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Gabriele Mainetti ospite di Lucca Changes

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Gabriele Mainetti ospite di Lucca Changes

Si è tenuto sabato 31 ottobre alle ore 18.30 l’incontro in streaming con Gabriele Mainetti, regista dell’acclamato Lo chiamavano Jeeg Robot e dell’attesissimo Freaks out, nell’ambito di Lucca Comics & Games – edizione Changes.

Dopo esser stato ospite dell’Area Movie di Lucca Comics & Games nel 2015, proprio per presentare Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti è tornato, anche se solo virtualmente, nel capoluogo toscano per raccontare le sue passioni, il suo cinema, il suo rapporto con Lucca e i fumetti in un incontro dal titolo Gabriele Mainetti – Passione Lucca, moderato da Gianmaria Tammaro.

Il regista ha dichiarato di avere un ricordo molto bello di quella prima volta a Lucca nel 2015, dove aveva percepito una vitalità difficile da immaginarsi oggi in un momento come quello che stiamo vivendo, una sensazione di collettività di un pubblico unito dalla passione. “Mi sono sentito un po’ come una rockstar” ha dichiarato Mainetti “Vedere persone vestite come i personaggi del mio film mi ha emozionato”.

Rispetto al suo rapporto con i fumetti, Mainetti ha raccontato di aver letto molto Topolino, Lupo Alberto, Alan Ford, durante la sua infanzia fino alla scoperta di Dylan Dog a 10 anni, ma l’ispirazione per Jeeg Robot è arrivata dagli anime.

Riguardo alla possibilità di un ipotetico sequel del suo successo Lo chiamavano Jeeg Robot, Mainetti risponde di non essere interessato al momento, perché impegnato su altri progetti e perché considera conclusa quell’esperienza.

L’incontro con Gabriele Mainetti resterà disponibile sul sito della manifestazione a questo link.

Gabriele Mainetti ospite al Giffoni Film Festival 2016

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Edison for Nature, progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura, raccontati attraverso gli occhi di ognuno di noi, sbarca al Giffoni Film Festival.

Gabriele MainettiAppuntamento lunedì 18 luglio alle 16.00 con il regista Gabriele Mainetti, reduce dallo straordinario successo della sua opera d’esordio Lo chiamavano Jeeg Robot, testimonial e curatore – insieme a Andrea Segre – del progetto ideato da Edison, azienda leader nel settore dell’energia, da sempre impegnata nella diffusione della cultura della sostenibilità e del risparmio energetico.

Il regista incontrerà alle 15.00 i ragazzi ospiti della manifestazione per una Masterclass, e alle 16.00 presenterà il progetto, aperto a chiunque abbia un’idea e una storia da raccontare nell’ambito dei temi green: Comportamenti sostenibili, L’energia del futuro e I mestieri dell’energia. Un contest al quale sarà possibile partecipare  attraverso video, parole, immagini e audio.

Chiunque potrà caricare, entro fine luglio, i contributi sulla piattaforma www.edisonfornature.it. Le idee proposte verranno valutate e selezionate da Gabriele Mainetti e dal documentarista Andrea Segre per l’individuazione di dieci progetti finalisti. I loro autori avranno l’opportunità di sviluppare il proprio progetto, insieme a Gabriele Mainetti e Andrea Segre, affiancati da una troupe professionista, realizzando un cortometraggio.  Sarà a questo punto dell’iniziativa, che i registi Mainetti e Segre, partendo dai 10 cortometraggi realizzati, daranno vita ad un mediometraggio collettivo.

Edison

Edison è tra i principali operatori di energia in Italia ed Europa con attività nell’approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica, nei servizi energetici e ambientali grazie anche alla propria controllata Fenice e nell’E&P. Con i suoi oltre 130 anni di storia, Edison ha contribuito all’elettrificazione e allo sviluppo del Paese. Oggi opera in 10 paesi nel mondo in Europa, Africa, Medio Oriente e Sud America, impiegando 5.000 persone. Nel settore elettrico Edison può contare su un parco impianti per una potenza complessiva di 7 GW.

Gabriele Mainetti al lavoro sul seguito di Lo Chiamavano Jeeg Robot

Gabriele Mainetti tornerà a breve dietro la macchina da presa per girare Freak Out, film che lo vede tornare alla regia dopo l’esordio con Lo Chiamavano Jeeg Robot, campione di incassi nella stagione 2016 e trionfatore ai David di Donatello dello stesso anno.

Il regista, alla sua opera seconda, ha ufficializzato che le riprese inizieranno a Marzo durante il Festival di Berlino in corso. Dopo la difficoltà per trovare i finanziamenti per realizzare Jeeg Robot, Mainetti è diventato un regista corteggiato dalle produzioni, visto il successo del film, e Variety, che riporta la notizia in esclusiva, lo aveva già inserito nella top 10 dei registi europei da tenere d’occhio.

Mainetti sta osservando il più stretto riserbo in merito alla trama del film, a cui ha collaborato anche il suo sceneggiatore di fiducia, Nicola Guaglianone. Il film promette però di mescolare anche più generi di Jeeg. Così come la sua opera prima, anche in Freak Out, Gabriele Mainetti parlerà di tematiche importanti come l’abuso sessuale e ci sarà un personaggio femminile molto forte.

Non ci sono ancora nomi legati al cast del film, che sarà prodotto dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti insieme alla Goon Films di Mainetti stesso, con i finanziamenti di Rai Cinema e della Gap Finders, belga. La Lucky Red distribuirà il film in Italia.

Gabriele Fabbro, regista di Trifole – Le radici dimenticate: “Il mondo potrebbe diventare migliore se ascoltassimo quello che hanno da dirci i trifulau”

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Dopo l’esordio con The Grand Bolero, Gabriele Fabbro arriva in sala con Trifole – Le radici dimenticate, un’emozionante avventura ambientata nel mondo del Tartufo Bianco, che arriverà nei cinema italiani a partire dal 17 ottobre con Officine UBU.

Quello di Gabriele Fabbro è un drama-adventure dal respiro internazionale ambientato nelle Langhe, la terra del Tartufo Bianco d’Alba. È la storia di un ricongiungimento familiare e della riscoperta delle proprie radici, che vede come protagonisti il cercatore di tartufi, il trifulau Igor (Umberto Orsini) con la sua cagnolina Birba e la giovane nipote Dalia (Ydalie Turk, attrice e co-autrice del film), che da Londra arriva nelle Langhe su richiesta della madre Marta (Margherita Buy), per assistere il nonno che si trova in difficoltà economiche e di salute.

Gabriele Fabbro considera Trifole come un documentario

Una storia che ha una universalità oggettiva ma anche una forma molto personale di racconto e di intenzione, come dice lo stesso regista: “La mia filosofia di fare cinema è rivolta a quelle storie che sono molto reali. Tutto quello che accade in questo film è reale, lo considero quasi come un documentario. L’unica concessione fantastica è la leggenda di Giove che feconda la terra con i fulmini e così nascono i tartufi. A me piace raccontare storie che lasciano lo spettatore nel dubbio rispetto alla verità di quello che stanno vedendo.”

Un viaggio che comincia sulle parole di Cesare Pavese in ‘Il mestiere di vivere’. “Quella citazione – spiega Fabbro – è stata appuntata già in fase di sceneggiatura e l’ho scelta perché stavamo parlando della natura e dell’importanza di preservarla, di quanto noi ne siamo parte e non dobbiamo dimenticarlo.”

Tramandare e recuperare la memoria

Ydalie Turk in Trifole di Gabriele Fabbro
Ydalie Turk in Trifole – Cortesia di Officine UBU

Il film racconta anche dell’importanza di tramandare la memoria: mentre il personaggio del nonno perde la memoria, la nipote riacquista quella della sua infanzia e “raccoglie” quella del vecchio. L’elemento della memoria è legato a un’esperienza personale, per Gabriele Fabbro, opportunamente modificata per il film: “Ho scelto di raccontare anche questo nel film per il rapporto con mio nonno. Lui aveva il Parkinson e nei dieci anni in cui è stato malato abbiamo smesso pian piano di comunicare. Io sono cresciuto stando con lui ma non mi sono mai interessato a quello che era stato lui nella sua vita. Quando le nostre comunicazioni per cause di forza maggiore si sono interrotte, ho cominciato a interessarmi, a parlare con la nonna, mi sono incuriosito e per questo ho raccontato una storia simile nel film.”

La saggezza dei trifulau

Trifole – Le radici dimenticate ci immerge nella natura, nei colori e nella poesia di un territorio unico. È un inno alla riscoperta delle tradizioni, delle proprie radici. “Il mondo potrebbe diventare migliore se ascoltassimo quello che hanno da dirci i trifulau – dichiara Gabriele FabbroPassano la loro vita a coltivare le piantine fertilizzate con la spora del tartufo bianco, è lo scopo della loro vita, danno i nomi ai loro alberi, li coltivano, li curano e il disboscamento per loro è un problema serio. Il film è una tesi sul rispetto della natura.”

Ma è anche un’esperienza sensoriale in cui luce e profumi trasudano dallo schermo, grazie a un paziente lavoro fatto di concerto con il direttore della fotografia, come spiega il regista: “Io lavoro sempre con Brandon Lattman con cui ormai porto avanti un vero e proprio matrimonio professionale. L’approccio visivo è nato principalmente da lui, è venuto nelle Langhe, e vedendo questo mondo molto statico ha pensato che la macchina dovesse far vedere anche il rigore, la calma del posto. Ottenere quel tipo di luce poi era importantissimo, perché volevamo che fosse tutto inerente alla nostra idea di ambientazione. Volevamo provare a rendere tutto il più sensoriale possibile.”

Umberto Orsini e Ydalie Turk in Trifole
Umberto Orsini e Ydalie Turk in Trifole – Cortesia di Officine UBU

Riscoprire la memoria e trovare la passione

Il film ci racconta che non si tramanda solo la memoria, ma anche la passione. Come nasce la passione per il cinema di Gabriele Fabbro? “Nel mio caso il responsabile sono io. Sono figlio unico e da piccolo vedevo un sacco di film, giocavo con quei personaggi. Più vado avanti e più mi rendo conto che i film d’animazione della Disney degli anni ’90 sono entrati a far parte di me e hanno contribuito in maniera importante alla mia passione. Ma un’altra cosa che mi muove è l’avversione per lo stereotipo nei film. Quando vedevo questi film in cui tutti erano bellissimi mi sembrava strano, perché io nella mia vita ho sempre incontrato persone fisicamente normali, che però avevano una grande passione. E da questi pensieri è nata la mia esigenza di raccontare queste storie.”

TRIFOLE – Le radici dimenticate arriva nei cinema italiani a partire dal 17 ottobre con Officine UBU.

Gabriel Macht: 10 cose che non sai sull’attore

Gabriel Macht: 10 cose che non sai sull’attore

Apprezzato tanto per la sua carriera cinematografica quanto per quella televisiva, l’attore Gabriel Macht è riuscito ad ottenere uno di quei ruoli che possono fare la fortuna di un attore, e con il suo talento è riuscito così ad affermarsi all’interno della serie Suits, ottenendo le lodi di critica e pubblico.

Ecco 10 cose che non sai di Gabriel Macht.

Gabriel Macht film

1 I film. La carriera cinematografica dell’attore ha inizio nel 1998 con il film L’oggetto del mio desiderio. Negli anni successivi prende parte ai film Semplicemente irresistibile (1999), Gli ultimi fuorilegge (2001), Bad Company (2001), Una canzone per Bobby Long (2004), The Good Shepherd (2006), The Spirit (2008),e  Amore e altri rimedi (2010).

2 Le serie Tv. Particolarmente ricca è anche la carriera televisiva dell’attore, che comprende partecipazioni  a serie come Beverly Hills 90210 (1991), Spin City (1997), Sex and the City (1998), Wasteland (1999), Archangel (2005) e Suits (2011-2019), dove è divenuto famoso grazie al ruolo dell’avvocato Harvey Specter. Nella serie recita accanto al collega Patrick J. Adams.

Gabriel Macht Instagram

3 Ha un profilo personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 2,3 milioni di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago o a fini promozionali dei propri progetti da attore.

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Gabriel Macht vita privata

4 E’ sposato. Contrariamente al suo personaggio in Suits, l’attore è molto legato alla famiglia. È sposato dal 2004 con l’attrice Jacinda Barrett, e hanno due figli. Durante il tempo libero Macht ha dichiarato di passare molto tempo con loro, giocando con i figli o aiutandoli con i compiti di scuola.

Gabriel Macht Sarah Rafferty

5 E’ molto amico della collega. Macht e la collega Sarah Rafferty condividono spesso il set di Suits, dimostrando un’ottima chimica. Questa è dovuta dall’amicizia di lunga data che c’è tra i due attori, conosciutisi già nel 1993. Nonostante abbia dichiarato che è difficile recitare ruoli seri con la propria migliore amica, i due riescono allo stesso tempo ad essere particolarmente professionali grazie alla conoscenza che hanno l’uno dell’altra.

Gabriel Macht alimentazione

6 E’ vegetariano. A partire dal 2008 l’attore si è dichiarato vegetariano, e che ha smesso di mangiare animali per una questione di salute. Da quando ha smesso, l’attore ha ammesso di sentirsi particolarmente meglio.

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Gabriel Macht Suits

7 Non è affatto come il suo personaggio. All’attore non piace essere associato con il suo personaggio, Harvey specter, poiché nonostante lo adori si ritiene estremamente diverso da lui. Macht adora infatti stare in famiglia, è una persona gentile e rispettosa, quasi l’esatto opposto del suo personaggio, spesso particolarmente aggressivo.

8 Vorrebbe che lo show fosse girato a New York. Nonostante Suits sia ambientata a New York, la serie viene girata a Toronto, poiché questa risulta una location più economica per la produzione. Macht ha però più volte sottolineato il suo disappunto, poiché spostare la produzione fuori dai confini nazionali non favorisce all’economia del suo Paese.

Gabriel Macht mentori

9 Il suo mentore è John Travolta. Mente lavorava sul set del film Una canzone per Bobby Long, dove divideva il set con l’attore John Travolta, Macht si è dichiarato particolarmente ispirato dalla sua persona, affermando che egli è stato un grande maestro per lui e lo ha aiutato in numerosi momenti difficili durante le riprese.

Gabriel Macht età e altezza

10 Gabriel Macht è nato a New York, negli Stati Uniti, il 22 gennaio 1972. L’altezza complessiva dell’attore è di 183 centimetri.

Fonte: IMDb

Gabriel Luna: 10 cose che non sai sull’attore

Gabriel Luna: 10 cose che non sai sull’attore

L’attore Gabriel Luna vanta già diversi ruoli di rilievo, specialmente in prodotti televisivi, ma non è ancora un volto particolarmente noto del mondo della recitazione. Grazie ad alcuni progetti in arrivo, però, il suo status di celebrità sembra essere destinato a crescere notevolmente. Dotato di carisma e solida presenza scenica, Luna sta convincendo sempre più critici e spettatori del suo valore ed ogni sua interpretazione rimane difficilmente dimenticabile.

Ecco 10 cose che non sai su Gabriel Luna.

Gabriel Luna: i suoi film e le serie TV

1. È noto per alcune serie TV. Dopo aver recitato in alcuni episodi di serie come Prison Break (2008), Touch (2013) e NCIS: Los Angeles (2013), Luna ottiene una prima notorietà recitando in Matador (2014) e nella seconda stagione di True Detective, con Colin Farrell. In seguito ha recitato in Wicked City (2015) e Agents of S.H.I.E.L.D (2016-2017), dove ha avuto un altro ruolo di primo piano. Nel 2023 lo si vedrà nella serie The Last of Us, accanto a Pedro Pascal e Bella Ramsey.

2. Ha recitato in alcuni noti film. Nel corso della sua carriera l’attore ha avuto anche modo di recitare in diversi film, alcuni di maggior rilievo e altri meno noti. Il primo lungometraggio a cui ha preso parte è stato Fall to Grace (2005), seguito poi da Dance with the One (2010). Nel 2011 ha avuto un ruolo in Bernie, con Jack Black, mentre in seguito ha recitato in Spring Eddy (2012), Palle fuori (2014), Freeheld: Amore, giustizia, uguaglianza (2015), con Julianne Moore, Gravy (2015) e Transpecos (2016). Nel 2019 torna al cinema con un ruolo di rilievo in Terminator: Destino oscuro, con Arnold Schwarzenegger. Nel 2022 è protagonista di Eddie & Sunny.

Gabriel Luna è Ghost Rider

3. Ha interpretato il quinto Ghost Rider della Marvel. Tutti ricorderanno il Johnny Blaze interpretato da Nicolas Cage nei due film dedicati al supereroe Ghost Rider. Blaze è stato il secondo umano ad incarnare il demoniaco personaggio, ma nella quarta stagione della serie Agents of S.H.I.E.L.D. i fan hanno imparato a conoscere un altro dei possessori dei poteri del Ghost Rider. Si tratta di Robbie Reyes, quinto umano ad incarnare il supereroe, interpretato nella serie proprio la Luna. L’attore si è detto estremamente grato di tale ruolo, per il quale si è preparato a lungo e che gli ha donato grande popolarità.

Gabriel-Luna-Ghost-Rider

4. Avrebbe dovuto avere una serie tutta sua. Dopo essere comparso come Ghost Rider in Agents of S.H.I.E.L.D., Luna avrebbe dovuto interpretare nuovamente tale personaggio anche in una serie a lui interamente dedicata. Tuttavia, in seguito all’unificazione tra Marvel Television e i Marvel Studios nel 2019, il progetto è stato attualmente cancellato. Non è del tutto escluso però che in futuro si possa decidere di realizzare una serie dedicata al celebre supereroe, da introdurre così ufficialmente all’interno del Marvel Cinematic Universe.

Gabriel Luna è Tommy Miller in The Last of Us

5. Interpreta uno dei personaggi principali. Nella serie HBO The Last of Us, tratta dall’omonimo videogioco, Luna interpreta Tommy Miller, uno dei personaggi più importanti del racconto. Questi è un infallibile cecchino, nonché fratello di Joel. Tale personaggio si è affermato come uno dei più amati della serie videoludica, vantando non solo una fisicità simile a quella del fratello ma anche una forte componente emotiva e tanta gentilezza. Con questo personaggio, Luna avrà dunque un ruolo di primo piano nell’attesa serie e il suo potrebbe affermarsi anche in essa come uno degli elementi più importanti ai fini narrativi.

6. Conosceva già il videogioco. Prima di iniziare le riprese della serie, agli attori del cast era stato chiesto di non giocare al videogioco The Last of Us, in modo tale da non farsi influenzare da questo. Luna, tuttavia, conosceva già il gioco e aveva iniziato a giocarci ben prima che gli fosse comunicata tale richiesta. Confrontarsi con il videogioco, a suo dire, gli ha però permesso di entrare meglio nel mondo e nell’atmosfera del racconto, così da poter poi riproporre le sensazioni provate al momento di interpretare il suo Tommy Miller.

Gabriel Luna in Terminator: Destino oscuro

7. È stato l’antagonista del film. In Terminator: Destino oscuro, sesto film della celebre saga di fantascienza, Luna ha interpretato il Rev-9, un Terminator avanzato inviato indietro nel tempo per terminare Dani, costituito da un tradizionale endoscheletro solido circondato da una “pelle” di poli-lega mimetica. Possiede la capacità di separare questi due componenti in due unità Terminator completamente autonome. Un avversario affermatosi come particolarmente minaccioso, anche per la grande presenza scenica sfoggiata da Luna.

Gabriel-Luna-Terminator

Gabriel Luna è su Instagram

8. Ha un profilo sul social network. Gabriel Luna è naturalmente presente sul social network Instagram, con un profilo seguito attualmente da 161 mila persone. Su tale piattaforma egli ha ad oggi pubblicato oltre mille e seicento post, la maggior parte relativi alle sue attività come attore. Si possono infatti ritrovare diverse immagini relative a momenti trascorsi sul set ma anche foto promozionali dei suoi progetti e altre immagini che lo raffigurano ad eventi a cui ha preso parte. Seguendolo si può dunque rimanere aggiornati sulle sue attività.

Gabriel Luna e Diego Luna

9. Non sono imparentati. Pur facendo Luna di cognome e vantando origini messicane, Gabriel non è in alcun modo imparentato con l’attore Diego Luna, recentemente visto nella serie Andor, ambientata nell’universo di Star Wars. I due non hanno dunque legami di alcun tipo, se non il condividere lo stesso cognome. Gabriel, inoltre, non è propriamente messicano, essendo nato negli Stati Uniti. Solo i suoi genitori erano discendenti di cittadini messicani.

Gabriel Luna: età e altezza dell’attore

10. Gabriel Luna è nato ad Austin, in Texas, Stati Uniti, il 5 dicembre del 1982. L’attore è alto complessivamente 1,79 metri.

Fonte: IMDb, Instagram

Gabriel Garcia Marquez e il cinema: il ricordo

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 Gabriel Garcia Marquez E’ morto ieri all’età di 87 anni Gabriel Garcia Marquez, il grande scrittore colombiano premio Nobel 1982 per la Letteratura. Lo scrittore si trovava in Città del Messico, dove abitava da qualche anno quando è stato colto da un malore. Con affetto ricordiamo molti dei suoi libri più famosi da cui sono stati tratti molti film memorabili.

Esponente del celebre realismo magico sudamericano, ha visto trasformare molti dei suoi celebri romanzi in film, e tra quelli usciti negli ultimi anni si ricordano L‘amore ai tempi del colera, che ha visto il debutto ad Hollywood di Giovanna Mezzogiorno nel 2007, Memorias de mis putas tristes, Nessuno scrive al colonnello, Cronaca di una morte annunciata. Lavorò anche come sceneggiatore, e tra i suoi lavori più noti c’è il film, El año de la peste (1979) scritto con Juan Arturo Brennan e Felipe Cazals.

Ricoverato da 31 Marzo scorso fino all’8 Aprile in ospedale, lo scrittore era stato dimesso ma le sue condizioni erano apparse comunque critiche. Gabriel Garcia Marquez, malato da tempo, avrebbe avuto un tumore ormai incurabile a polmoni e fegato, dopo che anni fa era stato vittima di un altro cancro al sistema linfatico.

Gabriel Byrne: 10 cose che non sai sull’attore

Gabriel Byrne: 10 cose che non sai sull’attore

Il Regno Unito ha dato i natali a tantissimi grandi attori e uno di questi è proprio Gabriel Byrne. Famoso sia al cinema che sul piccolo schermo, alcune delle sue interpretazione sono passate alla storia. Ma se ancora non conoscete Byrne e la sua lunga carriera, mettetevi comodi. Venite a scoprire con noi tutto quello che c’è da sapere su Gabriel Byrne.

Gabriel Byrne film: dal seminario al grande schermo

10. Nato a Dublino, in Irlanda, il 12 maggio del 1950, Gabriel Byrne è il primo di sei figli. La sua famiglia è molto numerosa e religiosa e i suoi genitori sono membri della classe lavorativa. Gabriel, così come i suoi fratelli, riceve la sua educazione presso i Fratelli Cristiani, un istituto maschile di diritto pontificio.

9. Conosciuti come i Marines della Chiesa Cattolica, i Fratelli Cristiani, a detta dello stesso attore, non erano particolarmente permissivi o tolleranti. Essere educati in un contesto del genere voleva dire seguire un rigido codice morale e di comportamento. Ogni trasgressione veniva condannata e il trasgressore punito severamente. In un’intervista rilasciata a The Hollywood Interview, Byrne afferma di essere stato picchiato più volte e di come quel metodo educativo non abbia giovato alla sua crescita emotiva e professionale.

Secondo l’attore, punire corporalmente un ragazzino che non riesce ad afferrare i basilari concetti della matematica o della grammatica non porta a nessun risultato. Le umiliazioni fisiche non fanno altro che minare l’autostima della persona che le subisce e può causare gravi problemi comportamentali.

Gabriel Byrne filmografia: dall’Irlanda a Hollywood

Gabriel Byrne
Gabriel Byrne nel film “Excalibur” Fonte: IMDB

8. Grazie (o a causa) della rigida istruzione cattolica ricevuta, Gabriel trascorre ben cinque anni in seminario, studiando per diventare un terapista ordinato dalla Chiesa. Ma ben presto capisce di voler intraprendere una carriera differente. Dopo aver, infatti, cimentato nei mestieri più disparati, Byrne si dedica anima e corpo al mondo della recitazione.

A Dublino frequenta l’Abbey Theatre e in seguito il Royal Court di Londra; studia recitazione per molti anni fino a quando la sua carriera prende il volo.

La sua prima apparizione sul grande schermo risale al 1981 quando debutta nel film Excalibur, diretto da John Boorman. Ma il suo talento non passa inosservato e nel corso degli anni ottanta partecipa a tante altre produzioni come Hanna K (1983), La fortezza (1983), Reflections (1984), Dossier confidenziale (1985), Gothic (1986), Cuor di leone (1987), Giulia e Giulia (1987), Bentornato fantasma (1987), Siesta (1987), Il corriere (1988) Spia per forza (1989) e L’ora del tè (1989).

Gabriel Byrne e i film degli anni novanta

Gabriel Byrne
Gabriel Byrne in “Piccole Donne”

7. Gli anni novanta sono senza dubbio i più importanti per la carriera di Gabriel Byrne che pian piano si fa strada verso Hollywood. Dal 1990 fino al 2000, l’attore prende parte a produzioni di grande pregio e comincia a lavorare con grandi registi e attori. I film di quegli anni sono Crocevia della morte (1990), Naufragio (1990), Fuga dal mondo dei sogni (1992), Into the West (1992), Nome in codice: Nina (1993), Una donna pericolosa (1993), Prince of Jutland (1994), Uno strano scherzo del destino (1994) e Il verdetto della paura (1994).

 

Uno dei film più amati e conosciuti che vede Gabriel Byrne tra i suoi protagonisti risale proprio al 1994. In quell’anno l’attore viene scelto per interpretare il professor Friedrich Bhaer nel remake di Piccole Donne, tratto dal celebre omonimo romanzo di Louisa May Alcott. Nel cast del film troviamo anche Susan Sarandon, Winona Ryder, Kirsten Dunst, Christian Bale e Claire Danes.

Successivamente, Byrne recita anche nei film I soliti sospetti (1995), Dead Man (1995), Il tempo dei cani pazzi (1996), L’ultimo dei grandi re (1996), Il senso di Smilla per la neve (1997), Crimini invisibili (1997), Fra odio e amore (1997), Amori e segreti (1998), La maschera di ferro (1998), Nemico pubblico (1998), Stigmate (1999) e Giorni contati – End of Day(1999)

Gabriel Byrne e i film del nuovo millennio

Gabriel Byrne in Canone Inverso
Gabriel Byrne in “Canone Inverso”

6. Gabriel Byrne continua la sua scalata nel mondo del cinema. Grazie alla notorietà acquisita tra gli anni ottanta e novanta, l’attore viene arruolato sempre più spesso e in produzioni internazionali ed è proprio il nuovo millennio a fare la sua fortuna. Lavora infatti con registi da tutto il mondo come Mira Nair, Ricky Tognazzi, David Cronenberg, Jean-François Richet, Wim Wenders e molti altri ancora.

Tra i suoi film più importanti ricordiamo Canone inverso (2000) La corsa di Virginia (2002), Spider (2002), Contratto con la morte (2002), Nave fantasma (2002), Shade (2003), La fiera della vanità (2004), P.S. Ti amo (2004), Il ponte di San Luis Rey (2004), Assault on Precinct 13 (2005), Emotional Arithmetic (2007), Attacco a Leningrado (2009) e 2:22 – La rapina ha inizio (2008).

Negli ultimi dieci anni, la sua carriera ha, tuttavia, subito un rallentamento. I film più importanti di questo periodo sono Le capital (2012), The Deadly Game (2013), Vampire Academy (2014), Nadie quiere la noche (2015), Segreti di famiglia (2015), The 33 (2015), No Pay, Nudity (2016) Mad to Be Normal (2017), Hereditary – Le radici del male (2018) e Lost Girls (2020).

Gabriel Byrne serie tv

5. Parallelamente alla sua carriera nel cinema, Gabriel Byrne inizia a lavorare anche per il piccolo schermo. Tra gli anni settanta e ottanta partecipa a diverse serie tv, con piccoli ruoli o ‘comparsate’. In questi anni ricordiamo Last of Summer (1978), The Burke Enigma (1978), The Riordans (1978-1979), Bracken (1980-1982), Wagner (1981-1983), The Search for Alexander the Great (1981), Strangers (1981) e i film tv Joyce in June (1982) e Treatment (1984).

Gabriel Byrne in Cristoforo Colombo

Gabriel Byrne
Gabriel Byrne nella miniserie “Cristoforo Colombo”

4. Una dei ruoli più famosi e amati dal pubblico, interpretati da Gabriel Byrne è senza dubbio quello di Cristoforo Colombo. L’attore irlandese, infatti, nel 1985 ha preso parte alla miniserie tv dedicata al navigatore italiano.

Lo sceneggiato in quattro puntate, prodotto dalla RAI nel 1984, narra le vicende del navigatore e cartografo genovese che precedono e seguono il suo viaggio verso le Indie che lo porterà invece alla scoperta di un nuovo continente.

Ma le avventure televisive di Byrne non finiscono qui. Tra gli anni ottanta e duemila lo vediamo in altre serie tv come Mussolini: The Untold Story (1985), Screen Two (1994), Glenroe (1997), Madigan Men (2000) e film tv come Buffalo Girls (1995), Draiocht – Magia (1996) e Weapons of Mass Distraction (1997).

Gabriel Byrne nella serie In Treatment

Gabriel Byrne nella serie In Treatment
Gabriel Byrne nella serie “In Treatment”

3. Il successo televisivo per Gabriel Byrne, tuttavia, arriva solo nel 2008 con In Treatment. La serie tv è andata in onda dal 2008 al 2010 per tre stagioni e un totale di 106 episodi ed è stata accolta molto bene dal pubblico e dalla critica.

Prodotta da Rodrigo Garcia e trasmessa dalla HBO, la serie racconta la vita dello psicoterapeuta Paul Weston, interpretato da Gabriel Byrne, il quale cerca di esorcizzare in qualche modo i suoi demoni interiori attraverso le sedute con i suoi pazienti. Disturbo da stress post traumatico, paura della morte, depressione, manie suicide, problemi relazionali e terapia di coppia; questi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla serie, problemi che il dottor Weston dovrà trattare.

Insieme a Gabriel Byrne, nella serie troviamo anche attori come Melissa George, Blair Underwood, Mia Wasikowska e Hope Davis.

Tra le altre serie interpretate da Byrne ricordiamo Secret State (2012), Quirke (2014), Marco Polo (2016), Maniac (2018), War of the Worlds (2019 e attualmente in corso), ZeroZeroZero (2020) e ovviamente Vikings (2013).

Gabriel Byrne in Vikings

Gabriel Byrne nella serie Vikings
Gabriel Byrne nella serie “Vikings”

2. Gli amanti delle serie storiche e in costume ricorderanno sicuramente il ruolo di Gabriel Byrne nella famosa serie Vikings.

Nata da una co-produzione di Canada e Irlanda, la serie è andata in onda per bene sei stagioni e un totale di 79 episodi, tutti trasmessi a partire dal 2013. Ambientata nel IX secolo in Scandinavia e nei paesi del nord Europa, Vikings, così come suggerisce il titolo, racconta delle vicende (romanzate) della stirpe vichinga attraverso il personaggio di Ragnarr Sigurðsson una figura semi leggendaria di un re che dominato nelle terre di Svezia e Danimarca nel 1800. Ovviamente, oggi non ci sono prove certe dell’esistenza di questo valoroso re oppure non sono ancora state scoperte.

Gabriel Byrne nella serie ha interpretato il ruolo del Conte Haraldson, personaggio presente solo nei primi sei episodi della prima stagione di Vikings.

Gabriel Byrne moglie e figli: curiosità e vita privata

1. La vita sentimentale di Byrne è sempre stata molto chiacchierata. Dal 2001, anno d’uscita della sua autobiografia dal titolo Pictures in my Head, ormai quasi più nulla del suo privato è rimasto tale.

Nel 1988 Gabriel Byrne sposa Ellen Barkin, attrice, dalla quale negli anni successivi ha due figli Jack Daniel (1989) e Romy Marion (1992). La loro relazione, molto bella e intensa, purtroppo giunge al capolinea nel 1999, anno in cui i due divorziano ma in modo amichevole, mantenendo buoni rapporti. Tra flirt e brevi storie, Byrne non sembra intenzionato di nuovo a prendere moglie.

Soltanto nel 2014 l’attore decide si tornare sull’altare e di sposare la produttrice Hannah Beth King, con cui era già fidanzato da qualche anno.

Fonte: IMDB, The Hollywood Interview

Gabriel Basso parla del futuro di Peter in The Night Agent e di un possibile spinoff

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Con la terza stagione ora disponibile su Netflix, The Night Agent entra in una fase cruciale. Il thriller politico continua a seguire le missioni ad alto rischio dell’agente dell’FBI Peter Sutherland, interpretato da Gabriel Basso, ma le recenti dichiarazioni dell’attore suggeriscono che il suo percorso potrebbe non durare indefinitamente.

Dopo gli eventi della seconda stagione, Peter si ritrova a operare come doppio agente sotto il broker Jacob Monroe (Louis Herthum), con l’obiettivo di smascherare la corruzione ai vertici del potere. La tensione narrativa resta alta e la serie sembra aver gettato le basi per sviluppi ancora più ambiziosi.

Peter Sutherland avrà una conclusione definitiva? Le parole di Gabriel Basso

In un’intervista a ScreenRant, Basso ha affrontato direttamente la questione della durata della serie e del destino del suo personaggio. Pur riconoscendo che la stabilità lavorativa è un aspetto positivo, l’attore ha chiarito di non voler trascinare Peter oltre il necessario. Il rischio, ha spiegato, è quello di diventare “il pugile che avrebbe dovuto ritirarsi sei incontri fa”.

Basso desidera che Peter abbia un arco narrativo chiaro e compiuto. Secondo l’attore, ogni stagione dovrebbe poter essere percepita come una storia completa, senza la sensazione che il personaggio stia semplicemente “restando in campo” per inerzia.

Allo stesso tempo, ha aperto alla possibilità che la serie possa continuare anche senza di lui. Il titolo stesso, ha ricordato, è The Night Agent e non il nome del protagonista: questo lascia spazio all’introduzione di un nuovo agente e a ulteriori esplorazioni del programma Night Action, l’unità governativa che assegna missioni legate alla sicurezza nazionale.

Le sue parole si inseriscono in un contesto già dinamico. Il creatore della serie, Shawn Ryan, ha confermato che una writers’ room per una possibile quarta stagione è attiva dal 2025, anche se Netflix non ha ancora ufficializzato il rinnovo. Ryan ha inoltre ammesso che in passato si è parlato di eventuali spinoff, ma nessun progetto è attualmente in sviluppo.

La prima stagione della serie era diventata un fenomeno globale, entrando nella Top 10 delle produzioni in lingua inglese più viste di sempre su Netflix con oltre 98 milioni di visualizzazioni. La seconda non ha replicato quegli stessi numeri, ma ha comunque mantenuto una base solida di pubblico.

Ora la domanda è chiara: Peter Sutherland è destinato a chiudere il proprio percorso a breve, lasciando spazio a un nuovo Night Agent? La risposta, almeno per ora, dipenderà tanto dagli ascolti quanto dalla volontà del suo interprete.

FOTO DI COPERTINA: Gabriel Basso arriva alla proiezione speciale di Los Angeles del film Netflix “A House of Dynamite”. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com

Gabourey Sidibe per Brett Ratner

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Gabourey Sidibe per Brett Ratner

 

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La giovane Gabourey Sidibe, interprete del sorprendente Precious, entra a far parte del cast di Tower Heist diretto da Brett Ratner.

G.I. Joe: un nuovo film del franchise dopo Snake Eyes

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G.I. Joe: un nuovo film del franchise dopo Snake Eyes

Arriva da The Hollywood Reporter (via ScreenRant) la notizia che la Paramount e la Hasbro sono in trattative con gli sceneggiatori Joe Shrapnel e Anna Waterhousee per la stesura dello script di un nuovo film della saga di G.I. Joe. Il film in questione non sarà un sequel dell’atteso Snake Eyes che dovrebbe arrivare il prossimo ottobre nelle sale americane, ma un’espansione dell’universo che poterà gli spettatori a scoprire ancora più in profondità la squadra speciale anti-terrorismo.

Per quanto riguarda Snake Eyes, il film basato sul personaggio presente nei fumetti avrà come protagonista Henry Golding (Crazy & Rich, Last Christmas) e dovrebbe raccontare le origini del personaggio. La data di uscita nelle sale americane è fissata per il prossimo 23 ottobre, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto causa pandemia di Covi-19. Robert Schwentke (RED) dirigerà su una sceneggiatura firmata da Evan Spiliotopoulos (La bella e la bestia).

Il personaggio Snake Eyes è un membro chiave del team G.I. Joe, un abile combattente e maestro di armi con un passato tragico. È apparso in entrambi i precedenti film sui G.I. Joe, G.I. Joe: La nascita dei Cobra del 2009 e il G.I. Joe: La vendetta del 2013. Nessuno dei due film è stato accolto molto bene dalla critica, anche se al botteghino hanno avuto buoni risultati. Poco dopo l’uscita del secondo, è stato annunciato anche un terzo film, che però non è mai stato realizzato a causa di problemi di schedule degli attori.

LEGGI ANCHE – Snake Eyes: terminate le riprese dello spin-off di G.I. Joe

Snake Eyes è stato interpretato negli ultimi due film dall’attore e artista marziale Ray Park. Poiché lo spin-off è destinato a essere un importante ripartenza per il franchise, il personaggio è stato assegnato a Golding, attore che sta cominciando ad essere sempre più presente sul grande e piccolo schermo.

Snake Eyes ruoterà intorno alla nascita del protagonista che cerca di diventare un membro del Clan Arashikage, team che ha lavorato come agenzia di serial killer per generazioni usando l’inganno per guadagnarsi da vivere.

G.I. Joe: terzo capitolo in vista?

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G.I. Joe: terzo capitolo in vista?

La Paramount starebbe già pensando a un terzo film della serie dedicata ai G.I. Joe: gli incassi del secondo capitolo in pochi giornidiprogrammazione ne hanno del resto già superato i costi.

G.I. Joe – La Vendetta ha già incassato 132 milioni di dollari, 51,7 negli USA e 80,3 nel resto del mondo, superando il costo complessivo sostenuto, di 130 milioni, inferiore a quello del primo film della serie, che si attestò sui 175 milioni. Secondo le stime, G.I. Joe La Vendetta potrebbe arrivare ad incassare oltre 400 milioni di dollari, superando i 303 milioni del film precedente.

Fonte: Empire

G.I. Joe: La vendetta, ecco un nuovo trailer

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G.I. Joe: La vendetta, ecco un nuovo trailer

Ecco un nuovo spettacolare trailer di G.I. Joe – La Vendetta, sequel di G.I. Joe: La nascita dei Cobra e interpretato da Channing Tatum. Il film, che verrà riconvertito in 3D per l’uscita il 29 marzo negli States, vede trai protagonisti anche Dwayne Jhonson e Bruce Willis.

Dal video, che ci mostra qualche sequenza inedita, sembra proprio che il film sarà molto divertente, basato su forti scene d’azione, cosa che in parte vale anche per il film precedente. Dirige Jon Chu, e nel cast compaiono anche Adrianne Palicki, Walton Goggins, Ray Park, Byung-hun Lee, Elodie Yung, RZA, Ray Stevenson e D.J. Cotrona.

Ecco il terzo trailer del film:

Fonte: youtube

G.I. Joe: La Vendetta – Secondo trailer italiano ufficiale

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G.I. Joe: La Vendetta – Secondo trailer italiano ufficiale

Il trailer italiano ufficiale di G.I. Joe – La Vendetta, il nuovo film d’azione con Channing Tatum, Bruce Willis e Dwayne Johnson, da agosto 2012 al cinema. La squadra dei G.I. Joe torna per stupirci con nuove avventure ed effetti speciali. Chunning Tatum questa volta è affiancato da Bruce Willis e Dwayne Johnson.

G.I. Joe 3: trovato il regista del film?

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G.I. Joe 3: trovato il regista del film?

 

Deadline riporta la notizia che la Paramount Pictures avrebbe offerto la regia del prossimo G.I. Joe 3 a D.J. Caruso (Eagle Eye, Disturbia). Al momento Caruso sarebbe in trattative iniziali per prendere le redini del progetto dopo l’abbandono di Jon M. Chu (che ha lasciato per dedicarsi a Jem e le Holograms). 

L’ultima volta che si era sentito parlare del film è stato da parte del produttore Lorenzo di Bonaventura ed erano in atto le prime negoziazioni. I dettagli della trama del terzo episodio sono ancora vaghi, ma ci si aspetta che ruoterà intorno al personaggio di Dwayne Johnson, Roadblock. Ci si aspetta che Adrianne Palicki  e la maggior parte del cast di G.I. Joe – La Vendetta facciano ritorno nel nuovo film.

Per quanto riguarda il nuovo sceneggiatore Jonathan Lemkin, egli ha già lavorato con di Bonaventura per Shooter del 2007 con Mark Wahlberg, oltre ad aver già firmato sceneggiature come quella de L’avvocato del diavolo e quella di Arma Letale 4. Adesso che c’è uno sceneggiatore, è plausibile che la fase produttiva di G.I. Joe 3 abbia luogo tra la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo trimestre del 2015.

Ci si aspetta che G.I. Joe 3 faccia il suo debutto in una data ancora non precisata dell’anno 2016.

Fonte

G.I. Joe 3: D.J. Caruso fantastica di un crossover con Transformers

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Durante una recente intervista rilasciata a Collider incentrata sul lancio pubblicitario dell’atteso xXx Il ritorno di Xander Cage, il regista D.J. Caruso ha avuto modo di esprime le sue personali idee circa la possibile realizzazione di un G.I. Joe 3, progetto per il quale egli è stato preso in seria considerazione malgrado al momento siano subentrati tutta una serie di intoppi e di rallentamenti che ritardano il concretizzarsi delle riprese. Il regista  ha affermato addirittura che un ipotetico crossover con la mitologia dei Transformers potrebbe dar vita a qualcosa di davvero interessante, essendo entrato più volte in fase di ideazione.

G.I. Joe 3: trovato il regista del film?

Pur ammettendo che la saga cinematografica di G.I. Joe non gode certamente al momento di ottima salute – soprattutto dopo gli esiti sottotono dei due capitoli finora prodotti, G.I Joe La nascita dei cobraG.I Joe La vendetta -, D.J. Caruso ha affermato che ci sarebbero tutte le carte in regola per un G.I Joe 3 davvero innovativo, anche se al momento forse non tutte le carte giocano a favore. Il regista ha infatti dichiarato che “beh, sì, l’idea c’è sicuramente, ma la Paramount non è ancora pronta ad imbarcarsi nel progetto. Tuttavia penso che se G.I. Joe incontrasse in qualche modo Transformers allora ne verrebbe fuori qualcosa di grosso. Questo è esattamente quello che dovrebbero accadere secondo me, ma capisco che i tempi non siano a ancora maturi, perché in realtà la sceneggiatura che si stava pensando di sviluppare e che avrebbe dovuto prevedere una sorta di collisione fra i due mondi è risultata poco credibile in questa forma iniziale. Infatti quando l’ho letta ho capito subito che non eravamo ancora pronti … penso tuttavia che alla fine questi due mondi avranno modo di incontrasi e ciò probabilmente accadrà quando Michael Bay deciderà di conseguenza“.

Parlare di un possibile crossover fra due saghe così particolari come quelle di G.I Joe Transformers appare al momento qualcosa che supera persino l’immaginario fantascientifico più spinto, tuttavia è indubbio che se il progetto dovesse andare a buon fine in maniera coerente, entrambi i franchise ne trarrebbero reciproco vantaggio. Con l’uscita del prossimo Transformers The Last Knight diretto da Michael Bay, è probabile che D.J. Caruso arrivi prima o poi a uno scambio di opinioni in grado dare corpo alla sua folle idea.

Ultimamente non ci sono state molte novità da parte della Paramount a proposito di G.I. Joe 3ma ora che lo studio ha portato lo sceneggiatore Jonathan Lemkin a bordodel progetto per scrivere la sceneggiatura del film, le cose dovrebbero iniziare a muoversi diversamente.

L’ultima volta che si era sentito parlare del film è stato da parte del produttore Lorenzo di Bonaventura ed erano in atto le prime negoziazioni. I dettagli della trama del terzo episodio sono ancora vaghima ci si aspetta che ruoterà intorno al personaggio diDwayne Johnson, Roadblock. Ci si aspetta che Adrianne Palicki  e la maggior parte del cast di G.I. Joe – La Vendetta facciano ritorno nel nuovo film.

Per quanto riguarda il nuovo sceneggiatore Jonathan Lemkin, egli ha già lavorato con di Bonaventura per Shooter del 2007 con Mark Wahlberg, oltre ad aver già firmato sceneggiature come quella de L’avvocato del diavolo e quella di Arma Letale 4.Adesso che c’è uno sceneggiatore, è plausibile che la fase produttiva di G.I. Joe 3 abbia luogo tra la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo trimestre del 2015.

Ci si aspetta che G.I. Joe 3 faccia il suo debutto in una data ancora non precisata.

Fote: Collider

G.I. Joe 3 ruoterà intorno al personaggio di Dwayne Johnson

G.I. Joe 3 ruoterà intorno al personaggio di Dwayne Johnson

g.i.joe retaliationUltimamente non ci sono state molte novità da parte della Paramount a proposito di G.I. Joe 3, ma ora che lo studio ha portato lo sceneggiatore Jonathan Lemkin a bordo del progetto per scrivere la sceneggiatura del film, le cose dovrebbero iniziare a muoversi diversamente.

L’ultima volta che si era sentito parlare del film è stato da parte del produttore Lorenzo di Bonaventura ed erano in atto le prime negoziazioni. I dettagli della trama del terzo episodio sono ancora vaghi, ma ci si aspetta che ruoterà intorno al personaggio di Dwayne Johnson, Roadblock. Ci si aspetta che Adrianne Palicki  e la maggior parte del cast di G.I. Joe – La Vendetta facciano ritorno nel nuovo film.

Per quanto riguarda il nuovo sceneggiatore Jonathan Lemkin, egli ha già lavorato con di Bonaventura per Shooter del 2007 con Mark Wahlberg, oltre ad aver già firmato sceneggiature come quella de L’avvocato del diavolo e quella di Arma Letale 4. Adesso che c’è uno sceneggiatore, è plausibile che la fase produttiva di G.I. Joe 3 abbia luogo tra la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo trimestre del 2015.

Ci si aspetta che G.I. Joe 3 faccia il suo debutto in una data ancora non precisata dell’anno 2016.

Fonte: Collider

G.I. Joe – La vendetta: uscita rinviata per il 3D!

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G.I. Joe – La vendetta: uscita rinviata per il 3D!

La Paramount Pictures ha deciso di rinviare l’uscita di G.I. Joe – La Vendetta di ben nove mesi; atteso per il 29 giugno (20 luglio in Italia), il sequel de La nascita dei Cobra approderà nelle sale USA il 29 marzo 2013! Questo sostanzioso spostamento consentirà la conversione in 3D del film diretto da Jon Chu. Sicuramente le tre dimensioni garantiranno incassi miglori, ma è altrettanto certo che questo radicale cambiamento a un mese dall’uscita sarà un brutto colpo per i fan. Ecco come ha motivato la decisione Brian Goldner, presidente e CEO della Hasbro:

E’ evidente a tutti come il 3D sia una scelta di successo e, assieme alla Paramount, abbiamo deciso di regalare ai fan un’esperienza d’intrattenimento ancora più immersiva.

G.I. Joe – La vendetta vedrà il Comandante Cobra Zartan, in veste di Presidente degli USA, accusare i G.I. Joe di altro tradimento. I virtuosi soldatini Hasbro dovranno lottare per la loro stessa sopravvivenza battendosi contro cattivon come l’assassino esperto di travestimenti Storm Shadow e il mercenario Firefly. Il cast comprende Dwayne Johnson, Channing Tatum, Adrianne Palicki, Bruce Willis, Ray Stevenson, Byung-hun Lee, Jonathan Pryce e Elodie Young.
Approderà nelle sale USA il 29 marzo 2013.

Fonte: Worstpreviews

G.I. Joe – La vendetta: trama e cast del film con Channing Tatum

G.I. Joe – La vendetta: trama e cast del film con Channing Tatum

Nel 2009 uscì al cinema il film G.I. Joe – La nascita dei Cobra, ispirato alla celebre e omonima serie di giocattoli Hasbro. Il buon successo del film, nonché il suo finale particolarmente aperto, consentirono lo sviluppo di un sequel diretto, arrivato poi in sala nel 2013. G.I. Joe – La vendetta (qui la recensione) è così la seconda trasposizione live-action dedicate alle action figures. Al posto di Stephen Sommers subentra in cabina di regia Jon Chu, resosi celebre grazie alla saga di Step Up. Novità si ritrovano anche nel cast, con alcuni celebri attori subentrati in nuovi ruoli accanto a quelli già visti nel precedente film.

Il gruppo di agenti speciali noti come G.I. Joe torna così sul grande schermo pronti a compiere nuove spericolate missioni in tutto il globo. Il lor compito sarà anche stavolta quello di sgominare la terribile banda terroristica nota come Cobra. Molta azione e combattimenti, dunque, in un film a lungo atteso dai fan della serie. Avvalsosi anche della tecnologia 3D, il film arrivò così in sala, dove si afferma a sua volta come un buon successo. A fronte di un budget di circa 130 milioni di dollari, il film è riuscito a raccoglierne oltre 371 in tutto il mondo. Ciò confermò il grande interesse nei confronti del titolo, e così la Paramount annunciò la realizzazione di un terzo capitolo.

Questo venne tuttavia ritardato e infine cancellato nel 2017, con lo studios di produzione che affermò di preferire dar vita ad un reboot del franchise. In attesa dunque i celebri soldati noti come G.I. Joe tornino sul grande schermo, è possibile recuperare tale secondo capitolo grazie al suo passaggio televisivo. In alternativa, proseguendo nella lettura sarà possibile scoprire dove si può trovare il film in streaming. Questa, come anche altre diverse curiosità sono infatti riportate di seguito.

G.I. Joe – La vendetta: la trama del film

Con gli eventi del primo film, l’organizzazione criminale Cobra sembra essere stata distrutta una volta per tutte. L’ordine mondiale è nuovamente salvo, e i G.I. Joe possono continuare a svolgere le loro missioni militari ovunque ce ne sia bisogno. Il valoroso Duke è ora stato nominato a capo di una nuova unità, composta anche da Roadblock, Lady Jaye e Flint. Svolgendo delle ultime indagini sui Cobra, questi arrivano a scoprire la scomparsa di uno di loro. Si tratta di Zartan, che come visto nel finale del precedente film si è nascosto assumendo le sembianze del presidente degli Stati Uniti. Con tale camuffamento, egli possiede ora un potere enorme, ed aspira a incastrare i G.I. Joe per un assassinio che in realtà non hanno commesso.

Il gruppo viene così accusato di aver eliminato il presidente del Pakistan, e per poter provare di non esserne coinvolto devono recarsi sul luogo per svolgere delle indagini. Attaccati e ricercati, questi si ritrovano però a dover sfuggire a chiunque, vivendo una situazione particolarmente disperata. Ad avere la soluzione che forse potrà cambiare le loro sorti è il nuovo arrivato Roadblock, il quale suggerisce di rintracciare il generale Joseph Colton. Questi è l’ideatore dell’unità dei Joe, ed è l’unico che può aiutarli ad uscire da quella situazione. Rintracciarlo e raggiungerlo non sarà però affatto semplice, e il gruppo dovrà imparare a non fidarsi di nessuno, neanche di quelli che si professano alleati.

G.I. Joe - La vendetta cast

G.I. Joe – La vendetta: il cast del film

Nel dar vita al sequel del primo film, sono diversi gli attori che hanno scelto di non riprendere i propri ruoli. Tra questi vi sono Sienna Miller, Joseph Gordon-Levitt e Dennis Quaid. Gran parte del cast viene così ad essere modificato, con soltanto pochi attori riconfermati per i rispettivi personaggi. Tra questi vi è il protagonista Channing Tatum, che riveste nuovamente i panni di Duke. Per il personaggio egli ha dovuto sottoporsi nuovamente ad un duro allenamento, acquisendo una notevole massa muscolare. L’attore dovette inoltre partecipare ad una serie di riprese aggiuntive, volte ad ampliare il suo ruolo all’interno del film. L’attore Byung-hun Lee è a sua volta tornato nei panni di Storm Shadow, mentre Ray Park in quelli di Snake Eyes.

Il primo dei grandi e nuovi nomi del cast è invece quello di Dwayne Johnson. A lui è affidato il ruolo di Roadblock, rivelatosi poi uno dei più importanti personaggi del film. Anche in questo caso l’attore sfoggia una forma fisica eccezionale, che gli ha consentito di interpretare personalmente anche molte delle più pericolose acrobazie. L’attrice Adrianne Palicki, nota per le serie Friday Night Lights e Agents of S.H.I.E.L.D., interpreta qui Lady Jaye, personaggio dal carattere duro che si rivela essere una spietata assassina. D. J. Cotrona, recentemente visto in Shazam!, è invece il soldato Flint. Del film fa poi parte uno dei maggiori attori del cinema d’azione, Bruce Willis. Celebre per la saga di Die Hard, egli interpreta qui il generale Joseph Colton, ideatore dei G.I. Joe.

G.I. Joe – La vendetta: il trailer e dove vedere il film in streaming

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. G.I. JoeLa vendetta è infatti presente su Chili Cinema, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per poter usufruire del film, sarà necessario sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. In questo modo sarà poi possibile vedere il titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video, senza limiti di tempo. Il film è inoltre in programma in televisione per giovedì 23 giugno alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

 

G.I. Joe – La Vendetta: recensione del film con Bruce Willis

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G.I. Joe – La Vendetta: recensione del film con Bruce Willis

Nel 2009 avevamo lasciato gli agenti speciali GI Joe alle prese con la nascita di un nuovo potente nemico, i Cobra. Dopo quattro anni ecco G.I. Joe – La Vendetta dove ritornano i nostri protagonisti sul grande schermo diretti questa volta da Jon Chu invece che da Stephen Sommers che però rimane alla produzione. Ancora una volta i giocattoli d’infanzia prendono vita e quelli che negli anni ’80 erano solo action figure e cartoni animati, diventano adesso eroi in carne ed ossa pronti a salvare il mondo; merito ancora una volta della Hasbro.

La trama di G.I. Joe – La Vendetta

Dopo l’apparente distruzione dell’organizzazione terroristica nota come I Cobra, i soldati scelti GI Joe si renderanno presto conto che in realtà la cellula malavitosa non è stata sconfitta e che questa volta il bersaglio dei cattivi sono proprio loro, i soldati speciali che si troveranno a combattere per la loro stessa sopravvivenza e per quella del mondo intero. Dopo un massiccio attacco a sorpresa i Cobra sembrano aver conquistato il controllo del Mondo intero, ma un gruppo di GI Joe, sparuto e in fuga, proverà a escogitare un piano per riportare la giustizia sulla Terra.

Ritroviamo in questo G.I. Joe – La Vendetta i protagonisti del primo episodio Channing Tatum, Arnold Vosloo, Ray Park, Jonathan Pryce e Byung-hun Lee, che riprendono i loro ruoli, mentre il cast si arricchisce di due nomi prestigiosi nell’universo accelerato dei film d’azione: Dwayne Johnson e l’inossidabile Bruce Willis, vera e propria icona action.

G.I. Joe 2: La vendetta recensione filmGI Joe: la vendetta è un classico del genere, con effetti speciali molto ben realizzati e una regia al servizio della storia che parte alla grande, con ritmi elevati e si dilata un po’ verso la parte centrale, per poi recuperare quota nel finale coronando il tutto con uno sperticato elogio patriottico. Divertente, eccessivo e adrenalinico, G.I. Joe – La Vendetta sembra rispondere  a tutte le mancanze del primo episodio, dal taglio troppo bambinesco, rilanciando con una storia catastrofica e inverosimile che tanto piace agli amanti del cinema action-fantasy.

Interessante invece la scelta degli sceneggiatori di porre all’inizio del film un colpo di scena molto interessante, e allo stesso tempo destabilizzante per chi si aspetta un sequel maggiormente legato alle economie narrative del primo episodio. G.I. Joe – La Vendetta è un film godibile e sincero, che non pretende nulla in cambio se non un po’ di emozione e qualche bella risata di fronte alle espressioni, ormai mitologiche, di Bruce Willis. Guasta un po’ nel finale l’eccessivo patriottismo che, volendo, poteva essere mitigato senza intaccare la natura ludica del film.

G.I. Joe – La Vendetta: il poster del film

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G.I. Joe – La Vendetta: il poster del film

Ecco il poster di G.I. Joe – La Vendetta, sequel de La Nascita dei Cobra e attesa pellicola action che vede protagonista ancora una volta Channign Tatum affiancato questa volta da due pezzi grossi: Dwayne Johnson e Bruce Willis.

Il film è diretto da Jon M. Chu e uscirà in Italia il prossimo 29 marzo.

Ecco il poster:

 

G.I. Joe – La Vendetta, il terzo trailer italiano

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G.I. Joe – La Vendetta, il terzo trailer italiano

Ecco il terzo trailer ufficiale italiano del film G.I. Joe – La Vendetta sequel di G.I. Joe: La Nascita dei Cobra e basato sull’omonima seie di giocattoli per bambini che andavano per la maggiore negli anni ’80.

Nel film il team dei G.I. Joe non dovranno solo scontrarsi con il loro acerrimo nemico Cobra, ma dovranno anche affrontare le minacce del governo stesso che mette a repentaglio la loro esistenza.

Ecco il trailer:

Questo secondo capitolo vede ancora una volta protagonista , che verrà affiancato da  e da nelle sue militaresche imprese.Completano il cast , , , , , e

G.I. Joe – La Vendetta in Blu-ray dal 21 Agosto 2013

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G.I. Joe – La Vendetta in Blu-ray dal 21 Agosto 2013

Universal Pictures Italia è lieta di annunciare l’uscita il 21 agosto di G.I. Joe – La Vendetta, secondo episodio della saga tratta dal celeberrimo franchise della Hasbro, in DVD, Blu-Ray™ e Combo Blu-ray™ 3D + Blu-ray™ 2D. Inoltre, sempre dal 21 agosto, il film sarà disponibile in un esclusivo cofanetto 2 dischi DVD o Blu-ray che include anche G. I. Joe – La Nascita dei Cobra.

G.I. Joe – La Vendetta è diretto da Jon M. Chu (G.I. Joe – La Nascita dei Cobra, G. I. Joe – La vendetta) e vede riuniti tre attori leggendari del genere action: Bruce Willis (I mercenari – The Expendables,  I mercenari 2 – The Expendables), Channing Tatum (Knockout, G.I. Joe – La Nascita dei Cobra) Dwayne “The Rock” Johnson (Fast & Furious 5, Fast & Furious 6, Pain & Gain – Muscoli e denaro) in un film grandioso e colmo di scene dall’altissimo tasso di spettacolarità.

SINOSSI

I membri del gruppo speciale G.I. Joe, dopo l’apparente distruzione dell’organizzazione terroristica Cobra, sono sulle tracce degli unici due superstiti: Zartan e Storm Shadow. Intanto, alla Casa Bianca, Zartan prende il posto del Presidente degli Stati Uniti, accusa i G.I. Joe di alto tradimento e li attira in una trappola, riuscendo a decimare il gruppo. Tra nuove alleanze, vecchi nemici e l’aiuto del “Joe” originale ormai in pensione, riusciranno a dimostrare la loro innocenza e a salvare il mondo dalla guerra nucleare?

INFORMAZIONI TECNICHE

Contenuti audio del Blu-ray™ 2D e 3D: Inglese DOLBY TRUE HD 7.1; Inglese; Italiano, Spagnolo, Tedesco, Francese DOLBY DIGITAL 5.1. Sottotitoli in Inglese n/u, Spagnolo, Italiano, Tedesco, Svedese, Finlandese, Norvegese, Danese, Olandese, Francese.

Contenuti audio del DVD: Inglese, Italiano DOLBY DIGITAL 5.1 con sottotitoli in Inglese e Italiano.

CONTENUTI SPECIALI DEL Blu-ray™:

  • Commento al Film del Regista Jon M. Chu e del Produttore Lorenzo di Bonaventura;
  • G.I.Joe: Declassificati;
  • Briefing delle Missioni;
  • Scene Eliminate

G.I. Joe – La nascita dei Cobra: tutte le curiosità sul film

G.I. Joe – La nascita dei Cobra: tutte le curiosità sul film

Sull’onda del successo di Transformers, la Hasbro ha fatto sì che un’altra sua celebre linea di giocattoli divenisse protagonista di un film per il cinema. Arriva così in sala, nel 2009, il film G.I. Joe – La nascita dei Cobra (qui la recensione) ha portato sul grande schermo la squadra speciale ispirata all’omonima serie di action figures, il cui obiettivo, come nel più classico dei casi per questo genere opere, è quello di salvare il mondo da un pericoloso gruppo terroristico. A dirigere il film vi è Stephen Sommers, regista divenuto famoso per La mummia e il suo sequel La mummia – Il ritorno.

Da tempo si pensava a come portare sul grande schermo questi personaggi, celebri in particolare per il loro essere dotati di sofisticati mezzi bellici, tecnologicamente avanzati. Dopo una prima sceneggiatura trafugata in rete e mal recepita dai fan, i produttori della Di Bonaventura Pictures (stessa casa di produzione di Transformers) si sono impegnati per riscrivere il progetto affinché fosse più fedele a ciò che si sa degli omonimi personaggi Hasbro. Tali operazioni non hanno però impedito al film di affermarsi solo come un modesto successo, con un incasso globale di 302 milioni a fronte di un budget di 175.

Nonostante ciò, si è poi deciso di realizzare anche un sequel, che ha portato avanti quanto da questo primo film lasciato in sospeso. Ad ogni modo, per gli amanti del genere si tratta di un buon titolo d’azione, ricco di colpi di scena e personaggi iconici. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al suo sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di G.I. Joe – La nascita dei Cobra

Quando il proprietario della MARS James McCullen, discendente dell’omonimo commerciante d’armi che nel XVII secolo sconvolse gli equilibri d’Europa, vende la sua nuova letale arma alla Nato, i G.I. Joe vengono incaricati dal governo di trasportarla al sicuro. Mentre la squadra, composta da Duke, Ripcord, Scarlett, Snake Eyes e Heavy Duty si recano alla base segreta in Egitto per incontrare il loro capo, il Generale Hawk, McCullen sembra però cambiare idea sulla sua donazione, intenzionato ora ad usare la pericolosa arma per tenere sotto controllo i governi di tutto il mondo. Per rientrarne in possesso, ingaggia la Baronessa e Storm Shadow, due pericolosi mercenari. Per i G.I. Joe ha dunque inizio una delicata missione che ha come obiettivo la salvezza del mondo intero.

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G.I. Joe – La nascita dei Cobra: il cast di attori del film

Ad interpretare il principale protagonista del film, l’agente Duke, vi è l’attore Channing Tatum. Egli, però, non era intenzionato a recitare nel film, il quale a suo dire glorifica la guerra, ma fu costretto a prendervi parte per via di obblighi contrattuali. Tatum cercò allora di avere per sé il ruolo di Snake Eyes, suo personaggio preferito, ma gli fu invece assegnato Duke. Il ninja Snake Eyes è dunque stato interpretato da Ray Park, attore noto per aver interpretato il Sith Darth Maul in Star Wars – La minaccia fantasma. Interpretare tale ruolo fu per lui una sfida non da poco, poiché il costume presentava un certo peso e lo rallentava anche nel più semplice dei movimenti. L’attore Dennis Quaid, invece, ricopre il ruolo del generale Hawk.

L’attrice Rachel Nichols era invece la prima scelta per interpretare Scarlett e accettò tale ruolo attratta dalle scene d’azione previste. Sono poi presenti gli attori Marlon Wayans nei panni di Ripcord e Adewale Akinnuoye-Agbaje in quelli di Heavy Duty. Joseph Gordon-Levitt interpreta The Doctor, comandante del gruppo criminale Cobra. L’attore ha raccontato di aver accettato il ruolo dopo aver visto il trucco che gli sarebbe stato applicato e il costume che avrebbe indossato. L’attrice Sienna Miller, che interpreta invece la Baronessa, ha affermato di essersi interessata al ruolo poiché diverso da quelli che normalmente le venivano offerti. Infine, Christopher Eccleston interpreta James McCullen e Lee Byung-hun è Storm Shadow.

Il sequel di G.I. Joe – La nascita dei Cobra, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Come anticipato, il discreto successo del film e il suo finale particolarmente aperto, sono stati i motivi per cui si è deciso di dar vita ad un sequel. Questo è arrivato in sala nel 2013 con il titolo G.I. Joe – La vendetta (qui la recensione). Qui, oltre agli attori del primo film, vi sono anche nuovi personaggi, come Roadblock interpretato da Dwayne Johnson e Joseph Colton, ideatore dei G.I. Joe, interpretato da Bruce Willis. Si sarebbe dovuto realizzare anche un terzo film, poi però ritardato e infine cancellato nel 2017. Nel 2021 è invece stato realizzato il reboot della serie, dal titolo Snake Eyes: G.I. Joe – Le origini (qui la recensione), con un cast completamente diverso.

È possibile fruire di G.I. Joe – La nascita dei Cobra grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Netflix, Paramount+ e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 5 giugno alle ore 23:35 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

G.I. Joe – La nascita dei Cobra: recensione del film

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G.I. Joe – La nascita dei Cobra: recensione del film

G.I. Joe – La nascita dei Cobra è il film del 2009 diretto da Stephen Sommers e basato sull’omonima serie di giocattoli. Protagonisti nel cast Dennis QuaidChanning TatumSienna MillerJoseph Gordon-LevittMarlon WayansRachel NicholsRay ParkLee Byung-hunAdewale Akinnuoye-AgbajeSaïd TaghmaouiArnold Vosloo.

G.I. Joe – La nascita dei Cobra, la trama: Nel film che porta al cinema e in live action i celebri giocattoli della Hasbro, G.I. Joe diventa l’acronimo di “Global Integrated Joint Operating Entity”, il nome di una task force internazionale anti-terrorismo con sede a New York. Ambientato 10 anni nel futuro, il film racconterà della lotta tra la task force ed un’organizzazione internazionale nota come COBRA.

Dalle montagne centroasiatiche ai deserti egiziani, attraverso le affollate strade di Parigi fino ai ghiacci del Polo Nord, la squadra di ultra professionisti nota come G.I.JOE si lancia in un’avventura senza sosta, in cui la tecnologia di ultima generazione e il più sofisticato equipaggiamento militare saranno impiegati per combattere il pericoloso trafficante d’armi DESTRO ed evitare che la minacciosa e occulta organizzazione COBRA getti il mondo nel caos.

G.I. Joe – La nascita dei Cobra, l’analisi

Stephen Sommers ci presenta ancora una volta una pellicola d’azione che rispetta le aspettative del pubblico in cerca di intrattenimento senza troppe pretese.

Ancora la Hasbro cerca di guadagnare sfruttando il cinema per i suoi leggendari giocattoli, dopo il travolgente successo di Transformers, che , almeno per il primo episodio, ha decisamente più consistenza e valore di questo film.

In G.I. Joe – La nascita dei Cobra a storia è quella dei Joe, una squadra speciale che deve salvare il mondo da un gruppo di cattivi. Niente di nuovo nella forma e nella sostanza, anche se qualche scena ben congeniata riesce ad interessare lo spettatore, vedi la scena dell’attacco a Parigi.

I personaggi di G.I. Joe – La nascita dei Cobra, sono quasi tutti volti emergenti del nuovo panorama cinematografico, riesco a convincere, chi più chi meno, nei ruoli loro assegnati, su tutti la bella Rachel Nichols, la rossa Joe. Bello il personaggio di Snake Eyes, interpretato da Ray Park, che ricorda un po’ della malinconia degli X-Men.

Sommers si tira dietro un po’ di cast della Mummia, Brendan Fraser e Arnold Vosloo, e combina diversi elementi action e comedy, per creare un film che senza pretese intrattiene, ma non convince e si dimentica presto. Anche visivamente, numerose sono le immagini e le suggestioni che ricordano Transformers, segno che forse le ambizioni di Sommers erano superiori a quelle poi avveratesi.

G.I. Joe – La nascita dei Cobra è un film d’azione che sfrutta la tecnologia spettacolare per realizzare scene ben ritmate ma non destinate a passare in fretta nella storia del cinema e nell’immaginario degli spettatori.

G.I. Joe – La nascita dei Cobra: la recensione del film di Stephen Sommers

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Dopo il successo commerciale di Transformers, la Hasbro decide di riportare sul grande schermo un altro dei suoi brand più longevi: i leggendari G.I. Joe. A occuparsi della trasposizione è Stephen Sommers, regista già noto per La Mummia e Van Helsing, autore abituato a gestire progetti ricchi di effetti visivi e azione. Le aspettative erano quelle di replicare la formula del kolossal di Michael Bay, costruendo un nuovo franchise capace di attirare il pubblico più giovane e allo stesso tempo strizzare l’occhio agli appassionati di lunga data.

Il risultato, tuttavia, è meno incisivo del previsto. G.I. Joe – La nascita dei Cobra è un film che non nasconde la sua natura di puro prodotto commerciale: intrattiene, diverte a tratti e offre alcune sequenze spettacolari, ma fatica a distinguersi in un panorama cinematografico già saturo di cinecomics e blockbuster. Ciò che emerge è un’opera derivativa, che prende in prestito stilemi e soluzioni visive da altre saghe di successo senza riuscire a imporsi con una propria identità forte.

Trama di G.I. Joe – La nascita dei Cobra: la squadra speciale contro la minaccia dei Cobra

La storia di G.I. Joe – La nascita dei Cobra segue le vicende dei Joe, una squadra militare segreta d’élite chiamata a difendere il mondo da nuove e sofisticate minacce. La loro missione è affrontare i Cobra, organizzazione criminale dotata di armi tecnologiche avanzatissime e pronta a colpire i principali centri di potere mondiale.

Il film alterna momenti di addestramento, conflitti interpersonali e missioni sul campo. La sequenza dell’attacco a Parigi, con i Joe impegnati a fermare un ordigno devastante, è uno dei passaggi meglio orchestrati, capace di coniugare tensione, spettacolo e un buon uso degli effetti speciali. Nonostante questo, la trama nel suo insieme appare lineare, prevedibile e priva di quella complessità che avrebbe reso la vicenda più appassionante.

Maria, i Cobra e le dinamiche interne alla squadra si muovono secondo logiche già viste in decenni di cinema action: la lotta tra bene e male, il tradimento, la vendetta, l’eroismo e i sacrifici. Elementi che funzionano, ma che in questo caso non trovano un equilibrio tale da rendere la narrazione memorabile.

I personaggi tra volti emergenti e icone del passato

Uno dei punti di forza di G.I. Joe – La nascita dei Cobra sta nel cast eterogeneo, formato da giovani attori emergenti e da presenze consolidate. Rachel Nichols spicca nei panni della rossa Scarlett, convincente come figura femminile capace di alternare carisma e fascino. Ray Park interpreta Snake Eyes, guerriero silenzioso e tormentato che con la sua fisicità e il suo costume iconico riesce a conquistare la scena. È forse il personaggio più riuscito del film, perché porta con sé una malinconia che ricorda eroi più complessi come quelli degli X-Men.

Accanto a loro compaiono cameo e ruoli secondari che richiamano la carriera di Sommers: Brendan Fraser e Arnold Vosloo, volti familiari della saga de La Mummia, aggiungono un tocco di continuità stilistica al film. Tuttavia, la loro presenza resta più un richiamo nostalgico che un reale contributo alla narrazione.

I villain, fulcro di ogni buon film action, risultano invece meno incisivi. La minaccia dei Cobra appare stereotipata e priva di quel carisma necessario a rendere memorabile un antagonista. Ciò contribuisce a rendere la sfida tra Joe e Cobra più una successione di scontri spettacolari che un vero confronto ideologico.

Effetti speciali e sequenze spettacolari: tra spettacolo e déjà vu

Dal punto di vista tecnico, G.I. Joe – La nascita dei Cobra non delude. Sommers sfrutta la tecnologia digitale per costruire un mondo di armi futuristiche, veicoli da battaglia e scenari ad alto tasso di distruzione. Le scene d’azione sono ben ritmate, con un montaggio serrato e un uso massiccio di effetti visivi che, almeno sul piano estetico, regalano allo spettatore momenti di pura adrenalina.

Tuttavia, l’impressione costante è quella del déjà vu. Le inquadrature, i combattimenti e persino il design di alcune sequenze ricordano fin troppo da vicino Transformers, rendendo il film derivativo e poco originale. La spettacolarità visiva riesce a intrattenere, ma non a sorprendere. In questo senso, Sommers sembra inseguire un modello già collaudato senza introdurre elementi di reale novità.

Un film di puro intrattenimento ma poco memorabile

In definitiva, G.I. Joe – La nascita dei Cobra si presenta come un film d’azione onesto, capace di offrire due ore di intrattenimento leggero a chi non cerca altro che esplosioni, combattimenti e dinamiche di squadra. Ma al di là della patina spettacolare, poco rimane nello spettatore: i personaggi non si imprimono davvero, la trama è già sentita e la regia non osa mai spingersi oltre i confini del già visto.

È un titolo che può divertire gli appassionati dei giocattoli Hasbro e i fan del cinema action più spensierato, ma che difficilmente riuscirà a rimanere nell’immaginario collettivo. Un tentativo di lanciare un franchise che, rispetto ad altre saghe contemporanee, non ha trovato la stessa fortuna.

G. I. Joe: Henry Golding afferma che la Paramount ha “grandi piani” per il franchise

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Snake Eyes: G. I. Joe – Le origini (qui la recensione) del 2021 doveva rilanciare il franchise dei G.I. Joe, ma il film è stato una delusione in termini economici e si è dunque pensato che potesse essere la pietra tombale per quei personaggi e le loro vicende al cinema. Tuttavia, il finale del film Transformers: Il Risveglio ha preparato il terreno per far sì che gli Autobot e i Decepticon condividessero finalmente lo schermo con gli eroi e i cattivi di G.I. Joe. Questo crossover ha già avuto luogo nei fumetti e, a questo punto, potrebbe essere l’unico modo per salvare la serie cinematografica di G.I. Joe.

Parlando con ComicBook.com, proprio la star di Snake Eyes, Henry Golding, ha condiviso un aggiornamento sulla situazione del franchise dopo quella scena post-credits. “Voglio dire, Lorenzo di Bonaventura è un uomo impegnato e un produttore fenomenale, e con lui il franchise è in mani sicure“, dice Golding. “Qualunque cosa accada, penso che sarà una combinazione di ciò che è venuto e di ciò che verrà. Penso che la Paramount abbia dei piani grandiosi, grandiosi“.

G. I. Joe e Transformers insieme sul grande schermo

Parlando l’anno scorso, Di Bonaventura ha condiviso alcune intuizioni sull’approccio della Paramount al previsto incontro tra questi personaggi. “Non considero le cose come un universo, ma come una storia e i G. I. Joe faranno parte della storia. Penso anche che il termine ‘crossover’ significhi cose diverse per persone diverse“, ha spiegato il produttore veterano. “Per me i Joe, chiunque essi siano, entrano nel mondo dei Transformers, non uniscono i due mondi“.

Il piano è di fare alla fine [un crossover]. Ma, per il prossimo film, saranno i Joe a entrare in scena per qualsiasi cosa il finale di Il risveglio ci abbia fatto credere sia possibile”. “Oh, interagiranno. Non abbiamo ancora sviluppato una sceneggiatura“, ha aggiunto Di Bonaventura. “Quello che posso dire è che, proprio come facciamo con ogni altro film, sarà una squadra di Transformers e umani a combattere la battaglia. I Joe ne faranno parte“.

Fuze – Conto alla rovescia: spiegazione del finale e il significato del colpo che inganna tutti

Tra i thriller britannici più sorprendenti degli ultimi anni, Fuze – Conto alla rovescia di David Mackenzie costruisce la propria tensione attorno a un presupposto apparentemente semplice: il ritrovamento di una bomba inesplosa nel centro di Londra. Quello che inizialmente sembra un racconto corale sulla gestione di un’emergenza pubblica si trasforma però progressivamente in qualcosa di molto diverso, un heist movie costruito su depistaggi, prospettive ingannevoli e identità nascoste. Per gran parte della durata del film lo spettatore crede di seguire vicende separate, destinate a incrociarsi solo indirettamente, senza immaginare che il vero piano sia molto più complesso.

Il finale di Fuze – Conto alla rovescia ribalta infatti tutto ciò che il pubblico pensa di sapere sui protagonisti. L’esplosione, la rapina e il caos che paralizza la città non sono eventi casuali o paralleli, ma parti di una strategia orchestrata da persone che sembravano appartenere a mondi completamente diversi. La conclusione del film non serve soltanto a sorprendere lo spettatore, ma ridefinisce il significato dell’intera storia, trasformando un tradizionale thriller criminale in una riflessione sul potere delle alleanze improbabili e sulla volontà di sottrarsi ai ruoli imposti dalla società.

Chi organizza davvero la rapina e perché il piano funziona alla perfezione

La grande rivelazione del finale riguarda l’identità dei veri responsabili del colpo. Per quasi tutto il film, il maggiore Will Tranter (Aaron Taylor-Johnson) appare come un soldato impegnato a gestire l’emergenza causata dalla bomba, mentre Rahim sembra soltanto un civile coinvolto suo malgrado negli eventi. Parallelamente, il criminale Karalis è presentato come una figura legata al traffico di diamanti e ai gruppi che stanno sfruttando il caos per compiere la rapina in banca. Solo negli ultimi minuti emerge la verità: Tranter, Rahim e Karalis stanno lavorando insieme fin dall’inizio e sono gli autentici architetti dell’intera operazione.

La bomba non è mai stata soltanto una minaccia da neutralizzare, ma uno strumento di distrazione progettato per paralizzare le forze dell’ordine e consentire il furto dei diamanti. Grazie alla sua esperienza militare, Tranter riesce a controllare l’intervento degli artificieri e a mantenere l’attenzione delle autorità concentrata sull’ordigno. Nel frattempo Karalis coordina i movimenti dei rapinatori, mentre Rahim diventa il tassello fondamentale per trasferire il bottino senza attirare sospetti. Il successo del piano dipende proprio dal fatto che nessuno immagina che un soldato decorato, un padre di famiglia e un contrabbandiere possano essere alleati. Quando la verità viene finalmente rivelata, lo spettatore comprende che ogni scena precedente aveva un significato diverso da quello apparente e che il film lo ha ingannato con la stessa abilità con cui i protagonisti hanno ingannato polizia e criminali.

Il significato del finale di Fuze tra libertà personale, identità e rifiuto delle regole sociali

Fuze - Conto alla rovescia (2025)

Al di là del colpo di scena, il finale di Fuze – Conto alla rovescia suggerisce una lettura più interessante del semplice successo di una rapina. I tre protagonisti appartengono a mondi differenti e rappresentano figure che la società tende a classificare in modo rigido: il soldato fedele allo Stato, l’immigrato integrato e il criminale senza scrupoli. David Mackenzie costruisce il racconto proprio per smontare queste etichette, mostrando come dietro ogni ruolo si nascondano desideri, frustrazioni e ambizioni che sfuggono alle aspettative collettive.

Tranter è un uomo che ha servito il proprio Paese ma che porta sulle spalle il peso delle esperienze vissute in guerra e delle perdite subite. Rahim è un cittadino rispettabile che continua però a essere osservato con sospetto e diffidenza. Karalis, al contrario, non cerca nemmeno di nascondere la propria natura opportunista. Ciò che li unisce è il desiderio di sottrarsi al destino che sembra già scritto per loro. In questa prospettiva, il colpo non diventa soltanto un’operazione criminale ma un tentativo di riconquistare il controllo delle proprie vite. Il film non assolve moralmente i protagonisti, ma evita anche di condannarli apertamente, preferendo concentrarsi sulla loro capacità di sfruttare un sistema che spesso li ha definiti e limitati. Il finale assume così il valore di una fuga dalle strutture sociali e dalle identità imposte.

Perché il finale riflette la tradizione del thriller britannico e il cinema di David Mackenzie

Dragos Bucur in Fuze - Conto alla rovescia (2025)

Il modo in cui Fuze – Conto alla rovescia costruisce la propria conclusione richiama una lunga tradizione del thriller britannico fondato sulla tensione narrativa e sui colpi di scena. David Mackenzie, già autore di opere come Hell or High Water e Outlaw King, dimostra ancora una volta il proprio interesse per personaggi che si muovono ai margini delle istituzioni e che cercano di ribellarsi a sistemi percepiti come oppressivi o inefficaci.

In Fuze – Conto alla rovescia questa tematica viene sviluppata attraverso una struttura particolarmente elaborata. Mackenzie sfrutta le convenzioni del film sulla rapina per nascondere la verità fino all’ultimo momento, utilizzando la bomba come un gigantesco espediente narrativo che distrae non solo i personaggi ma anche il pubblico. La scelta di raccontare la storia da prospettive differenti contribuisce a rafforzare l’inganno e rende il finale particolarmente efficace. Una volta rivelata la connessione tra Tranter, Rahim e Karalis, l’intero film acquista una nuova dimensione e invita a una seconda visione, durante la quale molti dettagli apparentemente insignificanti assumono un valore completamente diverso. È proprio questa capacità di trasformare retroattivamente il significato delle immagini a rendere il finale di Fuze uno degli aspetti più riusciti dell’opera.

Fuze – Conto alla rovescia: online il trailer dell’action thriller con Aaron Taylor-Johnson e Theo James

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È stato diffuso il trailer ufficiale di Fuze – Conto alla rovescia, il nuovo action thriller diretto da David Mackenzie, regista apprezzato per film come Hell or High Water. Il film arriverà nelle sale italiane dal 17 giugno e promette un mix esplosivo di tensione, azione e colpi di scena, guidato da un cast che comprende Aaron Taylor-Johnson, Theo James e Sam Worthington.

Lo slogan scelto per accompagnare il lancio del trailer è eloquente: “Il caos perfetto non si trova. Si costruisce.” Una frase che anticipa il cuore della vicenda, incentrata su un piano criminale che sfrutta una situazione d’emergenza per mettere a segno un colpo tanto ambizioso quanto pericoloso.

Una bomba della Seconda guerra mondiale scatena il caos nel cuore di Londra

La storia di Fuze – Conto alla rovescia prende il via quando una bomba inesplosa risalente alla Seconda guerra mondiale viene scoperta in un cantiere nel centro di Londra. La scoperta costringe le autorità a evacuare rapidamente una vasta area della città, generando confusione e paralizzando le normali attività.

Mentre polizia ed esercito cercano di gestire la crisi e mettere in sicurezza la zona, una banda di criminali senza scrupoli individua nell’emergenza l’occasione perfetta per entrare in azione. Approfittando del panico generale e delle risorse delle forze dell’ordine concentrate sulla minaccia dell’ordigno, il gruppo mette in moto un piano elaborato destinato a trasformarsi in uno dei colpi più audaci mai tentati.

Il film è diretto da David Mackenzie e vede nel cast Aaron Taylor-Johnson, Theo James, Saffron Hocking, Gugu Mbatha-Raw, Elham Ehsas e Sam Worthington. Il trailer anticipa un thriller ad alta tensione costruito attorno a inseguimenti, scontri, tradimenti e una corsa contro il tempo che si svolge sullo sfondo di una Londra in piena emergenza.

Fuze – Conto alla rovescia arriverà nei cinema italiani dal 17 giugno.

Fuze – Conto alla rovescia: Aaron Taylor-Johnson svela le vere motivazioni di Will Tranter dietro il colpo di scena finale

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Dopo l’uscita di Fuze – Conto alla rovescia, il thriller crime diretto da David Mackenzie, Aaron Taylor-Johnson ha commentato uno degli aspetti più discussi del film: il sorprendente finale che ribalta completamente la percezione del protagonista Will Tranter.

Nel corso di un’intervista rilasciata a ScreenRant in occasione dell’uscita americana del film, l’attore ha raccontato il lavoro svolto per costruire un personaggio molto più complesso di quanto appaia inizialmente sullo schermo. Attenzione: seguono spoiler sul finale del film.

Aaron Taylor-Johnson: “Tranter è un uomo frustrato e disilluso dal sistema”

Nel finale di Fuze – Conto alla rovescia si scopre che il Maggiore Will Tranter non è il militare eroico che sembra essere per gran parte della storia. Dietro l’operazione per disinnescare la bomba inesplosa trovata a Londra si nasconde infatti il vero ideatore di un elaborato furto di diamanti.

Parlando delle motivazioni del personaggio, Taylor-Johnson ha spiegato che il lavoro svolto insieme agli autori è andato ben oltre quanto mostrato nel montaggio finale:

“Siamo andati molto oltre quello che si vede nella storia. Stavamo esplorando molti modi diversi per dare un’altra dimensione a questo personaggio.”

Secondo l’attore, il cuore della vicenda è legato alla profonda disillusione di Tranter nei confronti della vita militare.

“Si percepisce la sua frustrazione verso l’esercito; è disilluso. È anche arrabbiato e ferito per il passato e per ciò che ha vissuto. Credo che tutto questo sia collegato al motivo per cui fa quello che fa.”

Taylor-Johnson ha inoltre sottolineato come per lui sia fondamentale trovare sempre una componente emotiva nei personaggi che interpreta, anche quando le loro azioni risultano moralmente discutibili.

“Cerco sempre di trovare empatia per il protagonista. Voglio che il pubblico provi qualcosa per lui.”

L’attore ha però ricordato che Fuze – Conto alla rovescia nasce soprattutto come un thriller d’intrattenimento:

“David voleva realizzare un film di novanta minuti, veloce, pieno di colpi di scena. È un heist movie pensato per divertire. Se entrate in sala aspettandovi una corsa adrenalinica, credo che resterete soddisfatti.”

David Mackenzie racconta come è nato il finale a sorpresa

Anche il regista David Mackenzie ha spiegato il processo creativo che ha portato alla costruzione del twist finale.

Secondo il filmmaker, l’idea iniziale era quella di unire il cinema delle rapine degli anni Settanta con i thriller incentrati sugli ordigni inesplosi.

“Volevo realizzare un film che combinasse la tensione delle storie sulle bombe inesplose con il classico heist movie, in particolare quelli francesi degli anni Settanta.”

Mackenzie ha rivelato che la struttura narrativa definitiva è stata raggiunta soltanto dopo diversi passaggi di scrittura e grazie al contributo di consulenti provenienti dall’esercito e dalle forze dell’ordine.

“Il film ha assunto una nuova dimensione quando abbiamo iniziato a lavorare con consulenti dell’esercito e della polizia. Ci hanno fornito competenze, procedure e dettagli che inizialmente non avevamo.”

Per il regista era fondamentale mantenere un forte senso di realismo anche all’interno di una storia costruita attorno a un grande colpo di scena.

“Volevamo essere il più autentici possibile. Abbiamo parlato con poliziotti, militari ed ex rapinatori per assicurarci che ogni passaggio fosse credibile.”

Una ricerca di autenticità che, insieme alla tensione costante e ai continui ribaltamenti narrativi, ha contribuito a trasformare Fuze in uno dei thriller crime più apprezzati dell’anno.