di Nicholas Ray Rebel Without a Cause. Nel 2012 era presente al Lido come interprete e produttore di Spring Breakers di Harmony Korine (in Concorso). Nel 2013 era alla Mostra come regista e sceneggiatore di Child of God (in Concorso), adattamento dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, e come interprete di Palo Alto di Gia Coppola (Orizzonti), tratto da una raccolta di racconti dello stesso James Franco.
 
Jaeger-LeCoultre è per il decimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e per l’ottavo del premio Glory to the Filmmaker.  Il premio è stato assegnato negli anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008), Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam (2010), Al Pacino (2011), Spike Lee (2012), Ettore Scola (2013).
James Franco è un attore, regista, sceneggiatore, produttore, insegnante universitario e autore. Inizia la sua carriera con Freaks and Geeks (1999-2000); grazie al film biografico James Dean (2001) riceve un Golden Globe per la sua interpretazione. Ha recitato in film quali Il grande e potente Oz (2013), Spring Breakers (2012), la trilogia di Spider-man (nel ruolo di Harry Osborn), Milk (2008), This is the End (2013), Pineapple Express (2008), per la cui performance riceve una nomination come miglior attore ai Golden Globe, 127 Hours (2010), che gli vale la candidatura come migliore attore agli Oscar, ai Golden Globe e ai SAG. Ha diretto numerosi lungometraggi tra cui Child of God (2013), As I Lay Dying (2013), Sal (2011), Saturday Night (2010), The Broken Tower (2011). Ha scritto numerosi articoli ed è autore di una serie di libri, tiene inoltre corsi universitari presso UCLA, USC e CAL ARTS, nonché corsi di recitazione presso Studio 4. Ha esordito questa primavera come attore a Broadway con lo spettacolo Of Mice & Men, che ha ricevuto critiche entusiastiche, ha diretto lo spettacolo off-broadway The Long Shrift.

Venezia 71: a James Franco il Jaeger-LeCoultre Glory 2014

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James FrancoLa Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al poliedrico cineasta statunitense James Franco il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2014 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

A proposito di questo riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: “James Franco è uno degli autori più versatili e poliedrici della nuova scena americana: attore cinematografico e teatrale, regista, sceneggiatore, produttore, star di soap opera, videoartista e molto altro ancora. Una ‘fabbrica’ d’immaginario culturale che non conosce soste. L’adattamento di romanzi classici della grande letteratura americana, come nel nuovo film da Faulkner presentato a Venezia, è il filo rosso di un lavoro creativo caratterizzato da arditezza, limpidità, coraggio e sicurezza. Valori capaci di trasformare la sue verve onnivora in un’ipotesi di performance art totale, alla cui base ci sono grande curiosità e intelligenza”.

Daniel Riedo, CEO of Jaeger-LeCoultre, ha dichiarato: “Jaeger-LeCoultre è lieta di riconoscere l’originalità creativa di James Franco conferendogli il Premio Glory to the Filmmaker. Dal 1833, Jaeger-LeCoultre è rimasta fedele alle tradizioni dell’orologeria mantenendo al contempo la sua capacità di invenzione nella creazione di autentiche leggende dell’orologeria d’eccellenza. Da quasi una decade, la Maison rende omaggio all’arte e agli artisti legando il suo nome alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Jaeger Le-Coultre è quindi impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione della “settima arte”, una disciplina strettamente affine al mestiere dell’orologeria per la sua creatività e la sua maestria artistica e tecnica”.

La consegna del premio a James Franco avrà luogo il 5 settembre 2014 alle ore 14.30nella Sala Grande (Palazzo del Cinema) durante la 71. Mostra del Cinema (Lido di Venezia, 27 agosto – 6 settembre 2014), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

A seguire la consegna del premio, la 71. Mostra presenterà in prima mondiale, Fuori Concorso, il nuovo film scritto, diretto e interpretato da James Franco, The Sound and the Fury, in cui Franco interpreta uno dei personaggi principali, Benjii Compson. The Sound and the Fury è interpretato da Scott Haze, Tim Blake Nelson, Joey King, Ahna O’Reilly, Seth Rogen e Jon Hamm.

James Franco ha partecipato per la prima volta come regista e sceneggiatore alla Mostra di Venezia nel 2011 per Sal (Orizzonti), omaggio biografico all’attore Sal Mineo. Alla Biennale Arte dello stesso anno ha presentato l’installazione di arti visive Rebel (evento collaterale), omaggio al film di Nicholas Ray Rebel Without a Cause. Nel 2012 era presente al Lido come interprete e produttore di Spring Breakers di Harmony Korine (in Concorso). Nel 2013 era alla Mostra come regista e sceneggiatore di Child of God (in Concorso), adattamento dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, e come interprete di Palo Alto di Gia Coppola (Orizzonti), tratto da una raccolta di racconti dello stesso James Franco.

Jaeger-LeCoultre è per il decimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e per l’ottavo del premio Glory to the Filmmaker.  Il premio è stato assegnato negli anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008), Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam (2010), Al Pacino (2011), Spike Lee (2012), Ettore Scola (2013).

James Franco è un attore, regista, sceneggiatore, produttore, insegnante universitario e autore. Inizia la sua carriera con Freaks and Geeks (1999-2000); grazie al film biografico James Dean (2001) riceve un Golden Globe per la sua interpretazione. Ha recitato in film quali Il grande e potente Oz (2013), Spring Breakers (2012), la trilogia di Spider-man (nel ruolo di Harry Osborn), Milk (2008), This is the End (2013), Pineapple Express (2008), per la cui performance riceve una nomination come miglior attore ai Golden Globe, 127 Hours (2010), che gli vale la candidatura come migliore attore agli Oscar, ai Golden Globe e ai SAG. Ha diretto numerosi lungometraggi tra cui Child of God (2013), As I Lay Dying (2013), Sal (2011), Saturday Night (2010), The Broken Tower (2011). Ha scritto numerosi articoli ed è autore di una serie di libri, tiene inoltre corsi universitari presso UCLA, USC e CAL ARTS, nonché corsi di recitazione presso Studio 4. Ha esordito questa primavera come attore a Broadway  con lo spettacolo Of Mice & Men, che ha ricevuto critiche entusiastiche, ha diretto lo spettacolo off-broadway The Long Shrift.

Venezia 71: a Frances McDormand il Persol Tribute To Vesionary Talent Award 2014

La Biennale di Venezia e Persol annunciano che è stato attribuito all’attrice statunitense Frances McDormand il Persol Tribute to Visionary Talent Award 2014 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Il Direttore della Mostra, Alberto Barbera, a proposito di questo riconoscimento ha dichiarato: “L’originalità e la grandezza del talento di Frances McDormand sono ben rappresentate da Olive Kitteridge, un progetto che lei stessa ha iniziato, opzionando i diritti del romanzo di Elizabeth Strout, e di cui è anche produttore esecutivo. Un’altra grande incarnazione della sua visione, alla quale rendiamo omaggio con questo premio. Dalla lunga esperienza in teatro, al cinema e alla televisione, condotta sempre all’insegna della ricerca della verità, la carriera di Frances McDormand non è solo il percorso di una straordinaria attrice, ma riflette una visione coerente dell’arte e del mondo, spesso in un felice e consapevole contrasto con  il sistema di valori oggi dominante”.
 
Fabio d’Angelantonio, President Sunglass Hut e Chief Marketing Officer Luxottica Group, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di continuare la nostra collaborazione con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, giunta quest’anno alla decima edizione consecutiva. PERSOL TRIBUTE TO VISIONARY TALENT AWARD celebrerà quest’anno un’artista unica nel suo genere. È un onore per noi premiare Frances McDormand, un talento che rispecchia perfettamente le caratteristiche che rendono Persol un riferimento intramontabile negli accessori di prestigio: arte, autenticità, passione e unicità”.
La consegna del Persol Tribute to Visionary Talent Award 2014 a Frances McDormand avrà luogo alla 71. Mostra di Venezia lunedì 1 settembre, alle 16.30 in Sala Grande (Palazzo del Cinema). A seguire, sarà presentato fuori concorso, Olive Kitteridge diretto da Lisa Cholodenko (Usa) con Frances McDormand, Richard Jenkins, Bill Murray, John Gallagher Jr., Zoe Kazan, una serie in quattro puntate che nasce dall’adattamento dell’omonimo romanzo di Elizabeth Strout, vincitore del Premio Pulitzer. I produttori esecutivi di Olive Kitteridge sono Gary Goetzman, Tom Hanks, Frances McDormand e Jane Anderson; la miniserie, scritta da Jane Anderson e prodotta da Playtone / As Is, debutterà sulla HBO negli Stati Uniti il prossimo novembre.
Persol è per il decimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
 
Frances McDormand ha ricevuto quattro nomination agli Academy Awards, con Mississippi Burning – Le radici dell’odio (1988), Quasi famosi (2000), North Country – Storia di Josey (2005) e Fargo (1996), per il quale ha vinto l’Oscar grazie alla sua interpretazione di Marge Gunderson.
Tra gli altri suoi film ricordiamo Promised Land, Moonrise Kingdom, This Must Be The Place, Madagascar 3: Ricercati in Europa, Burn After Reading – A prova di spia, Un giorno di Gloria per Miss Pettigrew, Friends With Money, Laurel Canyon – Dritto in fondo al cuore, Tutto può succedere – Something’s Gotta Give, Wonder Boys, Colpevole d’omicidio, Madeline – Il diavoletto della scuola, Schegge di paura, Stella solitaria, Palookaville, Chattahoochee, Darkman, L’agenda nascosta, America oggi, Oltre Rangoon, Paradise Road, L’uomo che non c’era, Arizona Junior e Blood Simple – Sangue facile. Oltre a Olive Kitteridge, ha prodotto il film che uscirà prossimamente Every Secret Thing, nel quale recitano Diane Lane, Elizabeth Banks e Dakota Fanning.
Frances McDormand ha studiato alla Facoltà di Teatro di Yale. Per il suo lavoro a Broadway ha ricevuto il Tony Award, il Drama Desk Award e l’Outer Critics Circle Award per la sua interpretazione in Good People, scritto da David Lindsay-Abaire e diretto da Daniel Sullivan. Tra le sue apparizioni sul palcoscenico, ricordiamo quelle negli spettacoli The Country Girl diretto da Mike Nichols a Broadway, Far Away di Caryl Churchill, diretto da Stephen Daldry al New York Theatre Workshop, Un tram che si chiama Desiderio, per la cui performance nel ruolo di Stella ha ricevuto una nomination ai Tony, The Sisters Rosenzweig diretto da Daniel Sullivan al Lincoln Center Theatre, The Swan al Public Theatre, Un tram che si chiama Desiderio (questa volta nei panni di Blanche) al Gate Theater di Dublino, ed Edipo di Dare Clubb, insieme all’attore Billy Crudup, alla Blue Light Theater Company. Insieme alla compagnia The Wooster Group si è esibita in To You, The Birdie! and North Atlantic.

Venezia 71: a Frances McDormand il Persol Tribute

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Frances McDormandLa Biennale di Venezia e Persol annunciano che è stato attribuito all’attrice statunitense Frances McDormand il Persol Tribute to Visionary Talent Award 2014 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Il Direttore della Mostra, Alberto Barbera, a proposito di questo riconoscimento ha dichiarato: “L’originalità e la grandezza del talento di Frances McDormand sono ben rappresentate da Olive Kitteridge, un progetto che lei stessa ha iniziato, opzionando i diritti del romanzo di Elizabeth Strout, e di cui è anche produttore esecutivo. Un’altra grande incarnazione della sua visione, alla quale rendiamo omaggio con questo premio. Dalla lunga esperienza in teatro, al cinema e alla televisione, condotta sempre all’insegna della ricerca della verità, la carriera di Frances McDormand non è solo il percorso di una straordinaria attrice, ma riflette una visione coerente dell’arte e del mondo, spesso in un felice e consapevole contrasto con  il sistema di valori oggi dominante”.

Fabio d’Angelantonio, President Sunglass Hut e Chief Marketing OfficerLuxottica Group, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di continuare la nostra collaborazione con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, giunta quest’anno alla decima edizione consecutiva. PERSOL TRIBUTE TO VISIONARY TALENT AWARD celebrerà quest’anno un’artista unica nel suo genere. È un onore per noi premiare Frances McDormand, un talento che rispecchia perfettamente le caratteristiche che rendono Persol un riferimento intramontabile negli accessori di prestigio: arte, autenticità, passione e unicità”.

La consegna del Persol Tribute to Visionary Talent Award 2014 a Frances McDormand avrà luogo alla 71. Mostra di Venezia lunedì 1 settembre, alle 16.30 in Sala Grande (Palazzo del Cinema). A seguire, sarà presentato fuori concorso, Olive Kitteridge diretto da Lisa Cholodenko (Usa) con Frances McDormand, Richard Jenkins, Bill Murray, John Gallagher Jr., Zoe Kazan, una serie in quattro puntateche nasce dall’adattamento dell’omonimo romanzo di Elizabeth Strout, vincitore del Premio Pulitzer. I produttori esecutivi di Olive Kitteridge sono Gary Goetzman, Tom Hanks, Frances McDormand e Jane Anderson; la miniserie, scritta da Jane Anderson e prodotta da Playtone / As Is, debutterà sulla HBO negli Stati Uniti il prossimo novembre.

Persol è per il decimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Frances McDormand ha ricevuto quattro nomination agli Academy Awards, con Mississippi Burning – Le radici dell’odio (1988), Quasi famosi (2000), North Country – Storia di Josey (2005) e Fargo (1996), per il quale ha vinto l’Oscar grazie alla sua interpretazione di Marge Gunderson.

Tra gli altri suoi film ricordiamo Promised Land, Moonrise Kingdom, This Must Be The Place, Madagascar 3: Ricercati in Europa, Burn After Reading – A prova di spia, Un giorno di Gloria per Miss Pettigrew, Friends With Money, Laurel Canyon – Dritto in fondo al cuore, Tutto può succedere – Something’s Gotta Give, Wonder Boys, Colpevole d’omicidio, Madeline – Il diavoletto della scuola, Schegge di paura, Stella solitaria, Palookaville, Chattahoochee, Darkman, L’agenda nascosta, America oggi, Oltre Rangoon, Paradise Road, L’uomo che non c’era, Arizona Junior e Blood Simple – Sangue facile.

Oltre a Olive Kitteridge, ha prodotto il film che uscirà prossimamente Every Secret Thing, nel quale recitano Diane Lane, Elizabeth Banks e Dakota Fanning.

Frances McDormand ha studiato alla Facoltà di Teatro di Yale. Per il suo lavoro a Broadway ha ricevuto il Tony Award, il Drama Desk Award e l’Outer Critics Circle Award per la sua interpretazione in Good People, scritto da David Lindsay-Abaire e diretto da Daniel Sullivan. Tra le sue apparizioni sul palcoscenico, ricordiamo quelle negli spettacoli The Country Girl diretto da Mike Nichols a Broadway, Far Away di Caryl Churchill, diretto da Stephen Daldry al New York Theatre Workshop, Un tram che si chiama Desiderio, per la cui performance nel ruolo di Stella ha ricevuto una nomination ai Tony, The Sisters Rosenzweig diretto da  Daniel Sullivan al Lincoln Center Theatre, The Swan al Public Theatre, Un tram che si chiama Desiderio (questa volta nei panni di Blanche) al Gate Theater di Dublino, ed Edipo di Dare Clubb, insieme all’attore Billy Crudup, alla Blue Light Theater Company. Insieme alla compagnia The Wooster Group si è esibita in To You, The Birdie! and North Atlantic.

Venezia 71: a Carlo Verdone il Premio Robert Bresson 2014

carlo verdoneE’ stato assegnato a Carlo Verdone il Premio Robert Bresson 2014, conferito da Fondazione Ente dello Spettacolo e Rivista del Cinematografo, durante la 71esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Nella motivazione del premio si legge: “Lucido interprete della grande commedia, Carlo Verdone ha saputo ricollocare la tradizione italiana delle maschere e della comicità popolare sul difficile campo d’indagine della società e della cultura”.

“Dedico il premio Bresson a mio padre e a Sergio Leone”. Con queste parole l’attore-regista ha ritirato il premio. Parlando poi del suo ruolo di giurato alla Mostra di Venezia, ha sottolineato: “Per ora non c’è molta unanimità, ma io difenderò i miei film”.

Fonte: ANSA

Venezia 71, Nymphomaniac: Uma Thurman sul red carpet [Video]

Si è tenuta ieri nella serata la premiere ufficiale della proiezione fuori concorso di Nymphomaniac, versione estesa, di Lars Von Trier. All’evento erano presenti Charlotte Gainsbourg, Uma Thurman

Uma thurman 3Nymphomaniac è il nuovo, controverso e provocatorio film di Lars von Trier, che sarà rilasciato negli Stati Uniti suddiviso in due lungometraggi; uno in uscita a marzo e l’altro ad aprile. La prima parte ha esordito nelle sale pochi giorni fa, il 21 marzo, la seconda, invece, e attesa per il 18 aprile 2014.

La protagonista del film è Charlotte Gainsbourgche interpreterà il ruolo di una ninfomane. Con lei sul set anche Shia LaBeoufUma Thurman e Willem Dafoe.

Di seguito la sinossi ufficiale del film:

“Il film è la storia poetica e selvaggia del viaggio erotico di una donna dalla sua nascita fino all’età di cinquant’anni, raccontata dalla protagonista, la ninfomane Joe. Una fredda sera d’inverno l’anziano scapolo Seligman trova Joe in un vicolo, è stata picchiata. La porta a casa sua, e cerca di curarla, chiedendole nel frattempo informazioni sulla sua vita. Ascolta così il racconto in otto capitoli la storia della sua complicata e lussuriosa vita, ricca di coincidenze fortuite e collegamenti.

 

Venezia 71, Lars Von Trier: il prossimo progetto sarà una serie tv

Lars Von Trier Venezia 71E’ il giorno di uno dei registi più provocatori di sempre, Lars Von Trier e il suo Nymphomaniac versione estesa. Ebbene il regista non si è presentato alla Conferenza stampa del film però ha dato ancora una volta prova di sé, presenziando in diretta via skype e rispondendo a solo tre domande riportate via telefono dal protagonista del film

Tra le varie domande la produttrice del film, autorizzata da Lars in persona ha annunciato che il prossimo progetto i Von Trier sarà una serie televisiva. Non ha rivelato altri dettagli ma ha aggiunto “Sarà qualcosa di incredibile, qualcosa che non avete mai visto prima in televisione”.

Nymphomaniac è il nuovo, controverso e provocatorio film di Lars von Trier, rilasciato negli Stati Uniti suddiviso in due lungometraggi; uno uscito a marzo e l’altro ad aprile.

La protagonista del film è Charlotte Gainsbourgche interpreterà il ruolo di una ninfomane. Con lei sul set anche Shia LaBeoufUma Thurman e Willem Dafoe.

Di seguito la sinossi ufficiale del film:

“Il film è la storia poetica e selvaggia del viaggio erotico di una donna dalla sua nascita fino all’età di cinquant’anni, raccontata dalla protagonista, la ninfomane Joe. Una fredda sera d’inverno l’anziano scapolo Seligman trova Joe in un vicolo, è stata picchiata. La porta a casa sua, e cerca di curarla, chiedendole nel frattempo informazioni sulla sua vita. Ascolta così il racconto in otto capitoli la storia della sua complicata e lussuriosa vita, ricca di coincidenze fortuite e collegamenti.

Venezia 71, Good Kill: Ethan Hawke pilota schizofrenico

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Venezia 71, Good Kill: Ethan Hawke pilota schizofrenico

Good Kill Ethan HawkeArrivato al lido per presentare Good Kill, il regista Andrew Niccol e il cast composta da Ethan Hawke, January Jones, Zoë Kravitz. Il film in concorso alla 71esima edizione del Festival di Venezia è stato accolto tiepidamente dalla stampa accreditata. Ecco le foto dell’incontro stampa avvenuto alla fine della proiezione.

Ethan Hawke rivela sul suo personaggio:  “La complessità del mio personaggio sta proprio in questa schizofrenia: da una parte vuole mettere la sua vita a servizio del Paese e dunque accetta di entrare nel Drone Programme, ma dall’altra il fatto di non essere più in pericolo lo fa sentire un codardo. Fino a perdere il suo senso distintivo tra giusto e sbagliato, cioè il senso ultimo della sua vita”. 

Alla divina January Jones invece gli è stato chiesto la differenza tra il suo personaggio e quello di Mad Men:

“Non c’è niente che mi lega ai miei personaggi. Così come non c’è nulla in comune tra di loro, tra le donne che interpreto in Good Kill e la Betty Draper di Mad Men: se non il fatto di essere entrambe due mogli che prendono una loro decisione”.

Inoltre il produttore Zev Foreman rivela “Abbiamo mostrato la sceneggiatura al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ma si è rifiutato di appoggiarci. Con The Hurt Locker l’appoggio ce l’avevano dato ma poi ce l’hanno tolto”.

Venezia 71, Fuori concorso: Italy in a Day di Gabriele Salvatores

Italy in a DayIl 02 settembre è anche il giorno di un altro film italiano, questa volta fuori concorso. Si tratta di  Italy in a Day. Un giorno da italiani, il documentario diretto da Gabriele Salvatores.

Italy in a Day è l’edizione italiana, curata da Gabriele Salvatores, di un progetto di Ridley Scott: è stato chiesto agli italiani di inviare dei video realizzati con qualsiasi mezzo (telecamere, smartphones, fotocamere) da girare durante le 24 ore del 26 ottobre 2013. Desideri, sogni, paure, riflessioni, qualsiasi cosa considerata importante che accadeva quel giorno o anche, semplicemente, quello che si vedeva dalla finestra di casa. Italy in a Day è 44.197 video ricevuti, oltre 2200 ore di immagini, 632 video montati, una squadra di 40 selezionatori coordinati da Massimo Fiocchi e Chiara Griziotti. Italy in a Day è un diario emotivo, un censimento delle emozioni e dei pensieri degli italiani, una confessione laica, la voglia di condividere i propri sentimenti attraverso le immagini, un collettivo psicodramma italiano, di volta in volta tenero, arrabbiato, divertente o disperato. Ma anche una coinvolgente riflessione, sincera e senza filtri intellettuali, sul senso stesso di questo nostro viaggio sul pianeta Terra, in questi anni. Nell’epoca della comunicazione digitale, della condivisione istantanea, dello strapotere delle immagini Italy in a Day è il primo esperimento italiano di film collettivo, dove il materiale narrativo (le immagini e i pensieri) vengono forniti da chiunque ne abbia voglia e l’organizzazione del racconto è affidata a chi lo fa per mestiere. Non un social network, ma un social movie realizzato con passione, rispetto e senso di responsabilità, senza rinunciare a uno “sguardo necessario” e al punto di vista personale sulla realtà.

Tutte le foto:[nggallery id=1017]

La 71ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica avrà luogo a Venezia dal 27 agosto al 6 settembre 2014. Anche quest’anno sarà diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

La madrina della rassegna sarà l’attrice italiana Luisa Ranieri. Il film di apertura del festival sarà Birdman, del regista Alejandro González Iñárritu.

Venezia 71, Foto: Milla Jovovich, John Leguizamo e Anton Yelchin

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Venezia 71, Foto: Milla Jovovich, John Leguizamo e Anton Yelchin

Arrivati al lido Milla Jovovich, John Leguizamo e Anton Yelchin che hanno presentato alla stampa il loro film Cymbeline di Michael Almereyda che fa parte della selezione Orizzonti della 71esima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

La giovane figlia del leader di una gang decide di disobbedire al padre e sposare l’uomo che ama. Ma il padre non si dà per vinto e costringe la figlia a divorziare: l’uomo amato dalla ragazza partirà per l’esilio mentre lei rimarrà reclusa nelle sue stanze finché non si deciderà a sposare il prescelto del padre. Quattordici anni dopo Hamlet, Hawke e Almereyda tornano a lavorare assieme per adattare per il grande schermo un’altra opera di William Shakespeare.

La 71ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica avrà luogo a Venezia dal 27 agosto al 6 settembre 2014. Anche quest’anno sarà diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

La madrina della rassegna sarà l’attrice italiana Luisa Ranieri. Il film di apertura del festival sarà Birdman, del regista Alejandro González Iñárritu.

Venezia 71, Foto: Andrew Garfield, Michael Shannon, Owen Wilson e ..

Parata di Star al Festival di Venezia 2014 ieri, infatti al lido sono sbarcati Andrew Garfield, Michael Shannon, Owen Wilson, Peter Bogdanovich che hanno presentato rispettivamente 99 Homes e She’s Funny That Way.Ecco tutte le foto di ieri di seguito:

99 Homes vede nel cast anche Laura Dern, Tim Guinee, J.D. Evermore, Noah Lomax, Deneen Tyler, Donna DuPlantier.

Siamo a Orlando, Florida. Un film incentrato sulla crisi immobiliare. Dennis è un giovane padre di famiglia sfrattato dalla sua casa da un agente immobiliare che lavora per le banche: Mike, uomo affamato di potere che gira con una pistola. Nella situazione drammatica nella quale si trova, farebbe di tutto per riavere indietro la sua casa. Dennis finisce per accettare di lavorare per Mike e si trova così ad avere a che fare con la corruzione dell’industria immobiliare. Nel momento in cui i suoi problemi finanziari iniziano a sanarsi, la sua coscienza è ormai gravemente danneggiata e i rimorsi lo perseguitano.

She’s Funny That Way – Owen Wilson interpreta un regista di Broadway, sposato, che si innamora di una prostituta diventata attrice e cerca di aiutarla ad avanzare nella sua carriera. La Aniston interpreta un terapeuta con la madre in riabilitazione. Le riprese si sono tenute a New York.

Venezia 71, Foto: Alexandra Daddario e Ashley Greene

Venezia 71, Foto: Alexandra Daddario e Ashley Greene

Era oggi anche il giorno di Joe Dante e del suo , film fuori concorso alla 71esima edizione del Festival di Venezia.Sul lido arrivate le due protagonisti Ashley Greene, Alexandra Daddario accompagnate dal protagonista Anton Yalchin. Ecco le foto: [nggallery id=1017]

Commento del regista
Burying the ex conferenceEx. Tutti ne abbiamo. Ma ogni tanto, c’è quella speciale. Quella che continua a tornare. Nonostante abbiamo cercato di andare avanti, di seppellire il passato e imparato ad amare di nuovo, le ex sono a distanza solo di una telefonata, di un messaggio o di una visita a sorpresa… Ho sempre creduto che i migliori film di zombi fossero quelli in cui i non-morti sono una metafora di un tema più grande e universale: come i rapporti interrazziali in Night of the Living Dead, la paura della malattia in 28 Days Later, o il consumo di massa, come gli zombi senza cervello che attaccano un centro commerciale in Dawn of the Dead. Eppure, con tutta la “spettacolarizzazione” del genere che è seguita negli anni, nessuno ha mai usato uno zombi per impersonare una ex che non vuole andarsene, almeno finora. Burying the Ex è uno zom com, una nuova interpretazione dei generi della commedia romantica/zombi che proverà una volta per tutte che certi rapporti non muoiono mai…

Max (Anton Yelchin) è un bravo ragazzo che decide di andare a vivere con Evelyn (Ashley Greene), la sua bellissima ragazza. La loro relazione però diventa complicata quando Evelyn si rivela un incubo, maniaca del controllo e manipolativa. Max vuole troncare al più presto la storia, ma ha paura di dirlo a lei. Il caso gli viene in soccorso quando Evelyn è coinvolta in un incidente e muore. Max incontra dopo non molto tempo Olivia (Alexandra Daddario), una ragazza carina che potrebbe essere la sua anima gemella. Scopre presto che Evelyn è risorta dalla tomba e determinata a riprendersi il suo fidanzato, che potrebbe a sua volta diventare uno zombie.

Venezia 70: Zoran vince il premio del pubblico della Settimana della Critica

Zoran il mio nipote scemoIl Premio del Pubblico RaroVideo per il miglior film della 28. Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, è stato assegnato al film ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto.

 Il premio, del valore di 5.000 euro, sarà consegnato da Mimmo Calopresti oggi, venerdì 6 settembre, alle ore 16.30 presso la Terrazza Maserati all’Hotel Excelsior. Ritirerà il premio il regista Matteo Oleotto.

 Sarà presente anche la delegazione del film di chiusura, fuori concorso, Las Analfabetas di Moises Sepulveda con Paulina Garcia.

 Sabato 7 settembre in Sala Casinò alle ore 11:30 è in programma la proiezione aggiuntiva del film vincitore.

Vi ricordiamo che tutte le notizie e le recensioni in anteprima dal Festival di Venezia le trovate nel nostro speciale Venezia 70. Di seguito tutte le foto nella nostra foto gallery

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Venezia 70: VI AR BAST! (We are the best) recensione

VI AR BAST! (We are the best)Stoccolma, 1982. Bobo, tredici anni, affronta con una certa intraprendenza la propria adolescenza inquieta. La sua amica del cuore è la coetanea Klara, con la quale condivide una fiera marginalità rispetto agli altri compagni di scuola. Bobo suona il basso e Klara la batteria, amano il punk, vorrebbero una band tutta loro. La svolta avviene quando conoscono Hedvig, bravissima a suonare la chitarra (classica). La convertono al rock e a tagliarsi i capelli suscitando l’ira della madre e finalmente, suonano. Il loro motto è: “Il punk non è mai morto”. Sono inseparabili, finché incontrano un ragazzo già affermato nell’emergente giro “rockettaro” della città, e del quale si invaghiscono sia Bobo che Klara. Il film è tratto dal romanzo a fumetti Aldrig Godnatt di Coco Moodysson, moglie del regista.

In una mostra del cinema che mostra prevalentemente la solitudine e il disagio dell’essere umano, il film di Moodysson con protagoniste tre ragazzine alle soglie dell’adolescenza che restano insieme superando litigi e gelosie, è una bella boccata d’aria. Non tanto perchè infonde nuovamente una certa speranza nel genere umano, non solo cinico, traditore e violento come mostrato da molti dei film  visti fino adesso, ma che sa dare il giusto valore ad un aspetto importante della vita quale è l’amicizia.

Le ragazzine protagoniste vogliono essere speciali ma non solitarie, cercano di inserirsi in un contesto di appartenenza, il movimento punk, che però in quegli anni in Svezia, come nel resto d’Europa veniva abbandonato dalle mode, superato dalla disco music, facile nella patria degli ABBA.

La musica è un elemento importante in tutti i film di Moodysson, gli ABBA erano anche nella colonna sonora del suo film più conosciuto, Together, così come al regista piace raccontare la Svezia degli anni passati, nel film appena citato si ricordavano le comuni e la vita nella Stoccolma anni ‘70, in questo siamo negli anni ‘80.

Le ragazzine sono libere, rivoluzionarie, almeno per i parametri dei loro tredici anni, periodo della vita in cui quasi tutto è tollerato dallo scroccare le patatine da un locale fast food, al chiamare un ragazzo sconosciuto cercando il numero nell’elenco.

Viene facile citare Spring breakers a questo punto, che era al Lido giusto un anno fa: ma le adolescenti punk, non sensibili al loro corpo che coprono con maglioni oversize e il rifiuto del make up del film del regista svedese sono distanti sideralmente dalle sensuali ma comunque ragazzine terribili in bikini di Harmony Korine. In tutti e due i casi, sono alla ricerca di qualcosa, probabilmente di definire la propria posizione nel mondo, quale sia il metodo giusto non è dato sapere, nè giudicare.

VI AR BAST! (We are the best) è in concorso nella sezione Orizzonti ed alla proiezione ufficiale è stato applaudito da pubblico e giornalisti molto calorosamente.

Venezia 70: un commento sui vincitori

Venezia 70: un commento sui vincitori

Venezia 70-vincitoriSi è conclusa da pochi minuti la cerimonia di premiazione della 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, mentre impazzano ancora in Sala Grande i festeggiamenti di Gianfranco Rosi e della sua squadra per la vittoria del Leone d’Oro a Sacro GRA, documentario italo-francese che ha portato a casa un premio che definire inaspettato è dire poco.

Sacro GRA posterTutti i pronostici che la stampa e il pubblico si sono divertiti a fare nelle ultime ore sono andati in fumo in due sole parole, quando Bernardo Bertolucci, presidente di Giuria di Venezia 70, ha annunciato il titolo del film che è costato a Rosi fatica e impegno e circa due anni di riprese. Resta con un contentino Philomena, di Stephen Frears, che aveva tanto commosso pubblico e critica; al film britannico va infatti il premio per la Migliore sceneggiatura, firmata dall’interprete Steve Coogan e da Jeff Pope. Il film aspirava senza dubbio a premi più prestigiosi, come la Coppia Volpi alla migliore protagonista, Judi Dench, ma tutto sommato la sceneggiatura è a tutti gli effetti il punto forte del film, per cui in questo caso Bertolucci e compagnia non sono poi tanto andati lontano dalla “giustizia” popolare. Premio Speciale della Giuria a Die Frau Des Polizisten, film tedesco di Philip Groning: per questo film si sono invece avverate le previsioni, dal momento che secondo l’opinione comune non era un film da Leone, ma allo stesso tempo ha intrinseco un valore morale e artistico che non poteva passare inosservato.

Premio indiscutibilmente meritato per il giovane Tye Sheridan, il protagonista di Joe di David Gordon Green, che ha senza dubbio davant a sè un futuro radioso, dopotutto i contendenti a questa categoria erano davvero pochi. Il premio ai giovani, si sa, mette tutti più o meno d’accordo, mentre la Coppa Volpi per le migliori interpretazioni potrebbero di contro creare qualche discussione in più: il premio per la migliroe interpretazione femminile ad Elena Cotta è stato un riconoscimento dovuto e gradito, perchè la grande attrice di teatro ha davvero brillato in Via Castellana Bandiera di Emma Dante, anche se tutti davano per vincitrice la Dench di Philomena. La grande attrice inglese però è una fuoriclasse, talmente superiore che avrebbe dovuto gareggiare fuori concorso, per cui la Cotta non è una scelta che ci dispiace molto. La Coppa Volpi al migliore attore è andata invece a Themis Panou, grande interprete protagonista di Miss Violence, il film greco di Alexandros Avranas, e anche questa scelta sconvolge i pronostici che davano per favorito Scott Haze di Child of God.

miss violence recensione poster

Desta perplessità il Gran Premio della Giuria a Jiaoyou di Tsai Ming-liang, seppure figurava trai pronostici dati per certi. Miss Violence si aggiudica anche il Leone d’Argento per la migliore regia, premio che, a parte la forza e la bellezza del film, poteva essere assegnato con più giustizia ad Amos Gitai per il suo Ana Arabia.

Del Leone d’Oro abbiamo già detto: Sacro GRA convince a tal punto la Giuria di Venezia 70 da farsi assegnare l’ambita statuetta a quattro zampe, ma l’idea è che il Presidente di Giuria Bertolucci abbia ignorato i favoriti (tra cui Tom à la Ferme) e i preferiti ( Philomena su tutti).

La 70esima edizione si chiude quindi con un giudizio spiazzante, che ha strappato applausi inaspettati e che ha reso felice tutti i “freak” che si muovo intorno al GRA e che Rosi ha filmato nel corso del suo lungo lavoro.

Venezia 70: Scarlett Johansson in Under the Skin

Venezia 70: Scarlett Johansson in Under the Skin

Continua con il suo programma la settantesima edizione della Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, ieri abbiamo visto sul red sfilare Tom Hardy e Terry Gilliam, oggi invece è il gran giorno della diva e bellissima Scarlett Johansson che accompagna il film in concorso Under the Skin di Jonathan Glazer. Purtroppo però il film ha ricevuto un po’ di fischi a fine proiezione stampa. La pellicola è tratto dall’omonimo romanzo di Michel Faber Sotto la pelle e vede Scarlett Johansson nel ruolo di Isserley, un’aliena che percorre le autostrade deserte a caccia di prede umane, sfruttando la sua bellezza come esca. Isserley avrà modo di conoscere e apprezzare la natura degli uomini e delle donne e mettere così in dubbio la propria identità e origine aliena.

Vi ricordiamo che tutte le notizie e le recensioni in anteprima dal Festival di Venezia le trovate nel nostro speciale Venezia 70.

Venezia 70: Poster di Philomena con Judi Dench

Venezia 70: Poster di Philomena con Judi Dench

In concorso a Venezia 70, Philomena di Stephen Frears si mostra oggi nella sua prima locandina.

Sarà presentato domani alla Mostra di Venezia Philomena, il nuovo film di Stephen Frears (The Queen). Protagonista della pellicola tratta da una storia vera, la grande Judi Dench, affiancata da Steve Coogan che ha inoltre scritto la sceneggiatura insieme a Jeff Pope. Dopo aver ammirato il trailer del film qualche settimana fa, è apparso oggi il primo poster di Philomena, che sarà distribuito in Italia dalla Lucky Red. Vi riportiamo qui di seguito il poster e la sinossi ufficiale del film.

Rimasta incinta da adolescente in Irlanda nel 1952, Philomena venne chiusa nel convento di Roscrea, dove si presero cura di lei in quanto “donna caduta nel peccato”. Quando suo figlio era ancora piccolo, le suore lo portarono via per darlo in adozione in America. Philomena dedicò i cinquant’anni seguenti alla ricerca del bambino, ma senza alcun successo. Poi conobbe Martin Sixsmith, un giornalista politico stanco del mondo che restò affascinato dalla sua storia. Insieme, i due partirono per l’America per affrontare un viaggio che non solo avrebbe gettato luce sulla storia straordinaria del figlio di Philomena, ma avrebbe anche creato un legame di un’intensità inaspettata tra Philomena e Martin. Il film è una narrazione avvincente sull’amore umano e sulla perdita che in definitiva celebra la vita.

Venezia 70: Miss Violence vince il premio Fedeora

Venezia 70: Miss Violence vince il premio Fedeora

FEDEORA è una federazione nata a Cannes nel 2010 con sede a Londra ed è composta da critici europei e provenienti da paesi che si affacciano su Mediterraneo. FEDEORA istituisce delle giurie e attribuisce dei premi nei festival internazionali più importanti, organizza conferenze, pubblica articoli critici, saggi, reportage nel proprio sito web.

miss violence recensione posterPer la prima volta FEDEORA è presente a Venezia con una giuria che ha premiato i migliori film delle Giornate degli Autori, della Settimana della Critica e il miglior film dell’area mediterranea della Selezione Ufficiale della Mostra del Cinema.

La giuria era composta da: Dubravka Lakic (Serbia), Eva af Geijerstam (Svezia), Ninos Mikelides (Grecia), Nenad Dukic (Serbia), Zlatko Vidackovic (Croazia).

Ecco il Palmares di Fedeora 2013:

Giornate Degli Autori

Miglior Film: Bethlehem (Israele, Belgio, Germania) di Yuval Adler

Miglior regista esordiente: Milko Lazarov per Alienation (Bulgaria)

Menzione Speciale: La Belle Vie (Francia) di Jean Denizot

Settimana Internazionale della Critica

Miglior Film: Class Enemy (Slovenia) di Rok Biček

Premio per la migliore fotografia: Inti Briones per Las Niñas Quispe (Cila, Francia, Argentina) di Sebastián Sepúlveda

Menzione Speciale: Giuseppe Battiston interprete in Zoran, il mio nipote scemo (Italia, Slovenia) di Matteo Oleotto

Menzione Speciale: Anna Odell per l’insieme del lavoro svolto in The Reunion (Svezia)

Venezia 70

Premio per il miglior film europeo dell’area mediterranea: Miss Violence (Grecia) di Alexandros Avranas

Venezia 70: Mia Wasikowska presenta Tracks

Venezia 70-Tracks- Mia WasikowskaRobyn Davidson ha attraversato il deserto Australiano scrivendo poi un libro, Tracks, che adesso è diventato un film omonimo presentato oggi al Festival di Venezia. A presentare il film al Lido, oltre al regista John Curran (Il Velo Dipinto) anche la Davidson in persona, e il suo alter ego cinematografico, Mia Wasikowska.

La Davidson ha voluto che ad interpretarla sul grande schermo fosse proprio Mia Wasikowska, che aveva visto nella serie tv In Treatment.

Ha delle qualità molto difficili da descrivere – ha detto la Davidson riferita all’attrice – ho pensato che fosse particolarmente adatta, è molto intelligente ed ha una personalità attraente. Quando ci siamo incontrate per la prima volta, ho pensato che fosse molto delicata e mi sono chiesta ‘come farà a diventare forte come il personaggio richiede?’. All’incontro successivo poi si era trasfigurata, era diventata una versione più giovane di me, sono molto contenta che abbia accettato”.

Anche la Wasikowska era particolarmente agitata nell’incontrare la donna che avrebbe interpretato: “Dal primo momento in cui ho letto il libro è nato in me un grande amore per Robyn e per il suo viaggio. Ero terrorizzata all’idea di conoscerla, ma poi è stato bellissimo. Abbiamo passato dei giorni magnifici in Australia in mezzo ai cammelli e con il resto della troupe del film. E’ stato incredibile”.

La giovane attrice, nata e cresciuta proprio in Australia, è reduce da Stoker, in cui offre una straordinaria performance, e infatti ha confermato che per lei e per la sua carriera questo è un momento molto interessante. “Sono tornata in Australia, non ci lavoravo da quando avevo 17 anni, è stato molto bello e importante a livello personale.”

John Curran ha confessato che girare nelle location del film, il deserto Australiano, è stato molto interessante anche se si trattava di una scelta obbligata considerando la storia, tuttavia “si è trattato – ha detto Curran – di posti straordinari dove girare.”

Di seguito tutte le foto nella nostra foto gallery

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Venezia 70: Leoncino d’Oro a Sacro GRA di Gianfranco Rosi

Venezia 70: Leoncino d’Oro a Sacro GRA di Gianfranco Rosi

Sacro GRANell’ambito della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, oggi all’Hotel Excelsior, si è tenuta la cerimona di premiazione che ha conferito al film SACRO GRA di Gianfranco Rosi il Leoncino d’Oro Agiscuola per il Cinema.

I 26 ragazzi membri della giuria hanno decretato miglior film, tra quelli in concorso alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Sacro Gra di Gianfranco Rosi con la seguente motivazione:

“Affresco urbano, puntuale e a tratti ironico. Lente di ingrandimento sulla provincialitá degli eventi che si allarga fino a includere un’umanitá diversificata e complessa, italiana e universale. La veste di documentario lascia spazio a una struttura narrativa disinvolta che ben si allontana da un punto di vista prettamente oggettivo dell’autore, grazie anche ad una fotografia innovativa che racconta senza invadere.

Viaggio ciclico attraverso l’inesorabilitá della vita che prosegue nell’eterno fluire del raccordo e trascende i destini individuali.

Per tali meriti assegniamo il Leoncino d’oro della 70. edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia a ‘Sacro Gra’ di Gianfranco Rosi”.

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Venezia 70: le star al Lido

La Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il festival più longevo al mondo che quest’anno spegne le 70 candeline, ha sempre offerto una vasta gamma di grandissime star che hanno attirato negli anni, un grande volume di pubblico, caratteristica ce ha contribuito a fare la fortuna della kermesse.

Quest’anno, siamo ancora al terzo giorno me se ne può già parlare, il Lido ospita nomi interessanti, che per adesso hanno coinvolto più generazioni. Inaugurazione super glamour con uno George Clooney sempre più in forma e una Sandra Bullock radiosa in un J Mendel rosso “red carpet” che hanno presentato con Alfonso Cuaron il film d’apertura fuori concorso Gravity. Poi è stato il turno del leggendario William Friedkin, Leone d’Oro alla Carriera e regista che impersona la leggenda cinematografica, uomo concreto e schietto, autore di alcuni dei film che hanno fatto la storia del cinema (vedi L’Esorcista).

Sono già passati dal red carpet Mia Wasikowska e Nicolas Cage, forse i nomi più noti avvistati fino ad ora sulla banchina dell’Excelsior, storico sbarco per i vip da Festival al Lido. Mentre la bella Mia si è dimostrata, come sempre di grande eleganza e discrezione, Nic Cage, consapevole della fama di cui gode tra i fan più accaniti, nonostante qualche scivolone negli ultimi anni di carriera, ha fatto la superstar, rispondendo con intelligenza e spirito anche alle domande più oziose.

Per quanto riguarda invece le “nostre” star, hanno già fatto bella mostra di se l’onnipresente Alba Rohrwacher, coprotagonista con Emma Dante di Via Castellana Bandiera, in concorso. Con loro, al suo primo red carpet all’età di 82 anni, la grande attrice teatrale Elena Cotta, in odore di Coppa Volpi.

Oggi è la giornata sarà monopolizzata da James Franco, che presenta in concorso Child of God, e dalle giovani star Jesse Eisenberg e Dakota Fanning, oltre alla magnifica Judi Dench.

Forfait invece per Michael C. Hall e Richard Madden, mentre, così come è accaduto lo scorso anno per le starlette di Spring Breakers, grande tripudio di pubblico adolescente si aspetta per Daniel Radcliffe, fu Harry Potter, che presenterà Kill Your Darling per le Giornate degli Autori.

Venezia 70: la nuova sigla Giornate degli Autori per il decennale

sigla giornate degli autoriTheo Angelopoulos (a cui idealmente è dedicata quest’edizione), Martin Scorsese, Neil Jordan, Ridley Scott: autori tanto diversi, diversamente estremi, creatori di immagini e di leggende nella storia del cinema. Sono loro i protagonisti nascosti della nuova sigla delle Giornate degli Autori, appositamente ideata da Frame by Frame nel segno del fascino della creatività e tutta giocata sui cromatismi del bianco, del nero, delle sfumature e del rosso appassionato che da sempre è il colore-simbolo della sezione indipendente alla Mostra del Cinema di Venezia.

sigla Giornate degli Autori :

Sono segni, immagini e suggestioni che prendono forma e si dissolvono in uno schermo che si trasforma in una grande pagina bianca solcata da parole, appunti, macchie d’inchiostro.

Pagine di script si alternano così a schizzi, acquerelli, con la consistenza materica e i colori di carta.

“E’ il processo creativo che abbiamo cercato di riassumere in un flash – dicono gli autori della sigla – un processo fatto di tentativi, talora di ripensamenti, che alla fine conduce alla bellezza dell’opera compiuta. Scorci inusuali di Venezia e del Lido si mescolano così ad appunti e vere pagine di sceneggiatura. La sfida – solo per i cinefili più rigorosi  – è riconoscere personaggi, situazioni, film a colpo d’occhio”.

Il suono, quasi una struggente e lancinante jam session, è stato anch’esso concepito appositamente per le Giornate degli Autori dai Têtes de Bois che hanno generosamente messo la loro musica al servizio di un’idea e un’emozione con la libera reinterpretazione della melodia di “Abbasso Nixon”. “L’incontro simultaneo di tanti e diversi talenti – dice Giorgio Gosetti, delegato generale delle Giornate – è un autentico regalo che ci siamo fatti per il decennale e che dal primo giorno della Mostra condivideremo con il nostro fantastico pubblico”.

Venezia 70: L’Intrepido recensione del film di Gianni Amelio

Venezia 70: L’Intrepido recensione del film di Gianni Amelio

venezia 70-l'intrepidoGianni Amelio presenta al Festival di Venezia in concorso L’intrepido, suo ultimo film interpretato da splendido protagonista da Antonio Albanese.

Nel film Antonio Albanese fa il “rimpiazzo”, ovvero un uomo senza lavoro che ogni giorno si prende la briga di andare a sistituire qualcuno che non può andare al suo, di lavoro. L’uomo quindi si ritrova a fare il muratore, l’operaio, il tramviere, il cuoco, solo per qualche ora al giorno, facendo tutti i giorni mestieri diversi, lavorando tantissimo ed essendo in qualche modo felice, sereno e appagato dalla sua vita. Si accontenta di poco, il nostro eroe, ma i soldi non sono tutto nella vita: c’è il bisogno di tenersi in forma, di non lasciarsi andare in un momento, come si dice, di crisi buia. Attorno a lui ci sono il figlio, che fa il musicista, fortunato perchè il suo lavoro è la sua passione, e poi Lucia, una ragazza disillusa, triste e guardinga.

Amelio racconta uno spaccato di realtà quotidiana reale, possibile, anche se eccede mettendo al centro della storia un protagonista al limite della fantasia. Albanese è la vera anima del film, un personaggio che si potrebbe definire sia sciocco che ottimista, continuamente preso dalla vita e dai suoi mille lavori, disposto a tutto tranne che a fare la cosa sbagliata, desideroso di alzarsi ogni mattina per uno scopo. La città di Milano è uno sfondo fin troppo concreto, e certamente duro, tuttavia l’eroe, l’intrepido protagonista, riesce ad andare avanti. Non lo fa però Amelio che realizza un film appena sufficiente, che si regge solo sulla grande bravura del protagonista ma che non dice niente di nuovo e niente di più.

Probablmente un messaggio nel film non c’è, c’è solo la voglia di mostrare con un occhio diverso una situazione attuale fin troppo tragica, ma l’intenzione non sempre basta e Amelio di ferma alla superficie.

Venezia 70: Joe recensione del film con Nicolas Cage

Venezia 70: Joe recensione del film con Nicolas Cage

Presentato nella selezione Ufficiale del Concorso alla 70esima edizione del Festival di Venezia, Joe, di David Gordon Green ci mette di fronte ad un Nicolas Cage finalmente di nuovo alle prese con un ruolo di spessore, dopo tanti flop e blockbuster di scarso successo (Kick Ass escluso). Il premio Oscar nipote del grande Francis Ford Coppola è il protagonista di questo dramma di periferia, tratto dall’omonimo romanzo di Larry Brown del 1991.

La storia è quella di Joe Ransom (Nicolas Cage), un uomo con un pessimo rapporto con la giustizia istituzionale ma con un grande senso di umanità. Joe vorrebbe solo vivere la sua vita, provando a controllare la sua innata violenza che sa essere eccessiva, tuttavia l’ambiente della piccola cittadina del Texas che lo circonda sembra fare di tutto per metterlo alla prova. Ma la sua salvezza si presenterà nella forma di Gary, un ragazzo di 15 anni con una famiglia problematica e un padre alcolizzato e violento, al quale Joe proverà a fare da amico e genitore, diventando il suo eroe.

Gordon Green si cala alla perfezione in una storia violenta, cruda, che mette a nudo la cattiveria umana nella sua forma più vorace. In questo ambiente così innaturalmente brutale, Joe, le sue puttane, i suoi amici di lavoro e soprattutto Gary, cercano di trovare una via d’uscita, uno spiraglio di serenità senza tuttavia provare ad aspirare a qualcosa di migliore e di lontano.

In contrappunto con la cattiveria dell’animo umano, Gordon Green adotta una regia descrittiva che in alcuni momenti di riflessione vira quasi al lirismo, sublimando la violenza dei personaggi e rendendola astratta, lontana dalla realtà, quasi impossibile.

Nicolas Cage offre una performance apprezzabile, confermando qualche limite di espressività, ma allo stesso tempo dimostrando una buona presenza scenica e una mimesi eccellente nel personaggio. Accanto a lui Tye Sheridan, giovanissimo interprete che ha esordito nientemeno che con Terrence Malick in The Tree of Life ed è apparso in Mud di Jeff Nichols. Alla sua terza apparizione cinematografica di spessore, Sheridan si conferma un giovane talentuoso da tenere d’occhio.

Venezia 70: i premi collaterali

Venezia 70: i premi collaterali

venezia 70 pronosticiPREMIO SIGNIS a “PHILOMENA” di STEPHEN FREARS e MENZIONE SPECIALE a “ANA ARABIA” di AMOS GITAI

La giuria SIGNIS composta da Luis García Orso (Messico), Presidente, Massimo Giraldi (Italia), segretario, Walter Chikwendu Ihejirika (Nigeria), Valerio Sammarco (Italia) e Gustavo Andújar (Cuba), ha deciso di assegnare quest’anno il Premio al film “Philomena” con la seguente motivazione:

“Perché offre un intenso e sorprendente ritratto di una donna resa libera dalla fede. Nella sua ricerca della verità, sarà sollevata dal peso di un’ingiustizia subita grazie alla sua capacità di perdonare”.

La Giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale al film “Ana Arabia” con la seguente motivazione:

“E’ un film-manifesto sull’importanza della tradizione orale e un altro fulgido esempio nella filmografia del regista israeliano di come il cinema possa trasformarsi in “strumento di speranza”: per proseguire sulla strada della coesistenza e del dialogo”

PREMIO “CIVITAS VITAE – Rendere la longevità risorsa di coesione sociale” a UBERTO PASOLINI per “STILL LIFE”

Il Premio viene assegnato a un regista o interprete capace di veicolare un’immagine al di fuori degli schemi di una persona longeva. La Giuria composta dalla scrittrice Antonia Arslan (presidente); il sociologo e presidente del Censis Giuseppe De Rita; l’ex direttore generale di RAI e Sole24Ore GIanni Locatelli; l’amministratore delegato di Banca Prossima Marco Morganti; l’attore Alberto Terrani; il musicista e direttore dei Solisti Veneti Claudio Scimone;  la regista Costanza Quatriglio e il critico cinematografico Federico Pontiggia assegna il Premio Civitas Vitae 2013 a Uberto Pasolini per “Still Life”, nella sezione Orizzonti, prodotto in associazione con Rai Cinema e distribuito da BIM, con la seguente motivazione:

“Suonando il valzer degli addii, il regista Uberto Pasolini con Still Life ridà a chi è morto in assoluta solitudine il primo privilegio di un uomo: una storia, la propria. Impiegato del Comune incaricato di trovare i parenti di chi è deceduto, il protagonista Eddie Marsan incarna magnificamente le virtù del film: rispetto raro, sensibilità umanista e commozione senza tranelli. Still Life getta un ponte tra i vivi e i morti, portandone alla luce i legami che non si sciolgono”.

PREMIO INTERFILM a “PHILOMENA” di STEPHEN FREARS

Il “Premio per la Promozione del Dialogo Interreligioso” assegnato dalla Giuria Internazionale di INTERFILM vuole richiamare l’attenzione su film che rafforzano la mutua comprensione, il rispetto e la pace tra diverse tradizioni religiose e filosofiche.

La Giuria composta da: Werner Schneider-Quindeau (presidente), membro del Comitato direttivo di INTERFILM e pastore della Katharinenkirche di Francoforte (Germania); Freek L. Bakker, pastore e docente in studi religiosi dell’Università di Utrecht (Paesi Bassi) e Gaëlle Courtens, giornalista dell’informazione religiosa e addetta stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha assegnato il premio al film “Philomena”.

PREMIO CGS LANTERNA MAGICA a “L’INTREPIDO” di GIANNI AMELIO

La Giuria C.G.S. (Cinecircoli Giovanili Socioculturali), in collaborazione con il Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi CCR, assegna il Premio Lanterna Magica all’opera più vicina per tematiche e linguaggi al mondo giovanile contemporaneo, al film “L’Intrepido” con la seguente motivazione:

“Per la capacità di raccontare un rapporto salvifico padre-figlio evitando gli schemi moralistici e fin troppo corteggiati dal cinema nazionale, in un contesto di crisi e di “li-quidità”  degli affetti e delle relazioni umane.

Il regista si serve di un linguaggio moderno senza dimenticare l’eredità del grande ci-nema del passato; rimangono evidenti, senza essere invadenti, rimandi a Keaton Chaplin e De Sica. Di quest’ultimo si apprezza un rinvio alla Milano del “Miracolo” dove è dalla periferia che si riaccendono le speranze.

La narrazione, discreta e significativa, si apprezza tanto più per la soavità nel trattare tematiche forti con equilibrio stilistico e di tono”.

PREMIO FEDIC a “ZORAN. IL MIO NIPOTE SCEMO” di MATTEO OLEOTTO e MENZIONE SPECIALE a “L’ARTE DELLA FELICITÀ” di ALESSANDRO RAK

Il Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) è destinato all’opera che meglio rifletta l’autonomia creativa e la libertà espressiva dell’autore. La Giuria presieduta da Roberto Barzanti è composta da Ugo Baistrocchi, Daniele Corsi, Ferruccio Gard, Nino Genovese, Carlo Gentile, Ernesto G. Laura, Franco Mariotti, Mario Mazzetti, Paolo Micalizzi e Giancarlo Zappoli.

Il Premio è assegnato a “Zoran. Il mio nipote scemo” con la seguente motivazione:

“Per la freschezza di una commedia che evita i luoghi comuni adottati perlopiù dal genere in Italia, proponendo un personaggio divertente e amaro insieme in un quadro ambientale insolito dove si confrontano due culture”

La giuria inoltre ha deciso di assegnare una menzione speciale al film “L’Arte della Felicità” di Alessandro Rak con la seguente motivazione:

Perché è un esperimento intelligente e coraggioso di animazione italiana, sullo sfondo di una Napoli non convenzionale,che sviluppa tematiche attuali adulte.

Vi ricordiamo che tutte le notizie e le recensioni in anteprima dal Festival di Venezia le trovate nel nostro speciale Venezia 70. Di seguito tutte le foto nella nostra foto gallery

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Venezia 70: i film della mostra arrivano a Roma

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Venezia 70

Arrivano i film più acclamati della 70°Mostra d’arte cinematografica di Venezia nei cinema romani. Per chi è ansioso di guardare i più bei film presentati al Festival del cinema di Venezia,  arriva a Roma la rassegna cinefila “Da Venezia a Roma”,ultimo appuntamento del progetto Il cinema attraverso i festival dell’ ANEC Lazio, arrivata ormai alla XIX edizione, dall’11 al 18 Settembre. Il pubblico romano, e non, potrà assaporare l’atmosfera della Mostra più famosa d’Italia più da vicino.

Questa manifestazione, realizzata dall’ Anec Lazio in collaborazione con Roma Capitale, propone una numerosa rassegna di titoli scelti dalla 70° Mostra del cinema di Venezia, proprio a pochi giorni dalle premiazioni .

Un’iniziativa, questa, che coinvolgerà numerosi cinema della Capitale, in tutto 13, tra i più prestigiosi : i cinema Barberini, Adriano, Alcazar, Eden , Europa, Franese Persol, Fiamma, Giulio Cesare, Greenwich, Mignon, Quattro Fontane, Savoy, Nuovo Olimpia.

Il programma proporrà oltre 40 film tra i più quotati di questa edizione,  provenienti da tutte le sezioni della Mostra. Ci sarà “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi, vincitore del Leone d’oro; “Miss violence” di Alexandros Avranas vincitore del Leone D’Argento e della Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile a Themis Panou;  arriverà anche da fuori concorso “Che strano chiamarsi Federico”, il film dedicato a Federico Fellini  da Ettore Scola, acclamatissimo dal pubblico lagunare.

Saranno proiettati inoltre “Gravity” di Alfonso Cuaròn, “L’arte della felicità” di Alessandro Rak e “ L’arbitro” di Paolo Zucca con Stefano Accorsi.

Quest’ anno ci sarà una particolare novità: la Settimana della Critica che si terrà dal 12 al 15 Settembre al cinema Nuovo Olimpia, dove verranno presentati dai rappresentanti del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) tutti i film della mostra.

Accorriamo numerosi a questa rassegna che ci trasporterà indietro nel tempo al più famoso Lido d’Italia.

Venezia 70

Venezia 70: Hayao Miyazaki si ritira

Venezia 70: Hayao Miyazaki si ritira

hayao_miyazaki_“Desidero annunciare che Hayao Miyazaki ha deciso di ritirarsi dopo The Wind Rises.”

A dare questa notizia che per molti sarà un vero fulmine a ciel sereno è stato il presidente dello Studio Ghibli Koji Toshino , durante la conferenza stampa proprio del film che è stato presentato in concorso alla 70esima Mostra d’Arte cinematografica di Venezia. E se già il film visto ieri dalla stampa si è candidato da solo, con la sua complessa magnificenza, a favorito per il Leone D’Oro, dopo questa dichiarazione forse il premio si fa più vicino, anche come coronamento di una carriera straordinaria.

Gli appassionati di animazione piangono lacrime amare, ma per chi ama davvero il maestro la notizia può essere considerata anche come l’inevitabile conclusione di una carriera prolifera e qualitativamente altissima, che arrivata ad un vertice straordinario con The Wind Rises, può inevitabilmente solo finire o scemare.

Tutti noi che amiamo il suo lavoro possiamo quindi solo dirgli: Grazie maestro Miyazaki per l’arte, l’emozione, l’inconfondibile tratto dei tuoi film.

Venezia 70: Gravity tensione e spettacolarità!

Venezia 70: Gravity tensione e spettacolarità!

E’ stato accolto ieri con grandi applausi, alla presenza del cast e del regista l’atteso Gravity di Alfonso Cuarón. La pellicola, ricca di tensione e spettacolarità è un’incredibile esperienza al di là dei confini conosciuti dall’uomo.  A breve arriva la nostra recensione.

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Vi ricordiamo che tutte le notizie e le recensioni in anteprima dal Festival di Venezia le trovate nel nostro speciale Venezia 70.

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Venezia 70: Giornate degli Autori vince Giovani Ribelli Kill Your Darlings

Giovani Ribelli Kill Your Darlings recensioneGIOVANI RIBELLI – KILL YOUR DARLINGS vince il Premio al film evento delle Giornate degli Autori – Venice Days 2013 con la seguente motivazione:

“Un’opera di forte creatività autoriale in grado, grazie a una rigorosa scelta di stile e ad originalità di approccio, di segnare la nuova stagione del cinema americano in cui sono rispettate le ragioni del pubblico, della cinefilia, della memoria culturale del secolo. Forte di uno spettacolare gioco d’attori, della forza della colonna sonora, di una cinematografia spiazzante e raffinata, il film è diventato un autentico evento nel contesto della 70 Mostra del Cinema”.

In occasione del decennale, per la prima volta le Giornate degli Autori hanno avuto un proprio riconoscimento internazionale per tutta la Selezione Ufficiale che si affianca al Label di Europa Cinemas per il miglior film europeo e ai riconoscimenti assegnati da Fedeora (federazione europea e mediterranea dei critici).

Il film, diretto da John Krokidas e interpretato da Daniel Radcliffe, entrambi sbarcati in laguna per presentarlo, uscirà nelle sale italiane il 17 ottobre distribuito da Notorious Pictures.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento” dichiara l’Amministratore Delegato di Notorious Pictures Guglielmo Marchetti “abbiamo creduto subito in questo film e vincere un premio così prestigioso al nostro primo film in Concorso a Venezia è motivo di grande soddisfazione” continua Marchetti “Il mercato offre film di qualità che parlano il linguaggio dei giovani, e KILL YOUR DARLINGS in questo senso e’ certamente tra i migliori in circolazione.

Definito il nuovo Attimo Fuggente, con GIOVANI RIBELLI-KILL YOUR DARLINGS, Daniel Radcliffe vi farà tornare la voglia di “salire in piedi su un banco di scuola”. L’attore protagonista della saga di Harry Potter torna sul grande schermo in una versione inedita con la vera storia, mai raccontata, di quattro giovani studenti della Columbia University che, ispirati dall’esempio di Walt Whitman e della “setta dei poeti estinti”, sfidarono le rigide regole della più potente Università Americana, finendo per diventare a loro volta ispirazione per le generazioni successive.

Su sceneggiatura di Krokidas e Austin Bunn, GIOVANI RIBELLI-KILL YOUR DARLINGS vanta, accanto a  Daniel Radcliffe nei panni del giovane Allen Ginsberg, un cast del calibro di Jack Huston (Boardwalk Empire) in quelli di Jack Kerouac, Ben Foster (The Messanger) nei panni di William S. Burroughs, Dane DeHaan (Chroncle) in quelli di Lucien Carr, Michael C. Hall (Dexter) che interpreta David Kammerer e anche Elizabeth Olsen (Martha Macy May Marlene) e Jennifer Jason Leigh (Margot at the Wedding).

Venezia 70: Gerontophilia recensione

gerontophiliaLake vive con la madre in una cittadina del Canada. Ha una fidanzata sveglia e intelligente mentre la madre non riesce a trovare un uomo giusto per lei; tramite la sua ultima fiamma sia lei che Lake trovano lavoro presso una casa di riposo per persone anziane, dove il ragazzo scoprirà di avere una passione, fisica per i corpi anziani e decadenti dei pazienti. In particolare, non potrà resistere a Mister Peabody un affascinante attore in pensione, che accetterà le avances del giovane che cercherà di realizzare il suo sogno di rivedere un’altra volta la costa del Pacifico.

gerontophilia posterBruce La Bruce è uno sperimentatore. Come John Waters, non si pone problemi di farsi capire, ma immerge lo spettatore nel suo mondo, solitamente colorato, kitsch, contro ogni regola. Negli anni passati ha realizzato pellicole con protagonisti seducenti zombie queer ignorando le convenzioni, il benpensare, o meglio, usandolo per farsene gioco.

La frase che testimonia questo stato d’animo viene pronunciata dalla comprensiva e positiva ragazza di Lake, dopo averlo aiutato nella sua fuga d’amore. Lei, con la sua lista di donne rivoluzionarie, e con il desiderio non ancora materializzato di esserlo lei stessa, dice al compagno pronto a partire con la sua fiamma 82enne: “Sei tu quello rivoluzionario, tutto quello che stai facendo lo è”. La rivoluzione come movimento interiore, personale, senza manifesti, ma solo con l’istinto privo di malizia, di un ragazzo appena maggiorenne, di cui conosciamo la madre sentimentalmente non risolta ma affettuosa, vediamo l’assenza del padre, che lo stesso Lake cerca di sostituire, nel momento in cui è premuroso con chiunque intorno a lui ne abbia bisogno e infine il signor Peabody, affascinante luogo della memoria, che ha realizzato una piccola rivoluzione personale anni prima di Lake, e che non commenta mai le azioni del ragazzo.

Nessuna etichetta, quindi, a parte il santo e la rivoluzione, parti che alternativamente, vengono ricoperte dai personaggi che compongono questa storia. LaBruce è, rispetto alle opere precedenti,più contenuto, più comprensibile, forse, alcuni direbbero, maggiormente mainstream. Ma la rivoluzione si inizia da soli, ma se non si arriva alla moltitudine, è solo un fatto privato.

Gerontophilia è stato presentato al Festival di Venezia alle Giornate degli Autori.