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George Miller rivela le ragioni dietro i litigi tra Tom Hardy e Charlize Theron sul set di Mad Max: Fury Road

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Non è un segreto che Tom Hardy e Charlize Theron si siano scontrati sul set di Mad Max: Fury Road di George Miller del 2015. Tuttavia, ci sono da tempo rapporti contrastanti sul motivo esatto per cui gli attori hanno faticato ad andare d’accordo.

L’approccio metodologico di Hardy nell’interpretare Max Rockatansky potrebbe essere stato un punto controverso, così come lo è stato il suo frequente ritardo sul set. Ciò ha provocato un acceso confronto che ha visto Theron chiamare il suo co-protagonista un “fottuto stronzo” prima di affrontarlo; la conseguenza di ciò è stata che la vincitrice dell’Oscar ha chiesto di avere sempre una produttrice a portata di mano.

Da allora entrambi hanno ammesso i rispettivi sbagli, con Hardy che dichiarato che avrebbe potuto e dovuto fare di più per promuovere un rapporto di lavoro più sano con la sua co-protagonista.

Realizzare quel film non è certo stato un processo facile, comunque, e solo il tempo dirà se si sono verificati problemi simili sul set di Furiosa: A Mad Max Saga (che, da quello che possiamo dire, ha avuto una produzione molto più fluida). Parlando con The Telegraph (tramite SFFGazette.com) del prequel, George Miller ha riflettuto sugli scontri tra Hardy e Theron durante la realizzazione di Mad Max: Fury Road.

“Erano semplicemente due artisti molto diversi”, ricorda George Miller. “Tom ha un difetto ma anche una brillantezza che ne deriva, e qualunque cosa gli stesse succedendo in quel momento, doveva essere convinto a uscire dalla sua roulotte.” “Considerando che Charlize era incredibilmente disciplinata – una ballerina di formazione, raccontato con la precisione della sua performance – e sempre la prima sul set.”

Anche l’avversione di Theron per la polvere era un problema, spingendo Miller ad assicurarle che le salviette detergenti sarebbero state a portata di mano quando necessario. “Ma lei ha detto: ‘No, te lo dico perché posso usarlo'”, spiega. “E poi ogni mattina, dopo essersi vestita e truccata, usciva e si rotolava nella terra.”

“Sono un ottimista, quindi ho visto il loro comportamento come uno specchio dei loro personaggi, dove hanno dovuto imparare a cooperare per garantire la sopravvivenza reciproca.” Anche così, aggiunge, “Non ci sono scuse per questo, e penso che ci sia la tendenza in questo settore a usare le grandi performance come giustificazione per altri disagi che potrebbero essere evitati”.

Né Theron né Hardy riprenderanno i rispettivi ruoli in Furiosa, con Anya Taylor-Joy che interverrà per interpretare il personaggio del titolo nella sua versione più giovane. Per quanto riguarda la comparsa o meno di Max, puoi trovare i dettagli qui.

Furiosa: A Mad Max Saga, quello che sappiamo sul film

In Furiosa: A Mad Max Saga, Anya Taylor-Joy assume il ruolo che è stato di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi ufficiale recita: mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

George Miller offre aggiornamenti sui film del franchise di Mad Max dopo Furiosa

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Il franchise di Mad Max è diventato un gigante nel mondo del cinema, portando gli spettatori in una corsa selvaggia attraverso un mondo post-apocalittico. Alla fine di questo mese, arriverà finalmente un nuovo capitolo: Furiosa: A Mad Max Saga, un nuovo prequel incentrato sulle origini dell’Imperatrice Furiosa (Anya Taylor-Joy). In una recente intervista con Entertainment Weekly, George Miller, ideatore del franchise, ha anticipato che in Furiosa ci sarà un breve cameo di Max Rockatansky e della sua iconica auto, l’Interceptor, per ricordare al pubblico la cronologia del franchise.

Nel fare ciò che abbiamo fatto nella preparazione di Mad Max: Fury Road, abbiamo anche scritto cosa è successo a Max nell’anno precedente a quello in cui lo incontriamo [in quel film]“, ha rivelato Miller. “E mentre ci avviciniamo alla fine di questo film, la cronologia… In pratica, dovevamo capire che Mad Max era in agguato da qualche parte perché sappiamo cosa è successo. Gli sceneggiatori sanno cosa è successo a Mad Max nell’anno precedente, e abbiamo un’intera storia che vorrei fare prima o poi, se ne avrò l’occasione“.

Sembra dunque che Miller abbia altro in serbo per questa saga. Mentre c’è chi si aspetta un sequel di Mad Max: Fury Road, per ora sembra che il regista sia intenzionato ad esplorare aspetti precedenti agli eventi di quel film uscito ormai 9 anni fa. Non resta dunque che attendere di scoprire in che modo Furiosa: A Mad Max Saga verrà accolto per poter provare ad immaginare il futuro del franchise. Se il film si affermasse come un grande successo, c’è da aspettarsi che un nuovo capitolo potrebbe essere realizzato in tempi più brevi, riportando Max Rockatansky al centro della saga.

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Furiosa: A Mad Max Saga, quello che sappiamo sul film

In Furiosa: A Mad Max Saga, Anya Taylor-Joy assume il ruolo che è stato di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi ufficiale recita: mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

George Miller non dirigerà il sequel de L’uomo d’acciaio

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George Miller non dirigerà il sequel de L’uomo d’acciaio

È di qualche giorno fa la notizia che George Miller, reduce dal successo di Mad Max: Fury Road, fosse in lizza per dirigere il sequel de L’Uomo d’Acciaio (Man Of Steel) di Zack Snyder. Tuttavia, secondo il sito Den Of Geek, pare che sì, il regista stia esaminando un progetto DC ma di cosa si tratti ancora non è certo: “dipenderà da quale storia lo interesserà di più, dalla sua visione, dalla disponibilità dei collaboratori.”

Non si esclude Man of Steel 2 ma sembra più probabile che lo studio voglia concentrarsi sulla realizzazione di uno dei numerosi film in lista di produzione e, per ora, abbia altre priorità.

Sulla scia dell’entusiasmo attorno a Ben Affleck nei panni di Batman, la Warner Bros sta già tracciando una trilogia di film incentrati su quel personaggio, e sembra proprio che su Superman si stiano abbassando i riflettori. Cosa finirà per dirigere quindi Miller?

Fonte: Comicbookmovie

George Miller ha rifiutato il live action di Akira

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George Miller ha rifiutato il live action di Akira

Parlando con Yahoo, il regista George Miller ha confermato che la Warner Bros lo voleva coinvolto nell’adattamento cinematografico in live action di Akira. “Se ne è parlato, ma io ho così tante cose che voglio fare che non posso aver tempo per tutto”.

George-Miller-Qualcuno però ha insinuato che il regista avesse rifiutato la regia di Akira perché il suo Mad Max tanto acclamato è ispirato proprio all’anime giapponese.

“Io non so da dove viene questa voce. Sono un grande fan dell’anime e leggo anche qualche manga anche se non in giapponese, ma mi piace l’estetica. Quindi Akira è senza dubbio un film che mi è piaciuto ma non ha avuto una diretta influenza su Mad Max“.

Al momento il film di Akira procede la sua produzione, mentre alla sceneggiatura è stato confermato Marco Ramirez (Daredevil, Sons of Anarchy).

Fonte: Yahoo

George Miller disposto a dirigere Thor 5: “Lavorerei con Chris Hemsworth su qualsiasi cosa”

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Dopo aver diretto due film Thor di fila, il regista Taika Waititi ha dichiarato di aver chiuso con il franchise, aprendo la porta a un altro regista se i Marvel Studios e Kevin Feige vorranno realizzare un altro film Thor. Come sappiamo, sembrano essere in corso delle conversazioni riguardo Thor 5, che dovrebbe concludere l’avventura da solista del personaggio. Ad oggi, però, non c’è nulla di certo e non si sa neanche chi potrebbe dirigere tale progetto. Dato questo ruolo vacante, c’è chi si è chiesto se non potrebbe essere George Miller ad assumere tale compito.

Al regista, attualmente impegnato nella promozione di Furiosa: A Mad Max Saga – nel quale ha diretto proprio Chris Hemsworth – è stato dunque chiesto se prenderebbe in considerazione la possibilità di riunirsi con l’attore in Thor 5. Senza pensarci troppo, il regista ha dichiarato a Comicbook.com che: “Lavorerei con Chris su qualsiasi cosa. Lo farei davvero. È un attore meraviglioso. Ha una gamma completa di tutte le abilità“, ha detto Miller. “Voglio dire, devi essere atletico, fisicamente”.

Ma devi essere anche atletico dal punto di vista emotivo e intellettuale per affrontare questi ruoli molto complessi, in ultima analisi, qualsiasi ruolo. Quindi, sono stato molto fortunato con tutto il mio cast e in particolare nel modo in cui Anya e Chris si sono abbinati. Soprattutto verso la fine del mese”.

A meno di sorprese in Deadpool & Wolverine, la prossima apparizione di Thor è molto probabilmente in Avengers 5 e/o Avengers: Secret Wars. Dato che i Marvel Studios chiuderanno la Saga del Multiverso nei prossimi anni, dare il via alla prossima fase di film con un film di Thor in solitaria sarebbe un’opzione alquanto sicura, specialmente così da offrire al personaggio una degna conclusione dopo il deludente quarto film.

George Miller dirige Furiosa: A Mad Max Saga

In Furiosa: A Mad Max Saga, Anya Taylor-Joy assume il ruolo che è stato di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi ufficiale recita: mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

George Miller dirigerà un film DC Comics?

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Secondo alcune indiscrezioni George Miller, acclamato per il suo ultimo film, Mad Max: Fury Road, potrebbe presto dirigere un film DC Comics. Il regista, come è noto, è stato visto qualche mese fa sul set di Suicide Squad. Da quel momento sono partite le speculazioni, seppur nessun annuncio sia ancora arrivato da Warner Bros.

Dopo Mad Max: Fury Road molti appassionati di fumetti sarebbero entusiasti dell’idea, e sembra che anche Warner Bros lo sia. Nessun indizio sul possibile film, anche se The Flash, Shazam!, Green Lantern Corps e Cyborg sono per ora ancora senza un regista. Per ora abbiamo soltanto alcuni tweet, in attesa di capire se davvero vedremo George Miller dietro la macchina da presa per un film DC:

george-miller-dc-tweets

Fonte: CBM

George Michael: muore a 53 anni il fondatore degli Wham

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Si è spento all’età di 53 anni George Michael, fondatore ed ex frontman degli Wham. A darne notizia ufficiale, via BBC, è stato il Thames Valley Police, che ha riferito che alle 13.42 ora locale è stata chiamata un’ambulanza d’urgenza a Goring nell’Oxfordshire.

Morto George Michael

L’agente della star ha diffuso ils eguente comunicato:

È con grande tristezza che confermiamo che il nostro amato figlio, fratello e amico George è morto pacificamente a casa sua nel giorno di Natale. La famiglia chiede che venga rispettata la privacy in questo momento difficile e commovente. Non verranno rilasciati altri commenti in questa fase.

Le cause della morte non sono ancora chiare ma si è parlato (THR) di arresto cardiaco, mentre TMZ riporta che il cantante non era malato.

Nonostante non abbia mai partecipato fisicamente a un film, George Michael è stato una colonna sonora costante nel mondo del cinema. L’ultimo contributo di Michael al cinema è stato Careless Whisper, nella divertente scena finale di Deadpool.

George Michael a lavoro sul documentario Freedom

Il sito ufficiale di George Michael riportava, a novembre, che il cantante era di nuovo a lavoro “per rifinire il suo documentario ‘Freedom’, trovando materiale d’archivio incredibile e mai visto prima e girando alcune interviste esclusive per il film che verrà trasmesso nel 2017”.

George MacKay: 10 cose che non sai sull’attore

George MacKay: 10 cose che non sai sull’attore

Il giovane attore George MacKay ha in pochi anni partecipato ad alcuni celebri film, che gli hanno permesso di dimostrare la sua versatilità e le sue doti attoriali. Apprezzato da critica e pubblico, MacKay è ad oggi uno dei nomi su cui puntare per il futuro dell’industria, capace di regalare interpretazioni commoventi e di grande intensità. Per i suoi ruoli, inoltre, ha ricevuto importanti candidature a prestigiosi premi, il che conferma l’attenzione rivolta nei suoi confronti da parte degli esperti del settore.

Ecco 10 cose che non sai di George MacKay.

George MacKay: i suoi film

1. Ha recitato in celebri lungometraggi. George MacKay debutta al cinema nel 2003 con Peter Pan di P. J. Hogan, dove interpreta il piccolo Curly. Dopo alcune esperienze minori, si afferma con Defiance – I giorni del coraggio (2008) e soprattutto con Ragazzi miei (2009), accanto a Clive Owen. Negli anni successivi alterna cinema indipendente e produzioni di respiro internazionale, recitando in Come vivo ora (2013), Sunshine on Leith (2013), Pride (2014), Captain Fantastic (2016) e El Secreto de Marrowbone (2017).

Nel 2018 prende parte a Ophelia e Where Hands Touch, ma la consacrazione definitiva arriva con 1917 (2019) di Sam Mendes, film candidato a dieci premi Oscar, in cui interpreta il giovane soldato Schofield in una delle prove più intense della sua carriera. Nello stesso anno recita in True History of the Kelly Gang.

Negli anni successivi conferma la sua versatilità con film come Munich: The Edge of War (2021), I Came By (2022) e Femme (2023). Nel 2025 è tra i protagonisti di Broken English di Jane Pollard e Iain Forsyth, presentato a Venezia, che lo vede recitare al fianco di Tilda Swinton.

2. Ha recitato in una popolare mini serie TV. Parallelamente alla carriera cinematografica, MacKay è apparso in diverse serie televisive. Ha recitato in Johnny and the Bomb (2006), Tsunami – Il giorno dopo (2006) e The Outcast (2015). La popolarità televisiva arriva nel 2016 grazie a 22.11.63, miniserie tratta dal romanzo di Stephen King, in cui interpreta Bill Turcotte accanto a James Franco.

George MacKay non è su Instagram

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3. Non ha un account personale. L’attore non possiede un profilo sul social network Instagram, preferendo mantenere la propria vita privata lontana dai riflettori che questo inevitabilmente porta con sé. È possibile tuttavia trovare diverse fan page dedicate all’attore, dove è possibile trovare le sue ultime foto e aggiornamenti riguardo i suoi progetti da interprete.

George MacKay e Saoirse Ronan

4. Ha avuto una relazione con la celebre attrice. Nel 2013 MacKay conosce l’attrice Saoirse Ronan sul set del film Come vivo ora, dove interpretano due giovani innamorati. I due attori finiscono infine con l’instaurare una vera relazione sentimentale, confermata poi anche dal regista del film, il quale fu entusiasta della cosa poiché ciò portava ulteriore verità al loro rapporto nel film. Successivamente la loro relazione terminò, ma i due rimasero in buoni rapporti.

George MacKay in Peter Pan

5. Ha ricevuto una lunga preparazione. Nel suo film d’esordio, Peter Pan, l’attore interpreta uno dei celebri bimbi sperduti, per la precisione Ricciolino. Per essere pronto al ruolo MacKay, insieme ai suoi compagni di set, ha ricevuto un lungo addestramento nel combattimento con le spade e in particolare su come dar vita nel miglior modo possibile alle numerose coreografie delle scene di battaglia.

6. Ha continuato gli studi durante le riprese. Al momento delle riprese del film MacKay aveva solo dieci anni. Per questo motivo, mentre recitava nel film, l’attore ha continuato a ricevere un’istruzione, così da non rimanere indietro con i programmi scolastici. Allo stesso tempo, poiché le riprese si svolgevano in Australia, MacKay ebbe la possibilità durante le pause di prendere lezioni di nuoto per vedere dal vivo la Grande Barriera Corallina.

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George MacKay in 1917

7. Ha ricevuto importanti riconoscimenti. Per il suo ruolo del soldato Schofield nel film candidato agli Oscar 1917, MacKay è stato nominato come miglior attore ai Satellite Awards, e ha inoltre ricevuto premi al Festival di Santa Barbara e dal London Critics Circle Film Awards.

8. Si è dovuto sottoporre a diversi mesi di prove. Per poter realizzare il film con una serie di lunghi piani sequenza, il regista Sam Mendes ha richiesto agli attori dei lunghi periodi di prova. In quanto protagonista, MacKay ha così partecipato ad oltre sei mesi di prove, al fine di imparare perfettamente ogni dettaglio, battuta o movimento richiesto ai fini della riuscita delle riprese.

George MacKay in Captain Fantastic

9. Si è preparato fisicamente per il ruolo. Nel film Captain Fantastic, l’attore ricopre il ruolo di Bodevan, figlio maggiore del protagonista. Questi è solito fare esercizi di yoga, e per comprendere e riuscire al meglio in tale pratica l’attore si è sottoposto ad esercizi a riguardo per circa quattro ore al giorno.

George MacKay: età e altezza

10. George MacKay è nato a Londra, in Inghilterra, il 13 marzo 1992. L’attore è alto complessivamente 183 centimetri.

Fonte: IMDb

George Lucas: l’esilarante video intervista “vorrei essere Jar Jar Binks”

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E’ un inedito e divertente George Lucas quello protagonista di una video intervista speciale per Vanity Fair nel quale il regista si confessa e parla di molti argomenti caldi come l’aver abbandonato la sua saga Star Warsma soprattutto quale personaggio vorrebbe essere dell’Universo creato, sentite la sua risposta. Insieme a lui l’attuale regista JJ Abrams che porterà al cinema Star Wars Il Risveglio della Forza.

Star Wars il Risveglio della Forza: 50 milioni di dollari di prevendita!

Kylo Ren minaccioso nella nuova immagine di Star Wars il Risveglio della Forza

George Lucas: “Gli Oscar sono solo politica”

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Altre polemiche a seguito delle nomination agli Oscar di quest’anno. Proprio oggi George Lucas, durante un’ intervista rilasciata al programma CBS This Morning, ha dichiarato: “Si tratta di una campagna politica. Non ha niente a che vedere con la ricerca artistica“.

66ème Festival de Venise (Mostra)

Lucas stava rispondendo ad una domanda del conduttore Gayle  King riguardo al fatto che non via sia stato tra i nominati nessun candidato di colore; a parere del regista un vero e proprio affronto nei confronti degli attori neri, nello specifico alla performance di David Oyelowo in Selma.

Lucas ha aggiunto in riferimento ai membri dell’ Academy: “Perchè scegliamo persone che non propendono verso i più brillanti e talentuosi che abbiamo nel paese?! È tutta politica… e credo che ciò sia un dolore per tutti“.

Il regista di Star Wars, apparso nello show di stamattina per promuovere il suo nuovo film d’animazione Strange Magic, ha dichiarato di non essere  un membro dell’Academy a causa delle numerose polemiche che sembrano circondare continuamente l’istituto americano.

Fonte: HollywoodReporter

George Lucas voleva realizzare Star Wars VII

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George Lucas voleva realizzare Star Wars VII

In una recente intervista con USA Today, George Lucas ha parlato nuovamente di Star Wars Il risveglio della forza. Il creatore della nota saga ha rivelato che nei suoi piani originali c’era l’idea di dirigere Star Wars VII, rilasciarlo nel maggio del 2015 e poi venderlo. Lucas ha spiegato:

“E’ stato meglio per me tirarmi fuori dal progetto sin dall’inizio. Il tempo per me è importante più dei soldi – ha dichiarato Lucas in merito alla scelta di vendere alla Disney – e fare un nuovo Star Wars mi avrebbe portato via troppo tempo”. 

Il regista conclude dicendo:“L’unica cosa che mi dispiaceva è che ogni volta che vedevo la navicella avvicinarsi allo schermo non rimanevo a bocca aperta, perché sapevo che dietro tutto c’ero io. Adesso potrò finalmente godermi lo spettacolo”.

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Star Wars il Risveglio della Forza uscirà sul grande schermo il 18 dicembre 2015, in Italia il 5 gennaio 2016, con un cast che include il ritorno di Mark HamillHarrison FordCarrie FisherMark Hamill,Anthony DanielsPeter Mayhew e Kenny Panettiere con le nuove aggiunte John BoyegaDaisy RidleyAdam pilotaOscar IsaacAndy SerkisDomhnall GleesonLupita Nyong’oGwendoline Christie e Max von Sydow.

Fonte

George Lucas sulla critica che i film di Star Wars siano “con soli uomini bianchi”: “La maggior parte sono alieni!”

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Come riportato da Variety, George Lucas ha parlato apertamente delle critiche rivolte ai film di “Star Wars” durante una conversazione tenutasi al Festival di Cannes, dove gli è stata consegnata la Palma d’oro onoraria. Parlando del successo del franchise, Lucas ha infatti riflettuto su alcuni dei commenti negativi che ha ricevuto nel corso degli anni. “Dicevano: ‘Sono tutti uomini bianchi’”, ha detto il regista parlando di criticava i film. “La maggior parte delle persone sono alieni! L’idea è che si dovrebbero accettare le persone per quello che sono, che siano grandi e pelose o che siano verdi o altro. L’idea è che tutte le persone sono uguali”.

Lucas ha poi affermato che gli unici esseri dell’universo di “Star Wars” ad essere discriminati sono i robot. “Era un modo per dire che la gente discrimina sempre qualcosa e prima o poi succederà anche con i robot”, ha detto. “Voglio dire, in realtà stiamo già iniziando con l’IA, dicendo: ‘Beh, non possiamo fidarci di quei robot’”. Per quanto riguarda la questione razziale, Lucas ha detto: “Nel primo c’erano alcuni tunisini che erano scuri, e nel secondo avevo Billy Williams, e nei [prequel], che sono stati anche criticati, avevo Sam Jackson. Non era un furfante come Lando. Era uno dei migliori Jedi”.

Lucas ha anche risposto alle critiche sulla rappresentazione delle donne nei film di “Star Wars”, dicendo: “Chi pensate che siano gli eroi in queste storie? Cosa pensate che fosse la Principessa Leila? Lei è il capo della ribellione. È lei che prende questo ragazzino che non sa nulla e questo ragazzo sbruffone che non sa fare nulla e cerca di salvare la ribellione con questi pagliacci… Ed è la stessa cosa con la Regina Amidala”. Ha continuato: “Non si può mettere una donna in pantaloni e aspettarsi che sia un’eroina. Possono indossare abiti, possono indossare quello che vogliono. È il loro cervello e la loro capacità di pensare, pianificare ed essere logistici. Ecco cos’è l’eroe”.

George Lucas riceve la Palma d’oro onoraria al Festival di Cannes

Lucas, come anticipato, è presente a Cannes per ricevere la Palma d’Oro onoraria, che gli sarà consegnata sabato durante la cerimonia di chiusura del festival. “Il Festival di Cannes ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore”, ha dichiarato Lucas in un comunicato quando è stata annunciato che avrebbe ricevuto la Palma d’onore. “Sono rimasto sorpreso ed euforico quando il mio primo film, ‘THX-1138’, è stato selezionato per essere proiettato in un nuovo programma per registi esordienti chiamato Quinzaine des Réalisateurs. Da allora sono tornato al Festival in molte occasioni, in diverse vesti, come sceneggiatore, regista e produttore. Sono davvero onorato di questo speciale riconoscimento che significa molto per me”.

LEGGI ANCHE: Festival di Cannes 2024: George Lucas arriva al festival per la Palma d’Oro

George Lucas sui film di Star Wars della Disney: “Molte delle idee dell’originale sono andate perse”

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Il regista George Lucas è stato premiato al 77° Festival di Cannes con una Palma d’Oro onoraria per il suo contributo al cinema. L’ideatore di Star Wars ha inoltre avuto modo di raccontarsi durante un’ampia discussione sulla sua vita nel mondo del cinema. “Non eravamo davvero interessati a fare soldi, eravamo interessati a fare film”, ha detto Lucas, parlando della sua prima carriera. Ha raccontato di essere stato mentore di Francis Ford Coppola – la cui ultima epopea, Megalopolis (qui la recensione), è stata presentata in anteprima a Cannes quest’anno.

Ha raccontato come ha lottato per ottenere la realizzazione di American Graffiti, per soli 750.000 dollari, e poi come ha dovuto lottare contro lo studio, la Universal Artists, per portare il film nelle sale. I dirigenti dello studio volevano abbandonare il progetto, interpretato da una folla di sconosciuti dell’epoca, tra cui Ron Howard, Cindy Williams, Richard Dreyfus e Harrison Ford, prima che una serie di proiezioni di prova davanti a folle urlanti – “Era come un concerto rock”, ricorda Lucas – li convincesse a fare un tentativo nelle sale. Il film, uscito in poche sale, guadagnò 115 milioni di dollari negli Stati Uniti.

Il film attirò anche l’attenzione di Allan Ladd Jr, allora capo della produzione della Fox, che avvicinò Lucas dopo una proiezione e gli disse, ha ricordato il regista: “Hai altri film? E io risposi: “Beh, ho questa specie di fantasy fantascientifico, un film folle in stile anni ’30, con cani che guidano astronavi”. E lui disse: ‘Lo farò. Farò tutto quello che vuoi’… e mi ha assunto e il resto è storia”. Lucas ha poi anche difeso la sua decisione di tornare indietro e “ripulire” la sua trilogia originale, utilizzando la nuova tecnologia digitale per far apparire il film come aveva sempre voluto.

George Lucas sulla critica che i film di Star Wars siano “con soli uomini bianchi”: “La maggior parte sono alieni!”

Proprio parlando di Star WarsLucas ha affermato che con i nuovi film realizzati dopo la vendita della Lucasfilm alla Disney nel 2012 (per 4,05 miliardi di dollari), i nuovi capi aziendali hanno sbagliato molte cose. “Io ero quello che sapeva davvero cosa fosse Star Wars… che conosceva davvero questo mondo, perché c’è molto in esso. La Forza, per esempio, nessuno la capiva“, ha detto. “Quando hanno iniziato a farne altri, dopo che ho venduto la società, molte delle idee che c’erano nell’originale sono andate perse. Ma è così che vanno le cose. Se rinunci, rinunci”.

George Lucas sarà nominato Leggenda Disney

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Il Disney Legends Awards è stato istituito 28 anni fa dalla Walt Disney Company, nel 1987, e si svolge tutti gli anni nell’ambito di una memorabile Expo di 3 giorni. Quest’anno venerdì 14 Agosto, in occasione dell’Expo D23 ad Anaheim, riceveranno il titolo di “Leggenda Disney” il creatore di Star Wars George Lucas, e altri 7 amati contributors della grande famiglia Disney. Il premio verrà consegnato durante una cerimonia con speciali performances musicali presentata dal presidente Disney Bob Iger che ha affermato: “Il Disney Legend Award è il nostro riconoscimento più alto, e siamo onorati di premiare queste otto personalità che hanno contribuito al successo della nostra famiglia: la passione che hanno messo nel loro lavoro ha reso felice il nostro pubblico e gli ha permesso di conquistare un posto nella storia Disney”.

Gli otto premiati sono:

GEORGE BODENHEIMER, che in 33 anni di carriera è passato da portalettere della compagnia a Presidente Esecutivo della ESPN.

ANDREAS DEJA, grande animatore conosciuto e apprezzato specialmente per i suoi pittoreschi cattivi (Gastone in La Bella e La Bestia, Jafar in Aladdin, Scar in Il Re Leone).

EYVIND EARLE, uno dei migliori artisti Disney, noto illustartore, ha curato gli sfondi per Lilli e Il Vagabondo, Peter Pan ed è noto specialmente per il suo capolavoro La Bella Addormentata.

DANNY ELFMAN, noto compositore che ritroviamo spesso in collaborazioni nei film di Tim Burton.

GEORGE LUCAS, che con i film di Star Wars è diventato uno dei registi di maggior successo di tutti i tempi. Il suo primo progetto per la Disney fu Captain EO, del 1986, con Michael Jackson e diretto da Francis Ford Coppola. Da sue idee sono nati anche lo Star Tour  e l’Indiana Jones Adventure a Disneyland, così come l’Indiana Jones Epic Stunt Spectacular agli Studios Disney di Hollywood, Indiana Jones et le Temple du Péril a Disneyland Paris, e i due blockbuster Le attrazioni di Indiana Jones Adventure a DisneylandTokyo DisneySea.

SUSAN LUCCI, la Erica Kane della soap ABC All My Children per 41 anni, che le ha portato ben 21 Emmy come Miglior Attrice, oltre a svariati altri riconoscimenti tra cui una stella sulla Walk of Fame.

JULIE REIHM CASALETTO, da guida turistica ad Ambasciatrice Disney nel 1965 per aiutare Walt che non riusciva più a gestire tutte le sue apparizioni pubbliche.

CARSON VAN OSTEN, artista che ha portato i personaggi Disney nel mondo dei media per trent’anni, disegnando tra gli altri il logo di Mickey Mouse per il 50° e 60° anniversario Disney e il logo dei Walt Disney Studios.

Fonte: Comingsoon.net

George Lucas risponde a Martin Scorsese riguardo i film Marvel e il concetto di “cinema”

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Nel 2019, il regista Martin Scorsese ha aperto un vaso di Pandora quando ha deciso di dichiarare che i film di supereroi non sono “cinema”. Negli ultimi cinque anni, innumerevoli scrittori, registi e attori hanno reagito ai suoi commenti, mentre molti altri – come Francis Ford Coppola – si sono stretti intorno a Scorsese e hanno concordato con la sua valutazione. In quale campo si colloca il leggendario creatore di Star Wars, George Lucas?

Nel corso di un’intervista condotta a Cannes, dove ha ricevuto la Palma d’oro onoraria, a Lucas è stato chiesto cosa ne pensasse della critica di Scorsese ai film di supereroi. “Guardi. Il cinema è l’arte dell’immagine in movimento“, ha risposto. “Se l’immagine si muove, allora è cinema. Credo che Marty abbia cambiato un po’ idea”. Lucas ha poi cambiato marcia per parlare di come è stato il pioniere del cinema digitale e del fatto che molti registi, tra cui Scorsese, erano inizialmente convinti che stesse facendo la cosa sbagliata.

Sebbene Lucas si sia fermato a non condividere i suoi pensieri sui film della Marvel (affermando che “se le immagini sono film, allora è cinema” può essere o meno eloquente), ha offerto una valutazione senza mezzi termini dell’attuale produzione di Hollywood in un’altra parte della conversazione. “Le storie che raccontano sono solo vecchi film”, ha detto. “Facciamo un sequel, facciamo un’altra versione di questo film”, non c’è un pensiero originale. I grandi studios non hanno immaginazione”.

Tuttavia, chi sperava che Lucas, che ha ideato anche la saga di Indiana Jones, si mettesse dietro la macchina da presa per raddrizzare la situazione, rimarrà probabilmente deluso. “No, mi sono ritirato”, ha confermato. “L’ultimo che ho fatto come produttore è stato un film chiamato Strange Magic, che è un film d’animazione. Quindi stavo facendo i film che volevo fare piuttosto che… mi finanziavo da solo e avevo il mio studio. Sto costruendo un museo a Los Angeles. Mi tiene molto occupato”.

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George Lucas riceverà la Palma d’oro alla carriera a Cannes 2024

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George Lucas riceverà la Palma d’oro alla carriera a Cannes 2024

Leggenda di Hollywood, il regista, sceneggiatore e produttore George Lucas riceverà la Palma d’oro alla carriera sabato 25 maggio, in occasione della cerimonia di chiusura del 77esimo Festival di Cannes 2024.

Alla sola menzione del suo nome si illumina un’intera sezione della Settima Arte e si sentono alcune indimenticabili note musicali (di John Williams!). Inseparabile dalle saghe di Star Wars e Indiana Jones, George Lucas ha regalato per sempre ai film di successo una storia illustre e al pubblico di tutto il mondo un piacere senza eguali.

“Il Festival di Cannes ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Sono rimasto sorpreso ed euforico quando il mio primo film, THX-1138, è stato selezionato per essere proiettato in un nuovo programma per registi esordienti chiamato Quinzaine des Réalisateurs. Da allora, sono tornato al festival in molte occasioni in vari ruoli come scrittore, regista e produttore. Sono davvero onorato di questo riconoscimento speciale che significa molto per me.”

La Palma d’Oro Onoraria gli sarà consegnata sul palco del Grand Théâtre Lumière durante la Cerimonia di Chiusura sabato 25 maggio 2024. Il Festival di Cannes è lieto di rendere omaggio a una delle più grandi figure del cinema contemporaneo, un uomo dalla carriera straordinaria, che unisce grande spettacolo e innovazione, mitologia e modernità, cinefilia e tecnologia.

La cerimonia di chiusura del 77° Festival di Cannes 2024 si terrà la sera del 25 maggio. Camille Cottin fungerà da maestro di cerimonia.

George Lucas resuscita i morti!

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George_Lucas

L’attore e regista comico Mel Smith ha rivelato che George Lucas, con il quale  ha collaborato per Benvenuti a Radioland, sta lavorando ad un progetto particolare: il recupero dei diritti sulle immagini di molte star defunte, onde poterle ricreare digitalmente in un film nel quale reciterebbero accanto ad attori in carne e ossa.

George Lucas parla di Star Wars VII e film indipendenti

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George Lucas non ha visto il nuovo trailer di Star Wars: Il Risveglio della Forza. Sta aspettando fino a che non potrà vedere il film sul grande schermo. “Sono una persona da grande schermo”, ha detto il 17 aprile durante la sua intervista nella sezione Tribeca Talks del Tribeca Film Festival. Sta aspettando a guardare il nuovo trailer di Star Wars: Il Risveglio della Forza fino a che non potrà vederlo su qualcosa di diverso da un cellulare o un computer. “Spero sia un successo. Spero abbiano un buon lavoro”, ha detto Lucas alla domanda circa le sue speranze per i nuovi film di Star Wars. “La storia originale era su un padre, un figlio e un nipote; ma non hanno usato le mie storie e lo porteranno in una direzione diversa”. “Io non so nulla”, ha detto del nuovo film. “Questa volta sarà molto emozionante.

Nella sua intervista con Stephen Colbert, Lucas ha parlato della sua carriera in generale e della sua feroce vena indipendente che ha fatto nascere Star Wars. A questo proposito, quando il regista mostrò un montaggio preliminare delle sue idee per il film ai suoi amici registi più stretti – Steven Spielberg, Brian De Palma e Martin Scorsese – Spielberg gli disse: ‘Questo sarà il più grande film di tutti i tempi!’ Ma nessun altro sembrava essere d’accordo. “Brian mi disse, ‘George, che diavolo è la forza?‘”.

Lucas ha anche detto di aver fatto American Graffiti perché Francis Ford Coppola lo aveva sfidato. A sentire Lucas, Coppola gli disse: “Guarda, fammi un favore. Non farne più di questi film sperimentali di fantascienza. Ti sfido a scrivere una commedia“. E così ha fatto. Durante l’intervista, Lucas ha dichiarato di sentirsi ancora l’artista dalla mentalità indipendente di inizio carriera. “Molti miei amici hanno degli yacht. A me non interessa. Ho messo i miei soldi al sicuro per poi sprecarli in film che non incasseranno. D’altronde con i film sperimentali non sai mai cosa succederà. Ma è così che funziona il mondo del cinema“.

Per quanto riguarda progetti futuri, Lucas ha dichiarato di voler tornare a fare film sperimentali. “E’ esattamente quello che ho intenzione di fare“, ha esplicitamente dichiarato. “Ho sempre voluto farlo e ho sempre detto che l’avrei fatto dopo Star Wars“. “La maggior parte dei miei amici che hanno realizzato film sperimentali hanno raccolto i soldi dalle loro stesse famiglie, ma c’è un altro modo per farlo: diventare molto ricchi“, ha chiosato divertito riferendosi a se stesso. “Questi film probabilmente non usciranno mai nelle sale“, ha scherzato. “Sto solo armeggiando nel mio garage“.

Fonte: Variety

George Lucas non sa nulla di Star Wars Episodio VII

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George Lucas non sa nulla di Star Wars Episodio VII

Lucasfilms loses court case on Storm Trooper helmetsNotizia shock per tutti gli appassionati di Star Wars: George Lucas ha dichiarato di non sapere NULLA riguardo ai progetti per portare sullo schermo l’Episodio VII e i vari spin off relativi ai personaggi della saga che sono stati annunciati.

Quando cominciò a circolare la notizia che una nuova trilogia di Star Wars non avrebbe previsto il coinvolgimento di Lucas, i fan erano entusiasti per la promessa di nuovi film, ma allo stesso tempo erano anche convinti che in qualche modo Lucas potesse essere coinvolto o comunqeu messo al corrente dei progressi relativi a quella che infondo è una sua creatura.

Adesso in una recente intervista George Lucas ha dichiarato chiaramente di non aver parlato con JJ Abrams del film e non sapere assolutamente nulla a riguardo.

Non ho parlato con JJ. E’ stato occupato con Star Trek, e sono sicuro che mi farà sapere quando avrà delle domande. Così, beh sai, sta andando tutto bene. Kathy (Kathleen Kennedy, ndr) mi ha detto che sta funzionando tutto alla grande”.

Ricordiamo tutti però che siamo in territorio rumors, per cui tutto quanto detto potrà essere confermato e anche smentito.Vi ricordiamo che Star Wars Episodio VII uscirà al cinema nel 2015, per la regia di J.J. Abrams, basato su una sceneggiatura di Michael Arndt. Per tutte le notizie sulla nuova trilogia targata Disney vi segnaliamo il nostro speciale: Star Wars. La scheda del film: Star Wars: Episodio VII.

George Lucas ha diretto una piccola scena in Solo: A Star Wars Story

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In molti credono che George Lucas abbia rinunciato alla sua creatura, il franchise di Star Wars. Tuttavia il regista che nel 1977 inaugurò questo straordinario viaggio, continua a rimanere in contatto con la Lucasfilm, anche dall’esterno.

Sembra infatti che durante le riprese di Solo: A Star Wars Story, sia andato a far visita sul set a Ron Howard, suo protagonista di American Graffiti, e che abbia dato dei consigli su come girare una particolare scena del film, a bordo del Millennium Falcon.

“Voleva solo passare per salutare, poi è rimasto sul set per 5 ore. C’è anche un momento, ma non rivelerò quale, in cui George ha detto ‘Io credo che Han farebbe così in questa scena’. Eravamo a bordo del Millennium Falcon. Si tratta di una cosa divertente, che abbiamo fatto.” A Ron Howard è piaciuta così tanto l’idea che ha chiesto a tutti di farla come voleva George Lucas.

In merito alla sua scelta di prendere il posto di Chris Miller e Phil Lord, Ron Howard è stato invece esitante: “Conosco Phil e Chris. Hanno moltissimo talento e tutti volevamo trovare un modo per lavorare con loro. Ma quando ho sentito che sarebbero stati sostituiti, io stavo lavorando a tante altre cose e non avevo intenzione di dirigere nulla (…) Ero riluttante, ma ho anche cominciato a capire, parlando con Kathy, che potevo essere d’aiuto.”

Solo: A Star Wars Story, il primo trailer

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Ricordiamo che lo spin-off sarà ambientato dieci anni prima degli avvenimenti di Una Nuova Speranza. Nel film ci sarà anche ChewbaccaAlden Ehrenreich interpreterà il giovane personaggio che fu di Harrison Ford. Nel cast anche Emilia Clarke, Donald Glover e Woody Harrelson.

Solo: A Star Wars Story è previsto per il 25 maggio 2018 e dopo il licenziamento dei registi Phil Lord e Christopher Miller, registi di 21 Jump Street e The LEGO Movieè stato incaricato Ron Howard di completare l’opera. La sceneggiatura porterà la firma di Lawrence Kasdan e di suo figlio Jon Kasdan.

Fonte: EW

George Lucas fa marcia indietro e si scusa con la Disney

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Dopo le scottanti dichiarazioni di George Lucas in merito alla Disney, c’era da aspettarsi delle scuse pubbliche da parte del regista, in nome del politically correct hollywoodiano. Il regista ha infatti fatto marcia indietro e tramite comunicato stampa ha in qualche modo ritrattato le sue dichiarazioni.

Voglio chiarire la mia intervista a Charlie Rose. Era stata realizzata in occasione dei Kennedy Center Honors, prima della première del film. Mi sono espresso male e ho utilizzato una analogia davvero inappropriata per la quale mi scuso.

Ho lavorato con la Disney per 40 anni e li ho scelti come custodi di Star Wars per il grande rispetto che ho nei confronti della compagnia e della leadership di Bob Iger. Disney sta facendo un lavoro incredibile prendendosi cura del franchise ed espandendolo. Raramente rilascio dichiarazioni per chiarire i miei sentimenti ma sento sia importante affermare che sono molto felice che la Disney abbia in mano il franchise e che si stia muovendo in direzioni davvero eccitanti al cinema, in televisione e nei parchi a tema. Soprattutto sono entusiasta del successo da record che sta avendo il nuovo film e sono molto fiero di JJ Abrams e Kathleen Kennedy.

George Lucas e Lucasfilm rendono omaggio a Drew Struzan: “Un artista di prim’ordine”

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George Lucas e Lucasfilm rendono omaggio al compianto Drew Struzan dopo la scomparsa dell’artista e illustratore di poster. Struzan è l’artista che ha realizzato alcuni dei poster cinematografici più iconici della storia, tra cui quelli di La cosa (1982), Ritorno al futuro (1985) e numerosi titoli classici della Lucasfilm nelle serie Indiana Jones e Star Wars.

Struzan è scomparso il 13 ottobre all’età di 78 anni, diversi anni dopo la diagnosi del morbo di Alzheimer. Lucas ha ora condiviso una dichiarazione sul sito web della Lucasfilm, rendendo omaggio all’artista e alla sua leggendaria carriera. Leggi il commento di Lucas qui sotto:

“Drew era un artista di prim’ordine. Le sue illustrazioni catturavano appieno l’emozione, il tono e lo spirito di ciascuno dei miei film che rappresentavano le sue opere d’arte. La sua creatività, attraverso una singola immagine illustrata, apriva un mondo pieno di vita dai colori vivaci… anche a prima vista. Sono stato fortunato ad aver lavorato con lui più volte”.

Anche la presidente della Lucasfilm Kathleen Kennedy ha condiviso parole gentili su Struzan, sottolineando il suo stile artistico unico e il suo contributo ad alcuni dei film più iconici della storia di Hollywood. Lei definisce il suo lavoro “senza tempo” e loda il modo in cui ha elevato il rapporto del pubblico con i film per cui ha creato i poster:

“Quando si pensa agli artisti iconici dei poster cinematografici, Drew Struzan è il primo nome che viene in mente. Le indimenticabili opere d’arte di Drew hanno toccato il cuore di tantissime persone nel corso degli anni, e sono grata di aver lavorato con lui a film come E.T., Ritorno al futuro, Hook e la serie Indiana Jones. Le sue opere sono così fantasiose, così belle, che hanno elevato l’esperienza cinematografica di quei film prima ancora che il pubblico mettesse piede in sala. Il lavoro di Drew è senza tempo e senza dubbio ispirerà sia gli artisti che gli amanti del cinema per le generazioni a venire”.

La morte di Struzan è stata confermata martedì con un poster pubblicato sul suo account Instagram ufficiale. “È con grande tristezza che devo comunicarvi che Drew Struzan ci ha lasciati ieri, 13 ottobre”, si legge nel post. “Ritengo importante che tutti voi sappiate quante volte mi ha espresso la gioia che provava nel sapere quanto apprezzavate la sua arte”.

Struzan ha creato poster per oltre 150 film, diventando l’artista di riferimento per personaggi del calibro di Lucas e Steven Spielberg. Il suo stile artistico era caratterizzato da disegni audaci, composizioni drammatiche e colori vivaci. In una dichiarazione rilasciata a The Hollywood Reporter, anche Spielberg ha reso omaggio al defunto artista:

“Drew creava arte per eventi. I suoi poster hanno reso molti dei nostri film delle destinazioni… e il ricordo di quei film e dell’età che avevamo quando li abbiamo visti torna sempre alla mente semplicemente guardando le sue iconiche immagini fotorealistiche. Nessuno disegnava come Drew, con il suo stile unico e originale”.

Una delle prime opere più amate di Struzan è il poster per la riedizione del 1978 di Star Wars: Una nuova speranza, un poster per il quale ha collaborato con Charles White III. Questo poster è poi diventato noto come “Circus Poster”, anche se è ancora il poster di Tom Jung quello più strettamente associato a Una nuova speranza.

Struzan ha continuato a realizzare poster anche per L’Impero colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983). Come per Una nuova speranza, questi poster non sono quelli più associati a questi film, ma lo stesso non si può dire per i prequel di Star Wars.

Il lavoro di Struzan sui poster definisce lo stile artistico promozionale di La minaccia fantasma (1999), L’attacco dei cloni (2002) e La vendetta dei Sith (2005). Sono questi poster che ancora oggi vengono ampiamente utilizzati sulle copertine dei servizi di streaming e dei Blu-ray.

Anche tutti e tre i poster principali dei film Indiana Jones erano opera di Struzan. Inoltre, Struzan ha realizzato poster per numerosi altri film, tra cui Le ali della libertà (1994), Harry Potter e la pietra filosofale (2001), I Goonies (1985), Blade Runner (1982), Grosso guaio a Chinatown (1986), Risky Business (1983) e Il principe cerca moglie (1988), tra molti altri.

Per Lucas, Struzan era evidentemente un collaboratore molto apprezzato. Sebbene il lavoro di Struzan abbia ispirato innumerevoli altri artisti, è chiaro che Hollywood ha perso una mente creativa che ha svolto un ruolo significativo nel plasmare il modo in cui il pubblico ha percepito alcuni dei film più amati mai realizzati.

George Lucas è il secondo azionista della Disney

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george-lucasLa notizia che la Disney aveva acquisito la Lucasfilm ha gettato nel panico i fan della saga lucasiana che ha paura di vedere edulcorati ulteriormente i loro preziosi film,

George Lucas e il ricordo di David Prowse: “Ha contribuito al successo di Darth Vader”

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George Lucas si è unito alle legioni di fan, attori e creativi legati all’universo di Star Wars che stanno rendendo omaggio al compianto David Prowse, scomparso questo fine settimana. Prowse è stato l’attore che ha indossato la memorabile armatura di Darth Vader in tutti i film della trilogia originale, dando così vita al celeberrimo villain (doppiato nei film da James Earl Jones). Prowse è morto all’età di 85 anni.

In seguito alla notizia della scomparsa dell’attore, i tributi a David Prowse sono arrivati da ogni parte del mondo. Senza il preziosissimo contribuito di Prowse, Darth Vader non sarebbe certamente diventato l’iconico cattivo che rimane ancora oggi, a circa quattro decenni dal debutto di Una Nuova Speranza. Mark Hamill, che ha recitato al fianco di Prowse nei panni di Luke Skywalker, ha spiegato come la loro rivalità sul grande schermo abbia ceduto il passo a rispetto e ammirazione profondi nella vita reale. Altre star che hanno reso omaggio a Prowse attraverso i social media sono state William Shatner, Warwick Davis, Joonas Suotamo (che ha interpretato Chewbacca nella trilogia sequel) e Rosario Dawson, che proprio di recente ha debuttato nei panni di Ahsoka Tano nell’acclamata serie The Mandalorian

George Lucas, il creatore del franchise, si ora espresso in merito alla morte di David Prowse. Nei commenti fatti a StarWars.com, Lucas ha parlato di come la presenza fisica di Prowse si prestasse perfettamente al tipo di personaggio che Darth Vader doveva essere. “David ha portato una fisicità a Darth Vader che era essenziale per il personaggio”, ha spiegato Lucas. “Ha fatto saltare Vader fuori dalle pagine e sul grande schermo, con una statura imponente e prestazioni di movimento per abbinare l’intensità e la sottocorrente della presenza di Vader. David era pronto a tutto e ha contribuito al successo di quella che sarebbe diventata una figura tragica e memorabile. Che riposi in pace.”

Prima di interpretare il personaggio di Darth Vader, David Prowse era un sollevatore di pesi e bodybuilder, il che lo ha aiutato a creare quella fisicità che sarebbe poi diventata il marchio del personaggio. Prowse ha anche fatto un’audizione per un altro ruolo nel franchise che richiedeva altrettanta forza e una statura a dir poco impressionante: Chewbacca. Alla fine la parte è stata affidata a Peter Mayhew, purtroppo anche lui scomparso di recente, nell’aprile del 2019.

George Lucas contro la Disney: “Ho venduto Star Wars agli schiavisti bianchi.”

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Dopo tutto il successo al botteghino e l’entusiasmo che ha circondato Star Wars il Risveglio della Forza prima, dopo e durante l’uscita, arriva la doccia fredda, anzi gelata, da parte di George Lucas che con espressioni molto chiare e a tratti colorite dichiara tutto il suo disappunto per il film di JJ Abrams e tutto il rammarico per aver “lasciato andare i suoi figli” ovvero aver venduto la LucasFilm e il franchise di Star Wars alla Disney.

Ecco le sue parole:

“Ho preso la decisione di vendere la compagnia perché guardo al futuro, ho una moglie, dei figli, voglio costruire un museo e voglio fare film sperimentali. La mia vita stava andando in una direzione diversa. Gli ultimi film che ho fatto sono costati molti soldi alla compagnia. E pensavo non fosse giusto per la gente che lavorava lì.”

“Alla Disney hanno dato un’occhiata alla mia storia per la nuova trilogia e hanno detto: ‘Vogliamo fare qualcosa per i fan.’ La gente non capisce che Star Wars è fondamentalmente una soap opera e parla di problemi di famiglia. Non parla di astronavi. Quindi hanno deciso di non usare le mie storie e di farlo a modo loro. Così ho deciso di andarmene per la mia strada e di lasciarli fare.”

“Volevano fare un film retrò. Non mi piace. Ho lavorato duramente per rendere diverso ogni film che ho fatto. Erano completamente diversi. Pianeti diversi. Astronavi diverse da realizzare.”

“Quando rompi con qualcuno, la prima regola è niente telefonate. La seconda regola, non andare a casa sua per vedere cosa sta facendo. La terza, non andare alla sua caffetteria a dire che gli darai fuoco. Devi dire basta, è il passato, devo andare avanti.”

“Dentro di te senti di non poterlo fare. Quei film sono tuoi figli. Li ho amati, li ho creati e poi li ho venduti agli schiavisti bianchi.”

Che ve ne pare?

George Lucas condivide i suoi pensieri sui sequel Disney di Star Wars, dice che non ha rimpianti sulle sue riedizioni

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Nonostante abbia dato vita a Star Wars, una delle saghe più grandi e amate della storia, George Lucas ha un rapporto complicato con i fan del franchise. Che si tratti dei prequel considerati deludenti dai devoti della trilogia originale o del fatto che abbia apportato cambiamenti radicali a quei film classici con varie riedizioni, Lucas si è scontrato a lungo con gli ammiratori del suo lavoro.

La nuova tecnologia lo ha visto apportare spesso modifiche radicali a Una nuova speranza, L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. I cambiamenti retroattivi apportati grazie alle nuove tecnologie sono stati tantissimi e spaziano dagli Ewok lampeggianti a una battaglia sulla Morte Nera ampiamente revisionata, e persino Darth Vader che urlava “Noooo!” mentre getta l’imperatore Palpatine verso la sua morte -temporanea – fino a Hayden Christensen inserito nella scena finale dell’episodio VI.

Forse il problema più grande, però, era il fatto che le versioni originali di Star Wars sono ormai quasi impossibili da trovare.

In occasione della sua presenza al Festival di Cannes, dove gli è stata assegnata la Palma d’Oro alla carriera, George Lucas ha difeso la sua decisione di tornare indietro e “ripulire” i film originali. “Sono fermamente convinto che il regista, o lo scrittore, o il cineasta dovrebbero avere il diritto di avere il loro film come lo vogliono”, ha detto, chiarendo che non approverebbe mai una rimasterizzazione in 4K di le Guerre Stellari del 1977.

“Abbiamo pubblicato l’originale su laserdisc e tutti si sono arrabbiati davvero, hanno detto: ‘Sembra terribile.’ E io ho detto: ‘Sì, lo so'”, ha aggiunto Lucas. “Questo è quello che sembrava.” Il regista ha parlato brevemente dei nuovi sequel di Star Wars e ha lasciato intendere che la Disney ha commesso alcuni gravi errori.

“Ero quello che sapeva davvero cosa fosse Star Wars… che conosceva davvero questo mondo, perché c’è molto da dire,” ha spiegato. “La Forza, per esempio, nessuno la capiva. Quando hanno avviate altre storie dopo che ho venduto l’azienda, molte delle idee che erano nell’originale sono andate perdute. Ma è così che stanno le cose.” “Sono un ragazzo testardo e non volevo che la gente mi dicesse come realizzare i miei film”, ha concluso Lucas quando gli è stato chiesto quale fosse il segreto del suo successo.

George Lucas al Festival di Cannes. Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Il fondatore della Lucasfilm ha sempre scelto con attenzione le sue parole quando si tratta dell’approccio della Disney a Star Wars, anche se molte persone hanno problemi simili con le storie che abbiamo visto nei cinema e su Disney+. La Casa di Topolino, tuttavia, ha reso il franchise più grande di quanto non fosse stato da molto tempo.

Dopotutto, quando Lucas vendette lo studio, non c’erano piani precisi per un’altra trilogia, non era ancora riuscito a far decollare la serie live-action Underworld e apparentemente aveva poco interesse a tornare in una Galassia Molto, Molto Lontana. Se il passaggio da Lucas e Disney della Lucasfilm abbia fatto bene al franchise di Star Wars, sembra ancora troppo presto per dirlo.

George Clooney: pioggia di stelle per il suo ritorno alla regia

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Josh Brolin, Matt Damon e Julianne Moore sono in trattative per entrare a far parte del cast di Suburbicon, prossimo progetto da regista di George Clooney. A riferire la notizia è Deadline.

Il film è descritto come un dramma noir ambientato negli anni ’50 e ognuno degli attori presi in considerazione ha lavorato almeno una volta con i Fratelli Coen.

Clooney intanto, prima di tornare dietro la macchina da presa, sarà protagonista dell’apertura del Festival di Berlino con Hail Caesr, proprio di Joel e Ethan Coen.

George Clooney: intervista al divo di Ave, Cesare!

George Clooney conobbe i Fratelli Coen all’inizio della sua carriera cinematografica, quando i due registi lo contattarono per il loro film del 2000, Fratello, dove sei?. Da allora Clooney è diventato una delle più grandi star mondiali e ha continuato a collaborare con Joel e Ethan Coen in altri progetti: Prima ti sposo poi ti rovino (2003), Burn After Reading (2008) e l’imminente Ave, Cesare!, in cui interpreta una star degli Anni Cinquanta che viene rapita.

Clooney è stato intervistato da Variety a proposito della sua collaborazione con i Coen e del loro prossimo film insieme.

Tu e i Fratelli Coen avete lavorato molto insieme.

Ammettiamolo. Se hai lavorato nel mondo del cinema negli ultimi trentacinque anni, sai bene che i Coen occupano un posto speciale in questo settore, grazie alla loro abilità di fondere il dramma con la commedia, alla loro immaginazione e alle sceneggiature che scrivono. Quando abbiamo girato Fratello, dove sei? non avevamo la possibilità di improvvisare, perché sarebbe come cercare di improvvisare Shakespeare. Nelle loro parole c’è uno schema preciso, così come nel ritmo. La loro scrittura è grandiosa. Sono due registi incredibilmente geniali e, soprattutto, è divertente lavorare con loro. Quando mi chiedono di lavorare insieme, io dico semplicemente: “Ditemi dove e ci sarò”.

Come ti hanno proposto Fratello, dove sei?

Per me fu un momento straordinario. I Coen erano già una leggenda. Io stavo girando Three Kings e sul set era davvero dura. Fu allora che si presentarono questi due signori molti gentili, il cui percorso professionale è caratterizzato da film stupendi. Mi chiesero se fossi interessato a una loro sceneggiatura. E io risposi di sì. E domandarono: “Non vuoi leggerla prima di accettare?”. Risposi: “Accetto. Qualunque cosa sia”. Andò davvero così. Chi avrebbe potuto immaginare che sarebbe stato il fantastico ruolo di Everett?

Come sono i Coen sul set?

Divertenti, eccentrici. Ridono a crepapelle dietro lo schermo ed è piacevole lavorare con loro. Fanno un lavoro di editing prima delle riprese, ecco perché i loro film hanno una prospettiva ben definita. Quando lavoro con i Coen, ripeto una scena tre o al massimo quattro volte. Con loro non ci sono prove.George Clooney

Vanno sempre d’accordo?

Non sono mai in disaccordo. Si capiscono al volo con uno sguardo. La cosa divertente è dire: “Oh Joel, la tua idea è migliore di quella di Ethan”. Lavorano come una cosa sola. Sono davvero una squadra.

L’idea di Ave, Cesare! è nata quindici anni fa.

Me ne parlarono. Dissero che avrei interpretato una sciocca star del cinema che viene rapita, una star del Western alla Gary Cooper. Me lo dissero nel 1999 o nel 2000. Da allora, ogni volta che qualcuno mi chiedeva quale sarebbe stato il mio prossimo progetto, io dicevo: “Farò Ave, Cesare!”. E loro puntualizzavano: “Non lo abbiamo ancora scritto”. Io rispondevo: “Ma lo farete”. Un paio di anni fa mi telefonarono e dissero che il copione era pronto.

Dirigerai Suburbicon con Matt Damon, basato su una sceneggiatura scritta dai Coen all’epoca di Blood Simple.

La storia è interessante. Si svolge nei sobborghi nel 1947 ed è una sorta di thriller e di commedia. Una commedia nera dal punto di vista di un giovane uomo sulle cose che vanno male a casa sua.

Perché hai deciso di realizzarlo?

Mi mandarono il copione mentre giravo Fratello, dove sei? e mi chiesero se fossi interessato. Mentre gli altri film uscivano senza problemi, questo non si concretizzò. Fu commissionato, così aspettai. Nell’ultimo anno ho cercato a lungo un progetto interessante da dirigere. Ho contattato Bryan Lourd, il mio agente, e gli ho chiesto quanti progetti avevo considerato. E mi ha risposto: “Circa 85, lo scorso anno”. Molti di questi film sono in lavorazione. Così ho pensato che non fosse la mia specialità o che non soddisfacevano i miei gusti. Poi mi sono ricordato di Suburbicon. Avevo già il copione, ho contattato i Coen e ho chiesto se avevano intenzione di realizzarlo. Risposero di no, così dissi: “Allora mi piacerebbe provarci”.

George Clooney: 10 cose che forse non sai sull’attore

George Clooney: 10 cose che forse non sai sull’attore

Divenuto negli anni una delle celebrità più influenti di Hollywood, George Clooney è oggi ampiamente riconosciuto e apprezzato come interprete, regista e produttore, distintosi con eccellenza in ognuno dei campi da lui affrontati. Grazie ai tanti film di successo a cui ha partecipato, ha potuto consolidare il suo status, affermandosi per il suo carisma e la sua grande versatilità. Sono infatti molti i generi in cui l’attore si è cimentato, ottenendo sempre il favore di critica e pubblico.

Ecco 10 cose che non sai su George Clooney.

George Clooney: i suoi film e le serie TV

1. Ha recitato in celebri lungometraggi. George Clooney ottiene la sua prima grande occasione al cinema con Dal tramonto all’alba (1996) di Robert Rodriguez, che lo impone come volto carismatico di Hollywood. Seguono commedie e blockbuster come Un giorno… per caso (1996), Batman & Robin (1997), La sottile linea rossa (1998) e Three Kings (1999). Negli anni Duemila si afferma definitivamente grazie a Fratello, dove sei? (2000) dei fratelli Coen e soprattutto con la saga di Ocean’s Eleven (2001), diretta da Steven Soderbergh, a cui seguiranno Ocean’s Twelve (2004) e Ocean’s Thirteen (2007).

Tra i suoi titoli più apprezzati figurano Solaris (2002), Prima ti sposo poi ti rovino (2003), Syriana (2005), che gli vale l’Oscar come miglior attore non protagonista, Michael Clayton (2007), Burn After Reading (2008), Tra le nuvole (2009), The American (2010), Paradiso amaro (2011), Gravity (2013), Tomorrowland (2015), Ave, Cesare (2016) e Money Monster (2016). Negli ultimi anni è tornato a recitare accanto a Julia Roberts in Ticket to Paradise (2022) e ha affiancato Brad Pitt in Wolfs – Lupi solitari (2024). Nel 2025 è atteso a Venezia con Jay Kelly di Noah Baumbach, dove recita accanto ad Adam Sandler e Laura Dern.

2. Ha preso parte a note serie televisive. Prima di diventare una star del cinema, Clooney si fa le ossa in televisione, recitando in serie come P/S – Pronto Soccorso (1984-1985), L’albero delle mele (1985-1987), Pappa e ciccia (1988-1991), Bodies of Evidence (1992-1993) e Sisters (1993-1994). La svolta arriva con il ruolo del pediatra Doug Ross in E.R. – Medici in prima linea, dove recita dal 1994 al 1999 accanto a Julianna Margulies, conquistando il pubblico e la critica.

Diventato ormai una star internazionale, Clooney si dedica quasi esclusivamente al cinema, tornando in televisione soltanto nel 2019 con Catch-22, serie tratta dal romanzo di Joseph Heller, che interpreta e dirige.

3. È anche regista, sceneggiatore e produttore. Oltre che attore, Clooney si è distinto come regista, sceneggiatore e produttore, firmando alcuni tra i titoli più apprezzati del cinema americano contemporaneo. Ha esordito dietro la macchina da presa con Confessioni di una mente pericolosa (2002), seguito da Good Night, and Good Luck (2005), candidato a sei premi Oscar, In amore niente regole (2007), Le idi di marzo (2011), Monuments Men (2014), Suburbicon (2017), The Midnight Sky (2020), Il bar delle grandi speranze (2021) e The Boys in the Boat (2023).

Come produttore ha sostenuto numerosi film, tra cui Lontano dal paradiso (2002), A Scanner Darkly (2006), The Informant! (2009), Argo (2012) di Ben Affleck — vincitore dell’Oscar come miglior film — e I segreti di Osage County (2013). Il suo impegno dietro le quinte conferma una carriera poliedrica, capace di unire talento interpretativo e visione autoriale.

George Clooney è stato Batman

4. Si vergogna del film. Che il film Batman & Robin sia stato un grande insuccesso di critica e pubblico è cosa ormai nota, ma l’attore continua ancora oggi a chiedere scusa per la sua esistenza. Clooney ha infatti più volte affermato di vergognarsi profondamente per il film, considerandolo un grande spreco di soldi. In particolare, l’attore è stato critico nei confronti della sceneggiatura, come anche di molte delle scenografie realizzate e della sua stessa interpretazione. Al termine delle riprese, affermò che con questo nuovo capitolo avevano ucciso la serie, ed è inoltre noto che risarcì molte delle persone che lo videro.

George Clooney e Brad Pitt, i loro film insieme

5. Hanno recitato insieme in diverse occasioni. Una delle coppie cinematografiche più amate è quella composta da Clooney e Brad Pitt. I due hanno recitato insieme per la prima volta in Ocean’s Eleven – dove fu Clooney a chiedere a Pitt di unirsi al cast – e nei successivi due sequel. Hanno poi condiviso una scena del film Burn After Reading, mentre sono ora di nuovo protagonisti insieme a tutti gli effetti di Wolfs – Lupi solitari, la commedia thriller presentata alla Mostra del Cinema di Venezia.

George Clooney e l’Italia

6. È molto legato all’Italia. L’amore per l’Italia di Clooney è da sempre noto. L’attore, infatti, possedeva una villa sul lago di Como, si è poi sposato a Venezia e da anni sceglie da anni il Bel Paese come meta per le sue vacanze estive. Nel 2020 – ad esempio – la sua meta è stata la Puglia, regione da lui ancora mai visitata e presso la quale ha così soggiornato per esplorarne le bellezze. Anno dopo anno, dunque, Clooney continua a ribadire la propria passione per la penisola e le sue terre.

Brad Pitt e George Clooney in Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001)
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George Clooney: sua moglie e i figli

7. Era considerato lo scapolo d’oro di Hollywood. Clooney è noto per aver avuto diverse relazioni con donne dello spettacolo, tra cui Lisa Snowdon, dal 2000 al 2005, Elisabetta Canalis, dal 2009 al 2011, e Stacy Keibler, dal 2011 al 2013. Tuttavia, dopo essere stato sposato una prima volta dal 1989 al 1993 con l’attrice Talia Balsam, dichiarò non si sarebbe mai più sposato, irritato dalla pratica di divorzio. Per anni è stato così definito “lo scapolo d’oro” di Hollywood.6

8. Ha sposato un avvocatessa. L’attore ha tuttavia infranto la sua promessa nel momento in cui ha annunciato il matrimonio con l’avvocatessa Amal Alamuddin, con la quale si frequentava dal 2013. La coppia si unisce in matrimonio a Venezia il 29 settembre del 2014, con una cerimonia celebrata nella sede comunale di Ca’ Farsetti. Nel giugno del 2017, poi, l’attore è divenuto padre dei suoi primi due figli, i gemelli Ella e Alexander. Con la moglie è stato poi impegnato in numerose cause umanitarie, di cui entrambi sono da sempre attivi sostenitori.

George Clooney: il suo patrimonio

9. È una delle personalità più ricche di Hollywood. La carriera di Clooney è costellata di grandi successi cinematografici, che hanno portato l’attore a diventare una delle principali star dell’industria. Grazie alla sua prolifica attività di interprete e regista, come anche quella di produttore, Clooney ha potuto negli anni dar vita ad un patrimonio stimato di circa 500 milioni di dollari, cosa che fa di lui una delle personalità più ricche di tutta Hollywood.

George Clooney: età e altezza

10. George Clooney è nato a Lexington, nel Kentucky, Stati Uniti, il 6 maggio del 1961. L’attore è alto complessivamente 180 centimetri.

Fonte: IMDb

George Clooney: “Mi scuso sempre per Batman e Robin”

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George Clooney
George Clooney

“Pensavo di aver distrutto il franchise”. Con queste parole George Clooney parla di Batman e Robin, il film che l’ha visto nei panni (e nei capezzoli?!) del Crociato con il mantello. L’attore, da Graham Norton per promuovere Tomorrowland, ha anche detto che in ogni occasione utile si scusa per aver danneggiato il Cavaliere Oscuro e per aver partecipato a quel film. “Pensavo fosse una buona mossa per la mia carriera – ha aggiunto – ma non lo è stata”.

Leggi la recensione di Tomorrowland

Di seguito tutto l’intervento: