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George Romero ospite al Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016

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Sarà George Romero, regista e sceneggiatore statunitense, maestro dell’horror, l’ospite d’onore del Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016, dal 3 al 10 aprile a Lucca e a Viareggio. All’autore di film-cult quali La notte dei morti viventi, Zombi e La città verrà distrutta all’alba sarà dedicata la retrospettiva completa di tutta la sua attuale produzione cinematografica e una mostra inedita in Italia. “Non vedo l’ora di incontrare i miei fan a Lucca e Viareggio – ha detto Romero – durante il vostro splendido film festival e nel frattempo…Stay Scared!”.

Dopo aver omaggiato David Lynch (nel 2014) e David Cronenberg (2015), il festival dedicherà una delle sue principali sezioni, curata da Paolo Zelati e Stefano Giorgi, al maestro George Romero, che sarà presente alle attività a lui dedicate in occasione della manifestazione. Romero, infatti, sarà a Lucca il 7 aprile per una conferenza stampa, l’8 sera riceverà il premio alla carriera dell’edizione 2016 e presenterà il film Zombi. Nella stessa occasione lascerà impresse le sue impronte nel cemento per la nascente “Walk of Fame” di Lucca Comics & Games, dedicata non solo agli autori di fumetto, ma alle principali personalità dell’immaginario fantastico. Il 9 mattina terrà, sempre a Lucca, una masterclass, mentre la sera del 10 aprile chiuderà il festival a Viareggio presentando il film Creepshow. Il regista americano farà anche visita alla mostra nel Palazzo Ducale di Lucca (dal 26 marzo all’1 maggio) a lui dedicata, inedita in Italia, che esporrà 40 oggetti tra locandine, fotobuste e manifesti originali italiani del suo cinema, in un percorso cronologico ben definito. Nelle prime stanze ci saranno i manifesti e le fotobuste della trilogia degli Zombi (La notte dei morti viventi del 1968; Zombi del 1978 e Il giorno degli zombi del 1985). Seguiranno i manifesti (grandi, due metri per 140) dei film Creepshow del 1982, La città verrà distrutta all’alba del 1973 e di tanti altri di quegli anni. Chiuderà il percorso espositivo, un omaggio al New Horror americano, filone cinematografico di cui Romero è da considerarsi il padre fondatore, con una serie di manifesti originali americani autografati dai più importanti attori ed autori del periodo (1968-85) tra i quali ricordiamo Wes Craven, H. G. Lewis e Brian Yuzna. La peculiarità dei manifesti, locandine e fotobuste in mostra è quella di essere delle vere e proprie illustrazioni curate dai più importanti disegnatori dell’epoca. I pezzi provengono dalla collezione privata del critico cinematografico e collezionista Paolo Zelati e la mostra fa parte di una progettualità espositiva più ampia, sempre presente a Palazzo Ducale nelle solite date e con forti connotazioni musicali, frutto delle collaborazioni con l’associazione di compositori Cluster e la Scuola di Musica Sinfonia di Lucca.

Al regista sarà dedicata anche una retrospettiva completa dei suoi film. Romero, già con la sua opera prima – La notte dei morti viventi, realizzata a bassissimo budget, con soli 10.000 dollari – diviene una figura fondamentale per la storia del cinema horror, oltre ad essere considerato colui che ha codificato il genere dello “zombie movie”. Con alle spalle una carriera quasi cinquantennale, molto spesso è non solo regista, ma anche sceneggiatore, montatore e direttore della fotografia delle sue opere. I lungometraggi di Romero che saranno proiettati sono: La notte dei morti viventi (1968); There’s Always Vanilla (1971); La stagione della strega (1972); La città verrà distrutta all’alba (1973); Wampyr (1977); Zombi (1978); Knightriders – I cavalieri (1981); Creepshow (1982); Il giorno degli zombi (1985). E ancora: Monkey ShinesEsperimento nel terrore (1988); Due occhi diabolici (1990), co-diretto con Dario Argento; La metà oscura (1993); Bruiser – La vendetta non ha volto (2000); La terra dei morti viventi (2005); Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi (2007); Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009).

Il Lucca Film Festival e Europa Cinema, presieduto da Nicola Borrelli, è tra gli eventi di punta delle manifestazioni organizzate e sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e le mostre sono organizzate dal Comitato Nuovi Eventi per Lucca in collaborazione con il Festival, con il sostegno di Banca Société Générale. Si avvale inoltre del supporto di Gesam Gas & Luce SpA, Banca Pictet, Banca Generali Private Banking, Banca Carismi, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Stonecycle, Il Ciocco S.p.A., Il Ciocco International Travel Service S.r.l., Idrotherm 2000, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Lucca, Comune di Viareggio Provincia di Lucca e della collaborazione di Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum – Casa Natale, Fondazione Centro Arti Visive, CG Entertainment, Photolux Festival. Si ringrazia Lucca Comics & Games, la Direzione Regionale di Trenitalia, Unicoop Firenze e il Corso di Laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa per la collaborazione.

Il Lucca Film Festival e Europa Cinema è un evento a cadenza annuale di celebrazione e diffusione della cultura cinematografica. Attraverso proiezioni, mostre, convegni e concerti – spaziando dal cinema mainstream allo sperimentale – il festival riesce a coinvolgere ogni anno un pubblico sempre più ampio. Nel corso delle edizioni il Festival è riuscito a distinguersi tra i tanti, mediante programmazioni audaci, ma al contempo attentamente studiate; è stato capace di omaggiare personalità affermate del mondo del cinema, di riscoprirne altre e “scommettere” su di nuove. A coronare il tutto contribuiscono le belle cornici di Lucca e Viareggio, città in cui il festival si è ormai imposto, diventando un appuntamento atteso ed imperdibile in Italia e in Europa.

George Romero contro World War Z con Brad Pitt

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world_war_z_posterGeorge Romero è furioso, il cinema sta storpiando i suoi “figli” di celluloide. Parliamo ovviamente degli zombie, vera e propria miniera d’oro degli ultimi anni per cinema e televisione. Sebbene il regista de L’alba dei morti viventi non abbia dall’inizio riservato un atteggiamento ostile ai derivati, in particolar modo a The Walking Dead, di recente, nel 2013, ha definito l show della AMC “una soap opera in cui saltuariamente compaiono degli zombi”.

Precedentemente aveva invece dichiarato che gli zombie sono per lui un mezzo per parlare di società, complessità di rapporti, fenomeni sociologici che con la metafora diventano più chiari.

Adesso il regista tuona contro il cinema di zombie e contro World War Z, il film campione di incassi con protagonista Brad Pitt. “Brad Pitt è il tizio che si è preso il boccone più grande con World War Z e li ha praticamente scannati – ha dichiarato Romero all’Hollywood Reporter – Gli zombi erano come armate di formiche. Sembrava più il remake di Furia Bianca”.

Che ve ne pare? Si tratta di un “papà” troppo apprensivo o forse dello sfogo di un uomo che vede il suo lavoro, in qualche modo, stravolto?

George R.R. Martin: la sua saga finirà come Il Signore degli Anelli

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Intervistato da Observer.com, George R.R. Martin ha parlato diffusamente della sua saga fantasy, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, e ovviamente della serie tv HBO che si basa sui romanzi, Il trono di Spade.

Lo scrittore ha anche raccontato qualcosa del finale della saga, non i fatti che accadono, ma il tono che vorrebbe mantenere per il finale, che definisce “bittersweet”, dolce-amaro.

George R.R. Martin

Ecco cosa ha detto Martin: “Non l’ho ancora scritto ma non sarà un bagno di sangue. Sicuramente non è nei miei intenti. Ho già detto ch eil tono sarà dolce-amaro. Voglio dire, non è un segretoche Tolkien sia una mia enorme influenza e amo il modo in cui finisce Il Signore degli Anelli. È una fine gloriosa e vittoriosa,ma è dolce-amara. Frodo non sarà mai completo di nuovo e deve andare nelle Terre Immortali, mentre gli altri vivranno la loro vita. Il capitolo Percorrendo la Contea è un brillante pezzo d’arte, che non capii quando avevo 13 anni, mi chiedevo perché mai quella cosa doveva succedere. Ma ogni volta che la leggo, la capisco un po’ di piùnella sua incredibile bellezza. Tutto ciò che posso dire è che è il tono che vorrei avere per il mio finale. Che lo raggiunga o meno, lo decideranno le persone che mi leggono”.

Senza dubbio è una dichiarazione interessante che lascia trasparire ancora una volta l’incredibile passione che Martin infonde nel suo lavoro.

Intanto procede la produzione di Game of Thrones 6.

Game of Thrones 6Nel cast di Game of Thrones 6 tornano Peter Dinklage, Lena Headey, Emilia Clarke, Nikolaj Coster-Waldau, Kit Harington, Natalie Dormer, Maisie Williams e Sophie Turner.

Trama: Le estati durani decenni. Gli inverni possono durare anche una vita. E la battaglia per il Trono di Spade continua. Da sud, dove il calore genera trame, passioni e intrighi, alle vaste e selvagge terre orientali, in cui una giovane regina solleva un esercito. Per tutto il tempo, nel gelido nord, una parete di 800 metri di ghiaccio protegge precariamente il regno devastato dalla guerra dalle forze oscure che si trovano al di là. Re e regine, cavalieri e rinnegati, bugiardi, signori e uomini onesti… giocano tutti il ‘gioco dei troni’.

George R.R. Martin: “Qualche fan ha indovinato la fine segreta della mia storia…”

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George R.R. MartinQualcuna delle congetture che circola in rete sul finale della saga fantasy Il Trono di Spade potrebbe essere fondata. L’autore della saga, da cui poi è tratta la serie tv della HBO Game Of Thrones, George R.R. Martin, ha infatti dichiarato che qualche suo lettore ha indovinato il suo finale a sorpresa.

Ecco cosa ha dichiarato al Telegraph: “Mi sono battuto contro tutte le congetture, perchè voglio sorprendere i miei lettori. Odio leggere storie prevedibili, e non voglio scriverne di prevedibili. Voglio sorprendere e deliziare i miei lettorie portarli in direzione che non si immaginano… Alla fine però uno o due lettori hanno messo insieme gli indizi che ho disseminato nei libri e sono arrivati alla soluzione giusta. Quindi cosa farò adesso? Cambierò la mia storia? Ho combattuto anche contro questo, e sono arrivato alla conclusione che il cambiamento potrebbe rovinare tutto, visti tutti gli indizi che sono già presenti nei libri. Sto andando avanti. Alcuni dei mie lettori non leggono tra le righe e così ancora migliaia di loro saranno sorpresi, mentre gli altri diranno loro: ‘Vedi, l’ho detto quattro anni fa, non più intelligente di voi ragazzi'”.

Martin non ha specificato quale delle congetture che circolano su internet sia quella che ha ‘indovinato’ il suo finale. Voi cosa ne pensate? Quale delle congetture più famose relative alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco vorreste  se rivelasse vera?

Fonte: EW

George R.R. Martin vuole che Game of Thrones finisca al cinema

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George R.R. MartinChe nessuno si allarmi, o meglio, che nessuno tragga conclusioni affrettate. George R.R. Martin ha infatti effettivamente espresso un parere a riguardo della “sua” serie di culto, ma ha lasciato, com’è giusto che sia di fronte a dichiarazioni di questo peso, tutto nel vago. Intervistato alla premiere della quarta stagione di Game of Thrones dall’Hollywood Reporter, Martin ha infatti dichiarato che ci sono delle discussioni in corso, con la HBO, per far concludere la saga sul grande schermo, con un film vero e proprio.

Ricordiamo che Martin ha pubblicato solo cinque dei sette volumi previsti dalla saga, e l’ultimo libro, La Danza dei Draghi, risale ormai al 2011. Intanto la HBO è pronta a lanciara il 6 aprile la quarta stagione, che adatterà la seconda parte del terzo volume. Più o meno. Questo vuol dire che la serie sarà presto in pari con i romanzi editi cosa che ha fatto dire a Martin stesso che lo spettacolo può funzionare più a lungo dei libri:

“Dipende tutto da quanto durerà la seria. Sette anni? Otto? Dieci? I libri si fanno sempre più grandi. C’è bisogno di qualcosa che possa legare tutto, qualcosa con un budget enorme, tipo 100 milioni per due ore. Quei draghi sono davvero grandi, sapete.”

Dopo Sex and the City, e con un flm su Entourage in arrivo, sembra che il passaggio al grande schermo possa essere più facile di quello che tutti pensiamo.

Fonte: CS

George R.R. Martin ha regalato 12 storie inedite allo showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms

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Il prossimo capitolo dell’universo di Game of Thrones potrebbe essere molto più pianificato di quanto i fan immaginassero. In vista del debutto di A Knight of the Seven Kingdoms, George R. R. Martin ha infatti condiviso con lo showrunner della serie, Ira Parker, ben 12 storie inedite ambientate nel ciclo narrativo di Tales of Dunk and Egg, mai pubblicate ufficialmente.

La rivelazione arriva da un’intervista rilasciata da Parker a The Hollywood Reporter, nella quale lo showrunner ha spiegato che Martin non si è limitato alle tre novelle già note al pubblico. Oltre a Il Cavaliere Errante, La Spada Giurata e Il Cavaliere dei Sette Regni, l’autore ha fornito una serie di outline che tracciano il percorso di Dunk e Egg per gran parte delle loro vite, offrendo una mappa narrativa molto più ampia rispetto a quanto disponibile finora nei libri.

Una base narrativa solida per evitare gli errori del passato

Secondo Parker, alcune di queste storie sono poco più che sinossi di poche righe, mentre altre risultano decisamente più dettagliate. In ogni caso, il materiale fornito da Martin rappresenta una bussola fondamentale per evitare problemi di coerenza narrativa che avevano segnato le fasi finali della serie madre. Conoscere in anticipo le grandi svolte del destino dei protagonisti permette infatti di costruire una serie televisiva con una direzione chiara, anche in assenza dei romanzi completi.

Al momento, HBO ha confermato che A Knight of the Seven Kingdoms adatterà esclusivamente le tre novelle già pubblicate. Tuttavia, qualora la serie dovesse incontrare il favore del pubblico e ottenere rinnovi per più stagioni, il materiale inedito potrebbe diventare la base per un’espansione naturale della storia. Parker ha dichiarato apertamente che sarebbe entusiasta di raccontare sullo schermo tutte e dodici le avventure ancora sconosciute di Dunk ed Egg.

Lo showrunner non ha nascosto però le incognite legate al lancio di una nuova serie all’interno di un franchise così imponente. A Knight of the Seven Kingdoms avrà un budget sensibilmente inferiore rispetto a House of the Dragon, che si aggira intorno ai 20 milioni di dollari a episodio. Questo significa meno draghi, meno location spettacolari e un’impostazione più intima, incentrata sui personaggi e sul viaggio.

La serie debutterà su HBO il 18 gennaio 2026, segnando l’inizio di una nuova avventura a Westeros, più contenuta nelle dimensioni ma potenzialmente decisiva per il futuro dell’intero universo narrativo.

George R.R. Martin ha amato Captain Marvel, ma preferisce gli adattamenti fedeli

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Arriva direttamente dal blog ufficiale di George R.R. Martin un commento dello scrittore su Captain Marvel. A quanto pare, l’autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco ha apprezzato il film Marvel Studios, definendolo un vero spasso, tuttavia ha anche spiegato che lui preferisce un adattamento fedele, visto che i fumetti originali di Captain Marvel sono alcuni dei suoi preferiti.

Sembra inevitabile cogliere in questa dichiarazione un riferimento a ciò che dei suoi romanzi sta facendo la HBO con la serie tv Il Trono di Spade, che il prossimo 14 aprile arriverà in tv con l’ultimo ciclo di episodi. Che sia il modo di Martin per “denunciare” uno sviluppo dello show troppo distante dal suo racconto originale?

Di seguito il post dal blog con nostra traduzione:

Il nuovo film Marvel, Captain Marvel, è molto divertente. 

Da vecchio (molto molto vecchio) fanboy Marvel, sono un po’ triste per la decisione di tenere fuori l’originale Captain Marvel (senza contare il Big Red Cheese della Fawcett), il guarriero Kree Mar-Vell, dalla loro continuity. LA MORTE DI CAPTAIN MARVEL era uno dei classici della Marvel, all’epoca. Ma forse è solo un mio pensiero. Sono un purista per quanto riguarda gli adattamenti.

Considerato soltanto nei suoi termini, il film è incredibilmente d’intrattenimento. Non vedo l’ora di vedere in che modo la squadra Marvel userà il capitano per il prossimo film sugli Avengers. Non appena lei raggiunge il pieno dei suoi poteri, è il personaggio più forte di tutto il MCU. Potrebbe mangiare Iron Man a pranzo, e Thor per dessert, con un contorno di Doctor Strange. Thanos è nei guai.

Assicuratevi di rimanere fin proprio alla fine dei titoli di coda. Il film ha due Easter Eggs alla fine, non solo uno. Nel cinema dove l’ho visto io, molte persone del pubblico sono uscite prima e hanno visto solo la prima scena, perdendosi la seconda.

Leggi la recensione di Captain Marvel

Vi ricordiamo che alla regia del film ci sono Anna Boden e Ryan Fleck. L’uscita al cinema è fissata al 6 marzo 2019.

Il cast ufficiale: Brie LarsonSamuel L. JacksonBen MendelsohnDjimon HounsouLee PaceLashana LynchGemma ChanAlgenis Perez SotoRune TemteMcKenna GraceClark GreggJude LawAnnette Bening.

Guarda le interviste dal red carpet di Londra

George R.R. Martin getta apparentemente un’ombra su House of the Dragon

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George R.R. Martin sta facendo ben poco per raffreddare le speculazioni sul fatto che non sia troppo entusiasta dell’adattamento del suo libro, Fire & Blood, dato che ha rivelato che non parteciperà alla stanza degli sceneggiatori per la terza stagione di House of the Dragon che si terrà a Londra nelle prossime settimane.

Recentemente, una citazione dal blog di Martin ha riacceso le speculazioni sui suoi sentimenti verso la serie. In un recente post, George R.R. Martin ha dichiarato: “Anche la writers’ room per la terza stagione di House of the Dragon si riunirà a Londra, ma non ho intenzione di partecipare”.

Martin non si è sottratto dall’esprimere il suo disappunto per alcuni aspetti della serie, in particolare per l’adattamento della trama di Blood and Cheese. Dopo la conclusione di questa storia in House of the Dragon, Martin ha parlato sul suo “Not a Blog” di come ritiene che nella versione televisiva manchino l’ambiguità e la complessità storica presenti nel suo libro, Fire & Blood.

In Fire & Blood, l’incidente di Blood and Cheese è descritto con uno strato di ambiguità e prospettive multiple, lasciando alcuni dettagli all’interpretazione. Questa narrazione stratificata si perde nella serie, dove gli eventi sono presentati in modo più definitivo. Martin sembra preferire la sottigliezza del libro, dove le intenzioni e le azioni dei personaggi non sono così chiare.

Dopo il drammatico finale della prima stagione, in cui è stato ucciso il figlio di Rhaenyra Targaryen, Lucerys Velaryon, House of the Dragon ha iniziato la seconda stagione con un’altra scioccante morte di un bambino: Jaehaerys Targaryen, il nipote di Alicent Hightower. L’omicidio è stato compiuto da due uomini noti come Blood and Cheese, inviati da Daemon Targaryen per uccidere Aemond Targaryen per vendicare la morte di Lucerys. Non riuscendo a trovare Aemond, presero di mira Jaehaerys, costringendo la regina Helaena a scegliere quale dei suoi gemelli sarebbe morto.

Questa scena brutale differisce da quanto accade nel libro di Martin. In Fuoco e sangue, i dettagli degli ordini di Sangue e Formaggio sono più ambigui. Viene semplicemente impartita la direttiva “occhio per occhio, figlio per figlio”, senza che venga detto loro specificamente di uccidere Aemond. Inoltre, nel libro l’omicidio avviene nella stanza di Alicent, non in quella di Helaena, aggiungendo un livello di orrore e impotenza con Alicent come esca.

Perché George R.R. Martin non è contento della House of the Dragon?

L’assenza di Martin dalla stanza degli sceneggiatori e le sue critiche suggeriscono un crescente divario tra la sua visione e la direzione dello show. Queste speculazioni sollevano domande su come verranno gestite le storie future e se rimarranno fedeli alla narrazione ricca di sfumature del materiale di partenza.

Sebbene House of the Dragon sia stata elogiata per la qualità della produzione e la drammaticità della narrazione, non tutti i cambiamenti rispetto al libro sono stati ben accolti. L’adattamento della trama di Sangue e formaggio esemplifica le sfide che comporta la traduzione di una storia complessa dalla pagina allo schermo. Nel prosieguo della serie, i fan osserveranno con attenzione come lo show riuscirà a bilanciare l’impatto drammatico con una maggiore autenticità del mondo dettagliato di Martin.

House of the Dragon va in onda la domenica su HBO alle 21.00 e la serie è disponibile in streaming su NOW.

George R.R. Martin e la raccolta fondi: “sono senza parole”

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George R.R. MartinAltro record messo a segno dall’ormai famigerato George R.R. Martin, scrittore del ciclo Cronache del ghiaccio e del fuoco da cui è tratta la serie di successo Game Of Thrones della HBO di cui è anche creatore. Ebbene, qualche settimana fa avevamo segnalato l’importante e divertente iniziativa lanciata dall’autore, ovvero mettere in palio la creazione e la morte di un personaggio a scopo benefico e in favore del Wild Spirit Wolf Sanctuary e del The Food Depot of Santa Fe. Oggi apprendiamo che l’iniziativa sta andando a gonfie vele ed ha battuto ogni record su Prizeo, raccogliendo più di 350 mila dollari. L’autore ne ha parlato a The Hollywood Reporter:

“La dimostrazione di amore e supporto è stata decisamente più grande di quanto averei potuto anticipare e mi ha lasciato stupito e senza parole”.

L’occasione è stata anche propizia per parlare delle morti nei suoi romanzi, diventate ormai marchio di fabbrica tanto che qualcuno lo ha anche additato come sadico. Ecco cosa racconta a tal proposito:

“Nonostante la mia reputazione sinistra, trovo in realtà difficile uccidere i personaggi di cui ho scritto da tempo. Buoni o cattivi, sono tutti miei figli. Ma questa volta l’uccisione dovrebbe essere facile perché le vittime sacrificheranno la propria vita per una buona causa. Farò del mio meglio per rendere la loro fine memorabile”.

George R.R. Martin dice di avere in cantiere 3 serie animate su Game of Thrones

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Ispirato da una recente proiezione della serie animata di NetflixBlue Eye Samurai“, il creatore di “Game of ThronesGeorge R. R. Martin ha scritto un nuovo post sul suo blog elogiando il lavoro di Amber Noizumi e Michael Green. E mentre era in vena di condivisioni, Martin ha deciso di dare notizie sulle sue stesse aspirazioni di animazione.

Blue Eye Samurai è una cosa tutta sua, ed è magnifica“, ha scritto Martin. “Anche se di solito non guardate l’animazione, provatelo. È fantastico. Se vi piace il mio materiale, credo che lo adorerete”.

Lo scrittore si è poi soffermato sul suo lavoro attuale. “Si dà il caso che io e la HBO abbiamo i nostri progetti di animazione, ambientati nel mondo di ‘Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song Of Ice & Fire)’. Nessuno di essi ha ancora ottenuto il via libera, ma credo che siamo vicini a fare il passo successivo con un paio di essi“.

Su quali progetti lavora George R.R. Martin ?

Il padre di Westeros ha rivelato che in precedenza aveva quattro progetti di serie animate in fase di sviluppo con la HBO. Variety ha dato la notizia della serie animata di “Game of Thrones” già nel 2021, e Martin si è spinto oltre rivelando che erano state create diverse writers room, sceneggiature e bozze, ma purtroppo due dei quattro progetti sono stati “accantonati“, come ha detto Martin.

Mentre continua a lavorare sui due progetti animati rimanenti, Martin ha anche dato la notizia che anche la serie Sea Snake, annunciata in precedenza, passerà ad un prodotto di animazione.

Abbiamo spostato ‘Nine Voyages’, la nostra serie sui leggendari viaggi del Serpente di Mare, dal live action all’animazione. Una mossa che appoggio pienamente. I vincoli di budget avrebbero probabilmente reso proibitiva una versione in live action, visto che metà della serie si svolge in mare e che è necessario creare un porto diverso ogni settimana, da Driftmark a Lys, alle Isole Basilisco, a Volantis, a Qarth, a… e così via. C’è un mondo intero là fuori. E abbiamo molte più possibilità di mostrarlo con l’animazione. Quindi ora abbiamo tre progetti di animazione in corso“.

I nomi e le trame delle misteriose due serie animate rimangono ancora segreti. Da anni si parla di numerosi progetti di spin.off di “Game of Thrones“, da “Fondo delle pulci” alla serie “10.000 navi”. Lo scorso aprile, abbiamo dato la notizia che un prequel sulla conquista di Westeros da parte di Aegon I Targaryen era in fase di sviluppo e che la serie “A Knight of the Seven Kingdoms: The Hedge Knight“. Se una di queste trame possa essere il suddetto show animato di cui parla Martin, solo il tempo ce lo dirà.

George R.R. Martin chiarisce le voci di faida con House of the Dragon

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Negli ultimi giorni, alcune dichiarazioni di George R. R. Martin hanno alimentato il dibattito su un presunto scontro creativo con il team di House of the Dragon. L’autore di A Song of Ice and Fire è tornato sull’argomento per ridimensionare le voci di una “faida” con la produzione della serie HBO, chiarendo la natura del suo coinvolgimento e il rapporto con gli showrunner.

Le discussioni sono nate dopo che Martin aveva espresso alcune riserve su specifiche scelte narrative dell’adattamento televisivo, facendo pensare a un allontanamento o a tensioni più profonde con lo show. Ora, però, lo scrittore ha voluto fare chiarezza.

Cosa ha detto Martin sul suo rapporto con la serie HBO

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Martin ha spiegato che il confronto con House of the Dragon rientra in una dinamica normale tra autore originale e adattamento televisivo. Le sue osservazioni non vanno lette come un attacco alla serie, ma come il punto di vista di chi conosce profondamente il materiale di partenza. Lo scrittore ha sottolineato di non essere in guerra con la produzione, né di voler sabotare il lavoro degli sceneggiatori.

Al contrario, Martin ha ribadito di apprezzare il successo della serie e il modo in cui House of the Dragon ha saputo espandere l’universo di Westeros partendo da Fuoco e Sangue. Le divergenze, secondo l’autore, sono inevitabili quando una storia viene adattata per un medium diverso, soprattutto in un progetto seriale che deve rispondere a esigenze produttive, ritmi televisivi e aspettative di un pubblico globale.

L’autore ha anche ricordato che il suo coinvolgimento diretto nella serie è più limitato rispetto a quello avuto nelle prime stagioni di Game of Thrones, un elemento che contribuisce a spiegare perché alcune decisioni creative vengano prese senza il suo intervento diretto. Questo, però, non implica una rottura o una contrapposizione frontale.

Le parole di Martin sembrano quindi mirate a raffreddare le speculazioni, restituendo al dibattito una dimensione più equilibrata. House of the Dragon prosegue il suo percorso come uno dei titoli di punta di HBO, mentre lo scrittore continua a osservare l’evoluzione dell’adattamento con attenzione, ma senza ostilità dichiarata.

George R.R. Martin a chi ha paura che muoia prima di finire il suo lavoro: “Fa***lo”

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La risposta è eloquente e precisa, e non lascia dubbi sullo stato d’animo di George R.R. Martin in merito alle impazienze e alle preoccupazioni dei fan della sua saga che hanno paura che lo scrittore 65enne muoia prima di terminare il lavoro. “Fa***lo a queste persone!” con tanto di dedica in foto

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“Trovo abbastanza offensivo, francamente, quando la gente comincia a speculare sulla mia morte o sul mio stato di salute.”

Nella lunga intervista rilasciata a Elsewhere, Martin ha raccontato che non cambierà il suo processo di scrittura a causa delle richieste dei fan: George R.R. Martin“Non so cosa posso farci, non posso scrivere una parola alla volta. Ho 65 anni e scrivo dal 1971. Conosco i miei metodi di lavoro. Non scrivo quando viaggio, quando sono in albergo, in volo o in treno. Lavoro solo a casa, quando ho un blocco di tempo bello grande e ininterrotto durante il quale posso perdermi nel mio lavoro. E questo metodo ha funzionato per tutta la mia vita. Non lo cambierò solo perchè un gruppo di persone è troppo impaziente di aspettare il prossimo libro.”Il caro zio Martin è sembrato piuttosto categorico, soprattutto perchè ha anche parlato di tutto il tempo che gli prta via la serie tv Game of Thrones, le ospitate, i giochi e tutto ciò che ruota intorno a Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. E sinceramente non proviamo a contrariarlo: il suo lavoro ha dato tutti questi bei frutti proprio perchè è stato svolto con metodo.Fonte: EW

George R. R. Martin: “Il sesto libro avrà più morti, più tradimenti e più matrimoni”

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George R.R. MartinGeorge R. R. Martin ha dichiarato a Entertainment Weekly che il suo prossimo romanzo de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, The Winds of Winter, avrà “più morti, più tradimenti e più matrimoni“, il che equivale a dire che il sesto romanzo della saga letteraria divenuta una serie tv di enorme successo (Game of Thrones) sarà pieno zeppo di morti, di tradimenti e di morti, considerando come vanno a finire ultimamente i matrimoni nei Sette Regni.

L’apparenza schiva e riservata dello scrittore si sta lentamente sgretolando, lasciando spazio ad un uomo sadico e divertito dal vedere il suo pubblico soffrire. Quello che però è innegabile merito di George R. R. Martin è che non risparmia nulla, e le sue opere, per quanto calate in un mondo in cui esistono draghi, zombi, profezie e divinità rosse, sono di un realismo disarmante.

Non sappiamo ancora quando uscirà il sesto romanzo, ma sul sito di EW potrete trovare qualche altra dichiarazione dello scrittore che però potrebbe contenere i famigerati spoiler.

George R. R. Martin si dice stufo dei villain della Marvel

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George R. R. Martin si dice stufo dei villain della Marvel

George R. R. Martin, il terrore della carta stampata, il quale sta lavorando (si spera incessantemente) al sesto libro della saga de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, si è detto stufo dei nemici della Marvel “che hanno gli stessi poteri dei supereroi”. E scrive chiaramente in un post sul suo blog che “voglio più film in cui i supereroi e i villain hanno diversi poteri. Questo rende l’azione molto più interessante”.

Lo scrittore commenta le recensioni entusiaste per Ant-Man dicendo “l’hanno considerato il miglio film Marvel mai realizzato, ed è proprio lì, forse solo secondo a Spieder-Man 2 di Raimi” e “mi è piaciuto di più dei due The Avengers, più dei due Thor, più del secondo e del terzo Iron-Man anche se il primo mi è piaciuto molto”.

“C’è un sacco di azione [in Ant-Man], ma non così tanta da travolgere la trama e i personaggi, che era il mio problema con The Avengers 2… e quello precedente, a pensarci bene” ha scritto George R. R. Martin “un film di supereroi ha bisogno di una congrua parte di botte e robe saltate in aria, naturalmente,  ma il film funziona meglio quando ciò sta per accadere alle persone che realmente conosciamo e che ci stanno a cuore”. E questo Martin lo sa fare molto bene, vero?

Fonte: The Hollywood Reporter

George R. R. Martin rivela un importante aggiornamento sulla serie The Hedge Knight

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Si può mai soffrire per il successo? Questo potrebbe essere il caso dello scrittore George R.R. Martin. Da quando la HBO ha deciso di adattare la sua serie di romanzi, A Song of Ice and Fire, nella serie televisiva Il trono di Spade (Game of Thrones), tutto è cambiato radicalmente per Martin. Oltre a dover contribuire allo sviluppo di una delle più grandi serie televisive di tutti i tempi, l’autore ha anche dovuto contribuire alle conversazioni riguardanti molteplici spin-off negli anni successivi. Con l’avvicinarsi della seconda stagione della House of Dragon, possiamo guardare alle altre storie che emergeranno da Westeros. A Knight of the Seven Kingdoms: The Hedge Knight è destinato a diventare il secondo spinoff della serie originale della HBO e Martin ha offerto un aggiornamento sulla produzione.

Sul suo sito web Not a Blog, Martin ha dichiarato che le audizioni per la serie sono per lo più terminate e che le cose si stanno muovendo senza intoppi. “Le cose stanno procedendo bene con il nostro spinoff Dunk & Egg, l’adattamento della HBO della mia novella The Hedge Knight“, ha esordito Martin. “La maggior parte dei provini – non tutti, ma la maggior parte – sono stati fatti e dovremmo essere in grado di annunciare a breve altri membri del cast. Abbiamo il nostro Tanselle, Steely Pate, Baelor Breakspear, la Tempesta Ridente, un paio di Fossoway, Aerion Brightflame (boo, hiss), il Principe Maekar e gli altri”, ha detto. E ha aggiunto: “Le liste sono in costruzione su Ashford Meadow. Mi hanno detto che hanno appena avuto la prima lettura a tavolino e che è andata benissimo“.

L’autore ha anche rivelato che A Knight of the Seven Kingdoms: The Hedge Knight ha ottenuto il suo regista, dicendo: “Abbiamo anche il nostro regista: Owen Harris, un formidabile regista britannico i cui crediti includono la regia di “San Junipero”, il mio episodio preferito di sempre di Black Mirror. Owen dirigerà tre dei nostri sei episodi“.

I venti d’inverno stanno finalmente soffiando, si spera

Nel suo post, Martin conferma anche che “Il Cavaliere della Siepe sarà molto più breve di Game of Thrones o House of the Dragon, con un tono molto diverso… ma è ancora Westeros, quindi nessuno è veramente al sicuro“. Aggiunge poi che se l’imminente prequel dovesse avere successo, ne seguiranno altri. “Ira Parker e il suo team stanno facendo un ottimo lavoro. Spero di poter visitare le riprese a luglio, quando passerò da Belfast mentre vado alla Worldcon di Glasgow“, scrive. “La serie debutterà l’anno prossimo… e se avrà successo, seguiranno La spada giurata e Il cavaliere misterioso”.

Martin, tuttavia, riserva la notizia migliore per ultima, informando il suo pubblico che spera di terminare l’ultimo romanzo della serie di A Song of Ice and Fire, The Winds of Winter. Aggiungendo al suo post, Martin ha detto: “Per allora spero di aver finito altre storie di Dunk & Egg (sì, dopo aver finito The Winds of Winter)“.

La parte relativa a The Winds of Winter sicuramente entusiasmerà molti lettori, visto che è in lavorazione dal 2011. All’epoca, Martin aveva suggerito che il libro sarebbe stato pronto in tre anni, ma ovviamente non si è concretizzato. Con oltre 1000 pagine scritte e diverse centinaia ancora da scrivere, speriamo che Martin riesca a concludere questa volta. Per quanto riguarda l’imminente prequel, A Knight of the Seven Kingdoms: The Hedge Knight, si tratta di un prequel della serie originale, Game of Thrones, che verrà adattato dalla novella The Tales of Dunk and Egg di Martin del 1998. Peter Claffey e Dexter Sol Ansell interpreteranno rispettivamente Ser Duncan l’Alto e Egg.

A Knight of the Seven Kingdoms: The Hedge Knight è previsto per la fine del 2025. Nel frattempo, torneremo a Westeros quest’estate quando House of the Dragon debutterà con la sua seconda stagione su HBO e Max il 16 giugno.

George Nolfi e la crisi di Cuba: One minute to Midnight

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George Nolfi dopo aver concluso la supervisione per Andrew Knauer in The Last Stand per la regia di Jee-woon Kim, l’ex sceneggiatore di The Bourne Ultimatum e Ocean’s Twelve

George Miller: una distribuzione in streaming sarebbe “molto dolorosa”

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George Miller, il regista premio Oscar per Mad Max: Fury Road del 2015, afferma che sarebbe molto doloroso per lui se i suoi film venissero distribuiti direttamente su una piattaforma di streaming.

C’è poco da discutere sul fatto che i film di Mad Max – e in particolare Fury Road – siano notevolmente migliori visti su grande schermo. La spettacolare narrazione visiva di Fury Road potrebbe essere considerata sopra le righe, talvolta, ma è anche esattamente ciò che ha reso il film così coinvolgente e divertente da guardare. In un’epoca in cui i servizi di streaming in abbonamento sono diventati la norma, un film spettacolo come Fury Road è stato ancora in grado di convincere le persone che la gita al cinema valeva la pena. Purtroppo, come se il modello di uscita cinematografica non stesse già soffrendo, la pandemia di Covid-19 ha reso difficile, a volte addirittura impossibile, vedere i film nelle sale.

Three Thousand Years of Longing, il trailer del nuovo film di George Miller

Miller insiste sulla necessità che il pubblico viva i suoi film prima di tutto nei cinema. Con il suo ultimo film, il selvaggio fantasy drammatico Three Thousand Years of Longing, recentemente presentato fuori concorso al Festival di Cannes 75, Miller ha parlato dell’importanza dell’uscita nelle sale. Come molte delle maggiori uscite di questa estate, Three Thousand Years of Longing uscirà esclusivamente nei cinema. Come ha detto a Variety, una distribuzione in streaming sarebbe stata “molto dolorosa” per lui:

“Sarebbe molto doloroso sapere che il tuo film verrà visto per la prima volta in streaming. C’è un impegno che non possono cambiare. La MGM lo distribuirà alla fine di agosto in 2.000 sale. Non c’è stato alcun accordo che la MGM abbia fatto per lo streaming del film. In questo momento, sarà un’uscita in sala. Vederlo in quel cinema [il Palais], con quel suono, quel gruppo di persone e conoscere ogni piccolo lavoro che ci mettiamo dentro, sarà possibile anche per il pubblico”.

Basato sul racconto del 1994 “The Djinn in the Nightingale’s Eye” dello scrittore inglese A. S. Byatt, Three Thousand Years of Longing vede Tilda Swinton nei panni di Alithea, una brillante studiosa che incontra un Djinn (Idris Elba) imprigionato in un’urna. Nel corso di una lunga conversazione in una stanza d’albergo a Istanbul, il Djinn stringe un accordo con Alithea per esaudire i suoi tre desideri se lei lo aiuta a ottenere la sua libertà. I desideri di Alithea si traducono in salti nel tempo di vent’anni, mentre trai due si sviluppano sentimenti inaspettati.

George Miller: il prossimo film non è il sequel di Mad Max, ecco i dettagli

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George Miller è al lavoro su un nuovo film, ma non si tratta del sequel di Mad Max: Fury Road, come molti avevano sperato. Il regista si dedicherà a Three Thousand Years of Longing. Secondo Deadline, Miller dirigerà il film originale, con quel titolo, firmando lui stesso la sceneggiatura. I dettagli della trama sono ancora sconosciuti, ma ci si aspetta che la produzione cominci ad un certo punto nel 2019.

Un altro report proveniente da THR invece aggiunge che Idris Elba e Tilda Swinton sono stati scelti per essere i volti del film. Sulla base del fatto che si dice che al centro del film ci sia una storia d’amore, è probabile che Elba e Swinton interpretino i due ruoli dei protagonisti innamorati, ma non abbiamo ancora conferma di quella che è solo una supposizione. A ben vedere, non ci sono dettagli su nessuno dei due personaggi, per cui ci potrebbero essere smentite su quanto detto prima.

Con le prime indiscrezioni sul film, che riferiscono che  Three Thousand Years of Longing è “di portata epica“, significa che Miller dovrebbe essere occupato con questo film per un po’. Questo lascia molto poco spazio agli annunciati sequel di Mad Max: Fury Road, almeno per i prossimi anni. Miller è attualmente ancora coinvolto in una causa legale con Warner Bros. per i guadagni di Fury Road, pratica che sta ostacolando lo sviluppo degli altri capitoli del franchise.

Gli interpreti principali, Tom Hardy e Charlize Theron, sono entusiasti di tornare, ma fino a quando non si risolverà la situazione, Mad Max continuerà a stare in una situazione di stallo. Di conseguenza, George Miller ha deciso di creare qualcosa di nuovo e, si spera, di più semplice da portare sullo schermo. Non è stata fissata alcuna data d’uscita, ma se la produzione comincerà nel 2019, il 2020 potrebbe essere probabile.

Fonte: Deadline e THR

George Miller svela le caratteristiche del prossimo prequel di Mad Max: Fury Road

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Sempre un passo avanti, il creatore dell’universo di Mad Max, George Miller, afferma di essere già pronto per almeno un’altra storia tratta dalla terra desolata e distopica. L’ultimo film del regista, Furiosa: A Mad Max Saga, potrebbe non accendere i motori e sfrecciare nei cinema fino a venerdì 24 maggio, ma Miller afferma che lui e i suoi collaboratori sono già pronti con un’idea per quello che potrebbe essere il prossimo capitolo del franchise. Durante un’intervista con Steve Weintraub di Collider prima di recarsi al Festival di Cannes, dove il film è stato presentato in anteprima mondiale la scorsa settimana, Miller ha parlato della prossima storia che vuole raccontare.

Il regista ha rivelato che il processo creativo per portare Furiosa: A Mad Max Saga sul grande schermo ha comportato la creazione di un retroscena non solo su Furiosa (che si vedrà nel prossimo film), ma anche su dove si trovava Max prima degli eventi della produzione del 2015 guidata da Charlize Theron e Tom Hardy. Con un deciso “Sì, lo sappiamo“, quando gli è stato chiesto se il team avesse qualche idea potenziale per le puntate future, Miller ha spiegato:

Principalmente perché per raccontare la storia di Fury Road, che si svolge in un lasso di tempo molto compresso, si potrebbe sostenere che il primo atto di Fury Road e l’ultimo atto si svolgano quasi in tempo reale nell’arco di tre giorni per raccontare la storia in corsa. Raccogliendo tutti i retroscena e le spiegazioni lungo il percorso, tutti coloro che hanno lavorato al film – non solo le macchine, ma anche tutti i progettisti, tutti i costruttori di oggetti, tutti – hanno dovuto comprendere a fondo i retroscena perché fossero coerenti.

Quindi, abbiamo dovuto scrivere la storia di Furiosa e dei 18 anni, a quanto pare, prima di incontrarla in Fury Road. Abbiamo anche dovuto scrivere la storia dell’anno di Max nell’anno precedente a quello in cui lo incontriamo in Fury Road. Quindi, abbiamo quella storia. L’abbiamo scritta come una novella, io e Nico Lathouris, e questa è la storia che dobbiamo ancora raccontare“.

Come si lega “Furiosa: A Mad Max Saga” a “Mad Max: Fury Road”?

Come ha detto Miller, il film prequel che arriverà nelle sale questo fine settimana darà al pubblico un’idea di ciò che il personaggio reso famoso dalla Charlize Theron stava facendo in tutti quegli anni prima di fuggire con cinque delle mogli di Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne) in cerca di un ritorno al Luogo Verde. Con Anya Taylor-Joy nel ruolo della cattiva protagonista, il film farà luce su quando e come Furiosa è stata rapita, contenuta, ha perso un braccio, ha ottenuto un sostituto robotico ed è finita nella Cittadella. L’attrice recita al fianco di Chris Hemsworth, che interpreta il cattivo Dementus nell’ultimo adrenalinico progetto di Miller. Scoprite tutto quello che c’è da sapere su Furiosa: A Mad Max Saga nella nostra recensione.

George Miller sul sequel di Mad Max e i film sui supereroi

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Mad Max Fury Road è stato uno dei film più visti e apprezzati dell’anno. I fan sono ora in attesa di notizie su un sequel, così TotalFilm ha intervistato il regista George Miller.

Miller è rimasto con la bocca cucita sui dettagli del sequel, ma ha rivelato di avere già pronte un sacco di storie tra cui scegliere. Questo grazie al lavoro e al tempo dedicato a Mad Max Fury Road. “Abbiamo speso tanto tempo a lavorare sulle backstories che inavvertitamente abbiamo scritto altre due storie”, ha spiegato Miller.

Miller non si è limitato a questo. Ha anche parlato della possibilità di lavorare a un film sui supereroi. Ecco l’intervista:

“Dipende interamente dalla storia”, dice Miller. “Sono interessato all’universo dei supereroi, perché sono l’equivalente del mondo greco e dei romani.”

Fonte: gamesradar

George Miller su Man of Steel 2

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George Miller su Man of Steel 2

La possibilità che George Miller, regista dello straordinario Mad Max: Fury Road, potesse girare Man of Steel 2 aveva fatto letteralmente girare la testa ai fan della DC Comics. Ma ora è lo stesso Miller, durante un’intervista a Digital Spy, a confermare che non sarà alla guida del sequel de L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder.

Miller ammette di aver incontrato la Warner Bros. per dirigere il cinecomic targato DC, ma ora – e alla luce del fatto che il progetto Justice League Mortal non è andato in porto questa possibilità appare più remota. “Spero che il mio prossimo film sia piccolo, senza effetti speciali e con pochi stuntmen”, ha aggiunto George Miller, evidentemente provato dalla lunga e complessa produzione di Mad Max: Fury Road.

Fonte: Collider

George Miller su Furiosa: “Abbiamo finito il film solo due settimane e mezzo fa”

George Miller sta preparando il prossimo Mad Max

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George Miller sta preparando il prossimo Mad Max

Per tutti quelli che stavano per perdere le speranze, non temete: George Miller ha dichiarato che è già in fase di preparazione con il prossimo film di Mad Max, dopo il travolgente successo di Mad Max: Fury Road.

Il regista è al lavoro su Three Thousand Years of Longing che avrà come protagonisti Idris Elba e Tilda Swinton, ma intanto, nonostante la differenza tra un progetto e l’altro, ha confermato di non aver ancora completato la sua saga post-apocalittica e che sta già lavorando al progetto:

Non ho chiuso con la storia di Mad Max e penso che si debba essere un multi-tasker, ci sarà certamente un altro Mad Max dopo questo film. Stiamo preparando anche quello (…) Si tratta di una questione interessante l’idea di lavorare a più progetti contemporaneamente. Ne parlo con altri colleghi e penso che per quanto mi riguarda quando stai lavorando su un progetto alle volte vieni distratto e ti concentri su un’altra cosa, come se fosse una vacanza creativa poter distogliere brevemente l’attenzione. Aiuta a raggiungere l’obiettivo perché ogni volta hai un approccio fresco a ciò a cui stai lavorando e pensi ‘Pensavo di essere impegnato in questo lavoro, ma ora non è così’“.

Mad Max: Tom Hardy spera ancora in un nuovo film

Mad Max: Fury Road ha avuto un successo travolgente. Dalla presentazione a Cannes alla vittoria di sei Oscar (su dieci nomination), il film con Charlize Theron e Tom Hardy è certamente uno dei migliori film degli ultimi dieci anni.

George Miller rivela le ragioni dietro i litigi tra Tom Hardy e Charlize Theron sul set di Mad Max: Fury Road

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Non è un segreto che Tom Hardy e Charlize Theron si siano scontrati sul set di Mad Max: Fury Road di George Miller del 2015. Tuttavia, ci sono da tempo rapporti contrastanti sul motivo esatto per cui gli attori hanno faticato ad andare d’accordo.

L’approccio metodologico di Hardy nell’interpretare Max Rockatansky potrebbe essere stato un punto controverso, così come lo è stato il suo frequente ritardo sul set. Ciò ha provocato un acceso confronto che ha visto Theron chiamare il suo co-protagonista un “fottuto stronzo” prima di affrontarlo; la conseguenza di ciò è stata che la vincitrice dell’Oscar ha chiesto di avere sempre una produttrice a portata di mano.

Da allora entrambi hanno ammesso i rispettivi sbagli, con Hardy che dichiarato che avrebbe potuto e dovuto fare di più per promuovere un rapporto di lavoro più sano con la sua co-protagonista.

Realizzare quel film non è certo stato un processo facile, comunque, e solo il tempo dirà se si sono verificati problemi simili sul set di Furiosa: A Mad Max Saga (che, da quello che possiamo dire, ha avuto una produzione molto più fluida). Parlando con The Telegraph (tramite SFFGazette.com) del prequel, George Miller ha riflettuto sugli scontri tra Hardy e Theron durante la realizzazione di Mad Max: Fury Road.

“Erano semplicemente due artisti molto diversi”, ricorda George Miller. “Tom ha un difetto ma anche una brillantezza che ne deriva, e qualunque cosa gli stesse succedendo in quel momento, doveva essere convinto a uscire dalla sua roulotte.” “Considerando che Charlize era incredibilmente disciplinata – una ballerina di formazione, raccontato con la precisione della sua performance – e sempre la prima sul set.”

Anche l’avversione di Theron per la polvere era un problema, spingendo Miller ad assicurarle che le salviette detergenti sarebbero state a portata di mano quando necessario. “Ma lei ha detto: ‘No, te lo dico perché posso usarlo'”, spiega. “E poi ogni mattina, dopo essersi vestita e truccata, usciva e si rotolava nella terra.”

“Sono un ottimista, quindi ho visto il loro comportamento come uno specchio dei loro personaggi, dove hanno dovuto imparare a cooperare per garantire la sopravvivenza reciproca.” Anche così, aggiunge, “Non ci sono scuse per questo, e penso che ci sia la tendenza in questo settore a usare le grandi performance come giustificazione per altri disagi che potrebbero essere evitati”.

Né Theron né Hardy riprenderanno i rispettivi ruoli in Furiosa, con Anya Taylor-Joy che interverrà per interpretare il personaggio del titolo nella sua versione più giovane. Per quanto riguarda la comparsa o meno di Max, puoi trovare i dettagli qui.

Furiosa: A Mad Max Saga, quello che sappiamo sul film

In Furiosa: A Mad Max Saga, Anya Taylor-Joy assume il ruolo che è stato di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi ufficiale recita: mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

George Miller offre aggiornamenti sui film del franchise di Mad Max dopo Furiosa

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Il franchise di Mad Max è diventato un gigante nel mondo del cinema, portando gli spettatori in una corsa selvaggia attraverso un mondo post-apocalittico. Alla fine di questo mese, arriverà finalmente un nuovo capitolo: Furiosa: A Mad Max Saga, un nuovo prequel incentrato sulle origini dell’Imperatrice Furiosa (Anya Taylor-Joy). In una recente intervista con Entertainment Weekly, George Miller, ideatore del franchise, ha anticipato che in Furiosa ci sarà un breve cameo di Max Rockatansky e della sua iconica auto, l’Interceptor, per ricordare al pubblico la cronologia del franchise.

Nel fare ciò che abbiamo fatto nella preparazione di Mad Max: Fury Road, abbiamo anche scritto cosa è successo a Max nell’anno precedente a quello in cui lo incontriamo [in quel film]“, ha rivelato Miller. “E mentre ci avviciniamo alla fine di questo film, la cronologia… In pratica, dovevamo capire che Mad Max era in agguato da qualche parte perché sappiamo cosa è successo. Gli sceneggiatori sanno cosa è successo a Mad Max nell’anno precedente, e abbiamo un’intera storia che vorrei fare prima o poi, se ne avrò l’occasione“.

Sembra dunque che Miller abbia altro in serbo per questa saga. Mentre c’è chi si aspetta un sequel di Mad Max: Fury Road, per ora sembra che il regista sia intenzionato ad esplorare aspetti precedenti agli eventi di quel film uscito ormai 9 anni fa. Non resta dunque che attendere di scoprire in che modo Furiosa: A Mad Max Saga verrà accolto per poter provare ad immaginare il futuro del franchise. Se il film si affermasse come un grande successo, c’è da aspettarsi che un nuovo capitolo potrebbe essere realizzato in tempi più brevi, riportando Max Rockatansky al centro della saga.

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Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

George Miller non dirigerà il sequel de L’uomo d’acciaio

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George Miller non dirigerà il sequel de L’uomo d’acciaio

È di qualche giorno fa la notizia che George Miller, reduce dal successo di Mad Max: Fury Road, fosse in lizza per dirigere il sequel de L’Uomo d’Acciaio (Man Of Steel) di Zack Snyder. Tuttavia, secondo il sito Den Of Geek, pare che sì, il regista stia esaminando un progetto DC ma di cosa si tratti ancora non è certo: “dipenderà da quale storia lo interesserà di più, dalla sua visione, dalla disponibilità dei collaboratori.”

Non si esclude Man of Steel 2 ma sembra più probabile che lo studio voglia concentrarsi sulla realizzazione di uno dei numerosi film in lista di produzione e, per ora, abbia altre priorità.

Sulla scia dell’entusiasmo attorno a Ben Affleck nei panni di Batman, la Warner Bros sta già tracciando una trilogia di film incentrati su quel personaggio, e sembra proprio che su Superman si stiano abbassando i riflettori. Cosa finirà per dirigere quindi Miller?

Fonte: Comicbookmovie

George Miller ha rifiutato il live action di Akira

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George Miller ha rifiutato il live action di Akira

Parlando con Yahoo, il regista George Miller ha confermato che la Warner Bros lo voleva coinvolto nell’adattamento cinematografico in live action di Akira. “Se ne è parlato, ma io ho così tante cose che voglio fare che non posso aver tempo per tutto”.

George-Miller-Qualcuno però ha insinuato che il regista avesse rifiutato la regia di Akira perché il suo Mad Max tanto acclamato è ispirato proprio all’anime giapponese.

“Io non so da dove viene questa voce. Sono un grande fan dell’anime e leggo anche qualche manga anche se non in giapponese, ma mi piace l’estetica. Quindi Akira è senza dubbio un film che mi è piaciuto ma non ha avuto una diretta influenza su Mad Max“.

Al momento il film di Akira procede la sua produzione, mentre alla sceneggiatura è stato confermato Marco Ramirez (Daredevil, Sons of Anarchy).

Fonte: Yahoo

George Miller disposto a dirigere Thor 5: “Lavorerei con Chris Hemsworth su qualsiasi cosa”

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Dopo aver diretto due film Thor di fila, il regista Taika Waititi ha dichiarato di aver chiuso con il franchise, aprendo la porta a un altro regista se i Marvel Studios e Kevin Feige vorranno realizzare un altro film Thor. Come sappiamo, sembrano essere in corso delle conversazioni riguardo Thor 5, che dovrebbe concludere l’avventura da solista del personaggio. Ad oggi, però, non c’è nulla di certo e non si sa neanche chi potrebbe dirigere tale progetto. Dato questo ruolo vacante, c’è chi si è chiesto se non potrebbe essere George Miller ad assumere tale compito.

Al regista, attualmente impegnato nella promozione di Furiosa: A Mad Max Saga – nel quale ha diretto proprio Chris Hemsworth – è stato dunque chiesto se prenderebbe in considerazione la possibilità di riunirsi con l’attore in Thor 5. Senza pensarci troppo, il regista ha dichiarato a Comicbook.com che: “Lavorerei con Chris su qualsiasi cosa. Lo farei davvero. È un attore meraviglioso. Ha una gamma completa di tutte le abilità“, ha detto Miller. “Voglio dire, devi essere atletico, fisicamente”.

Ma devi essere anche atletico dal punto di vista emotivo e intellettuale per affrontare questi ruoli molto complessi, in ultima analisi, qualsiasi ruolo. Quindi, sono stato molto fortunato con tutto il mio cast e in particolare nel modo in cui Anya e Chris si sono abbinati. Soprattutto verso la fine del mese”.

A meno di sorprese in Deadpool & Wolverine, la prossima apparizione di Thor è molto probabilmente in Avengers 5 e/o Avengers: Secret Wars. Dato che i Marvel Studios chiuderanno la Saga del Multiverso nei prossimi anni, dare il via alla prossima fase di film con un film di Thor in solitaria sarebbe un’opzione alquanto sicura, specialmente così da offrire al personaggio una degna conclusione dopo il deludente quarto film.

George Miller dirige Furiosa: A Mad Max Saga

In Furiosa: A Mad Max Saga, Anya Taylor-Joy assume il ruolo che è stato di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi ufficiale recita: mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

George Miller dirigerà un film DC Comics?

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Secondo alcune indiscrezioni George Miller, acclamato per il suo ultimo film, Mad Max: Fury Road, potrebbe presto dirigere un film DC Comics. Il regista, come è noto, è stato visto qualche mese fa sul set di Suicide Squad. Da quel momento sono partite le speculazioni, seppur nessun annuncio sia ancora arrivato da Warner Bros.

Dopo Mad Max: Fury Road molti appassionati di fumetti sarebbero entusiasti dell’idea, e sembra che anche Warner Bros lo sia. Nessun indizio sul possibile film, anche se The Flash, Shazam!, Green Lantern Corps e Cyborg sono per ora ancora senza un regista. Per ora abbiamo soltanto alcuni tweet, in attesa di capire se davvero vedremo George Miller dietro la macchina da presa per un film DC:

george-miller-dc-tweets

Fonte: CBM

George Michael: muore a 53 anni il fondatore degli Wham

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Si è spento all’età di 53 anni George Michael, fondatore ed ex frontman degli Wham. A darne notizia ufficiale, via BBC, è stato il Thames Valley Police, che ha riferito che alle 13.42 ora locale è stata chiamata un’ambulanza d’urgenza a Goring nell’Oxfordshire.

Morto George Michael

L’agente della star ha diffuso ils eguente comunicato:

È con grande tristezza che confermiamo che il nostro amato figlio, fratello e amico George è morto pacificamente a casa sua nel giorno di Natale. La famiglia chiede che venga rispettata la privacy in questo momento difficile e commovente. Non verranno rilasciati altri commenti in questa fase.

Le cause della morte non sono ancora chiare ma si è parlato (THR) di arresto cardiaco, mentre TMZ riporta che il cantante non era malato.

Nonostante non abbia mai partecipato fisicamente a un film, George Michael è stato una colonna sonora costante nel mondo del cinema. L’ultimo contributo di Michael al cinema è stato Careless Whisper, nella divertente scena finale di Deadpool.

George Michael a lavoro sul documentario Freedom

Il sito ufficiale di George Michael riportava, a novembre, che il cantante era di nuovo a lavoro “per rifinire il suo documentario ‘Freedom’, trovando materiale d’archivio incredibile e mai visto prima e girando alcune interviste esclusive per il film che verrà trasmesso nel 2017”.