Si è tenuto sabato 31 ottobre alle
ore 18.30 l’incontro in streaming con Gabriele
Mainetti, regista dell’acclamato Lo chiamavano Jeeg Robote
dell’attesissimo Freaks
out, nell’ambito di Lucca Comics & Games – edizione
Changes.
Dopo esser stato ospite dell’Area
Movie di Lucca Comics & Games nel 2015, proprio per
presentare Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele
Mainetti è tornato, anche se solo virtualmente, nel capoluogo
toscano per raccontare le sue passioni, il suo cinema, il suo
rapporto con Lucca e i fumetti in un incontro dal
titolo Gabriele Mainetti – Passione
Lucca, moderato da Gianmaria Tammaro.
Il regista ha dichiarato di avere un
ricordo molto bello di quella prima volta a Lucca nel 2015, dove
aveva percepito una vitalità difficile da immaginarsi oggi in un
momento come quello che stiamo vivendo, una sensazione di
collettività di un pubblico unito dalla passione. “Mi sono
sentito un po’ come una rockstar” ha dichiarato Mainetti
“Vedere persone vestite come i personaggi del mio film mi ha
emozionato”.
Rispetto al suo rapporto con i
fumetti, Mainetti ha raccontato di aver letto
molto Topolino, Lupo Alberto, Alan Ford, durante la
sua infanzia fino alla scoperta di Dylan Dog a
10 anni, ma l’ispirazione per Jeeg Robot è arrivata dagli
anime.
Riguardo alla possibilità di un
ipotetico sequel del suo successo Lo chiamavano Jeeg
Robot, Mainetti risponde di non essere interessato al
momento, perché impegnato su altri progetti e perché considera
conclusa quell’esperienza.
Edison for Nature,
progetto di cinema collettivo su energia, uomo e natura, raccontati
attraverso gli occhi di ognuno di noi, sbarca al Giffoni
Film Festival.
Appuntamento lunedì
18 luglio alle 16.00 con il regista Gabriele Mainetti,
reduce dallo straordinario successo della sua opera d’esordio
Lo chiamavano Jeeg
Robot, testimonial e curatore – insieme a
Andrea Segre – del progetto ideato da
Edison, azienda leader nel settore dell’energia,
da sempre impegnata nella diffusione della cultura della
sostenibilità e del risparmio energetico.
Il regista incontrerà alle 15.00 i
ragazzi ospiti della manifestazione per una
Masterclass, e alle 16.00 presenterà il progetto,
aperto a chiunque abbia un’idea e una storia da raccontare
nell’ambito dei temi green: Comportamenti
sostenibili, L’energia del futuro e
I mestieri dell’energia. Un contest al quale sarà
possibile partecipare attraverso video,
parole, immagini e
audio.
Chiunque potrà caricare,
entro fine luglio, i contributi sulla piattaforma
www.edisonfornature.it.
Le idee proposte verranno valutate e selezionate da Gabriele
Mainetti e dal documentarista Andrea Segre per l’individuazione di
dieci progetti finalisti. I loro autori avranno l’opportunità di
sviluppare il proprio progetto, insieme a Gabriele Mainetti e
Andrea Segre, affiancati da una troupe professionista, realizzando
un cortometraggio. Sarà a questo punto dell’iniziativa, che i
registi Mainetti e Segre, partendo dai 10 cortometraggi realizzati,
daranno vita ad un mediometraggio collettivo.
Edison
Edison è tra i principali
operatori di energia in Italia ed Europa con attività
nell’approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica,
nei servizi energetici e ambientali grazie anche alla propria
controllata Fenice e nell’E&P. Con i suoi oltre 130 anni di
storia, Edison ha contribuito all’elettrificazione e allo sviluppo
del Paese. Oggi opera in 10 paesi nel mondo in Europa, Africa,
Medio Oriente e Sud America, impiegando 5.000 persone. Nel settore
elettrico Edison può contare su un parco impianti per una potenza
complessiva di 7 GW.
Gabriele Mainetti
tornerà a breve dietro la macchina da presa per girare
Freak Out, film che lo vede tornare alla regia
dopo l’esordio con Lo Chiamavano Jeeg Robot,
campione di incassi nella stagione 2016 e trionfatore ai
David di Donatello dello stesso anno.
Il regista, alla sua opera seconda,
ha ufficializzato che le riprese inizieranno a Marzo durante il
Festival di Berlino in corso.
Dopo la difficoltà per trovare i finanziamenti per realizzare
Jeeg Robot, Mainetti è diventato
un regista corteggiato dalle produzioni, visto il successo del
film, e Variety, che riporta la notizia
in esclusiva, lo aveva già inserito nella top 10 dei registi
europei da tenere d’occhio.
Mainetti sta
osservando il più stretto riserbo in merito alla trama del film, a
cui ha collaborato anche il suo sceneggiatore di fiducia,
Nicola Guaglianone. Il film promette però di
mescolare anche più generi di Jeeg. Così come la sua opera prima,
anche in Freak Out, Gabriele
Mainetti parlerà di tematiche importanti come l’abuso
sessuale e ci sarà un personaggio femminile molto forte.
Non ci sono ancora nomi legati al
cast del film, che sarà prodotto dalla Lucky Red
di Andrea Occhipinti insieme alla Goon
Films di Mainetti stesso, con i finanziamenti di
Rai Cinema e della Gap Finders,
belga. La Lucky Red distribuirà il film in
Italia.
Dopo l’esordio con The Grand
Bolero,Gabriele Fabbro arriva in sala con
Trifole – Le radici dimenticate,
un’emozionante avventura ambientata nel mondo del Tartufo Bianco,
che arriverà nei cinema italiani a partire
dal 17 ottobre con Officine
UBU.
Quello di
Gabriele Fabbro è un drama-adventure dal respiro
internazionale ambientato nelle Langhe, la terra del Tartufo Bianco
d’Alba. È la storia di un ricongiungimento familiare e della
riscoperta delle proprie radici, che vede come protagonisti il
cercatore di tartufi, il trifulau Igor (Umberto
Orsini) con la sua cagnolina Birba e la giovane nipote
Dalia (Ydalie Turk, attrice e co-autrice del
film), che da Londra arriva nelle Langhe su richiesta della madre
Marta (Margherita Buy), per assistere il nonno che
si trova in difficoltà economiche e di salute.
Gabriele Fabbro
considera Trifole come un documentario
Una storia che ha
una universalità oggettiva ma anche una forma molto personale di
racconto e di intenzione, come dice lo stesso regista: “La mia
filosofia di fare cinema è rivolta a quelle storie che sono molto
reali. Tutto quello che accade in questo film è reale, lo considero
quasi come un documentario. L’unica concessione fantastica è la
leggenda di Giove che feconda la terra con i fulmini e così nascono
i tartufi. A me piace raccontare storie che lasciano lo spettatore
nel dubbio rispetto alla verità di quello che stanno
vedendo.”
Un viaggio che comincia sulle parole
di Cesare Pavese in ‘Il mestiere di vivere’. “Quella citazione
– spiega Fabbro – è stata appuntata già in fase di
sceneggiatura e l’ho scelta perché stavamo parlando della natura e
dell’importanza di preservarla, di quanto noi ne siamo parte e non
dobbiamo dimenticarlo.”
Tramandare e recuperare la
memoria
Ydalie Turk in Trifole – Cortesia di Officine UBU
Il film racconta anche
dell’importanza di tramandare la memoria: mentre il personaggio del
nonno perde la memoria, la nipote riacquista quella della sua
infanzia e “raccoglie” quella del vecchio. L’elemento della
memoria è legato a un’esperienza personale, per
Gabriele Fabbro, opportunamente modificata per il
film: “Ho scelto di raccontare anche questo nel film per il
rapporto con mio nonno. Lui aveva il Parkinson e nei dieci anni in
cui è stato malato abbiamo smesso pian piano di comunicare. Io sono
cresciuto stando con lui ma non mi sono mai interessato a quello
che era stato lui nella sua vita. Quando le nostre comunicazioni
per cause di forza maggiore si sono interrotte, ho cominciato a
interessarmi, a parlare con la nonna, mi sono incuriosito e per
questo ho raccontato una storia simile nel film.”
La saggezza dei trifulau
Trifole
– Le radici dimenticate ci immerge nella
natura, nei colori e nella poesia di un territorio unico. È un inno
alla riscoperta delle tradizioni, delle proprie radici. “Il
mondo potrebbe diventare migliore se ascoltassimo quello che hanno
da dirci i trifulau – dichiara Gabriele
Fabbro – Passano la loro vita a coltivare le piantine
fertilizzate con la spora del tartufo bianco, è lo scopo della loro
vita, danno i nomi ai loro alberi, li coltivano, li curano e il
disboscamento per loro è un problema serio. Il film è una tesi sul
rispetto della natura.”
Ma è anche un’esperienza
sensoriale in cui luce e profumi trasudano dallo schermo, grazie a
un paziente lavoro fatto di concerto con il direttore della
fotografia, come spiega il regista: “Io lavoro sempre con
Brandon Lattman con cui ormai porto avanti un vero e proprio
matrimonio professionale. L’approccio visivo è nato principalmente
da lui, è venuto nelle Langhe, e vedendo questo mondo molto statico
ha pensato che la macchina dovesse far vedere anche il rigore, la
calma del posto. Ottenere quel tipo di luce poi era
importantissimo, perché volevamo che fosse tutto inerente alla
nostra idea di ambientazione. Volevamo provare a rendere tutto il
più sensoriale possibile.”
Umberto Orsini e Ydalie Turk in Trifole – Cortesia di Officine
UBU
Riscoprire la memoria e trovare la
passione
Il film ci racconta che
non si tramanda solo la memoria, ma anche la passione. Come nasce
la passione per il cinema di Gabriele Fabbro?“Nel mio caso il responsabile sono io. Sono figlio unico e da
piccolo vedevo un sacco di film, giocavo con quei personaggi. Più
vado avanti e più mi rendo conto che i film d’animazione della
Disney degli anni ’90 sono entrati a far parte di me e hanno
contribuito in maniera importante alla mia passione. Ma un’altra
cosa che mi muove è l’avversione per lo stereotipo nei film. Quando
vedevo questi film in cui tutti erano bellissimi mi sembrava
strano, perché io nella mia vita ho sempre incontrato persone
fisicamente normali, che però avevano una grande passione. E da
questi pensieri è nata la mia esigenza di raccontare queste
storie.”
TRIFOLE – Le radici
dimenticate arriva nei cinema italiani a partire dal 17
ottobre con Officine UBU.
Apprezzato tanto per la sua
carriera cinematografica quanto per quella televisiva, l’attore
Gabriel Macht è riuscito ad ottenere uno di quei
ruoli che possono fare la fortuna di un attore, e con il suo
talento è riuscito così ad affermarsi all’interno della serie
Suits, ottenendo le lodi di critica e pubblico.
Ecco 10 cose che non sai di
Gabriel Macht.
Gabriel Macht film
1 I film. La
carriera cinematografica dell’attore ha inizio nel 1998 con il film
L’oggetto del mio desiderio. Negli anni successivi prende
parte ai film Semplicemente irresistibile (1999), Gli
ultimi fuorilegge (2001), Bad Company (2001), Una
canzone per Bobby Long (2004), The Good Shepherd
(2006), The Spirit (2008),e Amore e altri
rimedi (2010).
2 Le serie Tv.
Particolarmente ricca è anche la carriera televisiva dell’attore,
che comprende partecipazioni a serie come Beverly Hills
90210 (1991), Spin City (1997), Sex and the
City (1998), Wasteland (1999), Archangel
(2005) e Suits (2011-2019), dove è divenuto famoso grazie
al ruolo dell’avvocato Harvey Specter. Nella serie recita accanto
al collega Patrick J.
Adams.
Gabriel Macht Instagram
3 Ha un profilo
personale. L’attore è presente sul social network
Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 2,3 milioni
di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere
fotografie scattate in momenti di svago o a fini promozionali dei
propri progetti da attore.
Gabriel Macht vita privata
4 E’ sposato.
Contrariamente al suo personaggio in Suits, l’attore è
molto legato alla famiglia. È sposato dal 2004 con l’attrice
Jacinda Barrett, e hanno due figli. Durante il tempo libero Macht
ha dichiarato di passare molto tempo con loro, giocando con i figli
o aiutandoli con i compiti di scuola.
Gabriel Macht Sarah Rafferty
5 E’ molto amico della
collega. Macht e la collega Sarah
Rafferty condividono spesso il set di Suits,
dimostrando un’ottima chimica. Questa è dovuta dall’amicizia di
lunga data che c’è tra i due attori, conosciutisi già nel 1993.
Nonostante abbia dichiarato che è difficile recitare ruoli seri con
la propria migliore amica, i due riescono allo stesso tempo ad
essere particolarmente professionali grazie alla conoscenza che
hanno l’uno dell’altra.
Gabriel Macht alimentazione
6 E’ vegetariano.
A partire dal 2008 l’attore si è dichiarato vegetariano, e che ha
smesso di mangiare animali per una questione di salute. Da quando
ha smesso, l’attore ha ammesso di sentirsi particolarmente
meglio.
Gabriel Macht Suits
7 Non è affatto come il suo
personaggio. All’attore non piace essere associato con il
suo personaggio, Harvey specter, poiché nonostante lo adori si
ritiene estremamente diverso da lui. Macht adora infatti stare in
famiglia, è una persona gentile e rispettosa, quasi l’esatto
opposto del suo personaggio, spesso particolarmente aggressivo.
8 Vorrebbe che lo show
fosse girato a New York. Nonostante Suits sia
ambientata a New York, la serie viene girata a Toronto, poiché
questa risulta una location più economica per la produzione. Macht
ha però più volte sottolineato il suo disappunto, poiché spostare
la produzione fuori dai confini nazionali non favorisce
all’economia del suo Paese.
Gabriel Macht mentori
9 Il suo mentore è John
Travolta. Mente lavorava sul set del film Una canzone
per Bobby Long, dove divideva il set con l’attore John
Travolta, Macht si è dichiarato particolarmente ispirato dalla sua
persona, affermando che egli è stato un grande maestro per lui e lo
ha aiutato in numerosi momenti difficili durante le riprese.
Gabriel Macht età e altezza
10 Gabriel Macht è nato a
New York, negli Stati Uniti, il 22 gennaio 1972. L’altezza
complessiva dell’attore è di 183 centimetri.
L’attore Gabriel
Luna vanta già diversi ruoli di rilievo, specialmente in
prodotti televisivi, ma non è ancora un volto particolarmente noto
del mondo della recitazione. Grazie ad alcuni progetti in arrivo,
però, il suo status di celebrità sembra essere destinato a crescere
notevolmente. Dotato di carisma e solida presenza scenica, Luna sta
convincendo sempre più critici e spettatori del suo valore ed ogni
sua interpretazione rimane difficilmente dimenticabile.
Ecco 10 cose che non sai su
Gabriel Luna.
Gabriel Luna: i suoi film e le
serie TV
1. È noto per alcune serie
TV. Dopo aver recitato in alcuni episodi di serie
come Prison Break (2008), Touch (2013) e
NCIS: Los Angeles (2013), Luna ottiene una prima notorietà
recitando in Matador (2014) e nella seconda stagione di
True Detective, con
Colin Farrell.
In seguito ha recitato in Wicked City (2015) e Agents
of S.H.I.E.L.D (2016-2017), dove ha avuto un altro ruolo di
primo piano. Nel 2023 lo si vedrà nella serie The Last of Us, accanto
a Pedro Pascal e Bella
Ramsey.
2. Ha recitato in alcuni
noti film. Nel corso della sua carriera l’attore ha avuto
anche modo di recitare in diversi film, alcuni di maggior rilievo e
altri meno noti. Il primo lungometraggio a cui ha preso parte è
stato Fall to Grace (2005), seguito poi da Dance with
the One (2010). Nel 2011 ha avuto un ruolo in Bernie,
con Jack Black,
mentre in seguito ha recitato in Spring Eddy (2012),
Palle fuori (2014), Freeheld: Amore, giustizia,
uguaglianza (2015), con Julianne Moore,
Gravy (2015) e Transpecos (2016). Nel 2019 torna
al cinema con un ruolo di rilievo in Terminator: Destino
oscuro, con Arnold
Schwarzenegger. Nel 2022 è protagonista di Eddie &
Sunny.
Gabriel Luna è Ghost Rider
3. Ha interpretato il quinto
Ghost Rider della Marvel. Tutti ricorderanno
il Johnny Blaze interpretato da Nicolas Cage
nei due film dedicati al supereroe Ghost Rider. Blaze è stato il
secondo umano ad incarnare il demoniaco personaggio, ma nella
quarta stagione della serie Agents of S.H.I.E.L.D. i fan
hanno imparato a conoscere un altro dei possessori dei poteri del
Ghost Rider. Si tratta di Robbie Reyes, quinto umano ad incarnare
il supereroe, interpretato nella serie proprio la Luna. L’attore si
è detto estremamente grato di tale ruolo, per il quale si è
preparato a lungo e che gli ha donato grande popolarità.
4. Avrebbe dovuto avere una
serie tutta sua. Dopo essere comparso come Ghost Rider in
Agents of S.H.I.E.L.D., Luna avrebbe dovuto interpretare
nuovamente tale personaggio anche in una serie a lui interamente
dedicata. Tuttavia, in seguito all’unificazione tra Marvel
Television e i Marvel Studios nel 2019, il progetto è stato
attualmente cancellato. Non è del tutto escluso però che in futuro
si possa decidere di realizzare una serie dedicata al celebre
supereroe, da introdurre così ufficialmente all’interno del Marvel
Cinematic Universe.
Gabriel Luna è Tommy Miller in
The Last of Us
5. Interpreta uno dei
personaggi principali. Nella serie HBO The Last of Us, tratta dall’omonimo
videogioco, Luna interpreta Tommy Miller, uno dei personaggi più
importanti del racconto. Questi è un infallibile cecchino, nonché
fratello di Joel. Tale personaggio si è affermato come uno dei più
amati della serie videoludica, vantando non solo una fisicità
simile a quella del fratello ma anche una forte componente emotiva
e tanta gentilezza. Con questo personaggio, Luna avrà dunque un
ruolo di primo piano nell’attesa serie e il suo potrebbe affermarsi
anche in essa come uno degli elementi più importanti ai fini
narrativi.
6. Conosceva già il
videogioco. Prima di iniziare le riprese della serie, agli
attori del cast era stato chiesto di non giocare al videogioco
The Last of Us, in modo tale da non farsi influenzare da
questo. Luna, tuttavia, conosceva già il gioco e aveva iniziato a
giocarci ben prima che gli fosse comunicata tale richiesta.
Confrontarsi con il videogioco, a suo dire, gli ha però permesso di
entrare meglio nel mondo e nell’atmosfera del racconto, così da
poter poi riproporre le sensazioni provate al momento di
interpretare il suo Tommy Miller.
Gabriel Luna in Terminator:
Destino oscuro
7. È stato l’antagonista del
film. In Terminator: Destino oscuro, sesto film
della celebre saga di fantascienza, Luna ha interpretato il Rev-9,
un Terminator avanzato inviato indietro nel tempo per terminare
Dani, costituito da un tradizionale endoscheletro solido circondato
da una “pelle” di poli-lega mimetica. Possiede la capacità di
separare questi due componenti in due unità Terminator
completamente autonome. Un avversario affermatosi come
particolarmente minaccioso, anche per la grande presenza scenica
sfoggiata da Luna.
Gabriel Luna è su Instagram
8.Ha un
profilo sul social network. Gabriel Luna è
naturalmente presente sul social network Instagram, con un profilo
seguito attualmente da 161 mila persone. Su tale piattaforma egli
ha ad oggi pubblicato oltre mille e seicento post, la maggior parte
relativi alle sue attività come attore. Si possono infatti
ritrovare diverse immagini relative a momenti trascorsi sul set ma
anche foto promozionali dei suoi progetti e altre immagini che lo
raffigurano ad eventi a cui ha preso parte. Seguendolo si può
dunque rimanere aggiornati sulle sue attività.
Gabriel Luna e Diego Luna
9. Non sono
imparentati. Pur facendo Luna di cognome e vantando
origini messicane, Gabriel non è in alcun modo imparentato con
l’attore Diego Luna,
recentemente visto nella serie Andor, ambientata
nell’universo di Star
Wars. I due non hanno dunque legami di alcun tipo, se non
il condividere lo stesso cognome. Gabriel, inoltre, non è
propriamente messicano, essendo nato negli Stati Uniti. Solo i suoi
genitori erano discendenti di cittadini messicani.
Gabriel Luna: età e altezza
dell’attore
10. Gabriel Luna è nato ad
Austin, in Texas, Stati Uniti, il 5 dicembre del 1982.
L’attore è alto complessivamente 1,79 metri.
E’ morto ieri all’età di 87
anniGabriel Garcia Marquez, il
grande scrittore colombiano premio Nobel 1982 per la Letteratura.
Lo scrittore si trovava in Città del Messico, dove abitava da
qualche anno quando è stato colto da un malore. Con affetto
ricordiamo molti dei suoi libri più famosi da cui sono stati tratti
molti film memorabili.
Esponente del celebre realismo
magico sudamericano, ha visto trasformare molti dei suoi celebri
romanzi in film, e tra quelli usciti negli ultimi anni si ricordano
L‘amore ai tempi del colera, che ha visto
il debutto ad Hollywood di Giovanna Mezzogiorno nel 2007,
Memorias de mis putas tristes, Nessuno scrive al
colonnello, Cronaca di una morte annunciata. Lavorò
anche come sceneggiatore, e tra i suoi lavori più noti c’è il
film, El año de la peste (1979)
scritto con Juan Arturo Brennan e Felipe Cazals.
Ricoverato da 31 Marzo scorso fino
all’8 Aprile in ospedale, lo scrittore era stato dimesso ma le sue
condizioni erano apparse comunque critiche. Gabriel Garcia
Marquez, malato da tempo, avrebbe avuto un tumore ormai
incurabile a polmoni e fegato, dopo che anni fa era stato vittima
di un altro cancro al sistema linfatico.
Il Regno Unito ha dato i natali a
tantissimi grandi attori e uno di questi è proprio Gabriel
Byrne. Famoso sia al cinema che sul piccolo schermo,
alcune delle sue interpretazione sono passate alla storia. Ma se
ancora non conoscete Byrne e la sua lunga carriera, mettetevi
comodi. Venite a scoprire con noi tutto quello che c’è da
sapere su Gabriel Byrne.
Gabriel Byrne film: dal seminario
al grande schermo
10. Nato a
Dublino, in Irlanda, il 12 maggio del 1950, Gabriel Byrne è il
primo di sei figli. La sua famiglia è molto numerosa e religiosa e
i suoi genitori sono membri della classe lavorativa. Gabriel, così
come i suoi fratelli, riceve la sua educazione presso i
Fratelli Cristiani, un istituto maschile di
diritto pontificio.
9. Conosciuti come
i Marines della Chiesa Cattolica, i Fratelli Cristiani, a detta
dello stesso attore, non erano particolarmente permissivi o
tolleranti. Essere educati in un contesto del genere
voleva dire seguire un rigido codice morale e di comportamento.
Ogni trasgressione veniva condannata e il trasgressore punito
severamente. In un’intervista rilasciata a The Hollywood
Interview, Byrne afferma di essere stato
picchiato più volte e di come quel metodo educativo non abbia
giovato alla sua crescita emotiva e professionale.
Secondo l’attore, punire
corporalmente un ragazzino che non riesce ad afferrare i basilari
concetti della matematica o della grammatica non porta a nessun
risultato. Le umiliazioni fisiche non fanno altro che minare
l’autostima della persona che le subisce e può causare gravi
problemi comportamentali.
Gabriel Byrne filmografia:
dall’Irlanda a Hollywood
Gabriel Byrne nel film “Excalibur” Fonte: IMDB
8. Grazie (o a
causa) della rigida istruzione cattolica ricevuta, Gabriel
trascorre ben cinque anni in seminario, studiando
per diventare un terapista ordinato dalla Chiesa. Ma ben presto
capisce di voler intraprendere una carriera differente. Dopo aver,
infatti, cimentato nei mestieri più disparati, Byrne si dedica
anima e corpo al mondo della recitazione.
A Dublino frequenta l’Abbey
Theatre e in seguito il Royal Court di
Londra; studia recitazione per molti anni fino a quando la sua
carriera prende il volo.
La sua prima apparizione sul grande
schermo risale al 1981 quando debutta nel film
Excalibur, diretto da John Boorman. Ma il suo
talento non passa inosservato e nel corso degli anni ottanta
partecipa a tante altre produzioni come Hanna K
(1983), La fortezza (1983),
Reflections (1984), Dossier
confidenziale (1985), Gothic (1986),
Cuor di leone (1987), Giulia e
Giulia (1987), Bentornato fantasma
(1987), Siesta (1987), Il
corriere (1988) Spia per forza (1989) e
L’ora del tè (1989).
Gabriel Byrne e i film degli anni
novanta
Gabriel Byrne in “Piccole Donne”
7. Gli anni novanta sono
senza dubbio i più importanti per la carriera di Gabriel Byrne che
pian piano si fa strada verso Hollywood. Dal 1990 fino al 2000,
l’attore prende parte a produzioni di grande pregio e comincia a
lavorare con grandi registi e attori. I film di quegli anni sono
Crocevia della morte (1990),
Naufragio (1990), Fuga dal mondo dei
sogni (1992), Into the West (1992),
Nome in codice: Nina (1993), Una donna
pericolosa (1993), Prince of Jutland
(1994), Uno strano scherzo del destino (1994) e
Il verdetto della paura (1994).
Uno dei film più amati e conosciuti
che vede Gabriel Byrne tra i suoi protagonisti risale proprio al
1994. In quell’anno l’attore viene scelto per interpretare il
professor Friedrich Bhaer nel remake di Piccole
Donne, tratto dal celebre omonimo romanzo di
Louisa May Alcott. Nel cast del film troviamo
anche Susan Sarandon,
Winona Ryder,
Kirsten Dunst,
Christian
Bale e Claire
Danes.
Successivamente, Byrne recita anche
nei film I soliti sospetti (1995), Dead
Man (1995), Il tempo dei cani pazzi
(1996), L’ultimo dei grandi re (1996), Il
senso di Smilla per la neve (1997), Crimini
invisibili (1997), Fra odio e amore
(1997), Amori e segreti (1998), La
maschera di ferro (1998), Nemico pubblico
(1998), Stigmate (1999) e Giorni contati –
End of Day(1999)
Gabriel Byrne e i film del nuovo
millennio
Gabriel Byrne in “Canone Inverso”
6. Gabriel Byrne
continua la sua scalata nel mondo del cinema. Grazie alla notorietà
acquisita tra gli anni ottanta e novanta, l’attore viene arruolato
sempre più spesso e in produzioni internazionali ed è proprio il
nuovo millennio a fare la sua fortuna. Lavora infatti con registi
da tutto il mondo come Mira Nair, Ricky Tognazzi, David
Cronenberg,Jean-François
Richet, Wim Wenders e molti altri ancora.
Tra i suoi film più importanti
ricordiamo Canone inverso (2000) La corsa
di Virginia (2002), Spider (2002),
Contratto con la morte (2002), Nave
fantasma (2002), Shade (2003), La
fiera della vanità (2004), P.S. Ti amo
(2004), Il ponte di San Luis Rey (2004),
Assault on Precinct 13 (2005), Emotional
Arithmetic (2007), Attacco a Leningrado
(2009) e 2:22 – La rapina ha inizio (2008).
Negli ultimi dieci anni, la sua
carriera ha, tuttavia, subito un rallentamento. I film più
importanti di questo periodo sono Le capital
(2012), The Deadly Game (2013), Vampire
Academy (2014), Nadie quiere la noche
(2015), Segreti di famiglia (2015), The
33 (2015), No Pay, Nudity (2016)
Mad to Be Normal (2017), Hereditary – Le
radici del male (2018) e Lost Girls
(2020).
Gabriel Byrne serie tv
5. Parallelamente
alla sua carriera nel cinema, Gabriel Byrne inizia a lavorare anche
per il piccolo schermo. Tra gli anni settanta e ottanta partecipa a
diverse serie tv, con piccoli ruoli o ‘comparsate’. In questi anni
ricordiamo Last of Summer (1978), The
Burke Enigma (1978), The Riordans
(1978-1979), Bracken (1980-1982),
Wagner (1981-1983), The Search for
Alexander the Great (1981), Strangers
(1981) e i film tv Joyce in June (1982) e
Treatment (1984).
Gabriel Byrne in Cristoforo
Colombo
Gabriel Byrne nella miniserie “Cristoforo Colombo”
4. Una dei ruoli
più famosi e amati dal pubblico, interpretati da Gabriel Byrne è
senza dubbio quello di Cristoforo Colombo.
L’attore irlandese, infatti, nel 1985 ha preso parte alla miniserie
tv dedicata al navigatore italiano.
Lo sceneggiato in quattro puntate,
prodotto dalla RAI nel 1984, narra le vicende del
navigatore e cartografo genovese che precedono e seguono il suo
viaggio verso le Indie che lo porterà invece alla scoperta di un
nuovo continente.
Ma le avventure televisive di Byrne
non finiscono qui. Tra gli anni ottanta e duemila lo vediamo in
altre serie tv come Mussolini: The Untold Story
(1985), Screen Two (1994),
Glenroe (1997), Madigan Men
(2000) e film tv come Buffalo Girls (1995),
Draiocht – Magia (1996) e Weapons of Mass
Distraction (1997).
Gabriel Byrne nella serie In
Treatment
Gabriel Byrne nella serie “In Treatment”
3. Il successo
televisivo per Gabriel Byrne, tuttavia, arriva solo nel 2008 con
In
Treatment. La serie tv è andata in onda dal 2008 al
2010 per tre stagioni e un totale di 106 episodi ed è stata accolta
molto bene dal pubblico e dalla critica.
Prodotta da Rodrigo
Garcia e trasmessa dalla HBO, la serie
racconta la vita dello psicoterapeuta Paul Weston, interpretato da
Gabriel Byrne, il quale cerca di esorcizzare in qualche modo i suoi
demoni interiori attraverso le sedute con i suoi pazienti. Disturbo
da stress post traumatico, paura della morte, depressione, manie
suicide, problemi relazionali e terapia di coppia; questi sono solo
alcuni dei temi affrontati dalla serie, problemi che il dottor
Weston dovrà trattare.
Insieme a Gabriel Byrne, nella
serie troviamo anche attori come Melissa George, Blair
Underwood, Mia Wasikowska e Hope
Davis.
Tra le altre serie interpretate da
Byrne ricordiamo Secret State (2012),
Quirke (2014), Marco Polo (2016),
Maniac (2018), War of the Worlds
(2019 e attualmente in corso), ZeroZeroZero (2020)
e ovviamente Vikings (2013).
Gabriel Byrne in Vikings
Gabriel Byrne nella serie “Vikings”
2. Gli amanti
delle serie storiche e in costume ricorderanno sicuramente il ruolo
di Gabriel Byrne nella famosa serie Vikings.
Nata da una co-produzione di Canada
e Irlanda, la serie è andata in onda per bene sei stagioni e un
totale di 79 episodi, tutti trasmessi a partire dal 2013.
Ambientata nel IX secolo in Scandinavia e nei paesi del nord
Europa, Vikings, così come suggerisce il titolo, racconta delle
vicende (romanzate) della stirpe vichinga attraverso il personaggio
di Ragnarr Sigurðsson una figura semi leggendaria
di un re che dominato nelle terre di Svezia e Danimarca nel 1800.
Ovviamente, oggi non ci sono prove certe dell’esistenza di questo
valoroso re oppure non sono ancora state scoperte.
Gabriel Byrne nella serie ha
interpretato il ruolo del Conte Haraldson,
personaggio presente solo nei primi sei episodi della prima
stagione di Vikings.
Gabriel Byrne moglie e figli:
curiosità e vita privata
1. La vita
sentimentale di Byrne è sempre stata molto chiacchierata. Dal 2001,
anno d’uscita della sua autobiografia dal titolo Pictures
in my Head, ormai quasi più nulla del suo privato è
rimasto tale.
Nel 1988 Gabriel Byrne sposa
Ellen Barkin, attrice, dalla quale negli anni
successivi ha due figli Jack Daniel (1989) e
Romy Marion (1992). La loro relazione, molto bella
e intensa, purtroppo giunge al capolinea nel 1999, anno in cui i
due divorziano ma in modo amichevole, mantenendo buoni rapporti.
Tra flirt e brevi storie, Byrne non sembra intenzionato di nuovo a
prendere moglie.
Soltanto nel 2014 l’attore decide
si tornare sull’altare e di sposare la produttrice Hannah
Beth King, con cui era già fidanzato da qualche anno.
Con
la
terza stagione ora disponibile su Netflix, The Night
Agent entra in una fase cruciale. Il
thriller politico continua a seguire le missioni ad alto rischio
dell’agente dell’FBI Peter Sutherland, interpretato da
Gabriel
Basso, ma le recenti dichiarazioni
dell’attore suggeriscono che il suo percorso potrebbe non durare
indefinitamente.
Dopo gli eventi della seconda stagione, Peter si ritrova a operare
come doppio agente sotto il broker Jacob Monroe (Louis
Herthum), con l’obiettivo di smascherare la
corruzione ai vertici del potere. La tensione narrativa resta alta
e la serie sembra aver gettato le basi per sviluppi ancora più
ambiziosi.
Peter Sutherland avrà una conclusione definitiva? Le parole di
Gabriel Basso
In un’intervista a ScreenRant, Basso ha affrontato direttamente la
questione della durata della serie e del destino del suo
personaggio. Pur riconoscendo che la stabilità lavorativa è un
aspetto positivo, l’attore ha chiarito di non voler trascinare
Peter oltre il necessario. Il rischio, ha spiegato, è quello di
diventare “il pugile che avrebbe dovuto ritirarsi sei incontri
fa”.
Basso desidera che Peter abbia un arco narrativo chiaro e compiuto.
Secondo l’attore, ogni stagione dovrebbe poter essere percepita
come una storia completa, senza la sensazione che il personaggio
stia semplicemente “restando in campo” per inerzia.
Allo stesso tempo, ha aperto alla possibilità che la serie possa
continuare anche senza di lui. Il titolo stesso, ha ricordato, è
The Night Agent e non il nome del
protagonista: questo lascia spazio all’introduzione di un nuovo
agente e a ulteriori esplorazioni del programma Night Action,
l’unità governativa che assegna missioni legate alla sicurezza
nazionale.
Le sue parole si inseriscono in un contesto già dinamico. Il
creatore della serie, Shawn Ryan, ha
confermato che una writers’ room per una possibile quarta stagione
è attiva dal 2025, anche se Netflix non ha ancora ufficializzato il
rinnovo. Ryan ha inoltre ammesso che in passato si è parlato di
eventuali spinoff, ma nessun progetto è attualmente in
sviluppo.
La prima stagione della serie era diventata un fenomeno globale,
entrando nella Top 10 delle produzioni in lingua inglese più viste
di sempre su Netflix con oltre 98 milioni di visualizzazioni. La
seconda non ha replicato quegli stessi numeri, ma ha comunque
mantenuto una base solida di pubblico.
Ora la domanda è chiara: Peter Sutherland è destinato a chiudere il
proprio percorso a breve, lasciando spazio a un nuovo Night Agent?
La risposta, almeno per ora, dipenderà tanto dagli ascolti quanto
dalla volontà del suo interprete.
FOTO DI COPERTINA: Gabriel Basso arriva alla proiezione speciale di
Los Angeles del film Netflix “A House of Dynamite”. Foto di Image Press
Agency via DepositPhotos.com
Arriva da The Hollywood Reporter
(via
ScreenRant) la notizia che la Paramount e la Hasbro sono in
trattative con gli sceneggiatori Joe Shrapnel
e Anna Waterhousee per la stesura dello script di
un nuovo film della saga di G.I. Joe. Il
film in questione non sarà un sequel dell’atteso Snake Eyes che dovrebbe arrivare il
prossimo ottobre nelle sale americane, ma un’espansione
dell’universo che poterà gli spettatori a scoprire ancora più in
profondità la squadra speciale anti-terrorismo.
Per quanto riguarda
Snake Eyes, il film basato sul personaggio
presente nei fumetti avrà come protagonista Henry Golding(Crazy & Rich, Last
Christmas) e dovrebbe raccontare le origini del personaggio.
La data di uscita nelle sale americane è fissata per il prossimo 23
ottobre, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto causa pandemia di
Covi-19. Robert Schwentke(RED)
dirigerà su una sceneggiatura firmata da Evan
Spiliotopoulos(La bella e la bestia).
Il personaggio Snake
Eyes è un membro chiave del team G.I.
Joe, un abile combattente e maestro di armi con un passato
tragico. È apparso in entrambi i precedenti film sui G.I.
Joe, G.I. Joe: La nascita dei Cobra del 2009 e
il G.I. Joe: La vendetta del 2013. Nessuno dei
due film è stato accolto molto bene dalla critica, anche se al
botteghino hanno avuto buoni risultati. Poco dopo l’uscita del
secondo, è stato annunciato anche un terzo film, che però non è mai
stato realizzato a causa di problemi di schedule degli attori.
Snake Eyes è stato interpretato
negli ultimi due film dall’attore e artista
marziale Ray Park. Poiché lo spin-off è
destinato a essere un importante ripartenza per il franchise, il
personaggio è stato assegnato a Golding, attore che sta cominciando
ad essere sempre più presente sul grande e piccolo schermo.
Snake
Eyesruoterà intorno alla nascita del
protagonista che cerca di diventare un membro del Clan Arashikage,
team che ha lavorato come agenzia di serial killer per generazioni
usando l’inganno per guadagnarsi da vivere.
La Paramount
starebbe già pensando a un terzo film della serie dedicata ai
G.I. Joe: gli incassi del secondo
capitolo in pochi giornidiprogrammazione ne hanno del resto già
superato i costi.
G.I.
Joe – La Vendetta ha già incassato 132 milioni di
dollari, 51,7 negli USA e 80,3 nel resto del mondo, superando il
costo complessivo sostenuto, di 130 milioni, inferiore a quello del
primo film della serie, che si attestò sui 175 milioni. Secondo le
stime, G.I. Joe La Vendetta potrebbe arrivare ad incassare oltre
400 milioni di dollari, superando i 303 milioni del film
precedente.
Ecco un nuovo spettacolare trailer
di G.I. Joe –
La Vendetta, sequel di G.I. Joe: La
nascita dei Cobra e interpretato da Channing Tatum. Il film, che verrà
riconvertito in 3D per l’uscita il 29 marzo negli States, vede trai
protagonisti anche Dwayne Jhonson e
Bruce Willis.
Dal video, che ci mostra qualche
sequenza inedita, sembra proprio che il film sarà molto divertente,
basato su forti scene d’azione, cosa che in parte vale anche per il
film precedente. Dirige Jon Chu, e nel cast
compaiono anche Adrianne Palicki, Walton Goggins, Ray Park, Byung-hun Lee,
Elodie Yung, RZA, Ray Stevenson e D.J.
Cotrona.
Il trailer italiano ufficiale di
G.I. Joe –
La Vendetta, il nuovo film d’azione con Channing Tatum, Bruce Willis e Dwayne Johnson, da agosto 2012 al cinema. La
squadra dei G.I. Joe torna per stupirci con nuove avventure ed
effetti speciali. Chunning Tatum questa volta è affiancato da Bruce
Willis e Dwayne Johnson.
Deadline riporta la notizia che la
Paramount Pictures avrebbe offerto la regia del prossimo G.I.Joe3 a D.J. Caruso
(Eagle Eye, Disturbia). Al momento Caruso sarebbe in
trattative iniziali per prendere le redini del progetto dopo
l’abbandono di Jon M. Chu (che ha lasciato per
dedicarsi a Jem e le Holograms).
L’ultima volta che si era sentito parlare del film è stato
da parte del produttoreLorenzo diBonaventura ed erano in atto
le prime negoziazioni. I dettagli della trama del terzo episodio sono ancora vaghi, maci si aspetta che ruoterà intorno
alpersonaggio diDwayneJohnson, Roadblock. Ci si aspetta che
AdriannePalicki e la maggior parte del cast di
G.I. Joe – La Vendetta facciano ritorno
nel nuovo film.
Per quanto riguarda il nuovo
sceneggiatore Jonathan Lemkin, egli hagià lavorato condiBonaventura
per Shooter del
2007con
Mark Wahlberg, oltre ad aver
già firmato sceneggiature come quella de L’avvocato del
diavolo e quella di Arma Letale
4.Adesso
che c’è uno sceneggiatore, è plausibile che la fase
produttiva di G.I.Joe3 abbia luogo tra la
fine del primo trimestre e l’inizio del secondo trimestre del
2015.
Ci si aspetta che G.I.Joe3 faccia il suo debutto in
una data ancora non precisata dell’anno 2016.
Durante una recente intervista
rilasciata a Collider incentrata sul
lancio pubblicitario dell’atteso xXx Il ritorno di
Xander Cage, il regista D.J.
Caruso ha avuto modo di esprime le sue personali idee
circa la possibile realizzazione di un G.I. Joe
3, progetto per il quale egli è stato preso in seria
considerazione malgrado al momento siano subentrati tutta una serie
di intoppi e di rallentamenti che ritardano il concretizzarsi delle
riprese. Il regista ha affermato addirittura che un ipotetico
crossover con la mitologia dei Transformerspotrebbe dar vita a
qualcosa di davvero interessante, essendo entrato più volte in fase
di ideazione.
Pur ammettendo che la saga
cinematografica di G.I.
Joenon gode certamente al momento
di ottima salute – soprattutto dopo gli esiti sottotono dei
due capitoli finora prodotti, G.I Joe La nascita dei
cobra e G.I Joe La vendetta
-, D.J. Carusoha
affermato che ci sarebbero tutte le carte in regola per
un G.I Joe 3 davvero innovativo, anche
se al momento forse non tutte le carte giocano a favore. Il regista
ha infatti dichiarato che “beh, sì, l’idea c’è
sicuramente, ma la Paramount non è ancora pronta ad
imbarcarsi nel progetto. Tuttavia penso che se G.I.
Joe incontrasse in qualche
modo Transformers allora ne verrebbe fuori
qualcosa di grosso. Questo è esattamente quello che dovrebbero
accadere secondo me, ma capisco che i tempi non siano a ancora
maturi, perché in realtà la sceneggiatura che si stava
pensando di sviluppare e che avrebbe dovuto prevedere una
sorta di collisione fra i due mondi è risultata poco credibile in
questa forma iniziale. Infatti quando l’ho letta ho capito
subito che non eravamo ancora pronti … penso tuttavia che alla
fine questi due mondi avranno modo di incontrasi
e ciò probabilmente accadrà quando
Michael Bay deciderà di
conseguenza“.
Parlare di un possibile crossover
fra due saghe così particolari come quelle di G.I
Joe e Transformers appare
al momento qualcosa che supera persino l’immaginario
fantascientifico più spinto, tuttavia è indubbio che se il progetto
dovesse andare a buon fine in maniera coerente, entrambi i
franchise ne trarrebbero reciproco vantaggio. Con l’uscita del
prossimo Transformers The Last
Knightdiretto
da Michael Bay, è probabile
che D.J. Carusoarrivi
prima o poi a uno scambio di opinioni in grado dare corpo alla
sua folle idea.
Ultimamente non ci
sono state molte novità da parte della Paramount a proposito
di G.I. Joe3, ma
ora chelo
studioha
portatolo
sceneggiatoreJonathanLemkina
bordodel progetto per scrivere
lasceneggiatura del
film,le cose
dovrebberoiniziare a
muoversi diversamente.
L’ultima volta che si era sentito parlare del film è
stato da parte del
produttoreLorenzo
diBonaventura ed erano in
atto le prime negoziazioni. I
dettagli della trama del terzo
episodio sono ancora
vaghi, maci si aspetta che ruoterà intorno alpersonaggio
diDwayneJohnson, Roadblock. Ci si aspetta
che AdriannePalicki e la maggior parte del
cast di G.I. Joe – La Vendetta facciano
ritorno nel nuovo film.
Per quanto riguarda il nuovo
sceneggiatoreJonathan Lemkin,
egli hagià
lavorato condi Bonaventura per Shooter del 2007 con Mark Wahlberg, oltre ad aver
già firmato sceneggiature come quella de L’avvocato
del diavolo e quella di Arma Letale
4.Adesso che
c’è uno sceneggiatore, è plausibile che la fase produttiva
di G.I. Joe3 abbia luogo tra
la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo trimestre del
2015.
Ci si aspetta che G.I. Joe3 faccia il suo debutto in una
data ancora non precisata.
Ultimamente non ci sono state molte novità da parte della
Paramount a proposito di G.I.Joe3, ma ora chelo studioha
portatolo sceneggiatoreJonathanLemkina bordo del
progetto per scrivere lasceneggiatura del film,le cose
dovrebberoiniziare a muoversi
diversamente.
L’ultima volta che si era sentito parlare del film è stato
da parte del produttoreLorenzo diBonaventura ed erano in atto
le prime negoziazioni. I dettagli della trama del terzo episodio sono ancora vaghi, maci si aspetta che ruoterà intorno
alpersonaggio diDwayneJohnson, Roadblock. Ci si aspetta che
AdriannePalicki e la maggior partedel cast diG.I.Joe – La Vendettafacciano ritorno nel nuovo
film.
Per quanto riguarda il nuovo
sceneggiatore JonathanLemkin, egli hagià lavorato condiBonaventura
per Shooterdel 2007con Mark Wahlberg, oltre ad aver
già firmato sceneggiature come quella de L’avvocato del
diavolo e quella di Arma Letale
4.Adesso
che c’è uno sceneggiatore, è plausibile che la fase
produttiva di G.I.Joe3 abbia luogo tra la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo
trimestre del 2015.
Ci si aspetta che G.I.Joe3 faccia il suo debutto in
una data ancora non precisata dell’anno 2016.
La Paramount Pictures ha deciso di
rinviare l’uscita di G.I. Joe –
La Vendetta di ben nove mesi; atteso per il 29 giugno
(20 luglio in Italia), il sequel de La nascita dei Cobra approderà
nelle sale USA il 29 marzo 2013! Questo sostanzioso spostamento
consentirà la conversione in 3D del film diretto da Jon Chu.
Sicuramente le tre dimensioni garantiranno incassi miglori, ma è
altrettanto certo che questo radicale cambiamento a un mese
dall’uscita sarà un brutto colpo per i fan. Ecco come ha motivato
la decisione Brian Goldner, presidente e CEO della Hasbro:
E’ evidente a tutti come il 3D
sia una scelta di successo e, assieme alla Paramount, abbiamo
deciso di regalare ai fan un’esperienza d’intrattenimento ancora
più immersiva.
G.I. Joe – La vendetta vedrà il
Comandante Cobra Zartan, in veste di Presidente degli USA, accusare
i G.I. Joe di altro tradimento. I virtuosi soldatini Hasbro
dovranno lottare per la loro stessa sopravvivenza battendosi contro
cattivon come l’assassino esperto di travestimenti Storm Shadow e
il mercenario Firefly. Il cast comprende Dwayne Johnson, Channing Tatum, Adrianne Palicki, Bruce Willis, Ray Stevenson, Byung-hun Lee,
Jonathan Pryce e Elodie Young.
Approderà nelle sale USA il 29 marzo 2013.
Nel 2009 uscì al cinema il film
G.I. Joe – La nascita
dei Cobra, ispirato alla celebre e omonima serie di
giocattoli Hasbro. Il buon successo del film, nonché il suo finale
particolarmente aperto, consentirono lo sviluppo di un sequel
diretto, arrivato poi in sala nel 2013. G.I. Joe – La vendetta
(qui la recensione) è così la
seconda trasposizione live-action dedicate alle action figures. Al
posto di Stephen Sommers subentra in cabina di
regia Jon Chu, resosi celebre grazie alla saga di
Step Up.
Novità si ritrovano anche nel cast, con alcuni celebri attori
subentrati in nuovi ruoli accanto a quelli già visti nel precedente
film.
Il gruppo di agenti speciali noti
come G.I. Joe torna così sul grande schermo pronti a compiere nuove
spericolate missioni in tutto il globo. Il lor compito sarà anche
stavolta quello di sgominare la terribile banda terroristica nota
come Cobra. Molta azione e combattimenti, dunque, in un film a
lungo atteso dai fan della serie. Avvalsosi anche della tecnologia
3D, il film arrivò così in sala, dove si afferma a sua volta come
un buon successo. A fronte di un budget di circa 130 milioni di
dollari, il film è riuscito a raccoglierne oltre 371 in tutto il
mondo. Ciò confermò il grande interesse nei confronti del titolo, e
così la Paramount annunciò la realizzazione di un terzo
capitolo.
Questo venne tuttavia ritardato e
infine cancellato nel 2017, con lo studios di produzione che
affermò di preferire dar vita ad un reboot del franchise. In attesa
dunque i celebri soldati noti come G.I. Joe tornino sul grande
schermo, è possibile recuperare tale secondo capitolo grazie al suo
passaggio televisivo. In alternativa, proseguendo nella lettura
sarà possibile scoprire dove si può trovare il film in streaming.
Questa, come anche altre diverse curiosità sono infatti riportate
di seguito.
G.I. Joe – La vendetta: la
trama del film
Con gli eventi del primo film,
l’organizzazione criminale Cobra sembra essere
stata distrutta una volta per tutte. L’ordine mondiale è nuovamente
salvo, e i G.I. Joe possono continuare a svolgere
le loro missioni militari ovunque ce ne sia bisogno. Il valoroso
Duke è ora stato nominato a capo di una nuova
unità, composta anche da Roadblock, Lady
Jaye e Flint. Svolgendo delle ultime
indagini sui Cobra, questi arrivano a scoprire la scomparsa di uno
di loro. Si tratta di Zartan, che come visto nel
finale del precedente film si è nascosto assumendo le sembianze del
presidente degli Stati Uniti. Con tale camuffamento, egli possiede
ora un potere enorme, ed aspira a incastrare i G.I. Joe per un
assassinio che in realtà non hanno commesso.
Il gruppo viene così accusato di
aver eliminato il presidente del Pakistan, e per poter provare di
non esserne coinvolto devono recarsi sul luogo per svolgere delle
indagini. Attaccati e ricercati, questi si ritrovano però a dover
sfuggire a chiunque, vivendo una situazione particolarmente
disperata. Ad avere la soluzione che forse potrà cambiare le loro
sorti è il nuovo arrivato Roadblock, il quale suggerisce di
rintracciare il generale Joseph Colton. Questi è
l’ideatore dell’unità dei Joe, ed è l’unico che può aiutarli ad
uscire da quella situazione. Rintracciarlo e raggiungerlo non sarà
però affatto semplice, e il gruppo dovrà imparare a non fidarsi di
nessuno, neanche di quelli che si professano alleati.
G.I. Joe – La vendetta: il
cast del film
Nel dar vita al sequel del primo
film, sono diversi gli attori che hanno scelto di non riprendere i
propri ruoli. Tra questi vi sono Sienna Miller,
Joseph
Gordon-Levitt e Dennis
Quaid. Gran parte del cast viene così ad essere
modificato, con soltanto pochi attori riconfermati per i rispettivi
personaggi. Tra questi vi è il protagonista Channing
Tatum, che riveste nuovamente i panni di Duke. Per il
personaggio egli ha dovuto sottoporsi nuovamente ad un duro
allenamento, acquisendo una notevole massa muscolare. L’attore
dovette inoltre partecipare ad una serie di riprese aggiuntive,
volte ad ampliare il suo ruolo all’interno del film. L’attore
Byung-hun Lee è a sua volta tornato nei panni di
Storm Shadow, mentre Ray Park in quelli di Snake
Eyes.
Il primo dei grandi e nuovi nomi del
cast è invece quello di Dwayne
Johnson. A lui è affidato il ruolo di Roadblock,
rivelatosi poi uno dei più importanti personaggi del film. Anche in
questo caso l’attore sfoggia una forma fisica eccezionale, che gli
ha consentito di interpretare personalmente anche molte delle più
pericolose acrobazie. L’attrice Adrianne Palicki,
nota per le serie Friday Night Lights e Agents of S.H.I.E.L.D.,
interpreta qui Lady Jaye, personaggio dal carattere duro che si
rivela essere una spietata assassina. D. J.
Cotrona, recentemente visto in Shazam!, è invece
il soldato Flint. Del film fa poi parte uno dei maggiori attori del
cinema d’azione, Bruce
Willis. Celebre per la saga di Die Hard,
egli interpreta qui il generale Joseph Colton, ideatore dei G.I.
Joe.
G.I. Joe – La vendetta: il
trailer e dove vedere il film in streaming
Per gli appassionati del film, o per
chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. G.I. Joe –
La vendetta è infatti presente su Chili
Cinema, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per poter usufruire
del film, sarà necessario sottoscrivere un abbonamento generale o
noleggiare il singolo film. In questo modo sarà poi possibile
vedere il titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video,
senza limiti di tempo. Il film è inoltre in programma in
televisione per giovedì 23 giugno alle
ore 21:20 sul canale Rai
4.
Nel 2009 avevamo lasciato gli
agenti speciali GI Joe alle prese con la nascita di un nuovo
potente nemico, i Cobra. Dopo quattro anni ecco G.I. Joe – La
Vendetta dove ritornano i nostri protagonisti sul
grande schermo diretti questa volta da Jon Chu
invece che da Stephen Sommers che però rimane alla
produzione. Ancora una volta i giocattoli d’infanzia prendono vita
e quelli che negli anni ’80 erano solo action figure e cartoni
animati, diventano adesso eroi in carne ed ossa pronti a salvare il
mondo; merito ancora una volta della Hasbro.
La trama di G.I. Joe – La Vendetta
Dopo l’apparente distruzione
dell’organizzazione terroristica nota come I Cobra, i soldati
scelti GI Joe si renderanno presto conto che in realtà la cellula
malavitosa non è stata sconfitta e che questa volta il bersaglio
dei cattivi sono proprio loro, i soldati speciali che si troveranno
a combattere per la loro stessa sopravvivenza e per quella del
mondo intero. Dopo un massiccio attacco a sorpresa i Cobra sembrano
aver conquistato il controllo del Mondo intero, ma un gruppo di
GI Joe, sparuto e in fuga, proverà a escogitare un
piano per riportare la giustizia sulla Terra.
Ritroviamo in questo G.I.
Joe – La Vendetta i protagonisti del primo episodio
Channing Tatum, Arnold
Vosloo, Ray Park, Jonathan
Pryce e Byung-hun Lee, che riprendono i
loro ruoli, mentre il cast si arricchisce di due nomi prestigiosi
nell’universo accelerato dei film d’azione:
Dwayne Johnson e l’inossidabile Bruce Willis, vera e propria icona action.
GI Joe: la vendetta è un
classico del genere, con effetti speciali molto ben realizzati e
una regia al servizio della storia che parte alla grande, con ritmi
elevati e si dilata un po’ verso la parte centrale, per poi
recuperare quota nel finale coronando il tutto con uno sperticato
elogio patriottico. Divertente, eccessivo e adrenalinico,
G.I. Joe – La Vendettasembra
rispondere a tutte le mancanze del primo episodio, dal taglio
troppo bambinesco, rilanciando con una storia catastrofica e
inverosimile che tanto piace agli amanti del cinema
action-fantasy.
Interessante invece la scelta degli
sceneggiatori di porre all’inizio del film un colpo di scena molto
interessante, e allo stesso tempo destabilizzante per chi si
aspetta un sequel maggiormente legato alle economie narrative del
primo episodio. G.I. Joe – La
Vendettaè un film godibile e
sincero, che non pretende nulla in cambio se non un po’ di emozione
e qualche bella risata di fronte alle espressioni, ormai
mitologiche, di Bruce Willis. Guasta un po’ nel finale
l’eccessivo patriottismo che, volendo, poteva essere mitigato senza
intaccare la natura ludica del film.
Ecco il poster di G.I. Joe –
La Vendetta, sequel de La Nascita dei
Cobra e attesa pellicola action che vede protagonista
ancora una volta Channign Tatum affiancato questa
volta da due pezzi grossi: Dwayne Johnson e Bruce Willis.
Il film è diretto da Jon M.
Chu e uscirà in Italia il prossimo 29 marzo.
Ecco il terzo trailer ufficiale
italiano del film G.I. Joe –
La Vendetta sequel di G.I. Joe: La
Nascita dei Cobra e basato sull’omonima seie di giocattoli
per bambini che andavano per la maggiore negli anni ’80.
Nel film il team dei G.I. Joe non
dovranno solo scontrarsi con il loro acerrimo nemico Cobra, ma
dovranno anche affrontare le minacce del governo stesso che mette a
repentaglio la loro esistenza.
Universal Pictures Italia è lieta
di annunciare l’uscita il 21 agosto di G.I.
Joe – La Vendetta, secondo episodio della saga tratta
dal celeberrimo franchise della Hasbro, in DVD, Blu-Ray™ e Combo
Blu-ray™ 3D + Blu-ray™ 2D. Inoltre, sempre dal 21 agosto, il film
sarà disponibile in un esclusivo cofanetto 2 dischi DVD o Blu-ray
che include anche G. I. Joe – La Nascita dei Cobra.
G.I.
Joe – La Vendetta è diretto da Jon M. Chu (G.I. Joe
– La Nascita dei Cobra, G. I. Joe – La vendetta) e vede
riuniti tre attori leggendari del genere action: Bruce Willis (I mercenari – The
Expendables, I mercenari 2 – The Expendables),
Channing Tatum (Knockout, G.I. Joe – La
Nascita dei Cobra) Dwayne “The Rock” Johnson (Fast & Furious
5, Fast & Furious 6, Pain & Gain – Muscoli e
denaro) in un film grandioso e colmo di scene dall’altissimo
tasso di spettacolarità.
SINOSSI
I membri del gruppo speciale G.I.
Joe, dopo l’apparente distruzione dell’organizzazione terroristica
Cobra, sono sulle tracce degli unici due superstiti: Zartan e Storm
Shadow. Intanto, alla Casa Bianca, Zartan prende il posto del
Presidente degli Stati Uniti, accusa i G.I. Joe di alto tradimento
e li attira in una trappola, riuscendo a decimare il gruppo. Tra
nuove alleanze, vecchi nemici e l’aiuto del “Joe” originale ormai
in pensione, riusciranno a dimostrare la loro innocenza e a salvare
il mondo dalla guerra nucleare?
INFORMAZIONI TECNICHE
Contenuti audio del Blu-ray™ 2D e
3D: Inglese DOLBY TRUE HD 7.1; Inglese; Italiano, Spagnolo,
Tedesco, Francese DOLBY DIGITAL 5.1. Sottotitoli in Inglese n/u,
Spagnolo, Italiano, Tedesco, Svedese, Finlandese, Norvegese,
Danese, Olandese, Francese.
Contenuti audio del DVD: Inglese,
Italiano DOLBY DIGITAL 5.1 con sottotitoli in Inglese e
Italiano.
CONTENUTI SPECIALI DEL
Blu-ray™:
Commento al Film del Regista Jon
M. Chu e del Produttore Lorenzo di Bonaventura;
Sull’onda del successo
di Transformers,
la Hasbro ha fatto sì che un’altra sua
celebre linea di giocattoli divenisse protagonista di un film per
il cinema. Arriva così in sala, nel 2009, il film G.I.
Joe – La nascita dei Cobra (qui la recensione) ha portato
sul grande schermo la squadra speciale ispirata all’omonima serie
di action figures, il cui obiettivo, come nel più classico dei casi
per questo genere opere, è quello di salvare il mondo da un
pericoloso gruppo terroristico. A dirigere il film vi è
Stephen Sommers, regista divenuto famoso
per La mummia e il suo sequel La mummia – Il
ritorno.
Da tempo si pensava a come portare
sul grande schermo questi personaggi, celebri in particolare per il
loro essere dotati di sofisticati mezzi bellici, tecnologicamente
avanzati. Dopo una prima sceneggiatura trafugata in rete e mal
recepita dai fan, i produttori della Di Bonaventura
Pictures (stessa casa di produzione di Transformers) si sono impegnati per
riscrivere il progetto affinché fosse più fedele a ciò che si sa
degli omonimi personaggi Hasbro. Tali operazioni non hanno però
impedito al film di affermarsi solo come un modesto successo, con
un incasso globale di 302 milioni a fronte di un budget di 175.
Nonostante ciò, si è poi deciso di
realizzare anche un sequel, che ha portato avanti quanto da questo
primo film lasciato in sospeso. Ad ogni modo, per gli amanti del
genere si tratta di un buon titolo d’azione, ricco di colpi di
scena e personaggi iconici. Prima di intraprendere una visione del
film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori e al suo sequel. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti
il film nel proprio catalogo.
La trama di G.I. Joe – La
nascita dei Cobra
Quando il proprietario della MARS
James McCullen, discendente dell’omonimo
commerciante d’armi che nel XVII secolo sconvolse gli equilibri
d’Europa, vende la sua nuova letale arma alla Nato, i G.I. Joe
vengono incaricati dal governo di trasportarla al sicuro. Mentre la
squadra, composta da Duke,
Ripcord, Scarlett, Snake
Eyes e Heavy Duty si recano alla base
segreta in Egitto per incontrare il loro capo, il Generale
Hawk, McCullen sembra però cambiare idea sulla sua
donazione, intenzionato ora ad usare la pericolosa arma per tenere
sotto controllo i governi di tutto il mondo. Per rientrarne in
possesso, ingaggia la Baronessa e Storm
Shadow, due pericolosi mercenari. Per i G.I. Joe ha dunque
inizio una delicata missione che ha come obiettivo la salvezza del
mondo intero.
G.I. Joe – La nascita dei
Cobra: il cast di attori del film
Ad interpretare il principale
protagonista del film, l’agente Duke, vi è l’attore Channing Tatum.
Egli, però, non era intenzionato a recitare nel film, il quale a
suo dire glorifica la guerra, ma fu costretto a prendervi parte per
via di obblighi contrattuali. Tatum cercò allora di avere per sé il
ruolo di Snake Eyes, suo personaggio preferito, ma gli fu invece
assegnato Duke. Il ninja Snake Eyes è dunque stato interpretato da
Ray Park, attore noto per aver interpretato il
Sith Darth Maul in Star
Wars – La minaccia fantasma. Interpretare tale ruolo fu
per lui una sfida non da poco, poiché il costume presentava un
certo peso e lo rallentava anche nel più semplice dei movimenti.
L’attore Dennis Quaid,
invece, ricopre il ruolo del generale Hawk.
L’attrice RachelNichols era invece la prima scelta per
interpretare Scarlett e accettò tale ruolo attratta dalle scene
d’azione previste. Sono poi presenti gli attori Marlon
Wayans nei panni di Ripcord e Adewale
Akinnuoye-Agbaje in quelli di Heavy
Duty. Joseph
Gordon-Levittinterpreta The Doctor, comandante
del gruppo criminale Cobra. L’attore ha raccontato di aver
accettato il ruolo dopo aver visto il trucco che gli sarebbe stato
applicato e il costume che avrebbe indossato.
L’attrice SiennaMiller, che interpreta invece la Baronessa, ha
affermato di essersi interessata al ruolo poiché diverso da quelli
che normalmente le venivano offerti. Infine, Christopher
Eccleston interpreta James McCullen e Lee
Byung-hun è Storm Shadow.
Il sequel di G.I. Joe – La
nascita dei Cobra, il trailer e dove vedere il film in
streaming e in TV
Come anticipato, il discreto
successo del film e il suo finale particolarmente aperto, sono
stati i motivi per cui si è deciso di dar vita ad un sequel. Questo
è arrivato in sala nel 2013 con il titolo G.I. Joe – La vendetta
(qui la recensione). Qui, oltre
agli attori del primo film, vi sono anche nuovi personaggi, come
Roadblock interpretato da Dwayne
Johnson e Joseph Colton, ideatore dei G.I. Joe,
interpretato da Bruce
Willis. Si sarebbe dovuto realizzare anche un terzo
film, poi però ritardato e infine cancellato nel 2017. Nel 2021 è
invece stato realizzato il reboot della serie, dal titolo
Snake Eyes: G.I. Joe – Leorigini (qui la recensione), con un cast
completamente diverso.
È possibile fruire di
G.I. Joe – La nascita dei Cobra grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play,
Netflix, Paramount+ e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
lunedì 5 giugno alle ore 23:35
sul canale 20 Mediaset.
G.I. Joe – La nascita dei
Cobra è il film del 2009 diretto da Stephen Sommers e
basato sull’omonima serie di giocattoli. Protagonisti nel
cast Dennis Quaid, Channing
Tatum, Sienna
Miller, Joseph Gordon-Levitt, Marlon
Wayans, Rachel Nichols, Ray
Park, Lee Byung-hun, Adewale
Akinnuoye-Agbaje, Saïd Taghmaoui, Arnold
Vosloo.
G.I. Joe – La nascita dei
Cobra, la trama: Nel film che porta al cinema e in
live action i celebri giocattoli della Hasbro, G.I. Joe diventa
l’acronimo di “Global Integrated Joint Operating Entity”, il nome
di una task force internazionale anti-terrorismo con sede a New
York. Ambientato 10 anni nel futuro, il film racconterà della lotta
tra la task force ed un’organizzazione internazionale nota come
COBRA.
Dalle montagne centroasiatiche ai
deserti egiziani, attraverso le affollate strade di Parigi fino ai
ghiacci del Polo Nord, la squadra di ultra professionisti nota come
G.I.JOE si lancia in un’avventura senza sosta, in cui la tecnologia
di ultima generazione e il più sofisticato equipaggiamento militare
saranno impiegati per combattere il pericoloso trafficante d’armi
DESTRO ed evitare che la minacciosa e occulta organizzazione COBRA
getti il mondo nel caos.
G.I. Joe – La nascita dei
Cobra, l’analisi
Stephen Sommers ci
presenta ancora una volta una pellicola d’azione che rispetta le
aspettative del pubblico in cerca di intrattenimento senza troppe
pretese.
Ancora la Hasbro cerca di guadagnare sfruttando il cinema per
i suoi leggendari giocattoli, dopo il travolgente successo di
Transformers, che , almeno per il primo episodio, ha
decisamente più consistenza e valore di questo film.
In G.I. Joe – La
nascita dei Cobraa storia è quella
dei Joe, una squadra speciale che deve salvare il mondo da un
gruppo di cattivi. Niente di nuovo nella forma e nella sostanza,
anche se qualche scena ben congeniata riesce ad interessare lo
spettatore, vedi la scena dell’attacco a Parigi.
I personaggi di G.I. Joe –
La nascita dei Cobra, sono quasi tutti volti emergenti del
nuovo panorama cinematografico, riesco a convincere, chi più chi
meno, nei ruoli loro assegnati, su tutti la bella Rachel
Nichols, la rossa Joe. Bello il personaggio di Snake Eyes,
interpretato da Ray Park, che ricorda un po’ della malinconia degli
X-Men.
Sommers si tira
dietro un po’ di cast della
Mummia, Brendan Fraser e Arnold
Vosloo, e combina diversi elementi action e comedy, per
creare un film che senza pretese intrattiene, ma non convince e si
dimentica presto. Anche visivamente, numerose sono le immagini e le
suggestioni che ricordano Transformers, segno che forse le
ambizioni di Sommers erano superiori a quelle poi avveratesi.
G.I. Joe – La nascita dei
Cobra è un film d’azione che sfrutta la tecnologia
spettacolare per realizzare scene ben ritmate ma non destinate a
passare in fretta nella storia del cinema e nell’immaginario degli
spettatori.
Dopo il successo commerciale di Transformers, la Hasbro decide di riportare
sul grande schermo un altro dei suoi brand più longevi: i
leggendari G.I. Joe. A occuparsi della trasposizione è Stephen
Sommers, regista già noto per La Mummia e Van
Helsing, autore abituato a gestire progetti ricchi di effetti
visivi e azione. Le aspettative erano quelle di replicare la
formula del kolossal di Michael Bay, costruendo un nuovo franchise
capace di attirare il pubblico più giovane e allo stesso tempo
strizzare l’occhio agli appassionati di lunga data.
Il
risultato, tuttavia, è meno incisivo del previsto. G.I. Joe – La nascita dei Cobra è un
film che non nasconde la sua natura di puro prodotto commerciale:
intrattiene, diverte a tratti e offre alcune sequenze spettacolari,
ma fatica a distinguersi in un panorama cinematografico già saturo
di cinecomics e blockbuster. Ciò che emerge è
un’opera derivativa, che prende in prestito stilemi e soluzioni
visive da altre saghe di successo senza riuscire a imporsi con una
propria identità forte.
Trama di G.I. Joe – La nascita
dei Cobra: la squadra speciale contro la minaccia dei
Cobra
La storia di G.I. Joe – La
nascita dei Cobra segue le vicende dei Joe, una squadra
militare segreta d’élite chiamata a difendere il mondo da nuove e
sofisticate minacce. La loro missione è affrontare i Cobra,
organizzazione criminale dotata di armi tecnologiche avanzatissime
e pronta a colpire i principali centri di potere mondiale.
Il film alterna momenti di addestramento, conflitti interpersonali
e missioni sul campo. La sequenza dell’attacco a Parigi, con i Joe
impegnati a fermare un ordigno devastante, è uno dei passaggi
meglio orchestrati, capace di coniugare tensione, spettacolo e un
buon uso degli effetti speciali. Nonostante questo, la trama nel
suo insieme appare lineare, prevedibile e priva di quella
complessità che avrebbe reso la vicenda più appassionante.
Maria, i Cobra e le dinamiche interne alla squadra si muovono
secondo logiche già viste in decenni di cinema action: la lotta tra
bene e male, il tradimento, la vendetta, l’eroismo e i sacrifici.
Elementi che funzionano, ma che in questo caso non trovano un
equilibrio tale da rendere la narrazione memorabile.
I personaggi tra volti emergenti e icone del passato
Uno dei punti di forza di G.I.
Joe – La nascita dei Cobra sta nel cast eterogeneo, formato da
giovani attori emergenti e da presenze consolidate. Rachel Nichols
spicca nei panni della rossa Scarlett, convincente come figura
femminile capace di alternare carisma e fascino. Ray Park
interpreta Snake Eyes, guerriero silenzioso e tormentato che con la
sua fisicità e il suo costume iconico riesce a conquistare la
scena. È forse il personaggio più riuscito del film, perché porta
con sé una malinconia che ricorda eroi più complessi come quelli
degli X-Men.
Accanto a loro compaiono cameo e ruoli secondari che richiamano la
carriera di Sommers:
Brendan Fraser e Arnold Vosloo, volti
familiari della saga de La
Mummia, aggiungono un tocco di continuità stilistica al film.
Tuttavia, la loro presenza resta più un richiamo nostalgico che un
reale contributo alla narrazione.
I
villain, fulcro di ogni buon film action, risultano invece meno
incisivi. La minaccia dei Cobra appare stereotipata e priva di quel
carisma necessario a rendere memorabile un antagonista. Ciò
contribuisce a rendere la sfida tra Joe e Cobra più una successione
di scontri spettacolari che un vero confronto ideologico.
Effetti speciali e sequenze spettacolari: tra spettacolo e déjà
vu
Dal punto di vista tecnico, G.I. Joe – La nascita dei Cobra non delude. Sommers
sfrutta la tecnologia digitale per costruire un mondo di armi
futuristiche, veicoli da battaglia e scenari ad alto tasso di
distruzione. Le scene d’azione sono ben ritmate, con un montaggio
serrato e un uso massiccio di effetti visivi che, almeno sul piano
estetico, regalano allo spettatore momenti di pura adrenalina.
Tuttavia, l’impressione costante è quella del déjà vu. Le
inquadrature, i combattimenti e persino il design di alcune
sequenze ricordano fin troppo da vicino Transformers, rendendo il film derivativo e
poco originale. La spettacolarità visiva riesce a intrattenere, ma
non a sorprendere. In questo senso, Sommers sembra inseguire un
modello già collaudato senza introdurre elementi di reale
novità.
Un film di puro intrattenimento ma poco memorabile
In definitiva, G.I. Joe – La
nascita dei Cobra si presenta come un film d’azione
onesto, capace di offrire due ore di intrattenimento leggero a chi
non cerca altro che esplosioni, combattimenti e dinamiche di
squadra. Ma al di là della patina spettacolare, poco rimane nello
spettatore: i personaggi non si imprimono davvero, la trama è già
sentita e la regia non osa mai spingersi oltre i confini del già
visto.
È
un titolo che può divertire gli appassionati dei giocattoli Hasbro
e i fan del cinema action più spensierato, ma che difficilmente
riuscirà a rimanere nell’immaginario collettivo. Un tentativo di
lanciare un franchise che, rispetto ad altre saghe contemporanee,
non ha trovato la stessa fortuna.
Snake Eyes: G. I. Joe – Le origini (qui
la recensione) del 2021 doveva rilanciare il franchise dei
G.I. Joe, ma il film è stato una delusione in
termini economici e si è dunque pensato che potesse essere la
pietra tombale per quei personaggi e le loro vicende al cinema.
Tuttavia, il finale del film
Transformers: Il Risveglio ha preparato il terreno per
far sì che gli Autobot e i Decepticon condividessero finalmente lo
schermo con gli eroi e i cattivi di G.I. Joe.
Questo crossover ha già avuto luogo nei fumetti e, a questo punto,
potrebbe essere l’unico modo per salvare la serie cinematografica
di G.I. Joe.
Parlando con ComicBook.com, proprio la star
di Snake Eyes, Henry Golding, ha condiviso un aggiornamento
sulla situazione del franchise dopo quella scena post-credits.
“Voglio dire, Lorenzo di Bonaventura è un uomo impegnato e un
produttore fenomenale, e con lui il franchise è in mani
sicure“, dice Golding. “Qualunque cosa accada, penso che
sarà una combinazione di ciò che è venuto e di ciò che verrà. Penso
che la Paramount abbia dei piani grandiosi, grandiosi“.
G. I. Joe e Transformers insieme sul grande schermo
Parlando l’anno scorso, Di
Bonaventura ha condiviso alcune intuizioni sull’approccio della
Paramount al previsto incontro tra questi personaggi. “Non
considero le cose come un universo, ma come una storia e i G. I.
Joe faranno parte della storia. Penso anche che il termine
‘crossover’ significhi cose diverse per persone diverse“, ha
spiegato il produttore veterano. “Per me i Joe, chiunque essi
siano, entrano nel mondo dei Transformers, non uniscono i due
mondi“.
“Il piano è di fare alla fine
[un crossover]. Ma, per il prossimo film, saranno i Joe a entrare
in scena per qualsiasi cosa il finale di Il risveglio ci abbia
fatto credere sia possibile”. “Oh, interagiranno. Non
abbiamo ancora sviluppato una sceneggiatura“, ha aggiunto Di
Bonaventura. “Quello che posso dire è che, proprio come
facciamo con ogni altro film, sarà una squadra di Transformers e
umani a combattere la battaglia. I Joe ne faranno parte“.
Tra i
thriller britannici più sorprendenti degli ultimi anni, Fuze
– Conto alla rovescia di David Mackenzie costruisce
la propria tensione attorno a un presupposto apparentemente
semplice: il ritrovamento di una bomba inesplosa nel centro di
Londra. Quello che inizialmente sembra un racconto corale sulla
gestione di un’emergenza pubblica si trasforma però
progressivamente in qualcosa di molto diverso, un
heist movie costruito su depistaggi, prospettive ingannevoli e
identità nascoste. Per gran parte della durata del film lo
spettatore crede di seguire vicende separate, destinate a
incrociarsi solo indirettamente, senza immaginare che il vero piano
sia molto più complesso.
Il finale di
Fuze – Conto alla rovescia ribalta infatti tutto ciò
che il pubblico pensa di sapere sui protagonisti. L’esplosione, la
rapina e il caos che paralizza la città non sono eventi casuali o
paralleli, ma parti di una strategia orchestrata da persone che
sembravano appartenere a mondi completamente diversi. La
conclusione del film non serve soltanto a sorprendere lo
spettatore, ma ridefinisce il significato dell’intera storia,
trasformando un tradizionale thriller criminale in una riflessione
sul potere delle alleanze improbabili e sulla volontà di sottrarsi
ai ruoli imposti dalla società.
Chi organizza davvero la rapina e
perché il piano funziona alla perfezione
La grande
rivelazione del finale riguarda l’identità dei veri responsabili
del colpo. Per quasi tutto il film, il maggiore Will Tranter
(Aaron Taylor-Johnson) appare
come un soldato impegnato a gestire l’emergenza causata dalla
bomba, mentre Rahim sembra soltanto un civile coinvolto suo
malgrado negli eventi. Parallelamente, il criminale Karalis è
presentato come una figura legata al traffico di diamanti e ai
gruppi che stanno sfruttando il caos per compiere la rapina in
banca. Solo negli ultimi minuti emerge la verità: Tranter, Rahim e
Karalis stanno lavorando insieme fin dall’inizio e sono gli
autentici architetti dell’intera operazione.
La bomba non
è mai stata soltanto una minaccia da neutralizzare, ma uno
strumento di distrazione progettato per paralizzare le forze
dell’ordine e consentire il furto dei diamanti. Grazie alla sua
esperienza militare, Tranter riesce a controllare l’intervento
degli artificieri e a mantenere l’attenzione delle autorità
concentrata sull’ordigno. Nel frattempo Karalis coordina i
movimenti dei rapinatori, mentre Rahim diventa il tassello
fondamentale per trasferire il bottino senza attirare sospetti. Il
successo del piano dipende proprio dal fatto che nessuno immagina
che un soldato decorato, un padre di famiglia e un contrabbandiere
possano essere alleati. Quando la verità viene finalmente rivelata,
lo spettatore comprende che ogni scena precedente aveva un
significato diverso da quello apparente e che il film lo ha
ingannato con la stessa abilità con cui i protagonisti hanno
ingannato polizia e criminali.
Il significato del finale di Fuze
tra libertà personale, identità e rifiuto delle regole sociali
Al di là del
colpo di scena, il finale di Fuze – Conto alla
rovescia suggerisce una lettura più interessante del
semplice successo di una rapina. I tre protagonisti appartengono a
mondi differenti e rappresentano figure che la società tende a
classificare in modo rigido: il soldato fedele allo Stato,
l’immigrato integrato e il criminale senza scrupoli. David
Mackenzie costruisce il racconto proprio per smontare queste
etichette, mostrando come dietro ogni ruolo si nascondano desideri,
frustrazioni e ambizioni che sfuggono alle aspettative
collettive.
Tranter è un
uomo che ha servito il proprio Paese ma che porta sulle spalle il
peso delle esperienze vissute in guerra e delle perdite subite.
Rahim è un cittadino rispettabile che continua però a essere
osservato con sospetto e diffidenza. Karalis, al contrario, non
cerca nemmeno di nascondere la propria natura opportunista. Ciò che
li unisce è il desiderio di sottrarsi al destino che sembra già
scritto per loro. In questa prospettiva, il colpo non diventa
soltanto un’operazione criminale ma un tentativo di riconquistare
il controllo delle proprie vite. Il film non assolve moralmente i
protagonisti, ma evita anche di condannarli apertamente, preferendo
concentrarsi sulla loro capacità di sfruttare un sistema che spesso
li ha definiti e limitati. Il finale assume così il valore di una
fuga dalle strutture sociali e dalle identità imposte.
Perché il finale riflette la
tradizione del thriller britannico e il cinema di David
Mackenzie
Il modo in
cui Fuze – Conto alla rovescia costruisce la propria
conclusione richiama una lunga tradizione del thriller britannico
fondato sulla tensione narrativa e sui colpi di scena. David
Mackenzie, già autore di opere come Hell or High Water e Outlaw
King, dimostra ancora una volta il proprio interesse per personaggi
che si muovono ai margini delle istituzioni e che cercano di
ribellarsi a sistemi percepiti come oppressivi o inefficaci.
In Fuze – Conto alla
rovescia questa tematica viene sviluppata attraverso una
struttura particolarmente elaborata. Mackenzie sfrutta le
convenzioni del film sulla rapina per nascondere la verità fino
all’ultimo momento, utilizzando la bomba come un gigantesco
espediente narrativo che distrae non solo i personaggi ma anche il
pubblico. La scelta di raccontare la storia da prospettive
differenti contribuisce a rafforzare l’inganno e rende il finale
particolarmente efficace. Una volta rivelata la connessione tra
Tranter, Rahim e Karalis, l’intero film acquista una nuova
dimensione e invita a una seconda visione, durante la quale molti
dettagli apparentemente insignificanti assumono un valore
completamente diverso. È proprio questa capacità di trasformare
retroattivamente il significato delle immagini a rendere il finale
di Fuze uno degli aspetti più riusciti dell’opera.
È
stato diffuso il trailer ufficiale di Fuze – Conto alla rovescia, il nuovo
action thriller diretto da David Mackenzie, regista apprezzato per
film come Hell or High
Water. Il film arriverà nelle sale italiane
dal 17 giugno e
promette un mix esplosivo di tensione, azione e colpi di scena,
guidato da un cast che comprende Aaron Taylor-Johnson, Theo James e
Sam Worthington.
Lo
slogan scelto per accompagnare il lancio del trailer è eloquente:
“Il caos perfetto non si trova.
Si costruisce.” Una frase che anticipa il cuore della vicenda,
incentrata su un piano criminale che sfrutta una situazione
d’emergenza per mettere a segno un colpo tanto ambizioso quanto
pericoloso.
Una bomba della Seconda guerra
mondiale scatena il caos nel cuore di Londra
La
storia di Fuze – Conto alla rovescia prende il via
quando una bomba inesplosa risalente alla Seconda guerra mondiale
viene scoperta in un cantiere nel centro di Londra. La scoperta
costringe le autorità a evacuare rapidamente una vasta area della
città, generando confusione e paralizzando le normali attività.
Mentre polizia ed esercito cercano di gestire la crisi e mettere in
sicurezza la zona, una banda di criminali senza scrupoli individua
nell’emergenza l’occasione perfetta per entrare in azione.
Approfittando del panico generale e delle risorse delle forze
dell’ordine concentrate sulla minaccia dell’ordigno, il gruppo
mette in moto un piano elaborato destinato a trasformarsi in uno
dei colpi più audaci mai tentati.
Il film è diretto da David Mackenzie e vede nel cast Aaron
Taylor-Johnson, Theo James, Saffron Hocking, Gugu Mbatha-Raw, Elham
Ehsas e Sam Worthington. Il trailer anticipa un thriller
ad alta tensione costruito attorno a inseguimenti, scontri,
tradimenti e una corsa contro il tempo che si svolge sullo sfondo
di una Londra in piena emergenza.
Fuze – Conto alla
rovescia arriverà nei cinema italiani dal 17 giugno.
Dopo l’uscita
di Fuze
– Conto alla rovescia, il thriller crime diretto da David
Mackenzie, Aaron Taylor-Johnson ha
commentato uno degli aspetti più discussi del film: il sorprendente
finale che ribalta completamente la percezione del protagonista
Will Tranter.
Nel corso di
un’intervista rilasciata a ScreenRant in occasione dell’uscita
americana del film, l’attore ha raccontato il lavoro svolto per
costruire un personaggio molto più complesso di quanto appaia
inizialmente sullo schermo. Attenzione: seguono spoiler sul finale
del film.
Aaron Taylor-Johnson: “Tranter è
un uomo frustrato e disilluso dal sistema”
Nel
finale di Fuze – Conto alla rovescia si scopre
che il Maggiore Will Tranter non è il militare eroico che sembra
essere per gran parte della storia. Dietro l’operazione per
disinnescare la bomba inesplosa trovata a Londra si nasconde
infatti il vero ideatore di un elaborato furto di diamanti.
Parlando
delle motivazioni del personaggio, Taylor-Johnson ha spiegato che
il lavoro svolto insieme agli autori è andato ben oltre quanto
mostrato nel montaggio finale:
“Siamo andati molto oltre quello che si vede nella storia.
Stavamo esplorando molti modi diversi per dare un’altra dimensione
a questo personaggio.”
Secondo
l’attore, il cuore della vicenda è legato alla profonda
disillusione di Tranter nei confronti della vita militare.
“Si
percepisce la sua frustrazione verso l’esercito; è disilluso. È
anche arrabbiato e ferito per il passato e per ciò che ha vissuto.
Credo che tutto questo sia collegato al motivo per cui fa quello
che fa.”
Taylor-Johnson ha inoltre sottolineato come per lui sia
fondamentale trovare sempre una componente emotiva nei personaggi
che interpreta, anche quando le loro azioni risultano moralmente
discutibili.
“Cerco sempre di trovare empatia per il protagonista.
Voglio che il pubblico provi qualcosa per lui.”
L’attore ha
però ricordato che Fuze – Conto alla rovescia nasce
soprattutto come un thriller d’intrattenimento:
“David voleva realizzare un film di novanta minuti, veloce,
pieno di colpi di scena. È un heist movie pensato per divertire. Se
entrate in sala aspettandovi una corsa adrenalinica, credo che
resterete soddisfatti.”
David Mackenzie racconta come è
nato il finale a sorpresa
Anche il
regista David Mackenzie ha spiegato il processo creativo che ha
portato alla costruzione del twist finale.
Secondo il
filmmaker, l’idea iniziale era quella di unire il cinema delle
rapine degli anni Settanta con i thriller incentrati sugli ordigni
inesplosi.
“Volevo realizzare un film che combinasse la tensione delle
storie sulle bombe inesplose con il classico heist movie, in
particolare quelli francesi degli anni Settanta.”
Mackenzie ha
rivelato che la struttura narrativa definitiva è stata raggiunta
soltanto dopo diversi passaggi di scrittura e grazie al contributo
di consulenti provenienti dall’esercito e dalle forze
dell’ordine.
“Il
film ha assunto una nuova dimensione quando abbiamo iniziato a
lavorare con consulenti dell’esercito e della polizia. Ci hanno
fornito competenze, procedure e dettagli che inizialmente non
avevamo.”
Per il
regista era fondamentale mantenere un forte senso di realismo anche
all’interno di una storia costruita attorno a un grande colpo di
scena.
“Volevamo essere il più autentici possibile. Abbiamo
parlato con poliziotti, militari ed ex rapinatori per assicurarci
che ogni passaggio fosse credibile.”
Una ricerca di autenticità che,
insieme alla tensione costante e ai continui ribaltamenti
narrativi, ha contribuito a trasformare Fuze in uno dei
thriller crime più apprezzati dell’anno.